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Comune di Sassuolo
mercoledì, 8 Aprile 2026
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Infortunio sul lavoro in una ditta di Soliera

I Carabinieri di Soliera sono  intervenuti in una ditta del luogo, dove si è verificato un infortunio sul lavoro. Sul posto gli operatori del 118 e dell’ufficio ASL .

L’uomo,  un operaio 47enne,  ha riportato un trauma all’arto superiore destro. Accertamenti sono in corso per ricostruire la dinamica dell’infortunio.

A fuoco furgoncino in Autosole

I vigili del fuoco di Bologna, oltre a quelli di Vignola, sono intervenuti questa sera per un incendio in sull’autostrada del sole al km 174. L’incendio ha avvolto completamente un furgone. I pompieri hanno spento il mezzo e messo in sicurezza lo scenario. Sul posto la Polstrada e il personale tecnico di Aspi. Qualche disagio alla circolazione.

Volley: Sassuolo ritrova finalmente la vittoria: 1-3 contro Montecchio

La pausa forzata fa bene alla Green Warriors Sassuolo, che in un Pala Collodi dall’atmosfera surreale supera 1-3 la capolista Sorelle Ramonda Ipag Montecchio e ritrova quella vittoria che mancava da troppo tempo. Tre le attaccanti neroverdi in doppia cifra: capitan Cvetnic, che chiude con 30 punti, Mambelli (15) e Garzaro (14). Buona la risposta anche della giovanissima Zojzi, che si è fatta trovare pronta a metà secondo set.

Sorelle Ramonda Ipag Montecchio 1

Green Warriors Sassuolo 3

Parziali 25-22 23-25 19-25 19-25

Cronaca del match

Formazione tipo per coach Barbolini, che scende in campo con Galletti in cabina di regia, Malual opposto, al centro Garzaro e Fava, in posto quattro Cvetnic e Mambelli. Il libero è Scognamillo.

Dall’altra parte della rete, coach Beltrami schiera la diagonale Scacchetti – Carletti, al centro Bartolini e Bovo, in posto quattro Battista e Trevisan. Il libero è l’ex neroverde Zardo.

Primo set

Partono meglio le odierne di Montecchio, che allungano subito 3-0. Sassuolo però non ci sta e accorcia le distanze, complice l’attacco out di Carletti (4-3). Montecchio tenta un nuovo allungo (7-4), ma la Green Warriors è sempre lì: attacco di Cvetnic e 8-7. Il pareggio lo firma proprio il capitano neroverde: ace e 8-8. Il muro di Fava e Galletti su Battista vale il primo vantaggio neroverde (8-9) ed il primo time out per coach Beltrami. Al rientro in campo, break di Montecchio e Battista firma l’11-9. Le padrone di casa continuano ad essere avanti: l’attacco troppo profondo di Garzaro vale il 14-10. Il massimo vantaggio di Montecchio arriva sul 17-12, complice l’attacco in rete di Malual. Sassuolo non molla e si riavvicina: attacco out di Carletti e -2 (17-15). La pipe di Cvetnic vale il -1 (20-19): il pareggio lo firma Mambelli, diagonale stretta al termine di uno scambio lungo (20-20). Si continua a giocare punto a punto, poi Montecchio prova a scappare: mani out di Trevisan e 23-21, con coach Barbolini che prontamente ferma il gioco. L’attacco di prima intenzione di Scacchetti regala alle sue il setball (24-21): Garzaro non ci sta (24-22), ma al secondo tentativo Montecchio non sbaglia. Primo tempo di Bartolini e 25-22.

Secondo set

Secondo set a sestetto invariati da entrambe le parti.

Come nel primo set, sono le padrone di casa a partire meglio: 4-1 e subito time out per coach Barbolini. Sassuolo soffre in attacco e va sotto 8-1, con la panchina sassolese che tenta la carta Zojzi per Malual. La pipe di Cvetnic prova ad arginare l’emorragia sassolese: 8-3. La pipe di Carletti vale il 10-4. Cvetnic ci prova (12-6), ma Montecchio mantiene sempre un cospicuo vantaggio (14-6). Con Fava dai nove metri, Sassuolo recupera un break (14-8), ma la Ipag è sempre avanti: il muro delle padrone di casa su Zojzi vale il 17-9 ed il secondo time out per coach Barbolini. L’ace di Garzaro riavvicina la Green Warriors (18-13), ma Montecchio è sempre avanti: muro di Bovo e 21-14. È il turno al servizio di Cventic a riaccendere le speranze in casa neroverde: 21-19. La seconda linea di Zojzi vale il -1 (21-20). Mambelli firma il pareggio (21-21) e la panchina vicentina di gioca anche il secondo time out a sua disposizione. Sassuolo continua nel suo momento d’oro: attacco out di Carletti e 21-23. Le padrone di casa però non ci stanno e trovano presto il pareggio (23-23). Il primo tempo di Fava vale il setball (23-24): chiude Mambelli (23-25).

Terzo set

Il terzo inizia con gli stessi sestetti che avevano chiuso il secondo parziale: Montecchio in campo con Frison per Bartolini, uscita a metà del secondo parziale per infortunio, e Sassuolo in campo con Zojzi per Malual.

L’avvio di terzo parziale è più equilibrato dei due precedenti (4-4). Il muro di Fava su Battista vale il +2 neroverde (5-7), ma le padrone di casa trovano presto il pareggio (7-7). Si continua a giocare punto a punto (10-10), poi Sassuolo tenta l’allungo (11-13), con coach Beltrami che ferma subito il gioco. La partita continua sul filo dell’equilibrio, con le padrone di casa che recuperano lo svantaggio e pareggiano 15-15. Il punto a punto continua (18-18), poi la Green Warriors tenta l’allungo: ace di Garzaro e 18-20, con la panchina vicentina che di nuovo ferma il gioco. L’attacco di Zojzi al termine di uno scambio infinito vale il 19-21. L’ace della neoentrata Ghezzi regala a Sassuolo il 19-23. Finisce 19-25, con l’attacco di capitan Cvetnic.

Quarto set

Di nuovo sestetti invariati da entrambe le parti.

L’avvio di parziale è equilibrato (3-3), poi Sassuolo mette la testa avanti con il turno al servizio di Garzaro: ace e 4-7. Sul +4 neroverde (4-8), coach Beltrami ferma subito il gioco. Al rientro in campo, Montecchio dimezza lo svantaggio (6-8). Il mani out di Cvetnic vale il 7-11. Altri mani out sassolese, questa volta firmato Mambelli: 9-15 e secondo time out per la panchina vicentina. Sassuolo non si ferma: altro attacco di Mambelli e 9-18. Montecchio non ci sta e dimezza lo svantaggio, con coach Barbolini che prontamente ferma il gioco (14-19). L’attacco di seconda di Cvetnic vale il 16-21. Sempre il capitano neroverde trova il punto che vale il matchball (16-24): due muri consecutivi di Carletti ed un ace di Frison riaccendono le speranze tra le padrone di casa (17-24) e la panchina sassolese ferma subito il gioco. Al quarto tentativo, Sassuolo non sbaglia: Cvetnic buca il muro vicentino e chiude 17-25.

