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lunedì, 10 Agosto 2026
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Esodo estivo: al via il secondo fine settimana da bollino rosso

Scatta a partire dal pomeriggio di oggi e fino a domenica sera il bollino rosso su tutte le strade e autostrade italiane per il secondo fine settimana di esodo estivo. Lungo i 30 mila km di rete Anas (Gruppo FS Italiane) è previsto un incremento di traffico per gli spostamenti verso le località di villeggiatura, in particolare lungo le dorsali adriatica, tirrenica e jonica, compreso l’itinerario E45 e ai valichi di confine in direzione di Francia, Slovenia e Croazia. Più degli altri anni, a causa dell’emergenza sanitaria, gran parte degli italiani si sposterà all’interno del Paese contribuendo ad un incremento del traffico sulle strade.

Domani, sabato 1 agosto, bollino rosso per tutta la giornata con traffico intenso, in direzione sud, sulle principali direttrici verso le località di mare e in uscita dai centri urbani.

Anche domenica 2 agosto è contrassegnata dal bollino rosso. Il traffico si preannuncia intenso anche per i numerosi spostamenti locali che si concentreranno lungo gli itinerari del mare. Si prevede, inoltre, un consistente flusso di traffico in prossimità dei centri urbani, soprattutto a partire dal tardo pomeriggio di domenica, in concomitanza con i rientri del fine settimana.

Ricordiamo che è in vigore il divieto di transito dei mezzi pesanti oggi dalle 16.00 alle 22.00, domani dalle 8.00 alle 22.00 e domenica dalle 7.00 alle 22.00.

Anas ha predisposto un piano di gestione che comprende tra, l’altro, l’impiego di 2.500 addetti e il monitoraggio h24 della rete di competenza. Per l’assistenza e il pronto intervento sono a disposizione degli utenti 200 operatori impegnati tra la Sala Situazioni nazionale e le 21 sale operative territoriali, tra cui quella dell’autostrada A2 “Autostrada del Mediterraneo”, che opera in affiancamento alla Polizia Stradale.

Il monitoraggio 24 ore su 24 del traffico riguarderà in particolare i principali assi strategici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, rientrata in gestione ad Anas a gennaio 2019 nell’ambito del piano “Rientro Strade” e arteria particolarmente trafficata, che insieme alla SS7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e il Garigliano; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna; sui versanti tirrenico e adriatico del centro Italia le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Abruzzo ed Emilia Romagna).

Infine al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta e la SS309 Romea tra Emilia Romagna e Veneto.

Anas anche quest’anno offre agli utenti un viaggio informato. Le notizie sulla viabilità sono disponibili sul sito stradeanas.it alla sezione Info viabilità/Piani interventi (link www.stradeanas.it/it/piani-interventi) e attraverso i canali social corporate (Facebook.com/stradeanas e gli account Twitter @stradeanas, @VAIstradeanas e @clientiAnas) seguendo l’hashtag #esodoestivo2020.

 

Le informazioni sul traffico sono inoltre disponibili sui seguenti canali:

  • VAI (Viabilità Anas Integrata) all’indirizzo www.stradeanas.it/info-viabilità/vai;
  • APP “VAI” di Anas, scaricabile gratuitamente in “App store” e in “Play store”;
  • CCISS Viaggiare Informati del Ministero delle Infrastrutture al quale Anas partecipa attivamente con risorse dedicate e dati sul traffico;
  • Numero verde 800.841.148 del Servizio Clienti Anas per parlare con un operatore h24 e avere informazioni sulla viabilità in tempo reale. Inoltre digitando il tasto 5 si può avere avere una panoramica sullo stato del traffico sulla rete con la posizione dei cantieri, con il tasto 0 è disponibile la situazione previsionale del fine settimana.

Bollettini di viabilità sono trasmessi su Tgcom24 e sulle radio partner di Anas: Rai Isoradio, Radio Italia (nazionale), Radio Birikina, Radio Bella e Monella e Radio Piterpan (Veneto e Friuli Venezia Giulia), Radio Rock (Lazio) e Radio Sintony (Sardegna).

Anas, inoltre, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri (guidaebasta.it).

 

 

Riduzione Tari a Fiorano, Rete Imprese: “Una decisione di buon senso”

“Una decisione che va nella direzione delle nostre richieste e che risponde sia al buon senso, che alla presa di coscienza della gravità della situazione determinata dalle conseguenze della emergenza sanitaria”. Così Cna, Confcommercio, Confesercenti e Lapam, le associazioni che fanno riferimento a Rete Imprese, commentano la scelta dell’Amministrazioni di Fiorano, che ha deliberato lo stanziamento di risorse per compensare una diminuzione della Tari.

“E’ appena il caso di ricordare che diverse attività durante la chiusura forzata non hanno prodotto rifiuti. Tante altre imprese, lavorando ben al di sotto dei consueti ritmi, ne hanno prodotti molti di meno. Tutte queste aziende, dopo la riapertura, non hanno certo ripristinato il normale livello di liquidità. Ecco perché la riduzione della tariffa (20%-25%) risponde ad un fatto oggettivo.

“Per queste ragioni, appunto oggettive – continua la nota di Rete Imprese – ci attendiamo che anche le altre amministrazioni dell’Area si muovano in questo senso, e ci risulta che Sassuolo abbia in calendario di seguire questa linea già da Settembre”.

 

 

L’export e l’internazionalizzazione corrono sulla rete con la Digital Export Academy

Un’accademia per le imprese emiliano-romagnole che vogliano migliorare le competenze sull’export e renderle più reattive all’uso degli strumenti digitali, sfruttando al meglio il potenziale dei canali online. L’attività è organizzata dall’ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con la collaborazione della Regione,  e consiste in un percorso formativo in modalità webinar da remoto denominato “Digital Export Academy”, destinato alle aziende emiliano-romagnole che vogliano intraprendere programmi di internazionalizzazione avvalendosi dei nuovi strumenti digitali.

L’iniziativa si rivolge alle Pmi interessate a rafforzare, approfondire e sviluppare le proprie competenze attraverso le attività sui mercati esteri tramite una formazione mirata sul digitale. La partecipazione è gratuita e le lezioni si svolgeranno da remoto attraverso la piattaforma LifeSize a partire dal 9 al 29 settembre prossimo.

“Una grande opportunità – afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, Vincenzo Colla -per le imprese emiliano-romagnole viste anche le condizioni di emergenza in cui si trovano molti dei mercati esteri di riferimento delle nostre aziende. In questo sosteniamo le imprese nell’accesso ai canali del e-commerce che è un tassello importante soprattutto in questo momento. Digitalizzazione e commercio elettronico si stanno confermando come strumenti fondamentali per consentire una rapida ripresa delle esportazioni ed è quindi importante aiutare le imprese a colmare i ritardi che ancora si registrano su questo fronte. Digital Export Academy intende valorizzare le capacità delle imprese sulle strategie di marketing per la ricerca di nuovi e potenziali mercati e allo stesso tempo fornire gli strumenti utili al fine di creare le condizioni necessarie per cogliere le opportunità offerte dal digitale”.

“Agenzia ICE, già da alcuni anni ha puntato sempre di più sul digitale e focalizzato la propria attività di formazione su format innovativi e corsi di approfondimento in tema di commercio estero rivisitati in chiave digitale- spiega Tindaro Paganini, dirigente Ufficio Servizi Formativi di Agenzia ICE-. Le imprese sono chiamate a confrontarsi in maniera globale e trasformare la propria strategia aziendale per restare competitive. Ciò è possibile solo individuando un modello di business adeguato per il mercato internazionale. Quello che si richiede oggi alle aziende è un vero e proprio cambiamento culturale, una rivoluzione culturale che deve gestire un’evoluzione tecnologica.

I 10 moduli, che verranno trattati attraverso lezioni da remoto, approfondiranno tutti gli aspetti del piano di internazionalizzazione aziendale, dal web marketing ai social media come tools per delineare una strategia mirata di comunicazione, arrivando ad affrontare il tema dell’e-commerce, dei marketplace e dello storytelling ormai fondamentali in ogni strategia di export che intenda avvalersi degli strumenti offerti dal web.

Maggiori informazioni visitare sul sito della Regione Emilia Romagna o di Agenzia-ICE Formazione.

La Giunta regionale a Parma e provincia

Un grande piano di investimenti per la sanità, le infrastrutture e la difesa del suolo, base per la ripartenza al centro dell’incontro fra il presidente Stefano Bonaccini, gli assessori regionali, sindaci, amministratori locali e parti sociali del parmense al Teatro Regio di Parma, nel corso del terzo appuntamento del viaggio nei territori della Giunta dell’Emilia-Romagna, impegnata tutta la giornata nella provincia ducale. Con la visita ai tre ospedali di Parma, Vaio (Fidenza) e Borgo Val di Taro che diventano l’occasione per toccare con mano gli interventi realizzati e in corso, ma soprattutto per raccogliere le proposte messe a punto dai sindaci e dalle aziende sanitarie per rafforzare sia la rete ospedaliera che quella della sanità territoriale.

Investimenti – nuovi e già in corso d’opera – anche per le zone di montagna, con oltre 20 milioni di euro solo tra il progetto “Appennino Smart”, il taglio dell’Irap e l’arrivo della fibra ottica; per la cultura, in particolare per Parma capitale italiana della Cultura 2020+21 (5 milioni tra finanziamenti diretti e fondi per la riqualificazione degli spazi); per le eccellenze dell’agroalimentare, in una provincia che da sola vale il 25% dell’export regionale del settore.

Trasversalmente, poi, attraversano anche Parma e provincia, concretizzandosi in lavori già in esecuzione o prossimi alla partenza, gli interventi dei Consorzi di bonifica, i fondi per la casa, quelli per la rigenerazione urbana e quelli dell’efficientamento energetico.

