A partire dalla prossima settimana cambia il calendario di raccolta porta a porta dei rifiuti per i soli residenti nel territorio sassolese di Magreta. Per migliorare ed ottimizzare il servizio, in accordo con l’amministrazione comunale si è deciso di seguire le giornate di raccolta carta, plastica e cartone (per le attività) del calendario condiviso con la parte di Formigine.
A tutte le utenze è stato messo in buchetta l’avviso con il nuovo calendario.
Nuvolosità variabile di tipo stratificato, di maggiore consistenza sui rilievi ma con assenza di precipitazioni. Temperature stazionarie o in lieve aumento: minime comprese tra 5 e 8 gradi, qualche grado in meno nelle aree di aperta campagna, massime tra 12 e 14 gradi. Venti deboli e variabili. Mare poco mosso.
Lunedì 20 novembre si svolgeranno in 120 filiali UniCredit, ubicate in tutto il territorio nazionale, i Laboratori Digitali. L’iniziativa è dedicata a tutti i clienti della banca e ha lo scopo di portarli a familiarizzare in autonomia e sicurezza con gli strumenti digitali che UniCredit mette a disposizione, in coerenza con l’obiettivo strategico dell’istituto di coltivare e diffondere un Digital mindset.
In Emilia Romagna i laboratori digitali si svolgeranno, dalle 14,30, presso le filiali di Bologna Bentini, Sasso Marconi, Castel San Pietro Terme; Modena Emilia Est, Castelnuovo Rangone, Reggio Emilia via Cisalpina, Altedo, Forlì Pandolfa, Lugo, Piacenza Cavalli.
“Con questa iniziativa – sottolinea Remo Taricani, Deputy Head of Italy di UniCredit – ci proponiamo di promuovere un nuovo approccio: non solo utilizzare il digitale ma viverlo nella quotidianità, accompagnando i clienti nella scoperta delle potenzialità offerte dai nostri strumenti, che rendono possibile effettuare operazioni in modo semplice, veloce e sicuro. In un mondo in costante evoluzione, in cui la tecnologia ha modificato lo stile di vita di tutte le generazioni, in UniCredit offriamo la possibilità di vivere una rinnovata customer & employee experience, dove la Banca Digitale è un canale aggiuntivo per rispondere al meglio ai diversi bisogni finanziari”.
In parallelo ai Laboratori Digitali, infatti, le educatrici e gli educatori di Banking Accademy – ESG Italy di UniCredit saranno impegnati in aula, il 20 novembre e nelle settimane successive, presso sedi esterne alla Banca, col progetto OfficinaDigitale, una serie di lezioni sugli strumenti digitali a supporto dei pagamenti on line o da remoto, al fine di consentire a tutti un utilizzo consapevole e in sicurezza.
“Il digitale – ha aggiunto Remo Taricani – è da sempre tra gli argomenti al centro delle attività formative della nostra Banking Academy – ESG Italy. Quest’anno in soli 8 mesi abbiamo coinvolto 120.000 partecipanti in lezioni su banca e finanza, digitalizzazione, sostenibilità, ESG, cultura d’impresa. Sul tema della digitalizzazione, in particolare, la Banking Academy promuove Officina Digitale per la popolazione con bassa cultura digitale e abbiamo già ottenuto risultati significativi. L’ultima edizione ha visto la partecipazione di 5.000 persone, in particolare over 65″.
Termina domani la missione della Protezione civile dell’Emilia-Romagna in Toscana, col rientro delle ultime squadre di volontari che hanno operato a Campi Bisenzio, uno dei comuni della provincia di Firenze maggiormente colpiti dall’alluvione.
Complessivamente sono stati 259 i volontari provenienti da tutta l’Emilia-Romagna, impegnati a supporto della popolazione, con le prime squadre a già attive sul territorio pochi giorni dopo l’inizio dell’emergenza.
Oggi, per salutare e ringraziare tutti gli operatori, la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, si è recata in visita accompagnata dall’assessora alla Protezione civile della Regione Toscana, Monia Monni, che sta seguendo tutte le operazioni di recupero e ripristino nel territorio.
“La mia presenza qui è doverosa, per essere vicina alle popolazioni colpite e alle istituzioni, comprendo perfettamente ciò che stanno vivendo- ha dichiarato la vicepresidente Priolo-. Ancora una volta desidero ringraziare tutti gli operatori e i volontari, che come sempre hanno risposto con grande rapidità e generosità per andare in aiuto dei territori e dei cittadini che devono affrontare una situazione molto difficile, che conosciamo molto bene. Sono stati giorni e settimane complicati per la Toscana, essere qui ci permette di ricambiare la solidarietà e l’aiuto che abbiamo ricevuto”.
“Ringrazio la Regione Emilia-Romagna– ha detto l’assessora Monni– ed in particolare la vicepresidente Priolo e tutti i volontari della colonna mobile, che con l’impegno, il sudore, il sostegno concreto, hanno mostrato fattivamente la vicinanza della popolazione emiliana-romagnola alle vittime dell’alluvione dei primi di novembre. L’Emilia-Romagna- ha aggiunto- sa cosa vuol dire subire un fenomeno meteorologico estremo come quello che ha colpito la Toscana e per questo li sentiamo ancora più vicini e presenti in questa situazione di grande criticità. Sono certa che le nostre due Regioni sapranno sostenersi nell’affrontare anche il futuro e le grandi sfide che la gestione dei cambiamenti climatici impone ai nostri territori”.
