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Comune di Sassuolo
venerdì, 19 Giugno 2026
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I dati del Rendiconto 2025 in approvazione nel Consiglio comunale sassolese di domani

I dati del Rendiconto 2025 in approvazione nel Consiglio comunale sassolese di domani“Il rendiconto che porteremo in approvazione nella seduta di domani del Consiglio Comunale non è solo un documento contabile, ma la fotografia di una città che sta rafforzando la propria solidità senza rinunciare a investire nel proprio futuro”.

Con queste parole il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, introduce l’analisi del Rendiconto della gestione 2025, che sarà discusso nella prossima seduta del Consiglio Comunale in programma domani sera, giovedì 30 aprile.

Il dato più significativo riguarda la riduzione dell’indebitamento: in due anni, dal 2024 al 2026, il Comune e SGP hanno ridotto il debito complessivo di circa 10 milioni di euro, portandolo da oltre 45 milioni a circa 35,7 milioni di euro. Un risultato che rafforza e accelera un percorso avviato nel 2014 e che oggi consente all’ente di affrontare con maggiore solidità le sfide dei prossimi anni.

Allo stesso tempo, il rendiconto evidenzia la capacità dell’amministrazione di continuare a sostenere lo sviluppo della città. Le risorse disponibili e i progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanno consentendo di portare avanti interventi rilevanti, a cui si aggiunge l’importante investimento di riqualificazione del comparto ex 189, insieme a un piano sempre più strutturato di manutenzioni diffuse sul territorio.

In questo quadro si inserisce anche l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, pari a circa 3,2 milioni di euro, che l’amministrazione ha scelto di impiegare tenendo insieme due priorità: ridurre il debito e rafforzare gli investimenti sulla città. Una parte delle risorse sarà infatti destinata all’abbattimento dell’indebitamento, mentre circa 1,3 milioni di euro finanzieranno nuovi interventi sul territorio, con una particolare attenzione alla cura del patrimonio pubblico: oltre 700.000 euro saranno destinati alla viabilità.

“Ridurre il debito e allo stesso tempo continuare a investire sulla città è una scelta precisa”, conclude il Sindaco. “È un equilibrio che riteniamo necessario per garantire a Sassuolo sviluppo, qualità dei servizi e sostenibilità nel lungo periodo, senza scaricare costi sulle generazioni future”.

 

Sabato 2 maggio uffici comunali chiusi a Fiorano Modenese

Sabato 2 maggio uffici comunali chiusi a Fiorano Modenese

Venerdì 1° maggio e sabato 2 maggio gli uffici comunali di Fiorano Modenese saranno chiusi, così come la biblioteca e ludoteca per le attività ordinarie, mentre sarà possibile l’accesso agli eventi di Ennesimo Film Festival dedicati ai bambini, negli orari previsti.

Sabato 2 maggio saranno garantiti i servizi essenziali per concessione loculi e denunce di morte. L’ufficio servizi cimiteriali sarà reperibile telefonicamente al numero 329 3191683 o alla mail cimiteri@fiorano.it. Mentre per denunce di morte e relative autorizzazioni l’Ufficio di stato civile sarà reperibile in sede (ingresso via A. Ferri, 9) suonando il videocitofono o chiamando il numero 334 3477589, sempre dalle ore 8.30 alle 12.30.

Venerdì 1° maggio il Castello di Spezzano con il Museo della Ceramica saranno aperti dalle 15 alle 19, con possibilità di partecipare ad una visita guidata gratuita alle ore 17. Non è necessaria la prenotazione. Sarà possibile ammirare gli affreschi della Sala delle Vedute e della Galleria delle Battaglie, visitare le interessanti sezioni del Museo e la sezione interattiva Manodopera.

