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Fratelli d’Italia: Ondulati Maranello, la politica si occupi delle ripercussioni sociali delle proprie scelte

Fratelli d’Italia: Ondulati Maranello, la politica si occupi delle ripercussioni sociali delle proprie scelte
(Google Maps)

Fratelli d’Italia per primo ha denunciato, a ottobre scorso, il possibile risvolto negativo legato alla vendita di Ondulati Maranello e, nonostante le derisioni e presunte rassicurazioni di Amministratori locali e regionali, oggi ci troviamo davanti ad un drammatico problema per numerosi lavoratori e per le loro famiglie.

Dopo numerose richieste di chiarimento sia in sede comunale che regionale, apprendiamo che la scelta di delocalizzazione aziendale comporterà definitivamente la perdita di un centinaio di posti di lavoro senza alcuna possibilità di trattativa con gli organi amministrativi.

“La perdita del posto di lavoro resta un problema sociale e prioritario per noi – commenta il coordinatore e consigliere regionale di FdI Michele Barcaiuolo – è chiaro che la politica che ha determinato, anche in virtù delle scelte urbanistiche del Comune di Maranello, questo nuovo assetto commerciale ha altresì il compito di risolvere questa questione importante coinvolgendo anche chi ha beneficiato di legittime scelte politico-amministrative”

“Per primi abbiamo cercato di inquadrare il problema – incalza il consigliere comunale Guglielmo Sassi – le scelte urbanistiche fatte, e da realizzare, da parte del Comune di Maranello hanno inciso, e incideranno, notevolmente sulle conseguenze di questa operazione e i tavoli di confronto promessi non hanno portato ad alcuna soluzione per questi lavoratori che chiedono legittimamente risposte e aiuto da parte di chi dovrebbe occuparsi prioritariamente del risvolto sociale delle proprie decisioni”.

Strage Capaci, “Maranello non dimentica”

Strage Capaci, “Maranello non dimentica”

“Maranello non Dimentica”, terza edizione dello storico progetto d’Italia del Futuro che vedrà i ragazzi maranellesi del gruppo impegnati nel ricordo della strage di Capaci a ventinove anni dalla scomparsa del Giudice Giovanni Falcone e degli uomini della scorta. Dopo lo stop imposto dalla pandemia nel 2020 non volevamo anche quest’anno perdere l’occasione di avere per qualche ora un presidio pubblico per il ricordo di chi ha lottato contro la criminalità organizzata, dichiara Davide Nostrini presidente del gruppo.

Questo progetto ha per noi un valore immenso, anche se negli anni abbiamo organizzato momenti molto più grandi. E’ il primo ricordo forte, che ha visto coinvolto il nostro gruppo attivamente all’interno della cittadinanza, ormai 3 anni fa. Con italia del futuro quest’anno al gazebo ospite anche Libera.  Alla cittadinanza proponiamo come sempre letture, contenuti audiovisivi, percorsi per conoscere i nomi di chi ha lottato contro la Mafia e ha pagato con la propria vita. Quest’anno un punto di attenzione particolare è posto sul nostro territorio con un’informazione in più sul bene confiscato ai Pelaggi a Fogliano a pochi chilometri dalla piazza, un progetto di riqualificazione edilizia e sociale dell’immobile che vede molto impegnata l’amministrazione comunale.

“Per noi, conclude Nostrini, questo è un momento di informazione importante per i cittadini e di formazione per i ragazzi, specialmente quelli nuovi, che hanno così modo di prendere confidenza con gli strumenti di partecipazione collettiva. Educare le future generazioni è davvero l’unico modo per sconfiggere il fenomeno mafioso”.

 

Covid-19, l’Emilia-Romagna protagonista nelle terapie monoclonali, tra ricerca e somministrazione

Covid-19, l’Emilia-Romagna protagonista nelle terapie monoclonali, tra ricerca e somministrazioneL’Emilia-Romagna protagonista nella ricerca e somministrazione degli anticorpi monoclonali, un alleato in più per combattere il Covid-19. Lo dimostra l’ultimo – in ordine cronologico – importante riconoscimento ottenuto, che riguarda l’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena: il suo è uno dei quattro protocolli di ricerca, su 14 candidati, vincitori del bando indetto dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che accederanno a un finanziamento per un importo superiore ai 2 milioni di euro. L’esito della valutazione e il finanziamento degli studi sono stati approvati dal CdA di Aifa. Quello sugli anticorpi monoclonali per il Covid-19 di Modena, che coinvolgerà anche le Ausl di Piacenza, Modena e Reggio Emilia, è il secondo progetto classificato.

Nelle prossime settimane, inoltre, partiranno le fasi 2 e 3 di sperimentazione clinica del progetto della Fondazione Toscana Life Sciences, con il coinvolgimento di 14 centri su tutto il territorio nazionale, tra cui l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma e l’ospedale di Piacenza. Sempre a Piacenza prosegue l’utilizzo sperimentale di anticorpi monoclonali (studio clinico di fase 3); anche al Sant’Orsola di Bologna continuano le somministrazioni, su adulti e bambini.

“L’Emilia-Romagna sta percorrendo tutte le strade possibili per combattere il Covid-19, a partire dalla ricerca- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Non possiamo che essere orgogliosi del risultato ottenuto da Modena, e dei percorsi che stanno portando avanti Piacenza, Parma e Bologna. Confidiamo che la terapia con gli anticorpi monoclonali possa essere efficace, soprattutto per contrastare e ridurre i rischi di complicazioni gravi in pazienti con particolari quadri clinici. Le nostre strutture sanitarie, l’interno sistema sanitario regionale- conclude l’assessore- sono all’altezza di queste nuove sfide”.

Modena e il bando di Aifa

Il bando di ricerca di Aifa, che si è chiuso il 15 febbraio scorso, ha visto la presentazione di 14 protocolli di ricerca che, dopo una iniziale valutazione di rispondenza ai requisiti, sono stati ammessi tutti alle successive fasi di valutazione. Ai fini del finanziamento sono stati privilegiati i progetti che si sono caratterizzati per la potenzialità di trasferimento dei risultati nella pratica clinica reale, e dunque in un’ottica strategica per l’intero Servizio sanitario nazionale.

Parma e Piacenza, al via le fasi 2 e 3 di sperimentazione clinica del progetto Fondazione Toscana Life Sciences

L’Emilia-Romagna in campo anche con lo studio clinico sull’impiego del monoclonale MAD0004J08: è questo il nome dell’anticorpo anti Covid-19 individuato dal team di ricerca della Fondazione Toscana Life Sciences, coordinato da Rino Rappuoli, per il trattamento precoce della malattia in pazienti asintomatici o con sintomi lievi. Dopo la conclusione della prima fase clinica, che si è svolta allo Spallanzani di Roma e al Centro delle ricerche cliniche di Verona, il progetto prosegue con la fase 2 e 3 di sperimentazione, coinvolgendo 14 centri su tutto il territorio nazionale e circa 800 pazienti. In Emilia-Romagna la sperimentazione clinica partirà nelle prossime settimane e sarà condotta dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, nell’Unità operativa di Malattie Infettive, dal direttore della struttura Carlo Ferrari, e dalle dottoresse Alessandra Orlandini e Diletta Laccabue. A Piacenza il progetto è coordinato dal dottor Mauro Codeluppi, direttore del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale, in sinergia con l’Unità operativa Qualità e Ricerca.

I test valuteranno l’efficacia del nuovo anticorpo monoclonale, definendone il dosaggio. Il MAD0004J08 è infatti un potente anticorpo che ha come target la proteina spike di SARS-CoV-2, l’obiettivo è quello di neutralizzare il virus, bloccando l’infezione delle cellule del polmone, prevenendo quindi l’evoluzione verso forme severe di malattia.

