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giovedì, 16 Luglio 2026
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Elezioni Amministrative, in Emilia-Romagna al voto cinque comuni per eleggere i rispettivi primi cittadini e i consiglieri comunali

Elezioni Amministrative, in Emilia-Romagna al voto cinque comuni per eleggere i rispettivi primi cittadini e i consiglieri comunaliSono cinque i comuni dell’Emilia-Romagna che domenica 25 e lunedì 26 maggio andranno al voto per eleggere i rispettivi primi cittadini e i Consigli comunali.
Urne aperte a Ravenna, unico capoluogo di provincia con popolazione superiore ai 15mila abitanti, Varano de’ Melegari e Fontevivo (Parma), Bertinoro (Forlì-Cesena) e San Prospero (Modena).

Documenti, ‘come si vota’, candidati e liste, manifesti elettorali e fac-simili delle schede possono essere consultati sul sito della Regione Emilia-Romagna dedicato alle elezioni, a questo link, realizzato dall’Agenzia di informazione e Ufficio stampa della Giunta in collaborazione con l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Disponibile il collegamento con la Banca dati elettorale (Bde) dell’Assemblea legislativa, contenente i risultati delle precedenti elezioni amministrative.

Secondo la rilevazione del 31 dicembre 2024, complessivamente gli elettori chiamati al voto sono circa 147mila.

Nel primo turno delle elezioni amministrative, i seggi saranno aperti domenica 25 dalle ore 7 alle 23 e lunedì 26 dalle ore 7 alle 15. L’eventuale turno di ballottaggio sarà l’8 e 9 giugno 2025, in concomitanza con i referendum abrogativi.

Sciopero nazionale sanità privata, l’assessore Massimo Fabi incontra in Regione le sigle Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl, in presidio in viale Aldo Moro

“Chiederemo che il tema sia portato nuovamente in Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, in modo da favorire l’interlocuzione diretta della stessa Conferenza con i datori di lavoro”.

L’impegno della Regione Emilia-Romagna per giungere al riavvio positivo del dialogo interrotto a livello nazionale sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro della sanità privata è stato annunciato dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, che questa mattina, assieme al direttore generale Cura della persona, salute e welfare, Lorenzo Broccoli, ha incontrato in Regione, a Bologna, i rappresentanti di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl; sigle sindacali che, a Bologna come in altre città italiane, erano in presidio davanti alla sede della Regione nella giornata di sciopero nazionale della sanità privata.

“É un diritto sacrosanto ed esigibile quello di avere un contratto di lavoro e salari adeguati, e ciò vale tanto per la sanità privata accreditata quanto per quella pubblica- ha affermato Fabi-.  Proprio per questo la nostra Regione da tempo sta svolgendo a livello nazionale un’attività di sensibilizzazione, per cercare di portare al tavolo contestualmente tutti i soggetti e far riaprire la negoziazione”.

“Ora ci impegniamo- ha assicurato l’assessore Fabi- a portare questo punto all’ordine del giorno della Commissione Salute, non solo per sensibilizzare formalmente tutti gli assessorati regionali alla sanità e le relative strutture tecniche, ma affinché la Conferenza delle Regioni coinvolga le rappresentanze datoriali, anche con la collaborazione del Comitato di settore che si occupa della ripresa della contrattazione pubblica”.

“Il dialogo- ha concluso Fabi- deve riprendere al più presto e al più presto si deve arrivare alla sottoscrizione del contratto di lavoro, la Regione Emilia-Romagna farà tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo”.

Ieri a Casalgrande assemblea pubblica sull’imminente chiusura del Ponte di Veggia

Ieri a Casalgrande assemblea pubblica sull’imminente chiusura del Ponte di VeggiaUn’assemblea pubblica decisamente partecipata si è tenuta ieri sera presso la Sala Espositiva ‘Gino Strada’ di Casalgrande per spiegare e confrontarsi sull’imminente chiusura del Ponte di Veggia per l’importante riqualificazione che attende l’impalcato superiore della struttura. Un’opera che, come ormai notorio, comporterà l’interdizione totale al traffico veicolare a partire ufficialmente dal 16 di giugno – ma le opere di accantieramento inizieranno già il 15 – fino al 16 di agosto, con il contestuale spostamento di gran parte di flusso di auto e camion sulla Pedemontana.

Ieri sera, come detto, grazie all’importante supporto organizzativo del Consiglio di Frazione di Veggia, il Sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi, ha informato la cittadinanza sullo stato di avanzamento dell’opera, su quelle che sono le misure allo studio per cercare di mitigare il più possibile i disagi che inevitabilmente si andranno a creare per quei 60 giorni di chiusura. Erano presenti una sessantina di cittadini, tra cui qualcuno proveniente da Sassuolo.

E’ stato un confronto franco e, per certi versi, estremamente capillare nello sviscerare tutte le criticità di un cantiere che andrà a ripercuotersi sulla vita delle persone, delle imprese e delle attività del territorio, durato oltre due ore.

Il Sindaco Daviddi, con grande franchezza ha esposto in modo dettagliato tutto ciò che comporterà lo sviluppo di un cantiere non più rimandabile, non nascondendo le criticità che lo accompagnano nelle sue fasi preparatorie e dei possibili sviluppi nel corso dell’esecuzione dello stesso.

“Quello di ieri sera è stato il primo di una serie di incontri che andremo a fare con la cittadinanza sia in preparazione alla chiusura del ponte che anche durante il periodo di chiusura – spiega all’indomani il Primo Cittadino – Quello cui tenevo particolarmente nel meeting di ieri sera e in quelli futuri è cercare di spiegare nel modo più dettagliato possibile lo sviluppo del progetto e le criticità connesse”.

Gli elementi di maggiore preoccupazione sollevati durante l’incontro sono stati tutti gli aspetti legati alla viabilità alternativa, con le varie opzioni che sono attualmente sul tavolo per mitigare i colli di bottiglia che si verranno a creare, tenuto conto che non meno di 35.000 vetture si riverseranno sull’unico ponte aperto che dal 16 giugno unirà i territori di Casalgrande e Sassuolo per due mesi: quello della Pedemontana per due mesi. 

“E’ stato un vero momento di condivisione con i cittadini, sviluppato in modo maturo e costruttivo – aggiunge Daviddi -. Sono stati toccati elementi decisivi per cercare di attenuare i disagi che inevitabilmente ci saranno. In particolare le indicazioni specifiche e puntuali alle modifiche alla viabilità attraverso un utilizzo, il più possibile capillare, di movieri e personale presente sulle strade”

“Non solo, vi sarà un’attenzione maniacale sui protocolli da mettere in atto in presenza di incidenti o situazioni di emergenza. Oltre a sensibilizzare la cittadinanza su quei comportamenti che può tenere per quei due mesi al fine di rendere meno gravoso il disagio. Penso, per esempio, a forme di smart working per chi avrà la possibilità di farlo e anche a soluzioni provvisorie di car sharing per coloro i quali operano nello stesso posto di lavoro”.

“Abbiamo anche informato la cittadinanza sul fatto che abbiamo chiesto e ottenuto un’anticipazione sugli orari delle operazioni carico e scarico merci presso lo scalo ferroviario di Dinazzano”, aggiunge il Primo Cittadino.

“E’ ovvio che quelli emersi nella serata di ieri sono suggerimenti che non possiamo imporre a nessuno – chiosa il Sindaco Daviddi -. Ma l’atteggiamento estremamente costruttivo e la piena consapevolezza da parte di tutti i presenti della criticità dell’opera che si andrà a compiere mi dà speranza che le problematiche che inevitabilmente si presenteranno, potranno essere ‘attraversate’ con spirito di collaborazione e quel senso di unità che ci deve contraddistinguere in questi momenti. Voglio ringraziare in fine tutte quei cittadini che già oggi mi hanno inviato suggerimenti e segnalazioni di aspetti che meritano la nostra particolare attenzione e ribadisco quanto già detto ieri sera in assemblea: chiunque abbia desiderio di prendere visione di tutti gli atti relativi alla riqualificazione del Ponte di Veggia, i nostri uffici sono a completa disposizione. Massima trasparenza su una questione critica per tutta la nostra comunità”.

