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mercoledì, 5 Agosto 2026
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Fiere d’ottobre: due eventi alla tensostruttura di Parco Ducale

Fiere d’ottobre: due eventi alla tensostruttura di Parco DucaleViste le avverse previsioni metereologiche, sono stati trasferiti al “coperto” sotto la tensostruttura allestita al Parco Ducale di Sassuolo, le due iniziative inizialmente previste per domani, seconda domenica di Fiere d’Ottobre, in piazzale Della Rosa.

Piazza d’Autore, la rassegna letteraria che domani porterà Alessandra Sarchi a presentare “Il dono di Antonia” (Einaudi, 2020) intervistata da Pierluigi Senatore si svolgerà, quindi, sempre con inizio alle ore 11,30 ma nella tensostruttura del Parco.

Ricordiamo che la partecipazione è gratuita ma, in ottemperanza alle normative anti Covid-19, occorre prenotarsi al seguente link: https://prenotazioni-eventi-sassuolo.reservio.com

Al pomeriggio, poi, “Tutte figlie di Eva”, l’evento culturale e artistico dedicato alle donne ed alla loro identità, a cura dell’Associazione Non è colpa mia, si svolgerà sempre alle ore 17 ma anch’esso nella tensostruttura del Parco Ducale. Anche in questo caso, la partecipazione è gratuita, occorre prenotarsi inviando una e-mail all’indirizzo nonecoplamia.aps@gmail.com

 

Il programma della Féra dal Bèli Dann (11/10)

Il programma della Féra dal Bèli Dann (11/10)Nonostante le avverse previsioni metereologiche si svolgerà domani, domenica 11 ottobre, il secondo appuntamento con le Fiere d’Ottobre dedicato alla Féra dal Bèli Dann.

Numerosi appuntamenti sono stati confermati, ad iniziare dal mercato ambulante la mattina, alcuni sono stati spostati nella tensostruttura allestita presso il parco Ducale, altri sono invece stati annullati.

Di seguito il programma completo ed aggiornato.

Piazza d’Autore – Rassegna Letteraria: Alessandra Sarchi presenta “Il dono di

Antonia” (Einaudi, 2020) Dialoga con l’autrice Pierluigi Senatore. Tensostruttura al parco Ducale ore 11,30. Su prenotazione https://prenotazioni-eventi-sassuolo.reservio.com

Commemorazione dell’Eccidio di Manno e Toano in occasione del 76° anniversario; partenza alle ore 8,15 dal Circolo Pagliani.

Presentazione del 4° volume: “Contrada Case Nuove la via Menotti di oggi”, a cura del Circolo Culturale Sassolese “Qui dal Treno dal Cocc”. Galleria Carani in piazza Garibaldi dalle ore 9.

Tutte figlie di Eva: evento culturale e artistico dedicato alle donne e alla loro identità, a cura dell’Associazione Non è colpa mia. Tensostruttura del Parco Ducale, ore 17, su prenotazionenonecoplamia.aps@gmail.com

Mostra piante e fiori in viale XX Settembre – Tutto il giorno

Una strada d’artisti, a cura del Gruppo Pittori Sassolesi J. Cavedoni, vicolo Conce – Tutto il giorno

Piazzale Roverella in musica Trio Taberna Mediterranea: chitarre in libertà con l’armonia dell’armonica A cura di Jimbar dalle ore 16,30

Spettacoli di strada, mercatini e negozi aperti con promozioni a Cura del Comitato dei commercianti del centro storico di Sassuolo Centro Storico – tutto il giorno

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 11 ottobre

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 11 ottobreCoperto o molto nuvoloso. Precipitazioni deboli-moderate irregolari, localmente a carattere di rovescio temporalesco, diffuse su tutto il territorio regionale. Temperature: minime stazionarie o in lieve aumento comprese tra 12 e 15 gradi; massime in sensibile diminuzione comprese tra 15 e 18 gradi. Venti: deboli-moderati, prevalentemente dai quadranti settentrionali, con rinforzi sul settore costiero. Mare: mosso, con moto ondoso in aumento nel corso della giornata, fino a molto mosso nella serata.

(Arpae)

Prove libere Gran Premio dell’Eifel: un venerdì a chilometri zero

Prove libere Gran Premio dell’Eifel: un venerdì a chilometri zeroIl programma delle attività di pista del venerdì del primo Gran Premio dell’Eifel di Formula 1 è stato completamente cancellato. Sul circuito del Nürburgring già da ieri si era addensata una fitta coltre di nubi che anche oggi non ha mai smesso di scaricare pioggia sull’altopiano della Renania e di rendere precaria la visibilità, al punto da impedire l’operatività dell’elicottero medico e non consentire alla direzione gara di dare il semaforo verde tanto nella prima che nella seconda sessione di prove libere.

Delusione. È stato un peccato soprattutto per le migliaia di appassionati che avevano deciso di sfidare le avversità meteorologiche e che non hanno avuto la possibilità di vedere nemmeno un minuto di azione in pista. Eppure i più delusi della prima sessione forse non si trovavano sugli spalti ma in pitlane: si trattava di Mick Schumacher e Callum Ilott, piloti della Ferrari Driver Academy (FDA) che avrebbero dovuto fare oggi il proprio esordio in un weekend di gara rispettivamente con l’Alfa Romeo Racing e la Haas. Per loro appuntamento rimandato, probabilmente nell’ultima gara della stagione ad Abu Dhabi.

Si chiacchiera. La speranza della direzione gara era di riuscire a far scendere in pista le vetture almeno per qualche giro, e per questo la situazione veniva aggiornata di mezz’ora in mezz’ora: “Non è stato il massimo come giornata – ha ammesso Sebastian -. Aspettare comunicazione dopo comunicazione senza che mai arrivasse l’ok a salire in macchina è stato un po’ snervante. Mi dispiace però soprattutto per i fan e per i due ragazzi di FDA, che non hanno potuto effettuare neppure un giro. Nel pomeriggio, durante quella che sarebbe dovuta essere la seconda sessione, ho avuto modo di fare molte chiacchiere: con mio padre, che è qui con me questo weekend, con il nostro Direttore Sportivo e anche con Mick, che mi ha detto quanto gli sia dispiaciuto non potersi calare in abitacolo. Spero che al più presto gli sia offerta la possibilità di ripetere questa esperienza”. “Domani avremo condizioni simili – ha continuato Vettel – ma speriamo comunque di poter girare nelle libere di mezzogiorno. Sono sette anni che non gareggiamo su questa pista e avremmo bisogno di assaggiare l’asfalto prima della qualifica. Va da sé che il programma di lavoro che ci attende domani sarà piuttosto intenso”.

Si disegna. Anche per Charles Leclerc sarebbe stato importante provare, visto che per lui si tratta dell’esordio al Nürburgring al volante di una vettura di Formula 1: “Purtroppo fin dal mio arrivo nel paddock mi è parso abbastanza chiaro che non avremmo potuto mettere le ruote fuori dal garage – ha raccontato il monegasco -. Speravo che almeno nel pomeriggio avremmo potuto effettuare qualche tornata, anche perché avremmo avuto alcune cose da testare sulla vettura, ma invece si è ripetuta la stessa situazione. Non è il massimo ma è così per tutti e questo potrebbe rendere le cose ancora più interessanti”. “Per ingannare il tempo – ha continuato Charles – nel pomeriggio mi sono dilettato con il disegno e ho creato qualche opera di sicuro interesse che potete vedere sui miei canali social…” Il monegasco si è detto rattristato per i tifosi: “Li ho visti nelle immagini della televisione, accucciati in tribuna a patire il freddo e l’acqua per niente. Avrei voluto almeno potergli regelare qualche giro”.

Programma. La tabella di marcia del primo Gran Premio dell’Eifel non cambia nonostante l’annullamento delle due sessioni di prove libere. Prima di andare a giocarsi le posizioni sulla griglia di partenza dalle ore 15 CET i piloti avranno un’ora alle 12 per mettere a punto le rispettive monoposto. La gara prenderà il via domenica 11 alle ore 14.10.RE Gran premio dell’Eifel: un venerdì a chilometri zero

Trasporti. Dalla gomma al ferro: partito oggi il primo treno Piacenza-Dinazzano che porterà ogni settimana 3mila tonnellate di materie prime per l’industria ceramica

Trasporti. Dalla gomma al ferro: partito oggi il primo treno Piacenza-Dinazzano che porterà ogni settimana 3mila tonnellate di materie prime per l’industria ceramica

Dalla gomma al ferro: un passaggio virtuoso che a partire da oggi toglierà dalle strade della Pianura Padana 120 camion a settimana con indubbi benefici per il traffico e l’inquinamento.

È partito infatti proprio oggi il primo treno, dei tre previsti a settimana, lungo la tratta Piacenza-Dinazzano che trasporterà ogni sette giorni nel distretto ceramico sassuolese, 3mila tonnellate di materie prime a uso industriale.

La nuova linea dedicata è stata realizzata grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, attraverso la gara del ferro, e alla fattiva collaborazione dell’azienda Kerakoll di Sassuolo insieme all’impresa ferroviaria Dinazzano Po di Rfi e il Comune di Piacenza.