Piacenza, prosegue studio clinico internazionale di fase 3

Sono positivi i primi riscontri sui pazienti dell’utilizzo sperimentale di anticorpi monoclonali che a Piacenza è già in corso da qualche settimana. Il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale cittadino è infatti uno dei centri partecipanti a uno studio clinico di fase 3, internazionale, multicentrico randomizzato, in doppio cieco. La ricerca è stata avviata per valutare la sicurezza e l’efficacia di anticorpi monoclonali di nuova concenzione per via intramuscolare.

Piacenza sta fornendo il proprio contributo insieme a una novantina di altri centri, di cui solo otto italiani. Si prevede il coinvolgimento complessivo di 1700 partecipanti: sino a una ventina quelli assegnati all’ospedale Guglielmo da Saliceto. Lo studio è localmente coordinato dalle Malattie Infettive, di concerto con l’unità Qualità e Ricerca, che supporta tutti gli aspetti organizzativi del progetto. Dodici sono stati già arruolati, in collaborazione con le equipe del Pronto soccorso e delle Usca: si tratta di persone che presentano sintomi lievi-moderati e che quindi non necessitano di un ricovero ospedaliero, entro 7 giorni dai sintomi e entro 3 giorni dalla diagnosi virologica.

La somministrazione avviene in regime ambulatoriale e, al termine, il paziente ritorna a casa. Il reparto di Malattie infettive coordina il trattamento, così come il successivo monitoraggio clinico. La terapia in studio prevede la somministrazione di una combinazione di 2 anticorpi monoclonali per via intramuscolare appunto entro sette giorni dai sintomi.

Bologna, Policlinico Sant’Orsola

Continuano al Policlinico San’Orsola di Bologna (primo centro ad averle avviate in regione, a marzo scorso) le somministrazioni di anticorpi monoclonali, sia negli adulti che nella popolazione pediatrica (uno dei pochi centri in regione in cui ciò avviene). Al Sant’Orsola, inoltre, non si ferma la ricerca: le Malattie Infettive, dirette dal professor Pierluigi Viale partecipano a uno studio internazionale per l’utilizzo di nuovi anticorpi monoclonali su pazienti immunodepressi.

 

Maltempo: arrivano i fondi per rimborsare i danni subiti da cittadini, attività e imprese nel 2019 e 2020, a partire a Nonantola

Maltempo: arrivano i fondi per rimborsare i danni subiti da cittadini, attività e imprese nel 2019 e 2020, a partire a NonantolaArrivano 130 milioni di euro in Emilia-Romagna, per rimborsare i danni subiti da cittadini, attività e imprese a seguito di alluvioni e maltempo, a partire da Nonantola, il comune nel Modenese colpito dalla rotta del Panaro lo scorso 6 dicembre.

Sono stati stanziati dal Governo con due provvedimenti complementari: il primo è una delibera del Consiglio dei ministri su proposta del Dipartimento di protezione civile del Consiglio dei Ministri per circa 30 milioni di euro che consentirà in tempi rapidi il rimborso a cittadini (5mila euro) e imprese (20mila euro) danneggiati dalle ondate di maltempo di maggio e novembre 2019 e dagli eventi alluvionali del 2020.

Il secondo, inserito nel Decreto Sostegni bis, prevede un ulteriore stanziamento di 100 milioni di euro per il territorio modenese colpito dall’esondazione del fiume Panaro a dicembre 2020. Una somma, quest’ultima, che coprirà le cosiddette eccedenze, cioè i danni di privati e imprese non coperti in via ordinaria, e che servirà per ulteriori interventi di messa in sicurezza del territorio. Un provvedimento straordinario indirizzato ai Comuni colpiti sia dal sisma del 2012 che dall’alluvione, tra cui, in primis, Nonantola.  Uno stanziamento doppiamente importante perché cade proprio nei giorni del nono anniversario del sisma in Emilia-Romagna.

Le misure sono state illustrate oggi in una video conferenza stampa dal teatro Troisi di Nonantola dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dalla sindaca di Nonantola, Federica Nannetti. Con loro, collegate da remoto, l’assessora regionale all’Ambiente e protezione civile, Irene Priolo, e la direttrice dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile, Rita Nicolini.

“Quella di oggi è davvero una bella giornata, grazie a una notizia straordinaria- sottolinea Bonaccini-.  Con queste risorse riusciremo a risarcire tutte le famiglie e le imprese emiliano-romagnole che sono state danneggiate dal maltempo e a proseguire nell’azione di intervento ordinario e straordinario di messa in sicurezza del nodo idraulico di Modena. Andiamo oltre ai rimborsi ordinari, riuscendo a coprire, nel caso dei Comuni già colpiti dal sisma, soprattutto Nonantola, tutti i danni subiti, spesso ingenti. E a farlo in tempi solitamente molto più lunghi, anche anni, mentre dopo pochi mesi abbiamo la certezza dei fondi necessari. Per questo oggi sono venuto venire qui di persona, a Nonantola, per essere vicino a una comunità che, pur colpita duramente, ha dimostrato sempre grande compostezza, avanzando richieste tutte legittime. Avevamo promesso il nostro massimo impegno, e siamo riusciti a onorarlo. Questo grazie alla sensibilità del Governo attuale e di quello precedente. Ricordo che venimmo qui, subito dopo l’alluvione di dicembre 2020, insieme agli allora ministro Francesco Boccia e al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, che ringrazio entrambi. Così come ringrazio poi l’attuale capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, insieme al ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e alla sottosegretaria Maria Cecilia Guerra, che hanno seguito passo passo i provvedimenti”.

“Il secondo fattore che voglio sottolineare- prosegue il presidente- è ancora una volta il gioco di squadra: il ruolo della Regione, la risposta corale delle amministrazioni locali, e il lavoro dell’Agenzia regionale per la protezione civile, perché solo con una rendicontazione rapida e puntuale dei danni si può agire velocemente. In queste circostanze dimostriamo che lo Stato c’è, le istituzioni funzionano e oggi possiamo ribadire con forza che dalle nostre parti quando qualcuno promette, poi mantiene”.

“L’importante decisione del Governo- aggiunge Priolo– permette un risarcimento completo a cittadini e imprese dell’Emilia-Romagna che aspettavano queste risorse da tempo. Non resta indietro nessuno, perché con gli indennizzi stanziati dal Consiglio dei Ministri diamo una risposta concreta alle comunità messe a dura prova dagli eventi meteo eccezionali che hanno colpito in modo frequente il nostro territorio con quattro ondate di maltempo nell’arco di soli due anni. Adesso, garantiamo di procedere il più in fretta possibile con tutti gli atti che ci competono per erogare i rimborsi. Con questi fondi, inoltre, potremo dare una risposta positiva anche agli interventi contro il dissesto idrogeologico mettendo al sicuro le popolazioni del modenese”.

“Oggi per me è una giornata molto bella- afferma la sindaca Nannetti-, per la quale voglio ringraziare tutta la Regione. Per mesi abbiamo lavorato in silenzio, in modo costante e congiunto per arrivare a ottenere questo straordinario risultato. I 130 milioni di euro non sono solo per il Comune di Nonantola e questo dimostra che quando c’è un lavoro d’insieme a beneficiarne è l’intera comunità regionale. La risposta delle istituzioni c’è stata e c’è, e questo è il modo migliore per ricominciare a partire proprio dalla fiducia verso le istituzioni che lavorano sodo per arrivare a giornate come questa”.

Per quanto riguarda il provvedimento da 30 milioni di euro, quasi 21 milioni sono destinati agli indennizzi per privati e imprese colpiti dalle quattro ondate di eventi meteo eccezionali che hanno interessato il territorio regionale tra maggio 2019 e dicembre 2020. Le risorse garantiranno un primo ristoro di 5 mila euro per i privati per i danni sulle abitazioni e 20 mila euro per quelli che hanno interessato le attività produttive. Altri 10 milioni 400 mila euro sono invece la quota destinata ai nuovi cantieri contro il dissesto idrogeologico.