Il prossimo incontro pubblico per condividere con i cittadini tutti gli aspetti relativi ai lavori sul Ponte di Veggia si terrà lunedì 26 maggio alle 20.30 presso il ‘Bar Lucy’ a Veggia.

La cittadinanza è ovviamente invitata a partecipare.

 

 

Donazione di midollo, in Emilia-Romagna superato il record con 102 mila iscritti

Donazione di midollo, in Emilia-Romagna superato il record con 102 mila iscrittiL’Emilia-Romagna conferma il primato nazionale in iscritti per donazione di midollo osseo. Solo nel 2024 la Fondazione ADMO con sede all’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola ha raccolto oltre 7 mila nuove adesioni e superato il record storico dei 102 mila iscritti dall’anno 1991, anno di costituzione di ADMO Emilia-Romagna.

Un risultato che, ancora una volta, conferma l’impegno nella sensibilizzazione, informazione e raccolta di nuove adesioni su tutto il territorio. Un impegno decisivo se pensiamo che, durante e subito dopo la pandemia, il numero di iscritti era crollato del 60%: con circa 2,8 mila nel 2021 e circa 3,6 mila nel 2022.

Mentre le donazioni effettive di cellule staminali emopoietiche (CSE) in Regione, sono state 69, più del doppio rispetto all’anno precedente.

Ogni anno in Italia circa 2000 persone vengono colpite da una malattia onco-ematologica, necessitano di un trapianto di midollo osseo e CSE e inizia la loro lunga battaglia per sconfiggerla. Il trapianto di midollo osseo offre una concreta possibilità di guarigione e, per alcune patologie, risulta essere l’unica cura possibile. Tale trapianto può essere effettuato solo se si trova una persona compatibile con il paziente e disponibile alla donazione di cellule staminali emopoietiche. Il donatore può essere reperito in famiglia (circa 50% dei casi) o presso il registro Internazionale dei donatori. Solo uno su centomila però è il “tipo giusto” di midollo osseo per un paziente con una patologia del sangue.

“I risultati ottenuti negli anni da Fondazione ADMO Emilia-Romagna – afferma la Presidente Rita Malavolta – sono determinati principalmente dalla grande attività svolta quotidianamente dai volontari e collaboratori dell’associazione. Ma anche dall’introduzione da parte della stessa di nuovi metodi di sensibilizzazione e iscrizione in outdoor che si basano sulla collaborazione di personale sanitario associativo e dall’utilizzo di kit indispensabili per il prelievo salivare direttamente presso scuole, università, luoghi di lavoro, società sportive, e altri. Oltre a ciò – continua Malavolta – occorre sottolineare che vincente è la rete regionale con la quale si collabora in modo attivo costituita dal registro regionale dei donatori di midollo osseo, con sede presso il Policlinico di Sant’Orsola, dal SIMT (Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Metropolitano), dal CRS (centro regionale sangue), CRT (centro riferimento trapianti) e dai Centri donatori e Poli di reclutamento oltre al confronto attivo con le associazioni dei donatori di sangue presenti in Regione. Un grazie particolare va a tutti i ragazzi che hanno scelto di diventare donatori di vita”.

Il profilo di un donatore idoneo comprende, potenzialmente, moltissime persone: sono giovani tra i 18 e i 35 anni di età, del peso di almeno 50kg e in buone condizioni di salute e per iscriversi basta un semplice prelievo salivare. Tutte le informazioni per diventare donatori sono qui: https://admoemiliaromagna.it/

L’impegno dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola

Oltre ad essere la sede del registro Regionale di donatori di midollo, la partecipazione dell’IRCCS alla campagna ADMO è da considerarsi in un più ampio impegno che vede il Polo Ematologico Seràgnoli del Policlinico attivo sia sui trapianti tradizionali che sulla ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di terapie cellulari moderne con CAR-T.

Nel 2024 all’IRCCS sono stati effettuati 62 trapianti autologhi più 5 pediatrici (ovvero utilizzando cellule dello stesso paziente), 58 trapianti allogenici più 20 pediatrici (ovvero utilizzando cellule di donatori sani da registro). Protagoniste anche le infusioni di cellule CAR-T, al centro dei nuovi metodi di cura che posizionano il Sant’Orsola fra i protagonisti a livello nazionale nell’utilizzo e lo studio di questa tecnica che ha visto un incremento importante: dai 2 pazienti nel 2018 ai 62 pazienti del 2024.

Per quanto riguarda i trapianti allogenici, inoltre, il Policlinico rappresenta l’hub della rete regionale, con il 40% dei trapianti eseguiti in Regione. Un ruolo decisivo considerando che il trapianto allogenico è ancora l’unica terapia in grado di guarire molte patologie neoplastiche del midollo osseo e altre patologie rare non neoplastiche, come immunodeficienze e malattie genetiche rare. Parliamo quindi della tipologia di trapianto più diffusa e ancora indispensabile.

“Gli emiliano-romagnoli – afferma Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna – dimostrano ancora una volta di essere una comunità fatta di donne e uomini generosi. Lo sono nelle donazioni di sangue, di tessuti, di organi, e lo sono ancor più per quelle di midollo osseo, come testimoniano i dati presentati dalla Fondazione Admo. Ci riempie d’orgoglio sapere che sono raddoppiate le donazioni e che l’Emilia-Romagna ha il numero più alto di iscritti in tutta Italia. Un risultato che dobbiamo certamente al grande cuore di chi dona, ma anche all’instancabile lavoro dei volontari e dei collaboratori della Fondazione, impegnati nell’informare e sensibilizzare i cittadini. Prendersi cura della comunità vuol dire anche garantire l’accesso a un sistema di donazione capillare e ben organizzato, come quello della nostra regione: nella sanità pubblica fare rete assicura maggiori possibilità di cura, e in alcuni casi la donazione di midollo osseo rappresenta l’unica possibilità di vita. A tutti i donatori, alla Fondazione Admo e al Policlinico Sant’Orsola, in particolare al Polo Ematologico Seràgnoli, va il nostro sincero ringraziamento”.

“Nonostante il nostro impegno continuo per lo sviluppo e l’applicazione di nuove terapie, per alcune patologie il trapianto di midollo osseo rappresenta oggi ancora l’unica indicazione e possibilità di cura.– spiega Francesca Bonifazi, Direttore Trapianto e Terapie Cellulari, IRCCS Policlinico di Sant’Orsola – Vediamo con i nostri occhi ogni giorno l’impatto decisivo e talvolta risolutivo del trapianto nei nostri pazienti: effetti che sono possibili grazie al lavoro e alla presenza capillare della Fondazione Admo sul territorio nel sensibilizzare e raccogliere quante più adesioni possibili. Questo risultato ci fa ben sperare perché ci consentirà di offrire una cura a quanti più pazienti onco-ematologici possibili”.

“Ospitiamo con piacere e orgoglio il registro regionale dei donatori di midollo – ha dichiarato Chiara Gibertoni, Direttore Generale IRCCS Policlinico di Sant’Orsola – siamo grati ad Admo per il lavoro sul territorio e per l’ingaggio e la sensibilizzazione delle comunità locali. Il trapianto esprime uno degli esempi di massima solidarietà e generosità nella sanità pubblica e universalistica. Al Sant’Orsola abbiamo il privilegio di assistere a tutte le fasi: quando un donatore si iscrive al registro, quando dona e quando possiamo offrire al paziente il trapianto. È una scelta importante che può fare la differenza nella storia clinica di moltissimi pazienti, i dati estremamente positivi ci spronano a continuare a sostenere le realtà che si impegnano per fare sì che si continui a migliorare e crescere”.

 

Le principali patologie per cui il trapianto di midollo può fare la differenza

L’indicazione più frequente al trapianto allogenico è la leucemia acuta mieloide poi a seguire leucemia acuta linfoblastica, le mielodisplasie e le sindromi mieloproliferative e linfoproliferative. Rappresenta una terapia salva vita anche per alcune malattie neoplastiche e non del midollo osseo quali leucemie acute, linfomi, mielodisplasie ma anche aplasia midollare, emoglobinopatie e alcune immunodeficienze. La mortalità da trapianto si è ridotta significativamente nelle ultime tre decadi, nonostante l’età mediana si sia alzata significativamente visto che circa un quarto dei pazienti trapiantati oggi ha più di 60 anni.

