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mercoledì, 29 Luglio 2026
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A14 e A13, aggiornamento al programma delle chiusure notturne

A14 e A13, aggiornamento al programma delle chiusure notturneSono state annullate le chiusure previste nella notte tra lunedì 8 e martedì 9 febbraio, sulla A14 Bologna-Taranto, sul Raccordo di Casalecchio R14 e sulla A13 Bologna-Padova.

Le chiusure verrano effettuate dalle 22:00 di mercoledì 10 alle 6:00 di giovedì 11 febbraio, per consentire attività propedeutiche al progetto di potenziamento del sistema stradale e della Tangenziale di Bologna “Passante di Bologna”, come di seguito indicato:

  • sulla A14 Bologna-Taranto, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna Borgo Panigale e Bologna San Lazzaro, verso Ancona/Pescara.
    Ciò comporterà anche la chiusura delle stazioni di Bologna Borgo Panigale e di Bologna Fiera sulla A14 e di Bologna Casalecchio sul Raccordo di Casalecchio in entrata verso Ancona;
  • sul Raccordo di Casalecchio, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna Casalecchio e l’allacciamento con la A14 Bologna-Taranto, verso Ancona/Pescara;
  • sulla A13 Bologna-Padova, sarà chiuso lo svincolo di immissione sulla A14, in direzione di Ancona/Pescara.

    In alternativa si consigliano i seguenti itinerari:

  • per chi proviene da Firenze ed è diretto verso Ancona o Padova, uscire alla stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio, percorrere la Tangenziale di Bologna ed entrare rispettivamente alla stazione di Bologna San Lazzaro, sulla A14, o alla stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13 Bologna-Padova;
  • per chi proviene da Milano ed è diretto verso Ancona o Padova, uscire alla stazione di Bologna Borgo Panigale, sulla A14, percorrere la Tangenziale di Bologna ed entrare rispettivamente alla stazione di Bologna San Lazzaro, sulla A14, o alla stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13;
  • per chi proviene da Padova ed è diretto verso Ancona/Pescara, uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13, percorrere la Tangenziale di Bologna ed entrare sulla A14, alla stazione di Bologna San Lazzaro.

Coronavirus, aggiornamento (5/2): su oltre 27.300 tamponi effettuati, 1.364 nuovi positivi in regione. 54 i decessi

Coronavirus, aggiornamento (5/2): su oltre 27.300 tamponi effettuati, 1.364 nuovi positivi in regione. 54 i decessi
Foto di Elchinator da Pixabay

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 224.164 casi di positività, 1.364 in più rispetto a ieri, su un totale di 27.354 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 4,9%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, per poi proseguire con gli ultraottantenni assistiti a domicilio: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. Con la nuova versione aggiornata è possibile sapere anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 16 sono state somministrate complessivamente 244.019  dosi, di cui 6.736 oggi; sul totale, 106.961 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Si ricorda che, alla luce delle nuove forniture di dosi di Moderna e Pfizer-Biontech previste in Emilia-Romagna per questa settimana, anche per i prossimi giorni proseguiranno in via prioritaria i richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle Cra.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 503 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 407 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 558 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,7 anni.

Sui 503 asintomatici, 341 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 32 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 7 con gli screening sierologici, 5 tramite i test pre-ricovero. Per 118 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 283 nuovi casi e Modena con 261; poi Rimini (176) e Reggio Emilia (159), a seguire Ravenna (86), Parma (80), Cesena (70). Quindi le province di Imola e Ferrara (67), Forlì (64), e Piacenza (51).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.271 tamponi molecolari, per un totale di 3.055.578. A questi si aggiungono anche 227 test sierologici e 12.083 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.979 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 171.260.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 43.136 (-669 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 40.964 (-607), il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 54 nuovi decessi: 1 a Piacenza (un uomo di 82 anni); 2 in provincia di Parma (una donna di 98 anni e un uomo di 76 anni); 4 a Reggio Emilia (una donna di 95 anni e tre uomini di 66, 82, 87 anni); 5 nella provincia di Modena (una donna di 83 anni e 4 uomini, rispettivamente di 73, 85, 92 e 94 anni); 12 in provincia di Bologna (6 donne di 85, 87, 88, 89 e 97anni, e una bambina di 12 anni deceduta all’Ospedale Sant’Orsola ma residente a Imola, affetta da molteplici e gravi patologie congenite; e 6 uomini- di 66, 70, 75, 86, 93 e 96 anni); 8 nel ferrarese (7 donne – una di 78, una di 79, una di 83, due di 84, una di 87 e una di 94 anni – e un uomo di 85 anni); 7 in provincia di Ravenna (tre donne – di 72, 81, e 97 anni – e 4 uomini, rispettivamente di: 68, 69, 87 e 88 anni); 5 in provincia di Forlì-Cesena (due donne di 82 e 93 anni; tre uomini di 81, 85 e 89 anni); 7 nel riminese (una donna di 96 anni e 6 uomini: di 62, 71, 79, 80, 82 e 86 anni).

Infine, si segnala il decesso di un uomo di 49 anni diagnosticato dall’Ausl di Piacenza ma residente in provincia di Lodi, un uomo di 70 annidiagnosticato dall’Ausl di Cesena ma residente in provincia di Pesaro-Urbino, e un 80ennediagnosticato dall’Ausl di Rimini ma residente in Svizzera.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.768.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 182 (-6 rispetto a ieri), 1.990 quelli negli altri reparti Covid (-56).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 17 a Piacenza (+1), 12 a Parma (numero stabile rispetto a ieri), 15 a Reggio Emilia (invariato), 38 a Modena (+2), 36 a Bologna (-3),12 a Imola (-1), 25 a Ferrara (-2), 5 a Ravenna (-2), 2 a Forlì (invariato), 2 a Cesena (-1) e 18 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 18.686 a Piacenza (+51 rispetto a ieri, di cui 37 sintomatici), 15.653 a Parma (+80, di cui 55 sintomatici), 29.721 a Reggio Emilia (+159, di cui 96 sintomatici), 39.408 a Modena (+261, di cui 182 sintomatici), 44.316 a Bologna (+283, di cui 185 sintomatici), 7.197 casi a Imola (+67, di cui 39 sintomatici), 13.072 a Ferrara (+67, di cui 18 sintomatici), 16.886 a Ravenna (+86, di cui 56 sintomatici), 8.510 a Forlì (+64, di cui 53 sintomatici), 9.740 a Cesena (+70, di cui 56 sintomatici) e 20.975 a Rimini (+176, di cui 84 sintomatici).

Coronavirus, Emilia-Romagna in grado di assicurare fino a 45mila dosi al giorno, oltre 1,3 milioni al mese

Coronavirus, Emilia-Romagna in grado di assicurare fino a 45mila dosi al giorno, oltre 1,3 milioni al mese
Foto di torstensimon da Pixabay

Fino a 45mila dosi di vaccino al giorno, oltre 1,3 milioni al mese, col dispiegamento possibile quotidiano di 75 team e oltre 1.000 operatori in oltre 70 punti vaccinali da Piacenza a Rimini. È quanto il sistema sanitario regionale può garantire in presenza delle dosi di vaccino necessarie. Un ritmo di somministrazioni che permetterebbe di immunizzare tutti gli emiliano-romagnoli entro l’estate.

Con la priorità, una volta terminata l’attuale fase 1, che viene estesa anche alle forze dell’ordine, data alle fasce di popolazione più esposte al Covid: anziani, persone con più di 60 anni, quelle con patologie croniche, a rischio di malattie gravi o morte, disabili, insegnanti e personale scolastico ad alta priorità.

E’ l’organizzazione messa a punto nel Programma di attuazione del piano vaccinale nazionale contro il Coronavirus della Regione Emilia-Romagna, definito, anche sulla base delle indicazioni ministeriali e della gestione commissariale, con l’individuazione di tempi, luoghi, modalità organizzative di somministrazione del vaccino, fasce di popolazione.

Quello della Regione è un programma flessibile, strutturato su quattro scenari diversi (vedi scheda allegata), perché basato sulla quantità di vaccini consegnati settimanalmente dalle case farmaceutiche (Pfizer Biontech, Moderna, AstraZeneca e J&J), ma che prevede da subito una struttura organizzativa in grado di fare appunto 45mila dosi al giorno.

