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Osservatorio Innovazione Emilia-Romagna – speciale meccanica intelligente

Osservatorio Innovazione Emilia-Romagna – speciale meccanica intelligenteCosa succederà all’economia dell’Emilia-Romagna nel 2021 dopo la dura contrazione dovuta alla crisi covid-19?

Per rispondere, è fondamentale conoscere il potenziale di innovazione di ciascun settore e filiera e valutare azioni mirate di accompagnamento verso la ripresa. Ecco perché è di notevole utilità la fotografia del fenomeno scattata dall’Osservatorio Innovazione Emilia-Romagna che offre dati tra i più aggiornati sulle trasformazioni in atto nei comparti e settori dell’economia.

Curato da CISE – Centro per l’innovazione e lo sviluppo economico, sostenuto dalla Camera di Commercio della Romagna, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna e ART-ER, l’Osservatorio monitora, fin dal 2012, l’evoluzione del fenomeno innovazione nelle sue declinazioni tecnologica, organizzativa, di mercato.

L’edizione 2020 è basata su una analisi rappresentativa di oltre 5.000 imprese emiliano-romagnole con più di un milione di euro di fatturato, stratificate per dimensione e localizzazione territoriale (provincia).

Dopo due open talk nel 2020 (a luglio, sull’open innovation; a novembre sulle competenze per governare la relazione tra uomo e macchina), l’Osservatorio propone un nuovo strumento di comprensione dell’innovazione: gli “speciali” sulle principali filiere dell’economia regionale, curati in collaborazione con il research partner Antares.

Il primo “speciale” un cruscotto di lettura per prodotto e territorio, è dedicato alle filiere della «meccanica intelligente» dell’Emilia-Romagna, ovvero le imprese e i settori che adottano una fusione di tecnologie meccaniche, elettroniche, oleodinamiche e digitali che siamo abituati a ricomprendere nel termine «meccatronica».

Si delinea una «doppia frontiera» innovativa della “meccanica intelligente”. Innanzitutto, l’elevata propensione ai mercati esteri: il 75% circa delle imprese dichiara attività di export. Più di un terzo delle imprese meccatroniche esporta oltre il 50%. Ancora, quasi il 60% delle imprese ha almeno un cliente internazionale fra i primi 3 in ordine di importanza.

In secondo luogo, una maggiore propensione all’innovazione e alla trasformazione digitale: oltre il 40% delle imprese meccatroniche dichiara di affrontare un percorso di questo tipo, contro appena un terzo delle imprese di altro tipo. Le principali tecnologie 4.0 sono MES, COBOT, BIG DATA, SIMULATION, IOT, IA).

Un esame per origine e destinazione dei prodotti meccatronici permette di comprendere come la caratteristica di esposizione su mercati globali contenga, al contempo, elementi di vulnerabilità e di resilienza. Una valutazione di questi fattori appare cruciale nella fase di ripartenza dopo il 2020 e dopo lo shock provocato da Covid-19.

Circa 300 milioni di euro di export (il 40% del totale export della meccanica strumentale) sono vulnerabili a rotture della supply chain a causa di eventi estremi.

L’analisi evidenzia poi come la migliore capacità di ripresa non dipenda soltanto da una diversificazione del portafoglio prodotti/mercati, quanto dal grado di dipendenza da filiere di sbocco meno esposte alla crisi globale.

La meccanica regionale che confluisce nelle costruzioni, infrastrutture e macchine presenta una maggiore vulnerabilità in termini di estensione della supply chain; mentre quella meno vulnerabile è legata al packaging e all’agroalimentare.

Per Alberto Zambianchi, presidente di Unioncamere Emilia-Romagna “La meccatronica è di fatto più di una singola filiera di specializzazione e ricomprende, in regione, meccanica strumentale, macchine per l’agricoltura, mezzi di trasporto. Le imprese della meccatronica rappresentano, perciò, un osservatorio privilegiato per la ‘doppia frontiera’ innovativa: elevata propensione all’export e forte capacità di sintonizzarsi con la trasformazione digitale in atto. Dal report, inoltre, emerge chiaramente come la migliore capacità di ripresa dipenda, non solo da una diversificazione del portafoglio prodotti/mercati, ma anche dal grado di dipendenza da filiere di sbocco meno esposte alla crisi globale”.

I dettagli dell’Osservatorio Innovazione Emilia-Romagna 2020 sono consultabili al sito https://www.ciseonweb.it/osservatorio/2020.

Sulla A13 chiusure notturne del tratto compreso tra Occhiobello e Ferrara nord

Sulla A13 chiusure notturne del tratto compreso tra Occhiobello e Ferrara nordSulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di manutenzione ai giunti del ponte sul fiume Po, in orario notturno, nelle sei notti consecutive di lunedì 15, martedì 16, mercoledì 17, giovedì 18, venerdì 19 e sabato 20 febbraio, con orario 22:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Occhiobello e Ferrara nord, verso Bologna.
Nelle suddette notti, sarà contestualmente chiusa anche l’area di servizio “Po ovest”, situata all’interno del tratto.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Occhiobello, si potrà percorrere la viabilità ordinaria: Santa Maria Maddalena, SS16 adriatica e Via Eridano per poi rientrare sulla A13, alla stazione di Ferrara nord.

 

Prorogata la scadenza del bando per la concessione trentennale di 88 loculi al Cimitero Nuovo cittadino

Prorogata la scadenza del bando per la concessione trentennale di 88 loculi al Cimitero Nuovo cittadinoÈ stato prorogato fino al prossimo 30 aprile il termine ultimo per partecipare al bando di concessione trentennale di 88 loculi al Cimitero Nuovo cittadino.

Ricordiamo, infatti, che è stato pubblicato sul sito internet istituzionale del Comune di Sassuolo, nella sezione bandi e concorsi /bandi di alienazione, il bando pubblico per l’assegnazione di loculi al cimitero in deroga al vigente regolamento di Polizia Mortuaria che consente le concessioni solo in caso di immediato utilizzo.

Il bando intende assegnare n°88 loculi trasversali da un posto situati nella galleria n°2 del corpo “F”, piano terra, del Cimitero Nuovo di Sassuolo.

La concessione avrà durata di 30 anni a decorrere dalla tumulazione o dalla prima tumulazione in caso di loculi binati.  La domanda, reperibile presso l’Urp di piazza Garibaldi, andrà presentata entro e non oltre le ore 12 del 30 Aprile 2021 a Sassuolo Gestioni Patrimoniali srl, Ufficio Protocollo, via Fenuzzi 5. Esclusivamente tramite consegna a mano.

 

 

 

Fiorano Modenese: riparte il progetto Parchi Vivi

Fiorano Modenese: riparte il progetto Parchi Vivi

Parchi Vivi, il percorso di partecipazione per la rigenerazione del Parco di Vittorio di Spezzano, avviato nel 2020, riprende le attività con una seconda fase.

