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mercoledì, 24 Giugno 2026
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Cinema e audiovisivo, 2 milioni di euro per qualificare e innalzare le competenze del settore

Cinema e audiovisivo, 2 milioni di euro per qualificare e innalzare le competenze del settoreNuovo investimento della Regione per lo sviluppo dell’industria cinematografica e audiovisiva dell’Emilia-Romagna: oltre 2 milioni di euro (esattamente 2.144.709) di fondi europei della Regione, Programa regionale Fse+ 2021/2027, per qualificare e innalzare le competenze del settore. 43 progetti formativi rivolti a 565 potenziali partecipanti, che danno vita ad un’offerta ricca e variegata per durata, obiettivi formativi e destinatari dei corsi.

Chiuso il bando, è arrivato il via libera della Giunta regionale con l’approvazione dei progetti, proposti e organizzati da Enti di formazione ed Enti che operano nel settore cinematografico, tra cui le principali realtà del territorio, in collaborazione con Università, imprese e Istituzioni.

“Le persone, le professionalità e le competenze sono centrali per la crescita dell’industria cinematografica e audiovisiva della nostra regione, e quindi continuiamo convintamente ad investire in questa direzione- commentano il vicepresidente con delega alla Formazione, Vincenzo Colla, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni-. I progetti sostenuti su tutto il territorio regionale attivano un prezioso lavoro di rete e sono rivolti a molteplici destinatari, offrendo opportunità formative per tanti ambiti diversi, a partire dai cosiddetti ‘mestieri del set’. Un forte impulso viene anche dato al sostegno all’imprenditorialità e alla rete regionale delle giovani imprese, così come alla valorizzazione dei festival. Non esiste crescita se non si investe sulle persone e sulla cultura”.

Il pacchetto formativo è finalizzato al raggiungimento di molteplici obiettivi: valorizzare attitudini, aspettative e propensioni delle persone, creando opportunità per acquisire nuove e qualificate professionalità per sostenere un’occupazione di qualità, generare e consolidare strategie di sviluppo e innovazione; particolare attenzione viene posta verso figure tecniche, organizzative e amministrative specializzate nei processi produttivi dell’audiovisivo, nella creazione del set e nell’individuazione dei territori e degli ambienti destinati a diventare location, quali ad esempio gli scenografi ed i location manager e relativi assistenti.

Altro obiettivo, sostenere la qualificazione delle professionalità che, a titolo differente, con differenti contratti e in modo spesso non continuativo, già operano nel settore del cinema e dell’audiovisivo, per favorirne un inserimento qualificato, strutturato e tutelato.

Poi sostenere le persone nei percorsi di qualificazione e crescita per esercitare professionalmente il proprio ruolo sia come lavoratori dipendenti, sia come lavoratori autonomi; e ancora, favorire una crescita diffusa di competenze gestionali e manageriali per permettere alle persone di gestire in modo efficace il proprio lavoro e per rafforzare le organizzazioni di impresa nelle logiche di sostegno all’imprenditorialità e alla rete regionale delle piccole e giovani imprese.

Infine, valorizzare le potenzialità dei festival quali occasioni di presenza sul territorio di alte professionalità, testimoni privilegiati, attori istituzionali e imprese del settore, con l’obiettivo di arricchire, diversificare e aprire ad una dimensione internazionale l’offerta formativa. Tutte le proposte sono coerenti con quanto previsto dal Programma regionale in materia di cinema e audiovisivo e danno attuazione della legge regionale n. 20/2014 “Norme in materia di cinema e audiovisivo”.

La distribuzione delle risorse sul territorio

L’offerta formativa è distribuita su tutto il territorio regionale: alla provincia di Bologna vanno 1.221.112 euro per finanziare 17 percorsi; Modena 111.941 euro, 3 percorsi; Ferrara 116.445 euro, 3 percorsi; Forlì-Cesena 58.017 euro, 3 percorsi; Parma 113.741 euro, 2 percorsi; Piacenza 155.111, 3 percorsi; Ravenna 265.971 euro, 7 percorsi; Reggio Emilia 50.435 euro, 2 percorsi; infine, alla provincia di Rimini sono destinati 51.933 euro per la realizzazione di 3 percorsi formativi.

Il dettaglio dei corsi approvati è consultabile al link: Offerta formativa — Formazione e lavoro (regione.emilia-romagna.it)

Nasce in Regione il Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione

Nasce in Regione il Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di PartecipazioneLa partecipazione come asse portante, come “cifra” nelle scelte delle politiche pubbliche, attraverso una filiera istituzionale in grado di coinvolgere cittadini, comunità, Enti locali e territori. Una rete che, in Emilia-Romagna, terra di forti tradizioni democratiche ed inclusive, si rafforza ancora di più con l’istituzione, all’interno della Regione, di un Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione.

“Questa Regione è forte di percorso più che collaudato sul tema- afferma il presidente, Michele de Pascale-, ma vogliamo fare di più: favorire ulteriormente la condivisione delle scelte con i territori, rendere più organico il rapporto tra i vari livelli, armonizzare visioni, strategie e piani. Ma anche rinnovare, al tempo stesso, le forme di partecipazione democratica delle cittadine e dei cittadini alle decisioni pubbliche, rendendo le iniziative partecipative più efficaci ed efficienti. In un contesto generalizzato in cui, purtroppo, è innegabile una progressiva disaffezione delle persone ai processi democratici- conclude il presidente- vogliamo dare un segno tangibile, a partire proprio dall’ente Regione, del nostro impegno”.

Il Centro: articolazione e funzioni

Il punto di partenza è la legge regionale 15 del 2018, in materia di partecipazione all’elaborazione delle politiche pubbliche, e le scelte fatte successivamente. In ultimo, la Giunta regionale ha approvato e avviato il Piano triennale per la formazione della partecipazione (2025- 2027), che dà un forte impulso all’ascolto e all’erogazione di moduli formativi rivolti anche agli enti locali del territorio. Con questa premessa, la Giunta ha definito un sistema organizzato interno all’amministrazione regionale, ispirato a principi di semplificazione, efficacia ed efficienza, a partire dalle competenze e dalle risorse già disponibili.

Con un’apposita delibera, la Giunta ha approvato la costituzione del Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione, individuando due livelli di articolazione. Il Gabinetto di Presidenza di Giunta sarà riferimento per il coordinamento politico, in modo da assicurare un approccio organico, in grado di coinvolgere in modo efficace i territori nelle scelte strategiche sulle grandi trasformazioni, a partire da quella climatica. Una rete articolata e diffusa dei referenti tecnici, presso ciascuna direzione generale e agenzia dell’Amministrazione regionale, dovrà attivare i processi partecipativi, da attuare secondo gli indirizzi forniti e nell’ambito della collaborazione prevista all’interno della cabina di regia.

L’operatività del Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione sarà basato sul centro, già esistente, di competenze regionale, presso la Direzione generale Risorse, Europa, innovazione e istituzioni, con funzioni di presidio per l’attuazione della normativa, dell’osservatorio regionale e delle relazioni interne ed esterne all’amministrazione di viale Aldo Moro sui temi della partecipazione.

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 17 dicembre 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 17 dicembre 2025Al mattino molto nuvoloso o coperto con con piogge deboli sparse su tutta la Regione, in esaurimento entro il primo pomeriggio, con quota neve sopra i 1600/1800 m. Per il resto della giornata molto nuvoloso con formazione di foschie sopra l’asta del Po in serata.

Temperature in lieve aumento, con minime comprese tra 6/8 gradi e massime tra 9/11 gradi. Venti deboli in prevalenza dai quadranti occidentali. Mare mosso, con moto ondoso in attenuazione dal pomeriggio.