Una macchina complessa, con un’organizzazione pensata nel dettaglio e un cronoprogramma preciso messo a punto conle Aziende sanitarie e Ospedaliere del territorio, illustrata ai presidenti dei Gruppi consiliari in Assemblea legislativa, ai sindacati di categoria e ai firmatari del nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima.

A presentare il programma sono stati oggi in videoconferenza stampa dalla Regione il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

“In Emilia-Romagna siamo pronti a garantire la vaccinazione di tutta la popolazione entro l’estate, se potremo contare sulle dosi necessarie- affermano il presidente Bonaccini e l’assessore Donini-. Già in questa prima fase della campagna, nella nostra regione si registra il più alto numero di vaccinati in rapporto alla popolazione, ma vogliamo essere messi nelle condizioni di fare molto di più, per garantire al massimo la salute delle persone, soprattutto quelle più fragili, e arrivare a frenare il contagio in maniera definitiva. La macchina organizzativa che abbiamo messo a punto con questo piano ci permette di somministrare già adesso fino a un milione e 300mila vaccini al mese, 45mila al giorno: basta, quindi, con i tagli nelle forniture, che anzi dovranno aumentare, e di tanto. Stiamo parlando della più vasta e importante operazione di salute pubblica che sia mai stata fatta e, insieme, dobbiamo completarla velocemente e con efficacia. Ricordiamo a tutti che la vaccinazione è l’unica strada per uscire dalla pandemia e che il Paese, così come l’Europa, non possono più permettersi ritardi sulla tabella di marcia”.

“Importante- aggiungono-, nell’ambito del programma di vaccinazione regionale, potrà essere l’apporto dei Medici di medicina generale. Apporto che sarà definito sulla base dell’accordo nazionale che è in fase di chiusura in questi giorni.  Li ringraziamo per la disponibilità che hanno manifestato, che si tradurrà non solo in un supporto concreto per la vaccinazione – che andrà organizzata presso i loro ambulatori o nei centri vaccinali delle Ausl, sulla base dei vaccini disponibili e delle loro caratteristiche di conservazione – ma anche nell’individuazione dei pazienti fragili e con maggiori difficoltà a raggiungere i luoghi di vaccinazione”.

Le fasi del programma regionale

Il piano vaccinale fissato a livello nazionale prevede diverse fasi di attuazione, con interessamento graduale della popolazione in riferimento a priorità di età, patologia e attività essenziale per la collettività.

Su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, sta proseguendo la prima fase, avviata a livello europeo e italiano lo scorso 27 dicembre con il Vaccine Day e protratta oltre i tempi previsti a causa dei problemi di consegna delle dosi da parte delle Aziende produttrici. È riservata a: operatori sanitari/sociosanitari sia pubblici che privati accreditati, operatori sanitari libero professionisti, compresi i componenti delle organizzazioni territoriali (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta); residenti e personale dei presidi residenziali per anziani; volontari/dipendenti delle associazioni che svolgono attività di emergenza; personale tecnico-amministrativo in presenza nei presidi sociosanitari, farmacisti, odontoiatri e, successivamente, gli operatori libero professionisti.

Inoltre, grazie alla disponibilità di dosi di vaccino AstraZeneca, è stato possibile inserire nella prima fase di vaccinazioni anche le forze dell’ordine.

Ultimate le vaccinazioni su questo target di popolazione – ad oggi sono state vaccinate 132.913 persone e di queste 89.364 hanno già completato il ciclo vaccinale con due dosi, per un totale di 222.277 vaccini somministrati – si procederà, tra fine febbraio e inizio marzo, con tutti i cittadini dagli 80 anni in su, che in regione sono 368.300: potranno iniziare a prenotarsi da lunedì 15 febbraio. Intanto, in questi giorni è già partita la vaccinazione a casa alle persone ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi se di età uguale o superiore agli 80 anni.

La Regione ha già chiesto al Governo di inserire in questa fascia prioritaria anche le persone con disabilità al 100% non autosufficienti, in particolare quelli con patologie per le quali il Covid rappresenta un rischio di salute grave, ed è sul tavolo la proposta di includere anche i caregiver.

Il Piano nazionale vaccini del 12 dicembre scorso, presentato in Parlamento dal ministro Roberto Speranza, è in fase di revisione, soprattutto per quanto riguarda le priorità delle categorie a rischio, alla luce della disponibilità, seppur ridotta rispetto al dichiarato, del vaccino di AstraZeneca e alle indicazioni d’uso quest’ultimo vaccino (fascia di età). La programmazione delle fasi successive, quindi, è passibile di ulteriori modifiche.

La seconda fase è basata su criteri anagrafici e di priorità: comprende infatti, oltre alle persone over 80 non vaccinate in precedenza, quelle in fascia d’età tra i 60 e i 79 anni (partendo dai 70-79enni a scendere), che in Emilia-Romagna sono quasi 1 milione (998 mila). E ancora: persone con comorbidità severa, immunodeficienza e/o fragilità di ogni età; gruppi sociodemografici a rischio significativamente più elevato di malattia grave o morte, personale scolastico, docente e non docente, “ad alta priorità”.

Nel caso in cui i disabili al 100% non vengano inseriti a livello nazionale in fase 1, in Emilia-Romagna saranno vaccinati in questa fase, assieme a tutte le persone con disabilità in condizioni patologiche a maggior rischio di sviluppare quadri gravi. A questo proposito, si è in attesa di indicazioni ministeriali dell’elenco delle patologie croniche da considerare a rischio.

La terza fase sarà rivolta a: insegnati e personale scolastico rimanente, lavoratori di servizi essenziali, carceri e luoghi di comunità. Infine, persone con comorbidità moderata di ogni età.

La quarta fase vedrà la campagna vaccinale estesa alla popolazione rimanente (dai 16 anni- come avviene ovunque secondo le indicazioni scientifiche – ai 59 anni).

Solo sulla base delle forniture attuali, a marzo saranno comunque già immunizzate oltre 500mila persone (per un milione di dosi somministrate) ed entro giugno tutte le persone e categorie a rischio. L’auspicio è ovviamente quello che possano essere disponibili molte più dosi, per accelerare con il programma vaccinale.

Come prenotare la vaccinazione

Tutti i cittadini dagli 80 anni in su riceveranno la prossima settima a casa una lettera a firma del presidente Stefano Bonaccini in cui saranno spiegate le modalità di prenotazione.

Per loro, a partire da lunedì 15 febbraio, saranno molteplici i canali possibili per effettuare la prenotazione: Cup, Farmacie Cup, prenotazione telefonica, Fascicolo sanitario elettronico, Portale regionale Salute.

Per tutte le altre categorie, la possibilità di prenotazione sarà attivata progressivamente, sulla base del piano vaccinale.

Infine, per le altre categorie in questa prima fase, viene mantenuta l’attuale modalità di prenotazione.

La prenotazione avviene senza prescrizione del medico curante.

Saldi, i dati di Fismo Confesercenti Modena: partenza difficile, si punta al weekend

Saldi, i dati di Fismo Confesercenti Modena: partenza difficile, si punta al weekendPartenza sotto tono per i saldi invernali a Modena e provincia, su cui ha pesato il fatto che i primi due giorni l’Emilia-Romagna si trovava ancora in zona arancione. Il calo si attesta sulle due cifre: -40% rispetto alle prime giornate dei saldi invernali 2020. L’81% dei negozianti dichiara che le vendite sono diminuite, e quasi la metà di loro lamenta un calo che si attesta tra il 30 e il 50 per cento.  Sono i numeri che emergono dalle rilevazioni di Confesercenti Modena su un campione di circa un centinaio di attività commerciali sul territorio provinciale.

“Questa stagione di saldi si annuncia difficile: i nostri riscontri confermano per ora le previsioni non ottimistiche della vigilia – spiega Roberta Simoni, presidente FISMO Confesercenti Modena – Oltre all’effetto Covid ha certamente influito la limitazione degli spostamenti nello scorso fine settimana causati dalla zona arancione”.

Il 71% dei commercianti riscontra una diminuzione del valore dello scontrino medio, con una percentuale media di sconto vicina al 40%, ma si guarda con positività al weekend in arrivo: il passaggio dell’Emilia Romagna in zona gialla già da lunedì scorso rende più facile far decollare i saldi, perché ora si possono oltrepassare i confini comunali.