“Un’ottima notizia che va nella giusta direzione- afferma l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini-, frutto del buon lavoro di squadra tra pubblico e privato. È una risposta vincente che sosteniamo e che avrà l’effetto di alleggerire il traffico in Pianura Padana con indubbi benefici per la qualità dell’aria e per la vita dei cittadini”.

“E’ un’importante risposta di carattere ambientale resa possibile grazie alla proficua collaborazione tra pubblico e privato- commenta il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri –. Grazie a questa soluzione sarà possibile ridurre sensibilmente il traffico stradale e, conseguentemente, diminuire l’inquinamento atmosferico”.

Crollo del Ponte Lenzino a Corte Brugnatella (Pc). Il presidente Bonaccini firma la richiesta dello stato di emergenza nazionale

Crollo del Ponte Lenzino a Corte Brugnatella (Pc). Il presidente Bonaccini firma la richiesta dello stato di emergenza nazionaleIl presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato oggi la richiesta di stato di emergenza nazionale per il crollo, nel pomeriggio dello scorso sabato 3 ottobre, del ponte Lenzino nel comune piacentino di Corte Brugnatella che ha causato l’interruzione della viabilità sulla strada statale 45 dopo il cedimento del viadotto.

È di oltre 5 milioni e 300mila euro (5.315.500) la prima stima analitica dei danni e degli interventi urgenti attivati e da attivare per i quali risultano necessari poteri straordinari al fine della gestione e del tempestivo superamento dell’emergenza in atto.

La richiesta, inviata al Governo, è motivata dalle caratteristiche degli eventi e dalla severità degli effetti che hanno provocato una grave situazione di pericolo per l’incolumità delle persone e per la sicurezza dei beni pubblici e privati.

E oggi pomeriggio gli assessori regionali a Infrastrutture e Trasporti, Andrea Corsini, e alla Protezione civile, Irene Priolo, insieme alla ministra alle Infrastrutture, Paola De Micheli, hanno svolto sul posto un sopralluogo. Obiettivo, ripristinare il collegamento tra i territori lungo la statale 45 prima dell’estate 2021. Per questo verrà realizzato, a cura di Anas con un costo stimato in 2 milioni di euro ed entro 6 mesi, un ponte provvisorio con impalcato metallico vicino a quello crollato che sarà smontato a chiusura dei lavori. Intanto, si procederà a ripristinare il ponte definitivo che la ministra De Micheli ha preannunciato sarà terminato in 14 mesi.

Inoltre, sarà nominato a breve un commissario straordinario per accelerare i tempi di realizzazione delle strutture e le necessarie opere di ammodernamento della statale 45.

Corsini e Priolo hanno poi incontrato i sindaci dei Comuni di Cerignale, Zerba, Corte Brugnatella e Ottone per illustrare il provvedimento che sarà formalizzato dalla Giunta regionale, lunedì prossimo 12 ottobre, e  che assegna 200mila euro, attraverso la gestione amministrativa in capo all’Unione montana dei Comuni delle Valli Trebbia e Luretta, ai quattro Comuni per l’assistenza ai circa 1.300 cittadini residenti che dovranno sopportare nei prossimi mesi i disagi causati dalla interruzione della viabilità principale.

“Serve agire in tempi celeri per ridare futuro ad una valle spezzata in due dal crollo- affermano Corsini e Priolo-. Per questo abbiamo incontrato nuovamente i sindaci dei Comuni dell’Alta Valle e con loro abbiamo fatto il punto delle azioni da mettere in campo in tempi rapidi per sostenere un territorio duramente messo alla prova. Lunedì sarà approvata la delibera che assegna 200 mila euro all’Unione montana dei Comuni della Val Trebbia- chiudono gli assessori-, fondi a disposizione per aiutare cittadini, lavoratori e imprese, oltre che per coprire le maggiori spese degli enti locali necessarie a fornire servizi aggiuntivi legati alle criticità aperte dal crollo”.

Infine, gli assessori si sono recati in Prefettura per fare il punto sul cronoprogramma dei lavori di ricostruzione.

Io non rischio 2020, la campagna nazionale sulle buone pratiche di protezione civile si sposta sulle piazze digitali

Io non rischio 2020, la campagna nazionale sulle buone pratiche di protezione civile si sposta sulle piazze digitaliCon lo slogan “Lontani fisicamente, vicini socialmente“, domenica 11 ottobre torna in Emilia-Romagna l’edizione tutta digitale di “Io Non Rischio”, la campagna nazionale per diffondere la cultura della prevenzione e per sensibilizzare i cittadini sui rischi di terremoto, maremoto e alluvione, promossa in tutta Italia da Dipartimento nazionale di Protezione civile, istituzioni, mondo della ricerca scientifica e realizzata dal volontariato di Protezione civile.

La grande novità dell’edizione 2020, la decima, è stata dunque aver trasferito le attività dalle piazze fisiche a quelle virtuali, create sui canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube dalle associazioni, per adattarsi alle necessarie misure di precauzione e distanziamento sociale dettate dall’emergenza Covid.

E in Emilia-Romagna saranno 44 le associazioni di volontariato online, distribuitein 32 Comuni tra Piacenza e Rimini, con altrettanti punti d’incontro virtuali aperti ai cittadini.

Tante le iniziative in programma: oltre al video-saluto dell’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, condiviso sui diversi canali social, per tutta giornata saranno proposti eventi, dirette, video, interventi di testimonial, quiz e giochi interattivi per i più piccoli proprio per far conoscere i rischi e i comportamenti di autoprotezione da adottare in caso di calamità.

“E’ un’iniziativa molto importante che promuove la prevenzione e fa crescere la sicurezza di cittadini e territori- afferma Priolo-. Far conoscere i rischi che si corrono in caso di gravi eventi con tutti i mezzi e al maggior numero di persone possibile, significa fornire uno strumento indispensabile per proteggersi e tutelare anche gli altri”.

“Questa edizione ‘social’ è davvero speciale- prosegue l’assessore-, una vera e propria sfida raccolta come sempre con grande entusiasmo dalle associazioni e dai tanti volontari e volontarie. Il virus non ferma l’impegno per diffondere cultura di protezione civile e di prevenzione dei rischi: per questo – chiude Priolo– voglio ringraziare ancora una volta Comuni, associazioni e volontari impegnati nella maratona online del prossimo week end, messa in campo nonostante il periodo particolarmente difficile”.

Un’organizzazione, infatti, che solo in Emilia-Romagna vede impegnati circa 450 volontarie e volontari formati in questi mesi con un percorso ad hoc per gestire e animare le piazze digitali. La porta di accesso a tutte le piazze virtuali emiliano-romagnole, sarà il portale dell’ Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile grazie a una mappa dei punti di incontro dove si trovano le informazioni per accedere ai diversi canali social e dove si può trovare il programma delle iniziative costantemente aggiornato.

Dove sono le piazze

Queste le 32 piazze virtuali emiliano-romagnole: nel bolognese ce ne sono sette e si trovano nel capoluogo, aCalderara di Reno, Imola, Malalbergo, Monterenzio, San Giovanni in Persiceto e Zola Predosa; quattro invece quelle aperte in provincia di Ferrararispettivamente aBondeno, Lagosanto, Ostellato, Vigarano Mainarda. Molto attiva anche la provincia di Forlì-Cesena con sei piazze nei comuni diForlì, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cesena, Forlimpopoli, Gambettola e Santa Sofia.

Nel ravennate ci sono le tre piazze virtuali di Ravenna,Lugo e Massa Lombarda, mentre nel riminese se ne contano quattro a Morciano di Romagna, Riccione, Rimini e Santarcangelo di Romagna. Nel modenese le piazze sono tre: Modena, Carpi e Vignola, altre due nel reggiano rispettivamente a Novellara e Quattro Castella. Infine, c’è la piazza a Tizzano Val Parma nel parmense e due nel piacentino, una nel capoluogo e l’altra a Fiorenzuola d’Arda.

Sempre online ma sul sito ufficiale Io non rischio, è sempre possibile consultare tutti i materiali informativi della campagna.

 

La campagna “Io non rischio”

La campagna “Io non rischio”, nata nel 2011 per sensibilizzare la popolazione sul rischio sismico, promossa dal Dipartimento della Protezione civile con Ingv-Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Anpas-Associazione nazionale delle pubbliche assistenze e ReLUIS-Consorzio interuniversitario dei laboratori di Ingegneria sismica e le Regioni, ha assunto una rilevanza strategica contribuendo a realizzare un’attività di protezione civile fondamentale come la prevenzione non strutturale attraverso il volontariato di protezione civile.

A livello nazionale l’edizione 2020 della campagna coinvolge oltre 9.000 volontari appartenenti a 972 associazioni tra sezioni locali delle organizzazioni nazionali di volontariato, gruppi comunali e associazioni territoriali di tutte le regioni d’Italia.

In Emilia-Romagna sono circa 450 i volontari che nei mesi scorsi hanno portato a termine uno specifico percorso formativo su piattaforme digitali grazie alla sinergia tra i nove volontari formatori di Regione Emilia-Romagna e Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile.

Indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2020 sull’industria manifatturiera emiliano romagnola

Indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2020 sull’industria manifatturiera emiliano romagnolaLa crisi prodotta dalla pandemia da coronavirus e delle misure di protezione adottate ha provocato un terribile shock e colorato di rosso intenso l’economia, tanto da determinare la più profonda caduta della produzione mai sperimentata. L’accesso ai mercati esteri ha permesso in parte di contenere la tendenza negativa. Dopo la discesa del 10,4 per cento nel primo trimestre 2020, nel secondo il volume della produzione è crollato del 19,4 per cento.

Questo emerge dall’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2020 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

Il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna si è ridotto di un quinto (-19,4 per cento) rispetto all’analogo periodo del 2019, raddoppiando la perdita del trimestre precedente (-10,4 per cento). Il valore delle vendite è diminuito del 19,3 per cento, mentre il fatturato estero ha mostrato una migliore tenuta e ha contenuto la correzione (-13,7 per cento), pur con una maggiore velocità di caduta.

Uno sprazzo di luce si può individuare nel processo di acquisizione degli ordini, che ha subito una flessione tendenziale del 16,7 per cento, rispetto al – 9,5 per cento del trimestre precedente.

La tendenza recessiva è chiara, ma più contenuta e lascia quindi trasparire la speranza che a un brusco stop possa far seguito una ripartenza Anche gli ordini pervenuti dall’estero hanno accusato un calo (-10,8 per cento) dopo essersi ridotti del 4,6 per cento nel trimestre precedente.

Il grado di utilizzo degli impianti conferma gli effetti del lock down sull’attività e si è attestato al 62,5 per cento, ben inferiore al 76,5 per cento riferito allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Il periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini è risultato pari a 8,8 settimane, con un lievissimo aumento rispetto al dato del trimestre precedente (8,3 settimane), che tiene conto della minore capacità produttiva in tempo di Covid.

L’arretramento è evidente in tutti i settori industriali. Ovunque, il fattore export ha contenuto in parte gli effetti negativi. L’industria alimentare ha fatto segnare un passo indietro, anche se è il più contenuto tra tutti i comparti: il fatturato si riduce dell’8,4 per cento sostenuto dalla maggiore tenuta del mercato estero (-5,7 per cento), per la produzione il calo è sensibile (-8,0 per cento), ma per gli ordini minore (-6,2 per cento), ancora grazie anche alla componente estera (-4,5 per cento).

Chi sta molto peggio è il sistema moda: crollo del fatturato totale (-32,4 per cento) ed estero (-19,0 per cento), della produzione (-31,2 per cento) e degli ordini (-26,8 per cento).

La recessione è stata particolarmente sensibile anche per l’industria del legno e del mobile: la discesa del fatturato ha raggiunto il 27 per cento, con un arretramento in linea per produzione (-26,1 per cento) e ordini (-26 per cento).

Va meglio l’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche: il fatturato si è ridotto del 20,4 per cento (migliore tenuta all’estero -14 per cento). La produzione ha seguito lo stesso andamento negativo (-19,9 per cento). Il processo di acquisizione degli ordini complessivi ha confermato la caduta (-19,5 per cento), con maggiore resistenza della componente estera (-11,5 per cento).

L’ampio aggregato delle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto ha subito pesantemente le conseguenze della pandemia: con flessione simile per fatturato (- 17,1 per cento) e produzione (-17,3 per cento), appena inferiore per gli ordini (-13 per cento).

Anche l’evoluzione congiunturale del gruppo eterogeneo delle “altre industrie” (chimica, farmaceutica, plastica e gomma e trasformazione dei minerali non metalliferi, ovvero ceramica e vetro) testimonia la recessione. Segno meno per fatturato (-21,9 per cento, quello estero – 15,8 per cento), produzione (-23,5 per cento) e ordini (-21 per cento).

Riguardo alla dimensione d’impresa, nel secondo trimestre 2020 la flessione è stata generalizzata, ma l’andamento congiunturale per fatturato, produzione e ordini è risultato meno grave al crescere della struttura aziendale. In particolare, la produzione è scesa di più (-21,8 per cento) per le minori, poi per le piccole (-19,6 per cento) e infine per le medio-grandi (-18,4 per cento).

Sulla base dei dati del Registro delle imprese, quelle attive dell’industria in senso stretto a fine giugno risultavano 43.964 (pari all’11 per cento del totale), con una diminuzione corrispondente a 613 imprese (-1,4 per cento) rispetto all’anno precedente. La velocità della riduzione è aumentata rispetto al -1,2 per cento del secondo trimestre 2019, nuovo massimo degli ultimi tre anni.

Riguardo alla forma giuridica, sono aumentate di poco le società di capitale (+1,0 per cento, +174 unità), grazie all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata che ha invece determinato un effetto negativo sulle società di persone (-352 unità, -3,8 per cento). Le ditte individuali hanno subito una nuova e più ampia flessione (-420 unità, -2,4 per cento).

Secondo l’indagine Istat, l’occupazione dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna ha chiuso il secondo trimestre con un notevole passo indietro, scendendo a quota 516.176 (-8,1 per cento), con una perdita pari a quasi 46 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2019, raddoppiando la velocità della discesa dei tre mesi precedenti. Nel trimestre il risultato negativo è da attribuire all’ampio calo degli occupati alle dipendenze, risultati quasi 473 mila con una riduzione del 7,9 per cento, pari a oltre 40 mila unità, al quale si è aggiunto il più rapido ripiegamento dell’occupazione autonoma, scesa del 10,7 per cento fino a poco più di 43 mila unità.

Ancora in base ai dati Istat relativi al commercio estero regionale, riferiti alle esportazioni effettuate da tutte le imprese che svolgono le operazioni doganali in regione, e quindi tracciano un quadro leggermente rispetto all’indagine congiunturale, nel primo semestre del 2020 si evidenzia una brusca inversione della forte tendenza positiva delle vendite all’estero dell’Emilia-Romagna avviata con l’inizio del 2017 e che aveva già subito un rallentamento a fine 2019.

Le esportazioni di prodotti dell’industria manifatturiera sono risultate pari a quasi 27.595 milioni di euro e hanno fatto segnare una caduta del 14,2 per cento, che non ha precedente riscontro se non con quella riferita alla crisi del 2009. Peraltro, il segno rosso non ha prevalso in tutti i settori considerati, anzi, alcuni hanno ottenuto incrementi notevoli. Il principale contributo positivo è venuto dall’aumento dell’export delle altre industrie manifatturiere (+6,5 per cento), dovuto a un exploit (+43,8 per cento) dell’industria del tabacco. Seguono l’industria alimentare e delle bevande (+2,4 per cento), chimica, farmaceutica e materie plastiche (+0,7 per cento), trainata dai prodotti farmaceutici (+38 per cento) avvantaggiati dalla pandemia.

In difficoltà invece tutti gli altri settori con alcune differenze: tengono meglio le vendite estere dell’industria della lavorazione di minerali non metalliferi, ovvero ceramica e vetro (-13,3 per cento) e quelle dell’industria delle apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura (-17,8 per cento). Le vendite dell’industria della metallurgia e dei prodotti in metallo hanno ceduto il 21,2 per cento. Hanno pesato particolarmente sul risultato totale la caduta dell’export di moda (-20,4 per cento), mezzi di trasporto (-23,3 per cento), macchinari (-18,5 per cento).

Per quanto riguarda le destinazioni, il calo è ovunque: dall’Europa come mercato centrale per l’export regionale (-13,5), con la punta negativa in Spagna (-24,4), all’Africa (-21,2 per cento), all’Asia (-15, 6 per cento) con estremi per Cina (-24,8 per cento) e India (-31,7 per cento), ai mercati Americani (-14,5 per cento) con gli Usa (-13,9 per cento).

«La pandemia ha determinato una crisi economica senza precedenti come è evidente dai numeri della prima metà dell’anno, caratterizzata dalla fase di lockdown – afferma il Presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Alberto Zambianchi – Nelle ultime settimane alcuni dati congiunturali diffusi dall’Istat portano il segno positivo, a sottolineare come il punto di caduta più basso per alcune variabili – come l’export o il PIL – sia stato già superato. Per altre, come l’occupazione, occorrerà attendere i prossimi mesi per comprenderne meglio le dinamiche. È difficile delineare uno scenario di previsione. Più efficace descrivere la fase che stiamo vivendo, una curva in rapida discesa seguita da una crescita più lenta e graduale, che ci riporterà al valore precedente del PIL in alcuni anni. La pandemia ha accelerato e reso irreversibili alcune dinamiche in atto, proiettandoci in uno scenario dove i fattori che rendono le imprese competitive vanni ricercati nella presenza sui mercati esteri e, in misura ancora superiore, nel grado di digitalizzazione. Il digitale sta rivoluzionando l’architettura delle filiere e della logistica, sta cambiando il modo di produrre e il modo di lavorare, di consumare, di vivere. Sta plasmando un nuovo contesto competitivo, ricco di insidie e, al tempo stesso, di opportunità che si possono cogliere solo se si ha consapevolezza del dove si vuole andare. In Emilia-Romagna, ciò significa soprattutto pensare politiche in grado di declinare in maniera innovativa crescita economica e coesione sociale, i due pilastri del modello di sviluppo regionale. Il nuovo patto per il lavoro e per il clima proposto dalla Regione rappresenta la sede più idonea per progettare l’Emilia-Romagna del futuro. Le Camere di commercio sono pronte a dare il proprio contributo».