(Arpae)

In contromano sulla Modena-Sassuolo: frontale tra due auto

In contromano sulla Modena-Sassuolo: frontale tra due autoQuesta notte poco prima dell’1:00, un grave incidente stradale si è verificato sulla SS724 Modena-Sassuolo, all’altezza di Formigine in direzione Modena. Si è trattato di uno scontro tra due autovetture: nel procedere contromano, infatti, una delle due auto ha causato uno scontro frontale contro un’utilitaria.

Sul posto è intervenuta prontamente una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Carpi, con autopompa-serbatoio, che ha provveduto ad estrarre il conducente dell’utilitaria, ferito ed intrappolato nell’abitacolo, per consegnarlo alle cure del personale sanitario inviato sul posto dal 118, per poi mettere lo scenario in sicurezza.

Giovedì la Ferrari celebra insieme alla comunità i titoli mondiali nel FIA WEC 2025

Giovedì la Ferrari celebra insieme alla comunità i titoli mondiali nel FIA WEC 2025
Ferrari celebrates 2025 FIA WEC world titles @ Ferrari media

Ferrari si prepara a festeggiare i titoli iridati ottenuti nel FIA World Endurance Championship 2025 insieme ai dipendenti del Cavallino Rampante, ai tifosi, alla comunità locale e alla squadra che ha contribuito agli storici successi con un evento unico.

Giovedì 18 dicembre i piloti del team Ferrari – AF Corse, artefici delle vittorie nel Campionato del Mondo Costruttori – grazie ai risultati delle 499P numero 50 e 51 – e nel Mondiale Piloti, con quest’ultimo equipaggio, incontreranno i dipendenti dell’azienda fondata nel 1947, prima di sfilare per le strade di Maranello.

Protagonisti della giornata saranno Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, che formano l’equipaggio della 499P numero 50; Alessandro Pier Guidi, e Antonio Giovinazzi, laureatisi campioni del mondo Piloti con la vettura gemella numero 51, insieme a James Calado (il britannico non sarà presente per motivi personali). Insieme le due formazioni hanno permesso a Ferrari di riportare a Maranello un titolo iridato assoluto nell’endurance a 53 anni dall’ultimo precedente, che risaliva al successo della 312 P nel 1972.

Il programma. Dopo aver effettuato in mattinata una parata all’interno dell’azienda ed aver incontrato i dipendenti, i piloti transiteranno a bordo delle 499P alle ore 14.00 circa sotto l’arco storico di Via Abetone Inferiore.
A quel punto gli equipaggi transiteranno da via Enzo Ferrari e – dopo aver attraversato la sede della Scuderia Ferrari – potranno essere di nuovo applauditi in via Gilles Villeneuve (nel comune di Fiorano Modenese) e in via Alfredo Dino Ferrari, sino al Museo Ferrari di Maranello. Qui le vetture numero 50 e 51 sosteranno a beneficio del pubblico, mentre Fuoco-Molina-Nielsen e Pier Guidi-Giovinazzi saranno a disposizione per una sessione di firma autografi dalle 14.30 alle 15.00.

L’iniziativa – in maniera analoga a quella organizzata nel giugno 2023 dopo la vittoria alla 24 Ore di Le Mans del Centenario – permetterà alle Persone Ferrari e al territorio di vivere un’esperienza unica per celebrare i successi ottenuti nel 2025, già parte della storia del motorsport.

Giovedì all’Auditorium Spira Mirabilis di Formigine lo spettacolo “Genova, L’Emilia e l’America”

Giovedì all’Auditorium Spira Mirabilis di Formigine lo spettacolo “Genova, L’Emilia e l’America”
immagine a corredo fornita dall’AOU Modena

Giovedì 18 dicembre va in scena l’ultimo evento del ricco calendario di iniziative che l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha organizzato per celebrare i 20 anni dell’Ospedale Civile di Baggiovara. Alle ore 21:00 di giovedì 18 dicembre sul palco dell’Auditorium Spira Mirabilis di Formigine si terrà lo spettacolo De André e Guccini: Genova, l’Emilia e l’America organizzato in collaborazione con l’Associazione Team Enjoy. Sul palco si esibiranno Ellade Bandini, Juan Carlos Biondini, Andrea Parodi, Alex Garazzo, Michele Guaglio e Riccardo Maccabruni: un ensemble di straordinari musicisti che hanno collaborato con Francesco Guccini e Fabrizio De André, per un viaggio musicale che unisce Genova, l’Emilia e l’America.

La partecipazione è gratuita sino ad esaurimento posti. Per partecipare è necessario registrarsi sul form dedicato: https://www.aou.mo.it/ConcertoperBaggiovara. Durante la serata sarà possibile effettuare donazioni libere a favore di Team Enjoy, a sostegno di nuovi progetti dedicati alle e ai pazienti, famiglie e caregiver.

Il concerto – spiega il dottor Paolo Barbieri, Responsabile del Servizio Comunicazione e Informazione – conclude gli eventi che abbiamo organizzato per celebrare i 20 anni dell’Ospedale Civile. Abbiamo cominciato a luglio con la musica in Piazza Sant’Agostino, di fronte al vecchio Ospedale da cui il Civile deriva, con l’esibizione di Andrea Govoni. Concludiamo in musica dopo una serie di eventi che ha avuto come fil rouge la partecipazione della cittadinanza, insieme ai sanitari. In questa logica sono state pensate tutte le iniziative, dall’evento sulla storia della piazza Sant’Agostino di agosto, alla biciclettata non competitiva tra Policlinico, Sant’Agostino e Ospedale Civile, sino al quadrangolare di calcio per culminare nell’evento di sabato 29 novembre, quando abbiamo aperto l’ospedale ai cittadini”.

 

Il dettaglio dell’evento

Un’emozionante e imperdibile serata che unisce due anime della canzone d’autore italiana, quella genovese e quella emiliana, per raccontare un pezzo importante della nostra cultura, con lo spettacolo “Genova, L’Emilia e l’America”.

Questo viaggio musicale e narrativo vede protagonisti i Bordelobo del cantautore Andrea Parodi Zabala e del chitarrista della Treves Blues Band Alex Gariazzo, affiancati da due veri e propri monumenti della musica italiana: Flaco Biondini ed Ellade Bandini. I Completano la band Riccardo Maccabruni alle tastiere e alla fisarmonica e Michele Guaglio al basso.

La presenza sul palco di Juan Carlos “Flaco” Biondini ed Ellade Bandini è il cuore pulsante dello spettacolo. Flaco Biondini, chitarrista argentino dal tocco inconfondibile, è lo storico collaboratore di Francesco Guccini, con cui ha firmato brani indimenticabili. La sua chitarra ha definito il suono di Guccini per decenni, e la sua presenza offre un collegamento diretto con l’universo del cantautore emiliano, portando sul palco storie e aneddoti di una vita passata insieme sui palchi e non solo.

 

Ellade Bandini, considerato uno dei più grandi batteristi in Italia e non solo, vanta una carriera discografica impressionante. Ha suonato in migliaia di dischi, diventando il “guru” della sezione ritmica italiana, collaborando con artisti del calibro di Mina, Paolo Conte, Edoardo Bennato, Antonello Venditti, Angelo Branduardi e, naturalmente, sia Fabrizio De André che Francesco Guccini. La sua batteria ha scandito il ritmo di album fondamentali, incluso l’ultimo capolavoro di De André, Anime Salve. Attraverso i suoi racconti, Bandini condivide l’intimità del processo creativo di questi giganti, offrendo uno sguardo privilegiato dietro le quinte della storia della musica italiana.

Lo spettacolo si snoda attraverso le geografie emotive e fisiche dei due artisti: la Genova portuale e malinconica di De André, e l’Emilia rurale e sanguigna di Guccini.

Entrambi legati da una profonda amicizia e da una stima reciproca, avevano persino progettato un tour insieme, un sogno che purtroppo non si è mai concretizzato.