“Il vero avvio dei saldi sarà nei prossimi giorni – sottolinea Roberta Simoni –  con la nostra regione finalmente in zona gialla, colore che speriamo di mantenere, per avere una prospettiva di respiro a lungo termine. Questo, insieme alla riapertura di bar e ristoranti e a un tempo più clemente, sono tutti elementi che favoriscono lo shopping nei negozi che, garantendo gli standard di sicurezza sanitaria, offrono prodotti di qualità a prezzi vantaggiosi. Non possiamo naturalmente negare le difficoltà del settore moda che vive un periodo di grande difficoltà: la maggior parte dei commercianti dell’abbigliamento e calzature della provincia modenese denuncia un calo di fatturato intorno al 40% da inizio pandemia. Il nostro è un settore che vive anche di socialità: ci aspettiamo che con la zona gialla la gente torni a vivere i centri storici, i negozi di prossimità e la passeggiata”.

Sciopero nazionale del trasporto pubblico indetto per lunedì 8 febbraio

Sciopero nazionale del trasporto pubblico indetto per lunedì 8 febbraioSETA S.p.A. informa che per lunedì 8 febbraio è stato indetto uno sciopero nazionale di 4 ore del trasporto pubblico, da parte delle Organizzazioni Sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna. L’adesione allo sciopero da parte del personale SETA potrebbe dar luogo a disagi, pregiudicando la regolarità del servizio con modalità differenti a seconda del bacino provinciale di riferimento.

 

BACINO PROVINCIALE DI MODENA

Servizi urbani di Modena, Carpi, Sassuolo: possibili astensioni dalle ore 17,30 alle 21,30.

Servizio extraurbano: possibili astensioni dalle ore 17,00 alle 21,00.

 

BACINO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA     

Servizio urbano ed extraurbano: possibili astensioni dalle ore 18,00 fino al termine del servizio.

 

BACINO PROVINCIALE DI PIACENZA

Servizio urbano: possibili astensioni dalle ore 17,00 alle ore 21,00. Sono garantite le corse in partenza dai capolinea fino alle ore 16,45. Non sono previste corse con partenza dopo le ore 21,00.

Servizio extraurbano: possibili astensioni dalle ore 17,00 alle ore 21,00. Sono garantite le corse in partenza dai capolinea fino alle ore 16,30 e dalle ore 20,31.

Il servizio riprenderà regolarmente con le corse che inizieranno dopo il termine delle eventuali astensioni dal lavoro. Le corse garantite anche in caso di sciopero sono indicate nelle tabelle orarie esposte alle fermate e pubblicate nelle sezioni “Linee” del sito internet www.setaweb.it. Informazioni in tempo reale sugli orari di passaggio dei bus sono disponibili direttamente sul proprio smartphone/tablet scaricando l’applicazione gratuita “Seta”, disponibile negli store online delle piattaforme Apple e Android. Il servizio è accessibile anche attraverso la sezione “Quanto manca?” del sito internet di Seta.

Per ogni ulteriore informazione gli utenti possono contattare SETA al numero telefonico 840 000 216 oppure via WhatsApp al numero 334 2194058.

Manovra anti inquinamento: misure emergenziali prorogate fino a lunedì 8 febbraio

Manovra anti inquinamento: misure emergenziali prorogate fino a lunedì 8 febbraioProseguono fino a lunedì 8 febbraio compreso le misure emergenziali previste dalla manovra antismog della Regione Emilia Romagna e decise da Arpae sulla base del nuovo modello previsionale di qualità dell’aria.

Le misure, che riguardano tutta la regione, superano, di fatto, la domenica ecologica e restano in vigore fino a lunedì 8 febbraio, prossimo giorno di controllo. Con il nuovo modello “predittivo”, infatti, i giorni di controllo sono passati da due a tre e sono, appunto, il lunedì, il mercoledì e il venerdì. L’obiettivo dell’applicazione della nuova modalità è ridurre significativamente gli accumuli di polveri sottili, intervenendo in anticipo. Il raggiungimento del livello di allerta è segnalato con un bollino rosso nel Bollettino emesso da Arpae, consultabile sul sito dell’agenzia (www.liberiamolaria.it).

Il provvedimento estende il divieto di circolazione anche ai veicoli diesel Euro 4 all’interno dell’area del centro abitato di Sassuolo, dalle 8.30 alle 18.30. Oltre ai diesel Euro 4, si fermano anche i veicoli più inquinanti già bloccati durante la settimana in applicazione della nuova manovra ordinaria: i veicoli a benzina fino agli Euro 2, quelli a gpl/benzina e metano/benzina fino agli Euro 1, ciclomotori e motocicli fino agli Euro 1.

Le restrizioni della circolazione trovano applicazione all’interno dell’area del centro abitato di Sassuolo come approvata con D.G.C. n. 167/2016, rappresentata delimitata esternamente come segue: Viale Palestro, Circonvallazione sud-ovest, Circonvallazione sud, Circonvallazione sud-est, Circonvallazione nord-est (tratto compreso tra via Braida e via Verrazzano), Via Verrazzano (tratto compreso tra Circonvallazione sud-est e via Radici in Piano), via Radici in Piano (tratto compreso tra Via Verrazzano e via Radici in Monte) e via Radici in Monte (il perimetro tra via Radici in Monte e via Radici in Piano si raccorda tramite via Stazione e via Marconi, per questo motivo escluse dalle vie oggetto di divieto).

Con l’emergenza, sono previsti anche il divieto di utilizzo di biomasse per il riscaldamento delle unità immobiliari dotate di riscaldamento multicombustibile; l’obbligo di ridurre di almeno un grado la temperatura negli ambienti di vita riscaldati (massimo 19° C, più 2 di tolleranza, nelle case, negli uffici, nei luoghi per la attività ricreative o di culto, nelle attività commerciali e nelle attività sportive e fino a 17° C, più 2 di tolleranza, nelle sedi di attività industriali e artigianali), con l’esclusione di ospedali, cliniche, case di cura e istituti scolastici; il divieto di bruciare sterpaglie, residui di potatura, simili e scarti vegetali di origine agricola in tutto il territorio comunale. Attivo anche il divieto di spandimento liquami, con l’eccezione dello spandimento effettuato con interramento immediato dei liquami e con iniezione diretta al suolo.

 

Pam Panorama Sassuolo: sciopero domani e domenica

Pam Panorama Sassuolo: sciopero domani e domenica

Sciopero al Pam Panorama di Sassuolo, azienda della grande distribuzione (presente anche a Vignola) che nel punto vendita sassolese occupa oltre novanta persone.

L’astensione dal lavoro è stata proclamata per domani – sabato 6 – nelle prime due ore di ogni turno e dopodomani – domenica 7 febbraio – nelle ultime due ore di ogni turno.

La protesta è stata decisa ieri in assemblea dai lavoratori insieme al blocco degli straordinari e delle disponibilità al lavoro domenicale. Con lo sciopero del 6 e 7 febbraio continua l’azione di lotta iniziata domenica scorsa 31 gennaio, quando i lavoratori hanno effettuato le prime due ore di sciopero di un pacchetto di sedici ore.

«La protesta dei lavoratori del punto vendita di Sassuolo è dovuta alla mancanza di un serio e approfondito confronto sulla scelta aziendale di distribuire le ore di cassa integrazione (per Covid), peraltro attivata unilateralmente per dodici settimane (dal 24 gennaio al 31 marzo) ancor prima di aver concluso l’esame congiunto con le organizzazioni sindacali di settore – spiegano Cinzia Pinton (Filcams Cgil Modena) e Pascale Rosaria Milone (Fisascat Cisl Emilia Centrale) – Anziché spalmare equamente la cig su tutti i lavoratori del punto vendita, così come avvenuto da marzo a dicembre 2020, la dirigenza oggi la utilizza su circa il 40% della platea, penalizzando una parte dei lavoratori su cui viene scaricata l’intera cassa integrazione.

La condizione di Sassuolo è vissuta nei punti vendita di altri territori. A Modena – continuano Pinton e Milone – abbiamo chiesto di concordare un percorso condiviso sull’utilizzo della cig, ma l’azienda ha rifiutato il confronto mantenendo lo stesso atteggiamento di rifiuto tenuto a livello nazionale.