 

Presentata alla Conferenza delle Regioni “Da parte mia”, la campagna nazionale sulla donazione del corpo alla scienza promossa dalla Regione

Presentata alla Conferenza delle Regioni “Da parte mia”, la campagna nazionale sulla donazione del corpo alla scienza promossa dalla Regione“Un messaggio che ha un inizio e un fine. Farti sapere che donando il corpo alla scienza compi un gesto di straordinaria generosità che lascia un segno indelebile sul futuro”.

È incentrata su questo messaggio “Da parte mia”, la campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sulla donazione del corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, formazione e ricerca scientifica, che è stata presentata alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Un progetto promosso dalla Regione Emilia-Romagna, individuata come capofila dal ministero della Salute su indicazione della stessa Conferenza delle Regioni, coordinato dall’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta e realizzato in collaborazione con l’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze biomediche e neuromotorie, Centro di riferimento nazionale per la conservazione e l’utilizzazione dei corpi dei defunti.

La campagna prenderà il via in tutta Italia in modalità omnicanale a partire dal 3 maggio, con spot sulle tv nazionali, le radio nazionali e locali, affissionistica cartacea e digitale nelle principali città d’Italia, inserzioni sulle principali testate web, agenzie di stampa e una campagna social.

Centrale lo spot video, affiancato da manifesti, locandine, opuscoli informativi e dal sito ufficiale www.dapartemia.it, pensato come punto di riferimento per chi desidera informarsi e compiere una scelta consapevole. Il portale offre un’esperienza chiara e accessibile: video-infografiche esplicative, approfondimenti sul percorso, oltre al kit per scaricare i materiali utili alla diffusione della cultura della donazione.

L’ambizioso obiettivo si rivela già nel claim: trasformare la percezione stessa del concetto di “fine” restituendole un doppio significato. La donazione del corpo non come conclusione, ma come atto generativo, capace di produrre conoscenza, progresso e nuove possibilità di cura. Un gesto che permette alla ricerca di avanzare, alla formazione dei futuri medici di crescere e alla medicina di migliorare, contribuendo in modo concreto al bene collettivo.

“Siamo fieri di essere promotori e capofila di una campagna di respiro nazionale per accendere i fari su questo tema, per una donazione informata, consapevole e rispettosa dei desideri del donatore- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. La donazione del proprio corpo alla scienza è un gesto di grande generosità e nobiltà, che nasce da una profonda motivazione interiore e dal riconoscimento dell’alto significato che questa scelta riveste per la ricerca scientifica, per la medicina, e quindi per l’intera comunità. Nell’assoluto rispetto, doveroso ricordarlo, dell’etica della donazione, e quindi della dignità delle persone. Questo gesto contribuisce a migliorare la qualità e la sicurezza delle cure rafforzando l’efficacia del sistema sanitario. Un tema di grande impatto in cui la dimensione etica, scientifica e umana si intrecciano”.

“Donare il corpo alla scienza- aggiunge Giovanni Molari, rettore dell’Alma Mater Studiorum- Università di Bologna- è una scelta di altissima dignità civile e apporta un contributo fondamentale al progresso della medicina. La promozione della conoscenza e della consapevolezza su questo tema è particolarmente sentita dall’Università di Bologna che, attraverso il percorso ultradecennale svolto dal Centro di Anatomia, Centro di Riferimento per la donazione del corpo alla scienza, svolge un ruolo preminente anche nella comunicazione del significato che tale gesto riveste per la salute pubblica attraverso la formazione medica e la ricerca scientifica. Anche in virtù di tali competenze- aggiunge il rettore Molari- la Regione Emilia-Romagna ha potuto avviare, con il sostegno del ministero della Salute, una campagna nazionale di comunicazione sul significato della donazione del corpo alla scienza realizzata in collaborazione con il Centro di Anatomia dell’Università di Bologna, campagna che segna un passo importante  per la diffusione di una informazione corretta  e la creazione di una consapevolezza sociale che rafforzi i valori di responsabilità e solidarietà che devono essere alla base della ricerca scientifica”.