Il nuovo percorso inclusivo, promosso dal Comune di Fiorano Modenese e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con il bando partecipazione, vede il coinvolgimento dell’Istituto Comprensivo “Francesca Bursi”, del Comitato Genitori del Comprensivo di Spezzano, dell’Associazione Lumen A.P.S., dell’Associazione Nazionale Alpini ANA Sezione di Fiorano, di A.S.D. Gruppo Sportivo Spezzanese, portatori di interessi sul territorio, che si erano già fatti promotori dell’intervento precedente, sottoscrivendo con l’amministrazione un Accordo Formale.

Il Comune di Fiorano Modenese si è impegnato a sospendere interventi di natura strutturale nel parco fino alla conclusione del processo di partecipazione.

“Obiettivo del nuovo progetto” dichiara l’assessore all’Ambiente, Davide Branduzzi “è, da una parte approfondire l’esperienza specifica del Parco Di Vittorio, dall’altra quella di generalizzare tale esperienza e renderla praticabile in altri parchi del nostro comune, per consentire alla cittadinanza di riappropriarsi di spazi pubblici fondamentali per l’aggregazione e la socialità, restituendo vitalità e uso quotidiano a luoghi pubblici spesso percepiti come insicuri o degradati”.

Il progetto Parchi Vivi, del quale la riqualificazione del Parco Di Vittorio fa parte, è un insieme di iniziative, attraverso strumenti e metodologie inclusive, con cui l’amministrazione intende perseguire la riqualificazione delle aree verdi comunali attraverso il coinvolgimento dei cittadini in una progettualità condivisa.

La prima fase del percorso, conclusa a fine 2020, ha visto coinvolti i residenti di Spezzano e studenti delle locali scuole Ciro Menotti, che hanno prodotto due modellini del Parco con i desiderata dei più giovani; la ripresa delle attività vuole concretizzare la riprogettazione del parco, allargandone le iniziative e la portata.

Il nuovo percorso si innesta sulle attività sviluppate lo scorso anno, recuperando quanto realizzato dalle scuole con il coinvolgimento del Consiglio Comunale dei Ragazzi, e le iniziative aperte alla cittadinanza e all’associazionismo locale. In questa fase saranno soprattutto sviluppate azioni miranti alla riqualificazione del parco e alla sua rivitalizzazione, coinvolgendo gli attori del territorio per animare l’area verde.

E’ prevista l’integrazione tra i classici strumenti di partecipazione dei cittadini e nuove forme digitali, riducendo il contatto e i rischi connessi alla attuale situazione di pandemia.

Il prossimo appuntamento, dedicato ai portatori d’interessi del territorio, sarà l’apertura del Tavolo di Negoziazione prevista per martedì 2 marzo alle ore 18.30, in forma virtuale.

Per partecipare, si può inviare una email a urbanistica@comune.fiorano-modenese.mo.it

Dalla Regione nuovi aiuti al Terzo settore: al via il secondo bando da oltre 3 milioni di euro per sostenere volontariato e associazioni di promozione sociale

Dalla Regione nuovi aiuti al Terzo settore: al via il secondo bando da oltre 3 milioni di euro per sostenere volontariato e associazioni di promozione sociale
Foto di truthseeker08 da Pixabay

Contrazione della domanda, crescenti difficoltà occupazionali, parziale o completa sospensione delle attività, costi per la riorganizzazione e l’attuazione delle norme per contenere i rischi di diffusione del Covid-19.

Sono solo alcune delle cause di fragilità economico-finanziaria in cui si è venuto a trovare il mondo del Terzo Settore, duramente colpito dall’emergenza socio-sanitaria. Una realtà che in Emilia-Romagna include oltre 8mila organizzazioni, tra quelle regolarmente registrate e quelle affiliate.

Una boccata di ossigeno per le Organizzazioni no-profit che si prendono cura delle persone più fragili, bambini, anziani e disabili, arriva dalla Regione Emilia-Romagna con l’apertura di un secondo bando che mette a disposizione altri 3 milioni di euro, dopo i 3,2 resi disponibili con il primo bando estivo, per coprire le spese sostenute dagli Enti durante il lockdown.

Le risorse, di provenienza statale, provengono dalla quota complessiva dei fondi messi a disposizione delle Regioni dal Ministero del Lavoro e Politiche sociali, in base all’accordo di programma sottoscritto anche con l’Emilia-Romagna. L’obiettivo è proprio quello di dare continuità all’attività ordinaria degli Enti, garantendo l’adeguamento e la prosecuzione di servizi messi a rischio per effetto della pandemia.

Beneficiarie sono dunque le organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale presenti su tutto il territorio, purchè iscritte ai rispettivi registri previsti dalla normativa. I contributi previsti vanno da 2.500 fino a 10.000 euro per ogni realtà, e serviranno per far fronte alle spese sostenute durante l’emergenza: dall’affitto degli immobili all’acquisto di dispositivi di protezione individuale, dall’igienizzazione degli ambienti ai costi per il personale. Per fare domanda, c’è tempo dal 1^ al 31 marzo.

A presentare alla stampa contenuti e finalità del provvedimento, che sarà formalmente approvato lunedì 15 febbraio in Giunta, sono stati oggi in videoconferenza la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein, e l’assessore al Bilancio, Paolo Calvano, che hanno anche ricordato la grande adesione riscossa dal primo bando, la cui graduatoria è stata approvata lo scorso novembre. 675  le realtà del Terzo Settore che hanno potuto ricevere il sostegno della Regione, con un contributo medio riconosciuto di oltre 4.770 euro.

Il Terzo Settore ha svolto e continua a svolgere un’insostituibile funzione per la comunità regionale, anche di supporto a favore della popolazione più vulnerabile, come le persone disabili e non autosufficienti, senza dimora, le famiglie in difficoltà. La Regione Emilia-Romagna conosce e riconosce questo sforzo e la difficile situazione economica che stanno attraversando organizzazioni e associazioni destinando loro ristori per oltre 3 milioni di euro. Abbiamo raccolto il grido di difficoltà di tanti circoli che temono di chiudere, interveniamo per evitarlo. Non lasciamo indietro chi ci aiuta a non lasciare indietro nessuno. L’intervento – sottolinea la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein– si somma già ad altri quattro bandi finanziati dalla Regione nell’ultimo anno in risposta all’emergenza Covid per un totale di risorse stanziate che superano gli 8 milioni. Dall’inizio della pandemia abbiamo fatto fronte senza soluzione di continuità all’emergenza sociale e alla situazione di difficoltà in cui versa anche il Terzo Settore. Non lasciamo indietro chi ci aiuta a non lasciare indietro nessuno”

“Dopo la grande adesione riscossa dallo scorso bando, abbiamo deciso di sostenere con ulteriori fondi un settore fondamentale per la nostra regione, utilizzando criteri che ci hanno anche permesso di allargare la platea dei beneficiari- afferma l’assessore al Bilancio, Paolo Calvano-. Un aiuto concreto per far fronte alle spese sostenute durante l’emergenza, e permettere così agli Enti di quel settore di continuare a prendersi cura della nostra comunità anche quando, finalmente, saremo usciti dall’emergenza”.

