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mercoledì, 15 Luglio 2026
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Maranello e Fiorano danno il via alle consulte locali del turismo motoristico

Maranello e Fiorano danno il via alle consulte locali del turismo motoristicoSi è riunita ieri la prima Consulta locale del Turismo Motoristico, convocata dai Comuni di Maranello e Fiorano, soci di ‘Città dei Motori’, e coordinata per l’occasione dal Sindaco Luigi Zironi in qualità di Presidente della medesima rete Anci, che a livello nazionale raggruppa 35 Comuni a vocazione motoristica.

Al tavolo sono stati chiamati i portatori d’interesse sul territorio in tema di turismo motoristico: operatori turistici e di viaggio, musei, associazioni di imprese legate all’accoglienza e alla ristorazione, organizzatori di eventi, aziende di servizi ed enti di formazione, oltre ai referenti dei Comuni limitrofi coinvolti nel sistema turistico territoriale intercomunale che utilizza la piattaforma promozionale ‘Maranello Plus’.

L’obiettivo della Consulta è quello di creare e perfezionare nel tempo nuove sinergie finalizzate a valorizzare le eccellenze motoristiche del territorio, attraverso strategie comuni e un calendario concordato di iniziative.

E si è subito parlato degli appuntamenti più attesi a Maranello da qui alla primavera: dalla Notte Rossa, che si terrà il 18 giugno 2022, all’imminente Rally ‘Città di Modena’ del 29, 30 e 31 ottobre, passando per il prossimo Concours d’Elegance ‘Trofeo Salvarola Terme’ e per il 40° anniversario della scomparsa di Gilles Villeneuve, che cadrà l’8 maggio 2022.

“Questa prima Consulta – commenta Luigi Zironi – ha avuto fin da subito dei risvolti operativi in termini di calendarizzazione degli eventi e l’approccio pragmatico degli attori seduti al tavolo conferma le potenzialità di questo nuovo organismo, che va a declinare concretamente sul territorio le linee guida indicate da Città dei Motori attraverso il proprio Piano Nazionale del Turismo Motoristico. Unendo le forze possiamo rendere sempre più attrattivo il nostro territorio e far sì che si distingua in questa fase di ripartenza, nella quale sarà fondamentale ingranare al meglio anche per ridare slancio all’economia locale”.

Le Consulte sono parte integrante della ‘Fabbrica del Prodotto’, strumento del Piano Nazionale del Turismo Motoristico messo a punto da ‘Città dei Motori’ per agire con efficacia a diversi livelli. Da una parte per connettere al meglio tra loro gli stakeholders pubblici e privati di un’area, dall’altra per affinare in ambito nazionale il coordinamento dei vari territori a vocazione motoristica, così da costruire iniziative, studiare strategie e promuovere itinerari capaci di coinvolgere in modo corale le eccellenze del ‘Made in Italy’ di tutto il Paese.

Seconde Libere Gran Premio di Turchia: Charles e Carlos secondo e dodicesimo

Seconde Libere Gran Premio di Turchia: Charles e Carlos secondo e dodicesimoCharles Leclerc e Carlos Sainz hanno ottenuto la seconda e la dodicesima posizione nella seconda sessione di prove libere. Entrambi i piloti hanno girato con mescola Medium e Soft, ma mentre Charles ha preparato sia la qualifica che la gara, lo spagnolo si è concentrato sul lavoro in vista di domenica.

Tempi. Il monegasco ha ottenuto 1’24”102 con pneumatici medi, scendendo poi a 1’23”970 con gomme Soft percorrendo un totale di 29 passaggi. Lo spagnolo ha invece completato 34 giri, il migliore dei quali in 1’24”903.

Programma. Domani la terza sessione di prove libere è in programma alle 12, mentre le qualifiche scatteranno alle 15.

Aggiornamenti in merito alle chiusure in A13 e A1

Aggiornamenti in merito alle chiusure in A13 e A1Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire programmati lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, dalle 22:00 di venerdì 8 alle 6:00 di sabato 9 ottobre, la stazione di Rovigo sud Villamarzana sarà chiusa in entrata verso Bologna e verso Padova.
In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Occhiobello o di Rovigo.
Resterà regolarmente aperta in uscita per chi proviene da Padova e da Bologna.

sempre sulla, per consentire lavori di ripristino danni a seguito di un incidente, in orario notturno, dalle 22:00 di sabato 9 alle 6:00 di domenica 10 ottobre, sarà chiuso il tratto compreso tra la stazione di Bologna Arcoveggio e l’allacciamento con A14 Bologna-Taranto in direzione Bologna.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria a Bologna Arcoveggio, si consiglia:
ai veicoli diretti verso Milano, di percorrere la Tangenziale di Bologna, il Ramo Verde e rientrare in autostrada a Bologna Borgo Panigale;
ai veicoli diretti verso Ancona, di percorrere la Tangenziale di Bologna e rientrare in autostrada a Bologna San Lazzaro;
ai veicoli diretti verso Firenze, di percorrere la Tangenziale di Bologna e rientrare in autostrada a Bologna Casalecchio.

Sulla A1 Milano-Napoli e sul Raccordo di Casalecchio, per consentire programmati lavori di manutenzione del cavalcavia situato al km 193+200, in orario notturno,
dalle 22:00 di domenica 10 alle 6:00 di lunedì 11 ottobre e dalle 22:00 di giovedì 14 alle 6:00 di venerdì 15 ottobre,
saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura:

-sulla A1 Milano-Napoli, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio e quello con la A14 Bologna-Taranto, verso Milano.
In alternativa si consiglia di percorrere il Raccordo di Casalecchio, uscire alla stazione di Bologna Casalecchio, immettersi sulla Tangenziale di Bologna verso San Lazzaro e uscire allo svincolo 3 “Ramo Verde”, proseguire poi sul Ramo Verde ed entrare sulla A14 alla stazione di Bologna Borgo Panigale;

-sul Raccordo di Casalecchio, sarà chiuso lo svincolo di immissione sulla A1 Milano-Napoli, per chi proviene da Ancona (A14) ed è diretto verso Milano e sarà contestualmente chiusa la stazione di Bologna Casalecchio, in entrata verso Milano.
In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Bologna Borgo Panigale.

William Ballotta eletto a larghissima maggioranza nella Segreteria regionale Cisl

William Ballotta eletto a larghissima maggioranza nella Segreteria regionale CislLo ha deciso questa mattina a Bologna il Consiglio generale del sindacato di via Milazzo dopo le dimissioni date le scorse settimane da Ciro Donnarumma, passato ad altro incarico lavorativo.

Nato a Vignola, 56 anni, diploma di elettrotecnico. Terminati gli studi Ballotta è assunto in un’azienda del settore ceramico a Palagano, dove resta fino al servizio militare. Poi va a lavorare alla Sipe-Nobel di Spilamberto come responsabile distilleria alcol. Iscritto alla Cisl dal 1985, esce in distacco sindacale nel 1987 per lavorare come operatore intercategoriale nella sede Cisl di Vignola. Dopo due anni passa alla Flerica (sindacato ceramisti e chimici) di Maranello; nel 1991 diventa segretario provinciale della Flerica, carica che mantiene fino al 2000, quando viene eletto segretario regionale Flerica che dal 2001 si chiama Femca a seguito della fusione tra Flerica e Filta (sindacato tessile-abbigliamento). Nel 2010 entra nella segreteria Cisl Emilia-Romagna. Il 13 maggio 2011 è eletto segretario provinciale della Cisl di Modena, carica nella quale è riconfermato il 15 marzo 2013. A seguito della fusione tra la Cisl di Modena e quella di Reggio Emilia, il 28 maggio 2015 diventa segretario generale della Cisl Emilia Centrale, carica nella quale è confermato dopo il congresso dell’aprile 2017.

«Stiamo attraversando una fase delicata, che contiene però anche grandi opportunità. Per coglierle appieno è necessaria una convinta azione e forte presenza della Cisl. Le sfide che abbiamo davanti si vincono sul territorio. Dobbiamo discutere con la Regione Emilia-Romagna come rilanciare il Patto per il lavoro e il clima firmato a dicembre 2020 e preparare il terreno per fare innovazione e attrarre sempre più investimenti, come quello della Faw Silk EV a Reggio Emilia, in grado di creare buona occupazione, migliorare lo sviluppo tecnologico e distribuire ricchezza sul territorio», ha commentato il sindacalista subito dopo la sua elezione.

‘Fiere a Teatro’, la novità dell’edizione 2021 delle Fiere d’Ottobre

‘Fiere a Teatro’, la novità dell’edizione 2021 delle Fiere d’Ottobre‘Fiere a Teatro’ è la rassegna teatrale all’aperto che nasce dalla collaborazione tra l’Assessorato alle Politiche Giovanili e le associazioni teatrali del territorio.

“Associazioni che già durante tutto l’anno animano con le loro performance ed i loro corsi teatri e locali cittadini – afferma l’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Sassuolo Sharon Ruggeri – che durante tutto il mese di Ottobre daranno vita ad un teatro all’aperto, nel cuore della città, coinvolgendo giovani e giovanissimi per un pomeriggio di arte e divertimento. Uniremo in questo modo storia e tradizione cittadina con cultura spettacolo e tanto divertimento”.

Dopo la prima domenica, in cui hanno inscenato lo spettacolo “Curio_Osare”, domenica 10 ottobre saranno ancora protagonisti i giovani di Quinta Parete con “Forme di bellezza”: Quinta Parete porterà uno spettacolo con un’attrice che, sulla base del tema della seconda fiera “le belle donne”, farà monologhi sulla bellezza delle donne da un punto di vista non estetico, accompagnata da musica dal vivo.

Il 17 ottobre sarà la volta dell’associazione H.O.T. Minds  con lo spettacolo sensoriale “Ciò che imprime senso ai sensi è la meraviglia”: il primo spettacolo sensoriale del tutto eccezionale, diverso dal solito che offre la possibilità di vivere la tradizione del nostro territorio attraverso i sensi. Si tratta di un’esperienza da vivere attraverso la pelle e le emozioni. Gli spettatori faranno un viaggio sensoriale insieme agli attori e musicisti della compagnia percorrendo la nostra tradizione attraverso suoni, sapori, voci, rumori, profumi, emozioni e sensazioni da cogliere anche ad occhi chiusi.

Il 24 ottobre sarà la volta dell’associazione Sted che proporrà “il menù dell’attore” tra i tavoli dei locali che popolano piazza Garibaldi. In accordo con i proprietari dei locali di piazza Garibaldi, un gruppo di attori del Teatro Temple di Sassuolo si aggireranno tra i tavoli tra le 17.30 e le 20 proponendo uno strano e particolare menù, “il menù dell’attore” dove i commensali potranno ordinare i versi più famosi di Shakespeare: da Amleto a Romeo e Giulietta a Riccardo III o Macbeth che gli attori a sua volta reciteranno all’impronta.

Sempre l’Associazione Sted chiuderà la rassegna il 31 ottobre con: “I Racconti del Terrore”, piccole esibizioni nelle vie del centro che si concluderanno in Piazza Garibaldi.