Violenza economica: il 30 maggio un convegno per conoscerla e contrastarla

Violenza economica: il 30 maggio un convegno per conoscerla e contrastarlaPiù del 37% delle donne accolte dai Centri Antiviolenza del Coordinamento dell’Emilia-Romagna nel 2024 hanno subito (anche) violenza economica. 1307 donne che si sono scontrate con questa violenza subdola, che oltre a ledere l’autonomia personale rende più difficile iniziare un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Ma il legame tra la questione economica e la violenza di genere è molto più profondo. Tutte le donne, senza eccezione, si scontrano quotidianamente con le disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro.

Per capire meglio questo fenomeno ed elaborare strategie di contrasto, il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna presenta il Convegno “Il coraggio di contare?”. L’appuntamento è per venerdì 30 maggio presso la Sala Fanti dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna. Una giornata di lezioni, tavole rotonde e confronto sul tema della violenza economica e delle disuguaglianze di genere.  Il programma completo è disponibile in cartella stampa e scaricabile a questo link.

Tra le relatrici sono previste esperte di rilievo nazionale e internazionale, come Linda Laura Sabbadini (Direttrice dipartimento metodi e nuove tecnologie ISTAT), Giovanna Badalassi (Ricercatrice economista LADYNOMICS) e Marcella Pirrone (Gruppo Internazionale D.i.Re Donne in rete contro la violenza ed ex presidente di Wave, rete europea dei Centri Antiviolenza), in dialogo con figure istituzionali (tra cui il Presidente della Regione Michele de Pascale) e operatrici e ricercatrici esperte dei Centri Antiviolenza del Coordinamento. Durante la mattinata è previsto anche un momento di letture, curato dall’attrice, regista e drammaturga Antonietta Centoducati.

Il convegno, che ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, è aperto a tutte e tutti, ma si rivolge particolarmente alle figure professionali che operano nel settore: operatrici e attiviste dei centri antiviolenza, avvocate/i, giornaliste/i, e assistenti sociali. Per iscriversi al convegno – a partecipazione gratuita – è necessario compilare il modulo disponibile a questo link. Le iscrizioni sono già aperte e continueranno fino ad esaurimento posti (180) o comunque entro e non oltre il 26 maggio.

La giornata sarà divisa in due parti, e sarà possibile partecipare ad entrambe o a una sola delle due. La mattina, dalle 9.30 alle 13, sarà dedicata a lezioni frontali con le esperte, mentre il pomeriggio (14.30-18.00) darà spazio a una tavola rotonda e al dibattito conclusivo.

Oltre alle esperte già citate (che cureranno le lezioni mattutine), parteciperanno alla tavola rotonda: Isabella Pavolucci (Segreteria regionale CGIL E-R), Gessica Allegni (Assessora Regione Emilia Romagna), Chiara Saraceno (sociologa e filosofa), Elena Carletti (Presidente Commissione VI Parità, diritti, cultura della Regione Emilia Romagna), Cristina Carelli (Presidente di D.i.Re Donne in rete contro la violenza), Marcella Pirrone (Gruppo Internazionale D.i.Re) e Laica Montanari (Presidente Coordinamento Centri antiviolenza Emilia Romagna).

Il 5 giugno partirà un nuovo corso per Volontari di Croce Rossa Italiana del Distretto

Il 5 giugno partirà un nuovo corso per Volontari di Croce Rossa Italiana del DistrettoNuovo corso per Volontari di Croce Rossa Italiana al via il prossimo 5 giugno. La serata di presentazione si terrà mercoledì 28 maggio alle ore 21.00, presso la sede di Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, in Viale XXVIII Settembre 94.

Verrà illustrato il corso, il calendario con date ed orari e gli argomenti trattati. Il corso avrà una durata di otto lezioni e darà la possibilità di svolgere volontariato a Sassuolo, Maranello, Formigine e Fiorano.

Si tratta di un corso per approcciarsi al mondo della Croce Rossa: vengono trasmesse le nozioni di base sulle attività svolte dalla Croce Rossa in Italia e nel Mondo, di Diritto Internazionale Umanitario, del Sociale e di Primo Soccorso.

Per chiarimenti ed informazioni è possibile telefonare in orari d’ufficio al numero 0536/808784 oppure inviare un’e-mail a sassuolo@cri.it

Alberi monumentali e nuove sfide per la loro valorizzazione, la Regione organizza un seminario di studio a Bologna il 23 e 24 maggio

Alberi monumentali e nuove sfide per la loro valorizzazione, la Regione organizza un seminario di studio a Bologna il 23 e 24 maggioUn albero monumentale non è solo un albero di grandi dimensioni, è anche un sistema vivente complesso, con un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità e che rappresenta un ecosistema e un habitat particolare. Testimone di epoche passate, unisce spesso all’eccezionale valore naturalistico anche a quello paesaggistico, storico e culturale.

Di tutti questi aspetti si parlerà nel seminario “Gli alberi monumentali – Stato delle conoscenze e nuove sfide per la loro valorizzazione”, in programma a Bologna, (Aula Magna, viale Aldo Moro 30) il 23 e 24 maggio 2025.  Una due giorni di studio che la Regione ospita e che ha organizzato insieme alla Società Botanica Italiana, in particolare con il suo gruppo di lavoro Alberi Monumentali, e con la collaborazione dell’Università di Bologna e della Fondazione Rusconi Ghigi.

“Gli alberi monumentali sono un patrimonio prezioso di cui la Regione Emilia-Romagna è ricca: più di seicento esemplari tutelati che vedono il costante impegno degli uffici del Settore Patrimonio culturale e del Settore Aree Protette, Foreste e Sviluppo zone montane per lo sviluppo di azioni di tutela, conservazione, conoscenza e valorizzazione – ha sottolineato l’assessora regionale alla Cultura, Parchi e Forestazione Gessica Allegni -. Una sinergia fruttuosa che connette i finanziamenti dell’opportuna manutenzione straordinaria degli alberi, con quelli dedicati ai progetti che diffondono la conoscenza nel territorio di questo particolare patrimonio culturale e ne valorizzano gli aspetti storici, culturali ed antropologici. Gli alberi monumentali, infatti, sono testimoni della storia presente e passata, giganti verdi da rispettare e cui rivolgersi per ascoltare i racconti della memoria dei luoghi e delle persone che li vivono”.

Età, dimensione, rarità botanica. Queste alcune delle caratteristiche di un albero monumentale. In Emilia-Romagna questi esemplari possono essere assoggettati a due diverse tipologie di tutela, regionale e nazionale. Sono 538 le tutele (singole, in filare o in gruppo, per oltre 700 esemplari) che salvaguardano gli alberi monumentali regionali. A queste, si aggiungono quelle di 125 alberi  monumentali d’Italia tutelati direttamente dallo Stato.

In entrambi i casi le piante possono appartenere sia a specie autoctone che alloctone, trovarsi sia in proprietà pubblica che privata, ricadere in aree urbane, rurali o in aree forestali ed essere di origine naturale o artificiale. A fine 2023, la Regione ha approvato la nuova legge regionale n. 20/2023 che ha sostituito la precedente approvata nel 1977.  Tra le novità introdotte: la creazione di una banca-dati georeferenziata, l’istituzione di una zona di protezione di almeno 10 m di raggio intorno al gigante verde da tutelare, nonché l’obbligo di recepimento dei vincoli di tutela negli strumenti urbanistici dei Comuni e nei regolamenti degli Enti Parco.

‘Amarenando’: domenica a Casinalbo la Festa delle amarene, della campagna e delle famiglie

‘Amarenando’: domenica a Casinalbo la Festa delle amarene, della campagna e delle famiglieDomenica 25 maggio dalle ore 15 alle ore 20 la tenuta Ca’ del Rio di Casinalbo ospita una nuova edizione di Amarenando, l’evento promosso dalla Pro Loco Formigine – Oltre il Castello per valorizzare la storia, i paesaggi e le eccellenze agricole del territorio.

