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lunedì, 10 Agosto 2026
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Federconsumatori ER: “Giuste le proteste dei commercianti per i saldi in partenza ad agosto, un errore lo spostamento di un mese”

“Federconsumatori lo scorso 11 giugno ha espresso la propria contrarietà alla decisione della Regione Emilia Romagna, che a seguito di un atto non prescrittivo della Conferenza delle Regioni, ha deciso di spostare dall’inizio di luglio ad agosto l’epoca dei saldi. Allo stesso tempo si è consentito  di ricorrere ad iniziative promozionali nel mese di luglio, solitamente vietate nel mese precedente l’inizio dei saldi.

Una decisione ovviamente legittima, assunta peraltro anche dalla gran parte delle Regioni italiane. Una decisione assunta a seguito delle forti richieste delle associazioni datoriali, che rivendicavano tale scelta come la più favorevole per gli esercenti.

Ora da più parti giungono notizie di contestazioni da parte degli esercenti stessi.

Perché Federconsumatori era contraria?

Le nostre valutazioni attenevano la non idoneità di una data corrispondente al periodo feriale della maggioranza delle persone.

Oltre a ciò abbiamo segnalato ovvie questioni climatiche. Difficile pensare ad un affollamento nei centri storici della Regione attorno a Ferragosto; più probabile che la cosa  possa avvenire nelle refrigeratissime gallerie dei centri commerciali, dove però il tema del distanziamento e del rispetto delle regole antiCovid è certamente più complesso che nei centri storici.

La decisione poi di consentire le offerte promozionali nel mese di luglio ha determinato e determinerà disorientamento nei consumatori, oltre a scarsa chiarezza nella formazione dei prezzi. Consumatori che sono, va ricordato, il soggetto che decide coi propri comportamenti la riuscita o meno anche di questa iniziativa.

Federconsumatori ritiene che le proteste degli esercenti dei centri storici per questo “pasticcio” siano quindi giustificate, e che sia purtroppo facile prevedere il modesto esito commerciale dei saldi agostani. Un calendario che è stato probabilmente pensato per le località di mare, e che non sarà certamente utile a rilanciare i centri storici della pianura.

Per Federconsumatori invece sarebbe stato meglio confermare l’inizio dei saldi a luglio, associando a quella decisione una azione generale per il rilancio del piccolo e medio commercio, a partire dalle aree più delicate, come sono i centri storici dell’Emilia Romagna”.

(Federconsumatori Emilia Romagna)

Comitato Viaggiatori Ferrovia Modena-Sassuolo: “Bene il ristoro sugli abbonamenti, ma anche la Regione faccia la sua parte”

“Nei giorni scorsi sono state comunicate le modalità di ristoro agli abbonati del Trasporto Pubblico, che non hanno potuto usufruire del servizio durante il periodo di lockdown. Questo è previsto dal cosiddetto “decreto rilancio” e verrà perciò elargito grazie a fondi messi a disposizione dal governo centrale per il periodo di chiusura delle aziende o delle scuole.

Nulla invece viene riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna nonostante la decisione assunta dalle sue società (Trenitalia-TPER in primis) di ridurre le corse sulla linea, contravvenendo così al contratto di abbonamento stipulato con i viaggiatori”, dichiata in una nota il Comitato Viaggiatori Ferrovia Modena-Sassuolo.

“In sostanza – prosegue il Comitato –  mentre il governo centrale si prende la responsabilità della chiusura e ristora perciò gli abbonati, la Regione insiste nel far pagare agli abbonati la decisione della riduzione del servizio, sebbene questo sia spesso un motivo che lo rende del tutto inutilizzabile.

Ricordiamo infatti che dopo aver portato le corse da una ogni trenta minuti, cioè quattro ogni due ore, si era già passati ad una ogni quaranta minuti, quindi tre ogni due ore. Nel periodo dell’emergenza viaggiava un treno ogni tre, quindi ogni due ore e fino a metà settembre sono previsti due treni su tre, quindi due treni ogni due ore. Rispetto ad un anno fa, siamo esattamente ad un dimezzamento del servizio, sufficiente a renderlo non più appetibile, per il rischio di dover fare lunghe attese in stazione o non avere il treno per raggiungere il luogo di destinazione in tempi ragionevoli per un così breve tragitto”.

“Chiediamo – conclude il Comitato Viaggiatori Ferrovia Modena-Sassuolo – che la Regione faccia la propria parte, rimborsando per questa drastica riduzione del servizio, anche perché l’assurdo è che ci sarà chi verrà ristorato per un servizio di cui, a causa del lockdown, non aveva più bisogno, mentre chi necessita ora del servizio per cui ha pagato, lo vedrà ridotto, ma senza alcun rimborso”.

 

Presentati 7 progetti CER e la convenzione con la Regione per il futuro sostenibile dell’acqua

In un periodo in cui l’andamento stagionale dell’approvvigionamento di acqua a beneficio delle colture tipiche fa conti salati con la scarsità di precipitazioni per poter far fronte all’ultima necessaria fornitura irrigua e portare a termine l’annata (con l’incidenza delle alte temperature sopra la media che causano abbondante evo traspirazione) il Canale Emiliano Romagnolo e l’Assessorato Agricoltura della Regione Emilia Romagna e il mondo accademico sanciscono il solido accordo che avvia, presso i laboratori agronomici Acqua Campus di Budrio (BO), i progetti più innovativi per investire sulle pratiche virtuose nell’utilizzo della risorsa idrica e presentare nel dettaglio la sinergia operativa a beneficio di imprese e territorio.

Accordo stretto a margine dell’inaugurazione del 61° anno di ricerca agronomica del Consorzio CER tra l’Assessore all’Agricoltura Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi e il presidente del CER e di ANBI Emilia Romagna Massimiliano Pederzoli alla presenza del direttore generale CER Paolo Mannini. Nel corso della mattinata i tecnici agronomici dello staff del CER, coordinati dal neo direttore dell’area agronomica Stefano Anconelli, hanno illustrato – mediante una sintetica ricognizione nei campi sperimentali e sull’asta del Canale – una precisa progettualità frutto del lavoro di ricerca scientifica sul risparmio idrico del Canale Emiliano Romagnolo e della pluriennale e proficua partnership con la Regione Emilia Romagna. All’approfondimento in campo hanno preso parte anche noti accademici del settore che collaborano ai progetti : Federica Rossi CNR-IBE, Istituto di Bioeconomia, Vice Presidente della Commission Agricultural Meteorology, Luca Corelli Grappadelli, Professore Ordinario Arboricoltura e coltivazioni arboree Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO, Stefano Caselli, Professore Ordinario del settore “Sistemi di Elaborazione delle Informazioni” presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma, Fabio Mantovani, Prof. Associato Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra – Università di Ferrara Al termine della visita e dell’inaugurazione del 61esimo anno di ricerca l’Assessore Mammi ha dichiarato: “Conoscevo la straordinaria importanza del CER come autostrada dell’acqua per l’agricoltura del territorio centro-orientale della nostra regione e indispensabile vettore d’acqua, oltre che per l’agricoltura, anche per gli usi civili ed industriali; ma la visita ad Acqua Campus mi ha fatto anche comprendere l’alto valore scientifico che il CER esprime da oltre 60 anni con le sue ricerche per trasferire informazioni sull’uso corretto della sempre più preziosa risorsa acqua. In quest’ottica le collaborazioni molto concrete con la Regione sui progetti presentati rappresentano un impegno concreto per un impiego virtuoso della risorsa a beneficio di imprese agricole e consorzi di bonifica”. Il Presidente del CER e di ANBI Emilia-Romagna Massimiliano Pederzoli ha proseguito: “Ringrazio per le parole di apprezzamento espresse dall’Assessore Mammi e confermo il ruolo strategico del CER per il territorio servito. In epoca di cambiamento climatico infatti il nostro consorzio sta proseguendo con il massimo impegno sia nella manutenzione del Canale irriguo più lungo d’Italia – consentita da importanti finanziamenti statali – sia dell’attività di ricerca scientifica, sostenuta da progetti rilevanti realizzabili proprio grazie ai fondi regionali del Piano Sviluppo Rurale, progetti fortemente apprezzati a livello nazionale ed anche internazionale”. Il Direttore Generale del CER Paolo Mannini: “Ringrazio l’Assessore ed il Presidente e voglio ulteriormente evidenziare che il CER è riuscito con la sua ultradecennale attività di ricerca, sostenuta dalla Regione ER, a mettere a punto Irrinet/Irriframe che è il sistema esperto di consiglio irriguo più impiegato in Europa. I risultati della ricerca sono perciò stati rapidamente messi a disposizione della collettività con un importantissimo risparmio d’acqua in agricoltura. Oggi con i sette progetti regionali in corso siamo impegnati per individuare ulteriori metodologie per ottenere la massima produzione col minimo impiego dell’acqua”.

