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lunedì, 6 Aprile 2026
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Agricoltura, oltre un miliardo di fondi Ue investiti con il Piano di sviluppo rurale 2014-2020

Conoscenza e innovazione, competitività, sostenibilità ambientale e sviluppo del territorio. La Regione si muove in sintonia rispetto ai pilastri del Psr, Piano di sviluppo rurale 2014-2020 con un investimento complessivo di 1 miliardo e 13 milioni di euro in ambito agricolo. Una capacità di erogare i contributi che conferisce all’Emilia-Romagna un primato in ambito nazionale.

Dagli inizi della programmazione a oggi i pagamenti erogati in termini di spesa pubblica hanno portato a un totale di contributi pari a 648,12 milioni, mentre dall’inizio dell’anno sono stati liquidati 71,1 milioni di euro. In Regione a beneficiare dei fondi previsti dal Psr sono soprattutto i territori montani, con fondi per oltre 386 milioni di euro e un’incidenza del 38% delle risorse concesse.

“E’ un risultato di grande valore– commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi– tanto più perché ottenuto in un momento molto difficile come quello dell’emergenza coronavirus e del lockdown. Si conferma la capacità amministrativa della nostra Regione di saper distribuire risorse al comparto agricolo, dalle singole imprese alle organizzazioni, dagli agriturismi alle piccole realtà del biologico locale. Un mondo che costituisce un’importante ricchezza economica, sociale e ambientale per tutto il nostro territorio e che va preservato e tutelato”.

“Continueremo nell’opera di distribuzione tramite bandi sulle singole misure del Piano di sviluppo rurale- conclude Mammi-, perché investire e stimolare la competitività del nostro settore agroalimentare incide in maniera vitale e positiva sull’economia rurale della nostra regione”.

Il Piano di sviluppo Rurale

Approvato dalla commissione europea, il Psr definisce la strategia regionale per lo sviluppo del sistema agroalimentare, investe fondi che provengono da Ue, Stato e Regione (pari all’ 86,3% delle risorse disponibili) e che interessano oltre 23mila beneficiari, di cui oltre 2800 giovani e 4500 donne.

Il  programma inoltre riconosce i contributi comunitari solo ai paesi che sono in grado di impegnarli e l’Emilia-Romagna, al 5 giugno scorso e con sei mesi di anticipo rispetto a quanto previsto dalle norme comunitarie, aveva già raggiunto il valore target necessario a evitare il disimpegno dei fondi non utilizzati, facendo così notare una capacità di erogazione di risorse comunitarie tra le migliori in Italia.

Contributi ai gestori di centri estivi sassolesi, prorogati i termini

E’ stato prorogato al prossimo 15 giugno il termine per l’avviso pubblico di manifestazione di interesse per l’assegnazione di contributi finanziari ai gestori di centri ricreativi estivi e soggiorni estivi a sostegno dell’accoglienza dei bambini e ragazzi con disabilità certificata residenti, che hanno frequentato la scuola dell’infanzia, primaria o primo e secondo anno delle scuola secondaria di 1° grado nell’a.s. 2019/2020

La domanda di assegnazione contributo dovrà essere presentata all’ufficio Protocollo compilando l’allegato A) dell’avviso entro le ore 13,30 del 15 giugno 2020.

Per qualsiasi richiesta di informazioni o chiarimenti è possibile rivolgersi al servizio istruzione del comune di Sassuolo, via Rocca 22 (Emanuela Boccedi: eboccedi@comune.sassuolo.mo.it )

Anche Fiorano Modenese incluso nel progetto ‘Bike to work’

Il Comune di Fiorano Modenese è stato incluso nel progetto regionale “Bike to work”, che prevede l’erogazione di contributi ed incentivi per la mobilità ciclabile. I fondi destinati a Fiorano ammontano a poco più di 17mila euro, divisi tra spese per investimenti e spesa corrente.

Per quanto riguarda gli investimenti il contributo regionale copre fino ad un massimo del 70% del costo sostenuto dal Comune. Tra le spese finanziabili rientrano: la realizzazione di percorsi ciclabili o moderazione del traffico, finalizzati a privilegiare la circolazione delle biciclette. Sono inclusi anche gli acquisti di rastrelliere portabiciclette e attrezzature per la sosta di biciclette, atte a ridurre il furto.

Il Comune di Fiorano  Modenese  potrà anche utilizzare il contributo regionale per erogare incentivi per l’acquisto di biciclette normali e a pedalata assistite, di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (quali segway, hoverboard e monopattini).

Il contributo regionale per la spesa corrente (8.639,32 euro) potrà invece essere impiegato per incentivi chilometrici per gli spostamenti casa-lavoro in bicicletta ai dipendenti di aziende, nonché per la riduzione del costo di utilizzo del bike sharing e del deposito delle bici presso velostazioni o altri depositi per l’interscambio modale convenzionati.

“Il contributo regionale, originariamente pensato per i comuni inseriti nel PAIR (Piano Aria Integrato Regionale) è stato esteso anche a comuni come Fiorano Modenese, che vi hanno aderito volontariamente, premiando così l’amministrazione fioranese che ha deciso di sottoporsi a vincoli a cui non era obbligata dalla legge. – sottolinea l’assessore alla Mobilità, Davide Branduzzi – Si apre adesso una fase di riflessione sull’impiego delle risorse regionali. Per quanto riguarda il cosiddetto bonus-bici, la situazione di Fiorano Modenese è diversa rispetto a quella degli altri comuni del distretto, in quanto il contributo per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita esiste già da alcuni anni ed è finanziato interamente con risorse proprie. Con Sassuolo, Formigine e Maranello cercheremo tuttavia a definire dei criteri uniformi per l’erogazione e la quantificazione del contributo. Lo stesso faremo per decidere come utilizzare i contributi di spesa corrente e gli incentivi chilometrici per i dipendenti. Anche in questo caso l’obiettivo è muoversi in accordo con gli altri comuni del PUMS, in modo da rendere più efficaci le azioni messe in campo.

Questo contributo, ripeto è il frutto di scelte fatte dall’amministrazione comunale negli ultimi anni. Non solo l’adesione al PAIR, ma anche l’adozione del PUMS e del Biciplan distrettuale che ci permettono e ci permetteranno di programmare interventi  in tempi ragionevoli e in una logica di distretto, per creare città e comunità sostenibili in linea con gli obiettivi di Agenda 2030.”

 

Ctss, illustrato il piano per riaprire i centri diurni per disabili

Riaprire gradualmente dalla prossima settimana i 22 centri diurni per disabili, presenti sul territorio provinciale, sulla base di un protocollo in grado di assicurare tutte le sicurezze sanitarie.

Le prime riaperture potrebbero iniziare già da lunedì 15 giugno, come prevede il progetto predisposto da Uffici di piano, direzioni di distretto e aree fragili dei sette territori provinciali insieme ai gestori. Il piano è stato illustrato da Federica Rolli, direttore delle attività socio-sanitarie dell’Ausl di Modena, nel corso della Conferenza territoriale sociale e sanitaria che si è svolta in videoconferenza lunedì 8 giugno.

«Il progetto – ha sottolineato Rolli – è stato stilato seguendo le linee guida indicate dalla Regione e sulla base dei decreti del Governo sulla fase 2. Sono previste regole precise, riguardo al distanziamento e sul contingentamento degli accessi per piccoli gruppi al massimo composti da cinque utenti, alternati nell’arco della giornata o in giorni diversi. In queste settimane abbiamo ricevuto numerose richieste da parte delle famiglie di poter di nuovo usufruire di un servizio fondamentale, dopo la chiusura a causa dell’emergenza Covid-19; le persone disabili hanno sofferto più di tutti l’isolamento forzato e la sospensione delle attività dei centri».

