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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Il Vicesindaco di Sassuolo lancia una campagna contro l’abbandono dei rifiuti

“Abbandonare rifiuti ingombranti a fianco dei cassonetti non è solamente un gesto incivile che denota un’assoluta mancanza di rispetto per gli altri e per la propria città ma è anche un comportamento che può essere sanzionato”. Il Vicesindaco del Comune di Sassuolo Camilla Nizzoli, con queste parole, lancia una campagna contro l’abbandono dei rifiuti che passa anche attraverso il lavoro del Nucleo Anti Degrado di Polizia Municipale – recentemente costituito – e dell’Accertatore Ambientale.

“La Polizia Municipale di Sassuolo  – chiarisce il Vicesindaco – da qualche tempo ha incrementato l’attività di controllo anche attraverso l’utilizzo delle “foto trappole”, sistemate nei pressi dei cassonetti, che “immortalano” l’autore dell’abbandono. Sono state sviluppate ulteriori forme di collaborazione con Hera, il gestore del servizio di raccolta rifiuti, che ha messo a disposizione un “Ispettore Ambientale”: attività di controllo volta a debellare un fenomeno tanto diffuso quanto disgustoso.

Le possibilità per conferire correttamente i rifiuti ingombranti ci sono e, soprattutto, sono gratuite: dal conferimento alla Stazione Ecologica, aperta tutti i giorni della settimana, al numero verde per prenotare il ritiro a domicilio. Invitiamo tutti ad utilizzare gli strumenti a disposizione – conclude il Vicesindaco del Comune di Sassuolo Camilla Nizzoli – perché facendolo non solo si contribuirà a mantenere il decoro della nostra città, mostrando rispetto per se stessi e per gli altri, ma si eviterà anche di incorrere in pesanti sanzioni”.

Per prenotare il ritiro basta chiamare il Servizio Clienti Hera al numero verde 800.999.500 e concordare con l’operatore un appuntamento e le modalità del ritiro di: ingombranti domestici generici (mobili, sedie, poltrone, materassi, reti, tavoli, ecc.); apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di grandi dimensioni (lavatrici, frigoriferi, televisori, ecc.); sfalci e potature.

E’ possibile, inoltre, conferire i rifiuti presso la Stazione Ecologica Arcobaleno, in via Madre Teresa 1, che è aperta dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 18 e la domenica dalle ore 9 alle ore 12.

Incendi boschivi: un nuovo elicottero per la flotta aerea dei Vigili del fuoco

In arrivo un nuovo elicottero per la flotta aerea del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che già conta all’attivo 15 canadair, 4 Erickson S-64 e 5 elicotteri AB-412: si tratta di un altro Erickson, ma questa volta la sua livrea non è verde, bensì rossa e bianca. Dopo il collaudo del 15 luglio, sarà a tutti gli effetti un rinforzo nella lotta agli incendi boschivi e di vegetazione.

E’ un aeromobile in grado di volare ad una velocità di crociera di circa 200 km orari, trasportando nel ventre ben 9.000 litri di estinguente (3.000 in più rispetto a un Canadair), ha il vantaggio di poter pescare da specchi d’acqua piccoli o dai fiumi ed è dotato di un cannoncino frontale, il “water cannon”, che permette di sparare con precisione il getto estinguente fino a 60 metri di distanza.

Ammortizzatori sociali e ritardi nei pagamenti, i necrologi di Casapound non denunciano chi ha la responsabilità dei ritardi

“Apprendiamo che nella notte tra il 7 e l’8 luglio attivisti di Casapound hanno affisso alle sedi Inps necrologi alla memoria di coloro che non stanno ricevendo l’indennità dovuta attraverso gli ammortizzatori sociali attivati per l’emergenza sanitaria covid-19 – riferisce in una nota la Cgil –  Lo hanno fatto in centinaia di città in tutta Italia, anche a Modena, Carpi, Sassuolo”.

“Il segno è chiaro: un’organizzazione neofascista che agisce per criminalizzare lavoratrici e lavoratori dell’Inps e non per denunciare chi ha la reale responsabilità di questi ritardi che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono le aziende. La questione è evidente a tutti, già sollevata da noi per identificare le responsabilità e non per strumentalizzare una tragica vicenda che già conta circa 35 mila morti nel nostro Paese.

Il sistema degli ammortizzatori sociali risulta evidentemente farragginoso e, come da noi richiesto, va riformato in quanto parte del problema. Però ognuno deve fare la propria parte affinché lavoratrici e lavoratori ricevano in tempi ragionevoli quanto dovuto attraverso gli ammortizzatori sociali. In due casi l’Inps è il soggetto che deve erogare direttamente le indennità: in caso di ammortizzatori sociali in deroga, perché l’azienda non può anticipare e, per tutti gli altri ammortizzatori sociali, nel caso in cui il datore di lavoro abbia deliberatamente scelto di non anticipare il dovuto alle maestranze anche se possibile farlo. La responsabilità morale dei ritardi è nella gran parte in capo a quelle imprese che hanno deciso di non anticipare le quote per lavoratrici e lavoratori, laddove possibile, ovvero che non hanno provveduto agli invii tempestivi all’Inps dei moduli SR41. A Modena il ritardo è dovuto, nella maggioranza dei casi, a questa mancata o ritardata comunicazione da parte delle aziende.

Tante imprese modenesi hanno scelto di anticipare quanto spettante ai dipendenti. Purtroppo resta alto il numero di aziende che, pur potendolo fare, per scelta opportunistica hanno deciso di non anticipare gli importi previsti. Questa situazione grava completamente su lavoratrici e lavoratori che vedono tardare il pagamento a causa dell’allungamento dei tempi per ritardi burocratici aziendali che non consentono all’Inps di pagare rapidamente gli importi dovuti pur in presenza delle autorizzazioni.

Casapound forse non lo sa, ma a loro poco importa: è più facile criminalizzare lavoratrici e lavoratori dell’Inps piuttosto che indicare le responsabilità di quei padroni inadempienti.