“Dopo Rimini e Piacenza, il viaggio che come Giunta abbiamo iniziato per toccare ogni provincia della nostra regione arriva a Parma e nel parmense, uno dei territori più colpiti dal Coronavirus: qui si è pagato un prezzo altissimo, e il nostro pensiero continua ad andare in primo luogo a chi è venuto a mancare, ai loro familiari e a chi ha sofferto- afferma Bonaccini-. Senza abbassare la guardia rispetto al virus, abbiamo avviato la ripartenza, lavorando insieme, come abbiamo sempre fatto in Emilia-Romagna, partendo soprattutto dal confronto con gli amministratori e le comunità locali per rafforzare ulteriormente la rete dei servizi. E poi fuori dagli uffici per incontrare le persone, chi fa impresa e chi lavora, come facciamo oggi, spostandoci nei Comuni. Puntiamo a un piano di ricostruzione dell’Emilia-Romagna basato sugli investimenti pubblici, a cui si legano cofinanziamenti privati, accelerando la realizzazione delle opere programmate e l’avvio dei cantieri, anche sulla base delle esigenze e dei progetti che arrivano dal territorio. Il confronto che abbiamo aperto col Governo questa settimana per la programmazione e la gestione delle risorse europee, per noi vede al centro il territorio: per questo ci confrontiamo anche oggi coi sindaci della provincia di Parma, per concordare esigenze e priorità. Vi sono già interventi per centinaia di milioni di euro, e nuovi progetti del territorio che siamo venuti a raccogliere e toccare con mano per creare lavoro, per avere un territorio più sicuro, mobilità sostenibile, più servizi di qualità. Avevamo chiesto agli amministratori locali di definire proposte concrete e oggi ci hanno presentato un piano da quasi 300 milioni di euro per rafforzare la sanità provinciale, in parte finanziato. Siamo già al lavoro per garantire ciò che serve, e anche pensando alle risorse europee del Recovery fund, sulle quali come Regione siamo coinvolti nella programmazione, il nostro impegno è dare rapida attuazione alle priorità indicate. Parma- chiude il presidente della Regione- è un motore essenziale della nostra regione e ha tutte le carte in regola per farcela: noi siamo qui per dare una mano e nel 2021, come Capitale italiana della cultura, Parma saprà ancor di più rappresentare un’opportunità per se stessa e l’intera Emilia-Romagna”.

Un approfondimento a parte è stato dedicato al futuro della sanità di una zona, il parmense, che pur non essendo stata dichiarata zona arancione o rossa è stata tra quelle più duramente impegnate nella lotta al Coronavirus, dando prova di grande forza e professionalità.

Bonaccini e la Giunta, oltre ad aver visitato le strutture sanitarie di Fidenza, Borgo Val di Taro e il Maggiore di Parma e aver ringraziato tutto il personale per lo sforzo fatto, encomiabile e di qualità, hanno partecipato, al nosocomio del capoluogo, alla presentazione dei progetti dei distretti socio-sanitari: un piano da quasi 300 milioni di euro, per quasi un terzo già finanziato e con l’obiettivo condiviso di garantire tutte le risorse necessarie. Tra le priorità individuate dal territorio, per l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma un nuovo centro oncologico, la centrale unica per le emergenze con eliporto, il completamento dell’”ospedale delle mamme”, il potenziamento della terapia intensiva, della diagnostica e della chirurgia; nuove tecnologie biomedicali per l’Ospedale Maggiore; il potenziamento della rete delle Case della salute in tutti i distretti; lo sviluppo tecnologico delle Aziende sanitarie.

La giornata è iniziata a Fidenza, in località Vaio, con la visita insieme al vicesindaco Daniele Malvisi all’ospedale, diventato Covid Hospital durante la pandemia. Il tour è poi continuato nel capoluogo, Parma, prima all’Ospedale Maggiore, poi, accompagnati dalsindaco Federico Pizzarotti, al cantiere di Hospitale, la principale installazione di Parma Capitale Europea della Cultura 2020+21, e infine al Teatro Regio per l’incontro con gli amministratori locali e le parti sociali.

Nel pomeriggio, presidente e assessori saranno a Borgo Val di Taro dove, con il sindaco Diego Rossi, visiteranno l’ospedale Santa Maria; appuntamento successivo a Tizzano, inizialmente al cantiere della strada Provinciale 665R – che riaprirà ad agosto dopo essere stata completamente sommersa da una frana nel 2013 – e successivamente al Parco Regionale Valle dei Cedri: a guidarli, il sindaco Amilcare Bodria. A chiudere il programma, l’incontro a Langhirano con il sindaco Giordano Bricoli e i rappresentanti del Consorzio del Prosciutto di Parma, a cui seguirà una visita al Prosciuttificio Galloni, completamente ricostruito nel 2018 dopo essere stato devastato da un incendio due anni prima.

I cantieri a Parma: mobilità e difesa del territorio

Infrastrutture e trasporti sono al centro degli investimenti nella provincia di Parma per il 2020: considerando l’impegno congiunto di Regione, Anas, Fer, Rfi, Bei ed Enti locali sono infatti in programma oltre 122 milioni di euro di cantieri. Tra le opere principali, l’elettrificazione della linea ferroviaria Parma-Suzzara per 40 milioni di euro, 13 milioni di euro per l’ammodernamento della Parma-Collecchio e altrettanti per la tangenziale di Noceto, 20 milioni per la manutenzione del ponte “Giuseppe Verdi” sul fiume Po e la stessa cifra per il sostegno all’aeroporto di Parma.

Il contrasto al dissesto idrogeologico e la difesa del suolo sono gli altri grandi temi al centro dell’agenda di investimenti: nel 2020 sono programmati complessivamente 233 interventi, già finanziati per una cifra totale di 95 milioni di euro, a cui si potranno aggiungere ulteriori 5 milioni – attualmente in attesa di finanziamento ma aggiudicabili in 6 mesi. L’intervento più importante è la cassa di espansione del Baganza, un progetto da 67 milioni di euro.

 

Sanità

In totale, le Aziende sanitarie della provincia di Parma hanno in programmazione, progettazione o in corso interventi per quasi 100 milioni di euro. All’Ospedale Maggiore del capoluogo sono in arrivo 10 milioni di euro, all’Azienda ospedaliero-sanitaria 34 milioni; in provincia si è concluso a fine 2019 un percorso di miglioramento da 15 milioni di euro per l’Ospedale di Fidenza, mentre quello dell’ospedale di Borgotaro, per un importo totale di 3,5 milioni, è in corso.

Strutture, ma anche personale: dal 2016 al 2019 sono state assunte nella sanità più di 1.700 persone, con un turnover del 200%, un record a livello nazionale.

 

Parma capitale della cultura 2020+21

A inizio giugno Parma è diventata ufficialmente Capitale italiana della cultura anche per il 2021 – su richiesta presentata insieme alla Regione e alle città di Piacenza e Reggio Emilia. La Giunta regionale ha già erogato per questo appuntamento finanziamenti per 3 milioni di euro, a cui si devono aggiungere i 2 milioni di Fondi Por-Fesr utilizzati per il restauro dell’Ospedale Vecchio, che ospiterà la principale mostra-installazione dell’evento, “Hospitale”.

 

Gli interventi per l’Appennino

Del Piano di investimenti straordinario per le aree più colpite dal Covid, quelle montane e interne varato dalla Giunta regionale, ai Comuni appenninici della provincia di Parma sono destinati 1,7 milioni di euro, per finanziare opere immediatamente cantierabili, in concertazione con gli enti locali.

“Appennino Smart” è invece la risposta della Regione Emilia-Romagna alla richiesta dei territori di montagna di vedere colmato il gap di servizi rispetto alle città e ai centri urbani. Il programma interessa 29 Comuni dell’Appennino tra Parma e Piacenza, e ha al centro dei propri interventi settore come la sanità, la scuola, la valorizzazione dei beni ambientali e culturali e la formazione. In totale, sono previsti 42 interventi per un totale di 15 milioni di euro, di cui 10 da fonte regionale: ad oggi sono già stati avviati 15 interventi, che valgono insieme quasi 11 milioni di euro. Per superare il digital divide, attraverso Lepida la Regione ha erogato più di 2 milioni di euro per portare la fibra ottica nelle zone di montagna dell’Appennino parmense.
Tra le misure messe in campo, anche il taglio dell’Irap per imprese, artigiani ed esercizi commerciali nelle aree montane: in provincia di Parma sono state approvate quasi 700 richieste, per un contributo economico effettivo pari a 2,6 milioni di euro. Attenzione anche per il turismo: i 23 Comuni di montagna della provincia di Parma potranno infatti attingere al contributo regionale di 10 milioni di euro totali a fondo perduto per tutte le imprese dell’ospitalità, dai campeggi agli ostelli.

Le eccellenze dell’agroalimentare

Anche nel 2019 la provincia di Parma si è confermata la regina dell’export agroalimentare dell’Emilia-Romagna, contribuendo a più del 25% del fatturato (1,79 miliardi di euro su 6,8 totali). Parma è inoltre la prima provincia in Italia per l’impatto economico dei prodotti DOP-IGP. Nell’attuale Programma di sviluppo rurale, che si conclude nel 2020, le domande ammesse a contributo provenienti dal territorio parmense sono 14.783, per un importo complessivo di contributi concessi di 126,4 milioni di euro. Le imprese agricole parmensi potranno poi accedere a tutti gli strumenti di contrasto alla crisi Covid-19 messi in campo dalla Giunta, per ultimi i 24 milioni di euro stanziati dalla legge regionale approvata a fine luglio e i 105 milioni di euro di anticipi PAC erogati dalla Regione.

