“Ci aspetta un grande lavoro, un percorso da fare insieme per il bene dei nostri territori. E per restituire al Po la centralità che merita sia come fonte preziosa di biodiversità, sia come risorsa per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici. Benvenuto quindi a Giampaolo Bottacin e grazie a Gianluca Comazzi per l’impegno con cui ha affrontato il suo mandato”.
Un saluto di benvenuto e gli auguri di buon lavoro sono stati rivolti questa mattina dalla presidente facente funzioni della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, al nuovo presidente di Aipo, Giampaolo Bottacin.
La presidente si è recata questa mattina nella sede di Aipo, a Parma, a incontrare Bottacin, che è assessore all’Ambiente, Clima, Protezione civile, Dissesto idrogeologico della Regione Veneto e dal 15 luglio presidente di Aipo. Il Comitato di Indirizzo dell’Agenzia interregionale per il fiume Po è formato dagli assessori regionali delle quattro Regioni costitutive: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
Bottacin succede a Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia, che ha concluso il mandato. Immutati i restanti componenti del Comitato, Gianluca Comazzi, Marco Gabusi, assessore regionale Piemonte e Irene Priolo presidente facente funzioni della Regione Emilia-Romagna con delega all’Ambiente.
Come comportarsi a fronte di un caldo estremo che rende necessario lo stop al lavoro nei cantieri edili, in agricoltura e nel florovivaismo, in determinate fasce orarie della giornata?
Cosa si intende per “cantieri edili”? E quando si verifica una “esposizione prolungata al sole”? Ancora, come ci si rende conto di essere in presenza di un potenziale rischio alto, e quindi di essere passibili di rientrare nell’ambito di applicazione dell’Ordinanza regionale del 26 luglio scorso, firmata dalla presidente facente funzioni, Irene Priolo, e che ha determinato in Emilia-Romagna a partire dal 29 luglio il divieto di lavorare in particolari settori? Provvedimento condiviso con le parti sociali, sindacati e associazioni di categoria.
Sul sito web della Regione Emilia-Romagna, è ora on line una sezione dedicata al provvedimento, con il testo dell’Ordinanza e le domande frequenti (FAQ) di approfondimento.
In occasione dell’ultimo consiglio comunale, tenutosi il 29 luglio, i gruppi consiliari di Fratelli
d’Italia e Lega Maranello hanno presentato un ordine del giorno relativo al sistema di
raccolta rifiuti nel territorio comunale. Nello specifico veniva richiesto al Sindaco ed alla
Giunta un impegno ad elaborare un piano di raccolta rifiuti da sottoporre al gestore, che
prevedesse il ritorno ai cassonetti stradali, e a convocare commissioni dedicate al tema della raccolta differenziata, al fine di aggiornare periodicamente i consiglieri sui dati della raccolta.
“Come ben specificato – afferma in una nota FDI Maranello – questa variazione al sistema di raccolta rifiuti si sarebbe dovuta introdurre attraverso la necessaria interlocuzione con il gestore, senza tralasciare poi la puntuale ed attenta analisi del territorio e dei quartieri, con specifica attenzione alla densità abitativa. Tale ordine del giorno, espressione soprattutto della volontà di portare in Consiglio comunale la voce di numerosi cittadini che si sono lamentati del sistema attuale, è stato respinto. La giunta di Maranello si è addirittura disimpegnata a prendere in considerazione ciò che FdI e Lega hanno proposto sul tema, nonostante Mezzetti, Sindaco PD di Modena, avesse incontrato i vertici di Hera per discutere modifiche necessarie sia per il decoro urbano che per l’igiene pubblica. Al centrodestra dispiace aver sentito consiglieri della maggioranza proferire mezze verità. Si pensi alla consigliera Loretta Casolari che si è detta contraria all’ordine del giorno in quanto ha dichiarato: “… se c’è un contratto per un tot di anni, credo che una qualche penale, se non si tratta di variazioni minime…. credo che il tornare totalmente indietro possa comportare delle penali”. Si sa che Bologna non ha pagato penali per il ritorno ai cassonetti nel centro storico e che i contratti sono uguali in tutta la Regione. Nel merito, l’assessore Marsigliante, sollecitata durante gli interventi proprio sul caso di Bologna che è tornata alla raccolta con cassonetti nel centro storico, sottolinea che quanto accade appunto nel capoluogo sono “… varianti non sostanziali. Bologna è andata ad intervenire su una porzione di territorio andando a modificare delle piccole aree nel centro storico. Quello è fattibile, assolutamente!”. Più volte in passato avevano invece dichiarato che non si potevano apportare cambiamenti al sistema in essere se non con penali, fino a ribadirlo nello stesso Consiglio del 29 luglio attraverso le parole della consigliera Casolari sopra riportate. Tra la maggioranza c’è quindi un pò di confusione sul tema.
Ora – prosegue FDI Maranello – se delle variazioni possono essere apportate al sistema attuale, perché rigettare l’ordine del giorno proposto che chiedeva appunto una revisione della raccolta rifiuti elaborando un piano da sottoporre al gestore? Proprio adesso che Bologna ha cambiato e che a Modena la nuova giunta sta già valutando di modificare il sistema di raccolta rifiuti in essere. Si legge che i Sindaci del distretto ceramico, tutti PD o sua espressione, si lamentano dell’operato del loro collega Mezzetti, in quanto sarebbe servito prima un confronto. Un confronto? Comprensibile! Sarebbe stato utile per evitare loro una pessima figura che li induce finalmente a fare i conti con la realtà dei fatti, ad ascoltare davvero i cittadini, a dire la verità e a smetterla di rimandare ciò che é utile per il bene comune, nascondendosi dietro a statistiche, monitoraggi e ricerche di soluzioni ai loro gravi errori.