La Segreteria Cgil di Modena esprime la massima solidarietà nei confronti di donne e uomini che, pur svolgendo il loro compito, diventano oggetto di ingiusti e vergognosi attacchi politici senza che questi atti affrontino il vero problema di tutti coloro che non ricevono l’indennità dovuta dagli ammortizzatori sociali” – conclude Cgil ER.

Accordo della Regione con le Università per i medici specializzandi: assunti con concorso anche mentre frequentano il penultimo o l’ultimo anno di specializzazione

Da una parte la volontà di offrire un inserimento rapido nel mondo del lavoro ai medici specializzandi, che durante l’emergenza Covid hanno dimostrato di essere pronti al servizio in prima linea. Dall’altra, la necessità di dare una risposta al fabbisogno di medici che caratterizza in questo momento il Servizio sanitario.

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha siglato un accordo con le Università di Parma, Modena-Reggio Emilia, Bologna e Ferrara che sancisce la possibilità di assunzione dei medici specializzandi iscritti al penultimo e all’ultimo anno del corso di specializzazione.

Gli specializzandi potranno quindi partecipare ai concorsi, e per loro è previsto, in caso di esito positivo, un contratto a tempo determinato, durante il quale resteranno iscritti alla scuola di specializzazione universitaria. Non appena completeranno il loro percorso di studi, il contratto si convertirà a tempo indeterminato

In arrivo anche un’altra importante novità per gli specializzandi: gli incarichi a tempo determinato già affidati per il contrasto all’emergenza Covid-19 potranno essere prorogati fino al 31 dicembre 2020.

“Questi mesi così impegnativi per la nostra sanità sono stati un’occasione di crescita professionale molto importante per i medici specializzandi, che hanno svolto un ruolo fondamentale per tutto il sistema a fianco dei loro colleghi più esperti- spiega l’assessore alla Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Hanno dimostrato sul campo di meritare la possibilità di entrare in maniera rapida e diretta nel mondo del lavoro, perché di bravi medici ce n’è più che mai bisogno”.

Ai medici in formazione specialistica assunti verranno affidati incarichi compatibili con le loro competenze, e sempre sotto la supervisione di un medico della struttura.

Per loro sono previste 32 ore settimanali di lavoro e formazione pratica, mentre l’Università pianificherà gli orari delle lezioni teoriche, che non dovranno essere lasciate indietro: l’obiettivo è conciliare lavoro e formazione senza prolungare la durata degli studi.

Si aprono poi anche nuove prospettive di mobilità per gli specializzandi e si potrà essere assunti anche se si proviene da un ateneo diverso della Regione. Ad assicurare l’applicazione uniforme dell’accordo in tutta l’Emilia-Romagna sarà l’Osservatorio regionale per la formazione medico specialistica, l’organismo paritetico Università – Servizio sanitario regionale.

Luppi e Genedani (Lapam) su Bretella, Cispadana ed autotrasporto

“Il Decreto Semplificazione farà (speriamo davvero…) sbloccare la situazione della Cispadana e della Bretella Campogalliano-Sassuolo. Questo rappresenta, senza dubbio, una buona notizia. Ma non possiamo dimenticare che sono anni che sentiamo annunci, ebbene prima di dire gatto vogliamo averlo nel sacco”. Gilberto Luppi, presidente generale Lapam Confartigianato, commenta così la notizia dell’inserimento delle due autostrade, che collegano la zona nord delle province di Modena e Reggio Emilia con Bologna e quella che servirà il distretto ceramico a cavallo tra le due province, tra le opere del Decreto Semplificazione. “Ho detto tante volte che sentivo parlare di Cispadana da quando indossavo i calzoni corti e che la Bretella è sembrata cosa fatta almeno una decina di volte, dunque aspettiamo a cantare vittoria. Ma queste opere sarebbero un driver importante per il territorio, aumenterebbero la competitività delle nostre imprese e nessuno più degli imprenditori sa quanto questo sia determinante in un periodo così incerto e potenzialmente devastante come quello attuale”.

Ma a proposito di infrastrutture e di autotrasporto, interviene anche il presidente nazionale di Confartigianato Trasporti e di Unatras, Amedeo Genedani. Che mette i puntini sulle i riguardo a una categoria ‘sedotta e abbandonata’: “Il Governo ci sta trattando da ultimi delle classe. Ma se ci fossimo fermati nel periodo del lockdown avete idea di cosa sarebbe successo? Ci auguriamo che dal 15 luglio gli impegni del Ministero siano rispettati. Dal punto di vista dei trasporti, come ho detto anche al ministro De Micheli, siamo stati usati e oserei dire, gettati. Avevamo chiesto dei cambiamenti importanti che stentano ad arrivare. Soprattutto chi ha lavorato nel periodo del lockdown e ha lavorato al 50% a fatica, o anche in perdita, lo ha fatto per spirito di servizio e per dare da mangiare al Paese. Queste imprese sono state addirittura escluse da tutti i benefici perché hanno fatturato più dell’anno precedente. A questo punto – prosegue Genedani -, se si dovesse arrivare ad un altro lockdown, molta gente che ha lavorato durante i mesi di stop potrebbe scegliere di rimanere ferma, tenere i dipendenti in cassa integrazione e aspettare gli aiuti statali. Se vieni escluso da tutti i benefici solo perché hai lavorato, per di più in perdita, una reazione è automatica”. La categoria fa alcune richieste e ha ottenuto pochissimo: “Chiediamo soprattutto un accorciamento dei tempi di pagamento. Siamo l’unica categoria che trasporta e che incassa dopo il viaggio. Per ora abbiamo ottenuto soltanto venti milioni di euro sui pedaggi autostradali e stiamo ancora discutendo, perché vorremmo recuperare le spese non documentate deducibili per gli artigiani. Circa 48 euro al giorno per i giorni lavorati, un provvedimento che darebbe un minimo di respiro in più per le piccole imprese dell’artigianato”.