La possibilità di donare il proprio corpo e i propri tessuti alla ricerca scientifica e alla formazione medica è regolata dalla legge 10 febbraio 2020, n. 10, “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”. La normativa ha colmato un vuoto legislativo, stabilendo che la donazione è possibile solo se la persona ha espresso in vita il proprio consenso secondo le modalità previste, garantendo il rispetto della volontà individuale e definendo regole chiare per l’utilizzo del corpo a fini scientifici.

Come diventare donatori

Per diventare donatori è necessario compilare l’apposito modulo disponibile sul sito della campagna www.dapartemia.it e indicare un fiduciario: una persona di fiducia incaricata di far rispettare le volontà espresse dopo la morte. In assenza di questa figura non è possibile procedere con la donazione, poiché spetta proprio al fiduciario, una volta accertato il decesso, comunicare ai medici la volontà del donatore.

La presenza di strumenti informativi chiari e la possibilità di scaricare direttamente il modulo di adesione dal sito ufficiale rendono questa piattaforma un vero punto di riferimento, accessibile e concreto, nelle mani di cittadini, medici e istituzioni. Uno strumento attivo attraverso cui anche i professionisti sanitari possono promuovere e diffondere una cultura della donazione ancora poco radicata, favorendo una maggiore consapevolezza e partecipazione condivisa.

Della campagna era stata fornita un’anteprima a maggio dello scorso anno a Bologna, durante un convegno nell’Aula absidale di Santa Lucia, che aveva coinvolto istituzioni, studenti, medici, docenti e testimoni, per promuovere una scelta etica fondamentale per la ricerca e la salute pubblica. In quell’occasione, il cardinale di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi, aveva sintetizzato il senso profondo di questo gesto con parole semplici e incisive: “La morte toglie e l’amore dona”.

Da quel confine ultimo può cominciare qualcosa che riguarda tutti: conoscenza, cura, futuro.

Danni da fauna protetta, con circa 1,2 milioni di euro di investimento della Regione saranno erogate risorse a 466 aziende agricole

Danni da fauna protetta, con circa 1,2 milioni di euro di investimento della Regione saranno erogate risorse a 466 aziende agricoleQuasi 1,2 milioni di euro per garantire il risarcimento dei danni causati dalla fauna protetta alle imprese agricole, zootecniche e ittiche dell’Emilia-Romagna, con la copertura integrale di tutte le domande ammesse per l’annata agraria 2024-2025.

Sono 466 le richieste risultate ammissibili all’indennizzo per danni da fauna protetta, in crescita in seguito all’adeguamento normativo che ha consentito misure più incisive a maggiori ristori alle produzioni colpite.

A rendere possibile la copertura totale è anche il nuovo regime 2025-2029 approvato dalla Regione, che introduce un sistema più ampio e strutturato di sostegno: non solo indennizzi, ma anche contributi per la prevenzione. Il via libera della Commissione europea ha dato certezza al quadro, consentendo di rafforzare gli strumenti a disposizione e velocizzare le procedure.

La Regione ha scelto di garantire la copertura integrale degli indennizzi per tutte le domande ammesse, assicurando così un sostegno pieno alle imprese colpite, insieme a una forte riduzione dei tempi delle procedure rispetto agli anni precedenti. Nel mese di aprile è stata disposta una prima tranche di concessioni a favore dei beneficiari per i quali erano risultati completi gli esiti dei controlli di regolarità ed entro il mese di maggio verrà disposta una seconda concessione per complessivi 354 beneficiari e per oltre 800 mila euro.

“Il tema dei danni da fauna selvatica riguarda da vicino l’operatività delle imprese agricole, zootecniche e ittiche e la possibilità di continuare a lavorare in condizioni di sostenibilità e sicurezza- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Per questo, abbiamo scelto di garantire la copertura totale degli indennizzi anche quest’anno, mettendo in campo quasi 1,2 milioni di euro per 466 aziende e accelerando i tempi delle procedure. È una risposta concreta, ma anche parte di un’impostazione più ampia: accanto ai ristori abbiamo rafforzato la prevenzione, sostenendo al 100% gli investimenti che permettono alle imprese di proteggere produzioni, allevamenti e impianti ittici prima che il danno si verifichi. Significa ridurre i rischi, dare più certezze a chi lavora e costruire un rapporto più equilibrato tra attività produttive, territorio e gestione della fauna”.