A beneficiare dei contributi, in particolare saranno in tutto 3.676 privati: sono 1.282, residenti in 60 Comuni, quelli che hanno riscontrato danneggiamenti alla propria casa in occasione dei tre eventi estremi susseguitisi da maggio a novembre 2019; altri 2.394 sono stati interessati dagli eventi del 2020, in 14 comuni: la maggior parte, ben 2.394, sono gli alluvionati di Nonantola che hanno subito le conseguenze della rotta dell’argine del Panaro, lo scorso 6 dicembre

Per quanto riguarda le imprese, risultano in tutto 477 quelle interessate dal provvedimento nazionale: 158 per il maltempo del 2019, operanti in 29 comuni; 319 per il 2020, in 6 comuni. A far la parte del leone, anche in questo caso, sono le aziende aventi sede a Nonantola e allagate: si tratta di 278 imprese.

Duomo di San Giorgio gremito per l’addio ad Enrica Franchini

Duomo di San Giorgio gremito per l’addio ad Enrica FranchiniUn addio commosso, partecipato e composto, quello che la città ha voluto regalare ad Enrica Franchini, la 49enne tragicamente scomparsa in un incidente stradale. Troppo piccolo il Duomo di San Giorgio per contenere la commozione dei tanti che hanno voluto salutarla per l’ultima volta: a celebrare le esequie il Vescovo Emerito Monsignor Luciano Monari, a concelebrare Don Sergio Pellati, il sacerdote sassolese che sposò Enrica con il marito Matto Bianchi e che ha letto un messaggio che la famiglia ha affidato alle navate gremite, con il quale si dava comunicazione che, con l’espianto degli organi, Enrica ha donato una nuova vita a quattro persone, tra le quali un bambino. La salma è stata poi tumulata presso il cimitero nuovo urbano.

Nono anniversario terremoto 2012, la vicinanza e il ringraziamento del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi alle comunità colpite dal sisma

Nono anniversario terremoto 2012, la vicinanza e il ringraziamento del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi alle comunità colpite dal sismaL’affetto e la vicinanza, ma anche la gratitudine a istituzioni e cittadini, a partire da studenti, personale scolastico e famiglie, per aver dato prova di saper rinascere come comunità ed essere diventati un esempio di forza per tutto il Paese.

È il sentimento che anima la lettera inviata, nel nono anniversario del terremoto del 2012, dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi all’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni.

“In questi nove anni- scrive Bianchi – la popolazione e le istituzioni dell’Emilia-Romagna ci hanno dimostrato come si possa rinascere come comunità, e credo che tutto il Paese debba nutrire un sentimento di gratitudine soprattutto nei confronti delle nostre comunità scolastiche. È per questo che ti chiedo di trasferire agli studenti, al personale scolastico e alle famiglie il mio ringraziamento per essere riusciti a rafforzare il senso di comunità e a partecipare attivamente al conseguimento del bene comune, un esempio per il Paese”.

Parole che l’assessore vuole quindi condividere con i principali destinatari: i ragazzi e le ragazze, le famiglie, i docenti e tutto il personale del mondo della scuola e della formazione professionale.

“Ringraziamo il ministro- afferma Salomoni– per la sua vicinanza, perché chi come lui, quando nel 2012 la nostra regione fu colpita da quel drammatico evento, era chiamato a un difficile compito, quello di ricostruire nel miglior modo e nei tempi più rapidi possibili, sa con quanto impegno, coraggio e determinazione le istituzioni e l’intera comunità abbiano lavorato dal primo giorno per la rinascita della nostra regione ferita. Allora il primo pensiero per la ripartenza fu proprio rivolto alle scuole. Oggi- chiude l’assessore- possiamo essere orgogliosi del lavoro svolto, perché come ha sottolineato il ministro la ricostruzione del patrimonio di edilizia scolastica ha posto come centrale il tema della sicurezza, ma ha anche offerto l’opportunità di ripensare i luoghi dell’apprendimento come espressione di una scuola inclusiva, solidale, aperta, capace di valorizzare i talenti e di accompagnare gli studenti e le studentesse in un percorso di crescita culturale ed umana. L’idea e l’obiettivo su cui ogni giorno continuiamo a lavorare”.

Il Ministro Patuanelli in visita presso la sede Panariagroup di Fiorano

Il Ministro Patuanelli in visita presso la sede Panariagroup di FioranoSi è tenuta oggi presso la sede di Panariagroup di Fiorano Modenese una visita del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli e di una delegazione di rappresentanti istituzionali.

Il Ministro è stato accolto da Emilio Mussini, Presidente del gruppo ceramico modenese, che ha accompagnato la delegazione in una visita allo stabilimento che produce ogni anno oltre 2 milioni di metri quadrati di gres porcellanato laminato, un prodotto ad alto contenuto di innovazione e riduzione dell’impatto ambientale, di cui Panariagroup è stata pioniera sul mercato.

Il Presidente Mussini ha avuto modo di illustrare al Ministro l’evoluzione tecnologica e impiantistica che pone l’azienda all’avanguardia nel settore, oltre a raccontare l’impegno di Panariagroup sul fronte della sostenibilità e dei rapporti con il territorio.

Nell’ambito dell’incontro istituzionale, Emilio Mussini, Presidente Panariagroup ha dichiarato: “Sono particolarmente orgoglioso di ospitare il Ministro Patuanelli e avere così l’occasione di mostrare l’eccellenza di Panariagroup, una azienda internazionale ancora solidamente radicata nel proprio territorio. È stata una preziosa occasione per rimarcare come le nostre profonde radici nel distretto ceramico di Sassuolo, unite alla forza delle nostre persone e alla valorizzazione delle competenze presenti nelle nostre comunità, siano da sempre per noi un fattore determinante per portare ogni giorno nel mondo soluzioni di alta qualità e prestigio”.

Coronavirus: oggi (21/5) in regione, su quasi 22mila tamponi, 412 casi positivi (1,8%). Aumentano i guariti, ancora in calo casi attivi e ricoveri. 7 decessi

Coronavirus: oggi (21/5) in regione, su quasi 22mila tamponi, 412 casi positivi (1,8%). Aumentano i guariti, ancora in calo casi attivi e ricoveri. 7 decessi
Tampone Covid (foto – copyright Brancolini Roberto)

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 381.439 casi di positività, 412 in più rispetto a ieri,su un totale di 21.799 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 1,8%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni e le persone dai 55 anni in su. In Emilia-Romagna anche i 40-49enni, cioè i nati dal 1972 al 1981 compresi, possono registrarsi on line per la somministrazione del vaccino anti Covid collegandosi al sito internet della Regione http://salute.regione.emilia-romagna.it/candidature-vaccinazione lo stesso disponibile per la classe d’età 50-54 (i nati dal 1967 al 1971 compresi).
Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 16 sono state somministrate complessivamente 2.323.039 dosi; sul totale, 787.516 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 154 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 190 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 232 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.
L’età media dei nuovi positivi di oggi è 37,5 anni.
Sui 154 asintomatici, 113 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 10 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 12 con gli screening sierologici, 8tramite i test pre-ricovero. Per 11 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 93 nuovi casi e Parma con 79; seguono Modena (66 -3 di questi a Sassuolo –), Reggio Emilia (38) e Ravenna 31; poi Rimini (27 casi) e Cesena (23 casi), quindi Forlì (20), Piacenza e Ferrara (entrambe con 14 casi) e, infine, il Circondario Imolese (7).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 10.444 tamponi molecolari, per un totale di 4.673.948.  A questi si aggiungono anche 11.355 tamponi rapidi.
Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 903 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 347.102.
I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 21.208 (-498 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 20.230 (-452), il 95,4% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 7 nuovi decessi: tutti avvenuti a Bologna (una donna di 93 anni e 6 uomini rispettivamente di 56, 61,71,72,78 e 87 anni). Nessun decesso nelle altre province.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 13.129.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 127 (-10 rispetto a ieri), 851 quelli negli altri reparti Covid (-36).
Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 6 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 13 a Parma (-1), 17 a Reggio Emilia (-1), 20 a Modena (-1), 36 a Bologna (-3), 7 a Imola (-1), 7 a Ferrara (-1), 6 a Ravenna (-2), 2 a Forlì (invariato), 3 a Cesena (invariato) e 10 a Rimini (invariato).
Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 23.433 a Piacenza (+14 rispetto a ieri, di cui 8 sintomatici), 27.791 a Parma (+79, di cui 28 sintomatici), 46.428 a Reggio Emilia (+38, di cui 30 sintomatici), 64.933 a Modena (+66, di cui 49 sintomatici), 81.441 a Bologna (+93, di cui 71 sintomatici), 12.520 casi a Imola (+7, di cui 5 sintomatici), 23.005 a Ferrara (+14, di cui 5 sintomatici), 30.113 a Ravenna (+31, di cui 25 sintomatici), 16.714 a Forlì (+20, di cui 12 sintomatici), 19.226 a Cesena (+23, di cui 16 sintomatici) e 35.835 a Rimini (+27, di cui 9 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 2 casi, di cui 1 positivo a test antigenico ma non confermato dal tampone molecolare e 1 risultato non Covid-19.