Dopo il ritorno alla crescita emerso a marzo, prosegue l’aumento dei prestiti alle imprese dell’Emilia-Romagna, che a giugno hanno registrato un ritmo di sviluppo del 3,7% a/a − secondo l’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo − (dal +0,2% a/a di marzo e -0,6% di fine 2019, variazioni corrette per le cartolarizzazioni).  Questo andamento è sostenuto dagli interventi a supporto della liquidità e del credito, quali le moratorie e i prestiti con garanzia pubblica.

Dopo aver interessato in una prima fase soprattutto le grandi imprese, la crescita successivamente si è estesa alle imprese di minori dimensioni (+2,5% a/a). Si osserva che la ripresa ha interessato i prestiti all’industria, la cui dinamica annua si è rafforzata a +4,3% a/a a giugno, dal -2,2% di fine 2019 (variazioni calcolate su volumi al netto delle sofferenze). La crescita è proseguita nei mesi successivi. I dati relativi alle operazioni garantite arrivate al Fondo centrale per le PMI mostrano che al 1° ottobre l’Emilia-Romagna ha espresso un totale di oltre 100mila operazioni per un importo finanziato di 8,9 miliardi, un flusso in aumento dell’80% rispetto a inizio luglio. Di queste operazioni, 84mila riguardano prestiti fino a 30mila euro, pari a un importo finanziato di 1,6 miliardi. Oltre il 60% del complesso dei prestiti garantiti dal Fondo centrale per le PMI si è originata in quattro province: Bologna con volumi per poco meno di 2 miliardi, Modena con 1,6 miliardi, Reggio Emilia e Parma con oltre 1 miliardo ciascuna. Seguono, in base agli importi finanziati, Forlì-Cesena e Ravenna con circa 800 milioni ciascuna, Rimini e Piacenza con circa 600 milioni, e Ferrara con 400 milioni. Rispetto a inizio luglio, nelle quattro province col maggior numero di operazioni gli importi sono aumentati dell’85% a/a.

D’altro canto, è proseguito il rallentamento dei prestiti alle famiglie consumatrici, emerso da marzo, con una crescita scesa a +1,5% a/a dal +2,3% a/a di marzo e 3,1% di fine 2019 (variazioni corrette per le cartolarizzazioni), in particolare per la brusca caduta del credito al consumo a seguito del calo di domanda di beni durevoli. I finanziamenti per acquisto abitazioni hanno mostrato una miglior tenuta, evidenziando un moderato rallentamento dello stock, a +2,7% a/a in Emilia-Romagna, dal 2,9% di marzo, dopo la ripresa osservata nell’ultima parte del 2019 fino al +3,2% a/a di dicembre (dati relativi ai prestiti escluse le sofferenze). Inoltre, nel 2° trimestre, i flussi lordi di mutui residenziali hanno mostrato un rimbalzo, dopo il calo del trimestre precedente. Tra le province, si sono osservati andamenti misti dello stock di mutui, con una prevalenza di rallentamenti in quattro province, in particolare a Modena (dal +2,6% di marzo al 2,0% di giugno), Parma (dal 2,0% all’1,6%), Piacenza (dall’1,1% allo 0,6%) e Ferrara (dall’1,7% all’1,4%). Stabili i tassi di crescita di altre tre province, tra cui Bologna cui spetta ancora una volta la dinamica massima, pari a 4,1% a/a, seguita da Forlì-Cesena e Reggio Emilia che, col 3,7% e 3,5% rispettivamente, hanno confermato le buone dinamiche precedenti. Ravenna conferma l’andamento del 2019 dopo un dato anomalo a marzo (+1,1% a/a a giugno). In rafforzamento, all’opposto, il ritmo di Rimini dal +2,9% di marzo al 3,3%).

Nonostante gli impatti economici negativi della pandemia, la qualità del credito continua a migliorare in regione. Nel 2° trimestre 2020 il tasso di deterioramento dei prestiti è risultato in calo, raggiungendo un nuovo minimo per il totale dei finanziamenti a residenti dell’Emilia-Romagna, a 1,2%. Tra le componenti, si è ridotto anche l’indice riferito alle società non-finanziarie della Regione, sceso a 1,4%, sotto la media nazionale di 1,6%. Per le famiglie consumatrici, il tasso di deterioramento dei prestiti è rimasto circa stabile attorno allo 0,8%, in linea con i tre trimestri precedenti. Inoltre, l’incidenza delle sofferenze sul totale dei prestiti si è ridotta a giugno e luglio, anche per effetto dell’aumento del denominatore. In Emilia-Romagna le sofferenze delle imprese sono scese a luglio al 6,3% del totale dei prestiti al lordo delle rettifiche di valore, 1 punto percentuale in meno di marzo-aprile. L’incidenza delle sofferenze resta più bassa della media nazionale (6,7% a luglio 2020). In sintesi, sinora è proseguita la riduzione dei rischi creditizi, nonostante la forte recessione registrata nel primo semestre. Tuttavia, a seguito della fase economica negativa causata dalla pandemia, è atteso in prospettiva un peggioramento della qualità del credito, sebbene mitigato, tra l’altro, dalle politiche di sostegno messe in atto a favore delle imprese e delle famiglie.

Cristina Balbo, Direttrice regionale di Intesa Sanpaolo: «Il periodo oggetto di analisi è stato ovviamente segnato dagli effetti del Covid-19. Sin da subito è stato evidente che il bisogno più impellente delle imprese sarebbe stato quello della liquidità e ci siamo mossi immediatamente per dare il massimo sostegno per consentire loro di superare le difficoltà e ripartire prima possibile, sia con misure proprie che con tutte le soluzioni previste dal Decreto Liquidità.

I prestiti alle imprese, nel secondo trimestre dell’anno, hanno continuato a crescere ma è evidente che tale dinamica è stata appunto sostenuta dalla necessità di resilienza a fronte del calo dei fatturati. Non a caso tale trend è stato supportato in maniera importante dai prestiti a garanzia pubblica. Per quanto riguarda il nostro Gruppo, nei primi nove mesi dell’anno abbiamo erogato 2,7 miliardi di euro di nuovo credito alle imprese dell’Emilia-Romagna.

Un primissimo spaccato della seconda metà dell’anno lascia intravedere segnali di ripresa, in virtù della volontà di ripartenza del tessuto imprenditoriale. Ma resta evidente come l’evoluzione del contesto sanitario, e di conseguenza economico, nazionale e internazionale risulterà determinante per consolidare gli effetti degli sforzi e delle strategie di questi mesi. Per quanto riguarda il mondo del credito è evidente come una così rapida ed incerta evoluzione dei mercati renda fondamentale mettere a disposizione delle nostre aziende strumenti facilmente accessibili, efficaci e immediati».

«Il rimbalzo dopo il lockdown è stato migliore delle attese soprattutto nel manifatturiero – dichiara il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari – ma il quadro economico è caratterizzato da una fortissima incertezza rispetto all’intensità della ripresa, che sarà probabilmente più lenta e difficile del previsto. Il contesto generale rimane critico in alcuni comparti industriali, specie tessile abbigliamento e automotive, e nei servizi, con una situazione comunque molto diversificata tra settori e tra imprese».

Le previsioni dell’indagine semestrale evidenziano saldi tra ottimisti e pessimisti nulli o negativi per produzione, ordini e occupazione. «Se nella prima fase l’emergenza era legata alla liquidità, oggi – sottolinea il Presidente Ferrari – il punto fondamentale sono clienti e ordini, con il rischio che anche le imprese più solide abbiano difficoltà nel medio lungo periodo.

Per evitare che gli effetti della crisi diventino permanenti sarà decisiva la capacità di accelerazione della ripresa.  Il “Piano nazionale di Ripresa e Resilienza”, collegato a Next Generation EU, deve contenere proposte di riforma e di investimento in grado di assicurare al Paese slancio e modernizzazione: da tempo ne sottolineiamo l’urgenza, ora per la prima volta abbiamo ingenti risorse per farlo. Non abbiamo margini di errore. Nell’attuazione delle misure Regioni ed Enti locali possono giocare un ruolo fondamentale nel quadro di una strategia nazionale comune e condivisa».

Le conseguenze della caduta della domanda si rifletteranno nel mercato del lavoro, con effetti negativi che riguarderanno in modo trasversale molte professioni e che rischiano di impattare in modo più diretto su giovani e donne. Dall’indagine emerge la preoccupazione degli imprenditori sull’occupazione: 3 imprese su quattro prevedono stazionarietà nei livelli occupazionali e il 17,5% si aspetta un calo entro fine anno.

«In questo momento critico – aggiunge il Presidente Ferrari – occorre rilanciare gli investimenti e la domanda interna, garantendo stabilità e continuità alle misure fiscali come il 110%, agli incentivi fiscali per investimenti in macchinari, ai progetti di innovazione tecnologica previsti dal Piano transizione 4.0 (Industria 4.0), ed è indispensabile accelerare il più possibile il Recovery Plan».