Ed eccoli i 7 progetti e la convenzione con la RER progetti frutto della ricerca applicata elaborati coi partners tecnici ad Acqua Campus:

1) Fitodepurazione e riuso per migliorare la qualità delle acque di superficie mediante fitodepurazione ridurre gli inquinanti. Verifica del riutilizzo di acque reflue derivanti da processi di lavorazione di filiere agroalimentari, in un processo di “economia circolare” – valutando l’accumulo di sali, l’eventuale presenza di residui nei prodotti agricoli e l’opportunità di utilizzare acque cariche di nitrati per ridurre gli apporti nutrizionali con concimi di sintesi. Inoltre la verifica della possibilità di applicare strategie di lotta biologica per il controllo della cimice asiatica con tecniche a basso impatto nei sistemi fitodepuranti.

2) Servizio Fert-Irrinet esteso alle principali colture e sviluppo di una App per uso mobile. Il progetto si pone l’obiettivo di ottimizzare l’impiego dei concimi minerali attraverso il miglioramento del loro impiego, riducendo sensibilmente le perdite azotate e incrementando le rese. Si vuole anche sviluppare un modello di applicazione per smartphone e tablet di facile utilizzo che fornisca le principali indicazioni nutritive consiglio per il loro frazionamento temporale, coinvolgendo maggiormente i giovani agricoltori.

3) Migliorare la filiera del noce da frutto (Partner: Az. San Martino, Crpv, Astra, Unibo, Dinamica, Az. Nannini e az. Gentilini). Il piano d’innovazione proposto coordinato da Crpv intende migliorare la competitività e la sostenibilità della filiera noce da frutto introducendo innovazioni in tutte le fasi del processo produttivo. Il CER studia la razionalizzazione dell’impiego della risorsa idrica attraverso l’assistenza al produttore nella gestione degli impianti irrigui, mediante l’uso di Irrinet e la valutare della risposta fisiologica e della resa quali-quantitativa di piante sottoposte a differenti regimi irrigui.

4) Sustainable System for Best Tomato and Maize Production Capofila: Coop Agricola Braccianti Territorio Ravennate. Il progetto, coordinato da Agronica, vuole sviluppare un sistema integrato a supporto delle decisioni in materia di difesa, irrigazione e fertirrigazione, fenologia e produzione. Ottimizzare l’impiego dell’acqua a fini irrigui e la riduzione degli input di fertilizzanti chimici e organici attraverso la messa a punto dei modelli Irrinet-Irriframe sviluppato da ANBI nazionale (Associazione dei Consorzi di Bonifica) e dal CER Canale Emiliano Romagnolo, sia in termini di bilancio irriguo che di produzione di singolo consiglio di adacquata.

5) POR-FESR 2019-2021: SMART SPECIALIZED SUSTAINABLE ORCHARD – S3O: Coordinatore: Alma Mater Università di Bologna Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Agroalimentare – CIRI AGRO. Agricoltura Resiliente e Clima-Intelligente. Riunisce in un unico frutteto tecnologie innovative, disponibili o in via di sviluppo, per aumentare la sostenibilità nella filiera frutticola regionale. Gli obiettivi specifici sono: riduzione delle Emissioni di CO2; riduzione del 50% del volume d’irrigazione; riduzione uso di pesticidi; risparmio/riduzione spreco risorse; gestione precisa e intelligente: grazie alle sinergie di tutte le applicazioni descritte e ad i nuovi sensori e approcci Big Data/Cloud che nell’insieme verranno guidate in un’ottica di “Precision Agriculture” volta a rendere più efficiente e sostenibile la produzione frutticola nell’intero complesso. Il prototipo di questo frutteto vuole aprire le porte alla Gestione 4.0 della frutticoltura.

6) POR-FESR 2019-2021: Protocolli Operativi Scalabili per l’agricoltura di precisione – POSITIVE Coordinatore: CIDEA Centro Interdipartimentale Energia Ambiente- Università di Parma Istituire un servizio regionale stabile e gestito da partner istituzionali in grado di rendere disponibili, a cadenza regolare, mappe aggiornate degli indici agronomici più significativi e interfacciarlo al sistema IRRINET; sviluppare componenti per gestire il flusso di informazioni dalla produzione delle mappe di indici ai sistemi di consiglio irriguo e da questi ai sistemi irrigui di precisione; implementare un sistema dimostrativo per la gestione dell’irrigazione di precisione ad elevato grado di automazione che si appoggi a tali servizi e a protocolli condivisi con aziende produttrici di macchine irrigue, migliorare la funzionalità FERTIRRINET del servizio IRRINET: nella qualità del consiglio irriguo e fertirriguo grazie alla integrazione sistematica del dato satellitare e, dove disponibili, dei dati da sensori a terra; producendo piani irrigui a rateo variabile per le colture e gli appezzamenti che ne possono beneficiare.

7) CONVENZIONE RER – CER: Manutenzione ed efficientamento della rete regionale di rilievo della falda ipodermica: La convenzione, stipulata con la Regione Emilia-Romagna, si sviluppa nell’arco di 30 mesi (gen 2020 – giu 2022) e persegue le seguenti finalità: servizio di misurazione falda ed archiviazione dei dati; servizio di manutenzione della strumentazione di lettura; efficientamento della rete di rilievo potenziamento della strumentazione di rilievo della falda.

8) PSR: SERVIZI DI SUPPORTO ALL’APPLICAZIONE DELLA MISURA 10.1 ‘PAGAMENTI AGROCLIMATICI AMBIENTALI’ E 11.1 ‘AGRICOLTURA BIOLOGICA: Attività di coordinamento a livello regionale per la corretta applicazione degli interventi irrigui. La figura di coordinatore a livello regionale per la corretta applicazione degli interventi irrigui, è stata individuata, all’interno dello staff agronomico del CER, per svolgere di volta in volta l’attività in collaborazione sinergica con il Servizio Agricoltura Sostenibile, con i Servizi regionali coinvolti, i tecnici dei Consorzi di bonifica e con i Coordinatori provinciali. Finalità dell’attività è quella di creare un coordinamento specifico a livello regionale delle pratiche irrigue ed alla relativa applicazione dei Disciplinari di produzione integrata e dell’agricoltura biologica.