Maranello – conclude Fratelli d’Italia – essendo tra l’altro un paese turistico che del decoro urbano dovrebbe farne il proprio biglietto da visita, non dovrebbe avere la raccolta porta a porta a prescindere da tutto, almeno nel suo centro”.
Studi e ricerche sui dialetti locali, seminari, convegni e corsi di aggiornamento realizzati anche in collaborazione con università, centri di ricerca, associazioni culturali ed esperti. Sono venti le iniziative finanziate dalla Regione Emilia-Romagna con un bando per la salvaguardia e la valorizzazione delle lingue locali. La Giunta regionale ha valutato 44 progetti pervenuti, selezionandone venti che riceveranno complessivamente 100 mila euro.
“I dialetti sono da considerare delle vere e proprie lingue locali che fanno parte del patrimonio storico, civile e culturale regionale- spiega l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori-. Vogliamo salvaguardarli con progetti che coinvolgano anche i giovani, che nello scambio con gli anziani possono assorbire, oltre a una parlata antica, anche la memoria di una identità profonda. Occorre un impegno collettivo di comuni, istituti e associazioni culturali per salvaguardare i dialetti, con le loro mille sfumature, registrando le testimonianze degli anziani, che diventano anche preziose per i loro contenuti di memoria. E’ un impegno urgente. Così come spetta alle istituzioni organizzare in modo sempre più aggiornato tutti i materiali raccolti e renderli disponibili in rete”.
Il bando prevedeva come destinatari dei contributi Comuni, Unioni comunali, Province e Città metropolitana, associazioni culturali e organizzazioni con sede in Emilia-Romagna iscritte al Registro unico nazionale del Terzo Settore e altri soggetti che senza scopo di lucro perseguano nel territorio scopi di natura culturale.
I progetti, finanziati dalla Regione riguardano filoni di attività molto vari: dalle raccolte di testimonianze sonore dei parlanti più anziani in dialogo con i più giovani ai corsi di dialetto nelle scuole e nelle biblioteche, dalla promozione della tradizione canora dialettale alla trasposizione della musica folk americana in lingua locale, fino alla pubblicazione di video, podcast, volumi su carta e contenuti su web.
Per quanto riguarda la titolarità dei soggetti ammessi al finanziamento 11 richieste provengono da associazioni, fondazioni e istituzioni senza fini di lucro, 5 da Comuni e Unioni, 4 da soggetti privati senza fini di lucro.
La suddivisione territoriale delle provenienze vede in testa la provincia di Bologna (con 5 richieste), seguita da quelle di Rimini (4 richieste); Parma e Ravenna (3 richieste ciascuna); Ferrara e Reggio Emilia (2 richieste); Piacenza (1 richiesta).
I contributi, concessi in misura non superiore all’80 per cento dell’importo delle spese ritenute ammissibili, non possono comunque essere superiori a 8 mila euro. On line la graduatoria completa, con l’indicazione dei progetti vincitori e dei contributi assegnati.
La Regione Emilia-Romagna ha accordato il finanziamento richiesto non appena insediata la nuova Amministrazione comunale di Formigine per aumentare 29 posti dei nidi d’infanzia, per un totale di più di 170mila euro.
L’ufficio istruzione del Comune è quindi già al lavoro per lo scorrimento delle graduatorie, che porterà la percentuale di copertura dei posti dal 62 al 74% delle richieste. L’offerta dei posti nei nidi d’Infanzia a Formigine sarà dunque di 309 tra gestione diretta, in concessione e posti in convenzione nei nidi privati. A questi, si aggiungono 68 posti nei nidi privati autorizzati.
Accanto al nido, il sistema educativo comunale prevede i servizi integrativi organizzati all’interno del Centro per le famiglie “Villa Bianchi” di Casinalbo dedicati ai bambini da 0 a 12 mesi (servizio Primi Passi) e a quelli da 12 a 36 mesi (Centro Bambini e Famiglie). La frequenza è riservata a chi non è iscritto ad altri servizi educativi per la prima infanzia.
Ricordiamo che a partire da settembre riaprirà il nido Alice di Corlo dopo i lavori di adeguamento sismico. La struttura, presentata con un Open day lo scorso maggio, sarà ufficialmente inaugurata sabato 14 settembre, in mattinata.
Afferma il sindaco Elisa Parenti: “Ringrazio la Regione Emilia-Romagna per aver dato priorità alla nostra richiesta che è stata fatta per andare incontro alle reali esigenze di chi abita a Formigine. Siamo convinti che l’accesso a un’educazione di qualità fin dalla tenera età sia essenziale sia per la crescita e la cura dei bambini, sia per il sostegno alle famiglie. Il nostro impegno immediato è quello di ridurre le liste d’attesa per i nidi d’infanzia, con un obiettivo chiaro: un domani, poter dare risposta a tutte le domande di iscrizione presentate dalle famiglie”.
Sul Ramo Verde della Tangenziale di Bologna (Raccordo stazione Borgo Panigale-Tangenziale di Bologna), è stata annullata la chiusura del tratto compreso tra lo svincolo SS9 via Emilia e lo svincolo 3 Ramo Verde, verso la Tangenziale, prevista dalle 22:00 di questa sera giovedì 1 alle 6:00 di venerdì 2 agosto.
Di conseguenza, saranno regolarmente aperti i rami di allacciamento che dalla SS9 via Emilia immettono sul Ramo verde ed aperta anche l’entrata di San Giovanni in Persiceto, verso la Tangenziale.
“Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale l’opposizione ha dichiarato la propria linea politica: polemiche strumentali, acredine verso gli avversari e nessun apporto costruttivo. È una scelta legittima ma non certo un contributo al bene della città”.
Così il Partito Democratico di Sassuolo commenta gli accadimenti dell’ultimo consiglio, durante il quale i democratici sono stati accusati di essere il grande manovratore nelle scelte di bilancio della Giunta perché quest’ultima ha optato per restituire a Coop gli oneri urbanistici versati in più rispetto a quelli effettivamente dovuti per la realizzazione del nuovo supermercato di Mezzavia; questo anziché scegliere di pagare interessi su interessi per procrastinare un pagamento comunque dovuto.