Insieme ai lavoratori ci attiveremo per richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’utilizzo dell’ammortizzatore sociale a fronte anche di dichiarazione di esuberi. La nostra preoccupazione, infatti, riguarda la stessa tenuta occupazionale e il futuro dei lavoratori.

Auspichiamo che l’azienda abbandoni questi atteggiamenti di chiusura e dimostri di avere a cuore il futuro dei propri dipendenti», concludono le due sindacaliste di Filcams Cgil Modena e Fisascat Cisl Emilia Centrale.

Fiorano: convenzione del Comune con il Centro Via Vittorio Veneto

Fiorano: convenzione del Comune con il Centro Via Vittorio VenetoPochi giorni fa l’Amministrazione Comunale ha siglato un accordo con il Centro Via Vittorio Veneto. Questo prevede l’utilizzo, sì temporaneo ma a titolo gratuito, da parte del Comune di Fiorano Modenese, degli spazi e degli strumenti di cui il Centro dispone, per qualsiasi tipo di iniziativa culturale, evento, incontro o riunione.

Si tratta di una struttura polifunzionale di circa 300 mq arredata e attrezzata con videoproiettore, impianto audio, Tv, Wi-Fi alta velocità, luci di scena e di cortesia, cucina. Fin dalla sua inaugurazione nel maggio 2019, il Centro offre rassegne culturali di diversa tipologia, molto apprezzate dai cittadini, che spaziano dalla musica all’arte, alla storia.

Settimane addietro, la promotrice del Centro, l’avvocatessa Gian Carla Moscattini, ha manifestato la sua disponibilità a concedere i locali per iniziative proposte dall’ente comunale, al fine di arricchire l’offerta che la struttura già avanza autonomamente, pur patrocinata dal Comune stesso. L’accordo prevede 12-15 utilizzi annuali, per una capienza complessiva di 99 persone. Data, inoltre, la necessità dei prossimi mesi di garantire ampi spazi in caso di occasioni di aggregazione, l’Amministrazione ha accolto con grande felicitazione la proposta della Moscattini.

Per le Associazioni del territorio, interessate eventualmente a usufruire dello spazio, il costo è di 150 euro (+ Iva): la cifra comprende tutte le strumentazioni di cui il Centro è dotato. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito www.centrovvv.it o sulla pagina Facebook relativa.

“L’Amministrazione Comunale – afferma il vicesindaco Morena Silingardi – è molto soddisfatta della convenzione sottoscritta con il Centro Culturale di Via Vittorio Veneto, e sottolinea l’importanza dell’accordo tra pubblico e privato, nonché la gratitudine per la collaborazione offerta. Al di là di questo periodo in cui gli eventi in presenza non sono possibili, siamo certi che la disponibilità di uno spazio molto accogliente in Via Veneto, da dedicare a eventi culturali organizzati dal Centro stesso, dall’amministrazione e dalle associazioni, arricchirà ulteriormente l’offerta di eventi interessanti”.

“Il Centro Via Vittorio Veneto – spiega l’avvocatessa Moscattini – è sorto dall’idea di concedere a Fiorano un posto ove si riescano a canalizzare diversi bisogni e desideri di una larga fetta della città, diventando un vero e proprio bene comune. È animato da decine di cittadine e cittadini che hanno scommesso sulla partecipazione e su un modello diverso di socialità, uno spazio in cui si possono condividere idee, entusiasmo e voglia di creare. Ma soprattutto intende valorizzare il potenziale umano e creativo delle persone, consapevole sia sempre più necessario poter disporre di ambiti di espressione variegati, che siano artistici, letterari o semplicemente ludici. Sono contenta la collaborazione col Comune possa ampliare tutto questo”.

 

 

Formigine, Hub in Villa: questa volta la formazione è per i docenti!

Formigine, Hub in Villa: questa volta la formazione è per i docenti!Lo spazio di Coworking Hub in Villa, con il contributo della Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con l’Associazione Lumen, promuove tre incontri di formazione a distanza sull’utilizzo della web app Tinkercad di Autodesk per finalità didattiche.

Gli incontri sono rivolti ai docenti delle scuole secondarie di primo grado di tutti i comuni del Distretto Ceramico e approfondiranno un viaggio tematico dall’esecuzione di istruzioni per il conseguimento di obiettivi al prevedere, immaginare e progettare oggetti funzionali.

Le tappe analizzate all’interno di questo percorso sono Modellazione 3D, Circuiti e Coding. Della Modellazione 3D verranno esaminate in particolare le primitive, la composizione di pieni e vuoti e i solidi platonici con un esempio di applicazione didattica classica. In Circuiti sarà mostrato un esempio di circuito semplice e considerazioni sulla componentistica elettronica in commercio con simulazione di dimensionamento di un circuito per riproduzione concreta. Infine si approfondirà il coding, il suo utilizzo per generare forme e collocarle nello spazio e l’utilizzo del gruppo di codici a blocco con l’app (Microbit).

I tre incontri si terranno mercoledì 17 febbraio, 24 febbraio e 3 marzo, dalle ore 15 alle 17. L’iniziativa è completamente gratuita, previa prenotazione via email a giovani@comune.formigine.mo.it. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina facebook “Hub in Villa” e il blog “Live life in Formigine”.

Gli arredi dismessi nelle scuole di Maranello in dono alle associazioni

Gli arredi dismessi nelle scuole di Maranello in dono alle associazioniArredi dismessi dalle scuole in dono alle associazioni. La riorganizzazione degli spazi scolastici a seguito della pandemia ha prodotto un esubero di tavoli, sedie, armadi e brandine che, anziché essere buttati, potranno essere riutilizzati da altri soggetti, in un percorso virtuoso di “economia circolare” all’interno della comunità.
Così la giunta comunale di Maranello, dopo aver rivisto gli spazi e le aule negli istituti comprensivi, ha avuto l’idea di destinare arredi a attrezzature dismessi a chi – tra enti, associazioni e altri soggetti che operano sul territorio – ne farà richiesta. E ha stabilito precise “linee di indirizzo” per le donazioni a favore delle associazioni, che potranno essere individuate, in base alle necessità, anche in collaborazione con il servizio sociale territoriale.

“E’ un progetto che coinvolge i soggetti che operano nel terzo settore, principalmente le associazioni di volontariato e dell’ambito sociale”, è il commento dell’assessore all’istruzione Alessio Costetti. “La crisi che stiamo attraversando, per fortuna, può anche avere risvolti positivi, come questa azione che stiamo mettendo in campo a partire dalla riorganizzazione degli spazi nelle scuole. Grazie ai contributi ministeriali è stato infatti possibile dotare le scuole di nuove attrezzature e dismettere arredi non più funzionali alla didattica in presenza e in sicurezza: parliamo di armadi, tavoli, sedie e altro materiale ancora in buono stato, che anziché essere buttato, offriamo a chi sul territorio ne può avere bisogno. E’ un circolo virtuoso che testimonia ancora una volta la volontà di fare rete in un momento particolarmente drammatico”.

In queste settimane il Servizio Istruzione del Comune sta contattando le varie associazioni del territorio per stabilire quelle interessate ad acquisire gratuitamente uno o più arredi non più utilizzati negli edifici scolastici. Si tratta di beni che non hanno un significativo valore economico per il Comune di Maranello e che invece potrebbero ritrovare nuova vita presso le sedi di enti o associazioni che operano sul territorio. Ad oggi sono già stati consegnate sedie, tavoli, armadi e brandine.

Tutto nasce dalle disposizioni in materia di contenimento e riduzione del rischio, relativamente alla situazione epidemiologica in corso, che hanno reso necessaria, all’avvio del nuovo anno scolastico, una modifica dell’organizzazione logistica, degli spazi e degli arredi degli Istituti Comprensivi del Comune di Maranello, secondo i criteri di sicurezza, qualità didattica e flessibilità degli spazi.

Dopo gli opportuni sopralluoghi, presso le scuole e nidi d’infanzia del territorio, sono stati individuati diversi arredi, che non rispondono ai nuovi requisiti e che quindi sono stati sostituiti con arredi più funzionali, molti dei quali acquisiti attraverso i finanziamenti previsti dal “Progetto PON” del Ministero dell’Istruzione. I vecchi arredi, secondo quanto stabilito dall’amministrazione comunale, saranno così destinati alle associazioni che ne faranno richiesta.