Sul palco rivivono le loro passioni comuni, come l’amore per la buona cucina e la convivialità, che spesso hanno trovato spazio nelle loro opere, come nella celebrazione del cibo e del vino ligure in “Crêuza de mä” di De André e nei versi dedicati alle locande e al buon vivere di “Canzone delle osterie di fuori porta” di Guccini.

Il viaggio prosegue idealmente oltreoceano, verso quell’America che entrambi hanno guardato con ammirazione per la sua cultura musicale, da Bob Dylan a Woody Guthrie, ma anche con spirito critico verso le sue derive imperialiste. La canzone “Fiume Sand Creek” è un potente e commovente brano scritto da Fabrizio De André con Massimo Bubola, che narra del massacro dei Nativi Americani, un esempio di coscienza civile che risuona ancora oggi con forza e attualità.

“Genova, L’Emilia e l’America” non è solo un tributo, ma un’emozionante occasione per riscoprire la poesia, l’impegno civile e l’umanità di due giganti della musica italiana, attraverso canzoni suonate magistralmente dal vivo che si alternano a racconti, aneddoti e vita da tour, portati in scena con autenticità e passione da chi li ha conosciuti e amati.

 

Sassuolo: sabato scorso presentata la nuova edizione della guida gastronomica “Cucina&Musica”

Sassuolo: sabato scorso presentata la nuova edizione della guida gastronomica “Cucina&Musica”Sabato scorso 13 dicembre, al “Clhub” di viale XX Settembre a Sassuolo, si è svolta la trentaquattresima edizione di “Cucina&Musica”, appuntamento ormai storico per gli amanti della buona tavola. Protagonista della serata la presentazione della mitica agendina tascabile, fedele compagna di migliaia di modenesi nella scelta della trattoria o del ristorante giusto. La guida è curata da anni da un gruppo di sassolesi che, viaggiando per lavoro, fanno ogni anno un’accurata selezione dei luoghi migliori in cui fermarsi a mangiare.

Cuore pulsante dell’evento è stata la poi premiazione delle migliori tagliatelle al ragù, presieduta dal sindaco di Sassuolo Matteo Mesini. Il riconoscimento è andato a Stefano della Trattoria La Rana di Magreta: un ragù preparato ogni giorno con ben 4 ore e 30 minuti di lavorazione. Un capolavoro di passione e tradizione.
“Tutta l’iniziativa, completamente gratuita e autofinanziata – spiegano i promotori – nasce con l’obiettivo di valorizzare una ristorazione che regala felicità, fatta di piatti autentici e di un’accoglienza capace di farti sentire a casa. Tutti i locali segnalati condividono proprio questo spirito”.

Il ricavato dell’evento è stato interamente devoluto al sostegno delle Suore del Carmelo.
All’evento hanno collaborato l’associazione “Punto a Capo”, la Bottega di Frank, Massimo Barbari e la redazione di Linea Radio.

Clicca qui per riascolta la trasmissione su Linea Radio

 

Ilena Donelli nuova presidente Commissione Dirigenti Cooperatrici dell’Emilia-Romagna

Ilena Donelli nuova presidente Commissione Dirigenti Cooperatrici dell’Emilia-RomagnaPassaggio di consegne alla guida della Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative Emilia Romagna: nel corso dell’ultima riunione è stata eletta come nuova presidente Ilena Donelli. Trentanove anni, parmense, coordinatrice di servizi socio-assistenziali e presidente della cooperativa sociale Co’ d’Enza operativa nei territori di Parma e Reggio Emilia, Ilena Donelli succede ad Anna Piacentini, giunta al termine del suo secondo mandato. La riunione ha sancito anche l’insediamento della nuova Commissione regionale, che rappresenta tutte le donne impegnate nel sistema di Confcooperative Emilia Romagna, dalle quasi 1.900 amministratrici (pari al 27% del totale tra presidenti, vicepresidenti e consigliere di amministrazione), a tutte le dipendenti che rappresentano il 65% della forza lavoro delle cooperative aderenti.

La candidatura di Donelli, già vicepresidente della Commissione, è stata proposta dalla stessa Piacentini, a testimonianza di un percorso di continuità e valorizzazione delle competenze maturate all’interno dell’organismo.

“Concludo questo mandato con la consapevolezza di aver condiviso un lavoro intenso e concreto – dichiara Anna Piacentini –. La Commissione ha saputo crescere, affrontare temi complessi e portare nel dibattito cooperativo questioni centrali per lo sviluppo delle organizzazioni. Lascio il testimone a Ilena Donelli con grande fiducia: conosce a fondo la Commissione, ne condivide i valori e saprà guidarla con visione e determinazione”.

Nel raccogliere il testimone, la nuova presidente ha sottolineato il valore del percorso già avviato: “In questi anni la Commissione Dirigenti Cooperatrici dell’Emilia-Romagna ha dimostrato quanto la sensibilizzazione alle politiche di genere possa essere davvero impattante per rendere effettivi i principi di parità e pari opportunità all’interno del mondo cooperativo – commenta Ilena Donelli -. Abbiamo portato attenzione su temi ancora poco conosciuti, come la medicina di genere, costruendo occasioni di confronto e crescita. Sono grata alla Commissione uscente per il cammino condiviso e particolarmente ad Anna Piacentini, che ha saputo accompagnarci con passione e competenza. Guardiamo ora con entusiasmo al lavoro che ci attende con le nuove componenti”.

Tra gli obiettivi della nuova presidenza, la volontà di proseguire nel solco delle iniziative sviluppate nel corso del 2025, a partire dal ciclo di eventi dedicati alla medicina di genere, riuniti sotto il titolo “Pari ma non uguali”. Un percorso che la Commissione regionale intende rafforzare anche attraverso la stesura di un protocollo con un Ente universitario e l’avvio di un programma di sperimentazione per portare questi temi all’interno delle cooperative associate.

Soddisfazione per questo nuovo incarico arriva dal presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza: “La nomina di Ilena Donelli rappresenta una scelta di valore e continuità. In questi anni la Commissione Dirigenti Cooperatrici ha svolto un lavoro importante, contribuendo ad arricchire il pensiero e le pratiche del movimento cooperativo regionale. Sono certo che, sotto la nuova guida, questo impegno proseguirà con rinnovata energia, a beneficio dell’intero sistema”.

 

ILENA DONELLI – SCHEDA BIOGRAFICA

Ilena Donelli, nata a Parma il 16 febbraio 1986, opera da oltre quindici anni nell’ambito dei servizi socio-assistenziali e della cooperazione sociale. Cofondatrice della cooperativa sociale Co’ d’Enza scs Impresa Sociale, con sede a Sorbolo Mezzani (PR) e attiva nei territori di Parma e Reggio Emilia dal 2013, ne è presidente e legale rappresentante dal 2021, oltre a ricoprire un ruolo operativo di coordinamento come manager dei servizi socio-assistenziali.

Diplomata al liceo socio-psico-pedagogico, ha conseguito la qualifica di Manager dei Servizi Sociali, il titolo di Lead Auditor dei Sistemi di Gestione per la Parità di Genere e, nel 2025, il master quinquennale in Counselor Professionale. All’interno di Confcooperative è attiva dal 2016 nella Commissione Dirigenti Cooperatrici dell’Emilia-Romagna, dal 2018 in quella nazionale ed è membro del Consiglio Nazionale di Confcooperative dal 2024.

La sua esperienza è fortemente orientata ai temi dell’inclusione, delle pari opportunità e dell’empowerment femminile, principi che hanno guidato anche il percorso della cooperativa da lei presieduta, certificata per la parità di genere e per le politiche di diversity & inclusion.

Palazzo sopra Iperfamila: il Comune ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR

Palazzo sopra Iperfamila: il Comune ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR
foto: Google Maps

Il palazzo costruito sopra all’Iperfamila a Fiorano Modenese non è idoneo all’abitare, sia per standard abitativi e organizzazione degli spazi (rischierebbe di diventare un ghetto), sia perché si trova in una zona con presenza di attività produttive, pensata per funzioni terziarie e direzionali, rumorosa e soggetta a grande traffico. Con queste motivazioni la Giunta comunale fioranese ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro l’ultima sentenza del Tar, giunta a fine novembre, che sospende il provvedimento del Comune inteso a negare la richiesta di cambio d’uso residenziale per alcuni uffici del fabbricato.