“Spiace informare i partiti di Centrodestra – sottolinea il Pd – che l’amministrazione è autonoma nelle proprie scelte: quindi nessuna manovra a favore di qualcuno, ma soltanto una scelta in favore della città. Rimane invece il dubbio circa le motivazioni che hanno indotto la giunta Menani a non rinegoziare i mutui di SGP, in un momento favorevole: scelta che ha portato a una variazione in bilancio di 785mila euro. Siamo perplessi anche rispetto al fatto che i consiglieri di opposizione abbiano votato contro un bilancio di fatto redatto da loro stessi e che prevede un investimento per l’aumento di posti nido, scelta che essi stessi hanno rivendicato nei giorni scorsi”.
Il Pd quindi accusa il centrodestra di incoerenza, e fa notare come la passata giunta abbia lasciato “buchi” importanti nella gestione di alcuni progetti, quali il rifacimento della Paggeria e lo spostamento della biblioteca.
“In realtà – concludono i democratici – dall’ultimo Consiglio comunale è emersa chiara la volontà e l’azione della Giunta Mesini per dare attuazione al programma presentato nel corso della campagna elettorale”.
Scatta da sabato 3 agosto, per proseguire almeno fino alla mezzanotte di domenica 1^ settembre, lo stato di “grave pericolosità” (colore arancione) per il rischio di incendi boschivi nelle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Nelle altre province si conferma lo stato di attenzione, già in vigore, corrispondente al codice colore giallo.
Il provvedimento è stato emanato con atto del direttore dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, d’intesa con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e il Comando Regione Carabinieri Forestale, in seguito alla consueta riunione di coordinamento cui hanno preso parte anche il Centro funzionale Arpae-Simc e la Direzione regionale Ambiente.
Le previsioni meteo a lungo termine, elaborate da Arpae-Simc, indicano la prevalenza fino a fine agosto sull’Emilia-Romagna di un campo anticiclonico con temperature massime elevate, e precipitazioni al di sotto della media stagionale. L’indice di suscettività per il rischio incendi è alto nei settori occidentali e molto elevato nelle pianure orientali. Anche l’indice di propagazione risulta in progressivo aumento. Solo nell’ultima settimana sono stati registrati dai Vigili del Fuoco 45 incendi di estensione uguale o superiore all’ettaro (i più significativi a Gatteo, in provincia di Forlì-Cesena, e nel riminese). Tra gli elementi di rischio è stata valutata anche la maggiore presenza antropica, su costa e rilievi appenninici, nel mese di agosto.
Lo stato di grave pericolosità (codice colore arancione) potrà essere esteso se le condizioni climatiche e le previsioni lo richiederanno anche alle province occidentali della Regione (Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena).
Sul portale dell’Agenzia regionale è stato pubblicato il Bollettino n. 17/2024, in vigore da sabato 3 agosto a domenica 1^ settembre, con i codici colore giallo e arancione e le province di riferimento. Il prossimo aggiornamento è previsto dopo una riunione di coordinamento, in programma il 6 agosto.
Divieti e sanzioni
Con il decreto di grave pericolosità viene stabilito il divieto assoluto di accendere fuochi o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci, all’interno delle aree forestali. Sono anche vietati gli abbruciamenti di residui vegetali e delle stoppie.
All’aumento dei divieti corrisponde un inasprimento delle sanzioni. Chi viola le prescrizioni o adotta comportamenti pericolosi può subire sanzioni fino a 10.000 euro. Sotto il profilo penale, è prevista la reclusione da 4 a 10 anni, se l’incendio è doloso (provocato volontariamente); ma anche se l’atto è solo colposo (causato in maniera involontaria), per negligenza, imprudenza o imperizia, si può essere condannati a risarcire i danni.
Il presidio del territorio
Presso la sede dell’Agenzia a Bologna, tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 8 alle 20, è attiva già dal primo luglio la Sala operativa unificata permanente dove operano insieme funzionari dell’Agenzia, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali e volontari di protezione civile.
In orario notturno il servizio di reperibilità sulle 24 ore viene garantito dalle sale operative dei Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco. Squadre dei Vigili del Fuoco e del volontariato di protezione civile sono impegnate in attività di avvistamento, prevenzione e spegnimento incendi, e si interfacciano con le pattuglie dei Carabinieri forestali. Con la grave pericolosità, i volontari di protezione civile hanno esteso la sorveglianza di boschi e pinete dal sabato e domenica a tutta la settimana: nelle 5 province in arancione opereranno 28 squadre.
I comportamenti
A fronte di questa situazione di rischio, si raccomanda ai cittadini di tenere comportamenti responsabili, bastano poche e semplici regole per evitare di mandare a fuoco un bosco. In caso di avvistamento di un incendio boschivo, chiamare il 115 (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco). Per la segnalazione di illeciti e di comportamenti a rischio, il numero è 1515 (emergenza ambientale dell’Arma dei Carabinieri-specialità Forestale).
da sinistra Gioia Biasi e Cristiana Corsini, Dirigenti del Servizio Veterinario Ausl Modena
Come tutti gli anni, l’estate è il periodo della proliferazione delle zanzare, che possono veicolare il virus West Nile. La lotta alla malattia è integrata e richiede non solo il coinvolgimento di enti e Istituzioni, ma anche la collaborazione di tutti i cittadini, rappresentando un esempio concreto di ‘One Health’ (o ‘Unica sanità’). Con questo concetto, infatti, si vuole rilevare che la salute umana è il risultato della salute di uomo, ambiente e animali.