 

 

Cinema, le storie nascoste e le vite private sotto i regimi del regista Péter Forgács saranno svelate: a Bologna con il filmmaker ungherese una serata di proiezioni e un workshop sul suo lavoro

Cinema, le storie nascoste e le vite private sotto i regimi del regista Péter Forgács saranno svelate: a Bologna con il filmmaker ungherese una serata di proiezioni e un workshop sul suo lavoro‘Hidden Histories. The Found Footage Films of Péter Forgács’ è il titolo della retrospettiva dedicata proprio al regista ungherese Forgács in occasione della XIV° edizione di Archivio Aperto, con il sostegno del Comune di Bologna, della Regione Emilia-Romagna e del MiC.

L’iniziativa prevede la messa a disposizione gratuitamente online, fino al 27 ottobre, su mymovies.it di tutti i suoi film, e due appuntamenti speciali alla presenza del regista, a Bologna lunedì 11 e martedì 12 ottobre, con proiezioni in anteprima e un workshop in presenza, fruibile anche online. Un’occasione unica per conoscere l’opera del regista, noto soprattutto per i suoi film e installazioni spesso basati su film amatoriali, che documentano vite ordinarie sconvolte dai traumi storici, dalle guerre alla Shoah ai regimi autoritari.

La XIV edizione di Archivio Aperto, il festival di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna dedicato alla riscoperta del patrimonio cinematografico privato e inedito d’archivio che vede protagonisti film amatoriali, indipendenti, sperimentali e documentari su pellicola in formato ridotto, continua con la sua programmazione ibrida, in presenza e online.

Opere di Forgács, insignito in Olanda del prestigioso Premio Erasmus per il suo contributo alla cultura europea, sono esposte nelle collezioni del MoMA (New York), del Centre Pompidou (Parigi) e del Getty Museum di Los Angeles. Le sue installazioni video sono state esposte a MCNY (NY), The Getty (LA), The EYE (Amsterdam), Bozar (Bruxelles) e al Louvre (Parigi). Nel 2009 ha rappresentato l’Ungheria (Col Tempo) alla Biennale di Venezia.

 

Il programma

Lunedì 11 ottobre alle 21 l’Auditorium DamsLab (Piazzetta P. P. Pasolini, 5/b) ospiterà in anteprima assoluta italiana, alla presenza del regista, gli ultimi due film della serie Private Hungary, opera in progress iniziata nel 1988, oggi giunta al ventesimo episodio: Kemény György (2017), sull’appassionante figura dell’artista pop, ennesimo protagonista di un secolo che si riflette sul presente portandosi dietro storie di guerra e di avanguardia sotto il regime comunista e Venom – A Diva in Exile (2018), che attraverso un racconto e la voce della scrittrice Zsófia Bán rievoca la vicenda della cantante e star del cinema ungherese Katalin Karády, finita in rovina durante la guerra e poi costretta ad abbandonare le scene e scappare in Brasile durante il regime comunista, dopo avere aiutato gli ebrei ed essere accusata di essere una spia degli alleati.

Martedì 12 ottobre alle ore 15.30 all’Istituto Parri (via Sant’Isaia, 18) il regista condurrà un workshop in presenza, fruibile anche online. L’occasione per approfondire il trentennale lavoro artistico di ri-contestualizzazione di materiali filmici privati per i suoi film e installazioni, e il percorso che conduce una storia privata a diventare patrimonio pubblico e collettivo, rendendo il regista un antropologo e uno storico.

I posti sono limitati per cui è obbligatoria la prenotazione (su eventbrite dal sito www.archivioaperto.it ).

Confesercenti: “bene il ritorno del mercato in piazza. Guardiamo avanti fiduciosi, c’è bisogno di ripartire”

Confesercenti: “bene il ritorno del mercato in piazza. Guardiamo avanti fiduciosi, c’è bisogno di ripartire”Nonostante i disagi denunciati dagli ambulanti nei giorni scorsi, si accoglie positivamente la disponibilità dell’amministrazione a trovare una soluzione alle problematiche. C’è bisogno di ripartire per rilanciare il commercio, sia per gli ambulanti che per i commercianti in sede fissa.

Se l’impegno assunto negli incontri con l’associazione di categoria è stato rispettato,  ovvero riaprire la piazza entro fine settembre, la ripartenza per gli ambulanti nonostante alcuni disagi (banchi spostati all’ultimo momento, comunicazioni inviate con poco preavviso agli operatori e una piazza non ultimata del tutto) è avvenuta e gli operatori possono riprendere il loro lavoro. Il mercato, oltre ai giorni fissi (martedì e venerdì), si terrà anche tutte le domeniche di ottobre (in occasione delle Fiere di Ottobre).

Piazza Martiri Partigiani da sempre sede, insieme a Piazza Garibaldi e Piazza Libertà, del mercato cittadino di Sassuolo ha visto in questo ultimo anno e mezzo lo spostamento degli operatori ambulanti in Piazzale Unicredit.

“Riconosciamo all’ amministrazione comunale di avere mantenuto l’ impegno di riportare il mercato in piazza entro fine settembre – commenta Roberto Tartari, Presidente Confesercenti Distretto Ceramico – un passo importante sia per il commercio in sede fissa che per gli operatori su area pubblica. Anche se i lavori ancora non ultimati in piazza e lo spostamento di alcuni banchi collocati davanti ad alcune attività commerciali hanno creato disagi, la nota positiva è il ritorno, dopo tanto tempo, del mercato nella sua sede storica. Ottobre è un mese importante per il commercio sassolese con “Le fiere di Ottobre “e la piazza ristrutturata speriamo possa aiutare a promuovere ulteriormente il rilancio di tutto il commercio del centro storico della nostra città”.

“Un ultimo anno e mezzo molto complicato per gli operatori del mercato, fortemente penalizzati dalla pandemia, a cui si sono aggiunti i disagi del trasferimento troppo prolungato. I nervi sono tesi da parte di tutti, auspichiamo ad un confronto con le parti per risolvere gli ultimi problemi e decidere come riqualificare il mercato e ristorare le attività coinvolte dai disagi del trasferimento. Siamo fiduciosi che l‘amministrazione comunale continuerà a lavorare per promuovere al meglio il mercato, c’è bisogno di ripartire e guardare avanti per il bene di tutti gli operatori”, conclude Emanuele Costetti, Direttore Confesercenti Distretto Ceramico.

 

“Dune” al Cinema Astoria dal 9 all’11 ottobre

“Dune” al Cinema Astoria dal 9 all’11 ottobreProseguono le proiezioni al Cinema Astoria, seppure in osservanza delle norme anti contagio. Da sabato 9 a lunedì 11 ottobre è la volta di “Dune”, un film di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Josh Brolin, Stellan Skarsgård. Il costo del biglietto intero è di 7 euro, ridotto 5 euro. Nella giornata di lunedì, 5 euro per tutti. La proiezione è prevista sempre alle 21.00 con l’aggiunta di una proiezione pomeridiana, alle ore 18.00, nella giornata di domenica.

Tratto dal romanzo di fantascienza scritto da Frank Herbert, il film è incentrato su una guerra tra famiglie che vorrebbero avere il controllo di una droga molto potente.

Solo domenica 10 ottobre, alle ore 16.00, proiezione del film per bambini “Paw Patrol”: armata di nuovi entusiasmanti gadget e attrezzature, la Paw Patrol combatterà insieme per salvare i cittadini di Adventure City!

L’accesso in sala è regolato dalle norme per il contenimento del Covid-19: è obbligatoria la mascherina, la disinfezione delle mani e il distanziamento di almeno un metro. All’ingresso verrà misurata la temperatura e assegnato un posto fisso.

Tutte le proiezioni sono organizzate da TIR Danza, con la collaborazione del Comune di Fiorano Modenese. Per maggiori informazioni: www.cinemateatroastoriafiorano.it

 

Negli anni della pandemia chi si licenzia è donna. Papaleo (Cisl): politiche del lavoro da rivedere

Negli anni della pandemia chi si licenzia è donna. Papaleo (Cisl): politiche del lavoro da rivedereL’emergenza sanitaria che ha coinvolto negli ultimi due anni il mercato del lavoro reggiano e mondiale in generale ha provocato effetti differenziati tra uomini e donne. A evidenziarlo è un’analisi della Cisl Emilia Centrale su dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro che, nella consueta relazione annuale, nell’anno 2020 ha rilevato sono state 42.000 dimissioni di neogenitori che hanno bambini dai 0 ai 3 anni, pur con un calo del 18% rispetto al 2019.

Sulla questione interviene Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale: “I dati dell’ultimo anno non devono trarre in inganno e la pandemia è stata a cavallo tra 2020 e 2021. Se analizziamo questi dati scopriamo come l’Italia sia, ancora una volta, un Paese che non tutela la maternità. Dei 42 mila i neogenitori che si sono licenziati dal lavoro per badare ai figli, le donne sono quelle più penalizzate essendo ben il 77% del totale. Inaccettabile. Le donne, nella maggior parte dei casi, non vedono riconosciuti i loro diritti, soprattutto in presenza di figli. E se osserviamo i settori dove questo avviene maggiormente sono quelli del terziario 72%, così ben rappresentato a Reggio Emilia, e solo per il 15% nell’industria. È evidente che c’è ancora poca tutela da parte di alcuni datori di lavoro e ci sono pochi aiuti economici da pare dello Stato”.

“Come evidenzia il Rapporto – continua la segretaria – il 92% delle dimissioni/risoluzioni convalidate è di lavoratrici e lavoratori con qualifica di impiegato e di operaio, percentuale sostanzialmente in linea con quella del 94% registrata nel 2019. In entrambe le qualifiche, la netta prevalenza è costituita da lavoratrici madri, pari all’84% degli impiegati (a fronte del 16% rappresentato da uomini) e al 71% degli operai (a fronte del 29% costituito da uomini)”.

“L’ambito produttivo in cui le convalide sono maggiormente concentrate permane il terziario, settore ben rappresentato a Reggio Emilia con significativa presenza femminile a cui si riferiscono oltre il 72% dei provvedimenti adottati; rilevante anche il dato dell’industria, pari a circa il 15% del totale e dell’edilizia, pari a poco più del 3% del totale”.
“Con riferimento alla tipologia di orario di lavoro – conclude la Papaleo -, oltre il 64% dei provvedimenti di convalida si riferisce a rapporti di lavoro a tempo pieno, con prevalenza dei provvedimenti riferiti alle lavoratrici madri. Come Cisl riteniamo quindi si debba intervenire quanto prima, questa diseguaglianza di genere non è più tollerabile. Diverse le leve con le quali possiamo agire: da forti investimenti nei settori dell’istruzione, della sanità, e del sociale, sostenendo le famiglie al favorire, con sgravi fiscali, l’occupazione femminile negli anni del Pnrr. Quindi occorrono congedi obbligatori paritetici fra uomini e donne, interventi per agevolare la conciliazione tra professione e lavoro di cura per gli uni e per gli altri. Serve più contrattazione per facilitare la stabilizzazione delle donne e dei giovani, come prevede anche il Next Generation Eu, occorre contrastare il divario retributivo e pensionistico di genere, ma anche una riforma delle politiche attive per ricollocare le donne che perdono il lavoro. Infine, agevolare lo smartworking riconsegnandolo al perimetro delle libere ed autonome relazioni industriali: consentirebbe a chiunque di dare il proprio contributo alla crescita del Paese”.

