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sabato, 4 Aprile 2026
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All’Auditorium Ferrari di Maranello, mercoledì 8 aprile, Ascanio Celestini con “Poveri Cristi”

Con lo spettacolo Poveri Cristi scritto, diretto e interpretato da Ascanio Celestini mercoledì prossimo 8 aprile si conclude la stagione teatrale 2025/2026 dell’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello (MO) curata da ATER Fondazione in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

Sul palco anche Gianluca Casadei alla fisarmonica.

Lo spettacolo nasce dall’esigenza di raccontare le storie di vita di chi non ha una lingua propria se non quella della pietà, di chi non può raccontarsi da sé perché non si trova dalla parte giusta della Storia. C’è Joseph che è partito dal suo paese, ma prima di arrivare in Italia è stato seppellitore, emigrante, schiavo, naufrago, detenuto, facchino e barbone.

E poi c’è il razzista, la Donna Impicciata, lo Zingaro di otto anni che fuma, il Preposto della cooperativa e persino San Francesco… Come in un concerto, in ogni replica si crea una scaletta, si scelgono un paio di storie e una manciata di personaggi. Per realizzare questo progetto Celestini si pone in ascolto e sceglie di trascorrere quasi dieci anni a intervistare ‘poveri cristi’, per essere certo di poterli raccontare attraverso le loro stesse parole. L’incontro tra l’autore e i personaggi a cui restituisce corpo, voce, spazio e dignità è al centro di una narrazione che si spinge oltre il potere economico, religioso, militare e oltre le vette della letteratura, per raggiungere gli ultimi che forse un giorno, come nella parabola di Gesù, saranno chiamati ad essere primi.

Prenotazioni all’indirizzo auditoriumferrari@gmail.com  e al numero 0536 943010 -Vendita online su www.vivaticket.it

“Cari sindaci, serve più smart working contro la crisi” Cisl Fp scrive a tutti i 47 comuni della provincia di Modena

“Cari sindaci, serve più smart working contro la crisi” Cisl Fp scrive a tutti i 47 comuni della provincia di Modena“Chiediamo a tutti i 47 Comuni della provincia di Modena di aumentare il numero di lavoratori e attività in smart working, partendo da una seria analisi dei benefici. Dentro la stazione di servizio il personale sta bruciando troppa parte del suo stipendio, già assalito dall’inflazione che ha ripreso a correre”. Così Gennaro Ferrara, leader di Cisl Fp Emilia Centrale, presenta la lettera appena spedita con la quale il sindacato ha domandato agli Enti locali di aprire subito un confronto non ideologico, basato sui dati.

 

WELFARE PREZIOSISSIMO

Il messaggio è chiaro: chi può lavorare da remoto deve essere messo in condizione di poterlo fare. Perché il lavoro a distanza non è più solo flessibilità da concedere. “È welfare preziosissimo, in un momento in cui un lavoratore comunale tipo, che percorre 40-50 km al giorno, brucia quasi 110 euro al mese di carburante: circa l’8% del suo stipendio”, assicura Ferrara.

Stipendio sul quale si sta per abbattere la stangata delle bollette del gas (+20%) e l’aumento dei prezzi al supermercato, determinato dal caro gasolio che patisce la filiera dell’autotrasporto.

La situazione è pesante: si discute di razionamento dei carburanti, stamane il canale all news dell tv di Stato ha titolato sul rischio di un lockdown energetico.

“Non stiamo chiedendo un privilegio – precisa Ferrara – ma di utilizzare uno strumento già disponibile e normato per dare risposte concrete. Sappiamo bene che c’è tanta diffidenza nei confronti del lavoro da remoto, ma se in pandemia questo strumento fu applicato di corsa, ora conosciamo i suoi vantaggi e sappiamo come gestirne i contraccolpi. Lo spieghiamo forte e chiaro ai Sindaci modenesi: il nostro sindacato vuole garantire la massima qualità dei servizi ai cittadini. Andiamo incontro, insieme, ai bisogni di chi lavora”.

 

L’UE RACCOMANDA ALMENO TRE GIORNI DI SMART

Il contesto europeo supporta questa direzione: la Commissione ha trasmesso ai Paesi membri dieci raccomandazioni sull’organizzazione del lavoro, tra cui favorire almeno tre giorni alla settimana di lavoro da remoto per le categorie compatibili. L’Agenzia Internazionale per l’Energia suggerisce la stessa misura. Segnali che le amministrazioni modenesi non possono ignorare, per non farsi cogliere alla sprovvista.

La lettera evidenzia anche i vantaggi per gli Enti: minori consumi energetici, costi ridotti per pulizie e materiali, minore usura delle attrezzature e possibilità di razionalizzare gli spazi. Per i lavoratori essenziali in presenza, il sindacato chiede ai Comuni di individuare misure alternative dedicate.

“La speranza è che la situazione internazionale si sblocchi, ma le fonti più autorevoli dicono il contrario. Farsi trovare pronti è un dovere per chi governa la cosa pubblica. Abbiamo scritto, solleciteremo le risposte. Ora nessuno può dire che non sapeva”, chiosa Ferrara.

 

Dalla Regione 1,5 milioni di euro per accompagnare le ragazze e i ragazzi nella scelta dei percorsi di formazione post diploma e ridurre il divario digitale di genere

Sostenere le ragazze nella scelta delle lauree Stem (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) contrastando gli stereotipi; ampliare le opportunità di orientamento estivo per studenti e studentesse; attivare azioni seminariali diffuse per la conoscenza dei sistemi formativi e delle opportunità professionali.

Via libera dalla Giunta della Regione Emilia-Romagna a 1,5 milioni di euro di risorse europee messe a disposizione tramite un avviso pubblico per realizzare un insieme di opportunità orientative rivolte a studentesse e studenti accomunate da un obiettivo: supportarne le scelte formative e professionali, in particolare verso i percorsi Stem, contrastando gli stereotipi di genere che condizionano le scelte valorizzando il raccordo tra scuola, territorio e sistema produttivo.