La giornata vuole essere un omaggio alla vita contadina e ai suoi momenti di festa, tra tradizioni, sapori autentici e divertimento all’aria aperta. I visitatori potranno passeggiare tra i filari, ammirando gli alberi in frutto e godendo della bellezza della campagna formiginese.

Non mancheranno attività per tutte le età: caccia al tesoro, tiro alla fune, corsa coi sacchi e ruba bandiera coinvolgeranno bambini e famiglie, insieme alla presenza dei somarelli per la gioia dei più piccoli. A metà pomeriggio, una merenda sarà offerta a tutti i partecipanti. Il pomeriggio sarà animato anche dalle danze contadine a cura del corpo di ballo della Pro Loco.

Come da tradizione, dalle ore 10 il trenino sarà presente nel centro storico di Formigine. A partire dalle ore 14 effettuerà il collegamento con la tenuta Ca’ del Rio, permettendo a tutti di raggiungere il luogo dell’evento.

Censimento del patrimonio culturale immateriale

Censimento del patrimonio culturale immaterialeCreare una mappa dettagliata del patrimonio culturale immateriale, fatto di tradizioni e folklore, antichi mestieri, musica, arti e tecniche artigianali tipiche, legate alla storia dei territori. È il progetto attivato da Unpli (Unione nazionale Pro Loco d’Italia) in collaborazione con Icpi (Istituto centrale per il patrimonio immateriale) e Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), con la supervisione del ministero della Cultura.

Questo progetto viene ora rilanciato da Unpli Emilia Romagna attraverso la propria rete formata da circa 400 Pro Loco. Il censimento include usanze, riti, feste, saperi popolari, tradizioni gastronomiche, rievocazioni storiche in costumi d’epoca e giochi tradizionali. Tutto ciò sarà reso accessibile, promosso e soprattutto custodito attraverso il portale “Radici Culturali”.

Il censimento attivato dalla rete delle Pro loco punta a mappare in particolare il patrimonio culturale immateriale delle piccole comunità. In Italia ci sono 5.534 Comuni con meno di 5.000 abitanti, che rappresentano il 70,04% del numero totale (dato Istat). Il patrimonio culturale immateriale italiano è estremamente ricco e diversificato, grazie alla grande varietà di culture e tradizioni presenti nel Paese. Da qui l’idea di attuare un censimento quanto più diffuso di tutte le espressioni culturali d’interesse. Si tratta di catalogare, tutelare e valorizzare il materiale raccolto, rendendone più agevole la consultazione anche attraverso l’interconnessione con altri archivi nazionali e regionali.

 

Ambiti di attuazione

Nello specifico, gli ambiti di attuazione del censimento sono le tradizioni e le espressioni orali, compresi i dialetti; le rievocazioni di eventi storici, festivi e in costumi d’epoca; la storia orale, la narrativa e la toponomastica; la musica e le arti dello spettacolo di tradizione, rappresentate in forma stabile o ambulante, nonché l’espressione artistica di strada; il paesaggio culturale e la sua funzione identitaria basata sull’interrelazione di fattori naturali e umani; le consuetudini sociali e gli eventi rituali e festivi; i saperi, le pratiche e le credenze relative ai cicli dell’anno e della vita, alla natura e all’universo; i saperi e le tecniche tradizionali relativi alle attività produttive e artistiche; i saperi legati all’alimentazione tradizionale e la continuità delle consuetudini gastronomiche; le attività ludiche tradizionali.

 

Raccolta dati

Grazie al censimento, è stata avviata l’attività di raccolta dati sui territori grazie alla capillarità della

rete delle Pro Loco iscritte ad Unpli. Vengono così raccolte informazioni sulle espressioni culturali del patrimonio immateriale locale, al fine di conservarne la conoscenza e garantirne quanto più possibile la trasmissione alle generazioni future. Il progetto prevede l’utilizzo di tecnologie innovative per la creazione di una piattaforma digitale.

 

“Radici Culturali”

Il portale “Radici Culturali” è lo strumento di caricamento online per le singole schede che compongono la mappa. Le schede, caricate dalle Pro loco e da altri soggetti individuati da Unpli (enti e persone esperte nei vari ambiti culturali), saranno poi controllate e validate dal comitato di progetto. Unpli invita a segnalare archivi digitali relativi al patrimonio culturale immateriale all’indirizzo: progetti@unpli.info.

 

 

Unpli – Unione nazionale Pro Loco d’Italia
Unpli è una realtà associativa senza scopo di lucro con personalità giuridica, accreditata dall’Unesco dal 2012, che opera su scala nazionale per la promozione e la tutela del patrimonio culturale, turistico e sociale dei piccoli centri dal 1962. Rappresenta 6.350 Pro Loco, può contare su oltre 1 milione di soci e 527.000 volontari in tutta Italia. Unpli è accreditata presso il Servizio Civile Nazionale e coinvolge ogni anno oltre 2.000 giovani volontari nei diversi progetti e iniziative promossi dalla Pro Loco. Tra le iniziative nazionali di rilievo promosse da Unpli vi sono “Sagra di Qualità”, “Salva la tua lingua locale”, l’“Infiorata delle Pro Loco d’Italia”, la “Giornata nazionale delle Pro Loco”, “Ecodays”, il cammino “Da Francesco a Francesco”, insieme all’ambizioso progetto di Censimento del Patrimonio Culturale Immateriale, il primo a livello nazionale. La rete associativa è presente in tutte le regioni italiane ed è presieduta dal 2016 da Antonino La Spina.

 

 

Un invaso da 143mila metri cubi su una superficie di 6,5 ettari: inaugurata la cassa di espansione del Canale dei Mulini a Castel Bolognese

Un invaso da 143mila metri cubi su una superficie di 6,5 ettari: inaugurata la cassa di espansione del Canale dei Mulini a Castel BologneseGià durante le alluvioni di maggio 2023 e settembre 2024, quando ancora non era stata terminata, aveva fornito un contributo importante. Da oggi, invece, entra a pieno regime nel sistema di regolazione delle acque della pianura ravennate.

È la cassa di espansione del Canale dei Mulini, a Castel Bolognese (RA), in località Savoie, realizzata dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, con risorse (3,3 milioni di euro) assegnate dalla Regione. Un’opera con un volume d’invaso della capacità di 143mila metri cubi, su una superficie di 6,5 ettari di terreno.

All’inaugurazione ufficiale erano presenti il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. Con loro Francesco Vincenzi, presidente di Anbi (Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue), Antonio Vincenzi, presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, e i sindaci di Castel Bolognese e Solarolo, Luca Della Godenza e Maria Diletta Beltrani.

“Il fatto che questa cassa abbia già svolto un ruolo decisivo nel controllo del flusso dell’acqua quando ancora non era completata ci dimostra inequivocabilmente quanto investire in queste opere sia strategico per la messa in sicurezza del territorio- sottolinea de Pascale-. Pochi giorni fa abbiamo presentato i progetti per i bacini dei fiumi Lamone e Marzeno, a poca distanza da qui, e presto faremo lo stesso anche per altri corsi d’acqua: invasi, casse di espansione, aree di laminazione sono decisive per la salvaguardia delle persone e delle attività produttive. Voglio ringraziare- prosegue il presidente- il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, che ha progettato e realizzato l’intervento, e i sindaci del territorio, con i quali c’è un dialogo costante”.

“Anche se di piccole dimensioni- spiega Rontini-, la cassa del Canale dei Mulini è un tassello molto importante per rafforzare la sicurezza idraulica di questo territorio e si inserisce in quel mosaico di opere strutturali che vogliamo assolutamente realizzare, laddove necessario. Quanto accaduto negli ultimi due anni ci pone davanti a una sfida difficile, che possiamo vincere solo unendo le forze di tutti gli attori coinvolti- continua la sottosegretaria-: da questo punto di vista il ruolo dei Consorzi di Bonifica, per la loro competenza e professionalità, è sempre stato decisivo e lo sarà ancora di più in futuro”.