 

Gran Premio di Turchia, Prove libere 1: Charles e Carlos terzo e quinto

Gran Premio di Turchia, Prove libere 1: Charles e Carlos terzo e quintoCharles Leclerc e Carlos Sainz hanno ottenuto la terza e la quinta posizione nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Turchia. Il monegasco ha percorso un totale di 27 giri, il migliore dei quali in 1’24”654, mentre lo spagnolo nel più veloce dei suoi 25 passaggi ha fermato i cronometri a 1’24”860.

Pista. Come ci si attendeva, il grip dell’asfalto dell’Istanbul Park è stato definitivamente migliore rispetto al venerdì di un anno fa. Entrambi i piloti hanno girato solamente con gomme Soft. La seconda sessione di prove libere è in programma alle 15.

Cerimonia di consegna di Encomi a militari e comandi della Legione “Emilia Romagna”

Cerimonia di consegna di Encomi a militari e comandi della Legione “Emilia Romagna”Presso la Caserma “L. Manara”, sede del Comando Legione Carabinieri “Emilia Romagna”, ha avuto luogo una cerimonia per la consegna di encomi da parte del Comandante della Legione Generale di Brigata Davide Angrisani. Presenti i Comandanti provinciali della regione, una rappresentanza di militari e una delegazione della rappresentanza militare.

La cerimonia ha avuto per protagonisti Carabinieri dell’Emilia Romagna premiati perché interventi a salvaguardia di vite umane nel corso di servizi d’Istituto, i Comandi Provinciali di Piacenza e Rimini per l’operato nel corso della pandemia e un’ufficiale medico dell’Arma che ha in più occasioni svolto, nel corso del lockdown, la propria attività a supporto dei militari ammalati della provincia di Lodi.

Il Generale ANGRISANI, nell’occasione, ha espresso il suo personale compiacimento ai premiandi, sottolineando come il loro impegno e le loro azioni debbano essere d’esempio per tutti i carabinieri della Legione e si è raccomandato che il loro operato sia citato a modello per tutti i Carabinieri.

Il Comandante ha concluso la cerimonia rivolgendo a tutti gli intervenuti l’augurio di buon lavoro per un sempre maggiore impegno nel servizio in favore della collettività.

Di seguito i riconoscimenti più significativi e i relativi militari premiati con le corrispondenti motivazioni:

ENCOMIO SOLENNE COME PRIMA ATTESTAZIONE DI MERITO (è in corso la procedura per una più alta onorificenza al merito civile) DEL COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA CONCESSO ALL’APPUNTATO SCELTO ROBERTO SPAGNOLI DEL NUCLEO OPERATIVO E RADIOMOBILE DELLA COMPAGNIA DI BORGO VAL DI TARO “Addetto a Nucleo Operativo e Radiomobile, non esitava a scendere sui binari ferroviari di una stazione per rimuovere delle transenne precedentemente scagliate da un uomo in stato di alterazione, riuscendo a spostare in zona di sicurezza, poco prima del passaggio di un convoglio che, nel transitare colpiva l’ultima barriera scaraventandola a diversi metri di distanza. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere”.

Borgo val di Taro (PR), 2 agosto 2020

 

ENCOMIO SOLENNE COME PRIMA ATTESTAZIONE DI MERITO (è in corso la procedura per una più alta onorificenza al merito civile) DEL COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA CONCESSO ALL’APPUNTATO SCELTO Q.S. DAVIDE TIEGHI E AL CARABINIERE GIUSEPPE MARIO LO GIUDICE, ADDETTI AL NUCLEO OPERATIVO E RADIOMOBILE DELLA COMPAGNIA DI COPPARO “Addetti a Nucleo Operativo e Radiomobile, con generoso altruismo ed eccezionale senso di abnegazione, non esitavano a tuffarsi nelle profonde acque di un canale per soccorrere un anziano disabile che vi si era gettato con la propria sedia a rotelle, a scopo suicida. Nella circostanza, si immergevano ripetutamente e, nonostante la forte pressione dell’acqua e la resistenza opposta dal malcapitato, riuscivano dapprima a liberargli gli arti inferiori incastrati in una chiusa e, successivamente, a trasportarlo in salvo sulla sponda. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere”.

Tresignana (FE), 6 settembre 2020

 

ENCOMIO SOLENNE DEL COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA CONCESSO AI COMANDI PROVINCIALI DI PIACENZA e RIMINI “In occasione di straordinaria emergenza sanitaria nazionale che colpiva con particolare virulenza la Provincia di Piacenza, offriva prova di esemplare efficienza e generosa abnegazione prodigandosi in molteplici interventi a supporto della popolazione. La corale partecipazione di tutte le componenti consentiva di preservare la coesione sociale sul territorio a salvaguardia della salute dei cittadini e a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Le attività dispiegate suscitavano l’ammirata gratitudine e l’unanime riconoscenza delle Comunità locali e della Nazione tutta”.

Provincie di Piacenza e Rimini, gennaio 2020 – settembre 2020 ENCOMIO SEMPLICE DI LEGIONE CONCESSO AL MAGGIORE MEDICO GIORGIO D’ANGELO “Ufficiale Medico dell’Arma dei Carabinieri, dando prova di elevata professionalità e straordinaria abnegazione, forniva determinante contributo al mantenimento dell’operatività dello strumento istituzionale durante i primissimi giorni dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del COVID-19. Inviato in supporto di Comando Provinciale dislocato nell’epicentro della pandemia, si prodigava con generosa disponibilità  nell’affrontare il contesto emergenziale, affermandosi come qualificato riferimento per i colleghi in servizio e ammalati. L’attività svolta contribuiva alla salvaguardia della funzionalità dei presidi locali dell’Arma, esaltando l’immagine dell’Istituzione”.

Lodi, 23 febbraio – 8 marzo 2020.

Sanità, al via in Emilia-Romagna 19 progetti di ricerca finanziati dalla Regione con 4,5 milioni di euro

Sanità, al via in Emilia-Romagna 19 progetti di ricerca finanziati dalla Regione con 4,5 milioni di euroLa sanità dell’Emilia-Romagna guarda oltre il Covid, continuando a investire sulla ricerca e sulla capacità di mettere al centro il paziente, a partire da quelli più fragili, valorizzando al tempo stesso le risorse più preziose: i ricercatori, le donne e gli uomini che con i loro studi permettono alle cure e ai servizi di assistenza di innovarsi continuamente.

Sono 19 i progetti di ricerca che la Regione finanzia con 4,5 milioni di euro nell’ambito del “Programma di Ricerca sanitaria finalizzata dell’Emilia-Romagna (Fin-Rer) 2020”: terminato l’iter del bando con l’approvazione delle graduatorie da parte della Giunta, sul sito dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale è stata effettuata la pubblicazione (https://assr.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi/bandi/regionali/fin-rer/graduatorie).

“Guardiamo oltre il Covid, continuando a investire sulla ricerca e su chi la fa, sulle donne e gli uomini che ogni giorno, con il proprio studio e il proprio lavoro, contribuiscono a rafforzare e a innovare il nostro servizio sanitario regionale- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Parliamo di ambiti che rivestono una grande importanza in termini di diagnosi, nuove cure e assistenza al paziente, sempre posto al centro di tutti i progetti presentati e finanziati”.

3 le tipologie di progetti finanziati: 6 Programmi di rete su temi di ricerca prioritari per il Servizio sanitario regionale per creare e promuovere il lavoro in rete (1,6 milioni); 5 progetti Regione-Università su temi di interesse comune (1,8 milioni) e 8 progetti Bottom-Up proposti direttamente dai ricercatori (sostenuti con 1,1 milioni di euro).

I destinatari delle risorse

Le realtà di appartenenza dei ricercatori che lavoreranno ai programmi destinatari dei finanziamenti sono: Azienda Usl di Bologna (184 mila euro), Azienda Usl di Ferrara (200 mila), Azienda Usl di Piacenza (150 mila), Azienda Usl della Romagna (486 mila), Azienda ospedaliero-universitaria di Modena (892 mila), Azienda ospedaliero-universitaria di Parma (1,2 milioni) e  3 Irccs della regione, di Bologna: l’Istituto delle Scienze neurologiche (732 mila euro), l’Irccs Policlinico Sant’Orsola (456 mila) e l’Istituto ortopedico Rizzoli (222 mila).

I progetti finanziati

Numerose le discipline coinvolte. In particolare, i Programmi di rete finanziati riguardano: la medicina di precisione nella malattia di Parkinson e parkinsonismi (1 progetto); la valutazione dei risultati a medio e lungo termine del trattamento nei pazienti eradicati dal virus dell’Hcv (1); la valutazione di nuovi modelli organizzativi/assistenziali in Pronto soccorso (2); lo sviluppo di una modalità di raccolta del consenso informato (1); la misurazione della complessità clinica del paziente oncologico in cure palliative al domicilio (1).

Le aree d’interesse dei progetti di Ricerca Regione-Università sono: l’ottimizzazione della selezione dei pazienti da inviare alla immunoterapia e identificazione di fattori di risposta/resistenza e di nuovi target terapeutici molecolari (2); i sistemi per l’identificazione di nuove opzioni terapeutiche nelle leucemie (1); i trattamenti personalizzati in ortopedia (1); le tecniche per la diagnosi rapida intraoperatoria in oncologia (1).

Infine, i progetti proposti direttamente dai ricercatori (Bottom-Up) che si sono aggiudicati il finanziamento riguardano: la letalità dell’infezione da Sars-Cov-2 nel tumore alla prostata; un sistema di monitoraggio dell’assistenza fornita alle persone con diabete, anche sulla base di esiti riportati dal paziente; le neoplasie mieloproliferative; una nuova tecnica diagnostica nella demenza e nel Parkinson; l’utilizzo della Pet/Ct con Gallio68 per la stadiazione del tumore del polmone; l’impatto clinico ed economico di criteri di appropriatezza per la colonscopia; le tecniche per aumentare il volume osseo perimplantare; la sindrome genitourinaria nelle pazienti con tumore della mammella.

Domani in Auditorium la presentazione del libro di Maria Luisa Bompani “Noi viaggiamo vicino”

Domani in Auditorium la presentazione del libro di Maria Luisa Bompani “Noi viaggiamo vicino”Nell’ambito della rassegna 2021 di “Autunno in Auditorium”, le serate programmate dall’Associazione Culturale Biasin propongono, sabato 9 ottobre alle 17:30: “Noi viaggiamo vicino-Racconti di piccoli viaggi in Appennino senza bagagli”.

Si tratta della presentazione del libro di Maria Luisa Bompani “Noi viaggiamo vicino” – Incontri Editrice.

