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sabato, 4 Aprile 2026
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Dalla Regione quasi 50 milioni di euro per sostenere le aziende agricole nelle aree montane e con svantaggi naturali

Dalla Regione quasi 50 milioni di euro per sostenere le aziende agricole nelle aree montane e con svantaggi naturaliQuasi 50 milioni di euro per sostenere le aziende agricole dell’Emilia-Romagna che operano nelle aree più svantaggiate, dalla montagna alle zone caratterizzate da vincoli naturali.

Con questo obiettivo la Giunta regionale ha approvato i bandi 2026 per le indennità compensative previste dalla Politica agricola comune (Pac) 2023-2027, rivolte alle imprese attive nei territori montani e nelle altre zone soggette a vincoli naturali. Il provvedimento attiva anche per quest’anno i due interventi principali: il sostegno alle aree montane, per un importo complessivo di circa 31,5 milioni di euro, e quello destinato agli altri ambiti territoriali con svantaggi naturali significativi (SRB02), pari a 17,5 milioni di euro, strumenti fondamentali per compensare i maggiori costi e i minori ricavi legati alle condizioni produttive più complesse.

Le risorse si inseriscono in una dotazione complessiva di oltre 144 milioni di euro per l’intero periodo di programmazione 2023-2027 e, anche per il 2026, sarà garantito il finanziamento di tutte le domande ammissibili, senza meccanismi selettivi.

Le indennità sono finalizzate in particolare a compensare il differenziale di redditività rispetto alle aree non soggette a vincoli e a garantire il mantenimento dell’attività agricola e zootecnica nei territori più fragili, contrastando l’abbandono delle aree interne e montane e rafforzando il presidio territoriale. L’obiettivo è assicurare continuità agli interventi e un sostegno diffuso alle imprese agricole che operano nei contesti più complessi.

“Con questi bandi- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi- rinnoviamo un impegno preciso della Regione: sostenere concretamente le aziende che operano nei territori più fragili, dove fare agricoltura è più difficile ma ancora più necessario. Parliamo di imprese che garantiscono produttività, presidio, tutela del paesaggio, manutenzione del territorio e qualità ambientale. Senza il loro lavoro quotidiano, intere aree rischierebbero di essere abbandonate, con conseguenze non solo economiche ma anche sociali e ambientali. Per questo confermiamo un sostegno importante alle imprese che operano in contesti con difficoltà strutturali rilevanti. È una scelta che riconosce il valore strategico dell’agricoltura nelle aree montane e svantaggiate e rafforza la coesione territoriale della nostra regione. Continuiamo inoltre a utilizzare al meglio gli strumenti della Pac, mettendo al centro le imprese agricole e garantendo continuità agli interventi, con l’obiettivo di rendere questi territori sempre più vivi, produttivi e sostenibili”.

I bandi

Nel dettaglio, i contributi sono erogati sotto forma di indennità annuale per ettaro di superficie agricola utilizzata (Sau), con importi fino a 300 euro per ettaro per le aziende zootecniche e fino a 250 euro per le altre tipologie di aziende agricole. Le domande sono ammissibili a partire da una superficie minima di 2 ettari, elevata a 3 ettari complessivi nel caso di richieste che riguardano entrambe le tipologie di area.

Possono accedere al sostegno gli agricoltori qualificabili come “in attività”, che conducono direttamente i terreni oggetto di domanda e risultano iscritti all’Anagrafe delle aziende agricole con fascicolo aziendale aggiornato e validato. Le superfici devono essere mantenute in condizioni idonee alla coltivazione o al pascolo per l’intero anno di riferimento. Per le aziende zootecniche, l’accesso al livello massimo di contributo è subordinato al rispetto di un carico minimo di bestiame, espresso in Unità di bestiame adulto (Uba) in rapporto alla superficie aziendale, secondo i parametri definiti dalla normativa nazionale ed europea.

È previsto un meccanismo di modulazione del contributo in base alla dimensione aziendale: il sostegno è pieno fino a 20 ettari e si riduce progressivamente per le superfici eccedenti, fino a non essere riconosciuto oltre i 60 ettari. Una modalità che consente di orientare le risorse verso le aziende di dimensioni piccole e medie. La degressività è applicata considerando complessivamente le superfici aziendali ricadenti sia nelle aree montane sia in quelle soggette ad altri vincoli naturali.

Le indennità sono cumulabili con gli altri strumenti della Pac, inclusi i pagamenti diretti e gli interventi agro-climatico-ambientali, contribuendo a rafforzare la sostenibilità economica delle aziende localizzate in territori con fabbisogni specifici.

Le domande di sostegno e pagamento dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2026, secondo le modalità definite nell’ambito del sistema di gestione della Pac. L’istruttoria è affidata ad Agrea, che provvede alla verifica delle domande, alla determinazione degli importi e alla concessione delle indennità.

Bologna capitale del volley: oggi in Regione la cerimonia di premiazione della Hall of Fame 2026

Bologna capitale del volley: oggi in Regione la cerimonia di premiazione della Hall of Fame 2026Una giornata che celebra le protagoniste e i protagonisti della pallavolo italiana e apre le iniziative per gli 80 anni della Federazione italiana pallavolo, nel luogo in cui tutto ebbe inizio.

È Bologna, infatti, la città in cui il 31 marzo 1946 nacque la Fipav, e proprio sotto le Due Torri si è svolta oggi, nella Sala 20 maggio 2012 della Regione Emilia-Romagna, la cerimonia di premiazione della Hall of Fame della pallavolo italiana. Un appuntamento che unisce memoria sportiva e futuro del volley nazionale, segnando l’avvio di un calendario di iniziative che accompagnerà, nei prossimi mesi, le celebrazioni dell’anniversario su tutto il territorio.

Alla sua sesta edizione, la Hall of Fame è uno dei momenti più significativi per il movimento pallavolistico, capace di riunire protagoniste e protagonisti di ieri e di oggi insieme ai vertici del volley internazionale, restituendo il valore di una storia ricca di successi e guardando alle sfide future.

Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Regione, Michele de Pascale, l’assessora regionale al Turismo e Sport, Roberta Frisoni, i commissari tecnici della nazionale femminile e maschile, Julio Velasco e Ferdinando De Giorgi, e i vertici delle principali istituzioni pallavolistiche internazionali: il presidente della Federazione internazionale, Fabio Azevedo, quello della Confederazione europea, Roko Sikiric, e il presidente del ParaVolley Europe, Branko Mihorko. Per la Fipav presenti il presidente Giuseppe Manfredi e l’intero consiglio federale, oltre a una delegazione dei comitati regionali e territoriali. Presente anche l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Michele Sciscioli.

Nel corso della cerimonia la Commissione di valutazione, presieduta dal presidente federale Manfredi e composta da giornalisti delle principali testate nazionali, ha proclamato i vincitori e le vincitrici delle diverse categorie per il 2025: Maurizia Cacciatori e Franco Bertoli, tra i nomi più rappresentativi della pallavolo italiana, Laura Bruschini per il beach volley; tra gli allenatori Daniele Bagnoli; tra gli arbitri Giulio La Manna; tra i dirigenti Pietro Florio, Arnaldo Eynard e Renato Ammannito.

“La pallavolo è da sempre di casa in Emilia-Romagna- affermano il presidente de Pascale e l’assessora Frisoni-, un territorio che è espressione di una tradizione radicata e di un sistema sportivo capace di esprimere eccellenze a tutti i livelli, anche grazie alla presenza di numerose squadre impegnate in Serie A1, sia nel volley femminile che maschile. Ospitare la Hall of Fame, nel luogo in cui nacque la Fipav, significa riconoscere questa storia e rilanciarla in una dimensione nazionale e internazionale. Grandi eventi e capacità organizzativa sono per noi leve strategiche: ci permettono di valorizzare il patrimonio sportivo, rafforzare l’attrattività dei territori e generare ricadute concrete per le comunità. In questa direzione va anche il lavoro che stiamo portando avanti insieme alla Fipav, con appuntamenti di primo piano: lo scorso febbraio le Final Four della Coppa Italia maschile di SuperLega all’Unipol Arena di Bologna e, a settembre, la fase preliminare del Campionato Europeo maschile al PalaPanini di Modena. Eventi che confermano il ruolo dell’Emilia-Romagna come punto di riferimento per lo sport in Italia e in Europa, con effetti positivi a livello economico, turistico e di visibilità. Una forza che nel 2025 ha trovato un ulteriore riconoscimento nei risultati straordinari della Nazionale italiana maschile e di quella femminile, entrambe ai vertici del panorama mondiale”.

“È un grande piacere essere qua per celebrare la Hall Of Fame e anche gli 80 anni di questa Federazione- afferma il presidente Fivb, Azevedo-. In Italia la pallavolo è motivo di ispirazione per ragazzi e ragazze e questo è splendido. In questa nazione c’è un grande senso di appartenenza e responsabilità per il nostro sport. Io dico sempre che siamo responsabili di proteggere la pallavolo e di renderla migliore. Ho qui vicino a me i due Ct – Velasco e De Giorgi – che hanno vinto le Olimpiadi e i Mondiali negli ultimi due anni e vorrei un grande applauso per loro. Alla cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026 sei rappresentanti delle squadre azzurre hanno portato la fiaccola olimpica. Questo dimostra quanto sia importante il nostro sport nel vostro paese. Grazie mille a tutti, viva l’Italia e viva la pallavolo”.

Credit: De Sanctis/FIPAV

“Le parole di Fabio Azevedo sono state emozionanti, sono molto onorato di essere qui per questo meraviglioso evento- sottolinea il presidente Cev, Sikiric-. Porto ovviamente in sala i saluti di tutta la pallavolo europea. Questa Federazione ha vinto tutto quello che si poteva vincere a livello Seniores e giovanile ed è, sotto ogni aspetto, un punto di riferimento per tanti altri movimenti. Ringrazio ancora Fipav da parte della Cev perché sono sicuro che insieme collaboreremo sempre al meglio, costruiremo nuovo futuro e svilupperemo al meglio il nostro sport”.

“Dico sempre che la pallavolo paralimpica non è una disciplina separata dalla pallavolo. È parte integrante del nostro sport e parte di ciò che siamo- dichiara il presidente ParaVolley Europe, Mihorko-. Condividiamo tutti la stessa idea: la pallavolo è completa solo quando ogni disciplina è rispettata e valorizzata. Il sitting volley non è qualcosa di diverso. L’Italia lo capisce molto bene. Grazie alla Fipav, il sitting volley è riconosciuto e celebrato insieme alla pallavolo tradizionale. Avete dimostrato che l’inclusione non indebolisce una federazione. Grazie presidente Manfredi e grazie alla comunità della pallavolo italiana, per il vostro sostegno e per aver dimostrato che il nostro sport è più forte quando c’è posto per tutti”.