Cordoglio a Formigine per la scomparsa di Luigi Giovini

L’Amministrazione comunale di Formigine esprime cordoglio per la perdita di Luigi Giovini, dal 2014 Presidente dell’Associazione che organizza il Carnevale e dal 2018 punto di riferimento presso il Polo Integrato di Sicurezza e di Protezione Civile. Giovini ha affrontato la malattia con la forza che lo contraddistingueva, collaborando fino agli ultimi giorni con gli uffici comunali. Sotto la sua presidenza, il Carnevale si è rinnovato, con affascinanti spettacoli notturni e il coinvolgimento di migliaia di persone.

“Ci lascia una persona appassionata, lungimirante, che voleva bene a Formigine, così come Formigine vuole bene a lui – afferma il Sindaco Maria Costi – Ci stringiamo alla famiglia per questa perdita grande per tutta la comunità”.

Il rosario si terrà domani (venerdì 10 luglio) alle 19.45, mentre i funerali saranno celebrati sabato alle 10, entrambi nella chiesa parrocchiale di Formigine.

Centri estivi: in Emilia-Romagna già operative 2.600 realtà con 70.000 tra bambini e ragazzi che vi partecipano: ecco le stime del sondaggio svolto dall’Anci regionale

Un ritorno alla socialità per bambini e ragazzi che, dopo la chiusura forzata delle scuole a fine febbraio, non avevano più potuto incontrare amici e compagni per mesi. Al tempo stesso, un importante sostegno per la conciliazione dei tempi lavoro-famiglia dei genitori, alle prese in molti casi con il ritorno all’attività lavorativa in presenza: ai tempi del post Covid, i centri estivi dell’Emilia-Romagna fanno la loro parte nell’offerta regionale del welfare, mentre si lavora già alla riapertura in sicurezza delle scuole a settembre.

Da Piacenza a Rimini sarebbero infatti 2.600 i centri attivi in quest’estate 2020, con 70.000 bambini e ragazzi coinvolti. A stimarlo è Anci Emilia-Romagna, a partire da un questionario a cui hanno risposto fino ad ora 159 dei 328 Comuni della Regione, con una copertura di 2,7 milioni di abitanti, pari al 60% del totale degli emiliano-romagnoli.

Le anticipazioni del sondaggio svolto dall’Associazione dei Comuni, in attesa della rilevazione ufficiale che svolgerà la Regione a fine estate, delineano un quadro di piena operatività. Nei 159 Comuni presi in esame, i Centri aperti sono 1.682, con 46.630 iscritti. La fascia di età più partecipe è quella degli alunni della scuola primaria e secondaria: a frequentare i 931 centri estivi a loro dedicati sono 28.800 tra bambini e ragazzi, di cui 21.122 sono allievi della scuola primaria, 7.093 alunni della scuola secondaria di primo grado e 585 ragazzi della scuola secondaria di secondo grado. I centri estivi per la scuola per l’infanzia operativi sono 499, con 13.000 bambini iscritti, mentre tra i più piccoli, nella fascia di età 9-36 mesi, i centri sono 252 con 4.830 frequentanti: 330 hanno meno di un anno (tra i 9 e i 12 mesi), mentre 4.500 hanno tra gli uno e i tre anni.

“A un mese dal via libera alla riapertura in sicurezza dei centri estivi – afferma Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessora al Welfare-, siamo davanti a un ottimo risultato, grazie agli sforzi fatti con enti locali e gestori. Dopo l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, era fondamentale tornare a garantire due diritti imprescindibili: la socialità e l’educazione per i bambini e i ragazzi, la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro per i genitori, con una particolare attenzione alle donne su cui ricade spesso il maggior carico familiare. Grazie all’impulso della Regione e alla collaborazione con l’Anci i centri estivi si confermano uno dei cardini del nostro sistema integrato di welfare e formazione: per questo da tre anni li sosteniamo con un importante investimento, per fare in modo che siano accessibili a tutti. Quest’estate i Centri garantiscono la massima sicurezza e, allo stesso tempo, offriranno servizi migliori, con più attività all’aperto, gruppi più piccoli seguiti sempre dagli stessi educatori in continuità per contenere i rischi di contagio”.

“Aver fatto partire i centri estivi in così poco tempo è un risultato straordinario, che dimostra una grande capacità dei nostri territori: grazie al coordinamento dei comuni, hanno saputo attivare ogni sinergia possibile, sostenendo le proposte di parrocchie, terzo settore, cooperative, società sportive, che hanno condiviso come questa fosse una priorità- dichiara Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio e referente Politiche educative e scuola per Anci Emilia-Romagna-. Abbiamo saputo cogliere questa come una opportunità, sia per supportare le famiglie, sia per dare una rinnovata occasione di socializzazione e di aggregazione ai nostri bambini che, dopo aver sopportato con grande maturità i mesi di chiusura, avevano il diritto di ritornare in un contesto educativo. Credo che la proposta che i comuni hanno saputo mettere in campo sia senza precedenti, dato il contesto nel quale abbiamo lavorato, sia per il numero dei bambini che abbiamo saputo accogliere, sia per la qualità dei progetti. È sicuramente una prova superata che ci consente di guardare con fiducia alla riapertura delle nostre scuole a settembre”.

Come da decreto regionale, i centri estivi hanno potuto riaprire l’8 giugno, ma il calendario si è poi differenziato a seconda delle fasce d’età e dei territori. Per le scuole d’infanzia in prevalenza il primo giorno è stato il 22 giugno e si proseguirà fino al 14 agosto, con alcuni aperti però fino all’11/12 settembre, mentre per i ragazzi delle scuole primarie e secondarie la maggior parte dei centri ha aperto il 15 giugno e continuerà l’attività fino a metà agosto o inizio settembre. Per i centri dedicati ai bambini dai 9 ai 36 mesi, il 10% ha riaperto dal 22 giugno, i restanti invece hanno avviato le attività tra il 6 e il 7 luglio.