Le novità del nuovo regime

Tra gli elementi più rilevanti introdotti dal nuovo regime 2025-2029 c’è il rafforzamento delle tutele per le imprese ittiche. I danni causati da specie ittiofaghe passano infatti al regime di Aiuto di Stato, superando il limite del ‘de minimis’ che fissa a 40mila euro il tetto massimo degli aiuti nell’arco di tre anni per ciascuna impresa di acquacoltura. Una modifica che consente interventi più adeguati rispetto all’entità dei danni subiti.

Il nuovo quadro amplia inoltre le tipologie di danno riconosciute. Sono previsti contributi per il recupero e lo smaltimento dei capi a seguito di predazione da canidi e vengono inclusi anche i danni provocati da specie esotiche (alloctone) e invasive non oggetto di attività venatoria. Vengono inoltre riconosciuti i danni da cinghiale nelle aree soggette a restrizioni legate alla diffusione della Peste suina africana (Psa), dove non è possibile effettuare il prelievo.

Prevenzione: contributi al 100%

Il nuovo regime conferma il finanziamento al 100% degli interventi di prevenzione, con l’obiettivo di ridurre i rischi e limitare il ricorso ai soli indennizzi dopo il danno.

Tra le misure ammesse rientrano l’installazione di recinzioni, anche elettrificate, l’utilizzo di cani da guardiania e la realizzazione di sistemi di protezione per gli impianti ittici, come reti e barriere anti-predazione. Il contributo copre integralmente l’investimento, comprese le spese tecniche di progettazione e i costi accessori.

In ambito zootecnico è previsto inoltre il rimborso completo delle spese sostenute per il recupero e lo smaltimento delle carcasse a seguito di predazione. L’obiettivo è sostenere una difesa attiva delle imprese, rafforzandone la capacità di prevenire i danni e migliorandone la sostenibilità nel tempo.

Maranello, approvato il Rendiconto 2025: aliquote ridotte, servizi protetti dai rincari e nuova spinta agli investimenti

Maranello, approvato il Rendiconto 2025: aliquote ridotte, servizi protetti dai rincari e nuova spinta agli investimentiLa decisione di ridurre alcune aliquote fiscali in modo puntuale, la crescita del piano investimenti e il consolidamento dei servizi al cittadino caratterizzano il Rendiconto di gestione del Comune di Maranello riferito al 2025: un documento che ieri sera è stato approvato dal Consiglio comunale.

Più nello specifico, l’analisi dei dati di bilancio fa anche emergere per il Comune un calo costante dell’indebitamento e un ulteriore incremento delle entrate extra-tributarie, così come dei finanziamenti intercettati da altri enti, che hanno consentito una copertura media, da parte dell’ente, del 60,28% sulle spese per i servizi, i cui costi sono sensibilmente aumentati.

I numeri confermano inoltre un’elevata capacità di intervento da parte dell’Amministrazione, che nel triennio 2023-2025 è riuscita ad investire sul territorio 16.6 milioni di euro, in sinergia con la Maranello Patrimonio. Una tendenza confermata dall’ultima variazione di bilancio – anche questa approvata ieri sera dal Consiglio comunale -, con la quale è stato stanziato oltre un milione (1.179.000 euro) per ulteriori investimenti in conto capitale che per il 2026 raggiungeranno una cifra complessiva di circa 8 milioni di euro (valore assestato in variazione).