“Credetemi sono molto molto emozionato- sottolinea il presidente Fipav, Manfredi-. 80 anni sono un traguardo importante e penso che tutto quello che è successo in questi anni lo sia ancora di più. Questa Federazione è sempre in movimento, non si ferma mai. Ci soffermiamo poco sui successi passati e guardiamo sempre avanti, al futuro. Vedo qui in sala tanti rappresentati dei nostri Comitati regionali e territoriali e questo mi riempie di orgoglio. Il territorio rende grande la Federazione per tutto il lavoro che fa e per il supporto che non fa mai mancare. Ringrazio infine la Regione Emilia-Romagna per l’ospitalità e tutte le amministrazioni d’Italia che ci stanno contattando per sviluppare dei progetti in sinergici; un grazie finale anche a tutte le aziende che stanno sostenendo fortemente il nostro cammino”.

“Abbiamo costruito un progetto immaginato come un vero e proprio percorso per celebrare questo 2026 speciale per la Fipav- afferma il vicepresidente Fipav, Sala-. Un cammino che va da nord a sud e che coinvolgerà tutta la penisola. Celebriamo il passato, ma guardiamo sempre al futuro. Collaboreremo con tutti i Comitati territoriali che saranno i veri protagonisti. Verranno proposte iniziative per ogni territorio che saranno ovviamente collegati con i maggiori festeggiamenti nazionali. L’evento per eccellenza di quest’anno sarà sicuramente l’Europeo con la gara inaugurale in una piazza unica del nostro paese: Piazza del Pleibiscito a Napoli. L’intero percorso si chiuderà, infine, a dicembre con una partita celebrativa: Italia vs Resto del mondo”.

“La nostra collaborazione con Fipav è nata in maniera naturale- spiega l’amministratore aelegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Sciscioli-. Dopo la vittoria del secondo Campionato del Mondo a settembre e in vista degli 80 anni federali abbiamo pensato subito di realizzare qualcosa di straordinario. La medaglia presentata oggi porta su un lato il simbolo della Federazione e, sull’altro, dà il massimo risalto alle due coppe mondiali. Questo è sicuramente un altro grande passo per le collaborazioni della Zecca dello Stato con il mondo dello sport”.

Credit: De Sanctis/FIPAV

Consumatori, cresce la rete delle associazioni in Emilia-Romagna

Consumatori, cresce la rete delle associazioni in Emilia-RomagnaUna rete diffusa su tutto il territorio regionale, capace di intercettare i bisogni delle cittadine e dei cittadini e accompagnarli nell’accesso ai servizi, rafforzando la tutela dei diritti in una fase economica e sociale sempre più complessa, che oggi si amplia ulteriormente con nuovi punti di ascolto nelle aree interne, già attivi in 9 aree territoriali e 44 Comuni.

Continua a crescere in Emilia-Romagna il sistema delle associazioni dei consumatori, con 82.217 iscritti lo scorso anno e un’attività che nel solo 2025 ha portato alla gestione di 17mila pratiche, tra conciliazioni e assistenza diretta.

Un sistema disciplinato dalla legge regionale n. 4 del 2017, che dal 2020 a oggi la Regione ha sostenuto con risorse proprie per circa 2 milioni di euro, che superano i 4 milioni complessivi considerando anche gli stanziamenti statali, destinati a rafforzare informazione, assistenza e tutela degli utenti e a garantire un accesso più equo ai servizi su tutto il territorio.

Accanto alla tutela individuale, si è progressivamente rafforzata un’azione strutturata di informazione e formazione, con centinaia di incontri pubblici, iniziative nelle scuole, campagne informative e attività digitali, che oggi si sviluppa ulteriormente attraverso nuovi progetti orientati alla prossimità, in particolare nelle aree interne e nei territori più fragili.

In questo quadro si rafforza anche il ruolo del Comitato regionale consumatori e utenti (Crcu), sempre più coinvolto sulle principali politiche che incidono sulla vita delle persone – dal trasporto pubblico locale alla sanità, fino all’agenda digitale e alla partecipazione – contribuendo a portare le istanze dei consumatori nelle scelte regionali. Un percorso che si accompagna a un’attenzione crescente ai temi dell’inclusione e dell’accesso ai servizi, a partire dal contrasto al digital divide, con l’obiettivo di garantire strumenti concreti di orientamento, tutela e partecipazione.

A illustrare servizi, numeri e attività, oggi a Bologna, nella sede della Regione, la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, e il consigliere regionale, Vincenzo Paldino, presidente del Comitato regionale consumatori e utenti (Crcu). Presenti il presidente di Federconsumatori Emilia-Romagna, Fabrizio Ghidini, la presidente dell’Associazione consumatori utenti (Acu) dell’Emilia-Romagna, Rosamaria Gallo, Francesca Talia, dell’Unione per la difesa dei consumatori – U.di.con Emilia-Romagna e le associazioni dei consumatori e utenti del territorio.

“Rafforzare la tutela dei consumatori significa oggi lavorare su più fronti: informazione, accesso ai servizi e accompagnamento nelle trasformazioni digitali- sottolinea la sottosegretaria Rontini-. In Emilia-Romagna possiamo contare su una rete solida e capillare, che rappresenta un presidio fondamentale di prossimità e di equità sociale, capace di intercettare i bisogni delle persone e di offrire risposte concrete nei territori. È un lavoro che negli ultimi anni abbiamo sostenuto con investimenti significativi, accompagnando le associazioni non solo nell’attività di assistenza e tutela, ma anche nei percorsi di informazione e formazione rivolti alle cittadine, ai cittadini, alle scuole e alle comunità locali. Oggi questo lavoro si rafforza ulteriormente, anche attraverso l’avvio di nuovi punti di ascolto nelle aree interne, con l’obiettivo di consolidare la presenza nei territori più fragili e contribuire a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi, a partire dal tema dell’inclusione digitale. L’obiettivo è garantire a tutte e a tutti gli strumenti per orientarsi, esercitare i propri diritti e partecipare pienamente alla vita sociale ed economica”.

“Il lavoro che stiamo portando avanti in questi mesi segna un cambio di passo importante: il Comitato Regionale Consumatori e Utenti sta tornando ad essere un luogo vivo, partecipato e soprattutto protagonista nelle scelte strategiche della Regione Emilia-Romagna, dopo anni in cui il suo ruolo rischiava di essere percepito come marginale- sottolinea il consigliere regionale, presidente di Crcu, Paldino-. Oggi, grazie ad un rinnovato spirito di collaborazione, il Crcu è pienamente coinvolto nei percorsi decisionali che riguardano le politiche a tutela dei cittadini consumatori, contribuendo in modo concreto alla definizione delle priorità regionali, dall’assistenza alla tutela dei diritti, fino ai progetti di informazione e inclusione digitale. Desidero ringraziare gli assessorati regionali per la disponibilità e la condivisione dimostrata e tutte le associazioni dei consumatori che, ogni giorno, svolgono un lavoro prezioso e spesso silenzioso a fianco dei cittadini, intercettando un bisogno crescente di assistenza e tutela in una fase storica particolarmente complessa, segnata dall’aumento dei costi, dalle difficoltà economiche delle famiglie e da un contesto sociale in continua evoluzione. I numeri degli interventi e dei progetti realizzati dimostrano con chiarezza quanto questo sistema sia fondamentale: rafforzarlo significa investire direttamente nella qualità della vita delle persone”.

Nel corso dell’ultimo anno il Crcu ha avviato un confronto con diversi assessorati regionali su temi che incidono direttamente sulla vita delle cittadine e dei cittadini: dal trasporto pubblico locale e le tariffe, anche in vista degli sviluppi del Prit, alla partecipazione delle associazioni nei comitati consultivi misti della sanità regionale; dall’agenda digitale – con particolare attenzione a innovazione, legalità e contrasto al sovraindebitamento – fino ai percorsi partecipativi. Ulteriori incontri sono programmati nelle prossime settimane sui temi del commercio e del turismo.

“L’Emilia-Romagna- afferma Ghidini- è la regione dove è più radicata la presenza delle associazioni dei consumatori. Questo grazie a un forte tessuto sociale e civico e anche grazie all’attenzione che la Regione e numerose amministrazioni comunali hanno dedicato all’associazionismo consumeristico. Non a caso la prima legge regionale sulla tutela dei consumatori è stata approvata qui nel 1992 ed è stata rinnovata nel 2017. Oggi, con la giunta de Pascale siamo in una intensa fase di applicazione della legge, sia sul piano pratico che sul piano politico. In un periodo di difficoltà economiche per ampie fasce di popolazione, il ruolo delle associazioni dei consumatori assume un ruolo. di particolare rilievo sia sul versante della tutela generale che su quella individuale”.

“Il lavoro delle associazioni dei consumatori- sottolinea Gallo- rappresenta un elemento fondamentale di collegamento tra istituzioni e bisogni reali delle persone. È attraverso questa presenza capillare che le politiche pubbliche possono tradursi in servizi concreti e accessibili, costruendo fiducia e rafforzando il rapporto con le comunità. In particolare, sul fronte della digitalizzazione è sempre più necessario accompagnare cittadine e cittadini nell’accesso ai servizi e agli strumenti online, per evitare nuove forme di esclusione. I dati ci dicono che dove c’è collaborazione tra istituzioni e associazioni, la fiducia del cittadino cresce. La transizione digitale in Emilia-Romagna sta funzionando perché non è ‘calata dall’alto’, ma è accompagnata da un ascolto costante. L’obiettivo per il prossimo futuro è consolidare questa rete, rendendo i nostri sportelli territoriali sempre più dei veri hub di innovazione sociale”.

“A nome delle associazioni che fanno parte del Comitato regionale consumatori e utenti- sottolinea Talia-, riteniamo fondamentale valorizzare non solo le attività realizzate, ma anche l’impatto concreto che queste hanno sui cittadini. I dati degli ultimi anni mostrano una crescente domanda di informazione, orientamento e tutela, con un coinvolgimento sempre più ampio di persone su tutto il territorio regionale. Allo stesso tempo emerge con chiarezza un tema di accesso: non tutti i cittadini hanno le stesse possibilità di accesso alle informazioni, ai servizi e alla tutela dei propri diritti, soprattutto nelle aree più periferiche e tra le fasce più fragili della popolazione. Per questo stiamo rafforzando la presenza nei territori, anche attraverso nuovi punti di ascolto, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più vicina alle comunità e capace di rispondere in modo concreto ai bisogni”.