Nell’arco delle quasi due settimane di attività in Toscana, si sono avvicendate a turno una sessantina di squadre, in arrivo dai coordinamenti delle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma Piacenza, Reggio Emilia e Rimini, coordinate da quattro funzionari dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e di Protezione civile e da un volontario coordinatore, sempre presenti.
Il primo contingente aveva raggiunto Campi Bisenzio già il 6 novembre, mentre gli ultimi operatori concluderanno le attività per poi rientrare domani 18 novembre. Gli interventi sul campo sono stati realizzati in stretta collaborazione con le associazioni nazionali Cri – Croce Rossa Italiana – e Misericordia.
Al seguito dei volontari sono stati inviati mezzi e attrezzature dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, necessari per fare fronte alle esigenze di rimozione di acqua, fango e detriti. Tra questi, moduli di idropompe e motopompe in grado di aspirare da 40 a 80 litri al secondo di acqua e di fango, e moduli Aib (antincendio boschivo) per pulizie, oltre a bobcat per la rimozione dei detriti, generatori e radio portatili.
L’operazione è stata coordinata dal Dipartimento nazionale di Protezione civile che, all’indomani dell’eccezionale maltempo, ha mobilitato le squadre di volontari provenienti da diverse colonne mobili regionali tra cui quella dell’Emilia-Romagna.
Questo pomeriggio, 17 novembre, l’Amministrazione comunale di Formigine, rappresentata dal Sindaco Maria Costi, ha ricordato, unitamente alla Famiglia Colucci, il 50° anniversario della “Rivolta del Politecnico”, sollevazione popolare che il 17 novembre 1973 pose fine alla dittatura in Grecia.
Vivo richiamo ai valori di libertà e democrazia, alla rivolta prese parte Ilias Kefalidis, cittadino formiginese. Kefalidis fu docente di diritto, eroe della Resistenza greca e “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato migliaia di ebrei.
Dopo la guerra diventa noto per aver assistito con coraggio la vedova del deputato Grigoris Lambrakis, ucciso il 27 maggio del 1963 durante una manifestazione pacifista. L’episodio ispira il regista Costa-Gavras per il famoso “Z. L’orgia del potere” che nel 1970 vince l’Oscar per il miglior film straniero. La pellicola rappresenta la denuncia contro uno dei momenti più oscuri della vita ellenica che sfociò nella Dittatura dei Colonnelli.
Nel 1967 Kefalidis viene arrestato e deportato su un’isola dell’Egeo. Liberato per motivi di salute nel 1969, continua la sua lotta politica fino alla caduta della Dittatura nel 1974. Dopo il ritorno della democrazia e la morte della moglie, Kefalidis raggiunge la figlia e il genero a Formigine dove trascorre serenamente gli ultimi anni della sua vita.
La celebrazione è avvenuta presso il parco di via Corassori, che l’Amministrazione ha intitolato a Kefalidis nel 2019.
Piogge intense, temporali, vento forte, mareggiate e frane in Appennino. Con un bilancio dei danni che, secondo la prima stima speditiva, si aggira sui 155 milioni di euro, per lo più relativi al patrimonio pubblico e alle strade, danneggiate o interrotte.
L’Emilia-Romagna chiede al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza per le conseguenze delle tre tempeste atlantiche che si sono abbattute sul territorio regionale tra il 23 ottobre e il 3 novembre scorsi. Interessate innanzitutto le province di Piacenza e Parma, che risultano le più colpite, ma anche Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Ravenna.
Col presidente Stefano Bonaccini in missione istituzionale in Giappone, l’istanza è stata firmata oggi dalla vicepresidente della Regione, Irene Priolo, ed è stata inviata alla Presidenza del Consiglio, al ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, e al Capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Fabrizio Curcio.
“L’ondata di maltempo ha messo nuovamente alla prova il nostro territorio, in particolare l’Emilia occidentale. Serve affrontare le criticità che si sono aperte, per assicurare il ritorno alla normalità e garantire ai cittadini risposte concrete- spiega Priolo-. La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, con il conseguente stanziamento di risorse, è quindi necessaria per affrontare la situazione determinata dagli eventi meteo, oltre che per ristorare i danni subiti da privati e imprese”.
La stima dei danni
Secondo la prima stima, ammontano in totale a circa 155 milioni di euro i danni causati dal maltempo di fine ottobre-inizio novembre in Emilia-Romagna. La quota più consistente – per oltre 150 milioni di euro – riguarda il patrimonio pubblico, in particolare in seguito alle ripercussioni di frane e dissesti sulla viabilità, con danni o interruzioni della rete stradale e, in alcuni casi, isolamenti di abitati in Appennino. A questi si aggiungono danneggiamenti per circa 2milioni 900mila euro relativi a edifici privati e per 1 milione 420mila euro riguardanti attività produttive.