Grazie alle risorse del Programma regionale Fse+ 2021-2027, la Regione, infatti, continua a garantire anche quest’anno il progetto “Ragazze Digitali” per sostenere il contrasto agli stereotipi di genere nelle scelte formative e professionali e accompagnare le ragazze nella costruzione di percorsi formativi nelle discipline scientifiche; ampliare le opportunità a favore delle studentesse e degli studenti di poter accedere, nel periodo estivo, a summer camp orientativi per accompagnarli nelle scelte formative e professionali verso i percorsi Stem. E ancora, garantire ulteriori opportunità orientative, in forma seminariale, a favore delle studentesse e degli studenti frequentanti il secondo ciclo dell’istruzione, secondaria di primo e di secondo grado, per favorire la conoscenza delle opportunità formative e professionali.

In risposta all’avviso, che si articola in tre azioni (350mila euro per Ragazze digitali, 1.150.000 euro per i summer camp e le azioni di orientamento), potranno candidare proposte progettuali gli Enti di formazione professionali, nella collaborazione con gli Atenei con sede in Emilia-Romagna e le Istituzioni scolastiche, e istituzioni dell’alta formazione e della ricerca e le imprese.

Le candidature devono essere presentate attraverso l’apposita procedura applicativa web, disponibile all’indirizzo https://sifer.regione.emilia-romagna.it entro il 7 maggio 2026 alle ore 12.

“Grazie a queste risorse- affermano le assessore alla Scuola, Isabella Conti, e all’Agenda digitale, Elena Mazzoni- la Regione Emilia-Romagna continua a rafforzare l’orientamento per aiutare i ragazzi e le ragazze nelle scelte formative e professionali, ampliando la conoscenza sulle opportunità formative e lavorative con particolare attenzione alla parità di genere. Dare gli strumenti per orientarsi nello studio e nel lavoro permette ai nostri giovani e alle loro famiglie di comprendere meglio le proprie vocazioni e di scoprire percorsi sempre più orientati all’evoluzione della nostra società e alle richieste di nuove professionalità”.

Ragazze Digitali ER, Summer Camp e seminari orientativi

Ragazze Digitali ER sono i summer camp orientativi 2026 per sostenere le ragazze che nell’anno scolastico 2025-2026 stanno frequentando le classi terza e quarta delle superiori nelle scelte formative e professionali post diploma nelle discipline Stem e informatiche, contrastando gli stereotipi di genere. I camp, della durata di 40-52 ore, potranno essere realizzati nei comuni sedi universitarie (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini) o in comuni non sede universitaria (summer camp diffusi). In particolare, le progettualità dovranno permettere alle ragazze di sperimentare concretamente e in via esperienziale le molteplici applicazioni e soluzioni proposte dalle nuove tecnologie nei vari settori tecnici e umanistici, di poter conoscere e pertanto, in prospettiva, cogliere le diverse opportunità formative e lavorative nella più ampia e libera scelta del proprio percorso di vita. Nel monte orario complessivo e nell’articolazione dei moduli formativi, almeno uno modulo deve essere dedicato alla realizzazione di una visita guidata nei luoghi di eccellenza dell’innovazione tecnologica dell’Emilia-Romagna.

I summer camp orientativi STEM  2026, invece, permetteranno alle studentesse e agli studenti, che nell’anno scolastico 2025-2026 stanno frequentando le classi terza e quarta delle superiori, di frequentare laboratori orientativi per supportali nelle scelte post diploma offrendo loro la conoscenza delle opportunità formative sul territorio, con particolare riferimento ai percorsi nelle discipline Stem. Dovranno avere una durata di 36-44 ore. In particolare, le progettualità dovranno sensibilizzare gli studenti e le studentesse rispetto alle competenze e alle nuove professionalità che il sistema economico e produttivo è chiamato a garantire per affrontare le sfide della duplice transizione ecologica e digitale, anche nelle logiche di multidisciplinarietà, rendendoli consapevoli dei diversi ambiti di applicazione e di spendibilità delle competenze Stem.

Infine, le azioni di orientamento (seminari e webinar della durata standard di due ore) sono rivolte a studentesse e studenti frequentanti il secondo ciclo dell’istruzione secondaria di primo e di secondo grado, per favorire la conoscenza delle opportunità formative e professionali a partire da buone prassi già maturate e nelle logiche di valorizzazione dei partenariati economico sociali.

Fiorano Modenese: al via le iscrizioni per i servizi scolastici

Dal 16 aprile al 16 giugno 2026 sono aperte le iscrizioni ai servizi di prolungamento orario, mensa e trasporto scolastico per il prossimo anno scolastico, riferiti a scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di 1° grado del territorio di Fiorano Modenese.

Le iscrizioni ai servizi di trasporto scolastico e prolungamento orario (pre-scuola e post-scuola) devono essere presentate tutti gli anni, mentre per la mensa scolastica, chi è già iscritto al servizio nell’anno in corso, non dovrà presentare nuova domanda, con l’eccezione degli alunni della scuola Ciro Menotti di Fiorano, per i quali va presentata tutti gli anni domanda di iscrizione alla mensa. Anche per i bambini che inizieranno a settembre 2026 il primo anno della scuola d’infanzia o della primaria occorre presentare domanda per il servizio mensa.

Anche la richiesta di agevolazioni tariffarie deve essere presentata ogni anno. Per l’anno scolastico 2026/2027 dovrà essere fatta separatamente rispetto all’iscrizione ai servizi, dal 16 aprile al 16 giugno, con attestazione ISEE in corso di validità.

Tutte le domande devono essere presentate online, accedendo al portale EntraNext tramite il sito del Comune di Fiorano Modenese. Per accedere al portale occorrono le credenziali SPID o CIE (carta d’identità elettronica).

Per ulteriori informazioni e assistenza nella compilazione delle domande è possibile consultare il sito web del Comune di Fiorano Modenese o contattare il Servizio Istruzione al numero 0536 833420 o alla mail scuola@fiorano.it

Assorbito il taglio delle accise. Solo il 3% dei distributori vende diesel al di sotto dei 2 euro

Il prezzo medio del gasolio self in Emilia-Romagna continua a crescere. Una settimana fa era attestato a 2,043 euro mentre oggi, venerdì 3 aprile, è salito a 2,099 euro al litro.

Il 18 marzo, prima della riduzione di 0,244 euro delle accise, il prezzo medio del gasolio self in regione era di 2,104. E’ evidente che si è quasi completato in Emilia-Romagna l’assorbimento del taglio delle accise, solo formalmente ancora al 98%. Già oggi, con gli incrementi successivi alle ore 8.30, quella soglia sarà superata. Altrettanto evidente è l’accelerazione dei prezzi negli ultimi giorni e l’ulteriore spinta speculativa che potrebbe venire dall’annunciata conferma del taglio accise, ancora una volta per un periodo limitato.