Secondo il Tribunale amministrativo regionale l’atto comunale non era adeguatamente motivato per bloccare la richiesta della proprietà. La Giunta, da parte sua, ritiene che le motivazioni per non concedere il cambio d’uso siano più che valide e quindi ha deciso di portarle davanti al Consiglio di Stato, dettagliando in modo più completo le ragioni.

La zona di via Ghiarola Nuova, dove si trova il fabbricato, è esposta a livelli rilevanti di emissioni inquinanti e il cambio d’uso in residenziale risulterebbe in contrasto con l’assetto dell’area e con la sua vocazione economica, oltre che un cedimento verso una situazione che fin dall’inizio è stata ambigua e poco trasparente.

Per ora, quindi, tutto rimane fermo per l’edificio costruito ormai oltre vent’anni fa. Già all’indomani della costruzione la proprietà chiese di poter trasformare la destinazione d’uso dei piani superiori da uffici ad appartamenti. Il Consiglio comunale, per le motivazioni che l’attuale Giunta sostiene, respinse nel 2006 la richiesta. Esperiti tre gradi di giudizio, l’allora Amministrazione ottenne la ragione in via giudiziaria definitiva nel 2021, dopo i ricorsi mossi della proprietà. Poi la società proprietaria fallì. Dopo diverse aste andate deserte, a seguito di un importante ribasso del prezzo di vendita, l’immobile, sempre con destinazione a uffici, è stato acquistato, pochi anni fa, da una cordata di persone e di società, che subito dopo l’acquisizione ha chiesto nuovamente all’Amministrazione comunale di trasformare gli spazi in residenza.

“È evidente che chi è subentrato oggi dopo il fallimento della originaria proprietà, acquistando a prezzi stracciati, un immobile destinato ad uffici, non può pretendere di ottenere ciò che non venne concesso a chi lo costruì, soprattutto perché le ragioni per cui non si può pensare a trasformare in abitazioni quegli spazi permangono. – afferma il sindaco Marco Biagini – Anche nel percorso verso l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) del Comune di Fiorano Modenese, noi intendiamo portare avanti queste ragioni ostative, discutendone in modo chiaro e trasparente con tutti, coerentemente con quanto annunciato e promesso in campagna elettorale. Per quanto riguarda la presenza di persone che abitano in alcuni locali concessi dalla proprietà segnalata dai cittadini, proseguono i controlli delle forze dell’ordine, in collaborazione con l’Amministrazione e verranno adottate le dovute misure,  coinvolgendo le forze dell’ordine e gli enti competenti, in caso di rilevazione di anomalie.”

 

Palazzo sopra Iperfamila: il Comune ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR

Palazzo sopra Iperfamila: il Comune ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR
foto: Google Maps

Il palazzo costruito sopra all’Iperfamila a Fiorano Modenese non è idoneo all’abitare, sia per standard abitativi e organizzazione degli spazi (rischierebbe di diventare un ghetto), sia perché si trova in una zona con presenza di attività produttive, pensata per funzioni terziarie e direzionali, rumorosa e soggetta a grande traffico. Con queste motivazioni la Giunta comunale fioranese ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro l’ultima sentenza del Tar, giunta a fine novembre, che sospende il provvedimento del Comune inteso a negare la richiesta di cambio d’uso residenziale per alcuni uffici del fabbricato.

Secondo il Tribunale amministrativo regionale l’atto comunale non era adeguatamente motivato per bloccare la richiesta della proprietà. La Giunta, da parte sua, ritiene che le motivazioni per non concedere il cambio d’uso siano più che valide e quindi ha deciso di portarle davanti al Consiglio di Stato, dettagliando in modo più completo le ragioni.

La zona di via Ghiarola Nuova, dove si trova il fabbricato, è esposta a livelli rilevanti di emissioni inquinanti e il cambio d’uso in residenziale risulterebbe in contrasto con l’assetto dell’area e con la sua vocazione economica, oltre che un cedimento verso una situazione che fin dall’inizio è stata ambigua e poco trasparente.

Per ora, quindi, tutto rimane fermo per l’edificio costruito ormai oltre vent’anni fa. Già all’indomani della costruzione la proprietà chiese di poter trasformare la destinazione d’uso dei piani superiori da uffici ad appartamenti. Il Consiglio comunale, per le motivazioni che l’attuale Giunta sostiene, respinse nel 2006 la richiesta. Esperiti tre gradi di giudizio, l’allora Amministrazione ottenne la ragione in via giudiziaria definitiva nel 2021, dopo i ricorsi mossi della proprietà. Poi la società proprietaria fallì. Dopo diverse aste andate deserte, a seguito di un importante ribasso del prezzo di vendita, l’immobile, sempre con destinazione a uffici, è stato acquistato, pochi anni fa, da una cordata di persone e di società, che subito dopo l’acquisizione ha chiesto nuovamente all’Amministrazione comunale di trasformare gli spazi in residenza.

“È evidente che chi è subentrato oggi dopo il fallimento della originaria proprietà, acquistando a prezzi stracciati, un immobile destinato ad uffici, non può pretendere di ottenere ciò che non venne concesso a chi lo costruì, soprattutto perché le ragioni per cui non si può pensare a trasformare in abitazioni quegli spazi permangono. – afferma il sindaco Marco Biagini – Anche nel percorso verso l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) del Comune di Fiorano Modenese, noi intendiamo portare avanti queste ragioni ostative, discutendone in modo chiaro e trasparente con tutti, coerentemente con quanto annunciato e promesso in campagna elettorale. Per quanto riguarda la presenza di persone che abitano in alcuni locali concessi dalla proprietà segnalata dai cittadini, proseguono i controlli delle forze dell’ordine, in collaborazione con l’Amministrazione e verranno adottate le dovute misure,  coinvolgendo le forze dell’ordine e gli enti competenti, in caso di rilevazione di anomalie.”

 

Maranello, alla CRA Villa Estense gli allievi estetisti e parrucchieri dello IAL per preparare le ospiti in vista delle Feste

Maranello, alla CRA Villa Estense gli allievi estetisti e parrucchieri dello IAL per preparare le ospiti in vista delle FesteUn’attenta manicure, un’acconciatura ben fatta, un velo di trucco, la scelta di uno smalto. Le ospiti della Casa Residenza Anziani ‘Villa Estense’’ di Maranello questa mattina si sono lasciate ‘coccolare’ dagli allievi dell’Accademia IAL dell’Estetica e del Benessere di Ferrara, ragazzi e ragazze tra i 16 e i 19 anni che le hanno preparate con cura in vista delle Feste di Natale.

L’iniziativa è stata proposta e sviluppata da IAL Emilia-Romagna, in collaborazione con il Comune di Maranello e con la stessa struttura per anziani situata a Torre Maina.

“Attraverso questo progetto – afferma il presidente di Ial Emilia-Romagna, Ciro Donnarumma – i nostri studenti non si sono limitati a svolgere una mera prova pratica, ma hanno regalato un’occasione di splendore e benessere alle ospiti della CRA. La cura estetica personale fa stare meglio e migliora l’umore, a qualunque età. E per i nostri allievi è stata anche una bella lezione di vita, grazie al contatto umano stabilito con le signore delle quali si sono presi cura, che hanno raccontato loro tanti aneddoti del passato e ripercorso assieme i propri ricordi”.