Più di diecimila persone hanno riempito le piazze dei capoluoghi di provincia dell’Emilia – Romagna in occasione dello sciopero generale indetto da Cgil e Uil per le categorie di funzione pubblica, lavoratori della conoscenza e trasporti e logistica. Il dato esclude Reggio Emilia, città nella quale hanno scioperato tutti i settori, che nel resto della regione sciopereranno il prossimo 24 novembre, per la concomitanza con la festa del patrono cittadino.
Le adesioni allo sciopero nel settore pubblico ( dati ancora non definitivi) vanno dal 60 all’ 80% mentre nei nidi e scuole dell’infanzia l’adesione è stata del 90%.
Molte scuole hanno chiuso e altre hanno riorganizzato il servizio, la segreteria regionale Flc Cgil Monica Ottaviani dichiara che “ in attesa dei dati definitivi si tratta di dati positivi, in generale in tutti gli ordini di scuola, con scuole che hanno riorganizzato il loro servizio e scuole chiuse”.
Nel settore logistica e facchinaggio si segnalano percentuali estremamente significative di adesione nel mondo dei corrieri cioè Fedex, Ups, Sda, Brt, Gls in tutta la regione (tra il 50% e il 100%).
Nella logistica di magazzino settore cooperativo partecipazione elevata soprattutto negli appalti più grossi (esempio: progetto lavoro in Max Mara al 80%) e medie comprese tra il 30 e il 70% in Cfp .
Nella logistica di magazzino non cooperativa si segnalano picchi in palletways al 100% e zeroquattro (50%) a Bologna e magazzini realco al 100% centrale adriatica, Petra e MM operations tra il 70 e 90%.
Alle cooperative va aggiunta idealservice con percentuali al 60%
Negli spedizionieri (arcese/One express) l’adesione registrata è intorno al 30-50%.
Da segnalare la filiera driver in appalto Amazon intorno al 30/40% e per la prima volta anche partecipazione da parte di lavoratori e lavoratrici diretti di Amazon e di un nutrito gruppo di lavoratori interinali.
La media ragionata del settore si attesta intorno al 50%.
Sul trasporto pubblico locale, al netto della precettazione, percentuali che si attestano tra il 30 e il 70% in Start e Seta con picco all’80% in Tep (mentre Tper non scioperava essendo in sciopero settimana scorsa).
Settore ferroviario (anche qui al netto della precettazione) 25%
Alessio Mammi (Copyright Regione Emilia Romagna – Autore Fabrizio Dell’Aquila)
“Abbiamo evidenziato l’abilità degli operatori professionali e le competenze del nostro sistema fitosanitario nazionale e regionale: il sistema italiano è certamente in grado di garantire un export con alti standard di prodotto e sicurezza fitosanitaria. In collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tokyo abbiamo riaperto l’opportunità e il percorso di esportazione dei kiwi in Giappone e abbiamo svolto altri importanti incontri su ricerca e innovazione agroalimentare nelle città di Ibaraki e Osaka. Siamo a disposizione sia come sistema istituzionale sia a livello di Organizzazioni di produttori per mettere in campo le fasi seguenti per dare avvio all’esportazione di questo prodotto. Abbiamo inoltre esposto nei vari incontri tenuti a Tokyo e a Osaka la necessità di trovare un accordo per riaprire l’export ai salumi, oggi bloccati per la prevenzione della Peste suina africana. Ci sono le condizioni per riprendere le importazioni delle nostre Dop e Igp di qualità e consumarle in sicurezza ”.
Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi, durante gli incontri che si sono tenuti nel corso della missione della Regione in Giappone, che si sta avviando a conclusione.
Ricerca, innovazione, sicurezza alimentare. E un impegno che continua sul fronte dell’export, della promozione internazionale dei prodotti Dop e Igp e del turismo enogastronomico
Questi i temi al centro dell’iniziativa, che ha visto il lancio della Settimana della cucina italiana nel mondo, protagonisti i prodotti Dop e Igp dell’Emilia-Romagna e l’approfondimento culturale sulla figura di Pellegrino Artusi durante un partecipatissimo incontro all’Università Chuo di Tokyo. Insieme a vari appuntamenti nelle città di Tokyo e Osaka con gli importatori giapponesi.
Per un settore – quello dell’ agroalimentare – che complessivamente vale 34 miliardi di euro ed è la seconda voce dell’export regionale, con 9,3 miliardi di euro, dopo la meccanica e la meccatronica. E che già oggi ha nel Giappone uno dei suoi principali canali di sbocco extraeuropei.
“Il re è nudo. La bocciatura della Ue al tentativo del Governo di prorogare le concessioni balneari è purtroppo chiara. E ha fatto perdere all’Italia un anno di tempo, 12 mesi di promesse elettorali nocive in cui invece ci si sarebbe dovuti mettere al lavoro per presentare una proposta di buon senso. Un documento che la Regione Emilia-Romagna aveva elaborato più di un anno fa e che aveva trovato d’accordo tutte le Regioni. Con il risultato che ora, entro due mesi, si dovrà applicare la Bolkestein per non incorrere in sanzioni che sarebbero pagate da tutti i cittadini, oltre alla pioggia di ricorsi che arriveranno”.