L’accelerazione ha tra le altre cose ridotto ai minimi termini i distributori in regione dove è possibile acquistare gasolio self al di sotto dei 2 euro (con 1,999 arrotondato a 2 euro): in questo momento su 1625 distributori questi sono appena 47, poco meno del 3%. Una decina quelli con prezzi anomali, eccessivamente bassi, che non abbiamo considerato. Proporzionalmente ai numeri della rete, la condizione migliore è a Parma, dove sono dieci i distributori con prezzo inferiore ai 2 euro, mentre la condizione peggiore è a Forlì-Cesena, dove ne è rimasto uno soltanto.

All’opposto, come segnale per il futuro, sono quattro i distributori in regione che hanno raggiunto o superato i 2,3 euro nel gasolio self, nessuno dei quali nella rete autostradale.

A Bologna, in via Zanardi, si sono raggiunti i 2,329 euro, record negativo regionale. A Cattolica (Rn) il prezzo è di 2,309, mentre a Carpi (Mo) e Corte Brugnatella (Pc) un litro di diesel costa 2,299. Nel diesel servito il record regionale va ad una coppia di distributori, nelle città di Ferrara e Modena, con 2,639 euro per litro. Una cifra che, aggiungendo il taglio delle accise, si avvicina molto ai 3 euro al litro, che qualcuno ipotizza come approdo nei prossimi mesi.

Il costo  del diesel, oltre a pesare sulle tasche dei consumatori, come la benzina, quando alla pompa fanno rifornimento, si sta ripercuotendo sui prezzi  di  altri  beni a partire dai  generi alimentari che rischiano  di  finire fuori  controllo andando  a gravare sui bilanci famigliari molti dei quali già sotto  stress.

Per Federconsumatori Emilia-Romagna è necessario aprire un tavolo di crisi regionale per misurare anomalie ed eccessi, per valutare gli effetti della crescita dei carburanti. Un tavolo che richieda al Governo, al più presto, iniziative non solo emergenziali, per evitare o almeno contenere i disastri che si annunciano.

 

Migliora la qualità del servizio elettrico a Formigine

Nuove linee elettriche, più resistenti agli eventi meteorologici e più sostenibili e innovative per un servizio elettrico affidabile, continuativo e di qualità.

Proseguono nel Comune di Formigine i lavori di potenziamento della rete elettrica ad opera di E-Distribuzione, società del gruppo Enel gestore della rete elettrica di media e bassa tensione.

Nell’ambito del piano investimenti e, contestualmente, grazie ai fondi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), i tecnici dell’azienda elettrica stanno intervenendo sul territorio modenese per il rifacimento di diverse cabine secondarie e, a breve, per la costruzione ex novo di 3 cabine secondarie la cui attivazione è prevista entro fine giugno.

In accordo con l’Amministrazione comunale di Formigine, che sta collaborando fattivamente al corposo piano di interventi predisposto dall’azienda elettrica, i manufatti verranno realizzati tra Via Giacomo Leopardi e Via Carlo Sigonio, tra la Via Ghiarola e la Via Pio Donati e in Via Giovanni Giolitti. Con la realizzazione di questi tre impianti, oltre a rendere più resiliente la rete elettrica grazie all’installazione di apparecchiature elettromeccaniche di nuova generazione e la sostituzione di trasformatori, verrà garantita una maggior disponibilità di potenza nelle aree coinvolte, razionalizzando e migliorando anche la rete di bassa tensione per un rapido ripristino del servizio elettrico in caso di eventuali guasti.

Il piano di lavori prevede inoltre la costruzione di oltre 20 Km di nuova rete di media tensione interrata e 6,5 Km di linee di bassa tensione, 20 Km di linee di percorrenza su strade comunali (già eseguiti 16 km di scavo), per un investimento complessivo di oltre 3 milioni di euro.

 

Maxi truffa in materia di Superbonus: l’Emilia Romagna tra le regioni coinvolte

Militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli hanno dato esecuzione a un sequestro preventivo d’urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica di Nola e convalidato dal G.I.P. presso lo stesso Tribunale, per un ammontare di € 10.550.971,25, nei confronti di 7 indagati e 3 società, indiziati di aver perpetrato una ingente truffa ai danni dello Stato nel settore dei bonus edilizi, dislocati tra la Campania, l’Emilia-Romagna, la Puglia, il Piemonte e la Toscana.

In particolare, l’attività, condotta dai finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, trae origine dalle denunce presentate da circa un centinaio di condòmini di due parchi residenziali dello stesso Comune, i quali si sono ritrovati, nei propri “cassetti fiscali”, crediti ceduti all’appaltante a fronte di lavori di ristrutturazione edilizia ed efficientamento energetico eseguiti in maniera approssimativa, supportati da documentazione falsamente attestante il loro completamento.

Gli approfondimenti hanno consentito di ipotizzare una maxi-truffa ai danni dello Stato, perpetrata dagli amministratori delle società coinvolte che, mediante documentazione attestante falsamente la regolare esecuzione dei lavori e con la compiacenza di consulenti fiscali e tecnici, hanno generato “crediti spazzatura” per oltre 10 milioni di euro, in parte messi in circolazione mediante contratti di cessione del credito a prezzi più che competitivi.

Il provvedimento in rassegna ha consentito di bloccare tempestivamente circa 3 milioni di crediti giacenti sui cassetti, impedendone l’ulteriore circolazione, nonché di sottoporre a sequestro oltre 30 immobili nelle province di Napoli e Taranto, 9 autovetture, quote sociali di 14 società per circa mezzo milione di euro, rapporti finanziari e, con l’ausilio dell’unità cinofila anti-valuta, denaro contante per 80 mila euro, somma detenuta da due indagati napoletani presso le rispettive abitazioni.

La misura adottata è di natura provvisoria ed è ovviamente sottoposta a possibili impugnazioni.

Il procedimento penale è in fase di indagini preliminari e, per il principio di presunzione d’innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte a indagini sarà definitivamente accertata esclusivamente ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Il Presidente ANCI Emilia-Romagna, Panieri sui tagli ai fondi del welfare dei Comuni

«Serve immediatamente un chiarimento e un confronto tecnico con il Ministero del Lavoro. Non si possono definanziare, senza un’istruttoria puntuale e senza dialogo, interventi fondamentali del PNRR che riguardano il welfare locale, le persone più fragili e la tenuta sociale dei territori».