Il piano, che riguarda circa 400 persone disabili, utenti dei centri diurni, fornisce indicazioni per la riorganizzazione degli spazi e dei percorsi, prevede una valutazione dei progetti proposti dai gestori per la ripartenza, il monitoraggio dell’andamento delle attività, la programmazione personalizzata, screening sierologici ai fruitori dei servizi e agli operatori, interventi mirati clinico-assistenziali e la definizione di procedure di intervento in caso di manifestazione sintomi; in programma anche incontri con le famiglie, giornate di formazione per gli operatori e la collaborazione con gli enti gestori nella definizione di contenuti abilitativi e informativi per ospiti e famiglie.

Sui centri diurni per anziani, invece, ha spiegato Rolli, «per ora siamo in attesa delle indicazioni regionali, anche se sono già ammessi interventi individuali, ma non nei centri che condividono spazi con le residenze».

Nel corso della Conferenza, il presidente Gian Carlo Muzzarelli, a nome di tutti i sindaci, ha sottolineato lo sforzo di tutta la sanità modenese in questi mesi difficili e l’importanza di riavviare in sicurezza «questi servizi così importanti per le famiglie e per gli utenti più fragili», parte fondamentale di una «rete sanitaria integrata territoriale che rappresenta un autentico valore aggiunto da rafforzare», concetti ripresi da Giovannni Battista Pasini, sindaco di Lama Mocogno, e da Luca Prandini, sindaco di Concordia che ha evidenziato la necessità di riaprire i servizi per i disabili per dare un sollievo alle famiglie e garantire una nuova socialità agli utenti, mentre Francesco Menani, sindaco di Sassuolo, ha giudicato positivamente il lavoro svolto per riavviare gradualmente questi servizi con tutte le cautele necessarie «perchè l’epidemia non è finita».

Durante la discussione Alberto Bellelli, sindaco di Carpi, ho riproposto il tema della dimissioni ospedaliere protette,  mentre Michele Goldoni, sindaco di S.Felice sul Panaro e Sauro Borghi, sindaco di S.Prospero, hanno chiesto un incontro tra i responsabili dell’Ausl e l’Unione dei Comuni dell’area nord per discutere l’applicazione del piano sul territorio.

 

 

Formigine, verso la costruzione di un’idea di città condivisa tra Amministrazione, associazioni e cittadini

Nella prospettiva della predisposizione del nuovo Piano Urbanistico Generale, la cui redazione prenderà avvio entro l’estate, Il Comune di Formigine ha avviato una collaborazione con l’Università di Parma, allo scopo di delineare alcune strategie finalizzate alla riqualificazione urbana e alla valorizzazione ecologico-ambientale dell’intero territorio comunale.

Il professor Dario Costi del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma ha pertanto avviato nei mesi scorsi un’approfondita analisi urbana del capoluogo e delle frazioni coinvolgendo gli studenti di Architettura, le associazioni, il mondo del lavoro e alcuni stakeholders istituzionali in un percorso partecipativo i cui primi esiti sono stati presentati nel corso della conferenza stampa di questa mattina (9 giugno).
“Presentiamo oggi Formigine 2030 – afferma il Sindaco Maria Costi – una visione strategica per la crescita del nostro territorio che s’interseca con il percorso di predisposizione del nuovo Piano Urbanistico Generale. Per trovarci pronti a questo appuntamento, abbiamo inteso avvalerci delle migliori professionalità e degli strumenti più qualificati. Ci affacciamo infatti a questo nuovo percorso non solo avendo già approvato il Piano Urbana della Mobilità Sostenibile (PUMS) e il Biciplan recentemente adottato, ma anche attraverso la collaborazione con gli esperti di un prestigioso Ateneo della nostra Regione che aiuterà a disegnare le linee della Formigine del futuro. In questo periodo, poi, il ripensare gli spazi pubblici, il sistema della mobilità e la rigenerazione urbana assume un valore determinante per un nuovo modello di vita nel quale dobbiamo riprendere tutte le forme di socialità, con un’attenzione maggiore alla sicurezza”.

“Ripensare la città nella stagione della rigenerazione urbana vuole dire mettere in valore i vuoti urbani e ricucire una trama di luoghi pensati per le persone – precisa il prof. Costi – Per concretizzare lo scenario di una città verde accessibile e accogliente stiamo ragionando sulla possibilità di collegare i parchi e le piazze urbane per creare un sistema di mobilità lenta alternativo alla viabilità carrabile capace di creare occasioni di incontro e di socialità. Attraverso il lavoro didattico e di ricerca stiamo svolgendo una riflessione progettuale sulla qualità degli spazi pubblici e su una serie di aree che discuteremo appena possibile con la popolazione per affiancare il Comune di Formigine nell’attuazione della transizione ecologica verso una città intelligente e sostenibile in linea con gli orientamenti dell’Agenda dell’Onu 2030.”

Lions Club Sassuolo dona buoni spesa

70 buoni spesa del valore di 25€ cadauno per chi a Sassuolo si trova in difficoltà economica.

Questa mattina una delegazione del Lions Club Sassuolo, guidata dal Presidente Vito Tucci, è stata ospite della riunione di Giunta in Municipio per consegnare i 70 buoni spesa nelle mani dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Sassuolo Sharon Ruggeri e del Sindaco Gian Francesco Menani, sulla scia di quanto già fatto anche in diversi comuni limitrofi.

L’Assessorato alle Politiche Sociali provvederà alla distribuzione dei buoni spesa attingendo ad una lista già in possesso degli uffici.

Regione, il presidente Bonaccini presenta in Aula il Programma di mandato

“Sono passati poco più di tre mesi dallo scorso 28 febbraio, il giorno in cui firmai il decreto di insediamento della nuova Giunta regionale. 103 giorni nei quali la gran parte degli emiliano-romagnoli e tutti i cittadini italiani hanno dato una grande prova di responsabilità, comprendendo l’importanza di misure che hanno limitato la vita di ognuno di noi, rispettandole. Settimane in cui ha prevalso l’esigenza di tutelare la salute pubblica quale strada per provare a proteggere anche i singoli, sebbene siano state tante le persone che non ce l’hanno fatta. Troppe. E questo sarà per sempre il solo danno irreparabile, pensando soprattutto ai loro cari e ai loro familiari. Tutto il resto siamo chiamati a ricostruirlo. Adesso. Per farlo serve un Paese unito, un obiettivo condiviso. L’Emilia-Romagna ha tutto per farcela”.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, interviene nell’Aula dell’Assemblea legislativa regionale – convocata per metà in presenza e metà in teleconferenza – per presentare il Programma di mandato 2020-2025 della propria Giunta. Fin dalle battute iniziali ricorda il prezzo molto alto che l’Emilia-Romagna ha pagato all’emergenza coronavirus, una terra esposta anche per la propria collocazione geografica, cerniera e crocevia tra nord e centrosud del Paese, e per le proprie caratteristiche socioeconomiche, con un sistema territoriale che esporta merci e importa turisti.

“La pandemia ha accelerato alcune dinamiche già presenti- sottolinea Bonaccini- la vera sfida sarà ricostruire puntando a correggere le storture, a partire dalla riduzione delle diseguaglianze sociali, economiche, territoriali e di genere”. Ebbene, “la Regione intende innovare e adeguare tutti i propri strumenti per rispondere tanto alle fragilità preesistenti quanto ai nuovi bisogni emersi con la crisi, per non lasciare indietro nessuno”.