Dialogano con l’autrice Matteo Cuccagna e Ileano Bondi di Smart Walking Libertà in cammino (GAE – Guide ambientali escursionistiche). Evento gratuito. Accesso con green pass.

 

Franco e Luisa abitano in pianura e, liberi ormai da impegni di lavoro, vanno in giro tra il 2016 e il 2017 nei paesini dell’Appennino Modenese, con qualche piccola fuga nelle montagne delle province limitrofe. In questo testo autobiografico, in cui la protagonista compone un diario che non è un diario, una guida che non è una guida, i due viaggiatori non hanno mete importanti da raggiungere, né hanno in mente di scoprire tesori particolari. La protagonista stà per compiere 60 anni e con pazienza e attenzione racconta il suo incontro con i piccoli borghi e le persone che li abitano. Acciaccata, con gli occhi velati dalle cataratte, sta cercando qualcosa nelle pietre, nelle stradine, nelle persone che incontra. I paesini dell’Appennino si offrono a lei con una presenza sorprendente: in fondo le somigliano. Riflettendo e giocando su questa affinità, la protagonista potrà forse ritrovare la propria casa interiore e sentir nascere la gioia, la tenerezza di appartenere a una comunità con cui condividere la vita che verrà, dai 60 anni in poi.

Noi viaggiamo vicino è un testo che, mentre parla di una ricerca interiore, pone anche interrogativi sul senso del viaggiare oggi, in un’epoca che ha il mito di viaggio transcontinentale, delle impagabili emozioni e dei panorami mozzafiato, dell’accumulo di immagini che danno l’illusione di aver veramente vissuto.

 

 

F1 a Imola fino al 2025

F1 a Imola fino al 2025Sì al Gran Premio di Formula uno del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna a Imola nel 2022 e per i tre anni successivi. Dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, è arrivato il mandato ad Aci a sottoscrivere il contratto con Formula One, garantendo l’investimento economico necessario.

Un progetto comune che vede insieme Governo e territorio. L’impegno annuale sarà infatti di 20 milioni di euro: 12 dall’esecutivo nazionale (7 dal ministero degli Affari esteri e dall’Ice, l’Istituto per il commercio estero, e 5 dal ministero dell’Economia e delle Finanze), 5 dalla Regione Emilia-Romagna, 2 milioni dal CON.AMI di Imola e 1 milione dall’Aci.

“Siamo ormai a un passo da un traguardo storico e dopo il passo decisivo compiuto dal Governo possiamo finalmente annunciarlo – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-: il Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna a Imola sarà confermato nel 2022 e fino al 2025. Per riportare così stabilmente il circuito ‘Enzo e Dino Ferrari’ nel calendario del Mondiale di Formula uno, la sua collocazione naturale. Con la firma del presidente Draghi, che ringrazio, il Governo ha deciso di sostenere la proposta di accordo pluriennale che, come Regione Emilia-Romagna, avevamo presentato insieme al territorio. Dopo le ultime due edizioni sperimentali della corsa, ora il GP a Imola può davvero tornare a essere un appuntamento fisso”.

“Dopo aver riportato a fine ottobre 2020 la Formula uno a Imola a 14 anni di distanza dall’ultima gara, con subito il bis nell’aprile scorso – registrando gli elogi di tutti i piloti, le case motoristiche e i protagonisti del Mondiale – adesso vogliamo fare un salto di qualità”.

“Ringrazio ancora il presidente Draghi- prosegue Bonaccini-, e con lui i ministri Di Maio, Franco e Giovannini, per il gioco di squadra che ci permette di centrare un obiettivo non affatto scontato. Con loro il presidente di Aci, Sticchi Damiani, e Stefano Domenicali, amministratore delegato di Formula One Group, che auspico arrivino a sottoscrivere il contratto pluriennale. E ovviamente il Comune di Imola, i vertici del Circuito e il CON.AMI”.

“Si tratta di un successo non solo per Imola, l’Emilia-Romagna – la sola regione nella quale correranno F1, MotoGp e Superbike – e la nostra Motor Valley, unica nel panorama internazionale, ma un investimento per tutto il Paese. Che permetterà di mettere ancor più in evidenza sul piano mondiale la capacità di innovazione di tantissime imprese e la professionalità di tantissime lavoratrici e lavoratori di questo territorio. Gli investimenti che si stanno realizzando sono lì a certificarlo. E lo stesso avverrà con le eccellenze del Made in Italy”.

Musica, pratiche di creazione vocale e sonora: al via un corso di alta formazione per artisti e professionisti

Musica, pratiche di creazione vocale e sonora: al via un corso di alta formazione per artisti e professionistiUn corso di alta formazione per pratiche di creazione vocale e sonora, con incontri, seminari ed anche il confronto diretto con artisti. Attività formativa rivolta ad artisti e professionisti del settore messa in campo da ‘Malagola’, scuola di vocalità e centro studi sulla voce di Ravenna. Si tratta di una iniziativa unica in Italia anche per il respiro internazionale dei docenti.

Il corso, che dal 18 ottobre 2021 al 14 aprile 2022 si svolgerà tra il Teatro Rasi e gli spazi di palazzo Malagola a Ravenna, è sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna con un finanziamento di oltre 72 mila euro di risorse europee del Por Fse 2014-2020, con anche un contributo di 28 mila euro di Scena Unita, fondo privato gestito dalla Fondazione Cesvi in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub.

L’iniziativa, di cui Fondazione Simonini segue per Ravenna Teatro gli aspetti progettuali e gestionali, fa parte delle attività di formazione teorico-pratiche avviate dal Centro di produzione e neo ente di formazione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro.

Oggi a Bologna, al Teatro dell’Arena del Sole, la presentazione della attività di formazione di ‘Malagola’ alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura e paesaggio, Mauro Felicori.

“Siamo in una stagione di grande competizione tra sistemi territoriali e la cultura è uno straordinario strumento che va fatto crescere. E la nostra terra è la capitale mondiale della formazione culturale- ha detto l’assessore Felicori-, con la sua millenaria università e le altre strutture di cui siamo dotati. Questa centralità va difesa con tutti mezzi possibili. E nel campo della cultura ci sono due modi per farla crescere: uno è quello dell’ingegnere, disegnando grandi sistemi funzionali, l’altro è quello del giardiniere che dà luce e acqua a ciò che ha nel proprio giardino. Il percorso formativo che parte oggi è proprio questo: una comunità, e diverse intelligenze, in un progetto per preservare e trasmettere cultura”.

Il progetto ‘Malagola’, ideato e diretto da Ermanna Montanari, rappresenta il percorso cardine del Centro di produzione Teatro delle Albe – Ravenna Teatro, ed è sostenuto dal Comune di Ravenna dalla Regione Emilia-Romagna e dal Ministero della Cultura. Al fianco di Montanari – co-fondatrice e direzione artistica del Teatro delle Albe nonchè attrice iconica e pluripremiata per la sua ricerca attoriale e sulle pratiche legate alla vocalità e al rapporto inscindibile con la creazione musicale e sonora – in qualità di vicedirettore, lo studioso e docente dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna Enrico Pitozzi.

In partenza la stagione 2021/22 del Centro Via Vittorio Veneto di Fiorano

In partenza la stagione 2021/22 del Centro Via Vittorio Veneto di FioranoIl 17 ottobre 2021 riprendono le rassegne culturali al Centro Via Vittorio Veneto di Fiorano Modenese, in completa sicurezza come quelle della stagione appena conclusa. Per il 2021/22, i promotori della struttura, con il Comitato Fiorano in Festa e il patrocinio del Comune, sotto la direzione artistica del maestro Gen Llukaci, propone ancora un denso calendario di appuntamenti.  Per cui, muniti di mascherine e mantenendo il distanziamento, verranno organizzate variegate iniziative con regolare periodicità, raggruppate in quattro macro rassegne.

Tutti gli eventi si terranno presso il Centro – Via Vittorio Veneto 94, Fiorano Modenese – e saranno a offerta libera o con una quota minima di 10/15 euro.

La nota rassegna “Concerti al Centro”, fiore all’occhiello della vasta programmazione, riprende il 4 novembre. Come di consueto si tratta di un ensemble di musica che vuole rappresentare un appuntamento fisso col pubblico più affezionato. Proprio da non perdere il Concerto di Natale, con la partecipazione del tenore di fama internazionale Giorgio Casciarri e della soprano Sara Cervasio, accompagnati dai Maestri Gentjan Llukaci e Denis Biancucci, faranno rivivere attimi di grandissima emozione. Si succederanno poi concerti di musica latina e partenopea, esecuzioni di famose colonne sonore, l’Operetta (con le voci straordinarie di Antonella De Gasperi e Fabrizio Macciantelli), e molto altro ancora. Di seguito i singoli eventi, che cominceranno tutti alle ore 20:45, salvo modifiche in corso:

  • 4 novembre 2021 – “Concerto per l’anima” (G. Llukaci violino; Albane Mahe arpa)
  • 21 dicembre 2021 – “Concerto di Natale” (G. Casciarri tenore; G. Llukaci violino; S. Cervasio soprano; D. Biancucci pianoforte)
  • 5 febbraio 2022 – “I walzer dal mondo” (G. Llukaci violino; D. Biancucci pianoforte)
  • 3 marzo 2022 – “Passione musicale” (G. Llukaci violino; D. Biancucci pianoforte)
  • 5 maggio 2022 – Operetta (A. De Gasperi e F. Macciantelli voci; G. Llukaci violino; C. Ughetti fisarmonica; D. Biancucci pianoforte)

 

La seconda rassegna, “Parliamo di… al Centro” avrà inizio il 17 ottobre. Quattro incontri, tutti previsti per le ore 17.00 la seconda e la terza domenica di ottobre, seconda e quarta di novembre, dove si tenterà di conoscere, apprendere e condividere momenti all’insegna dell’armonia, parlando si sport e non solo, in collaborazione con il Forum delle associazioni fioranesi e “INArte”. Ecco tutti gli appuntamenti:

  • 17 ottobre 2021 – SCHERMA (con Luciana Galano attraverso il libro I tre moschettieri)
  • 24 ottobre 2021 – JUDO (con Giancarlo Casolari attraverso il libro La mente prima dei muscoli. Gli scritti del fondatore del judo)
  • 14 novembre 2021 – DANZA (con Mirella Rosi attraverso il libro Lettera a un giovane danzatore)
  • 28 novembre 2021 – GINNASTICA ARTISTICA (con Laura Corallo attraverso il libro A ritmo di cuore)

 

Il terzo ciclo si intitola “Alla ricerca delle meraviglie nelle città del nostro paese” e prenderà il via il 28 ottobre. Si tratta di una esplorazione virtuale negli anfratti, anche più segreti e sconosciuti, delle città italiane più famose. Un viaggio alla scoperta dell’Italia guidato dalle puntuali spiegazioni del prof. Claudio Corrado, accompagnato ogni sera al pianoforte, per offrire al pubblico melodie appropriate. Gli appuntamenti sono previsti tutti alle ore 20.45 salvo modifiche. Le date della rassegna sono le seguenti:

  • 28 ottobre 2021 – Torino
  • 2 dicembre 2021 – Milano
  • 20 gennaio 2022 – Venezia
  • 17 febbraio 2022 – Firenze
  • 17 marzo 2022 – Roma
  • 21 aprile 2022 – Napoli

 

Infine, la rassegna “Il SOMMO VIAGGIO, tra parole, immagini e suggestioni” si terrà sempre nella giornata del giovedì e inizierà il 21 ottobre, sempre alle ore 20.45 salvo modifiche. L’intento è conoscere meglio la Divina Commedia, facendoci accompagnare nel viaggio ultraterreno di Dante, con le letture deli versi più noti delle tre cantiche. Questi saranno sottolineati da musiche suggestive. Infine, Ci sarà anche un approfondimento su Gemma Donati, moglie dell’autore. Gli appuntamenti:

  • 21 ottobre 2021 – Introduzione
  • 11 novembre 2021 – Paolo e Francesca
  • 25 novembre 2021 – Ulisse
  • 16 dicembre 2021 – Il conte Ugolino
  • 27 gennaio 2022 – La Cantica della Misericordia
  • 10 febbraio 2022 – Le anime dei penitenti
  • 24 febbraio 2022 – Beatrice
  • 10 marzo 2022 – Conosciamo il paradiso
  • 24 marzo 2022 – Incontro con Dio
  • 7 aprile 2022 – GEMMA DONATI, la moglie di Dante

“Si tratta – spiega Gian Carla Moscattini del Centro Via Vittorio – di iniziative ambiziose, come creare appuntamenti letterari e musicali. La sfida è offrire momenti preziosi alla cittadinanza, grazie al sostegno degli affezionati, del Comune e di tutti quelli che si impegnano per la crescita della nostra realtà. Anno dopo anno cercheremo di offrire sempre qualcosa in più. Aggiungo poi che con il rifacimento della strada principale, il centro cittadino diventerà sempre più gradevole, e la nostra struttura si propone di diventare luogo di aggregazione non solo per gli eventi riprogrammati, ma anche per le associazioni del territorio, che grazie alla convenzione siglata con l’Amministrazione potranno svolgere i progetti patrocinati dal Comune fioranese”.

Dal canto suo, l’assessore alla Cultura Morena Silingardi si dice molto contenta della vastità dell’offerta che anche quest’anno il Centro offre alla comunità. “C’è grande soddisfazione – continua – nell’avere uno spazio dedicato e così numerose persone che si adoperano per accrescere le occasioni di promozione culturale. Non è scontato. Cercheremo di non far mancare mai il supporto dell’Amministrazione anche nei momenti futuri, in cui arte e cultura busseranno alla nostra porta. Intanto, ringrazio sentitamente il Centro per queste variegate iniziative. Ne gioveremo tutti. Il mio ringraziamento va altresì al Comitato “Fiorano in Festa”, che come sempre si spende con grande passione per offrire a Fiorano proposte nuove”.

Infine, il presidente del Comitato “Fiorano in Festa”, Sergio Romagnoli commenta: “Siamo felici di dare una mano alla realizzazione di così tanti incontri ed eventi che saranno proposti alla collettività, iniziative di altissimo valore culturale e artistico. L’augurio è proseguire su questa strada, anche per incentivare la fruizione del centro città. Faccio i miei complimenti al Centro e ai promotori per aver messo in piedi così tante rassegne pur consapevoli delle difficoltà che si stanno affrontando in questo periodo”.

 

Ripartenza. Nuovi ristori per 48 milioni di euro: sostegno a turismo, commercio, agricoltura, imprese, servizi, cultura e sport di base

Ripartenza. Nuovi ristori per 48 milioni di euro: sostegno a turismo, commercio, agricoltura, imprese, servizi, cultura e sport di baseNuovi fondi per ripartire dopo le chiusure imposte dall’emergenza Covid-19. Risorse stanziate dallo Stato e dalla Regione. Per un totale di 48 milioni di euro.

Sono 31,5 i milioni di euro che arrivano all’Emilia-Romagna dalla ripartizione dei fondi nazionali previsti dalla legge di conversione del DL Sostegni (41/2021) e destinati alle imprese della nostra regione che più hanno sofferto gli effetti negativi della situazione sanitaria e le limitazioni imposte per arginare la diffusione del Covid-19.

Ed è superiore ai 12 milioni di euro (12,28) è il nuovo pacchetto di ristori inclusi nel progetto di legge regionale approvato dalla Giunta e già licenziato in Commissione che approderà in Assemblea legislativa la prossima settimana, per l’esame finale e il via libera al provvedimento.

Inoltre, 4,5 milioni di euro saranno destinati, attraverso un bando regionale di prossima emanazione, a sostegno dello sport di base per compensare le mancate entrate da tesseramento delle associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e le società sportive dilettantistiche (SSD) dell’Emilia-Romagna.

Risorse che vanno ad aggiungersi ai quasi 66 milioni di euro – tra fondi regionali e statali – già messi a disposizione dalla Regione a partire dallo scorso anno per i ristori alle attività produttive e al Terzo settore.

Le nuove risorse: 48 milioni di euro

Due sono i comparti interessati ai nuovi stanziamenti statali: il primo riguarda le imprese turistiche dei comprensori sciistici cui andranno, complessivamente, circa 7 milioni di euro; il secondo le categorie economiche del commercio, le imprese di trasporto turistico, quelle che operano nel settore dei matrimoni e degli eventi privati e i parchi tematici e altre categorie cui andranno oltre 24,5 milioni di euro.

I fondi regionali interessano invece le imprese agricole (oltre 4,8 milioni e 600mila euro per i piani di controllo delle specie fossorie); quelle che operano nell’ambito dell’aeroporto di Forlì (3 milioni); le attività impiegate per l’organizzazione del Gp di Formula Uno a Imola 2021 (2 milioni); le misure per l’abbattimento dei tassi di interesse per gli investimenti nelle strutture alberghiere e ricettive (1,7 milioni) e 200mila euro a iniziative nell’ambito delle celebrazioni dantesche.

La ripartizione delle risorse è stata illustrata oggi in video conferenza stampa dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini e dall’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini.

“Ora è il momento di sostenere le nostre imprese e il lavoro di settori vitali della nostra economia come quelli del turismo e del commercio- affermano Bonaccini e Corsini– che più hanno sofferto durante quest’ultimo anno. Per questo abbiamo accelerato, condividendo subito con le associazioni di categoria interessate, la ripartizione dei nuovi fondi decisi in sede di Conferenza Stato-Regioni e procederemo a ritmo serrato per organizzare, insieme ai territori e con la collaborazione del sistema camerale già avviata positivamente per la gestione dei bandi precedenti, il percorso di assegnazione delle risorse, dall’emanazione dei bandi fino all’accredito delle somme dovute sui singoli conti correnti delle nostre imprese”.

“La ripartenza è cominciata- proseguono Bonaccini-Corsini– e le stime prospettano una forte crescita del nostro tessuto produttivo e delle nostre imprese. In questa fase vogliamo difendere il lavoro, per recuperare i posti perduti e crearne di nuovi e di qualità, e sostenere le aziende, favorendo trasformazione ecologica e digitale, in linea con il Patto per il Lavoro e per il Clima”.

Regioni del Bacino padano insieme per la qualità dell’aria lanciano un messaggio forte e convinto al Governo per chiedere un maggiore coinvolgimento

Regioni del Bacino padano insieme per la qualità dell’aria lanciano un messaggio forte e convinto al Governo per chiedere un maggiore coinvolgimento
Copyright: Regione Emilia-Romagna A.I.U.S.G. – Autore: Liviana Banzi

A valle della condanna dello Stato Italiano per il superamento dei valori limite per il PM10 da parte della Corte di Giustizia Europea, nella giornata di mercoledì 6 ottobre gli assessori all’Ambiente delle 4 regioni del bacino padano: Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto si sono riuniti nell’ambito della conferenza di Mid Term del progetto europeo Life PrePair, dedicato a sviluppare e monitorare misure di mitigazione dell’inquinamento atmosferico nel bacino padano.

Nella cornice dall’arsenale di Venezia, gli assessori hanno lanciato un messaggio forte e convinto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Transizione ecologica.

Come dimostrato dalle evidenze scientifiche del progetto PrePair, le Regioni hanno messo in campo sforzi significativi fin dal 2005, anche in coordinamento tra loro nell’ambito dell’Accordo del Bacino Padano, raggiungendo importanti risultati, anche se non esaustivi, nei vari ambiti di azione del complesso programma per il miglioramento della qualità dell’aria (trasporti, energia, biomasse e agricoltura).

Le misure attuate hanno già contribuito al pieno conseguimento dei limiti annuali di PM10 in tutto il bacino padano e ad ottenere il dimezzamento del numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero.

Gli assessori evidenziano l’enorme sforzo, anche economico, attivato dalle quattro Regioni negli ultimi 15 anni che avrebbe richiesto un necessario ulteriore incremento nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A tal proposito, segnalano l’estrema contrarietà al mancato inserimento nell’ambito degli interventi di finanziamento del PNRR del progetto interregionale per il miglioramento della qualità dell’aria con interventi quantificabili in 2 miliardi di euro. Ciò evidenzia la scarsa attenzione a livello nazionale sul tema, già più volte sollecitata, rispetto al tema della qualità dell’aria che deve diventare una priorità nazionale.

Rilevata anche l’assenza di rappresentanti politici del Governo al convegno, gli assessori hanno ribadito – confortati anche dalle evidenze scientifiche dei dati raccolti durante il lockdown – che le azioni che le Regioni possono mettere in campo non sono sufficienti a rispettare i limiti sempre più stringenti che potrebbero essere adottati a livello europeo nell’ambito della revisione della Direttiva europea sulla qualità dell’aria.

L’assenza di traffico veicolare nel periodo marzo-aprile 2020, non ha diminuito in modo sostanziale il livello delle polveri: è necessaria quindi un’azione integrata e contemporanea su tutti i settori verticali che contribuiscono alle emissioni inquinanti, ovvero traffico, biomasse, agricoltura e energia, ma anche tra i diversi attori istituzionali.

Proprio per questo i quattro assessori hanno richiamato lo Stato ad attivare le misure di competenza, anche ai sensi di quanto previsto dall’art. 9 comma 9 del d.lgs. 155/2010, al fine di garantire una forte azione complementare che si aggiunga a quelle poste in atto dalle regioni nell’ultimo ventennio.

Gli assessori regionali, alla luce delle nuove linee guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e, pur condividendo la necessità di una progressiva riduzione dei limiti, hanno inoltre sottolineato l’importanza di una valutazione preventiva della possibilità di conseguimento per evitare di definire limiti che non siano tecnicamente raggiungibili.

Anche su questo aspetto gli assessori regionali chiedono al MiTE e al Governo un presidio ed una partecipazione ai lavori della Commissione Europea al fine di rappresentare le specificità del territorio del bacino padano.