Entro fine anno il cantiere del nuovo punto Esselunga

Entro fine anno potrà prendere il via il cantiere per la rigenerazione urbana dell’area dell’ex Consorzio agrario a Modena, a partire presumibilmente dallo stralcio che prevede la realizzazione della nuova struttura commerciale di Esselunga e del parcheggio coperto.

Il Consiglio comunale, infatti, nella seduta di oggi, giovedì 5 marzo, ha approvato la delibera che prende atto dell’Intesa rilasciata dalla Provincia e dà il via libera definitivo alla variante urbanistica al Psc-Poc-Rue, per la riqualificazione e il recupero funzionale del comparto tra via Fanti e via Canaletto. A favore della delibera, illustrata dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, si sono espressi Pd, Sinistra per Modena, Verdi e Modena civica, contro il Movimento 5 stelle, mentre si sono astenuti Lega Modena, FI e Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia. La variante era stata adottata dal precedente Consiglio comunale nel marzo 2019 e già a gennaio 2020 la nuova Assemblea si era espressa a favore delle controdeduzioni alle riserve e osservazioni presentate.

Con l’approvazione definitiva della Variante in Consiglio, ora la Giunta potrà procedere all’approvazione del Piano urbanistico attuativo, un Piano particolareggiato di iniziativa privata, che definisce puntualmente gli interventi da sviluppare nell’area a partire dalla possibilità di insediamento di una struttura di vendita medio-grande, con una superficie massima di 2.500 metri quadri. Entro l’estate si potrà completare la conferenza dei servizi e, a seguire, Esselunga potrà presentare richiesta di permesso di costruire per realizzare i singoli stralci di intervento.

Nella Variante, che recepisce sostanzialmente i contenuti dell’Accordo con Esselunga del dicembre 2018, si confermano gli impegni dell’azienda per la costruzione un parcheggio in struttura da almeno 180 posti, che verrà ceduto gratuitamente al Comune; per la cessione, in permuta, al Comune di un’area su via Canaletto dove sarà possibile realizzare interventi di edilizia residenziale sociale; per la messa a disposizione di quasi un milione e 800 mila euro di contribuiti ulteriori agli oneri urbanistici, per interventi di riqualificazione nel quartiere e per la valorizzazione del Centro di vicinato della Sacca.

Si tiene conto, inoltre, delle modifiche già realizzate sugli assi di collegamento nell’area e di quelle previste dal Progetto Periferie, con un piano di intervento da 4 milioni e 300 mila euro per il miglioramento della mobilità del quartiere: rotatorie, percorsi ciclopedonali, adeguamento delle aree di sosta per i mezzi pubblici, sistemazione del verde e potenziamento dell’illuminazione.

La struttura di vendita, con un’adeguata dotazione di parcheggi anche interrati (sono previsti due piani sotto l’edificio commerciale), sarà collocata a ovest del comparto nei pressi della rotatoria di viale Finzi, con ingresso alla zona commerciale da via Canaletto. Accanto alla Casa della Salute in corso di ultimazione, quasi di fronte all’accesso alla stazione ferroviaria di Porta Nord, Esselunga realizzerà il parcheggio pubblico multipiano. L’accesso sarà dalla strada intitolata a Rita Levi Montalcini.

Nella zona centrale del comparto, che complessivamente è di oltre 50 mila metri, sono previste le aree residenziali, un parco e le zone verdi per gli spazi collettivi, con un progetto che verrà coordinato, anche rispetto alla mobilità ciclo-pedonale, con ciò che verrà sviluppato nella zona dell’ex Mercato bestiame. È già previsto, per esempio, un cannocchiale verde che continuerà idealmente in direzione nord, oltre via Canaletto, sulla direttrice del Campolungo.

Nella zona a Est, sul fronte di via Canaletto, il Comune avrà a disposizione un’area di 4.721 metri quadrati che potrà essere utilizzata per interventi di edilizia residenziale sociale, sull’esempio di ciò che la società di trasformazione urbana Cambiamo ha già costruito e sta costruendo nel quartiere. La superficie utile per usi residenziali è di 1.900 metri quadri. Quest’area su via Canaletto è il risultato della permuta con Esselunga alla quale il Comune cederà, senza alcun conguaglio, l’area di proprietà di 3.365 metri quadri che si trova a Ovest per la quale si prevede che la destinazione rimanga a parcheggio.

Fermati a Maranello a bordo di un’auto con diversi attrezzi atti allo scasso

I carabinieri della stazione di Maranello, ieri sera intorno alle ore 20, notando un’autovettura station wagon con quattro persone sospette aggirarsi attorno a delle abitazioni, hanno deciso di fermarla procedendo ad un controllo più approfondito. L’accertamento, esteso sia alle persone che all’autovettura, ha consentito il rinvenimento di diversi attrezzi atti allo scasso, per il cui possesso il “quartetto” non ha saputo dare giustificazioni.

I quattro, tutti di nazionalità moldava e con precedenti specifici, sono stati quindi denunciati per possesso ingiustificato di grimaldelli in concorso. Il materiale è stato sottoposto a sequestro ed è stata inoltrata una proposta per il foglio di via obbligatorio da Maranello.

J Colors, chiesto un mese di proroga per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Finale Emilia

Continua l’impegno della Regione e delle parti sociali per scongiurare la chiusura dello stabilimento della J Colors di Finale Emilia e la conseguente  procedura di licenziamento per 40 dipendenti, attivata dall’azienda il 22 novembre scorso in seguito alla decisione di trasferire tutta la produzione nello stabilimento di Lainate, nel milanese.

Nel pomeriggio si è svolto in Regione, a Bologna, un nuovo tavolo di crisi regionale presieduto dall’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, alla presenza del sindaco del Comune di Finale Emilia con le rappresentanze delle organizzazioni sindacali e della proprietà, collegate in videoconferenza.

Tutte le parti hanno condiviso la necessitò di chiedere un mese di proroga rispetto alla chiusura della procedura prevista per il 16 aprile, per approfondire con il Ministero la possibilità di individuare lo strumento di ammortizzatore sociale attinente alla particolare situazione. Un margine di tempo necessario per consentire alla proprietà di mettere a punto un piano di rilancio competitivo dello stabilimento modenese, incoraggiato anche da piccoli ma incoraggianti segnali di ripresa. Progetto che la proprietà si è impegnata a predisporre e discutere preventivamente al tavolo

‘Il mese di proroga della proceduraha dichiarato l’assessore Colla– è la condizione necessaria per continuare a lavorare insieme a Ministero, azienda e organizzazioni sindacali perché lo stabilimento resti produttivo con i lavoratori impiegati nel nostro territorio. Ci sono le condizioni per il rilancio dell’azienda e il nostro impegno sarà massimo, per raggiungere l’obiettivo a tutela dei posti di lavoro”.

Il tavolo verrà aggiornamento nella prima quindicina di aprile, per valutare la situazione dopo l’auspicata proroga della procedura.

Colpita dal terremoto del 2012, la J Colors, che produce vernici industriali e per l’edilizia, è stata ricostruita grazie anche ai finanziamenti stanziati per la ricostruzione post sisma.