 

I pilastri del Programma

Ecco allora i punti fermi individuati per la ripartenza. Primo, la necessità di rafforzare il sistema sanitario nazionale e regionale quale fattore di modernizzazione economica e sociale, “oltre che di giustizia e democrazia- sottolinea il presidente-. Un’infrastruttura pubblica imprescindibile chiamata non solo ad assicurare, in termini universalistici, il diritto alla salute a ciascun cittadino, a prescindere dalle sue condizioni economiche e sociali, ma anche un servizio alla comunità nel suo insieme, per la tutela della salute pubblica. E mi auguro davvero- sottolinea Bonaccini- che siano decadute tutte le richieste di privatizzare la sanità regionale dell’Emilia-Romagna, grazie alla quale abbiamo prima retto e poi contrattaccato per frenare la pandemia”.

Quindi un rafforzamento della sanità con investimenti tanto sulle strutture e le tecnologie quanto su personale e servizi, ospedalieri e territoriali. Per questo è già programmato circa 1 miliardo di euro di investimenti in edilizia sanitaria e nella rete territori (riapertura dei Punti nascita in montagna, Case della salute, Ospedali di comunità, Hospice, adeguamento della dotazione tecnologica degli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta), assunzioni e rafforzamento degli organici, modernizzazione (Telemedicina, Teleconsulto, estensione uso Fascicolo sanitario elettronico), con nuovi strumenti diagnostici e di cura, il taglio dei tempi d’attesa ai Pronto soccorso – da innovare negli spazi – e per gli interventi chirurgici programmati e con l’impegno ad impiegare nel modo più efficace e rapido tutte le risorse che la programmazione europea e nazionale destineranno in questa fase all’irrobustimento del servizio sanitario. Risorse anche su tutta la rete dei servizi per la non autosufficienza, con l’aumento del Fondo regionale, per dare alle persone anziane e quelle diversamente abili una rete di protezione domiciliare, semiresidenzale e residenziale adeguata e moderna, valorizzando anche la centralità della protezione familiare e dei caregiver.

Il secondo pilastro è la scuola, volano di crescita insostituibile “per fare dell’Emilia-Romagna la regione della conoscenza”. Arriva così la conferma di un obiettivo prioritario: nidi gratuiti e servizi per l’infanzia pienamente accessibili a tutti. Poi la lotta alla dispersione scolastica, portare la quota di Neet al di sotto del 10%, il diritto allo studio 100 per cento, con servizi e borse di studio a tutti gli aventi diritto e ai meritevoli, insieme a all’orientamento per valorizzare inclinazioni e talenti dei singoli studenti. Altro capitolo importante, il diritto alla formazione e la centralità del sistema universitario e di ricerca. Infine, scuole moderne, sicure ed efficienti, con un piano pluriennale di edilizia scolastica basato su risorse certe.

Il terzo pilastro è quello della sostenibilità, economica, sociale e ambientale. L’Emilia-Romagna farà propri i 17 obiettivi dell’Agenda delle Nazioni e dell’Agenda 2030, misurando ogni azione agli effetti reali che produce. Da qui il nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima da sottoscrivere entro l’estate con tutte le rappresentanze istituzionali e sociali del territorio per arrivare all’azzeramento delle emissioni climalteranti entro il 2050, e il passaggio al 100% di energie rinnovabili entro il 2035. Oltre a un Piano strategico quinquennale di investimenti in prevenzione del dissesto idrogeologico, il raddoppio delle risorse da 50 a 100 milioni di euro in 5 anni per la cura del territorio con la manutenzione di corsi d’acqua, versanti e litorali e altri 600 cantieri per la difesa del suolo affidati già entro quest’anno per 103 milioni di euro. Raccolta differenziata all’80% attraverso la tariffazione puntuale, ambientale ed equa e strategia plastic free (grazie a 5 R: riconvertire, ridurre, ripulire, da rifiuto a risorsa).

Una mobilità fortemente centrata sul trasporto pubblico locale, che la Giunta Bonaccini vuole rendere gratuito per i giovani fino a 19 anni, con la possibilità di estendere successivamente la misura anche ai ragazzi che frequentano l’Università.Oltre alla realizzazione di oltre 600 chilometri di nuove piste ciclabili.

Il quarto pilastro è quello delle opportunità per riattivare il tessuto economico e sociale, partendo da una manifattura tra le più avanzate al mondo, il sostegno all’internazionalizzazione e all’attrattività di nuovi investimenti nel territorio regionale, la rete dell’alta tecnologia, gli investimenti per la Data Valley europea, con i Big Data e la capacità di supercalcolo al servizio di ogni settore (dalle imprese alla scuola, dalla mobilità alla riorganizzazione delle città, dalla salute alla lotta al cambiamento climatico) e, soprattutto, delle persone, per il miglioramento di ogni aspetto della vita quotidiana.

“Spingeremo sulla leva della promozione, degli eventie della cultura- afferma Bonaccini-, per rimettere a valore l’attrattività dell’Emilia-Romagna”. Quindi strategie e misure per la ripresa di un turismo qualificato e sostenibile post Covid, l’Emilia-Romagna grande polo della creatività in Italia che possa puntare ancora di più sull’economia arancione (cultura e creatività) e il proprio patrimonio artistico e naturalistico, e capace di aprire la strada sullo sport, dai grandi appuntamenti nazionali e internazionali a quello di base, fondato su una rete territoriale di impiantistica rinnovata, con l’ambizione di far diventare la nostra regione la Sport Valley del Paese.

Altri elementi fondanti del programma di mandato riguardano il digitale per superare divari e distanze territoriali e la sfida di una nuova agricoltura dove tecnologia e tradizione convivano per garantire sicurezza negli approvvigionamenti e qualità degli alimenti, insieme a reddito per le imprese e sostenibilità delle produzioni. Azione di rilancio della montagna ancor più accentuata, così come per le aree interne: la parola d’ordine sarà “prossimità”, per assicurare il pieno accesso ai servizi di tutti i cittadini.

Il sostegno alle donne vittima di violenza e il perseguimento delle pari opportunità, contro il rischio che la crisi colpisca soprattutto il lavoro delle donne e la loro autonomia.

Oltre a una pubblica amministrazione che sempre di più dia risposte rapide ed efficaci, parlando un linguaggio semplice e chiaro. Che, anche attraverso la transizione al digitale e la proposta di autonomia regionale avanzata dall’Emilia-Romagna, sia in grado davvero di ridurre e facilitare gli adempimenti, accorciandone i tempi e contenendone i costi. Rientrano in questo capitolo la proposta di un Patto per la semplificazione – che porti a una sostanziale sburocratizzazione regionaleda sottoscrivere con Enti locali, rappresentanze sociali e professioni – e un rafforzamento dei presidi di legalità e sicurezza. Non meno importante il completamento della ricostruzione post sisma, dall’accelerazione dei fine lavori allo sblocco rapido di progetti e cantieri.

Autonomia regionale come leva di innovazione, crescita e, appunto, semplificazione. Progetto da condurre in porto attraverso passaggi chiari: la definizione di una legge cornice nazionale che determini i principi di perequazione e solidarietà territoriale, dei costi standard e dei livelli essenziali delle prestazioni, entro cui collocare il nostro progetto di autonomia; la riattivazione del negoziato col Governo a partire dal progetto di autonomia definito dalla Giunta nella scorsa legislatura, concertato con il Patto per il Lavoro e approvato dall’Assemblea legislativa; e un nuovo accordo con Province e Comuni per rafforzare la declinazione territoriale del progetto.

