Ricordiamo a tutti i cittadini coinvolti nel Censimento Permanente della Popolazione – Rilevazione da Lista – che potranno compilare in piena autonomia il questionario online fino a lunedì 13 dicembre, utilizzando le credenziali inviate da Istat nella lettera informativa.
In caso di smarrimento delle credenziali, è possibile contattare l’Ufficio Anagrafe o scrivere ad anagrafe@comune.sassuolo.mo.it.
Dopo il 13 dicembre, i cittadini che non avranno ancora risposto, saranno contattati da un rilevatore. Ricordiamo che la mancata risposta o il rifiuto di rispondere comporterà il pagamento di una sanzione pecuniaria.
Le misure varate a sostegno delle imprese e una sempre più piena ripresa delle attività hanno contribuito all’allargamento della base imprenditoriale giovanile regionale. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.
Alla data del 30 settembre 2021 le imprese attive giovanili emiliano-romagnole sono risultate 28.453, con un incremento di 527 unità (+1,9 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2020.
Si conferma così l’inversione di tendenza registrata nei precedenti trimestri del 2021 che ha interrotto l’andamento che si registrava dal 2012
Il trend delle imprese giovanili è assai diverso se si considerano due sottoinsiemi non disgiunti: le imprese di giovani donne (giovanili e femminili) e quelle di giovani stranieri (giovanili e straniere).
A fine settembre le imprese giovanili femminili erano giunte a quota 7.816 pari al 27,5 per cento delle imprese giovanili regionali. La tendenza negativa iniziata nel 2016, particolarmente accentuata nel 2020, si è ridotta e poi invertita tra aprile e giugno 2021, fino al leggero incremento dello 0,6 per cento (+50 imprese) nel terzo trimestre rispetto alla fine di settembre del 2020.
Alla stessa data le imprese giovanili straniere erano 7.692 pari al 28,1 per cento delle imprese giovanili dell’Emilia-Romagna. Sono quindi rimaste invariate rispetto alla fine di settembre 2020.
La crescita complessiva delle imprese giovanili regionali è quindi da attribuire alle giovanili che non si caratterizzano anche come straniere o femminili.
Il confronto con il dato italiano
Nel terzo trimestre 2021, la consistenza della base imprenditoriale giovanile si è ridotta in tredici delle regioni italiane. Al contrario, gli aumenti più rilevanti sono stati in Trentino-Alto Adige (+3,8 per cento), in Valle d’Aosta (+2,5 per cento) e in Emilia-Romagna che è terza (1,9 per cento).
I settori di attività economica
Nel trimestre la consistenza delle imprese giovanili è aumentata in tutti i macrosettori. ma non in modo omogeneo. L’incremento è stato determinato dall’insieme dei servizi dove l’andamento è stato frutto di tendenze differenziate, ma prevalentemente positive, con alcune eccezioni, con l’aumento di 368 imprese (+2,0 per cento). La dinamica è stata superiore per l’insieme dei servizi diversi dal commercio (+269 imprese, +2,3 per cento).
Ma tra le sezioni di questi servizi, la tendenza si è confermata ancora negativa per alloggio e ristorazione (-106 unità, -3,1 per cento), particolarmente colpiti dalle conseguenze della pandemia. Il pesante calo è stato determinato dalla ristorazione (-76 unità, -2,5 per cento), comparto con ampia presenza di imprese giovanili (10,6 per cento), ma è nell’alloggio che si è avuto un vero crollo (-10,4 per cento). Si sono ridotte anche le imprese della sanità e assistenza sociale (-9,7 per cento), dopo una crescita vertiginosa in passato, e le attività di trasporto, magazzinaggio (-2,0 per cento) e trasporto terrestre (-3,3 per cento).
I segni positivi nel macrosettore degli altri servizi hanno avuto numeri decisamente superiori. In particolare, hanno accelerato le attività professionali, scientifiche e tecniche (+153 unità, +13,9 per cento), direzione aziendale e consulenza gestionale (+23,1 per cento, +63 unità), pubblicità e ricerche di mercato (+17,5 per cento, +55 unità). Seguono noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (105 unità, +7,7 per cento).
Dopo avere invertito la tendenza negativa nel trimestre precedente, le imprese del settore del commercio hanno confermato la fase di crescita (+99 imprese, +1,4 per cento), derivata dalla ripresa del dettaglio (+126 unità, +3,4 per cento).
Nel terzo trimestre 2021 le imprese giovanili delle costruzioni sono finalmente aumentate (+48 unità, +1,0 per cento), sulla spinta dei sostegni al settore grazie alla realizzazione di edifici (+5,2 per cento).
La base imprenditoriale giovanile dell’industria ha rafforzato la tendenza positiva avviata nel trimestre precedente (+35 unità, +1,7 per cento). Il recupero è derivato dalle imprese manifatturiere (+42 unità, +2,1 per cento) e, in particolare, da alimentare (+24 unità, +11,3 per cento), riparazione, manutenzione e installazione di macchine (+12 unità, +4,5 per cento), altre industrie manifatturiere (+10,5 per cento) e fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+23,3 per cento). Al contrario, c’è stata riduzione nelle confezioni (-25 unità, -7,7 per cento).
Infine, è proseguito il recupero delle imprese giovanili attive nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+76 imprese, +3,2 per cento), forte in agricoltura (+57 imprese), ma sostenuto anche dalla crescita delle imprese della pesca e acquacoltura (+20 imprese, +4,9 per cento).
La forma giuridica
L’incremento delle imprese giovanili è principalmente da attribuire alle ditte individuali, che dopo dieci anni di riduzioni hanno confermato l’inversione di tendenza in positivo avvenuta nel primo trimestre dell’anno e hanno accelerato sensibilmente la loro crescita (414 unità, +1,9 per cento).
Anche le società di capitale hanno ripreso la precedente tendenza positiva interrotta negli ultimi tre trimestri del 2020 e hanno messo a segno un ulteriore incremento (+4,0 per cento, +188 unità).
Invece, le società di persone non sono riuscite a invertire la tendenza negativa (-3,2 per cento, -54 unità): continua a incidere l’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata.