Così Marco Panieri, Presidente di ANCI Emilia-Romagna, interviene in merito alle comunicazioni inviate agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) relative alla Missione 5, Componente 2, in particolare sugli interventi “Housing First” e “Stazioni di posta”.

«Le segnalazioni che arrivano dai territori sono molto preoccupanti. Parliamo di progetti già avviati, con soggetti attuatori contrattualizzati e stati di avanzamento in corso. Un eventuale definanziamento, oltre a mettere a rischio servizi essenziali per persone senza dimora e cittadini in condizioni di fragilità, esporrebbe gli enti locali a criticità economiche e a potenziali contenziosi».

Panieri richiama anche il quadro normativo: «La normativa vigente è chiara. In presenza della possibilità di completare gli interventi entro i termini del PNRR, anche in caso di scostamenti intermedi, non si deve procedere automaticamente al definanziamento. Gli enti stanno aggiornando regolarmente i dati su ReGiS e stanno lavorando per rispettare gli obiettivi finali».

«Per questo – conclude – chiediamo la sospensione dei procedimenti in corso e l’apertura urgente di un tavolo tecnico con gli enti attuatori. Il PNRR deve essere uno strumento di realizzazione, non un meccanismo che penalizza i territori proprio mentre stanno portando avanti gli interventi».

Al via il bando 2026 della Regione per sostenere i progetti delle associazioni di tartufai

immagine d’archivio

Non solo eccellenza gastronomica, ma patrimonio ambientale, culturale e sociale da conoscere, tutelare e trasmettere. Il tartufo racconta un rapporto profondo tra territorio, pratiche tradizionali e gestione degli ecosistemi, che in Emilia-Romagna si rinnova e si consolida nel tempo, anche grazie al lavoro diffuso di associazioni e comunità locali.

In questo quadro, la Regione Emilia-Romagna rafforza le azioni di tutela e valorizzazione attraverso un nuovo bando da 30mila euro, finalizzato a sostenere progetti dedicati in particolare alla gestione degli ambienti e alle attività didattiche. L’obiettivo è sostenere il ruolo delle associazioni di tartufai come presidio territoriale e favorire la diffusione delle conoscenze legate alla cerca e alla raccolta, attraverso iniziative capaci di coniugare conservazione degli ecosistemi e sviluppo della risorsa.

Il bando è rivolto alle associazioni senza fini di lucro iscritte ai registri del Terzo Settore che, per statuto, operano nella tutela e valorizzazione degli ambienti tartufigeni, nella promozione della raccolta corretta e nella diffusione della gastronomia e delle opportunità turistiche legate al tartufo. I progetti finanziabili dovranno riguardare interventi di conservazione, ripristino e miglioramento degli ecosistemi nelle aree vocate, con una chiara finalità didattica, in particolare rivolta alle ragazze e ai ragazzi delle scuole dell’Emilia-Romagna.

Un intervento che si inserisce nella strategia della Regione di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e dei territori, rafforzata anche dal riconoscimento della “cerca e cavatura del tartufo” come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, e che punta a consolidare il ruolo dell’Emilia-Romagna come riferimento nazionale per qualità, tradizione e innovazione.

“Il tartufo rappresenta una delle espressioni più autentiche del rapporto tra uomo e ambiente- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Con questo bando sosteniamo un modello che tiene insieme tutela degli ecosistemi, trasmissione dei saperi e valorizzazione delle produzioni locali. Le associazioni di tartufai svolgono un ruolo fondamentale, perché sono custodi di conoscenze, pratiche e territori. Investire su di loro significa rafforzare una filiera che non è solo economica, ma anche culturale e sociale, capace di generare opportunità per le comunità locali e di rendere più attrattivi i nostri territori anche dal punto di vista turistico”.

“In questo percorso- prosegue Mammi- è centrale anche il coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni, perché la conoscenza e il rispetto degli ecosistemi si costruiscono nel tempo, attraverso esperienze dirette e percorsi educativi. Le attività didattiche previste dal bando vanno proprio in questa direzione: avvicinare ragazze e ragazzi a una pratica che unisce tradizione e competenze, rafforzando la consapevolezza del valore ambientale e produttivo di questa risorsa e contribuendo a costruire una cultura della gestione sostenibile legata ai territori”.

Il bando

I progetti dovranno prevedere interventi di gestione e manutenzione delle aree tartufigene, come la pulizia del sottobosco, il contenimento della vegetazione infestante, la cura della rete idrica superficiale e la messa a dimora di piante idonee. Tra gli obblighi previsti, anche la realizzazione di visite guidate, rivolte a scuole, associazioni, cittadine e cittadini, per favorire la conoscenza delle tecniche di raccolta e della gestione sostenibile degli ambienti.

Le aree interessate dovranno mantenere la destinazione didattica per almeno cinque anni, a conferma dell’obiettivo della Regione di costruire percorsi duraturi di educazione e valorizzazione. È inoltre vietato l’uso di fitofarmaci e diserbanti, in coerenza con la finalità di tutela ambientale dell’intervento.

La dotazione complessiva per il 2026 è di 30mila euro. Il contributo è riconosciuto fino a 1.250 euro per ettaro, per un massimo di 4 ettari e quindi fino a 5mila euro per progetto. Le domande dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2026 tramite posta elettronica certificata (Pec): territoriorurale@postacert.regione.emilia-romagna.it.

Nuovo protocollo tra Comune di Sassuolo e Procura allo scopo di velocizzare la macchina della giustizia

Nuovo protocollo tra Comune di Sassuolo e Procura allo scopo di velocizzare la macchina della giustiziaUna nuova sinergia per velocizzare la macchina della giustizia e rendere più efficiente il controllo sul territorio. È questo il senso del protocollo d’intesa siglato in Sala Giunta tra Comune di Sassuolo e Procura di Modena. A suggellare l’accordo il Procuratore Capo di Modena Luca Masini, il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini e la Comandante della Polizia Locale Rossana Prandi.

Al centro dell’intesa c’è il cosiddetto “distacco funzionale” dell’Ispettrice Elena Fontana. Per i prossimi tre anni, l’ufficiale opererà a tempo pieno (sei giorni su sei) direttamente all’interno degli uffici della Procura della Repubblica di Modena.

