
È stata inaugurata ieri pomeriggio, presso la Sala Matrimoni del Comune di Sassuolo, la mostra “L’Ordine delle Cose” di Paolo Casarini, inserita nell’ambito del festivalfilosofia 2026 dedicato quest’anno al tema del “caos”. Promossa dal Servizio Eventi Culturali del Comune e curata da Martina Di Toro, l’opera ha subito catturato l’attenzione dei visitatori, trasformando l’evento in un’esperienza immersiva e partecipativa. Alla presenza dell’artista modenese (classe 1998), l’inaugurazione ha segnato il momento culminante di un percorso espositivo e concettuale diffuso che abbraccia anche Piazza Garibaldi e via Menotti.
L’installazione punta a stimolare il senso critico del pubblico attraverso lo spiazzamento e lo stupore, ponendo gli spettatori di fronte a quesiti apparentemente assurdi e illogici. Attraverso il coinvolgimento attivo, ogni partecipante viene invitato a comparare grandezze intrinsecamente incomparabili secondo la propria percezione personale. Questo processo converge nel “Rudolfmetro”, uno strumento singolare ideato per misurare tali valutazioni irrazionali e tradurle nella “Matrice delle Importanze”: una rappresentazione visiva e dinamica che riordina il “Mondo Piatto” e trasforma il caos indistinto in una nuova gerarchia di significati.
Al centro del lavoro di Casarini vi è una profonda riflessione sulla natura della realtà: la nostra percezione non si fonda su un valore assoluto e oggettivo, ma è il frutto di un costrutto percettivo e relativo. Ciò che inizialmente appare uniforme e privo di gerarchie trova un senso solo nel continuo rapporto tra l’individuo e l’ambiente circostante. In questo modo, l’arbitrarietà del singolo si fonde con quella della comunità, evolvendo dal caos originario a un vero e proprio “Ordine delle Cose” collettivo.
Paolo Casarini, laureato in Fisica teorica e fondatore della ditta “Paolo Casarini Idee”, conferma con questo progetto la sua eclettica cifra stilistica. Già autore di romanzi quali La Festa (2021), La grande gara (2022) e La città (2024), Casarini è noto per progetti concettuali e provocatori come il Dizionario delle Parole che Non Esistono, il CSEI (Centro Studi Estremamente Importanti) e il giornale Cose vere, famoso per riportare unicamente notizie inconfutabili.