Le imprese costituite sotto altre forme, cooperative e consorzi, hanno avuto una pesante caduta (-7,8 per cento).
La capacità innovativa del Terzo settore, da sempre parte integrante del welfare in Emilia-Romagna, nel creare nuove occasioni di crescita a beneficio di tutta la collettività. E poi la collaborazione fra Regione, associazionismo e volontariato, a partire dai progetti attivati sul territorio, specialmente in questa lunga fase di emergenza sanitaria.
Questi i temi principali al centro del convegno, che si è svolto ieri pomeriggio a Bologna, su “La capacità generativa dei progetti del Terzo Settore”, promosso dalla Regione in occasione della 36° Giornata Internazionale del Volontariato istituita dall’Onu, che si celebra domenica 5 dicembre.
Ad aprire e coordinare i lavori, la vicepresidente della Regione con delega al Welfare, Elly Schlein, e Fausto Viviani, Portavoce del Forum Terzo Settore.
“Siamo da sempre vicini al mondo del Terzo Settore, che ricopre un ruolo cruciale di sostegno della comunità regionale e svolge un’azione indispensabile di aiuto alle persone più vulnerabili- ha affermato la vicepresidente Schlein-. Per il futuro confermiamo il nostro pieno supporto alle tante realtà che operano sul territorio garantendo continuità alle attività che portano avanti, insostituibili per il welfare dell’Emilia-Romagna. Una conferma avuta anche durante i mesi durissimi dell’emergenza sanitaria, dove il Terzo settore è stato quotidianamente a fianco di chi ha avuto e continua ad avere più bisogno. Siamo convinti- conclude la vicepresidente- che avrà un ruolo fondamentale anche per la ripartenza, questo è un investimento sul futuro e sul nostro tessuto sociale”.
Nel corso del convegno si è anche parlato del ruolo e del futuro del volontariato, e in particolare di quali cambiamenti questo mondo variegato, che in regione – da Piacenza a Rimini- conta quasi 3mila realtà iscritte nell’apposito albo regionale, metterà in atto alla luce delle recenti esperienze dettate dalla pandemia. Si va dai metodi di partecipazione, anche da parte dei giovani, alla formazione dei volontari, fino alla capacità innovativa dei progetti realizzati grazie ai bandi regionali per finanziarli.
Nella giornata sono state poi presentate le ricerche “Prima valutazione degli esiti delle progettazioni di rilevanza locale finanziate dai bandi regionali” curata dall’Istituto Iress (Istituto regionale emiliano romagnolo per i servizi sociali e sanitari, la ricerca applicata e la formazione) su commissione del Forum Terzo Settore, e “L’evoluzione del rapporto Pubblico-Privato alla luce del Nuovo Codice del Terzo settore” del Centro Studi Aiccon, promosso dall’Università di Bologna; oltre ad una prima mappatura delle iniziative di Innovazione sociale realizzate in Emilia-Romagna.
La Regione per il Terzo settore
La Regione, in questi anni, ha adottato provvedimenti a sostegno dei soggetti del Terzo settore per oltre 17,9 milioni di euro, che si configurano come risposta alle istanze provenienti da questo settore e alle difficoltà legate alla pandemia. Attualmente la Regione sta supportando il ministero del Lavoro e Politiche sociali per i procedimenti relativi alla ripartizione delle risorse del Fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore che ammonta a 210 milioni su base nazionale. Il bando on line è stato aperto il 29 novembre e chiuderà l’11 dicembre. La Regione è tenuta a svolgere le verifiche per l’ammissione degli enti con sede sul territorio che presenteranno domanda di contributo tramite piattaforma informatica nazionale e a liquidare le somme concesse agli stessi ad avvenuto trasferimento delle necessarie risorse sul bilancio regionale.
Nei giorni scorsi la Compagnia della Guardia di Finanza di Sassuolo, nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio e delle verifiche volte ad accertare il rispetto dei requisiti di commercializzazione dei prodotti alimentari prenatalizi, ha effettuato un controllo nei confronti di un rivenditore all’ingrosso di generi alimentari, riscontrando varie violazioni in tema di sicurezza prodotti, le quali hanno portato le Fiamme Gialle sassolesi al sequestro amministrativo di circa 5 tonnellate di cibo e bevande, prive dei requisiti richiesti per la commercializzazione.
L’attività di servizio, eseguita con la collaborazione di personale qualificato del Servizio Veterinario dell’AUSL di Modena, ha consentito di accertare che all’interno dell’esercizio commerciale di Sassuolo erano stoccate per la vendita ingenti quantità di cibo e bevande, sia in esposizione che pronti alla vendita, che presentavano evidenti violazioni delle più basilari regole per la commercializzazione. Infatti, gli alimenti erano sprovvisti delle
indicazioni sulla loro provenienza (ad esempio le indicazioni del produttore od importatore), e delle informazioni in lingua italiana in merito agli ingredienti e/o allergeni contenuti.
Pertanto, alla luce delle violazioni riscontrate, circa 5 tonnellate di alimenti e bevande, tra cui 112 kg di burro sfuso, 360 litri di olio di oliva, 1 tonnellata di arachidi, 1,1 tonnellate di zucchero, 2800 litri di bevande varie, potenzialmente pericolose per la salute pubblica (mancanza di etichettatura in lingua italiana e mancanza di indicazioni del produttore ed importatore), sono state sottoposte a sequestro amministrativo per violazione delle
norme contenute nel Regolamento UE n. 1169/2011 nonché nel Codice del Consumo.
Tali prodotti, proprio per la totale assenza delle minime informazioni su ingredienti e provenienza, se immessi in commercio avrebbero potuto nuocere gravemente alla salute del consumatore: in tal senso la normativa italiana e comunitaria è particolarmente stringente nell’obbligare i produttori prima, ed i venditori poi, ad indicare lungo
tutta la filiera degli alimenti una serie di informazioni, tra cui il Paese di origine, il produttore/importatore, gli ingredienti ed i valori nutrizionali.