I dati e le attività

Il sistema regionale delle associazioni dei consumatori si conferma tra i più strutturati a livello nazionale, con una presenza capillare su tutto il territorio e 82.217 iscritte e iscritti complessivi: l’U.Di.Con conta 32.426 iscritti, Federconsumatori 22.086, Confconsumatori 5.576, Adiconsum 5.269, Adoc 4.343, Lega Consumatori 3.405, Codici 2.314, Acu 2.284, Cittadinanzattiva 2.263 e Assoutenti 2.251. Accanto alla rappresentanza, cresce anche l’attività operativa: nel 2024 sono state avviate 867 procedure di conciliazione e gestite 3.574 pratiche, per un totale di 4.441 interventi, a conferma di un ruolo sempre più rilevante nella risoluzione delle controversie e nell’assistenza a cittadine e cittadini.

Un’attività sostenuta dalla Regione attraverso una programmazione pluriennale di interventi, avviata con il bando 2019, proseguita con i bandi 2021 e 2023, che hanno finanziato progetti di informazione, educazione e assistenza diffusi su tutto il territorio regionale.

Nel 2020, nell’ambito del progetto “Formiamo ConsumAutori del futuro”, con un contributo di 200mila euro della Regione Emilia-Romagna, sono stati realizzati 135 incontri pubblici in circa 55 Comuni, 150 iniziative nelle scuole in 40 istituti di 20 Comuni e oltre 100 interventi radio-televisivi, oltre all’attivazione di sportelli informativi dedicati su sovraindebitamento, risparmio e tutela dalle truffe.

Nel 2022, nell’ambito dei progetti del bando 2021 – “La città, il territorio e le nuove sfide” (111.076 euro) e “ConsumERnet – Associazioni in rete per la tutela dei consumatori” (88.923 euro) – sono stati realizzati 316 incontri pubblici (4.852 cittadine e cittadini coinvolti), 234 le iniziative nelle scuole in 53 istituti (1.640 studentesse e studenti), 170 le iniziative radio-televisive e 636 le attività digitali tra articoli, newsletter e contenuti online.

Ottanta incontri pubblici (1.946 persone coinvolte), 98 iniziative nelle scuole in 35 istituti (2.182 studentesse e studenti), 52 iniziative radio-televisive e 181 attività digitali, poi, nel 2024, nell’ambito dei progetti del bando 2023, “Energie per i consumatori sostenibili” (110mila euro) e “Scegli consapevole” (90mila euro).

I temi affrontati hanno riguardato: consumo consapevole e sostenibile, corretta alimentazione e lettura delle etichette, riduzione dello spreco alimentare, uso responsabile delle risorse e raccolta differenziata, educazione finanziaria, tutela del risparmio e gestione del debito, sovraindebitamento e gioco d’azzardo. Ancora, accesso ai servizi pubblici e ai bonus energia, gas e idrico, mobilità sostenibile, liberalizzazione del mercato energetico, telefonia e telecomunicazioni, fino ai temi più recenti legati ai pagamenti digitali, alla sicurezza online e all’accesso ai servizi pubblici digitali.

Un lavoro che oggi si rafforza ulteriormente con l’avvio di nuovi punti di ascolto nelle aree interne, che coinvolgono 9 aree territoriali e 44 Comuni, con l’obiettivo di portare servizi di informazione, orientamento e assistenza direttamente nei territori più fragili e meno serviti. Un’azione che rafforza la prossimità e si accompagna a un impegno crescente sul fronte dell’inclusione digitale, per ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi e garantire a tutte e a tutti l’effettivo esercizio dei diritti.

I Carabinieri controllano l’area di un istituto scolastico e i terminal ferroviari sassolesi

I Carabinieri controllano l’area di un istituto scolastico e i terminal ferroviari sassolesiI Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo, con il supporto della Polizia Locale e dell’unità cinofila “Ector”, nella giornata di oggi hanno eseguito un servizio straordinario di controllo del territorio, finalizzato non solo alla prevenzione e repressione dello spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, ma anche alla verifica del possesso di armi e oggetti atti ad offendere da parte dei più giovani.

Le attività hanno interessato l’area dell’istituto scolastico “Elsa Morante” di Sassuolo ed i terminal ferroviari collegati alle tratte per Modena e Reggio Emilia, luoghi particolarmente sensibili per l’elevata frequentazione giovanile.

Nel corso dei controlli, effettuati anche mediante l’impiego di metal detector e grazie al fiuto del cane antidroga, sono stati rinvenuti complessivamente circa 13 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish: circa 3 grammi nelle aree esterne adiacenti all’istituto scolastico e circa 10 grammi presso il terminal ferroviario di Sassuolo-Modena.

La sostanza, verosimilmente occultata da ignoti al fine di eludere eventuali controlli, è stata sottoposta a sequestro.

L’operazione si inserisce nell’ambito di un più ampio dispositivo di prevenzione volto a garantire maggior sicurezza nei pressi degli istituti scolastici e nei principali snodi del trasporto pubblico, con particolare attenzione alla tutela dei giovani ed alla prevenzione di comportamenti a rischio.

I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, al fine di contrastare con continuità e determinazione ogni forma di illegalità.

Oltre 50 studenti del Volta di Sassuolo diventano aspiranti donatori AVIS

Oltre 50 studenti del Volta di Sassuolo diventano aspiranti donatori AVISOltre 50 allievi neo maggiorenni dell’Istituto Volta di Sassuolo hanno sostenuto questa mattina, martedì 31 marzo, gli esami per diventare donatori di sangue, effettuati direttamente sull’autoemoteca di AVIS posizionata davanti alla scuola.

Tra loro anche il Sindaco Matteo Mesini, che ha scelto di “rientrare” tra gli aspiranti donatori dopo aver interrotto per alcuni anni le donazioni all’Avis, a cui si era iscritto proprio ai tempi delle scuole superiori. Anche a lui il prelievo effettuato oggi e i successivi esami di idoneità riapriranno il percorso per tornare a donare.

Il presidente di Avis Comunale Sassuolo Flaminio Casoni ha sottolineato che l’iniziativa odierna segna la conclusione del progetto di promozione del dono per l’anno scolastico 2025/2026, portato avanti nelle classi quinte degli istituti superiori cittadini – Formiggini, Elsa Morante, Baggi, Volta/Don Magnani – in collaborazione con AIDO e ADMO.

Un impegno reso possibile grazie al lavoro del gruppo di volontari coordinati dal vicepresidente Gian Paolo Chiletti, che nel corso dell’anno ha incontrato 35 classi per un totale di circa 640 studenti.

Di questi, 193 hanno scelto di iscriversi ad Avis, avviando il percorso che li porterà alla prima donazione. Dal solo Istituto Volta sono arrivate 69 adesioni; i prelievi non effettuati nella mattinata in autoemoteca saranno completati in altra sede.

Un ringraziamento particolare va agli insegnanti Athanasios Panaras (Formiggini), Angela Ciaglia (Morante), Paola Pollini (Baggi) e Alex Turrini (Volta/Don Magnani) per la sensibilità e la collaborazione dimostrate nel promuovere tra i giovani il valore del dono volontario.

Anche il sindaco Mesini, nel suo breve saluto agli studenti, ha sottolineato l’importanza di questa scelta di generosità individuale che diventa pilastro di coesione sociale. L’auspicio è che il gesto della donazione possa trasformarsi in uno stile di vita aperto agli altri e alla solidarietà sul territorio. Ai ragazzi è stato infine rivolto un grande “in bocca al lupo” per il prossimo esame di maturità.

 

 

Presentate in commissione le linee di programmazione 2026: per il servizio sanitario regionale 10,2 miliardi

Presentate in commissione le linee di programmazione 2026: per il servizio sanitario regionale 10,2 miliardi
Assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi

Le linee di programmazione e finanziamento del sistema sanitario regionale per il 2026 prevedono uno stanziamento di 10,2 miliardi di euro, con un aumento di 267 milioni rispetto all’anno precedente. Il dato è stato illustrato stamattina in Commissione sanità dall’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi.

L’aumento di risorse dipende in gran parte dall’incremento del finanziamento complessivo del fabbisogno sanitario standard. Un aumento del 4,6% rispetto al 2025, in gran parte, però, con vincoli di spesa per oltre la metà delle risorse (2,8%).

Nel dettaglio, dei 10,2 miliardi di euro previsti per avviare la programmazione 2026, 8,3 vanno alle Aziende sanitarie secondo gli indicatori di programmazione e i restanti 1,9 miliardi saranno distribuiti dalla Regione sulla base di specifiche azioni vincolate.

“Abbiamo messo in campo una prima linea di programmazione solida e vicina alle necessità dei territori- ha spiegato Fabi-. E’ vero che il Governo ha aumentato i trasferimenti nazionale, ma non in maniera sufficiente a coprire tutti i costi e, dunque, permane ancora un sottofinanziamento rispetto a quanto necessario. Inoltre ci sono troppi vincoli di spesa che non ci permettono di finanziare liberamente le nostre politiche sanitarie e siamo preoccupati per la situazione internazionale che rischia di causare un ulteriore aumento dei costi energetici e inflattivi. Tuttavia- ha concluso l’assessore- resta il nostro massimo impegno affinché sia tutelato il diritto universale alla cura, uno dei pilastri su cui si fonda l’Emilia-Romagna”.

Tra gli incrementi di spesa attesi per l’anno in corso, ci sono gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per il triennio 2025-27; una maggiore spesa farmaceutica per i dispositivi medici, necessaria per garantire l’attuale livello assistenziale e la presa in carica dei pazienti; l’incremento della copertura vaccinale, in particolare per l’HPV (12-15 anni), pneumococco (65enni) e Herpes Zoster (65 enni); lo sviluppo del DM 77 per la diffusione della sanità territoriale; il permanere di rilevanti costi energetici e inflattivi.

Secondo la Legge di Bilancio 2026 cresce dello 0,3% il tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti, che arriva all’8,8%, così come quella della spesa farmaceutica convenzionata dello 0,05%, portandola a 6,85%. Si riducono, invece, il payback con una stima a bilancio di -350 milioni, e il fondo per i farmaci innovativi, che calano di 140 milioni, da 1,3 a 1,16 miliardi di euro.

Visite guidate al Castello di Spezzano nel fine settimana di Pasqua

Visite guidate al Castello di Spezzano nel fine settimana di PasquaNei giorni Pasqua e Pasquetta (5 e 6 aprile 2026) il Castello di Spezzano con il Museo della Ceramica sono aperti dalle 10.30 alle 20, con la possibilità di partecipare visite guidate gratuite programmate alle 11, alle 16, alle 17.30 e alle 18.30. Sarà possibile ammirare gli affreschi della Sala delle Vedute e della Galleria delle Battaglie, visitare le interessanti sezioni del Museo e la sezione interattiva Manodopera. Non occorre prenotare, l’appuntamento è nella corte del Castello negli orari previsti.

