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venerdì, 3 Luglio 2026
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Gli eurodeputati Procaccini e Cavedagna incontrano le imprese ceramiche sul futuro delle regole europee per l’ETS

Gli eurodeputati Procaccini e Cavedagna incontrano le imprese ceramiche sul futuro delle regole europee per l’ETSGli eurodeputati Nicola Procaccini e Stefano Cavedagna hanno incontrato oggi, presso la sede di Confindustria Ceramica, alcuni imprenditori del Consiglio di Presidenza dell’Associazione per un confronto sulle prospettive del settore ceramico italiano e sulle prossime decisioni europee in materia di clima ed energia.

L’incontro si è svolto in vista del 15 luglio, quando la Commissione europea presenterà la proposta di revisione della direttiva ETS (Emission Trading System), il meccanismo che disciplina le emissioni di CO₂ nell’Unione europea, che sarà successivamente esaminata dal Parlamento europeo.

Particolare attenzione è stata dedicata alla revisione dei benchmark ETS, i parametri utilizzati per determinare l’assegnazione delle quote gratuite previste dal sistema, che sono stati pesantemente ridotti per il periodo 2026-2030. Il parametro relativo ai combustibili è stato ridotto di circa il 50% tra il 2013 e il 2026.

Al momento della definizione iniziale del parametro per i combustibili le aziende italiane si collocavano tra quelle più performanti; i successivi aggiornamenti hanno però incorporato i valori di impianti di altri settori che possono utilizzare la biomassa (considerata a zero emissioni) spiazzando così gli impianti ceramici che per ragioni tecnologiche e di disponibilità non possono accedere a questi combustibili alternativi.

Il risultato per le imprese ceramiche è una sottoallocazione sistematica delle quote gratuite che non deriva da minore efficienza o da carenze negli investimenti in innovazione. Complessivamente la riduzione dei benchmark farà aumentare i costi diretti per il settore italiano delle piastrelle dovuti all’ETS da 70 a circa 150 milioni di euro all’anno, raggiungendo così, in mancanza dei necessari interventi, insostenibili e ingiusti livelli di penalizzazione per le imprese italiane.

“La stessa Commissione europea ha riconosciuto la fondatezza delle osservazioni presentate dal settore ceramico e sostenute anche da alcuni Stati membri, tra i quali l’Italia, nonché dalla Regione Emilia-Romagna ha dichiarato Graziano Verdi, Vicepresidente di Confindustria Ceramica e Presidente della Federazione europea del settore (CET) –  valutando la possibilità di determinare benchmark specifici per piastrelle e materiali refrattari in considerazione delle peculiarità dei loro processi produttivi ed energetici. Nell’ultimo provvedimento adottato sembrerebbe però orientata a ricercare soluzione orizzontale valida per tutti i settori, che rischia di lasciare sostanzialmente irrisolte le attuali distorsioni, penalizzando le produzioni più esposte come quelle ceramiche. Per questo – continua Verdi – la nostra Associazione con tutti gli altri produttori della UE ha chiesto di sostenere l’introduzione di parametri dedicati, gli unici in grado di riflettere le reali caratteristiche produttive di questi comparti e garantire un’applicazione più equa del sistema ETS”.

Il confronto si è poi esteso alla più ampia revisione della direttiva ETS. In questa prospettiva, Confindustria Ceramica ha illustrato agli eurodeputati le priorità ritenute essenziali per rendere il sistema più equilibrato ed efficace per l’industria manifatturiera europea: ridurre il peso della speculazione finanziaria sul mercato delle quote di emissione e la volatilità del prezzo della CO₂, che rende più difficile programmare gli investimenti, semplificare gli adempimenti per le piccole e medie imprese attraverso l’estensione del regime di opt-out, eliminare il meccanismo dei worst performers, che penalizza ulteriormente i comparti già in difficoltà, e rafforzare il CBAM affinché garantisca una tutela realmente efficace delle produzioni europee nei confronti della concorrenza dei Paesi con standard ambientali meno rigorosi.

Gli eurodeputati hanno accolto con attenzione le istanze del settore, riconoscendone le motivazioni, ed hanno confermato la volontà di approfondire i temi emersi nel corso del confronto in vista del dibattito europeo sulla revisione della direttiva ETS.

Dichiarazione dell’On. Nicola Procaccini:
Negli ultimi anni abbiamo denunciato con chiarezza i limiti di un approccio ideologico alla transizione ecologica che, anziché favorire lo sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista, ha danneggiato il tessuto produttivo e imprenditoriale, finendo troppo spesso per penalizzare chi produce in Europa. Il caso del settore ceramico dimostra come regole pensate senza tenere conto della realtà industriale possano generare distorsioni ingiuste, colpendo aziende che rappresentano un’eccellenza mondiale e che hanno già investito in efficienza, innovazione e sostenibilità. La revisione della direttiva ETS è l’occasione per correggere questi errori e riportare al centro il principio della neutralità tecnologica, della competitività e della sovranità industriale europea. La sfida ambientale si vince rafforzando la nostra capacità produttiva, non delocalizzando emissioni, posti di lavoro e valore aggiunto verso Paesi che non rispettano i nostri stessi standard. La revisione della direttiva ETS rappresenta un passaggio decisivo per coniugare gli obiettivi della decarbonizzazione con la salvaguardia della competitività del sistema produttivo europeo”.

Così l’On. Stefano Cavedagna:
Le nostre imprese non possono essere vittime delle follie ideologiche del Green Deal. La transizione ecologica ha senso solo se è compatibile con lo sviluppo economico e sociale del distretto ceramico e di tutta l’industria Emiliana.
Non possiamo continuare a penalizzare le nostre aziende mentre i concorrenti indiani e cinesi producono con regole molto meno stringenti. È tempo di bloccare e rivedere l’ETS, la tassa ambientale per produrre, facendo in modo che non venga intaccata un’eccellenza come la ceramica, che crea lavoro e ricchezza per l’Italia e per l’Europa
.”

 

 

Minori Emilia-Romagna: il bilancio dell’attività della Garante Claudia Giudici

Minori Emilia-Romagna: il bilancio dell’attività della Garante Claudia GiudiciI bambini e i ragazzi emiliano-romagnoli vivono in un contesto migliore del resto d’Italia: il 32,4% delle bambine e dei bambini utilizza un servizio comunale per l’infanzia a fronte di una media italiana del 16,8%; il 94% frequenta attività scolastica nella fascia 4-5 anni e la percentuale di povertà relativa regionale e del 15,9% contro il 22,2% del Paese; il 61% dei ragazzi legge abitualmente libri (+9,2% rispetto alla media nazionale) e il 62,6% pratica sport (57,8% media italiana). A preoccupare, però, sono i numeri relativi al disagio psicologico: negli ultimi 10 anni gli accessi ai servizi di neuropsichiatria infantile sono aumentati del 73,3%, con il picco più alto (+192%) nella fascia d’età 13-17 anni, e secondo il report 2024 dell’Agenzia italiana per il farmaco, lungo la via Emilia sono state utilizzate 43,7 confezioni di psicofarmaci ogni mille bambini, con un +9% rispetto ai precedenti 12 mesi. Si segnala anche come, anche nel 2025, sia proseguito il processo di denatalità iniziato nel 2010: in Emilia-Romagna nel 2025 sono nati il 3,7% di bambini in meno rispetto al 2024.

Il quadro è emerso nel corso della commissione Parità presieduta da Elena Carletti durante la relazione annuale della Garante per i minori Claudia Giudici, che ha tracciato il bilancio della propria attività nel 2025, anno in cui è intervenuto per fronteggiare 43 richieste di intervento: un impegno che non può non aver tenuto conto del quadro sopra descritto. Dalle tensioni familiari alla gestione dei bisogni educativi e socio-emotivi dei figli, passando per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e per la formazione dei tutori volontari: sono alcune delle sfide affrontate dalla Garante Giudici. In questo scenario, l’azione della Garante non si limita alla semplice registrazione delle segnalazioni, ma assume una funzione di osservatorio privilegiato, che monitora fenomeni emergenti e rileva criticità prima che evolvano in problematiche strutturali.