“La gestione 2025 si chiude con un risultato di amministrazione assolutamente positivo – sottolinea Davide Nostrini, assessore comunale al bilancio – che garantisce la tenuta della parte corrente e un alto livello di servizi. Non possiamo ignorare, però, le criticità innescate dal Governo centrale attraverso i pesanti tagli che colpiscono anche il nostro Comune. Il loro impatto sarà depotenziato grazie alla salute di cui gode il nostro bilancio e ai suoi equilibri di gestione, ma dobbiamo tenere alta la guardia”.

“In particolare – prosegue Nostrini – siamo preoccupati per la gestione del ‘Fondo speciale di equità per il trasporto disabili’, in quanto il Ministero ha introdotto parametri che penalizzano i comuni virtuosi come il nostro, che già garantiscono il servizio a tutti gli aventi diritto. A causa di un cavillo tecnico, infatti, siamo costretti a restituire risorse per circa 240.000 euro in due anni: ciò significa colpire un settore in cui la nostra spesa, ad esempio per il Personale educativo assistenziale (PEA), ha superato gli 800.000 euro annui”.

Riguardo alle entrate fiscali, nel 2025 l’Amministrazione ha invece scelto di ridurre alcune aliquote IMU, lasciando invariate l’addizionale Irpef e l’Imposta di soggiorno invariate. “Continueremo a lavorare per mantenere l’equilibrio tra efficienza dei servizi e sostenibilità fiscale”, conclude l’assessore, “nonostante una finanza nazionale che troppo spesso penalizza proprio gli enti che gestiscono correttamente le proprie risorse”.

Bologna: cerimonia di intitolazione della sede del compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna

Bologna: cerimonia di intitolazione della sede del compartimento Polizia Stradale per l’Emilia RomagnaSi è svolta a Bologna la cerimonia di intitolazione della sede del Compartimento di Polizia Stradale per l’Emilia Romagna alla memoria dell’Assistente della Polizia di Stato Stefano Biondi, deceduto in servizio il 20 aprile 2004, alla presenza del Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese, in rappresentanza del Capo della Polizia, Direttore Generale della pubblica sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani del Prefetto di Bologna, Enrico Ricci, del Questore di Bologna, Gaetano Bonaccorso, del Presidente del Consiglio Comunale, Maria Caterina Manca, del Direttore del Servizio Polizia Stradale, Santo Puccia e del Dirigente del Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna, Simonetta Lo Brutto.

Stefano Biondi, nato a Cervia il 17 novembre 1976, è entrato in polizia il 21 luglio 1995 e, dopo significative esperienze presso varie sedi, è stato assegnato alla Sottosezione di Polizia Stradale di Modena Nord.
Il 20 aprile 2004, durante un servizio di vigilanza sull’Autostrada del Sole, mentre tentava di fermare un’auto in fuga dopo una rapina, è stato travolto dal veicolo dei malviventi sacrificando la propria vita nell’adempimento del dovere. Per il gesto eroico gli è stata assegnata la medaglia d’oro al valor civile e la promozione per merito straordinario alla memoria. Stimato come persona e collega, si è lasciato apprezzare per le sue capacità professionali e morali e per il suo impegno sociale, lasciando un indelebile ricordo nei suoi cari e in tutti coloro che lo hanno conosciuto.

Un momento di profonda commozione e riconoscenza ha accompagnato la cerimonia, che ha visto la partecipazione delle massime autorità civili, militari e religiose, dei colleghi della Polizia di Stato, della mamma Loredana e della sorella Marzia, testimoni di un sacrificio che resta indelebile nella memoria dell’istituzione e della collettività.

La cerimonia ha avuto inizio con lo svelamento della targa commemorativa, momento solenne e carico di significato, seguita dalla benedizione della struttura, segno tangibile di gratitudine verso un servitore dello Stato che ha adempiuto al proprio dovere con coraggio e senso del dovere fino all’estremo sacrificio.

