Cambio alla direzione di Confagricoltura Emilia Romagna, Anna Rita Gallicchio raccoglie il testimone da Guido Zama che ha guidato l’organizzazione agricola regionale per oltre 30 anni. La neo direttrice annovera una lunga esperienza professionale come responsabile economico all’interno del sistema Confagricoltura e dal 2015 ricopre il ruolo di responsabile tecnico del CAA-Centro di assistenza agricola.
La nomina è stata ufficializzata a Bologna dal presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini, che ha voluto ringraziare il direttore uscente per l’attività svolta nel lungo operato nonché formulare un augurio di proficuo lavoro alla prima direttrice donna della Federazione regionale, “che sia all’insegna della continuità, portando avanti un’attività sindacale costante e capillare, consolidando il legame con il territorio e le unioni provinciali, promuovendo dialogo, collaborazione e unione di intenti nei confronti degli attori economici e istituzionali, per rafforzare la nostra presenza nei tavoli decisionali e implementare l’innovazione agricola su larga scala”.
Con una visione strategica, Gallicchio mette al centro i bisogni reali delle imprese: «Questo nuovo incarico mi responsabilizza, continuerò a svolgere il mio lavoro con la dedizione e l’impegno di sempre, contando su un team coeso e affiatato. Le priorità sono legate ai nostri valori e obiettivi: migliorare l’offerta dei servizi e concentrare le energie sulla rappresentatività sindacale dando voce agli agricoltori e affrontando sfide critiche come il cambiamento climatico e le crisi di mercato».
È in circolazione una nuova truffa su Whatsapp, che sfrutta l’intelligenza artificiale. La frode inizia con una telefonata: la vittima riceve una chiamata da un numero sconosciuto. Una voce femminile, che si presenta come “Flora”, sostiene di avere problemi di linea e invita a proseguire la conversazione su Whatsapp. Chiaramente, Flora non è una persona reale, ma un bot.
Una volta spostati su Whatsapp, l’interlocutrice invia foto (probabilmente generati da AI) e messaggi volti a instaurare un rapporto di fiducia con la vittima. Attraverso l’inganno, mira a creare una relazione per poter poi manipolare le vittime. L’obiettivo è arrivare ad estorcere dati sensibili o denaro.
È importante non cadere nella trappola: se si riceve una chiamata insolita, non proseguire la conversazione né su Whatsapp né altrove; bloccare il numero sospetto e segnalarlo. Non inviare mai foto, password, documenti, informazioni personali o bancarie via chat.
“Invitiamo tutti i cittadini a prestare la massima attenzione alle truffe online, ormai all’ordine del giorno –afferma Fausto Pucillo, Segretario di Codici Emilia-Romagna – e a chiedere aiuto in caso di necessità”.
Con il progetto Digitalmentis 2, promosso dalla Regione Emilia-Romagna, l’associazione Codici Emilia-Romagna è a disposizione dei cittadini per fornire assistenza qualora fossero vittime di truffe online; e per fornire gli strumenti necessari per riconoscerle ed evitarle, attraverso incontri formativi e supporto presso gli sportelli attivi sul territorio.
È possibile contattare l’associazione Codici Emilia-Romagna tramite e-mail scrivendo a codici.emiliaromagna@codici.org, contattando il numero 051.0548765
Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire attività di ispezione cavalcavia e lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di mercoledì 10 alle 5:00 di giovedì 11 settembre, sarà chiuso il tratto compreso tra Valsamoggia e Modena sud, verso Milano. L’area di parcheggio “Castelfranco est”, situata nel suddetto tratto, chiuderà con orario 19:00-5:00. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Valsamoggia, percorrere la viabilità ordinaria: SP569 Nuova Bazzanese, SP Nuova Pedemontana, SP623 via Vignolese, SP623 via Modenese e rientrare in A1 alla stazione di Modena sud.
Per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 21:00 di mercoledì 10 alle 5:00 di giovedì 11 settembre, sarà chiusa la stazione di Terre di Canossa Campegine, in entrata in entrambe le direzioni, Bologna e Milano. In alternativa si consiglia di entrare alle seguenti stazioni: verso Milano: Parma; verso Bologna: Reggio Emilia.
**
Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di riqualifica delle barriere di sicurezza, dalle 21:00 di mercoledì 10 alle 5:00 di giovedì 11 settembre, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna Arcoveggio e l’allacciamento A14 Bologna-Taranto, in direzione di quest’ultima. In alternativa si consigliano i seguenti percorsi alternativi: da Padova verso Firenze, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Arcoveggio, percorrere la Tangenziale di Bologna ed entrare sul Raccordo di Casalecchio, alla stazione di Bologna Casalecchio, per immettersi sulla A1 Milano Napoli in direzione di Firenze; da Padova verso Milano, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Arcoveggio, percorrere la Tangenziale di Bologna, in direzione Bologna Borgo Panigale, percorrere il Ramo Verde ed entrare sulla A14 alla stazione di Bologna Borgo Panigale; da Padova verso Ancona, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Arcoveggio, percorrere la Tangenziale di Bologna ed entrare sulla A14 Bologna-Taranto, alla stazione di Bologna San Lazzaro.
**
Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di manutenzione della segnaletica, dalle 21:00 di mercoledì 10 alle 5:00 di giovedì 11 settembre, sarà chiuso, per chi proviene da Ancona, il ramo di immissione sulla A13 Bologna-Padova, verso Padova. In alternativa si consiglia di anticipare l’uscita alla stazione di Bologna San Lazzaro, percorrere la Tangenziale verso Casalecchio di Reno/A1 Milano-Napoli ed entrare in A13 alla stazione di Bologna Arcoveggio.
Si è svolta questo pomeriggio la cerimonia di commemorazione dell’ 82° anniversario della Battaglia di Palazzo Ducale che, l’8 settembre del 1943, segnò l’avvio anche nella nostra città della resistenza alle truppe naziste e fasciste.
Il nostro Palazzo Ducale fu teatro di uno scontro armato tra l’esercito tedesco e la guarnigione di 80 uomini del Regio Esercito. A comandare la guarnigione c’era il generale Ugo Ferrero, fatto poi prigioniero dai nazisti e poco più tardi ucciso.
Assieme a lui, nella lapide, sono ricordati il Vice comandante della formazione partigiana sassolese il tenente Ugo Stanzione, caduto nella lotta di Liberazione e il soldato Ermes Malavasi, caduto nella difesa del palazzo.
I loro nomi e le loro storie sono presi da esempio in rappresentanza della sofferenza dei nostri soldati lasciati senza comandi dal Re e da Badoglio.
Questa mattina, martedì 9 settembre 2025, i gestori del luna park hanno accolto a Fiorano Modenese una cinquantina di persone con disabilità, soprattutto giovani, e i loro accompagnatori, per una mattinata all’insegna del divertimento e della solidarietà, mettendo a disposizione gratuitamente le giostre del parco.