Anche la Riserva naturale delle Salse di Nirano è aperta e accessibile per tutto il fine settimana Pasqua, per una bella passeggiata rilassante nella natura o per visitare l’Ecomuseo di Ca’ Rossa.

Sabato 4 e lunedì 6 aprile, dalle 16 alle 19, sarà aperta anche la mostra personale di Ermanno Vecchi dal titolo “Movimenti”, l’associazione Arte e Cultura organizza presso la Casa delle arti Vittorio Guastalla, organizzata dall’associazione Arte e Cultura, parte critica a cura di Tina De Falco. L’ingresso è libero.

Formigine celebra il primo voto delle donne

Formigine celebra il primo voto delle donneEsattamente ottant’anni fa, il 31 marzo 1946, le donne di Formigine varcavano per la prima volta la soglia dei seggi elettorali, esercitando un diritto fondamentale che avrebbe cambiato per sempre il volto dell’Italia. Per celebrare questo anniversario, che si inserisce nel più ampio percorso storico verso il Referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente, l’Amministrazione comunale ha organizzato una seduta del Consiglio comunale in adunanza aperta. L’appuntamento è fissato per giovedì 9 aprile alle ore 20.30 nella Sala consiliare del Castello.

In apertura sono in programma gli interventi della Sindaca Elisa Parenti e della Presidente del Consiglio comunale Antonietta Vastola. Saranno presenti Rita Cucchiara, prima Rettrice dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, e la manager formiginese Irene Boni: le loro testimonianze offriranno uno sguardo su come i ruoli apicali ricoperti oggi siano anche il frutto di quel diritto conquistato ottant’anni fa. Il focus storico sarà affidato a Metella Montanari, Direttrice dell’Istituto Storico di Modena, con un intervento sull’Atlante provinciale dei consiglieri comunali, e a Germana Romani dell’Associazione di Storia Locale E. Zanni che ricorderà la figura di Edmea Corradini, la prima donna eletta nel Comune di Formigine.

Il programma sarà arricchito dalle letture di Elisa Grano, in collaborazione con il Circolo La Torre. I testi, selezionati dal Centro Documentazione Donna, approfondiranno il tema del processo partecipativo delle donne al voto. Previsti anche interventi dei Consiglieri comunali attuali.

“Ricordare oggi il 31 marzo 1946 – ha dichiarato la Sindaca di Formigine, Elisa Parenti – non è un semplice esercizio di memoria. Ottant’anni fa, il primo voto delle donne ha segnato l’inizio di una nuova era di partecipazione. Quel gesto ha aperto la strada ai diritti e alle opportunità di cui godiamo oggi. Il nostro impegno quotidiano deve essere quello di onorare questa conquista, garantendo che i valori di partecipazione e parità continuino a essere il motore pulsante della comunità e delle istituzioni. Invito tutta la cittadinanza a partecipare a questo Consiglio aperto, per celebrare insieme un traguardo che appartiene a tutti noi”.

 

Gigetto, il Consiglio comunale di Modena: “Si avvii uno studio di fattibilità per ammodernare la linea”

Gigetto, il Consiglio comunale di Modena: “Si avvii uno studio di fattibilità per ammodernare la linea”Promuovere presso la Regione Emilia-Romagna e gli altri enti competenti quali Fer, l’Agenzia per la Mobilità e i Comuni interessati, l’avvio di uno studio di fattibilità tecnico-economica allo scopo di ammodernare la linea ferroviaria Modena-Sassuolo mantenendo il tracciato storico ed evolvendo verso un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza.

È quanto richiesto dal Consiglio comunale di Modena attraverso l’approvazione, nella seduta di lunedì 30 marzo, di due mozioni sulla revisione del servizio della linea ferroviaria Modena-Sassuolo: una presentata da Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl e l’altra presentata da Katia Parisi di Modena civica, entrambe approvate con il voto a favore di Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl, Modena civica e con il voto contrario di FdI, Lega Modena e Modena in Ascolto. Le mozioni approvate sono state discusse insieme a un’interrogazione di Elisa Rossini (FdI) e a una terza mozione, presentata da FdI, FI, Lega Modena e Modena in Ascolto, che è stata respinta con il voto a favore di FdI, Lega Modena e Modena in ascolto, e contrario di Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl e Modena civica.

La mozione della maggioranza, in particolare, chiede di “confermare politicamente che la linea ferroviaria Modena–Sassuolo non debba essere chiusa né dismessa, ma orientata a una sua evoluzione verso un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza (tram, tram-treno o metropolitana di superficie) individuando – sulla base di studi e analisi comparative – la soluzione trasportistica più idonea a rafforzarne il ruolo di dorsale della mobilità urbana e di area vasta”. Il documento invita a valorizzare e aggiornare gli studi e le analisi già elaborati sulla tratta Modena–Sassuolo da Amo, utilizzandoli come base per definire uno scenario di evoluzione del servizio. Propone, inoltre, di sostenere la progressiva riduzione e superamento dei passaggi a livello, attraverso soluzioni tecnologiche e infrastrutturali compatibili con il contesto urbano; di “inserire esplicitamente nel Pums e nei futuri strumenti di pianificazione della mobilità e del territorio l’obiettivo di evoluzione della linea Modena–Sassuolo, prevedendo nuove fermate urbane e una piena integrazione con il trasporto pubblico su gomma, la mobilità ciclabile e pedonale, in un’ottica di complementarità e intermodalità”; di valorizzare il trasporto ferroviario come elemento strategico evitando ipotesi di riduzione o sostituzione del servizio su ferro con soluzioni di trasporto su gomma lungo il medesimo asse. Il ricorso al potenziamento dei servizi su gomma, “pur rappresentando un utile complemento al sistema di mobilità, non risolve in modo strutturale i problemi di congestione del traffico e di qualità dell’aria, rischiando anzi di aumentare la pressione veicolare sulle principali direttrici di spostamento. Il trasporto su ferro rappresenta, al contrario, una scelta infrastrutturale di lungo periodo: un investimento pubblico strategico, sostenibile e difficilmente sostituibile, la cui riduzione o dismissione comporterebbe la perdita di un patrimonio infrastrutturale costruito in decenni e difficilmente ricostruibile”. Il documento invita, inoltre, “a valutare, in una prospettiva di medio-lungo periodo, le possibili estensioni della linea verso Carpi, Maranello e Reggio Emilia, fino al collegamento con la stazione AV Mediopadana, nell’ottica di una rete ferroviaria di trasporto pubblico di area vasta” e “a coinvolgere FER, TPER, SETA (o l’eventuale soggetto gestore del TPL), la Regione e le amministrazioni del distretto nella definizione di un progetto condiviso, garantendo una governance territoriale unitaria e riferendo periodicamente alle commissioni consiliari competenti in merito allo stato di avanzamento del percorso”.

La mozione approvata di Katia Parisi (Modena Civica), in particolare, propone di analizzare ulteriori interventi infrastrutturali e tecnologici per migliorare efficienza, sicurezza, affidabilità e comfort del servizio, ma anche soluzioni volte alla riduzione dei tempi di attesa nelle intersezioni e alla mitigazione dell’impatto sulla viabilità urbana, senza modificare il tracciato esistente, oltre all’integrazione del servizio all’interno di una visione complessiva del trasporto pubblico regionale e cittadino, favorendo l’intermodalità, il coordinamento con il trasporto pubblico locale su gomma e l’incremento delle frequenze. Parisi, inoltre, chiede che, “nell’ambito della predisposizione del nuovo Piano Regionale Integrato dei Trasporti, la linea Modena–Sassuolo e gli esiti dello studio di fattibilità siano oggetto di specifica valutazione, in coerenza con gli indirizzi strategici regionali in materia di potenziamento delle linee ferroviarie esistenti, integrazione modale, sostenibilità ambientale e miglioramento dell’accessibilità territoriale”. La consigliera, inoltre, invita a promuovere un percorso di partecipazione, coinvolgendo i territori interessati, le categorie economiche e le associazioni dei cittadini nei processi decisionali relativi al futuro della linea e a garantire un monitoraggio continuo sull’evoluzione dello studio di fattibilità, con aggiornamenti periodici alle Commissioni consiliari competenti.

La mozione respinta di FdI, FI, Lega Modena e Modena in Ascolto, illustrata dalla consigliera Elisa Rossini (FdI), in particolare, chiedeva di recuperare lo studio di fattibilità dell’Agenzia per la Mobilità volto a valutare alternative al treno lungo il corridoio della linea ferroviaria al fine di verificare le soluzioni approntate anche in termini di oneri economici, oltre che di avviare le procedure finalizzate all’eliminazione dei passaggi a livello della linea ferroviaria Modena-Sassuolo. Il documento impegnava, inoltre il presidente della commissione competente a convocare periodicamente una commissione dedicata al fine di informare i consiglieri commissari sull’andamento delle valutazioni tecniche e sullo stato delle stesse.

“IL SUO FUTURO SI GIOCA SU INFRASTRUTTURA, TECNOLOGIE E GESTIONE”

“Il futuro di Gigetto si gioca sul confronto su infrastruttura, tecnologie e gestione.  L’unico modo possibile per innovare e proporre nuove soluzioni utili al trasporto pubblico è una discussione su area vasta tra territori, Regione e Governo nazionale lontana dalle demagogie e dai singoli interessi dei territori”.

Lo ha detto, l’assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni rispondendo all’interrogazione della consigliera Elisa Rossini (FdI), che è stata trattata insieme a tre mozioni sulla revisione del servizio ferroviario Modena-Sassuolo. L’assessore ha portato ad esempio l’incontro tra Regione, Comuni, FER, Trenitalia/Tper svoltosi il 22 gennaio a Sassuolo sulle difficoltà riscontrate dopo l’entrata in funzione del Sistema di controllo marcia-treno: “È stato un momento molto significativo d’indirizzo – ha detto – in cui ci si è ritrovati per assumere un indirizzo politico su un problema e da cui si è usciti con un avanzamento positivo”.