Nel corso della cerimonia, il Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese, ha sottolineato come: “Stefano avesse già capito, a meno di trent’anni, che indossare la divisa fosse un impegno morale, quello di essere sempre presente, soprattutto nelle situazioni di pericolo. E questo lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Stradale che ogni giorno, portando con sé lo stesso senso di responsabilità e lo stesso silenzioso coraggio, compiono il loro servizio lungo le strade del nostro Paese, dove il rischio è concreto, quotidiano”.
La Polizia di Stato rinnova così il proprio impegno a custodire la memoria dei caduti in servizio, esempio alto di dedizione e legalità per le future generazioni.

 

Bologna: cerimonia di intitolazione della sede del compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna

Bologna: cerimonia di intitolazione della sede del compartimento Polizia Stradale per l’Emilia RomagnaSi è svolta a Bologna la cerimonia di intitolazione della sede del Compartimento di Polizia Stradale per l’Emilia Romagna alla memoria dell’Assistente della Polizia di Stato Stefano Biondi, deceduto in servizio il 20 aprile 2004, alla presenza del Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese, in rappresentanza del Capo della Polizia, Direttore Generale della pubblica sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani del Prefetto di Bologna, Enrico Ricci, del Questore di Bologna, Gaetano Bonaccorso, del Presidente del Consiglio Comunale, Maria Caterina Manca, del Direttore del Servizio Polizia Stradale, Santo Puccia e del Dirigente del Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna, Simonetta Lo Brutto.

Stefano Biondi, nato a Cervia il 17 novembre 1976, è entrato in polizia il 21 luglio 1995 e, dopo significative esperienze presso varie sedi, è stato assegnato alla Sottosezione di Polizia Stradale di Modena Nord.
Il 20 aprile 2004, durante un servizio di vigilanza sull’Autostrada del Sole, mentre tentava di fermare un’auto in fuga dopo una rapina, è stato travolto dal veicolo dei malviventi sacrificando la propria vita nell’adempimento del dovere. Per il gesto eroico gli è stata assegnata la medaglia d’oro al valor civile e la promozione per merito straordinario alla memoria. Stimato come persona e collega, si è lasciato apprezzare per le sue capacità professionali e morali e per il suo impegno sociale, lasciando un indelebile ricordo nei suoi cari e in tutti coloro che lo hanno conosciuto.

Un momento di profonda commozione e riconoscenza ha accompagnato la cerimonia, che ha visto la partecipazione delle massime autorità civili, militari e religiose, dei colleghi della Polizia di Stato, della mamma Loredana e della sorella Marzia, testimoni di un sacrificio che resta indelebile nella memoria dell’istituzione e della collettività.

La cerimonia ha avuto inizio con lo svelamento della targa commemorativa, momento solenne e carico di significato, seguita dalla benedizione della struttura, segno tangibile di gratitudine verso un servitore dello Stato che ha adempiuto al proprio dovere con coraggio e senso del dovere fino all’estremo sacrificio.

Nel corso della cerimonia, il Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese, ha sottolineato come: “Stefano avesse già capito, a meno di trent’anni, che indossare la divisa fosse un impegno morale, quello di essere sempre presente, soprattutto nelle situazioni di pericolo. E questo lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Stradale che ogni giorno, portando con sé lo stesso senso di responsabilità e lo stesso silenzioso coraggio, compiono il loro servizio lungo le strade del nostro Paese, dove il rischio è concreto, quotidiano”.
La Polizia di Stato rinnova così il proprio impegno a custodire la memoria dei caduti in servizio, esempio alto di dedizione e legalità per le future generazioni.

 

Bologna: cerimonia di intitolazione della sede del compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna

Bologna: cerimonia di intitolazione della sede del compartimento Polizia Stradale per l’Emilia RomagnaSi è svolta a Bologna la cerimonia di intitolazione della sede del Compartimento di Polizia Stradale per l’Emilia Romagna alla memoria dell’Assistente della Polizia di Stato Stefano Biondi, deceduto in servizio il 20 aprile 2004, alla presenza del Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese, in rappresentanza del Capo della Polizia, Direttore Generale della pubblica sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani del Prefetto di Bologna, Enrico Ricci, del Questore di Bologna, Gaetano Bonaccorso, del Presidente del Consiglio Comunale, Maria Caterina Manca, del Direttore del Servizio Polizia Stradale, Santo Puccia e del Dirigente del Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna, Simonetta Lo Brutto.