Contributi e spese finanziabili

L’intera somma (3.107.276 euro) messa a disposizione dalla Regione attraverso il bando, consentirà agli Enti del Terzo settore di ricevere contributi da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 10mila, nel caso di spese più consistenti.

In particolare, alle associazioni e agli Enti del Terzo settore saranno riconosciute le spese sostenute nel periodo dall’1 settembre 2020 al 15 marzo 2021, riferite alla gestione degli immobili (canoni di affitto, utenze, pulizie e piccole manutenzioni ordinarie strettamente necessarie allo svolgimento delle attività); costi di igienizzazione degli ambienti; acquisto di dispositivi di protezione individuale per gli operatori e per l’attuazione di misure di contrasto alla diffusione del Covid-19. I contributi regionali potranno anche coprire le spese di acquisto di beni e attrezzature entro il valore unitario massimo di 516 euro, acquisizione di beni di consumo e servizi, costi di personale e rimborsi spese ai volontari, esclusivamente riferite alle attività legate all’emergenza sanitaria.

Destinatari

Al bando possono accedere: organizzazioni di volontariato iscritte da almeno sei mesi nel registro regionale e con almeno 15 soci aderenti; associazioni di promozione sociale iscritte da almeno sei mesi nel registro regionale e con almeno 30 soci aderenti; associazioni di promozione sociale con sede in Emilia-Romagna iscritte da almeno sei mesi nel registro nazionale in qualità di enti affiliati e con almeno 30 soci aderenti; le Fondazioni del Terzo settore con sede in Emilia-Romagna iscritte da almeno sei mesi all’anagrafe delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), istituita presso l’Agenzia delle Entrate.

I requisiti di iscrizione di almeno sei mesi e del numero minimo dei soci devono essere accertati alla data di approvazione del bando (15 febbraio 2021).

Modalità e termini per partecipare

Le richieste di contributo dovranno essere presentate per via telematica, sottoscritte dal legale rappresentante e corredate della relativa documentazione, dalle ore 10 del 1^ marzo alle ore 13 del 31 marzo 2021, utilizzando il servizio on-line disponibile entro l’apertura del bando alla pagina del sito web Ersociale: https://sociale.regione.emilia-romagna.it/terzo-settore/bandi/ compilando la modulistica e corredandola degli allegati previsti.

Per l’accesso alla piattaforma on-line, è necessario dotarsi di un’ identità digitale di persona fisica Spid o Federa, con livello di affidabilità alto.

Agricoltura, la Regione investe su filiere agroalimentari e ambiente

Agricoltura, la Regione investe su filiere agroalimentari e ambienteUn’agricoltura sempre più intelligente, che spinge su svolta green e digitale per produrre con un minore impatto sull’ambiente e vantaggi per le imprese. Il braccio per far arrivare sui campi le nuove idee della ricerca sono i Goi, i Gruppi operativi per l’innovazione ovvero le partnership tra aziende agricole, università e centri di ricerca. Complessivamente i Gruppi finanziati dal Programma di sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna sono 204, a cui si aggiungono i 51 progetti pilota di filiera.

A loro è rivolto l’ultimo bando varato nell’ambito della misura 16.1 del Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 che finanzia i progetti che puntano a migliorare la produttività e la sostenibilità dell’agricoltura.
La graduatoria, approvata dalla Regione, premia 25 progetti per un finanziamento complessivo di circa 5 milioni di euro a fronte di un importo richiesto iniziale di quasi 21 milioni di euro.
I progetti approvati sono così suddivisi: sette nel settore ortofrutticolo, vitivinicolo e altre produzioni vegetali, cinque nel suinicolo, avicolo, uova e altre produzioni animali, quattro nel lattiero caseario, quattro nel settore dei seminativi, sementiero oleoproteaginose, foraggere e infine cinque per la ricerca su nuovi materiali riciclabili e imballaggi plastic free.

“Complessivamente- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi – l’investimento della Regione Emilia-Romagna per i Goi è di oltre 50 milioni di euro: il 4,6% della spesa totale del Programma di sviluppo rurale, ben al di sopra della media italiana delle Regioni ferma all’1,7%. Si tratta di interventi mirati per rafforzare la competitività dei produttori, l’adattamento ai cambiamenti climatici delle produzioni, l’agricoltura sostenibile e lo sviluppo di servizi di filiera e logistica, tecniche innovative plastic free fino alla robotica per l’agricoltura, anticipando temi che saranno presenti nella prossima programmazione comunitaria”.

Si studiano misure a sostegno delle attività commerciali di Maranello

Si studiano misure a sostegno delle attività commerciali di MaranelloMuoversi lungo tre direttrici principali: agevolazioni sulle imposte locali, solleciti a Regione e Governo per un’erogazione più efficace dei ristori e una serie di azioni finalizzate al rilancio del turismo, dal quale dipende un indotto decisivo per le attività commerciali maranellesi. E’ l’obiettivo di un ordine del giorno approvato nei giorni scorsi dalla giunta, che si è così impegnata formalmente a mettere in campo, in  base alle proprie competenze, interventi coordinati a sostegno dei commercianti locali, con azioni dirette e creando le condizioni migliori per il rilancio. Il tutto in concomitanza con il tavolo attivato sugli stessi temi insieme agli altri Comuni dell’Unione del Distretto Ceramico, utile ad uniformare queste iniziative sull’intera area.

“Comprendiamo bene – spiega il sindaco Luigi Zironi – quali siano le difficoltà dei commercianti, di chi lavora nella ristorazione ma non solo, e questa proposta ribadisce in modo inequivocabile che l’amministrazione è dalla loro parte, che la nostra attenzione è rivolta innanzitutto alla loro condizione, ormai drammatica. Per questo, proprio per essere più concreti possibile, come Comune intendiamo sfruttare subito e al massimo i nostri margini di manovra, da una parte riducendo le imposte locali e dall’altra stimolando la ripresa del commercio con politiche attive che rendano il territorio sempre più attrattivo. Non sarà la soluzione di tutti i problemi, ma un tassello alla volta potremo creare le condizioni migliori per ripartire con la massima spinta, non appena la pandemia ci darà tregua”.

Tra le proposte allo studio in ambito fiscale – in buona parte già sviluppate nel corso del 2020 e condivise al tavolo d’Unione – l’odg annovera l’esonero dalla Cosap, la riduzione della Tari (nei termini consentiti da Arera), eventuali ristori per gli esercizi esclusi finora da quelli regionali e statali, più la sospensione del pagamento degli affitti relativi a locali di proprietà comunale.