I risultati dell’Indagine sugli effetti del Covid-19 per l’industria manifatturiera dell’Emilia-Romagna

Indagine sugli effetti del Covid-19 per l’industria manifatturiera dell’Emilia-Romagna[1]
L’indagine conferma un calo significativo dell’attività economica, sia in termini di produzione sia di vendite sul mercato interno ed estero nella prima metà del 2020.

La domanda ha subito un crollo senza precedenti e l’occupazione solo grazie agli interventi governativi ha contenuto le conseguenze, altrimenti molto pesanti, derivate dall’emergenza sanitaria.

Per quanto riguarda le prospettive a breve, le risposte delle imprese evidenziano la forte incertezza del quadro economico: sia le prospettive sulla produzione sia quelle sulla domanda vedono il campione distribuirsi in modo equo fra chi si aspetta un aumento, chi una stazionarietà, chi una riduzione. Ciò a conferma di un quadro molto difficile da interpretare, diversificato fra settori e dimensioni aziendali, con aziende che vedono una prospettiva positiva, altre che faticano a riattivare il ciclo economico, altre per le quali la prospettiva rimane più difficile e in peggioramento.

 

La situazione a giugno 2020

Secondo i risultati del campione intervistato, la produzione industriale ha subito un calo medio del 16,2% nel primo semestre 2020 (rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente). Le vendite hanno subito una contrazione media del 17,3%, alla quale contribuisce in misura maggiore il mercato interno (-18,1%) rispetto a quello estero (-15,7%).

Gli andamenti sono molto diversificati: un’azienda su quattro ha subito cali di fatturato superiore al 30%; poco meno di una su cinque è riuscita a mantenere il fatturato in terreno positivo. La metà del campione ha registrato cali di fatturato fino al 30%.

L’occupazione industriale, grazie agli ammortizzatori sociali finalizzati a scongiurare la perdita di posti di lavoro durante il lockdown, nel primo semestre non ha risentito significativamente della situazione di crisi (-0,2%), ma per i prossimi mesi le prospettive sono in peggioramento.

Più di un’azienda su due ha registrato una diminuzione degli ordini dall’estero nel 1° semestre (saldo aumento/diminuzione di -42 punti), due aziende su tre hanno registrato una contrazione degli ordini totali (saldo aumento/diminuzione di -53 punti).

Andamenti diversificati, ma sempre negativi, fra settori: cali di produzione dell’ordine del 20% per il metalmeccanico, vicini al 30% per il tessile/abbigliamento, più contenuti per il settore della ceramica (-15%). Il settore agroalimentare, nonostante alcuni comparti abbiano sperimentato una crescita nei mesi scorsi, ha registrato un andamento nel complesso negativo, ma più contenuto (-6,8%), rispetto agli altri settori.

 

Prospettive per la seconda parte del 2020

Si conferma una forte incertezza dello scenario economico nei prossimi mesi. Le aspettative delle imprese si distribuiscono in modo uniforme fra le diverse opzioni: per un terzo delle imprese il contesto rimarrà stazionario e continuerà ad essere caratterizzato da dinamiche difficili per produzione e ordini; per un altro terzo ci sono aspettative di miglioramento, ma il restante terzo delle imprese si aspetta un peggioramento ulteriore della situazione economica.

Il saldo fra ottimisti e pessimisti evidenzia il momento storico molto difficile se si confronta con i risultati della tradizionale indagine congiunturale che registra solitamente saldi positivi di almeno 10-15 punti.

Il dato che più preoccupa in prospettiva è relativo all’occupazione, con 3 imprese su quattro che prevedono stazionarietà nei livelli occupazionali e il 17,5% si aspetta un calo.

Le previsioni economiche, mai come in questa fase storica, risentono della dimensione d’impresa. Saldi negativi per le piccole imprese per produzione e domanda (totale ed estera), mentre la prospettiva cambia per le medie imprese (saldo ottimisti/pessimisti +14 per produzione e +11 per domanda totale) e, soprattutto, per le grandi (il saldo è +41 per la produzione e +39 per la domanda).

[1] L’indagine ha visto il coinvolgimento di 323 imprese associate dell’Emilia-Romagna, appartenenti al settore manifatturiero, per un totale di 32.432 addetti e un fatturato complessivo di 10,6 miliardi di euro (56% piccole imprese, 35% medie e 9% grandi). Il fatturato da export delle imprese del campione è pari in media a più del 50% del fatturato totale (37,4% per le piccole, 43,6% per le medie, 70,5% per le grandi imprese). La distribuzione settoriale vede poco più della metà delle imprese del campione appartenere al settore metalmeccanico, un 10% al settore della gomma/plastica, un altro 10% al settore agroalimentare, un 6% al settore della carta/stampa, un 6% al settore chimico.

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Le imprese manifatturiere dell’Emilia-Romagna registrano un calo importante dell’attività economica nei primi sei mesi del 2020, sia in termini di produzione sia di vendite sul mercato interno ed estero. Anche per quanto riguarda le prospettive da qui a fine anno le aziende confermano una forte incertezza del quadro economico.

Sono i risultati dell’indagine sugli effetti del Covid per l’industria manifatturiera realizzata da Confindustria Emilia-Romagna insieme alle Associazioni Industriali della regione. Da gennaio a giugno un’azienda su quattro ha subìto cali di fatturato superiore al 30%, con punte anche dell’80%,  metà ha registrato cali di fatturato sino al 30%, solo un’impresa su cinque è riuscita a mantenere il fatturato in terreno positivo.

Anche le aspettative delle imprese per la seconda metà del 2020 sono molto caute: per un terzo il quadro rimarrà stazionario e continuerà ad essere caratterizzato da dinamiche difficili per produzione e ordini, un terzo ha aspettative di miglioramento e un terzo si aspetta un ulteriore peggioramento della situazione economica.

«Siamo ad un bivio, un momento delicato in cui non abbiamo margine di errore −  dichiara il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari (foto) –.   Un terzo delle imprese prevede un peggioramento della situazione: un dato preoccupante che avrà effetti negativi sulla crescita e sull’occupazione. Per contro la previsione di aziende in crescita e la dinamicità delle imprese che vediamo tutti i giorni sono il segno di un sistema che ha capacità di reazione e vede una possibilità di sviluppo. Ora è necessario fare un salto di qualità e affrontare con decisione le grandi riforme che il Paese aspetta da decenni: fisco, lavoro, giustizia civile, semplificazione. È un’occasione unica: abbiamo l’urgenza, la consapevolezza, le risorse per farlo. Altrimenti avremo un Paese più povero, meno competitivo, più indebitato e meno credibile a livello europeo».

Le traiettorie di sviluppo delineate da Confindustria Emilia-Romagna sono quelle verso cui tutti i Paesi avanzati stanno continuando ad accelerare: in primis innovazione digitale e sviluppo sostenibile.  Le sfide da affrontare sono ambientali, demografiche e sociali e non possono essere scollegate da quelle economiche e del lavoro, come delineato dagli industriali nel Piano di proposte per la ripartenza e lo sviluppo dell’Emilia-Romagna presentato ad inizio luglio e collegato al Progetto Traiettoria 2030.

«Il Recovery Fund e la programmazione dei Fondi Strutturali Europei per i prossimi sette anni  − sottolinea il Presidente Pietro Ferrari –  diventano fondamentali.  Il ruolo delle Regioni e delle imprese sarà centrale sia nella definizione degli obiettivi strategici sia nella capacità di spendere le risorse in modo efficace ed efficiente.  Per questo puntiamo ad una gestione diretta del Recovery Fund da parte delle Regioni, con scelte condivise con le imprese e tempi certi e ragionevoli, come è avvenuto sino ad oggi in Emilia-Romagna con i Fondi Europei.