Stefano Biondi, nato a Cervia il 17 novembre 1976, è entrato in polizia il 21 luglio 1995 e, dopo significative esperienze presso varie sedi, è stato assegnato alla Sottosezione di Polizia Stradale di Modena Nord.
Il 20 aprile 2004, durante un servizio di vigilanza sull’Autostrada del Sole, mentre tentava di fermare un’auto in fuga dopo una rapina, è stato travolto dal veicolo dei malviventi sacrificando la propria vita nell’adempimento del dovere. Per il gesto eroico gli è stata assegnata la medaglia d’oro al valor civile e la promozione per merito straordinario alla memoria. Stimato come persona e collega, si è lasciato apprezzare per le sue capacità professionali e morali e per il suo impegno sociale, lasciando un indelebile ricordo nei suoi cari e in tutti coloro che lo hanno conosciuto.

Un momento di profonda commozione e riconoscenza ha accompagnato la cerimonia, che ha visto la partecipazione delle massime autorità civili, militari e religiose, dei colleghi della Polizia di Stato, della mamma Loredana e della sorella Marzia, testimoni di un sacrificio che resta indelebile nella memoria dell’istituzione e della collettività.

La cerimonia ha avuto inizio con lo svelamento della targa commemorativa, momento solenne e carico di significato, seguita dalla benedizione della struttura, segno tangibile di gratitudine verso un servitore dello Stato che ha adempiuto al proprio dovere con coraggio e senso del dovere fino all’estremo sacrificio.

Nel corso della cerimonia, il Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese, ha sottolineato come: “Stefano avesse già capito, a meno di trent’anni, che indossare la divisa fosse un impegno morale, quello di essere sempre presente, soprattutto nelle situazioni di pericolo. E questo lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Stradale che ogni giorno, portando con sé lo stesso senso di responsabilità e lo stesso silenzioso coraggio, compiono il loro servizio lungo le strade del nostro Paese, dove il rischio è concreto, quotidiano”.
La Polizia di Stato rinnova così il proprio impegno a custodire la memoria dei caduti in servizio, esempio alto di dedizione e legalità per le future generazioni.

 

Processo Ambrosio, la Fit Cisl ER chiederà di costituirsi parte civile

Processo Ambrosio, la Fit Cisl ER chiederà di costituirsi parte civile
Aldo Cosenza

“E’ tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità. La Fit Cisl Emilia Romagna il prossimo 13 maggio, alla prima udienza in Corte d’Assise del processo per la tragica morte del capotreno Ambrosio, presenterà istanza per costituirsi parte civile. Lo dobbiamo alla memoria di Alessandro e lo dobbiamo a tutte le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico che ogni giorno continuano a fare con grande sacrificio il proprio dovere, esponendosi a frequenti situazioni di rischio durante il proprio servizio”.

E’ quanto ha dichiarato Aldo Cosenza, segretario generale regionale della categoria che in Emilia Romagna vanta il maggior numero d’iscritti nel settore.

“Sono passati quasi quattro mesi da quel terribile omicidio che ha giustamente suscitato clamore e indignazione in tutta l’opinione pubblica – ha proseguito Cosenza -, ma spente le telecamere sono rimasti lettera morta tutti i buoni propositi, i precisi impegni e gli affidamenti presi da Prefettura, istituzioni e politica. A partire da quelli sbandierati nell’incontro che abbiamo avuto con il prefetto di Bologna due giorni dopo la tragedia avvenuta nei pressi della Stazione centrale del capoluogo felsineo. In tal senso, attendiamo ancora che lo stesso prefetto di Bologna convochi un tavolo di coordinamento di tutte le prefetture dell’Emilia-Romagna, così come aveva annunciato”.