La consigliera Rossini, nell’interrogazione, in riferimento ai lavori effettuati da Fer nel periodo 21 maggio-31 dicembre 2025 ha chiesto il costo complessivo e la finalità degli interventi, se il Comune si è confrontato con i soggetti competenti prima dell’avvio del cantiere e quale è stato il contenuto del confronto, e infine “come l’avvio del cantiere si concilia con la volontà espressa negli Indirizzi di Governo di revisione del servizio ferroviario Modena-Sassuolo e con i rilievi contenuti nel Pums”, laddove “ipotizza la sostituzione della tecnologia ferroviaria con mezzi di-versi, eventualmente conservando parte o tutto dell’infrastruttura esistente”. L’assessore, riportando le informazioni e i dati ricevuti da FER, ha spiegato che il principale intervento effettuato sulla ferrovia Modena-Sassuolo è stata la predisposizione della linea con il Sistema di Controllo Marcia Treno, dispositivo obbligatorio secondo la legislazione europea, che assicura al traffico ferroviario uno standard più elevato in termini di sicurezza, per un costo pari a 5,7 milioni di euro. Visto l’inserimento del nuovo sistema FER ha provveduto al rifacimento del piano dei binari alla stazione di piazza Manzoni per velocizzare l’ingresso e l’uscita dei convogli e al rinnovo degli impianti di segnalamento, ma anche all’eliminazione dell’interferenza, in via Fratelli Rosselli, tra le linee di contatto della ferrovia e quella del filobus cittadino, oltre al successivo rifacimento del manto stradale, per complessivi 5,8 milioni di euro. Cifra a cui vanno aggiunti 500 mila euro di corrispettivo per l’attività di regolazione termica dei binari di piazza Manzoni.

Guerzoni ha, quindi, precisato che “il Sistema di Controllo Marcia Treno è un elemento di sicurezza obbligatorio, a tutela innanzitutto dei viaggiatori e del personale ferroviario in servizio” e che “la sua installazione non è in contrasto né con il Pums né con i futuri, auspicabili, sviluppi della linea Modena-Sassuolo che la Regione, sia in merito alle infrastrutture sia in merito alle tecnologie, vorrà attuare di concerto con i Comuni interessati”.

L’assessore ha poi spiegato che le attività di cantiere condotte da FER sul territorio si sono svolte regolarmente e con il corretto coinvolgimento di tutti gli Enti preposti; che durante il periodo di lavori invia Fratelli Rosselli, si sono inevitabilmente registrate criticità di sosta e traffico, ma che i tempi di esecuzione sono stati compressi al massimo e che, su richiesta del Comune, è stata sempre garantita la possibilità di passaggio ciclabile o pedonale.

“A seguito della entrata in funzione del Sistema di controllo marcia treno si sono verificati alcuni episodi critici sull’esercizio della linea che hanno inciso sia sulla funzionalità del trasporto ferroviario sia sui tempi di attesa ai semafori. Come Amministrazione – ha affermato – così come i colleghi del Distretto Ceramico, ci siamo subito attivati nei confronti di Fer e Trenitalia/Tper per porre dei correttivi o delle migliorie. Sul nostro territorio – ha aggiunto – c’è stata anche la sospensione e poi il ripristino della fermata Fornaci che da sempre era utilizzata dall’utenza fragile e dai lavoratori di Villa Igea e del Centro Il Nespolo (Servizio di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza): abbiamo ascoltato subito l’istanza proveniente dai cittadini e dalle strutture socio-sanitarie, portandola al tavolo con la Regione e gli altri Comuni e cercando di trovare una soluzione”.

Guerzoni ha quindi spiegato che, dallo scorso novembre 2025, FER e gli altri enti responsabili del servizio, hanno preso provvedimenti tecnici per limitare i tempi di chiusura dei passaggi a livello nella tratta tra Baggiovara Ospedale e Formigine: “Tali provvedimenti, pur dando benefici oggettivi ai tempi di attesa delle auto ai passaggi a livello, hanno provocato perturbazioni alla circolazione dei treni la cui puntualità lungo tutta l’asse è scesa a percentuali molto basse, tra il 75-80 per cento. Per ovviare anche a questi inconvenienti da febbraio 2026 sono stati ritoccati di qualche minuto i tempi di percorrenza di alcune tratte della linea e i dati di puntualità della linea da febbraio e marzo 2026 sono molto migliorati posizionandosi intono al 95 per cento.  Su questo fronte – ha concluso l’assessore – è fondamentale continuare a monitorare il lavoro degli enti gestori del servizio e della linea, a tutela dei cittadini che la utilizzano quotidianamente”.

In replica, l’interrogante Elisa Rossini non si è detta soddisfatta, anzi “sconcertata” per i costi sostenuti e per gli interventi effettuati da Fer. “Stiamo sperperando denaro pubblico per sistemare la linea Modena-Sassuolo che però vogliamo cambiare, lasciando tutto in sospeso”. Ha citato, parlando di “sprechi di denaro”, esempi come il sottopasso di via Panni e il Gigetto portato a regime “ma destinato a essere superato”. La consigliera ha concluso definendosi confusa dalla risposta ricevuta, “non comprendo l’indirizzo che si vuole prendere”.

Immobile comunale in affitto a Maranello: bando prorogato

Immobile comunale in affitto a Maranello: bando prorogatoE’ stato prorogato al 30 aprile il bando per la concessione in affitto di un immobile di proprietà del Comune di Maranello in Via Carlo Stradi, da destinare ad attività commerciale. L’immobile è costituito da un locale al piano terra ed è provvisto di un retro in parte utilizzato come servizio igienico e in parte come cella frigorifera. Oltre al locale al piano terra è presente un locale ad uso cantina posto al piano sotto strada.

L’immobile è provvisto di un’area cortiliva ad uso esclusivo del condominio da utilizzare per parcheggio privato. L’importo del canone mensile a base d’asta è inizialmente fissato in 600 euro mensili (7.200 euro annui). La locazione avrà la durata di anni sei anni, rinnovabile per un ulteriore periodo di pari durata. Gli operatori economici devono effettuare obbligatoriamente il sopralluogo ai locali previo appuntamento da concordare con il Servizio Ambiente e Patrimonio Pubblico del Comune di Maranello. L’offerta dovrà pervenire al Comune entro il 30 aprile.

A1 Milano-Napoli: chiuso per cinque ore notturne il tratto Parma-allacciamento A15 Parma-La Spezia verso Milano

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di posa cavi, dalle 00:00 alle 5:00 di venerdì 3 aprile, sarà chiuso il tratto compreso tra Parma e l’allacciamento A15 Parma-La Spezia, verso Milano.

Si precisa che la stazione di Parma sarà chiusa in entrata in entrambe le direzioni, Milano e Bologna.

In alternativa si consiglia: per la chiusura del tratto, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Parma, percorrere la viabilità ordinaria: SP343 R verso Parma, SS9 Var, SS9 via Emilia verso Ponte Taro ed entrare sulla A15 Parma-La Spezia alla stazione di Parma ovest, per poi immettersi in A1 e riprendere il proprio itinerario in direzione Milano; per la chiusura dell’entrata di Parma, verso Milano: Fidenza, sulla stessa A1.

In ulteriore alternativa, entrare a Parma ovest, sulla A15 Parma-La Spezia e immettersi in A1 in direzione Milano; per la chiusura dell’entrata di Parma, verso Bologna: Terre di Canossa Campegine, sulla stessa A1.

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Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire attività di ispezione e manutenzione cavalcavia, dalle 00:00 alle 5:00 di mercoledì 1 aprile, sarà chiusa la stazione di Altedo, in entrata in entrambe le direzioni.

In alternativa si consiglia di entrare alle seguenti stazioni: verso Bologna: Bologna Interporto; verso Padova: Ferrara sud.

 

Sport e inclusione: serata di festa al bowling di Formigine con i “Draghi Rossi”

Sport e inclusione: serata di festa al bowling di Formigine con i “Draghi Rossi”Una serata all’insegna dello sport e della solidarietà quella trascorsa al Bowling di Formigine, dove il Team “Draghi Rossi” di Maranello – associazione d’eccellenza nel panorama dell’inclusione sportiva per persone con disabilità – ha sfidato il “Club Motori di Modena – Scuderia Modena Corse” e il “Camper Club Terre di Secchia” di Rubiera.

L’evento, nato dal profondo legame che unisce da anni queste realtà, è stato l’occasione ufficiale per conferire la qualifica di Socio Onorario alle due società. Un riconoscimento prestigioso, assegnato per i meriti eccezionali e il sostegno costante garantito ai “Draghi Rossi”. In particolare, sono stati premiati con le seguenti motivazioni: la dedizione pluriennale agli scopi sociali, con benefici concreti per l’intera collettività; l’alto valore delle iniziative dedicate agli atleti, capaci di favorire una lreale inclusione e di accrescerne l’autostima; il fondamentale supporto economico tramite significative elargizioni liberali, essenziali per le attività dell’associazione.

Rasponi, Daddona e Belli

Al termine delle sfide sulle piste, le onorificenze sono state consegnate dal presidente dei Draghi Rossi ai presidenti Alessandro Rasponi (Club Motori) e Monica Belli (Camper Club). La serata si è poi conclusa nel migliore dei modi: una pizzata in compagnia, tra sorrisi e convivialità, a suggello di un’amicizia che va ben oltre l’ambito sportivo.

Rifiuti elettronici, cresce la raccolta dei piccoli RAEE: Ecolight supera le 16 mila tonnellate nel 2025

Rifiuti elettronici, cresce la raccolta dei piccoli RAEE: Ecolight supera le 16 mila tonnellate nel 2025
Giancarlo Dezio

Nel 2025 il Consorzio Ecolight ha rafforzato il proprio ruolo nella raccolta dei rifiuti elettronici di piccole dimensioni, in particolare nei raggruppamenti R4 (piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo) e R5 (sorgenti luminose).

Secondo i dati consortili, Ecolight ha gestito 15.425 tonnellate di RAEE R4, con un incremento del 14,8% sul 2024, e 775 tonnellate di R5, pari a +5,2% rispetto all’anno precedente. I piccoli RAEE si confermano così il cuore dell’attività del consorzio: il solo raggruppamento R4 – che comprende tra gli altri, smartphone, caricabatterie, asciugacapelli e piccoli elettrodomestici – concentra oltre il 70% dei volumi complessivi raccolti da Ecolight, che nel 2025 hanno raggiunto 22.032 tonnellate di RAEE gestiti, in crescita del 9% sull’anno precedente.

«I piccoli RAEE passano spesso inosservati perché fanno parte della nostra quotidianità. E quando si rompono o non funzionano più rischiano di rimanere in un cassetto e dimenticati – commenta Giancarlo Dezio, direttore generale del Consorzio Ecolight –. Questi apparecchi sono però importanti per l’ambiente: contengono materiali, a volte anche rari e preziosi, che possono essere recuperati e reimmessi nei cicli produttivi. Migliorare la raccolta di queste apparecchiature significa ridurre lo spreco di risorse e l’impatto ambientale». E a proposito di impatto ambientale, il Consorzio ha raggiunto significativi livelli di riciclo: per ogni tonnellata di rifiuti R4, oltre 830 kg sono stati avviati a recupero di materia; per le sorgenti luminose il 91,7% ha dato origine a materie prime seconde.