Oggi vorremmo, anche a livello regionale con il nuovo Patto per il lavoro e per il clima, che si discutesse di capitale umano, di formazione, di sostenibilità economica, sociale e ambientale, di quali obiettivi ci poniamo come Paese e come regione, di come sostenere ed accelerare gli investimenti pubblici e privati.

La crisi porterà certamente ristrutturazioni o effetti negativi sull’occupazione, non si può pensare il contrario. I livelli occupazionali delle imprese non possono essere scollegati dalla domanda, dal mercato o dalle prospettive di crescita. È come saremo capaci di gestire e accompagnare questi percorsi che farà la differenza.

Dovremo essere capaci − conclude il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna – di convergere su un modello di collaborazione tra imprese, Istituzioni e parti sociali, facendo un passo indietro nelle posizioni ideologiche per costruire una visione condivisa di medio lungo periodo. Non possiamo darci obiettivi al 2030 e ritrovarci a discutere senza la giusta prospettiva e visione».

 

 

Due patenti ritirate in via Giardini a Modena

Ventotto automobilisti sono stati sanzionati per eccesso di velocità dalla Polizia locale di Modena, impegnata nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30 luglio in un’attività di controllo pianificata nell’ambito delle iniziative per la sicurezza stradale. Gli operatori, posizionati in via Giardini nei pressi del Direzionale 70, hanno accertato il rispetto dei limiti con la strumentazione telelaser, verificando anche la regolarità dei veicoli in circolazione sulle strade e contrastando la guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche o comportamenti scorretti e pericolosi come l’uso del cellulare. In tutto sono stati fermati 32 veicoli e sono state ritirate due patenti.
Le pattuglie del Pronto intervento hanno riscontrato, negli sforamenti, picchi che hanno sfiorato i 100 chilometri orari; ben oltre il limite che, trattandosi di una strada urbana, è di 50 chilometri orari. In particolare, un 40enne di Caserta a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta procedeva alla velocità di 98 chilometri orari. Per l’uomo è scattato il ritiro del documento di guida (rischia una sanzione fino a 2.108 euro e la decurtazione di 6 punti sulla patente), così come a un 27enne modenese residente a Formigine. Il giovane era alla guida di una Toyota Yaris che ha incrociato il posto di controllo alla velocità di 72 chilometri orari ma che non si è fermata all’alt: inseguita dagli operatori, è stata raggiunta poco dopo. Al volante c’era il 27enne, apparso in stato di presunta alterazione. Sottoposto all’alcoltest, dall’esame è risultato un tasso di alcol nel sangue pari a 1,63 grammi per litro, oltre il triplo del consentito (il limite è 0,5). Di conseguenza gli è contestato il reato definito dall’articolo 186 del Codice della strada, con una denuncia per guida in stato di ebbrezza, mentre il mezzo non è stato sequestrato perché non di sua proprietà. Sarà ora l’Autorità giudiziaria a decidere in quale misura applicare la sanzione penale (l’ammenda va da 1.500 a 6.000 euro) ed eventuali sanzioni accessorie, la detrazione dei punti e la durata della sospensione della patente da uno a due anni. L’ammenda potrà anche essere aumentata da un terzo alla metà, in quanto il fatto è stato commesso nelle ore notturne (dopo le 22 e prima delle 7).

Tassazione IMU, appello del Presidente del Consiglio Comunale di Fiorano, Reginato al Parlamento

Il Presidente del Consiglio Comunale di Fiorano Modenese, Alessandro Reginato, chiede al Parlamento e al Governo di lasciare il 30% degli introiti della tassazione IMU, derivanti dagli immobili di categoria D (capannoni aziendali), direttamente ai comuni.

Il forte appello ha già avuto il pieno appoggio da parte di alcuni sindaci dell’Unione del Distretto Ceramico (Sassuolo, Maranello, Formigine), e ora la volontà è quella di cercare sostegno dalle intere province di Modena e Reggio Emilia, fino alla Regione tutta.

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A seguire, la dichiarazione integrale del Pres. Reginato.

La grave situazione economica e sociale che si è venuta a creare su tutto il territorio nazionale a seguito della pandemia da COVID-19, che ha colpito in particolare le regioni del Nord-Italia, ha reso particolarmente penalizzante per le amministrazioni locali il trasferimento allo Stato di due terzi dell’IMU versata dalle aziende proprietarie di capannoni, immobili classificati nella categoria D. 

Come Presidente del Consiglio di Fiorano Modenese, ho chiesto ai miei corrispondenti dei comuni di Maranello, Sassuolo e Formigine di proporre ai rispettivi consigli comunali un ordine del giorno con cui chiediamo al Parlamento di lasciare, per gli anni 2020/2021/2022, il 30% di detta tassazione direttamente ai comuni. 

In questo modo le amministrazioni avrebbero a disposizione immediata le maggiori risorse necessarie per affrontare i problemi presenti e futuri arrecati dalla pandemia, con minore aggravio burocratico e disponibilità di intervento sulla aumentata spesa corrente; le somme non trasferite allo stato sarebbero molto utili in attesa dei fondi europei che, come tutti sappiamo, non arriveranno prima del 2021.

Tutti i consigli menzionati hanno approvato all’unanimità questo ordine del giorno e ora mi sono attivato sensibilizzando anche gli altri comuni del distretto ceramico (Prignano, Frassinoro, Palagano e Montefiorino) e i comuni di Castellarano, Casalgrande, Scandiano, Rubiera e Viano.

Ho inviato l’ordine del giorno anche ad Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini e rappresentante della Regione Emilia Romagna in seno all’Anci, chiedendogli di sensibilizzare altri comuni della regione e in questo modo allargare il bacino dei richiedenti.

A breve, tutti i Parlamentari eletti nelle circoscrizioni dell’Emilia Romagna riceveranno, a nome dei comuni che aderiranno all’iniziativa, i documenti approvati dai Consigli Comunali. Chiediamo Loro che si facciano portavoce in parlamento di questa motivata richiesta, in maniera trasversale e condivisa, con la finalità di agevolare l’amministrazione dei territori di cui sono rappresentanti

 

Gestire l’emergenza, le epidemie e le situazioni catastrofiche: via libera dalla Giunta regionale a un percorso sperimentale per formare fino a 800 medici specializzandi

Controllare il livello di saturazione dell’ossigeno, effettuare terapie di supporto precoce e monitoraggio, intubare. Sviluppare, cioè, una serie di competenze in modo da poter affrontare e gestire emergenze, epidemie e situazioni catastrofiche, indipendentemente dal tipo di specializzazione medica che si sta completando. È quello che potranno fare 800 medici specializzandi dell’ultimo anno degli atenei di Parma, Modena e Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, attraverso un percorso sperimentale ad hoc approvato dalla Giunta regionale nel corso dell’ultima seduta.

Un percorso formativo in parte a distanza, online, ma anche con simulazioni su manichino e tirocinio pratico sul campo, che verrà sviluppato in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, per cui la Regione si impegna a destinare un finanziamento di 127mila euro. Nella stessa delibera è stato approvato anche lo schema di Accordo di collaborazione tra la Regione e UniMoRe per l’attuazione dell’intero percorso.