 

“Più alberi in città”: in arrivo 50 nuove piante al Parco Vistarino

“Più alberi in città”: in arrivo 50 nuove piante al Parco Vistarino Si conclude, con il primo ciclo di piantumazioni, l’iniziativa di forestazione urbana Comunale “Più Alberi in Città”, promossa dal Gruppo Hera in collaborazione con l’Amministrazione di Sassuolo.

Proprio in questi giorni, infatti, è in atto la messa a dimora di 28 nuove piante, che prenderanno il posto di altrettanti esemplari che era stato necessario abbattere per ragioni di sicurezza. Il Parco Vistarino torna dunque a popolarsi di verde, grazie all’iniziativa e alla collaborazione dei tanti cittadini sassolesi che, nei mesi scorsi, si sono recati in una delle stazioni ecologiche della provincia di Modena.

Ai tigli, ai platani e ai carpini che verranno messi a dimora nelle prime settimane di febbraio, per un totale di 28 piante, si aggiungeranno nella seconda metà dell’anno altri 22 alberi, fino a raggiungere il totale dei 50 esemplari guadagnati dalla città: dall’avvio del progetto ad oggi, infatti, sono stati più 2.300 i “nuovi utenti” di Sassuolo – ovvero quei cittadini che da oltre un anno non si recavano presso una stazione ecologica – che, nonostante le difficoltà del 2020, hanno portato i propri rifiuti differenziati alla stazione ecologica e, così facendo, hanno contribuito ad arricchire il patrimonio arboreo della città.

Gli interventi sono realizzati in questo periodo per assecondare i ritmi delle fasi vegetative delle piante, così da assicurarne il migliore attecchimento.

“Quello di oggi – afferma l’Assessore all’Ambiente del Comune di Sassuolo Ugo Liberi – è un momento importante perché va innanzitutto a premiare gli sforzi di chi, tra le indiscutibili difficoltà riscontrate in un anno funestato da Covid-19, si è recato alla stazione ecologica; poi perché la messa a dimora di questi primi 28 esemplari, a cui seguiranno i rimanenti 22, va a regalare alla nostra città un futuro polmone verde indispensabile per il momento che stiamo attraversando. Grazie a tutti i concittadini che hanno regalato, coi loro gesti, queste piante a Sassuolo dimostrando a tutti che con un piccolo sforzo si può amare la propria città sia combattendo il degrado degli abbandoni che regalandole il futuro”.

“Ognuno di questi alberi ci ricorda che i piccoli sforzi di ogni giorno, alla lunga, danno risultati importanti e che le nostre comunità hanno le capacità per produrre cambiamenti significativi e virtuosi – osserva Paolo Paoli, responsabile dei servizi ambientali di Hera del Distretto di Modena e Pianura. Grazie all’impegno delle tante persone che hanno partecipato a questa iniziativa, non solo oggi il Parco Vistarino è ancora più verde, ma si è diffusa la buona abitudine di recarsi con regolarità alla stazione ecologica per conferire quei rifiuti che non hanno una destinazione dedicata nelle raccolte stradali o porta a porta”.

“Anche attraverso iniziative come questa contrastiamo il fenomeno degli abbandoni – continua Paoli – il degrado e, ovviamente, mettiamo in atto delle azioni utili a ridurre i costi che tali fenomeni producono. A questo riguardo, mi preme ricordare che i cittadini possono usufruire delle stazioni ecologiche in modo assolutamente gratuito; anzi, il conferimento di molte frazioni di raccolta differenziata genera uno sconto sulla TARI”.

Prosegue il percorso della Green Warriors Sassuolo nel campionato nazionale di Serie B2 femminile

Prosegue il percorso della Green Warriors Sassuolo nel campionato nazionale di Serie B2 femminileProsegue il percorso della Green Warriors Sassuolo nel campionato nazionale di Serie B2 femminile. Forti delle vittorie conquistate nelle prime due giornate di campionato, che le collocano al primo posto in classifica generale a punteggio pieno, sabato 6 febbraio Mammini e compagne scenderanno in campo tra le mura amiche del Pala Consolata. Le neroverdi riceveranno la Pallavolo Cerea Verona, unica formazione non modenese presente nel mini girone F2: le ospiti – quarte in classifica generale con un punto – sono reduci dalla lunga maratona dello scorso weekend con la Moma Anderlini, partita terminata 2-3 per le modenesi.

Fischio di inizio alle 20.30: come di consueto, la partita si disputerà a porte chiuse e sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook @volleyacademysassuolo.

Disabili, anche a Maranello contributi per l’eliminazione delle barriere

Disabili, anche a Maranello contributi per l’eliminazione delle barriere
foto di Beatrice BB da Pixabay

Sono disponibili i contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati: si tratta di contributi a fondo perduto statali e regionali per la regolarizzazione di opere finalizzate al superamento e alla eliminazione delle barriere architettoniche in edifici in cui risiedono portatori di handicap. La richiesta può essere fatta al Comune entro il 1 marzo, indicando se aderire alla graduatoria regionale, a quella nazionale o ad entrambe.

Per informazioni e chiarimenti ritenuti necessari, per il ritiro della modulistica e la presentazione della domanda gli interessati possono rivolgersi al Servizio Pianificazione e Gestione Territorio, in Via Vittorio Veneto 9, in questi giorni e orari, su appuntamento: lunedì e mercoledì ore 8.30-13.00, giovedì ore 14.30-18.30. Informazioni sul sito del Comune e al numero 0536 240085.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 6 febbraio

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 6 febbraioCielo in prevalenza molto nuvoloso o coperto, con schiarite sul crinale appenninico al confine con la Toscana. Foschie dense e banchi di nebbia, in parziale dissolvimento durante il giorno, si ripresenteranno in serata sui rilievi. Pur non escludendo deboli pioviggini da nebbia durante la giornata, dalla sera precipitazioni deboli ma più diffuse giungeranno sul settore più occidentale della regione. Temperature: pressoché stazionarie, con valori minimi intorno a 7 o 8 gradi, massime intorno a 11 gradi. Venti: deboli orientali. Mare: poco mosso, mosso dalla serata.

(Arpae)

Pistoni: «Su SGP Menani ha violato le regole»

Pistoni: «Su SGP Menani ha violato le regole»Con un lungo post sulla sua pagina Facebook, l’ex sindaco di Sassuolo e consigliere comunale del PD Claudio Pistoni torna sulla denuncia – archiviata nei giorni scorsi – mossa nei confronti del Sindaco Gian Francesco Menani a proposito della rimozione dell’amministratore unico di SGP Corrado Cavallini e della nomina degli amministratori della controllata del Comune che si sono succeduti a Cavallini ma sulle cui nomine, e sul modo con cui si è dato corso da parte dell’Amministrazione, Pistoni avanza più dubbi.

All’indomani dell’archiviazione e dell’articolo apparso sulla stampa di qualche giorno fa riportante le dichiarazioni di Menani, tengo a specificare che quando ho proceduto alla denuncia del Sindaco, il mio obiettivo era di salvaguardare il ruolo del consiglio comunale di Sassuolo. E sarei pronto a rifarlo.

Il Sindaco, è bene chiarirlo, è il legale rappresentante del socio, non “il” socio. Il socio unico di SGP è il Comune di Sassuolo, con la sua articolazione interna di rappresentanza, ovvero il Consiglio Comunale al cui interno sono presenti i rappresentanti eletti dai cittadini di Sassuolo.

Il Consiglio comunale, in base alla legge, in funzione del ruolo e delle competenze previste dalla Legge (non da me) con le sue deliberazioni “detta gli indirizzi e decide sugli atti fondamentali del Comune, ivi compreso la nomina dei rappresentanti del Comune negli enti”.

Deve essere chiaro che in una delibera del consiglio comunale, redatta ed approvata in ottemperanza all’art. 42 del vigente D.Lgs 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali) mai modificata nelle forme previste dal vigente ordinamento e quindi ancora in vigore, come il giudice afferma esplicitamente nell’ordinanza. prevede un #bando ad evidenza pubblica per la ricerca e relativa nomina di amministratori in società pubbliche, nello specifico si dettano le regole della nomina dell’amministratore di SGP.