Banda ultra-larga e wifi

E’ di oltre 27 milioni di euro il valore delle opere in tutti i Comuni della provincia di Parma per l’estensione della banda ultra-larga che garantisca la rete internet. Quasi 3 milioni sono impiegati per la realizzazione di dorsali in fibra ottica in carico a Lepida, di cui 2,2 per i comuni montani.

Nel parmense sono 42 i municipi connessi in banda ultra-larga, 4 in Wireless con frequenza licenziata. 194 i plessi scolastici (primaria, media, superiore) collegati alla rete. Tramite Lepida, la Regione ne ha connessi 111. Sono attualmente in pianificazione i collegamenti per altre 17 scuole.

Infine, nella provincia di Parma sono presenti 410 punti d’accesso al wifi (di cui 232 a Parma), quasi uno ogni 1.000 abitanti.

La Giunta regionale a Parma e provincia. Terza tappa delle visite nelle province per condividere con i territori le priorità per la ripartenza: al lavoro su piano di rafforzamento dei servizi sanitari da quasi 300 milioni di euro. Poi Capitale della cultura, risorse per la montagna, difesa del suolo e infrastrutture. Bonaccini: “Investimenti pubblici, ascolto e risposte alle comunità locali per ripartire insieme. ‘Parma 2020+21’ sarà un’opportunità straordinaria per tutta l’Emilia-Romagna”

Nel capoluogo l’incontro con i sindaci e le parti sociali. Fidenza, Borgo Val di Taro, Tizzano e Langhirano le altre tappe della giornata. Turismo, entroterra, i fondi per la montagna, sanità del territorio, agroalimentare, banda ultra-larga e wifi: i progetti, quelli e nuovi e quelli già in corso d’opera

Bologna – Un grande piano di investimenti per la sanità, le infrastrutture e la difesa del suolo, base per la ripartenza al centro dell’incontro fra il presidente Stefano Bonaccini, gli assessori regionali, sindaci, amministratori locali e parti sociali del parmense al Teatro Regio di Parma, nel corso del terzo appuntamento del viaggio nei territori della Giunta dell’Emilia-Romagna, impegnata tutta la giornata nella provincia ducale. Con la visita ai tre ospedali di Parma, Vaio (Fidenza) e Borgo Val di Taro che diventano l’occasione per toccare con mano gli interventi realizzati e in corso, ma soprattutto per raccogliere le proposte messe a punto dai sindaci e dalle aziende sanitarie per rafforzare sia la rete ospedaliera che quella della sanità territoriale.

Investimenti – nuovi e già in corso d’opera – anche per le zone di montagna, con oltre 20 milioni di euro solo tra il progetto “Appennino Smart”, il taglio dell’Irap e l’arrivo della fibra ottica; per la cultura, in particolare per Parma capitale italiana della Cultura 2020+21 (5 milioni tra finanziamenti diretti e fondi per la riqualificazione degli spazi); per le eccellenze dell’agroalimentare, in una provincia che da sola vale il 25% dell’export regionale del settore.

Trasversalmente, poi, attraversano anche Parma e provincia, concretizzandosi in lavori già in esecuzione o prossimi alla partenza, gli interventi dei Consorzi di bonifica, i fondi per la casa, quelli per la rigenerazione urbana e quelli dell’efficientamento energetico.

“Dopo Rimini e Piacenza, il viaggio che come Giunta abbiamo iniziato per toccare ogni provincia della nostra regione arriva a Parma e nel parmense, uno dei territori più colpiti dal Coronavirus: qui si è pagato un prezzo altissimo, e il nostro pensiero continua ad andare in primo luogo a chi è venuto a mancare, ai loro familiari e a chi ha sofferto- afferma Bonaccini-. Senza abbassare la guardia rispetto al virus, abbiamo avviato la ripartenza, lavorando insieme, come abbiamo sempre fatto in Emilia-Romagna, partendo soprattutto dal confronto con gli amministratori e le comunità locali per rafforzare ulteriormente la rete dei servizi. E poi fuori dagli uffici per incontrare le persone, chi fa impresa e chi lavora, come facciamo oggi, spostandoci nei Comuni. Puntiamo a un piano di ricostruzione dell’Emilia-Romagna basato sugli investimenti pubblici, a cui si legano cofinanziamenti privati, accelerando la realizzazione delle opere programmate e l’avvio dei cantieri, anche sulla base delle esigenze e dei progetti che arrivano dal territorio. Il confronto che abbiamo aperto col Governo questa settimana per la programmazione e la gestione delle risorse europee, per noi vede al centro il territorio: per questo ci confrontiamo anche oggi coi sindaci della provincia di Parma, per concordare esigenze e priorità. Vi sono già interventi per centinaia di milioni di euro, e nuovi progetti del territorio che siamo venuti a raccogliere e toccare con mano per creare lavoro, per avere un territorio più sicuro, mobilità sostenibile, più servizi di qualità. Avevamo chiesto agli amministratori locali di definire proposte concrete e oggi ci hanno presentato un piano da quasi 300 milioni di euro per rafforzare la sanità provinciale, in parte finanziato. Siamo già al lavoro per garantire ciò che serve, e anche pensando alle risorse europee del Recovery fund, sulle quali come Regione siamo coinvolti nella programmazione, il nostro impegno è dare rapida attuazione alle priorità indicate. Parma- chiude il presidente della Regione- è un motore essenziale della nostra regione e ha tutte le carte in regola per farcela: noi siamo qui per dare una mano e nel 2021, come Capitale italiana della cultura, Parma saprà ancor di più rappresentare un’opportunità per se stessa e l’intera Emilia-Romagna”.

Un approfondimento a parte è stato dedicato al futuro della sanità di una zona, il parmense, che pur non essendo stata dichiarata zona arancione o rossa è stata tra quelle più duramente impegnate nella lotta al Coronavirus, dando prova di grande forza e professionalità.

Bonaccini e la Giunta, oltre ad aver visitato le strutture sanitarie di Fidenza, Borgo Val di Taro e il Maggiore di Parma e aver ringraziato tutto il personale per lo sforzo fatto, encomiabile e di qualità, hanno partecipato, al nosocomio del capoluogo, alla presentazione dei progetti dei distretti socio-sanitari: un piano da quasi 300 milioni di euro, per quasi un terzo già finanziato e con l’obiettivo condiviso di garantire tutte le risorse necessarie. Tra le priorità individuate dal territorio, per l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma un nuovo centro oncologico, la centrale unica per le emergenze con eliporto, il completamento dell’”ospedale delle mamme”, il potenziamento della terapia intensiva, della diagnostica e della chirurgia; nuove tecnologie biomedicali per l’Ospedale Maggiore; il potenziamento della rete delle Case della salute in tutti i distretti; lo sviluppo tecnologico delle Aziende sanitarie.

La giornata è iniziata a Fidenza, in località Vaio, con la visita insieme al vicesindaco Daniele Malvisi all’ospedale, diventato Covid Hospital durante la pandemia. Il tour è poi continuato nel capoluogo, Parma, prima all’Ospedale Maggiore, poi, accompagnati dalsindaco Federico Pizzarotti, al cantiere di Hospitale, la principale installazione di Parma Capitale Europea della Cultura 2020+21, e infine al Teatro Regio per l’incontro con gli amministratori locali e le parti sociali.

Nel pomeriggio, presidente e assessori saranno a Borgo Val di Taro dove, con il sindaco Diego Rossi, visiteranno l’ospedale Santa Maria; appuntamento successivo a Tizzano, inizialmente al cantiere della strada Provinciale 665R – che riaprirà ad agosto dopo essere stata completamente sommersa da una frana nel 2013 – e successivamente al Parco Regionale Valle dei Cedri: a guidarli, il sindaco Amilcare Bodria. A chiudere il programma, l’incontro a Langhirano con il sindaco Giordano Bricoli e i rappresentanti del Consorzio del Prosciutto di Parma, a cui seguirà una visita al Prosciuttificio Galloni, completamente ricostruito nel 2018 dopo essere stato devastato da un incendio due anni prima.

I cantieri a Parma: mobilità e difesa del territorio

Infrastrutture e trasporti sono al centro degli investimenti nella provincia di Parma per il 2020: considerando l’impegno congiunto di Regione, Anas, Fer, Rfi, Bei ed Enti locali sono infatti in programma oltre 122 milioni di euro di cantieri. Tra le opere principali, l’elettrificazione della linea ferroviaria Parma-Suzzara per 40 milioni di euro, 13 milioni di euro per l’ammodernamento della Parma-Collecchio e altrettanti per la tangenziale di Noceto, 20 milioni per la manutenzione del ponte “Giuseppe Verdi” sul fiume Po e la stessa cifra per il sostegno all’aeroporto di Parma.

Il contrasto al dissesto idrogeologico e la difesa del suolo sono gli altri grandi temi al centro dell’agenda di investimenti: nel 2020 sono programmati complessivamente 233 interventi, già finanziati per una cifra totale di 95 milioni di euro, a cui si potranno aggiungere ulteriori 5 milioni – attualmente in attesa di finanziamento ma aggiudicabili in 6 mesi. L’intervento più importante è la cassa di espansione del Baganza, un progetto da 67 milioni di euro.

 

Sanità

In totale, le Aziende sanitarie della provincia di Parma hanno in programmazione, progettazione o in corso interventi per quasi 100 milioni di euro. All’Ospedale Maggiore del capoluogo sono in arrivo 10 milioni di euro, all’Azienda ospedaliero-sanitaria 34 milioni; in provincia si è concluso a fine 2019 un percorso di miglioramento da 15 milioni di euro per l’Ospedale di Fidenza, mentre quello dell’ospedale di Borgotaro, per un importo totale di 3,5 milioni, è in corso.