Per il controllo della malattia risulta fondamentale la cattura e l’analisi delle zanzare: ad occuparsi di questo è l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (Sezione di Reggio Emilia) in collaborazione con il Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena. Vengono posizionate ogni 15 giorni, da maggio a ottobre, dodici trappole in altrettanti luoghi strategici della provincia: si tratta di aree verdi con una concentrazione importante di ristagni d’acqua e dove dunque è maggiore la proliferazione di zanzare. In particolare oggi, è stata posizionata una trappola nei pressi di Stradello Frati a Baggiovara, che consentirà di raccogliere un campione di insetti che verranno poi analizzati per verificare la presenza del virus.
In tutti i dodici siti individuati le trappole vengono collocate nel tardo pomeriggio. Il ghiaccio secco contenuto al loro interno, sublimando, libera anidride carbonica (CO2), simulando così ciò che avviene con l’espirazione da parte dell’uomo. È proprio la CO2 infatti ad attirare le zanzare, che vengono convogliate – grazie all’azione di una ventola – in una rete da cui non riescono più ad uscire. Il mattino seguente i Veterinari la inviano all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Reggio Emilia per l’analisi. Nel caso in cui venga evidenziata la presenza di virus, vengono adottate misure di contenimento a cui collaborano anche i Comuni e, in particolare, il controllo sulle donazioni di sangue, organi e tessuti e l’attivazione, sul territorio interessato, di interventi programmati con adulticidi presso le strutture o i servizi con aree esterne verdi maggiormente frequentati da categorie a maggior rischio (fra cui strutture sanitarie e CRA pubbliche e private). Non manca, inoltre, una capillare informazione alla popolazione sui sistemi di prevenzione personale contro le punture.
In particolare, nella giornata di oggi è stata posizionata una trappola in un’area vicino ad un laghetto di strada Martiniana, che consentirà di raccogliere un campione di insetti che verranno poi analizzati per verificare l’eventuale presenza di West Nile.
Il controllo della malattia si avvale anche dell’attiva collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC). Ogni 15 giorni da maggio a ottobre, infatti, i cacciatori conferiscono ai Servizi Veterinari esemplari di avifauna selvatica prelevati nei loro piani di controllo. Ciò permette, assieme alla cattura degli insetti con le trappole, di avere dati completi e precoci sulla circolazione virale nel territorio. Sono gli uccelli selvatici, infatti, che fanno da serbatoio per la malattia.
“La lotta alla West Nile è l’esempio perfetto di ‘One Health’ – dichiara Gioia Biasi, Dirigente Veterinario dell’AUSL di Modena – e richiede l’impegno di Enti e Istituzioni, ma anche l’aiuto dei cittadini nel contrasto alla proliferazione delle zanzare. Istituto Zooprofilattico, Servizio Veterinario e Comuni sono coinvolti in prima persona a contrasto della malattia, ma è il cittadino che supporta le attività messe in campo adottando comportamenti virtuosi, come a esempio la rimozione dei ristagni d’acqua nelle aree esterne delle proprie abitazioni, che possono diventare focolai larvali. La salute dell’uomo è il risultato della salute anche di animali e ambiente.”
Come proteggersi dalle zanzare
Importantissime alcune semplici azioni, come evitare i ristagni d’acqua e utilizzare periodicamente i prodotti larvicidi. Gli strumenti di protezione personale più efficaci sono gli indumenti e i prodotti repellenti per gli insetti.
I repellenti vanno applicati sulle parti scoperte del corpo: per utilizzarli correttamente è fondamentale rispettare dosi e modalità riportate nelle istruzioni in etichetta.
Per evitare le punture è consigliabile vestirsi sempre con colori chiari, indossare pantaloni lunghi, maniche lunghe e non utilizzare profumi
È consigliabile ridurre al minimo la presenza delle zanzare all’interno degli ambienti utilizzando zanzariere e condizionatori. Si possono usare anche apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine e zampironi, ma sempre con le finestre aperte.
Link utili
E’ stata attivata dalla Regione nel 2020 l’app ‘ZanzaRER’, che fornisce consigli e informazioni utili per facilitare la collaborazione dei cittadini nella lotta alle zanzare. Con l’app infatti è possibile leggere le news in tempo reale e collegarsi direttamente al sito dedicato https://zanzaratigreonline.it/, soprattutto segnalare in forma anonima gli interventi con larvicidi effettuati dai cittadini per poter poi costruire una mappa dei trattamenti sul territorio. Sul portale http://www.ausl.mo.it/dsp/zanzara, infine, sono presenti tutte le informazioni dettagliate su come prevenire l’infestazione, come proteggersi e sui rischi per la salute. I consigli per imparare a difendersi sono riportati anche nel video della campagna regionale di lotta alle arbovirosi (https://www.youtube.com/watch?v=JVsp6br2Ok4).
Come ogni anno, con l’inizio del mese di Agosto, anche gli uffici del Comune di Sassuolo iniziano turni ad orario ridotto che porteranno alla chiusura di tutti i sabati del mese.
Fatti salvi i Servizi di Vigilanza Urbana, che sarà in funzione normalmente, e le Funzioni di Stato Civile, attive per finalità non derogabili, sabato 3,10,17, 24 e 31 agosto, ma anche venerdì 16, i restanti uffici del Comune di Sassuolo saranno chiusi al pubblico.
Italcer, società benefit tra i leader italiani nel settore delle superfici di design in ceramica, ha completato con successo l’operazione di rifinanziamento delle obbligazioni unitranche di Euro 201 milioni emesse nel corso del 2018 in scadenza ad ottobre di quest’anno.
All’operazione hanno partecipato, da un lato, un pool di banche internazionali composto da Banco BPM (nel ruolo di banca agente), Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, CaixaBank, Crédit Agricole Italia, Cassa Depositi e Prestiti, BPER Corporate Investment Banking, BNL BNP Paribas e Banca Monte dei Paschi di Siena tramite la sottoscrizione di un finanziamento senior per un importo di Euro 150 milioni e, dall’altro, Oak Hill Advisors (“OHA”), asset manager alternativo incentrato sul settore del credito leader a livello globale, tramite la sottoscrizione di obbligazioni subordinate.