Oltre ai citati alimenti le Fiamme Gialle sassolesi hanno sequestrato anche più di 1.600 cosmetici, in particolare maschere per il viso, rossetti, creme corpo, saponette, perché privi della etichettatura in lingua italiana, in violazione del Codice del Consumo.
Il gestore, di origini marocchine ma con regolare cittadinanza italiana, rischia fino a 12.000 Euro di multa.
Dopo quasi due anni Italia del Futuro torna ad organizzare in presenza un progetto cultura, occasione importante per annunciare la nuova segreteria locale che aprirà l’evento. Sabato alle 17 spazio quindi alla Mabic per parlare di ambiente a 360 gradi con una scaletta corposa, al Sindaco Zironi e all’assessore Daniela Ottolini i saluti istituzionali, a Madrigali e Bongiorno di Idf la conduzione.
Alla visione del cortometraggio 2100 di Matteo Cimitan seguiranno Corrado Toni di Legambiente, Marco Modena dei Fridays for Future e Imo Ekanem di Dahub for designers, nuova associazione di moda sostenibile che ha lavorato ad Expo Dubai 2020.
L’Assessore all’ambiente Elisabetta Marsigliante insieme a Toni si concentrerà sulle sfide che i nuovi strumenti ambientali e piani urbanistici porteranno sul distretto.
Infine dialogo tra imprenditori che si sono cimentati nella sostenibilità.
Damiano Pietri, AD di Abc Bilance, nota e importante realtà con sede a Campogalliano, Cristian Tagliazucchi e Sem Hamad di “Terramara” e Ali Benku per la sturtup castelfranchese Human Maple.
“Siamo molto felici di poter avere qui a Maranello ospiti e realtà di tutta la provincia” commenta la neo segretaria Elisa.
Soddisfazione anche dal Presidente Davide Nostrini: “È importante ripartire con la cultura dei gruppi locali e sabato c’è un’occasione da non sprecare, inoltre sono molto felice che alla guida di una delle segreterie più importanti della provincia ci sarà una ragazza capace e sensibile”.
A Sassuolo, sul ponte di Villalunga sul fiume Secchia lungo la strada provinciale 467 Pedemontana, sabato 4 dicembre verranno eseguiti dei lavori di manutenzione dalle ore 9,00 alle ore 17,00 che riguarderanno la struttura superiore dell’impalcato e della sede stradale.
Per consentire le lavorazioni, si renderà necessario ridurre il transito dalle due corsie attuali per senso di marcia, ad una sola, alternativamente nelle due direzioni, intervenendo al mattino in una delle due e al pomeriggio nell’altra, limitatamente alla zona d’intervento di circa 40 metri. I tecnici provinciali sottolineano come, questa modalità operativa eviti l’istituzione di sensi unici alternati, limitando i disagi per la circolazione.
Il lavoro sarà eseguito dall’impresa Fams system di Bolzano e consisterà nella sostituzione e il ripristino dei sensori per il rilevamento del transito veicolare del servizio di monitoraggio regionale del traffico.
Fulvio Marino è il panificatore del programma di Rai 1, condotto da Antonella Clerici, “È sempre mezzogiorno”. Fulvio proviene da una famiglia di mugnai delle langhe cuneesi, e dopo essersi laureato in Scienze della Comunicazione, è alla guida dell’azienda di famiglia. Sarà a Sassuolo per presentare il suo libro “Dalla Terra al Pane”.
L’evento è in programma lunedì prossimo 6 dicembre dalle ore 18 presso la Cucina Incantata in via Cavallotti.
Sarà l’occasione per chi ha già il libro di farlo autografare o per chi ancora non lo avesse di acquistarlo, semmai anche come strenna natalizia.
La deputata Beatrice Lorenzin responsabile del Forum Salute del Partito democratico ed ex ministro della Salute, ha commentato le dichiarazioni dell’assessore all’Istruzione Corrado Ruini.
“A scuola si insegna il metodo scientifico, dove è chiaro che ‘uno non vale uno’. Non può essere la scuola il luogo in cui fa capolino una visione distorta della pandemia, della bontà dei vaccini, delle cure.
Non ha nulla a che fare con lo sviluppo del pensiero critico, far passare un messaggio distorto dando una veste istituzionale a messaggi privi di evidenza scientifica. La scuola è, purtroppo, una frontiera del virus come ci ha dimostra un anno di DAD in cui i nostri figli hanno indubbiamente sofferto, ma anche il luogo dove combatterlo sia utilizzando gli strumenti che oggi fortunatamente abbiamo, vaccini e misure di sicurezza, sia insegnando a prevenire sul piano culturale, questa e future possibili epidemie.
Abbiamo il dovere di insegnare ai nostri ragazzi come si forma il pensiero scientifico, cos’è la ricerca, dotando ai nostri studenti degli anticorpi al pregiudizio. Diamo loro gli strumenti di analisi che li rendano capaci di affrontare le sfide della complessità, fornendo loro quella cassetta degli attrezzi per individuare anche le tante fake-news che proliferano sui social.
L’Educazione alla scienza e al metodo scientifico, alla logica e all’approfondimento, deve essere un obiettivo per la scuola di ogni età, per questo reputo davvero grave l’iniziativa dell’assessore Ruini che, nella migliore delle ipotesi, crea solo confusione. Dopo i morti che questa pandemia ci ha consegnato, le sofferenze e i sacrifici che il territorio di Sasssuolo ha dovuto affrontare, mi sarei aspettata che si stanziassero risorse per aumentare l’informazione tra i cittadini rispetto agli obiettivi di sanità pubblica. Per questo con la collega Giuditta Pini stiamo presentando un’interrogazione parlamentare per avere chiarimenti sul caso”.
«Lo sforzo dei sanitari deve essere accompagnato dall’impegno di tutti i cittadini a vaccinarsi, perché solo con i vaccini riusciremo a sconfiggere la pandemia. Serve il contributo di tutti, cittadini, operatori e istituzioni per uscire da questa terribile emergenza». Lo ha affermato Oreste Capelli, presidente dell’Unione dei Comuni del distretto ceramico, in occasione dell’incontro del distretto sanitario dell’Unione, che si è svolto mercoledì 1 dicembre, a seguito della comunicazione dell’apertura di dieci posti Covid all’ospedale di Sassuolo.