Tutto è nato da una proposta del professor Giovanni Pellacani, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Modena e Reggio Emilia e presidente dell’Osservatorio regionale per la Formazione specialistica, illustrata all’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

“Le esperienze maturate nella gestione dell’emergenza da Covid-19 hanno mostrato come medici di diverse specialità abbiano contribuito a sostenere i reparti interessati, e come la maggior parte dei professionisti coinvolti abbia comunque avuto bisogno di una formazione specifica e di un affiancamento- commenta Donini-. Pertanto, come Regione riteniamo utile e necessario per il nostro Servizio sanitario contribuire alla preparazione dei medici all’ultimo anno di corso delle Scuole di specializzazione nell’affrontare situazioni di epidemia e pazienti in emergenza-urgenza. Ringrazio dunque il professor Pellacani e l’Osservatorio regionale, che hanno proposto questo percorso formativo- conclude l’assessore- e la collaborazione delle Università della regione per l’attuazione”.

Il percorso, che si svolgerà entro il mese di ottobre, “consoliderà la preparazione dei medici specializzandi all’ultimo anno di corso attraverso un gruppo di docenti che definirà i contenuti formativi e le modalità di apprendimento” spiega il professor Pellacani. “È un po’ come se dovessimo formare dei soldati per renderli capaci di entrare in guerra nel modo più veloce possibile. La sfida è il tempo: l’obiettivo è avviare il percorso in tempi piuttosto rapidi- conclude Pellacani- affinché i nostri specialisti siano pronti ad affrontare ogni emergenza, a partire da una possibile recrudescenza del Coronavirus”.

Le quattro Università si occuperanno di definire il percorso formativo e l’individuazione dei docenti, dei formatori, dei tutor, l’utilizzo dei laboratori nelle diverse sedi per la simulazione e per le attività pratiche. L’Università di Modena e Reggio Emilia assicurerà la configurazione dell’infrastruttura telematica utile all’erogazione dei contenuti formativi a distanza, l’assistenza remota agli utenti, la segreteria organizzativa, la produzione e la pubblicazione del corso a distanza, il rilascio delle credenziali per l’accesso. Concorrerà inoltre alla progettazione dei contenuti e alla valorizzazione degli esiti. La Regione, dal canto proprio, finanzierà il percorso con 127mila euro, per i costi tecnici, della docenza e del tutorato nella formazione.

In Emilia-Romagna nel I sem. 2020 cala il mercato delle auto usate, ma in fase post lockdown arrivano i primi segnali di ripresa

Il lockdown ha avuto un impatto diretto sull’andamento di molti settori, tra cui quello automotive, anche se si vedono i primi segnali di ripresa nel mercato dell’usato. Secondo l’Osservatorio di AutoScout24 (www.autoscout24.it) -il principale portale in Europa di annunci di auto e moto-, su base dati ACI, in Emilia-Romagna nel I semestre 2020, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i passaggi di proprietà di auto usate sono diminuiti del -32,6% (a livello nazionale è del -30,6%), raggiungendo 77.680 atti. In fase post lockdown arrivano però i primi segnali positivi, con il mese di giugno che ha visto crescere i passaggi di proprietà nella regione del +9,9%. Nel I semestre la regione si posiziona all’8° posto in Italia per numerosità, ma se si confrontano i dati con la popolazione residente maggiorenne l’Emilia-Romagna si classifica al 16° posto assoluto con 209,1 passaggi netti ogni 10mila abitanti.

La classifica delle province per numero di passaggi di proprietà vede in testa Bologna con 15.974 atti (-32,1%), seguita da Modena con 13.023 (-32,9%), Reggio Emilia con 11.177 (-30,6%), Parma con 7.878 (-34,3%), Forlì-Cesena con 6.816 (-32,6%), Ravenna con 6.762 (-33%), Ferrara con 5.925 (-33,7%), Piacenza con 5.319 (-31,1%) e Rimini con 4.806 (-34,2%).

Rispetto alla popolazione residente maggiorenne la situazione si trasforma: prima Reggio Emilia con 257,4 passaggi ogni 10mila abitanti, seguita da Modena (224,1), Piacenza (221), Parma (209,5), Forlì-Cesena (207,7), Ravenna (207), Ferrara (199,3), Bologna (188,2) e, fanalino di coda, Rimini (170,7).

Cosa hanno cercato gli emiliano-romagnoli nei primi sei mesi dell’anno?

Nell’usato il diesel continua a essere l’alimentazione preferita: secondo l’ACI, il 46,4% dei passaggi di proprietà sono relativi a vetture a gasolio e il 56% delle richieste totali ricevute da AutoScout24 riguardano questa alimentazione.

Per quanto attiene le auto ibride ed elettriche si è ancora agli inizi, come attestano sia i dati ACI (solo l’1,4% dei passaggi di proprietà riguardano auto ibride ed elettriche), sia i dati di AutoScout24 (1,8% delle richieste totali).

Per quanto riguarda i modelli più richiesti in regione vince in assoluto la Volkswagen Golf, ma se si prendono in considerazione solo le vetture “più ecologiche” troviamo tra le ibride la Toyota Yaris e tra le elettriche la BMW i3.

 

Cosa accade sul fronte dei prezzi delle auto in offerta sul mercato?

Il prezzo medio di vendita si attesta, in generale, a € 14.900, un dato leggermente superiore alla media nazionale (€14.400). Per acquistare una vettura, tra le province “più care” troviamo ai primi posti Bologna, con un prezzo medio di € 15.970 e Parma con € 15.760. Seguono Rimini (€15.170), Piacenza (€15.090), Reggio Emilia (€14.920), Forlì-Cesena (€ 14.380), Modena (€ 13.860), Ravenna (€ 12.630) e la “più economica” Ferrara con € 12.290.

I prezzi salgono se si considerano le vetture usate elettriche (€ 24.960) o ibride (€ 28.460).

Qual è l’età media delle vetture proposte?

Rispetto allo scorso anno la situazione è leggermente migliorata, passando da 8,5 anni agli attuali 8,2 anni.

“Dopo le incertezze dovute al lockdown, i dati emersi dall’ultimo Osservatorio di AutoScout24 confermano come in tema di mobilità l’auto privata resti il mezzo più usato dagli italiani per i propri spostamenti – afferma Sergio Lanfranchi, Centro Studi AutoScout24 – Il diesel rimane l’alimentazione preferita per chi sceglie un’auto usata. La crescita di elettrico e ibrido, spinta dagli incentivi, riguarda principalmente il mercato del nuovo, e solo nel futuro prossimo sarà tangibile anche nel mercato dell’usato. Resta importante promuovere il rinnovo del parco circolante con vetture più recenti, e anche su questo fronte l’usato può avere un ruolo fondamentale”.

 

Storie di sera al Parco Due di Maranello

Storie di sera: venerdì 31 luglio alle 21 al Parco Due di Maranello sono in programma letture ad alta voce per bambine e bambini, fino a 12 anni di età. Le letture sono a cura dei volontari dell’associazione Librarsi, sono gratuite e sono rivolte a bambini e bambine accompagnati da un adulto. In caso di maltempo l’iniziativa sarà annullata.

IL 5 settembre Matteo Macchioni festeggia a Sassuolo i primi 10 anni di carriera

Sabato 5 settembre, nel suggestivo Piazzale della Rosa di Sassuolo con il Palazzo Ducale Estense a far da cornice, Matteo Macchioni, tenore italiano di fama internazionale, festeggerà i primi 10 anni di carriera, nella sua città natale (inizio concerto ore 21.00 – ingresso gratuito fino ad esaurimento posti). Durante il concerto il tenore porterà in scena celebri brani di repertorio lirico d’elezione e alcune interpretazioni legate al mondo della canzone italiana ed internazionale.