(l’immagine si riferisce al dicembre dello scorso anno)

Modena, Consiglio comunale sull’emergenza Covid 19

“Davanti alle conseguenze economiche determinate dall’emergenza, occorre un enorme sforzo collettivo, soprattutto per l’Emilia-Romagna e il nord del Paese che funge da traino all’intera economia nazionale. Le misure già prese dal Governo sono importanti, ma sono assolutamente necessari ulteriori interventi a sostegno degli Enti locali, delle imprese e delle famiglie e molto presto l’Anci Emilia-Romagna sottoporrà le priorità al tavolo degli Enti locali con il Governo”.

Lo ha annunciato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli giovedì 5 marzo nella comunicazione al Consiglio comunale sull’emergenza Covid 19, in occasione della quale, dopo l’aggiornamento sui dati sanitari dei casi confermati dall’Ausl, ha espresso vicinanza ed un augurio di pronta guarigione a tutti i cittadini che stanno affrontando la malattia, tra i quali anche gli assessori regionali Raffaele Donini e Barbara Lori. Dopo aver ricordato anche la Conferenza Territoriale Socio Sanitaria che si è svolta mercoledì 4 marzo per fare il punto della situazione alla presenza dei sindaci e autorità sanitarie, il sindaco è quindi passato agli aspetti più strettamente economici rispetto ai quali ha annunciato di aver già convocato il Tavolo dello Sviluppo per Modena competitiva, sostenibile e solidale.

Muzzarelli ha quindi ricordato i primi stanziamenti del Governo e il decreto “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese”, ribadendo che “sono assolutamente necessari ulteriori interventi non solo nelle zone rosse, ma in tutti i territori colpiti di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna”. E ha sottolineato le difficoltà degli Enti locali “colpiti internamente sul fronte dei propri dipendenti e uffici nell’ambito dell’esercizio dell’azione amministrativa, oltre che all’esterno nei confronti di imprese e soggetti che svolgono per conto del pubblico servizi ed attività nelle diverse forme di esternalizzazione”.

Il Comune di Modena, assieme agli altri comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna, si è quindi subito attivato per condividere un documento urgente con l’Anci regionale. “Ho personalmente sentito i colleghi di Bologna, Reggio, Ravenna, Rimini, Parma – ha spiegato il sindaco – e le nostre osservazioni saranno al centro del confronto con il Governo.

Nove le priorità indicate dall’Anci regionale: dalla totale restituzione dei costi sostenuti dalle famiglie per servizi educativi chiusi al sostegno economico e finanziario a istituzioni, fondazioni culturali, teatri pubblici o sostenuti con risorse pubbliche; dalla costituzione di un fondo speciale per investimenti strutturali nel settore turistico attraverso Stato, Cassa Depositi Prestiti e Regioni a favore di imprese e operatori privati alla flessibilità di bilancio nel rapporto parte corrente e investimenti; dal riequilibrio sbilanci Comuni da parte dello Stato per mancata riscossione della tassa di soggiorno 2020 al riequilibrio finanziario da parte dello Stato verso Enti locali e Comuni per sbilancio degli stessi Comuni dovuto alle minor entrate da imposte comunali. Servono inoltre un fondo crisi per Associazioni e Terzo Settore; un fondo di emergenza per le imprese e una moratoria sui costi delle utenze di almeno tre mesi.

Il sindaco ha ricordato che sull’emergenza è anche attivo un secondo tavolo politico-economico tra Governo e Regioni, che ha messo al centro la necessità di “un piano straordinario di investimenti, a partire dalle opere pubbliche, che passi anche per la semplificazione burocratica e l’attribuzione di poteri speciali. Noi – ha continuato – vogliamo fare la nostra parte e abbiamo presentato un Piano triennale da 120 milioni in tre anni”. Altri punti cardine sono: prorogare oltre il mese finora previsto gli ammortizzatori in deroga nelle regioni più colpite, estendendoli alle piccole imprese di tutti i settori maggiormente interessati; un piano straordinario di investimenti e sostegno dell’Ue; liquidità a disposizione delle imprese dei settori più colpiti a partire da un intervento del Fondo centrale di Garanzia; oltre ad altri provvedimenti, come la sospensione dei tributi e l’accelerazione dei pagamenti della Pubblica amministrazione senza che ricada sugli Enti locali.

“Tutto per far ripartire al più presto il Paese, perché Modena non si ferma: supereremo questo momento difficile e continueremo ad andare avanti insieme”, ha infine concluso, dopo aver ringraziato le Istituzioni, la Protezione civile, le Forze dell’ordine e soprattutto i cittadini che si comportano in maniera responsabile”.

PERCORSI PROTETTI E TRIAGE, LA RISPOSTA SANITARIA

Punti di triage avanzato, percorsi protetti e concordati per i casi sospetti, settori dedicati alla presa in carico, un piano di espansione della ricettività per far fronte ad eventuali necessità determinate dalla rapida evoluzione del quadro epidemiologico, scorte di dispositivi barriera e di protezione individuale.

Ecco come si sta attrezzando la sanità modenese di fronte all’emergenza determinata del Coronavirus. Le misure adottate dall’Azienda Ospedaliero Universitaria sono state illustrate oggi al Consiglio comunale dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli che ha risposto a un’interrogazione urgente di Giovanni Bertoldi di Lega Modena sulle “misure emergenziali da mettere in atto nel comune di Modena in caso di epidemia da Coronavirus”.

Fermo restando che chi presenta i sintomi deve contattare i canali telefonici predisposti (numeri verdi e medici di medicina generale), presso i Pronto Soccorso di Policlinico e Baggiovara sono stati attivati punti di pre-triage avanzati tali da garantire la valutazione di tutti i pazienti che accedono dall’esterno. Tali punti di triage avanzato permettono un’identificazione precoce e tempestiva dei casi che rientrano nella definizione di “casi sospetti” che vengono poi indirizzati, tramite percorsi concordati e protetti, alle malattie infettive. Anche presso i Punti di Accettazione Diretta dall’esterno presenti in Policlinico (chirurgia della mano, accettazione ostetrico ginecologica, otorino, oculistica) sono stati attivati percorsi specifici per garantire triage avanzati e l’attività di triage è stata anche concordata per gli ambulatori di urgenze odontoiatriche e chirurgia maxillofacciale.

L’Azienda Ospedaliero Universitaria, ha continuato il sindaco, “ha attivato tempestive misure atte a garantire possibilità di espansione della normale ricettività attivabili rapidamente per far fronte ad eventuali necessità emergenti, determinate dall’evoluzione rapida del quadro epidemiologico e dalle necessità dei pazienti che necessitano di ricovero”. Entrando nello specifico, presso il Policlinico, al Malattie Infettive, per permettere le valutazioni dei casi sospetti e l’esecuzione dei tamponi, nonché il ricovero dei casi sospetti/accertati, in aggiunta ai 27 posti letto attivi, sono già operativi ulteriori 24 posti letto; in Terapia Intensiva, dedicata alla gestione dei casi sospetti/accertati che necessitano di assistenza intensiva, è stato identificato un settore dotato di 9 posti letto (gli altri pazienti vengono gestiti presso l’altro settore con 12 posti). Con attivazioni progressive è possibile anche l’utilizzo di ulteriori settori per i ricoveri intensivi: in particolare nel contesto delle Sale Operatorie del Policlinico e presso la Recovery Room di Baggiovara. Per quanto riguarda la possibilità di espansione della degenza ordinaria, è stato reso disponibile un settore al Policlinico in grado di accogliere altri 17 posti letto.