«Rinnoviamo il supporto e la vicinanza – ha aggiunto Capelli che è anche medico – a tutto il personale sanitario dell’ospedale di Sassuolo e di tutti gli ospedali modenesi chiamati ad affrontare questa nuova ondata della pandemia».
“Trovo gravissimo che l’assessore al Bilancio e alla Pubblica Istruzione di Sassuolo, Corrado Ruini, intenda spendere diecimila euro per finanziare conferenze no-vax all’interno delle scuole pubbliche. Per questo ho presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dalla collega Beatrice Lorenzin, ai ministri Speranza e Bianchi per sapere quali misure intendano adottare per evitare che, all’interno della scuola pubblica, si possa dare vita a conferenze prive di qualsiasi valore scientifico e sanitario che coinvolgano gli studenti e il personale scolastico”. Lo dichiara Giuditta Pini, deputata del Partito democratico.
“Le affermazioni di Ruini – prosegue l’esponente dem – secondo il quale la pandemia avrebbe privato gli studenti della possibilità di elaborare un pensiero libero diverso da quello unico veicolato in modo ossessivo e totalizzante dai media, sono uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini e le cittadine sassolesi che in questi mesi di pandemia hanno sofferto e fatto sacrifici. Forse ancora più gravi dello stesso spreco di denaro pubblico per iniziative antiscientifiche e prive di valore”.
“Quando si ricoprono incarichi istituzionali – conclude Pini – si ha il dovere di servire con dignità e onore quelle istituzioni, a maggior ragione quando il Paese lotta e combatte da quasi due anni contro una pandemia che ha fatto centinaia di migliaia di morti, e che tanto dolore ha provocato nelle famiglie italiane. Se oggi ne stiamo uscendo è anche grazie ai vaccini e alle misure come il green pass. Ruini la smetta di inseguire i no vax, e si concentri sulle reali necessità dei cittadini di Sassuolo”.
Domani, 2 dicembre, Hera sarà all’opera per alcuni lavori di riparazione e consolidamento della rete fognaria che passa sotto la Nuova Estense in corrispondenza dell’omonimo ristorante, nel comune di Maranello.
Da una videoispezione della fognatura, infatti, è emerso che la condotta che passa sotto la strada ha subito un guasto. Subito la multiutility ha attivato un intervento di ripristino, che consisterà nella sostituzione del tratto ammalorato e del ripristino del sottofondo e manto stradale.
Per eseguire i lavori sarà necessario adottare, per la durata del cantiere, un breve tratto di senso unico alternato, regolato da semaforo temporaneo.
Combattere il divario digitale – la distanza esistente tra chi ha possibilità concreta di accedere alle tecnologie dell’informazione e chi invece ne è escluso – a partire dai più giovani e dal mondo della scuola e della formazione, per un’istruzione sempre più equa e inclusiva.
È l’impegno della Regione Emilia-Romagna, che nell’anno scolastico 2020-2021 ha destinato a questo obiettivo 6 milioni di euro, cifra complessiva raggiunta anche grazie ai Fondi europei (1,5 milioni) e all’importante contributo di Zanichelli Editore (1 milione).
Un obiettivo raggiunto attraverso il “progetto per il contrasto del divario digitale nell’accesso alle opportunità educative e formative”, basato sulla collaborazione interistituzionale nella programmazione, attuazione e valutazione degli interventi proprio per valorizzare al massimo la complementarità delle risorse disponibili ed evitare il rischio della sovrapposizione delle azioni. Non solo, perché ogni Comune ha potuto scegliere la modalità di assegnazione dei dispositivi più congeniale, per rispondere alle diverse esigenze delle famiglie.
E così, dalle scuole primarie fino alle superiori, passando per gli istituti di formazione professionale, sono stati più di 15mila gli studenti emiliano-romagnoli che nell’ultimo anno hanno potuto avere anche un approccio tecnologico alla loro istruzione grazie a computer, tablet e schede sim acquistati – in questo ordine di preferenza – con i fondi che la Regione ha messo a disposizione dei 38 distretti sociosanitari: complessivamente 16.737 dispositivi.
“Questa iniziativa contro il divario digitale è nata per dare una risposta immediata ai bisogni degli alunni e delle famiglie, ma non è mai stata intesa come una misura emergenziale- afferma l’assessore regionale alla Scuola e all’Agenda Digitale, Paola Salomoni-. Dobbiamo essere capaci di guidare la transizione tecnologica, valorizzando l’informatica come strumento, e per farlo è necessario che nessuno studente sia lasciato indietro per carenze di risorse”.
“Grazie alle risorse regionali, al Fondo Sociale Europeo e al prezioso supporto di Zanichelli Editore, che ringrazio ancora una volta anche per l’esempio di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, abbiamo aiutato migliaia di studenti con le loro famiglie, garantendo un accesso sempre più equo alle opportunità formative ed educative”.
I numeri dell’iniziativa
Grazie al progetto sono stati consegnati complessivamente, da Piacenza a Rimini, 16.737 dispositivi a 15.070 studenti e studentesse: 11.070 sono iscritti a 1.443 scuole di ogni ordine e grado, i rimanenti 4.000 a enti di formazione professionale.
Per quanto riguarda le fasce di età, il 32% dei beneficiari frequentava le scuole primarie, il 24% le scuole secondarie di primo grado (le vecchie scuole medie) mentre il restante 44% aveva più di 14 anni ed era iscritto alle scuole secondarie di secondo grado (superiori) o agli enti di formazione professionale.
Per il 57% si è trattato di maschi e per il 43% di femmine; da un punto di vista sociografico, i beneficiari provengono da famiglie numerose (in media con più di 4 componenti) e in difficoltà economiche (nell’80% dei casi l’Isee è inferiore ai 13mila euro).
Le risorse assegnate
Per l’iniziativa sono stati stanziati in totale 6 milioni di euro: 3,5 milioni di risorse regionali (che hanno finanziato gli interventi sulle scuole primarie, secondarie di I e II grado), 1,5 milioni dal Fondo sociale europeo (destinati agli interventi sugli enti di formazione professionale) e 1 milione finanziato da Zanichelli Editore (beneficiarie le scuole primarie).