Il dibattito

Da parte dei consiglieri presenti in commissione è arrivata un generale apprezzamento per l’attività 2025 della Garante. A fare gli onori di casa è stata la presidente Carletti che ha parlato di “relazione piena di spunti e criticità che stiamo affrontando in questa legislatura anche grazie all’attività delle commissioni”, mentre Simona Larghetti (Avs) ha sottolineato come “bisogna dare anche ai bambini e ai minori gli strumenti per affrontare le proprie fragilità: in quest’ottica è giusto sostenere percorsi educativi all’affettività nelle scuole”. Maria Costi (Pd) ha chiesto di concentrarsi sul tema del lavoro e di come sia opportuno investire sulla scuola, mentre Niccolò Bosi (Pd) ha invitato a “concentrarsi sui troppi abusi che i minori subiscono: serve prevenzione perché quando si arriva al livello della denuncia giudiziaria vuol dire che non si è riusciti a prevenire i problemi”. Sulla stessa linea Vincenzo Paldino (Civici) che ha invitato a risolvere il problema dei minori rinchiusi in carcere insieme ai genitori detenuti, mentre Maria Laura Arduini (Pd) si è detta preoccupata per i dati relativi all’accesso ai reparti di Neuropsichiatria infantile. Valentina Castaldini (FI) ha sottolineato che “attraverso il compito di delega che ricopro in questo ambito ho compreso ancora di più l’orizzonte in cui si muovono le figure di garanzia: un bene prezioso per chi fa politica, perché ci aiuta ad arrivare dove si fatica ad arrivare e a trattare temi a volte legati all’ambito territoriale. Le complessità sono tante, ho imparato davvero molto, sono riuscita a capire che i piccoli passi sono il modo per arrivare al risultato. La relazione della garante ci fa capire la grande responsabilità che abbiamo come eletti e l’orizzonte che dobbiamo avere: il tema della demografia, il dramma delle separazioni, quello della neuropsichiatria. I garanti riescono ad avere il quadro delle situazioni di sofferenza della nostra regione e ci fanno capire come i modelli virtuosi possano essere pensati, accanto al lavoro delle cooperative sociali che è fondamentale”.  

I numeri dell’attività della Garante

Nel corso dell’anno sono state ricevute 43 segnalazioni e analizzando i dati per fascia di età, emerge che la maggior parte riguarda i bambini tra 6 e 11 anni (11 casi), seguiti dagli adolescenti 15-17 anni (5 casi). I più piccoli, tra 0 e 5 anni, sono 4, mentre i ragazzi nella fascia 12-14 anni sono 3. Le segnalazioni riguardano diversi ambiti, la maggior parte è per i conflitti e le separazioni familiari, con 9 segnalazioni, pari al 20,9% del totale, con un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Un’altra area di forte incidenza riguarda le criticità nelle risposte dei servizi sociali, con 10 segnalazioni, pari al 23,3% del totale: le problematiche riscontrate sono eterogenee e riflettono la complessità delle situazioni familiari e istituzionali coinvolte: le adozioni, le criticità in ambito scolastico, quelle relative alle comunità socio-educative. L’analisi delle segnalazioni per provincia mostra una prevalenza significativa su Bologna, con 32 casi (74,4%), seguita da Reggio Emilia (4 casi, 9,3%) e Modena (3 casi, 7%). Le province di Piacenza, Parma e Forlì-Cesena hanno registrato un numero minore di segnalazioni, mentre Ferrara, Rimini e Ravenna non hanno avuto segnalazioni nel 2025. L’azione della Garante non si limita alla semplice registrazione delle segnalazioni, ma assume una funzione di osservatorio privilegiato, che monitora fenomeni emergenti e rileva criticità prima che evolvano in problematiche strutturali. Un’attività che passa anche attraverso la collaborazione con tutti i soggetti attivi nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in regione anche attraverso tavoli di lavoro, eventi e progetti di rete.

L’Assemblea delle ragazze e dei ragazzi

A supporto della Garante regionale, in attuazione del diritto all’ascolto previsto dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, è stata fondamentale anche l’attività dell’Assemblea dei ragazzi e delle ragazze che si è riunita periodicamente tutto l’anno con 14 incontri online e due in presenza nella sede di Viale Aldo Moro a Bologna. Alcuni componenti hanno rappresentato l’Assemblea a incontri con Servizi della Regione ed Enti esterni per condividere il lavoro svolto e contribuire alle riflessioni e al dibattito su temi rilevanti per le giovani generazioni della nostra regione.

I minori stranieri soli accolti in Emilia-Romagna

Dopo il boom del 2021-2023, anche in Emilia-Romagna il trend relativo alle presenze di minori stranieri non accompagnati ha subito una flessione e si è stabilizzato. Nel 2025, quindi, i minori soli non accompagnati in Emilia-Romagna sono stati 1.156, pari al 7,5% del totale nazionale. In merito alla distribuzione regionale dei minori presenti, l’Emilia-Romagna rappresenta nell’anno considerato la quarta Regione per accoglienza di MSNA, e come già detto, con 1.156 minori in accoglienza pari al 7,5% del totale, in calo di 291 unità rispetto al dato registrato a fine 2024. La provincia che registra un numero più alto è quella di Bologna con 380 presenze seguita da Parma (128) e Reggio Emilia e Forlì-Cesena con 106. Seguono Ravenna (104), Rimini (98), Ferrara (84), Modena (77), Piacenza (73).

La provenienza dei minori stranieri soli presenti in Emilia-Romagna nel 2025, in base alla cittadinanza, vede censita principalmente quella ucraina al 41,9% sul totale regionale con 484 minori e in aumento rispetto al 2024 nonostante la conferma del calo a livello nazionale, seguita dalla cittadinanza egiziana (con il 20,6%, in forte aumento rispetto al 2024), tunisina (9,3%), gambiana (6,5%) e bangladese (4,4%). La cittadinanza albanese con il 3,8%, già in calo nel 2024 rispetto al 2023, nel 2025 non risulta più tra le prime cinque censite in Emilia-Romagna. Si evidenzia che l’Emilia-Romagna, con oltre il 16,0% delle presenze sul totale nazionale, è tra le regioni che si sono maggiormente attivate per dare ospitalità ai minori ucraini.

La formazione per tutori volontari

Per affrontare il tema dei minori stranieri non accompagnati, nel 2025 si è svolta la quarta edizione regionale del Percorso di formazione per aspiranti tutori e tutrici volontari/e di minori stranieri non accompagnati/e su base regionale, promossa dall’Ufficio della Garante in collaborazione con ANCI Emilia-Romagna e Settore Politiche Sociali d’Inclusione e Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna. Il numero più alto di candidature è stata la provincia di Ravenna, mentre con una flessione più evidente risultano quelle di Reggio Emilia, Modena e Bologna. Le candidate sono state prevalentemente donne (86,0%) e l’età media è di 49,5 anni.

Il Sindaco di Sassuolo sull’episodio in piazza Garibaldi

Il Sindaco di Sassuolo sull’episodio in piazza Garibaldi“Episodi di questo tipo si registrano in tutta la provincia e in tutta Italia, e Sassuolo non ne è immune. Per affrontarli alla radice servono interventi trasversali e a più livelli, che passano anche dall’educazione. C’è però da mettere una cosa in chiaro: qui da noi, se succede qualcosa, c’è una collaborazione fattiva tra Forze dell’Ordine dello Stato e della nostra Polizia Locale, che si attiva immediatamente e mira all’individuazione dei colpevoli nei tempi più rapidi possibili”.

Il Sindaco del Comune di Sassuolo Matteo Mesini commenta i fatti avvenuti all’1,30 circa di ieri notte in piazza Garibaldi. Un episodio che ha sollevato la condanna ferma della comunità, ma che ha trovato un’immediata ed efficace risposta da parte delle Forze dell’Ordine.

L’intervento tempestivo della Polizia di Stato ha infatti permesso di individuare e identificare già tre dei soggetti coinvolti. Le attività d’indagine sono tuttora in corso per dare un nome anche agli altri partecipanti e procedere con le dovute comunicazioni all’autorità giudiziaria. Una risposta lampo, questa, resa possibile dall’utilizzo delle videocamere comunali di sorveglianza che coprono interamente la piazza.

Il sistema di videosorveglianza è risultato indispensabile anche in altri recentissimi episodi: ha permesso ai Carabinieri di individuare l’autore di una tentata rapina a una sala scommesse e, la scorsa settimana, ha consentito di ricostruire l’accaduto della lite in piazza Martiri Partigiani.

Poco prima, una sinergia virtuosa tra la cittadinanza e le divise ha portato all’arresto del responsabile di numerose “spaccate” alle vetrine delle attività, interrotto grazie al pronto intervento di alcuni ragazzi della zona.

“Questo livello di attenzione e rapidità nelle risposte – chiarisce il Sindaco – è possibile grazie alla costante collaborazione interforze  ma anche grazie a investimenti strutturali precisi. Possiamo contare su una fitta rete di videosorveglianza che copre la città, non solo il centro storico, e sul prezioso supporto dei volontari del Controllo di Vicinato”.