“L’abilità e soprattutto il tatto di questi ragazzi hanno regalato a tutti grandi emozioni – aggiungono il Sindaco di Maranello, Luigi Zironi, e l’Assessore al Welfare Davide Nostrini -. L’attenzione con cui gli allievi e le allieve dello IAL si sono occupati delle ospiti, chiacchierando e scherzando con loro, ha illuminato i loro visi di felicità. Un’emozione originata dal fatto di aver dato valore all’attesa per un periodo di festa, trascorsa a prepararsi e a farsi belle, a scegliere insieme a questi ragazzi, bravissimi ed educati, il colore dello smalto o una nuova pettinatura. Un’esperienza molto intensa, anche per gli operatori della CRA, per i familiari delle ospiti e per noi amministratori”.

“Progetti del Comune”, online l’ultimo numero del periodico comunale sassolese

“Progetti del Comune”, online l’ultimo numero del periodico comunale sassoleseÈ disponibile online, sul sito internet istituzionale del Comune di Sassuolo nella sezione “Progetti del Comune”, l’ultimo numero del periodico comunale.

Con cadenza trimestrale, il periodico comunale racchiude le informazioni utili dall’Amministrazione comunale, i progetti in cantiere, le iniziative appena trascorse.

E’ possibile ritirare una copia cartacea del periodico comunale presso l’Urp al comparto XX Settembre.

Rifiuti, in provincia di Modena approvati da ATERSIR 9 progetti per oltre 260mila euro

L’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti (ATERSIR) ha approvato le graduatorie definitive dei progetti destinatari dei contributi relativi alle tre linee di finanziamento dedicate alla prevenzione e riduzione dei rifiuti, ai centri comunali del riuso e agli interventi per la montagna inerenti il Fondo d’Ambito per l’annualità 2025. Con le Determinazioni Dirigenziali n. 305/2025 e 309/2025, l’Agenzia ha destinato complessivamente oltre 4,2 milioni di euro ai Comuni della regione, per un totale di 114 interventi.

 

Per la provincia di Modena per il bando relativo alla Linea Prevenzione sono state approvate 7 richieste di contributo corrispondenti ad altrettanti progetti per un totale di oltre 210mila euro e 6 Comuni richiedenti: Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Formigine (2 progetti), Modena, San Felice Sul Panaro, Vignola.

Si tratta di progetti standard, ossia che includono iniziative di riduzione e prevenzione dei rifiuti promosse direttamente dagli Enti Locali o in collaborazione con soggetti pubblici e privati, anche attraverso la realizzazione di infrastrutture come impianti industriali per il lavaggio per contenitori riutilizzabili, biblioteche degli oggetti, repair café, impianti per il riuso, empori solidali.

 

Per quel che riguarda il bando relativo alla Linea Montagna in provincia di Modena sono pervenute 2 domande per interventi finalizzati al miglioramento gestionale del servizio rifiuti, per un valore complessivo dei progetti di quasi 60mila euro proposti dai Comuni di Guiglia e Montese.

 

Il Fondo d’Ambito ATERSIR, istituito dalla Legge Regionale 16/2015 e aggiornato dalla L.R. 23/2022, ha l’obiettivo di incentivare politiche locali di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti, finanziare la realizzazione o il rifacimento di centri del riuso, migliorare la gestione del servizio nei territori montani.

 

Le graduatorie complete dei progetti ammessi sono pubblicate sul sito istituzionale di ATERSIR ai link:

–        Determinazione n. 305 del 25 novembre 2025

–        Determinazione n. 309 del 1° dicembre 2025

Diffondere la cultura della sicurezza nelle scuole: firma dell’accordo Provincia di Modena- Sindacati-Ufficio scolastico regionale

Diffondere la cultura della sicurezza nelle scuole: firma dell’accordo Provincia di Modena- Sindacati-Ufficio scolastico regionalePromuovere attività e iniziative volte a diffondere la cultura in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e rivolte agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado al fine di potenziare e consolidare le loro conoscenze sugli argomenti in questione, negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado della provincia di Modena.

E’ quanto contenuto nell’accordo che è stato stipulato lunedì 15 dicembre tra Provincia di Modena, Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna VIII– Ambito Territoriale di Modena, le reti di ambito territoriale n. 9-10-11 della Provincia di Modena, CGIL Modena, CISL Emilia Centrale e UIL Modena e Reggio Emilia.

In particolare, con la firma di questo accordo sperimentale, le parti si impegneranno a “promuovere attività e iniziative volte a diffondere la cultura in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e rivolte agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado al fine di potenziare e consolidare le loro conoscenze sugli argomenti in questione, attraverso corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione ai rischi specifici dei vari settori, seminari e workshop per sensibilizzare gli studenti, sviluppo di materiali informativi e divulgativi sulla sicurezza sul lavoro e somministrazione di questionari per il monitoraggio e la valutazione delle attività svolte.

Provincia di Modena svolgerà funzioni di raccordo tra le parti, convocando e ospitando gli incontri tra gli aderenti all’Accordo, impegnandosi ad esserne portavoce nelle sedi istituzionali opportune oltre che presso il Tavolo provinciale sulla salute, sicurezza e legalità nei luoghi di lavoro. L’Ufficio scolastico regionale si occuperà del raccordo e la comunicazione con le scuole fornendo anche supporto alle Istituzioni scolastiche mentre le reti di Ambito Territoriale promuoveranno la diffusione di attività volte a diffondere la sicurezza nei luoghi di lavoro all’interno dei rispettivi Istituti.

Infine le organizzazioni sindacali: parteciperanno attivamente alla progettazione e realizzazione delle proposte formative.

L’accordo, che ha una durata triennnale, si inserisce nel percorso del Patto per il Lavoro e il Clima promosso dalla Regione Emilia-Romagna e sottoscritto a dicembre 2020, che ha previsto la sua declinazione nei singoli territori provinciali e la definizione di accordi operativi fra i quali quello legato a “Tutela della salute e sicurezza sul lavoro” per promuovere la cultura del lavoro e della sicurezza a partire dalla scuola e più in generale dal sistema formativo.

In questo senso si è ritenuto “che i giovani necessitino di validi strumenti di conoscenza che consentano loro di acquisire le competenze necessarie per acquisire il valore della prevenzione e degli strumenti di protezione per prevenire, ridurre fino ad eliminare i rischi legati alle attività lavorative, rilevando quindi l’opportunità di diffondere, migliorare e promuovere una cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro in favore di tutti gli studenti”.

 

 

Crescita economica e sostenibile per le associate a Legacoop Bologna

Crescita economica e sostenibile per le associate a Legacoop BolognaUn ecosistema imprenditoriale che cresce costantemente, consolidando la propria forza economica e staccando la media nazionale delle imprese di capitale sul fronte della sostenibilità ambientale e sociale. È la fotografia scattata dal Report 2025 dell’Agenda Cooperativa per lo Sviluppo Sostenibile di Legacoop Bologna. I dati, elaborati su un campione altamente rappresentativo delle imprese associate (pari all’87,5% degli occupati e al 61% del fatturato totale), mostrano un sistema in salute che ha saputo investire strategicamente sui fattori ESG.

L’andamento economico restituisce l’immagine di una crescita strutturale. Il valore della produzione aggregato delle associate a Legacoop Bologna, normalizzato per garantire una lettura omogenea con gli anni precedenti, segna un trend di incremento del valore della produzione: dai 13,66 miliardi di euro del 2022, si è passati ai 13,85 miliardi del 2023, per approdare ai 14,16 miliardi di euro nel 2024 (+2,2% rispetto al 2023, +3,6% sul 2022). Insieme ai fatturati, cresce anche il patrimonio delle cooperative associate a Legacoop Bologna: il patrimonio netto sale a 3,8 miliardi di euro (+8,5% rispetto al 2022), risorse che non vengono redistribuite ma restano in azienda come riserva indivisibile per garantire intergenerazionalità e resilienza.