Il precedente finanziamento obbligazionario, emesso nell’ottobre del 2018 per finanziare l’acquisizione di Ceramica Rondine S.p.A., era stato sottoscritto da fondi di private debt paneuropei gestiti da Pemberton Asset Management, affiancato da alcuni operatori specializzati italiani. Negli anni successivi, ulteriori incrementi della stessa obbligazione hanno poi supportato parte del piano di crescita per linee esterne del gruppo Italcer.
Il gruppo Italcer nasce infatti da un’iniziativa del fondo di private equity Mindful Capital Partners, socio di riferimento del gruppo, e del CEO del gruppo Graziano Verdi, volta a creare un player di riferimento nel settore ceramico tramite l’aggregazione di eccellenze al fine di sfruttare le significative sinergie produttive, logistiche e commerciali. A partire dal 2017 sono state così completate otto acquisizioni, ovvero La Fabbrica, Elios Ceramica, Devon & Devon, Ceramica Rondine, Equipe Ceramicas, Cedir, Ceramica Fondovalle e, nel dicembre dello scorso anno, Terratinta Group SB.
Il gruppo fin dalla sua creazione è cresciuto costantemente, anche a livello organico, acquisendo significative quote di mercato, anche grazie al lancio di soluzioni all’avanguardia, quali ad esempio Advance, una linea di superfici antibatterica, anti-CO2 e antismog, e focalizzandosi sempre più sui segmenti a maggior valore aggiunto come quello delle superfici di grande formato e minimo spessore (grandi lastre o pietre sinterizzate) e dei formati small e extra small, caratterizzandosi come un unicum nel settore ed un vero e proprio “multi specialist”.
Lorenzo Stanca, managing partner di Mindful Capital e presidente di Italcer, ha sottolineato “Siamo molto soddisfatti di questa operazione. La nuova struttura di finanziamento porta ad una riduzione del costo complessivo del debito, rispetto a quella in scadenza”.
L’amministratore delegato di Italcer, Graziano Verdi, ha aggiunto: “Con il completamento del rifinanziamento, per Italcer si apre una fase di ulteriore crescita e sviluppo, sempre con una marcata focalizzazione sull’alto di gamma”.
Francesco Di Trapani, Senior Advisor di Pemberton ha commentato: “Siamo soddisfatti di aver supportato l’ambizioso progetto di crescita di Italcer negli ultimi anni, contribuendo alla creazione di un importante gruppo nel settore. Formuliamo alla società e ai suoi stakeholders i migliori auspici di ulteriori successi negli anni a venire”.
Alexis Attelis, co-head of Europe e partner di OHA, ha dichiarato: “OHA è onorata di collaborare con un’azienda e un management team di primario standing. Siamo entusiasti di supportare Italcer in una nuova fase della sua crescita, grazie alla nostra offerta di credito su misura”.
Il gruppo Italcer ha chiuso il 2023 con un EBITDA pro forma di poco più di Euro 80 milioni, per un fatturato di 340 milioni.
Italcer ha avuto come advisor dell’operazione il team di debt advisory di PwC guidato da Alessandro Azzolini. L’assistenza legale è stata fornita da Legance, con i team guidati da Marco Gubitosi e Tommaso Bernasconi. Per i profili tax e di strutturazione ha lavorato lo studio Gitti & Partners, con il team guidato da Diego De Francesco.
Grazie alla piattaforma interattiva che consente a chi naviga sul sito di Ausl Modena di lasciare ‘like’ e commenti, abbiamo potuto ricevere diverse segnalazioni di cittadini riguardo tentativi di truffa attraverso SMS sul cellulare.
Stando a quanto si legge nei commenti, si tratta sempre di SMS in cui si invita a contattare presunti uffici sociosanitari per ascoltare una comunicazione. Il numero che il destinatario è invitato a chiamare è a tariffa elevata con scatto alla risposta (prefisso 893), a rispondere sarebbe una persona che si qualifica come presunta operatrice di una cooperativa che sarebbe collegata all’Ausl. Si ribadisce che non si tratta in alcun modo di un servizio dell’ Azienda Uslma di un tentativo di truffa e si invitano i cittadini a segnalare casi di questo tipo alle forze dell’ordine.
Una serata tra i racconti e l’osservazione dei pianeti alla Torre della Strega di Fogliano, uno dei luoghi più suggestivi del territorio maranellese. Sabato 3 agosto torna il classico appuntamento con “Streghe e Stelle”, con letture per bambini e l’osservazione guidata del cielo stellato.
Si parte alle 20.30 con “La strega Rossella”, lettura animata per bambini dai 3 agli 8 anni. A seguire uno spuntino e alle 22 l’osservazione guidata della volta celeste con l’orientamento notturno e l’identificazione delle costellazioni e l’osservazione guidata al telescopio di Saturno e dei principali rilievi lunari. Consigliati panno e torcia, in caso di maltempo l’iniziativa sarà annullata. La Torre della Strega si erge sulla sommità delle colline di Fogliano di Maranello: una collocazione che incoraggia a ipotizzarne una funzione di punto di osservazione e vedetta. Si tratta dei resti monumentali di un antico torrione quadrangolare di poco meno di sei metri di lato, attualmente alta circa 7 metri, edificato tra il XIII e il XV secolo d.C., che ricorda la presenza di una struttura fortificata utilizzata come torre di vedetta e di rifugio, appartenente ad un sistema di fortificazione che comprendeva i castelli di Maranello, Spezzano e Montegibbio. Il Planetario di Modena ha individuato questo sito come postazione ottimale per l’osservazione del cielo: per questo motivo sono state collocate in adiacenza alla torre due piattaforme circolari per lo stazionamento degli strumenti ottici.