Ogni territorio ha potuto scegliere la modalità più idonea per l’assegnazione: c’è chi ha scelto il bando e chi invece ha adottato la procedura diffusa, stilando graduatorie in collaborazione con i servizi sociali e le scuole. Ci sono state differenze tra le province anche nell’erogazione: alcuni distretti hanno optato per la centralizzazione della procedura d’acquisto, altri per l’emissione di voucher, altri ancora hanno lasciato autonomia alle scuole.
La suddivisione dei contributi, per provincia
Per quanto riguarda la suddivisione sui territori, la provincia con più beneficiari è stata quella di Bologna (2.163 studentesse e studenti), seguita da Modena (1.785) e Reggio Emilia (1.333); poi Parma (1.220), Forlì-Cesena (1.155), Rimini (978), Piacenza (915), Ferrara (809) e Ravenna (712). A questi si devono poi aggiungere 4.000 ragazze e ragazzi che frequentano gli istituti di formazione professionale presenti sul territorio regionale.
Criteri per l’assegnazione delle risorse
I criteri più utilizzati per stilare le graduatorie sono stati: minori d’età in strutture di accoglienza; minori d’età in situazioni di affido; minori d’età con disabilità certificata; minori d’età con BES (bisogno educativo speciale) e DSA (disturbo specifico di apprendimento); nuclei familiari con più figli in età scolare; nuclei familiari in situazione di “disagio digitale”, cioè con figli privi di dispositivi o con dispositivi inadatti alla Dad/senza connessione internet o con connessione internet inadatta alla Dad; minori d’età che non hanno partecipato (o hanno partecipato con grande difficoltà) alla Dad del primo lockdown; Isee; nuclei familiari in difficoltà economica; restituzione comodato d’uso in favore di dispositivi in proprietà; difficoltà sociali, culturali ed educative.
19 persone prese in carico dai Servizi Sociali del Comune di Sassuolo, di cui 9 minori e 4 ragazzi delle superiori vicini alla maggiore età. A causa di un incendio divampato questa mattina in un’abitazione privata al civico 6 di via Ticino a Sassuolo, le cui cause sono ancora in corso d’accertamento da parte dei Vigili del Fuoco e che per fortuna non ha avuto conseguenze per le persone residenti, due appartamenti sono risultati completamente inagibili ed altrettanti sono risultati parzialmente inagibili.
Nei due appartamenti inagibili risiedevano altrettanti nuclei famigliari: uno composto da entrambi i genitori e da tre figli piccoli, il secondo composto da entrambi i genitori più due ragazzi studenti delle superiori. Per entrambi i nuclei famigliari i Servizi Sociali del Comune di Sassuolo ha reperito due alloggi in cui verranno sistemati da oggi e fino a quando non verrà individuata una collocazione alternativa.
Altri due appartamenti sono risultati parzialmente inagibili: abitabili solamente dopo alcuni interventi di sistemazione. In questi due appartamenti risiedono altrettanti nuclei famigliari composti dalla madre con cinque figli piccoli, il primo, la madre più un figlio piccolo e due ragazzi studenti delle superiori il secondo. Per questi ultimi due nuclei famigliari è stata individuata la soluzione in albergo per due notti, per il momento, in attesa che il proprietario dell’immobile sistemi gli appartamenti restituendo loro l’agibilità.
Irene Priolo (foto Ballardini Pietro) Copyright : Regione Emilia-Romagna A.I.C.G.
Scuole, municipi ed edifici pubblici più moderni e sicuri in caso di terremoto.
Va avanti il programma di interventi regionali per il rafforzamento strutturale e la riduzione del rischio sismico dei fabbricati di proprietà pubblica di carattere strategico e di rilevante interesse per le finalità di protezione civile.
Il bando, approvato dalla Giunta regionale, mette a disposizione dei Comuni oltre 8,1 milioni di euro per lavori di miglioramento sismico degli immobili pubblici, compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione.
A beneficiare dei contributi, sono gli edifici, non necessariamente di proprietà comunale, classificati come strategici e che possono essere utilizzati come sedi di protezione civile in caso di emergenza, oltre a offrire assistenza alla popolazione nell’ipotesi di evento sismico.
Rispetto allo scorso anno il nuovo bando aumenta del 25% l’importo a metro cubo dei contributi assegnati, in particolare per gli interventi locali da 100 euro si passa a 125 euro a metro cubo, per il miglioramento sismico da 150 a 187,50 euro e per la demolizione e ricostruzione da 200 a 250 euro a metro cubo. Un’altra novità riguarda il vantaggio previsto per le opere realizzate nei Comuni dell’Appennino e delle aree interne, a cui viene attribuito un punteggio di partenza più alto rispetto agli altri Comuni.
“La prevenzione del rischio sismico attraverso interventi mirati per rendere scuole, municipi ed edifici pubblici più resistenti si conferma uno dei pilastri della programmazione dell’Emilia-Romagna per la sicurezza del territorio- sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo-. Grazie a questo bando e alla collaborazione con Anci, da Piacenza a Rimini partiranno quindi altri cantieri”.
“Un’ulteriore misura per mettere in sicurezza questi edifici fondamentali in caso di emergenza- prosegue l’assessore–; il loro rafforzamento è una condizione imprescindibile per la crescita e il potenziamento dell’intero sistema di protezione civile”.
Si tratta di risorse assegnate dal Governo – attraverso il Dipartimento nazionale della Protezione civile – all’Emilia-Romagna nell’ambito del Piano settennale per la riduzione del rischio sismico e che permettono di portare avanti interventi di potenziamento e miglioramento già iniziati dalla Regione.
I criteri e le modalità di attuazione del piano di assegnazione dei contributi sono stati condivisi con i rappresentanti dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni) dell’Emilia-Romagna.