 

“Un Programma aperto per una ricostruzione condivisa: serve il contributo di tutti”

“Oggi- afferma il presidente della Regione- presento le proposte che vogliamo attuare nei prossimi cinque anni per costruire un’Emilia-Romagna più forte, più giusta, che sappia in primo luogo recuperare ogni posto di lavoro perduto, tutelare ogni posto di lavoro oggi bilico, creare nuova occupazione di qualità. E’ un programma che impegna la Giunta e la maggioranza, ma anche una proposta rivolta a tutta l’Assemblea legislativa, alle minoranze, perché siamo pronti ad accogliere il contributo di tutti. Nessuno ha la verità in tasca, ci serve ogni indicazione valida che possa dare agli emiliano-romagnoli risposte ancor più efficaci. Scegliamo il confronto e non lo scontro. Siamo chiamati tutti a un salto di qualità- conclude Bonaccini-, in un mondo già cambiato che richiede il meglio di ciò che siamo. E l’Emilia-Romagna è tanto e ha tanto da mettere in gioco. Ci servirà tutto per farcela. E ce la faremo, ne sono sicuro”.

Il programma di mandato della Giunta regionale, nella versione integrale, al link: https://www.regione.emilia-romagna.it/presidente/programma-di-governo/

Maranello, l’Agenda 2030 per una comunità sostenibile

Parte il progetto Agenda 2030 di Maranello con i nuovi obiettivi di sostenibilità ONU. L’amministrazione comunale ha avviato “Maranello per l’Agenda 2030 ONU” per promuovere la conoscenza dell’Agenda 2030 e dei suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile verso cittadini, imprese sociali, associazioni culturali e di volontariato e comunità di migranti. L’Agenda 2030 è il programma d’azione delle Nazioni Unite sottoscritto da 193 Paesi nel settembre 2015 e articolato in 17 obiettivi (global goals) e 169 sotto-obiettivi.

I 17 obiettivi riguardano la dimensione economica, sociale e ambientale e sono il nuovo riferimento di impegni a livello internazionale per governi, imprese e cittadini a livello globale e locale. “Con questo progetto”, afferma Elisabetta Marsigliante, assessore ad ambiente e partecipazione, “vogliamo coinvolgere diversi soggetti del territorio nella divulgazione delle azioni e degli obiettivi previsti a livello globale per lo sviluppo sostenibile: una serie di interventi che non riguardano soltanto la tutela dell’ambiente ma anche il tema dell’inclusione sociale, dei diritti e della parità di genere. Il concetto di sostenibilità deve essere allargato ad una visione più complessiva di come intendiamo il presente e il futuro delle nostre città e territori. Crediamo che in un arco temporale di dieci anni, da oggi al 2030, sia possibile pensare e mettere in pratica azioni che coinvolgano quanti più attori possibili, e con i primi incontri dell’Agenda, seppure in modalità di videoconferenza, abbiamo iniziato a lavorare nella giusta direzione”.

Il progetto fa parte di “Shaping Fair Cities”, programma europeo coordinato dalla Regione Emilia-Romagna che coinvolge 17 partner europei, 10 nazioni e 2 comuni della provincia di Modena, tra cui Maranello. Gli obiettivi prevedono la divulgazione dell’Agenda 2030 ONU, azioni-pratiche sul territorio ed esempi per stimolare nuove idee e azioni di miglioramento su tre ambiti: azioni per il clima, parità di genere, città inclusive e sostenibili. Il percorso, avviato da poco, e coordinato da Focus Lab, prevede 3 webinar con diversi attori del territorio: il primo ha coinvolto circa 30 dipendenti pubblici del Comune e si è svolto il 28 maggio; il secondo previsto per il 18 giugno coinvolgerà imprese sociali e associazioni migranti, mentre il terzo si svolgerà il 25 giugno e vedrà la partecipazione delle associazioni culturali. Alla fine del processo si terrà un forum pubblico finale di presentazione di varie pratiche europee, nazionali e locali per gli obiettivi di sostenibilità globale e locale. Oltre ai webinar sono stati previsti vari strumenti di sensibilizzazione e divulgazione: una mostra divulgativa presso l’Ufficio Tecnico del Comune, una campagna Facebook con vari suggerimenti, video divulgativi sugli obiettivi ONU e una guida pratica. Tutti i materiali sono visibili dal sito del Comune.

Coronavirus. In Emilia-Romagna mascherine gratuite alle famiglie in difficoltà e saturimetri e termoscanner ai Centri per le famiglie

129 laptop, 3.455 saturimetri, 86 termoscanner, 23.035 mascherine, 13.821 guanti. È la dotazione di materiale sanitario che nei prossimi giorni sarà distribuita ai 40 Centri per le famiglie che operano, da Piacenza a Rimini, su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna.

Un aiuto concreto rivolto alle famiglie, in particolare quelle più fragili, con figli da zero a diciassette anni, che usufruiscono dei servizi offerti dai Centri. E agli stessi Centri, che possono accogliere le persone in condizioni di sicurezza.

La strumentazione sanitaria destinata all’Emilia-Romagna – indispensabile per il contenimento del rischio di contagio da Coronavirus -è stata acquistata con risorse provenienti dai fondi europei per sostenere i nuclei famigliari più svantaggiati. A stabilirlo, il Dipartimento politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha deciso di orientare alcune risorse del Pon Inclusione (Programma operativo nazionale per il contrasto alla povertà e alla marginalità sociale, cofinanziato dal Fondo sociale europeo)per sostenere le attività dei Centri per le famiglie durante l’emergenza sanitaria.

Una scelta che ha come obiettivo quello di contribuire fattivamente al superamento degli impatti sociali – prevalentemente sulle fasce più deboli della popolazione – generati dall’emergenza sanitaria.

L’annuncio del provvedimento è stato fatto dalla vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein, ai coordinatori dei 40 Centri per le famiglie presenti in regione, in un incontro avvenuto nei giorni scorsi.

“La distribuzione di questo materiale sanitario- sottolinea Schlein– è un passo importante in questa fase di riapertura graduale dei Centri, che dobbiamo ringraziare per il grande lavoro svolto durante i mesi dell’emergenza e per la capacità di reagire con tempestività e creatività. Infatti, spostando la gran parte dei servizi on line hanno continuato a garantire il loro sostegno alle famiglie, che da parte loro hanno dimostrato una grande voglia di partecipazione e sono state molto attive nel seguire le attività e usufruire delle proposte offerte dagli operatori dei Centri”.

“Il sito www.informafamiglie.it e le newsletter territoriali curate dai singoli Centri- aggiunge la vicepresidente- sono stati un efficace strumento di diffusione di informazioni durante l’emergenza Covid. Nonostante le distanze, le famiglie non si sono sentite abbandonate e la relazione con loro è stata mantenuta o creata con nuove modalità”.

La Regione ha deciso di inviare il materiale destinato all’Emilia-Romagna direttamente ai servizi, proponendo un riparto sulla popolazione 0-17 anni beneficiaria delle attività.

Nel 2019 il settore ceramico nazionale fattura 6,5 miliardi di euro con 27.500 addetti diretti

In occasione dell’Assemblea 2020, Confindustria Ceramica ha presentato le indagini statistiche relative all’industria ceramica italiana, che si compone delle imprese industriali attive nella produzione di piastrelle e lastre di ceramica, ceramica sanitaria, porcellana e stoviglieria, materiali refrattari e ceramica tecnica, laterizi. Sono 279 le industrie complessive attive in Italia nel 2019, che occupano oltre 27.500 addetti e che hanno fatturato 6,5 miliardi di euro. A questo si aggiunge l’internazionalizzazione produttiva in Europa e Nord America.