Così l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini, commenta il parere motivato inviato al Governo italiano dalla Commissione Ue in cui vengono contestati i risultati della mappatura sulle concessioni balneari e le proroghe effettuate.
“Un bel pasticcio, per usare un eufemismo, che in primo luogo si abbatte sui lavoratori e sulle imprese balneari, ma che in pratica ci riguarda tutti- rimarca Corsini-. E questo solo per non aver voluto ragionare su un testo – e mettersi al lavoro con Regioni, Comuni e Associazioni del settore – che ha tutte le carte in regola per salvaguardare il valore aziendale delle imprese esistenti e, nello stesso tempo, rispettare i principi di libera concorrenza di chi in quel mercato vuole entrare”.
“Adesso non si perda altro tempo- chiude l’assessore-. Il primo punto da negoziare con l’Ue sono i decreti attuativi. Bastano tre regole chiare valide per tutta Italia. E poi, con il coinvolgimento attivo delle Regioni che conoscono bene il territorio, si proceda a elaborare una strategia per mettere fine a questo inutile rimpallo che sta tenendo in bilico da troppo tempo imprese, lavoratori e famiglie”.
La proposta dell’Emilia-Romagna
Il documento, che vede la Regione Emilia-Romagna capofila, è stato portato oltre un anno fa sul tavolo dell’Esecutivo proprio per dare un concreto aiuto alla riforma nazionale.
Punta sul giusto riconoscimento del valore aziendale dell’impresa, degli investimenti realizzati e della professionalità degli operatori che hanno gestito finora il bene demaniale.
Elementi che dovranno essere considerati tra i criteri di valutazione dei nuovi bandi di gara, insieme agli standard qualitativi dei servizi e alla sostenibilità sociale e ambientale del piano degli investimenti. Con l’esclusione del rialzo del canone demaniale che non dovrà essere oggetto di gara ma rimanere predeterminato per legge dallo Stato.
Inoltre, si ritiene necessario che Regioni e Comuni possano concorrere nella definizione dei criteri dei bandi di gara con l’obiettivo di valorizzare il paesaggio e gli elementi identitari della fascia costiera attraverso la qualificazione dell’offerta turistico-balneare, tenendo conto delle peculiarità dei diversi territori.
Altri elementi dovranno riguardare la valutazione circa il numero massimo di concessioni da rilasciare a ogni operatore economico, in modo da garantire l’adeguata pluralità e differenziazione dell’offerta nell’ambito territoriale di riferimento, e la determinazione di limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, anche per assicurare un congruo periodo al rientro degli investimenti.
“In Emilia-Romagna- conclude Corsini- c’è in ballo il futuro di oltre 1.500 imprese, principalmente a conduzione familiare, che rappresentano un patrimonio fondamentale di esperienza e non solo per la nostra regione. Continuare a procrastinare, oltre a essere penalizzante per il Paese, è una decisione che rischia di avere conseguenze economiche e sociali gravissime”.
La città merita trasparenza perché questo nuovo Piano urbanistico generale cambierà le linee e la forma della città.
Da diverso tempo abbiamo cercato di porre l’attenzione sull’importanza di questo strumento urbanistico facendo presente nelle diverse commissioni e in tutte le occasioni possibili, anche mezzo stampa, che la modalità con la quale si stavano definendo le linee guida era troppo frettoloso e non era equilibrata. Più volte abbiamo detto che occorre che la bilancia sia uguale per tutti e che le norme devono permettere ai tecnici di non risolverli da soli i problemi, ma avere un chiaro riferimento normativo. E ancora abbiamo sottolineato come una decisione politica non può pesare sui tecnici che presentano le pratiche. Occorre aiutare e sostenere il cittadino e chi intende investire le proprie risorse sul territorio per valorizzare le proprie abitazioni o in opere di pubbliche, con questo PUG si rischia invece di bloccare tutto.
Ne sono una testimonianza le numerose osservazioni presentate dai privati cittadini, a cui si aggiungono le 130 osservazioni e correzioni tecniche rilevate e sottoposte dagli stessi uffici tecnici del comune. Osservazioni che cambiano le norme e le carte del PUG fino ad oggi presentato.
Come partito Democratico ci domandiamo quindi: ma perché a farne le spese devono sempre essere i cittadini? Perché non si sono condivisi maggiormente gli step per definire le linee guida? Perché si è proceduto serratamente con una consulenza tecnica esterna (Milanese) senza dare voce durante il percorso a tutti quei tecnici che il territorio lo conoscono molto bene?
La stessa maggioranza oggi appare confusa e divisa di fronte all’approvazione di uno degli strumenti più importanti per la pianificazione dello sviluppo della città. Un centro destra che tentenna di fronte a documenti strategici è la chiara testimonianza di una mancanza di visione e una scarsa capacità di amministrare i processi.
Ma soprattutto oggi devono rispondere del perché hanno sospeso le ultime commissioni e rimandato il voto.
Si sono accorti ora che il nuovo PUG bloccherà l’urbanistica dei prossimi anni? Oppure ci sono divergenze sugli interessi urbanistici che coinvolgono direttamente i consiglieri di maggioranza?