Quanto emergerà dalla due giorni della conferenza di Mid Term del progetto Life PrePair che è in corso, farà parte di un documento di sintesi, completo di analisi e proposte, che gli assessori consegneranno personalmente a Roma al Ministro, recandosi in delegazione per esporre con fermezza la necessità che si costruisca una strategia sul bacino padano che trovi spazio nella programmazione del Governo.

A margine del convegno, gli assessori hanno incontrato il direttore generale e i rappresentanti regionali di Legambiente per un confronto, con l’obiettivo di riportare il tema della qualità dell’aria tra le priorità nazionali, sollecitando il Governo ad assumere le azioni necessarie per affiancare le Regioni e conseguire i limiti europei nel più breve tempo possibile. È stato concordato di istituire un tavolo di confronto semestrale con Legambiente che si riunirà già nel prossimo novembre.

(nota congiunta delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto)

Stefano Michelini nuovo consulente della Pallacanestro Sassuolo

Stefano Michelini nuovo consulente della Pallacanestro SassuoloStefano Michelini, una delle figure di riferimento del basket italiano, è il consulente generale della Pallacanestro Sassuolo. Coach Michelini ha allenato dal campetto all’aperto fino alla maglia azzurra, una carriera che conta più di 800 panchine da professionista, con tappe in 12 diverse città. Dalle giovanili del quartiere di provenienza ai prestigiosi club senior del panorama italiano come Reyer Venezia e Dinamo Sassari. La sua passione per la palla a spicchi e la sua esperienza saranno ora di aiuto al florido movimento cestistico neroverde.

Bolognese, classe ’56, è da 13 stagioni commentatore tecnico ed opinionista della RAI, per la quale ha seguito un Campionato Mondiale, tre Europei, l’Olimpiade di Rio 2016 oltre al campionato italiano di Lega A. Tra i suoi incarichi anche i ruoli di consigliere LNP con delega allo sviluppo e rappresentante dei tecnici alla scuola regionale sport del CONI. Con entusiasmo ha accettato l’invito della Pallacanestro Sassuolo per aiutare e accompagnare la crescita di bambini, ragazzi e tutto lo staff tecnico.

291 nuovi positivi Covid oggi (7/10) in regione, su 27.882 tamponi eseguiti (1%). Aumentano i guariti, stabili i ricoveri

291 nuovi positivi Covid oggi (7/10) in regione, su 27.882 tamponi eseguiti (1%). Aumentano i guariti, stabili i ricoveriDall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 425.655 casi di positività, 291 in più rispetto a ieri, su un totale di 27.882 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’1%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età. Il conteggio progressivo delle somministrazioni di vaccino effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati. Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 6.552.936 dosi; sul totale, 3.334.978 sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 101 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 124 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 164 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,5 anni.

Sui 101 asintomatici, 75 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 5 con lo screening sierologico, 11 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 5 tramite i test pre-ricovero. Per altri 5 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Modena con 78 nuovi casi, seguita da Bologna (47) e Ravenna (46); poi Reggio Emilia (28), Parma (24), Piacenza (18), Rimini (17); quindi Forlì (14) e Ferrara (10); infine Cesena (6) e il Circondario Imolese (3).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 13.257 tamponi molecolari, per un totale di 5.905.632. A questi si aggiungono anche 14.625 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 229 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 397.468. I casi attivi, cioè i malati effettivi, oggi sono 14.691 (+60). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 14.305 (+57), il 97,4% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano due decessi, entrambi in provincia di Modena: due donne rispettivamente di  92 e 96 anni.

In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.496.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 46 (numero invariato rispetto a ieri), 340 quelli negli altri reparti Covid (+3).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 4 a Piacenza (numero invariato); 3 a Parma (invariato rispetto a ieri); 1 a Reggio Emilia (invariato); 1 a Modena (invariato; 17 a Bologna (+1); 3 a Imola (invariato); 3 a Ferrara (invariato); 3 a Ravenna (-1); 4 a Forlì (invariato); 4 a Cesena (invariato); 3 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 26.345 a Piacenza (+18 rispetto a ieri, di cui 13 sintomatici), 32.621 a Parma (+24, di cui 10 sintomatici), 51.168 a Reggio Emilia (+28, di cui 25 sintomatici), 71.994 a Modena (+78, di cui 52 sintomatici), 89.205 a Bologna (+47, di cui 35 sintomatici), 13.528 casi a Imola (+3, di cui 2 sintomatici), 25.646 a Ferrara (+10, di cui 5 sintomatici), 33.714 a Ravenna (+46, di cui 21 sintomatici), 18.687 a Forlì (+14, di cui 10 sintomatici), 21.453 a Cesena (+6, di cui  4 sintomatici) e 41.294 a Rimini (+17, di cui 13 sintomatici).

Sabato 16 e domenica 17 ottobre la decima edizione delle Giornate FAI d’Autunno

Sabato 16 e domenica 17 ottobre la decima edizione delle Giornate FAI d’AutunnoI Giovani del FAI, con il supporto di tutte le Delegazioni, i Gruppi FAI e i Gruppi FAI Ponte tra culture, propongono per sabato 16 e domenica 17 ottobre la decima edizione delle Giornate d’Autunno con visite in 600 luoghi solitamente inaccessibili o poco noti in 300 città d’Italia tra cui 42 luoghi del Ministero della Difesa, dello Stato Maggiore della Difesa e delle Forze Armate, aperti in occasione del centenario del Milite Ignoto.

Torna la grande festa delle Giornate FAI, la più importante manifestazione di piazza dedicata al nostro patrimonio artistico e culturale. Con energia, coraggio, voglia di fare, di migliorare e migliorarsi, di condividere e soprattutto con una passione travolgente per il nostro Paese, oltre 5.000 tra delegati e volontari FAI sono pronti a far innamorare tutti gli italiani dell’Italia. L’opportunità, ogni anno nuova e diversa, per accostarsi a un patrimonio smisurato e policromo, raccontato per l’occasione con l’entusiasmo contagioso di tutti i giovani che sposano la missione culturale del FAI: diffondere e coltivare la consapevolezza che l’Italia custodisce tesori inestimabili, fondamento dell’orgoglio che ogni cittadino prova davanti all’eccezionale bellezza del Paese e solida base su cui costruire la prosperità del futuro. Le Giornate FAI sono, dunque, un incontro sentimentale, un abbraccio collettivo tra i visitatori e l’ambiente che li circonda, prodigo di natura, arte e storia. In una parola: cultura.

Il catalogo dei luoghi visitabili è, come di consueto, amplissimo così come tantissime sono le tipologie rappresentate: dai complessi religiosi ai palazzi, dai castelli alle aree archeologiche, dai piccoli musei ai parchi e giardini storici, e ancora borghi, aree naturalistiche, luoghi produttivi e molto altro. Inoltre, in occasione del centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto, il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze Armate concederanno l’accesso straordinario in 42 loro luoghi-simbolo di significativa importanza storica e istituzionale.

Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI. È infatti suggerito un contributo non obbligatorio di 3 euro. La donazione online consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati. Chi lo vorrà potrà anche iscriversi al FAI online oppure nelle diverse piazze d’Italia durante l’evento. Agli iscritti saranno dedicate aperture speciali. Prenotazione online consigliata (salvo diverse indicazioni segnalate sul sito) su www.giornatefai.it; i posti sono limitati. N.B. il programma potrebbe subire variazioni. La realizzazione dell’evento nelle singole Regioni dipenderà dal loro colore nella settimana dell’11 ottobre.

Le Giornate FAI d’Autunno 2021 sono rese possibili grazie al fondamentale contributo di importanti aziende illuminate:

FinecoBank, una delle più importanti banche FinTech in Europa e fra le principali Reti di consulenza in Italia, è il prestigioso Main Sponsor dell’evento perché da sempre è impegnata nel valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio.

Multicedi, impresa della grande distribuzione da sempre attenta ai territori in cui opera, per il primo anno è accanto alla Fondazione in qualità di Sponsor dell’evento.

Grazie inoltre a Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, costituita da Leonardo nel 2018, che nasce per favorire il dialogo con la società civile, promuovere la cultura industriale e d’impresa e valorizzare il proprio patrimonio culturale e museale; a Edison, storica azienda amica del FAI da sempre impegnata per la salvaguardia dei luoghi e delle realtà di interesse culturale, turistico e sociale presenti nel nostro Paese e a Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI, che ha donato il suo prodotto per l’iniziativa.

L’evento si svolge con il Patrocinio della Commissione europea, del Ministero della Cultura, di Regione Emilia-Romagna, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane. Si ringrazia per la collaborazione il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze Armate che, in occasione del centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto, concedono l’apertura, durante le Giornate FAI d’Autunno, di alcuni loro luoghi simbolo.

Le Giornate FAI d’Autunno chiudono la Settimana Rai di Sensibilizzazione dedicata ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dall’11 al 17 ottobre la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano la varietà, la bellezza e l’unicità del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica a sostegno del FAI, per emozionare e coinvolgere sempre più italiani sul valore del nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico e per promuoverne la partecipazione attiva.  Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2021 anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.

Grazie di cuore alle 130 Delegazioni, 106 Gruppi FAI, 98 Gruppi FAI Giovani e 9 Gruppi FAI Ponte tra culture, attivi in tutta Italia. Ad affiancare i volontari ci saranno gli Apprendisti Ciceroni, studenti che desiderano attuare con i propri docenti un’esperienza sul campo come percorso formativo per le competenze trasversali e l’orientamento, o che hanno scelto autonomamente di mettersi in gioco in prima persona per raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del proprio territorio.

Un ringraziamento particolare per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione alla Protezione Civile, con la quale quest’anno festeggiamo i 15 anni di stretta collaborazione, all’Arma dei Carabinieri per il contributo alla sicurezza dell’evento e alla Croce Rossa Italiana per il prezioso supporto in questo periodo di emergenza sanitaria e per una partnership ormai consolidata negli anni.

Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari delle centinaia di luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni e le amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa.

Selezione di itinerari e aperture in Emilia Romagna

 

BOLOGNA

Villa Guastavillani

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 18

Situata sul colle di Barbiano, in splendida posizione panoramica sulla città di Bologna, nasce come residenza di campagna del cardinale Filippo Guastavillani, nipote di papa Gregorio XIII (1502-1584), che affidò all’architetto bolognese Ottaviano Mascherino, allievo del Vignola, l’ampliamento della preesistente dimora del primo rinascimento. Per la sua costruzione e la realizzazione del parco il Mascherino realizzò grandi opere di sbancamento della collina e una strada appositamente aperta per raggiungerla con agio dalla città. Le molte sale sono decorate con affreschi a fregio continuo che rappresentano paesaggi e numerose scene e figure allegoriche, con un denso programma iconografico che alterna temi sacri e profani. Dal salone delle feste una scala segreta conduceva alla sottostante sala musiva aperta sul giardino segreto. La sala progettata da Tommaso Laureti si presenta come una grotta interamente incrostata da materiali naturali eterogenei – spugne, conchiglie, frammenti di coralli, ciottoli di fiume, concrezioni calcaree – che nella volta compongono preziosi motivi a grottesche e nelle pareti incorniciano figure policrome ad alto rilievo di santi eremiti. Un tempo la sala era anche ornata di statue e animata da brillanti giochi d’acqua, mentre ora resta solo una replica romana di “satiro” di Prassitele, trasformata all’occasione in Bacco. Dal 2001 la villa ospita la sede di Bologna Business School, un centro internazionale specializzato nella formazione manageriale post-laurea con un innovativo approccio interdisciplinare.

