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sabato, 13 Giugno 2026
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FLC Cgil ER: “Basta attacchi alla scuola, difendiamo autonomia. Organi collegiali e libertà di insegnamento”

FLC Cgil ER: “Basta attacchi alla scuola, difendiamo autonomia. Organi collegiali e libertà di insegnamento”“Non siamo di fronte a episodi isolati – dichiara Monica Ottaviani segretaria generale della FLC CGIL Emilia Romagna – Da Bologna a San Lazzaro, da Modena fino a Cesena, la scuola pubblica dell’Emilia Romagna è sottoposta a un clima sempre più pesante: campagne mediatiche, pressioni politiche, richieste di chiarimenti, ispezioni, tentativi di delegittimare dirigenti scolastici, collegi dei docenti e comunità educanti. Scelte educative e didattiche, decisioni assunte dagli organi collegiali, percorsi che costruiscono consapevolezza, pensiero critico, responsabilità e cittadinanza democratica troppo spesso vengono trasformati in un caso politico”.

“La scuola – continua Ottaviani – viene messa sotto accusa non perché sbaglia, ma perché prova a fare il proprio lavoro: educare, discutere, formare cittadine e cittadini liberi. È questo l’attacco continuo del Ministro Valditara, e non solo, alla scuola della Costituzione.
La libertà di insegnamento non è una concessione del ministro di turno. È un principio costituzionale. La scuola pubblica non può essere ridotta a luogo di obbedienza, a terreno di propaganda o a spazio controllato da chi pretende di decidere dall’esterno cosa si possa discutere, leggere, approfondire.

In questo quadro, la solerzia con cui vengono attivate ispezioni e richieste di chiarimenti alle scuole da parte dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, certamente anche sotto pressione ministeriale, è grave. L’Amministrazione sembra muoversi con una rapidità selettiva: più lenta quando si tratta di affrontare i problemi strutturali della scuola, rapidissima quando una polemica politica spesso strumentale, costruita sui social, indica una scuola, un dirigente, un docente da mettere sotto osservazione.
Vorremmo vedere lo stesso attivismo quando il sindacato e le scuole denunciano organici insufficienti, tagli al personale ATA, classi sovraffollate, precarietà, reggenze, carichi di lavoro insostenibili, edilizia scolastica inadeguata, segreterie al collasso”.

“Quando invece una scuola finisce nel mirino della destra politica e mediatica, la macchina amministrativa si mette immediatamente in moto, rischiando di diventarne il braccio operativo. Non è accettabile alimentare un clima nel quale dirigenti e docenti, che già sono chiamati a fronteggiare le complessità e le fragilità del tempo, prima di assumere una decisione educativa, debbano chiedersi se finiranno nel mirino di un ministro, di un parlamentare o di un post sui social.
Si arriva persino a chiedere conto delle motivazioni di un sei in condotta attribuito a chi ha esposto, dentro una scuola, slogan dichiaratamente razzisti. La scuola non può diventare terreno di scorribande politiche né il pretesto per esaltare misure repressive e securitarie, trasformando la paura in odio e l’accoglienza in assistenza.
Gli interventi del Ministro Valditara e dell’intera costellazione politica del centrodestra, che sembrano prestare grande attenzione all’Emilia Romagna, non perdono l’occasione per mettere in discussione l’autonomia delle istituzioni scolastiche: sui temi della pace, dell’accoglienza, della memoria, dell’antifascismo, dell’educazione alla cittadinanza e alla affettività. Lo fanno ogni volta che una scuola prova ad adempiere alla propria funzione: formare persone libere e consapevoli.
L’obiettivo di ispezioni e punizioni esemplari è zittire le scuole, mortificare il personale e gli organismi collegiali, sottoporli a pressione continua, impedirne il ruolo sociale e culturale.
“La scuola pubblica sta vivendo una delle fasi più pesanti e reazionarie degli ultimi anni – sottolinea la Ottaviani – serve costruire un cordone democratico attorno al sistema pubblico statale. Lo facciano anche la Regione Emilia Romagna, i Comuni, le amministrazioni locali, tutte le forze sociali e politiche che credono in una scuola libera, democratica, pluralista e antifascista” prosegue la sindacalista.
Alle comunità scolastiche finite nel mirino, ai collegi dei docenti, ai consigli di classe, alle dirigenti e ai dirigenti scolastici, al personale docente e ATA, va la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno”.

Basta attacchi. Basta campagne di intimidazione. Basta ispezioni usate come strumenti di pressione politica. Basta minacce verso chi lavora ogni giorno nella scuola pubblica.
La scuola non si piega – conclude Monica Ottaviani Segretaria Generale e Segreteria FLC CGIL Emilia Romagna – La scuola educa. La scuola è la Costituzione”.

 

Europa. Sostegno a persone, imprese e territori dell’Emilia-Romagna: la Regione approva 29 nuovi bandi per 150 milioni di euro

In Emilia-Romagna prosegue il sostegno a cittadine, cittadini, territori e imprese. Tra giugno e settembre la Regione, attraverso 29 bandi, mette in campo ulteriori 150 milioni di euro di fondi europei destinati ad ambiti strategici per lo sviluppo regionale: formazione e occupazione, welfare, innovazione e ricerca, competitività delle imprese, transizione energetica, sviluppo rurale, tutela ambientale, pesca e acquacoltura. Una programmazione che punta a dare continuità agli investimenti e a rafforzare la capacità dei territori di cogliere pienamente le opportunità offerte dai fondi europei.

L’obiettivo del provvedimento, approvato dalla Giunta regionale, è rendere più chiara e accessibile la programmazione delle opportunità di finanziamento europee, favorendo una maggiore capacità di pianificazione da parte di imprese, enti locali, enti di formazione e soggetti del territorio. La delibera si inserisce inoltre nel quadro della strategia regionale per l’utilizzo integrato dei fondi europei e richiama il contributo di questi strumenti agli obiettivi del Patto per il lavoro e per il clima.

“Il calendario unico dei bandi conferma la strategia di programmazione integrata dell’Emilia-Romagna e il nostro impegno a rendere accessibili le risorse europee 2021-2027, in tempi certi, per tutta la comunità regionale – dice l’assessore Baruffi – Sapere per tempo quali iniziative sono previste significa permettere a enti, imprese e persone di partecipare davvero, in modo diffuso ed efficace. L’obiettivo è ridurre i tempi, aumentare l’impatto degli investimenti e trasformare risorse complesse in opportunità reali per le imprese, le lavoratrici, i lavoratori e le comunità locali. L’Emilia-Romagna continua a distinguersi per la sua capacità di attuare i programmi europei: un impegno collettivo che valorizza i territori, rafforza la coesione regionale e conferma la solidità del nostro sistema”.

Al 31 dicembre 2025, l’Emilia-Romagna mostra una capacità di spesa tra le più elevate d’Europa nell’utilizzo dei fondi di coesione 2021-2027. Sul Pr Fesr sono stati impegnati 805 milioni di euro, pari al 78,6% delle risorse disponibili; sul Pr Fse+ gli impegni raggiungono i 730 milioni, pari al 71% del totale. A questi si aggiunge il Psr/Feasr, il cui utilizzo è partito nel 2023: con circa 460 milioni di euro impegnati su un miliardo disponibile, ha già superato il 45% di avanzamento, confermando la stessa efficacia anche sul versante agricolo.
Un ritmo complessivo che ha permesso alla Regione di superare tutti i target intermedi fissati dalla Commissione europea, posizionando l’Emilia-Romagna tra le regioni più avanzate del continente nella gestione dei fondi strutturali.

Il calendario unico dei bandi per il trimestre giugno-settembre 2026 si inserisce in questa strategia: uno strumento che consente a enti, imprese e cittadini di pianificare per tempo la propria partecipazione, riducendo i tempi di accesso e aumentando l’efficacia complessiva degli investimenti.

Le misure in dettaglio
Grazie al Fse+- Fondo sociale europeo Plus – sono stati finanziati 9 avvisi per un totale di 46,6 milioni di euro. Di questi, 24 milioni erano già stati inseriti nel calendario febbraio-aprile 2026, mentre 22,6 milioni riguardano i 7 nuovi avvisi del periodo giugno-settembre 2026. Per il Fondo sociale europeo Plus sono previsti bandi diretti alle opportunità orientative post-diploma, azioni di contrasto alla dispersione scolastica, formazione continua per professionisti e competenze manageriali e imprenditorialità, solo per citare alcune azioni.

Nell’ambito del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale Pr- Fesr sono in programma 9 iniziative, per oltre 71,4 milioni di euro complessivi. Il calendario giugno-settembre 2026 contiene 6 bandi da 35,2 milioni, a cui si aggiungono un bando già previsto e uno in overbooking da 5 milioni. Rientrano in questa tranche di risorse anche i 30 milioni di euro funzionali alla misura straordinaria per la casa, messa in campo dalla Regione con la Banca europea degli investimenti, per un volume complessivo di 300 milioni di euro, attraverso cui sarà possibile recuperare fino a 3.000 alloggi per l’Edilizia residenziale sociale, ed efficientare energicamente il patrimonio delle Acer.

Sul fronte dell’agricoltura, per i fondi CoPsr e Feasr per il Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale sono previsti 4 avvisi, 2 riprogrammati e 2 di nuova programmazione, per oltre 23,4 milioni di euro. Le misure sostengono le aziende agricole e lo sviluppo delle aree rurali.

Per il Fondo europeo affari marittimi, pesca e acquacoltura – Feampa sono previsti 7 avvisi per quasi 8,8 milioni di euro, destinati al settore della pesca, acquacoltura, nonché per la tutela della biodiversità e trasformazione dei prodotti ittici.