Non si tratta di un semplice cambio di scrivania, ma di un presidio strategico. L’Ispettrice, pur rimanendo gerarchicamente legata al Comune di Sassuolo, lavorerà sotto la direzione dei magistrati modenesi. Il suo compito principale sarà quello di gestire il flusso delle notizie di reato, facendo da “ponte” operativo tra le indagini condotte sul territorio dalla Polizia Locale e la successiva fase giudiziaria.

“L’attività è svolta prevalentemente nell’interesse del Comune di Sassuolo”, si legge nel documento, a sottolineare come un coordinamento più stretto possa tradursi in risposte più rapide per la legalità cittadina.

L’operazione, prevista dalla Legge 208/2015, non graverà sulle casse dello Stato: sarà infatti il Comune di Sassuolo a continuare a farsi carico degli oneri economici e assicurativi della propria dipendente. Dal punto di vista pratico, l’efficacia definitiva del provvedimento è ora legata all’ultimo via libera formale del Ministero della Giustizia.

L’accordo segue le linee guida della Regione Emilia-Romagna che, già nel 2024, aveva spronato gli enti locali a consolidare modelli di “polizia di comunità” attraverso collaborazioni dirette con le istituzioni giudiziarie. Per Sassuolo, è un passo avanti decisivo verso una gestione più moderna e integrata della sicurezza urbana

 

Rettifica ai sensi dell’art. 8, L. 47/1948

Rettifica ai sensi dell’art. 8, L. 47/1948In riferimento ai nostri articoli pubblicati in data 27 marzo 2026 dal titolo “Il Sindaco
sull’interrogazione di Vandelli (Gruppo Misto) in merito alla Moschea di via Atene” e
l’articolo “Sede distaccata Unimore a Sassuolo? A rispondere a Vandelli (Gruppo
Misto) è sempre il Sindaco Mesini”, riceviamo dal Sig. Giacomo Vandelli richiesta di rettifica ai sensi dell’art. 8, L. 47/1948, in quanto lo stesso non è l’autore delle interrogazioni riportate.

Negli articoli viene erroneamente attribuita al Sig. Giacomo Vandelli la paternità di due interrogazioni discusse in Consiglio Comunale a Sassuolo, indicandolo quale
esponente del Gruppo Misto. Tale informazione è dunque inesatta, in quanto l’autore degli atti consiliari in oggetto è il Sig. Giuseppe Vandelli (Gruppo Misto) mentre, appunto, il Sig. Giacomo Vandelli non è l’autore delle interrogazioni e non riveste la carica di Consigliere Comunale.

 

Gli articoli di cui sopra:

Il Sindaco sull’interrogazione di Vandelli (Gruppo Misto) in merito alla Moschea di via Atene

Sede distaccata Unimore a Sassuolo? A rispondere a Vandelli (Gruppo Misto) è sempre il Sindaco Mesini

Concessione ad associazioni di immobile comunale presso la Palestra Ferrari

Il Comune di Maranello ha indetto una pubblica selezione per la concessione a un’associazione, ad uso di sede associativa o per svolgimento attività associativa, dell’immobile comunale “ex casa del custode” presso la palestra comunale Ferrari, in Via Dino Ferrari 6, in condivisione con l’associazione Federcaccia. L’avviso pubblico è aperto a tutte le associazioni che perseguono fini di carattere sociale, civile, culturale, assistenziale, sportivo e ricreativo, operanti sul territorio comunale e che siano iscritte all’apposito “Albo comunale delle Associazioni” del Comune di Maranello.

L’assegnazione avrà durata dal giorno di stipula della convenzione e fino al 31 dicembre 2030, con opzione di rinnovo fino al 31 dicembre 2035. Il termine per la presentazione delle domande scade il 14 aprile. Per partecipare alla procedura di assegnazione dell’immobile comunale come sede associativa, l’Associazione è tenuta a presentare apposita domanda, redatta secondo il modulo disponibile sul sito del Comune di Maranello. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi all’ufficio Segreteria Generale, orario di apertura al pubblico dell’ufficio: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì 8.30-13.00, giovedì 8.30-13.30 e 14.30-18.30, telefono: 0536 240150-151-152.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 4 aprile 2026

Temperature minime stazionarie tra 6 e 8 gradi nei centri urbani, localmente inferiori in aree extraurbane; massime in aumento, intorno a 20/22 gradi sulle pianure interne e 17/19 gradi sulla costa. Venti deboli variabili. Mare poco mosso.

(Arpae)

Cordoglio in città per la scomparsa di “Betta” Mervini

Cordoglio in città per la scomparsa di “Betta” MerviniÈ venuta a mancare oggi all’età di 55 anni Elisabetta (Betta) Mervini moglie dell’imprenditore Adriano Calcagnoli.

L’improvvisa morte ha lasciato un profondo dolore in chi la conosceva.

I funerali si terranno sabato mattina alle ore 11:30 presso la chiesa di San Giorgio, mentre il rosario sarà recitato domani sera alle 18:30 presso Eterea a Sassuolo

Ad Adriano e ai figli le condoglianze della nostra redazione e dei ragazzi di Linea Radio.

Lella Costa e la compagnia di Lisistrata incontrano il pubblico al Teatro Carani

Lella Costa e la compagnia di Lisistrata incontrano il pubblico al Teatro CaraniMercoledì 8 aprile alle ore 18:30 il foyer del Teatro Carani di Sassuolo ospiterà un incontro speciale con Lella Costa e la compagnia dello spettacolo Lisistrata, in scena la sera stessa.

Il lavoro teatrale, diretto da Serena Sinigaglia, rilegge l’antico testo di Aristofane mantenendone intatta la potenza politica e la verve comica. Al centro della vicenda resta la celebre protesta delle donne greche che, guidate da Lisistrata, decidono di attuare uno sciopero del sesso per costringere gli uomini a firmare la pace e porre fine alla guerra.

La partecipazione a questo momento di approfondimento è completamente gratuita, non richiede prenotazione e non richiede il possesso del biglietto per la rappresentazione serale, che ha registrato il tutto esaurito.

Per maggiori informazioni: www.teatrocarani.it, 05361878833

Inalca, prorogata di sei mesi la cassa integrazione straordinaria per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento distrutto dal maxi-rogo

Il ministero del Lavoro ha confermato oggi la proroga per ulteriori sei mesi della cassa integrazione straordinaria per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Inalca di Reggio Emilia distrutto nel maxi-rogo di febbraio 2025.