Riguardo al rilancio del settore turistico, il documento individua invece tra le azioni più efficaci il potenziamento delle due piattaforma web ‘Maranello +’, dedicata al turismo locale, e ‘Shop Maranello’, che garantisce ai negozi maranellesi una vetrina digitale utilizzabile anche per l’e-commerce. Alle quali si affiancherà lo sviluppo di nuove iniziative insieme all’associazione ‘Città dei Motori’.

“Stiamo approfittando di questo periodo di stallo del settore per farci trovare pronti, rinnovati e ancora più competitivi al momento giusto – sottolinea Mariaelena Mililli, vicesindaco  nonché assessore al Turismo e al Commercio – e sappiamo bene quanto sia importante per il commercio e la ristorazione l’indotto che deriva dai turisti. Avremo senz’altro la possibilità di recuperare in tempi più stretti se collaboreremo tutti assieme: l’amministrazione, così come la collettività che essa rappresenta, condivide gli stessi obiettivi degli esercenti locali. Serve coesione per arrivare a soluzioni tangibili: le stiamo studiando assieme agli altri Comuni dell’Unione, con l’intento di dare anche omogeneità territoriale alle nostre azioni di supporto”.

L’odg pone grande attenzione anche sulle sinergie con lo IAT Terra di Motori e con il Consorzio Terra del Mito, sul potenziamento del progetto ‘Benvenuto Turista’, nonché sul dialogo con le associazioni di categoria per la promozione delle nostre eccellenze e la creazione di nuove opportunità turistiche, anche integrando interventi del Comune sulla mobilità sostenibile e sulla programmazione di eventi.

Il documento formalizza inoltre l’intenzione della giunta di valutare l’istituzione di un fondo per le imprese del settore turistico, e a proseguire con decisione – anche facendo massa critica con altri enti locali – con i solleciti al Governo e alla Regione per ristori più ingenti e tempestivi alle attività più colpite dalla crisi.

Lo stesso odg, sviluppato assieme ai tre gruppi di maggioranza – Pd, ‘Maranello in Testa’ e ‘L’Italia del Futuro’ – ha tenuto conto della sensibilità dimostrata dai gruppi di opposizione ‘Fratelli d’Italia-Evoluzione Maranello’ e ‘Gruppo Misto’ per il settore della ristorazione. E verrà ora proposto lunedì sera anche in Consiglio comunale per una piena condivisione di tutte la forze politiche maranellesi.

Trovato con 450 grammi di marijuana, spacciatore sassolese arrestato e condannato per direttissima

Trovato con 450 grammi di marijuana, spacciatore sassolese arrestato e condannato per direttissimaAncora un arresto per spaccio, in flagranza di reato, da parte del nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Sassuolo. Martedì scorso, 9 febbraio, gli agenti della Polizia Locale, al termine di accurate attività di indagine, hanno infatti tratto in arresto un cinquantenne nato e residente a Sassuolo, S.A. le sue iniziali, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, colto nella flagranza di spaccio di Marijuana. Gli agenti hanno sequestrato 450 grammi della sostanza stupefacente, oltre alla somma di € 1.000 in contanti, presumibile provento dell’attività di spaccio, ed un telefono cellulare.

Giudicato per direttissima il giorno dopo, mercoledì 10 febbraio, l’arrestato è stato condannato ad un anno e due mesi di reclusione, oltre ad una multa di € 1.400,00.

“E’ l’ennesimo arresto eseguito per spaccio di sostanze stupefacenti grazie al lavoro degli agenti della Polizia Locale che ringrazio – commenta il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – ed a Hector: il cane antidroga il cui acquisto si sta confermando, giorno dopo giorno, determinante per la lotta allo spaccio in città. Gli agenti della Polizia Locale di Sassuolo stanno intensificando sempre di più i controlli volti a prevenire e contrastare i reati in città, non solo lo spaccio di stupefacenti, affinchè il messaggio a chi delinque sia chiaro: a Sassuolo non troverà terreno fertile ma persone determinate a contrastarlo”.

 

Dal 15 febbraio tornano orari e aperture pre-covid in altri 7 uffici postali della provincia di Modena

Dal 15 febbraio tornano orari e aperture pre-covid in altri 7 uffici postali della provincia di ModenaPoste Italiane prosegue nel graduale e costante ripristino dell’offerta dei servizi su tutto il territorio nazionale, con un progressivo ampliamento dell’operatività degli uffici Postali, pur nell’attuale emergenza pandemica. Dopo le riaperture del 18 gennaio scorso, a partire dal 15 febbraio, altri sette uffici postali in provincia di Modena torneranno infatti a operare secondo i tradizionali orari e giornate di apertura al pubblico pre-pandemia.

In particolare verrà ripristinata l’apertura pomeridiana fino alle 19.05 dal lunedì a venerdì negli uffici postali di Maranello e Fiorano Modenese. Sarà estesa da tre a sei giorni alla settimana l’apertura nelle sedi di Magreta (Formigine), Solignano (Castelvetro di Modena) e San Michele dei Mucchietti (Sassuolo), mentre tornerà da uno a tre giorni alla settimana (martedì, giovedì e sabato) l’apertura degli uffici di Cortile (Carpi) e Montagnana di Modena (Serramazzoni).

Poste Italiane precisa di avere adottato tutte le misure di sicurezza finalizzate a contenere la diffusione del covid-19, come, ad esempio, l’installazione di pannelli schermanti in plexiglass nelle sedi con il bancone aperto, il posizionamento di strisce di sicurezza e stalli per il distanziamento e accurate procedure di sanificazione per tutelare la salute dei dipendenti e dei cittadini. Il personale che opera allo sportello e in sala consulenza è stato dotato di mascherine, guanti e gel disinfettante.

Per evitare possibili assembramenti, l’Azienda coglie l’occasione per rinnovare l’invito a rivolgendosi agli uffici postali esclusivamente per operazioni essenziali e indifferibili e ad utilizzare, quando possibile, gli altri canali di accesso ai servizi messi a disposizione da Poste Italiane, come gli ATM Postamat, le App “Ufficio Postale”, “BancoPosta”, “Postepay” e il sito www.poste.it.

Outlook: The Sound of Science, a cura di Alessandro Caviglia, Responsabile Investimenti di Cordusio SIM

Outlook: The Sound of Science, a cura di Alessandro Caviglia, Responsabile Investimenti di Cordusio SIMLa prospettiva che le campagne di vaccinazione offrano una soluzione medica alla pandemia nel corso dell’anno, consentendo il tanto agognato ritorno alla normalità, sta già avendo i primi effetti sui mercati finanziari. Cresce in modo costante la quantità di persone vaccinate, ma ci vorrà ancora molto tempo prima di ottenere una protezione sufficiente, per non parlare dell’immunità di gregge.

I mercati azionari, intanto, hanno chiuso il 2020 con un finale conciliante e i mercati probabilmente continueranno a sostenere la rotazione sulle azioni Value/cicliche. Noi confermiamo il nostro orientamento strategico verso i titoli tecnologici e farmaceutici: i trend di lungo termine erano già a favore di questi settori e che vengono ulteriormente adesso rafforzati.