Sono stati dunque identificati settori dedicati alla presa in carico di casi sospetti/accertati (una sorta di zona rossa): in particolare, presso il Policlinico, il settore della Terapia Intensiva dedicato e i Settori di Malattie Infettive.

Dove, è previsto l’accesso diretto di utenti dall’esterno per garantire le attività assistenziali quotidiane, sono predisposte funzioni di triage avanzato per l’identificazione tempestiva dei casi sospetti e l’invio presso i settori dedicati.

Dal martedì 3 marzo, nella degenza di Pneumologia del Policlinico è anche predisposto un settore dedicato per il ricovero dei pazienti che presentano un quadro clinico compatibile con l’infezione da Covid 19 pur non essendo pazienti sospetti; a Baggiovara tali casi sono concentrata in un settore di degenza di medicina interna d’urgenza. Inoltre, presso le Radiologie sono stati predisposti percorsi protetti di effettuazione della diagnostica e slot dedicati per la gestione dei casi sospetti.

Infine, per quanto riguarda le scorte di dispositivi di protezione individuale e dispositivi barriera presenti, nel magazzino dell’Azienda Ospedaliera ci sono 43mila mascherine, 41mila camici e non sono presenti criticità nella fornitura di guanti. L’Azienda ha fatto quindi sapere che “al momento attuale la dotazione risulta quindi sufficiente”, mentre per quanto riguarda l’adozione di modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa, sono attualmente 11 i lavoratori che usufruiscono dello smart working.

Nella replica, Bertoldi si è detto soddisfatto delle risposte “chiare ed esaustive” e ha precisato che le misure poste in atto dopo il momento in cui è stata presentata l’interrogazione “tranquillizzano la popolazione”. Il consigliere ha poi posto l’attenzione sull’opportunità di controlli sanitari più serrati sui medici che sono a contatto con i pazienti, in particolare, della terapia intensiva; ha evidenziato la necessità di irrigidire le misure nelle aree in cui si presentano più contagi, come ad esempio a Carpi; e ha esortato Amministrazione e Forze dell’ordine, nel limite delle loro possibilità, a controllare il rispetto delle misure.

 

“MISURE A SOSTEGNO DELL’INTERO SISTEMA EDUCATIVO”

L’amministrazione comunale di Modena ha già deciso che le famiglie con bambini a nidi d’infanzia comunali o nei posti in convenzione, così come alle scuole d’infanzia (comunali, statali, della Fondazione Cresci@amo e convenzionate relativamente ai posti in convenzione) non sosterranno la spesa per le settimane non frequentate a causa della chiusura. Ma è importante, che nei prossimi decreti siano contenute misure per sostenere l’intero sistema educativo per dare risposte ai bisogni delle famiglie e a tutto il personale coinvolto, dal personale di appoggio alle aziende che forniscono i servizi di ristorazione, di pulizia, di trasporto, dai lavoratori interinali per le sostituzioni fino ai gestori di tutti i servizi educativi: un indotto che da solo non può addossarsi costi così ingenti che rischiano di mettere a repentaglio centinaia di posti di lavoro.

“Il Comune si è pertanto già attivato per chiedere che il Governo riconosca questi costi e anche la Regione si è mossa in tal senso” ha sottolineato l’assessora all’Istruzione Grazia Baracchi nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 5 marzo rispondendo a un’interrogazione della consigliera della Lega Modena Luigia Santoro che chiedeva appunto “quali misure si intenda prendere per riconoscere alle famiglie l’indennizzo completo delle rette già versate per il periodo di chiusura forzata dei nidi e delle scuole per l’infanzia”.

Baracchi ha anche precisato gli uffici stanno provvedendo a ricalcolare gli importi dei pagamenti delle rette di febbraio. Il bollettino di pagamento sarà decurtato del 25% della retta mensile, ovvero della cifra corrispondente alla settimana di febbraio in cui i servizi educativi sono rimasti chiusi. La stessa cosa accadrà per il mese di marzo relativamente al periodo di effettiva sospensione che sappiamo già essere prolungato fino al 15 marzo. I calcoli sono effettuati automaticamente dagli uffici e non è necessario presentare alcuna richiesta. Per altro, il provvedimento di riduzione del pagamento è esteso anche agli altri servizi scolastici prestati dal Comune, come il servizio di trasporto scolastico, il pre-scuola o il prolungamento scolastico quando fornito, per i quali si sta invece valutando un rimborso a conguaglio.

L’assessora ha infine ricordato la complessità del momento per il settore: “Sono, ovviamente saltati gli eventi formativi, gli itinerari didattici, i progetti – ha detto – ma si sta già lavorando per recuperarli, affinché al ritorno in classe possa vedere le nostre scuole di nuovo protagoniste, ricche di relazioni educative, di voci, di suoni ed emozioni”.

Ringraziando per la risposta esaustiva, la consigliera Santoro ha replicato che, effettivamente, la gravità della situazione e la sua rapida evoluzione “costringono a rivalutare continuamente i problemi e a dare risposte che si adattino velocemente ai cambiamenti. E mi pare – ha concluso – che questa amministrazione stia facendo tutto il possibile”.

Bologna, rinviato a data da destinarsi lo spettacolo “Mogol racconta Mogol”

In ottemperanza al DPCM per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid- 2019, lo spettacolo “Mogol racconta Mogol”, in programma domenica 8 marzo al Teatro Celebrazioni di Bologna è stato rinviato a data da destinarsi.

M’illumino di meno, venerdì 6 marzo anche il Comune di Bologna aderisce all’iniziativa

Anche quest’anno il Comune di Bologna aderisce, venerdì 6 marzo, a M’illumino di meno, e lo fa spegnendo le luci di via Ugo Bassi e via Rizzoli, all’angolo con via Indipendenza, dalle 19 alle 19.30.

L’iniziativa di sensibilizzazione al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili, ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 quest’anno sarà è dedicata ad “aumentare gli alberi, le piante, il verde intorno a noi”.

Castelfranco Emilia, personale educativo assistenziale a domicilio per gli studenti certificati L.104/92

In questo momento di forte disagio per famiglie e popolazione scolastica, gli studenti con disabilità potrebbero presentare maggiori difficoltà nel seguire/svolgere attività didattiche a domicilio senza un idoneo supporto educativo e pertanto per tali alunni potrebbe essere più difficoltoso recuperare tutte le attività non svolte in un secondo momento. In questo contesto di straordinaria emergenza, il Comune di Castelfranco Emilia ha condiviso con le scuole del territorio la realizzazione di attività didattica a domicilio per gli studenti certificati L. 104/92 con il supporto di personale educativo assistenziale. Tale attività prevede che gli educatori di Domus Assistenza, per un monte ore settimanale pari a quello che avrebbero svolto durante l’ordinaria attività didattica, possano svolgere la loro attività a domicilio.