L’analisi delle performance ESG, realizzata attraverso la piattaforma globale Synesgy (gruppo CRIF-CRIBIS), certifica la leadership della cooperazione in tema di sostenibilità. Il 58% delle cooperative bolognesi si colloca nella fascia alta di rating (tra ottimo e buono), un dato in significativa crescita rispetto al 33% del 2022 e al 53% del 2023. Il confronto con il benchmark nazionale evidenzia la scelta strategica sulla sostenibilità fatta dalle cooperative: mentre a Bologna oltre la metà delle coop ottiene rating elevati, la media delle imprese italiane vede solo il 21% raggiungere la fascia alta, con ben il 37% fermo nella fascia bassa (nessuna cooperativa si colloca in quella fascia).

“I risultati evidenziano come crescita economica e sostenibilità siano due facce della stessa medaglia – sottolinea Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna – La cooperazione dimostra che si può generare valore economico e sociale. Quel patrimonio netto di 3,8 miliardi è una ‘cassaforte intergenerazionale’, costruita per proteggere il lavoro e le comunità anche nei momenti di crisi. Siamo orgogliosi di un modello che, in controtendenza rispetto a certe dinamiche di mercato, continua a investire sulle persone: contratti stabili, welfare, sicurezza (il 52% delle imprese è certificato ISO 45001) e una reale inclusione femminile. Questi numeri confermano che la cooperazione è centrale per lo sviluppo di qualità del territorio”.

La sostenibilità economica si traduce in qualità del lavoro. La forza lavoro si attesta a 45.119 unità, con una stabilità sostanziale e un tratto distintivo: l’87% dei contratti è a tempo indeterminato, due punti sopra la media regionale. L’occupazione cooperativa si conferma, inoltre, fortemente femminile: le donne rappresentano il 71% della forza lavoro (contro una media regionale del 44,5%). Un protagonismo che si riflette anche nella governance: il 40% delle posizioni dirigenziali e di quadro è ricoperto da donne, così come il 37% dei vertici (presidente o vicepresidente).

Il report evidenzia infine il forte impatto sociale sul territorio: dal calmieramento degli affitti con 3.513 alloggi di cooperative di abitanti assegnati ai soci a canoni ridotti del 60% rispetto a quelli di mercato, ai servizi di welfare che raggiungono quasi 60.000 persone tra anziani e minorenni, fino alla rigenerazione urbana di 90.000 metri quadri di spazi cittadini.

Simone Fabbri

“L’Agenda Cooperativa per lo Sviluppo Sostenibile nasce nel 2018, ben prima degli attuali obblighi normativi, con l’intento di territorializzare gli obiettivi ONU 2030 e misurare ciò che il PIL non vede – dichiara Simone Fabbri, responsabile area sostenibilità e relazioni esterne di Legacoop Bologna – Oggi, mentre a livello globale assistiamo a tensioni sui criteri ESG, noi raccogliamo i frutti di quella visione pioneristica. I dati dimostrano che la sostenibilità non è una ‘bandiera’ ideologica, ma una gestione evoluta del rischio. I fattori sociali e di governance sono centrali per la solidità aziendale: monitorarli significa anticipare gli shock e garantire affidabilità al sistema finanziario e alla filiera. Aver raggiunto il 58% di eccellenza nel rating non è solo un successo etico, ma un asset industriale che rende le nostre cooperative partner più sicuri e competitivi in un mercato che, nonostante le tensioni geopolitiche, chiede garanzie precise”.

I dati del Report 2025 sono stati presentati nel corso dell’evento “Sostenere l’intergenerazionalità”, organizzato da Legacoop Bologna. Nel corso della mattinata c’è stata anche la presentazione della ricerca “Maledetta primavera”, curata da Generazioni Bologna, il gruppo delle cooperatrici e dei cooperatori under 40 che lavorano nelle associate a Legacoop Bologna. Al confronto sul tema “Buon lavoro come sostenibilità intergenerazionale” hanno partecipato: Giulia Ardito, portavoce di Generazioni Bologna; Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna; Niccolò Pranzini, responsabile Unità competenze per l’innovazione di ART-ER; Ambrogio Dionigi, coordinatore di Insieme per il Lavoro; Francesco Ranghiasci, vicepresidente di Sociolab.

 

Attrattività: l’Emilia-Romagna fa scuola in Europa

Attrattività: l’Emilia-Romagna fa scuola in EuropaL’Emilia-Romagna si conferma punto di riferimento europeo per le politiche di innovazione e lavoro. La Regione è stata l’unica amministrazione pubblica italiana a partecipare a Bruxelles all’incontro sulle nuove strategie per l’attrattività e il trattenimento dei talenti nell’Unione europea.

Il tavolo di lavoro, presieduto dal Commissario europeo per gli Affari interni e l’immigrazione, Magnus Brunner, era composto da 26 rappresentanti internazionali, tra cui l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e due colossi tecnologici per i microchip e lo sviluppo di nanoelettronica e tecnologie digitali come Advanced semiconductor materials lithography (Asml) e il centro interuniversitario di microelettronica (Imec).

“Essere l’unica amministrazione pubblica italiana al tavolo di lavoro della Commissione europea sulle politiche per l’attrazione dei talenti- ha commentato il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla- dimostra come la strada intrapresa sia quella giusta. La Regione non è solo un motore economico nazionale, ma un laboratorio di innovazione osservato con attenzione da Bruxelles. Abbiamo illustrato come la nostra legge regionale per l’attrazione e la valorizzazione dei talenti stia dando risposte concrete alla necessità di competenze per le nostre imprese e per il sistema della ricerca. Continuare a investire sulle persone e sulle competenze è l’unica via per garantire crescita e competitività al nostro territorio nel contesto globale, definendo modelli evoluti di integrazione. Una prassi indispensabile per determinare un nuovo modello di economia sociale”.

La Regione ha illustrato le proprie strategie e l’impatto della legge regionale per l’attrazione e la valorizzazione dei talenti assieme ad alcune realtà all’avanguardia come la Regione di Hannover (Germania), il ministero dell’Economia della Lituania, il ministero dell’Inclusione spagnolo e i poli dell’innovazione di Copenaghen (Danimarca) e Linköping (Svezia).

Le esperienze portate al tavolo dall’Emilia-Romagna confluiranno in una prossima comunicazione pubblica ufficiale della Commissione, contribuendo a scrivere le linee guida dell’Unione Europea in materia di capitale umano e migrazione qualificata.

Vandali in azione nella notte contro due treni Rock di Trenitalia Tper in sosta nello scalo di Parma

Vandali in azione nella notte contro due treni Rock di Trenitalia Tper in sosta nello scalo di ParmaI vetri di due porte d’accesso frantumati. È l’ennesimo atto vandalico, questo avvenuto nella notte a Parma, contro due treni Rock di Trenitalia Tper in sosta nello scalo ferroviario. Avrebbero dovuto entrare in servizio come primi convogli del mattino; a causa del gesto, invece, sono state cancellate interamente tre corse, una parzialmente.

“Un atto incivile, che causa non solo danni e costi all’azienda- è il commento dell’assessora regionale ai Trasporti, Irene Priolo- ma, soprattutto, grossi disagi a chi si sposta tutti i giorni con questi mezzi per andare a scuola e al lavoro. Un gesto irresponsabile che condanniamo con forza e che colpisce un patrimonio pubblico importante a servizio dei cittadini, che appartiene a tutte e tutti noi. Siamo al fianco delle Forze dell’ordine affinché venga fatta chiara luce sull’episodio. La legalità e il rispetto per la cosa pubblica- conclude Priolo- sono valori fondamentali dell’Emilia-Romagna, che non verranno certo incrinati dal gesto isolato di qualcuno”.

Trenitalia Tper è in attesa della perizia per la quantificazione dei danni; sarà fatta denuncia.