Strutture, ma anche personale: dal 2016 al 2019 sono state assunte nella sanità più di 1.700 persone, con un turnover del 200%, un record a livello nazionale.

 

Parma capitale della cultura 2020+21

A inizio giugno Parma è diventata ufficialmente Capitale italiana della cultura anche per il 2021 – su richiesta presentata insieme alla Regione e alle città di Piacenza e Reggio Emilia. La Giunta regionale ha già erogato per questo appuntamento finanziamenti per 3 milioni di euro, a cui si devono aggiungere i 2 milioni di Fondi Por-Fesr utilizzati per il restauro dell’Ospedale Vecchio, che ospiterà la principale mostra-installazione dell’evento, “Hospitale”.

 

Gli interventi per l’Appennino

Del Piano di investimenti straordinario per le aree più colpite dal Covid, quelle montane e interne varato dalla Giunta regionale, ai Comuni appenninici della provincia di Parma sono destinati 1,7 milioni di euro, per finanziare opere immediatamente cantierabili, in concertazione con gli enti locali.

“Appennino Smart” è invece la risposta della Regione Emilia-Romagna alla richiesta dei territori di montagna di vedere colmato il gap di servizi rispetto alle città e ai centri urbani. Il programma interessa 29 Comuni dell’Appennino tra Parma e Piacenza, e ha al centro dei propri interventi settore come la sanità, la scuola, la valorizzazione dei beni ambientali e culturali e la formazione. In totale, sono previsti 42 interventi per un totale di 15 milioni di euro, di cui 10 da fonte regionale: ad oggi sono già stati avviati 15 interventi, che valgono insieme quasi 11 milioni di euro. Per superare il digital divide, attraverso Lepida la Regione ha erogato più di 2 milioni di euro per portare la fibra ottica nelle zone di montagna dell’Appennino parmense.
Tra le misure messe in campo, anche il taglio dell’Irap per imprese, artigiani ed esercizi commerciali nelle aree montane: in provincia di Parma sono state approvate quasi 700 richieste, per un contributo economico effettivo pari a 2,6 milioni di euro. Attenzione anche per il turismo: i 23 Comuni di montagna della provincia di Parma potranno infatti attingere al contributo regionale di 10 milioni di euro totali a fondo perduto per tutte le imprese dell’ospitalità, dai campeggi agli ostelli.

Le eccellenze dell’agroalimentare

Anche nel 2019 la provincia di Parma si è confermata la regina dell’export agroalimentare dell’Emilia-Romagna, contribuendo a più del 25% del fatturato (1,79 miliardi di euro su 6,8 totali). Parma è inoltre la prima provincia in Italia per l’impatto economico dei prodotti DOP-IGP. Nell’attuale Programma di sviluppo rurale, che si conclude nel 2020, le domande ammesse a contributo provenienti dal territorio parmense sono 14.783, per un importo complessivo di contributi concessi di 126,4 milioni di euro. Le imprese agricole parmensi potranno poi accedere a tutti gli strumenti di contrasto alla crisi Covid-19 messi in campo dalla Giunta, per ultimi i 24 milioni di euro stanziati dalla legge regionale approvata a fine luglio e i 105 milioni di euro di anticipi PAC erogati dalla Regione.

Banda ultra-larga e wifi

E’ di oltre 27 milioni di euro il valore delle opere in tutti i Comuni della provincia di Parma per l’estensione della banda ultra-larga che garantisca la rete internet. Quasi 3 milioni sono impiegati per la realizzazione di dorsali in fibra ottica in carico a Lepida, di cui 2,2 per i comuni montani.

Nel parmense sono 42 i municipi connessi in banda ultra-larga, 4 in Wireless con frequenza licenziata. 194 i plessi scolastici (primaria, media, superiore) collegati alla rete. Tramite Lepida, la Regione ne ha connessi 111. Sono attualmente in pianificazione i collegamenti per altre 17 scuole.

Infine, nella provincia di Parma sono presenti 410 punti d’accesso al wifi (di cui 232 a Parma), quasi uno ogni 1.000 abitanti.

L’Assemblea Congressuale di Confcooperative Emilia Romagna che ha rieletto Francesco Milza presidente per un altro mandato

Secondo mandato pieno per Francesco Milza alla guida di Confcooperative Emilia Romagna, associazione che riunisce 1.580 imprese cooperative con 228.000 soci, 86.000 addetti e un fatturato complessivo di 14,2 miliardi di euro.

L’Assemblea dei delegati riunitasi questa mattina in modalità mista (con una rappresentanza presente al Palazzo della Cooperazione di Bologna nel rispetto delle norme anti-Covid e la restante parte collegata in diretta streaming), ha riconfermato per altri quattro anni la fiducia al presidente uscente Milza, che guiderà l’Organizzazione regionale fino al 2024. La votazione si è svolta al termine dell’Assemblea “Costruttori di bene comune. Bisogni che sfidano il futuro” alla quale sono intervenuti in video-collegamento l’arcivescovo di Bologna card. Matteo Maria Zuppi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Presenti, tra gli altri, anche i vertici nazionali di Confcooperative (il presidente Maurizio Gardini, il direttore generale Fabiola Di Loreto, il segretario Marco Venturelli) e i rappresentanti regionali di Legacoop e Agci.

Rinnovato nel corso dell’Assemblea anche il consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna composto da 60 membri (un terzo le donne) e anche il collegio dei revisori dei conti.

Cinquantasei anni, socio e amministratore delegato della cooperativa di servizi logistici San Martino di Piacenza che dà lavoro a oltre 1.700 persone, Milza inizia così il suo secondo mandato pieno alla presidenza di Confcooperative Emilia Romagna dopo essere subentrato ‘in corsa’ a fine 2013 e dopo la riconferma nel 2016.

“Ringrazio tutti gli amici cooperatori per la fiducia che hanno nuovamente manifestato nei miei confronti – ha dichiarato Milza al termine delle operazioni di voto -. Negli ultimi quattro anni (2016-2019) le imprese del sistema Confcooperative Emilia Romagna hanno creato oltre 10.000 nuovi posti di lavoro (+13,4%), dimostrando tutta la loro vitalità economica e capacità di resilienza. Ma oggi il futuro si presenta molto più incerto. Ci aspettano quattro anni difficili, caratterizzati dalle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria Covid-19. Dovremo ripensare modelli organizzativi, produttivi e di erogazione dei servizi, dimostrando di essere costruttori di bene comune anche in questa situazione”.

Da un’indagine interna al sistema Confcooperative Emilia Romagna condotta nelle settimane scorse su un campione rappresentativo di circa 300 cooperative, è emerso come il 64% abbia attivato gli ammortizzatori sociali a causa dell’emergenza sanitaria e oltre la metà preveda importanti riduzioni di fatturato per il 2020. In particolare, il 35% prevede un calo di un terzo del volume d’affari, il 20% addirittura parla di un calo del 50%. Inoltre, per il 40% delle cooperative queste riduzioni non saranno recuperabili.

“Questi dati ci confermano la drammaticità del momento che stiamo vivendo – ha detto Milza –, eppure è proprio davanti alle difficoltà che la cooperazione ha sempre dimostrato la validità del suo modello economico inclusivo e mutualistico. Le cooperative nascono e si sviluppano laddove intercettano i bisogni delle comunità e vi rispondono generando un’economia sostenibile capace di redistribuire le risorse e ridurre le disuguaglianze. Lo abbiamo visto in questi quattro anni con le cooperative di comunità sorte nei borghi dell’Appennino, con le cooperative di workers buyout nate per salvare aziende, con la cooperazione sociale che inserisce nel lavoro persone con disabilità generando ogni anno 20 milioni di euro di risparmi per la Pubblica amministrazione in regione, e ancora lo abbiamo visto con la cooperazione agroalimentare che anche grazie alla crescita dell’export è riuscita a garantire un adeguato reddito agli agricoltori. Questa mission al servizio delle comunità va portata avanti anche nella ‘nuova normalità’ in cui oggi siamo immersi, dove i bisogni a cui dare risposta sono incredibilmente aumentati.

“La cooperazione – ha sottolineato Milza – deve farsi trovare pronta sin da subito per questa sfida, insieme agli altri attori economici e alle Istituzioni di ogni livello, alle quali chiediamo sostegno concreto alle imprese a partire da liquidità, investimenti pubblici, vera sburocratizzazione e valorizzazione del sistema integrato pubblico-privato dei servizi”.

Sottolineando l’importanza del Patto per il Lavoro adottato dalla Regione Emilia-Romagna come modello di condivisione costante con le Organizzazioni di categoria, il presidente di Confcooperative Emilia Romagna ha inoltre auspicato la prosecuzione di questo metodo anche in futuro, ricordando come “le decisioni economiche più importanti prese dalla Regione durante questo periodo così drammatico, così come le posizioni nei confronti del Governo, sono sempre state oggetto di confronto”.

Infine, Milza ha ricordato come anche in Emilia-Romagna stia proseguendo il percorso dell’Alleanza delle Cooperative. “Alcune difficoltà ci hanno rallentato – ha detto – ma non ci siamo fermati. Il rapporto con le altre centrali cooperative è costante, a partire dall’attività di rappresentanza che spesso viene portata avanti in maniera condivisa”.