Nel protocollo recepito dal decreto del 1° giugno per la riapertura in sicurezza, il filo conduttore comune delle regole e dei requisiti messi a punto è garantire la massima tutela della sicurezza e della salute di bambini, ragazzi, educatori e familiari. Fra le principali misure previste e da adottare: attività da svolgersi preferibilmente all’aperto, bambini e adolescenti organizzati in piccoli gruppi e seguiti sempre dagli stessi educatori senza mescolanze tra gruppi, entrate e uscite scaglionate, triage all’ingresso, attenzione ai contatti, pulizia e disinfezione costante degli ambienti e dei materiali.

A supporto delle attività dei centri estivi la Regione ha previsto una formazione in merito alle norme igienico sanitarie, sui temi della prevenzione di Covid-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale: a tale formazione hanno aderito migliaia di operatori.

Per quanto riguarda la gestione, il 49% dei centri (830) è a gestione privata, il 19% (316) a gestione pubblica mentre il 32% (536) è affidato al terzo settore.

La Regione in aiuto alle famiglie per pagare le rette

Quest’anno, per il terzo anno consecutivo, la Regione Emilia-Romagna ha confermato il bonus economico alle famiglie, veicolato tramite i Comuni, per sostenere i costi delle rette di frequenza dei Centri estivi aderenti al progetto. Lo stanziamento di 6 milioni di euro, provenienti dal Fondo sociale europeo, rientra nell’obiettivo di conciliare i tempi lavoro-famiglia, e prevede un contributo alle famiglie con nati dal 2007 al 2017 (quindi dai 3 ai 13 anni) e reddito Isee entro i 28.000 euro. A supporto della riorganizzazione in sicurezza dei centri estivi sono arrivati ai Comuni della Regione Emilia-Romagna anche quasi 10 milioni di euro stanziati dal Governo con il Decreto Rilancio.

Terminato l’intervento in strada per Casara

Sono terminati in questi giorni gli interventi di ripristino di uno smottamento localizzato in strada per Casara, che hanno avuto un importo di 94.000 € finanziato in quota parte dalla Protezione Civile Regionale (per una somma di 70.000 €) e la parte residua dal Comune di Sassuolo.

“Un intervento oneroso ma che contiamo possa essere risolutivo – commenta il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – anche se solamente il tempo ci dirà se abbiamo ragione. La strada che porta all’abitato di Casara necessita di manutenzioni straordinarie frequenti ed il nostro obiettivo è quello di trovare una sistemazione definitiva per poter permettere ai residenti di poter percorrere quel tratto in assoluta sicurezza. Entro fine anno la strada sarà oggetto di un altro intervento, di portata simile, più a valle: nel primo tratto è stato rilevato un nuovo movimento del terreno che, se non sistemato, potrebbe portare ad un nuovo smottamento; contiamo di terminare i lavori entro l’inizio del 2021”.

Si recupera venerdì 17 “I got rhythm: in crossover tra classico e jazz”

La Toscanini – Quartetto inedito (@Luca Pezzani)

Sarà recuperato il prossimo 17 luglio, sempre con inizio alle ore 21,15 nell’Arena di Villa Giacobazzi, il concerto dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini inizialmente previsto per sabato scorso, 4 luglio, poi annullato causa indisponibilità di un membro del quartetto.

“I got rhythm: in crossover tra classico e jazz” si terrà, quindi, venerdì 17 luglio a partire dalle ore 21,15 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili.

Di scena sarà un quartetto inedito de La Toscanini composto da flauto, percussione, contrabbasso e pianoforte: Sandu Nagy, Gianni Giangrasso, Antonio Mercurio e Francesco Melani.

Berardi futuro papà, l’annuncio di Francesca sui social

Con 12 goal è per lui la migliore stagione calcistica, ma il 2020 porta per il 25enne attaccante neroverde Domenico Berardi anche l’annuncio che sarà futuro papà.

E’ stata la compagna Francesca Fantuzzi ad annunciare di essere incita attraverso Instagram. Alla coppia vanno le nostre felicitazioni.

Il cavalcavia Da Verrazzano al centro dell’incontro di quartiere al Parco Amico di Braida

“Nessun rischio di stabilità ma la necessità di realizzare interventi di manutenzione straordinaria il cui iter è già avviato”. Il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani, nell’incontro di quartiere ieri sera al Parco Amico di Braida, rispondendo alle domande dei presenti ha voluto rassicurare sulla situazione del ponte di via Giovanni Da Verrazzano.

“Diversamente da quanto affermato dalla stampa – ha chiarito il Sindaco – il ponte non corre alcun rischio di crollo e la situazione non è assolutamente grave proprio perché siamo in grado di intervenire per tempo. Il ponte è oggetto di intervento in quanto, come segnalato da Fer, è stato riscontrato un principio di movimento dei muri d’ala che contengono il rilevato stradale in terra: nulla che riguardi comunque la struttura vera e propria del cavalca ferrovia. La situazione del sovrappasso non desta particolari ed immediate preoccupazioni. È tuttavia necessario provvedere celermente alla stabilizzazione dei muri d’ala prima che il quadro diventi effettivamente serio.

Sono già stati affidati gli incarichi di rilevazione geologica e di progettazione, che iniziano questa settimana e confidiamo di poter affidare l’appalto per l’esecuzione dei lavori entro la prima metà di settembre. Provvederemo alla chiusura dei cancelli che, sotto al ponte, danno accesso al percorso ciclopedonale, sia per evitare che sbandati bivacchino nottetempo che per l’incolumità dei passanti visto che, fino al termine dell’intervento, potrebbero cadere calcinacci. Abbiamo, inoltre, già chiesto a Fer la pulizia dell’area visto che materassi e rifiuti sono tutti sul terreno di loro proprietà”.