Per quanto riguarda gli effetti sul servizio, alle ore 6.13 di stamani, sulla linea Piacenza-Bologna il treno 2452 da Parma a Piacenza è stato soppresso a causa dell’atto; i viaggiatori sono stati spostati sul treno successivo, il 2454, che ha effettuato fermate aggiuntive. Il treno 17425 è stato soppresso invece per l’intera tratta, i viaggiatori spostati sul treno successivo, il 2453. Per la conseguente rimodulazione successiva del turno del materiale (treno 17405 soppresso da Parma a S. Ilario), i viaggiatori sono stati spostati sul treno 3907, che ha fatto una fermata aggiuntiva. Infine, il treno 19584 è stato soppresso per l’intera tratta in attesa di materiale corrispondente (treno 17403); i viaggiatori sono stati spostati sul treno seguente (2462).

Al via la campagna di comunicazione e il nuovo Piano regionale per prevenire e contrastare il gioco d’azzardo patologico

Al via la campagna di comunicazione e il nuovo Piano regionale per prevenire e contrastare il gioco d’azzardo patologicoTrentamila persone in Emilia-Romagna si sono rivolte nel 2024 ai Servizi per le dipendenze patologiche; di queste, quasi 1.500 (esattamente 1.462), quindi il 4,9%, lo ha fatto per problemi legati al gioco; con un dato significativo: la metà, 718, era costituito da nuovi soggetti.

Non solo: la nostra regione si conferma tra quelle con la più alta raccolta da gioco fisico e online: sempre nel 2024, la raccolta pro capite è stata di 1.132 euro per maggiorenne residente. In particolare, qui come a livello nazionale, è in forte crescita il gioco online, con quasi un milione di conti attivi e una perdita media annua di 260 euro per conto. Il fenomeno coinvolge soprattutto uomini e giovani adulti, ma emergono nuove aree di rischio tra adolescenti e giovanissimi.

Che non vengono lasciati soli, perché in Emilia-Romagna esiste una rete di servizi e interventi coordinati dalla Regione che possono contare sull’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la formulazione di strategie, Gruppi di lavoro multidisciplinari e referenti aziendali in ogni Ausl, strutture residenziali dedicate, Unità di strada per la prevenzione nei luoghi di aggregazione giovanile – con sperimentazioni specifiche sul gioco d’azzardo – un numero verde regionale (800.033.033) e la collaborazione continua con i Comuni, i Distretti e le associazioni di auto-mutuo aiuto.

Poi la nuova campagna di comunicazione della Regione, realizzata in collaborazione con l’Azienda Usl di Ferrara, partita oggi con una duplice finalità: aumentare la consapevolezza del rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo e far conoscere i percorsi di ascolto e riabilitazione presenti in Emilia-Romagna.

“Io non azzardo”, perché “il gioco non vale la casa, la salute, il lavoro, gli affetti”: un concetto che è più di un invito, quasi un allarme sulla posta in gioco quando il gioco, appunto, può far perdere tutto. Per cercare di prevenire e contrastare il gioco d’azzardo patologico, la campagna – che usa toni leggeri e non giudicanti per favorire un approccio stimolante e dialogante – fa leva sui temi della perdita e delle probabilità statistiche, ma anche sulle emozioni. Che si tratti di casinò, slot machine, lotterie istantanee o scommesse online, il “banco” è programmato per vincere: a rimetterci sono sempre i giocatori. E le loro storie di uomini, donne, familiari e giovani sempre più coinvolti nel fenomeno, specialmente online.

Non solo, perché è stato definito anche il nuovo Piano regionale sul Gioco d’azzardo patologico (Gap) 2026-2028, che rafforza l’approccio cosiddetto ‘evidence-based’ nella prevenzione e nel trattamento ed è frutto di un percorso condiviso con tutti gli attori istituzionali coinvolti (Ausl, Enti locali, Anci, associazioni di auto mutuo aiuto, comunità terapeutiche), che ha valorizzato la rete territoriale e l’integrazione tra servizi pubblici, privato accreditato e associazionismo. Con l’obiettivo di uniformare le buone pratiche già in uso e garantire elevati standard qualitativi su tutto il territorio regionale.

Le due principali novità – la campagna di comunicazione e il Piano regionale – sono state illustrate oggi in conferenza stampa dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e dall’assessora al Commercio, Roberta Frisoni, che hanno lavorato congiuntamente all’assessora al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti.

“Una nuova campagna di comunicazione e un nuovo Piano regionale per rafforzare l’impegno su prevenzione e contrasto del Gioco d’azzardo patologico- affermano Fabi, Conti e Frisoni-. Se la campagna vuole essere uno strumento diretto di informazione, deterrenza e dissuasione, ma anche di ascolto e aiuto, il Piano rappresenta un modello avanzato di programmazione integrata, che coniuga evidenze scientifiche, governance multilivello, attenzione alle nuove forme di dipendenza e forte investimento nella rete territoriale e nella formazione. L’obiettivo, a cui abbiamo lavorato assieme a tutti i soggetti coinvolti, è ridurre l’impatto del gioco d’azzardo patologico attraverso azioni coordinate di prevenzione, cura, riabilitazione e sensibilizzazione, con particolare attenzione alle fasce vulnerabili e ai contesti di vita reale e digitale. Perché tanto è stato fatto, ma tanto si può ancora fare, ognuno per la propria parte, istituzioni e cittadini insieme, anche i più giovani, per contrastare una dipendenza grave, che può portare a conseguenze drammatiche per le persone e le famiglie”.

“Dopo la pandemia da Covid19- aggiungono i tre assessori- è accaduto qualcosa di inaspettato: dal 2020 in Italia il giocato per il gioco d’azzardo online ha superato quello per il gioco d‘azzardo fisico: 91 miliardi di euro contro 65 miliardi. Ciò impone una revisione delle strategie e degli interventi che le Regioni hanno impostato in questi anni, è di fondamentale importanza quindi ridefinire e aggiornare gli strumenti di prevenzione e intervento”.

La nuova campagna di comunicazione “Io non azzardo”

Con i suoi manifesti, alcune video-clip e molteplici materiali di comunicazione, la campagna sarà presente negli spazi comunali, al cinema, nelle strutture sanitarie, sulla stampa locale e sui canali social. Molteplici i contenuti, declinati per diversi target e contesti, per intervenire sia sul fronte della prevenzione sia su quello del contrasto: dal conoscere i rischi e le buone regole per proteggersi dal gioco d’azzardo patologico, al riconoscimento dei campanelli d’allarme ovvero dei principali segnali che anticipano la dipendenza, fino all’offerta di tutti i servizi a cui potersi rivolgere per ricevere aiuto e assistenza. Tutto il materiale è disponibile al link regioneer.it/iononazzardo

Il nuovo Piano regionale 2026-2028 contro il Gioco d’azzardo patologico

Il Piano adotta un approccio ‘evidence-based’, cioè interventi basati sulle migliori evidenze scientifiche, con l’obiettivo di identificare trattamenti efficaci per le diverse tipologie di pazienti; sulla prevenzione mirata, con strategie rivolte a target specifici (giovani, anziani, donne), e attenzione alle nuove forme di gioco online, gaming e azzardizzazione del web; infine, il rafforzamento della rete, tramite il consolidamento della collaborazione tra servizi, Enti locali e Terzo settore, con particolare attenzione alla programmazione locale e alla personalizzazione degli interventi.

Quattro le finalità: promuovere la conoscenza del fenomeno tra cittadini ed esercenti, con campagne informative e azioni di sensibilizzazione; interventi nelle scuole per aumentare la consapevolezza tra studenti, docenti e genitori; formazione degli operatori sanitari, sociali, educativi e degli esercenti, per il riconoscimento precoce dei segni di Gap e la promozione della responsabilità sociale; infine, la rete integrata di trattamento sanitario e sociale, con percorsi ambulatoriali e residenziali che coinvolgano servizi pubblici, privato accreditato e associazioni.

Le strategie operative includono la prevenzione ambientale (divieto di pubblicità, distanziamento delle sale da gioco, limiti orari), la promozione di stili di vita sani, l’attivazione di sportelli di consulenza e gruppi di supporto per familiari, e l’implementazione di strumenti innovativi come la telemedicina e il supporto online.