Il progetto della cassa del Canale dei Mulini

Dei 3,3 milioni di euro complessivi per la realizzazione dell’opera, circa 2,7 arrivano dal Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale (Dpcm 20 febbraio 2019), mentre gli altri 600mila dal Programma per fronteggiare il fenomeno della subsidenza nelle provincie di Ferrara e Ravenna. Il finanziamento è stato programmato a fine 2019 e il progetto approvato nel 2020. I lavori, iniziati nell’estate 2021, si sono conclusi nell’estate 2024. Di fatto l’opera è funzionante fin dal 2023, quando è stata coinvolta nelle alluvioni causate dalle esondazioni dei fiumi, primo fra tutti il Senio: nonostante questa cassa serva per la sicurezza nello scolo delle acque di bonifica, è stata comunque utile, specialmente nel primo evento, quello del 2 maggio 2023, e poi a settembre 2024.

Laminazione delle acque, ma non solo

Un corso d’acqua artificiale, costruito a partire dal XV secolo, lungo 38,6 chilometri che sfocia nel Reno. È il Canale dei Mulini, un tempo supporto fondamentale per le attività industriali della zona, che oggi svolge una duplice funzione: di scolo delle acque meteoriche dell’area urbana e rurale di Castel Bolognese e di adduzione e distribuzione di acqua per l’irrigazione, dal Senio e dal Canale emiliano romagnolo (Cer). A gestire formalmente questo corso d’acqua sin dal 1967 è il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale.

Grazie all’intervento realizzato, le portate del Canale dei Mulini vengono regolate da un apposito manufatto, che impedisce il transito dell’acqua in eccesso verso Solarolo. In caso di emergenza idraulica la regolazione crea un “rigurgito” verso monte, che consente di deviare le acque nel Rivalone, un canale affluente. Una volta raggiunta la soglia sfiorante in pietrame (lunga circa 100 metri), l’acqua in eccesso in risalita nel Rivalone si immette nella cassa. Al termine dell’evento di piena, man mano che il livello dell’acqua nei canali tende a diminuire, tramite tubi collocati sotto lo sfioratore, si svuota progressivamente anche la cassa di espansione. Il volume residuo d’acqua che resta nella cassa viene poi indirizzato, attraverso lo scarico di fondo presidiato da una paratoia, nello Scolo Prati.

L’area della cassa svolgerà anche una funzione ambientale, attraverso la realizzazione di un bosco igrofilo, ovvero di una biocenosi vegetale in grado di crescere vicino a corsi d’acqua, stagni o laghi. È previsto, inoltre, il ripopolamento dell’area con diverse specie faunistiche e, in futuro, la creazione di un percorso didattico-pedonale (sfalciato) che si snoderà lungo gli argini consentendo a cittadini e visitatori la fruizione di un’ampia area verde, un vero e proprio corridoio ecologico.

Convalidato l’arresto del 49enne che lunedì a Sassuolo ha segregato una donna

Convalidato l’arresto del 49enne che lunedì a Sassuolo ha segregato una donnaIl GIP del Tribunale di Modena ha convalidato l’arresto dell’uomo di 49 anni eseguito in flagranza di reato dai Carabinieri della Compagnia di Sassuolo nella mattinata di lunedì 19 maggio. I militari, come noto, erano stati attivati da una segnalazione anonima giunta al numero unico di emergenza112”, che indicava la presenza di una donna tenuta in ostaggio all’interno di un laboratorio artigianale ad opera di uno straniero armato di coltello.

Sul posto – in via Porta, zona largo Collodi – si sono prontamente portate le pattuglie dei Carabinieri della locale Stazione e dell’Aliquota Radiomobile, affiancate da una squadra dei Vigili del Fuoco dotata di attrezzatura per la rimozione forzata di ostacoli fissi. Le urla della donna provenienti dall’interno dello stabile non hanno lasciato dubbi sulla gravità della situazione: i militari hanno quindi forzato una porta in ferro e hanno fatto irruzione nello stabile. All’interno i Carabinieri hanno bloccato l’uomo, trovandolo in possesso di un coltello a serramanico.

La vittima, trattenuta contro la propria volontà fin dalla sera precedente, è stata liberata ed accompagnata al Pronto Soccorso di Sassuolo, con visibili traumi sul corpo provocati dalle violenze subite dall’uomo. Infatti il 49enne aveva cercato di stringerle al collo delle fascette da elettricista; solo la resistenza della donna e il tempestivo intervento dei militari hanno bloccato la sua condotta.

Il 49enne è stato quindi arrestato e, su disposizione della Procura della Repubblica di Modena, associato presso la Casa Circondariale Sant’Anna.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 23 maggio 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 23 maggio 2025Cielo generalmente nuvoloso o molto nuvoloso con rovesci o temporali sparsi in esaurimento da tardo pomeriggio-sera. Temperature minime attorno ai 13 gradi; massime comprese tra 18 e 21 gradi. Venti deboli o localmente moderati dai quadranti orientali con rinforzi sino a forti sulle aree di crinale appenninico. Mare da mosso a molto mosso.

(Arpae)

Cgil Cisl e Uil ER hanno incontrato l’assessore Fabi

Ieri pomeriggio Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia Romagna hanno incontrato l’assessore regionale alla Sanità Fabi per approfondire obiettivi e contenuti della programmazione regionale delle AFT e delle UCCP, nel più generale contesto dello sviluppo della sanità territoriale. Durante l’incontro è stata condivisa l’opportunità di formalizzare in un documento che sarà redatto nei prossimi giorni le rispettive valutazioni.

L’obiettivo condiviso è quello di assicurare, in un quadro di indicazioni omogenee a livello regionale, le modalità concrete per integrare le opportunità connesse con le nuove forme
aggregative dei medici e dei professionisti della sanità con i modelli organizzativi già presenti nelle Case della Comunità per migliorare l’accessibilità, la presa in carico e l’integrazione funzionali agli obiettivi di salute dei territori.

Sanità: nasce la nuova rete territoriale dell’assistenza primaria

Sanità: nasce la nuova rete territoriale dell’assistenza primariaIl servizio sanitario regionale consolida un altro passaggio della rete territoriale dell’assistenza primaria, con l’introduzione di nuove forme organizzative per rispondere ai mutamenti sociodemografici e garantire cure più prossime ed efficaci agli emiliano-romagnoli.

L’obiettivo è rendere l’assistenza sanitaria territoriale -composta da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali – più sostenibile e accessibile, anche grazie agli investimenti Pnrr per la realizzazione delle Case della comunità e al nuovo ruolo unico del medico di medicina generale previsto dall’accordo collettivo nazionale.

Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha approvato l’”Atto di programmazione regionale per la istituzione e attuazione delle forme organizzative della medicina convenzionata AFT e UCCP”. Il documento mira a rafforzare la sanità territoriale attraverso la creazione di Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e Unità complesse di cure primarie (UCCP), pensate per migliorare l’accesso alle cure, la presa in carico dei pazienti cronici e fragili e l’integrazione tra i professionisti sanitari.  Un’organizzazione capillare e dettagliata: per ciascuna Azienda USL della regione il piano definisce l’articolazione territoriale, le sedi e le tipologie. Tra gli obiettivi di questa nuova organizzazione c’è la partecipazione ai piani nazionali di prevenzione e cronicità, il governo delle liste d’attesa, l’appropriatezza clinica e prescrittiva, l’assistenza domiciliare.

Un percorso presentato oggi a Bologna nel corso di un incontro nella sede della Regione, dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, con i sindacati Confederali Cgil, Cisl, Uil.

“Sono soddisfatto del lavoro fatto per istituire le nuove forme organizzative della medicina convenzionata nella nostra regione-spiega l’assessore Fabi- e del confronto per la sua migliore attuazione che abbiamo avviato con i sindacati Confederali, di cui l’incontro di oggi è solo una nuova tappa, così come con i sindacati di categoria coi quali siamo impegnati a definire il contratto integrativo dei medici di medicina generale. Questo provvedimento segna una svolta nella ridefinizione della rete dei servizi territoriali e, una volta completato, potrà orientare la sanità regionale verso un modello di assistenza sempre più integrato e vicino ai cittadini”.

L’istituzione delle AFT e UCCP rappresenta un passo fondamentale per garantire una presa in carico multidisciplinare ed integrata dei pazienti. Entrambe le forme organizzative opereranno nell’ambito dei Distretti e delle Case della Comunità, che potranno fungere da sede preferenziale delle stesse, e della rete degli studi medici diffusi nei territori, assicurando una copertura completa.