MEDICINA (BO)

La Stazione Radioastronomica di Medicina “Marcello Ceccarelli”

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

La storia dell’Istituto di Radioastronomia IRA inizia nel 1970, quando venne fondato grazie all’iniziativa del Professor Marcello Ceccarelli e del gruppo di scienziati, ingegneri e tecnici che progettarono e realizzarono il radiotelescopio Croce del Nord a Medicina. L’IRA fa parte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica INAF dal 2005, ed è dislocato in tre sedi: la sede centrale a Bologna e due ulteriori sedi presso le stazioni radioastronomiche di Medicina e Noto. L’IRA è uno dei poli fondamentali in cui si svolge la ricerca radioastronomica in Italia e riveste un ruolo di primo piano anche in ambito internazionale. La principale area di interesse per lo staff di ricerca è l’astrofisica extragalattica, ma si dedica anche all’astrofisica galattica, dalla formazione stellare all’astrofisica stellare. L’Istituto è inoltre particolarmente attivo nella fisica della Terra, principalmente nella ricerca geodetica e negli studi sul sistema solare, e sviluppa elettronica, sistemi tecnologici e software all’avanguardia per la realizzazione di radiotelescopi e relative strutture. Ospita inoltre due radiotelescopi: la grande Croce del Nord, di proprietà dell’Università di Bologna, e un’antenna parabolica da 32 metri di diametro. Quest’ultima è impiegata sia ad “antenna singola” che per “osservazioni interferometriche”, che misurano cioè le distanze nei sistemi stellari binari e sono indispensabili per lo studio di pianeti extrasolari. Il Radiotelescopio “Croce del Nord” è tra i più grandi radiotelescopi di transito del mondo. La sua costruzione, iniziata nel 1960, si è conclusa nel 1967.

 

DOZZA (BO)

La Rocca Sforzesca come appartamento privato famiglia Marchesi Malvezzi Campeggi

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 18

La posizione strategica al confine tra Bologna e la Romagna rese il castello di Dozza oggetto di forti contese. Nata come fortezza militare attorno alla metà del XIII secolo, nel corso del Cinquecento la Rocca iniziò a subire radicali lavori di ristrutturazione per volontà dei signori Campeggi, che la trasformarono in una residenza signorile con decorosi ambienti consoni alle funzioni di sede di rappresentanza feudale, in un connubio perfetto tra privato e pubblico. Nel corso della visita, si entrerà in ambienti sia ufficiali, come saloni, torri e prigioni, sia intimi, come camere da letto, cappelle private e cucine. Si avrà la preziosa possibilità di ammirare per la prima volta stanze di norma non aperte al pubblico o frutto di recenti restauri, cogliendo indizi del lato più intimo e privato della famiglia Malvezzi-Campeggi.

 

FERRARA

Chiesa di San Carlo Borromeo 

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30

Chiusa al culto già dal 2008 in quanto bisognosa di restauri e in seguito danneggiata dal sisma del 2012, la Chiesa di San Carlo Borromeo è stata interessata negli ultimi anni da importanti interventi di riparazione relativi alle strutture, al campanile, alle coperture, alle murature di abside e aula, agli importanti apparati decorativi e ai vani della sacrestia. Oggi nella chiesa si stanno concludendo gli ultimi interventi e si è pensato con la proprietaria AUSL e il Comune di Ferrara, ente attuatore dei lavori in corso, di proporre uno svelamento in anteprima dell’aula restaurata, dopo quasi 13 anni di chiusura, con il grande soffitto affrescato da Giuseppe Avanzi nella metà del Seicento, capolavoro di scenografia pittorica. Progettata da Giovan Battista Aleotti, detto l’Argenta, la chiesa di San Carlo Borromeo, terminata nel 1623, a pianta ellittica e con un ricco apparato decorativo, è considerata una delle opere migliori dell’artista, anticipatrice a Ferrara dell’architettura barocca – di cui rappresenta un unicum in città – seppur ancora molto influenzata da elementi propri del linguaggio classico. Le visite delle Giornate d’Autunno comprenderanno la storia della fabbrica, anticamente legata al limitrofo convento – poi, fino agli anni Trenta del Novecento, ospedale di Sant’Anna – la descrizione dell’architettura esterna e interna e una riflessione sul restauro recente della grande volta ellittica e di quanto emerso durante i restauri in merito alle tecniche e ai materiali usati.

Antico Ospedale Sant’Anna

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30

Il primo nucleo dell’ex ospedale Sant’Anna esisteva già nel 1295 sotto forma di oratorio e chiesa per l’Ordine terziario francescano, per essere poi trasformato in convento nei primi anni del XII secolo dai frati Armeni dell’Ordine di San Basilio. Tra il 1443 e il 1445 Pietrobono Brasavola venne incaricato di trasformare e adattare il convento di Sant’Anna a ospedale cittadino dal Vescovo Giovanni Tavelli da Tossignano, al quale era stato affidato il compito di scegliere un luogo idoneo alla realizzazione di un nosocomio “moderno” da Papa Eugenio IV. Del complesso ospedaliero fa parte anche la chiesa di San Carlo Borromeo, e l’ospedale rimase tale fino agli anni ’30 del Novecento, quando fu spostato in altra sede, sempre entro le mura della città. Nel 1570 in seguito al catastrofico terremoto che colpì la città, vennero realizzate le celle per i pazzi furiosi dove fra il 1579 e il 1586 venne rinchiuso Torquato Tasso. Nel comparto dell’ex ospedale, in seguito agli interventi di carattere urbanistico eseguiti a partire dal 1930, furono realizzati: l’Istituto Musicale Frescobaldi, il Museo di Storia Naturale, il Dopolavoro Provinciale e la Scuola Elementare Umberto I, poi Alda Costa, chiari esempi di architettura razionalista. Il percorso di visita proposto per le Giornate FAI comprende il chiostro, le tracce degli affreschi dell’antica chiesa di Sant’Anna, la chiesa di San Carlo in anteprima dopo i restauri post sisma non ancora del tutto terminati e un salto temporale nelle architetture del Novecento.

 

PARMA

Bosco Spaggiari

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 9.30 alle 16

Bosco Spaggiari si trova nella zona agricola in strada Quingenti a San Prospero, la frazione di Parma in prossimità della trafficatissima via Emilia, a 6 km dal centro città. Un paesaggio suburbano incoerente e disarmonico, che serba soltanto un ricordo della campagna perduta, della grammatica millenaria dei gelsi e dei filari. Il sito nasce per volontà di un padre e un figlio – Giancarlo e Roberto Spaggiari – che vent’anni fa decisero di trasformare il terreno di fronte alla loro abitazione in un bosco, salvandolo dalla cementificazione e dall’inquinamento. Proprietari di un’area agricola, nel 2000 hanno iniziato la piantumazione e nel 2005 l’area contava 7 ettari di terreno. Diversi costruttori si sono mostrati interessati all’acquisto dell’area, ma la famiglia si è sempre rifiutata e nel 2016, anche grazie a contributi dell’Unione Europea (Fondo europeo di sviluppo rurale 2014-2020), il bosco si è ampliato. Oggi conta 12.500 alberi in un’area di 11 ettari. Sono presenti specie autoctone, come il frassino, il ciliegio, la farnia e il noce, oppure arbusti come il nocciolo, alcuni alberi secondari, come il melo, il gelso o il pero selvatico, per un totale di sedici essenze. Le piantumazioni procedono per realizzare un grande saliceto. Aiutati da molti volontari, gli Spaggiari sono al lavoro su un ettaro di terra per creare lunghi filari di circa 200 metri. Con l’apertura in Giornate d’Autunno, il FAI vuole valorizzare questa storia virtuosa, di riqualificazione paesaggistica con un particolare valore civile.

 

MONTICELLI (PC)

Ex bottonificio

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 12 e dalle 14 alle 18

L’apertura dell’ex bottonificio di San Nazzaro avverrà in esclusiva in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, in quanto il sito non è mai stato oggetto di visita, né agli interni né agli esterni. Si tratta infatti di un edificio attualmente di proprietà privata, oggi sede di un’azienda locale e perciò sempre chiuso al pubblico. Interessante esempio di archeologia industriale, il complesso, inaugurato nel 1925, è costituito da un insieme di più edifici. Sul fronte strada si trova l’edificio di rappresentanza, con gli uffici amministrativi e il reparto di confezionamento e preparazione dei campionari; posteriormente si sviluppano i corpi di produzione, che ospitano i laboratori per la produzione dei bottoni. Nonostante le svariate modifiche apportate nel corso del tempo, sono ancora ben visibili alcuni elementi originali degli anni Venti, come il portone in legno, la sirena che scandiva le ore lavorative e le vecchie scritte di suddivisione dei reparti. Le visite proporranno anche un approfondimento storico con il supporto di foto d’epoca, l’esposizione di oggetti e macchinari e l’ausilio di videoproiezioni, atti a raccontare l’antica tradizione bottoniera del piacentino, oltre alle alterne vicende che hanno interessato il bottonificio di Monticelli, che fu un luogo chiave per l’economia locale e per il lavoro femminile.

 

SAVIGNANO SUL RUBICONE (FC)

Museo archeologico del Compito

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Situato alle porte di Savignano sul Rubicone, lungo la via Emilia, il Museo Archeologico del Compito si colloca nel luogo dove in età romana sorgeva un piccolo abitato: col termine Compitum gli antichi erano soliti indicare un incrocio di strade, pertanto la via Emilia si doveva in questo punto incrociare con un’altra strada che scendeva dalle colline. Chi risiedeva al Compito erano persone modeste, considerata la tipologia dei corredi rinvenuti nella necropoli rintracciata nel 1995, anche se, lungo la Via Emilia, sorgevano alcune tombe monumentali appartenute a personaggi di spicco. A partire dal 1930 fu iniziata dal sacerdote Don Giorgio Franchini, cui oggi è intitolato il Museo, l’opera di raccolta dei materiali archeologici emergenti dai terreni del Compito, che trovarono una prima collocazione nei locali della canonica della Pieve di S. Giovanni. I ritrovamenti, col passare degli anni, si moltiplicarono e Don Franchini costituì una raccolta significativa, che contava al suo interno frammenti architettonici e scultorei, terrecotte figurate, centinaia di monete, bronzetti, vetri, ceramiche e reperti fossili e osteologici. Dopo un grave furto nel 1978, perse molti dei suoi più importanti reperti. Chiuso per vent’anni, è stato riaperto al pubblico nel 1998, nell’attuale sede, riallestita e rinnovata con l’allestimento di nuovi reperti. Ora il Museo si prepara ad accogliere due nuove teche espositive, dedicate alle tombe rinvenute negli scavi archeologici del 2018.