Procedure semplificate per richiedere i contributi
Gli enti locali devono solamente completare una scheda con i dati e le informazioni sugli edifici che intendono candidare a contributo. I servizi regionali esaminano direttamente i progetti, seguono il rilascio dell’autorizzazione sismica dei lavori e poi l’intervento fino alla liquidazione del finanziamento concesso.
“L’obiettivo è velocizzare il più possibile l’iter burocratico- chiude Priolo– per arrivare quanto prima all’avvio ai cantieri. Anche da qui passa l’impegno della Regione per la piena sostenibilità delle nostre comunità”.
I tempi per l’avvio dei lavori
Nei prossimi giorni sarà inviata a tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna una lettera con la richiesta di segnalare gli interventi prioritari nel proprio territorio. Le proposte dei Comuni dovranno essere trasmesse alla Regione via Posta elettronica certificata (segrgeol@postacert.regione.emilia-romagna.it), entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Per la selezione dei progetti ritenuti più urgenti i Comuni dovranno attenersi a una serie di criteri indicati negli allegati alla delibera di approvazione del bando, che fissano inoltre i parametri tecnici per l’attribuzione dei punteggi.
Sarà finanziato un solo intervento per ciascun Comune per sfruttare al meglio le risorse disponibili su tutto il territorio regionale e l’importo del contributo varierà a seconda della tipologia di intervento e del volume dell’edificio su cui si intende intervenire.
In questo bando non rientrano i Comuni ancora classificati nel cratere del sisma 2012 che hanno linee di finanziamento dedicate.
Il Natale renderà magico il centro storico di Formigine, dove il suo castello medievale, i portici e i negozi si vestiranno a festa.
Proprio l’antica fortezza, che custodisce un interessante museo multimediale, sarà aperto tutti i sabati e le domeniche di dicembre dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, con aperture straordinarie nei giorni dell’Immacolata e Santo Stefano, il primo gennaio e il giorno dell’Epifania (prenotazione consigliata per le visite guidate al numero 059 416277 o tramite la app Io prenoto).
Nella piazza, farà bella mostra di sé il maestoso abete rosso proveniente dal Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese (Parco del Frignano), ricavato nell’ambito di un intervento di miglioramento forestale svolto dalla Coop. Acque Chiare di Sant’Anna Pelago.
Dal 4 al 24 dicembre, i mercatini di Natale e del volontariato offriranno occasioni speciali per i regali durante i fine settimana, l’8 e il 23 dicembre. Alcune onlus formiginesi animeranno anche il bar dei Tigli (via S. Francesco), con brunch, aperitivi, laboratori e musica: nel primo weekend saranno i rugbisti degli Highlanders, il secondo i volontari di Le Palafitte 2.0, il terzo quelli di Cose dell’Altro Mondo e il quarto i giovani di Moninga.
Per tutto il periodo natalizio, si terrà la mostra dei presepi presso le Loggette (piazza Repubblica); mentre piazza Arnò ospiterà le giostre.
Tanti altri gli appuntamenti pensati apposta per i bambini, che avranno la possibilità d’incontrare Babbo Natale e consegnargli le letterine in piazza, nei pomeriggi di sabato e domenica, nel giorno dell’Immacolata e della Vigilia. Tra i laboratori e le letture, segnaliamo quelli al castello il 5, 12 e 19 dicembre (prenotazione obbligatoria via e-mail: castello@comune.formigine.mo.it), presso il Centro di Educazione Ambientale (Villa Gandini) a cura della Biblioteca il 9 e il 18 dicembre (prenotazione obbligatoria al numero 059 416356).
Tra i momenti più speciali, le videoproiezioni architetturali a cura di Delumen sulle mura del castello a conclusione del 700°anniversario della morte di Dante, il 5 dicembre alle 18 e la discesa di Babbo Natale e dell’Angelo dalla torre, il 19 dicembre rispettivamente alle 10.30 e alle 17.
Numerosi i concerti: gospel il 5 e l’11 dicembre (in piazza alle ore 16); repertorio natalizio il 12 con Lucia Dall’Olio e Valerio Chetta (in piazza alle ore 16), il 18 con il Flauto Magico (in piazza alle ore 17) e il 26 alle ore 17 presso la Chiesa della Madonna del Ponte, a cura della Confraternita di San Pietro Martire.
Il programma culturale si sposta in Auditorium (via Pagani 25) con tre autori: Paolo Nori il 4 dicembre, don Alberto Ravagnani il 14, Tiziana Ferrario il 17. Tutti gli incontri si terranno alle 21 (prenotazione consigliata: https://formigineincontra.eventbrite.it).
La festa di Capodanno si terrà presso la Polisportiva Formiginese (via Caduti di Superga 2, prenotazioni: 059 574988, WhatsApp 366 8998395).
Tutte le iniziative si svolgeranno nel rispetto delle normative vigenti in materia di prevenzione Covid-19. Il programma completo su www.comune.formigine.mo.it.
“Bene la prospettiva di una transizione ecologica, ma il tessuto produttivo della nostra Regione sta già ora pagando il prezzo di un aumento delle materie prime, e dell’energia in particolare, che stanno a mettendo a rischio la tenuta dei distretti produttivi”. Lo ha detto il consigliere della Lega, Stefano Bargi, relatore di minoranza del progetto di legge del bilancio di previsione regionale 2022-2024, di cui si è avviata la discussione in commissione regionale.
Bargi ha fatto proprio il “grido di dolore”, ad esempio, del settore ceramico regionale già ora alle prese con un aumento dei costi delle materie prime che avranno una doppia conseguenza finale: l’aumento dei prezzi al consumo e il rischio di un blocco della produzione qualora l’escalation dei costi energetici non dovesse avere fine.
“Il progetto di bilancio della Giunta regionale – ha denunciato Bargi – punta molto sulla prospettiva della transizione ecologica, ma serve attenzione verso il tessuto produttivo della nostra regione già oggi. La nostra realtà produttiva di eccellenza ha specifiche tali da rendere necessario fin da subito un sostegno ai distretti più colpiti dagli effetti della transizione il cui primo effetto concreto è l’aumento dei costi energetici. Si ha notizia di imprenditori – ha detto Bargi – che, schiacciati dai costi, stanno intensificando la produzione ora per riempire i loro magazzini nella sciagurata ipotesi di essere poi costretti ad un fermo produttivo perché non più conveniente, magari già tra qualche settimana, continuare a produrre. Ciò – ha concluso il leghista Bargi – sarebbe un grave danno sociale per il territorio quanto all’aspetto occupazionale”.