A seguito dell’intervento di una pattuglia dei Carabinieri in zona stazione avvenuto la notte corsa il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani esprime soddisfazione per la prontezza dell’intervento e li ringrazia a nome della città.
“Ho appreso con soddisfazione dell’intervento della scorsa notte da parte dei Carabinieri – sottolinea il Sindaco – che voglio ringraziare pubblicamente per tutto quanto stanno facendo per mantenere la sicurezza in città. Si tratta di uno straniero irregolare – prosegue – che in preda ai fumi dell’alcool ha dato in escandescenza e che è stato avviato alle procedure d’espulsione: mi auguro trovi posto in un Cpr e venga velocemente espulso. Non bisogna creare allarmismo, si tratta di episodi che per fortuna avvengono molto raramente e che riusciamo a governare. La zona della stazione – aggiunge il Sindaco – è sotto osservazione da tempo da parte di tutte le Forze dell’Ordine, perché crocevia di arrivi e partenze e alcuni bar della zona sono già stati chiusi proprio a seguito dei controlli.
La guardia rimane alta, grazie anche alla grande collaborazione che c’è tra tutte le Forze dell’Ordine compresa la Polizia Locale: ritengo che Sassuolo – conclude il Sindaco Gian Francesco Menani – sia una città sicura e voglio che rimanga tale”.
In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, anche quest’anno, gli assessorati alle Pari Opportunità del distretto presentano un programma condiviso di appuntamenti, dal titolo “Libere dalla violenza”.
A Fiorano Modenese le iniziative sono cominciate sabato 14 ottobre con l’inaugurazione in piazza Ciro Menotti della panchina rossa “Donne mai più vittime”, seguita domenica 12 novembre con la presentazione di una pubblicazione sul lavoro femminile a Fiorano prima della ceramica, curata da Alberto Venturi, prima di tre iniziative dedicate a “Donne. Protagoniste invisibili”.
Proseguiranno poi martedì 21 novembre alle ore 20.30, presso Villa Cuoghi (via Gramsci, 32) con l’incontro con l’autrice Roberta Pinelli dal titolo “Dizionario biografico delle donne modenesi“, nell’ambito della rassegna “Donne. Protagoniste invisibili”, a cura dell’associazione INarte, in collaborazione con Circolo Culturale Nuraghe.
Mercoledì 22 novembre dalle ore 20.30, a Casa Corsini (via Statale, 83) “Il rispetto dei ruoli”, sessioni di giochi di ruolo contro la violenza di ogni genere, con TurboDado e Balena Ludens, in collaborazione con Play Modena. Introduce Loredana Morena coordinatrice del Centro Antiviolenza Distrettuale TINA.
Sempre mercoledì 22, alle ore 21, al cinema teatro Astoria, che inaugura così la stagione cinematografica, la proiezione gratuita del film “Primadonna”.
Venerdì 24 novembre ore 20.30, presso il BLA di via Silvio Pellico 9, “Una storia dalla parte di lei“, narrazione con Paola Gemelli e Daniel Degli Esposti di “Allacciati le storie”
Sabato 25 novembre alle ore 17, per i ragazzi dagli 11 anni, ci sarà la possibilità di giocare il LARP (gioco di ruolo dal vivo) “Nel labirinto della Dea”, con Zoè Teatri (prenotazioni: 0536 833414, ludoteca@fiorano.it)
Lunedì 27 novembre alle ore 20.30, presso Villa Cuoghi, ultimo incontro del ciclo “Donne. Protagoniste invisibili”, con la professoressa Antonia Bertoni che parlerà di
“Donne nella resistenza“, evento a cura di INarte per il “Tè delle cinque” in collaborazione con Circolo culturale Nuraghe.
Dal 20 al 28 novembre poi il Monumento ai Caduti di piazza Ciro Menotti sarà illuminato di rosso.
Sulla A1 Milano-Napoli, è stata annullata la chiusura dell’uscita della stazione di Reggio Emilia, per chi proviene da Milano, prevista dalle 22:00 di questa sera, venerdì 17, alle 6:00 di sabato 18 novembre. Nella stessa notte e con lo stesso orario, rimane confermata, come da programma, la chiusura della suddetta stazione, in entrata in entrambe le direzioni, Milano e Bologna, per consentire lavori di pavimentazione.
In alternativa si consiglia di entrare alla stazione di Terre di Canossa Campegine o di Modena nord.
Sempre sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, sarà chiuso il tratto compreso tra Modena sud e Valsamoggia, nei seguenti giorni e con le seguenti modalità:
DALLE 22:00 DI LUNEDI’ 20 ALLE 6:00 DI MARTEDI’ 21 NOVEMBRE
-sarà chiuso il tratto Modena sud-Valsamoggia, verso Bologna.
L’area di parcheggio “Castelfranco ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa dalle 16:00 di lunedì 20 alle 6:00 di martedì 21 novembre.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Modena sud, percorrere la viabilità ordinaria: SP623, SS12, SS9 via Emilia, per rientrare sulla A1 a Valsamoggia.