Le piastrelle di ceramica prodotte in Italia

Sono 135 le aziende presenti sul suolo italiano, dove sono occupati 19.318 addetti, che nel corso del 2019 hanno prodotto 400,7 milioni di metri quadrati (-3,5%), tali da consentire vendite per 406,9 milioni di metri quadrati (-0,78%). Le vendite in Italia si posizionano a 83,5 milioni di metri quadrati (+1,3%). In lieve flessione i volumi esportati, pari a 323,4 milioni di metri quadrati (-1,3%). Il fatturato totale delle aziende ceramiche italiane raggiunge così i 5,34 miliardi di euro (-0,73%), derivante per 4,5 miliardi dalle esportazioni (-0,8%) – quota dell’84% sul fatturato – e da 832 milioni di euro in Italia.
Nel 2019 gli investimenti sono stati 373,1 milioni di euro (7% sul fatturato annuo), in calo di un quarto rispetto all’anno precedente durante il quale erano ancora in vigore gli incentivi fiscali, ma ancora nettamente superiori ai volumi pre Industria 4.0.

L’internazionalizzazione produttiva

Sono 16 le società di diritto estero, controllate da 9 gruppi ceramici italiani, che nel 2019 hanno occupato 3.133 addetti in fabbriche estere che hanno prodotto 82 milioni di metri quadrati di piastrelle. Le vendite totali hanno generato un fatturato di 843 milioni di euro      (-1,8%), frutto di vendite per 464,7 milioni di euro (-3,8%; quota del 55%) da attività in Europa e per la restante parte, 378,4 milioni di euro, da vendite in Nord America (+0,7%). L’80% del fatturato totale deriva da vendite nel medesimo mercato sede della fabbrica.

La ceramica sanitaria

Sono 30 le aziende industriali produttrici di ceramica sanitaria in Italia, di cui 27 localizzate nel distretto di Civita Castellana (Viterbo). L’occupazione nazionale è pari a 2.672 dipendenti, e la produzione è stata pari a 4 milioni di pezzi. Il fatturato è di 338,8 milioni di euro, con vendite sui diversi mercati esteri pari a 152,5 milioni di euro (45% del totale).

L’industria dei materiali refrattari

Le 32 aziende attive nella produzione di materiali refrattari occupano 1.734 addetti (-3,6% rispetto al 2018), con una produzione di 358.700 tonnellate (-9,4%). Il fatturato totale è in crescita rispetto allo scorso (oltre 407 milioni di euro, +0,4%) e deriva da vendite sul territorio nazionale in calo del -6,5%, e da esportazioni in aumento del +9,6%.

Le stoviglie in ceramica

Le 10 aziende industriali italiane occupano 655 dipendenti per una produzione 11.600 tonnellate (-12,1%) e vendite di prodotto finito pari a 10.000 tonnellate. Le vendite sul mercato domestico rappresentano il 74% delle vendite totali. Il fatturato 2019 è pari a 49,7milioni di euro (-9,4%), di cui il 70% realizzato in Italia.

Il settore dei laterizi

Il settore dei produttori italiani di laterizi si compone di 72 imprese, la cui occupazione ammonta a 3.200 addetti, che nel 2019 hanno fatturato 380 milioni di euro, principalmente venduti sul mercato italiano. La produzione ammonta a 4,4 milioni di tonnellate.

Dichiarazione del Presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani

Il Covid 19 ha stravolto in questi mesi le nostre vite e dopo l’emergenza sanitaria dobbiamo purtroppo affrontare anche un’emergenza economica e sociale. Il nostro settore ha perso in questo periodo oltre 350 milioni di euro di fatturato, con la necessità di un forte ricorso alla cassa integrazione in tutti i nostri comparti.

Fondamentale per la ripresa e per gli effetti sull’occupazione è il rilancio dell’economia nazionale. Gli interventi già previsti dal Governo come il superbonus del 110% per efficienza energetica e sismica vanno nella giusta direzione, ma sono necessari urgenti interventi di semplificazione amministrativa per far ripartire gli investimenti privati e pubblici. Tra questi aspettiamo che vengano avviate al più presto anche opere per le quali sono stati completati tutti gli iter autorizzativi come il collegamento autostradale Campogalliano -Sassuolo.

Su questi temi abbiamo inviato al Governo una lettera congiunta con le Organizzazioni Sindacali, dove richiediamo tra l’altro di equiparare l’efficienza idrica all’efficienza energetica per le potenzialità che ne possono derivare in termini di ristrutturazione dell’obsoleto patrimonio edilizio nazionale e di risparmio di centinaia di milioni di metri cubi di acqua potabile.

In parallelo è fondamentale tutelare la tenuta delle imprese con una efficace applicazione dei provvedimenti per garantire la necessaria liquidità e assicurarne la competitività a livello internazionale. Per questo bisogna intervenire ora sul differenziale dei nostri costi per l’energia rispetto ai principali concorrenti e evitare oneri aggiuntivi per l’applicazione del sistema dell’Emission Trading che sono insostenibili in questa fase.

Oggi abbiamo anche presentato ai nostri Soci la terza fase della campagna sui “Valori della ceramica”, che dopo aver promosso nelle fasi precedenti le caratteristiche e le destinazioni d’uso dei nostri prodotti, andrà a promuovere le loro performance rispetto ai materiali concorrenti. Si compone di una serie di 7 video da 15″ che contiamo di diffondere nella seconda parte dell’anno sui canali web e social in Italia e nei principali mercati internazionali”.

Lista Macchioni, SGP: “il gruppo consigliare del PD continua a giocare col fuoco”

Nell’ultimo consiglio comunale, l’approvazione di bilancio per l’esercizio 2019 del comune di Sassuolo, ha riscontrato il pieno consenso anche da parte della lista Macchioni.

Le scelte fatte dalla nuova amministrazione hanno infatti portato ad oggi nuovi ed interessanti risultati per le casse comunali.

Per sintetizzare: un avanzo di amministrazione con un aumento del 28% nonostante la pulizia e rimessa in ordine di vecchi residui, che ha voluto dire quasi 3 milioni di euro in più; sommati ad un aumento della liquidità del 35%, passando dai precedenti 6 agli attuali 8 milioni di euro.

Risultati ottenuti rispettando una gestione sana e prudente da una parte, ma con una visione globale di progetto politico ben definito dall’altra; nell’ottica di una sempre maggiore vicinanza al territorio, al mondo dell’impresa e alla sicurezza.

Un nodo ancora non risolto, ma in una fase di evoluzione avviata dall’attuale amministrazione e di estrema rilevanza per i bilanci futuri del nostro comune, è ancora una volta quello di SGP.

La revoca dell’amministratore Cavallini fino ad allora in carica alla società, e la nomina con l’insediamento del nuovo amministratore; insieme al recente incarico biennale assegnato come consulente e assistente legale esterno alla società, l’avv. Davide Ruini, hanno dimostrato di turbare non poco la serenità del gruppo consigliare del PD di Sassuolo.

Soprattutto lo dimostra in modo più evidente la consigliera e capogruppo dei DEM, servendosi di una ossessiva ed infondata dinamica di attacco, come a voler far svanire nel nulla le risposte più che esaurienti che le sono state date in merito alle interrogazioni da lei stessa poste in consiglio comunale.