Confindustria ha recentemente presentato lo studio “Il coraggio del futuro. Italia 2030-2050”, che rappresenta la visione degli imprenditori per il progresso del Paese con due cardini di riferimento: l’Europa e la centralità dell’industria.  «L’Emilia-Romagna – conclude il Presidente Ferrari – si deve collocare in questo contesto. Come abbiamo sottolineato nelle nostre proposte Traiettoria 2030, un ecosistema regionale moderno, innovativo, sostenibile e competitivo rappresenta un asset strategico per far crescere le imprese e creare occupazione in Emilia-Romagna e nel Paese.

Il nuovo Patto per il lavoro dovrà essere capace di tradurre rapidamente gli obiettivi e la visione a medio e lungo termine in misure ed interventi efficaci e di impatto sullo sviluppo della regione e sulla capacità del sistema economico di creare nuova occupazione. Penso ad esempio alle politiche per accompagnare la transizione del sistema industriale verso gli obiettivi di innovazione digitale e di sostenibilità indicati dall’Unione Europea».

 

Iscrizioni ai nidi d’infanzia fino al 30 ottobre

Iscrizioni ai nidi d’infanzia fino al 30 ottobreDa lunedì 12 e fino a venerdì 23 ottobre sarà possibile presentare domanda di ammissione ai Nidi d’Infanzia e al Centro Bambini e Famiglie “La Trottola” per l’anno scolastico 2020/2021 (con inizio della frequenza dei bambini da gennaio 2021 ).

Le domande potranno essere presentate presso il Servizio Istruzione (via Rocca,22) o anche on-line sul sito del Comune di Sassuolo.

Possono presentare la domanda per i nidi d’infanzia i genitori dei bambini nati negli anni   2020 -2019- 2018 e per il centro Bambini e Famiglie “La Trottola” i genitori dei bambini nati negli anni 2019 – 2018.

Maggiori e più dettagliate informazioni circa i criteri e i tempi di pubblicazione delle graduatorie di ammissione, l’organizzazione e il funzionamento dei servizi, gli importi delle rette, ecc. telefonare a Paola Vandelli 0536/880776

Le strutture comunali sono: Nido Parco,Spazio Bambino (via Padova) – Nido San Carlo  e Centro “La Trottola”  (via S. Marco) – Nido S. Agostino (via Udine).

Le strutture private convenzionate con il comune sono: Babygiò (via Cavallotti 132) – Cipì (via Castelfidardo), Girotondo (via Montanara 124) – Folletti (via Milazzo 113) – Sole e Luna (via Mazzini 170).

 

L’Emilia-Romagna investe su bio e tradizione: + 71% imprese in 7 anni

L’Emilia-Romagna investe su bio e tradizione: + 71% imprese in 7 anniEmilia-Romagna sempre più bio. Negli ultimi sette anni, da quando è attivo il Programma di sviluppo rurale 2014-2020, sono cresciute del 71% le imprese biologiche di produzione e di trasformazione certificate raggiungendo, da Piacenza a Rimini, la cifra di 6.100 unità, di cui 5150 (l’85%) vere e proprie imprese agricole.

Nello stesso tempo lo scorso anno la nostra regione contava 165mila ettari di superficie agricola utilizzata a bio, che nel corso del 2020 è aumentata fino a superare i 172mila ettari.

Numeri che fanno dell’Emilia-Romagna la prima regione in Italia per le imprese di trasformazione agroindustriale e commercializzazione/importazione di prodotti biologici (1.270 nel 2019) e per impiego di prodotti biologici nelle mense regionali, in particolare in quelle scolastiche.

Con questo biglietto da visita è stato inaugurato questa mattina Sana Restart – il Salone internazionale del biologico e del naturale in programma dal 9 all’11 ottobre presso BolognaFiere – cui la Regione Emilia-Romagna ha confermato anche quest’anno la propria partecipazione con uno stand nel quale, proprio oggi, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha firmato il nuovo protocollo insieme al presidente regionale dell’associazione Slow Food Italia, Antonio Cherchi, con l’obiettivo prioritario di sostenere le piccole produzioni tradizionali.

E che la Regione guardi al biologico come buona pratica di coltivazione in grado di nutrire la terra in modo sostenibile – per il ruolo di rilievo nella difesa del clima e della biodiversità -, lo dimostra l’impegno di questi ultimi sette anni.

Nel corso dell’ultimo Programma di sviluppo rurale quasi il 30% delle risorse sono state destinate, infatti, alle aziende biologiche.

Complessivamente 125milioni di euro sono stati immessi nel bio attraverso il Psr per la copertura dei costi di certificazione, la promozione dei prodotti, gli investimenti aziendali e di filiera, l’insediamento dei giovani agricoltori, garantendo le indennità compensative per le aree svantaggiate, promuovendo gli interventi di cooperazione per innovazione (come i Goi). E nel corso degli ultimi mesi, anche per sostenere le aziende alle prese con gli effetti della pandemia, si sono aggiunti ulteriori 7,3 milioni di euro che hanno permesso di approvare nuovi progetti grazie allo scorrimento delle graduatorie dei bandi.

“Il biologico è un’opportunità strategica per i nostri agricoltori- spiega l’assessore Mammi- che unisce crescita professionale e competenze al giusto reddito, oltre ad essere una scelta sostenibile per il suolo come forma di nutrimento e rotazione che viene sempre più premiata dai consumatori. La tragica vicenda del Covid ci ha restituito una consapevolezza: la salute e il cibo sono tornati infatti a essere centrali nella vita delle persone. Investire nel biologico diventa pertanto una grande opportunità, soprattutto per un territorio come il nostro, che ha il maggior numero in Europa di prodotti Dop e Igp, in grado quindi di garantire la produzione di prodotti agricoli di qualità, controllati, tutelati”.

“La sfida- chiude l’assessore- è continuare questo percorso, anche grazie al sostegno che ci aspettiamo possa arrivare dal combinato disposto Pac-Psr a garanzia dell’endorsement fatto dalla Commissione europea all’agricoltura durante i mesi del lockdown e da cui ci aspettiamo atti concreti e conseguenti nei prossimi mesi”.

 

Il protocollo Slow Food: buono e locale, quando il cibo si lega al territorio

E nella cornice del Sana, presso il proprio stand, la Regione ha rinnovato oggi l’intesa con l’associazione Slow Food Italia, firmando un nuovo protocollo che impegna entrambi, e fino al 2022, alla promozione dei prodotti agricoli e alimentari che rappresentano l’identità culturale ed economica del territorio regionale e costituiscono un patrimonio di biodiversità e sostenibilità. Tra le finalità del protocollo, lo sviluppo di un programma di iniziative comuni per lo studio e la realizzazione di progetti volti a sostenere le piccole produzioni tradizionali rappresentative del territorio e della sua ricchezza in biodiversità, la promozione delle caratteristiche di sostenibilità e di qualità delle piccole produzioni (compresi i Presidi su mercati locali, nazionali e internazionali) e l’individuazione di percorsi di formazione dei produttori per accrescerne la professionalità, la conoscenza delle produzioni locali e la consapevolezza del proprio ruolo rispetto alla valorizzazione dell’identità del territorio.

“Abbiamo bisogno sempre più di promuovere l’agroalimentare anche come testimonianza della sapienza antichissima dell’uomo, tramandata di generazione in generazione- sottolinea Mammi-. È nostro dovere quindi promuovere e valorizzare tutte quelle produzioni locali che costituiscono il tessuto socio-culturale delle nostre comunità. E in questa cornice, il rinnovo dell’intesa con Slow Food, dopo la proficua collaborazione che ci ha legato dal 2018 ad oggi, rappresenta un fondamentale tassello per proseguire nel percorso virtuoso di un’agricoltura in grado di innovarsi nel pieno rispetto della tradizione”.

“Siamo contenti di proseguire questa collaborazione con la Regione Emilia-Romagna sulla valorizzazione del territorio e sulla biodiversità biologica e culturale- aggiunge il presidente regionale di Slow Food, Antonio Cherchi-. È importante continuare a riflettere sul futuro del cibo, un argomento in forte connessione con il futuro del nostro Pianeta. È importante promuovere il cibo, rispettoso verso la salute individuale, sostenibile dal punto di vista ambientale, ed etico rispetto alla società. La sfida per il futuro è continuare il confronto su queste tematiche in un territorio complesso e ricco di peculiarità locali come quello regionale”.

Il fascicolo sanitario elettronico diventa automatico per tutti gli emiliano-romagnoli

Il fascicolo sanitario elettronico diventa automatico per tutti gli emiliano-romagnoliEntra nel vivo la rivoluzione digitale della medicina in Emilia-Romagna: il Fascicolo sanitario elettronico, lo strumento che contemporaneamente archivia, in maniera continuativa e tempestiva, la propria storia sanitaria e permette di accedere direttamente ai servizi online, viene realizzato in automatico per tutti i cittadini. Naturalmente, per tutelarne la privacy, i professionisti sanitari che prendono in carico il paziente potranno consultarlo solo dopo il suo consenso.