DALLE 22:00 DI MARTEDI’ 21 ALLE 6:00 DI MERCOLEDI’ 22 NOVEMBRE
-sarà chiuso il tratto Valsamoggia-Modena sud, verso Milano.
L’area di parcheggio “Castelfranco est”, situata nel suddetto tratto, non sarà raggiungibile.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Valsamoggia, percorrere la viabilità ordinaria: SS9 via Emilia, SS12, SP623, per rientrare sulla A1 a Modena sud.
Dopo il successo della prima edizione, con oltre 240 contributi ricevuti e un grande evento con esperti e ospiti internazionali, il Gruppo Iren lancia la seconda edizione del Premio ESG Challenge, l’iniziativa dedicata a studenti universitari e dottori di ricerca e che intende coinvolgere il mondo accademico, ma anche imprese e istituzioni, per promuovere la cultura della sostenibilità in Italia.
Il Premio ripropone un bando, aperto fino al 30 novembre 2023, che selezionerà le dieci migliori tesi di laurea dedicate al tema della sostenibilità e delle sfide ESG (Environmental, Social, Governance): possono partecipare tutti i laureati (triennali o magistrali) e i dottori di ricerca presso un’università italiana che abbiano prodotto e discusso una tesi tra il 6 novembre 2022 e il 29 novembre 2023.
“La prima edizione della ESG Challenge è stata un prezioso momento di studio e dibattito sulle priorità che aziende e istituzioni devono adottare – ha dichiarato Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren – ma anche uno spaccato rappresentativo della direzione che la ricerca universitaria sta prendendo in merito alle tematiche di sostenibilità. Siamo orgogliosi e onorati di lanciare la seconda edizione, per accompagnare studenti, ricercatori, imprese e stakeholder in un confronto pubblico così importante e indispensabile”.
I temi prioritari saranno quelli riconducibili alle Sfide ESG individuate al termine della passata edizione del Premio, e che includono, tra gli altri, l’economia circolare, il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile per le imprese e le comunità. A effettuare la selezione dei vincitori, a cui sarà riconosciuto un premio di 1.000 euro, sarà un Advisory Board di alto profilo, composto da studiosi ed esperti.
L’iniziativa non si rivolge a una disciplina specifica, ma vuole stimolare una partecipazione più ampia e diversificata, che metta a confronto punti di vista e approcci eterogenei, affinché l’attenzione agli obiettivi dello sviluppo sostenibile, così come definiti anche dall’agenda 2030 delle Nazioni Unite, diventi sempre più concreta e trasversale.
La premiazione delle tesi vincitrici avverrà a Torino il 25 gennaio 2024, all’interno di un evento dedicato ai temi ESG: il forum vedrà la partecipazione di esperti e ospiti italiani e internazionali, provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’impresa e della finanza, ma coinvolgerà anche i giovani e la ricerca.
Bonaccini al Riken Center con vice direttore Watanabe, Ubertini, Colla
La missione istituzionale della Regione Emilia-Romagna in Giappone si chiude in uno dei cuori mondiali dei Big Data: al futuristico Riken Center for Computational Science di Kobe, in Giappone.
Qui l’ecosistema della Data Valley emiliano-romagnola, e in particolare il supercomputer Leonardo, il quarto più veloce al mondo, incontra il supercomputer Fugaku, oggi al secondo posto nella classifica internazionale, gettando le basi per future importanti collaborazioni.
A ricevere la delegazione regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini e da Francesco Ubertini, presidente della Fondazione IFAB (International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development, voluta dalla Regione), il vicedirettore generale del Centro, Yasumasa Watanabe, per una nuova tappa della missione in corso nel Paese del Sol Levante.
“Con questo appuntamento chiudiamo il cerchio di una missione molto importante, che ci ha permesso di presentare a interlocutori di assoluto prestigio e valore internazionale l’ecosistema regionale dell’innovazione, con la sua rete di università, centri di ricerca, imprese e filiere altamente specializzate- ha sottolineato Bonaccini-. E di creare le condizioni per avviare, in un’area tra le più avanzate del Pianeta, nuovi progetti comuni nei settori del supercalcolo e dell’intelligenza artificiale, al servizio delle nostre comunità. Oltre a consolidarne alcuni già in essere, a partire dalla prossima apertura della nuova sede dell’Università Onu al Tecnopolo di Bologna. Un impegno per questa Regione prioritario. Salvaguardia dell’ambiente, medicina e salute, mobilità sostenibile e tempi delle città, industria, manifatture e agricoltura 4.0: vogliamo consolidare il ruolo della Data Valley emiliano-romagnola come hub internazionale della ricerca e dell’innovazione, in grado di attirare talenti e investimenti. E, lo ribadisco, promuovere uno sviluppo pienamente sostenibile”.
All’incontro con Watanabe e alla visita al Riken Center, assieme a Bonaccini e Ubertini presente anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, le Università di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Parma e Ferrara, i Cluster Mech, Agrifood, Health, Greentech, Cineca e IFAB, l’Istituto romagnolo per lo studio dei tumori “Dino Amadori” di Meldola (FC) e l’Irccs Policlinico Sant’Orsola di Bologna.