Non si capisce bene perchè il gruppo consigliare del PD si accanisca a difesa di questa società del comune per la gestione del patrimonio, definita dal Sindaco stesso: “un mostro creato dalla sinistra” dove i debiti fatti in passato si sprecano.

A tutt’oggi la nuova amministrazione sta lavorando per renderla più efficiente e meno dispendiosa per le tasche di tutti i cittadini; e magari in un futuro non tanto lontano, liquidarla in modo definitivo riportando dipendenti e servizi all’interno del comune.

È forse con la scusa del conflitto di interessi per l’incarico assegnato all’avv. Ruini, legato per parentela con i due assessori già presenti in comune, che si vuole nascondere la reale motivazione che preoccupa il PD?

Fatto sta che la lista Macchioni e i tanti cittadini alcune domande se le sono poste:

Il Partito democratico vuole solo strumentalizzare sulla società patrimoniale e sulle scelte che si stanno configurando per salvaguardare gli interessi del comune; o dobbiamo andare oltre ed avere motivo di credere che proprio queste scelte possano scoperchiare vicende passate di SGP, dove trovano nascondiglio interessi personali di dipendenti ben retribuiti dalla società, insieme magari a quelli di alcuni componenti del PD già presenti nella vecchia amministrazione?

In questo senso a sospettare che sia la seconda ipotesi quella corretta, ci aiuta il recente fuori onda dei tre consiglieri di minoranza, il quale è testimone, per bocca della stessa capogruppo, di come il Partito Democratico abbia ancora oggi interessi e “uomini” all’interno dell’ufficio tecnico di SGP, i quali evidentemente con omertà continuano a passare loro informazioni sensibili sulle vicende interne.

Seppure con la dovuta cautela nel trarre le considerazioni finali sulla vicenda, noi della lista Macchioni continueremo con estrema determinazione a seguire nel tempo i fatti che riguarderanno la società.

Nel contempo inoltre la lista Macchioni, a questo proposito, si permette di ricordare al gruppo consigliare del PD un vecchio detto, più che mai attuale in questo frangente: “giocare col fuoco prima o poi ci si brucia”.

 

A Spezzano riapre Casa Corsini

Lunedì 15 giugno riapre Casa Corsini, lo spazio dedicato all’innovazione sociale e collaborativa del Comune di Fiorano Modenese, situato a Spezzano.

Sarà una ripartenza graduale, in sicurezza nel rispetto della normativa anticovid. Nel corso della prima settimana prenderanno il via le attività dei due FabLab e del coworking, il temporary office dedicato alle attività professionali, per lavoratori autonomi e consulenti in cerca di un luogo accogliente e modulabile in base alle esigenze.

Al momento non è ancora prevista la possibilità di affittare la sala civica, di frequentare le sale prova o di programmare l’utilizzo della fonoteca.

Il FabLab Junior e FabLab serale saranno attivi da subito: per il FabLab Junior i laboratori gratuiti, inizieranno martedì 16 giugno con iscrizione obbligatoria via mail, mentre per il FabLab serale le attività sono già in fase di programmazione.

“Già dalla prima settimana – spiegano gli organizzatori – riprenderanno le attività gestibili in piena sicurezza; ci dispiace non poter offrire da subito l’utilizzo delle sale prova e della fonoteca, così come l’opportunità di affittare la sala civica ma in questa fase occorre privilegiare la sicurezza di tutti e la possibilità di offrire ambienti nei quali sanificazione, garanzia nelle modalità di utilizzo e spazi per il distanziamento siano pienamente garantiti”.

 

Mercoledì 10 giugno Consiglio comunale a Fiorano

E’ convocato per mercoledì 10 giugno, alle ore 19.30, presso il teatro Astoria, il Consiglio comunale di Fiorano Modenese, con il seguente ordine del giorno:

1.      interrogazione presentata dal consigliere Roggiani del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Appello del Sindaco su organi di stampa per l’azzeramento della quota degli affitti”;

2.      interrogazione presentata dal Consigliere Montorsi del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Donazione di € 100.000,00 dalla Ferrari S.p.a”;

3.      Imposta Municipale Unica 2020. Scadenza acconto. Provvedimenti;

4.      acconto IMU 2020: determinazioni;

5.      art. 175 D.lgs. 267/2000 – Primo assestamento al bilancio di previsione 2020 – 2022 a seguito di emergenza sanitaria nazionale;

6.      ordine del giorno “Tempi e modalità di pagamento dell’Imposta Municipale Unica 2020” presentato dal gruppo consiliare “Francesco Tosi è il mio Sindaco”;

 

Sarà possibile seguire la seduta del Consiglio comunale in diretta streaming sul canale you tube del Comune di Fiorano Modenese.

Inps, il reddito di emergenza in Emilia Romagna

Il decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34, cosiddetto Decreto Rilancio, ha introdotto tra le misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, anche il Reddito di emergenza.

Il Reddito di Emergenza è una misura straordinaria di sostegno al reddito introdotta per supportare i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, istituita dall’articolo 82 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020.

L’ammontare del Rem è determinato sulla base di diversi parametri e può variare da 400 euro a un massimo di 840 euro.

In Emilia Romagna fino al giorno 8 giugno sono state presentate 11.859 domande pari al 4,9% del totale nazionale (242.355).

Le richieste per beneficiare della prestazione sono pervenute direttamente dai singoli cittadini o attraverso il patronato alle strutture INPS.

Di seguito il dato disaggregato per provincia e per canale di presentazione della domanda:

Per il contrasto all’epidemia da Coronavirus scendono in campo i Laboratori della Rete regionale Alta Tecnologia

Sistemi di intelligenza artificiale per il distanziamento sociale in spazi aperti a supporto della Polizia municipale, per il trasporto pubblico ma anche per il calcolo in tempo reale delle distanze interpersonali e del livello dinamico del rischio di contagio in luoghi pubblici e di lavoro. Trattamenti al plasma freddo atmosferico per la decontaminazione di superfici di alimenti e materiali e oggetti a contatto con gli alimenti, una tecnologia innovativa per la produzione flessibile di mascherine classe FFP3 con potenziata attività antivirale e antibatterica.

Sono, in sintesi, alcune delle soluzioni su cui lavoreranno i 12 laboratori della Rete regionale Alta Tecnologia, finanziati dalla Regione con quasi 1,9 milioni di euro per la realizzazione di progetti di ricerca e innovazione per lo sviluppo di soluzioni di contrasto dell’epidemia da Covid-19. I progetti ammessi a contributo, per un valore totale di 2 milioni e 358 mila euro, dovranno concludersi entro 6 mesi dall’approvazione del finanziamento.

Queste iniziative progettuali si vanno ad aggiungere alle 30 già ammesse a finanziamento la scorsa settimana, con un contributo di 3,1 milioni di euro. Delle dodici iniziative, 9 sono state presentate da centri dipartimentali dell’Università di Bologna e 4 dall’Università di Modena e Reggio Emilia, da CNR – IMAMOTER di Ferrara, da REDOX di Reggio nell’Emilia e dal TPM – Fondazione Democenter-Sipe di Mirandola (Mo).

“Un nuovo incentivo regionale per la ripartenza della nostra economia che promuove nuove tecnologie e nuove soluzioni. Dopo le imprese e le start up, questa seconda call ha coinvolto- dichiarano gli assessori regionali Vincenzo Colla (Sviluppo economico) e Paola Salomoni (Università e ricerca)- i laboratori di ricerca della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna. I punteggi molto alti ottenuti dai progetti dimostrano l’alta qualità del nostro sistema dell’innovazione, di cui il pubblico rappresenta una parte importante. Prosegue dunque l’impegno della Regione per sostenere la ripresa economica, puntando in particolare sullo sviluppo sperimentale e la ricerca di nuove soluzioni tecnologiche, creando lavoro di qualità attraverso lo sviluppo dell’ecosistema regionale dell’innovazione. Le soluzioni proposte saranno peraltro mostrate nel corso di R2B, la fiera della ricerca e dell’innovazione che si terrà online da domani al 12 giugno”.