La medesima delibera indica poi la prassi da seguire in caso di revoca dell’amministratore. Sia la revoca del precedente Amministratore che la nomina del suo successore sono state decise dal Sindaco senza rispettare il dettato del Consiglio Comunale. Il giudice dice che il Sindaco Menani non rispettò, come era suo preciso dovere, la deliberazione consigliare, ma afferma semplicemente che, dopo le recenti modifiche al reato di abuso d’ufficio (intervenute dopo che presentai denuncia), il fatto non costituisce più reato.

L’ordinanza si guarda bene dal dire che il Sindaco è libero di non rispettare le delibere consiliari.

Questo concetto è altresì ribadito nello Statuto della società, laddove recita testualmente che “le decisioni del socio sono assunte tramite atti dei propri organi in conformità a quanto previsto dalla legislazione in materia di Enti Locali e società partecipate”. (ovvero Consiglio Comunale e Giunta ognuno in ragione delle proprie competenze). Decisioni che il Consiglio Comunale ha già preso e Menani non ha rispettato.

Prima di dire che il Sindaci Menani ha esercitato un suo diritto in modo legittimo, avrebbe dovuto leggere l’ordinanza di archiviazione in cui il Giudice afferma che, esclusa la rilevanza penale questo non significa che il Sindaco possa violare a suo piacimento le delibere consiliari. Testualmente “l’art. 50, comma 8, T.U.E.L. stabilisce, nel delineare le “Competenze del sindaco e del presidente della provincia”, che tali soggetti provvedano “alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del comune e della provincia presso enti, aziende ed istituzioni sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio; – a tali direttive opera riferimento, nel medesimo contesto operativo, anche l’art. 42, comma 2, lett. g) (“indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza); – l’art. 43, comma 1, da ultimo, attribuisce ai consiglieri comunali e provinciali il “diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del consiglio”.

Tale potere era stato compiutamente esercitato in sede di approvazione della delibera n. 64 del 12 novembre 2009, relativa alla individuazione degli “Indirizzi generali per le nomine e designazioni di rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni”, rispondente all’esigenza di aggiornare i criteri stabiliti dal precedente atto consiliare n. 17 del 13 febbraio 1996 “anche per tener conto delle mutate esigenze, tra cui in particolare, l’avvenuta costituzione di Sassuolo Gestioni Patrimoniali s.r.l.”.

Per effetto della modifica della legge che disciplina il reato d’abuso d’ufficio il giudice ha ritenuto che il comportamento di Menani non costituisca reato, cionondimeno ritengo svilente, pericoloso e antidemocratico ignorare gli indirizzi del Consiglio Comunale. Altrimenti sarebbe come dire che il Presidente della Repubblica, essendo il rappresentante dell’Italia, ha il potere di agire a suo piacimento a dispetto delle camere.

Per quanto concerne le dinamiche interne alla società, devo rilevare che l’avv. Ruini viene presentato come consigliere/consulente del Sindaco, ma NON ci sono atti che gli conferiscono questo incarico, tuttavia interagisce con la struttura comunale. Non va posto sotto silenzio che secondo la legislazione italiana, in assenza di un atto che gli attribuisca questo potere sia pure a titolo “gratuito”, l’Avv. Ruini non può interagire con la struttura amministrativa, compresa SGP. Ma nessuno dice nulla.  Non posso fare a meno di rilevare che l’avv. Ruini è il fratello di due assessori del Comune di Sassuolo.

Il dott. Cavallini amministratore di SGP viene destituito praticamente senza motivazioni. Perché?

Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2019, spunta dal nulla il geom. Claudio Morselli, nominato dal Sindaco Amministratore di SGP. Senza preventivo bando ad evidenza pubblica come previsto dalla delibera Consigliare.

La delibera tutt’ora in vigore, ma clamorosamente ignorata.

Per la nomina di questo Amministratore si fa ricorso al Notaio, benché la norma non lo richieda. Perché?  Quanto è stato speso per le prestazioni di un professionista non necessario? Dov’è l’atto di incarico?  Chi ha pagato?

Il geom. Morselli, neo amministratore di SGP conferisce prontamente un incarico di 30.000 euro oltre IVA all’avvocato Ruini nonostante SGP abbia al suo interno l’ufficio legale.

Tanto più che l’incarico è del tutto generico, sino a ricomprendere “aggiornamenti normativi in campo legale”.

Chi ha rilevato che l’Ufficio legale di SGP non sia in grado neanche di “aggiornarsi” e di svolgere il ruolo per cui è stato istituito? (potrei capire che ha poca esperienza in materia di concordato e forse in materia di accordo para-concordatario…)

La previsione di spesa è di 30.000 €, oggettivamente molto alta.

Se ne va dopo appena sei mesi di mandato il neo amministratore di SGP spuntato dal nulla.

Ragioni personali non meglio specificate. è la frettolosa motivazione.

Solo sei mesi di mandato per un rocambolesco cambio di amministratore, destituito il primo e nominato il secondo senza dare corso in alcun modo ai tassativi obblighi imposti dagli indirizzi del Consiglio comunale.

Non si fa neanche in tempo ad apprendere delle dimissioni, che il solerte cilindro notturno di Menani sforna un altro amministratore di SGP, il dott. Marcello Alonzo, “naturalmente” nominato direttamente, non con un bando ad evidenza pubblica come prevede la famosa delibera consiliare. Non è stata mai fornita una motivazione.

Comprensibile che con questo andazzo sia impossibile fornire motivazioni plausibili al Consiglio Comunale.

Molto più comodo tacere o sparare frasi d’effetto del tipo “non sono un delinquente”.

Il neoamministratore/bis di SGP, altrimenti detto “Temporary manager”, arriva dalla Liguria.

Perché Temporaneo se SGP ha bisogno di continuità?

Ma non avevano detto era indispensabile la presenza dell’Amministratore almeno 4 giorni su 5?

E per quanto sarà “temporary”?

Manco a dirlo, è un mistero.

Ultimi particolari: SGP, da un anno in qua, conferisce incarichi a professionisti la cui sede lavorativa è fissata in terra ligure. (Assistenza fiscale/ contabile e perizia econometrica).

E ancora, SGP ha operato promozioni di carriera ai propri dipendenti, ivi compresa la promozione al massimo livello del contratto al legale di SGP, lo stesso legale che ha bisogno del supporto di un avvocato esterno.

Ma come?

Eliminano l’ufficio legale del Comune per “risparmiare” e poi gratificano quello di SGP che ha bisogno del costante supporto esterno anche per gli aggiornamenti per una spesa di “solo” 30.000,00 euro?

E soprattutto, dove sono gli atti di indirizzo del socio come vuole il decreto sulle società partecipate? (in questo caso delibera di Giunta), dove sono gli atti dell’amministratore? Le motivazioni? La programmazione del personale?

E poi perché riorganizzare la struttura adesso con promozioni al massimo livello del contratto che potrebbero rivelarsi inutili a breve, se, come dice lo stesso Menani, non è ancora deciso quali e quanti servizi saranno lasciati in SGP?

E ancora perché ci sono delle decisioni della Giunta che non sono rese note alla cittadinanza?

Nella numerazione progressiva delle delibere ci sono molti numeri mancanti, perché?

Ma è ovvio: trasparenza e risparmio sono concetti del tutto personali!

Ai cittadini basti sapere quello che Menani dice: “lavora e tanto per il bene di Sassuolo”!

qui sotto il link al post Facebook:

https://www.facebook.com/412586308881002/posts/allindomani-dellarchiviazione-e-dellarticolo-apparso-sulla-stampa-di-qualche-gio/2011565915649692/ 

La Polizia di Stato ritrova merce rubata in un’azienda di Sassuolo

La Polizia di Stato ritrova merce rubata in un’azienda di SassuoloLa Polizia di Stato ha recuperato un camion rubato in provincia di Ravenna e materiale, anch’esso compendio di furto, di proprietà di un’azienda di Sassuolo produttrice di forniture industriali.

Nella serata del 2 febbraio scorso, a seguito di segnalazione di un furto perpetrato presso detta azienda, la Squadra Volante del Commissariato si è messa subito alla ricerca dei ladri e, grazie anche ad una strumentazione GPS installata all’interno dei tubi in gomma con anima in metallo che erano stati rubati, è riuscita a tracciare i movimenti della merce, la cui ultima posizione risultava nel comune di Fiorano Modenese.