Così l’Emilia-Romagna si adegua, prima Regione in Italia, alle disposizioni nazionali sulla sanità digitale contenute nel cosiddetto ‘Decreto rilancio’, e a dare forza a questo cambiamento arriva anche una delibera della Giunta regionale, con cui viene messo nero su bianco l’impegno economico dell’Ente per rafforzare questo strumento, che in remoto dà la possibilità di conservare e consultare tutte le informazioni sanitarie.

Le risorse assegnate per il biennio 2020/2021 ammontano a 14.741.049,84 euro, suddivise tra le Aziende sanitarie (l’80% del totale, quindi 11.792.839,88 euro) e la società in house Lepida (cui va il restante 20%, per complessivi 2.948.209,96 euro, per migliorare sempre di più questo utile strumento a disposizione dei professionisti sanitari e degli assistiti.

Al momento in Emilia-Romagna sono 1.197.964 i fascicoli attivi, a fronte di un’utenza potenziale, cioè assistiti che hanno un medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, di 4,5 milioni di persone.

“Più una sanità è digitalizzata e informatizzata, più è pronta a rispondere in maniera veloce alle necessità del paziente- commenta Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute-. Abbiamo sempre visto nel Fascicolo sanitario elettronico uno strumento fondamentale per garantire un’assistenza migliore ai nostri cittadini, riducendo anche significativamente molte difficoltà legate alla mancanza di comunicazione tra strutture, e quindi oggi siamo orgogliosi di dire che l’Emilia-Romagna è la prima Regione in Italia che lo adotta in maniera sistematica per tutti i cittadini. Ma si tratta, voglio ribadirlo, di una possibilità nel massimo rispetto della tutela della privacy e della libertà di scelta, non di una imposizione- conclude Donini-: il Fascicolo è creato automaticamente, ma sarà attivato e reso consultabile solo e unicamente quando il paziente avrà dato il proprio consenso, e ogni attività sarà sempre tracciabile”.

Cosa cambia

Mentre prima era il singolo utente a farsi carico dell’attivazione del proprio Fse, prima registrandosi online e poi completando l’iter in uno sportello dell’Ausl, ora il Fascicolo sanitario elettronico è creato da remoto per ogni emiliano-romagnolo, e lì sono caricati automaticamente tutti gli atti sanitari prodotti sia dalle strutture pubbliche che da quelle private convenzionate. Il cittadino, come già avviene adesso, potrà anche integrare il Fascicolo, aggiungendo autonomamente ulteriori documenti, completando così la propria storia medica.

La semplificazione della procedura non intacca però assolutamente la privacy e la libertàdecisionale del cittadino: i medici del servizio sanitario regionale, quelli di medicina generale e i pediatri di libera scelta potranno consultare la documentazione solo dopo il manifesto consenso dell’assistito, che può rilasciarlo anche verbalmente al medico, ovviamente dopo la presa in carico del paziente. Il paziente mantiene in ogni caso il diritto di revocare l’autorizzazione in qualsiasi momento, o rivolgendosi allo stesso professionista a cui l’ha rilasciata, o svolgendo la procedura online.

A ulteriore tutela dei dati personali dei pazienti, tutte le azioni – dalla raccolta del consenso all’accesso ai documenti – sono tracciate, registrate e consultabili direttamente dal cittadino sul proprio Fascicolo sanitario elettronico, con la possibilità di ricevere queste notifiche anche via e-mail.

Per i professionisti della sanità, oltre a una specifica informativa che al primo accesso al nuovo Fse illustra tutte le regole di gestione dei dati, è disponibile un portale dedicato in cui sono riepilogate tutte le informazioni necessarie per una corretta consultazione della documentazione sanitaria.

La ripartizione per Province del Fondo Fse

La delibera di Giunta stanzia complessivamente per il biennio 2020-2021 alle Aziende sanitarie 11.792.839,88 euro, che saranno così ripartiti: 849.940,81 euro all’Ausl di Piacenza, 781.259,31 euro all’Ausl di Parma, 476.532,33 euro all’Aosp di Parma, 1.231.274,08 euro all’Ausl di Reggio Emilia, 1.499.274,08 euro all’Ausl di Modena, 450.871,11 euro all’Aosp di Modena, 1.800.160,68 euro all’Ausl di Bologna, 576.158,25 euro all’Aosp di Bologna, 197.277,88 euro all’Istituto Ortopedico Rizzoli, 438.606,56 euro all’Ausl di Imola, 834.091,24 euro all’Ausl di Ferrara, 316.527,08 all’Aosp di Ferrara e infine 2.340.178,40 all’Ausl della Romagna.

In ospedale a Sassuolo c’è la partoanalgesia e un corso rivolto alle future mamme

In ospedale a Sassuolo c’è la partoanalgesia e un corso rivolto alle future mammeAnche in ospedale a Sassuolo è stato attivato il servizio h 24 di partoanalgesia che consente alle donne in procinto di partorire di poter usufruire di una metodica farmacologica di contenimento del dolore diffusa in tutto il mondo sia durante il travaglio spontaneo che in quello indotto.

Il servizio, gratuito, è disponibile sia su richiesta materna che per specifiche indicazioni mediche. Per accedere al servizio di partonalagesia è obbligatorio partecipare, prima del parto, al corso informativo tenuto da ostetriche e anestesisti, e sottoporsi a una visita anestesiologica per raccogliere il consenso informato al di fuori della fase dolorosa del travaglio, per rispondere a possibili dubbi che non siano stati chiariti durante il corso e per identificare specifiche condizioni cliniche che possono eventualmente controindicare la metodica.

Il corso di formazione è rivolto alle donne che abbiano raggiunto almeno la 30 esima settimana di gravidanza. L’appuntamento è programmato per ogni secondo e quarto giovedì del mese, dalle ore 18:30 alle 20:00 presso la Sala Congressi, al piano terra dell’ospedale di Sassuolo. Durante i corsi saranno rispettate tutte le misure di prevenzione sanitaria indicate dalla normativa vigente per l’emergenza Covid-19.

Il primo giovedì disponibile è il 22 ottobre 2020. Le altre date disponibili, ad oggi, sono: giovedì 12 e giovedì 26 novembre, giovedì 10 e martedì 22 dicembre 2020. Per partecipare al corso è necessario iscriversi in anticipo, mandando una email a: partonalagesia@ospedalesassuolo.it specificando il proprio nome, cognome, data di nascita e dichiarando la propria epoca gestazionale.

 

Anche a Sassuolo in vigore le misure regionali antismog

Anche a Sassuolo in vigore le misure regionali antismogSono entrate in vigore anche a Sassuolo e lo rimarranno fino al 31 marzo 2021, le misure anti smog rientranti nel Pair 2020 della Regione Emilia Romagna.

Dal lunedì al venerdì compresi, fino al 10 gennaio 2021 e nelle domeniche ecologiche nella fascia oraria 8,30 – 18,30, è quindi previsto il divieto di circolazione dei seguenti veicoli a motore: veicoli alimentati a benzina pre euro ed euro 1; veicoli diesel pre euro, euro 1, 2 e 3; ciclomotori e motocicli pre euro.

A questi mezzi, dal 10 gennaio e fino al 31 marzo 2021, si aggiungeranno i veicoli benzina euro 2, diesel euro 4, benzina/metano e benzina/gpl pre euro ed euro 1, ciclomotori euro 1.

I provvedimento non si attua nelle giornate festive di martedì 08 dicembre, venerdì 25 e sabato 26 dicembre, venerdì 01 e mercoledì 06 gennaio, fatta eccezione l’adozione di misure emergenziali.

Le restrizioni della circolazione trovano applicazione all’interno dell’area del centro abitato di Sassuolo come approvata con D.G.C. n. 167/2016, delimitata esternamente come segue: viale Palestro, Circonvallazione sud-ovest, Circonvallazione sud, Circonvallazione sud-est, Circonvallazione nord-est (tratto compreso tra via Braida e via Verrazzano), via Verrazzano (tratto compreso tra Circonvallazione sud-est e via Radici in Piano), via Radici in Piano (tratto compreso tra via Verrazzano e via Radici in Monte) e via Radici in Monte (il perimetro tra via Radici in Monte e via Radici in Piano si raccorda tramite via Stazione e via Marconi, per questo motivo escluse dalle vie oggetto di divieto).

Qualora il bollettino di monitoraggio emesso da Arpae evidenziasse, nell’ambito territoriale della provincia di Modena, l’avvenuto superamento continuativo del valore limite giornaliero di PM10 nei tre giorni precedenti verranno adottate le “misure emergenziali”:

ampliamento della limitazione della circolazione ai veicoli diesel Euro 4 (fino al 10 gennaio) euro 5 (dall’11 gennaio in poi): divieto di utilizzo di generatori di calore alimentati a biomassa combustibile solida (legna, pellet, cippato, altro) nelle unità immobiliari dotate di impianto alternativo; divieto assoluto di combustione all’aperto di sterpaglie, residui di potatura, scarti vegetali di origine agricola e simili; abbassamento di 1°C della temperatura negli ambienti riscaldati fino al limite massimo di 19°C nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali e di 17°C nei luoghi che ospitano attività industriali, artigianali ed assimilabili. Sono esclusi da questa disposizione gli ospedali e le case di cura, le scuole ed i luoghi che ospitano attività sportive; divieto per tutti i veicoli di sostare con motore acceso; divieto di spandimento di liquami zootecnici. Sono escluse dal presente divieto le tecniche di spandimento con interramento immediato dei liquami e con iniezione diretta al suolo; potenziamento dei controlli sul rispetto della presente ordinanza.