I casi di positività al Coronavirus oggi in regione sono1.117 in più rispetto a ieri, su un totale di 35.981 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,1%.
Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età. Il conteggio progressivo delle somministrazioni di vaccino effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati e le dosi aggiuntive somministrate. Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/
Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 7.444.868dosi; sul totale sono 3.557.864 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Le terze dosi sono 552.388.
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 474 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 425 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 399 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.
L’età media dei nuovi positivi di oggi è 40,1 anni.
Sui 474 asintomatici, 239 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 5 con lo screening sierologico, 55 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 9 tramite i test pre-ricovero. Per 166 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.
La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 244 nuovi casi, seguita da Ravenna (169) e Rimini (160); poi Ferrara (129), Forlì (110) e Reggio Emilia (103); quindi Piacenza (47), il Circondario Imolese (44), Cesena (43); infine Parma (37) e Modena (31 casi).
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 22.454 tamponi molecolari, per un totale di 6.632.796. A questi si aggiungono anche 13.527 test antigenici rapidi.
Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 410 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 421.737. I casi attivi, cioè i malati effettivi, oggi sono 21.510 (+701). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 20.767 (+718), il 96,5% del totale dei casi attivi.
Purtroppo, si registrano seidecessi: uno in provincia di Piacenza (un uomo di 79 anni), uno in provincia di Bologna (un uomo di 82 anni), uno a Ferrara (un uomo di 64 anni) e tre in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 92 anni e due uomini, rispettivamente di 72 e 80 anni).
In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.797.
I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 76 (+1 rispetto a ieri), 667 quelli negli altri reparti Covid (-18). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 2 a Piacenza (-2 rispetto a ieri); 5 a Parma (invariato); 3 a Reggio Emilia (-1); 7 a Modena (+2); 20 a Bologna (-2); 6 a Imola (invariato); 9 a Ferrara (-1); 15 a Ravenna (+3); 3 a Forlì (invariato); 1 a Cesena (invariato); 5 a Rimini (+2).
Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 27.610 a Piacenza (+47 rispetto a ieri, di cui 23 sintomatici), 34.150 a Parma (+37, di cui 18 sintomatici), 53.337 a Reggio Emilia (+103, di cui 86 sintomatici), 75.683 a Modena (+31, di cui 6 sintomatici), 95.621 a Bologna (+244, di cui 113 sintomatici), 15.037 casi a Imola (+44, di cui 29 sintomatici), 27.742 a Ferrara (+129, di cui 56 sintomatici), 37.767 a Ravenna (+169, di cui 117 sintomatici), 21.300 a Forlì (+110, di cui 96 sintomatici), 23.868 a Cesena (+43, di cui 29 sintomatici) e 44.929 a Rimini (+160, di cui 70 sintomatici).
Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 3 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare.
Boom di prenotazioni in Emilia-Romagna, nelle ultime due settimane, per le prime e soprattutto per le terze dosi di vaccino anti Covid. Complessivamente, si sfiora quota 570mila. L’introduzione del Super Green Pass ha “spinto” infatti le richieste per la prima somministrazione; al tempo stesso, il via libera del ministero – a fronte di una riduzione dell’efficacia della protezione con il passare del tempo e a un aumento dei contagi – ad anticipare il richiamo ad almeno cinque mesi dopo la seconda dose ha fatto crescere considerevolmente le prenotazioni per le terze dosi, soprattutto nel territorio di competenza dell’Azienda Usl di Bologna e dell’Ausl Romagna.
“Questo ‘balzo’ ci fa per sperare- commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. L’annuncio del Super Green Pass ha convinto molte persone ancora non vaccinate a prenotarsi per la prima dose; anche la possibilità di prenotazione del booster, e quindi della terza dose, ha registrato in queste ultime due settimane esiti davvero significativi. Mi auguro- conclude Donini- che questo trend sia confermato anche nei prossimi giorni: il vaccino è l’alleato più forte che abbiamo nella lotta contro il virus”.
Prenotazioni prima e terza dose: dati regionali complessivi
Per quanto riguarda le prenotazioni per la prima dose, si è passati dalle 6.725 complessive nella settimana dal 15 al 21 novembre alle ulteriori 14.311 della settimana successiva (22-28 novembre); dal conto sono escluse le Aziende Usl di Parma e Modena, che per le prime dosi stanno effettuando somministrazioni ad accesso diretto. Per Parma, nelle due settimane considerate, sono complessivamente 2.214, per Modena 3.073.
Ancora più elevato il numero relativo alle terze dosi, prenotabili in modo da poter accedere alla somministrazione dopo cinque mesi dalla seconda dose di vaccino: alle 103.793 totali della settimana dal 15 al 21 novembre, ne sono seguite 443.250 la settimana successiva.
Prenotazioni prima dose: i dati per Azienda Usl
Per quanto riguarda il territorio dell’Azienda Usl di Piacenza, le prenotazioni delle prime dosi sono passate dalle 491 della settimana dal 15 al 21 novembre a ulteriori 1.256 di quella successiva (22-28 novembre). L’Azienda Usl di Parma ha registrato 901 somministrazioni ad accesso diretto nella settimana dal 15 al 21 novembre e altre 1.313 nella settimana dal 22 al 28 novembre; nel territorio dell’Azienda Usl di Reggio Emilia, ci sono state 763 prenotazioni, seguite da ulteriori 1.067. L’Azienda Usl di Modena ha registrato 1.246 somministrazioni ad accesso diretto dal 15 al 21 novembre, poi altre 1.827 la settimana seguente. Nel territorio di competenza dell’Azienda Usl di Bologna, alle 2.250 prenotazioni per prime dosi della settimana dal 15 al 21 novembre se ne sono aggiunte 4.696 in quella successiva. Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Imola, si è passati da 279 a ulteriori 484 prenotazioni, mentre l’Azienda Usl di Ferrara ne ha registrate 262 (15-21 novembre), poi altre 955 (22-28). Infine, uno dei balzi più consistenti, nell’Ausl Romagna: 2.680 prenotazioni (settimana 15-21), poi altre 5.853, nella settimana seguente, sempre per le prime dosi.