Giunti in via Stazione a Fiorano, gli agenti hanno individuato un autocarro sospetto.

L’autista, accortosi della presenza della Polizia, nel tentativo di sottrarsi al controllo, è entrato nel cortile di una ditta, urtando con la parte destra della cabina il muro di cinta; quindi, ha abbandonato il mezzo ed è scappato nei campi.

Dal controllo alla banca dati SDI, l’autocarro risultava appunto oggetto di furto a Ravenna. All’interno dello stesso sono state rinvenute stipate diverse matasse di tubo in gomma di proprietà dell’azienda di Sassuolo.

Il materiale rubato e l’autocarro sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari. Sono in corso indagini per risalire all’identità del ladro.

Territorio, la nuova legge urbanistica al centro di un ciclo di incontri con gli amministratori locali

Territorio, la nuova legge urbanistica al centro di un ciclo di incontri con gli amministratori localiRigenerazione urbana, riuso del patrimonio edilizio esistente, consumo di suolo a saldo zero. Si è concluso oggi a Bologna il ciclo di incontri dell’assessora regionale alla Programmazione territoriale Barbara Lori con gli amministratori locali di tutte le province, per fare il punto su contenuti e opportunità della nuova legge urbanistica generale.

Un provvedimento che rappresenta un vero e proprio cambiamento di prospettiva anche sul piano culturale e che – a tre anni dall’entrata in vigore – sta per entrare nel vivo dell’applicazione. Il 31 dicembre 2021 infatti scadrà il previsto periodo transitorio, entro il quale i Comuni avvieranno la stesura del Piano urbanistico generale: un unico, innovativo strumento di pianificazione che prenderà il posto dei precedenti Piano strutturale comunale, Piano operativo comunale e Regolamento urbanistico, attuando anche un significativo processo di semplificazione.

Partito nell’estate da Ravenna, il ciclo di incontri sulla nuova legge urbanistica ha toccato tutte le province emiliano-romagnole, da Rimini a Piacenza.  Un’occasione importante per approfondire i contenuti della normativa.

“Credo sia molto positivo il bilancio di questo tour. Oggi abbiamo chiuso il cerchio con la Città metropolitana di Bologna, riscontrando una grande e proficua collaborazione con amministratori e tecnici – ha spiegato l’assessora Lori -. Ho ritenuto essenziale avviare un confronto con i territori e gli enti locali, per verificare lo stato di attuazione della legge, con un particolare riguardo al periodo post emergenziale e alla necessità di sostenere la ripresa economica. L’intento era quello di verificare sul campo l’efficacia delle norme regionali, facendo emergere punti di forza ed eventuali criticità, per favorirne una piena attuazione. L’obiettivo del recupero del patrimonio edilizio esistente è centrale nella strategia urbanistica regionale, che ha tra i suoi obiettivi quello della promozione di ampi processi di rigenerazione urbana. Sempre nell’ottica della vicinanza ai territori e del sostegno dell’avvio dei piani urbanistici, si è chiuso il 31 gennaio il bando da 1 milione di euro. Così la Regione vuole ancora una volta accompagnare i Comuni in un percorso che favorisca il contenimento del consumo di suolo e la valorizzazione del territorio”.

“Una misura preziosa- chiude Lori- che va ad aggiungersi ai processi di semplificazione edilizia previsti dalla legge regionale approvata a fine 2020, per favorire gli interventi di qualificazione  edilizia che beneficiano del superbonus 110%. Tutto in piena sintonia col Patto per il lavoro e il clima”.

A fianco dei Comuni per la predisposizione dei nuovi Piani

Proprio per accompagnare le amministrazioni locali in questa fase, la Regione ha stanziato a oggi 2,8 milioni di euro. Un aiuto concreto, rivolto in particolare ai piccoli Comuni che scelgono di lavorare insieme, per sostenerli nella predisposizione dei documenti, nella formazione del personale dell’Ufficio di Piano, nell’organizzazione dei processi di partecipazione e di consultazione della cittadinanza.

Con il primo bando – dal valore di 1,8 milioni – sono stati finanziati 117 Comuni, riuniti in 31 Unioni o parti di Unioni intercomunali, tutti già al lavoro. Il secondo bando, che ha messo a disposizione 1 milione di euro, si è chiuso il 31 gennaio. A breve sarà disponibile la graduatoria.

Coronavirus, sovrappeso e obesità fattori di rischio importanti per chi contrae l’infezione, uno studio dell’Emilia-Romagna pubblicato su “Obesity Surgery”

Coronavirus, sovrappeso e obesità fattori di rischio importanti per chi contrae l’infezione, uno studio dell’Emilia-Romagna pubblicato su “Obesity Surgery”Covid-19, con il sovrappeso e l’obesità i rischi aumentano. La conferma arriva da uno studio promosso e coordinato dall’Emilia-Romagna, in particolare dal Centro di Chirurgia Bariatrica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, in collaborazione con i Centri di Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Bologna.
Una condizione, quella dell’obesità, che in Emilia-Romagna interessa oltre 350.000 adulti, come emerge dai dati del Servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione.
Seicento i pazienti, ammalatisi di Covid-19, coinvolti nello studio, che ha messo a confronto quelli operati con la chirurgia bariatrica (ovvero l’insieme degli interventi chirurgici utilizzati per il trattamento dell’obesità) negli ultimi 12 mesi, con quelli in attesa di intervento. Questi ultimi hanno avuto sintomi più severi, e per loro è stato necessario un maggior ricorso al ricovero in terapia intensiva.

Pubblicato su “Obesity Surgery”, rivista di riferimento internazionale del settore e classificata come Q1 (prima posizione per impact factor) tra le riviste chirurgiche, lo studio rappresenta un’ulteriore riprova di come l’obesità sia fattore di rischio rispetto al Covid, oltre che per la maggior parte delle patologie: da quelle dell’apparato cardiorespiratorio alle oncologiche, al diabete e alle altre patologie croniche.

“Ancora una volta, grazie al lavoro di squadra dei nostri professionisti, questa regione può offrire un contributo importante alla ricerca- commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-.  E dai dati emerge anche che l’atteggiamento degli emiliano-romagnoli rispetto ai corretti stili di vita, a partire dall’alimentazione e dal movimento, è di grande attenzione: c’è una diminuzione tra le persone in sovrappeso, mentre aumentano quelle che praticano attività fisica. Siamo in una situazione migliore rispetto alla media nazionale- prosegue Donini-, ma questo non deve farci abbassare la guardia. Le persone obese rischiano la salute, in tante patologie, e ora anche con il Covid-19”.

“La Regione sta già facendo molto in termini di prevenzione- aggiunge l’assessore-, tant’è che il nostro modello di intervento sui bambini ha ottenuto dall’Oms il riconoscimento di ‘buona pratica europea’. Occorre però fare ancora di più, per promuovere corretti stili di vita anche nei confronti degli ‘irriducibili’”.

A illustrare lo studio dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma è il primo firmatario della pubblicazione, il dottor Federico Marchesi (foto), responsabile del programma di Chirurgia Bariatrica e delle prime vie digerenti dell’Ospedale Maggiore, che fa capo alla Clinica Chirurgica generale diretta da Paolo Del Rio.

“Lo studio è nato nel momento di massima virulenza del virus, con l’obiettivo di valutare se la chirurgia dell’obesità, già protettiva per le patologie correlate, lo fosse anche nei confronti dell’infezione da Covid-19- spiega Marchesi-. In collaborazione con gli altri Centri emiliani, abbiamo confrontato i sintomi della malattia nei pazienti operati da almeno 12 mesi con i sintomi manifestatisi in pazienti obesi in attesa di intervento, e abbiamo riscontrato che i pazienti operati hanno contratto forme di infezione più lieve con un minor tasso di ricoveri ospedalieri e un minor ricorso alle terapie intensive.

“Da queste osservazioni- conclude Marchesi- abbiamo potuto dedurre che la correzione chirurgica dell’obesità si conferma una misura di prevenzione primaria fondamentale anche per Covid e per le epidemie virali respiratorie.  I Centri di Chirurgia Bariatrica dell’Emilia-Romagna sono stati i primi a uscire con un contributo scientifico di livello internazionale su questo tema: non possiamo che esserne orgogliosi”.