 

Ecolight ha dato un contributo rilevante alla raccolta nazionale (che nel 2025 è cresciuta del 2% circa complessivamente) con un peso significativo proprio nei piccoli RAEE: circa il 18% della raccolta nazionale del raggruppamento R4 e oltre il 43% del totale delle sorgenti luminose (R5). «Questi numeri dimostrano quanto sia strategico il contributo di Ecolight e dei sistemi collettivi nella gestione dei rifiuti elettronici – prosegue Dezio –. In particolare, i RAEE di piccole dimensioni rappresentano la vera sfida: non solamente perché oggi solamente un piccolo elettrodomestico ogni sei viene conferito correttamente e segue un percorso di recupero, ma anche perché la raccolta richiede un impegno logistico importante, efficiente e capillare».

Infatti Ecolight ha effettuato nel corso del 2025 quasi 18 mila missioni di raccolta per i soli raggruppamenti R4 ed R5; l’83% dei servizi complessivi ha interessato la raccolta dei piccoli elettrodomestici e delle sorgenti luminose.«È un impegno necessario, sostenuto da campagne di comunicazione per sensibilizzare i cittadini a conferire correttamente i propri piccoli RAEE. La diffusione di piccoli dispositivi elettronici nelle nostre case è in continua crescita – conclude il direttore generale di Ecolight –. Per questo è fondamentale continuare a insistere, per migliorare i sistemi di raccolta e tenere alta l’attenzione sul tema dei rifiuti elettronici. Solo così possiamo intercettare questi rifiuti e trasformarli in nuove risorse».

 

Consorzio Ecolight Costituito nel 2004, Ecolight è un Consorzio nazionale senza fini di lucro che raccoglie oltre 2.600 aziende e assicura la gestione e lo smaltimento dei RAEE, delle pile e degli accumulatori esausti e dei moduli fotovoltaici a fine vita nel pieno rispetto dell’ambiente, in una logica di sviluppo sostenibile e di massima efficienza. Il Consorzio è parte del Sistema Ecolight, hub dedicato ai servizi ambientali cui fanno riferimento i consorzi EPR Ecolight, Ecopolietilene (rifiuti da beni in polietilene), Ecotessili (prodotti tessili) ed Ecoremat (ingombranti) e la società di servizi Ecolight Servizi. Maggiori informazioni su www.sistemaecolight.it

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 1 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 1 aprile 2026Cielo nuvoloso al mattino sul settore centro-orientale con deboli precipitazioni sul crinale centro-orientale, a carattere nevose sopra i 1000 metri; nuvoloso od irregolarmente nuvoloso per il resto della giornata.

Temperature minime comprese tra 1 grado delle pianure occidentali e 8/9 gradi della costa, di qualche grado inferiori in aperta campagna con deboli gelate notturne e mattutine; massime tra 12/13 gradi della costa e 15 gradi delle pianure occidentali. Venti moderati o forti da nord-est su mare, settore orientale e rilievi. Mare molto mosso, agitato al largo.

 

La Ceramica italiana a Las Vegas: al via Coverings 2026

La Ceramica italiana a Las Vegas: al via Coverings 2026

La ceramica italiana è protagonista fino a giovedì, del *Coverings*, la più importante fiera internazionale dedicata alle superfici ceramiche e alle pietre naturali nell’intera regione nordamericana.

Giunta alla sua 36ª edizione, Coverings si conferma un appuntamento fondamentale per architetti, designer, sviluppatori e progettisti in cerca di soluzioni innovative per le superfici. Quest’anno, con la partecipazione di numerosi leader del settore, il Padiglione Italiano offre una panoramica completa delle straordinarie evoluzioni della ceramica e del gres porcellanato italiani, capaci di superare continuamente i limiti del design combinando estetica, alte prestazioni e sostenibilità produttiva.

Promosso da Confindustria Ceramica, il Padiglione Italiano nella North Hall è unesperienza immersiva contraddistinta da un’atmosfera calorosa e ospitale. Nel suo cuore si trova lo stand Ceramics of Italy (#1345), progettato dallo studio internazionale HDR, che presenta  ancora una volta magnifiche collezioni di piastrelle italiane e si consolida come punto di incontro per il networking e linterazione sociale. Questo spazio non è una semplice esposizione: lo stand è un ambiente aperto e accogliente, pensato per favorire conversazioni, incontri e connessioni. I visitatori sono invitati a fare una pausa, dialogare e ricaricarsi assaporando un espresso accompagnato da autentica pasticceria italiana. Il design modulare e attento alla sostenibilità dello stand mette in evidenza la versatilità delle superfici ceramiche, con applicazioni che spaziano dalle pavimentazioni all’arredo integrato, fino a elementi architettonici con valenza scultorea, allineandosi alle tendenze più attuali.

Economia circolare, a Formigine inaugurata la nuova Area del Riuso

Economia circolare, a Formigine inaugurata la nuova Area del RiusoSi chiama Area del Riuso, un box in cui i cittadini possono portare, donandoli, oggetti in buono stato che non servono più, rendendoli utili per qualcun altro, con un focus particolare sulla donazione di giochi e prodotti per l’infanzia.

Il nuovo servizio del Gruppo Hera è stato inaugurato oggi, in occasione della Giornata internazionale rifiuti zero, all’interno della stazione ecologica Boomerang di via Copernico a Casinalbo di Formigine, alla presenza degli amministratori formiginesi, dei referenti Hera e dell’associazione di volontariato “Tutto Si Muove” (TSM), che gestirà il l’Area grazie alla convenzione stipulata con la multiutility.

L’intesa permetterà di indirizzare i beni portati alla stazione ecologica dai cittadini all’Area del Riuso dove, grazie a TSM, potranno ritrovare una nuova vita. L’associazione – che si occupa di inclusione sociale anche attraverso attività di formazione di persone fragili – accoglierà nel nuovo spazio materiale come piccolo mobilio, giocattoli e articoli per l’infanzia, vestiario, biciclette e altro. I beni saranno poi trasferiti periodicamente al vicino Centro del riuso intercomunale “Le Radici”, gestito sempre da TSM, dove, anche dopo eventuali piccole manutenzioni, potranno essere donati o venduti  sostenendo i progetti dei volontari. Se il bene raccolto non è invece riutilizzabile, l’associazione lo restituirà alla stazione ecologica permettendone il riciclo dei componenti o lo smaltimento controllato. Tutto ciò che viene consegnato dai cittadini all’Area del Riuso (aperta negli orari della stazione ecologica) è ad ogni effetto una donazione. TSM mette inoltre a disposizione dei donatari un voucher per ritirare un gadget presso il centro del riuso “Le Radici”.

“Con l’apertura di questa nuova Area del Riuso – afferma l’Assessora all’Ambiente del Comune di Formigine, Giorgia Lombardo – facciamo un passo concreto verso una gestione dei rifiuti sempre più etica e sostenibile. L’invito che rivolgiamo a tutti i cittadini è quello di non buttare ciò che è ancora in buono stato: un oggetto che per noi non è più utile può rappresentare una risorsa preziosa per qualcun altro. In questa prima fase, vogliamo porre un’attenzione particolare ai più piccoli: puntiamo infatti a raccogliere soprattutto giochi e materiale ludico che, attraverso l’associazione TSM, potranno essere donati alle scuole del territorio. È un modo per educare alla cultura del riuso fin dall’infanzia, trasformando un potenziale scarto in un’opportunità di condivisione e solidarietà per la nostra comunità”.

“L’obiettivo dell’iniziativa è quello di prevenire la produzione dei rifiuti, incentivando il riuso e creando quindi un circuito virtuoso anche con fini sociali – spiega Paolo Paoli, responsabile Servizi Ambientali Area di Modena del Gruppo Hera –  Le Aree del Riuso alimentano infatti un percorso solidale, in linea con i principi di economia circolare e responsabilità sociale perseguiti da Hera e, allo stesso tempo, portano benefici all’ambiente poiché, favorendo il riuso e allungando la vita agli oggetti, evitano sia la produzione di rifiuti sia il fenomeno dell’abbandono degli ingombranti su suolo pubblico”.

 

Le Aree del Riuso: un altro tassello di “Cambia il finale”

Le Aree del Riuso fanno parte della rete di “Cambia il finale”, il progetto ideato nel 2014 dal Gruppo Hera in collaborazione con Last Minute Market (società spin off dell’Università di Bologna che si occupa di lotta agli sprechi), oggi attivo in quasi cento comuni dell’Emilia-Romagna. Avviata grazie a un accordo tra Hera e Atersir, l’iniziativa prevede la possibilità, contattando il Servizio Clienti della multiutility al numero gratuito 800.999.500, di richiedere il ritiro a domicilio di beni più o meno ingombranti: l’operatore chiede informazioni sullo stato degli oggetti e, se sono ancora in buone condizioni, fornisce al cliente i riferimenti per contattare gli enti partner del territorio che partecipano a “Cambia il finale”. I beni possono essere prelevati a domicilio dalle associazioni, proprio come farebbe Hera, o portati direttamente nelle sedi degli enti. Questi ultimi donano gli oggetti, se necessario anche dopo aver eseguito piccole riparazioni, a persone in difficoltà o li mettono in vendita nei mercatini no profit, utilizzando il ricavato per sostenere i loro progetti.

Concluso Simul, progetto europeo per l’innovazione didattica nelle pluriclassi

Concluso Simul, progetto europeo per l’innovazione didattica nelle pluriclassiSi è concluso Simul (Stimulate Innovative MUltigrade Learning with STEAM Education), il progetto europeo sostenuto dal programma Erasmus+ e promosso dall’Associazione Lumen come capofila, in continuità con il lavoro sviluppato sul territorio attraverso il FabLab Junior di Casa Corsini, polo dell’innovazione e della formazione del Comune di Fiorano Modenese.

Il progetto ha coinvolto l’Istituto Comprensivo Francesco Berti di Prignano, la scuola Marcus Aurelius di Creaca (Romania) e due partner tecnici, Odpovědná společnos (Repubblica Ceca) e European Center of Entrepreneurship Competence & Excellence (Austria), attivando una collaborazione europea centrata su un tema di grande rilievo educativo: il sostegno alla didattica nelle pluriclassi. Alla fase di sperimentazione ha partecipato anche l’Istituto Comprensivo Montefiorino.