I 40 anni dalla strage alla Stazione di Bologna, il presidente della Regione Bonaccini: “Dolore inestinguibile”

“Il dolore è inestinguibile, e con esso lo sono la necessità di giustizia e di verità completa. Voglio unirmi al richiamo del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel rimarcare, a 40 anni dalla strage alla stazione di Bologna, l’urgenza mai sopita di una verità sui mandanti troppo a lunga negata, anche colpevolmente nascosta. E il dovere, il coraggio di fare memoria”. Così, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in vista dell’anniversario della più grave e sanguinosa strage nella storia della Repubblica italiana, quella alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, che causò 85 morti e 200 feriti.

“Voglio ringraziare il Presidente Mattarella per avere scelto di essere presente a Bologna, dando così un rilievo straordinario all’evento e un giusto riconoscimento a chi, per la Strage alla Stazione come per quella di Ustica, da decenni si batte in nome della verità giudiziaria. Siamo al fianco dei familiari e degli inquirenti, instancabili e ancora oggi alla ricerca della piena verità e giustizia. Un impegno e un lavoro che ha il nostro totale sostegno. E ringrazio il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi: noi, con loro, non ci fermeremo né ci stancheremo mai di pretendere sia fatta luce su chi volle un attentato che si fatica anche solo a pensare di poter ipotizzare. Così come nulla può più essere nascosto su depistaggi e tentativi di bloccare un cammino legittimo verso la giustizia, partiti in questi anni anche dall’interno delle istituzioni. Ricordo- sottolinea Bonaccini- che la collaborazione con l’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna è stata fondamentale per la digitalizzazione dei fascicoli processuali sui fatti di terrorismo, eversione e stragismo giudicati dalla Corte d’Assise di Bologna dal 1971, compresi quelli relativi alla strage del 2 agosto 1980, operazione che abbiamo voluto e sostenuto come Regione Emilia-Romagna. Materiali rivelatisi poi importanti anche per il prosieguo delle indagini. Un lavoro, questo sulla digitalizzazione degli atti, che ora deve essere esteso e completato”.

“Abbiamo ascoltato tutti il Cardinale Matteo Zuppi, che ancora una volta ha usato le parole giuste, per un appello affinché omissioni e chiacchiericcio sterile lascino spazio alla verità. Il percorso verso di essa non può prescinderne: è necessario più che mai uno sforzo comune per affiancare idealmente i magistrati nel grande lavoro che stanno svolgendo nell’indagine ancora aperta sui mandanti di questo delitto atroce. Noi- chiude il presidente della Regione- non cesseremo mai di ricordare, di lottare, di esserci. E mai verrà meno il nostro impegno”.

 

La Regione Emilia-Romagna e il 2 Agosto

Numerose sono le iniziative cui parteciperanno esponenti della Regione.

Alle ore 10 in piazza Maggiore sarà presente il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, alla cerimonia ufficiale in cui sono previsti gli interventi del presidente dell’Associazione familiari vittime della Strage alla Stazione di Bologna, Paolo Bolognesi, del sindaco di Bologna e della Città Metropolitana, Virginio Merola, della presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Saranno presenti anche la vicepresidente della Regione, Elly Schlein, gli assessori regionali, Raffaele Donini, Paola Salomoni, Paolo Calvano e Irene Priolo.

Alle ore 11.15 alla Stazione centrale la deposizione delle corone in omaggio alle vittime in Sala d’Attesa e intitolazione della Stazione alle “Vittime della Strage del 2 agosto” con il presidente Bonaccini, il sindaco Merola, il presidente dell’Associazione delle Vittime, Bolognesi, e la presidente del Senato, Casellati.

A seguire, al Primo Binario della stazione, deposizione di corone al cippo che ricorda il sacrificio del ferroviere Silver Sirotti deceduto nella strage del treno Italicus. Al Piazzale Est ci sarà la partenza del treno straordinario per San Benedetto Val di Sambro: deposizione di corone alle lapidi che ricordano le vittime degli attentati ai treni Italicus e 904 Napoli-Milano. A seguire, alla Stazione di San Benedetto Val di Sambro interventi di Loretta Pappagallo, dell’Associazione familiari strage Treno 904 Napoli-Milano, e Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro. Picchetto d’onore, presente l’assessore regionale Irene Priolo.

Contemporaneamente, alle ore 11.30, nella Chiesa di San Benedetto in via dell’Indipendenza 64, a Bologna, Santa Messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi alla quale parteciperà la vicepresidente della Regione, Elly Schlein.

Alle ore 12 nella sede di Cotabo, in via Stalingrado 61, il consigliere regionale Giuseppe Paruolo, in rappresentanza dell’Assemblea legislativa e della Giunta della Regione, parteciperà alla deposizione di corone al monumento in ricordo dei tassisti deceduti il 2 agosto 1980.

Alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori, in piazza Maggiore a Bologna si svolgerà il tradizionale concerto – 26^ edizione del Concorso Internazionale di Composizione 2 Agosto – con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna (Direttore Asher Fish) e il Coro femminile del Teatro Comunale di Bologna (Maestro del Coro Alberto Malazzi). Il concerto sarà trasmesso in diretta televisiva da Rai 5 e radiofonica da Rai Radio 3.

Il mondo della cultura e del giornalismo è poi protagonista di Artisti per il 2 Agosto, una maratona social che si svolgerà domenica dalle 10.25, orario della strage, sulle pagine Facebook e Instagram dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e su www.cronacabianca.eu/tv. Dopo Paolo Bolognesi e la presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Emma Petitti, si alterneranno ogni mezz’ora artisti, scrittori, musicisti e cantanti, con un videomessaggio, un ricordo, un brano musicale, un appello o un monologo teatrale. Tra essi Ligabue, Paolo Fresu, Luca Carboni, gli Stadio, Modena City Ramblers e numerosi altri.

Si chiude dopo tre anni di attività il progetto europeo Social(i)Makers

Negli ultimi tre anni, l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, in collaborazione con la Fondazione Democenter-Sipe di Modena, capofila del progetto, ha portato avanti le attività del progetto europeo Social(i)Makers sul territorio del Distretto. Il progetto, finanziato dal programma Interreg Central Europe, conta 13 partner in totale, provenienti da 7 paesi europei (Italia, Germania, Austria, Ungheria, Slovenia, Slovacchia, Polonia) uniti dall‘obiettivo di creare un incubatore di iniziative d’innovazione sociale in Europa Centrale e progettare e lanciare soluzioni innovative.

Nel concreto, il progetto ha dato vita alla Social Innovation Academy – il corso gratuito sull’innovazione sociale. Il percorso formativo della Social Innovation Accademy, creato dal partenariato internazionale coinvolgendo esperti europei del settore, si compone di 7 moduli ed è stato accessibile in due modi: tramite un corso online (MOOC – ancora attivo e consultabile) e 7 lezioni frontali organizzate in ogni paese toccato dal progetto. A livello locale, i seminari gratuiti organizzati nel Distretto Ceramico tra settembre e dicembre 2018 sono stati tenuti da formatori esperti provenienti da realtà d’eccellenza italiana quali Avanzi e SocialFare, ma anche dall’agenzia per l’innovazione e il trasferimento tecnologico dell’Emilia Romagna e dal Professore Matteo Vignoli dell’università di Modena e Reggio Emilia.

A livello totale di partenariato con le lezioni frontali nei 7 paesi ed il corso online, sono state formate più di 5000 persone e tra queste si conta una forte presenza italiana. Il materiale creato rimane accessibile tramite la Skyrocket Platform, una piattaforma online creata dal progetto Social(i)Makers che ha lo scopo anche di diventare un marketplace dell’innovazione sociale e quindi di mettere in contatto domanda ed offerta, ed il partenariato sta lavorando per mantenere accessibile questo materiale  e tutta la piattaforma anche oltre la durata del progetto, possibilmente per altri due anni.

Il progetto ha anche permesso di portare avanti azioni pilota a livello territoriale, diverse per ogni paese coinvolto. Per la sua azione pilota a livello locale, l’Unione ha deciso di concentrarsi sulla valutazione dell’impatto sociale. Usando due progetti in corso come caso studio, i “patti di cittadinanza” e i “giovani protagonisti”, l’Unione con il supporto di esperti della società Avanzi ha portato avanti uno studio volto alla misurazione e valutazione dell’impatto sociale di tali progetti e sta costruendo una metodologia di misurazione dell’impatto sociale delle proprie attività.

Grazie a Social(i)Makers, l’Unione è riuscita a creare opportunità di formazione gratuite aperte a tutta la cittadinanza, opportunità di formazione per il personale dell’Unione, sperimentare nuovi strumenti e metodi di lavoro, avere le risorse per stipulare contratti di consulenza con esperti ed intrecciare contatti con diversi attori, dalle associazione ed enti stranieri che sono partner del progetto ai formatori che sono intervenuti agli eventi sul territorio.

Covid-19, i lavori della Provincia nelle scuole superiori per garantire i distanziamenti

Ammontano a un milione e 450 mila euro le risorse a disposizione della Provincia per realizzare interventi nelle 32 scuole superiori al fine di garantire il rispetto dei protocolli anti Covod-19; di questi un milione e 300 sono stati messi a disposizione dal Governo e 150 fanno parte di un fondo straordinario finanziato dalla Provincia con una recente variazione di bilancio.

Gli interventi finanziati con i 150 mila euro saranno concessi soprattutto per opere destinate al miglioramento del distanziamento sociale, in particolare in fase di entrata e uscita da scuola, come l’automazione dei cancelli e i lavori destinati a evitare gli assembramenti.

Le scuole possono chiedere la assegnazione di questi contributi straordinari inviando richiesta all’Area Lavori pubblici entro il 22 agosto.

Qualora le richieste fossero maggiori delle risorse disponibili, la Provincia terrà conto degli indici di affollamento, delle attuali situazioni manutentive e di vetustà degli edifici.