“Il nostro massimo impegno è garantire una risposta sempre più efficace e sostenibile del servizio sanitario regionale ai bisogni di salute delle cittadine e dei cittadini, in accordo con gli standard indicati dalla normativa, anche grazie agli investimenti del PNRR- aggiunge l’assessore-. Cruciale, in questo contesto, la collaborazione tra medici, pediatri, specialisti e i professionisti delle professioni sanitarie. Così come, lo ribadisco ancora una volta, i Cau che restano un elemento di positività del sistema che andrà meglio definito e rafforzato con il nuovo assetto.  Solo attraverso un lavoro sinergico e coordinato sarà possibile offrire servizi di alta qualità ed equamente accessibili. La condivisione dei dati sanitari, la presa in carico in équipe dei casi complessi e la misurazione di indicatori di processo e di esito delle attività saranno elementi chiave. Con questo nuovo modello di governance partecipata e di responsabilità condivisa vogliamo mettere sempre più al centro il benessere e la salute delle nostre comunità”.

Il nuovo assetto organizzativo: AFT e UCCP al centro della rete

L’Emilia-Romagna, già pioniera nell’orientamento verso la sanità territoriale con l’istituzione delle Case della Salute nel 2010, prosegue su questa strada implementando il nuovo assetto organizzativo previsto dal decreto ministeriale 77/2022. Fulcro di questa rete sono infatti le Case della comunità, sedi preferenziali per le AFT e le UCCP, e luoghi di raccordo con i cittadini per percorsi assistenziali innovativi. L’Emilia-Romagna è tra le prime regioni in Italia per il numero di Case della comunità attive, sono già 141.

Questa organizzazione mira a rafforzare il ruolo della medicina territoriale come primo punto di contatto e riferimento per la salute della comunità.

Le Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) sono forme organizzative monoprofessionali (composte cioè esclusivamente da medici) che coinvolgono medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali. Condividono strumenti di valutazione della qualità, linee guida, protocolli operativi e sistemi informativi per migliorare l’assistenza e i processi decisionali. Hanno un referente che concorre a garantirne il funzionamento e la buona organizzazione. Devono garantire la continuità assistenziale, la presa in carico dei pazienti cronici, la partecipazione a programmi di prevenzione e la riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso. Ogni AFT avrà una sede riconoscibile, spesso all’interno di una Casa della Comunità, che garantirà l’attività ambulatoriale in modo continuativo e accessibile

La popolazione di riferimento dell’AFT è compresa tra i 7mila e i 30mila assistiti, con alcune eccezioni che, per particolari e motivate esigenze quali la densità abitativa, possono arrivare a 45mila.

Le Unità complesse di cure primarie (UCCP) rappresentano invece forme organizzative multiprofessionali (sono presenti medici, ma anche altri professionisti) che operano in modo integrato all’interno delle Case della Comunità o in altre strutture sanitarie. Le UCCP coordinano e integrano medici di assistenza primaria, pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri, assistenti sociali e altri professionisti sanitari per rispondere ai bisogni di salute complessi. Ogni AFT, creando un sistema interdipendente, è collegata funzionalmente alla propria UCCP di riferimento. Il coordinamento delle UCCP è affidato a una figura professionale che collabora con il distretto per l’organizzazione dei percorsi assistenziali e la gestione delle risorse.

Il monitoraggio

Un sistema informativo regionale fornirà dati epidemiologici e analitici per monitorare le attività, condividere standard clinici e organizzativi, e valutare il raggiungimento degli obiettivi di salute, definiti dalla programmazione regionale e aziendale, da parte di AFT e UCCP.

Aggiornamento circa le chiusure previste nei prossimi giorni su A1, A13 e A14

Aggiornamento circa le chiusure previste nei prossimi giorni su A1, A13 e A14Sulla A1 Milano-Napoli, è stata annullata la chiusura della stazione di Terre di Canossa Campegine, in entrata in entrambe le direzioni, Bologna e Milano e in uscita per chi proviene da Milano, che era prevista dalle 21:00 di questa sera, mercoledì 21, alle 5:00 di giovedì 22 maggio.

Sempre sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 21:00 di giovedì 22 alle 5:00 di venerdì 23 maggio, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento A14 Bologna-Taranto e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Firenze.

In alternativa, chi proviene da Milano, potrà uscire alla stazione di Bologna Borgo Panigale, per poi proseguire sul Ramo Verde della Tangenziale di Bologna (stazione di Bologna Borgo Panigale-Tangenziale di Bologna) e sulla Tangenziale di Bologna verso Casalecchio di Reno, dove sarà possibile rientrare in autostrada, se diretti verso Firenze, oppure uscire allo svincolo n°1 “Nuova Bazzanese”, se diretti a Casalecchio di Reno.

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Sulla A13 Bologna-Padova, è stata annullata la chiusura della stazione di Altedo, in entrata in entrambe le direzioni, Bologna e Padova e in uscita per chi proviene da Padova, che era prevista dalle 21:00 di questa sera mercoledì 21 alle 5:00 di giovedì 22 maggio.

Per consentire lavori di manutenzione, dalle 21:00 di giovedì 22 alle 5:00 di venerdì 23 maggio, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna Interporto e Bologna Arcoveggio, verso Bologna.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Interporto, percorrere la viabilità ordinaria: SP3, via Marconi, SS64 Porrettana, Via Stalingrado e Tangenziale di Bologna, con rientro sulla A14 Bologna Taranto a Bologna Borgo Panigale, se diretti sulla A1 Milano-Napoli verso Milano; sul Raccordo di Casalecchio a Bologna Casalecchio, se diretti sulla A1 Milano Napoli verso Firenze; sulla A14 Bologna Taranto a Bologna San Lazzaro, se diretti verso Ancona.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di manutenzione della segnaletica orizzontale, dalle 21:00 di giovedì 22 alle 5:00 di venerdì 23 maggio, sarà chiusa la stazione di Bologna Fiera, in entrata e in uscita.

In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13 Bologna-Padova, o di Bologna San Lazzaro, sulla stessa A14.

Per consentire invece lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di giovedì 22 alle 5:00 di venerdì 23 maggio, sarà chiusa la stazione di Castel San Pietro, in entrata in entrambe le direzioni, Ancona e Bologna, ed in uscita per chi proviene da Ancona.

Contestualmente, sarà chiusa l’area di servizio “Sillaro est”, situata nel tratto compreso tra Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro verso Bologna.

In alternativa si consiglia di utilizzare le stazioni di Bologna San Lazzaro o di Imola.

 

No della Regione alla proposta di unificazione dei fondi europei della Pac e di Coesione

No della Regione alla proposta di unificazione dei fondi europei della Pac e di CoesioneTutelare la specificità della Politica Agricola Comune (Pac) nel prossimo bilancio pluriennale dell’Unione Europea (2028-34), mantenendo i fondi destinati all’agricoltura indipendenti da quelli per la Coesione. E ancora garantire più risorse per assicurare la capacità produttiva europea e il reddito degli agricoltori, migliorando gli obiettivi di semplificazione previsti dalla Commissione Europea.

È la posizione della Regione Emilia-Romagna, ribadita dall’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, durante la riunione esterna della Commissione Risorse Naturali del Comitato Europeo delle Regioni in corso ieri e oggi a Venezia in una sessione speciale nell’ambito del Festival delle Regioni.

L’ipotesi di riforma del bilancio pluriennale avanzata ieri dalla Commissione Europea alla conferenza annuale sul Budget della UE prevede l’accorpamento dei fondi Pac, della Coesione territoriale e del fondo sociale in un unico fondo nazionale sul modello del Recovery Fund. Una posizione che ha visto anche il voto contrario del Parlamento Europeo, la contrarietà di altre Regioni europee e l’opposizione delle principali associazioni di categoria e sindacati agricoli europei, che hanno chiesto alla Commissione di tenere conto dell’importante ruolo dei territori nella proposta ufficiale sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), attesa per luglio 2025.