“Il Giappone è la terza economia mondiale, un Paese che investe fortemente in ricerca e innovazione e con relazioni consolidate con l’Italia e l’Europa- ha aggiunto Bonaccini-. Per la nostra Regione un interlocutore importante, anche sul piano delle relazioni economiche. In questi giorni abbiamo presentato il meglio del made in Emilia-Romagna a partire dall’agroalimentare, con i nostri prodotti Dop e Igp, così apprezzati. Un lavoro che continua, al fianco delle nostre imprese per spingere su export e internazionalizzazione”.
Riflettori su medicina e scienze della vita
Nella stessa giornata, appuntamento al Creative Lab di Kobe per un incontro con il KOBE Biomedical Innovation Cluster, il più grande cluster biomedico del Giappone: una rete di circa 370 aziende, università, istituti di ricerca e ospedali specializzati, oltre a partner internazionali, impegnati sullo sviluppo di tecnologie mediche innovative.
Riflettori accesi dunque sulle nuove opportunità di cura e di prevenzione, per un invecchiamento attivo della popolazione, in un Paese che ha la più alta aspettativa di vita.
Medicina preventiva e pre-sintomatica, medicina rigenerativa e di precisione, sviluppo di farmaci, dispositivi medici e informatica sanitaria. Temi che sono stati affrontati anche in altri appuntamenti nel corso della missione. Dalla visita al National Cancer Center Hospital a Tokyo a quella – sempre nella capitale – al Link J, organizzazione no profit, nata nel 2016 come piattaforma di collegamento internazionale sul tema salute, per un confronto con il Cluster Health and Wellness dell’Emilia-Romagna.
Con questi appuntamenti si conclude, dunque, la missione guidata dal presidente Bonaccini insieme agli assessori allo Sviluppo economico, Colla, e all’Agricoltura, Alessio Mammi.
Big data e digitale, cambiamento climatico, aerospazio, agroalimentare e ricerca in agricoltura, healthcare: i temi al centro di un’agenda ricca di incontri.
Tra i tanti, quelli con il rettore dell’Università Onu di Tokyo, Tshilidzi Marwala; il rettore dell’Università di Tuskuba, Kyōsuke Nagata; il vicepresidente dell’Agenzia aerospaziale giapponese Yasuo Ishii.
E la presentazione di MunER e FoodER, i due poli dell’alta formazione nei settori dell’automotive e dell’agroalimentare; illancio della Settimana della cucina italiana nel mondo, protagonisti i prodotti Dop e Igp dell’Emilia-Romagna. Guardando già all’appuntamento con l’Esposizione universale di Osaka del 2025.
Una missione che ha toccato oltre alla capitale, le prefetture di Ibaraki e Osaka e che ha visto la partecipazione di imprese regionali, Consorzi dei prodotti tipici, associazioni di categoria, Università, Cluster, Centri di ricerca.
Proseguono i servizi coordinati, predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Modena in tutto il territorio, nei quali sono stati attuati dispositivi di controllo finalizzati a prevenire e contrastare episodi di criminalità, legata per lo più allo spaccio di sostanze stupefacenti e reati contro il patrimonio.
Nell’ambito di tale attività, i Carabinieri della stazione di Maranello hanno individuato e fermato un 22enne che all’esito del controllo è stato trovato in possesso di “hashish”. Lo stupefacente è stato sequestrato ed il giovane segnalato amministrativamente alla locale Prefettura.
Ieri sera a Sassuolo, nei pressi di un bar del centro in zona stazioni, un uomo ubriaco si è denudato, ha scaraventato in strada sacchi dell’immondizia, bloccando di fatto il traffico veicolare e aggredendo i passanti. All’arrivo della pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia l’uomo, straniero, con pregiudizi di polizia ed irregolare sul Territorio, è stato bloccato e trasportato in caserma. Lo stesso è stato denunciato per ingresso irregolare sul Territorio italiano e avviato a suo carico il procedimento per l’espulsione.
Si avvicina il mese di dicembre e, con esso, gli appuntamenti che accompagneranno Sassuolo per tutte le festività e oltre. Il primo ad aprire i battenti sarà “Sassuolo on Ice”, la pista sul ghiaccio in piazzale Della Rosa che sarà aperta al pubblico già da domani, sabato 18 novembre, alle ore 15,30.
La pista, che rimarrà aperta fino a domenica 21 gennaio 2024, seguirà i seguenti orari:
Giorni feriali: 15:30 – 19:30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Giorni festivi e prefestivi: 10:30 – 13:00 / 15:00 – 22:00 domenica chiusura alle ore 20:30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Il Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia Luca Cuoghi commenta così l’approvazione di una mozione in Consiglio Comunale a Modena che vorrebbe la revisione e perciò il rinvio del progetto.
“Sebbene la mozione in sé non abbia valore sull’avanzamento dei lavori, spiega il consigliere, è comunque emblematico come il pd in questa regione continui a fare il doppio gioco sull’argomento, promettendo la bretella alle imprese, ma ritrattando le promesse per stringere l’occhio ai possibili alleati alle prossime elezioni amministrative. Oltre che un evidente segno di debolezza che spinge a fare massa con le posizioni più sinistre, questo atteggiamento rischia di rallentare la fase di acquisizione delle aree, in procinto di partire.