Europa. Sostegno a persone, imprese e territori dell’Emilia-Romagna: la Regione approva 29 nuovi bandi per 150 milioni di euro

In Emilia-Romagna prosegue il sostegno a cittadine, cittadini, territori e imprese. Tra giugno e settembre la Regione, attraverso 29 bandi, mette in campo ulteriori 150 milioni di euro di fondi europei destinati ad ambiti strategici per lo sviluppo regionale: formazione e occupazione, welfare, innovazione e ricerca, competitività delle imprese, transizione energetica, sviluppo rurale, tutela ambientale, pesca e acquacoltura. Una programmazione che punta a dare continuità agli investimenti e a rafforzare la capacità dei territori di cogliere pienamente le opportunità offerte dai fondi europei.

L’obiettivo del provvedimento, approvato dalla Giunta regionale, è rendere più chiara e accessibile la programmazione delle opportunità di finanziamento europee, favorendo una maggiore capacità di pianificazione da parte di imprese, enti locali, enti di formazione e soggetti del territorio. La delibera si inserisce inoltre nel quadro della strategia regionale per l’utilizzo integrato dei fondi europei e richiama il contributo di questi strumenti agli obiettivi del Patto per il lavoro e per il clima.

“Il calendario unico dei bandi conferma la strategia di programmazione integrata dell’Emilia-Romagna e il nostro impegno a rendere accessibili le risorse europee 2021-2027, in tempi certi, per tutta la comunità regionale – dice l’assessore Baruffi – Sapere per tempo quali iniziative sono previste significa permettere a enti, imprese e persone di partecipare davvero, in modo diffuso ed efficace. L’obiettivo è ridurre i tempi, aumentare l’impatto degli investimenti e trasformare risorse complesse in opportunità reali per le imprese, le lavoratrici, i lavoratori e le comunità locali. L’Emilia-Romagna continua a distinguersi per la sua capacità di attuare i programmi europei: un impegno collettivo che valorizza i territori, rafforza la coesione regionale e conferma la solidità del nostro sistema”.

Al 31 dicembre 2025, l’Emilia-Romagna mostra una capacità di spesa tra le più elevate d’Europa nell’utilizzo dei fondi di coesione 2021-2027. Sul Pr Fesr sono stati impegnati 805 milioni di euro, pari al 78,6% delle risorse disponibili; sul Pr Fse+ gli impegni raggiungono i 730 milioni, pari al 71% del totale. A questi si aggiunge il Psr/Feasr, il cui utilizzo è partito nel 2023: con circa 460 milioni di euro impegnati su un miliardo disponibile, ha già superato il 45% di avanzamento, confermando la stessa efficacia anche sul versante agricolo.
Un ritmo complessivo che ha permesso alla Regione di superare tutti i target intermedi fissati dalla Commissione europea, posizionando l’Emilia-Romagna tra le regioni più avanzate del continente nella gestione dei fondi strutturali.

Il calendario unico dei bandi per il trimestre giugno-settembre 2026 si inserisce in questa strategia: uno strumento che consente a enti, imprese e cittadini di pianificare per tempo la propria partecipazione, riducendo i tempi di accesso e aumentando l’efficacia complessiva degli investimenti.

Le misure in dettaglio
Grazie al Fse+- Fondo sociale europeo Plus – sono stati finanziati 9 avvisi per un totale di 46,6 milioni di euro. Di questi, 24 milioni erano già stati inseriti nel calendario febbraio-aprile 2026, mentre 22,6 milioni riguardano i 7 nuovi avvisi del periodo giugno-settembre 2026. Per il Fondo sociale europeo Plus sono previsti bandi diretti alle opportunità orientative post-diploma, azioni di contrasto alla dispersione scolastica, formazione continua per professionisti e competenze manageriali e imprenditorialità, solo per citare alcune azioni.

Nell’ambito del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale Pr- Fesr sono in programma 9 iniziative, per oltre 71,4 milioni di euro complessivi. Il calendario giugno-settembre 2026 contiene 6 bandi da 35,2 milioni, a cui si aggiungono un bando già previsto e uno in overbooking da 5 milioni. Rientrano in questa tranche di risorse anche i 30 milioni di euro funzionali alla misura straordinaria per la casa, messa in campo dalla Regione con la Banca europea degli investimenti, per un volume complessivo di 300 milioni di euro, attraverso cui sarà possibile recuperare fino a 3.000 alloggi per l’Edilizia residenziale sociale, ed efficientare energicamente il patrimonio delle Acer.

Sul fronte dell’agricoltura, per i fondi CoPsr e Feasr per il Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale sono previsti 4 avvisi, 2 riprogrammati e 2 di nuova programmazione, per oltre 23,4 milioni di euro. Le misure sostengono le aziende agricole e lo sviluppo delle aree rurali.

Per il Fondo europeo affari marittimi, pesca e acquacoltura – Feampa sono previsti 7 avvisi per quasi 8,8 milioni di euro, destinati al settore della pesca, acquacoltura, nonché per la tutela della biodiversità e trasformazione dei prodotti ittici.

Da domenica 14 giugno entrano in vigore i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-Pistoia

Coincidenze più numerose e tempi di viaggio complessivamente ridotti grazie a interscambi più efficienti. Entreranno in vigore a partire da domenica 14 giugno i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-Pistoia, frutto del lavoro condiviso tra Regione Emilia-Romagna, Regione Toscana, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per rispondere alle esigenze espresse dai territori attraversati dalla linea e migliorare i collegamenti tra i due versanti dell’Appennino.

Le modifiche intervengono sui principali punti di interscambio della linea, rendendo più agevole il passaggio tra i treni provenienti da Emilia-Romagna e Toscana e riducendo i tempi di attesa nella stazione di Porretta. L’obiettivo è offrire un servizio più rispondente alle esigenze di chi utilizza il treno ogni giorno per studio, lavoro o altre necessità, ma anche rafforzare l’attrattività della linea per chi sceglie di raggiungere le aree montane in treno per turismo e tempo libero.

Questo attraverso una serie di adeguamenti mirati agli orari di alcuni collegamenti, pensati per migliorare le coincidenze nella stazione di Porretta, snodo strategico per i collegamenti ferroviari tra Toscana ed Emilia-Romagna.

Nei giorni feriali il servizio verrà ottimizzato con la realizzazione di due nuove coincidenze per Pistoia, portando il totale delle coincidenze nelle due direttrici da 7 a 9. A queste si aggiungono due coincidenze migliorate per i collegamenti verso Bologna. Anche nei giorni festivi il servizio si rafforza, con una nuova coincidenza per Pistoia, che porta il totale nei due sensi da 7 a 8, e con il miglioramento di una coincidenza per Bologna, grazie alla rimodulazione di alcuni servizi pomeridiani tra Porretta e Pistoia.

“Le modifiche all’orario ferroviario della linea Porretta-Pistoia rappresentano un ulteriore passo avanti per migliorare la mobilità tra Emilia-Romagna e Toscana, rendendo gli spostamenti più semplici, rapidi ed efficienti per pendolari, studentesse, studenti, lavoratrici, lavoratori e turisti- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale-. L’aumento delle coincidenze e la riduzione dei tempi di attesa a Porretta consentiranno infatti collegamenti più agevoli tra i due versanti dell’Appennino, favorendo una maggiore integrazione tra territori che condividono relazioni economiche, sociali e culturali molto strette. Questi interventi vanno nella direzione che, come Regione, abbiamo scelto da tempo, incentivando il ricorso al trasporto pubblico e alla mobilità sostenibile e offrendo servizi sempre più affidabili e rispondenti alle esigenze concrete delle comunità locali – prosegue il presidente-. Collegamenti sicuri, veloci e ben coordinati sono fondamentali per sostenere la vitalità, lo sviluppo e la coesione territoriale dell’Appennino, per questo continuiamo a lavorare insieme alle Regioni coinvolte, a Trenitalia e a Rete ferroviaria italiana per rafforzare l’accessibilità dell’area e garantire alle cittadine e ai cittadini servizi di trasporto sempre più efficienti”.

“Il rafforzamento dei collegamenti tra i due versanti dell’Appennino- dichiara il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani- è di fondamentale importanza per avvicinare le nostre regioni, che già sono contigue per aspetti che riguardano l’economia, la cultura e la storia. Queste modifiche introdotte sulla linea ferroviaria Porretta–Pistoia rispondono in modo puntuale alle richieste dei territori e delle amministrazioni locali. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per la sinergia che ci consente di migliorare concretamente la vita quotidiana di tante lavoratrici e lavoratori, di tanti studenti e di tutti coloro che utilizzano il treno per spostarsi. Come amministrazioni siamo fortemente impegnate a sviluppare un trasporto su ferro sostenibile ed efficace, per favorire la coesione territoriale e lo sviluppo locale nelle zone del nostro meraviglioso Appennino, che vogliamo valorizzare e rendere sempre più attrattivo”.

“I nuovi orari che entreranno in vigore dal 14 giugno rappresentano un miglioramento concreto del servizio ferroviario tra Emilia-Romagna e Toscana – affermano l’assessora alla Mobilità e Trasporti della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, e l’assessore alle Infrastrutture per la mobilità, logistica, viabilità e trasporti della Regione Toscana, Filippo Boni-. L’aumento delle coincidenze e la riduzione dei tempi di attesa sono il risultato frutto di un lavoro tecnico complesso e del confronto con le sindache e i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta, che si sono fatti interpreti delle esigenze espresse dai territori, reso ancora più delicato dalle caratteristiche di una linea a binario unico. Le modifiche individuate consentono di migliorare l’efficienza complessiva del servizio, valorizzando un’infrastruttura importante per la mobilità tra le due Regioni”.

