Un documento così importante non può essere tenuto nascosto ai consiglieri fino a poche ore prima del Consiglio. Il Sindaco intervenga immediatamente, servono chiarezza e rispetto delle istituzioni».C’è un passaggio nella comunicazione del Segretario comunale avvenuta oggi verso i consiglieri che, più di ogni altro, evidenzia la contraddizione e la gravità di quanto accaduto.
Nella nota si legge testualmente: «Questo ufficio ha provveduto nell’immediatezza ricevuto il 21/10 a trasmettere il provvedimento della Corte al Presidente del Consiglio Comunale, in quanto organo preposto alla cura delle informazioni e comunicazioni all’intero Consiglio».
Parole che oggi sollevano una domanda inevitabile: se l’ufficio del Segretario comunale riconosce espressamente l’importanza della tempestiva trasmissione di un provvedimento della Corte dei Conti, per quale motivo lo stesso principio non sarebbe stato rispettato nei confronti di tutti i consiglieri comunali?
Come consigliere comunale di Sassuolo, ritengo quanto accaduto estremamente grave e meritevole di un’immediata assunzione di responsabilità.
Il Presidente del consiglio comunale ha un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento dell’istituzione: deve garantire imparzialità, trasparenza, correttezza amministrativa e pari condizioni informative a tutti i componenti del Consiglio comunale, senza distinzioni politiche o di appartenenza.
In questa vicenda, invece, ciò che contesto è proprio la mancata tempestiva condivisione di un documento di tale rilevanza. Non soltanto non è stato trasmesso immediatamente a tutti i consiglieri, ma, fino alla seduta consiliare, non è stato portato preventivamente all’attenzione delle commissioni competenti né della Conferenza dei capigruppo.
Un fatto particolarmente grave, perché ha impedito ai consiglieri di conoscere per tempo il contenuto di un provvedimento importante, approfondirlo e prepararsi adeguatamente al confronto istituzionale.
E come se non bastasse, durante la seduta si sarebbe arrivati soltanto alla lettura di una breve minuta, senza che tutti i consiglieri avessero avuto preventivamente piena disponibilità della documentazione e impedendo un dibattito sul tema.
Non è questo il modo di garantire la trasparenza e il corretto funzionamento del Consiglio comunale.
Non si può pretendere che i consiglieri esercitino pienamente il proprio mandato se vengono messi nelle condizioni di conoscere atti importanti soltanto all’ultimo momento e senza possibilità di dibatterlo. Il diritto all’informazione non è una concessione, ma una condizione indispensabile per svolgere il proprio ruolo istituzionale.
Per questo ritengo che il Sindaco debba intervenire immediatamente, verificare quanto accaduto e assumere le decisioni conseguenti, valutando la sostituzione del Presidente del consiglio comunale!
Ma ritengo che anche il Presidente del Consiglio stesso debba fare una seria riflessione sul proprio comportamento e sull’opportunità di rassegnare le dimissioni. Chi ricopre un incarico così delicato deve essere il primo a garantire trasparenza, correttezza e imparzialità nei confronti di tutti i rappresentanti eletti dai cittadini.
Le istituzioni non appartengono a chi le amministra temporaneamente. Appartengono ai cittadini e devono essere rispettate da tutti, a partire da chi ha il dovere di garantirne il corretto funzionamento.
Su questa vicenda non intendo fare passi indietro. I consiglieri comunali hanno diritto di conoscere gli atti, di essere informati tempestivamente e di esercitare il proprio mandato senza ostacoli o disparità di trattamento.
La trasparenza non può essere proclamata nelle comunicazioni ufficiali e poi disattesa nei comportamenti concreti.
Gianfrancesco Menani
Consigliere comunale di Sassuolo