Nuove modalità anche per la visita Castello e Museo di Spezzano

Nuove modalità anche per la visita Castello e Museo di SpezzanoDa sabato 22 maggio sarà possibile visitare il Castello di Spezzano e il Museo della ceramica, senza prenotazione anticipata, come prevede Decreto Legge 18/5/2021 n. 65 per musei e mostre in zona gialla

Il sabato e la domenica, dalle 15 alle 19 sarà quindi possibile visitare gratuitamente la corte, i cicli pittorici della Sala delle Vedute e della Galleria delle Battaglie, le sezioni del Museo della Ceramica, compresa Manodopera, senza prenotazione. Saranno predisposti turni di ingresso accompagnati per un massimo di 15 persone a gruppo, ogni 40 minuti (ultimo ingresso alle ore 18.20).

L’accesso avverrà dal portone del ponte levatoio (ingresso nord), adottando tutti i protocolli anti-contagio (mascherina, igienizzazione delle mani, distanziamento).

Per la visita è anche disponibile la app audioguida gratuita, in italiano ed inglese, scaricabile comodamente da casa, dal sito Fiorano Turismo.it o direttamente al Castello tramite wi-fi free. Con il bluetooth, le oltre venti schede audio si attiveranno automaticamente al passaggio del visitatore negli spazi esterni ed interni raccontando storie di castelli e borghi affrescati, duchi artiglieri e marchesi, antichi vasai, sapienti artigiani della ceramica, artisti, operai e industriali. Le mappe di ogni piano del castello aiuteranno i visitatori ad orientarsi.

Per informazioni tel. 335.440372 da lunedì a sabato ore 11-14,30 e ore 16-18; castellospezzano@gmail.com: info@archeosistemi.it; www.fioranoturismo.it.

 

Ieri sera la presentazione del libro ‘Don Rino Annovi. Ricordi e testimonianze’

Ieri sera la presentazione del libro ‘Don Rino Annovi. Ricordi e testimonianze’Ieri sera, giovedì 20 maggio 2021, alle ore 19, presso il Santuario diocesano della Beata Vergine del Castello di Fiorano, Mons. Luciano Monari, vescovo emerito di Brescia ha presieduto la concelebrazione in memoria di Don Rino Annovi, in un Santuario che non è bastato a contenere i partecipanti, rimasti anche sul sagrato.

Al termine, nel Salone del Pellegrino, è stato presentato il libro ‘Don Rino Annovi. Ricordi e testimonianze’, curato da Maria Cristina Pinelli, da Filippo Ferrari e da Alberto Venturi. Oltre ai curatori sono intervenuti Mons. Monari e il parroco Don Antonio Lumare. Conclusione in fraternità con gnocco fritto e tigelle offerti dalla famiglia Annovi, serviti in sacchetti monodose da asporto, per evitare assembramenti.

E’ arrivata anche Caterina Caselli, cugina di Don Rino Annovi a cui  è stata molto legata: “Era il mio punto di riferimento. Aveva molta attenzione per l’altro; aveva la parola giura per aiutare chi era in difficoltà ad andare avanti. Era rigoroso ma anche ironico” ha detto nel suo intervento durante la presentazione.

Del Gen Rosso sono arrivati a Fiorano in due: Domi ha cantato con il coro dei giovani della parrocchia anche alcune canzoni del loro repertorio e Lode è intervenuto durante la presentazione, ricordando i rapporti di Don Rino con il movimento dei Focolari, l’aiuto dato loro e ha sottolineato i principi di fraternità dei Focolari, il loro obiettivo di costruire un mondo più unito, spinti dalla preghiera di Gesù al Padre: “Perché tutti siano una sola cosa, nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità”.

Mons Monari, sia nell’Omelia della Messa che nell’intervento finale, ha sottolineato diversi aspetti,, in particolare ricordando l’impegno di Don Rino per una pastorale rivolta agli adulti, perché le scelte di vita non si fanno da bambini e Cristo richiede una scelta di vita a favore degli altri.

Mons. Rino Annovi, nato a Fiorano il 20 maggio 1941, ordinato sacerdote il 22 giugno 1968, ha svolto il suo ministero a Modena prima come cappellano e poi, dal 1976, come parroco della Cattedrale, diventando l’autorevole Arciprete Maggiore del Capitolo Metropolitano. Ha affiancato l’attività pastorale e la cura della parrocchia alla difesa e alla valorizzazione del Duomo. Altrettanto impegno ha dedicato alla devozione della Beata Vergine del Castello di Fiorano e al suo santuario. Si è spento, dopo una lunga malattia, il 9 aprile del 2011.

Il libro è da oggi disponibile presso la Parrocchia di Fiorano, alla Libreria Incontri di Sassuolo, alla Libreria ‘Le vite degli altri’ di Fiorano e presso i volontari del Museo del Duomo di Modena.

All’Ondulati Maranello sciopero contro la decisione di delocalizzare la produzione nel mantovano

All’Ondulati Maranello sciopero contro la decisione di delocalizzare la produzione nel mantovanoI lavoratori dell’Ondulati Maranello sono oggi in sciopero per tutta la giornata contro la rottura mercoledì 19 maggio del tavolo in regione Emilia Romagna per la salvaguardia occupazionale. Nelle assemblee di ieri è stato proclamato un pacchetto di 40 ore di sciopero, di cui le prime 8 ore sono quelle odierne, le restanti da effettuarsi nei prossimi giorni su indicazione delle Rsu. Oggi si è svolto anche il presidio davanti ai cancelli con conferenza stampa, dove hanno portato la loro solidarietà ai lavoratori il sindaco di Maranello Luigi Zironi e il consigliere regionale Luca Sabattini e alcune Rsu delle aziende del territorio.

“Al tavolo istituzionale del 19 maggio la proprietà di Ondulati Maranello – spiega una nota di Rsu Ondulati Maranello, Slc/Cgil Modena-Sassuolo e Cgil Modena – nonostante tutte le disponibilità messe in campo da Regione Emilia Romagna e Comune di Maranello per agevolare la costruzione del nuovo capannone a Maranello, ha reso evidente di non voler continuare l’attività produttiva a Maranello, delocalizzando a Mantova la produzione e lasciando così sulla strada un centinaio di lavoratori, gettando nello sconforto le relative famiglie.

Dopo aver fatto l’affare della vita vendendo a peso d’oro il capannone a Ferrari Auto, la proprietà di Ondulati Maranello il 19 maggio ha accampato l’ennesima scusa per non acquistare il terreno a Maranello dove costruire un nuovo capannone e assicurare la continuità lavorativa.