Dopo il periodo di lockdown, il tenore Matteo Macchioni, ha voluto dedicare un evento straordinario alla sua città, per testimoniare una rinascita culturale e un nuovo inizio, dopo le inibizioni e i sacrifici dovuti alla pandemia.

«Sono molto felice che la ripresa ufficiale della mia attività live sia proprio attraverso un evento a Sassuolo, la città in cui vivo – racconta il tenore Matteo Macchioni – Condividere musica di nuovo con la gente sarà qualcosa di veramente molto bello ed emozionante, dopo questo lungo stop forzato. Spero che il concerto sia un punto di partenza e un simbolo di rinascita culturale. Rialzarsi e proporre nuovamente musica per il pubblico è molto importante».

È possibile prenotare il biglietto inviando una mail a info@gpeventi.it o chiamando il numero di telefono 339/3307087.

Per maggiori informazioni sull’evento consultare la sezione calendario del sito: www.matteomacchioni.com

Nel rispetto delle norme vigenti, dovute all’emergenza sanitaria, saranno predisposti 700 posti a sedere nel Piazzale della Rosa di Sassuolo. Il concerto è organizzato da Gipi Eventi Srl e patrocinato dagli assessorati alla cultura, commercio, attività produttive e centro storico del Comune di Sassuolo.

Matteo Macchioni nasce a Sassuolo e inizia fin da bambino a studiare musica. Nel 2007 consegue, con il massimo dei voti, il diploma accademico di secondo livello in pianoforte, coltivando parallelamente lo studio e la passione per il canto lirico. Dopo l’esperienza ad “Amici di Maria De Filippi” nel 2009, comincia la sua carriera sui palchi di tutto il mondo: canta nel Barbiere di Siviglia al Teatro del Bicentenario di León (Messico), nella Cenerentola all’Opera di Lipsia, nel Barbiere di Siviglia alla Royal Danish Opera House di Copenhagen, nella Cenerentola alla Welsh National Opera di Cardiff (Gran Bretagna), nel Guillaume Tell al Tiroler Festspiele di Erl e nel Mosè in Egitto al Bregenzer Festspiele. A dicembre 2019 si esibisce in concerto alla Grand Concert Hall del Conservatorio statale di musica “P. I. Čajkovskij” di Mosca e a Copenaghen per il The Royal Danish Orchestra’s New Year’s Concert.

Dal 1/8 arriva il Drive In a San Michele, ecco il programma

Nove appuntamenti con il film cult degli ultimi trenta anni da vivere assieme alla famiglia o agli amici riscoprendo il piacere del Drive In o gustando la cena nello spazio ristorante.

A partire da sabato 1 Agosto ore 22 inizierà la programmazione ufficiale del Drive In nell’area allestita presso la sede degli Alpini di San Michele, in via Vallurbana, che proseguirà per tutto il mese di Agosto.

Ecco il calendario:

  • 01/08 – Grease, 1978, R. Kleiser
  • 05/08 – Bohemian Rhapsody, 2018, B. Singer
  • 08/08 – Frankenstein junior,  1974, M. Brooks
  • 12/08 – Chi trova un amico trova un tesoro, 1981, S. Corbucci
  • 15/08 – Sister Act: una svitata in abito da suora, 1992, E. Ardolino
  • 19/08 – Aladdin, 2019, G. Ritchie
  • 22/08 – Quattro matrimoni e un funerale, 1994, N. Newell
  • 26/08 – Titanic, 1997, J. Cameron
  • 29/08 – Cenerentola, 2015, K. Branagh

La proiezione avverrà in località San Michele dei Mucchietti – Spazio all’aperto del Circolo Alpini San Michele – Sassuolo.

Risposta all’interrogazione sulla situazione delle piscine di Spezzano

Durante il Consiglio Comunale di lunedì 27 luglio, l’opposizione ha interrogato la giunta circa la mancata riapertura delle piscine site a Spezzano di Fiorano, lamentando inoltre incuria delle stesse e sottolineando il fatto che i comuni limitrofi abbiano ad oggi gli impianti aperti. Il tutto a fronte di una ristrutturazione costata 250mila euro nel 2017.

Ha risposto all’interrogazione l’assessore ai Lavori Pubblici Monica Lusetti, che, in sintesi, ha così spiegato la situazione.

Innanzitutto la sistemazione dell’impianto e la sua messa a norma ha richiesto una cifra inferiore, che si aggira attorno ai 50mila euro, e ad oggi non si registrano lamentele di incuria, anche perché le condizioni della struttura rimangono buone. Il bando di gara è stato pubblicato all’inizio di marzo, in linea con le tempistiche corrette per un’eventuale apertura a giugno, ed è stata scelta una procedura aperta al fine di garantire la più ampia possibilità di partecipazione possibile. Si tratta però di una tipo di procedura che richiede tempistiche leggermente maggiori. La scadenza era prevista per fine aprile, poi prorogata a fine maggio, causa Covid.

“Si dava ampia possibilità di concordare tra le parti, per la stagione 2020, regole e importi differenti da quanto previsto”, oltre ad essere prevista una riduzione del canone per la prima annualità (in base agli effettivi periodi di apertura). Ciononostante nessuno si è proposto di gestire le piscine.

Infine “gli impianti dei comuni limitrofi sono aperti poiché obbligati da contratti pluriennali già in essere. Non si è pubblicato un ulteriore bando perché i tempi non sarebbero stati sufficienti per l’apertura in estate. In più, tutti i soggetti interessati sono stati a conoscenza delle agevolazioni in caso di apertura straordinaria fino all’ultimo, ma comunque hanno deciso di non partecipare e rimandare ogni valutazione al prossimo anno.  Nessuna società ha chiesto proroghe dei termini o altre informazioni”.

Nonostante gli sforzi e la predisposizione dell’amministrazione comunale, quindi, non sono emersi candidati per la gestione delle piscine di Spezzano. Sicuramente, elemento preponderante è stato il timore rispetto alle ristrettezze derivate dal Covid.

 

A Fiorano raccolta di aceto balsamico per l’8 Settembre

La Parrocchia di Fiorano sta preparandosi alla Festa della Beata Vergine del Castello, tricentenaria sagra dell’8 Settembre e, fra le iniziative per sostenere la propria attività nell’anno del Coronavirus che ha praticamente prosciugato le offerte, ha organizzato la raccolta di aceto balsamico da mettere poi in vendita durante la festa.

Si affida per questo alla generosità dei molti appassionati che curano una o più batterie per invecchiare il mosto fino a farlo diventare il prezioso ‘oro nero’.

L’aceto può essere consegnato in bottigliette da 100 ml direttamente in canonica o al termine delle messe feriali e domenicali.

Colorobbia Italia S.p.A, raggiunto accordo: ritirati i 59 licenziamenti

Nella giornata di lunedì 27 luglio 2020 si è raggiunto l’accordo per l’abbandono della procedura dei 59  licenziamenti  della Colorobbia Italia S.p.A, colorificio di Fiorano Modenese.

Colorobbia Italia Spa con lettera del 17 gennaio 2020, aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo, dichiarando un esubero di 59 unità lavorative suddivise tra gli stabilimenti di Fiorano Modenese, Sovigliana-Vinci e Montelupo Fiorentino (Fi).