 

MELDOLA (FC)

Riserva naturale Bosco di Scardavilla

Visite sabato 16, dalle ore 16 alle 18, e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 18

La Riserva regionale – istituita nel 1991 – si situa nella bassa collina forlivese e tutela un lembo di bosco di notevole valore naturalistico e paesaggistico, relitto delle formazioni forestali che un tempo rivestivano l’intera fascia pedecollinare romagnola, dove trovano rifugio specie vegetali e animali ormai rare. Dell’area protetta fanno parte due antichi complessi monastici, le cui vicende storiche sono strettamente legate a quelle del bosco.

Il bosco di Scardavilla si estende oggi per circa sette ettari e occupa circa un quarto della superficie complessiva dell’area protetta: una dimensione molto ridotta rispetto alla formazione di un tempo, ma ancora in grado di imporsi come una densa e imponente macchia verde, ricca di sottobosca arbustivo e vegetazione erbacea. Il nucleo principale della Riserva è rappresentato da un bosco dominato dalle querce testimoni delle foreste che ricoprivano nel passato gran parte del territorio regionale. Alcune tipologie di habitat forestali presenti a Scardavilla, riconducibili agli Arbusteti alberati delle lande secche, ai Quercio-carpineti degli impluvi e alle formazioni di Salice bianco e Pioppo bianco delle rive fluviali, sono protetti dalla Comunità Europea. Scardavilla ospita un numero davvero elevato di specie vegetali rare in Emilia-Romagna e incluse nell’elenco della flora spontanea protetta dalla legge regionale n.2 del 24 gennaio 1977, che comprende circa 160 taxa. Da questo punto di vista il territorio della Riserva può essere considerato per certi versi un vero e proprio giardino botanico naturale dove, in uno spazio circoscritto, si concentra una straordinaria ricchezza di rarità fioristiche, molte delle quali di notevole bellezza. Il percorso durante le Giornate d’Autunno prenderà avvio dall’eremo di Sacardavilla di sopra, per poi proseguire attraverso il bosco della Riserva Naturale fino a raggiungere Scardavilla di sotto.

 

NONANTOLA (MO)

La Partecipanza Agraria di Nonantola

Ingresso dedicato agli iscritti FAI. Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 9 alle 18

Una delle ultime forme di proprietà collettiva di terreni presenti nella nostra penisola è rappresentata dalle Partecipanze Agrarie. In Italia ne esistono oggi soltanto 8 e 6 di queste si estendono nella pianura tra Modena, Bologna e Ferrara. La Partecipanza di Nonantola, risalente all’XI secolo, è la più antica: seguendo regole pressoché immutate dal medioevo a oggi, divide il suo patrimonio fondiario collettivo tra i discendenti delle antiche famiglie originarie del luogo. La sua origine è strettamente legata al monastero di San Silvestro, uno dei più importanti cenobi dell’Europa medievale. Nel 1058 l’abate Gotescalco concesse al popolo una vasta estensione di terreni, in gran parte costituti da boschi, prati e paludi. Per usufruire di tali privilegi, trasmissibili per via ereditaria, l’abate impose agli abitanti l’obbligo di residenza e l’onere della costruzione di tre quarti delle fortificazioni dell’abitato. Estesa su un territorio di 760 ettari dedicato prevalentemente all’agricoltura (su cui è presente l’Area di Riequilibrio Ecologico “Torrazzuolo”, uno dei siti di tutela ambientale più importanti della Pianura Padana), il complesso edilizio è situato nel centro storico di Nonantola. Il percorso delle Giornate FAI, per illustrare la millenaria storia della Partecipanza Agraria, prevede la visita ai palazzi della Partecipanza, all’Archivio Storico dell’ente, all’acetaia didattica di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e alla mostra permanente. Il tour proseguirà al Museo di Nonantola, all’interno della trecentesca torre dei Bolognesi, in cui sarà approfondita l’origine medievale della Partecipanza alla luce delle ricerche archeologiche eseguite nell’abbazia di San Silvestro e nel centro storico di Nonantola.

 

PIACENZA

Polo di Mantenimento Pesante Nord (Arsenale di Piacenza)

Apertura sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Apertura esclusiva di un luogo normalmente non accessibile che cela tra le sue mura le testimonianze di alcuni tra i più affascinanti momenti della storia di Piacenza. Come una città nella città, la vastissima area del Polo di Mantenimento Pesante Nord, conosciuto come “Ex Arsenale”, stupisce fin dall’ingresso coi suoi ampi viali alberati, il verde ben curato e i numerosi edifici che contano uffici tecnici, rimesse e gli importantissimi laboratori, che da oltre un secolo lavorano il ferro. Il luogo ha una forte rilevanza storica e architettonica, in quanto sorge sulle ceneri dell’antico castello farnesiano, di cui restano ben conservati ed estremamente curati tre bastioni, con tanto di sotterranei ancora accessibili. I suoi Laboratori e le sue officine lavorano il ferro da oltre un secolo, per adempiere agli scopi istituzionali, ma non solo. Grazie alle capacità professionali dei suoi tecnici e degli operai, dal dopoguerra l’Arsenale è stato chiamato in numerose occasioni al recupero e al restauro di opere d’arte e monumenti in collaborazione con la Soprintendenza Belle Arti, come le statue equestri del Mochi di piazza Cavalli, l’Angelo dorato che svetta sulla cuspide del Duomo, la cancellata in ferro di Palazzo Farnese e tanti altri. Oggi il Polo di Mantenimento Pesante Nord comprende una vasta area urbana interamente cintata, che si compone di ampi viali alberati, costellati di edifici funzionali di fabbrica novecentesca: laboratori, officine, uffici tecnici e dirigenziali, rimesse. Non manca un’area museale interessante sia per l’esposizione di cimeli storici, sia per la pregevole riqualificazione dell’edificio; sono visibili gli originali casellari porta cartellini, il soffitto a capriate lignee e le pitture murali d’epoca, tra cui spicca una lunetta dipinta con fiamma e carro armato, forse attribuibile alla scuola di Bot (Osvaldo Barbieri, noto artista piacentino del primo Novecento).

 

RAVENNA

Biblioteca del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali

Il manoscritto che reclama le ossa di Dante a Firenze

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 15 alle 18

La Biblioteca del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali a Ravenna è situata all’interno del Salone del “velario”, al primo piano dell’antico Convento Francescano di Ravenna, e vi si accede attraverso i cinquecenteschi chiostri (oggi di proprietà della Cassa di Risparmio di Ravenna) che affiancano la Tomba di Dante e al giardino con il Quadrarco di Braccioforte, nel cuore della “zona del silenzio” ravennate. Vi è conservato un prezioso documento, ovvero la minuta di una lettera di Girolamo Benivieni, testimonianza rilevantissima della volontà degli intellettuali fiorentini di ricondurre in patria le ossa di Dante. Alla morte di Dante, il corpo era stato portato, come dice il Boccaccio, «al luogo de’ frati minori» ove fu sepolto in un’urna lapidea a ridosso del muro esterno del chiostro del convento. Lì rimase per circa due secoli fino a quando i frati maturarono la certezza che i fiorentini, finalmente ottenuto il permesso papale, sarebbero venuti per trasferire i contesi resti nella loro città e dargli onorata sepoltura nella tomba che lo stesso Michelangelo si era impegnato a realizzare. Di qui ha inizio la storia del trafugamento e dell’occultamento delle ossa da parte dei francescani di Ravenna fino al definitivo ritrovamento, nel 1865, e al loro ricollocamento nel settecentesco sepolcro realizzato da Camillo Morigia (1781). Il Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali e la relativa biblioteca furono costituiti nel 1964 da padre Severino Ragazzini, con l’intento di rivitalizzare il culto di Dante raccogliendo opere d’arte, cimeli e testimonianze librarie in anni recenti. La Divina Commedia è testimoniata da esemplari manoscritti trecenteschi e rare edizioni, fra cui 10 incunaboli, e tutte le edizioni uscite a stampa nel Cinquecento. Da segnalare la prima edizione della Commedia, nota come “folignate” (1472). Il Centro Dantesco è costante promotore di attività culturali dedicate a Dante.

 

REGGIO EMILIA

Villa Levi

Ingresso dedicato agli iscritti FAI. Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18

Villa Levi è una delle più singolari ville della campagna Reggiana a poca distanza dall’abitato di Coviolo. L’edificio risale probabilmente al secolo XVII, come si può dedurre dai disegni dell’architetto Domenico Marchelli, che curò il primo consistente intervento di ristrutturazione su commissione della ricca famiglia borghese dei Besenzi. Oggi è conosciuta quale sede del Corso di Laurea in Scienze della produzione animale dell’Università di Bologna. Costruzione di gusto neoclassico molto imponente ed austera, l’architetto Marchelli che ne curò la sistemazione esterna la circondò di un vasto giardino all’italiana che si allungava sul fronte. La costruzione rimase tale fino agli anni ‘30 del 1800 quando la famiglia Besenzi incaricò di una nuova ristrutturazione l’ingegnere e architetto modenese Luigi Poletti. La villa sarà aperta in occasione delle Giornate di Autunno 2021 per poi essere nuovamente chiusa, nella esclusiva disponibilità della Università di Bologna, proprietaria.

 

MONTESCUDO (RN)

Santuario di Santa Maria Succurrente a Valliano

Visite sabato 16, dalle ore 15 alle 18, e domenica 17 ottobre, dalle ore 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18

Incastonato in una vallata tra le dolci colline del Comune di Montescudo, nel territorio che un tempo faceva parte della Signoria dei Malatesta, già nel Medioevo esisteva un sacello dedicato a Santa Maria Succurrente. Il paesaggio circostante, con versanti coltivati a uliveti e vigneti, ben si sposa con la spiritualità emanata dal luogo. Il racconto della vita religiosa che si è susseguita nel tempo che si può leggere ancora tra le testimonianze storiche racchiuse nel santuario si associa al racconto della vita contadina, fulcro di queste terre, narrato dagli straordinari oggetti raccolti nel piccolo museo etnografico, ricavato dall’antica canonica. Oltre a interessanti testimonianze del sacello medioevale come l’antica mensa dell’altare in pietra e una parte dei muri perimetrali, l’attenzione è sugli affreschi riscoperti durante i lavori di restauro degli anni ’90 del secolo scorso. Attorno alle pareti dell’abside, è tornata alla luce una notevole decorazione ad affresco, completata in diverse epoche e da diverse mani, alcune riferibili alla scuola bolognese e umbra e altre agli allievi di Raffaello; essa si compone di notevoli e pregiate rappresentazioni della Madonna con il bambino, di san Vincenzo Ferrer e altri santi e padri della Chiesa. Inoltre, da questo luogo si diramano itinerari naturalistici, storici ed enogastronomici e la collaborazione del FAI con i produttori locali offrirà la possibilità di degustare prodotti tipici nel vicino mercatino o avere sconti in diversi ristoranti di zona. Nel pomeriggio di domenica si terrà una visita evento con il professore di scienze religiose Auro Panzetta.

 

 

 

 

 

 

 

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