Il percorso si realizza su richiesta della scuola previo assenso della famiglia. Per ogni progetto domiciliare attivato i docenti, in collaborazione con Domus Assistenza, forniranno al personale educativo tutte le indicazioni necessarie in merito al tipo di attività che dovranno essere svolte con ogni singolo studente ed alle modalità da utilizzare per rendere tali interventi il più proficui possibile. Per ogni progetto domiciliare attivato, Domus Assistenza fornirà al personale educativo tutte le informazioni necessarie in merito alle misure di contenimento del contagio previste dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Possono inoltre essere previste, se la famiglia le autorizza, attività all’aria aperta come ad esempio una piccola passeggiata sul territorio.

«Ancora una volta, ancora di più, vogliamo essere vicini con concretezza a tutti i nostri concittadini, nessuno escluso. Stiamo mettendo in campo tutte le iniziative possibili – ha detto il Sindaco Giovanni Gargano – dal taglio delle rette a quello delle mense di asili e scuole, fino al taglio dei trasporti pre e post scolastici. In aggiunta a tutto questo, abbiamo deciso di dare un ulteriore supporto destinato agli studenti con disabilità e alle loro famiglie che in questo momento difficile potrebbero avere maggiori difficoltà. Lo ribadisco ancora una volta: i problemi che i cittadini stanno affrontando alla luce della situazione che si è creata con il rischio epidemiologico da Coronavirus Covid19 sono attuali e ahimè crescenti, pertanto la nostra risposta continuerà ad essere, nei limiti delle nostre competenze, continua ed immediata».

Museo Morandi, per il tribunale civile il Comune ha rispettato le volontà della sorella del grande artista

La prima sezione civile del tribunale di Bologna ha deciso che il Comune di Bologna abbia rispettato le volontà della signora Maria Teresa Morandi, sorella di Giorgio Morandi, quando la collezione di opere del fratello è stata trasferita al MAMbo nel 2012, durante il primo mandato del sindaco Virginio Merola. In questo modo sono state respinte le domande proposte nella causa civile di primo grado dall’avvocato Elisabetta Brunelli e dal “Comitato di volontariato per il Ripristino del Museo Morandi a Palazzo d’Accursio”.

La sentenza è dello scorso 3 marzo e riconosce la correttezza dell’operato del Comune di Bologna sulla base del fatto che nell’atto di donazione del 1991 la signora Morandi “ha tenuto ben distinti lo scopo della donazione da un lato e le clausole regolatrici dall’altro”. Per il tribunale la realizzazione di una sezione specifica all’interno del MAMbo, dedicata alle opere del grande artista bolognese, rispetta queste volontà tenuto conto che anche il signor Carlo Zucchini (nominato dalla sorella custode di questi adempimenti) ha condiviso la scelta del Comune. La sentenza sottolinea che il MAMbo è una “sede prestigiosa in un luogo facilmente raggiungibile anche a piedi e all’interno della cerchia muraria cittadina”.

Esprime soddisfazione l’assessore alla cultura Matteo Lepore: “ E’ una conferma della validità di una scelta che questa amministrazione ha compiuto e per questo vorrei ringraziare il Consiglio di amministrazione dell’Istituzione Bologna Musei che già nel 2017, quando la causa è stata promossa, si era espresso a favore della permanenza del Museo Morandi nell’edificio dell’ex Forno del Pane”.

Diocesi reggiana in lutto per la morte di don Pietro Cecchelani

Diocesi in lutto per la morte di don Pietro Cecchelani: l’ottantaquattrenne presbitero è spirato nella mattinata di giovedì 5 marzo presso l’ospedale di Firenze; vi era stato ricoverato – dalla Casa Famiglia “Don Dino Torreggiani” a Scandicci, ove risiedeva – in seguito all’acuirsi di problemi cardiaci di cui soffriva da alcuni anni.

Sacerdote dei Servi della Chiesa, era nato a Secchio (Villa Minozzo) il 27 luglio 1935 e aveva ricevuto l’ordinazione presbiterale il 29 giugno 1961.

Don Cecchelani ha seguito il Servo di Dio monsignor Dino Torreggiani, fondatore dei Servi della Chiesa, come primo collaboratore e interlocutore spirituale, occupandosi soprattutto della pastorale delle carovane e degli spettacoli viaggianti (circhi e luna park).

Il confratello don Mario Pini ne ricorda la figura sacerdotale carismatica e la grande carità unita ad una certa determinazione. In particolare, don Pietro manifestò il suo coraggio apostolico accettando di essere inviato nella parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana (Roma) – dove fu vicario di don Alberto Altana dal 1963 al 1967 e successivamente parroco fino alla fine del 1990 – e quindi missionario in Brasile come “fidei donum” per la Diocesi di Roma, dal gennaio del 1991 fino al 2018. Don Pietro ha trascorso quest’ultimo periodo al Centro “Brasil vivo”, nella periferia popolare vicina all’aeroporto di Guarulhos (San Paolo).

La salma di don Pietro arriverà la mattina di sabato 7 marzo nella chiesa parrocchiale di Masone (Reggio Emilia), dove alle ore 10 verrà celebrato il rito funebre alla presenza di un ristretto numero di persone, appartenenti all’Istituto dei Servi della Chiesa. Alle esequie sarà presente monsignor Alberto Nicelli, Vicario generale della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.

In considerazione dei provvedimenti sanitari in vigore in questi giorni, lo stesso Vicario generale ha chiesto ai confratelli sacerdoti di applicare una santa Messa in suffragio di don Pietro evitando di partecipare direttamente al funerale.

Don Pietro sarà seppellito a Secchio, suo paese natale.

Peep Cittanova, l’assessora Vandelli invita alla conciliazione

“Per arrivare a risoluzione della vicenda del Peep di Cittanova è necessario che tutti i soggetti coinvolti facciano un passo avanti verso la conciliazione. Non si rallenti il percorso: serve quindi la valutazione del tecnico nominato dalle famiglie per portare in Consiglio la modifica della convenzione”.

È l’appello lanciato dall’assessora all’Urbanistica e Politiche abitative Anna Maria Vandelli nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 5 marzo, in occasione della risposta all’interrogazione, trasformata in interpellanza, illustrata dal consigliere Stefano Manicardi (Pd) e firmata anche dalla consigliera Katia Parisi (Modena Solidale) sulla situazione della palazzina Peep di via Pannunzio a Cittanova.

I consiglieri, ricordando che “dodici famiglie sono rimaste senza casa a causa del ritardo dei lavori nel palazzo”, hanno chiesto se l’Amministrazione comunale “sia a conoscenza della reale situazione della costruzione di via Pannunzio a Cittanova e quale essa sia” e “quali provvedimenti possono essere presi per sbloccare la situazione della costruzione della palazzina”.