Pertanto – conclude Cuoghi – sto predisponendo formale interrogazione al Presidente Bonaccini e all’Assessore Colla per sapere se la posizione della regione è quella di fermare i lavori come vorrebbe il pd di Modena o affiancare il governo nazionale nella realizzazione dell’infrastruttura”.
Autore: Francesco Grazioli – Copyright: Regione Emilia Romagna
Sono già operativi da diversi anni in tutte le province dell’Emilia-Romagna i piani di controllo regionali per la fauna selvatica. Di particolare interesse quelli rivolti al depopolamento dei cinghiali, la cui grande diffusione provoca non solo danni alle coltivazioni, ma è un punto critico per la diffusione del virus della Peste suina africana (Psa), ma è alta l’attenzione anche per quanto riguarda invece gli animali fossori come volpi e nutrie che scavano tane negli argini di fiumi e canali.
Per raggiungere tali obiettivi la Regione, con propria delibera, ha messo a disposizione delle Province, soggetto competente per l’attuazione dei piani, risorse per 1,1 milioni di euro, così ripartite: 600mila euro per il 2023 e 500mila euro per l’anno successivo. Tale scopo era già stato perseguito nei precedenti anni, con una prima convenzione a valere sul 2021 e 2022 che aveva messo a disposizione complessivamente un milione di euro destinati al supporto dell’attuazione dei piani di controllo per le specie fossorie.
“Le convenzioni con le amministrazioni provinciali- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura e caccia, Alessio Mammi- permettono una maggiore incisività d’azione, fornendo alle polizie provinciali risorse fondamentali per dare attuazione ai piani di controllo sui propri territori. Questo con l’intento fondamentale di ridurre sia la presenza di cinghiali, a partire dai territori di Parma e Piacenza, aree di maggiore criticità dovuta all’estendersi del virus della peste suina africana, sia di operare per la riduzione dei danni derivanti dalle specie fossorie, nutrie e volpi, che creano non pochi problemi alla rete idraulica regionale”.
Il contenimento numerico delle specie fossorie è strettamente collegato alla manutenzione delle vie d’acqua, per la prevenzione di allagamenti e cedimenti e per la sicurezza viaria e ferroviaria.
Per quanto riguarda i cinghiali, i finanziamenti alle Province rappresentano una novità introdotta a partire dal 2023, per dare risposta a quanto previsto dal Piano regionale di interventi urgenti per ridurre i rischi di diffusione della Psa.
La ripartizione dei fondi nelle province segue due diversi criteri.
Per le specie fossorie, i finanziamenti sono parametrati sulla lunghezza dei fiumi sommata alla lunghezza dei canali con argini di almeno un metro di altezza.
Per i cinghiali, l’80% delle risorse è destinato alle province di Piacenza e Parma (più vicine alle aree a rischio Psa) mentre il restante 20% va alle province di Reggio-Emilia e Modena.
Le azioni di controllo sui cinghiali dovranno avvenire prioritariamente nelle zone di restrizione, in quelle confinanti e nei distretti individuati come prioritari dal Piano per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina africana (Priu).
Le risorse per province nel 2023
Per gli interventi sulle specie fossorie, a Piacenza, per 117 chilometri tra fiumi e canali sono previste risorse per oltre 13mila euro; a Parma, gli interventi nei 371 chilometri di vie d’acqua avranno contributi per quasi 42mila euro; la stessa cifra di 42mila euro anche a Reggio Emilia per 372 chilometri.
Modena per 354 chilometri ha a disposizione circa 40mila euro; alla città metropolitana di Bologna, dove corrono fiumi e canali per 506 chilometri, spettano 57mila euro; a Ferrara per 431 chilometri vanno risorse per 48.600 euro; Ravenna, ha per 338 chilometri contributi per oltre 38mila euro.
Infine, nella provincia di Forlì-Cesena lo stanziamento per interventi nei 128 chilometri di vie d’acqua e canali ammonta a 14.400 euro, mentre a Rimini il finanziamento per 44 chilometri è di circa 5mila euro.
Per quanto riguarda le misure di contenimento dei cinghiali, le risorse sono così ripartite: a Piacenza spettano 103.300 euro, a Parma 136.680, a Reggio Emilia 27.580 e a Modena 32.420.
Le spese ammissibili
Sono ammesse spese per l’acquisto di materiali necessari alla cattura degli animali; per lo smaltimento delle carcasse; per le convenzioni che le Province stipulano con soggetti coinvolti nell’attuazione dei piani di controllo, come Protezione civile, Consorzi di bonifica, professionisti; per specifici servizi e spese del personale impiegato nelle attività di controllo.
Per la liquidazione dei contributi, entro i primi mesi del 2024 le Province e la Città Metropolitana di Bologna dovranno inviare alla Regione la relazione sulle attività svolte e le spese sostenute.
In apertura del Consiglio Comunale di ieri sera, giovedì 16 novembre reperibile sul canale youtube del Comune di Sassuolo, il gruppo consigliare Sassolesi ha ufficializzato il cambio di nome in gruppo consigliare “Fratelli d’Italia”.