 

Venerdì notte sulla Diramazione per Ravenna D14 chiuso lo svincolo di Cotignola

Sulla Diramazione per Ravenna D14, per lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, dalle 22:00 di venerdì 10 alle 6:00 di sabato 11 luglio, sarà chiuso lo svincolo di Cotignola, in entrata verso Ravenna-città.
In alternativa si consiglia di entrare allo svincolo di Bagnacavallo.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 10 luglio

Al mattino e pomeriggio sereno o poco nuvoloso per il transito di nubi stratificate di scarsa consistenza. In serata tendenza ad aumento della nuvolosità, specie sul settore occidentale. Temperature: in ulteriore aumento; minime comprese tra 20 e 21°C nei capoluoghi di pianura, con valori inferiori di qualche grado nelle aree di aperta campagna e tra 22° e 23°C sulla costa; massime intorno a 34°-35°C sulle pianure interne, con punte localmente fino a 36°; valori attorno a 31-32°C lungo la fascia costiera. Venti: deboli variabili, a regime di di brezza sulla fascia costiera con temporanei rinforzi nel pomeriggio. In serata sui rilievi tendenti a provenire da sud-ovest. Mare: quasi calmo al mattino, poi in generale poco mosso, ma localmente e temporaneamente mosso nel pomeriggio.

(Arpae)

Fiorini (FI), edilizia e ceramiche punti di forza per ripartenza

“L’audizione del presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, oggi in Commissione Attività produttive della Camera, ha confermato quanto i settori dell’edilizia e delle ceramiche siano punti di forza su cui investire per la ripartenza economica”.
Lo afferma la deputata Benedetta Fiorini (FI), segretario ella Commissione Attività produttive della Camera.

“ll Covid19 e l’invecchiamento della popolazione – continua Fiorini – stanno cambiando in maniera radicale anche il modo di concepire l’edilizia e l’abitare. Questa trasformazione, già presente oggi, sarà sempre più avvertita anche in futuro e ciò dovrebbe spingere il legislatore ad un sostegno consistente e duraturo a tutta la filiera dell’edilizia. Le misure del sismabonus e dell’ecobonus, che abbiamo richiesto e che sono state recepite dal Governo, vanno non solo mantenute in maniera sistematica e non soltanto una tantum, ma vanno anche rafforzate incrementando fino al 150% il valore dei costi portati in ammortamento sui beni immobili oggetto d’intervento, comprendendo anche gli immobili a destinazione produttiva e commerciale, *ed estendendo le agevolazioni fiscali per le attrezzature sanitarie che producono un risparmio idrico*. Il rilancio dell’edilizia – conclude Fiorini – sarebbe un volano per l’intera economia a partire dal settore delle ceramiche che è una eccellenza del nostro Made in Italy ed un orgoglio dell’Emilia e del Paese”.

Dalla Regione altri 10 milioni di euro per i lavoratori della sanità pubblica dell’Emilia-Romagna

Dopo il primo riconoscimento erogato a maggio, la Regione Emilia-Romagna torna a valorizzare i lavoratori della sanità pubblica dell’Emilia-Romagna, impegnata nella gestione dell’emergenza Covid-19, destinando loro altri 10 milioni di euro. Questa volta a beneficiarne sarà tutto il personale, compresi tecnici e amministrativi.

La Giunta regionale ha, infatti, approvato una delibera che dà seguito al confronto avviato dalla Regione con le organizzazioni sindacali (13 sigle), dopo le modifiche alla materia introdotte dal decreto “Rilancio” insieme all’integrazione delle risorse.

Tra le principali novità, l’allargamento dell’ambito di applicazione del trattamento economico accessorio, che ora fa appunto riferimento a tutti i lavoratori dipendenti del sistema sanitario, compreso il personale dirigenziale del ruolo professionale, tecnico e amministrativo: non più quindi il solo organico sanitario, ma anche chi a vario titolo fa parte della ‘macchina’ che assiste e cura i cittadini.

“Insieme al personale più in prima linea come medici, infermieri e soccorritori, è stato tutto il sistema sanitario regionale che ha affrontato in maniera coesa l’emergenza Covid, lavorando con sacrificio e disponibilità massima per difendere la salute di tutti gli emiliano-romagnoli – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore Raffaele Donini -. Abbiamo ritenuto giusto e doveroso riconoscere un premio anche ai professionisti, ai tecnici e agli amministrativi che, ognuno per le proprie competenze, hanno permesso alla nostra sanità di affrontare nel migliore dei modi una crisi senza precedenti, mantenendo tuttora alta l’attenzione sul virus e gestendo la fase di ritorno all’erogazione delle prestazioni e dei servizi ordinari”.

Cambia anche il criterio di priorità dell’assegnazione delle risorse: verranno remunerate tutte le prestazioni correlate alle particolari condizioni di lavoro dettate dall’emergenza Covid-19, e non solo quelle di lavoro straordinario.

Inoltre, le risorse, che potranno derogare anche ai vincoli in materia di spesa per il personale – oltre che a quelli sulla consistenza dei fondi contrattuali -, potranno essere destinate anche ad altri fondi, in particolare quelli che finanziano la performance organizzativa e individuale.

Al netto degli oneri, queste nuove risorse ammontano a 10.630.201 euro esono state stabilite dal decreto ‘Rilancio’ su un totale di 190 milioni di euro erogati al Sistema sanitario nazionale come ulteriore finanziamento. Regione e sindacati hanno scelto di confermare il medesimo criterio di riparto già utilizzato a maggio, che si rifà a una proporzione con il numero di lavoratori in servizio.

Per l’Asl di Piacenza i fondi a disposizione sono quindi 618.622 euro, per l’Azienda ospedaliera di Parma 695.476 euro, per l’Asl di Parma 448.981 euro, per l’Asl di Reggio Emilia 1.148.071 euro, per l’Azienda ospedaliera di Modena 635.371 euro, per l’Asl di Modena 795.816 euro, per l’Asl di Bologna 1.425.222 euro, per l’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna 213.323 euro, per l’Azienda Ospedaliera Sant’Orsola di Bologna 838.349 euro, per l’Asl di Imola 307.585 euro, per l’Azienda ospedaliera di Ferrara 419.585 euro,  per l’Asl di Ferrara 465.238 euro, per l’Asl della Romagna 2.592.560 euro.