La posizione della proprietà, nella persona di Bruno Zago – continuano Rsu Ondulati Maranello, Slc/Cgil Modena-Sassuolo e Cgil Modena – è inqualificabile, degna di un vero e proprio “padrone delle Ferriere”, perché in questi mesi ogni qualvolta si risolveva un problema – dalle servitù sul terreno alle autorizzazioni, ai tempi di trasloco per mettere a disposizione di Ferrari Auto il capannone – la proprietà strumentalmente trovava nuove scuse, da ultimo il prezzo del terreno. Se Zago voleva fare una trattativa seria sul terreno non doveva offrire il 50% del valore di mercato per l’acquisto del nuovo terreno.

Sindacato e lavoratori sottolineano come la Costituzione italiana oltre a garantire la libertà d’impresa, prevede anche la responsabilità sociale dell’impresa e quindi l’iniziativa economica privata “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

I lavoratori hanno ribadito stamattina il no alla chiusura dello stabilimento di Maranello e alla delocalizzazione in un territorio lontano dal comune che non sarebbe altro che una scelta per mascherare dei licenziamenti.

La Slc/Cgil, insieme alla Cgil di Modena, alle Rsu e ai lavoratori di Ondulati Maranello – conclude la nota – chiedono la riapertura del tavolo negoziale, anche con l’intervento del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), per trovare una soluzione che possa permettere la continuità produttiva sul territorio di Maranello. Il sindacato non può accettare che a Modena si facciano mere speculazioni finanziarie sulla pelle dei lavoratori e chiede a tutti i soggetti coinvolti – a cominciare da Confindustria che rappresenta l’impresa – di adoperarsi per la soluzione positiva della vicenda”.

 

 

 

 

 

 

Protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Snam per promuovere la decarbonizzazione

Protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Snam per promuovere la decarbonizzazione
Copyright immagine: Regione Emilia Romagna A.I.C.G. – Autore: Bruno Valeriani

Promuovere la transizione energetica su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna puntando su idrogeno, biometano, mobilità sostenibile ed efficienza energetica. E individuando azioni di sviluppo a medio e a lungo termine che, coinvolgendo anche enti locali e amministrazioni pubbliche, contribuiscano a una profonda decarbonizzazione del sistema produttivo regionale e delle città.

E’ l’obiettivo di un protocollo d’intesa siglato dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e da Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo, impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per la transizione energetica.

“Con il Patto per il Lavoro e per il Clima che abbiamo sottoscritto insieme a tutte le parti sociali vogliamo fare dell’Emilia-Romagna la regione della sostenibilità ambientale, economica e sociale- afferma il presidente Bonaccini- condividendo politiche che ci permettano di affrontare le sfide in campo ambientale investendo su innovazione, ricerca e conoscenza. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo definito un Piano energetico regionale, norme e programmi per la costruzione di un sistema territoriale che utilizzi energie rinnovabili, e vogliamo accelerare verso la transizione ecologica ponendoci l’obiettivo di raggiungere la decarbonizzazione prima del 2050. L’accordo siglato oggi va esattamente in questa direzione”.

“La transizione verso la neutralità climatica, auspicata anche a livello europeo, dipende molto dalla capacità dell’industria, in particolare nei settori ad alta intensità energetica, di ridurre la propria impronta di carbonio e accelerare la transizione verso soluzioni tecnologiche pulite a prezzi accessibili, sviluppando nuovi modelli di business- aggiunge l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Green economy, Vincenzo Colla-. Per diventare più competitiva, diventando allo stesso tempo più verde e più circolare, l’industria ha bisogno di un approvvigionamento sicuro e a prezzi accessibili di energia pulita. Le filiere energetiche si confermano dunque altamente strategiche, anche per creare buona occupazione”.

“L’obiettivo della collaborazione che avviamo oggi con la Regione Emilia-Romagna è mettere a disposizione del territorio le competenze e le capacità realizzative di Snam per dare vita a progetti finalizzati alla transizione energetica, in linea con gli obiettivi climatici europei e nazionali”, dichiara Alverà, amministratore delegato di Snam. “Le nostre attività nel biometano, nell’idrogeno, nell’efficienza energetica e nella mobilità sostenibile possono dare un contributo decisivo alla decarbonizzazione del sistema, creando nuove opportunità di sviluppo a beneficio delle comunità”.

 

Il protocollo d’intesa

L’accordo prevede che Regione e Snam collaborino per assumere iniziative coordinate ed efficaci (anche in collaborazione con Art-Er, società in house della Regione) e individua quali ambiti di sviluppo l’idrogeno, il biometano, la mobilità sostenibile e l’efficienza energetica.
L’implementazione dei progetti è subordinata alla sottoscrizione di appositi accordi vincolanti tra le parti.

Per quanto riguarda l’idrogeno, il protocollo prevede di valutare azioni per diffondere l’utilizzo dell’idrogeno pulito nelle industrie e nel settore della mobilità, prevedendo in questo modo la graduale decarbonizzazione dei distretti industriali e civili, per candidare l’Emilia-Romagna tra le “Hydrogen Valley” italiane.

Altro obiettivo è la cooperazione nel settore del biometano da biomasse agricole o da rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, con possibile utilizzo per autotrazione.
Nell’ambito della mobilità sostenibile, insieme alle aziende del trasporto pubblico locale saranno valutate azioni per abbattere le emissioni inquinanti favorendo ulteriormente l’impiego di carburanti ecologici – quali gas naturale, biometano e in prospettiva idrogeno – e la transizione energetica delle flotte destinate a servizi di pubblica utilità e al trasporto di persone e merci.

Infine, il protocollo guarda all’efficienza energetica, predisponendo la valutazione insieme agli enti locali di misure per la riqualificazione energetica degli immobili pubblici quali ospedali, Rsa, uffici pubblici, case popolari, scuole e università.
Per ciascuna area progettuale verranno realizzate analisi di fattibilità e la possibilità di realizzare progetti pilota da condividere con gli attori del sistema della ricerca e dell’innovazione regionale, a partire dalle università.

Guida in stato di ebbrezza alcolica: tre giovani denunciati dai carabinieri di Sassuolo

Guida in stato di ebbrezza alcolica: tre giovani denunciati dai carabinieri di SassuoloNegli ultimi tre giorni i carabinieri dipendenti della compagnia di Sassuolo, nel corso di servizi perlustrativi di controllo del territorio, hanno denunciato per guida in stato di ebrezza alcolica tre conducenti di veicoli, tutti italiani di età compresa tra i 20 e i 25 anni, sorpresi alla guida con tasso alcolemico superiore a 1,36 g/L fino a 1,93 g/L

Il ‘Progetto Animal GAL’ dell’Associazione studentesca Renovatio Crew del Liceo Formiggini di Sassuolo

Il ‘Progetto Animal GAL’ dell’Associazione studentesca Renovatio Crew del Liceo Formiggini di SassuoloL’associazione studentesca del Liceo Formiggini di Sassuolo APS “Renovatio Crew”, che nasce per promuovere la riqualificazione del territorio tramite l’arte e la legalità, annuncia con piacere la ripresa delle proprie attività presentando un progetto che promuove la tutela e il benessere degli animali di diversa specie.

Il progetto Animal GAL coinvolge la colonia felina, il campo di addestramento dell’unità cinofila e il Temple bar di Sassuolo e si suddivide quindi in tre segmenti progettuali e operativi.

L’idea è quella di rendere più belli e funzionali ai bisogni degli animali gli ambienti ad essi dedicati e di utilizzare lo spazio del Temple per veicolare, tramite opere d’arte murarie, una maggior consapevolezza dell’importanza che hanno i nostri amici a quattro zampe, che noi consideriamo una grande risorsa della comunità da difendere e valorizzare.

La presentazione ufficiale del progetto avverrà il 18 giugno prossimo al Temple  di Sassuolo a partire dalle ore 16.00.

“Abbiamo scelto la data del 18 giugno – spiegano i ragazzi dell’associazione – perché in tale data, nel 2013, il Comune e la Polizia Municipale di Sassuolo hanno siglato un protocollo d’intesa con l’associazione nazionale LINK, impegnandosi ad istituire una forma di collaborazione finalizzata a monitorare e contrastare ogni forma di abuso e crudeltà sugli animali, considerando la stretta correlazione intercorrente tra maltrattamento di animali, violenza interpersonale, abusi e violenze familiari, devianza e crimine”.