Il sindaco Marco Biagini ha voluto salutare di persona i partecipanti, provenienti da diversi centri diurni del Distretto e da Anffas, e ha ringraziato i giostrai, nella persona di Diego e Thomas Bracco, per la loro disponibilità e sensibilità.
Giovani e meno giovani, accompagnati dagli operatori, hanno provato gratuitamente le giostre a disposizione, attivate, in alcuni casi, limitando le velocità al fine di essere accessibili a tutti, permettendo loro di divertirsi in un ambiente accogliente e confortevole.
L’iniziativa si inserisce nell’impegno sostenuto dal Comune di Fiorano Modenese per l’inclusione e dimostra come queste occasioni possono rendere la comunità più solidale e accessibile a tutti.
Si è svolta oggi a Bologna la presentazione del nuovo Accordo quadriennale tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese italiane sottoscritto in gennaio dal Presidente di Confindustria Emanuele Orsini e da Carlo Messina, Consigliere Delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo.
Il programma nazionale congiunto mette a disposizione 200 miliardi di euro fino al 2028, di cui15 miliardi alle aziende dell’Emilia-Romagna, per rilanciare lo sviluppo del sistema produttivo e cogliere le opportunità di Transizione 5.0 e I.A., integrando così le risorse già stanziate dalla Banca per la realizzazione degli obiettivi del PNRR.
Questa mattina, nella sede di Confindustria Emilia-Romagna, Annalisa Sassi, Presidente di Confindustria Emilia-Romagna, e Alessandra Florio, Direttrice Regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo, hanno evidenziato le peculiarità delle nuove misure messe in campo e si sono confrontati sulle strategie di sviluppo e competitività dell’Emilia-Romagna. Sono state presentate misure ad hoc per favorire il supporto a nuovi insediamenti produttivi, all’ampliamento e ammodernamento di quelli esistenti e agli investimenti, sostenendo così la crescita economica e l’attrattività del territorio per gli interscambi internazionali.
Il protocollo consolida e rinnova la collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria già avviata nel 2009 che, grazie a un volume di crediti erogati al sistema produttivo italiano pari a 450 miliardi di euro in quindici anni, ha contribuito a evolvere il rapporto tra banca e impresa accompagnando i bisogni delle Pmi e delle industrie mature anche nelle fasi più complesse. Questo supporto è stato declinato in numerose iniziative congiunte che, anche attraverso le garanzie governative attivate nelle fasi critiche, hanno consentito di sostenere con nuovo credito decine di migliaia di imprese e prevalentemente Pmi, struttura portante del made in Italy nel mondo.
Le novità riguardano:
gli investimenti in nuovi modelli produttivi evoluti ad alto potenziale con particolare attenzione ad Aerospazio, Robotica, Intelligenza Artificiale e Scienze della Vita
l’accelerazione della transizione sostenibile in linea con il Piano Transizione 5.0, dei processi innovativi ad alto contenuto tecnologico, dell’economia circolare verso un bilanciamento energetico ottimale tra fonti energetiche sostenibili
l’impatto in ricerca e innovazione, favorendo la nascita e lo sviluppo di startup e Pmi ad alto contenuto tecnologico anche attraverso soluzioni finanziarie e servizi dedicati
il piano per l’Abitare Sostenibile, per facilitare la mobilità e l’attrazione dei talenti nell’industria italiana.
Alessandra Florio, Direttrice Regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo: “Grazie all’accordo con Confindustria mettiamo a disposizione delle imprese regionali 15 miliardi di euro, sui 200 complessivi a livello nazionale, per dare forza al tessuto produttivo e accelerare gli investimenti. Il sistema economico dell’Emilia-Romagna è caratterizzato da imprese molto dinamiche, con un’elevata propensione all’export, che rappresentano una componente essenziale delle filiere e dei distretti industriali del Paese. Intesa Sanpaolo si rivolge a queste aziende per aumentarne la competitività offrendo soluzioni di finanziamento dedicate per incentivare nuovi investimenti sostenibili e crescita sui mercati esteri”.
Annalisa Sassi, Presidente di Confindustria Emilia-Romagna: “Oggi le nostre imprese hanno di fronte un contesto globale di costante incertezza, in cui si stanno formando nuove alleanze e intese commerciali a livello mondiale. Questo nuovo assetto avrà un impatto notevole sull’economia e sui sistemi produttivi dell’Emilia-Romagna, fortemente vocati all’innovazione e all’export. Per questo è fondamentale sostenere le imprese per il rilancio degli investimenti con strumenti come l’accordo con Intesa Sanpaolo, per puntare su settori e tecnologie strategiche e valorizzare le nostre filiere”.
In chiusura della conferenza stampa la Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Annalisa Sassi e la Direttrice regionale di Intesa Sanpaolo Alessandra Florio hanno firmato il nuovo Accordo territoriale tra Intesa Sanpaolo e Confindustria Emilia-Romagna.
All’incontro con la stampa sono intervenuti anche Franco Pilan, Direttore Area Imprese Emilia Est Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo e Pietro Mambriani, Responsabile Politiche Industriali ed Europa Confindustria Emilia-Romagna.
Competitività e resilienza: le imprese dell’Emilia-Romagna A cura del Research Department Intesa Sanpaolo
Le tensioni commerciali internazionali e le nuove misure di politica commerciale annunciate dagli Stati Uniti rendono più complesso il contesto competitivo in cui si trovano a operare le imprese italiane. Nel corso del 2024, l’Emilia-Romagna ha esportato verso gli Stati Uniti beni per un valore di circa 10,5 miliardi di euro che corrisponde al 12,5% dell’export complessivo della regione; si tratta di una dimensione che rende gli Stati Uniti il primo mercato di sbocco regionale. Tale esposizione rappresenta una potenziale vulnerabilità, ma il capitale relazionale, la qualità delle produzioni e il buon radicamento commerciale delle imprese emiliano-romagnole possono costituire leve rilevanti per la difesa delle quote di mercato anche in presenza di ostacoli tariffari. In particolare, la specializzazione del territorio in prodotti di fascia medio-alta e alta, meno sensibili alla concorrenza di prezzo, potrebbe attenuare, almeno in parte, gli effetti sull’evoluzione dell’export regionale. La leva della qualità, infatti, risulterà premiante perché renderà le produzioni difficilmente sostituibili con prodotti americani o provenienti da altri competitor. È questa l’evidenza che emerge da un’indagine realizzata sul personale di Intesa Sanpaolo che supporta le imprese clienti sui mercati internazionali. Secondo le evidenze raccolte nell’indagine, si conferma la vitalità e la reattività del tessuto produttivo regionale che intende diversificare le destinazioni commerciali (con un interesse crescente verso paesi del Golfo, India, Nord Africa e ASEAN), ricercare fornitori alternativi e aprire filiali commerciali e produttive negli Stati Uniti.