Prenotazioni terza dose: i dati per Azienda Usl
Per quanto riguarda il territorio dell’Azienda Usl di Piacenza, le prenotazioni delle terze dosi erano 7.843 nella settimana dal 15 al 21 novembre, a cui ne sono seguite 28.280 in quella successiva (22-28 novembre). L’Azienda Usl di Parma ha effettuato 12.672 prenotazioni dal 15 al 21 novembre e altre 28.429 nella settimana dal 22 al 28 novembre; per quanto riguarda il territorio dell’Azienda Usl di Reggio Emilia, si è passati da 11.202 a ulteriori 13.684 prenotazioni. L’Azienda Usl di Modena ha effettuato 26.427 prenotazioni via sms dal 15 al 21 novembre, e altre 44.152 la settimana seguente. Nel territorio di competenza dell’Azienda Usl di Bologna, alle 15.826 prenotazioni per terze dosi della settimana dal 15 al 21 novembre ne sono seguite ulteriori 103.280 in quella successiva. Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Imola, alle 5.381 prenotazioni se ne sono aggiunte 14.149, mentre l’Azienda Usl di Ferrara ne ha registrate 7.741 (15-21 novembre), poi altre 39.362 (22-28). Infine, un altro balzo per l’Ausl Romagna: alle 16.701 (15-21 novembre) ne sono seguite altre 171.914 (22-28 novembre), sempre per terze dosi.
“L’assessore all’istruzione del Comune di Sassuolo Corrado Ruini ha deciso di investire 10mila euro per portare nelle scuole secondarie relatori no vax a indottrinare gli studenti – afferma una nota della consigliera comunale e regionale Giulia Pigoni, di Azione – Questa è davvero la goccia che fa traboccare il vaso. Corrado Ruini è un ultras no vax, come già aveva esplicitato mesi fa. Auspico le sue dimissioni, che metterebbero fine a uno spettacolino indegno”.
La consigliera attacca anche il sindaco Menani, che si è espresso a favore del vaccino e che ha ringraziato i medici per il loro lavoro: “Ora Menani spieghi, nel dettaglio, la posizione dell’Amministrazione comunale di Sassuolo. Scelga che cosa fare: sposare queste tesi deliranti oppure, per coerenza, sostituire il suo assessore”.
Già lo scorso agosto Ruini aveva espresso posizioni anti Green Pass sul suo profilo Facebook: un’esternazione che aveva generato aspre polemiche oltre a un’interrogazione da parte delle minoranze in consiglio comunale.
“L’assessore Ruini – aggiunge ora Pigoni – ha di nuovo farneticato in consiglio comunale di dittatura culturale, media appiattiti, fanatismo, pensiero unico, bavaglio. Come mi pare evidente, non esiste nulla di tutto ciò. Esistono la scienza e i dati inconfutabili relativi al vaccino, che ha ridotto drasticamente il numero e soprattutto la gravità dei casi di Covid non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Questi deliri no vax non possono essere più accettati da parte di un amministratore pubblico”.
Stamane intorno alle 11:30 un incendio ha interessato un appartamento in via Ticino a Sassuolo. Le fiamme, che sviluppatesi al piano terra si sono propagate al balcone e ad alcuni locali dell’alloggio al piano superiore, sono state spente dai vigili del fuoco. Le cause che hanno innescato il rogo sono in corso di accertamento. Non si registrano feriti ma, a scopo precauzionale, è stato richiesto l’intervento di un’ambulanza del 118. Ingenti i danni. Sul posto Polizia di Stato e Polizia Locale.
Tutte le informazioni sulle caratteristiche dei 30 istituti superiori modenesi sono disponibili in una guida pubblicata dalla Provincia dal titolo “Ho finito le medie, mi piacerebbe fare…”, edizione 2022, scaricabile sul sito www.istruzione.provincia.modena.it.
Uno strumento utile per gli oltre sei mila e 700 gli studenti modenesi di terza media che dal 4 gennaio al 28 gennaio dovranno decidere a quale istituto superiore iscriversi per il prossimo anno scolastico; le iscrizioni devono essere presentate on line sul sito del ministero dell’Istruzione.
«L’offerta formativa delle scuole superiori modenesi – sottolinea Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena – è ampia, articolata e aperta ai rapporti con il territorio e le imprese, una caratteristica peculiare del nostro sistema scolastico che non a caso attrae numerosi studenti anche da fuori provincia. Per i ragazzi si tratta di una scelta importante dal punto di vista professionale e culturale; il consiglio è di valutare con attenzione i piani di studio in base ai propri interessi e aspettative».
Come si ricorda nella guida, gli studenti in uscita dalla scuola media possono scegliere un liceo, un istituto tecnico o professionale di cinque anni per conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore, oppure seguire un percorso di tre anni in un istituto professionale, per conseguire una qualifica regionale riconosciuta a livello nazionale ed europeo.
Gli istituti professionali modenesi propongono un’ampia offerta che va dall’enogastronomia, all’industria, dai servizi commerciali a quelli sociosanitari e culturali; poi i tecnici con gli indirizzi tra cui amministrazione, turismo, meccatronica, informatica, chimica, biotecnologie e ambiente; infine i licei scientifici, anche con lo sportivo, i classici, linguistici, l’artistico, musicale e delle scienze umane.
Nel territorio modenese, in base agli iscritti all’anno scolastico in corso, i ragazzi modenesi scelgono gli istituti tecnici in misura maggiore rispetto al resto del paese, come avviene anche per l’istruzione professionale; bene anche i licei, ma con percentuali inferiori rispetto al dato nazionale.
Intanto sono in corso gli “open day”, promossi on line dai diversi istituti per presentare la propria offerta formativa. Tutte informazioni sono disponibili all’indirizzo https://saloneorientamento.fem.digital.