Le variazioni nel dettaglio

Nel dettaglio, il treno regionale Pistoia-Porretta R18150 anticipa la partenza di un minuto (Pistoia 5.59 – Porretta 6.53) per garantire la coincidenza delle 6.58 verso Bologna.

Per quanto riguarda gli spostamenti nei giorni feriali, i treni regionali Porretta-Pistoia R18155 (Porretta 9.35 – Pistoia 10.29) e R18163 (Porretta 18.33 – Pistoia 19.26) posticipano la partenza di 9 minuti per attendere i passeggeri dei treni in arrivo da Bologna. Sempre nei feriali, anche il treno regionale Pistoia-Porretta R18162 viene posticipato di 9 minuti (Pistoia 19.35 – Porretta 20.25) per ridurre al minimo l’attesa del proseguimento verso Bologna delle 20.32.

Solo nei giorni festivi, infine, sarà posticipata di 11 minuti la partenza del treno regionale Porretta-Pistoia R18161 (Porretta 15.35 – Pistoia 16.25) per raccogliere chi arriva da Bologna con il treno delle 15.30. I sistemi di acquisto sono in corso di aggiornamento.

Da domenica 14 giugno entrano in vigore i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-Pistoia

Coincidenze più numerose e tempi di viaggio complessivamente ridotti grazie a interscambi più efficienti. Entreranno in vigore a partire da domenica 14 giugno i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-Pistoia, frutto del lavoro condiviso tra Regione Emilia-Romagna, Regione Toscana, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per rispondere alle esigenze espresse dai territori attraversati dalla linea e migliorare i collegamenti tra i due versanti dell’Appennino.

Le modifiche intervengono sui principali punti di interscambio della linea, rendendo più agevole il passaggio tra i treni provenienti da Emilia-Romagna e Toscana e riducendo i tempi di attesa nella stazione di Porretta. L’obiettivo è offrire un servizio più rispondente alle esigenze di chi utilizza il treno ogni giorno per studio, lavoro o altre necessità, ma anche rafforzare l’attrattività della linea per chi sceglie di raggiungere le aree montane in treno per turismo e tempo libero.

Questo attraverso una serie di adeguamenti mirati agli orari di alcuni collegamenti, pensati per migliorare le coincidenze nella stazione di Porretta, snodo strategico per i collegamenti ferroviari tra Toscana ed Emilia-Romagna.

Nei giorni feriali il servizio verrà ottimizzato con la realizzazione di due nuove coincidenze per Pistoia, portando il totale delle coincidenze nelle due direttrici da 7 a 9. A queste si aggiungono due coincidenze migliorate per i collegamenti verso Bologna. Anche nei giorni festivi il servizio si rafforza, con una nuova coincidenza per Pistoia, che porta il totale nei due sensi da 7 a 8, e con il miglioramento di una coincidenza per Bologna, grazie alla rimodulazione di alcuni servizi pomeridiani tra Porretta e Pistoia.

“Le modifiche all’orario ferroviario della linea Porretta-Pistoia rappresentano un ulteriore passo avanti per migliorare la mobilità tra Emilia-Romagna e Toscana, rendendo gli spostamenti più semplici, rapidi ed efficienti per pendolari, studentesse, studenti, lavoratrici, lavoratori e turisti- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale-. L’aumento delle coincidenze e la riduzione dei tempi di attesa a Porretta consentiranno infatti collegamenti più agevoli tra i due versanti dell’Appennino, favorendo una maggiore integrazione tra territori che condividono relazioni economiche, sociali e culturali molto strette. Questi interventi vanno nella direzione che, come Regione, abbiamo scelto da tempo, incentivando il ricorso al trasporto pubblico e alla mobilità sostenibile e offrendo servizi sempre più affidabili e rispondenti alle esigenze concrete delle comunità locali – prosegue il presidente-. Collegamenti sicuri, veloci e ben coordinati sono fondamentali per sostenere la vitalità, lo sviluppo e la coesione territoriale dell’Appennino, per questo continuiamo a lavorare insieme alle Regioni coinvolte, a Trenitalia e a Rete ferroviaria italiana per rafforzare l’accessibilità dell’area e garantire alle cittadine e ai cittadini servizi di trasporto sempre più efficienti”.

“Il rafforzamento dei collegamenti tra i due versanti dell’Appennino- dichiara il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani- è di fondamentale importanza per avvicinare le nostre regioni, che già sono contigue per aspetti che riguardano l’economia, la cultura e la storia. Queste modifiche introdotte sulla linea ferroviaria Porretta–Pistoia rispondono in modo puntuale alle richieste dei territori e delle amministrazioni locali. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per la sinergia che ci consente di migliorare concretamente la vita quotidiana di tante lavoratrici e lavoratori, di tanti studenti e di tutti coloro che utilizzano il treno per spostarsi. Come amministrazioni siamo fortemente impegnate a sviluppare un trasporto su ferro sostenibile ed efficace, per favorire la coesione territoriale e lo sviluppo locale nelle zone del nostro meraviglioso Appennino, che vogliamo valorizzare e rendere sempre più attrattivo”.

“I nuovi orari che entreranno in vigore dal 14 giugno rappresentano un miglioramento concreto del servizio ferroviario tra Emilia-Romagna e Toscana – affermano l’assessora alla Mobilità e Trasporti della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, e l’assessore alle Infrastrutture per la mobilità, logistica, viabilità e trasporti della Regione Toscana, Filippo Boni-. L’aumento delle coincidenze e la riduzione dei tempi di attesa sono il risultato frutto di un lavoro tecnico complesso e del confronto con le sindache e i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta, che si sono fatti interpreti delle esigenze espresse dai territori, reso ancora più delicato dalle caratteristiche di una linea a binario unico. Le modifiche individuate consentono di migliorare l’efficienza complessiva del servizio, valorizzando un’infrastruttura importante per la mobilità tra le due Regioni”.

Le variazioni nel dettaglio

Nel dettaglio, il treno regionale Pistoia-Porretta R18150 anticipa la partenza di un minuto (Pistoia 5.59 – Porretta 6.53) per garantire la coincidenza delle 6.58 verso Bologna.

Per quanto riguarda gli spostamenti nei giorni feriali, i treni regionali Porretta-Pistoia R18155 (Porretta 9.35 – Pistoia 10.29) e R18163 (Porretta 18.33 – Pistoia 19.26) posticipano la partenza di 9 minuti per attendere i passeggeri dei treni in arrivo da Bologna. Sempre nei feriali, anche il treno regionale Pistoia-Porretta R18162 viene posticipato di 9 minuti (Pistoia 19.35 – Porretta 20.25) per ridurre al minimo l’attesa del proseguimento verso Bologna delle 20.32.

Solo nei giorni festivi, infine, sarà posticipata di 11 minuti la partenza del treno regionale Porretta-Pistoia R18161 (Porretta 15.35 – Pistoia 16.25) per raccogliere chi arriva da Bologna con il treno delle 15.30. I sistemi di acquisto sono in corso di aggiornamento.

Dall’Ucraina alla Striscia di Gaza:

C’è una pizzeria mobile che attraversa l’Ucraina per raggiungere villaggi, centri di accoglienza e comunità colpite dal conflitto. C’è un centro che accoglie 130 bambine, bambini e adolescenti con disabilità a Khmelnytskyi, dove una struttura educativa continua a organizzare attività, percorsi di autonomia e occasioni di socializzazione nonostante la guerra. Ci sono cinque spazi temporanei di apprendimento allestiti tra Gaza City, Khan Younis e la Middle Area, dove insegnanti, educatrici, educatori e volontari lavorano perché migliaia di minori possano continuare a studiare anche dopo aver perso la propria casa. E c’è un ospedale a Yasinia, sui Carpazi ucraini, dove i generatori installati per fronteggiare le interruzioni di corrente consentono di mantenere attivi ambulatori e servizi sanitari anche quando la guerra interrompe l’energia elettrica.

Sono queste alcune delle realtà che la Regione Emilia-Romagna ha scelto di sostenere attraverso il bando emergenza 2026 per la cooperazione internazionale, mettendo a disposizione quasi 450mila euro per sei progetti umanitari: quattro in Ucraina, per oltre 258mila euro, e due nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza, per oltre 190mila euro.

Dietro questi interventi ci sono Comuni, associazioni, cooperative sociali e organizzazioni del Terzo settore dell’Emilia-Romagna che lavorano insieme a partner locali per garantire cure, istruzione, protezione e sostegno alle comunità più vulnerabili.

“Quando parliamo di cooperazione internazionale rischiamo spesso di pensare a qualcosa di lontano e astratto- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. In realtà parliamo di persone, di comunità e di servizi che continuano a esistere anche nei luoghi attraversati dalla guerra. Parliamo di un ospedale che resta aperto durante i blackout, di bambine e bambini che possono continuare a studiare, di famiglie che ricevono assistenza e sostegno, di persone con disabilità che trovano spazi di inclusione e autonomia. Con questo bando scegliamo di sostenere il lavoro di tante realtà dell’Emilia-Romagna che, insieme ai partner locali, trasformano la solidarietà in interventi concreti e aiutano a mantenere viva una prospettiva di futuro anche nei contesti più difficili. È un impegno che nasce dai valori della nostra comunità regionale e dalla convinzione che non si possa restare indifferenti di fronte alle conseguenze della guerra. Dietro ciascuno di questi progetti ci sono amministratrici e amministratori locali, operatori sociali, volontarie e volontari, educatrici ed educatori, personale sanitario e organizzazioni che ogni giorno lavorano per garantire diritti fondamentali come la salute, l’istruzione e la protezione delle persone più fragili. Sostenere questo lavoro significa contribuire a mantenere aperti spazi di vita, di cura e di speranza là dove il conflitto rischia di cancellarli. Ed è anche un modo per affermare che la cooperazione internazionale non è qualcosa che riguarda altri luoghi e altre persone: è il tipo di società che vogliamo essere e il ruolo che vogliamo svolgere nel mondo”.