Smaltimento di modesti rifiuti inerti: per i cittadini ancora possibile nelle isole ecologiche

Smaltimento di modesti rifiuti inerti: per i cittadini ancora possibile nelle isole ecologiche(la presente nota sostituisce la precedente versione in quanto inesatta)

«La possibilità da parte dei cittadini di continuare a smaltire nelle isole ecologiche i rifiuti inerti, derivanti da lavori domestici di modesta entità e realizzati in economia, è certamente positiva, soprattutto per la montagna, dove trovare ditte specializzate a cui affidare lo smaltimento risulterebbe difficoltoso e costoso». E’ il commento di Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena, alla notizia del chiarimento da parte del ministero dell’Ambiente, che consente ai cittadini di continuare a smaltire nelle isole ecologiche comunali i rifiuti inerti di piccole dimensioni, come mattonelle o sanitari, derivanti da ristrutturazioni realizzate in economia.

Sulla questione gli enti locali e Atersir, l’agenzia per i servizi idrici e rifiuti avevano chiesto un chiarimento, in merito della normativa nazionale, entrata in vigore dal 1 gennaio, che aveva recepito una direttiva europea in materia.

I rifiuti, specifica la nota del ministero, provenienti da lavori “fai da te” non dovranno essere smaltiti tramite ditte specializzate, ma si potrà continuare a conferirli nelle isole ecologiche.

Come sottolinea Tomei, grazie all’impegno della Regione e di Maria Costi, sindaco di Formigine e rappresentante della provincia di Modena all’interno di Atersir, l’agenzia per i servizi idrici e rifiuti, il provvedimento consente un corretto smaltimento di questi rifiuti, evitando eccessivi aggravi sui costi per i cittadini, soprattutto nelle zone dove sarebbe risultato più complicato trovare ditte specializzate».

 

La Regione vara il Piano del lavoro agile. Previsto un risparmio di 3 milioni di euro l’anno, che saranno reinvestiti per cittadini e imprese

La Regione vara il Piano del lavoro agile. Previsto un risparmio di 3 milioni di euro l’anno, che saranno reinvestiti per cittadini e impreseAmpliamento dello smart working, inclusione lavorativa di persone in situazione di fragilità, sostegno e diffusione della trasformazione digitale a vantaggio dei cittadini, riprogettazione degli spazi di lavoro per migliorare consumi e mobilità. La Regione Emilia-Romagna vara il Pola, Piano del lavoro agile, destinato ad affrontare nel triennio 2021/23 le sfide dell’amministrazione pubblica raccordando tutte le iniziative di trasformazione digitale, sviluppo delle risorse umane e adeguamento dei processi e dell’organizzazione, con l’obiettivo di migliorare le modalità di lavoro e le performance dell’Ente.

Un Piano frutto di un lavoro che ha coinvolto tutta l’organizzazione regionale e che è stato approvato dalla Giunta Regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini, con il compito di programmare il lavoro agile dell’intero Ente e di definire le modalità per attuarlo e svilupparlo. Il Piano organizzativo del lavoro agile della Regione apre la strada verso un rinnovamento, in continuità con quanto previsto dal Progetto VeLA “Veloce, Leggero, Agile – Smart Working per la PA”.

Il Pola determina le condizioni in cui si svolgerà il lavoro in Regione Emilia-Romagna, superata la fase pandemica e prevede, così come definito per legge, che oltre il 60% dei lavoratori possa svolgere l’attività in smart working. I dipendenti della Regione Emilia-Romagna attualmente in lavoro agile sono oltre il 65%.

“Con l’approvazione del Pola proseguiamo nella grande sfida dell’innovazione digitale dell’Ente, permettendo alla Pubblica amministrazione di diventare ancora più efficiente- ha commentato l’assessore al Bilancio e Personale, Paolo Calvano-. Siamo stati la prima Regione ad adottare lo smart working in Italia e abbiamo scelto di condividere le buone pratiche che negli anni abbiamo sviluppato. Migliora la Pubblica amministrazione, migliora il nostro modo di essere a servizio del territorio e cresce il valore aggiunto che possiamo offrire ai cittadini. I risparmi che si otterranno da questa innovativa formula, saranno re-investiti per cittadini e imprese”.

Il nuovo piano organizzativo consentirà alla Regione di risparmiare 3 milioni di euro all’anno in modo stabile a partire dal 2023, che la Regione potrà reinvestire a favore della comunità Emiliano-romagnola.

Il Pola, costruito anche grazie a un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali, vuole garantire l’accesso al lavoro agile a tutti i lavoratori regionali che operino su attività che per loro natura si prestano a essere svolte da remoto con modalità agili, accompagnandoli nel loro percorso professionale, valorizzandone le competenze e migliorando il benessere organizzativo loro e dell’Ente anche attraverso la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Una nuova organizzazione che promuove l’inclusione lavorativa di persone in situazione di fragilita permanente o temporanea, sostiene e diffonde la trasformazione digitale dell’Ente e la cultura dei processi “digital first” come leve per migliorare la Pubblica amministrazione regionale a favore di cittadini e imprese. Infine, ottimizza e riprogetta gli spazi di lavoro e di conseguenza contribuisce allo sviluppo sostenibile del territorio regionale, riducendo i consumi e la mobilita .

Infrastrutture, a giugno al via i lavori sul Nodo di Casalecchio

Infrastrutture, a giugno al via i lavori sul Nodo di CasalecchioÈ ufficiale: i lavori allo stralcio nord del Nodo di Casalecchio, nel bolognese, partiranno il prossimo giugno. Dopo la chiusura – lo scorso 18 gennaio – del bando di gara di Anas da 135 milioni di euro, nelle prossime settimane sarà definita la società aggiudicataria dei lavori per la realizzazione del nuovo tratto di strada della ‘Porrettana’, una delle opere più attese e strategiche per la viabilità regionale.

È quanto illustrato oggi durante il Consiglio straordinario del Comune di Casalecchio di Reno a cui ha preso parte anche l’assessore regionale alle Infrastrutture, Andrea Corsini.

“La partenza delle grandi infrastrutture rappresenta sempre un elemento determinante per un territorio- commenta Corsini– e lo è ancora di più, in un momento così delicato di emergenza sanitaria per la pandemia mondiale, per il suo indubbio valore anche come acceleratore di ripresa economica. È quindi con particolare soddisfazione che, grazie al lavoro sinergico con il Comune di Casalecchio, Anas e Rfi, posso oggi annunciare ufficialmente il via a un’opera tanto strategica quanto attesa dalla cittadinanza. Un’infrastruttura molto complessa che interessa la viabilità stradale e ferroviaria e per questo ha bisogno di un preciso rispetto dei tempi e di una comunicazione stringente tra tutti gli attori coinvolti nel progetto. Come Regione vigileremo sulle tempistiche, monitorando il cantiere passo dopo passo con l’obiettivo di intervenire in caso di criticità, limitare al massimo i disagi per la comunità e fare in modo di vedere nascere così al più presto un’infrastruttura che i cittadini attendono da anni e che andrà a risolvere il problema del traffico sul territorio”.

 

I lavori al Nodo Ferrostradale di Casalecchio di Reno

L’intervento rientra nel progetto complessivo denominato “Nodo Ferrostradale di Casalecchio di Reno”, che comprende la realizzazione di una variante integrata (ferroviaria e stradale) finalizzata al completamento infrastrutturale del corridoio appenninico della valle del Reno, con la contestuale riorganizzazione del centro urbano di Casalecchio di Reno. L’intervento stradale, dello sviluppo complessivo di circa 4 km, è suddiviso in uno “stralcio nord” e in uno “stralcio sud”.

I lavori allo stralcio nord, che partiranno la prossima estate e andranno avanti per tre anni, riguardano la realizzazione di un nuovo tratto di strada della ‘Porrettana’, lungo circa 2,1 chilometri – di cui 1,2 km in galleria – che si svilupperà parallelamente all’autostrada A1 tra le abitazioni e la linea ferroviaria Bologna-Pistoia. I lavori comprendono anche la realizzazione di una parte dello svincolo di Faianello, che collega l’asse principale all’esistente Statale 64.

 

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