“Siamo soddisfatti di questo esito, a cui abbiamo lavorato attivamente insieme all’azienda, alle organizzazioni sindacali e datoriali – commenta l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia -. Si tratta del primo caso di concreta applicazione della possibilità di allungamento del periodo di cassa per cessazione in casi riconosciuti di concreta possibilità di rioccupazione delle persone colpite da crisi industriali, a dimostrazione della bontà dell’accordo siglato in Regione lo scorso 6 febbraio”.

Una misura molto attesa, che permette all’azienda e ai sindacati di completare il percorso di uscita dalla crisi grazie all’accordo che prevede la ricollocazione di una parte del personale in esubero presso altri stabilimenti della proprietà, o controllate e riconoscimenti economici alle lavoratrici e ai lavoratori che sceglieranno il reimpiego presso altre realtà imprenditoriali.

Ceramics of Italy lancia l’edizione 2026 dell’International Tile Competition per celebrare architetti e designer di tutto il mondo

Confindustria Ceramica e Italian Trade Agency-ITA annunciano ufficialmente aperte le candidature per il Ceramics of Italy International Tile Competition 2026. Per la prima volta, i due concorsi storici di Ceramics of Italy — il North American Design Competition, giunto alla 30ª edizione, e La Ceramica e il Progetto, attivo da 11 anni in Italia — uniscono le forze per premiare i migliori progetti che impiegano la ceramica italiana a livello globale.

L’iniziativa, infatti, amplia la portata del concorso, premiando progetti di eccellenza realizzati da architetti e interior designers di tutto il mondo che scelgono superfici ceramiche e in gres porcellanato con marchio Ceramics of Italy. Selezionati da una prestigiosa giuria internazionale, i vincitori riceveranno premi in denaro e prenderanno parte a un viaggio accreditato CEU con direzione Bologna, dove saranno premiati nel corso di uno speciale evento durante la 43ª edizione di Cersaie – il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno.

Con quattro categorie — Residenziale, Commerciale, Design/Nuove Applicazioni e Outdoor — il concorso, che non prevede alcuna quota d’iscrizione, invita architetti e designers a presentare progetti che valorizzino un ampio utilizzo della Ceramica italiana e dimostrino una profonda comprensione delle sue qualità funzionali, estetiche e sostenibili. Sono ammessi progetti di nuova costruzione, ristrutturazione o restauro architettonico completati tra gennaio 2021 e marzo 2026, che includano l’impiego di lastre in ceramica o gres porcellanato italiani prodotte e commercializzate da aziende autorizzate all’uso del marchio Ceramics of Italy con il proprio brand.

La prestigiosa giuria internazionale è composta da Steve Clem, Principal dello studio TVS con sede ad Atlanta, e comprenderà Alfonso Femia, Fondatore e Presidente di Atelier(s) Alfonso Femia, l’architetto e giornalista Donatella Bollani e Filippo Manuzzi, Presidente della Commissione Attività Promozionali e Fiere di Confindustria Ceramica. La giuria valuterà i progetti presentati sulla base del design complessivo, del grado in cui la ceramica italiana valorizza l’ambiente, della quantità di materiale ceramico o in gres porcellanato con marchio Ceramics of Italy utilizzata e delle caratteristiche di sostenibilità del progetto.

«La ceramica italiana è da sempre un catalizzatore di creatività architettonica, offrendo ai progettisti un materiale tanto avanzato dal punto di vista tecnico e sostenibile quanto espressivo», dichiara Steve Clem, Presidente della giuria internazionale. «Riunire questi concorsi in un’unica piattaforma internazionale ci consente di celebrare i modi straordinari in cui architetti e designer di tutto il mondo stanno ridefinendo i confini di come la ceramica italiana può plasmare spazi, superfici ed esperienze».

I vincitori saranno annunciati nel mese di luglio e premiati ufficialmente durante una cerimonia a Cersaie 2026, che si terrà a Bologna dal 21 al 25 settembre. I premiati riceveranno un riconoscimento in denaro e parteciperanno alla manifestazione insieme a una delegazione di importanti media di settore, architetti e designers, presentando i propri progetti davanti a un pubblico composto da stampa internazionale di settore, produttori e professionisti dell’industria ceramica.

Il modulo di candidatura, il regolamento del concorso e un archivio dei progetti vincitori possono essere consultati sul sito ufficiale del Ceramics of Italy Tile Competition, tilecompetition.com. La partecipazione è gratuita e sono ammesse candidature multiple.

La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 5 giugno 2026.

 

Strade dei Vini e dei Sapori, dalla Regione 500mila euro per rafforzare promozione e investimenti negli itinerari enogastronomici

Alla scoperta dell’Emilia-Romagna, da Piacenza fino al Delta del Po (Fe), attraverso una serie di itinerari turistico-enogastronomici.

La Regione punta sempre più sulla valorizzazione dei percorsi legati ai vini, ai prodotti tipici e di qualità con un bando da 500mila euro, per il periodo 2026-2027, destinato agli enti gestori delle Strade dei Vini e dei Sapori: dieci itinerari che rafforzano la crescente domanda di Turismo Dop e che si snodano fra bellezze artistiche e paesaggistiche, ristoranti e trattorie, enoteche, aziende agricole e vitivinicole, caseifici, salumifici e oleifici.

Le risorse sono finalizzate a sostenere sia le attività di promozione e informazione lungo gli itinerari, sia gli interventi di qualificazione e sviluppo delle infrastrutture dedicate all’accoglienza e alla fruizione, con l’obiettivo di rendere questi percorsi sempre più riconoscibili, accessibili e attrattivi.