 

Il Sindaco di Sassuolo sull’episodio in piazza Garibaldi

Il Sindaco di Sassuolo sull’episodio in piazza Garibaldi“Episodi di questo tipo si registrano in tutta la provincia e in tutta Italia, e Sassuolo non ne è immune. Per affrontarli alla radice servono interventi trasversali e a più livelli, che passano anche dall’educazione. C’è però da mettere una cosa in chiaro: qui da noi, se succede qualcosa, c’è una collaborazione fattiva tra Forze dell’Ordine dello Stato e della nostra Polizia Locale, che si attiva immediatamente e mira all’individuazione dei colpevoli nei tempi più rapidi possibili”.

Il Sindaco del Comune di Sassuolo Matteo Mesini commenta i fatti avvenuti all’1,30 circa di ieri notte in piazza Garibaldi. Un episodio che ha sollevato la condanna ferma della comunità, ma che ha trovato un’immediata ed efficace risposta da parte delle Forze dell’Ordine.

L’intervento tempestivo della Polizia di Stato ha infatti permesso di individuare e identificare già tre dei soggetti coinvolti. Le attività d’indagine sono tuttora in corso per dare un nome anche agli altri partecipanti e procedere con le dovute comunicazioni all’autorità giudiziaria. Una risposta lampo, questa, resa possibile dall’utilizzo delle videocamere comunali di sorveglianza che coprono interamente la piazza.

Il sistema di videosorveglianza è risultato indispensabile anche in altri recentissimi episodi: ha permesso ai Carabinieri di individuare l’autore di una tentata rapina a una sala scommesse e, la scorsa settimana, ha consentito di ricostruire l’accaduto della lite in piazza Martiri Partigiani.

Poco prima, una sinergia virtuosa tra la cittadinanza e le divise ha portato all’arresto del responsabile di numerose “spaccate” alle vetrine delle attività, interrotto grazie al pronto intervento di alcuni ragazzi della zona.

“Questo livello di attenzione e rapidità nelle risposte – chiarisce il Sindaco – è possibile grazie alla costante collaborazione interforze  ma anche grazie a investimenti strutturali precisi. Possiamo contare su una fitta rete di videosorveglianza che copre la città, non solo il centro storico, e sul prezioso supporto dei volontari del Controllo di Vicinato”.

 

Emergenza calore, a Modena incontro di coordinamento provinciale

Emergenza calore, a Modena incontro di coordinamento provincialeSi è tenuto oggi, giovedì 2 luglio, un incontro promosso dalla Provincia di Modena dedicato alla gestione del rischio calore e all’applicazione dell’Ordinanza della Regione Emilia-Romagna n. 72/2026.

Alla riunione, coordinata dalla Provincia, hanno preso parte i sindacati CGIL, CISL e UIL, i rappresentanti di AUSL, INAIL e dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, insieme ai Presidenti delle Unioni dei Comuni e ai Sindaci non associati in Unione.

Nel corso del confronto sono state condivise ipotesi di linee di azione per il territorio provinciale, al fine di tutelare la salute dei lavoratori e della comunità scolastica durante le ondate di calore, in esecuzione della recente ordinanza regionale, oltre alla necessità di avere una comunicazione capillare che informi lavoratori e cittadini delle nuove disposizioni. È emersa anche l’intenzione di elaborare un documento con l’obiettivo di coordinare a livello territoriale azioni sinergiche.

Il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia sottolinea che «l‘obiettivo di oggi è quello di uniformare i regolamenti dei Comuni e attivare l’osservatorio provinciale per monitorare i dati sulle malattie professionali derivanti dall’esposizione al sole. La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle scuole rappresenta una priorità d’azione per le istituzioni e richiede la collaborazione di enti ispettivi e parti sociali. Tutto questo va fatto salvaguardando anche l’operatività delle imprese, assicurando che non vi siano rallentamenti nel raggiungimento degli obiettivi. Ringrazio il prezioso contributo dei sindaci rappresentanti delle Unioni, insieme ai sindacati e ai rappresentanti di Ausl Inail e Ispettorato territoriale del lavoro, perchè condividere gli obiettivi è il primo passo fondamentale per raggiungerli».

Per i sindacati «Quello che fino a qualche anno fa poteva essere considerato un fenomeno emergenziale, oggi assume il carattere di condizione cronica. Le condizioni climatiche che investono nel nostro territorio mettono a repentaglio l’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori e occorre agire con azioni strutturali ed efficaci. Per questo il tavolo di oggi assume un valore fondamentale, perché nel solco dell’ordinanza regionale possiamo agire per implementare le strategie degli ambiti di tutela, a partire dalla ridefinizione degli orari di lavoro fino all’adeguamento degli edifici scolastici, per assicurare a studenti, personale docente e Ata condizioni di vivibilità e sostenibilità. Ringraziamo il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia e tutti i soggetti coinvolti, perché solo con azioni sinergiche si possono raggiungere i risultati auspicati e necessari».

In particolare, i punti della condivisione riguardano:

Regolamenti comunali e Cabina di regia. Avviato l’adeguamento dei regolamenti comunali su base provinciale per anticipare l’orario di inizio lavori alle ore 6:00 (fatte salve situazioni specifiche come i cantieri negli ospedali). La Provincia assumerà la regia del coordinamento sul rischio calore.

Organizzazione del lavoro e orari. Avvio della contrattazione delle categorie per la modifica degli orari su base giornaliera e settimanale. Laddove consentito dai regolamenti, si prevede il turno unico 6:00-12:30 con pause; nel settore dell’edilizia non è possibile la ripresa post 16:00. Laddove non si possa operare diversamente, copertura dell’orario contrattuale attraverso CIG, banca ore e riduzione dell’orario.

Riders e Logistica. Blocco degli algoritmi di consegna dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni a rischio “ALTO”. Divieto di carico e scarico nei piazzali scoperti e inserimento del rischio calore nel DVR senza penalità per i lavoratori.

Edilizia Scolastica. Richiesta di interventi per adeguare l’edilizia scolastica ai cambiamenti climatici a fronte di situazioni di rischio con malori tra personale e studenti. Per il termine degli esami di maturità si richiedono condizionatori portatili come misura tampone.

Misure di Prevenzione. Informazione e formazione sui colpi di calore, adeguamento del DVR sul microclima e consegna del Vademecum INAIL. Implementazione della sorveglianza sanitaria, in particolare per i lavoratori fragili. Introduzione dell’obbligo di kit con 3L d’acqua, sali, cappello e crema SPF50, con utilizzo di giubbini refrigeranti dove possibile. Previsione di coperture e tettoie per il sole e di cabine condizionate nei piazzali per il carico e scarico.

Controlli e Monitoraggio. Richiesta di implementazione dell’attività di monitoraggio e prevenzione da parte degli enti ispettivi, con rafforzamento degli interventi nei settori a rischio negli orari di blocco e verifica nei luoghi confinati. Costituzione di un osservatorio a regia del Presidente della Provincia per raccogliere i dati sulle malattie professionali collegate all’esposizione al sole (malesseri, svenimenti, tumori della pelle).

Stazioni Appaltanti. Inserimento di un criterio nei bandi pubblici per le aziende che attivano un modello organizzativo del lavoro volto a contenere il rischio calore nell’appalto.

 

 

Dalla ricerca sulle abitudini sportive degli adolescenti al monitoraggio dei progetti sul territorio

Dalla ricerca sulle abitudini sportive degli adolescenti al monitoraggio dei progetti sul territorioDalla ricerca sulle abitudini sportive degli studenti e delle studentesse delle scuole superiori dell’Emilia-Romagna alla prevenzione del diabete, dai percorsi educativi sui corretti stili di vita alla Wellness Week, fino agli studi sul rapporto tra spazio urbano e salute. Sono questi alcuni dei progetti al centro della prima riunione dell’Osservatorio regionale wellness, che si è svolta oggi in Regione alla presenza dell’assessora regionale allo Sport, Roberta Frisoni.

L’Osservatorio è stato istituito nell’ambito del Protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Emilia-Romagna, Wellness Foundation e Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, nato per promuovere la pratica sportiva, sostenere la ricerca e diffondere una cultura del wellness nella comunità regionale. Ha il compito di raccogliere dati, coordinare attività di studio e monitoraggio e mettere a disposizione analisi a supporto delle iniziative dedicate allo sport, alla salute e ai corretti stili di vita.

Tra le prime attività di ricerca, uno studio affidato all’Università di Bologna che analizzerà le abitudini sportive e i livelli di attività fisica degli studenti e delle studentesse delle scuole superiori dell’Emilia-Romagna. L’indagine servirà a comprendere i fattori che influenzano la pratica motoria dei giovani e a fornire una base conoscitiva per le future iniziative regionali. Nel corso dell’incontro sono stati inoltre illustrati i progetti promossi dalla Wellness Foundation (in allegato) e le funzioni dell’Osservatorio.