 

Per una notte sull’A1 chiuso il tratto tra Parma e l’allacciamento con la A15 Parma-La Spezia

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di ispezione delle opere d’arte, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, dalle 22:00 di giovedì 9 alle 5:00 di venerdì 10 luglio, sarà chiuso il tratto compreso tra Parma e l’allacciamento con la A15 Parma-La Spezia, verso Milano.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Parma, si potrà percorrere la SP343 e la SS9 Via Emilia con rientro sulla A15 Parma-La Spezia, alla stazione di Parma ovest, da dove si potrà proseguire in direzione della A1/Milano.

Appalti ferroviari Emilia-Romagna: incontro presso Prefettura di Bologna su grave situazione settore

“Nell’ambito della mobilitazione nazionale a tutela dei circa 10 mila lavoratori impiegati negli appalti ferroviari (circa 400 sono i lavoratori in Emilia-Romagna) per la tutela del lavoro e per chiedere in tempi certi e rapidi l’erogazione delle prestazioni di sostegno al reddito, si è tenuto oggi – mercoledì 08 luglio – su richiesta delle Segreterie Regionali di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, UGL Ferrovieri, SLM FAST e ORSA, un tavolo di confronto presso la Prefettura di Bologna sulla grave crisi del settore in Emilia-Romagna.

Le OO.SS. hanno evidenziato la strategicità del settore e di come le attività di pulizia e sanificazione dei luoghi di lavoro e dei mezzi di trasporto pubblico si siano rivelate centrali e indispensabili  durante questi mesi di emergenza Covid-19. Nonostante ciò, l’impatto del lockdown sul settore degli Appalti Ferroviari, ha costretto la quasi totalità delle Società operanti in Emilia-Romagna a richiedere l’attivazione degli ammortizzatori sociali a causa della drastica riduzione dei servizi erogati dalle società Committenti facenti parte del Gruppo FSI.

A distanza di mesi, solo una piccola parte dei lavoratori del comparto ha ricevuto un sostegno al reddito anticipato dalla propria azienda, mentre la maggior parte è ancora in attesa della cassa integrazione da parte dell’ INPS che, ad oggi, non ha ancora provveduto ad erogare quanto dovuto.

La mancata erogazione della cassa integrazione rappresenta una inaccettabile ennesima beffa per i lavoratori coinvolti!!!

Le OO.SS. attraverso il Tavolo hanno quindi sollecitato le Istituzioni a sbloccare questa insostenibile situazione che va ad aggravare il contesto di un settore già colpito negli ultimi anni da problemi strutturali e atavici, con pesantissime ricadute sui lavoratori.

Come già denunciato da tempo e in più occasione, le Segreterie Regionali hanno descritto la gravità e gli effetti di un quadro caratterizzato da eccessiva frammentazione di lotti e gare di fatto al massimo ribasso.

La frammentazione del Settore ha visto anche in Emilia-Romagna aumentare a dismisura il numero di società affidatarie dei servizi, molte delle quali, sempre più spesso, denunciando difficoltà finanziarie, erogano con ritardi reiterati nel tempo le retribuzioni dovute alle maestranze, venendo meno agli adempimenti dal CCNL e dalla legge.

Ritardo nel pagamento degli stipendi e mensilità ancora oggi non erogate, crisi del Consorzio Manital e della Soc. Coop. Mr. Job, ricorso sistematico ad ammortizzatori sociali  (contratti di solidarietà) anche in epoca pre Covid-19, dumping e applicazione di CCNL differenti ai lavoratori per medesime attività di pulizia dei convogli ferroviari, indebita applicazione del “Lavoro intermittente”, strutture e locali in ambito ferroviario ad uso delle imprese appaltatrici fatiscenti, gravi situazioni di degrado e frequenti casi di aggressioni fisiche e verbali ai danni dei lavoratori in alcune stazioni: sono solo alcune delle gravi criticità osservate in Emilia-Romagna tra il 2019 e il 2020, con pesantissime ripercussioni soprattutto sui lavoratori.

Le Segreterie hanno ribadito, a conclusione del confronto, la necessità, soprattutto in questa fase storica, di un intervento serio e responsabile negli appalti ferroviari, anche e soprattutto da parte del Gruppo FSI, per porre fine a questa degenerazione di sistema, a tutela del mantenimento dei livelli occupazionali ed a garanzia della qualità della vita dei lavoratori coinvolti e delle loro famiglie, oltre che della qualità del servizio, proponendo alla Prefettura l’istituzione di un tavolo periodico di osservazione e verifica del settore in Emilia-Romagna che si riaggiornerà nel mese di settembre 2020”.

(Le Segreterie Regionali dell’Emilia Romagna FILT CGIL – FIT CISL – UILTRASPORTI – UGL Ferrovieri – SLM FAST – ORSA)

 

 

Umanesimo di Impresa per attraversare la pandemia: un webinar su ripartenza e percorsi di crescita

L’esperienza complessa che, a seguito dell’emergenza sanitaria, stiamo ancora vivendo apre nuove prospettive e porta con sé opportunità inedite di sviluppare nuove pratiche e più efficaci modelli imprenditoriali in un’ottica capace di coniugare economia, investimenti in tecnologie, sostenibilità ambientale e attenzione alla coesione territoriale: temi che riguardano l’impresa anche in quanto attore fondamentale della capacità di resilienza dei territori.

Temi al centro del webinar organizzato mercoledì 8 luglio dall’advisory board Centro Nord di UniCredit per un confronto tra banca, istituzioni, imprese e professionisti di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche. Un incontro – aperto dagli interventi di Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit; e di Luigi Gilli, Presidente Advisory Board Centro Nord UniCredit -volto ad individuare spunti e soluzioni percorribili per affrontare insieme la nuova normalità post covid.

Partecipano Vincenzo Colla, Assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione Regione Emilia Romagna; Cesare Ceraso, Managing Director DeWALT Industrial Tools S.p.A. Italy – Manufacturing Division Stanley Black&Decker, Inc;  Roberta Fileni, Direttore Marketing Gruppo Fileni e membro dell’Advisory board Centro Nord UniCredit; e Domenico A. Mazzone, Dottore commercialista in Prato e Firenze.