Il contesto della politica monetaria contribuirà a determinare l’andamento del mercato nel corso dell’anno. Le banche centrali hanno svolto ancora una volta un ruolo sostanziale nella stabilizzazione dell’economia nel 2020 e, in previsione, il graduale ridimensionamento dei programmi di acquisto non avverrà troppo in fretta.

Intanto, l’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19 ha fatto riemergere la questione dello sviluppo sostenibile nei mercati finanziari che tende quindi ad assumere un ruolo ancora più centrale.  Questa, a nostro avviso, potrebbe essere una buona notizia per i mercati azionari.

La pandemia ci ha poi insegnato che alle principali domande che riguardano il futuro bisogna rispondere con il progresso scientifico e tecnologico. In periodi di crisi la rinuncia e la limitazione delle libertà personali possono essere usate come misure di emergenza temporanee per scongiurare i maggiori rischi, ma lo sviluppo socialmente sostenibile può essere ottenuto solo grazie al progresso tecnologico, ad esempio attraverso una mobilità efficiente dal punto di vista energetico e neutrale dal punto di vista climatico.

Anche in questo campo, l’Europa vanta un’ottima posizione ed è per questo che siamo fiduciosi e vediamo buone opportunità per investire in modo sostenibile e redditizio anche sulle società europee.

Il Vecchio Continente  ha abbandonato il mantra dell’austerità per aderire al piano di espansione fiscale globale, i deficit e le regole sul debito sono stati (temporaneamente) sospesi e gli impressionanti piani di spesa del Next Generation EU sono pronti per essere implementati.

I recenti eventi italiani mostrano chiaramente come il programma EU NEXT Generation possa influire sulle dinamiche politiche interne. Sembra confermarlo il sostegno quasi plenario dei partiti italiani a Mario Draghi, di recente incaricato di creare un nuovo Governo.

La BCE e il sistema delle banche centrali nazionali sono i principali acquirenti e detentori di titoli di Stato dell’Eurozona. La quantità di denaro che viene immessa adesso nell’economia mediante l’acquisto di titoli è addirittura superiore a quella del quantitative easing della presidenza Draghi. Qualsiasi posizione corta che potrebbe trarre vantaggio da un consistente ampliamento degli spread si troverebbe a fronteggiare i continui acquisti mensili della BCE. E scommettere contro una banca centrale è come sfidare un avversario che dispone di munizioni infinite.

 

 

Tra lunedì 15 e giovedì 18 febbraio chiusi alcuni tratti sulla A1

Tra lunedì 15 e giovedì 18 febbraio chiusi alcuni tratti sulla A1Sulla A1 Milano-Napoli Panoramica, sono in corso attività di assessment e monitoraggio infrastrutturale, così come stabilito dalle Linee Guida emanate dal MIT, dalle 22:00 di lunedì 15 alle 18:00 di giovedì 18 febbraio, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura:

  • sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con la A1 Direttissima e Roncobilaccio, verso Bologna.
    Si precisa che l’area di servizio “Roncobilaccio est” sarà utilizzabile per chi entra dalla stazione di Roncobilaccio.
    Il collegamento tra Firenze e Bologna sarà comunque garantito attraverso la A1 Direttissima;
  • sarà chiuso il tratto compreso tra Pian del Voglio e l’allacciamento con la A1 Direttissima Località Aglio, verso Firenze.

Inoltre, sarà chiusa l’area di servizio “Roncobilaccio ovest”, situata all’interno del suddetto tratto.
Il collegamento tra Bologna e Firenze sarà comunque garantito attraverso la A1 Direttissima.

Centinaia di auto intestate a prestanome. Scoperti e denunciati dalla Polizia Locale di Formigine

Centinaia di auto intestate a prestanome. Scoperti e denunciati dalla Polizia Locale di FormigineTutto è iniziato a Ottobre 2020 quando la Polizia Locale di Formigine ha ricevuto una denuncia per un tentato furto di un orologio avvenuto a Formigine. Nel corso delle indagini emergeva che il veicolo utilizzato dai ladri risultava essere di proprietà di un uomo  che sulla carta risultava essere commerciante di auto, ma in realtà non era altro che un prestanome.

Le indagini hanno avuto sviluppi inaspettati e hanno così consentito alla Polizia Locale di Formigine di denunciare per truffa e falso in atto pubblico cinque cittadini, italiani e stranieri, che avevano il fulcro dei loro traffici tra le città di Bergamo e Monza: dietro ad un’attività commerciale puramente di facciata, facevano da prestanome a numerosi clienti che necessitavano di veicoli “puliti” da utilizzare anche per commettere reati senza essere rintracciati.

Da accertamenti tramite la Guardia di Finanza di Modena risultava che questi soggetti, pur traendo lauti guadagni dalle intestazioni fittizie, non versavano alcuna imposta allo Stato, ciò a riconferma del fatto che il commercio di automobili era solo un espediente per coprire l’attività illecita di prestanome.

In particolare, gli indagati hanno ripetutamente indotto in errore la Motorizzazione Civile ed il Pra (Pubblico registro automobilistico), dichiarando falsamente, in virtù dell’attività commerciale svolta, di essere proprietari di centinaia e centinaia di autoveicoli che in realtà erano nella concreta disponibilità di altri individui intenzionati a rimanere nascosti.

Dall’indagine si evincerebbe che i soggetti, fornendo i propri dati anagrafici e procurando la necessaria documentazione ad Agenzie Pratiche Auto compiacenti, intestavano così i veicoli alle loro ditte individuali, usufruendo di risparmi e agevolazioni sul passaggio di proprietà, ma poi li lasciavano di fatto nella disponibilità di altre persone che avevano tutto l’interesse nel rimanere sconosciute. Infatti risulterebbe che varie auto intestate a prestanome siano state utilizzate per commettere reati contro il patrimonio.

Inoltre le la Polizia Locale ha scoperto che due di questi personaggi erano percettori di reddito di cittadinanza, pur non avendone titolo, pertanto sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria competente per territorio e sono stati  segnalati all’Inps per la revoca del contributo e la restituzione di quanto già percepito fino al quel momento.

Nel frattempo le autovetture intestate agli indagati sono state radiate ovvero cancellate dal Pra per intestazione fittizia. Tutte le automobili in circolazione sul territorio nazionale o europeo, in caso dovessero essere ritrovate, saranno tempestivamente sequestrate.