“Con l’avvio dell’Osservatorio regionale wellness compiamo un passo importante per rafforzare gli strumenti con cui promuoviamo lo sport e i corretti stili di vita- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora Frisoni-. Oggi promuovere l’attività fisica significa anche capire come stanno cambiando gli stili di vita e le abitudini delle persone, a partire dalle nuove generazioni. In Emilia-Romagna lo sport è una politica che va oltre la dimensione agonistica: significa salute, prevenzione, inclusione sociale e qualità della vita. Per questo abbiamo scelto di mettere insieme istituzioni, università e competenze scientifiche, costruendo una collaborazione stabile che ci permetta di conoscere meglio i bisogni delle persone, valutare l’efficacia delle iniziative avviate e orientare con ancora maggiore consapevolezza le azioni che mettiamo in campo”.

L’Osservatorio wellness regionale

L’Osservatorio wellness è lo strumento operativo previsto dal Protocollo d’intesa per coordinare attività di studio, raccolta dati e monitoraggio dedicate allo sport, alla salute e ai corretti stili di vita, in stretta connessione con gli Osservatori regionali dello Sport e del Turismo. Elaborerà analisi e indicatori, misurerà gli impatti sociali, economici e sanitari delle iniziative promosse nell’ambito del Protocollo e promuoverà attività di ricerca e diffusione delle buone pratiche. Potrà inoltre attivare gruppi di lavoro tematici sui diversi ambiti previsti dal Protocollo, coinvolgendo istituzioni, enti locali e stakeholder del territorio. Dell’Osservatorio fanno parte Regione Emilia-Romagna, Apt Servizi, Art-ER, Coni Emilia-Romagna, Cip Emilia-Romagna, Cus Bologna, Clust-ER Health, Unioncamere Emilia-Romagna, Wellness Foundation, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e Ufficio scolastico regionale.

A Roma il confronto con istituzioni e imprese internazionali sul ruolo dei territori nella competitività industriale

A Roma il confronto con istituzioni e imprese internazionali sul ruolo dei territori nella competitività industrialeRicerca, innovazione, competenze e capacità di trattenere sul territorio attività industriali ad alto valore aggiunto. È sempre più su questi fattori che si misura la competitività dei sistemi economici e la capacità di attrarre investimenti internazionali. Una sfida che chiama i territori a ripensare le proprie politiche industriali e a rafforzare il legame tra ricerca, formazione e sistema produttivo.

Se ne è discusso, oggi a Roma, all’Annual Meeting di Confindustria dedicato agli investimenti esteri, al quale è intervenuto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, nel confronto dedicato al rapporto tra ricerca, innovazione, competenze e qualità degli investimenti.

L’evoluzione della competizione internazionale ha progressivamente ampliato il campo delle politiche industriali. Accanto alle misure per favorire nuovi investimenti assumono un ruolo sempre più rilevante il sostegno alla ricerca e all’innovazione, il trasferimento tecnologico, la formazione delle competenze e il rafforzamento delle filiere produttive. È in questo contesto che si inserisce il modello sviluppato dall’Emilia-Romagna, fondato sull’integrazione tra istituzioni, università, alta formazione, ricerca, imprese e parti sociali. Un’impostazione che trova nel Patto per il Lavoro e per il Clima il proprio punto di riferimento e che mette in relazione innovazione, sviluppo economico, formazione e qualità del lavoro all’interno di una strategia condivisa con il sistema economico e sociale regionale.

“La competizione tra territori non si gioca più soltanto sulla disponibilità di aree produttive o sulla presenza di incentivi economici- afferma il presidente de Pascale-. Oggi a fare la differenza è la capacità di costruire ecosistemi nei quali ricerca, formazione, innovazione e impresa lavorano insieme. È questa la scelta che l’Emilia-Romagna ha compiuto e che intendiamo continuare a rafforzare, perché un investimento produce valore e crescita per il territorio quando genera conoscenza, occupazione qualificata e capacità di innovazione. Ed è questa la qualità degli investimenti che vogliamo attrarre: quella che sviluppa competenze, consolida le filiere produttive e diffonde innovazione. La forza del nostro modello nasce dalla capacità di mettere in rete università, centri di ricerca, imprese, alta formazione e istituzioni, creando un sistema capace di affrontare insieme le grandi trasformazioni industriali e tecnologiche. È questa integrazione che rende un territorio più competitivo e più preparato alle sfide del futuro”.

Una visione che in Emilia-Romagna trova applicazione nell’ecosistema regionale dell’innovazione, costruito attorno alla Rete alta tecnologia, ai 20 Tecnopoli, ai Clust-ER, alle università, agli Its Academy e ad Art-ER, la società in house della Regione che accompagna i processi di innovazione, attrattività e internazionalizzazione del sistema produttivo. Un sistema che favorisce il trasferimento tecnologico e anticipa i fabbisogni delle filiere produttive, riducendo la distanza tra il mondo della formazione e quello dell’impresa. È anche grazie a questo modello che oggi l’Emilia-Romagna si colloca ai vertici nazionali per intensità della ricerca, personale dedicato, brevetti europei e occupazione nei comparti manifatturieri ad alta e medio-alta tecnologia, oltre a essere la prima regione italiana nel Regional innovation scoreboard della Commissione europea.

Tra i temi al centro del confronto romano anche uno dei principali fattori che oggi condizionano la competitività delle economie avanzate: la disponibilità di capitale umano altamente qualificato. Una sfida che riguarda da vicino anche l’Emilia-Romagna, dove il mercato del lavoro continua a registrare livelli di occupazione tra i più elevati del Paese, ma dove cresce parallelamente la difficoltà delle imprese nel reperire figure tecniche e altamente specializzate. Nel 2025 sono state programmate quasi 495mila assunzioni e oltre una posizione su due è risultata di difficile reperimento, una quota passata dal 24,4% del 2017 al 50,4% del 2025. Le maggiori criticità riguardano le professioni tecniche e scientifiche, gli operai specializzati e le figure della progettazione e della manifattura avanzata.

“Le imprese scelgono sempre di più territori nei quali trovano persone preparate, università, ricerca applicata, filiere produttive solide e una pubblica amministrazione capace di accompagnare i processi di innovazione- prosegue de Pascale-. Questo significa che la politica industriale non può più limitarsi a creare condizioni favorevoli agli investimenti. Deve costruire un ecosistema nel quale formazione, ricerca, innovazione e sistema produttivo crescano insieme. Perché oggi il capitale finanziario segue sempre più spesso il capitale umano, e non il contrario”.

È in questa prospettiva che negli ultimi anni la Regione ha progressivamente rafforzato gli strumenti dedicati alla formazione terziaria, all’alta specializzazione e all’attrazione dei talenti, considerandoli parte integrante della politica industriale. L’obiettivo è costruire percorsi formativi sempre più coerenti con l’evoluzione delle principali filiere produttive regionali, riducendo il divario tra domanda e offerta di competenze e accompagnando le trasformazioni tecnologiche, digitali ed ecologiche dell’economia. Ne sono un esempio gli Its Academy, uno dei sistemi di formazione terziaria professionalizzante più avanzati del Paese, articolato in 7 Fondazioni, 80 percorsi e quasi 2.500 imprese coinvolte nella progettazione delle attività formative. Un modello nel quale la formazione in azienda arriva a rappresentare fino al 40% del percorso e che consente a oltre l’80% delle diplomate e dei diplomati di trovare lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo, nella quasi totalità dei casi in settori coerenti con il percorso di studi.

Lo stesso principio ispira esperienze come Muner – la Motorvehicle university of Emilia-Romagna – nata dalla collaborazione tra i quattro atenei regionali e 21 imprese leader dell’automotive e del motorsport, tra cui Ferrari, Lamborghini, Ducati, Dallara, Maserati e Pagani, così come Food-ER, la rete dedicata all’alta formazione nel settore agroalimentare. Percorsi diversi, ma accomunati dalla stessa impostazione: progettare università, ricerca e formazione partendo dai fabbisogni delle imprese e accompagnare l’innovazione delle principali filiere strategiche regionali, dalla mobilità all’agroalimentare, dalla meccatronica alla transizione digitale. Questa stessa logica ha trovato un ulteriore rafforzamento con la legge regionale dedicata all’attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti, che integra e completa la strategia avviata con la legge per la promozione degli investimenti. Due strumenti distinti, ma parte di una medesima visione: accompagnare gli investimenti più innovativi creando le condizioni perché trovino sul territorio competenze, ricerca, qualità della vita e servizi capaci di consolidarne il radicamento nel lungo periodo.