Le misure emergenziali entrano automaticamente in vigore, senza necessità di adottare specifici provvedimenti, decorrono dal giorno successivo alla comunicazione di Arpae e sono mantenute fino al giorno di controllo successivo incluso e comunque finché i valori a livello provinciale di PM10 non rientreranno al di sotto del valore limite giornaliero.

Oltre alle limitazioni per i veicoli, il Piano Integrato prevede fino al 31 marzo 2021, su tutto il territorio comunale, in tutte le unità immobiliari dotate di riscaldamento multicombustibile è vietato utilizzare biomasse combustibili solide (legna, pellet, cippato, altro): nei focolari aperti o che possono funzionare aperti; nei generatori di calore di cui all’art.1 comma 3 del D.M. n.186/2017 aventi classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle, così come definita nell’Allegato 1 del citato D.M. .

Il presente divieto si applica esclusivamente ai generatori di calore a biomassa utilizzati per il riscaldamento ad uso civile. Nei generatori di calore funzionanti a pellet per i quali non vige il divieto di cui sopra (quindi certificati 3 stelle o superiori) è fatto comunque obbligo di utilizzare pellet certificato conforme alla Classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2:2014.

Lavori stradali sabato sulla Pedemontana tra Fiorano e Maranello

Lavori stradali sabato sulla Pedemontana tra Fiorano e MaranelloLungo strada provinciale 467 Pedemontana, in un tratto compreso tra Fiorano e Maranello, sabato 10 ottobre si svolgeranno lavori di manutenzione del manto stradale.

Per consentire l’intervento, che si concluderà in giornata, sarà necessario istituire un senso unico alternato all’altezza del cantiere mobile.

I lavori sono finanziati da risorse derivanti dalle sanzioni stradali sulle strade provinciali del comune di Fiorano da parte delle polizia municipale, reimpiegate in opere di miglioramento della rete viaria provinciale dei rispettivi territori, come prevede in base ad un accordo con la Provincia.

L’intervento, che sarà eseguito dalla ditta Asfalti Zaniboni sas di Finale Emilia,  prevede la fresatura e il rifacimento del manto stradale e fa parte di un programma di manutenzioni dell’area nord, dove la provincia ha investito complessivamente quasi due milioni di euro in opere di manutenzione della rete viaria delle strade di pianura.

 

Domenica 11/10 Palazzo Ducale aperto anche in notturna

Domenica 11/10 Palazzo Ducale aperto anche in notturnaApertura straordinaria in notturna, domenica 11 ottobre, per Palazzo Ducale di Sassuolo. La reggia estense, infatti, in via del tutto eccezionale sarà aperta al pubblico, con biglietto ordinario, dalle ore 18 alle ore 22 (con ultimo ingresso consentito un’ora prima della chiusura, alle ore 21).

Un’occasione nuova, quindi, per godere delle stanze affrescate di Palazzo Ducale e del panorama sul parco Ducale, con una luce assolutamente diversa.

Gli orari di Palazzo Ducale per domenica 11 ottobre, quindi, saranno:

  • mattino dalle ore 10 alle ore 13;
  • pomeriggio dalle ore 15 alle ore 22, ultimo ingresso ore 21

 

Compostaggio: ripresa dei controlli e riduzione TARI

Compostaggio: ripresa dei controlli e riduzione TARIA partire da sabato 17 ottobre le Guardie Ecologiche di Legambiente riprenderanno i controlli sulle compostiere del territorio comunale.

Le Guardie Ecologiche Volontarie di Legambiente, infatti, svolgono il controllo delle compostiere del Comune di Sassuolo per verificare l’effettivo e corretto utilizzo; a causa dell’emergenza Covid-19 i controlli erano stati sospesi ma riprenderanno, seguendo le norme di sicurezza, da sabato 17 ottobre.

Ricordiamo che l’Amministrazione comunale incentiva chi effettua il compostaggio domestico, prevedendo una riduzione della parte variabile della TARI pari a:

20% a favore delle utenze domestiche che dichiarano di praticare il compostaggio domestico

30% a favore delle utenze domestiche degli agricoltori che hanno una concimaia attiva.

 

Formigine: in partenza la 40esima Camminata della Carovana

Formigine: in partenza la 40esima Camminata della Carovana

E’ sui blocchi di partenza la 40esima ‘Camminata della Carovana’, la manifestazione non competitiva organizzata dalla Podistica Formiginese ed in programma per la prossima domenica, 18 ottobre. Il percorso partirà e si concluderà in Piazza Calcagnini di fronte al Castello di Formigine, attraversando il territorio formiginese per 7,5 km, con partenze a partire dalle ore 9 e scaglionate ogni 3 minuti per gruppi di massimo 20 persone.

Oltre alla ricorrenza del quarantennale dal primo evento la ‘Camminata della Carovana’ di quest’anno avrà un valore aggiunto: tutto l’incasso della manifestazione, basato sulle offerte libere in aggiunta ai due euro della quota di iscrizione, saranno devoluti in beneficenza per incrementare la somma destinata ai voucher per lo sport giovanile. Camminare insieme dunque, sia metaforicamente che praticamente, sempre senza venire meno alla sicurezza. Come da normativa sarà infatti obbligatorio l’uso della mascherina per tutto il percorso, fatto eccezione del caso in cui si possa mantenere la distanza interpersonale di due metri, e l’autocertificazione da presentare alla partenza.

Per partecipare sarà necessario iscriversi entro giovedì 15 ottobre, esclusivamente online sulla piattaforma www.atleticando.net, così da poter contenere il numero massimo di partecipanti. A tutti i presenti nella giornata di domenica sarà donato un ‘pacco gara’ di pregio, con borraccia in acciaio o alluminio e bevande per il proprio ristoro, oltre al pettorale. Premi speciali, inoltre, per le società sportive che si presenteranno con un minimo di 10 atleti. Per ogni informazione è possibile contattare il referente Giampaolo al numero 348 533 5571.

Al Centro Via Veneto, viaggio virtuale all’interno della Galleria dell’Accademia di Firenze

Al Centro Via Veneto, viaggio virtuale all’interno della Galleria dell’Accademia di FirenzeNuovi eventi culturali al Centro Via Vittorio Veneto di Fiorano Modenese. Per la stagione 2020-21, il Comitato Fiorano in Festa, col patrocinio del Comune e sotto la direzione artistica del maestro Gen Llukaci, ha riproposto un denso calendario di appuntamenti. Muniti di mascherine, mantenendo il distanziamento sociale, verranno organizzate variegate iniziative con regolare periodicità, raggruppate in quattro macro rassegne.

Tutti gli eventi si terranno presso il Centro (Via Vittorio Veneto 94, Fiorano Modenese) e sono a offerta libera, con una quota minima di 10 euro.

Gli incontri di “Una sera al Museo”, rassegna proposta anche lo scorso anno, a cui è stata aggiunta “Una sera al Museo Speciale”, cominceranno il 13 ottobre e avranno luogo tutti alle ore 21. Si tratta di un doppio appuntamento mensile (primo e ultimo martedì) coi musei più famosi del mondo. Si spazierà dalle opere della Galleria dell’Accademia di Firenze, dimora per eccellenza delle opere del Botticelli, alla National Gallery di Londra o al Rijksmuseum di Amsterdam, dove si esaminerà nel dettaglio qualche opera di Rembrandt e di Van Gogh. Questi e altri viaggi nell’arte saranno guidati dalle puntuali spiegazioni del Prof. Claudio Corrado, accompagnato al pianoforte da bravissimi pianisti che via via si susseguiranno, per offrire al pubblico melodie appropriate.

Il 13 (e 27) ottobre 2020 si partirà dalla Galleria dell’Accademia di Firenze.

Poiché a causa del distanziamento sociale, i posti sono limitati, si può fare un “abbonamento” versando un contributo minimo anticipato per avere il posto riservato per alcuni o tutti gli appuntamenti delle rassegne. I posti saranno riservati solo a coloro che avranno l’abbonamento.  Per info e prenotazioni: www.centrovvv.com – centrovvv@gmail.com

All’ingresso verrà misurata la temperatura, ci si dovrà disinfettare le mani ed è necessario lasciare un nome ed un recapito per l’eventuale tracciamento; durante lo spettacolo si dovrà indossare la mascherina e verrà assicurato il distanziamento sociale.

 

Ponte Veggia: approvato lo studio di fattibilità

Ponte Veggia: approvato lo studio di fattibilitàLa Giunta del Comune di Sassuolo ha approvato, nella seduta di martedì 6 ottobre con la delibera 176 in corso di pubblicazione all’Albo Pretorio, in mera linea tecnica lo studio di fattibilità denominato “Ponte Veggia – studio di fattibilità” dei Comuni di Sassuolo e Casalgrande, che prevede una spesa complessiva per complessivi € 6.180.626,12 compresa IVA e spese accessorie di competenza del Comune di Sassuolo per il 50%.