“Ribadiamo la contrarietà dell’Emilia-Romagna all’ipotesi di accorpamento tra i fondi della Politica Agricola Comune e quelli della Coesione- afferma Mammi-. Si tratta di strumenti che hanno obiettivi diversi, rispondenti a esigenze differenti dei territori e dei cittadini. Una loro gestione centralizzata a livello nazionale rischia di indebolirne l’efficacia e di sottovalutare le specificità territoriali e le esigenze dei settori produttivi, che solo una gestione condivisa con le Regioni può garantire. È necessario, invece, assicurare alla Pac un budget solido per sostenere il reddito degli agricoltori e difendere la qualità delle produzioni europee da pratiche sleali e da rapporti commerciali che non tengono conto dei nostri standard. E, inoltre, prevedere risorse per tutelare la sicurezza alimentare di fronte alle sfide del cambiamento climatico e della transizione ecologica”.

“Rappresenta un passo avanti- prosegue l’assessore- il secondo pacchetto di semplificazione della Pac pubblicato dalla Commissione Europea che punta a ridurre gli oneri burocratici e amministrativi per gli agricoltori. Ma è necessario fare un ulteriore salto di qualità in questa direzione per rendere il sistema più adatto alle necessità delle imprese agricole e agroalimentari che devono competere a livello globale con soluzioni più efficaci e flessibili”.

Giovedì 22 maggio modifiche al servizio sulle linee Modena–Sassuolo, Reggio Emilia–Ciano d’Enza, Parma–Suzzara

Giovedì 22 maggio modifiche al servizio sulle linee Modena–Sassuolo, Reggio Emilia–Ciano d’Enza, Parma–SuzzaraGiovedì 22 maggio, in occasione del passaggio del Giro d’Italia, sono previste modifiche al servizio di alcuni treni regionali. In particolare:

Linea Modena-Sassuolo Terminal

Fra le 10.10 e le 15.10 dieci treni saranno interamente cancellati ed il servizio effettuato con autobus. Gli autobus effettueranno tutte le fermate, ma a causa delle modifiche alla viabilità stradale sono previsti modifiche di percorso e aumento dei tempi di viaggio

 

Linea Reggio-Ciano

Fra le 12.20 e le 17.40 otto treni saranno cancellati fra Ciano e Barco. A causa della contestuale chiusura delle strade non sarà possibile effettuare servizio con autobus

 

Parma-Suzzara

Fra le 12.36 e le 20.53 dodici treni saranno interamente cancellati e il servizio effettuato con autobus. A causa delle modifiche alla viabilità stradale, gli autobus avranno il percorso deviato e non effettueranno le fermate di Chiozzola, Sorbolo, Lentigione e Brescello-Viadana.

Tappa 8 del Giro-E Enel 2025: Sassuolo – Castelnovo ne’ Monti

Tappa 8 del Giro-E Enel 2025: Sassuolo – Castelnovo ne’ MontiGnocco fritto, crescentine, stria, tortellini, zampone, cotechino, erbazzone, lo zucchero caramellato tiramolla, il lambrusco e il liquore all’anice sassolino. I peccati di gola sono all’ordine del giorno, a Sassuolo, capitale della ceramica e della piastrella e luogo di perdizione per chi ama i piaceri della tavola. È da qui che parte la tappa numero otto del Giro-E Enel 2025. I ciclisti, elettrici e non, naturalmente devono stare leggeri, perché c’è da pedalare. Soprattutto oggi.

Se ieri, sotto il profilo ciclistico, è stata una giornata tranquilla, oggi si fa sul serio, con l’arrivo a Castelnovo ne’ Monti sull’Appennino reggiano dopo ben 1.700 metri di dislivello positivo. Oltre a pantagrueliche occasioni, Sassuolo offre molto. Da vedere il palazzo Ducale, per esempio, ma anche Piazza Garibaldi, con i suoi portici e le canalette, il Duomo di San Giorgio, patrono della città, e il Castello di Montegibbio, eretto sulla collina a difesa dei territori canossiani. Se si vuole pedalare, nei pressi del Parco Ducale, in via dei Moli, si trova l’accesso al Percorso Natura Secchia: un itinerario ciclopedonale lungo il fiume Secchia che offre l’opportunità di fare attività ricreativa e sportiva all’aria aperta, passeggiando, correndo o pedalando, per riscoprire il fascino naturale dell’ambiente fluviale. Tra i suoi tanti figli, Sassuolo spazia enormemente, andando dal cantante Nek al cardinale Camillo Ruini.

La tappa Sassuolo-Castelnovo ne’ Monti

Nessuna asperità sensazionale, ma una tappa impegnativa, carica di chilometri e di metri di dislivello. È la numero 8, da Sassuolo a Castelnovo ne’ Monti, unica frazione interamente emiliana, giacché domani l’arrivo sarà a Viadana, Lombardia. Il Giro-E prende, al solito, l’ultimo spicchio del lunghissimo (186 chilometri) percorso del Giro, oggi in partenza addirittura da Viareggio, scansando un vero e proprio moloch ciclistico: l’ascesa all’Alpe San Pellegrino, 8,8 chilometri all’8,8 per cento medio con punte del 19-20 per cento, il settore più duro dell’intero Giro edizione 108. Due le asperità di giornata che hanno affrontato i ciclisti del Giro-E: la salita a Toiano, 11 chilometri al 5,5 per cento medio, e quella a Pietra di Bismantova, 5,8 chilometri al 5,8 per cento medio. In totale, però, si è pedalato su e giù senza sosta, qualcosa che, senza motori e batterie, avrebbe spezzato facilmente le gambe. Ed è proprio in questa magia, che sta tutta la bellezza del Giro-E.

Talk ANCI in collaborazione con MOST a Reggio Emilia su giovani, mobilità, cittadinanza attiva e sport

Proseguono anche gli Stakeholder Forum ANCI al Giro-E.

È Reggio Emilia, sede di partenza di tappa del Giro-E, ad ospitare giovedì 22 maggio alle ore 13 il quarto talk organizzato da ANCI, in collaborazione con il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile MOST. L’iniziativa è finanziata nell’ambito del più ampio programma di supporto dei Comuni italiani a valere sul Fondo Nazionale Politiche Giovanili.

L’appuntamento di Reggio Emilia ha come tema “Giovani, mobilità sostenibile, percorsi di cittadinanza attiva e sport” e mostrerà all’interno della sessione “Smart Cycling: Come la Tecnologia inserisce le bici nella mobilità futura” alcuni sviluppi scientifici in atto all’interno del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile MOST.

L’iniziativa si svolge all’interno dell’area hospitality denominata “Green fun village” del Giro-E, che vede tra i partecipanti anche un team ANCI con giovani amministratori e ambassador U35 in bicicletta.

L’obiettivo degli Stakeholder Forum ANCI al Giro-E è quello di rafforzare il protagonismo dei giovani in occasione di grandi eventi sportivi e nella valorizzazione delle risorse e delle eccellenze culturali, naturalistiche ed enogastronomiche dei territori, viste come driver di sviluppo locale sostenibile, attraverso il filo conduttore dello Sport e dei suoi valori.

L’incontro rientra tra le iniziative che ANCI realizzerà al Giro d’Italia 2025 nell’ambito del più ampio programma di supporto e finanziamento dei Comuni italiani, a valere sul Fondo Nazionale Politiche Giovanili.

 

Mercati ambulanti: l’assessore Ferrari risponde ad Anva Confesercenti Modena

Mercati ambulanti: l’assessore Ferrari risponde ad Anva Confesercenti Modena“Stupisce e dispiace questo attacco frontale senza una richiesta precedente di confronto sul tema, dato il rapporto in corso con le Associazioni di categoria e il costante confronto su tutti i temi inerenti il commercio, il centro storico e non solo, così come la collaborazione con le associazioni “I mercanti dell’Unione” e “Il Bel Mercato di una volta””.

Con queste parole l’Assessore al Commercio del Comune di Sassuolo Federico Ferrari risponde alla nota di Anva Confesercenti Modena in merito ai due mercati ambulanti di sabato e domenica.