Il modello trova applicazione concreta anche negli Accordi regionali di insediamento e sviluppo (Aris), attraverso i quali la Regione accompagna i programmi di investimento delle imprese collegando il sostegno pubblico a obiettivi di qualità: ricerca e sviluppo, occupazione stabile e qualificata, collaborazione con università e centri di ricerca, rafforzamento delle filiere produttive e integrazione con la Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3). Una forma di partenariato tra pubblico e privato nella quale la Regione condivide il rischio dell’innovazione chiedendo in cambio investimenti capaci di produrre ricadute durature sul territorio, aumentare il contenuto tecnologico delle produzioni e rafforzare la competitività del sistema regionale.

Dal 2016 al 2023 gli otto bandi attivati nell’ambito della legge regionale sugli investimenti hanno sostenuto 99 programmi presentati da 60 imprese, con 304 milioni di euro di investimenti ammessi e 112 milioni di contributi regionali, attivando complessivamente circa 5,8 miliardi di euro di investimenti. La parte prevalente delle risorse è stata destinata ai progetti di ricerca e sviluppo e si stima che gli interventi consentiranno la creazione di circa novemila nuovi posti di lavoro. Una recente valutazione degli impatti economici della legge regionale ha evidenziato come questo modello abbia contribuito non soltanto a sostenere i grandi investimenti industriali, ma anche ad aumentare il livello tecnologico delle piccole e medie imprese inserite nelle principali filiere produttive regionali.

“L’Europa attraversa una stagione nella quale la competizione economica si gioca sempre più sulla capacità di produrre conoscenza- conclude de Pascale-. Per questo investire in ricerca, innovazione e capitale umano non è una scelta settoriale, ma una delle principali scelte di politica economica che abbiamo davanti. È da qui che passa la possibilità di creare lavoro di qualità, aumentare la produttività e rafforzare la competitività dei nostri territori. Le Regioni hanno una responsabilità importante in questo percorso, perché è nei territori che si costruiscono gli ecosistemi dell’innovazione e si creano le condizioni per attrarre investimenti di qualità. L’Emilia-Romagna continuerà a investire su questo modello, rafforzando il legame tra imprese, università, ricerca e formazione, perché oggi sostenere il capitale umano significa creare le condizioni per una crescita stabile, competitiva e duratura”.

Violenza tra giovanissimi a Sassuolo, Aceto (Pd): “Episodio molto grave, ma mentre il Comune sta facendo la propria parte il Governo è assente”

Violenza tra giovanissimi a Sassuolo, Aceto (Pd): “Episodio molto grave, ma mentre il Comune sta facendo la propria parte il Governo è assente”La violenza vista in Piazza Garibaldi nelle ultime ore ci ha lasciato senza parole e colmi di indignazione: un giovane picchiato in piena notte è l’istantanea di una città che non può permettersi di abbassare la guardia. Chi ha paura quando esce di casa ha tutto il diritto di pretendere risposte immediate e concrete dalle istituzioni.

Siamo stanchi che, ogni volta che accade un episodio grave o meno grave, si cerchi di scaricare ogni responsabilità sulla sinistra sassolese e su questa Amministrazione che, al contrario, sta facendo la propria parte con fatti concreti: potenziando i turni notturni della Polizia Locale, aumentando il numero delle telecamere e investendo risorse sulla sicurezza.

La sicurezza non ha colore politico, ma è invece un diritto dei cittadini e un dovere delle istituzioni. Per questo, chi sceglie di speculare sul dolore o sulla paura per ricavarne un vantaggio politico non rende un servizio alla città: tradisce la fiducia dei cittadini.

Serve che il Governo faccia la propria parte, con decisioni, risorse e norme che permettano più controlli, più prevenzione e mezzi adeguati alle Forze dell’Ordine. Il Governo Meloni, in carica dal 2022, non può restare a guardare: è il momento di intervenire con urgenza, non con chiacchiere.

Al tempo stesso si richiede responsabilità a tutte le forze politiche: occorre operare insieme per proteggere la città, non per dividerla. La collaborazione tra Comune, Prefettura, polizia, carabinieri e governo centrale è l’unica strada per restituire serenità alle famiglie, presidiare le piazze e prevenire che fatti come questo si ripetano.

Chi ha commesso il reato deve essere identificato e punito secondo la legge; la giustizia è la via maestra. Chiediamo azioni e risultati concreti: più prevenzione nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, pattugliamenti mirati, tecnologie e investimenti per la sicurezza urbana, programmi di recupero per i giovani a rischio.

Ai cittadini diciamo: non siete soli. Siamo con voi, e pretendiamo risposte chiare dalle istituzioni. Alle forze politiche chiediamo di mettete da parte le polemiche, e darsi da fare ogni giorno per la sicurezza di Sassuolo.

Più valore al ruolo degli agricoltori nella tutela del territorio

Chi coltiva un campo in montagna non produce soltanto alimenti. Contribuisce alla cura e manutenzione dei versanti, al presidio del territorio, alla regimazione delle acque, a contrastare l’abbandono delle aree interne e alla riduzione del rischio di dissesto idrogeologico. Un ruolo destinato ad assumere un peso crescente nel confronto sulla futura Politica agricola comune.

Vanno in questa direzione gli emendamenti presentati dall’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Alessio Mammi, nell’ambito del parere sulla futura Pac 2028-2034, che a Bruxelles hanno ricevuto il via libera al Comitato europeo delle Regioni.

Le proposte approvate riconoscono tra le priorità della nuova Politica agricola comune i servizi ecosistemici assicurati dalle attività agricole e forestali nei territori montani e nelle aree soggette a vincoli naturali. Viene inoltre introdotta una nuova priorità dedicata alla prevenzione dei rischi naturali e alla gestione delle acque, insieme a specifici strumenti di sostegno a favore degli agricoltori che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla tutela dell’ambiente e alla cura del territorio.

“La riforma della Politica agricola comune è un’occasione per rafforzare il legame tra agricoltura, tutela del territorio e adattamento ai cambiamenti climatici- afferma l’assessore Mammi-. Le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna e i fenomeni meteo estremi sempre più frequenti che continuano a interessare l’Italia e diversi Paesi europei dimostrano quanto la prevenzione sia prioritaria e decisiva e quanto il presidio del territorio rappresenti un interesse dell’intera collettività. Per questo ho proposto che la futura Pac riconosca risorse alle aziende agricole che contribuiscono alla prevenzione del dissesto idrogeologico nelle zone collinari e montane. Dobbiamo sostenere gli agricoltori impegnati nelle attività di cura, manutenzione e gestione del territorio. Sono azioni che creano al tempo stesso le condizioni per mantenere attività economiche, occupazione e servizi nelle comunità locali”.

“L’Appennino è una risorsa strategica per l’Emilia-Romagna- prosegue Mammi-. La pianura sta bene se sta bene la montagna, perché sicurezza del territorio, gestione dell’acqua, qualità dell’ambiente e sviluppo economico sono strettamente collegati. L’Emilia-Romagna ha già orientato verso questi territori una parte significativa delle risorse dello Sviluppo rurale 2023-2027, che dispone complessivamente di oltre un miliardo di euro- conclude l’assessore-. Le aree montane e interne ricevono il 36% dei contributi concessi, con indennità compensative rafforzate, premi più elevati per il primo insediamento dei giovani agricoltori e misure dedicate al mantenimento delle attività agricole e zootecniche nei territori più fragili”.

Cassonetti dei rifiuti: un cittadino ci segnala una situazione che riguarda via Barbolini

Cassonetti dei rifiuti: un cittadino ci segnala una situazione che riguarda via Barbolini

“Qualche giorno fa i cassonetti dei rifiuti sono stati spostati con l’intento, presumibilmente, di contrastare il problema dell’abbandono dei rifiuti. Purtroppo, questa decisione non sembra aver risolto nulla: il problema è stato semplicemente trasferito da un angolo all’altro della via.

La nuova collocazione, inoltre, ha creato un ulteriore disagio. I cassonetti sono stati posizionati accanto a un parcheggio riservato alle persone con disabilità, eliminando in oltre cinque o sei posti auto utilizzati quotidianamente dai residenti. Si tratta di una via di residenza popolare e densamente abitata, dove la disponibilità di parcheggi è già molto limitata e ogni posto è importante per chi vi risiede”.

“Viene spontaneo chiedersi se questo sia davvero il modo corretto di affrontare il problema – prosegue la segnalazione – Non sarebbe stato più efficace lasciare i cassonetti nella posizione che hanno occupato per oltre trent’anni e installare una telecamera per individuare e sanzionare chi abbandona i rifiuti in modo irregolare?

Spostare i cassonetti da una parte all’altra del cortile non elimina il problema: lo trasferisce semplicemente, creando nel frattempo nuovi disagi ai cittadini. Sarebbe auspicabile intervenire sulle cause del fenomeno, anziché limitarsi a spostarne gli effetti.