Sassuolo, Simeone e Balestrazzi (PD): “Bene investimenti su rotaia”

Sassuolo, Simeone e Balestrazzi (PD): “Bene investimenti su rotaia”“Come rappresentanti dei circoli del Pd di Sassuolo e di quello di Casalgrande siamo orgogliosi che la nostra Regione sia guidata da un Centro-Sinistra con forte matrice ambientalista: la mobilità di persone e merci è un fattore determinante per la qualità della vita delle nostre comunità non sempre adeguatamente considerato. Pensiamo ad esempio all’Amministrazione leghista del Comune di Sassuolo che autorizza parcheggi che contribuiscono al degrado monumentale davanti a Palazzo Ducale al solo scopo di mettere una pezza alla malagestione cittadina, senza prevedere un piano a medio lungo termine per la città, ma inseguendo solo consenso facile e immediato”. Affermano Filippo Simeone Pd di Sassuolo e di Matteo Balestrazzi Pd di Casalgrande.

“L’inquinamento nella Pianura Padana è causato principalmente dal transito di milioni e milioni di mezzi su gomma e nel nostro territorio gli esempi che possiamo vedere in prima persona non mancano! Non è un caso che durante il periodo di completo lockdown per via della pandemia i valori di polveri sottili e altri agenti tossici registrati erano ai minimi storici. Dato che non si può pensare di vivere dentro un lockdown perenne, ma che contemporaneamente vogliamo respirare aria salubre che non infici la salute delle persone e non aumenti il tasso di mortalità, l’investimento strutturale su rotaia è fondamentale! Fatto questo primo passo in avanti e dando la possibilità ai cittadini e alle cittadine di poter usufruire di un mezzo che sostituisca la propria automobile con uno non inquinante ed efficiente allo stesso modo, perché veloce e diffuso in modo capillare, allora si potrà cambiare anche la mentalità e lo stile di vita. Questo investimento servirà a collegare i ritmi dinamici delle nostre economie e il diritto alla salute dei cittadini di oggi e di domani. E’ solo il primo step e noi ci saremo per continuare su questa linea ambientalista e di rigenerazione urbana.” “Personalmente – continua Simeone – ritengo che l’ottimo lavoro svolto nella provincia di Reggio Emilia lo si possa riprodurre anche in quella di Modena, dove già negli ultimi anni sono avvenuti miglioramenti e sostituzione dei mezzi inquinanti, ma serve pensare a collegamenti integrati tra i vari distretti industriali per agevolare merci e persone nella circolazione. Penso ad esempio a un collegamento veloce tra la città di Sassuolo con Modena, Carpi e Bologna alternativo alla Tangenziale Nord. Anche all’interno del territorio delle Unioni dei Comuni è necessario pensare all’interconnessione con mezzi pubblici green alternativi all’uso dell’automobile”, concludono i rappresentanti PD.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 13 febbraio

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 13 febbraioAl mattino sereno in pianura, con residua nuvolosità lungo il settore appenninico centro-orientale. Deboli nevicate nelle prime ore del mattino sull’appennino orientale e Riminese in rapido esaurimento. Nel pomeriggio generali condizioni cielo sereno o poco nuvoloso. Temperature in diminuzione: minime comprese tra i 0 gradi del settore costiero e -3 gradi della pianura emiliana con formazione di gelate. Massime comprese tra 1 e 3 gradi. Venti moderati o forti da nord-est con rinforzi su mare, settore costiero e rilievi. Mare molto mosso, agitato al largo.

(Arpae)

Tra venerdì e sabato chiusi due tratti Sulla A1

Tra venerdì e sabato chiusi due tratti Sulla A1Sulla A1 Milano-Napoli Panoramica, è prevista la chiusura del tratto compreso tra l’allacciamento con la A1 Direttissima (km 262+200) e Rioveggio (km 222+700) verso Bologna e tra Rioveggio (km 222+700) e Località Aglio (km 255+450) verso Firenze, dalle 10:00 di venerdì 12 alle 12:00 di sabato 13 febbraio.
Saranno contestualmente chiuse le aree di servizio “Roncobilaccio est” e “Roncobilaccio ovest”, situate all’interno dei tratti.

Rilanciamo insieme i distretti regionali della moda e del calzaturiero: l’assessore Vincenzo Colla convocherà aziende, sindacati e istituzioni

Rilanciamo insieme i distretti regionali della moda e del calzaturiero: l’assessore Vincenzo Colla convocherà aziende, sindacati e istituzioni“Convocherò a breve le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali e i sindaci dei Comuni dei distretti regionali della moda e del calzaturiero per predisporre insieme una piattaforma per programmare un rilancio di questa importante filiera”. Lo ha annunciato questa mattina l’assessore allo Sviluppo economico all’incontro del Tavolo per l’imprenditoria della Romagna faentina, convocato per discutere le ricadute e le opportunità dopo l’approvazione del nuovo “Patto per il lavoro e per il clima” e del Bilancio 2021-2023 della Regione.

La convocazione annunciata dall’assessore è conseguente alla richiesta di un Tavolo regionale per il settore della moda, arrivata lo scorso 3 febbraio con l’approvazione di una risoluzione all’unanimità in Assemblea legislativa regionale.

“Quella del tessile, abbigliamento e calzaturiero è una filiera fondamentale per l’economia regionale e oggi è particolarmente in difficoltà a causa della pandemia- ha detto nel corso dell’incontro l’assessore Colla-. I segni meno davanti ai numeri di crescita, fatturato, ordinativi e occupazione ci dicono che questo è il settore manufatturiero più colpito dalla crisi, proprio mentre sta vivendo un grande cambiamento inedito per la filiera, anche in un’ottica green, che riguarda i materiali, i filati, la conceria”.

“Non possiamo restarne fuori e d’altra parte siamo bravissimi nel design e nell’intelligenza delle mani, che ci consentono di realizzare pezzi unici che si vendono in tutto il mondo- ha aggiunto l’assessore Colla-.  Quella filiera va rilanciata non solo perché è un settore fondamentale dell’economia emiliano-romagnola che porta la bellezza, la creatività e il made in italy nel mondo, ma anche perché lì sono coinvolte tante aziende artigiane caratterizzate da una forte presenza femminile”.

“Ho molto apprezzato il lavoro che è stato realizzato con il Progetto Carpi, coinvolgendo insieme al tessuto economico e sociale del distretto anche importanti economisti e sociologi come Mosconi e Panerari, così come le analisi elaborate dai territori di San Mauro Pascoli e di Rimini- ha concluso Colla-.  L’idea di investire nell’economia della conoscenza come base per riprogettare il sistema produttivo e garantire una tenuta sociale, ad esempio, è anche la prima direzione che come Regione ci siamo dati per uscire prima e meglio dalla crisi, come abbiamo scritto nel Patto per il Lavoro e per il Clima. Di sicuro quelle analisi e considerazioni saranno utili alla discussione che intendiamo fare, per creare una piattaforma capace di rilanciare la filiera del fashion, anche facendo alleanze con altre regioni, posizionandoci in relazione al Governo e ai nuovi strumenti di finanziamento”.