Volley, Semifinali Play Off: Green Warriors pronta per Gara 2

Volley, Semifinali Play Off: Green Warriors pronta per Gara 2Archiviati in fretta di festeggiamenti per il successo conquistato in Gara 1 di Semifinali Play Off Promozione, l’attenzione in casa Green Warriors Sassuolo è già tutta focalizzata su Gara 2, in programma domani pomeriggio sul campo della Megabox Vallefoglia: avanti 1-0 nella serie, Dhimitriadhi e compagne si giocheranno già domani la possibilità di conquistare un posto per la finalissima, ma per farlo dovranno superare – con qualsiasi risultato – le padrone di casa. Se invece saranno Bacchi e compagne ad avere la meglio in Gara 2, le neroverdi avranno la possibilità di giocarsi tutto per tutto nella Gara 3 di domenica, che si giocherà di nuovo nelle Marche, sempre con fischio di inizio alle 17.00.

La compagine neroverde partirà già questo pomeriggio alla volta delle Marche, dopo aver sostenuto la sessione di allenamento giornaliera. Domani mattina, rifinitura al Pala Dionigi e poi alle 17.00 prenderà il via Gara 2: c’è un nuovo appuntamento con la storia e la Green Warriors non vuole smettere di sognare.

A presentare il match in casa Sassuolo è Giada Civitico: “Domani affronteremo di nuovo Vallefoglia e lo faremo in casa loro, quindi saranno sicuramente molto molto cariche considerato quello che ci stiamo giocando e cercheranno di metterci in grande difficoltà sia dal punto di vista tecnico che da quello caratteriale: Vallefoglia ha un’attaccante potente come Pamio, capace di metterti in difficoltà sia a muro che in difesa, c’è Kramer che prende la palla altissima e non siamo riuscite praticamente mai a fermarla in Gara 1. Sono una squadra forte, difendono tanto, hanno esperienza e sono più grandi noi. Però noi dobbiamo pensare a noi e fare quello che abbiamo fatto in Gara 1: avere pazienza e fare le nostre cose bene, accettare quello che le nostre avversarie possono fare meglio di noi, ma essere sempre cattive ed avere tanta pazienza. Arrivate a questo punto, siamo tutte squadre forti per cui bisogna avere tanta pazienza e non amareggiarsi nei momenti di difficoltà o perdere la lucidità. Siamo giovani e fortunatamente non pensiamo troppo: arrivate a questo momento della stagione, ogni punto per noi è un’emozione ed un sogno che, palla dopo palla, potrebbe avverarsi: vogliamo divertirci e dimostrare quello che sappiamo fare!”.

 

Moda, una piattaforma per rilanciare i settori del tessile e del calzaturiero: entro giugno partirà il confronto con tutti gli attori del fashion made in Emilia-Romagna

Moda, una piattaforma per rilanciare i settori del tessile e del calzaturiero: entro giugno partirà il confronto con tutti gli attori del fashion made in Emilia-Romagna“Entro il prossimo mese di giugno insedieremo un tavolo sul fashion regionale con tutti gli interlocutori del sistema della moda emiliano-romagnola. L’obiettivo quello di realizzare una piattaforma per rilanciare i settori del tessile e del calzaturiero puntando su ricerca e sviluppo”.

Lo ha annunciato a Bologna l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, nella sede della Fondazione Fashion Research Italy dove ha visitato, insieme al fondatore della Fondazione stessa, Alberto Masotti, lo spazio espositivo e i caveau dove sono conservati disegni tessili e libri campionario che coprono un periodo storico che va dai primi dell’800 ai primi decenni degli anni 2000: non solo Made in Italy ma anche pezzi provenienti dal mercato antiquario di Paesi esteri, fra cui il Giappone e la Cina.

Il comparto moda in regione oggi conta più di 7.700 imprese per la parte manifatturiera con circa 38 mila addetti, un export di 7,7 miliardi di euro, il 21% delle esportazioni nazionali. E se alla parte manufatturiera si aggiunge la componente terziaria legata alla filiera della moda – con più di 25 mila imprese che impiegano quasi 50 mila addetti – il fashion made in Emilia-Romagna raggiunge quasi 33 mila imprese e 87 mila addetti.

Per tracciare la strategia, con la Regione siederanno attorno al tavolo Confindustria, Cna, Confartigianato, Organizzazioni sindacali, Università, Unioncamere Emilia-Romagna, Carpi Fashion System, distretto di San Mauro Pascoli con il Cercal, le Istituzioni e la stessa Fondazione Fashion Research Italy.

“Dobbiamo avere chiara la fotografia della situazione attuale del comparto moda dell’Emilia-Romagna. Così- ha sottolineato Colla– possiamo capire quale direzione vogliamo dare al settore, alla luce della forte spinta verso la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale. Di fronte al grande cambiamento non vogliamo limitarci a gestire le crisi, ma avere una visione di futuro nel segno della sostenibilità, delle competenze, dell’internazionalizzazione, dell’innovazione tecnologica e dei materiali, del design. Dal Pnrr e dall’Europa arriveranno ricorse ingenti per ricerca, sostenibilità e digitale. Le vogliamo indirizzare anche nel mondo del fashion per rilanciare il settore dopo la pandemia, puntando sempre di più sulla qualità, oltre che sulla creatività ed esclusività del prodotto Made in Italy”.

E proprio Fondazione Fashion Research Italy in autunno lancerà “Punto sostenibilità 4.0: ricerca, formazione e innovazione per la svolta sostenibile e digital delle imprese artigiane di moda”, un progetto del valore di 195 mila euro che la Regione ha finanziato con un contributo di 101 mila. Uno strumento di supporto concreto alle realtà di tutte le dimensioni che hanno sposato o che stanno intraprendendo un percorso di conversione dei loro processi in ottica sostenibile che FFRI si propone di affiancare grazie alla consultazione di materiali e accessori tessili con caratteristiche di sostenibilità, provenienti dal catalogo dei fornitori italiani più impegnati in ambito green, alla guida di consulenti esperti e all’aggiornamento delle risorse da dedicare a questo asset.

“Lo abbiamo chiamato ‘Punto Sostenibilità’ perché speriamo possa diventare un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano fare chiarezza su cosa si intenda oggi quando si parla di sostenibilità nel mondo moda, comprendendone le opportunità”, ha commentato Masotti. “Il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori e la spinta all’innovazione sono, insieme alla valorizzazione dell’heritage, le chiavi per guardare al futuro del sistema moda, che da quest’anno funesto deve cogliere un grande insegnamento: l’importanza della collaborazione e della condivisione di saperi e servizi per far fronte comune nell’affrontare nuove sfide” conclude, anticipando a Colla di aver studiato un progetto da condividere per una piattaforma marketplace digitale che unisca le manifatture della moda e le aiuti a raggiungere i mercati esteri che con forza sempre maggiore chiedono un prodotto Made in Italy di eccellenza.

Fondazione Fashion Research Italy (FFRI
Fondazione no-profit costituita nel 2015 a Bologna da Alberto Masotti (ex patron e fondatore di La Perla) con la volontà di affiancare le manifatture moda attraverso attività didattiche, archivistiche e di innovazione. La Fondazione rivolge ai professionisti percorsi di aggiornamento e specializzazione in linea con l’accelerazione continua del progresso, dedicati a heritage, digitalizzazione e sostenibilità.
Al comparto moda e design Fondazione Fri propone inoltre un prezioso patrimonio di creatività: una library di 5.000 volumi e un archivio di textile design di 30.000 disegni su carta e tessuto. Pezzi unici, antichi e moderni, completamente digitalizzati a disposizione di uffici stile, designer e studiosi in cerca di ispirazione per le proprie collezioni.