Complessivamente sono stati presentati 198 progetti nelle tre call del bando regionale: 153 da imprese e 45 da laboratori della Rete regionale Alta Tecnologia.

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 10 giugno

Nuvolosità variabile al mattino, più consistente sulle aree di crinale appenninico centro-occidentali, dove non si esclude la possibilità di qualche pioggia. Nel corso della giornata tendenza a sviluppo di nuvolosità di tipo cumuliforme con possibili precipitazioni sparse a partire dai rilievi, a carattere di rovescio o temporale, in graduale estensione alle aree pianeggianti nel pomeriggio. Tendenza ad attenuazione dei fenomeni in serata/notte. Temperature: minime stazionarie o in lieve aumento, comprese tra 14° e 17°C, di qualche grado inferiori nelle aree di aperta campagna. Massime in lieve diminuzione, con valori tra 21° e 23°C. Venti: deboli; sud-occidentali sui rilievi, inizialmente occidentali ma in rotazione da est nel corso della giornata sulla pianura. Possibili temporanei rinforzi in occasione dei fenomeni temporaleschi. Mare: poco mosso, tendente a divenire mosso nel pomeriggio.

(Arpae)

Formigine, Messori (Fratelli d’Italia): “Adeguare le rette dei centri estivi alla media provinciale”

La media dei costi settimanali per il servizio di centro estivo si aggira intorno ai 130/140 euro per un full time, per la mezza giornata 70/80 euro. “Non è accettabile che, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, a Formigine le rette per i centri estivi si aggirino intorno ai 220 euro a settimana per un part-time” commenta il consigliere comunale Marina Messori (Fratelli d’Italia).

Bisogna certamente sottolineare come le cifre siano aumentate rispetto agli anni passati per far fronte a tutti i nuovi protocolli di sicurezza ma Messori, nell’interpellanza a sua firma, evidenzia come, “secondo dati Istat, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici sia diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% in termini reali, ovvero di potere d’ acquisto”.

Il consigliere, evidenziato come gli incentivi siano delimitati alle solite limitate realtà, in base all’ISEE familiare, interpella Sindaco e Giunta per sapere: “che misure l’Amministrazione intenda adottare per equilibrare i prezzi settimanali dei centri estivi alla media provinciale; se l’Amministrazione intenda sollecitare Provincia e Regione al fine di stilare un tariffario, concordato con gli enti gestori, per il servizio centro estivo; se l’Amministrazione intenda valutare il calcolo delle rette per i centri estivi con parametri differenti rispetto all’ISEE familiare, come già predisposto per la distribuzione dei buoni spesa in piena emergenza da Covid-19 e se l’Amministrazione intenda stanziare ulteriori incentivi per le famiglie al fine di coinvolgere tra i beneficiari di scontistiche una platea maggiore di utenti, alla luce della crisi economica attualmente in corso”.

Fase 3: Coldiretti, Patto export cancella corona pizza

“Abbiamo sottoscritto con grande soddisfazione il Patto per l’export che valorizza il ruolo di traino svolto da settore agroalimentare con una grande sinergia del sistema Paese coinvolgendo tutti gli attori fondamentali come Cdp, ICE, Sace e Simest”. Lo ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, intervenendo alla Farnesina alla presentazione del “Patto per l’export”, firmato al Ministero degli Affari esteri dal ministro Luigi Di Maio e dai rappresentanti di istituzioni e associazioni di categoria.

Si tratta di un impegno collettivo per risollevare le esportazioni Made in Italy dopo il crollo iniziato – ricorda la Coldiretti – per l’effetto della pizza corona con la parodia sul prodotto simbolo dell’Italia contaminato da Covid-19 andata in onda ai primi di marzo su Canal+ in Francia per poi rimbalzare in tutto il mondo. Uno sgambetto che – precisa la Coldiretti – ha alimentato la disinformazione, strumentalizzazione e concorrenza sleale, anche di Paesi alleati, con addirittura la assurda richiesta di certificati “virus free” sulle merci. Una pretesa svanita – precisa la Coldiretti – non appena la pandemia si è propagata in tutto il pianeta con la chiusura delle frontiere e le misure per contenimento che hanno determinato il brusco freno al commercio a livello globale. Il risultato è che il 74% delle imprese agroalimentari che esportano ha registrato da allora una diminuzione delle vendite all’estero per effetto di una pioggia di disdette provenienti dai clienti di tutto il mondo secondo l’indagine Coldiretti/Ixè dalla quale emerge che ha pagare il conto più pesante sono stati il settore del vino e del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate anche per ortofrutta, formaggi, salumi e conserve. Un andamento che – continua la Coldiretti – rappresenta una brusca inversione di tendenza rispetto al record delle esportazioni fatto segnare nel primo bimestre del 2020 con un balzo dell’11,6% rispetto al 2019 in cui complessivamente per l’agroalimentare era stato raggiunto il massimo di sempre a 44,6 miliardi di euro. “Il patto per l’export riconosce il ruolo di traino che svolge l’agroalimentare per l’intero Made in Italy e promuove le necessarie sinergie istituzionali all’estero anche con il coinvolgimento delle Ambasciate” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che sul piano degli scambi commerciali “occorre impiegare tutte le energie diplomatiche per superare i dazi Usa e l’embargo russo che colpiscono duramente il Made in Italy agroalimentare in un momento difficile per le nostre esportazioni”.

Organizzazione post emergenza, l’assessore Donini oggi in Commissione assembleare

La Regione sarà al fianco di tutte le Aziende sanitarie locali e ospedaliere dell’Emilia-Romagna, per accompagnarle e sostenerle nella grande sfida volta al graduale ritorno alla normalità. A partire dalla ripresa dell’erogazione di tutte le prestazioni sanitarie sospese durante la fase acuta dell’epidemia, ma anche dando risposta ai nuovi bisogni sanitari della popolazione.

A fare il punto sulla organizzazione della sanità emiliano-romagnola nella fase post emergenza Coronavirus è stato oggi in Commissione assembleare l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

“Lo abbiamo fatto in emergenza- ha ricordato- quando era necessario il coordinamento delle strutture ospedaliere, soprattutto per i ricoveri in terapia intensiva, intendiamo farlo ora, perché siano garantite in modo graduale e progressivo sempre più visite, ricoveri, interventi chirurgici in modo adeguato e sicuro. Insieme abbiamo retto nella fase più dura, insieme ricostruiremo adesso”.

“Si deve fare molto lavoro, farlo bene, farlo insieme, con il contributo fondamentale dei professionisti, raggiungere in tempi rapidi risultati importanti, per assicurare il diritto alla salute dei nostri cittadini. Si devono quindi compiere scelte, anche difficili, ma al tempo stesso cogliere opportunità straordinarie per la sanità pubblica, attraverso investimenti sulle strutture e sul capitale umano”.