“Come banca – spiega Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit – siamo fortemente concentrati nel sostenere le imprese e le comunità, in questo particolare momento di difficoltà legato al Covid-19. Fa parte del nostro impegno anche pensare e costruire momenti di incontro e confronto su tematiche di forte attualità, come le strategie di ripartenza, in un’ottica di sviluppo sostenibile e condiviso. L’obiettivo di questo webinar è stimolare la prosecuzione del dialogo e del confronto attivo tra la banca e il territorio rappresentato  da istituzioni, imprese e professionisti di riferimento per l’area che comprende l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria e le Marche. Siamo convinti, infatti, che se la banca e il territorio uniscono forze e competenze è possibile vincere le sfide attuali e future che sempre più necessitano di risposte di sistema”.

Il presidente Bonaccini alle ‘Bonifiche Ferraresi’ di Jolanda di Savoia e all’assemblea regionale di Coldiretti

Un patrimonio di circa 6.500 ettari di terreno, con coltivazioni che spaziano dal grano alla barbabietola da zucchero, dal riso all’orzo, dalle piante officinali alla frutta.

È partita da Jolanda di Savoia con Bonifiche Ferraresi, la più grossa azienda agricola d’Italia, quotata in Borsa, la visita del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dell’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, nella provincia estense. Dedicata al comparto agricolo, in generale messo a dura prova dalle tante emergenze, sanitarie e climatiche, di questi ultimi mesi.

Settore che però può contare sulle risorse che la Regione ha destinato agli agricoltori emiliano-romagnoli: in tutto, più di 550 milioni di euro che, da metà ottobre 2019 al 30 giugno 2020, sono stati erogati a sostegno del sistema agroalimentare del territorio. Per Ferrara e provincia la quota complessiva è di quasi 81 milioni per i 5mila beneficiari, imprese e operatori.

Ad accogliere presidente e assessore, l’amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi, Federico Vecchioni, e il presidente di Cso Italy, Centro Servizi Ortofrutticoli, Paolo Bruni. Nell’Auditorium dell’azienda, il presidente della Giunta è poi intervenuto all’assemblea regionale di Coldiretti Emilia-Romagna.

“La nostra presenza qui, oggi, vuole essere un ulteriore segnale di attenzione per il ferrarese- ha affermato Bonaccini-. Voglio ribadire quanto ho detto, pochi giorni fa, ai sindaci riuniti a Ostellato, dopo la tromba d’aria: la Regione c’è. Quanto è accaduto in questi ultimi mesi- ha aggiunto il presidente- ha dimostrato come i territori abbiamo bisogno di risposte adeguate, soprattutto da parte delle istituzioni, e tempestive. I danni del maltempo, il dramma del Coronavirus, chiedono questo. La Regione fa la sua parte, e chiediamo al Governo di fare altrettanto, stanziando ciò che serve a sostegno di imprese e produzioni che rappresentano un patrimonio da tutelare. L’abbiamo scritto nel nostro programma di mandato- ha concluso Bonaccini-: lavoriamo insieme per una nuova agricoltura, dove tecnologia e tradizione convivano per garantire sicurezza negli approvvigionamenti e qualità degli alimenti, insieme a reddito per le imprese e sostenibilità delle produzioni”.

“All’instabilità climatica, con cui facciamo già i conti da qualche anno, si è aggiunto in questo 2020 anche il lockdown e quanto ne è conseguito- ha commentato Mammi-. Noi non ci arrendiamo e continuiamo a sostenere, con tutte le risorse possibili, un settore fondamentale non solo per l’economia dell’Emilia-Romagna, ma dell’Italia intera. Sostenere le nostre aziende e i nostri agricoltori significa infatti contribuire a mantenere una serie di eccellenze per cui siamo noti in tutto il mondo”.

“Siamo molto soddisfatti- ha aggiunto l’assessore-, che il Governo abbia messo a disposizione ulteriori risorse per tutelare e aiutare gli agricoltori contro la piaga della cimice asiatica, arrivando a 30 milioni di euro. Un ringraziamento va anche a chi ha presentato e votato l’emendamento per il sostegno finanziario alle imprese ortofrutticole dopo le gelate di fine marzo: però, come già ricordato anche dal presidente Bonaccini, le risorse sono insufficienti e c’è bisogno di un maggior sforzo per aiutare le imprese che hanno subito enormi danni e i lavoratori in difficoltà”.

“La deroga alla legge 102/04 farà parte del Decreto Rilancio, ma è necessario che siano stanziate risorse adeguate a soccorrere la aziende danneggiate dalle gelate della scorsa primavera”. Lo ha detto il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna Nicola Bertinelli lungo il suo intervento che ha aperto l’annuale Assemblea, alla presenza dei componenti dell’Assemblea Regionale, del Direttore regionale Marco Allaria Olivieri.

“La deroga significa che le aziende danneggiate dalle gelate avranno la possibilità di accedere al Fondo di Solidarietà nazionale”, ha detto Bertinelli “abbiamo iniziato a chiedere che ci si rivolgesse al Governo con questo obiettivo il giorno dopo la prima gelata, a marzo. La deroga è arrivata, ma chiederemo che riguardi anche agevolazioni, sgravi contributivi e un’adeguata dotazione per le aziende colpite”.

“Accogliamo con favore – ha detto ancora il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna – il via libera dell’Unione Europea all’etichetta Made in Italy su salami, mortadella, prosciutti e culatello per smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana, come chiede il 93% dei cittadini. Coldiretti ha fortemente sostenuto il provvedimento, si tratta di una novità importante per garantire trasparenza nelle scelte degli italiani e per sostenere i 5mila allevamenti nazionali di maiali messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale, per salvare il prestigioso settore della norcineria che in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi”.