Confido che questa segnalazione possa contribuire ad aprire una riflessione su una soluzione più efficace e rispettosa delle esigenze dei residenti”.

Vertenza Motori Minarelli di Calderara di Reno, raggiunto accordo tra sindacati e azienda sul piano industriale

Vertenza Motori Minarelli di Calderara di Reno, raggiunto accordo tra sindacati e azienda sul piano industriale“L’accordo fra sindacati e azienda sul piano industriale è una buona notizia, in un contesto di grande complessità per l’automotive, si pongono le basi per la continuità e il rilancio di Motori Minarelli, grazie a un importante impegno finanziario dei soci e all’ingresso di Invitalia nel capitale”.

Lo affermano l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia e il Capo di Gabinetto del sindaco metropolitano con delegato al Lavoro, Stefano Mazzetti, dopo che nei giorni scorsi si era tenuto un tavolo in Regione, presenti Città Metropolitana di Bologna, Comune di Calderara di Reno, rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori, organizzazioni sindacali e rappresentanti e consulenti dell’azienda, per seguire da vicino la situazione dello stabilimento operativo nel territorio bolognese.

“Non è secondario l’impatto sulla dimensione occupazionale, che vedrà una riduzione importante- aggiungono Paglia e Mazzetti-, ma è importante che si sia raggiunto un accordo approvato da lavoratrici e lavoratori per uscite incentivate su base esclusivamente volontaria. Regione Emilia-Romagna e Città Metropolitana- concludono- hanno accompagnato questo processo e continueranno a farlo, per garantire il futuro a una realtà industriale di grande rilevanza per il nostro territorio”.

Innovazione di prodotto e sviluppo dei mercati al centro dei convegni in programma a TECNA 2026

Innovazione di prodotto e sviluppo dei mercati al centro dei convegni in programma a TECNA 2026Dal 22 al 25 settembre 2026 il Rimini Expo Centre ospita la 29ª edizione di TECNA – The Global Expo for ceramics and more, organizzata da IEG – Italian Exhibition Group in collaborazione con ACIMAC. TECNA 2026 torna con un palinsesto rinnovato di convegni, conferenze e premi: quattro giorni di contenuti su tecnologie, materiali, digitalizzazione, design e scenari di mercato, pensati per delineare le direttrici di sviluppo dell’industria globale delle superfici.

Il programma in breve

Ad aprire il calendario saranno i TECNAwards, i riconoscimenti ai migliori investimenti tecnologici dei produttori di piastrelle, sanitari e laterizi nel mondo, quest’anno su due giornate: il 22 settembre con un focus dedicato alle Americhe e il 23 settembre dove si guarderà a Europa, Asia e Africa. I convegni tecnici affronteranno i temi chiave del comparto: dalle materie prime (con Società Ceramica Italiana – I.Cer.S.) all’intralogistica, dal progetto del Polo Europeo della Ceramica al convegno “Macchine X” di Digital Industries World su digitalizzazione e servitizzazione, fino a un focus sui ceramici avanzati n collaborazione con BEX – Beyond Exploration, la nuova fiera dedicata alla Space Economy che si terrà in contemporanea presso il quartiere fieristico di Rimini.

Decortech Conference: due giornate sul futuro delle superfici

Cuore pulsante dell’edizione, la Decortech Conference – Surfaces made to matter – si terrà il 23 e 24 settembre in un’arena e un’area espositiva dedicate, con talk e incontri focalizzati su decorazione digitale e finiture superficiali. Promossa da IEG con ACIMAC e con il supporto di GIMAV, Ceramicolor-Federchimica, FESPA Italia e DIPA, la conference riunisce aziende leader nella tecnologia, buyer internazionali, opinion leader, studi di architettura, università e istituti di formazione, per esplorare i trend estetici e le soluzioni più innovative per la personalizzazione e il design delle superfici. Le industrie di riferimento del 2026 saranno l’housing and interior components e la space industry.

La prima giornata, Materiali ed Estetica (23 settembre), vede la curatela della giornalista Patrizia Catalano, membro del Comitato Tecnico. Esplorerà tre temi differenti: il progetto della superficie come elemento connotativo di architettura e furniture; il rapporto tra ricerca, innovazione e sostenibilità e il tema interior & outdoor. Tra i relatori, Francesco Zurlo, Preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano, l’architetto Duccio Grassi, Giacomo Geroldi (Park Associati), Armando Bruno (CEO Studio Marco Piva) e Mario Bisson (POLI.design). A chiudere, il workshop ” Ceramici avanzati: la piattaforma dei materiali per l’aerospazio di nuova generazione e le applicazioni del futuro”, a cura del CNR – ISSMC, in collaborazione con BEX – Beyond Exploration Expo.

La seconda giornata, dal titolo Materiali e Tecnologia (24 settembre) è a cura di Ascanio Zocchi (Ascanio Zocchi Design), membro del Comitato Tecnico. Il programma prevede un approfondimento sui materiali e le loro evoluzioni: il legno tra tecnica ed estetica, il vetro tra trasparenza e sostenibilità e il rapporto tra materiale e immateriale con la trasformazione digitale, il 3D e l’intelligenza artificiale. Interverranno, tra gli altri, il prof. Vincenzo Maria Sglavo (Università di Trento), il designer industriale Alex Terzariol e Manwen Li, direttrice di Material Bank (Miami).

Per la prima volta, i contenuti delle due giornate di questa rinnovata edizione di Decortech Conference sono definiti da un Comitato Tecnico composto da professionisti, associazioni e aziende di riferimento del settore – tra cui Ceramicolor–Federchimica, GIMAV, FESPA Italia, ACIMAC e realtà come Torrecid, Cefla Finishing e Biesse. Il pool di esperti ha individuato i temi e i relatori, garantendo a ogni intervento il linguaggio della reale innovazione.

La “due giorni” dedicata all’approfondimento tematico di materiali, estetica, tecnologia, tendenze e design fa di TECNA 2026 una piattaforma strategica di conoscenza e visione per l’intera filiera delle superfici.

 

FOCUS ON ITALIAN EXHIBITION GROUP

Italian Exhibition Group S.p.A., società per azioni quotata su Euronext Milano, mercato regolamentato organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., ha maturato negli anni, con le strutture di Rimini e Vicenza, una leadership domestica nell’organizzazione di eventi fieristici e congressuali e ha sviluppato attività estere – anche attraverso joint-venture con organizzatori globali o locali, come ad esempio negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi Uniti, Cina, Messico, Germania, Singapore, Brasile – che l’hanno posizionata tra i principali operatori europei del settore.

FOCUS ON ACIMAC

Acimac è l’associazione dei costruttori italiani di impianti, macchine, attrezzature e prodotti semi-lavorati, materie prime e servizi per l’industria ceramica (piastrelle, sanitari, stoviglieria), dei laterizi e dei materiali refrattari. Acimac associa la maggioranza delle aziende italiane del settore, da quelle di medio-piccole dimensioni a quelle di dimensioni maggiori. Acimac aderisce a Confindustria, facendo così parte del principale sistema di rappresentanza dell’industria italiana.

Per rimanere aggiornati: www.tecnaexpo.com

Maltempo a Formigine: immediati gli interventi di ripristino

Maltempo a Formigine: immediati gli interventi di ripristinoA seguito dell’ondata di maltempo che ieri ha colpito il territorio, la macchina dell’emergenza del Comune di Formigine si è attivata immediatamente, dispiegando in tempo record tutte le forze a disposizione. L’intervento tempestivo è stato possibile grazie a un lavoro di pianificazione preventiva svolto nei giorni scorsi dai tecnici della Protezione Civile, del Verde Pubblico e delle Manutenzioni, riunitisi più volte per fronteggiare le probabili precipitazioni intense annunciate dalle allerte meteo e dal caldo anomalo dei giorni scorsi. Sul territorio comunale si sono registrate una decina di situazioni particolarmente critiche.

I disagi maggiori si sono concentrati in via dello Sport, via Viazza e sulla Nuova Estense, dove la caduta di alcuni alberi ha reso necessaria la temporanea chiusura al transito veicolare per garantire la sicurezza pubblica. Grazie al lavoro incessante degli operai comunali, delle ditte specializzate, di cinque pattuglie della Polizia Locale e dei volontari della Protezione Civile, i rami e i fusti sradicati sono stati rimossi in poche ore, consentendo la rapida riapertura delle strade e il ripristino della normale circolazione. Altri interventi minori sono stati effettuati in Via Maranello, Via Imperatora, Via Giardini per rami caduti o recinzioni divelte dal vento. Nella giornata di oggi, i tecnici stanno concludendo i sopralluoghi in tutti i parchi cittadini per verificare la situazione e assicurarne la fruizione in sicurezza.