Simul ha sviluppato strumenti e percorsi per insegnanti e alunni impegnati nelle classi multietà, con l’obiettivo di rafforzare le competenze STEM, valorizzare la dimensione digitale e promuovere una maggiore consapevolezza ambientale. Le pluriclassi rappresentano una realtà diffusa in molti contesti europei, in particolare nelle aree montane, rurali e a bassa densità di popolazione, e richiedono metodologie didattiche capaci di tenere insieme età, livelli e bisogni diversi in un unico spazio di apprendimento.

Nel corso del progetto, il partenariato ha lavorato alla progettazione e alla messa a punto di attività laboratoriali rivolte a bambine e bambini tra i 6 e i 10 anni, pensate per coinvolgere contemporaneamente alunni di età differenti e per rispondere alle esigenze curriculari con un approccio pratico e inclusivo. I laboratori hanno integrato contenuti scientifici, competenze digitali e attenzione alla sostenibilità, dentro una cornice educativa adatta alla complessità delle pluriclassi.

Il percorso ha inoltre consolidato un patrimonio di linee guida e riferimenti metodologici per l’insegnamento delle discipline STEM nelle classi multietà, con un focus su pratiche come place based education, cooperative learning e peer tutoring. Si tratta di un contributo utile per i docenti che operano in contesti scolastici con forte eterogeneità, e di una base concreta per la progettazione di nuove attività didattiche laboratoriali.

Con la chiusura di Simul, Lumen e il FabLab Junior, con il Comune di Fiorano Modenese, confermano il valore di una progettazione educativa capace di unire dimensione locale e cooperazione europea, innovazione didattica e attenzione ai territori, con una ricaduta concreta sulla qualità dell’apprendimento e sul lavoro quotidiano delle scuole.

Certificazioni delle imprese, al via il bando della Regione finanziato con 3 milioni di euro

Certificazioni, innovazione e crescita: la Regione rafforza il sostegno alle imprese con il nuovo bando 2026 investendo 3 milioni di euro a favore della competitività aziendale e delle filiere produttive.
Il provvedimento si rivolge a una platea ampia di beneficiari: imprese e soggetti economici iscritti al Rea (Repertorio economico amministrativo), e liberi professionisti. Per accedere alla misura, i richiedenti dovranno risultare attivi, regolarmente costituiti e disporre di una sede o unità locale in Emilia-Romagna.

L’iniziativa, la prima di questo tipo in Emilia-Romagna, si inserisce nel quadro del Programma regionale Fesr 2021-2027, in coerenza con la priorità “Ricerca, innovazione e competitività”, ed è pensata per accompagnare i percorsi di innovazione e consolidamento delle attività economiche del territorio. Le risorse a disposizione serviranno per accompagnare crescita e qualificazione in ambiti sempre più strategici: organizzazione, innovazione, sostenibilità, cybersecurity e posizionamento competitivo.

Le domande dovranno essere presentate attraverso l’applicativo Sfinge 2020, che sarà disponibile dalle ore 13 di giovedì 16 aprile 2026 alle ore 13 di venerdì 15 maggio 2026.
È prevista la chiusura anticipata della procedura al raggiungimento di 400 domande.
A partire dalle ore 10 di mercoledì 8 aprile 2026, sarà possibile accedere alla piattaforma per tutte le operazioni di compilazione e preparazione delle domande che andranno inviate dal 16 aprile.
Il bando sostiene sia le consulenze specialistiche necessarie per progettare e ottenere le certificazioni, sia i costi dell’Ente certificatore, compreso il rilascio della certificazione per il primo anno. Un’opportunità concreta per rafforzare la presenza sui mercati, migliorare i processi interni e accrescere affidabilità e reputazione verso clienti, partner, filiere e sistema del credito.

“Continuiamo a investire sulla competitività del sistema produttivo- afferma il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. In un contesto in cui le certificazioni sono sempre più spesso una leva per entrare in nuove catene di fornitura, partecipare a gare, rafforzare la reputazione aziendale e affrontare le transizioni green e digitali, la misura si inserisce come uno strumento di politica industriale con una chiara finalità di sistema: aumentare la solidità competitiva del tessuto produttivo regionale e migliorare l’accesso alle filiere. Si tratta di un tema sempre più strategico in grado di rafforzare il posizionamento dell’ecosistema ricerca e sviluppo dell’Emilia-Romagna”.

Il bando in dettaglio

Il bando guarda in particolare all’adozione di strumenti capaci di migliorare la presenza delle imprese sui mercati nazionali e internazionali, rafforzare i processi di gestione e i percorsi di trasformazione, diversificazione o riconversione produttiva.
L’impatto atteso va però oltre il solo adeguamento tecnico. L’introduzione di sistemi di certificazione può infatti tradursi in un vantaggio competitivo più ampio: dal miglioramento dei rapporti con fornitori, clienti e consumatori, fino al consolidamento delle collaborazioni di filiera o all’ingresso in nuove reti produttive. Non meno rilevanti sono i possibili effetti sull’accesso al credito, sulla partecipazione agli appalti pubblici e sul raggiungimento di obiettivi legati a sostenibilità, responsabilità sociale e innovazione.

Il contributo è previsto a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 30mila euro per progetto. L’investimento minimo richiesto è di 8mila euro. Sono inoltre previste premialità aggiuntive fino a 15 punti percentuali per le realtà che presentano specifici requisiti, tra cui rating di legalità, parità di genere, incremento occupazionale, economia circolare, localizzazione in aree montane o interne e una significativa presenza femminile o giovanile negli assetti aziendali.
Il termine per la realizzazione degli interventi finanziati è fissato al 31 dicembre 2027.
Il testo integrale del bando, gli allegati e le istruzioni operative per la compilazione sono consultabili sul sito Fesr Emilia-Romagna.

Per chiarimenti e supporto sarà inoltre attivo lo Sportello imprese, contattabile via e-mail all’indirizzo sportelloimprese@regione.emilia-romagna.it oppure telefonicamente al numero 848800258, dal lunedì al venerdì, dalle 9,30 alle 13.

Il lavoro domestico in Emilia-Romagna

Il lavoro domestico in Emilia-RomagnaIn grande maggioranza donne (92%), straniere (79,8%) e provenienti soprattutto dall’Est Europa (54,3%), con la componente italiana che rappresenta un quinto del totale. Badanti soprattutto, 44.159 assunte, anche se in calo: dal 2021 il numero complessivo è diminuito del 9%, con una flessione più accentuata per le Colf (-32,1%). Sono i numeri dei lavoratori e lavoratrici domestiche registrati, quindi regolarmente assunti, in Emilia-Romagna: quasi 70mila, esattamente 69.866 nel 2024 secondo i dati Inps.

La fotografia emerge dal 7^ Rapporto annuale promosso dall’Osservatorio Domina, associazione nazionale Famiglie datori di lavoro domestico, presentato oggi per la parte relativa alla regione in conferenza stampa, in viale Aldo Moro, a Bologna, con l’assessora al Welfare Isabella Conti. Ad illustrare dati e tendenze di un settore in continua trasformazione, il direttore dell’Osservatorio Domina sul lavoro domestico, Massimo De Luca, e il segretario generale Domina, Lorenzo Gasparrini.

Passando ai datori di lavoro domestico, sempre nel 2024 in Emilia-Romagna se ne registrano 71.597: il dato, con una contrazione del 18,1% rispetto al 2021, evidenzia un trend negativo coerente con il contesto nazionale. Anche in questo caso si tratta prevalentemente di donne (55,2%) e l’età media è di 71,5 anni; molto contenuta la componente straniera (5,1%), con una netta prevalenza di datori di lavoro italiani; rilevante, infine, la quota di grandi invalidi (9,5%), ulteriore indicatore del bisogno assistenziale. Complessivamente, dunque, si tratta di un settore che in regione coinvolge 141.463 persone (tra datori e lavoratori), con un’incidenza del 3,2% sulla popolazione regionale.

Infine, sempre secondo il Rapporto, considerando solamente la componente formale nel 2024 le famiglie in Emilia-Romagna hanno speso 733 milioni di euro per il lavoro domestico; il contributo al Pil generato dal settore equivale a circa 1,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari allo 0,8% del totale regionale.

“Questo Rapporto conferma con chiarezza quanto il lavoro domestico sia oggi una componente strutturale non solo del sistema economico della regione e del Paese, ma ancor più della vita di tante famiglie, in un quadro demografico che vede crescere sempre di più la popolazione anziana- afferma l’assessora Conti-. Parliamo di un comparto che nella nostra regione può contare su quasi 142mila persone, tra datori e soprattutto datrici di lavoro e lavoratrici, che ogni giorno garantiscono assistenza, cura e supporto alle famiglie, alle persone anziane e a chi vive in condizioni di fragilità. Investire sul lavoro di cura – naturalmente regolarizzato e tutelato – e sulla domiciliarità è importante, e lo è anche per le istituzioni”.

Per questo la Giunta regionale, tra le tante azioni messe in campo, ha deciso di rafforzare il Fondo regionale per la non autosufficienza, a cui nel solo 2025 sono stati assegnati oltre 564 milioni di euro, 82 in più rispetto al 2024, per assistenza domiciliare, strutture residenziali e servizi socio-sanitari rivolti ad anziani e persone con disabilità. E sono stati destinati 3 milioni al Fondo regionale Caregiver, introdotto da una legge regionale nel 2024, per la prima volta alimentata con un finanziamento ad hoc.

“L’elevato livello di irregolarità continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo di un mercato del lavoro domestico equo, trasparente e sostenibile. Troppe famiglie, spinte dalla necessità di contenere i costi, ricorrono ancora al lavoro sommerso, esponendosi a rischi legali ed economici e privando i lavoratori di tutele fondamentali- dichiara il segretario Gasparrini-. Per invertire questa tendenza Domina propone un insieme di misure strutturali che premiano la regolarità e la continuità dei rapporti di lavoro. Interventi come un meccanismo di cash back sui contributi Inps, il trasferimento parziale e differito di una mensilità di NASpI come incentivo all’assunzione stabile e, infine, la detrazione fiscale pari al 10% dei costi per il lavoro domestico, possono trasformare la regolarità da obbligo formale a scelta realmente conveniente per tutti”.