Fondo affitti 2021: quasi 52mila domande di contributi per il bando regionale, presentate da persone in difficoltà economica anche a causa dalla pandemia

Fondo affitti 2021: quasi 52mila domande di contributi per il bando regionale, presentate da persone in difficoltà economica anche a causa dalla pandemiaQuasi 52mila domande per ottenere il contributo regionale per l’affitto: tante sono le richieste presentate da famiglie e persone in difficoltà economica, anche a causa dell’emergenza Covid, che hanno partecipato al bando della Regione.

Il numero – esattamente 51.981 domande, 5.130 delle quali raccolte tramite la nuova piattaforma web messa a disposizione dalla Regione e 46.852 direttamente da Distretti socio-sanitari e Comuni – è provvisorio, perché si tratta di domande ritenute “potenzialmente” valide, ma che devono essere dichiarate effettivamente ammissibili dopo la conclusione della fase istruttoria in capo ai Comuni; tuttavia, fotografa l’attuale fabbisogno di contributi espresso da tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, in base al quale – novità di quest’anno – viene effettuato il riparto delle risorse. Infatti, con il Fondo Affitti 2021 è stato introdotto un unico criterio di assegnazione delle risorse destinate ai Distretti, che tiene conto delle domande effettivamente presentate (fabbisogno effettivo) e non di una serie di variabili di natura socio-demo-economica (ad esempio il numero di abitanti di ogni singolo Comune), diversamente da come avveniva negli anni scorsi: l’obiettivo è di indirizzare le risorse dove è maggiormente concentrato il fabbisogno effettivo per rispondervi in maniera ancor più efficace ed equa.

Ed è proprio utilizzando questo criterio che la Giunta regionale ha approvato, nell’ultima seduta, l’assegnazione su base distrettuale degli oltre 11 milioni e 600mila euro stanziati nel 2021 per finanziare il bando che si è chiuso il 9 aprile scorso. Sono previste due distinte graduatorie: per persone o nuclei con un Isee annuo fino a 17.154 euro, e persone o nuclei con un Isee annuo fino a 35mila euro che abbiano subito una diminuzione del reddito di almeno il 20% durante il lockdown; saranno i Comuni ad assegnare i contributi per l’affitto ai nuclei famigliari.

“Dobbiamo frenare l’aumento delle diseguaglianze a causa della pandemia- sottolinea la vicepresidente con delega a Welfare e Contrasto alle diseguaglianze, Elly Schlein-, per questo lo sforzo che stiamo facendo nel mettere in campo queste misure è doppio: dobbiamo sostenere le fragilità che già conoscevamo e che rischiano di acuirsi e, al contempo, dobbiamo intercettare, fin da subito, i nuovi bisogni che stanno emergendo. E sono proprio i Comuni a raccontarci storie di nuove povertà che ci spingono ad innovare tutti i nostri strumenti di supporto, adattandoli per ricavare risposte su misura dei diversi bisogni, come abbiamo fatto anche con questa misura di sostegno al pagamento dell’affitto di casa, mettendo a disposizione una nuova piattaforma regionale digitale per le domande ed effettuando il riparto sul fabbisogno effettivo. La casa è un diritto e un bene primario- chiude Schlein- e va garantito tutto il sostegno possibile”.

Le risorse disponibili, per provincia

A Bologna andranno 3,5 milioni di euro, a fronte di 15.731 domande pervenute; Modena 2 milioni (8.975 domande); Parma 1,1 milioni (4.882 domande); Reggio Emilia 1,1 milioni (4.886 domande); Rimini 870.779 euro (3.902 domande); Ravenna 870.779 euro (3.902 domande); 719mila Piacenza (3.222 domande); Forlì-Cesena 867.432 (3.887 domande) e Ferrara 578.883 euro (2.594 domande).

Destinatari e requisiti richiesti dal bando

Destinatari dei contributi sono le persone singole o i nuclei familiari che si trovano in difficoltà economiche per perdita o diminuzione del lavoro, cassa integrazione o stato di mobilità, oppure lavoratori precari o stagionali che hanno subito la riduzione dell’orario di lavoro, ma anche coloro che hanno redditi molto bassi.

Per ottenere il contributo era richiesta la cittadinanza italiana o quella di uno Stato appartenente all’Unione europea o, per i cittadini extra Ue, il permesso di soggiorno; residenza o domicilio in Emilia-Romagna; il possesso di un regolare contratto di affitto in un comune della regione; un reddito Isee fino a 17.154 euro senza necessità di dimostrare cali del reddito per causa Covid; oppure fino a 35mila euro, autocertificando in questo caso con adeguata documentazione (buste paga o fatture) la diminuzione del reddito superiore al 20%. Il bando prevedeva inoltre che in caso di calo del reddito potessero richiedere il contributo anche gli inquilini di Erp: sul totale delle domande provvisorie sono circa il 4% quelle relative a nuclei familiari che abitano negli alloggi di Edilizia residenziale pubblica.

 

ATER Fondazione promuove le eccellenze culturali dell’Emilia-Romagna nel mondo e inizia partecipando alla BIENNALE CINARS WEB

ATER Fondazione promuove le eccellenze culturali dell’Emilia-Romagna nel mondo e inizia partecipando alla BIENNALE CINARS WEB
FNDAterballeto (ph Celeste Lombardi)

Dal 25 al 28 maggio il mondo delle arti sceniche internazionali si ritroverà virtualmente su CINARS WEB.
ATER Fondazione sarà presente con un proprio stand in cui darà visibilità a sette realtà artistiche di eccellenza del panorama culturale emiliano romagnolo.

La partecipazione di ATER a questo importante evento culturale internazionale segna l’avvio di una delle nuove finalità della Fondazione: la promozione all’estero dei soggetti dello spettacolo che operano in Emilia-Romagna, favorendo contatti e partnership con le principali realtà di tutti i continenti, in accordo con la Regione.

 

CINARS WEB

La Biennale CINARS (“Conférence internationale des arts de la scène”) nasce nel 1984 a Montréal, come luogo di incontro mondiale per artisti e compagnie, canadesi e internazionali. È la prima vetrina delle arti sceniche, e un punto di riferimento imperdibile nell’ambito della promozione internazionale delle stesse. A causa dell’emergenza pandemica, l’edizione 2021 si terrà online; CINARS WEB vede una grande partecipazione: dal 25 al 28 maggio, 850 professionisti del settore provenienti dai quattro angoli del mondo parteciperanno all’evento. La Biennale rappresenta, quindi, un’occasione unica e preziosa per i partecipanti – espositori, operatori e compagnie artistiche – di incontrarsi e conoscersi, seppur virtualmente. Attraverso l’attività di ATER, cinque compagnie artistiche della regione avranno la possibilità di essere presenti sulla piattaforma: sarà così l’occasione per gli operatori internazionali aderenti a questa edizione di prendere visione di alcune delle loro creazioni e di dialogare con loro, creando importanti momenti di networking. Attraverso il proprio stand ATER dedicherà inoltre ulteriore spazio ad altre realtà culturali regionali, incentivando in questo modo momenti futuri di relazione e promozione.

 

LO STAND VIRTUALE DI ATER

La proposta artistica dello stand ATER a CINARS WEB spazia dalla danza, alla musica, alla prosa, passando in rassegna alcune delle realtà più interessanti e di maggior spicco del panorama culturale regionale, per un totale di 7 compagnie e 14 spettacoli. Nell’ambito di una intensa attività di Networking i rappresentanti di alcune di queste compagnie saranno presenti online e avranno la possibilità di interagire con tanti interlocutori internazionali che partecipano all’evento, altre avranno uno spazio virtuale dedicato e consultabile.