La gestione dell’emergenza ha beneficiato in modo determinante della programmazione e della prevenzione avviate lo scorso autunno, quando professionisti agronomi hanno realizzato un censimento e un’analisi di stabilità sulle piante a rischio, a cui sono seguiti mirati interventi di manutenzione. Più in generale, il patrimonio verde di Formigine viene monitorato scientificamente: un approfondito servizio specialistico ha permesso di mappare, numerare e georeferenziare ben 10.735 piante sul territorio comunale. Nonostante le criticità meteorologiche e gli abbattimenti prescritti per motivi di salute delle piante o di pericolosità per la circolazione , il saldo del patrimonio arboreo resta ampiamente in positivo, grazie alle 1.080 nuove piantumazioni effettuate dall’inizio della legislatura.

In merito alla gestione dell’emergenza, la Sindaca di Formigine, Elisa Parenti, dichiara: “A fronte del caldo anomalo dei giorni scorsi e delle allerte meteo, i nostri tecnici si erano già mossi preventivamente per pianificare ogni azione per eventuali precipitazioni anomale. Ieri la risposta della macchina comunale è stata immediata. Il mio più sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato senza sosta e con enorme professionalità per mettere in sicurezza il territorio e limitare al minimo i disagi per la cittadinanza. Se la situazione si è rivelata gestibile, il merito va anche alla prevenzione: il monitoraggio scientifico, i controlli e le manutenzioni eseguite in autunno sulle piante a rischio hanno evitato conseguenze peggiori. Continueremo a investire sulla cura e sulla sicurezza del nostro patrimonio verde. Siamo consapevoli che il cambiamento climatico renderà questi eventi sempre meno eccezionali. Per questo stiamo mettendo a sistema tutte le azioni che in questo settore  possono avere un impatto sulla vita della comunità, una strategia condivisa che spazia dall’urbanistica alla gestione del verde e dell’energia, pensata per rendere la nostra comunità più resiliente e pronta ad affrontare le sfide del futuro. Rimane però un richiamo da fare: le amministrazioni locali possono tentare di compensare le conseguenze degli eventi estremi sui territori, ma i governi nazionali e le istituzioni internazionali devono lavorare su misure globali efficaci contro il riscaldamento globale con priorità assoluta”.

Tade Week in piazzale Della Rosa a Sassuolo

Tade Week in piazzale Della Rosa a SassuoloIl Tade Week torna, con la sua quarta edizione, fino a domenica 5 luglio in piazzale Della Rosa. L’evento, organizzato da CTG Sassuolo, vanta un ricco programma di ospiti ed iniziative che iniziano già questa sera nell’ambito dei tradizionali “Giovedì sotto le Stelle”.

Un programma che, però, non si esaurirà alla sola serata di oggi ma che proseguirà, ininterrotto, fino alla serata di domenica 5 luglio e che ogni giorno, sempre il piazzale Della Rosa, sarà accompagnato da un’ampia area Food&Drink.

 

Venerdì 3 luglio

ore 19,15: Dj Set con Dj Carletto

ore 21: Spettacolo della Band “Palea”

ore 23: Serata Silent Night, il party più silenzioso e divertente dell’estate con cuffie, tre consolle, un’unica pista (Ingresso vietato ai minori di 16 anni)

 

Sabato 4 luglio

ore 14: “La porta dei giganti e l’arma perduta”. Una Caccia al tesoro a piedi nel centro storico di Sassuolo, tra enigmi, sfide e prove di abilità. Alla partenza riceverete un fumetto inedito, illustrato a mano da un fumettista professionista, che vi guiderà nella ricerca degli antichi petali. Raccoglieteli tutti, aprite la porta dei giganti e salvate il mondo. Le squadre saranno composte da 2 a 4 giocatori (massimo 20 squadre) e le iscrizioni dovranno essere effettuate entro il 29 giugno compilando il form al link in descrizione sulla pagina Instagram Tade Week. Evento per i maggiori di 16 anni; premiazioni alle ore 18.

ore 19:Dj set con Vando

ore 21: conferenza con Francesco Oggiano. Tra algoritmi, social network e un flusso continuo di informazioni, orientarsi online è diventato sempre più complesso. Ne parleremo insieme a Francesco Oggiano, giornalista e autore che da anni racconta come sta cambiando il nostro modo di informarci, comunicare e vivere il digitale.

ore 22.30: Dj set Astradia

 

Domenica 5 luglio

ore 19: Dj set Edo – Davide Bagni

ore 21: conferenza con Francesca Fagnani. Conduttrice di Belve e una delle giornaliste più affilate del panorama italiano racconta “Mala. Roma Criminale”, la sua inchiesta su chi sono i nuovi padroni di Roma, la città che si diceva non volesse padroni. Perchè sotto la grande bellezza c’è un sottosuolo che in pochi conoscono davvero, e lei ci è entrata con il rigore di chi non si accontenta delle versioni ufficiali.

Passaggio di consegne al Rotary Sassuolo

Passaggio di consegne al Rotary Sassuolo
Cesare Zanni

Si è tenuto nei giorni scorsi presso il polo multifunzionale di ASEOP “Villa Mirella Freni” a Modena, il passaggio delle consegne del Rotary Club Sassuolo, con l’investitura ufficiale di Cesare Zanni, imprenditore nel settore delle traduzioni tecniche, che raccoglie il testimone da Beatrice Gattoni. Durante la serata sono stati ripercorsi i service dell’annata, tra i quali soprattutto il global grant per supportare l’Ospedale di Sassuolo nel diventare dementia friendly, che ha visto insieme il club sassolese, il club francese di Mandelieu Val De Siagne e la Rotary Foundation, raccogliendo complessivamente oltre 32.000 euro.

L’onorificenza Paul Harris Fellow è stata assegnata a Ettore Roteglia, Maurizio Bandieri, Massimiliano Ghidoni e Mariaelena Soragni. Altri riconoscimenti sono andati ad Alessandra Viglino, Clemente Ingenito e al Comitato Consorti per l’impegno profuso durante l’annata.

Il nuovo Consiglio Direttivo è così composto: Gianfranco Sassi (Vicepresidente), Pierpaolo Pioppi (Segretario), Emilio Galavotti (Prefetto), Giorgio Barbolini (Tesoriere), Elena Corradini (Presidente Eletto 2027-28) e Beatrice Gattoni (Past President).

Questi i presidenti di Commissione: Clemente Ingenito (Amministrazione e Istruttore del Club), Simone Ricci (Immagine Pubblica), Roberto Paolo Iachetta (Fondazione Rotary), Luca Silingardi (Progetti), Guido Lasagni (Effettivo), Giulia Tabanelli (Gemellaggio), Massimiliano Ghidoni (Eventi), Felice Di Palma (Polio Plus), Maurizio Bandieri (Nuovi soci) e Alessandra Viglino (Scambio Giovani).

 

Cristian Serpini è il nuovo allenatore della Primavera del Sassuolo

Cristian Serpini è il nuovo allenatore della Primavera del SassuoloL’U.S. Sassuolo Calcio comunica che il Sig. Cristian Serpini è il nuovo allenatore della Primavera.

Originario di Castelfranco Emilia, mister Serpini inizia sulla panchina del Calcara nel 2009, dopo essersi ritirato da calciatore proprio nella squadra bolognese, vincendo due campionati e portandola dalla Seconda Categoria fino alla Promozione.

Un totale di cinque campionati vinti tra Seconda Categoria, Promozione, Eccellenza e Serie D: questi risultati convincono la SPAL ad affidargli la panchina dell’Under 17 ferrarese, dove si arrende solamente alla Roma in semifinale Scudetto. Nel 2021/2022 porta il Lentigione a vincere i playoff di Serie D al termine di una grande stagione, per poi passare al Ravenna.

Nel campionato di Serie D 2023/2024 al Carpi vince il girone e approda in Serie C, dove conquista un’agile salvezza, e nell’ultima stagione siede sulla panchina del Sorrento, portando la squadra alla permanenza in categoria.

Giro della Pietra: Trionfo assoluto per Simone Corsini e la MDS Panariagroup

Giro della Pietra: Trionfo assoluto per Simone Corsini e la MDS PanariagroupLa 25^ edizione del Giro della Pietra di Bismantova si tinge interamente dei colori della MDS Panariagroup, grazie a una prestazione di squadra magistrale nella storica corsa su strada reggiana.

A tagliare per primo il traguardo è stato un monumentale Simone Corsini. L’atleta classe 1992 ha imposto un ritmo insostenibile per gli avversari, domando il suggestivo e impegnativo percorso di 17 km all’ombra della Pietra in 58’10”6 e confermando un periodo di forma straordinario.