L’assessora ha spiegato che i promissari acquirenti del Peep di Cittanova ora, su richiesta del Comune, hanno nominato un proprio tecnico di riferimento per effettuare la valutazione sulla differenza tra l’intervento realizzato e il progetto da completare, “valutazione sulla base della quale predisporremo la delibera di modifica della convenzione di costituzione del diritto di superficie da portare in Consiglio. Nel documento sarà precisato il nuovo prezzo ‘al grezzo’ e sarà reso possibile il frazionamento degli alloggi e la vendita dei singoli appartamenti da parte della cooperativa alle famiglie, cosicché queste ultime possano completare l’intervento autonomamente. Purtroppo però – ha proseguito Vandelli – le complicate relazioni tra l’azienda che ha finora realizzato l’intervento, Whitec srl di Frosinone, e il soggetto attuatore del comparto, la cooperativa edilizia San Matteo, stanno rallentando il percorso per arrivare a soluzione della vicenda”.

L’assessora ha sottolineato la complessità della situazione, sia dal punto di vista giuridico sia amministrativo, e ha ricordato che l’Amministrazione, come per altre situazioni simili, aveva proposto alle famiglie interessate un percorso trasparente con il coinvolgimento del ministero affinché indicasse un commissario, un soggetto terzo che avrebbe potuto gestire i rapporti con i creditori e con gli istituti di credito. Le famiglie, temendo un allungamento dei tempi, non hanno voluto intraprendere questo percorso e, senza l’intervento del commissario ministeriale, le delicate relazioni tra i soggetti sono rimaste in carico alla cooperativa e ai soci, tra i quali i promissari acquirenti.

“Pur non condividendo le valutazioni fatte dai promissari – ha proseguito Vandelli – nel rispetto della loro volontà, il Comune assicura la piena collaborazione alle famiglie coinvolte, alcune delle quali hanno impegnato somme significative per un alloggio che non hanno ancora ottenuto, e sta facendo e continuerà a fare tutto quanto possibile per la risoluzione della situazione”.

L’assessora ha poi precisato che dalla cooperativa non sono ancora state fornite tutte le informazioni richieste dall’Amministrazione e che, secondo l’istituto bancario, al momento il cantiere sarebbe a circa il 90 per cento di lavori eseguiti.

I lavori del Peep di via Pannunzio erano stati avviati dopo la concessione dell’area in diritto di superficie da parte dell’Amministrazione nel 2017 e la conclusione era prevista a marzo dello scorso anno. Erano state concesse tre proroghe per il permesso di costruire di cui l’ultima a ottobre 2019. Il cantiere è rimasto bloccato nei mesi scorsi a uno stato avanzato di lavori.

Sassuolo – Brescia si gioca lunedì alle 18,30

Ufficializzati  data e orario di Sassuolo-Brescia, rimandata la scorsa settimana causa emergenza Coronavirus.

La Lega Calcio ha calendariato la gara, che si gioca a porte chiuse al Mapei Stadium di Reggio Emilia, per lunedì alle 18,30.

E’ scomparso il patron di Piemme Ceramiche Francesco Zironi

Unanime cordoglio, nel distretto ceramico, per la scomparsa di Francesco Zironi, imprenditore molto noto in città per aver fondato, negli anni Sessanta, Piemme Ceramiche, dalla cui compagine societaria era uscito qualche anno fa.

Zironi, che nel 1986 era stato anche  insignito dell’onoreficenza di Cavaliere del lavoro e a inizio anni Novanta era stato Presidente di Assopiastrelle, oggi Confindustria Ceramica, aveva 86 anni; lascia i figli Alessandro e Valentina. I funerali, per espressa volontà dell’estinto, verranno svolti in forma privata.

Ausl Irccs Reggio Emilia: chiusure temporanee da sabato 7 marzo 2020

Distretto di Reggio Emilia, in via temporanea e fino a nuove indicazioni, per motivi organizzativi, nelle giornate di sabato, a partire da sabato 7 Marzo, lo sportello CUP e il Centro Prelievi della Casa della Salute Ovest resteranno chiusi. Il lunedì pomeriggio, da lunedì 9 marzo, resteranno chiusi gli ambulatori di Viale Monte San Michele. Per i prelievi e per le visite specialistiche prenotate i cittadini saranno chiamati per telefono dagli operatori al fine di ottenere un nuovo appuntamento.

E’ possibile prenotare visite ed esami nelle farmacie aderenti a FarmaCup, tramite le postazioni MediCup, telefonando al CupTel al numero verde 800 425 036, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 17.30 oppure tramite Fascicolo Sanitario Elettronico.

Sono a disposizione gli sportelli CUP della Casa della Salute Ovest, aperti da lunedì a venerdì dalle ore 7.30 alle ore 12.45 e il mercoledì dalle ore 14 alle ore 17.30; quelli di Viale Monte San Michele, aperti da lunedì a venerdì dalle ore 8 alle ore 12.45, il martedì e il giovedì dalle ore 14 alle ore 17.30 e quelli della Casa del Dono, aperti da lunedì a venerdì dalle ore 10.30 alle ore 16.

Ci scusiamo per eventuali disagi.

Le risposte di 500 imprese modenesi sulla situazione economica creatasi in seguito all’emergenza sanitaria

Poco meno di 500 imprese modenesi hanno risposto, in soli tre giorni, al questionario elaborato da CNA per avere un primo quadro della situazione che si sta venendo a creare in seguito all’emergenza sanitaria, un numero che è di per sé una testimonianza della preoccupazione legata all’epidemia coronavirus.

Più di tre imprese su quattro, tra quelle interpellate (il 77,3%), sta già registrando effetti diretti sulla propria attività, in primo luogo come conseguenza della flessione della domanda, ma anche per difficoltà nei rapporti con i fornitori e problemi logistici. Le maggiori criticità riguardano il trasporto persone: tutte le imprese (il 100%) di questo settore hanno evidenziato un calo del lavoro. A seguire il turismo con il 90,9%, poi il trasporto merci (87,5%), i servizi alla persona (acconciatura, estetica) e il commercio, con percentuali attorno all’86%. Quindi la meccanica (72,5%), l’agroalimentare (71,4%) e gli autoriparatori (70%). Chi, per modo di dire, se la passa un po’ meglio sono le aziende dei servizi alle imprese (57,1%) e le costruzioni (53,3%).

PREVALE IL PESSIMISMO. Raggiunge l’88,3% la percentuale delle imprese che ritengono che l’emergenza causerà una diminuzione del fatturato, anche se una su tre non è ancora in grado di valutare la dimensione di questo calo. In ogni caso, il 34% del campione ritiene che la contrazione sarà superiore al 15% del fatturato, il 18,4% compreso tra il 5 e il 15% e il 5% sotto la soglia dei cinque punti percentuali. Ancora una volta, le imprese più penalizzate sono quelle dell’autotrasporto (in particolare persone) del turismo, del commercio e della moda manifestano attese profondamente negative. La quota delle aziende che ritiene di confermare i fatturati del 2019 si ferma all’8,3%, allo 0,3% quella di coloro che pensano di aumentare il proprio fatturato.

I DIPENDENTI. Tra i problemi che denunciano le imprese modenesi troviamo la presenza dei dipendenti. In media il 16,8% registra un aumento delle assenze con punte del 25% nel trasporto e nei servizi alle persone. In ambito manifatturiero, la moda si attesta al 14,3% e la meccanica all’11,8%.