Dopo una lunga serie di incontri  nella  giornata di lunedì scorso, in modalità video/audio conferenza, alla presenza dei sindacati territorialmente competenti Filctem Cgil e Uiltec Uil, Rsu di Gruppo, direzione aziendale, associazioni datoriali si è raggiunto un’importante accordo, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che  prevede il  ritiro della procedura dei licenziamenti collettivi, a fronte di un percorso di Cigs per crisi aziendale di durata di 12 mesi, durante il quale ci saranno incontri volti ad informare sugli sviluppi strategici dell’impresa e dei relativi investimenti, possibile attivazione di piani formativi per il personale interessato, strumenti atti a limitare l’eventuale impatto sociale. A questo riguardo l’azienda ha sottolineato la centralità/strategicità dei siti italiani e ribadito la ferma intenzione di riprendere al meglio delle capacità produttive, in relazione al mercato di riferimento.

Inoltre, l’accordo prevede l’anticipo della Cigs alle normali scadenze mensili e la rotazione che sarà effettuata su 308 lavoratori in totale.

“L’importante risultato raggiunto grazie in particolare all’impegno della Filctem Cgil, della Rsu, nonché dei  lavoratori e lavoratrici che hanno sostenuto le nostre ragioni a tutela dell’attività produttiva e dei lavoratori.

Resta inteso che le Organizzazioni sindacali, Rsu e lavoratori “incalzeranno” la direzione aziendale affinché si determini un importante piano industriale finalizzato al consolidamento e sviluppo dell’impresa  e alla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali”.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 31 luglio

Al mattino e in serata sereno o poco nuvoloso. Nel pomeriggio addensamenti cumuliformi sui rilievi, a cui potranno essere associati locali e brevi rovesci. Temperature: senza variazioni di rilievo o in lieve aumento. Minime comprese tra 24° e 26° nei centri urbani e valori leggermente inferiori nelle aree di aperta campagna; massime tra 35° e 37°C nei capoluoghi interni ed intorno a 32/33°C lungo la fascia costiera. Disagio bioclimatico diffuso, specie nelle pianure più interne. Venti: deboli di direzione variabile, a regime di brezza lungo la costa. Non si escludono temporanei rinforzi sul crinale appenninico. Mare: quasi calmo, localmente e temporaneamente poco mosso nel pomeriggio/sera.

(Arpae)

Agosto, gli orari del Comune di Maranello

Nei sabati del mese di agosto gli uffici del Comune di Maranello sono chiusi al pubblico: il Servizio Anagrafe è aperto, nella giornata di sabato, solo per le denunce di morte e le urgenze documentate (ore 8.30-12.30). Il 15 agosto il Servizio di Stato Civile sarà reperibile telefonicamente per le denunce di morte dalle ore 8 alle 10 al numero 329 907894.

In agosto la Biblioteca Mabic è aperta dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 13.30, chiusa dal 17 al 22. Il CUP sarà chiuso dal 3 al 16: per prenotazioni ci si può rivolgere alla Farmacia Comunale di Maranello, alle farmacie private e comunali, o utilizzare il Numero verde 800 239123 e il servizio online Cupweb (gratuito 24 ore su 24).

In biblioteca a Maranello torna la ricerca tra gli scaffali

In agosto riparte la possibilità di ricerca libera dei libri sugli scaffali alla Biblioteca Mabic, che sarà aperta dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 13.30. Il servizio era stato sospeso a causa dell’emergenza sanitaria: ora si può di nuovo accedere ai locali della biblioteca con mascherina, igiene delle mani e distanziamento, nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti Covid19. Rimane attivo anche il prestito su prenotazione e in presenza. La biblioteca sarà chiusa dal 17 al 22 agosto.

Tassa rifiuti, anche a Maranello riduzioni e sconti per le attività

Sconti sulla tassa rifiuti, fino all’esenzione totale per tre mesi, per le imprese costrette alla chiusura dovuta all’emergenza sanitaria. Il consiglio comunale di Maranello ha approvato nella seduta del 28 luglio le tariffe e riduzioni della TARI per il 2020. In particolare, non ci sono aumenti per quanto riguarda le tariffe, che rimangono le stesse applicate nel 2019, mentre alle aziende costrette alla chiusura a causa della pandemia sarà applicata una scontistica calcolata direttamente dal Servizio Tributi del Comune e applicata sulle prossime bollettazioni del 16 ottobre e 16 dicembre. Da ricordare che, proprio a causa dell’emergenza Covid, a diverse attività del territorio nei mesi scorsi era stato sospeso il pagamento dell’acconto TARI.

La delibera approvata dal consiglio, oltre a mantenere invariate le tariffe, ha stabilito ora una serie di riduzioni sulla tassa rifiuti per le attività commerciali e produttive costrette alla chiusura: a bar, ristoranti, alberghi, attività commerciali in sede fissa e ambulanti più penalizzati dal lockdown sarà applicato uno sconto sulla TARI 2020 pari al 25% non solo sulla parte variabile, ma anche sulla parte fissa, il che corrisponde, in sostanza, all’annullamento della tariffa per un periodo di tre mesi. Per le attività artigianali ed industriali sospese, lo sconto applicato sarà invece dell’11,5% sulla parte variabile (lo sconto corrisponde ai 42 giorni di blocco delle attività). Sempre in tema di tributi, nella stessa seduta il consiglio ha approvato un nuovo regolamento IMU che riduce della metà la sanzione sul ravvedimento per i cittadini che per ragioni legate alle conseguenze dell’emergenza non hanno versato il tributo quest’anno, con possibilità di pagamento con ravvedimento operoso entro il 30 giugno dell’anno prossimo. Infine, è stato anche approvato un nuovo regolamento generale delle entrate che stabilisce le norme generali per la riscossione delle entrate patrimoniali e tributarie.

Calcio: Serie A, Sassuolo – Genoa 5-0

Grande calcio e bella vittoria per il Sassuolo di Roberto De Zerbi, che al Mapei Stadium spazza via il Genoa per 5-0. I neroverdi confermano ancora una volta il loro strepitoso stato di forma, dall’altra parte i rossoblu’ saranno costretti a lottare per la salvezza col Lecce (vittorioso ad Udine per 2-1) fino all’ultima giornata, dove affronteranno al Ferraris il Verona, mentre i giallorossi ospiteranno al Via del Mare il Parma. La gara inizia a ritmi piuttosto lenti, anche per via del grande caldo.

Fin dalle prime battute e’ pero’ proprio la squadra neroverde che domina dal punto di vista del gioco. La prima occasione arriva all’11’ con una punizione mancina di Berardi che da ottima posizione calcio fuori di un soffio. I padroni di casa confezionano palle-gol a ripetizione, con il Genoa che non riesce a reagire. Al 26′ vantaggio Sassuolo: cross di Rogerio, sponda Berardi per Traore’ che da pochi passi mette alle spalle di Perin.

Cinque minuti piu’ tardi, sempre Traore’ sfiora il raddoppio, ma il 23 spreca una clamorosa doppia occasione. Nella panchina dei liguri c’e’ qualche protesta di troppo nei confronti dell’arbitro Maresca che al 38′ allontana Nicola.