Al contempo, dalla rilevazione emerge che rimarrà alto l’impegno delle imprese verso i temi dell’efficientamento, dell’innovazione e dell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Un sostegno potrà venire dall’attesa crescente diffusione dell’Intelligenza artificiale, dove si osserva già oggi una maggiore proattività delle grandi imprese e significativi margini di miglioramento per le imprese più piccole, che sono particolarmente penalizzate dalla mancanza di competenze interne e dalla difficoltà nel comprendere pienamente i benefici di questa tecnologia.
Il Dama-Tecnopolo di Bologna apre le porte alla ricerca, alla progettazione e al design nel campo dei microchip, i componenti elettronici presenti nella quasi totalità dei dispositivi utilizzati quotidianamente: dai telefoni cellulari alle apparecchiature mediche salvavita, dalle automobili ai pannelli solari, ma soprattutto nei processi di automazione manifatturiera e dei servizi.
Per la cittadella dell’innovazione di via Stalingrado, punto di riferimento internazionale per il supercalcolo, i big data e l’intelligenza artificiale, si avvia un nuovo ambito di attività strategico, reso possibile dal protocollo firmato oggi dalla Regione Emilia-Romagna con la Fondazione Chips-IT, alla presenza della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini e del rettore dell’Università di Bologna, Giovanni Molari. La Fondazione Chips-IT è un’organizzazione di ricerca e tecnologia focalizzata sullo sviluppo dei circuiti integrati a semiconduttore, meglio noti come microchip, che collabora con laboratori e gruppi di eccellenza sia in Italia che all’estero, e che punta a creare una rete di università, centri di ricerca e imprese che favorisca l’innovazione e il trasferimento tecnologico. All’interno dell’accordo anche la possibilità per la Fondazione di avere una sede all’interno di Dama.
Obiettivo principale dell’intesa è promuovere sinergie con l’ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione, coinvolgendo l’Università di Bologna, Cineca e Fondazione Icsc (il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing).
“I microchip sono un settore strategico su cui si gioca la leadership tecnologica europea, e l’Italia intende esserci da protagonista- dichiara la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini-. La collaborazione tra la Fondazione Chips-It e il Tecnopolo di Bologna, due eccellenze sostenute con convinzione dal Mur, crea un circolo virtuoso che moltiplica la capacità di innovazione e genera ricadute positive per imprese e territori. È da queste alleanze che nasce la forza di un Paese capace di guardare lontano e di costruire futuro”.
“Dama è la sede ideale per le attività della Fondazione Chips-IT- commentano il presidente della Regione, Michele de Pascale e il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Il protocollo di collaborazione sullo sviluppo dei circuiti integrati a semiconduttore è importante, perché non solo ha a che fare con il costante miglioramento dei servizi nella nostra quotidianità, ma anche perché ci permette di fare un ulteriore passo nella direzione di un’Europa che vuole rafforzare la propria presenza nel mercato globale in maniera autonoma. Ed è un obiettivo a cui Dama concorre ogni giorno, per renderci autonomi dal duopolio Usa-Cina e garantirci una capacità di ricerca e progettazione indipendente”.
“Questo accordo rappresenta un passo importante per rafforzare il ruolo dell’Italia e dell’Europa nel settore strategico dei circuiti integrati. La presenza della Fondazione Chips-IT al Tecnopolo di Bologna– dichiara Alberto Sangiovanni Vincentelli, presidente della Fondazione Chips-It- ci permette di valorizzare un ecosistema unico dove supercalcolo, big data e intelligenza artificiale si integrano con la progettazione di circuiti integrati di nuova generazione. Lavorando insieme alla Regione Emilia-Romagna, Università di Bologna, Cineca e Fondazione ICSC, potremo creare sinergie importanti che accelereranno l’innovazione e favoriranno la formazione delle competenze necessarie per le sfide future nel settore. L’accordo è un esempio concreto di come collaborazioni tra istituzioni, ricerca e industria possano generare valore non solo per il Paese, ma anche per l’Europa intera”.
“Questo protocollo rafforza il ruolo dell’Università di Bologna all’interno della Data Valley e apre nuove prospettive di ricerca e trasferimento tecnologico in un settore strategico come quello dei microchip– commenta Giovanni Molari, Rettore dell’Università degli studi di Bologna-. Grazie a questa collaborazione, il nostro Ateneo potrà contribuire in modo decisivo alla crescita di competenze e innovazione, mettendo a disposizione conoscenze scientifiche e capacità formative per lo sviluppo di un ecosistema che guarda all’Europa e al mondo”.
Il protocollo con la Regione si va ad aggiungere ad altri due accordi che la Fondazione Chips-IT ha stretto in precedenza sul nostro territorio. Il primo è un accordo-quadro con l’Università di Bologna che ha lo scopo di favorire il consolidamento del rapporto di collaborazione fra le parti. Il secondo è un protocollo d’intesa con Cineca Consorzio Interuniversitario e con Fondazione Icsc, soggetti che sono parte attiva del progetto di sviluppo di Dama e nel quale hanno già la loro sede.
Gli obiettivi, nel rispetto delle competenze di ciascuna, sono l’avvio di progetti congiunti nel campo del calcolo ad alte prestazioni (Hpc) e del design di circuiti integrati a semiconduttore, promuovendo la collaborazione attraverso lo scambio di progetti, personale e risorse, con l’obiettivo di favorire l’innovazione tecnologica, la crescita economica e l’accesso a finanziamenti in questi settori.
Il protocollo tra Regione Emilia-Romagna e Fondazione Chips-IT, infine, oltre a favorire un ulteriore sviluppo della ricerca e dell’innovazione tecnologica, si allinea all’EU Chips Act, il piano dell’Unione Europea per potenziare la produzione di microchip in Europa, che punta a ridurre la dipendenza da altri Paesi e rendere l’UE più competitiva nel settore dei semiconduttori.
La Fondazione Chips-IT
La Fondazione, che ha sede a Pavia e i cui membri fondatori sono il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Università e della Ricerca, ha tre obiettivi principali.
Il primo è promuovere la progettazione e lo sviluppo di circuiti integrati a semiconduttore, compresi quelli che sono alla base dei sistemi di supercalcolo e di intelligenza artificiale. In secondo luogo, punta a rafforzare il sistema di formazione professionale nel campo della microelettronica. Il terzo obiettivo è garantire la costituzione di una rete di università, centri di ricerca e imprese che favorisca l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel settore, prevedendo la possibilità di istituzione di sedi operative secondarie sulla base dei criteri di competenza differenziata, tra cui la diversità nella specializzazione all’interno dei comparti della microelettronica, la prossimità a distretti in cui siano già presenti realtà produttive e collaborative nella ricerca e la progettazione di circuiti integrati da semiconduttore.
