
L’affidamento diretto è previsto dalla legge. Ma il punto, prima ancora che amministrativo, è politico: ridurre un progetto dedicato alla partecipazione dei giovani a una polemica su costi, date e procedure è una scelta di basso profilo.
Leggo le considerazioni di Fratelli d’Italia sull’organizzazione del Consiglio comunale delle Ragazze e dei Ragazzi e credo sia necessario riportare la discussione al suo giusto livello.
Partiamo da un punto: la correttezza delle procedure amministrative va sempre garantita. Gli atti sono pubblici, le regole sono chiare e ogni passaggio può essere verificato. Ma è bene ricordare che l’affidamento diretto è una modalità pienamente legittima, espressamente prevista dalla normativa vigente, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni stabiliti dalla legge. Non può quindi essere presentato, di per sé, come un elemento di irregolarità o di sospetto.
Il tema, tuttavia, è soprattutto politico.
Stiamo parlando di un progetto che mette al centro ragazze e ragazzi, offrendo loro l’opportunità di conoscere le istituzioni, esprimere idee, confrontarsi e sperimentare concretamente il valore della partecipazione democratica.
Un’esperienza importante per la crescita civica delle nuove generazioni e per tutta la comunità sassolese. Non a caso, la sua istituzione era stata condivisa e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale.
E quando si è trattato di approvare il regolamento per renderlo concretamente operativo, alcuni gruppi dell’opposizione hanno votato a favore, riconoscendo la bontà del progetto e il suo valore educativo. Non tutta l’opposizione, quindi, ha scelto la strada della contrapposizione: una parte ha saputo distinguere il valore dell’iniziativa dalle normali differenze politiche.
Eppure, oggi, sembra che l’attenzione si sia spostata altrove: date, costi, preventivi, modalità di affidamento, fino a sollevare dubbi sul coinvolgimento di una cooperativa sociale che collabora da anni con l’Amministrazione e opera anche in ambiti importanti come l’organizzazione dei centri estivi.
Proprio per questo colpisce che Fratelli d’Italia scelga di spostare il confronto sul terreno della polemica, anziché valorizzare la finalità educativa e civica di questa esperienza.
Naturalmente, Fratelli d’Italia ha tutto il diritto di esercitare il proprio ruolo di opposizione e di controllo, chiedendo conto delle scelte amministrative e delle risorse impiegate. Nessuno lo mette in discussione.
Ma una cosa è il controllo, un’altra è cercare la polemica a tutti i costi, alimentando sospetti e trasformando ogni iniziativa in un’occasione di attacco politico.
Ridurre un progetto di questo valore a una disputa burocratica è svilente. Politicamente, è una scelta di basso profilo.
Credo che la politica debba saper riconoscere il valore delle iniziative che fanno crescere una comunità, soprattutto quando riguardano le nuove generazioni.
Alle ragazze e ai ragazzi che si avvicineranno a questa esperienza dovremmo insegnare che la partecipazione, il confronto e il rispetto delle istituzioni vengono prima delle appartenenze politiche.
Sarebbe bello se, almeno su questo, riuscissimo a dare loro il buon esempio.
Matteo Bettuzzi
Consigliere comunale – Partito Democratico Sassuolo