Al mattino sereno o poco nuvoloso. Dal pomeriggio sviluppo di celle temporalesche in appennino, che localmente potranno estendersi alle zone di pianura; esaurimento dei fenomeni in serata.
Temperature in diminuzione, con valori minimi compresi tra 21 e 23 gradi; e valori massimi compresi tra 30/31 gradi sulla costa e 34/35 gradi sulla pianura. Venti deboli, tendenti a provenire dai quadranti orientali. Mare poco mosso.
Le squadre per il XIII Memorial Previdi saranno dodici. L’ultima volta che si poterono contare così tanti club al torneo risale all’anno 2019.
Altra novità di quest’edizione è il cambio di categoria, infatti le società che hanno aderito all’edizione 2024 parteciperanno con la categoria Under 16 e si contenderanno il titolo del XIII Memorial Previdi, in programma nei comuni di Sassuolo, Modena, Fiorano Modenese e Castellarano dal 28 agosto al 1 settembre.
I club saranno U.S. Sassuolo Calcio (detentore del titolo), A.S. Roma, Modena F.C., A.C. Reggiana, Bologna F.C., Hellas Verona, S.P.A.L., A.C.F. Fiorentina, Parma Calcio 1913, Klenburg Nobleton S.C., Hajduk Spalato e PCS Sanmichelese.
Nei prossimi giorni verranno ufficializzati, sulle nostre piattaforme di comunicazione (sito e social media), i giorni e il calendario della manifestazione.
Al parco Albero d’oro, l’Associazione Orti e Bonsai insieme ad alcuni residenti ha dato il via ad una pulizia straordinaria del parco. Con la collaborazione dell’ufficio ambiente del comune, che ha fornito sacchi e pinze raccoglitrici i volontari, da tanto tempo una presenza importante e attiva nel quartiere, si sono impegnati per ripulire un parco che senza rifiuti è più bello e accogliente
Nessuna novità sulle modalità di riscossione dei ticket in Emilia-Romagna. L’assessorato alle Politiche per la Salute, impegnato nell’applicazione corretta della delibera di Giunta sulla riduzione dei tempi d’attesa, ha solo fatto un richiamo alle Aziende sanitarie attraverso una circolare del direttore generale Cura della persona, salute e welfare, Luca Baldino.
Nei primi quattro mesi del 2024 il mancato pagamento dei ticket, tra visite ed esami specialistici e pronto soccorso, si è attestato sugli 8,4 milioni di euro non incassati. Di questi, 6,3 milioni di euro si riferiscono alle sole prestazioni specialistiche.
Lo precisa l’assessorato alle Politiche per la salute in riferimento alle dichiarazioni di alcuni consiglieri della minoranza.
In particolare, la circolare del direttore applicativa della delibera di Giunta 620 sul contenimento dei tempi d’attesa, conferma le regole relative alle prestazioni e alle richieste di pagamento. Con un richiamo alla normativa di legge.
In Emilia-Romagna il diritto di cura è sempre garantito e mai negato, precisa viale Aldo Moro, e sorprende la lettura strumentale della circolare, dato che siamo nel contesto normativo che la Regione applica da sempre, senza alcuna novità introdotta sul pagamento del ticket. La richiesta di pagamento anticipato, infatti, è da sempre contemplata, anche se non sempre assicurata da parte dei cittadini.
Il mancato pagamento dei ticket pesa sul bilancio della Regione, come dimostrano gli ultimi dati disponibili. Le Aziende, però, sono impegnate a recuperare le somme e la Regione è al lavoro per sensibilizzare i cittadini su come il pagamento del ticket sia un modo per prendersi cura della salute di tutti.
Al CERSAIE 2024, che si apre a Bologna dal 23 al 27 settembre, torna il concorso ADI Ceramic&Bathroom Design Award: un concorso aperto a tutte le aziende espositrici e realizzato a cura di ADI Emilia-Romagna. Una commissione di esperti sceglierà tra i prodotti esposti negli stand quelli che si distinguono per il loro design: innovazione, tecnologia e producibilità, sostenibilità, durata, servizi all’utente. I criteri sono quelli della qualità del progetto nel senso più ampio e moderno, gli stessi della selezione di ADI Design Index, che porta ogni due anni i migliori prodotti del design italiano al premio più autorevole del settore: il Compasso d’Oro.
“La prima edizione del concorso è del 2014”, spiega Wladimiro Bendandi, che come Delegato territoriale coordina le attività di ADI Emilia-Romagna, “ma ADI seguiva già l’evoluzione del settore dagli anni precedenti, realizzando in collaborazione con Confindustria Ceramica varie iniziative per la valorizzazione dei migliori prodotti attraverso l’allestimento di mostre e la partecipazione a convegni.”
“Il premio ADI ai prodotti della ceramica e dell’arredobagno italiano rappresenta la conferma di come questi manufatti siano, a pieno titolo, soluzioni di design in grado di valorizzare gli ambienti nei quali vengono utilizzati”, dichiara Emilio Mussini, Presidente Commissione Attività Promozionali e Fiere di Confindustria Ceramica. “Il premio ADI agli stand chiude il cerchio rispetto all’importanza di una presentazione di qualità ed all’eccellenza di CERSAIE quale manifestazione mondiale più importante”.
All’ADI Ceramic&Bathroom Design Award si è affiancato infatti nel 2019 un altro concorso – ADI Booth Design Award – destinato a premiare a ogni edizione i migliori stand allestiti alla manifestazione bolognese del mondo della ceramica, per valorizzare ulteriormente gli sforzi delle imprese per farsi conoscere da operatori e pubblico del settore.
Ma soprattutto ADI Ceramic&Bathroom Design Award – la cui selezione è affidata come sempre a una giuria di esperti: designer e giornalisti specializzati, professionisti della comunicazione, ricercatori e docenti d’arte e di design – ha acquistato un valore concreto in più: i vincitori superano la prima fase del percorso che porta i prodotti all’inclusione nell’ADI Design Index, la preselezione annuale che permette di accedere al biennale premio Compasso d’Oro, con la possibilità di vincere il più ambito dei riconoscimenti del design italiano.
