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Formigine. Rifiuti, la maggioranza al centrodestra: «il consiglio indirizza, non gestisce. sulla TCP nessun voto al buio, solo una fuga dal voto»

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Formigine. Rifiuti, la maggioranza al centrodestra: «il consiglio indirizza, non gestisce. sulla TCP nessun voto al buio, solo una fuga dal voto»La maggioranza in Consiglio comunale replica al centrodestra, che ha abbandonato l’aula durante il voto sul passaggio dalla TARI alla tariffa corrispettiva puntuale (TCP) dal 1° gennaio 2027. La delibera è stata approvata.

Parlare di voto al buio non corrisponde ai fatti. In commissione ci sono stati approfondimenti molto chiari con il dirigente e i tecnici, con una serie di spiegazioni tecniche sul funzionamento del meccanismo, sulle previsioni normative, sul metodo di fatturazione, sui costi del servizio. I dati che non sono stati forniti non erano ancora disponibili perché in fase di elaborazione: non si possono dare numeri che oggi non esistono. E la delibera riguardava solo il passaggio da tributo a corrispettivo, previsto dalla legge: la raccolta non cambia e portare la discussione su un altro piano è solo una strumentalizzazione politica.

Per quanto riguarda il ruolo del consiglio comunale, per cui nella retorica del centrodestra sarebbe costantemente scavalcato, le modalità operative su cui stiamo lavorando discendono dalle gare d’appalto d’ambito, dai contratti in vigore con il gestore, dalle norme ARERA e dai regolamenti ATERSIR. Nessun voto di una seduta consiliare può riscriverli o arrogarsi diritti e competenze non previste dalla legge. Il Consiglio non è affatto svilito: avrà la parola ogni volta che la legge gli attribuisce la competenza, con un nuovo passaggio sul regolamento previsto a metà 2027, e già dalla prossima settimana sarà convocata una commissione informativa sui temi più sentiti, come aperture e conferimenti extra. Questi tempi e queste leggi sono le stesse in vigore nelle regioni governate dal centrodestra, che usano gli stessi strumenti normativi e tempistiche: delibera di indirizzo prima, regolamento e tariffe dopo, entro il termine nazionale. Al di là del fatto che si tratta di norme nazionali su cui ovviamente non possiamo incidere, perché il centrodestra disconosce il medesimo metodo applicato dalle sue amministrazioni nel resto d’Italia?

Intanto i fatti: con i costi del servizio 2026, la TCP avrebbe fatto risparmiare ai formiginesi 385mila euro, e le imprese potranno detrarre l’IVA, cosa impossibile con la TARI. Nel 2027 saranno 191 i comuni emiliano-romagnoli in TCP, e come detto il modello è diffusissimo in Lombardia e Veneto, regioni di centrodestra, dove valgono le stesse norme nazionali. Lì qualcuno ha parlato di salto nel buio e di consigli esautorati? Se la norma nazionale non è di loro gradimento, la maggioranza parlamentare e di governo di centrodestra ha i numeri per cambiarla in poche ore. I nostri esponenti del centrodestra locale hanno fatto questa richiesta ai loro rappresentanti in parlamento e al governo?

Infine, il percorso di informazione è già partito sulla base delle informazioni disponibili che arrivano dagli enti sovraordinati, organizzando consigli di frazione, una campagna capillare del gestore e a numerosi incontri pubblici: le novità su aperture e agevolazioni saranno note ai cittadini prima dell’entrata in vigore del sistema.

Uscire dall’aula non è responsabilità: responsabilità è votare e assumersi la propria posizione davanti ai cittadini, contestare il metodo e sostenere che “magari sul merito della TCP saremmo anche d’accordo” è solo una facile via d’uscita populistica per alzare un polverone che non serve ai cittadini.

I gruppi di maggioranza in Consiglio comunale di Formigine

 

Partito Democratico

Alleanz Verdi-Sinistra

Formigine Viva

Movimento 5 Stelle

Formigine al Centro