Da domani e fino alla serata di venerdì il transito pedonale e ciclabile sulla traversa del fiume Secchia sarà interdetto per consentire al Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale di dar corso ad urgenti ed indifferibili lavori di pronto intervento finanziati dalla Protezione Civile.
Nelle giornate di mercoledì 10 settembre, giovedì 11 settembre e venerdì 12 settembre, quindi, sarà interrotto il transito pedonale e ciclabile sulla traversa dalle 8 alle 18.
I cancelli saranno aperti solo dalle 5,30 alle 8 e dalle 18 alle 21.
Occasionalmente anche dopo queste giornate e per tutta la durata dei lavori, che si svolgeranno presumibilmente fino al 30 ottobre, potranno essere necessarie ulteriori interruzioni temporanee al transito, per periodi limitati ad alcune ore che saranno gestiti mediante apposizione di segnaletica in posto.
“Oramai è consuetudine abbandonare rifiuti in Via Fenuzzi c/o civico n.44, a circa 50 metri dalla sede del Sindaco: un autentico vanto per la città di Sassuolo, capitale mondiale dell’industria ceramica, con i suoi festival ed eventi popolari, una squadra in serie A ed architetture di un certo pregio.
Non comprendo come mai non si sia ricorsi alla videosorveglianza che almeno potrebbe creare un deterrente per maleducati ed incivili che non si adattano alle regole del vivere, data la oggettiva impossibilità al presidio da parte della Polizia Locale.
Allego foto scattata stamattina, a riprova dello stato di degrado a cui dobbiamo assistere percorrendo questa via del centro storico ed ancora una volta non riuscendo a voltarci dall’altra parte!”
Una domenica all’insegna dell’offline: spegnere gli smartphone e accendere lo stare insieme all’aperto o negli spazi pubblici delle nostre città. Conto alla rovescia per la prima domenica detox in Emilia-Romagna, il 12 ottobre; e così sarà, una volta al mese, fino a maggio 2026.
Ad annunciarlo l’assessora al Welfare, Scuola, Politiche per l’infanzia e Terzo settore, Isabella Conti, oggi in conferenza stampa, dopo la presentazione in Commissione assembleare dove ha fatto il punto sui progetti che la Regione sta mettendo in campo per l’adolescenza e la preadolescenza.
Tra questi le domeniche detox, nate dal confronto con i professionisti e le famiglie agli Stati generali dell’Infanzia e dell’Adolescenza, voluti e organizzati dalla Regione lo scorso maggio. La domenica detox è una giornata di disconnessione digitale da trascorrere all’aperto o nei musei, nelle biblioteche e negli spazi pubblici delle nostre città. Un’occasione per le famiglie, i bambini e i ragazzi a partecipare a eventi, laboratori, giochi e incontri che favoriscano il contatto diretto, la socializzazione e il rispetto per l’ambiente, senza l’uso di smartphone o dispositivi digitali.
Iniziativa innovativa, che fa parte del pacchetto da 8 milioni e 350mila euro (in allegato, scheda con tutti i progetti dettagliati) che la Regione mette in campo per i ragazzi e le ragazze: oltre 2,3 milioni di euro per il Programma finalizzato al contrasto alla povertà minorile educativa, relazionale e al ritiro sociale, 800mila euro (risorse aumentate del 30%) per il bando rivolto alla promozione di progetti educativi, culturali, sportivi e ambientali per adolescenti proposti da soggetti del Terzo settore e privati senza fini di lucro, 700mila euro per l’educazione digitale rivolta sia ai giovani che alle famiglie e agli insegnanti. E ancora, un avviso pubblico da 2,5 milioni di euro per la promozione di una rete coordinata di presìdi dedicati all’orientamento scolastico e formativo per i ragazzi dagli 11 ai 19 anni; infine, 2 milioni per la sperimentazione di ‘scuole aperte’ all’interno delle secondarie di primo grado promuovendo la realizzazione di attività educative, sportive e culturali in orario extracurriculare.
“Rafforzare le reti educative e sociali – sottolinea Conti -, aprire le scuole oltre l’orario curricolare, promuovere la partecipazione, il protagonismo giovanile e il benessere psicologico, valorizzare il ruolo del digitale come strumento consapevole e inclusivo. Sono alcune delle iniziative con cui la Regione Emilia-Romagna ribadisce il proprio impegno concreto a favore dei ragazzi e delle ragazze. Lo facciamo con scelte coerenti, investendo risorse e immaginando interventi che non hanno precedenti per ampiezza e qualità, perché crediamo che sostenere gli adolescenti significhi sostenere il futuro delle nostre comunità”.
“Come Regione- conclude l’assessora – abbiamo confermato la continuità di alcuni importanti interventi, investendo laddove possibili non solo maggiori risorse ma anche promuovendo nuove azioni e nuove progettualità, consapevoli delle nuove esigenze e delle nuove fragilità di adolescenti e preadolescenti. Vogliamo costruire una vera e propria politica regionale per l’adolescenza e la preadolescenza, integrata, strutturale e radicata nei territori. Una politica che tiene insieme ascolto, prevenzione, sostegno e partecipazione, valorizzando la corresponsabilità educativa delle famiglie, della scuola, del Terzo settore e delle comunità locali”.
Sono stati convocati i Consigli di frazione del Comune di Formigine per i mesi di settembre e ottobre, incontri utili alla condivisione di proposte e suggerimenti tra i cittadini e l’amministrazione comunale.
Il primo appuntamento è in programma mercoledì 10 settembre alle ore 20.30, presso l’Auditorium della Scuola primaria Palmieri di Magreta. La serata sarà dedicata all’illustrazione del Piano di Protezione Civile, alla presentazione del progetto Formigine Batticuore di Avap e Anpas, agli aggiornamenti sulle manutenzioni in corso sul territorio e a eventuali ulteriori comunicazioni.
Seguiranno altri incontri nelle diverse frazioni. Martedì 16 settembre alle ore 20 si terranno due riunioni: una presso l’Oratorio San Filippo Neri di Colombaro e l’altra nella sede de Le Palafitte 2.0 a Casinalbo. Martedì 7 ottobre sarà invece la volta di Corlo, con il Consiglio fissato alle ore 19.30 presso il Centro giovanile. Nella stessa data si svolgerà anche il Consiglio di Formigine, in programma alle ore 20.30 al Ceas. Il ciclo di appuntamenti si concluderà mercoledì 8 ottobre alle ore 19.30 nella Sala parrocchiale di Ubersetto.