Coronavirus, oggi (11/2) su oltre 27.700 tamponi effettuati, 1.345 nuovi positivi in regione (4,9%). 71 decessi

Coronavirus, oggi (11/2) su oltre 27.700 tamponi effettuati, 1.345 nuovi positivi in regione (4,9%). 71 decessiI casi di positività al Coronavirus oggi sono 1.345 in più rispetto a ieri, su un totale di 27.703 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 4,9%.  Dall’inizio dell’epidemia in Emilia-Romagna si sono registrati 231.415.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, oltre che gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. Con la nuova versione aggiornata è possibile sapere anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 275.143 dosi, di cui 2.740 oggi; sul totale, 124.047 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 513 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 461 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 620 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,1 anni.

Sui 513 asintomatici, 321 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 42 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 19 con gli screening sierologici, 8 tramite i test pre-ricovero. Per 123 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 310 nuovi casi; poi Modena (220), Rimini (160), Reggio Emilia (142), Ferrara (107). Seguono Imola (98), Parma (76), Ravenna (75), Forlì (68), Cesena (58) e, infine, Piacenza (31).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.619 tamponi molecolari, per un totale di 3.137.026.A questi si aggiungono anche 193 test sierologici e 12.084 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.308 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 180.721.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 40.672 (-1.034 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 38.591 (-997), il 94,9% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 71 nuovi decessi: 6 a Piacenza (4 donne, rispettivamente di 74, 82, 93, 95 anni, e 2 uomini, di 57 e 85 anni); 2 in provincia di Parma (un uomo e una donna, entrambi di 82 anni); 9 a Reggio Emilia (5 donne – di 84, 85, 91, 93, 97 anni – e 4 uomini, di 69, 79, 81, 85 anni); 2 nella provincia di Modena (2 donne, di 97 e 99 anni); 15 in provincia di Bologna (9 donne – rispettivamente di 56, 62, 70, 77, 78, 89, 90, 93, 97 anni – e 6 uomini, di 72, 75, 80, 79, 82 e 86 anni); 3 nel ferrarese (tutti uomini, di 73, 80 e 90 anni); 3 in provincia di Ravenna (2 donne, di 83 e 85 anni, e un uomo di 76); 18 in provincia di Forlì-Cesena (9 donne – rispettivamente di 78, 83, 85, 86, 88, 92, 95, 97, 101 anni – e 9 uomini: 73, 75, 78, 83, 2 di 85, 2 di 87 anni e un 91enne, quest’ultimo deceduto però a Rimini); 12 nel riminese (7 donne – rispettivamente di 76, 78, 81, 2 di 83, 89, 90 anni – e 5 uomini, di 78, 87, 88, 89, 96 anni). Tra i decessi registrati, ce n’è anche uno di una cittadina non residente in Emilia-Romagna: si tratta di una donna di 84anni, originaria di Como, deceduta a Piacenza.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.022.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 178 (-5 rispetto a ieri), 1.903 quelli negli altri reparti Covid (-32).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 11 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 10 a Parma (invariato), 20 a Reggio Emilia (+1), 36 a Modena (-2), 42 a Bologna (-2), 13 a Imola (-1), 23 a Ferrara (+1), 4 a Ravenna (invariato), 1 a Forlì (-2), 3 a Cesena (invariato) e 15 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 19.020 a Piacenza (+31 rispetto a ieri, di cui 19 sintomatici), 16.045 a Parma (+76, di cui 60 sintomatici), 30.378 a Reggio Emilia (+142, di cui 82 sintomatici), 40.538 a Modena (+220 , di cui 142 sintomatici), 45.911 a Bologna (+310, di cui 211 sintomatici), 7.662 casi a Imola (+98, di cui 58 sintomatici), 13.585 a Ferrara (+107, di cui 34 sintomatici), 17.361 a Ravenna (+75, di cui  44 sintomatici), 8.830 a Forlì (+68, di cui 58 sintomatici), 10.187 a Cesena (+58, di cui 34 sintomatici) e 21.898 a Rimini (+160, di cui 90 sintomatici).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati, sono stati eliminati 6 casi, positivi a test antigenico ma non confermati da tampone molecolare. Sono stati inoltre eliminati 2 casi, sempre comunicati nei giorni precedenti, in quanto giudicati non Covid-19.

Le ore di lavoro perse a causa della pandemia convertite dalle aziende in formazione per i lavoratori: partenza sprint in Emilia-Romagna

Le ore di lavoro perse a causa della pandemia convertite dalle aziende in formazione per i lavoratori: partenza sprint in Emilia-RomagnaQuasi 155 mila ore di formazione, 2.390 lavoratori interessati, 32 imprese dell’Emilia-Romagna coinvolte con altrettanti accordi sottoscritti da sindacati e rappresentanti dei lavoratori.

Sono i primi dati relativi alle aziende emiliano-romagnole che fino ad oggi hanno ottenuto il parere positivo della Regione per accedere al ‘Fondo nuove competenze’, opportunità rivolta alle le imprese che, a fronte della necessità di ridurre le ore di lavoro a causa della pandemia, offrono ai loro dipendenti l’opportunità di formarsi. Una opportunità che permette di ridurre l’orario di lavoro senza costi a carico dell’impresa e dei lavoratori, e che tale riduzione possa permettere ai lavoratori di formarsi in attuazione di un piano formativo approvato da un accordo sindacale.

Il Fondo nuove competenze è un contributo a fondo perduto destinato alle aziende, pubbliche e private, che vogliono investire sulla formazione dei propri dipendenti permettendo alle imprese di rimodulare l’orario lavorativo destinando parte delle ore alla formazione, per lo sviluppo delle competenze del lavoratore. La misura è stata istituita dal Governo, d’intesa con la Conferenza Regioni e province autonome, è gestita da Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, e prevede uno stanziamento complessivo sul territorio nazionale di oltre 730 milioni di euro.

“Già i primi dati dimostrano che l’Emilia-Romagna crede nelle opportunità offerte dal Fondo -ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla-. Un esempio virtuoso di politiche attive, perché qualificano i lavoratori fornendo loro le nuove competenze attraverso un’alfabetizzazione e rigenerazione dei saperi nei processi produttivi. Proprio per questo è uno strumento pienamente adeguato alla fase di cambiamento che abbiamo davanti, rappresentando una grande operazione per il rilancio e la competitività del sistema economico. La risposta che stiamo rilevando da parte delle imprese emiliano-romagnole dimostra che sarà necessario pensare a un suo rifinanziamento, perché l’investimento pubblico nel sapere e nelle conoscenze è sempre un moltiplicatore positivo, i cui risultati si vedono solo nel medio-lungo periodo, ed è fondamentale per non arretrare e governare il cambiamento tecnologico”.
Il Fondo, potrà essere incrementato con ulteriori risorse messe a disposizione dai Programmi operativi del Fondo sociale europeo, dal Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori e dai Fondi paritetici interprofessionali.