La Provincia sta effettuando in queste settimane diversi interventi nelle scuole, su richiesta dei dirigenti scolastici, per garantire il rispetto dei protocolli anti Covid-1, utilizzando i contributi del Governo.

Sono in corso lavori, tra gli altri, al Venturi, Cattaneo, Wiligelmo, Ipsia Corni largo Aldo Moro,  al polo Corni, Selmi di via Leonardo da Vinci e Guarini di Modena, al Morante e al Baggi di Sassuolo, al Marconi di Pavullo, allo Spallanzani a Castelfranco Emilia; sono in corso, inoltre, lavori sugli infissi in  una ventina di scuole, mentre altre opere sono in fase di aggiudicazione, sempre sulla base delle richieste dei dirigenti scolastici e delle valutazioni effettuate dai sopralluoghi dei tecnici della Provincia.

I lavori riguardano, in prevalenza, la ristrutturazione e l’adeguamento di spazi da utilizzare come aule, o la sistemazione di servizi igienici, come al Cattaneo, mentre al Muratori sarà ristrutturata l’aula magna per l’utilizzo didattico.

La Provincia sta collaborando con i dirigenti scolastici per affrontare tutti gli interventi necessari per rispettare le normative anti Covid-19 il prossimo anno scolastico, tenendo conto di tutte le esigenze di 32 istituti superiori di competenza, cercando di risolvere i problemi in un’ottica di collaborazione tra i vari istituti che ospiteranno oltre 34 mila studenti in costante crescita da diversi anni.

 

AL BAROZZI 10 AULE IN PIÙ CON I LAVORI EX CIR – 5 VANNO AL MURATORI PER FAR FRONTE ALL’EMERGENZA

L’istituto Barozzi di Modena, il prossimo anno scolastico, potrà disporre di  cinque aule in più rispetto alla situazione attuale. Questo grazie alla ristrutturazione, in fase di conclusione, dei locali dell’ex Cir nell’edificio di via Monte Kosica, dove la Provincia ricaverà dieci nuove aule.

Per far fronte alle esigenze del liceo Muratori-San Carlo, sempre la Provincia ha deciso di assegnare al liceo cinque spazi del Barozzi che consentiranno di risolvere, il prossimo anno, il problema del rispetto di tutte le misure di sicurezza anti Covid-19.

Da novembre, inoltre, quando saranno terminati i lavori sismici sull’edificio di via Monte Kosica, gli spazi del Barozzi da 26 saliranno a 36, consentendo cosi la chiusura della succursale di via Rainusso e il rientro di oltre 400 ragazzi nella sede principale.

Quindi, complessivamente, da novembre il Barozzi potrà disporre di 41 spazi didattici contro i 36 attuali (da settembre a novembre gli spazi aggiuntivi sono sette).

Il Muratori, che in questi ultimi anni, ha avuto un vero boom di iscrizioni, già ora utilizza 16 aule del Barozzi che così diventano 21, risolvendo i problemi di un edificio caratterizzato da aule di piccole dimensioni dove diventa più complicato garantire le distanze previste dai protocolli.

Con questa soluzione, la Provincia garantisce cinque spazi in più al Barozzi e cinque al Muratori, in un’ottica di collaborazione quanto mai necessaria in questa fase di emergenza.

Riguardo al laboratorio di chimica che dal Barozzi passa al Muratori, la Provincia intende proporre alla scuola di creare un nuovo laboratorio in altri locali disponibili.

“Piede Pesante” torna in pista

Dopo lo stop imposto dall’emergenza Covid 19, torna in pista la Scuderia sassolese “Piede Pesante” che, con il suo Stars & Stripes domenica 2 agosto sarà impegnato alla Pulling Arena di Beinette (CN) nella gara riservata alle categorie Prostock, Prostock 45, Tractor Diesel e Truck.

 

Apertura estiva del Cinema Astoria di Fiorano

Ripartono le proiezioni di film al Cinema Teatro Astoria di Fiorano, in p.zza Ciro Menotti 8, con la rassegna estiva “CinemAperto”. Tutti i mercoledì, dal 5 agosto al 2 settembre, sarà proposta una pellicola della scorsa stagione cinematografica, con l’inizio delle proiezioni fissato per le ore 21.15. il costo del singolo biglietto è di 4 euro: un prezzo contenuto al fine di incentivare il ritorno al cinema della cittadinanza, sempre nel rispetto delle norme vigenti per la salvaguardia sanitaria. È necessario, infatti presentarsi muniti di mascherina.

La rassegna è organizzata dal Comune di Fiorano Modenese in collaborazione con TIR Danza.

Il 5 agosto andrà in scena il film “Judy” – Regia: R. Goold; con R. Zellweger

L’ultimo periodo della grande attrice e cantante Judy Garland, sul finire di una carriera sfolgorante, iniziata giovanissima con la Dorothy del Mago di Oz. Un mix di fama e successo, fra Oscar e Golden Globe, e poi la battaglia con il suo management, i rapporti con i musicisti, i fan, i suoi amori tormentati e il dramma familiare che la spinse a fare i bagagli e trasferirsi a Londra. In quegli anni ci ha regalato alcune delle performance più iconiche della sua carriera.

 

Di seguito gli altri appuntamenti:

  • 12 agosto – “L’inganno perfetto” (Regia: B. Condon; con H. Mirren e I. McKellen)
  • 19 agosto – “Piccole Donne” (Regia: G. Gerwing; con E. Watson e M. Streep)
  • 26 agosto – “L’ufficiale e la spia” (Regia: R. Polanski; con J. Dujardin)
  • 2 settembre – “Gloria Bell” (Regia: S. Lelio; con J. Moore e J. Turturro)

 

Per tutte le informazioni: 373 8678918 – astoria@tirdanza.it

 

In A13 per una notte chiusa la stazione di Terme Euganee

Sulla A13 Bologna-Padova, per lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno a ridotta circolazione di veicoli, dalle 22:00 di lunedì 3 agosto alle 6:00 di martedì 4 agosto, sarà chiusa la stazione di Terme Euganee, in entrata verso Padova e in uscita per chi proviene da Bologna.
In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Padova sud o di Monselice.

Una recessione forte e profonda

Appare ora decisamente più evidente la gravità dello shock subito per effetto della pandemia. L’Emilia-Romagna affronta una recessione molto più grave di quella del 2009 e con effetti più duraturi. L’epidemia ha colpito con maggiore forza il Nord, ma l’Emilia-Romagna dovrebbe essere nelle posizioni di vertice nella ripresa attesa per il 2021. Nel 2020 crollano gli investimenti, cadono le esportazioni. L’export mostrerà la ripresa più rapida nel 2021. Saranno l’industria e le costruzioni ad accusare il colpo più duro, poi la ripresa sarà più forte per la prima e più contenuta per le seconde con i servizi. Nel 2020 si ridurranno le forze di lavoro e gli occupati, e pure nel 2021, quando il tasso di disoccupazione salirà ai massimi dal 2014.

Nell’edizione di luglio degli Scenari per le economie locali di Prometeia, analizzati dall’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna, l’attesa per il 2020 è di una caduta del prodotto interno lordo a due cifre, (-10,6 per cento), decisamente superiore a quella del 2009. La ripresa sarà solo parziale nel 2021 (+6,8 per cento). La discesa del prodotto interno lordo italiano dovrebbe risultare del 10,1 per cento nel 2020, seguita da una ripresa del 5,9 per cento nel 2021. Nel 2020, la recessione, come il coronavirus, colpirà più duramente le regioni del nord Italia e l’andamento del Pil regionale si allontanerà da quello della Germania, nonostante la comune dipendenza dal commercio internazionale e i legami del sistema produttivo. Ma la ripresa attesa nel 2021 dovrebbe riportare l’Emilia-Romagna nelle posizioni di vertice, al secondo posto dietro il Veneto. Nel 2020 il prodotto mondiale dovrebbe ridursi del 5,2 per cento. In particolare, la flessione dovrebbe risultare risulterà del 5,7 per cento negli Stati Uniti, dell’8,1 per cento nell’area dell’euro e del 6,3 in Germania, mentre la crescita dovrebbe ridursi allo 0,6 per cento in Cina. Nel 2020 la recessione in regione sarà accentuata dal crollo degli investimenti (-19,6 per cento) e dalla caduta delle esportazioni (-16,3 per cento) e non contenuta da una maggiore resistenza dei consumi (-10,1 per cento).

I settori. Nel 2020, sono l’industria (15,1 per cento) e le costruzioni (14,1 per cento) ad accusare il colpo più duro, ma anche nei servizi la recessione sarà pesante (-8,7 per cento). Nel 2021 la ripresa sarà solo parziale in tutti i settori, ma più pronta nell’industria (+13,4 per cento).

Il mercato del lavoro. Nel 2020 gli effetti della pandemia condurranno a una sensibile riduzione delle forze lavoro (-2,4 per cento) e dell’occupazione (-2,7 per cento), per la fuoriuscita dal mercato di molti lavoratori non tutelati, con un contenuto aumento della disoccupazione. Nel 2021 l’occupazione si ridurrà ancora e aumenterà decisamente il tasso di disoccupazione (7,8 per cento), ai massimi dal 2014.

 

Mercoledì 5 agosto ponte Veggia chiuso per consentire un collaudo statico della struttura

Mercoledì 5 agosto dalle 9 alle 18 (fatto salvo il protrarsi dei lavori) il ponte di Veggia resterà chiuso per consentire un collaudo statico della struttura. Sarà una importante azienda specializzata del settore, la 4emme ad effettuare le prove dinamiche con l’utilizzo di pullman, che verranno posizionati sul ponte per valutare la reazione della struttura.