I progetti

In Ucraina sono quattro i progetti sostenuti dalla Regione, per un valore complessivo di oltre 258mila euro. “Una Pizza per Sperare 2” del Comune di Forlì (49.506 euro) nasce dall’idea di utilizzare il cibo come strumento di inclusione sociale e sostegno alle comunità colpite dalla guerra. Tra Ivano-Frankivsk e Kharkiv il progetto prevede la realizzazione di una cucina accessibile e l’impiego di due Pizza Truck mobili che distribuiranno 12mila pasti e 25 tonnellate di aiuti umanitari, coinvolgendo 37 beneficiari tra giovani con disabilità cognitive e veterani in percorsi di formazione e inserimento lavorativo. Un intervento che punta non soltanto a rispondere all’emergenza, ma anche a costruire opportunità di autonomia e integrazione sociale. Il progetto prevede inoltre la creazione di un tavolo di lavoro istituzionale dedicato alla disabilità e la definizione di un piano per la nascita di una cooperativa sociale inclusiva, capace di proseguire l’attività anche oltre la fase emergenziale.

“Relief – Azione di supporto coordinato alle popolazioni vulnerabili colpite dal conflitto negli oblast di Mykolaiv, Kherson e Zaporizhzhia” di Condivisione fra i Popoli (72.784 euro) è rivolto soprattutto ad anziani, persone con disabilità, donne, minori e sfollati che vivono nelle aree maggiormente esposte alle conseguenze della guerra. Il progetto raggiungerà circa 870 persone intervenendo su fronti diversi: dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie in tre strutture residenziali per anziani e persone con disabilità nell’oblast di Mykolaiv alla distribuzione di beni essenziali e materiali per affrontare l’inverno alle famiglie più vulnerabili di Kherson, fino al sostegno energetico e ai servizi di supporto psicologico per gli sfollati ospitati nei centri di accoglienza di Zaporizhzhia.

“Asc – Agape Supporting Communication for Every Child” della cooperativa sociale San Gaetano (89.532 euro) prosegue la collaborazione tra Casa Betania, il Comune di Albinea e la ong Agape a favore dei minori con disabilità nella regione di Khmelnytskyi. Il progetto coinvolgerà 130 bambine, bambini e adolescenti attraverso attività educative e riabilitative, percorsi per l’autonomia e l’inclusione sociale, un summer camp dedicato alle famiglie e la realizzazione di strumenti innovativi come una Sensory room per la stimolazione sensoriale e kit multimediali per la comunicazione personalizzata. È inoltre prevista l’installazione di pannelli solari per garantire continuità alle attività educative e assistenziali anche in caso di interruzioni dell’energia elettrica e per assicurare un punto di riferimento alle famiglie che utilizzano la struttura come rifugio durante gli allarmi aerei.

“S.A.L.V.A. – Sostegno all’assistenza locale e valorizzazione dell’ambulatorio di Yasinia” della Fondazione Aiutiamoli a Vivere Emilia-Romagna (46.766 euro) rafforzerà invece il sistema sanitario della cittadina della Transcarpazia, dove trovano assistenza sia i residenti sia gli sfollati interni provenienti dalle aree di guerra. L’intervento prevede l’invio di aiuti umanitari e sanitari, il potenziamento del “Cubo della Salute”, l’ambulatorio medico mobile collegato in telemedicina, per renderlo pienamente accessibile e operativo, e il rafforzamento degli spazi riabilitativi dell’ospedale destinati a veterani e persone mutilate o rese invalide dal conflitto. I beneficiari diretti stimati sono circa 4mila, mentre il bacino territoriale servito dall’ospedale supera le 40mila persone.

Nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza saranno invece sostenuti due progetti per oltre 190mila euro complessivi. “Ta’ayush – Supporto psicosociale e spazi educativi sicuri per l’integrazione delle comunità sfollate in Cisgiordania” della Fondazione Avsi (93.076 euro) opererà nei governatorati di Jenin e Tulkarem, dove le operazioni militari hanno costretto oltre 38mila persone a lasciare le proprie case. Il progetto rafforzerà tre Safe spaces destinati a bambini, giovani e famiglie, offrirà supporto psicosociale a oltre 270 beneficiari, promuoverà la formazione degli insegnanti, la nascita di Parlamenti studenteschi e percorsi di assistenza e riabilitazione per persone con disabilità, coinvolgendo complessivamente circa 440 persone.

“Safe – Educazione in emergenza e supporto psicosociale per minori sfollati e le loro famiglie nella Striscia di Gaza” di EducAid (98.076 euro) interverrà invece in uno dei contesti umanitari più drammatici al mondo. Il progetto garantirà attività educative inclusive e supporto psicologico all’interno di cinque Temporary learning spaces, spazi temporanei di apprendimento destinati ai minori sfollati. Accanto alla distribuzione di materiali didattici e alle attività ludico-educative, sono previsti laboratori teatrali e narrativi per l’elaborazione del trauma, percorsi di sostegno per i genitori, attività di sensibilizzazione sui rischi legati agli ordigni inesplosi e interventi personalizzati per 100 bambine e bambini con disabilità, con l’obiettivo di garantire continuità educativa, protezione e inclusione anche in condizioni di emergenza.

Dall’Ucraina alla Striscia di Gaza:

C’è una pizzeria mobile che attraversa l’Ucraina per raggiungere villaggi, centri di accoglienza e comunità colpite dal conflitto. C’è un centro che accoglie 130 bambine, bambini e adolescenti con disabilità a Khmelnytskyi, dove una struttura educativa continua a organizzare attività, percorsi di autonomia e occasioni di socializzazione nonostante la guerra. Ci sono cinque spazi temporanei di apprendimento allestiti tra Gaza City, Khan Younis e la Middle Area, dove insegnanti, educatrici, educatori e volontari lavorano perché migliaia di minori possano continuare a studiare anche dopo aver perso la propria casa. E c’è un ospedale a Yasinia, sui Carpazi ucraini, dove i generatori installati per fronteggiare le interruzioni di corrente consentono di mantenere attivi ambulatori e servizi sanitari anche quando la guerra interrompe l’energia elettrica.

Sono queste alcune delle realtà che la Regione Emilia-Romagna ha scelto di sostenere attraverso il bando emergenza 2026 per la cooperazione internazionale, mettendo a disposizione quasi 450mila euro per sei progetti umanitari: quattro in Ucraina, per oltre 258mila euro, e due nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza, per oltre 190mila euro.

Dietro questi interventi ci sono Comuni, associazioni, cooperative sociali e organizzazioni del Terzo settore dell’Emilia-Romagna che lavorano insieme a partner locali per garantire cure, istruzione, protezione e sostegno alle comunità più vulnerabili.

“Quando parliamo di cooperazione internazionale rischiamo spesso di pensare a qualcosa di lontano e astratto- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. In realtà parliamo di persone, di comunità e di servizi che continuano a esistere anche nei luoghi attraversati dalla guerra. Parliamo di un ospedale che resta aperto durante i blackout, di bambine e bambini che possono continuare a studiare, di famiglie che ricevono assistenza e sostegno, di persone con disabilità che trovano spazi di inclusione e autonomia. Con questo bando scegliamo di sostenere il lavoro di tante realtà dell’Emilia-Romagna che, insieme ai partner locali, trasformano la solidarietà in interventi concreti e aiutano a mantenere viva una prospettiva di futuro anche nei contesti più difficili. È un impegno che nasce dai valori della nostra comunità regionale e dalla convinzione che non si possa restare indifferenti di fronte alle conseguenze della guerra. Dietro ciascuno di questi progetti ci sono amministratrici e amministratori locali, operatori sociali, volontarie e volontari, educatrici ed educatori, personale sanitario e organizzazioni che ogni giorno lavorano per garantire diritti fondamentali come la salute, l’istruzione e la protezione delle persone più fragili. Sostenere questo lavoro significa contribuire a mantenere aperti spazi di vita, di cura e di speranza là dove il conflitto rischia di cancellarli. Ed è anche un modo per affermare che la cooperazione internazionale non è qualcosa che riguarda altri luoghi e altre persone: è il tipo di società che vogliamo essere e il ruolo che vogliamo svolgere nel mondo”.

I progetti

In Ucraina sono quattro i progetti sostenuti dalla Regione, per un valore complessivo di oltre 258mila euro. “Una Pizza per Sperare 2” del Comune di Forlì (49.506 euro) nasce dall’idea di utilizzare il cibo come strumento di inclusione sociale e sostegno alle comunità colpite dalla guerra. Tra Ivano-Frankivsk e Kharkiv il progetto prevede la realizzazione di una cucina accessibile e l’impiego di due Pizza Truck mobili che distribuiranno 12mila pasti e 25 tonnellate di aiuti umanitari, coinvolgendo 37 beneficiari tra giovani con disabilità cognitive e veterani in percorsi di formazione e inserimento lavorativo. Un intervento che punta non soltanto a rispondere all’emergenza, ma anche a costruire opportunità di autonomia e integrazione sociale. Il progetto prevede inoltre la creazione di un tavolo di lavoro istituzionale dedicato alla disabilità e la definizione di un piano per la nascita di una cooperativa sociale inclusiva, capace di proseguire l’attività anche oltre la fase emergenziale.