 

LA REAZIONE. Le imprese mostrano di reagire con adeguata tempestività al nuovo contesto. Quelle dei settori più esposti e che stanno subendo l’impatto maggiore hanno già messo in campo le prime contromisure attraverso contatti con clienti e fornitori o individuando soluzioni adeguate per la gestione del personale (il 50% di trasporto e il 43% di quelle turistiche, il 41,2% di quelle della meccanica e il 39,7% delle aziende di servizi alla persona). Circa il 6% delle imprese ha adottato forme di smart working, una percentuale bassa, anche perché il telelavoro è una soluzione poco praticabile per la maggior parte (l’80%) delle piccole imprese intervistate che operano prevalentemente nei settori manifatturiero, servizi alla persona, trasporti e commercio.

 

AMORTIZZATORI SOCIALI. Se la fase di emergenza dovesse prolungarsi, due aziende su tre ritengono probabile il ricorso ad ammortizzatori sociali, percentuale che sale all’ 87% nel trasporto, al 79% nella meccanica, al 75% nella moda. Tutti gli altri comparti mostrano percentuali superiori al 63% ad eccezione dei Servizi alle imprese (il 50%).

 

LE PROPOSTE. Sono numeri che dimostrano quanto sia necessaria un’azione straordinaria per sostenere l’economia e lo strumento più immediato è rappresentato dalla spesa per investimenti. Quando parliamo di investimenti non pensiamo a mega strutture, ma a piccoli interventi gestiti dai singoli comuni, con importi sottosoglia per favorire il lavoro delle imprese del territorio. Le manutenzioni, ad esempio, ma anche altri lavori e forniture: per importi sino a 350mila euro i comuni possono chiedere preventivi alle imprese che vogliono. Addirittura, per affidamenti sino a 40mila euro, assegnare i lavori direttamente ad una singola impresa.

Tanti piccoli interventi possono avere un fattore moltiplicativo per il territorio più elevato di grandi investimenti, ed essere quindi più utili alla comunità, in un momento di emergenza come quello attuale. Per questo occorre che i comuni utilizzino questa opportunità senza remore, sfruttando anche quegli avanzi di bilancio che spesso le amministrazioni impiegano con molto ritardo.

Una misura che deve essere integrata con altre, di rilievo territoriale più ampio, a partire da interventi che assicurino la liquidità alle imprese, il problema immediato che colpisce trasversalmente tutti i settori. CNA chiede alla Regione di pensare a fondi rotativi, anche temporanei, che possano essere d’aiuto alle imprese più in crisi. È poi necessario alzare il livello di guardia nei confronti delle attività abusive, a cominciare da quelle nel settore della sanità e benessere (estetica ed acconciatura, ad esempio) in un momento in cui la salvaguardia della salute pubblica è particolarmente importante. E attenzione al commercio: importante pensare ad azioni che ne possano sostenere la ripresa.

Coronavirus, la Regione Emilia-Romagna non si ferma, altri 500 ulteriori lavoratori in smart working

La Regione Emilia-Romagna non si ferma e potenzia tutte le forme di smart working. In queste due settimane la Regione ha consentito ad altri 500 dipendenti (oltre ai 400 già autorizzati) di poter lavorare da remoto, in modalità smart working. E questo è un numero in crescita giorno dopo giorno, anche perché è consentito ai dipendenti l’uso di dispositivi personali, cioè non di proprietà dell’Ente.

Già in seguito alla prima Ordinanza del Ministro della Salute, d’intesa con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, la Regione si era mossa in questa direzione, potenziando lo smart-working, forte dell’esperienza avviata nel 2018.

Per favorire questa modalità di lavoro, è stata predisposta una procedura semplificata che, dalla richiesta di attivazione effettuata on line in accordo con il proprio responsabile, consente alle persone di lavorare, entro 24 ore, con il proprio dispositivo. E questo grazie anche ad un percorso formativo in e-learning incentrato sugli aspetti di sicurezza, organizzazione del lavoro remoto e di relazione con i colleghi. Inoltre, tutti gli smart worker accedono ad un canale di assistenza dedicato on line per ogni dubbio o criticità.

Per coloro che erano già Smart Worker e per gli oltre 500 telelavoratori, la direttiva interna ha consentito di ampliare le giornate lavorabili in remoto, sempre bilanciandole con le esigenze organizzative della struttura in cui lavorano.

“Rafforziamo il lavoro di squadra, venendoci incontro nelle rispettive esigenze- afferma l’assessore regionale al Personale, Paolo Calvano-. L’obiettivo resta quello di garantire la massima continuità ai servizi e la migliore gestione dei picchi derivanti dall’emergenza, oltre a quello di limitare gli spostamenti sul territorio e contribuire a fronteggiare le necessità familiari derivanti dalle conseguenze dell’ordinanza. Solo così potremo come Pubblica Amministrazione metterci ancora più a servizio della collettività in questo momento delicato, dove occorre dare segnali di continuità, di presenza e di vicinanza”.

La Regione Emilia-Romagna è infine a disposizione per supportare l’innovazione tecnologica e organizzativa anche di Enti Locali e Aziende Sanitarie. A questo proposito, sono in corso numerose call conferences per condividere i kit e le soluzioni tecnologiche, organizzative e giuridiche a supporto dell’immediata applicazione di una profonda trasformazione digitale della Pubblica amministrazione.

Coronavirus, UPI Emilia-Romagna incontra Sindacati e Regione

Giovedì 5 marzo UPI Emilia-Romagna ha incontrato, insieme alla Regione, le rappresentanza sindacali di CGIL, CISL e UIL per fare il punto della situazione rispetto ai danni che l’emergenza coronavirus sta arrecando al tessuto imprenditoriale emiliano-romagnolo e alle possibili misure da mettere in campo, a valle del recente Dpcm dello scorso 4 marzo.

Nel corso dell’incontro, avvenuto in videoconferenza in conformità alle direttive sanitarie sulla prevenzione del contagio del virus, alla presenza di Presidente e Direttore di UPI, sono stati evidenziate le criticità che oggi investono il mondo del lavoro, in tutte le sue articolazioni, duramente colpito dall’emergenza.

Per il Presidente Gian Domenico Tomei: “occorre trovare soluzioni condivise per aiutare le lavoratrici e i lavoratori in un delicato momento come questo. Siamo al fianco della Regione per dare risposta a quanti, oggi, chiedono flessibilità per potersi occupare dei figli in mancanza di scuole aperte e al tema dello smartworking”.

Dall’incontro è emersa l’importanza di un confronto costante con le parti sociali, per meglio comprendere i reali bisogni e costruire soluzioni positive per i cittadini emiliano-romagnoli.

Tomei ha concluso l’intervento con l’impegno di coinvolgere UPI nazionale affinché si possa avere al più presto un orientamento omogeneo tra i vari attori istituzionali coinvolti: Governo, Regioni, Comuni, nella logica di promuovere azioni unitarie e coese.

UPI Emilia-Romagna fa parte della cabina di crisi voluta dal Presidente Stefano Bonaccini ed è stata indicata come soggetto istituzionale cui far convergere tutte le tematiche interpretative da parte dei Sindaci, dei decreti Ministeriali sul tema coronavirus ed eventuali altri dubbi riscontrati sui territori.