Sabato 5 settembre, la frazione di Crosada in provincia di Udine, ha ospitato una delle gare di Tractor Pulling più attese della stagione, attirando un pubblico entusiasta di circa 5000 persone. Tra rombi di motori e fumi di potenza, i campioni si sono sfidati in un’arena di adrenalina e passione per il motorsport.
Il grande protagonista della giornata è stato senza dubbio il trattore “Stars e Stripes” della Scuderia Piede Pesante di Sassuolo, che, grazie ad un eccellente terzo posto, ha garantito al team la storica conquista del quinto titolo italiano consecutivo. Un traguardo che segna un’epoca nel mondo del Tractor Pulling italiano e dimostra il dominio della scuderia emiliana in questo sport spettacolare.
A vincere la gara è stato il romagnolo Andrea Ancarani su “New Holland Toro Blu”, che ha mostrato una prestazione impressiva, conquistando il gradino più alto del podio, mentre il mantovano Galletti Imerio ha chiuso al secondo posto con il suo trattore “White Angel”, un altro esemplare della stessa marca. La competizione è stata serrata e molto avvincente, con i tre piloti che hanno saputo dare il massimo, mantenendo viva l’attenzione del pubblico.
I fan del Tractor Pulling hanno applaudito non solo i tre vincitori, ma anche tutti i partecipanti, che hanno dimostrato passione e determinazione in un evento che ha celebrato non solo la potenza dei motori, ma anche l’abilità e la strategia dei piloti. L’atmosfera festosa di Crosada ha reso il tutto ancora più speciale: famiglie, amici e appassionati si sono riuniti per sostenere i loro beniamini in questa competizione che unisce ingegneria e sportività.
Il futuro è ora rappresentato dai Campionati Assoluti, la gara più importante d’Europa, che si svolgerà da Venerdì 19 a Domenica 21 Settembre in Olanda. La vittoria del “Stars e Stripes” è arrivata grazie all’ottimo lavoro dei meccanici, piloti e dirigenti del team, che hanno dimostrato straordinaria dedizione e competenza. Ora, il team è pronto a affrontare la sfida europea, puntando a replicare il successo sul palcoscenico internazionale.
Équipe guidata dal professor Pacini, con parte dei chirurghi e del personale di sala coinvolto
Un paziente in attesa di trapianto a Bologna e un cuore, da donatore a cuore fermo, improvvisamente disponibile a Livorno a centinaia di chilometri di distanza, in un ospedale non sede di cardiochirurgia. Due équipe di cardio-chirurghi, rianimatori, infermieri, perfusionisti e specializzandi al lavoro contemporaneamente: una che si reca in Toscana per prelevare l’organo, salvaguardarne le funzionalità e trasportarlo in sicurezza a Bologna, dove l’altra è già pronta in sala operatoria per l’operazione, perfettamente riuscita. La persona ricevente oggi sta bene.
Un gioco di squadra straordinario, messo in campo dall’Irccs Policlinico Sant’Orsola di Bologna che ha permesso, per la prima volta in Emilia-Romagna, un prelievo di cuore da donatore a cuore fermo (ovvero non battente da 20 minuti) fuori regione in un ospedale non sede di cardiochirurgia. Lo ha fatto, portando “in trasferta” una squadra di professionisti e tutta la strumentazione per ricreare una sala operatoria cardiochirurgica. Il cuore è stato poi trasportato al Sant’Orsola, dove è stato effettuato il trapianto.
Un traguardo raggiunto grazie alla rete organizzativa e di professionisti che vede la collaborazione, oltre all’Unità Operativa di Cardiochirurgia diretta dal professore Davide Pacini e dei colleghi dell’ospedale in cui è stato prelevato l’organo, anche dei Centri Regionali di Riferimento Trapianti Emilia-Romagna e Toscana. Le procedure legate alla donazione, al prelievo e al trapianto richiedono infatti elevate competenze organizzative, di coordinazione e di programmazione, per mettere i professionisti nelle condizioni di intervenire tempestivamente, pur nel rispetto di tutte le normative, affinché il cuore possa arrivare al trapianto in ottime condizioni. La Cardiochirurgia del Sant’Orsola vanta un dato di sopravvivenza a 5 anni dal trapianto del 79%, contro una media nazionale del 73%.
“Un’altra vita salvata, e un altro importante passo avanti della nostra rete trapiantologica regionale, che si conferma sempre più punto di riferimento altamente innovativo a livello nazionale- commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Siamo veramente orgogliosi e grati per quanto è stato fatto: grazie alla generosità di chi ha donato il cuore, alla straordinaria competenza di tutti i professionisti coinvolti, alla collaborazione complessa ma perfettamente riuscita tra il Policlinico di Sant’Orsola, l’ospedale toscano e i due Centri di Riferimento Trapianti di Emilia-Romagna e Toscana, oggi possiamo dire di aver aperto una nuova fase per l’attività trapiantologica. Con lo scopo, che è sempre il primo e l’ultimo, di salvare quante più vite possibili”.
“Mettere in piedi un sistema in cui la squadra che preleva il cuore si sposta verso il donatore, anche fuori regione, e non il contrario garantisce una replicabilità e performance migliori della procedura- spiega Davide Pacini, direttore Cardiochirurgia dell’Irccs-. Così è possibile valorizzare anche donatori che si trovano in ospedali non sede di cardiochirurgia. Questo è molto importante se pensiamo che oggi con una cardiopatia, grazie all’offerta di terapie e di tecnologie, si vive più a lungo e meglio e si arriva nelle migliori condizioni al trapianto. Tutte considerazioni e prospettive che abbiamo affrontato in una recente pubblicazione e che saranno il cuore del prossimo ‘Bologna Heart Surgery Symposium’, il congresso che organizziamo a Bologna proprio in questi giorni e grazie al quale ci confrontiamo con professionisti da tutto il mondo su questi temi”.
“Un traguardo importante per tutta la rete trapiantologica nazionale, nella quale ci presentiamo ancora una volta capaci di eseguire con successo procedure complesse e dal carattere altamente innovativo- afferma Chiara Gibertoni, direttrice generale dell’Irccs Policlinico di Sant’Orsola-. L’Irccs rappresenta un punto di riferimento di questo sistema, sia grazie all’eccellenza dei professionisti che grazie a strutture e tecnologie a disposizione dell’équipe. Un livello altissimo che ci impegniamo a migliorare costantemente per dare soluzioni sempre più ampie e nuove ai nostri pazienti e per fare della collaborazione con altri centri all’avanguardia massima espressione della cura”.
“Il traguardo raggiunto non esisterebbe senza la generosità dei donatori- aggiunge Erika Cordella, direttrice del Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna-. Questa donazione è ulteriore prova dell’importanza di farsi trovare pronti di fronte a nuove opportunità scientifiche, professionali e tecnologiche, con una rete non solo professionale ma anche operativa e organizzativa all’avanguardia. Ringrazio ancora una volta per questo il supporto e la collaborazione con i colleghi e le colleghe toscane e lo staff del Crt Emilia-Romagna”.