Una possibilità molto concreta: nella mostra della XXVIII edizione del Compasso d’Oro, aperta fino al 16 settembre all’ADI Design Museum di Milano, sono esposti tra gli altri Attitude, il rivestimento ceramico della Cooperativa Ceramica d’Imola che ha vinto il Compasso d’Oro; Pura, il rivestimento di Cotto d’Este che ha ottenuto nel 2022 una Menzione speciale al concorso del CERSAIE; e la Collezione Blu Ponti della Ceramica Francesco de Maio, Compasso d’Oro alla carriera del prodotto per il suo ininterrotto successo nei decenni.
Il concorso promosso da ADI con CERSAIE si conferma, a dieci anni dalla nascita, come uno strumento prezioso per individuare tempestivamente i migliori prodotti del settore della ceramica e dell’arredobagno, da proporre all’attenzione dei professionisti del progetto e del pubblico generale. Quest’anno la premiazione di entrambi i concorsi ADI si terrà il 25 settembre, presso l’Auditorium del Centro Servizi di CERSAIE.
L’auspicio che i Piani speciali per la ricostruzione vengano approvati entro settembre, procedendo di pari passo con le ordinanze e con la copertura finanziaria necessaria da parte dei ministeri competenti. Una risposta rapida che confermi la dotazione del credito d’imposta, fondamentale per aiutare nella ricostruzione cittadini e imprese. E ancora la richiesta, ribadita nuovamente, di alzare il tetto per il rimborso dei beni mobili a famiglie e imprese, oggi fissato a 6 mila euro.
Questi, in sintesi, i temi affrontati oggi, durante un nuovo incontro in Regione tra la presidente facente funzioni con delega alla Protezione civile, Irene Priolo, il commissario straordinario alla ricostruzione, generale Francesco Paolo Figliuolo, i presidenti di Provincia e i sindaci dei comuni capoluogo. Presenti, tra gli altri, Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e presidente della Provincia, Enzo Lattuca, sindaco di Cesena e presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Matteo Lepore, sindaco della Città metropolitana di Bologna, e il vicesindaco di Forlì, Vincenzo Bongiorno.
Un incontro per fare il punto sulle nuove ordinanze in arrivo a settembre, sulla programmazione delle risorse e le tempistiche dei Piani speciali.
“Arriveranno altre ordinanze e questo è un fatto positivo- ha commentato Priolo-, ma noi dobbiamo definire come programmare questi interventi insieme alla struttura commissariale, agli enti locali e agli altri enti attuatori. Tutto questo all’interno di un ‘perimetro’ che prevede anche la realizzazione dell’ordinanza sul Pnrr. Questa mole di lavoro- ha proseguito la presidente- deve proseguire necessariamente di pari passo con i Piani speciali, che prevedono la realizzazione di interventi come nuove casse di espansione, non più rinviabili per il nostro territorio. Bene, quindi, le ordinanze, ma è necessario che a settembre i Piani speciali vengano approvati, con la necessaria copertura finanziaria: chiediamo con forza che il Governo faccia la sua parte”.
Riguardo all’annuncio dell’ormai prossima uscita dell’ordinanza sull’attivazione del credito d’imposta che ha una dotazione di 700 milioni di euro, Priolo ha aggiunto: “È una misura che, come Regione, abbiamo chiesto da subito: forti dell’esperienza del terremoto del 2012 in Emilia e della sua ricostruzione, sappiamo che aiuta in modo concreto famiglie e imprese, soprattutto quelle più fragili. Dunque, auspichiamo che vengano completati velocemente tutti i passaggi perché quelle risorse siano al più presto a disposizione dei cittadini”.
Altro tema affrontato, il tetto massimo di 6mila euro per i rimborsi sui beni mobili, ritenuto “insufficiente”: “Non è quello che i territori chiedono- ha concluso Priolo-, avevamo presentato formalmente un emendamento, ne siamo molto lontani. È stato stabilito un importo molto più basso. Speriamo che, anche con un lavoro attraverso la struttura commissariale, si riesca ad aumentarlo, poiché quanto previsto ad oggi sui beni mobili è ancora distante dal valore medio delle domande presentate”.
“La strage alla stazione di Bologna è una ferita sempre aperta, un dolore che non passa. L’Emilia-Romagna non dimentica, e la Regione continua a restare al fianco dei familiari delle vittime finché non sarà fatta piena e definitiva luce su un atto così tragico e drammatico. Un impegno che dobbiamo alla memoria delle 85 vittime innocenti, come doverosa è la ricerca della verità sulle responsabilità, i depistaggi e le connivenze che le sentenze di questi ultimi anni stanno finalmente facendo emergere”.
Così la presidente facente funzioni della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, in vista del 44^ anniversario della più grave e sanguinosa strage nella storia della Repubblica italiana in tempo di pace, quella alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
“La Regione- aggiunge Priolo- ha sempre sostenuto l’Associazione dei familiari delle vittime, di cui ringrazio il presidente Paolo Bolognesi per la tenacia dimostrata in questi quattro decenni, nel chiedere la verità sui colpevoli e nel sostenerne le iniziative. Un impegno che si è concretizzato nel prezioso lavoro sugli atti e i documenti processuali, alla cui digitalizzazione abbiamo contribuito, e con la costituzione in Tribunale come parte civile, insieme all’Associazione delle vittime e al Comune di Bologna. Il nostro sostegno all’Associazione proseguirà anche sul fronte dell’erogazione dei risarcimenti che attendiamo da troppi anni”.