Il Fondo
I costi dei percorsi formativi vengono interamente coperti dai finanziamenti, grazie ai quali sarà possibile anche avviare percorsi di ricollocazione dei lavoratori. I datori di lavoro vengono dunque remunerati con il costo del personale, comprensivo dei contributi previdenziali e assistenziali. A beneficiarne non sono soltanto le imprese, ma tutti i datori di lavoro privati con dipendenti che applicano il Contratto collettivo nazionale del lavoro.
L’agevolazione è quindi accessibile anche per i liberi professionisti che abbiano lavoratori dipendenti da destinare alle iniziative di formazione.

In A14 chiusa per una notte la stazione di Bologna Fiera

In A14 chiusa per una notte la stazione di Bologna FieraSulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di manutenzione della segnaletica verticale, previsti in orario notturno, dalle 21:00 di questa sera giovedì 11 alle 6:00 di venerdì 12 febbraio, sarà chiusa la stazione di Bologna Fiera, in uscita per chi proviene da Pescara/Ancona.
In alternativa si consiglia di uscire alla stazione di Bologna San Lazzaro, sulla stessa A14, o di Bologna Arcoveggio, sulla A13 Bologna-Padova.

Maltempo, la Regione a fianco dei Comuni montani colpiti dalle forti nevicate di dicembre e gennaio

Maltempo, la Regione a fianco dei Comuni montani colpiti dalle forti nevicate di dicembre e gennaioLa Regione decide di non lasciare soli i Comuni dell’Appennino. Dopo le forti nevicate di dicembre e gennaio, le Amministrazioni hanno fatto una valutazione delle spese sostenute e, in particolare alle voci “spalatura neve” e “salatura strade”, il conto è risultato alto.

Da qui la decisione di intervenire per coprire almeno in parte le ingenti spese sostenute: sono previsti fondi per un milione e mezzo di euro.

“Siamo perfettamente a conoscenza del momento di grave difficoltà che stanno vivendo i sindaci della montagna- spiegano gli assessori regionali alla Montagna e al Bilancio Barbara Lori e Paolo Calvano– . Grazie alla consueta e costante collaborazione con l’Unione Comuni, Comunità, Enti Montani regionale (Uncem), abbiamo attivato un tavolo di confronto che dia la dimensione dei costi sostenuti. La situazione che emerge oggi è preoccupante. La Regione è pronta a cercare soluzioni per contribuire almeno in quota parte alle spese straordinarie affrontate dai Comuni”.

“Si tratta- chiudono Lori e Calvano- di misure concrete che saranno più dettagliatamente definite nei prossimi mesi”.

Scuola: la provincia di Modena al primo posto in regione per numero di studenti che hanno scelto un tecnico

Scuola: la provincia di Modena al primo posto in regione per numero di studenti che hanno scelto un tecnicoCrescono gli iscritti al primo anno degli istituti superiori modenesi, soprattutto ai tecnici e in base alle previsioni proseguirà anche il prossimo anno scolastico il trend in aumento del numero complessivo degli iscritti; per garantire gli spazi, la Provincia sta investendo risorse significative, ma nonostante questo sforzo in alcuni istituti modenesi, dove la crescita risultata maggiore, i dirigenti scolastici devono ricollocare una parte residuale dei nuovi iscritti in altri istituti che propongono analoghi percorsi formativi.

La provincia di Modena risulta al primo posto in regione per numero di studenti, 2.832, ragazzi che hanno scelto un istituto tecnico per il prossimo anno scolastico, superando per la prima volta anche Bologna; si conferma, quindi, l’interesse degli studenti modenesi per la formazione tecnica e professionale, in misura maggiore rispetto al dato nazionale e regionale; gli  iscritti in prima alle superiori nel modenese salgono così a 7.236, in aumento rispetto allo scorso anno scolastico.

Gli studenti superiori nel modenese sono in costante crescita: quest’anno sono oltre 34.600 suddivisi in 1.490 classi con un aumento in dieci anni di quasi sei mila studenti e 330 classi, in pratica sei istituti in più di medie dimensioni; e per il prossimo anno scolastico dalle stime sulla popolazione scolastica è previsto un ulteriore incremento.

Per far fronte a questo fenomeno, comune a livello regionale ma che a Modena risulta ancora più accentuato, e garantire gli spazi necessari, la Provincia in questi ultimi anni ha investito oltre 15 milioni di euro solo in ampliamenti, con interventi al Venturi, Tassoni, Fermi, Cattaneo e Barozzi di Modena, Meucci di Carpi, Spallanzani di Castelfranco Emilia; in precedenza erano stati ampliati i poli scolastici a Sassuolo e Carpi e nelle prossime settimane saranno inaugurati i nuovi edifici del Selmi di Modena e del polo Levi Paradisi di Vignola; quest’anno, infine, è previsto l’avvio dell’ampliamento del Fanti-Da Vinci a Carpi; inoltre per adeguare gran parte dei 30 istituti superiori modenesi alle regole anti Covid-19, garantendo anche nuovi spazi,  la Provincia ha investito finora quasi due milioni di euro.

Oltre agli ampliamenti, la Provincia ogni anno, in accordo con i dirigenti scolastici, individua un piano dove gli istituti in difficoltà possono utilizzare spazi in edifici di altri istituti, come avvenuto anche quest’anno a Modena per il Selmi che usufruisce di alcune aule del Wiligelmo.

Nonostante questi sforzi, anche quest’anno in alcuni istituti, dove si sono verificati gli aumenti di iscritti più consistenti, i dirigenti scolasti non hanno potuto accogliere tutte le domande alla prima scelta per carenza di spazi; gli studenti che non possono essere iscritti sono individuati sulla base di regolamenti e parametri, tra cui il percorso scolastico, decisi autonomamente dai singoli istituti; stabiliti gli elenchi sono gli stessi dirigenti scolastici, in accordo con l’ufficio scolastico provinciale, ma soprattutto con gli studenti stessi e le famiglie, a indirizzare e ricollocare i ragazzi in altri istituti dove è presente un percorso didattico uguale o analogo, sempre in base al percorso formativo.

Il numero degli studenti da ricollocare, come indicano le stime eseguite dalla Provincia con i dirigenti scolastici, risulta residuale rispetto agli oltre sette mila iscritti in prima, tenendo anche conto che, in alcuni casi, gli studenti in eccesso sono tecnicamente inevitabili, come al liceo sportivo al Tassoni di Modena dove il ministero ha previsto solo una prima, a fronte di un record di aspiranti che consentirebbe di avviarne tre; in questo caso una parte dei ragazzi potrà iscriversi al liceo scientifico tradizionale, oppure è stato ricollocato in istituti analoghi, sempre in accordo con studenti e famiglie, come avviene al liceo musicale Sigonio, dove è prevista una sola prima, nonostante gli iscritti siano maggiori.

Tra gli altri istituti dove è stato necessario ricollocare figurano il Selmi di Modena, nonostante la Provincia stia per inaugurare nelle prossime settimane l’ampliamento dell’edificio nel polo Leonardo da Vinci con 18 aule in più.

 

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