L’organizzazione del trapianto
Per il Sant’Orsola è il primo caso in cui viene effettuata la procedura in un ospedale fuori regione e che non è sede di Cardiochirurgia. Gli specialisti della Cardiochirurgia dell’Irccs, infatti, si sono recati nell’ospedale toscano e hanno prelevato il cuore applicando una tecnica che consente di salvaguardare le funzionalità degli organi e facilitare la ripresa del cuore.
L’Irccs ha quindi messo in campo due équipe complete contemporaneamente: una in partenza e una pronta al trapianto una volta arrivato l’organo.
La prima era composta da due cardiochirurghi ed uno specializzando, una infermiera strumentista di sala operatoria, due perfusionisti e due rianimatori. Ma anche tecnologie in trasferta: due differenti macchine Ecmo, strumenti specifici per la conservazione ed il trasporto degli organi e materiali che non possono essere presenti nelle sale operatorie prive di cardiochirurgia.
L’altra equipe, composta da due cardiochirurghi ed uno specializzando, un perfusionista ed un anestesista, oltre alla strumentista e al personale di sala, ha effettuato il trapianto, coordinata con i colleghi in arrivo preparandosi in base alle caratteristiche del ricevente. I pazienti possono avere esigenze molto diverse, infatti, legate ad interventi pregressi o se portatori di device meccanici.
Il trapianto con “donatore a cuore fermo”
Il prelievo di un organo a scopo di trapianto viene sempre eseguito su un cadavere. La procedura si può però differenziare per le modalità di accertamento della morte del donatore: una attraverso criteri neurologici (comunemente conosciuta come “morte cerebrale” e caratterizzata per il prelievo degli organi a cuore battente), l’altra attraverso criteri cardiaci. Il secondo è il caso della donazione “a cuore fermo”. Per questa procedura la legge prevede, in Italia, un tempo di attesa e di osservazione prima del prelievo dell’organo di 20 minuti, contro i 5 minuti della maggior parte degli altri Paesi europei.
La maggior parte dei trapianti è ancora oggi legata alle morte encefaliche, ma le donazioni “DCD” (Donazione dopo la “morte cardiaca” o a “cuore fermo”) per organi come i reni, il fegato o i polmoni crescono anno dopo anno.
Trapianti in Emilia-Romagna: il CRT esempio di collaborazione e organizzazione
Il Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna rappresenta un modello pionieristico, primo esempio in Italia con una struttura dedicata a rendere più efficiente la collaborazione tra gli ospedali in tema di trapian8. Pochi anni dopo l’istituzione, infatti, è stato preso come esempio per la stesura della legge nazionale in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti (legge 91 del 1999).
È una struttura regionale opera8va-ges8onale con sede presso l’Irccs Policlinico Sant’Orsola con l’obiettivo di far funzionare al meglio il percorso di donazione e trapianto di organi e tessuti, che in Emilia-Romagna è organizzato secondo il modello ‘Hub&Spoke’ e garantisce quindi il collegamento tra centri di alta specializzazione e gli ospedali del territorio con le sedi donative, i centri trapianto, le sedi delle banche di tessuti e cellule in rete tra loro. Il Centro fa anche riferimento al ministero della Salute (Centro Nazionale Trapianti).
Proprio grazie a questa competenza nel 2024 l’Emilia-Romagna è arrivata a quota 70 donazioni (tra rene, fegato, polmone e cuore) da paziente a cuore fermo: pari quasi al 24% del totale nazionale dei donatori DCD. Numeri già in crescita nel 2025, con già 42 donatori DCD in Emilia-Romagna.
In 26 anni la rete ha prodotto oltre 5.700 segnalazioni di potenziali donatori, 3.200 dei quali divenuti poi effettivi dopo le verifiche del caso. Grazie alla loro generosità sono stati realizzati più di 730 trapianti di cuore, oltre 3.450 di fegato (44 dei quali da donatore vivente), più di 4.430 di rene (530 dei quali da donatore vivente), oltre un centinaio di polmone e una cinquantina di intestino. In totale il Crt ha garantito il corretto utilizzo di oltre 9.000 organi, offrendo una nuova possibilità di vita a ben 8.288 persone.
La Cardiochirurgia dell’Irccs diretta dal Professor Davide Pacini
L’Irccs Policlinico Sant’Orsola è l’unico ospedale a eseguire trapianti di cuore in Emilia-Romagna. Da gennaio ad oggi sono stati effettuati 28 trapianti di cuore (4 da donatori DCD). Un numero da record, già superiore a quello dello scorso anno, che posiziona l’Irccs tra i primi centri in Italia per numero di interventi. Non solo: quello del Sant’Orsola è stabilmente il centro che garantisce la più alta sopravvivenza post-intervento in Italia: la sopravvivenza a 5 anni dal trapianto è al 79%, contro una media nazionale del 73%.
Inoltre, è l’unico centro cardiologico-cardiochirurgico in Italia a vantare la possibilità di seguire il paziente dalla diagnosi prenatale a tutta l’età adulta garantendone una presa in carico totale durante l’intero arco di vita e offrendo a tutte le fasce di età l’opzione del trapianto e delle assistenze meccaniche.
Come conferma una recente pubblicazione professionisti dell’Irccs, il trapianto di cuore da donatore DCD ha dimostrato di poter espandere il numero di cuori disponibili per il trapianto, con conseguente aumento del numero di trapianti a livello nazionale e mondiale. Il futuro della donazione da questo tipo di donatori si prospetta ricco di potenziali sviluppi, grazie ai progressi tecnologici, all’ottimizzazione dei protocolli e all’evoluzione delle normative.
Elementi importanti nel trattamento delle cardiopatie terminali, perché il trapianto cardiaco costituisce spesso l’unica opzione praticabile, in particolare in termini di sopravvivenza e di qualità della vita. Lo sviluppo e l’ottimizzazione della terapia medica ha ridotto in modo significativo la mortalità dei pazienti con cardiopatia, consentendo loro di raggiungere gli stadi terminali della malattia e quindi aumentando il numero dei possibili candidati a trapianto.
Una delle ragioni riguarda i progressi tecnologici nello sviluppo di macchine atte a vicariare la funzione cardiaca. E se parallelamente il pool di donatori rimane insufficiente a rispondere alla domanda trapiantologica, risulta comunque fortemente incrementato grazie a strategie multiple, in particolare l’aumento dell’età dei donatori, le campagne di sensibilizzazione, la ricerca sullo xenotrapianto e l’utilizzo di cuori da donatori con criteri di morte cardiocircolatoria.