Previsto anche un sistema strutturato di monitoraggio e valutazione dei risultati, con relazioni triennali alla Commissione assembleare e schede di rendicontazione per Ausl e distretti; centrale anche la formazione continua degli operatori, con l’adozione di standard europei e la promozione di metodologie validate scientificamente.

Ricostruzione post alluvione: su Sfinge le domanda di contributo per i danni subiti secondo le nuove modalità semplificate

A partire da oggi, lunedì 15 dicembre, in Emilia-Romagna le persone che ne hanno diritto potranno presentare domanda di contributo per i danni subiti dalle alluvioni tramite la piattaforma dedicata, all’indirizzo https://alluvione2023.regione.emilia-romagna.it/, secondo le nuove modalità semplificate previste dall’ordinanza 54/2025 del Commissario straordinario alla ricostruzione  (“Misure per l’integrazione e la semplificazione delle attività di ricostruzione privata”).

Sfinge è stata realizzata dal Settore Digitalizzazione, promozione, comunicazione, liquidazioni (Direzione generale Conoscenza, ricerca, lavoro, imprese della Regione Emilia-Romagna). Per accedere è necessario essere dotati di SPID personale ed occorre indicare una PEC che verrà utilizzata per inviare comunicazioni al beneficiario sullo stato della domanda. È possibile anche delegare un perito, o un consulente, a presentare istanza su Sfinge.

Ordinanza 54/2025: https://commissari.gov.it/media/z3yi0g5w/ordinanza-54-2025.pdf

Regione e Fondazione Casa Artusi insieme per valorizzare cibo, cultura e attrattività dell’Emilia-Romagna

Regione e Fondazione Casa Artusi insieme per valorizzare cibo, cultura e attrattività dell’Emilia-Romagna“Scegliete sempre per materia prima roba della più fine, ché questa vi farà figurare”. È nel segno e con le parole di Pellegrino Artusi, moderno padre della Cucina italiana, che si rafforza la collaborazione tra Regione e Fondazione Casa Artusi.

Un percorso condiviso che prende avvio con la firma di un nuovo Protocollo d’intesa, nato con l’obiettivo di sostenere ulteriormente la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, culturali e turistiche regionali.

A pochi giorni da un grande riconoscimento: quello della Cucina italiana, entrata a far parte del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco. Un risultato che vede l’Emilia-Romagna protagonista, non solo come regione che esprime il più alto numero di prodotti Dop e Igp in Italia e in Europa – con 44 produzioni di qualità riconosciute – ma anche grazie al sostegno della Fondazione Casa Artusi, dell’Accademia italiana della cucina e della rivista “La cucina italiana”, tra i promotori della candidatura.

Contenuti e obiettivi del Protocollo sono stati presentati oggi, nel corso di una conferenza stampa, dagli assessori regionali all’Agricoltura, Alessio Mammi, alla Cultura, Gessica Allegni, al Turismo, Roberta Frisoni, insieme al presidente di Casa Artusi, Andrea Segrè. Presenti anche la sindaca di Forlimpopoli, Milena Garavini, il consigliere della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Luca Morigi, e il presidente della Camera di Commercio della Romagna, Carlo Battistini.

“L’Emilia-Romagna, nel panorama italiano e internazionale, ha un mondo da offrire: dalle eccellenze Dop e Igp ai prodotti tradizionali e ai vini, fino a un patrimonio culturale e paesaggistico diffuso che rende il nostro territorio unico, dal mare all’Appennino- sottolineano gli assessori Mammi, Allegni e Frisoni-. È un patrimonio a disposizione dei cittadini e dei turisti, su cui questa Regione investe e continuerà a investire in modo integrato, mettendo insieme agricoltura, cultura e turismo. Un’identità forte, che trova nella Cucina italiana riconosciuta Patrimonio Unesco un riconoscimento di valore internazionale e che ha in Pellegrino Artusi una figura capace di raccontare il legame profondo tra cibo, territori e comunità. In questo quadro si inserisce la nuova collaborazione con Fondazione Casa Artusi, che rafforza un percorso di valorizzazione condivisa delle eccellenze regionali. Un’intesa- concludono gli assessori- che permetterà di sviluppare iniziative congiunte di promozione, comunicazione ed eventi, rafforzando il racconto dell’Emilia-Romagna come terra di qualità, cultura e accoglienza e sostenendo una strategia unitaria capace di parlare a cittadine, cittadini e mercati internazionali”.

“L’intesa- spiega Segrè- mette in relazione in modo strategico i tre assessorati di riferimento per Casa Artusi, valorizzando l’eredità del gastronomo di Forlimpopoli che, per primo, intuì l’importanza di raccontare il patrimonio agroalimentare come espressione culturale dei territori. Oggi, anche grazie al recente riconoscimento Unesco, questa visione potrà esprimersi con ancora maggiore forza, contribuendo a promuovere le eccellenze di qualità e il turismo culturale ed enogastronomico dell’intera Regione”.

Il Protocollo, in sintesi

Valorizzare il patrimonio agroalimentare, culturale e turistico dell’Emilia-Romagna, rafforzandone la promozione in Italia e all’estero. È questo l’obiettivo della collaborazione avviata tra la Regione e la Fondazione Casa Artusi, che punta a sostenere le produzioni di qualità, le filiere agricole regionali e il turismo enogastronomico, anche attraverso iniziative di promozione e comunicazione condivise.

Al centro del percorso, il racconto delle eccellenze Dop e Igp, della Food Valley emiliano-romagnola e del legame profondo tra cibo, territorio, cultura e attrattività turistica, anche in occasione di manifestazioni ed eventi di rilievo nazionale e internazionale e attraverso azioni di comunicazione dedicate. Una collaborazione che riconosce in Casa Artusi un punto di riferimento nazionale per la cultura gastronomica e che mira a rafforzare l’immagine dell’Emilia-Romagna come terra di qualità, saperi e tradizioni, capace di coniugare identità, innovazione e sviluppo.

L’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano

Nel quadro della collaborazione avviata, un ruolo centrale sarà svolto anche dall’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, istituito dalla Fondazione Casa Artusi come luogo di analisi, ricerca e divulgazione dedicato alla cultura gastronomica italiana, al valore del buon gusto e al ruolo sociale, economico e identitario che la cucina svolge nei territori e nel mondo. Un’iniziativa che si inserisce nel percorso della candidatura Unesco e che punta a rafforzare, anche attraverso dati, studi e riflessioni condivise, il racconto della cucina italiana come patrimonio culturale vivo, diffuso e in continua evoluzione, capace di esprimere il legame profondo tra cibo, comunità e identità locali.

L’Osservatorio intende contribuire a questo percorso promuovendo attività di studio e approfondimento sulle pratiche culinarie, sulle dinamiche di innovazione e reinterpretazione delle tradizioni, sul rapporto tra alimentazione, sostenibilità e qualità della vita, nonché sulla percezione della cucina italiana in Italia e all’estero. Un lavoro pensato per offrire elementi di conoscenza utili alle politiche pubbliche, alle filiere agroalimentari, agli operatori della cultura e del turismo, rafforzando una narrazione condivisa che riconosce nella cucina italiana un fattore di coesione sociale, attrattività e sviluppo, a servizio delle istituzioni, delle strategie di promozione turistica e culturale e dei mercati nazionali e internazionali.

Annullato l’incontro di martedì 16 dicembre con Stefano Rossi

Annullato l’incontro di martedì 16 dicembre con Stefano RossiAnnullato l’incontro di martedì 16 dicembre con Stefano Rossi per motivi di salute.

La conferenza sarà recuperata lunedì 2 febbraio 2026 alle 21 in Auditorium Spira mirabilis (via Pagani 25, Formigine). Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Info: giovani@comune.formigine.mo.it.

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