“Relief – Azione di supporto coordinato alle popolazioni vulnerabili colpite dal conflitto negli oblast di Mykolaiv, Kherson e Zaporizhzhia” di Condivisione fra i Popoli (72.784 euro) è rivolto soprattutto ad anziani, persone con disabilità, donne, minori e sfollati che vivono nelle aree maggiormente esposte alle conseguenze della guerra. Il progetto raggiungerà circa 870 persone intervenendo su fronti diversi: dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie in tre strutture residenziali per anziani e persone con disabilità nell’oblast di Mykolaiv alla distribuzione di beni essenziali e materiali per affrontare l’inverno alle famiglie più vulnerabili di Kherson, fino al sostegno energetico e ai servizi di supporto psicologico per gli sfollati ospitati nei centri di accoglienza di Zaporizhzhia.

“Asc – Agape Supporting Communication for Every Child” della cooperativa sociale San Gaetano (89.532 euro) prosegue la collaborazione tra Casa Betania, il Comune di Albinea e la ong Agape a favore dei minori con disabilità nella regione di Khmelnytskyi. Il progetto coinvolgerà 130 bambine, bambini e adolescenti attraverso attività educative e riabilitative, percorsi per l’autonomia e l’inclusione sociale, un summer camp dedicato alle famiglie e la realizzazione di strumenti innovativi come una Sensory room per la stimolazione sensoriale e kit multimediali per la comunicazione personalizzata. È inoltre prevista l’installazione di pannelli solari per garantire continuità alle attività educative e assistenziali anche in caso di interruzioni dell’energia elettrica e per assicurare un punto di riferimento alle famiglie che utilizzano la struttura come rifugio durante gli allarmi aerei.

“S.A.L.V.A. – Sostegno all’assistenza locale e valorizzazione dell’ambulatorio di Yasinia” della Fondazione Aiutiamoli a Vivere Emilia-Romagna (46.766 euro) rafforzerà invece il sistema sanitario della cittadina della Transcarpazia, dove trovano assistenza sia i residenti sia gli sfollati interni provenienti dalle aree di guerra. L’intervento prevede l’invio di aiuti umanitari e sanitari, il potenziamento del “Cubo della Salute”, l’ambulatorio medico mobile collegato in telemedicina, per renderlo pienamente accessibile e operativo, e il rafforzamento degli spazi riabilitativi dell’ospedale destinati a veterani e persone mutilate o rese invalide dal conflitto. I beneficiari diretti stimati sono circa 4mila, mentre il bacino territoriale servito dall’ospedale supera le 40mila persone.

Nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza saranno invece sostenuti due progetti per oltre 190mila euro complessivi. “Ta’ayush – Supporto psicosociale e spazi educativi sicuri per l’integrazione delle comunità sfollate in Cisgiordania” della Fondazione Avsi (93.076 euro) opererà nei governatorati di Jenin e Tulkarem, dove le operazioni militari hanno costretto oltre 38mila persone a lasciare le proprie case. Il progetto rafforzerà tre Safe spaces destinati a bambini, giovani e famiglie, offrirà supporto psicosociale a oltre 270 beneficiari, promuoverà la formazione degli insegnanti, la nascita di Parlamenti studenteschi e percorsi di assistenza e riabilitazione per persone con disabilità, coinvolgendo complessivamente circa 440 persone.

“Safe – Educazione in emergenza e supporto psicosociale per minori sfollati e le loro famiglie nella Striscia di Gaza” di EducAid (98.076 euro) interverrà invece in uno dei contesti umanitari più drammatici al mondo. Il progetto garantirà attività educative inclusive e supporto psicologico all’interno di cinque Temporary learning spaces, spazi temporanei di apprendimento destinati ai minori sfollati. Accanto alla distribuzione di materiali didattici e alle attività ludico-educative, sono previsti laboratori teatrali e narrativi per l’elaborazione del trauma, percorsi di sostegno per i genitori, attività di sensibilizzazione sui rischi legati agli ordigni inesplosi e interventi personalizzati per 100 bambine e bambini con disabilità, con l’obiettivo di garantire continuità educativa, protezione e inclusione anche in condizioni di emergenza.

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 14 giugno 2026

Sereno o poco nuvoloso per il transito di nubi alte e stratiformi. Temperature minime senza variazioni di rilievo, comprese tra 17/18 gradi, massime in aumento anche su fascia costiera, con valori compresi tra 34/35 gradi e punte localmente superiori nelle pianure più interne.

Venti dai quadranti sud-occidentali, con rinforzi moderati fino alle pianure e le coste romagnole. Mare poco mosso.

(Arpae)

“E’ Fiorano il poetico sito”: domenica a Villa Cuoghi presentazione delle poesie di Gianpaolo Anderlini

Domenica 14 giugno 2026, alle ore 18:30, Villa Cuoghi a Fiorano Modenese ospita un nuovo appuntamento del Tè delle 5.  Gianpaolo Anderlini presenterà il suo libro di poesie “E’ Fiorano il poetico sito”. Musiche a cura della violoncellista Chiara Vecchi,

Al termine un aperitivo offerto dalla associazione InArte che promuove l’iniziativa con il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese, in collaborazione con l’associazione di fotografia Framestorming, il Circolo Culturale Nuraghe “Pinuccio Sciola” e l’associazione Amici della Musica “Nino Rota”.

Ingresso libero e gratuito

Iniziata la stagione delle sagre: questo fine settimana festa a Magreta, Sant’Antonio e Colombaro

È ufficialmente iniziata la stagione delle sagre sul territorio di Formigine. Dopo il debutto dello scorso weekend, prosegue fino a domenica in via Fossa 54 “Magreta in festa”, l’appuntamento con stand gastronomici e musica dal vivo curato dall’Associazione Magreta APS.

Fino a questa sera, in via Stradella, è inoltre in corso la Sagra di Sant’Antonio, organizzata dall’omonima Associazione culturale, che culminerà come da tradizione con la sfida di tiro alla fune e lo spettacolo pirotecnico. Fino a domenica, infine, spazio alla “Pieve di Colombaro in festa”, a cura della parrocchia locale, con ristorazione, intrattenimento musicale, pesca di beneficenza, giochi per bambini e un torneo di green volley.

Il calendario degli appuntamenti proseguirà da venerdì 19 a domenica 21 giugno a Casinalbo con la Sagra di San Luigi (via Montello, nei pressi della scuola dell’infanzia), che proporrà cucina tipica, musica dal vivo, volley splash, padel e attività per i più piccoli. Giovedì 16 luglio sarà la volta della Festa della Madonna del Carmine a Formigine, incentrata sulla solenne processione per le vie del paese, mentre la stagione si concluderà da sabato 1 a mercoledì 5 agosto con la Sagra della Madonna della Neve a Corlo e venerdì 7 agosto con San Gaetano.

Tutti gli appuntamenti in programma condividono la stessa formula, capace di unire le celebrazioni religiose ai momenti ricreativi tra buona cucina, musica e socialità. Il successo di queste iniziative, nate per valorizzare il senso di comunità e la voglia di stare insieme, è reso possibile solo grazie al fondamentale impegno dei tantissimi volontari del territorio.

Competitività e coesione sociale: a Bruxelles il contributo della cooperazione sulle priorità politiche e finanziarie dell’Europa

Si è svolto il 10 e giugno a Bruxelles l’evento promosso da Legacoop in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, dedicato alle prospettive del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione europea 2028-2034: oltre 30 europarlamentari, più di 15 rappresentanti della Commissione europea, esponenti del governo italiano, delle Regioni, delle organizzazioni cooperative europee e dei principali network settoriali, tra cui il ministro per gli Affari europei e il PNRR Tommaso Foti, e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. Al centro del confronto, il negoziato sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, destinato a definire le priorità politiche e finanziarie dell’Europa per il prossimo decennio

“L’Europa ha bisogno di essere più competitiva, ma non può farlo indebolendo il proprio modello sociale”, ha dichiarato Simone Gamberini, Presidente di Legacoop Nazionale. “Le cooperative dimostrano ogni giorno che innovazione, produttività, sostenibilità e inclusione possono crescere insieme. Per questo chiediamo che il prossimo bilancio europeo continui a investire nelle persone, nei territori e nell’economia reale, accompagnando le grandi transizioni industriali senza lasciare indietro nessuno. Competitività e coesione sociale non sono alternative: sono le due condizioni per costruire un’Europa più forte, più resiliente e più vicina ai cittadini”.

All’evento è intervenuta anche una rappresentanza cooperativa delle province di Modena e Ferrara, composta dalle responsabili di settore di Legacoop Estense, Ilaria Franchini per l’agroalimentare, Arianna Silvestri per la pesca e Chiara Pederzini per la produzione e servizi, insieme alle cooperative CPL, CMB, GranTerre e Cantine Riunite Civ&Civ. “La nostra delegazione ha portato le istanze del territorio con rigore, competenza e visione, dando prova tangibile della forza del nostro modello e di come la cooperazione sappia lavorare in sinergia per essere incisiva e compatta e orientare le scelte dell’Europa sul futuro dei nostri territori” affermano le tre responsabili di settore.

“Siamo convinti che il modello cooperativo possa essere protagonista della transizione industriale ed economica europea, con particolare attenzione alle politiche energetiche”, precisa Chiara Pederzini del settore produzione e servizi, che evidenzia la centralità degli strumenti del Public Procurement e del Project Financing. “Di primaria importanza è l’introduzione di meccanismi premiali per l’accesso, da parte delle imprese dell’economia sociale, al Fondo Europeo per la Competitività. Tra le nostre proposte, anche il potenziamento di InvestEU e la revisione dei criteri di aggiudicazione negli appalti pubblici, superando il solo criterio del prezzo più basso”.