 

Servizio civile regionale, al via il bando 2026: quasi 300 posti in Emilia-Romagna per ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anni

Servizio civile regionale, al via il bando 2026: quasi 300 posti in Emilia-Romagna per ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anniAssistere una persona anziana, aiutare i più giovani nelle attività educative, contribuire alla tutela dell’ambiente. In altre parole: servizio civile. Un’esperienza di cittadinanza attiva che permette di mettersi al servizio della propria comunità, acquisire competenze, crescere sul piano personale e costruire un bagaglio di esperienze utile anche per il futuro professionale.

Per il 2026 sono 293 i posti messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anni, di cui 58 destinati ai giovani con minori opportunità, a partire da coloro che non studiano e non lavorano (Neet), hanno un titolo di studio inferiore a quello conferito dalla scuola secondaria di secondo grado, vivono nelle aree montane e interne o si trovano in situazioni di fragilità, con l’obiettivo di favorire una partecipazione sempre più inclusiva.

I partecipanti saranno coinvolti in progetti promossi da enti pubblici e realtà del Terzo settore nell’assistenza, nell’educazione, nella tutela dell’ambiente e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Un’esperienza che permette di conoscere da vicino i servizi e le reti territoriali e di contribuire ad attività che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana delle persone.

“Una società non si misura soltanto dalla qualità dei servizi che offre, ma anche dalla disponibilità delle persone a mettersi a disposizione degli altri- afferma l’assessore regionale alle Politiche giovanili, Giovanni Paglia-. Il servizio civile ha questo valore: avvicina le nuove generazioni ai bisogni reali delle persone, mostra come funzionano le reti di solidarietà che tengono insieme un territorio e trasforma la partecipazione in un’esperienza concreta. L’Emilia-Romagna può contare su un patrimonio straordinario di volontariato, associazionismo e cittadinanza attiva che rappresenta uno dei suoi punti di forza e che ogni giorno contribuisce a rispondere ai bisogni delle persone e a rendere più coesi i nostri territori. Questo patrimonio, però, non si eredita automaticamente: va coltivato, rinnovato e trasmesso alle nuove generazioni. Per questo continuiamo a sostenere il servizio civile. Non solo perché offre ai giovani un’importante occasione di crescita, ma perché permette loro di raccogliere un testimone e contribuire a rinnovare quella cultura della solidarietà e dell’impegno civile che da sempre rappresenta uno dei tratti distintivi dell’Emilia-Romagna”.

Il bando

I progetti avranno una durata compresa tra gli 8 e gli 11 mesi, con un impegno di 20 o 25 ore settimanali, e prenderanno il via il 1^ settembre oppure il 1^ ottobre 2026, a seconda del progetto.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma HeliosERGiovani entro le ore 14 del 16 luglio.

I 293 posti disponibili sono distribuiti su tutto il territorio regionale: 97 in provincia di Forlì-Cesena, 65 in provincia di Reggio Emilia, 42 in provincia di Parma, 30 in provincia di Bologna, 16 in provincia di Ferrara, 16 in provincia di Rimini, 14 in provincia di Piacenza, 7 in provincia di Ravenna e 6 in provincia di Modena.

Tutte le informazioni sui progetti disponibili, i requisiti e le modalità di candidatura sono disponibili nella sezione servizio civile del sito della Regione Emilia-Romagna, nella mappa open street predisposta dall’Ufficio regionale servizio civile, nei siti dei Co.Pr.E.S.C. e nella piattaforma HeliosERGiovani per presentare online la domanda di partecipazione al servizio civile regionale.

Oltre 2,6 milioni di euro dalla Regione per sostenere 131 progetti di rilevanza locale destinati a giovani, anziani e persone fragili

Oltre 2,6 milioni di euro dalla Regione per sostenere 131 progetti di rilevanza locale destinati a giovani, anziani e persone fragiliCi sono i giovani, le persone con disabilità, gli anziani e chi vive in situazioni di fragilità e marginalità sociale al centro dei 131 progetti che saranno finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, per un ammontare complessivo di oltre 2,6 milioni di euro, all’interno del bando rivolto al Terzo settore per le annualità 2026-27.

Gli esiti sono stati pubblicati e le graduatorie approvate dalla Giunta regionale: si tratta di 114 progetti finanziati completamente a copertura della richiesta presentata e di 17 parzialmente, grazie alla disponibilità degli “avanzi” distrettuali e regionali con le modalità previste dal bando. Il budget complessivo messo a disposizione è di 2.685.212 euro di fondi statali, suddivisi per distretto sulla base della popolazione residente. I progetti, che fanno capo a partnership formate da associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e/o fondazioni del Terzo settore operanti in Emilia-Romagna, devono essere realizzati entro il 31 dicembre 2027 sul territorio regionale e nella cornice di obiettivi generali ed aree prioritarie di intervento fissati dall’Agenda 2030.

In particolare, il bando si propone di contrastare le solitudini involontarie specie nella popolazione anziana, di sostenere l’inclusione sociale delle persone con disabilità, di contrastare le condizioni di fragilità e svantaggio. E ancora, di promuovere la partecipazione e il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze, di sviluppare e rafforzare i legami sociali all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate o disagiate, di contribuire allo sviluppo di forme di welfare generativo di comunità, fino alla promozione della cittadinanza attiva, senza dimenticare il contrasto al cambiamento climatico e lo sviluppo dell’economia circolare.

“Il Terzo settore rappresenta una colonna portante del nostro sistema sociale regionale: una rete diffusa di competenze e prossimità, capace di intercettare i bisogni e innovare le risposte, offrendo soluzioni concrete alle nostre comunità – sottolinea l’assessora regionale al Terzo settore e Welfare, Isabella Conti -. Con questo bando rafforziamo una collaborazione per noi strutturale, sostenendo progettualità di grande qualità che contribuiscono a costruire una società più coesa, inclusiva e solidale. I 131 progetti finanziati testimoniano la straordinaria capacità delle realtà del nostro Terzo settore di generare valore sociale: mettono al centro le persone, accolgono le fragilità e rafforzano i legami. Questa visione, alimentata e ispirata anche dall’impegno dei tanti volontari e volontarie coinvolti, è per noi imprescindibile ed è un investimento sulla qualità delle relazioni, sulla tenuta sociale delle comunità e sulle opportunità offerte ai cittadini e alle cittadine”.

I progetti ammessi

Tra i progetti ammessi al finanziamento e proposti dalle realtà del Terzo settore, ci sono laboratori di integrazione e coesione sociale in spazi e luoghi pubblici rivolti ad anziani, persone con disabilità e stranieri, laboratori creativi e culturali, doposcuola e momenti formativi per il contrasto della povertà educativa e della dispersione scolastica. Molte le attività di contrasto alla solitudine, pensate per le differenti fasce d’età a rischio: dalla ginnastica dolce per gli anziani, agli eventi musicali dedicati ai giovani, iniziative all’aperto per la riscoperta del territorio emiliano-romagnolo, la raccolta di memorie e ricette tradizionali. Focus nei laboratori anche sulla salute e sulla cura di sé, sulla prevenzione e l’educazione alimentare. Alcuni progetti includono laboratori intergenerazionali di riuso e riparazione tessile, educazione ambientale, orti didattici e tintori, iniziative di contrasto allo spreco, anche alimentare, per la diffusione di comportamenti responsabili e la promozione della cittadinanza attiva.

Sulla A1 chiuso per cinque ore notturne il tratto Sasso Marconi-allacciamento Raccordo Casalecchio verso Bologna

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 00:00 alle 5:00 di domenica 5 luglio, sarà chiuso il tratto compreso tra Sasso Marconi e l’allacciamento con il Raccordo Casalecchio, verso Bologna.

Di conseguenza, saranno chiuse le stazioni di Sasso Marconi e Sasso Marconi nord, in entrata verso Bologna. Contestualmente sarà chiuso il Raccordo di Sasso Marconi (R43), in direzione della stazione di Sasso Marconi. L’area di servizio “Cantagallo est” sarà chiusa dalle 23:00 di sabato 4 alle 5:00 di domenica 5 luglio.

In alternativa si consiglia:

per la chiusura del tratto, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Sasso Marconi, percorrere il Raccordo di Sasso Marconi (R43), la SS64 Var Nuova Porrettana, la SS64 Porrettana, l’Asse Attrezzato ed entrare alla stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio;

per la chiusura dell’entrata di Sasso Marconi e Sasso Marconi nord, verso Bologna: Bologna Casalecchio, sul Raccordo Casalecchio.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 3 luglio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 3 luglio 2026Cielo sereno o poco nuvoloso. Temperature minime comprese tra 18 e 22 gradi, massime in lieve aumento tra 29 e 32 gradi. Venti deboli variabili. Mare poco mosso.

(Arpae)

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