Un impegno totale che riguarda anche la realtà bolognese e, in particolare, il policlinico S.Orsola, fra i più importanti della sanità regionale e nazionale. In un incontro con le Aziende sanitarie bolognesi svoltosi il 26 maggio scorso, l’assessore ha ricordato che gli fu rappresentata la “situazione assai critica sul piano tecnico-logistico dell’Ospedale Sant’Orsola, legata al fatto che diverse aree presentano standard poco compatibili con le misure di distanziamento necessarie per i degenti”.  E un primo quadro della situazione era stato illustrato i giorni precedenti alla direzione dell’Assessorato, che subito aveva dato la massima disponibilità a valutare nel dettaglio tutti gli aspetti della futura riorganizzazione logistica.

Da questa premessa, la linea indicata dall’assessore e illustrata in Commissione questa mattina: “Le indicazioni che intendo condividere con la Direzione aziendale, con la Conferenza territoriale sociosanitaria e con l’Università sono chiare. Per prima cosa occorre la massima trasparenza, evidenza ed oggettività, nel definire la situazione logistica del Sant’Orsola, per essere certi che all’interno dell’area Ospedaliera non vi siano alternative praticabili per interventi immediati sulla struttura che possano superare, almeno in parte, alcune delle criticità rappresentate”.

Il secondo punto fermo è quello di valutare con l’Ausl di Bologna “la possibilità non solo e non tanto di reperire spazi adeguati in tempi brevi, nelle varie strutture ospedaliere, ma di promuovere ulteriori progetti interaziendali di prospettiva, capaci di valorizzare l’eccellenza del sistema sanitario pubblico ed universalistico dell’Emilia-Romagna”. “Non si tratta solo di come e dove prendere spazi e stanze, ma di progettare il futuro, facendo emergere una visione innovativa della sanità- ha aggiunto Donini-. Senza limitarsi alle strutture ospedaliere cittadine, ma considerando tutti gli ospedali del territorio  metropolitano, affinché questa fase di necessità possa anche trasformarsi in un’opportunità per la sanità pubblica del territorio. Infatti, come ci ha insegnato l’emergenza Covid, l’investimento sul territorio è importante e va sostenuto e ben valutato con priorità assoluta”.

Una valorizzazione che dovrà passare innanzitutto dalla relazione del territorio con l’Università, come patrimonio di saperi e competenze. Poi dalla possibilità di rivolgersi anche a strutture private, “laddove lo si rendesse necessario ed a condizioni eque e sostenibili per il sistema pubblico”. Infine, un altro aspetto evidenziato da Donini è che le possibili modifiche nella dotazione dei posti letto saranno solo transitorie e le tempistiche dovranno essere oggetto di specifici impegni”. Lungimiranza e coraggio sono i due elementi imprescindibili per pensare al futuro ai quali si è richiamato l’assessore, preannunciando una visita al Sant’Orsola già nei prossimi giorni.

“Dal confronto con gli amministratori locali, i sindacati e gli ordini professionali devono uscire soluzioni adeguate e condivise, in tutti i territori della regione. Metteremo tutte le nostre energie al servizio di questi obiettivi. In poche settimane ho già avuto modo di visitare diversi ospedali dell’Emilia-Romagna poiché per un amministratore è fondamentale esserci, vedere, capire dalla viva voce dei protagonisti le opportunità da valorizzare e le criticità da affrontare, ma soprattutto per ringraziare gli operatori e i professionisti sanitari per l’encomiabile lavoro svolto nel contrasto all’epidemia. Sicuramente- ha chiuso Donini- nei prossimi giorni sarò al Sant’Orsola per capire come affrontare insieme e al meglio la situazione”.

Memoria e Storia del Novecento, 300 mila euro per sostenere e promuovere progetti e iniziative di associazioni, fondazioni ed enti locali

Documentari, racconti teatrali, esposizioni, ricerche sui protagonisti del 900, siti e applicazioni. Consistono in oltre 300 mila euro i fondi messi a disposizione dalla Regione per un nuovo bando che sostiene progetti e iniziative di dimensione sovralocale (in merito alla Legge regionale n. 3 del 2016) promossi da associazioni, fondazioni e istituzioni culturali, Comuni e Unioni di Comuni, per promuovere la memoria e la storia del ‘900. La delibera della Giunta è pubblicata sul portale della Regione.

Le domande di contributo dovranno essere presentate dal 15 al 29 giugno, via web.

Finora, grazie alla Legge sulla Memoria sono stati realizzati progetti su figure storiche, come “Le giornate del fioncino”, il pescatore di valle; racconti teatrali itineranti inseriti nel contesto di visite guidate come “L’ultimo autunno. L’eccidio di Marzabotto”; documentari didattici che riportano testimonianze, ne è un esempio quella di Ferruccio Lacci sulla strage nazista a Montesole. E poi siti e applicazioni dedicate a percorsi storici, come “Da Montefiorino alla linea Gotica”, fino a nuovi format di memoriale, come quello virtuale per i caduti della Prima Guerra Mondiale (PopHistory).

Il bando 2020, (che sarà pubblicato l’11 giugno a questo link) in continuità con gli anni precedenti, sostiene in particolare progetti e iniziative che si occupano della tutela e della conservazione dei documenti storici, della ricerca e della raccolta delle testimonianze, oltre alla valorizzazione dei luoghi della memoria.

Presentazione delle domande

Le domande di contributo dovranno essere presentate sulla piattaforma informatica Sib@c da lunedì 15 giugno alle ore 10, fino a lunedì 29 giugno 2020 alle ore 15. Per informazioni riguardanti i contenuti del bando e il funzionamento della piattaforma informatica durante il periodo di apertura dell’avviso sarà attivo l’indirizzo e-mail: infoSibac@regione.emilia-romagna.it.

I progetti presentati dovranno essere realizzati nell’anno solare 2020.  Saranno ammissibili quelli che si concludano in data uguale o successiva alla data di scadenza dell’avviso. Saranno infine ritenute ammissibili le spese sostenute per la realizzazione del progetto nell’anno solare 2020.

Lo Sportello Consumatori di Formigine riapre al pubblico le consulenze in presenza

Ha riaperto a Formigine, dopo la pausa dovuta dall’emergenza epidemiologica durante la quale sono state fornite consulenze telefoniche, lo “Sportello Consumatori”, che riceve su appuntamento il venerdì mattina dalle 08. 15 alle 12.15 in via Unità d’Italia 30. Per accedere, è necessario richiedere l’appuntamento telefonando al numero 059/416167.

Il servizio è reso possibile grazie al supporto di Federconsumatori e Adiconsum Modena, ed è divenuto oramai un punto di riferimento molto utile per i cittadini, tanto che lo scorso anno in 222 persone lo hanno utilizzato.

L’attività principale dello Sportello è orientata alla soluzione stragiudiziale del contenzioso e viene svolta attraverso la presentazione di reclami e di domande di conciliazione e mediazione, oltre che di arbitrato. Inoltre le associazioni, quando lo ritengono necessario ed opportuno, segnalano  alle diverse Autorità (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Autorità Energia Elettrica, Gas e del Servizio Idrico, Autorità per le Garanzie delle comunicazioni, Autorità di Regolazione dei Trasporti) i comportamenti sleali e le pratiche commerciali scorrette poste in essere ed intercettate allo Sportello.

Afferma l’Assessore alle Attività produttive Corrado Bizzini: “Anche durante l’emergenza epidemiologica, alcune persone, soprattutto anziane, si sono sentite destabilizzate dalla marea d’informazioni che entrava nelle nostre case, spesso contraddittorie tra di loro. Ci sono state molte fake news e, purtroppo, anche diversi truffatori hanno approfittato della particolare sensibilità dei cittadini in un momento non facile. La possibilità di potersi affidare a persone preparate è importante, di fronte ai piccoli e ai grandi problemi quotidiani delle fasce più fragili della popolazione”.

 

 

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