Nell’ambito della danza, troviamo: il duo artistico di Ginevra Panzetti/ Enrico Ticconi e il coreografo Marco D’Agostin. Gruppo insignito di importanti premi di settore, Panzetti&Ticconi sulla piattaforma si presenterà con “Harleking”, mentre Marco D’Agostin, coreografo vincitore del Premio UBU 2018, proporrà “Best regards”. Inoltre, alla vigilia del debutto mondiale i giovani artisti presenteranno congiuntamente le loro recenti creazioni “ARA! ARA! & SAGA”, entrambe selezionate e sostenute dal programma “New Settings” della Fondation d’entreprise Hermès di Parigi.

Per il teatro a CINARS WEB: la oramai consolidata compagnia ravennate Fanny & Alexander, le cui creazioni si caratterizzano per la sperimentazione di metodi e discipline, ha scelto di esporre due progetti originali molto diversi tra loro: “Storia di un’amicizia”, tratto dalla tetralogia “L’amica geniale” – best seller di Elena Ferrante – e “The Garden”, un’installazione video-concerto destinato a spazi teatrali o espositivi.

Presente anche la giovane e talentuosa compagnia bolognese Kepler-452 con “Comizi d’amore”, un progetto di teatro partecipato ispirato a Pier Paolo Pasolini, e con “Lapsus urbano”, performance itinerante con audioguida nata come risposta alle limitazioni imposte dal lungo lockdown.

La ricchezza produttiva musicale della nostra regione è qui rappresentata da uno dei progetti musicali tra i più innovativi dell’odierno panorama europeo: Soqquadro Italiano, che tra i tanti suoi programmi ha scelto di esporre “La Stravaganza” reduce da una tournée in Russia, e l’oramai celebre “Stabat Mater” che a luglio partirà per un tour in Spagna.

Al CINARS WEB non poteva mancare uno spazio speciale dedicato alle realtà più consolidate del panorama della danza regionale e cioè la Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto che segnala la sua ripresa di programmazione e il debutto imminente con “Storie”, coreografia di Diego Tortelli e di Philippe Kratz, e con “Dreamers”, un trittico firmato da Ohad Naharin, Rihoko Sato e Philippe Kratz.

Altra punta di diamante della danza regionale, la MM Contemporary Dance Company segna un ritorno (anche se per ora solo virtuale) in Canada, dove si era esibita più volte nelle scorse stagioni. Allo Stand ATER la compagnia sarà presente con due creazioni: “Love Poems”, un trittico con coreografie di Mauro Bigonzetti, Michele Merola e Thomas Noone; “Carmen/Bolero” con coreografie di Emanuele Soavi e Michele Merola.

Infine, lo stand di ATER includerà una presentazione del progetto “Opera streaming”, primo portale regionale di opera lirica in Italia, con un canale YouTube dedicato su cui vengono trasmesse in streaming le opere dai Teatri dell’Emilia- Romagna.

 

Senso unico alternato domani su ponte Veggia

Senso unico alternato domani su ponte VeggiaSenso unico alternato domani, sabato 22 maggio, sul ponte Veggia per consentire alla squadra operai di mettere in sicurezza i new jersey che impediscono il passaggio pedonale sul marciapiede dissestato. Il senso unico alternato, regolato dagli agenti della Polizia Municipale, sarà in vigore a partire dalle ore 8,30 di domani e fino al termine dei lavori, previsti in massimo tre ore.

Il ministro Patuanelli a Formigine: rivedere il sistema delle assicurazioni contro le calamità

Il ministro Patuanelli a Formigine: rivedere il sistema delle assicurazioni contro le calamitàColazione in acetaia e visita alle antiche batterie di produzione dell’oro nero modenese per il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, che ha fatto visita all’Antica acetaia Andrea Mussini di Formigine assieme ad una folta delegazione parlamentare.

Ad accogliere gli ospiti è stato Andrea Mussini, titolare dell’acetaia e dell’azienda di 15 ettari, di cui 7 dedicati alla produzione di uve divise la produzione di Lambrusco Grasparossa DOP e la produzione di Aceto balsamico tradizionale di Modena. Assieme a Mussini anche il presidente di Confagricoltura Modena Gianfranco Corradi che con il Ministro ha approfondito i temi relativi alle eccellenze del territorio modenese ma ha anche condiviso le preoccupazione degli agricoltori in merito agli sviluppi del settore primario.

“I temi più urgenti da affrontare sono l’eccesso di burocrazia, la mancanza di liquidità delle imprese e la grossa sfida del nuovo piano di sviluppo rurale sul tema dell’ambiente, perché la nuova programmazione dovrà tenere conto delle caratteristiche delle produzioni legate ai territorio in una regione come l’Emilia Romagna con il maggior numero di produzioni DOP-IGP in Italia” – afferma Corradi – “senza dimenticare il rilancio del comparto frutticolo particolarmente martoriato nella nostra provincia”.

Per Confagricoltura è indispensabile scongiurare il taglio di altri frutteti e le conseguenze economiche e occupazionali lungo tutta la filiera, come già anticipato all’Assessore Regionale all’Agricoltura Alessio Mammi durante il vertice dei giorni scorsi a Bologna e presente a Formigine.

Perfettamente in linea la risposta del Ministro Patuanelli, che si è dimostrato d’accordo sul tema dell’obbligatorietà delle assicurazioni contro le calamità naturali – poiché allargare la base degli assicurati permetterà di abbassare i costi – e sull’aumento del contributo pubblico oltre l’80% sul costo della polizza.

La delegazione ha poi raggiunto la Cantina Pedemontana di Formigine per la visita allo stabilimento di produzione e la degustazione di Lambrusco Grasparossa DOP.

Canile e gattile “Punto&Virgola”: “Non sbarazzatevi delle cucciolate!”

Canile e gattile “Punto&Virgola”: “Non sbarazzatevi delle cucciolate!”Un nuovo appello da parte del personale e dei volontari che operano nel canile e gattile intercomunale di Magreta di Formigine “Punto&Virgola”: “Se siete in difficoltà con cucciolate di gatti, chiamateci: noi vi aiuteremo, i piccoli hanno bisogno della loro mamma!”. Questo, per evitare che i cuccioli vengano strappati dalle madri e portati al gattile prima dello svezzamento necessario.

È stato un anno intenso per questa struttura che, nonostante il breve stop forzato alle adozioni agli inizi della pandemia, ha registrato anche nel 2020 numeri positivi. Sono stati 110 i cani dati in adozione o in affido tra gennaio e dicembre scorsi, mentre per i felini le adozioni sono salite a 434, in rapido aumento rispetto alle 290 registrate nel 2019. Numeri importanti, possibili anche grazie all’attività di sensibilizzazione, educazione e incentivo all’adozione svolti da operatori e volontari tramite eventi e social network.

Per ogni pratica di adozione, la struttura prevede un percorso di colloqui di supporto pre e talvolta post affido, oltre a un contatto diretto con le famiglie adottive attraverso un sistema di messaggi, chiamate e scambio di foto e video degli animali. Con l’avvento della pandemia gli incontri post affido sono stati mantenuti telematicamente, a eccezione dei colloqui che hanno richiesto la presenza sul posto di un operatore, avvenuti nel rispetto delle misure di sicurezza. Alla struttura, la cui gestione è affidata alla Cooperativa sociale Caleidos in collaborazione con l’associazione di volontariato “4 Zampe per L’Emilia”, fanno riferimento i comuni di Formigine, Fiorano, Maranello e Sassuolo.

“La priorità rimane sempre il benessere degli animali – commenta l’Assessore per Formigine Città sostenibile 2030 Giulia Bosi – Ringrazio gli operatori e i volontari che si dedicano con entusiasmo ai nostri amici a quattro zampe, seguendo ogni caso con attenzione. Adottare un animale è un passo importante, che restituisce molto di più di quanto richiede. Sono ancora tanti i cani e i gatti in cerca di casa: l’invito è quello di rivolgersi alla struttura, anche solo per una visita conoscitiva”.

Per maggiori informazioni, è possibile contattare Caterina al 349 6700206 per le richieste inerenti ai gatti e al volontariato e Giorgia al 347 7933723 in merito ai cani.

 

 

 

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