Nelle valutazioni tecniche economiche sono stati considerati separatamente due interventi definiti Lotto 1 e Lotto 2; Il Lotto 1: Intervento Ponte Veggia, comprende i lavori di messa in sicurezza per i carichi statici e riparazione locale del Ponte Veggia “storico” (comprensivo di marciapiede di servizio), mentre il Lotto 2: Prolungamento Camminamento tecnico lato Casalgrande su ponte Provinciale, prevede la realizzazione del marciapiede di servizio sul ponte della strada provinciale per garantire l’accesso tecnico in sicurezza anche dal lato

Casalgrande. Le opere di ripristino/consolidamento delle strutture ammalorate del ponte Veggia previste nel Lotto 1 sono tali da garantire un adeguamento statico del “Ponte

Veggia” nei confronti dei carichi statici. L’intervento del Lotto 2 consiste nel rendere omogenea la sezione di progetto del camminamento tecnico fra i due Comuni e lo si può fare restringendo di 10cm la carreggiata sul ponte sopra la provinciale, allargando il cordolo per poter posizionare il guard rail a filo interno, e spostando a bordo cordolo esterno la rete parapetto.

Rinforzo di pile e fondazioni sono da considerarsi interventi aggiuntivi all’intervento definito come “Base” per ottenere un miglioramento sismico del Ponte Veggia le quali sono ritenute le strutture più vulnerabili in condizioni sismiche. Il rinforzo di pile e fondazioni deve essere fatto in maniera simmetrica e quindi coinvolge sia l’impalcato stradale che quello ferroviario.

Per svolgere questi interventi è stato richiesto finanziamento per assegnazione di contributo anno 2020/21 per interventi riferiti ad opere pubbliche di messa in sicurezza di edifici e del territorio presso il Ministero dell’Interno, naturalmente per il 50% di competenza del solo Comune di Sassuolo pari a € 2.940.316,06; forma palese ed accertati nei modi di legge.

“La sicurezza di chi transita sul ponte di Veggia – commenta il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – è l’assoluta priorità tanto della nostra Amministrazione quando del Comune di Casalgrande. Gli oltre sei milioni necessari all’intervento deliberato sono necessari a fare questo, per realizzare una passerella ciclopedonale occorrerebbero ulteriori due milioni e mezzo circa che, al momento, non siamo in grado di reperire. In precedenza sono state fatte valutazioni sbagliate sulle condizioni del manufatto, ora noi dobbiamo intervenire nel più breve tempo possibile per assicurare l’incolumità di chi transita e transiterà negli anni futuri, Il ponte, per ora, è sicuro e può rimanere aperto ma non è dato sapere per quanto tempo rimarrà così. Si tratta di un’assoluta priorità sia per l’Amministrazione comunale di Sassuolo che per quella di Casalgrande”.

Asta pubblica per 9 automezzi di proprietà del Comune di Sassuolo

Asta pubblica per 9 automezzi di proprietà  del Comune di SassuoloE’ stato pubblicato l’Avviso di Asta Pubblica relativo alla vendita di 9 automobili di proprietà del Comune di Sassuolo.

Gli autoveicoli sono posti in vendita nello stato di fatto e di diritto, di uso e conservazione in cui si trovano.

Per partecipare all’asta è necessario effettuare un sopralluogo per la presa visione dei veicoli, previa prenotazione.

Il concorrente interessato all’aggiudicazione del mezzo deve trasmettere l’offerta, secondo le modalità e con i contenuti elencati nell’avviso pubblico, entro e non oltre le ore 12 del 30 Ottobre prossimo.

L’asta sarà aggiudicata con il metodo delle offerte segrete, ai sensi degli artt.73, lettera c, e 76 del R.D. n. 827/1924 e s.m.i.  La vendita avviene fuori campo applicazione I.V.A. L’asta sarà aggiudicata per lotti separati al concorrente o ai concorrenti che avranno presentato per ciascuno di essi l’offerta migliore per l’Ente (ossia l’offerta economica più alta) – al rialzo o in equivalenza rispetto al valore posto a base di gara .

L’asta si svolgerà in seduta pubblica alle ore 10 del 05/11/2020 presso la sala Capigruppo del Comune di Sassuolo, sita in Sassuolo, via Fenuzzi 5.

Il Comune di Sassuolo dovrà comunicare l’avvenuta aggiudicazione e richiedere il versamento degli importi offerti per il lotto aggiudicato.  L’aggiudicatario è tenuto, entro 10 giorni lavorativi dalla comunicazione di aggiudicazione, al pagamento, in un’unica soluzione, dell’intero prezzo d’acquisto offerto.

VAI ALL’AVVISO D’ASTA

FederBio: l’Italia è pronta per la rivoluzione biologica

FederBio: l’Italia è pronta per la rivoluzione biologicaDal 9 all’11 ottobre il biologico torna protagonista a Bologna con SANA RESTART e gli Stati generali del bio “Dalla Rivoluzione verde alla rivoluzione Bio: il biologico tra presente e futuro”.

Si tratta di un importante momento di confronto, approfondimento e condivisione di idee e progetti strategici con le istituzioni e tutte le organizzazioni del mondo agricolo, a cui parteciperà anche la Ministra Bellanova. L’obiettivo è consolidare la transizione verso il vero biologico e creare opportunità concrete per il territorio rurale e per le nuove generazioni.

Per FederBio, partner storico di SANA BolognaFiere, la manifestazione di ottobre sarà l’occasione fondamentale per lanciare messaggi forti in un momento storico in cui l’Ue sta puntando decisamente sull’agroecologia, con le strategie di attuazione del Green Deal Farm to Fork e Biodiversità che hanno l’obiettivo ambizioso di triplicare le superfici coltivate a biologico e ridurre del 50% l’uso di pesticidi entro il 2030.

L’Italia è un Paese leader per il settore. In termini assoluti, infatti, pur rappresentando il terzo paese per superfici bio preceduto da Spagna e Francia, si distingue per incidenza sul totale della SAU che oggi raggiunge il 15,8%, a fronte di una media europea del 7,5%.

In parallelo, nel 2019 si rileva una crescita del settore biologico anche dal punto di vista del numero degli operatori che, in aumento del 2% rispetto al 2018, toccano quota 80.643 unità (Dati SINAB).

Il bio rappresenta dunque una grande opportunità per la ripresa economica che ha bisogno di proposte innovative fondate sulla sostenibilità. Per agricoltura, territorio rurale e cibo, l’innovazione è già disponibile con la scelta del biologico e dell’agroecologia.

Per questo FederBio propone di riservare una quota del Recovery Fund per sostenere un piano per la conversione al biologico, a partire dalle aree interne e dalle aree naturali protette del territorio nazionale.

Quello che emerge dai dati presentati a SANA è che la domanda di prodotti bio da parte dei cittadini cresce più delle superfici coltivate ad agricoltura biologica. Per tale ragione occorre utilizzare subito gli stanziamenti previsti in Finanziaria per promuovere filiere di “Made in Italy Bio” basate su un approccio etico e totale trasparenza grazie alle moderne tecnologie digitali e che siano in grado di riconoscere il “giusto prezzo” per tutti i soggetti della filiera a partire dagli agricoltori.

Agli Stati Generali del 2019 con “Rivoluzione Bio” abbiamo lanciato il messaggio che serviva una svolta verso il biologico e l’agroecologia, l’unica in grado di neutralizzare i cambiamenti climatici e di produrre nel rispetto dell’ambiente e della salute. L’Europa, presentando le strategie di attuazione del Green Deal, ha dato ragione a quell’impostazione che FederBio, AssoBio e BolognaFiere avevano anticipato, in sintonia con i cittadini, che con le scelte d’acquisto, premiano sempre più il biologico. Per questo occorre una scelta chiara anche per il nostro Paese approvando subito la legge sul biologico, come ha annunciato recentemente la ministra Bellanova. Servono inoltre progetti concreti per promuovere distretti biologici e filiere di “Made in Italy Bio” utilizzando tutte le risorse a disposizione, dai fondi stanziati con la Finanziaria, al Recovery Fund e al Piano d’azione sul biologico sul quale la Commissione UE ha da poco aperto la consultazione. Il nostro Paese è fortemente vocato al biologico e con scelte chiare e coraggiose ci saranno le condizioni ideali per fare dell’agroecologia il motore del rilancio del sistema agroalimentare italiano e, visto che partiamo da una superficie doppia rispetto alla media europea, possiamo ipotizzare di arrivare al 40% entro il 2030. La conversione al biologico è un’opportunità importante per l’Italia che dobbiamo riuscire a cogliere al più presto, non solo per non rimanere indietro e rischiare di essere scavalcati da altri Paesi, ma anche per evitare che alla forte richiesta di alimenti bio dei cittadini italiani risponda l’importazione dall’estero. Un plauso infine a BolognaFiere per l’impegno straordinario che ha richiesto l’organizzazione in presenza di un appuntamento fondamentale per il bio come SANA, tra le molteplici difficoltà legate all’emergenza sanitaria”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

 

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