Sul fronte agroalimentare e pesca, le istanze portate a Bruxelles hanno un filo conduttore chiaro: chiedere che le risorse non confluiscano in un fondo unico indistinto ma che vengano preservate linee di finanziamento autonome.

Per la pesca abbiamo chiesto con forza – afferma Arianna Silvestri, responsabile pesca – il ripristino di una dotazione minima pari almeno a quella attualmente prevista (6,1 miliardi di euro destinati al FEAMPA nel ciclo 2021-2027), l’introduzione di garanzie di finanziamento vincolanti e il mantenimento di una linea di bilancio specifica per la pesca e l’acquacoltura, a tutela di un comparto strategico per la sicurezza alimentare europea e per l’economia delle aree costiere dell’Alto Adriatico e del Delta del Po”.

“Bisogna difendere una PAC realmente europea – aggiunge Ilaria Franchini, responsabile agroalimentare – capace di sostenere il modello cooperativo e garantire equità tra Stati membri. L’ipotesi di un fondo unico rischia di generare distorsioni competitive e frammentazione del mercato interno, per questo abbiamo sostenuto la necessità di un ring-fencing forte delle risorse e ribadito il ruolo imprescindibile delle Regioni, non solo nella programmazione ma anche nell’assegnazione diretta delle risorse”. Un altro punto centrale è il rafforzamento degli strumenti di mercato, a partire dall’OCM, “che rimane il pilastro più efficace e che va estesa anche al settore lattiero-caseario. Abbiamo posto attenzione agli accordi commerciali (Mercosur, India) che devono garantire reciprocità ma che sono una straordinaria opportunità per valorizzare le produzioni di qualità delle nostre filiere agroalimentari”.

Fondamentale, per le filiere agroalimentari e pesca, rimane il rafforzamento degli strumenti finanziari a supporto di innovazione tecnologica e digitalizzazione delle filiere, adattamento ai cambiamenti climatici e gestione sostenibile delle risorse, competitività delle imprese europee rispetto ai prodotti provenienti da Paesi terzi, che operano secondo standard ambientali, sociali e produttivi differenti, ammodernamento delle flotte e degli impianti di acquacoltura.

Infanzia e adolescenza. Dagli Stati generali di Rimini una spinta alla nuova legge regionale sulla natalità

Generare non significa soltanto far nascere un figlio, ma creare le condizioni perché una nuova vita possa trovare intorno a sé una comunità capace di accoglierla, sostenerla e accompagnarla nel tempo.

È da questa consapevolezza, emersa con forza durante la seconda edizione degli Stati generali dell’Infanzia e dell’adolescenza – che si sono conclusi oggi a Rimini – che arriva una nuova spinta alla legge sulla natalità che la Giunta della Regione Emilia-Romagna sta costruendo insieme all’intergruppo assembleare.

Per tre giorni a Rimini istituzioni, studiosi, operatori sociali, educatori e professionisti si sono confrontati sul tema “Generare: nascere figli, crescere genitori” mettendo al centro una domanda che riguarda il futuro dell’intera società: come restituire ai giovani la possibilità concreta di scegliere di costruire una famiglia?

La risposta emersa durante gli Stati generali, che si sono aperti mercoledì 10 giugno con l’intervento del presidente Michele de Pascale, è chiara: contrastare la denatalità significa prima di tutto ricostruire comunità.

“Non è il desiderio di avere figli a mancare. A mancare, troppo spesso, sono le condizioni per poterli accogliere e crescere senza sentirsi soli” ha più volte sottolineato l’assessora a Scuola, Welfare e Politiche per l’Infanzia, Isabella Conti, nel ringraziare tutti i relatori e le relatrici con cui c’è stata grande condivisione e approfondimento. “Ridurre quella distanza- ha affermato- è una responsabilità politica. Servizi educativi accessibili, sostegno alla genitorialità, conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, politiche abitative e comunità inclusive: è da qui che passa la libertà di scegliere. Il compito delle istituzioni è rendere possibile ciò che le persone desiderano davvero”.

L’assessora ha quindi rilanciato il percorso della nuova legge regionale sulla natalità, sull’infanzia e sulla genitorialità.

“Non sarà una legge simbolica- ha ribadito Conti- ma uno strumento concreto capace di mettere in relazione welfare, servizi educativi, salute, scuola, conciliazione vita-lavoro e sostegno alle famiglie. Abbiamo il dovere urgente di ricostruire la comunità. Nessun nucleo familiare può o deve essere un’isola. È da qui che passa la possibilità di contrastare la denatalità e costruire un futuro più forte per l’Emilia-Romagna. Ora è il tempo di agire, insieme a tante e tanti che stanno contribuendo”.

Gli Stati generali di Rimini: alcuni degli interventi

Le giornate riminesi di incontri, dialoghi, lectio magistralis e dibattiti hanno coinvolto alcune delle voci più autorevoli del panorama italiano, insieme a professionisti che ogni giorno lavorano accanto alle famiglie per contrastare l’isolamento e promuovere benessere psicologico e sociale.

Centrale è stato l’intervento di Alessandro Rosina che ha richiamato l’attenzione sul divario tra desiderio e realtà: oltre l’80% dei giovani – ha sottolineato il demografo – immagina di avere figli, ma molti incontrano ostacoli che impediscono di trasformare questo progetto in una scelta concreta.

Da questa considerazione si sono generate quasi tutte le riflessioni, tra cui quelle di autorevoli ospiti internazionali come Anna Rotkirch, professoressa di ricerca in Finlandia, che ha ribadito come “il futuro non si ‘decide’, ma si rende possibile: creando le condizioni sociali, economiche e relazionali perché il desiderio di generare possa trovare spazio”.

“L’essere umano è cresciuto come specie cooperativa, in cui la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini dipendono da reti di cura più ampie del solo legame madre-figlio” ha ribadito, in un collegamento dall’America, Sarah Blaffer Hrdy, professoressa emerita di Antropologia alla University of California, Davis.

Nella sua lectio magistralis, lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini ha sottolineato come “serva una comunità di adulti responsabili che sappia guardare al mondo dei bambini e dei ragazzi con occhi nuovi, capace di generare benessere psicologico e relazionale”.

“Tutto ciò che genera relazioni, ascolto e sostegno reciproco rafforza il tessuto della società”, il monito della sociologa Chiara Saraceno.

Si è affrontato poi il tema delle famiglie plurali con la scrittrice Espérance Hakuzwimana e con lo psicoterapeuta e psicanalista Gian Marco Ciavolino: “Le famiglie contemporanee non sono più riconducibili a un unico modello: si moltiplicano le esperienze, si intrecciano culture, lingue, storie migratorie e percorsi affettivi che ridefiniscono continuamente cosa significhi essere famiglia”.

L’attesa lectio dello psicoterapeuta Alberto Pellai ha evidenziato ancora una volta come dietro al disagio adolescenziale spesso si nasconda una domanda profonda: “chi c’è per me?”. Le nuove sfide educative tra fragilità crescenti e il bisogno di presenza autentica.

La sociologa Sara Nanetti ha messo in luce come le diverse forme di genitorialità non si sviluppano mai in isolamento, ma siano sempre inserite in contesti sociali, economici e culturali che possono sostenerle oppure renderle più fragili. Famiglia, scuola, servizi e comunità costruiscono insieme lo spazio entro cui diventare ed essere genitori oggi.

Sferzante e incisiva la riflessione della giornalista e scrittrice Concita De Gregorio: “Il tema non è dare figli alla patria. Il tema è dare una patria ai figli”.

I video di tutti gli interventi integrali dei relatori saranno disponibili a breve all’indirizzo https://www.regione.emilia-romagna.it/eventi/generare

La sanità in Emilia-Romagna: lunedì 15 giugno, a Sassuolo, Michele de Pascale

La sanità in Emilia-Romagna: lunedì 15 giugno, a Sassuolo, Michele de PascaleLunedì 15 giugno, alle ore 18.30, presso Tenuta Vandelli a Sassuolo, si terrà l’iniziativa pubblica “La sanità in Emilia-Romagna”, promossa dal Partito Democratico del Distretto Ceramico.

All’incontro parteciperà Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, intervistato da Davide Berti, direttore della Gazzetta di Modena. Porteranno i saluti iniziali Filippo Simeone, coordinatore PD Distretto Ceramico, Luigi Tosiani, segretario regionale del PD Emilia-Romagna, e Matteo Mesini, sindaco di Sassuolo.

Al centro del confronto, il futuro della sanità pubblica emiliano-romagnola, in una fase decisiva per il Servizio sanitario regionale: dalla tenuta dei conti al rafforzamento della medicina territoriale, dall’abbattimento delle liste d’attesa alla valorizzazione del personale sanitario, fino alla necessità di ripensare i servizi locali alla luce dei nuovi bisogni sociali, demografici e tecnologici.

“La sanità pubblica è uno dei pilastri fondamentali della nostra comunità democratica – dichiara Filippo Simeone, coordinatore PD Distretto Ceramico –. Difenderla significa difendere una società in cui il diritto alla cura non dipende dal reddito, dal luogo in cui si vive o dalla possibilità di rivolgersi al privato. Per questo, l’incontro con il presidente de Pascale rappresenta un’occasione importante non solo per discutere dei risultati raggiunti dalla Regione, ma anche per riportare al centro le esigenze concrete del Distretto ceramico e della città di Sassuolo”.