“Vogliamo rafforzare la capacità dell’Emilia-Romagna di raccontarsi attraverso la propria cultura enogastronomica, valorizzando le eccellenze e promuovendo i territori nei luoghi di origine delle produzioni- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Allo stesso tempo, continuiamo a consolidare un modello di sviluppo che mette al centro le filiere agroalimentari di qualità, il lavoro delle imprese e il ruolo dei territori. Le Strade dei Vini e dei Sapori rappresentano uno strumento concreto per integrare agricoltura e Turismo Dop, sostenere le economie locali e valorizzare un patrimonio fatto di produzioni certificate, saperi, tradizioni e paesaggi. Con questo bando rafforziamo un investimento strutturale della Regione su un sistema che negli anni ha dimostrato di funzionare, accompagnando gli enti gestori nello sviluppo di progetti sempre più qualificati, capaci di intercettare nuovi flussi e di aumentare la competitività dell’Emilia-Romagna. Promuovere i prodotti nei luoghi di origine non è solo un’azione di valorizzazione, ma una leva strategica per creare opportunità per le imprese e presidiare i territori, in particolare quelli rurali e interni. Continuiamo quindi a investire su un modello che valorizza l’agricoltura e il turismo esperienziale, unendo qualità, identità e attrattività, consolidando il posizionamento della nostra regione nel panorama enogastronomico italiano ed europeo”.

Il bando

I contributi sono destinati sia al sostegno delle attività di informazione e promozione legate ai vini e ai prodotti agroalimentari tipici e di qualità, sia agli investimenti lungo gli itinerari.

Nel dettaglio, le risorse per la comunicazione potranno essere utilizzate per valorizzare le produzioni vinicole e agroalimentari e rafforzare la riconoscibilità dei percorsi enogastronomici. Gli investimenti riguarderanno invece il miglioramento delle infrastrutture dedicate: dalla segnaletica agli spazi di accoglienza, dai punti informativi ai centri didattici, fino ai laboratori dimostrativi delle attività artigianali e ai musei a tema.

Le risorse complessive, pari a 500mila euro, sono suddivise equamente tra il 2026 e il 2027 (250mila euro per ciascun anno). Per ogni annualità, 100mila euro sono destinati alle azioni di informazione e comunicazione, mentre 150mila euro agli investimenti.

Le domande devono essere presentate dagli organismi gestori delle Strade dei Vini e dei Sapori entro le ore 12 del 15 maggio 2026, all’indirizzo pec: agrissa@postacert.regione.emilia-romagna.it.

Il patrimonio enogastronomico e la legge regionale

La valorizzazione del patrimonio enogastronomico regionale passa anche attraverso una rete diffusa di itinerari che attraversano l’intero territorio, da Piacenza al Delta del Po, fino alla Romagna.

A disciplinarne lo sviluppo è la legge regionale 23 del 2000, che promuove la conoscenza del territorio e sostiene la scoperta delle diverse tradizioni enogastronomiche locali, riconoscendo negli itinerari uno strumento strategico di promozione integrata.

In questa direzione, la Regione ha rafforzato negli ultimi anni il proprio impegno, stanziando risorse a partire dal 2023 per sostenere sia le attività di comunicazione e promozione sia gli investimenti, accompagnando la crescita e la qualificazione delle Strade dei Vini e dei Sapori

“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”. Dal 18 aprile al 18 ottobre la mostra a Reggio Emilia, nello Spazio Gerra

Ricordi, nostalgie, pensieri, parole che si fanno canzoni, altre che diventano libri, con il timbro inconfondibile della sua stessa voce ad accompagnare il racconto immerso nella musica e nella letteratura, accanto a illustrazioni inedite e fotografie a costruire una mappa di luoghi amati e frammenti di memorie.

“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo” è un percorso intenso nella poetica dell’artista modenese, tra i più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. La mostra, ad ingresso libero, in programma dal 18 aprile (dalle ore 10) al 18 ottobre 2026 a Reggio Emilia, all’interno di Spazio Gerra (luogo dedicato alla cultura popolare contemporanea), nell’ambito di Fotografia Europea 2026, è stata presentata oggi in conferenza stampa in Regione a Bologna dal presidente, Michele de Pascale, e dall’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, con il sindaco del Comune di Reggio Emilia, Marco Massari, l’assessore comunale alla Cultura, Marco Mietto, e i curatori della mostra, Stefania Carretti e Lorenzo Immovilli. È promossa dall’assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e realizzata da Ics– Innovazione cultura società Ets.

Il titolo è tratto da un verso de “Il tema”, uno dei brani firmati da Guccini nel 1970: “E dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni/Racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni/Canterò soltanto il tempo”. Qui è racchiusa una delle tematiche forti del messaggio che attraversa il repertorio di Guccini sul senso dello scorrere del tempo, la propensione nostalgica, il legame tra parole e memoria. Ed è proprio il tempo il filo rosso del percorso espositivo, da cui si parte per esplorare altri temi centrali: l’esistenza, l’amicizia, le radici, l’impegno, le relazioni.

“L’opera di Francesco Guccini è un bene estremamente prezioso del patrimonio culturale di questa terra, quella delle sue radici e della crescita artistica. La mostra ne restituisce il valore in tutta la sua autenticità e attraverso linguaggi diversi- commentano de Pascale e Allegni-. Spalanca una finestra sulla bellezza e complessità della sua arte: è un’occasione per le generazioni adulte di ritrovare emozioni vissute anche attraverso le sue canzoni, le sue parole, e per quelle giovani di conoscere meglio e apprezzare uno dei grandi protagonisti della musica cantautorale italiana”.

“L’Emilia di Guccini, quella della voglia di vivere, delle notti in osteria, delle albe, del sole nei cortili e delle nebbie, quella vista da un osservatore ‘dal fondo della sua città’ è la testimonianza poetica di un legame forte con la comunità e con il territorio che si fa ispirazione e riferimento identitario per il Paese- proseguono de Pascale e Allegni-. Senza dimenticare la capacità unica di raccontare e anticipare i tempi e i cambiamenti della società, con uno sguardo fine, impegnato e libero. Per tutto questo, a Francesco Guccini va la gratitudine della comunità regionale, e il plauso al Comune di Reggio Emilia, agli organizzatori e curatori della mostra per aver dato vita a un progetto che sa valorizzare questo straordinario patrimonio”.

“Con la mostra dedicata a Francesco Guccini, la città di Reggio Emilia rinnova e rafforza con questo straordinario autore un legame culturale profondo, costruito nel tempo attorno a valori condivisi come la memoria, la parola e l’attenzione alla dimensione civile della vita collettiva- affermano Massari e Mietto-. Un legame che affonda le proprie radici lungo la Via Emilia, crocevia di storie e identità, da cui prende forma una parte significativa della sua produzione, e che trova un momento simbolico nella laurea ad honorem conferita a Guccini proprio a Reggio Emilia nel 2002”.