Il 7 settembre su delega della Procura della Repubblica, i Carabinieri della Stazione di Maranello, con il supporto dei militari della Stazione di Leno (BS), hanno dato
esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di
Modena, nei confronti di una 24enne di origini rumene, indagata dei reati di rapina
impropria aggravata in concorso e lesioni personali aggravate.
L’attività investigativa trae origine da fatti accaduti il 16 luglio scorso a Maranello,
quando una donna residente a Serramazzoni, mentre percorreva via Agnini, veniva
avvicinata con il pretesto di una richiesta di informazioni. La giovane, approfittando della
situazione, le strappava dal collo con violenza una collana in oro, trascinandola a terra e
fuggendo subito dopo a bordo di un’auto condotta da un complice rimasto sconosciuto.
A seguito della rapina la vittima riportava lesioni con una prognosi iniziale di trenta
giorni.
Le indagini, sviluppate mediante l’analisi delle telecamere di videosorveglianza e
mirati accertamenti investigativi, consentivano di identificare l’indagata nei confronti della
quale questa Procura, ritenuta la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza considerata la
gravità dei fatti, la reiterazione delle condotte, richiedeva e otteneva dal G.I.P. l’applicazione della misura cautelare in carcere.
La donna è stata rintracciata a Brescia e quindi associata presso la casa circondariale
di Brescia – Verziano.
Si rammenta che la persona sottoposta ad indagini è da considerarsi presunta innocente fino alla sentenza irrevocabile di condanna.
Sin dalle prime ore del mattino un flusso sud-occidentale favorirà lo sviluppo di rovesci, anche a carattere temporalesco soprattutto lungo la fascia appenninica, che dal settore occidentale si estenderanno su tutta la Regione. Fenomeni in esaurimento già dal tardo pomeriggio, nuvolosità variabile in serata.
Temperature minime perlopiù stazionarie sui 19/20 gradi, massime in diminuzione con valori che non dovrebbero superare i 22/24 gradi. Venti prevalentemente sud-occidentali, con rinforzi dal pomeriggio lungo tutto il crinale fino alle aree collinari legati ai fenomeni temporaleschi previsti. Mare mosso al mattino ma con moto ondoso in intensificazione fino a molto mosso.
‘Terremoto’ alla Pista, popoloso quartiere della prima periferia sassolese. Arci ha comunicato ieri al Circolo Primo Maggio la ‘disaffliliazione’ del circolo stesso al Comitato Provinciale, decretando di fatto, a far tempo da ieri, la chiusura della struttura.
La lettera con cui la presidenza di Arci Modena, indirizzata al circolo rimarca l’impossibilità di costruire «un percorso comune e condiviso di modifica di quegli atteggiamenti del circolo stesso che, a nostro parere, non sono “propri” di un’associazione aderente ad Arci. Proseguire in una stessa direzione – scrive ancora l’Arci – è una via impraticabile».
Da qui la decisione «di revocare immediatamente l’adesione/affiliazione dell’associazione ‘Primo Maggio’ ad Arci Modena». Per il Circolo, che conta circa 150 soci, la revoca significa chiusura stante l’impossibilità, per il locale, di somministrare cibo e bevande in assenza di affiliazione. Adesso, spiegano dal direttivo del ‘Primo Maggio’, si tratta di cercare una via d’uscita, affliliandosi ad altre federazioni e avviando altre un confronto con il Comune che dia un futuro al ‘Primo Maggio’.
Una terra di frontiera esposta più di altre alle sfide dell’attualità, dalla crisi demografica a quella climatica. Ma anche un territorio capace di giocare sull’innovazione e di dare segni di vitalità, dove cresce il numero dei residenti e si fa impresa, puntando sulla sostenibilità e sul rafforzamento della comunità.
Lo dimostrano, tra l’altro, le esperienze delle Comunità energetiche rinnovabili, delle Green Communities e la diffusione delle Cooperative di comunità.
È la fotografia della montagna che emerge dal “Rapporto Montagne Italia 2025”, promosso dall’Uncem, l’Unione Nazionale di Comuni ed Enti Montani con la Fondazione Montagne Italia e il Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Stamattina nel bolognese, a Monte San Pietro, la presentazione del Rapporto alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale Davide Baruffi, con delega a programmazione strategica, bilancio, montagna e aree interne, del presidente nazionale di Uncem, Marco Bussone, e della sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi, delegata per la montagna della Città Metropolitana di Bologna. In collegamento si è unito il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Nel pomeriggio, a Castelnovo né Monti (Re) la replica dell’evento.
Tra i dati più rilevanti del Rapporto, l’incremento della popolazione nelle aree montane dell’Emilia-Romagna, tratto distintivo dell’intero territorio montano. Nel periodo 2019-2023, il saldo migratorio si attesta a +46,7 per mille su scala regionale a fronte di un dato nazionale pari a + 12 per mille.
“I dati incoraggianti sul trend demografico nell’Appennino emiliano-romagnolo hanno senz’altro diverse cause, a partire dalle strategie territoriali messe in campo da Regione e Comuni e dalle risorse impegnate per sostenere investimenti e servizi- commenta Baruffi-. Ma i territori scontano difficoltà significative, in primis per i tagli diretti operati dal Governo sui trasferimenti agli enti locali e quelli indiretti su comparti essenziali come sanità, scuola e trasporto pubblico locali. Senza contare- prosegue Baruffi- la logica schizofrenica del Fondo di solidarietà comunale nazionale, che spesso penalizza la montagna a vantaggio della pianura, e le grandi difficoltà per gli enti più piccoli, soprattutto in montagna, nel reclutare il personale”.
L’assessore ha poi annunciato due iniziative che la Regione si appresta a varare che avranno risvolti positivi per Appenino e aree interne.
“Rispetto al tema del riordino istituzionale- spiega Baruffi- in autunno la Giunta regionale avanzerà una proposta di riforma del governo territoriale per riordinare le funzioni e le forme di sostegno ai Comuni, alle Unioni e alle Province, colmando il vuoto legislativo nazionale rispetto al testo unico degli Enti locali e delle Province, ormai fermi al palo da anni. L’obiettivo è sostenere ulteriormente la cooperazione tra enti locali”.
La seconda iniziativa di sistema riguarda il rafforzamento della programmazione negoziata con gli Enti locali, superando in larga parte la logica dei bandi che ha caratterizzato il Pnrr.
“Serve- conclude Baruffi- costruire e favorire progettualità condivise tra i territori, anziché esasperare la competizione tra gli enti e le comunità. L’esperienza fatta con le agende trasformative urbane (Atuss) per le città e le Unioni di comuni più avanzate da un lato, con le Unioni montane e delle aree interne (Stami) dall’altro ci spinge a premiare questa modalità di assegnazione delle risorse”.
Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 21:00 di martedì 9 alle 5:00 di mercoledì 10 settembre, sarà chiuso il tratto compreso tra Sasso Marconi e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Bologna. Pertanto, sarà chiusa l’entrata di Sasso Marconi verso Bologna.
Si precisa che la stazione di Sasso Marconi nord, ad alta automazione, sarà regolarmente aperta; di conseguenza, sarà accessibile anche l’area di servizio “Cantagallo est”. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Sasso Marconi, percorrere il Raccordo di Sasso Marconi (R43), la SS64 Nuova Porrettana, la SS64 Porrettana, l’Asse Attrezzato ed entrare sul Raccordo di Casalecchio attraverso la stazione di Bologna Casalecchio.
Per consentire lavori di manutenzione della segnaletica orizzontale, dalle 21:00 di martedì 9 alle 5:00 di mercoledì 10 settembre, sarà chiusa anche la stazione di Modena nord, in entrata, verso Bologna e Milano e in uscita per chi proviene da Bologna. In alternativa si consigliano le stazioni di Modena sud e Reggio Emilia.
La quercia dell’aiuola in via Pio Donati chiede aiuto: alcuni cittadini hanno affisso un cartello sulle fronde dell’albero pendente, che dice di non lasciarlo cadere.
Purtroppo, dopo le opportune verifiche da parte di agronomi professionisti e tentativi di soluzione del problema, le radici risultano aggredite da un fungo, il Ganoderma: agente patogeno che attacca la pianta nella parte sotterranea. Non si tratta quindi di un problema dell’eccessivo peso delle fronde superiori risolvibile con potature, ma di una questione di salute delle radici della pianta, purtroppo irrimediabilmente compromesse. Anche la ulteriore tomografia urgente commissionata in questi giorni ne ha confermato lo stato di salute irrecuperabile e la conseguente pericolosità per la sicurezza stradale: la pianta risulta in movimento, presumibilmente a seguito degli eccezionali eventi meteorologici di quest’estate.
Per garantire la sicurezza sulle vie interessate da traffico consistente che insistono sulla rotatoria, nella giornata di oggi (8 settembre) l’area è stata transennata e sarà necessario quanto prima in emergenza procedere all’abbattimento in base alle indicazioni scientifiche degli agronomi.
In seguito, nella stagione opportuna, sarà possibile piantumare un nuovo albero: in sostituzione della quercia, è intenzione dell’amministrazione mettere a dimora un esemplare di dimensioni significative. Visto il valore storico della pianta per molti formiginesi poi, saranno messe in campo iniziative per valorizzare il legno dell’albero abbattuto, ricordandolo e facendolo rivivere in luoghi pubblici.
Giovedì 11 settembre, in Piazza Berselli a Castelnuovo Rangone, alle ore 21:00, Massimo Zamboni, chitarrista e cantautore dello storico gruppo punk rock italiano CCCP, insieme a Erik Montanari (chitarra e cori) e Cristiano Roversi (tastiera e stick bass), mette in scena con la propria musica le parole del celebre Pier Paolo Pasolini nello spettacolo P.P.P. Profezia è Predire il Presente, nonché titolo del suo nuovo album. Un disco molteplice e ricco di sfaccettature, così come lo sono l’anima e il pensiero dello stesso Pier Paolo Pasolini, intellettuale straordinario che ha saputo profetizzare la trasformazione drammatica e lacerante dell’Italia. Nel cinquantesimo anniversario della sua uccisione. In caso di maltempo, il reading poetico si terrà all’interno dell’Auditorium Bavieri.
Venerdì12 settembre, alle ore 21:00, nella cornice dell’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello, un appuntamento dedicato al celebre poeta, drammaturgo e regista teatrale spagnolo, Federico Garcia Lorca, ricordato dalla narrazione di Roberto Alperoli e dalle letture di Claudio Calafiore.
Una giornata piena di eventi quella di sabato 13 settembre. Alle ore 10:30, con Silvia Tagliazucchi, psicologa e psicoterapeuta, il Parco della Poesia di Vignola diventa per la seconda volta teatro di mindfulness. Alle ore 16:30, invece, nel Parco della Biblioteca Sepulveda di Castelnuovo Rangone, un appuntamento dedicato agli animali nella poesia. Verranno letti e commentati passi da “Bestie” di Federigo Tozzi e “Bestiari” di Guillaume Apollinaire, due grandi poeti dei primi anni del Novecento che utilizzano l’animale come simbolo di una riflessione sulla vita. Con la narrazione di Roberto Alperoli, Alberto Bertoni, Roberto Galaverni, le letture di Diana Manea e gli interventi musicali di Andrea Candeli. A seguire, un omaggio a Stefano Simoncelli, poeta amico di Poesia Festival venuto a mancare nel mese di maggio, con Alberto Bertoni e Diana Manea. Alle 17:30 la presentazione del libro “È ancora possibile la poesia. Poetry Nobel Lectures 1975-2025”, antologia di tutti i discorsi dei poeti vincitori del Premio Nobel. Interviene Roberto Galaverni. In caso di maltempo, i due incontri si svolgeranno rispettivamente all’interno della Biblioteca Auris di Vignola e della Biblioteca Sepulveda di Castelnuovo Rangone.
La più grande rock band italiana di poesia e rivolta, theGANG, suona sul palcoscenico del Teatro La Venere di Savignano sul Panaro sabato 13 settembre alle ore 21:00. Marino Severini (voce e chitarra), Alessandro Severini (chitarra), Diego Garbuglia (batteria), Andrea Giaconi (basso) e Gianni Bonanni (fisarmonica e tastiere) dimostrano a suon di musica folk rock che la poesia e la rivolta hanno una cosa in comune: l’ambizione di una umanità in fuga dall’indifferenza e dall’ingiustizia, alla ricerca di emancipazione e libertà.
Si svolgerà il prossimo 15 ottobre dalle 9 alle 13.30 presso il Teatro Carani di Sassuolo il convegno “Polizia giudiziaria e minorenni: analisi di un rapporto complesso”. Il seminario distribuirà crediti formativi agli intervenuti.
Il programma:
Ore 8.15 Registrazione dei partecipanti
Ore 9.00 Saluto del Sindaco del Comune di Sassuolo Matteo MESINI A seguire interverranno: Dott. Giuseppe DI GIORGIO – Procuratore Capo della Repubblica Tribunale dei Minori di Bologna; Avv. Alessia MASSARI – Avvocato penalista specializzata in reati perpetrati da minori; Dott.ssa Antonella MATASSA – Direttore USSM di Bologna; Dott.ssa Paola Elisa ROSSETTI – Dirigente Settore Politiche Sociali dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico.
Conclusioni (ore 12.30 circa) a cura della Dott.ssa Rossana PRANDI – Comandante Polizia Locale Comune di Sassuolo.