Il dato politico più importante è che oggi la sanità regionale ha rimesso in ordine i propri conti. Dopo anni difficili, segnati dall’aumento dei costi e dalla crescita della domanda di cura, la Regione è riuscita ad azzerare il deficit sanitario e a salvaguardare il livello delle prestazioni. Dai 194 milioni di disavanzo del 2024 si è passati a una progressiva riduzione fino al pareggio, accompagnata da uno stanziamento straordinario di 500 milioni di euro per sostenere il sistema sanitario pubblico.

“Avere i conti in ordine non è un fatto puramente tecnico – prosegue Simeone –, ma la condizione necessaria per tornare a programmare, investire e immaginare la sanità del futuro. Chiudere la stagione del disavanzo significa poter aprire una fase nuova: non più rincorrere soltanto le emergenze, ma ridisegnare i servizi, rafforzare il territorio e costruire una sanità più moderna, più vicina e più capace di rispondere ai bisogni reali delle persone”.

 

Tentata rapina al Monte dei Paschi di Siena di Sassuolo: i dettagli

Tentata rapina al Monte dei Paschi di Siena di Sassuolo: i dettagliQuesta mattina, i Carabinieri della Compagnia di Sassuolo hanno arrestato in flagranza di reato tre uomini di origini campane, rispettivamente di 42, 63 e 67 anni, con precedenti penali e di polizia, accusati di tentata rapina aggravata in concorso. Uno dei soggetti, in passato, aveva avuto domicilio a Marano sul Panaro.

L’operazione, come già anticipato, si è svolta con estrema rapidità intorno alle 11:00, quando il sistema d’allarme della filiale del Monte dei Paschi di Siena a Sassuolo, situata in via Manin 5, ha segnalato la presenza di intrusi all’interno dell’edificio. Ricevuta la segnalazione dall’istituto di vigilanza responsabile della sicurezza della banca, la Centrale Operativa dei Carabinieri di Sassuolo ha immediatamente attivato il Numero Unico di Emergenza 112, coordinando l’invio sul posto di tre autoradio con personale d’intervento equipaggiato con giubbotti antiproiettile e armamento di ordinanza.

La prima pattuglia dell’Aliquota Radiomobile è giunta sul luogo in pochi secondi, dimostrando grande tempestività. I militari hanno rapidamente individuato i tre uomini all’interno dell’area, immobilizzandoli e procedendo al loro arresto prima che potessero portare a termine il tentativo di rapina. I tre arrestati erano travisati da maschere integrali in lattice progettate per alterare completamente le sembianze. Inoltre, le loro mani erano ricoperte da colla istantanea a base di cianoacrilato, presumibilmente per ostacolare eventuali rilevamenti di impronte digitali durante indagini tecnico-scientifiche. Al momento dell’irruzione, nella banca si trovavano 10 impiegati e 14 clienti. Grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri, tutti sono rimasti illesi. Sono ora in corso ulteriori indagini per approfondire il caso.

L’operazione rappresenta un importante successo investigativo e operativo, reso possibile dall’efficacia del sistema di allarme, dalla rapida comunicazione al centralino d’emergenza 112 e dalla professionalità del personale della Compagnia dei Carabinieri di Sassuolo. Il loro intervento ha permesso di fermare l’azione criminale e assicurarne i responsabili alla giustizia. Si precisa infine che il procedimento penale è ancora nella fase preliminare e che gli indagati devono essere considerati innocenti fino a una sentenza definitiva di condanna.

Alberto Aquilani è il nuovo allenatore del Sassuolo Calcio

Alberto Aquilani è il nuovo allenatore del Sassuolo Calcio
Alberto Aquilani (ph: U.S. Sassuolo Calcio)

L’U.S. Sassuolo Calcio comunica ufficialmente che il Sig. Alberto Aquilani è il nuovo allenatore della Prima Squadra.

Nato a Roma nel 1984, dopo una lunga carriera trascorsa con le maglie, tra le altre, di Roma, Liverpool, Juventus e Milan, nel gennaio del 2017 Aquilani approda in neroverde: 16 presenze e 1237 minuti con la maglia del Sassuolo, dove ha lasciato un ottimo ricordo anche dal punto di vista umano a tutto l’ambiente.

Aquilani inizia la carriera da allenatore a luglio del 2019 con l’Under 18 della Fiorentina, ma diventa presto collaboratore tecnico di Giuseppe Iachini in prima squadra fino alla fine della stagione.

Da luglio 2020 siede sulla panchina della Primavera dei viola, vincendo la Coppa Italia Primavera 19/20 e ripetendo il successo nelle edizioni 20/21 e 21/22, di cui si assicura anche le rispettive Supercoppe. Al termine della stagione 22/23 riceve il premio come miglior allenatore del campionato Primavera dopo il terzo posto della regular season e il secondo della fase finale.

A giugno 2023 passa al Pisa in Serie B, concludendo la stagione in 13^ posizione con 46 punti, e dopo un anno di pausa approda al Catanzaro. Con i giallorossi 59 punti e quinto posto: superati Avellino e Palermo, nella finale playoff con il Monza la doppia sfida finisce in parità, ma sono i lombardi ad ottenere la promozione in A per il miglior piazzamento in classifica.

(ph: U.S. Sassuolo Calcio)

Veronica Squinzi, Amministratore Delegato di Mapei e Vicepresidente del Sassuolo, dichiara: “Sono molto contenta di questa scelta. In realtà, si tratta anche di un gradito ritorno, visto che come calciatore ha indossato la maglia neroverde nel 2017. Da allora siamo cresciuti entrambi e penso che, insieme, potremo scrivere nuovi entusiasmanti capitoli di storia della nostra squadra”.

Vandelli (Futuro Nazionale): “Criminalità fuori controllo: +80% di furti in esercizi commerciali nel 2025; interrogherò la giunta”

Vandelli (Futuro Nazionale): “Criminalità fuori controllo: +80% di furti in esercizi commerciali nel 2025; interrogherò la giunta”Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un’impennata di micro-criminalità nella nostra città: furti, rapine e vetri rotti sembrano ormai all’ordine del giorno. Oggi abbiamo visto il culmine con il tentativo, fortunatamente sventato, di rapinare una banca di via Manin.

Ma oltre alla fuga di notizie, a testimoniare da un punto di vista quantitativo l’aumento del fenomeno, sono i dati della Prefettura di Modena: nel corso del 2025 infatti i furti in esercizi commerciali sono aumentati dell’80,77% mentre le rapine del 30,77%, con un +66% per quanto riguarda quelle in esercizi commerciali.

Non possiamo abituarci all’idea che tutto questo sia normale. Esistono responsabilità condivise dal governo nazionale e dalle amministrazioni locali. Da un lato è fondamentale prendere atto dell’incidenza dell’immigrazione (specie quella clandestina) sulla criminalità. Al nord-Italia oltre un furto su due è commesso da stranieri, molti dei quali illegalmente presenti sul territorio italiano. Futuro Nazionale ritiene di prioritaria necessità il blocco totale e immediato degli ingressi, l’aumento di rimpatri ed espulsioni, la costruzione di una struttura normativa ostile e deterrente verso chi è ospitato sul nostro territorio e delinque.

D’altro canto è fondamentale mettere in luce quali strumenti ha a disposizione l’amministrazione locale per contrastare il fenomeno. Da una migliore e più efficiente gestione dei pattugliamenti delle forze dell’ordine all’utilizzo del Daspo urbano, passando per l’adozione di dispositivi teaser da servire in dotazione alla Polizia Locale.

Per valutare queste ed altre soluzioni, presenterò al primo Consiglio Comunale utile un’interrogazione sulla sicurezza.
Sassuolo ha bisogno di un’amministrazione vigile e che si adoperi per tutelare l’incolumità dei suoi cittadini.

Giuseppe Vandelli
Consigliere Comunale di Sassuolo

“Sport x Tutti”: al Parco XXV Aprile una giornata dedicata allo sport e alla vita all’aria aperta

Domenica 14 giugno, dalle ore 15.30 alle 18.30, al Parco XXV Aprile di Fiorano Modenese ospiterà l’iniziativa “Sport x Tutti”, un pomeriggio dedicato alla promozione dell’attività sportiva, del benessere e della partecipazione della comunità.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare lo sport come strumento di aggregazione, inclusione e crescita personale, offrendo a cittadini e famiglie l’opportunità di conoscere e sperimentare diverse discipline sportive in un contesto aperto, accessibile e coinvolgente.

Durante il pomeriggio saranno proposte attività e dimostrazioni rivolte a bambini, ragazzi e adulti, con la collaborazione di associazioni e realtà sportive del territorio. L’evento rappresenta un’occasione per promuovere stili di vita sani e favorire momenti di incontro e socializzazione all’interno di uno dei principali spazi verdi cittadini.

Al termine delle attività sarà offerto un aperitivo leggero ai partecipanti, a cura di James Park.

«Lo sport è un importante veicolo di benessere, inclusione e coesione sociale, nonché una delle più importanti e diffuse agenzie educative. Con questa iniziativa, vogliamo creare un’occasione di incontro aperta a tutti, valorizzando il ruolo delle associazioni sportive e dei luoghi pubblici come spazi di comunità, e al tempo stesso consentendo ai nostri ragazzi di passare un pomeriggio sano all’aria aperta, con l’opportunità di conoscere le attività praticabili nel nostro territorio», dichiara l’Assessore allo Sport Luca Busani.

La partecipazione è libera e gratuita.

In caso di maltempo, l’evento sarà annullato.