Il calendario della commemorazione
La presidente Irene Priolo rappresenterà la Regione Emilia-Romagna all’intera cerimonia di commemorazione della strage. Alle 8.20 sarà presente, insieme al sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, all’incontro con i familiari delle vittime nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio e seguirà il corteo fino a piazza Medaglie d’oro per l’intervento del presidente dell’Associazione delle vittime, Paolo Bolognesi, il triplice fischio del treno e il minuto di silenzio in memoria delle vittime. La presidente concluderà la sua partecipazione con la deposizione delle corone davanti al cippo dedicato a Silver Sirotti.
Alle ore 11.30 l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffele Donini, parteciperà alla cerimonia di deposizione delle corone in memoria dei tassisti deceduti il 2 agosto 1980 presso la sede di Co.Ta.Bo. in via Stalingrado.
Alle 11.35 la vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Silvia Zamboni, salirà sul treno speciale per San Benedetto Val di Sambro per la commemorazione, in stazione, delle vittime degli attentati al treno Italicus e al Rapido 904.
Alle 21.15 l’assessore alla Cultura, Mauro Felicori, parteciperà al concerto serale in piazza Maggiore dove l’orchestra del Teatro comunale di Bologna eseguirà brani vincitori del Concorso internazionale di composizione “2 agosto”, giunto alla 30^ edizione e che sarà trasmesso in diretta su Rai5 e Rai Radio3.
Cooperazione tra i musei regionali e altri istituti e luoghi della cultura, per stimolare la crescita delle strutture emiliano-romagnole e per migliorare i servizi potenziando l’offerta culturale in Emilia-Romagna. Sono cinque i progetti finanziati di nuove reti museali, che hanno costruito accordi capaci di coinvolgere 56 fra musei e istituti culturali nella regione, grazie a un bando promosso dalla Giunta regionale.
Le attività, finanziate per 300mila euro per il 2024 e 2025, comprendono piani di comunicazione strategica, corsi di formazione, sviluppo di applicazioni digitali, promozione dell’accessibilità al patrimonio culturale, organizzazione di attività culturali condivise, studi e ricerche.
“L’obiettivo della Regione, che gestisce le attività del Sistema museale regionale in coordinamento con il Sistema nazionale, è quello di sostenere il processo di crescita qualitativa dei luoghi della cultura emiliano-romagnoli- spiega l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori-, oltre che incoraggiare i processi di cooperazione tra musei, lo scambio di buone pratiche e la messa in rete di risorse e idee. Per queste finalità, uno degli strumenti più efficaci di sviluppo che abbiamo individuato è quello della creazione di reti museali di varie tipologie”.
I cinque progetti finanziati
Progetto ECO-ER – Ente capofila: Comune di Argenta (Fe)
“ECO-ER – Rete degli ecomusei dell’Emilia-Romagna” promuove la costruzione di un’identità di rete basata sulla promozione del patrimonio ecomuseale regionale e delle sue diversità. Fra le attività previste la formazione base di referenti e operatori ecomuseali, la realizzazione di un’identità di marchio, la predisposizione di un piano strategico di comunicazione, lo sviluppo di nuove narrazioni e strumenti di comunicazione.
Remàr – Comunità, Cultura e Territorio – Ente Capofila: Comune di Rimini
“Remàr – Comunità e Territorio (Rete Musei Area Riminese)” con la collaborazione tra le realtà museali dei Comuni intende favorire lo scambio di conoscenze, di esperienze e di sviluppo di azioni sinergiche a sostegno della promozione culturale e artistica delle rispettive comunità, affinché ne possa beneficiare il territorio riminese.
Si promuove la cultura museale attraverso attività sinergiche e iniziative di coordinamento tra i musei e lo scambio di pratiche e professionalità per la sostenibilità e la rigenerazione del lavoro culturale, tramite elaborazione di un piano strategico di comunicazione, formazione su temi specifici quali cura e conservazione del patrimonio, accessibilità e inclusione, comunicazione inclusiva, raccolta di fondi, creazione di una rivista della rete, evento annuale di rete, calendario iniziative in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, della Notte dei Musei, delle Giornate dell’Archeologia.
Mader – Musei per l’Alzheimer e Le Demenze Emilia-Romagna – Ente capofila Fondazione Parco archeologico di Classe RavennAntica
Avvio, consolidamento e sviluppo delle attività della rete per sostenere, agevolare e coordinare i programmi museali dedicati alle persone con demenza; contribuire all’abbattimento dello stigma e informare la comunità sul tema delle demenze; dare continuità alla collaborazione tra i musei per la realizzazione di progetti di interesse comune; garantire livelli uniformi di qualità dei progetti museali; favorire la collaborazione e l’integrazione delle azioni messe in campo dai musei con il sistema dei servizi territoriali socio-sanitari.
Depositi e patrimoni in rete – Ente capofila: Comune di Modena
Si intende creare una rete collaborativa tra 11 musei regionali e 4 enti di sostegno (2 Soprintendenze regionali), Icom Italia e Iccrom. È prevista una fase di avvio e consolidamento con la creazione del regolamento con modalità di adesione, requisiti di ammissione, obblighi degli aderenti, ruolo del capofila, identità visiva e un piano di comunicazione coordinato. Per valorizzare su ampia scala le competenze degli operatori museali e promuovere la valorizzazione dei patrimoni conservati in deposito si prevedono corsi di formazione specializzata su conservazione preventiva, gestione dei depositi e pianificazione di emergenza. La promozione e valorizzazione del patrimonio prevede iniziative rivolte al pubblico e report delle attività di rete.
Patrimonio culturale ebraico: un tesoro da (ri)scoprire – Ente capofila Fondazione Museo Ebraico di Bologna
Con il progetto “Il patrimonio culturale ebraico si fa … in 15!” si intende creare una comunità per valorizzare il patrimonio condiviso della rete e dare maggior visibilità agli istituti e alle loro iniziative di rete attraverso la creazione di un’immagine coordinata, riordino e inventariazione d’archivio, formazione degli operatori, organizzazione di incontri e seminari.