Sicurezza, in zona stazione a Modena più controlli e nuove telecamere

Nella zona della stazione ferroviaria e del Tempio sono in programma sia l’installazione di nuove telecamere per la videosorveglianza e il potenziamento di quelle esistenti sia un ulteriore miglioramento dell’illuminazione pubblica di alcune aree, dopo gli interventi già realizzati in piazzale Dante e di fronte alla chiesa. Lo ha annunciato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, insieme ad altre iniziative di rigenerazione urbana che si stanno progettando in quel quartiere, rispondendo oggi, giovedì 5 marzo, in Consiglio comunale all’interrogazione di Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) sulla situazione della zona Tempio.

L’interrogazione fa riferimento all’assemblea pubblica del Quartiere 1, che si è svolta lo scorso novembre, durante la quale “i cittadini hanno riferito della persistenza dei problemi legati al degrado che affliggono la zona Tempio e stazione”. Partendo da questa premessa, la consigliera ha chiesto quali azioni l’Amministrazione abbia attuato, o abbia in programma di attuare, per far rispettare le leggi e il Regolamento di polizia urbana e fare fronte alla situazione di degrado che si è creata; quali gli interventi per garantire ai residenti la libera e sicura fruizione degli spazi del quartiere e il libero accesso alle loro proprietà e per evitare che le famiglie, e in particolare quelle italiane, abbandonino il quartiere “con le conseguenze negative che questo avrebbe sull’integrazione delle persone di altra nazionalità che vivono e lavorano nella zona”.

Dopo aver sottolineato come il tema della sicurezza urbana nella zona sia particolarmente seguito dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine in stretta collaborazione, Muzzarelli ha ricordato le numerose operazioni congiunte realizzate che, con il coordinamento della Prefettura, vedono operare insieme Polizia locale, Polizia di Stato, Carabinieri Guardia di Finanza; a loro è andato il ringraziamento del sindaco per il lavoro quotidiano che svolgono.

Nella zona della Stazione, inoltre, come in altre aree della città, continuerà anche la collaborazione dei militari impegnati nel progetto “Strade sicure” del ministero della Difesa: una conferma degli impegni assunti nei mesi scorsi con la firma del Patto per Modena sicura e rinnovati dal governo con la conferma dei fondi previsti nella legge di bilancio.

In questo contesto, l’incontro organizzato dal Quartiere 1 rappresenta uno dei tanti momenti di confronto tra istituzioni e cittadini, un “metodo di lavoro” che coinvolge anche la Prefettura, i tavoli tecnici periodici coordinati dalla Questura che hanno poi portato “a pianificare specifiche attività di indagine a azioni con importanti risultati”, come ha ricordato il sindaco sottolineando, in particolare, l’attenzione sui controlli di polizia commerciale. Tra gli esempi citati, il provvedimento di dicembre relativo alla vendita di alcolici nel distributore automatico aperto h24 (contestate tre violazioni e apparecchiatura posta sotto sequestro fino al 20 gennaio in attesa delle decisioni dell’autorità prefettizia che deve valutare le memorie difensive) e quelli relativi a un market in via Piave per il quale, su proposta di Prefettura e Questura, il Comune ha avviato la procedura di revoca dell’autorizzazione commerciale, dopo che l’esercizio aveva già subito alcune sospensioni cautelari dell’attività

La presenza di pattuglie della Polizia locale di altre forze dell’ordine, ha ricordato il sindaco, è stata incentivata, con percorsi appiedati lungo tutto l’arco della giornata per rendere visibile l’attività di controllo del territorio, così come è pienamente attivo, come riferimento per i cittadini, il punto Modena Città sicura a fianco dell’ex cinema Principe. Ma sono aumentati anche gli interventi realizzati con agenti in abiti civili che hanno portato nelle ultime settimane a sei arresti in flagranza di reato per spaccio, sette segnalazioni alla Prefettura per uso di stupefacenti, un verbale di allontanamento dall’area. Interventi che si aggiungono a quelli relativi ai casi di ubriachezza molesta e di altri comportamenti contrari al pubblico decoro.

Nelle scorse settimane, sulla base di segnalazione dei cittadini, è stata realizzata anche una pulizia straordinaria nell’area dell’ex parcheggio Manzo dove, ha spiega il sindaco, si è apertura un’opportunità di rigenerazione urbana dell’immobile, così come un intervento di riqualificazione è in programma sull’altro fronte del cavalcavia Mazzoni, nella zona tra via Munari e via Dè Bonomi.

L’Ausl di Reggio Emilia ricorda le misure cautelari per il contrasto alla diffusione del Covid-19

In osservanza a quanto previsto dal recente Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020 recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” si informa che, da adesso in avanti, non sarà consentita agli accompagnatori di pazienti nei Pronto Soccorso ospedalieri la sosta nei locali di attesa, salvo specifiche diverse indicazioni da parte del personale preposto.

La misura cautelare viene estesa anche agli ingressi per visite ai degenti da parte di familiari e amici alle strutture sanitarie e socio-sanitarie, visite che dovranno essere concordate preventivamente con il direttore o con il coordinatore del reparto/struttura interessato.

La misura è valida oltre che per i reparti ospedalieri anche per le strutture residenziali per anziani, dove si prevede che l’accesso di parenti e visitatori sia limitata ai soli casi indicati dalla Direzione della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni dell’infezione.

Si ringrazia in anticipo per la collaborazione che i cittadini offriranno nell’accettare di buon grado l’osservanza di queste misure cautelari, facilitando gli impegnativi compiti delle équipe sanitarie di ospedali e strutture territoriali residenziali.

***

Si richiama, inoltre, l’espressa raccomandazione di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora al di fuori dei casi di stretta necessità ai seguenti:

  • persone anziane
  • persone affette da patologie croniche
  • persone con multimorbilità
  • persone che abbiano stati di immunodepressione congenita o acquisita

insieme all’attenzione ad evitare luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Si ribadisce l’obbligo per le persone che abbiano fatto ingresso in Italia a partire dal 14° giorno antecedente la data del presente decreto (cioè dal 19 febbraio ad oggi) dopo aver soggiornato in zone epidemiologicamente a rischio di darne comunicazione al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria nonché al proprio medico di medicina generale e/o pediatra di libera scelta.

Il Decreto specifica che tali misure sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

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Si coglie l’occasione per ricordare le seguenti misure fondamentali di prevenzione:

  • Lavarsi spesso le mani
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • Non toccarsi occhi naso e bocca con le mani
  • Coprire bocca e naso se si starnutisce o tossisce
  • Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  • Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assistono persone malate
  • I prodotti “Made in China” e i pacchi provenienti dalla Cina non sono pericolosi
  • In caso di febbre o tosse o rientro dalla Cina o paesi interessati dall’epidemia da meno di 14 giorni chiamare l’Azienda Sanitaria Locale di Reggio Emilia al numero 0522 339000 da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 12:30 oppure il numero verde regionale 800.033.033 oppure il numero verde 1500 del Ministero della Salute
  • Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.
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