Si tratta di una iniziativa del comune di Casalgrande, appoggiata dal comune di Sassuolo, proposta con l’obiettivo di ottenere, attraverso il prove pratiche, risultati più attendibili rispetto a quelli ricavabili con calcoli. Il comune di Casalgrande mette in campo questa nuova operazione con lo scopo di rendere utilizzabile il ponte da parte del trasporto pubblico, in totale e piena sicurezza, per l’inizio dell’anno scolastico, vista anche la sua fondamentale funzione di trasporto scolastico.

Se le prove daranno risultati positivi, significherà che non vi sono rischi reali rispetto all’utilizzo del ponte: questo renderà di nuovo percorribile l’infrastruttura da parte dei mezzi del trasporto pubblico.

Se gli esiti della verifica saranno negativi, l’amministrazione sosterrà fortemente la realizzazione di tutti gli interventi tampone necessari a rendere, in tempi brevi, il manufatto comunque percorribile dai bus.

Tutti gli scenari terranno conto della assoluta sicurezza degli utenti: per questo i collaudi con prove reali possono dare risposte affidabili che permetteranno scelte sicure.

Ovviamente, a prescindere da quale sia lo scenario, non verranno interrotte le procedure per la ristrutturazione del ponte: un obiettivo da raggiungere in ogni caso.

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 1 agosto

Sereno o poco nuvoloso, con possibile transito di nubi di scarsa consistenza sulle pianure e sviluppo di addensamenti cumuliformi ad evoluzione diurna sui rilievi, con bassa probabilità di qualche isolato e breve rovescio. Temperature: in lieve aumento e con incremento del disagio bioclimatico sulle pianure per elevati valori di umidità. Minime intorno a 26°/27° nei centri urbani e valori leggermente inferiori in aperta campagna; massime tra 33° e 35° lungo la fascia costiera e intorno a 36°/37° sulle pianure interne, con locali punte fino a 38°. Venti: deboli di direzione variabile e a regime di brezza lungo la costa. Mare: quasi calmo al mattino, poi poco mosso.

 

Qualità dell’aria: le Regioni del Bacino Padano prorogano le misure di piano al 1 gennaio 2021

“Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto hanno deciso di comune accordo di prorogare le misure di piano 2019/2020, tra cui il blocco degli Euro 4 Diesel, dal 1 ottobre 2020 al 1 gennaio 2021”. Lo hanno detto gli assessori regionali all’Ambiente durante i lavori del tavolo del Bacino Padano, che si sono tenuti oggi in videoconferenza. Presenti gli assessori Gianpaolo Bottacin (Veneto), Raffaele Cattaneo (Lombardia), Matteo Marnati (Piemonte) e Irene Priolo (Emilia-Romagna).

“Vista la delicatezza del tema i presidenti delle Regioni si erano già sentiti nei giorni scorsi per condividere questa scelta, ovvero lo slittamento del blocco dei diesel Euro 4 dal primo ottobre, come sarebbe previsto dall’accordo di Bacino Padano, al primo gennaio 2021- proseguono gli assessori- e questo è supportato da una serie di motivazioni, la prima è che siamo in una condizione di emergenza straordinaria legata al Covid che sta avendo anche effetti importanti di carattere socio economico”.

Gli effetti del lockdown
“Il primo effetto è che il lockdown ha portato ad una riduzione delle emissioni complessive e rispetto all’ordinario c’è stata una minore quantità di inquinanti immessi in atmosfera; ci sono anche le considerazioni sulla proroga dell’emergenza fino al 15 ottobre e l’incertezza di quello che sarà il futuro soprattutto dal punto di vista economico. Siamo in un periodo di crisi economica e di forti tensioni sociali. In autunno ci saranno sicuramente vincoli per l’utilizzo del trasporto pubblico locale, legati anche a norme sul distanziamento e alla tutela sanitaria, per i quali sarà più complicato evitare gli spostamenti su mezzi privati. Inoltre, la persistenza dello smartworking, che ridurrà la mobilità dei lavoratori, sta producendo dati interessanti sul piano ambientale che stiamo analizzando”.

Misure compensative
“Sospendendo il blocco degli Euro 4 diesel per qualche mese- hanno ammesso gli assessori– lavoreremo per compensare con altre misure. I nostri tecnici formuleranno delle proposte sulle misure di limitazione temporanea di primo e di secondo livello che oggi prevedono il blocco degli Euro 4 solo in determinate circostanze. Inoltre, sarà importante lavorare non solo sulla mobilità, ma anche su misure che regolano gli spandimenti dei reflui zootecnici, incentivando l’uso di tecniche a basso impatto quali le iniezioni, che riducono le emissioni di ammoniaca. Infine, sarà necessario ragionare sugli impianti di riscaldamento, in particolare su quelli a biomassa, che anche in fase di lockdown abbiamo visto abbiamo visto essere un punto più critico per le polveri, così come la mobilità rimane il punto più critico per gli ossidi di azoto”.

La proposta
“Ci ritroveremo all’inizio dell’autunno per proseguire con il lavoro– concludono gli assessori-. Nel frattempo, i tecnici delle Regioni forniranno un quadro approfondito in vista anche di un aggiornamento dell’accordo di Bacino Padano, da sottoporre anche ai Presidenti delle Regioni, al Ministero dell’ambiente sottoscrittore dell’accordo originario, ed eventualmente anche agli altri Ministeri coinvolti (come il ministero dei Trasporti e dell’Agricoltura) così da valutare quali ulteriori modifiche attuare dal primo di gennaio. Ci auguriamo inoltre che il Ministero dell’ambiente possa stanziare le risorse promesse alle Regioni del Bacino Padano, così da poterle affiancare alle risorse regionali, per programmare interventi di incentivazione per la sostituzione dei veicoli più inquinanti”.

Trasporto pubblico: Bargi (Lega), Regione mantenga promesse fatte sui rimborsi

“La Regione tenga fede alle promesse fatte e rimborsi gli abbonati Tper che non hanno potuto usufruire dei servizi di trasporto durante il periodo del lockdown”. E’ quanto chiede il consigliere regionale della Lega ER, Stefano Bargi, che rilancia la denuncia del Comitato Viaggiatori Ferrovia Modena-Sassuolo, che lamenta il mancato rimborso promesso dall’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini.

“E’ bene che la Regione metta in pratica quanto promesso con la delibera di Giunta che fissa gli indirizzi destinati alle aziende di trasporto pubblico per uniformare l’applicazione sul territorio regionale dell’articolo 215 del Decreto Rilancio. La situazione è paradossale – attacca Bargi -: mentre il governo centrale si prende la responsabilità della chiusura e ristora perciò gli abbonati, la Regione insiste nel far pagare agli abbonati la decisione della riduzione del servizio, sebbene questo sia spesso un motivo che lo rende del tutto inutilizzabile”.

 

Codacons Emilia Romagna chiede di evitare il fumo nei luoghi pubblici all’aperto

Con una diffida presentata oggi al Presidente della Regione Emilia Romagna il Codacons chiede di vietare il fumo nei luoghi pubblici su tutto il territorio regionale, sulla base del principio di precauzione e come misura indispensabile per limitare i contagi da Covid.

Come noto gli esperti hanno accertato come il fumo nei luoghi pubblici incrementi le possibilità di contagio da Covid19 – spiega il Codacons nella diffida – Al momento di buttare fuori il fumo dalla bocca, infatti, vengono emesse particelle d’acqua che possono contenere il Sars-CoV-2, e se il fumatore è un soggetto asintomatico gli effetti sono difficilmente prevedibili.

Appare evidente quindi che il fumo indiscriminato in tutti i luoghi aperti al pubblico come spiagge, ristoranti, bar con tavolini all’esterno ecc. – spazi che inoltre rappresentano potenziali punti di assembramento – costituisca, nel contesto dell’emergenza epidemiologica che stiamo vivendo, un ulteriore fattore di rischio che le amministrazioni, in ottemperanza ai principi di cui agli artt. 97 e 32 della Costituzione, devono contenere. Non a caso altri paesi europei come la Spagna stanno per adottare il divieto totale di fumo in tali spazi all’aperto.

Per tale motivo il Codacons ha inviato oggi una diffida al Ministro della salute Roberto Speranza e ai presidenti delle Regioni, tra cui l’Emilia Romagna, in cui si chiede di adottare ogni atto idoneo ad introdurre il divieto di fumo in tutti i luoghi pubblici all’aperto, alla luce dell’esigenza di tutelare la salute pubblica e limitare i contagi da Covid.

Formigine: contributi per l’eliminazione di barriere architettoniche in edifici privati

Con l’ultima variazione di bilancio sono stati resi disponibili 180mila euro di contributi per l’eliminazione di barriere architettoniche su interventi realizzati negli edifici privati dove risiedono disabili. A beneficiare del fondo di Stato e Regione sono 39 famiglie formiginesi che facevano parte della graduatoria appositamente stilata.

Entro il primo marzo di ogni anno è possibile presentare domanda, con le procedure dettagliate sul sito Internet del Comune di Formigine, nell’area tematica Edilizia e territorio (Contributo per il superamento delle barriere architettoniche).

Possono richiedere i contributi i disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti di carattere motorio e i non vedenti; coloro i quali abbiano a carico persone con disabilità permanente; i condomìni ove risiedano le suddette categorie di beneficiari; i centri o istituti residenziali per i loro immobili destinati all’assistenza di persone con disabilità. Tra gli interventi contemplati figurano le rampe di accesso, ascensori (installazione o adeguamento), ampliamento delle porte d’ingresso.