Formigine. Agenda over 60 Benessere, sport e socialità: attività gratuite per gli over 60

L’Amministrazione comunale di Formigine rinnova il proprio impegno a favore del benessere e della socialità, confermando la centralità delle politiche dedicate alla terza età. Questa attenzione si inserisce in un percorso programmatico molto più ampio che mette al centro la relazione tra le generazioni e la qualità della vita, un cammino che vede il Comune già protagonista attraverso il progetto “Formigine Città Longeva”.

Proprio all’interno di questa cornice di servizi e valorizzazione del tempo libero, si inserisce la nuova opportunità del Soggiorno estivo dedicato agli over 70, che si terrà dal 5 al 19 settembre a Cervia e per il quale i residenti formiginesi hanno tempo fino al 22 giugno per presentare le adesioni. Per informazioni è possibile contattare l’agenzia “Cervia In per il turismo” (tel. 0544 916280). Parallelamente, viene proposta anche l’Agenda Over 60, una serie di attività ricreative e motorie appositamente pensate per la salute dei cittadini, completamente gratuite per tutti i partecipanti over 60. Proprio per promuovere al meglio queste opportunità, è stata realizzata una capillare campagna di comunicazione che ha portato alla distribuzione di 2.000 volantini informativi, di cui 1.000 dedicati all’Agenda Over 60 e 1.000 al Soggiorno estivo, presso le associazioni del territorio e i principali punti di ritrovo.

Nel dettaglio, per quanto riguarda i mesi di giugno e di settembre, è in programma “In forma al parco”, un ciclo di incontri dedicati alla ginnastica che si terranno due volte a settimana grazie alla Podistica Formiginese. Sempre sul fronte del movimento e del benessere fisico, a partire dal mese di settembre prenderà il via anche una lezione mensile di pilates organizzata dalla Podistica Sportinsieme Formigine, che andrà ad arricchire l’offerta motoria insieme alla ginnastica dolce per anziani proposta due volte al mese da S.G. Solaris. A queste si affiancano le lezioni di ballo di coppia settimanali, i pomeriggi musicali, i momenti di socializzazione e le attività intergenerazionali proposti da Danzaland. Parallelamente ai corsi sportivi, il territorio comunale offre importanti occasioni di incontro focalizzate sulla creatività e sullo scambio culturale tra diverse fasce d’età. Durante il mese di luglio, l’Associazione Magreta promuoverà specifici momenti di condivisione intergenerazionale attraverso sessioni dedicate a racconti e letture. Con la Fondazione La Locomotiva si potrà invece partecipare a laboratori di manualità fine dedicati a persone con disabilità con il prezioso supporto di volontari anziani. Inoltre, l’associazione Cose dell’altro mondo proporrà, nel periodo tra dicembre e febbraio, un progetto di alternanza scuola-lavoro che vedrà collaborare i ragazzi delle scuole superiori e i volontari tra i 25 e i 70 anni sui temi della solidarietà. Chi preferisce l’attività all’aria aperta e in compagnia potrà inoltre fare affidamento sulle camminate libere, come quelle organizzate ogni martedì e giovedì sera dal gruppo “Passi e Parole” con ritrovo in piazza Ravera, o quelle a cura dell’Associazione Magreta , o ancora partecipare ai viaggi ludici e culturali riservati ai tesserati e gestiti da Università Popolare di Formigine, Circolo La Torre e Podistica Formiginese.

Il calendario dei prossimi mesi sarà scandito anche da manifestazioni podistiche. Archiviati gli appuntamenti primaverili, la programmazione riprenderà in autunno con la Camminata della Carovana, prevista per il prossimo 18 ottobre, e si concluderà con l’evento Corri con l’Avis, che si terrà il 22 novembre. Per ricevere ulteriori informazioni e conoscere i dettagli dei vari appuntamenti è possibile contattare direttamente le associazioni coinvolte o consultare il sito del Comune di Formigine.

Alcune delle chiusure previste su A1, A1 Panoramica e A14

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, nelle due notti di lunedì 15 e martedì 16 giugno, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Terre di Canossa Campegine e Reggio Emilia, verso Bologna. Di conseguenza, non sarà raggiungibile l’area di parcheggio “Crostolo ovest”, situata nel suddetto tratto.

In alternativa alla chiusura del tratto, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Terre di Canossa Campegine, percorrere la viabilità ordinaria: SP111, via Bertona, SS9 via Emilia, viale Martiri Piazza Tien An Men, SS722, viale dei Trattati di Roma e rientrare in A1 alla stazione di Reggio Emilia.

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Sulla A1 Milano-Napoli Panoramica, per consentire attività propedeutiche ai lavori di completamento della manutenzione delle gallerie “Monte Frassino I” e “Monte Frassino II”, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura:

DALLE 21:00 DI LUNEDI’ 15 ALLE 6:00 DI MARTEDI’ 16 GIUGNO 

-sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con la A1 Direttissima Località Baccheraia (km 262+200) e Pian del Voglio (km 237+200), verso Bologna.

Di conseguenza, saranno chiuse le stazioni di di Roncobilaccio, in entrata verso Bologna e in uscita per chi proviene da Firenze e di Pian del Voglio, in uscita per chi proviene da Firenze.

Contestualmente sarà chiusa l’area di servizio “Roncobilaccio est”, situata nel suddetto tratto.

In alternativa si potrà percorrere la A1 Direttissima.

In alternativa alla chiusura delle stazioni di Roncobilaccio e di Pian del Voglio, utilizzare la stazione di Badia, sulla A1 Direttissima.

DALLE 21:00 DI MARTEDI’ 16 ALLE 6:00 DI MERCOLEDI’ 17 GIUGNO

-sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento A1 Direttissima Località Baccheraia (km 262+200) e Rioveggio (km 222+700), verso Bologna.

Di conseguenza, saranno chiuse le stazioni di Roncobilaccio e di Pian del Voglio, in entrata verso Bologna e in uscita per chi proviene da Firenze, mentre la stazione di Rioveggio sarà chiusa in uscita per chi proviene da Firenze.

Contestualmente sarà chiusa l’area di servizio “Roncobilaccio est”, situata nel suddetto tratto.

In alternativa si potrà percorrere la A1 Direttissima.

In alternativa alla chiusura delle stazioni, si potrà utilizzare Badia, sulla A1 Direttissima.

NELLE DUE NOTTI DI MERCOLEDI’ 17 E GIOVEDI’ 18 GIUGNO, CON ORARIO 21:00-6:00

-sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con la A1 Direttissima Località Baccheraia (km 262+200) e Roncobilaccio (km 242+300), verso Bologna.

Di conseguenza, la stazione di Roncobilaccio sarà chiusa in uscita per chi proviene da Firenze.

In alternativa, chi da Firenze è diretto verso Bologna, potrà percorrere la A1 Direttissima.

In alternativa alla stazione di Roncobilaccio, percorrere la A1 Direttissima e uscire a Badia, per poi proseguire sulla viabilità ordinaria ed entrare sulla A1 Panoramica attraverso la stazione di Pian del Voglio, in direzione Firenze/Roma.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, nelle due notti di lunedì 15 e martedì 16 giugno, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Imola e Castel San Pietro, per consentire lavori di manutenzione del cavalcavia di svincolo.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Imola, percorrere la viabilità ordinaria: via Selice, SP610, SP19, SS9 via Emilia, via Cova, via San Carlo e rientrare in A14 alla stazione di Castel San Pietro.

Sassuolo: cittadino albanese irregolare sul territorio nazionale, accompagnato dai carabinieri al C.P.R. di Caltanissetta per l’espulsione

Sassuolo: cittadino albanese irregolare sul territorio nazionale, accompagnato dai carabinieri al C.P.R. di Caltanissetta per l’espulsione

Lo scorso 9 giugno, durante un’operazione di controllo del territorio condotta dall’Aliquota Radiomobile di Sassuolo, è stato fermato all’interno del centro urbano un cittadino albanese di 38 anni, residente nella zona del comprensorio ceramico e già noto alle autorità per precedenti di polizia. A suo carico risultava un decreto di diniego al rinnovo del permesso di soggiorno.

Approfondimenti immediati hanno consentito di verificare che il soggetto era anche destinatario di un decreto di espulsione dal territorio italiano, emesso dalla competente Autorità di Pubblica Sicurezza. Completate le formalità burocratiche necessarie, i Carabinieri della Compagnia di Sassuolo hanno proceduto al suo trasferimento in Sicilia, presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Caltanissetta.

Qui l’uomo è stato preso ufficialmente in carico, in attesa della conclusione delle procedure previste dalle leggi vigenti e del conseguente rimpatrio nel suo Paese d’origine.

Arrivano le semifinali per la quarta edizione del Torneo di calcio dei Quartieri

Le semifinali della quarta edizione del Torneo di calcio dei Quartieri di Sassuolo, organizzato dagli Eagles Virtus Ancora, sono ormai alle porte. Nel Girone A, la squadra del Parco ha conquistato il primo posto, seguita dal Centro. Nel Girone B, a prevalere è stata la formazione di Ancora, che si è imposta per 4-2 nello scontro diretto contro i campioni in carica di Pontenuovo. Il programma delle semifinali prevede martedì alle 20 il confronto tra i giovani promettenti del Parco e i veterani di Pontenuovo. A seguire, alle 21:30, sarà la volta della sfida tra Ancora e Centro.

Le finali si terranno venerdì 19 a partire dalle ore 19 sul campo sintetico di San Michele.

In contemporanea, si disputeranno anche le semifinali del Torneo Junior: Rometta sfiderà il Parco, mentre Ancora affronterà Quattroponti.

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