Continua a crescere, in Emilia-Romagna, il servizio di elisoccorso: nel 2025 quasi 3.000 pazienti soccorsi e oltre 100mila minuti di volo effettuati

Continua a crescere, in Emilia-Romagna, il servizio di elisoccorso: nel 2025 quasi 3.000 pazienti soccorsi e oltre 100mila minuti di volo effettuati
immagine di repertorio

Da quel 14 giugno 1986, quando all’Ospedale Maggiore di Bologna fu attivata la prima base di elisoccorso regionale, sono passati quarant’anni. In poco tempo le basi aumentarono: nel 1987 se ne aggiunse una all’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, nel 1988 all’Ospedale Maggiore di Parma, nel 2000 a Pavullo nel Frignano, a Modena, con un elicottero per la prima volta dotato di verricello per fare intervenire i sanitari anche dove non è possibile atterrare.

Quarant’anni che hanno visto rafforzarsi e crescere, in Emilia-Romagna, un servizio di fondamentale importanza: l’emergenza in elisoccorso del 118.

Nel 2025 sono stati effettuati 2.300 servizi di emergenza e 100.805 minuti di volo; 2.963 sono stati i pazienti soccorsi. Risultati resi possibili grazie agli investimenti fatti dalla Regione, 24 milioni 606mila euro spesi nel 2025, equivalenti a un costo per abitante di 5,5 euro;  ai mezzi e alle tecnologie più avanzate di cui sono dotati; alla capillarità delle piazzole di decollo e atterraggio, 278 e in costante aumento; all’efficienza della complessa macchina organizzativa, con circa 180 persone tra piloti, medici, infermieri, tecnici, operatori antincendio, amministrativi che gravitano intorno all’attività.

Numeri illustrati oggi in conferenza stampa, in Regione a Bologna, dall’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi e dal coordinatore della rete regionale dell’emergenza 118 e del 112, Antonio Pastori.

“Siamo orgogliosi di questo servizio di straordinaria importanza garantito dal nostro sistema sanitario pubblico- afferma Fabi-. E riconoscenti alle donne e agli uomini che ne permettono il funzionamento e l’operatività 24 ore su 24, perché è grazie a loro che ogni giorno, ogni anno si riescono a salvare tante vite umane, visto che l’impiego dell’elisoccorso avviene soprattutto per patologie tempo-dipendenti. Sono gli stessi numeri a rivelare la complessità e la forza di questo sistema, su cui continueremo a investire in termini di risorse, tecnologia, strumentazioni, capillarità sul territorio e formazione del personale. Nel 1986- spiega l’assessore- l’Emilia-Romagna fu la prima Regione ad investire nell’elisoccorso e la prima ad avere, nel 1992, una centrale operativa completamente informatizzata; nel 2017 il servizio è stato esteso anche alle ore notturne: questo è il nostro orizzonte, guardare avanti e continuare ad investire per raggiungere risultati ancora migliori”.

Da oggi, come è stato annunciato in conferenza stampa, sulla piattaforma streaming Lepida Tv, al link https://www.lepida.tv/è disponibile “Non Siamo Angeli”, il documentario realizzato da Rescue Press e Astronuats Production, in collaborazione con l’Azienda Usl di Bologna e con il supporto della Centrale Operativa 118 Emilia Est, che racconta il servizio di elisoccorso, in particolare quello di Bologna, dando voce ai suoi protagonisti: comandante, medici e infermieri, tecnici e operatori della Centrale.

I dati 2025 dell’elisoccorso in Emilia-Romagna

Sono stati 2.300 i servizi di emergenza in elisoccorso del 118 dal 1^ gennaio al 31 dicembre 2025, di cui 951 effettuati dalla centrale operativa Emilia Est (di cui 573 con Eli Bologna e 378 Con Eli Pavullo), 592 da quella della Romagna (Eli Ravenna) e 758 coperti dalla centrale operativa Emilia Ovest (Eli Parma)

I pazienti soccorsi sono stati complessivamente 2.963 (944 Eli Parma, 770 Eli Bologna, 441 Eli Pavullo, 808 Eli Ravenna). 100.805 i minuti di volo effettuati.

L’impiego dell’elisoccorso avviene secondo criteri clinico-organizzativi definiti dalle centrali operative 118 e dal sistema di emergenza territoriale e riguarda prevalentemente interventi per patologie tempo-dipendenti (FHQ) quali traumi maggiori, arresto cardiaco, ictus, sindromi coronariche acute e altre condizioni critiche. Il mezzo aereo viene attivato sia per garantire tempestività di soccorso in aree rurali o distanti dai principali centri ospedalieri, sia per assicurare durante il trasporto un trattamento avanzato e la rapida centralizzazione dei pazienti verso i centri Hub della rete regionale delle emergenze.

La storia dell’elisoccorso in regione

L’inizio dell’attività di soccorso con gli elicotteri risale al 14 giugno 1986: viene attivata a Bologna (Ospedale Maggiore) la prima base di elisoccorso regionale, cui fanno seguito l’apertura della base di Ravenna (Ospedale Santa Maria delle Croci, 4 luglio 1987) e di Parma (Ospedale Maggiore, 17 luglio 1988). Nel 2000 si aggiunge quella di Pavullo nel Frignano (Modena), caratterizzata dalla presenza di un elicottero dotato di verricello e di personale, oltre a quello sanitario, appartenente al Soccorso alpino.

A partire dal 1^ giugno 2017 si aggiunge un’importante novità: l’impiego di una eliambulanza 24 ore su 24 (con estensione del servizio della base di Bologna), e quindi anche di notte. L’avvio di questa nuova modalità ha coinciso con la realizzazione delle prime 17 aree idonee al decollo e all’atterraggio notturno degli elicotteri; ciò ha consentito di qualificare ancora di più il sistema di intervento per l’emergenza/urgenza, soprattutto a favore dei cittadini che vivono nelle località più decentrate e in montagna. Con un investimento della Regione di 3,2 milioni di euro in più.

I mezzi

L’Emilia-Romagna, grazie agli investimenti fatti dalla Regione che negli ultimi anni ha potenziato il servizio estendendone l’operatività e puntando sulle più avanzate tecnologie, può contare su 4 elicotteri di nuova generazione, tutti del tipo Airbus BK117 D-3, dislocati presso le basi regionali di Bologna, Parma, Ravenna e Pavullo nel Frignano. Almeno un mezzo è sempre operativo nelle 24 ore grazie ai sistemi di visione notturna e due sono dotati di verricello per far intervenire i sanitari anche dove non è possibile atterrare.

Si tratta di elicotteri con avionica digitale di nuova generazione, peso massimo al decollo incrementato, minori livelli di rumorosità e vibrazioni in cabina in tutte le fasi del volo, a vantaggio dell’equipe medica e paziente assistito.

Sul fronte sicurezza, sono stati implementati i sistemi di monitoraggio dei dati di volo (sistema FDM) e di affidabilità dei componenti installati a bordo (HUMS). Inoltre, sono state incrementate le sessioni periodiche di formazione congiunta per tutto il personale sanitario ed aeronautico dedicato al servizio.

278 piazzole d’atterraggio e decollo

Il punto di forza del sistema elisoccorso notturno è proprio la capillarità delle piazzole di atterraggio e decollo, che sono in costante aumento e sono distribuite in tutto il territorio regionale: a oggi sono 278. Di queste, 142 nell’area Emilia Est (69 nel territorio bolognese, 47 nel modenese, 26 nel ferrarese), 87 nell’area Emilia Ovest (38 nel parmense, 25 nel reggiano, 24 nel piacentino), 49 nell’area Romagna (18 nella provincia di Forlì-Cesena, 19 nel ravennate, 12 nel riminese).

Durante il giorno gli elicotteri possono atterrare in qualsiasi area in cui sussistano le condizioni di sicurezza per l’equipaggio e i pazienti; grazie alle tecnologie avanzate, all’utilizzo dei visori notturni e all’esperienza maturata dagli equipaggi, anche di notte si può atterrare in aree non precedentemente conosciute o censite: ogni punto è dunque atterrabile con modalità identiche a quelle diurne, anche se le piazzole rimangono la spina dorsale del sistema di risposta dell’elisoccorso.

 

Avviata ufficialmente, anche a Sassuolo, la stagione degli sfalci

Avviata ufficialmente, anche a Sassuolo, la stagione degli sfalci“La cura della città e la qualità del decoro urbano rappresentano una priorità assoluta per questa Amministrazione. Con l’avvio della stagione primaverile, abbiamo messo in campo una programmazione puntuale e capillare per garantire che ogni quartiere, parco e area scolastica riceva l’attenzione che merita, proseguiremo per tutta l’estate rendendo Sassuolo più accogliente e vivibile per tutti i cittadini”.

Con queste parole il Sindaco Matteo Mesini annuncia l’avvio ufficiale della stagione degli sfalci, al termine del periodo dedicato alle potature degli alberi in cui l’Ufficio Verde Pubblico è intervenuto nelle zone nelle quali l’intervento mancava da più anni.

Per ottimizzare i tempi e garantire la contemporaneità degli interventi su tutto il territorio comunale, l’appalto è stato suddiviso in due lotti operativi distinti:

Lotto 1 (Parchi e Giardini): Gestito da due ditte. Le operazioni sono iniziate lo scorso 16 marzo, dando priorità assoluta ai grandi polmoni verdi della città. Ad oggi, risultano già completati gli interventi presso il Parco Ducale, il Parco Vistarino e il Parco Albero d’Oro. In questi giorni, le squadre stanno procedendo nei parchi di quartiere, con attività che includono il taglio dell’erba e la rifinitura meccanica dei bordi e dei piedi delle piante.

Lotto 2 (Aree stradali e scolastiche): Affidato a tre diverse ditte. Questo lotto ha preso il via il 12 marzo, concentrandosi inizialmente sulle arterie principali come la Circonvallazione e via Radici in Piano. Dal 16 marzo, i lavori si sono spostati nelle zone nord della città, interessando aree come via Vittime 11 Settembre, il comparto “W” di via Ancora, via Emilia Romagna, via Valle d’Aosta e via Regina Pacis.

In vista delle festività pasquali, il cronoprogramma prevede un intervento intensivo sulle aiuole del centro storico, per accogliere residenti e turisti nel miglior modo possibile. Parallelamente, dalla scorsa settimana sono state avviate le operazioni presso tutti i plessi scolastici del territorio. Le attività non si limitano al solo taglio dell’erba: gli addetti provvedono anche alla rimozione e al trasporto in discarica di piccoli rami spezzati e alla spollonatura al piede delle piante, garantendo una pulizia profonda di ogni area. Particolare attenzione è rivolta alle zone attraversate da percorsi ciclo-pedonali e camminate locali.

“Grazie all’Ufficio Verde Pubblico per la dedizione e la professionalità dimostrate – conclude il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – che ha pianificato e curato in ogni dettaglio sia il programma delle potature che l’intervento avviato in questi giorni”.

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