“Questa mostra, all’interno della nuova edizione di Fotografia Europea dedicata a ‘I fantasmi’, inoltre, ci aiuta a riconoscere e convivere con le ‘ombre’ del nostro tempo, presenze invisibili ma influenti, che ritroviamo spesso nelle sue canzoni: paure, ricordi o nostalgie che generano smarrimento e divisioni oppure sogni, passioni e ideali che ispirano l’agire e danno senso al presente- concludono Massari e Mietto-. Noi che portiamo orgogliosamente nel nome della nostra città quell’Emilia “sognante, tra l’oggi e il domani” cantata da Guccini, riconosciamo in questa iniziativa un’occasione preziosa per rinnovare il valore della cultura come memoria viva e condivisa”.

Il percorso espositivo

Quasi tre anni di incontri e di dialogo con l’artista, la condivisione di ricordi, riflessioni e racconti hanno dato forma e contenuto alla mostra. L’esposizione si sviluppa nei quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati, ed esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni, in altrettanti ambienti distinti, unendo materiali d’archivio (fotografie, oggetti originali, riproduzioni) a opere inedite di illustratori e fotografi. È la stessa voce di Guccini ad accompagnare i visitatori nell’ascolto in cuffia lungo il percorso che segue il filo del tempo, toccando altri temi chiave della sua poetica: l’esistenza, l’amicizia, le radici, la memoria, l’impegno, le relazioni. Una sezione è inoltre dedicata al Guccini scrittore e ne esplora la formazione, le passioni e gli interessi, con attenzione agli studi di letteratura, storia e linguistica, accanto alla sua produzione letteraria.

L’esposizione include rielaborazioni delle sue canzoni attraverso diversi linguaggi artistici, che ne fanno delle “opere aperte” per sempre. Accanto, due nuove produzioni fotografiche: “Pavana e ricordi” di Paolo Simonazzi, che esplora i luoghi simbolo del mondo di Guccini tra Bologna e l’Appennino, e “Zeitraum” di Kai‑Uwe Schulte‑Bunert, che rappresenta il tempo e il ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, evocando la natura frammentaria della memoria.

“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo” è curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri. L’iniziativa ha il sostegno della Fondazione Palazzo Magnani e della Fondazione Manodori. L’ingresso è gratuito.

Il progetto proseguirà anche in forma editoriale con la pubblicazione di un volume, introdotto dalla prefazione a firma del presidente Michele de Pascale.

Acetaia Comunale è aperta per Pasqua a Maranello

Visita di Pasqua all’Acetaia Comunale di Maranello: domenica 5 aprile dalle 9 alle 12.30 l’Acetaia Comunale gestita dal Comitato Maranello Tipico, in Via Abetone Superiore 169 a San Venanzio, è aperta al pubblico. Una bella occasione per scoprire storia e segreti dell’Aceto Balsamico Tradizionale insieme ai volontari di Maranello Tipico.

Aperta nel 2012 e realizzata in un antico edificio che ospitava un  “casello” per la produzione di Parmigiano Reggiano, l’Acetata Comunale ospita alcune batterie di produzione dell’Aceto. Una visita ai locali permette di scoprire le origini, le tradizioni e gli aneddoti legati alla conduzione dell’Aceto Balsamico che per molte famiglie rappresenta un valore da trasmettere alle nuove generazioni, un lascito del passato che testimonia le forti radici ancorate al territorio e alla comunità.

Transizione 5.0, Simeone (PD Distretto Ceramico): “Urso allo sbando: retromarcia per pressioni politiche. Così si mette a rischio il cuore manifatturiero del Paese”

“Altro che politica industriale: quello a cui stiamo assistendo è un caos totale, gestito sulla pelle delle imprese.” Così Filippo Simeone, Coordinatore del Partito Democratico per il Distretto Ceramico, interviene dopo l’ennesimo dietrofront del Governo sulla Transizione 5.0.

La misura, prevista nel PNRR – Missione 7 REPowerEU e attuata con il decreto-legge n. 19/2024, era partita con una dotazione complessiva di 6,3 miliardi di euro per sostenere la transizione energetica e digitale delle imprese. Successivamente, anche a seguito della chiusura anticipata delle prenotazioni da parte delle imprese, le risorse effettivamente disponibili erano scese a 2,5 miliardi.

A questo primo ridimensionamento si è aggiunto il caos degli ultimi giorni: nel giro di poche ore il Governo è passato da un taglio drastico delle risorse — da 1,3 miliardi a circa 500 milioni — a un nuovo aumento fino a 1,5 miliardi, lasciando nel frattempo oltre 7.400 imprese nell’incertezza dopo aver già effettuato investimenti.

Simeone attacca frontalmente il Ministro Adolfo Urso: “Il Ministro Urso cambia linea dopo le pressioni: prima le legittime proteste di Confindustria, poi le indiscrezioni su un possibile rimpasto di governo che lo avrebbero visto escluso. E allora ecco il dietrofront. Ma si può davvero gestire la politica industriale di un Paese manifatturiero in questo modo?”

Il giudizio dei Dem è netto: “Dopo mesi difficili, con una produzione industriale in calo e segnali preoccupanti per il nostro sistema produttivo, arriva anche questo caos. Un caos che non fa bene alle imprese, non fa bene ai lavoratori, non fa bene alle famiglie.”

Simeone richiama poi le conseguenze concrete sul territorio: “Nel nostro territorio questo non è un dibattito astratto. Il distretto ceramico e la meccanica di produzione rappresentano uno dei principali poli manifatturieri d’Europa, con migliaia di lavoratori e una filiera che coinvolge centinaia di imprese. Quando si cambia una misura come Transizione 5.0 in questo modo, non si colpiscono numeri su un foglio: si bloccano investimenti, si rallentano produzioni, si mettono a rischio posti di lavoro.”

Simeone insiste sul nodo politico: “Il problema non è solo questa misura. Il problema è che questo Governo non ha una politica industriale. Non esiste un piano per i settori energivori, non esiste una strategia per la transizione produttiva, non esiste una direzione. E nei territori, nei distretti come il nostro, non si è visto nessuno. Nessun confronto, nessuna proposta, nessuna presenza.”

La chiusura è netta: “Un Paese manifatturiero non può permettersi di trattare le imprese in questo modo. Perché quando si rompe la fiducia tra Stato e sistema produttivo, si rompe qualcosa di molto più profondo: la capacità stessa di crescere.”

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