“Il Comitato dei commercianti di Rometta, anima e promotore del Rometta City Festival – prosegue l’Assessore – ha tutto il diritto di poter organizzare un evento, in collaborazione con l’Amministrazione, che punta ad animare il quartiere e stimolare il commercio locale in sede fissa, peraltro due fra gli obiettivi di mandato della Giunta. La concomitanza delle date, che andranno ad animare due zone diverse delle città e sono state concordate con i Comitati commercianti delle aree interessate, è risultata puramente casuale e dovuta anche al Referendum del primo weekend di Giugno”.

 

Sassuolo, tre mercati in pochi giorni. Anva Confesercenti Modena critica la decisione

Sassuolo, tre mercati in pochi giorni. Anva Confesercenti Modena critica la decisione
Antiquariato e vintage Sassuolo

“Mancata programmazione da parte dell’assessorato al commercio del Comune di Sassuolo”. Queste le conclusioni di ANVA (Associazione Nazionale Venditori Ambulanti) Confesercenti Modena che stigmatizza l’operato dell’Amministrazione comunale, in merito all’accavallamento di ben 2 mercati, successivi al mercato settimanale del venerdì. Pertanto, venerdì si terrà il mercato settimanale regolare; domenica si svolgerà un evento su area pubblica con gli operatori frequentatori del mercato settimanale di Sassuolo e, nei giorni scorsi, è spuntato “a sorpresa di tutti” un mercato toscano, previsto per sabato.

“Una decisione – aggiunge ANVA – che solleva non poche perplessità, soprattutto tra i commercianti ambulanti del mercato settimanale del venerdì, e tra quelli che già da tempo avevano programmato l’evento mercatale di domenica. Viene spontaneo chiedersi se tutta questa sovrapposizione di appuntamenti fosse davvero necessaria. Tre mercati di fila saturano l’interesse dei cittadini, senza contare poi l’impatto sul traffico e sulla vivibilità, con la chiusura di alcune strade e la limitazione dei posti auto. Inoltre, i residenti delle aree interessate potrebbero trovarsi prigionieri nel traffico o costretti a fare i conti con la difficoltà di spostarsi liberamente. Questo dimostra una gestione caotica di tali eventi”.

“Come ANVA, ribadiamo l’urgenza di porre un freno al proliferare degli eventi mercatali. Queste manifestazioni su area pubblica, organizzate da Consorzi o Associazioni talvolta non ben identificati, oltre a inflazionare l’offerta, rappresentano una forma di concorrenza sleale nei confronti degli operatori dei mercati settimanali – continua ANVA Confesercenti Modena. Infine, vorremmo ricordare che gli esercenti del commercio su area pubblica nei mercati settimanali, per poter operare, devono affrontare procedure di selezione ad evidenza pubblica e versare il canone mercatale. Al contrario, i partecipanti a questi mercati sembrano essere esentati da tali oneri e incombenze, una situazione che risulta iniqua”, conclude ANVA Confesercenti Modena.

Lotta alle zanzare: al via il Piano regionale arbovirosi 2025 dell’Emilia-Romagna

Lotta alle zanzare: al via il Piano regionale arbovirosi 2025 dell’Emilia-RomagnaPartito il Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi 2025 dell’Emilia-Romagna. Un piano con cui la Regione ribadisce il proprio impegno per le azioni di prevenzione e contrasto delle malattie virali potenzialmente gravi che le zanzare possono trasmettere.

Dal 1^ maggio al 31 ottobre, con eventuali proroghe se la presenza di zanzare fosse ancora rilevante dopo tale data, viene potenziata la strategia di prevenzione, che passa attraverso tre strumenti: sorveglianza entomologica e attività di contrasto alle zanzare, a partire da quelle tigre, per ridurne la densità sul territorio; individuazione precoce dei casi sospetti di malattia (West Nile, Dengue, Chikungunya e Zika), in modo da attuare tempestivamente le misure di controllo per impedire la catena di trasmissione del virus dalle zanzare infette alle persone; ulteriore rafforzamento delle misure per prevenire la trasmissione di queste infezioni attraverso altre vie come donazioni di sangue, organi e tessuti. Un approccio, quello One Health in un’ottica di salute umana, animale e ambientale, che integra la sorveglianza dei casi di malattia nelle persone con la ricerca del virus in zanzare e uccelli e si dimostra particolarmente utile nel caso di West Nile.

“La Regione Emilia-Romagna- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi- non abbassa la guardia nei confronti malattie virali che possono essere potenzialmente gravi. Questo Piano conferma e rafforza il nostro impegno, che non è mai isolato, perché per prevenire e contrastare la diffusione delle zanzare e dei virus è indispensabile l’azione dei Comuni, a cui spettando gli interventi di disinfestazione, e quella dei cittadini, che adottando pochi ma utili accorgimenti possono fare la differenza”.

Si conferma anche per il 2025 l’attivazione di sorveglianze specifiche nei potenziali punti di ingresso delle zanzare come il porto di Ravenna e l’aeroporto di Bologna per sorvegliare il rischio di introduzione di nuove specie invasive come la Aedes aegypti (zanzara diversa dalla tigre), che è il vettore più competente nel trasmettere la Dengue, al momento non presente in Italia. Queste sorveglianze mirate nei punti di ingresso (aeroporti, porti, interporti) sono affiancate da attività di controllo lungo le strade di lunga percorrenza in connessione con le regioni a nord e ovest dell’Emilia-Romagna dove si sono insediate negli ultimi anni due specie invasive: Aedes japonicus e Aedes koreicus.

I dati epidemiologici in Emilia-Romagna

Il Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi 2025, approvato dalla Giunta e sviluppato dal Gruppo tecnico regionale insieme ai referenti delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie, dei Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende Usl e dei Comuni capoluogo, è stato al centro di un convegno organizzato il 16 maggio in Regione a Bologna. Durante l’incontro microbiologi, entomologi, medici igienisti e veterinari si sono confrontati anche su come integrare le diverse sorveglianze per gestire in modo efficace l’attività di disinfestazione. La giornata è stata anche l’occasione per presentare i dati epidemiologici e le azioni da mettere in campo in Emilia-Romagna, in sinergia con Arpae e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER).

Nel 2024 in Italia sono stati identificati diversi casi di trasmissione locale del virus Dengue, con un totale di 238 casi autoctoni in diverse regioni compresa l’Emilia-Romagna con 36 casi (fonte: www.epicentro.iss.it/arbovirosi/dashboard). Sono stati 460, invece, i casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo in Italia , e di questi 272 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (147 in Emilia-Romagna) (fonte: Bollettino N. 18 del 31 ottobre 2024 ).

La diagnosi precoce delle arbovirosi trasmesse da zanzare invasive (Aedes sp.) è fondamentale per ridurre il rischio che il ritardo diagnostico favorisca il sorgere focolai autoctoni. Obiettivo prioritario per le Aziende sanitarie è il costante aggiornamento del personale di primo contatto con i potenziali pazienti, in particolare i medici di medicina generale, i pediatri e gli operatori sanitari delle strutture di Pronto soccorso.

La campagna di comunicazione del servizio sanitario regionale

Agli strumenti di prevenzione si affianca anche quest’anno una campagna di informazione del servizio sanitario regionale rivolta alla popolazione per fornire ai cittadini tutte le indicazioni da mettere in atto per contribuire a ridurre il livello dell’infestazione da zanzare (comportamenti corretti per la gestione dei focolai in ambito privato), i consigli per proteggersi dalle punture e precauzioni da adottare se si viaggia in Paesi a rischio.

Nelle attività di promozione dei comportamenti corretti sono coinvolti anche gli istituti scolastici primari e secondari dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con la Rete dei Centri di Educazione alla Sostenibilità, con il progetto “Contrasto alla diffusione della zanzara tigre”.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.zanzaratigreonline.it costantemente aggiornato dal Gruppo tecnico regionale. Su https://salute.regione.emilia-romagna.it/campagne/zanzare-spuntiamola, invece, il materiale sulla campagna di comunicazione “Spuntiamola. Come difendersi da zanzare e altri insetti”.

Ai cittadini è chiesto di adottare comportamenti corretti, a partire dai trattamenti larvicidi, sia per evitare la proliferazione degli insetti sia per proteggersi.

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