Bertinelli ha poi ricordato come Coldiretti avesse già messo in campo progetti di filiera in tal senso con imprenditori che pur non avendo l’obbligo di mettere l’indicazione di origine hanno condiviso con l’associazione l’importanza di questo percorso per valorizzare le produzioni.

 

Sicurezza stradale. Torna il bando per potenziare mezzi e attrezzature per il soccorso e il supporto ai Vigili del Fuoco

Un aiuto per chi aiuta. Si può, molto brevemente, sintetizzare così il nuovo bando regionale che stanzia contributi per l’acquisto di mezzi e/o attrezzature volti al miglioramento della sicurezza delle infrastrutture e degli utenti delle stesse”, rivolto alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni del settore, senza fine di lucro, con sede legale e attività in Emilia-Romagna e che abbiano tra le finalità il soccorso in caso di emergenza e il sostegno alle attività dei distaccamenti dei Vigili del Fuoco.

I beneficiari del bando regionale, che mette a disposizione fondi per 100mila euro complessivi, potranno così acquistare mezzi di soccorso e attrezzature come ad esempio barelle, respiratori, generatori di corrente, estricatori, pompe da incendio da montare sugli automezzi, sistemi di illuminazione per migliorare la risposta fornita, in termini di efficienza ed efficacia, ai cittadini in caso di incidenti stradali e di ripristino delle condizioni di sicurezza per la circolazione.

“La Regione rinnova il suo impegno per migliorare il livello di sicurezza degli utenti sulla rete stradale, – spiega l’assessore alla Mobilità, Andrea Corsini– con un bando volto all’acquisto di mezzi e attrezzature che vanno a implementare e rinnovare la dotazione dei Vigili del Fuoco, sempre operativi per offrire un servizio di primaria importanza che garantisce un pronto intervento sulle strade, favorendo così anche la diminuzione dei corrispondenti costi sociali”.

La percentuale massima del contributo regionale non può superare il 50% delle spese ritenute ammissibili in sede di istruttoria. L’Organizzazione di volontariato e/o Associazione del settore beneficiaria può ricevere un contributo massimo di 10mila euro.

Le attrezzature e i mezzi (omologati e certificati ai sensi di legge) devono essere acquistati e consegnati entro il 31 dicembre 2020, previo ordine di acquisto al fornitore, da trasmettere alla Regione Emilia-Romagna entro il 30 ottobre 2020.

Le domande di contributo devono pervenire entro le ore 14 del 4 settembre 2020 all’indirizzo PEC viabilita@postacert.regione.emilia-romagna.it

Per la notizia del Bando e i documenti per partecipare è possibile consultare il sito: https://mobilita.regione.emilia-romagna.it/news-in-evidenza/sicurezza-stradale-dalla-regione-un-bando-per-potenziare-mezzi-e-attrezzature-dei-vigili-del-fuoco

Riparte lo Screening mammografico in tutte le sedi Ausl

Riprende in tutte le sedi Ausl della provincia di Modena lo screening mammografico, importantissima attività per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del seno.

Da maggio il primo livello è tornato progressivamente operativo a Modena via del Pozzo 79, presso l’ospedale di Baggiovara, negli ospedali di Sassuolo, Mirandola, Vignola e alla Casa della Salute di Castelfranco Emilia, all’ospedale di Pavullo e al Ramazzini di Carpi. Partirà infine il 9 luglio presso la Casa della Salute di Finale Emilia.

Le donne con invito sospeso non devono fare nulla poiché verranno ricontattate telefonicamente per fissare un altro appuntamento: è prevista infatti una corposa fase di recall che consentirà di garantire lo screening a tutte coloro che non hanno potuto effettuarlo a causa dell’emergenza Covid. Su ogni sede, esaurito il pregresso, partirà l’avvio delle nuove chiamate.

Per garantire questa fondamentale attività di prevenzione in totale sicurezza è stato necessario ridurre il numero di prestazioni erogate durante la giornata, si richiede pertanto la collaborazione delle donne nell’avvisare in tempi utili in caso non intendessero usufruire della prestazione, per consentire la programmazione su altre cittadine. I numeri di telefono sono riportati direttamente sulla lettera di invito.

Anche gli altri screening oncologici sono stati riattivati, con la riprogrammazione degli appuntamenti sospesi.

 

Screening collo dell’utero

Dal 4 maggio è stata ripristinata l’attività di primo livello con l’esecuzione degli esami di controllo, Hpv test ripetizione a 12 mesi, Pap test a 12 mesi. A partire dalla fine di giugno è stato avviato il recupero degli inviti standard Hpv test e Pap test – vale a dire quelli inviati per lettera alle cittadine che rientrano nel programma di screening – sospesi nel periodo del lockdown.

Le cittadine che avevano un appuntamento non devono fare nulla, riceveranno a casa un nuovo invito per posta ordinaria. L’attività di secondo livello e di trattamento, invece, è sempre stata garantita anche durante la fase dell’emergenza. Si chiede la massima collaborazione alle donne nel comunicare tempestivamente l’impossibilità a sottoporsi all’esame: verrà così data la possibilità ad altre di effettuarlo.

 

Screening colon-retto

A inizio giugno è ripartito l’invio ai cittadini dell’invito ad eseguire il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci sia per posta ordinaria che su FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico) per chi lo ha attivato. Qualora si ricevesse l’invito su FSE, a distanza di pochi giorni si riceverà al domicilio il kit completo per la raccolta. Per la consegna il cittadino può recarsi ai punti prelievi e alle sedi aziendali indicati, senza necessità di prenotare, rispettando le indicazioni degli operatori agli ingressi delle sedi e verificando gli eventuali aggiornamenti su orari e giorni di apertura alla pagina dedicata del portale AUSL http://www.ausl.mo.it/screeningcolonretto.

È in corso il graduale recupero delle colonscopie di controllo: i cittadini verranno ricontattati telefonicamente dal Servizio di Endoscopia. Durante la fase dell’emergenza sono comunque state garantite le colonscopie di approfondimento per coloro che erano risultati positivi alla ricerca del sangue occulto nelle feci.

 

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