In questo modo, si cerca di rispondere alla richiesta di autonomia per le persone con disabilità e si contrasta il rischio di isolamento a cui possono portare strutture con accessi ed aree non adeguate. Maggiore libertà motoria e partecipazione attiva alla vita sociale della propria comunità: un percorso perseguito da tempo dall’Amministrazione formiginese, come testimoniano i recenti interventi realizzati nel centro storico della città.

Scuola: orientamento e promozione del successo formativo, dalla Regione un bando da 2 milioni e 500mila euro

Due milioni e 500mila euro per qualificare e innovare le attività di orientamento e di promozione del successo formativo, in modo da concorrere alla ripresa dell’attività scolastica e contrastare le disparità. A tanto ammontano le risorse per l’anno 2020/2021, messe a disposizione dalla Giunta nell’ultima seduta, nell’ambito della programmazione triennale che vede un impegno complessivo di 12 milioni di euro (Programma Operativo Regionale Fse).

Attraverso un bando appena pubblicato, e che rimarrà aperto fino al 14 ottobre, gli enti di formazione professionale accreditati e i Comuni, la Città metropolitana di Bologna e le Province potranno candidare progetti e proposte di attività.

“Siamo pienamente consapevoli del fatto che le studentesse, gli studenti e le famiglie si troveranno ad affrontare l’avvio del nuovo anno scolastico con nuovi e maggiori bisogni di accompagnamento e sostegno. Noi siamo qui per loro- commenta l’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni-. Per questo investiamo queste risorse, in modo da rendere disponibili professionalità e opportunità che permettano agli enti locali e alle autonomie formative di fare rete e favorire l’accesso alle opportunità e ai servizi”.

Sarà rafforzato, a livello di singolo territorio provinciale, il Presidio unico territoriale: un luogo fisico accessibile, strutturato come sportello con orari di apertura al pubblico, fruibile anche a distanza, attraverso il telefono e la rete. Una realtà che agisca come punto di contatto tra i potenziali fruitori (studenti, genitori, insegnanti) e tutti gli “attori” responsabili dell’attuazione delle singole attività.

La scuola è il principale interlocutore del Presidio territoriale, che dovrà agire come centro nevralgico di contrasto alle nuove povertà educative e alla dispersione scolastica adolescenziale. Questo sia tramite l’offerta di attività di promozione del benessere, ascolto del disagio e sostegno, sia attraverso iniziative a supporto dello sviluppo delle competenze di genitori e docenti.

In seguito alla valutazione delle candidature pervenute, saranno approvate nove operazioni, una per ogni Provincia, comprendenti azioni ed attività in grado di accompagnare l’erogazione di misure specialistiche e personalizzate, nonché specifiche misure per la parità di genere.

 

 

Formazione: via libera della Giunta ai percorsi di IV anno di istruzione e formazione professionale, finanziati con 4,6 milioni di euro

Dal tecnico nei sistemi domotici al disegnatore meccanico, dall’esperto qualificato in servizi di gestione dei flussi distributivi di pasti e bevande al grafico, fino ai tecnici della gestione di punti vendita o dei servizi turistico-ricettivi. Sono 44 i percorsi di istruzione e formazione professionale di IV anno per un costo complessivo di 4,6 milioni di euro, che partiranno in Emilia-Romagna con il prossimo anno scolastico. I percorsi, gratuiti per gli studenti, offriranno ai giovani che scelgono dopo la qualifica triennale di proseguire la possibilità di frequentare un quarto anno per il conseguimento di un diploma professionale quadriennale.

Il via libera della Giunta regionale al piano di attività per l’anno scolastico 2020-2021 è arrivato nel corso dell’ultima seduta, durante la quale sono stati approvati l’elenco delle attività e gli enti di formazione professionale accreditati che la realizzeranno su tutto il territorio emiliano romagnolo.

“La finalità è quella di garantire agli studenti l’opportunità di proseguire il proprio percorso per accedere ad un titolo di istruzione- sottolinea l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Vincenzo Colla-. Questo quarto anno è basati su uno stretto raccordo tra enti di formazione e mondo del lavoro, per consentire a tutti gli studenti di innalzare le proprie competenze di cittadinanza e avere migliori prospettive di buona occupabilità”.

I percorsi di IV anno, per un costo complessivo di 4.622.780 euro, finanziati dal Programma operativo del Fondo sociale europeo 2014/2020 e da risorse nazionali per l’obbligo formativo, costituiscono l’offerta per l’acquisizione di un diploma quadriennale professionale.

Unici destinatari dei percorsi formativi, che avranno una durata di 1000 ore, saranno gli studenti che abbiano conseguito al termine dell’anno scolastico 2019/2020 una qualifica professionale in esito ad un percorso di IeFP coerente con il diploma professionale di riferimento.

I percorsi formativi
I percorsi, gratuiti per gli studenti, offriranno ai giovani che scelgono dopo la qualifica triennale di proseguire con un quarto anno, la possibilità di farlo in un contesto di apprendimento legato all’esperienza, promuovendo un rapporto più stretto di confronto e trasferimento di conoscenza tra aziende e sistema formativo. Quindi proseguire la formazione, dando continuità a scelte già realizzate, innalzando conoscenze e competenze, qualificando ulteriormente e rendendo maggiormente spendibile il proprio profilo professionale sul mercato del lavoro. Infatti, l’impianto progettuale del quarto anno di formazione prevede un modello fondato sulla collaborazione tra gli Enti di formazione professionale e le imprese, nella progettazione e realizzazione dell’offerta.
Lo stage avrà una durata compresa tra le 500 e le 600 ore, e potrà essere articolato su più periodi, prevedendo anche differenti aziende ospitanti per permettere la conoscenza di modelli organizzativi e processi produttivi differenti.

I percorsi potranno avviarsi con un numero minimo di 15 studenti in una data ricompresa tra la data di avvio del calendario scolastico, il 14 settembre, e il 30 ottobre. Con la delibera è stato approvato, inoltre, il “Catalogo” dell’offerta formativa dei percorsi di IV anno.  La delibera di Giunta sarà pubblicata nel Bollettino telematico ufficiale della Regione Emilia-Romagna e sul sito http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it

La Giunta dà via libera ad un bando da 2 milioni di euro per aiutare la ripartenza del turismo nelle aree appenniniche

Un contributo a fondo perduto una tantum fino ad un massimo di 3 mila euro a favore delle imprese del settore dell’ospitalità turistica in Appennino che hanno visto contrarsi drasticamente il proprio giro d’affari a causa dell’interruzione dell’attività dovuta alle misure restrittive adottate nei mesi scorsi per contrastare l’epidemia da Coronavirus.

Lo prevede un bando varato dalla Giunta di Viale Aldo Moro che stanzia 2 milioni di euro per dare ossigeno alle strutture ricettive situate in uno dei 119 comuni classificati come montani dalla Regione Emilia-Romagna, a fronte della perdita di fatturato registrata nel periodo marzo-maggio 2020 per la chiusura forzata dell’attività. Quasi 700 le strutture  potenzialmente beneficiarie del contributo.

Le domande devono essere compilate e inviate alla Regione esclusivamente per via telematica, attraverso l’applicativo web “Sfinge 2000” e possono essere presentate dalle ore 10 del 13 ottobre fino alle ore 13 del giorno 27 dello stesso mese (http://fesr.regione.emilia-romagna.it).

“La Regione- sottolinea l’assessore al Turismo, Andrea Corsini- è a fianco delle imprese che più stanno soffrendo per le pesanti ricadute economiche del lungo lockdown, come appunto quelle del settore turistico-ricettivo. Con questo bando, che fa seguito ai provvedimenti di carattere generale varati nelle settimane scorse per garantire liquidità alle imprese con la creazione di un fondo da 10 milioni di euro, vogliamo dare un sostegno concreto ad una categoria di operatori che si trovano ad operano in un contesto territoriale difficile, segnato dal calo e dell’invecchiamento della popolazione, per aiutarle a ripartire il più velocemente possibile”.

“Fare impresa nelle zone appenniniche- aggiunge l’assessore regionale alla Montagna Barbara Lori- richiede uno sforzo supplementare per colmare gli svantaggi territoriali e una disomogenea organizzazione dell’offerta turistica. Il contributo che mettiamo a disposizione con questo bando rappresenta un sostegno concreto al sistema turistico dell’Appennino e agli operatori che, investendo nelle zone di montagna, contribuiscono a creare nuove opportunità di lavoro e di sviluppo economico nei territori periferici della nostra regione. Un aiuto che va ad aggiungere altri interventi già messi in campo come, tra gli altri, il bando da 10 milioni di euro per l’acquisto o la ristrutturazione dell’abitazione principale e i 25 milioni per l’azzeramento e la riduzione dell’Irap”.

 

Cosa prevede il bando

I contributi sono riservati alle strutture ricettive alberghiere e all’aria aperta come campeggi e villaggi turistici, nonché alle imprese che gestiscono ostelli, rifugi alpini e affittacamere. Per partecipare al bando le imprese, di qualsiasi forma giuridica, devono essere iscritte al registro e/o repertorio delle attività economiche (Rea) delle locali Camere di commercio e devono aver accusato nel periodo compreso tra i 1° marzo e il 31 maggio 2020 un calo del fatturato pari o superiore al 30% dello stesso periodo del 2019.  La Regione effettuerà i dovuti controlli, anche a campione, per verificare il rispetto delle condizioni per ricevere la sovvenzione.

L’aiuto regionale a fondo perduto potrà arrivare fino ad un massimo di 3 mila euro ad impresa, importo ragguagliato all’ammontare della dotazione finanziaria e al numero di richieste presentate. I contributi previsti dal bando sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche. Tempi rapidi per la concessione dei contributi, che saranno deliberati entro 90 giorni dalla chiusura del bando.

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