Nemmeno due giri d’orologio e’ arriva il 2-0 della squadra di De Zerbi con una perfetta conclusione a giro di mancino di Berardi che si insacca all’incrocio dei pali non lasciando scampo all’estremo difensore del Genoa. Nella ripresa il Genoa prova il tutto e per tutto e al 50′ va vicino al gol che poteva riaprire la gara con Pandev, ma il sinistro del macedone si spegne di poco a lato. Il numero 19 rossoblu’ ci crede e prova a scuotere i suoi compagni, ma al 55′ e’ Consigli a bloccare un altro suo tentativo.
La squadra di Nicola e’ piuttosto sbilanciata e Caputo chiude il match al 66′ in contropiede, realizzando la sua ventesima rete in campionato. Il Sassuolo continua a dominare il match in lungo e in largo, cosi’, Raspadori, appena entrato, al 74′, cala il poker con un bellissimo coast to coast concluso con un perfetto diagonale rasoterra. Neroverdi scatenati e Caputo al 77′ punisce ancora Perin siglando il gol del definitivo 5-0.

IL TABELLINO

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6.5; Toijan 6, Marlon 6, Ferrari 6, Rogerio 6.5 (34′ st Kyriakopoulos sv); Bourabia 6.5, Locatelli 6.5 (27′ st Obiang 6); Berardi 7.5 (34′ st Manzari sv), Djuricic 6.5 (27′ st Raspadori 6.5), Traore’ 7 (20′ st Haraslin 6.5); Caputo 7.5.
In panchina: Pegolo, Russo, Magnanelli, Peluso, Muldur, Magnani, Ghion.
Allenatore: De Zerbi 7.

GENOA (4-4-2): Perin 5; Biraschi 5 (1′ st Criscito 6), Goldaniga 5.5, Romero 5, Masiello 5; Jagiello 5 (15′ st Behrami 5.5), Lerager 5, Schone 5.5 (27′ st Iago Falque 6), Cassata 5 (1′ st Ankersen 5); Pinamonti 6, Pandev 6 (27′ st Favilli 5.5).
In panchina: Ichazo, Marchetti, Zapata, Barreca, Ghiglione, Destro, Rovella.
Allenatore: Nicola 5.

RETI: 26′ pt Traore’, 40′ pt Berardi, 21′ st e 32′ st Caputo, 29′ st Raspadori.
ARBITRO: Maresca di Napoli 6.

NOTE: serata calda, terreno di gioco in buone condizioni. Espulso al 38′ l’allenatore del Genoa, Davide Nicola. Ammoniti: Romero, Obiang. Angoli: 2-3. Recupero: 4′; 2′.

Fratelli d’Italia ha partecipato ad un flashmob in piazza Calcagnini per dissenso verso le dichiarazioni del PD

“Sputare su Norma medaglia d’oro, della vostra ignoranza ennesimo capolavoro” è la frase con la quale Fratelli d’Italia ha partecipato ad un flashmob in piazza Calcagnini per manifestare il proprio dissenso verso le dichiarazioni del Partito Democratico nel pubblico consesso formiginese.

“Quello che è avvenuto a Formigine va oltre la vergogna, il Consiglio Comunale con la maggioranza del Partito Democratico ha bocciato la richiesta di intitolare un parco a Norma Cossetto, giovane istriana violentata, uccisa ed infoibata dai partigiani comunisti titini – commenta il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo – dispiace che ci siano ancora dei rigurgiti di un antifascismo che non ha assolutamente più motivo d’essere da parte di alcune associazioni come l’ANPI e l’ARCI. Purtroppo, Formigine è rimasta indietro cosa che per fortuna non è accaduta in tutta la provincia infatti grazie alle proposte delle opposizioni sia Carpi che Modena avranno una via intitolata a Norma Cossetto, Medaglia d’Oro al valore, è incredibile come il Partito Democratico in maniera difforme nella provincia di Modena non riesca a trovare pace con se stesso e ad avere finalmente una visione della Storia italiana univoca”.

Dal 2004 quando venne istituita la Giornata del Ricordo, anche se in modo estremamente
difficoltoso, sono stati fatti alcuni passi -incalza il coordinatore provinciale di FdI Ferdinando
Pulitanò – la scelta della maggioranza nel Consiglio Comunale formiginese è senza alcun dubbio una decisione politica in controtendenza con quanto sta accadendo in numerose realtà della provincia a guida PD. Il solco è stato tracciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando definì in modo categorico i massacri in terre d’Istria, Fiume e Dalmazia come un genocidio a danno degli Italiani, una vera e propria pulizia etnica in quelle terre, motivata dall’avvento del regime comunista. Auspichiamo pertanto in una marcia indietro da parte del Partito Democratico locale al fine di promuovere un lavoro congiunto per ricordare pagine di storia da troppo tempo cancellate”.

“Ho nuovamente ricevuto vili attacchi personalistici da parte di una maggioranza che utilizza il Consiglio Comunale per non entrare nel merito sul parco di Casinalbo e fare revisionismo storico e poi, soltanto a mezzo stampa, cerca di raddrizzare il tiro delle proprie dichiarazioni sfociando in provocazioni che lasciano il tempo che trovano – interviene Marina Messori Consigliere Comunale di Formigine – hanno definito Norma Cossetto una figura controversa quasi come se le terribili violenze da lei subite fossero la giusta conseguenza per la figlia di un Dirigente Locale del Partito Fascista. Hanno parlato di Foibe come invenzione del fascismo e di violenze giustificate da quanto accaduto a fine Ottocento, un tentativo di giustificazione e negazionismo che infanga la memoria di
migliaia di connazionali barbaramente uccisi con l’unica colpa di essere italiani ed altrettanti esuli costretti ad abbandonare la propria terra ed accolti in Emilia-Romagna con latte rovesciato sui binari perché indegni di ricevere aiuto”.

Via libera al “Programma straordinario 2020-2022 per il recupero ed assegnazione di alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp)” della Giunta regionale

Dieci milioni di euro disponibili per il 2020, per i Comuni e le Unioni, per far partire in tempi rapidi i lavori di manutenzione, ordinaria e straordinaria, delle case popolari presenti su tutto il territorio regionale. Ha avuto oggi il via libera dall’Assemblea legislativa il ‘Programma straordinario 2020-2022 per il recupero ed assegnazione di alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp)’, definito dalla Giunta regionale.

“Con il via libera dell’Assemblea può partire a tutti gli effetti questo Programma, che riconosce la casa come bene primario e il diritto all’abitare- commenta Elly Schlein, vicepresidente con delega alle Politiche abitative-. Vogliamo dare, in tempi rapidi, una casa a chi ne ha diritto ma ancora non ce l’ha, ma anche sostenere il settore dell’edilizia, in crisi da tempo, con lo svolgimento di interventi di manutenzione e ristrutturazione. Garantire il diritto alla casa- conclude la vicepresidente- significa contribuire a contrastare le diseguaglianze, sostenere le fasce più deboli e dare una risposta concreta anche a chi si è trovato in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria”.

Il passo successivo sarà la ripartizione delle risorse tra i Comuni, contestualmente alla emanazione di un bando specifico per la realizzazione degli interventi. I Comuni e le loro Unioni potranno anche cofinanziare gli interventi, e avvalersi delle Acer, o di altri soggetti gestori con cui abbiano stipulato convenzioni apposite. I lavori interesseranno alloggi sfitti da rendere agibili per essere assegnati rapidamente; si va dalla ristrutturazione a interventi di messa a norma degli impianti elettrici e di riscaldamento o sostituzione degli infissi, in modo da migliorare l’efficienza energetica. Il finanziamento previsto per ogni intervento, che andrà realizzato entro e non oltre 120 giorni dal provvedimento regionale di concessione del contributo, va da un minimo di 5mila euro a un massimo di 25mila per i lavori più complessi. I Comuni dovranno poi entro ulteriori 60 giorni provvedere alla assegnazione degli alloggi recuperati a nuovi nuclei famigliari presenti nelle graduatorie.

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