“Maggiore presenza della Polfer a bordo treno, aumento del presidio delle forze dell’ordine nelle stazioni, maggiore velocità d’intervento delle stesse delle forze dell’ordine a seguito delle chiamate del personale in fase di criticità, investimenti infrastrutturali con l’installazione dei tornelli per permettere l’accesso a bordo treno dei soli passeggeri muniti di biglietto. Sono queste solo alcune delle nostre proposte  che hanno trovato un immediato e unanime coro di consensi da parte dei diversi schieramenti politici e delle istituzioni, ma che poi nel concreto, alla prova dei fatti, si sono rivelati come impegni di facciata, presi con leggerezza sull’onda dell’emotività”, ha rincarato la dose il sindacalista.

Accuse, quelle del leader regionale della Fit Cisl ER, che trovano un’incontrovertibile conferma nei dati diffusi nei giorni scorsi dalle aziende del trasporto locale. Difatti, in Emilia-Romagna, nel solo 2025, si sono registrate 91 aggressioni ai danni del personale ferroviario di Trenitalia Tper, con conseguenze dirette anche sul piano sanitario, psicologico e lavorativo: 39 gli infortuni denunciati e ben 544 giornate totali di assenza dal lavoro. E anche se gli episodi, che si sono verificati perlopiù nelle stazioni e a bordo dei treni, hanno avuto una concentrazione significativa nell’area bolognese, “sono ampiamente e drammaticamente diffusi in tutta la regione”.

“Un quadro complessivo – ha concluso Cosenza – che non fa altro che confermare l’allarme che, inascoltati, lanciamo da tempo: si tratta di un fenomeno strutturale che riguarda l’intero sistema del trasporto pubblico e che impone uno sforzo immediato, collettivo e straordinario. Non è più tempo di trincerarsi dietro sterili proclami, occorre un vero cambio di rotta. Per questo siamo convinti che la nostra richiesta di costituirsi parte civile nel processo Ambrosio, qualora fosse accolta, potrebbe essere un concreto e decisivo passo in questa direzione”.

Processo Ambrosio, la Fit Cisl ER chiederà di costituirsi parte civile

Processo Ambrosio, la Fit Cisl ER chiederà di costituirsi parte civile
Aldo Cosenza

“E’ tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità. La Fit Cisl Emilia Romagna il prossimo 13 maggio, alla prima udienza in Corte d’Assise del processo per la tragica morte del capotreno Ambrosio, presenterà istanza per costituirsi parte civile. Lo dobbiamo alla memoria di Alessandro e lo dobbiamo a tutte le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico che ogni giorno continuano a fare con grande sacrificio il proprio dovere, esponendosi a frequenti situazioni di rischio durante il proprio servizio”.

E’ quanto ha dichiarato Aldo Cosenza, segretario generale regionale della categoria che in Emilia Romagna vanta il maggior numero d’iscritti nel settore.

“Sono passati quasi quattro mesi da quel terribile omicidio che ha giustamente suscitato clamore e indignazione in tutta l’opinione pubblica – ha proseguito Cosenza -, ma spente le telecamere sono rimasti lettera morta tutti i buoni propositi, i precisi impegni e gli affidamenti presi da Prefettura, istituzioni e politica. A partire da quelli sbandierati nell’incontro che abbiamo avuto con il prefetto di Bologna due giorni dopo la tragedia avvenuta nei pressi della Stazione centrale del capoluogo felsineo. In tal senso, attendiamo ancora che lo stesso prefetto di Bologna convochi un tavolo di coordinamento di tutte le prefetture dell’Emilia-Romagna, così come aveva annunciato”.

“Maggiore presenza della Polfer a bordo treno, aumento del presidio delle forze dell’ordine nelle stazioni, maggiore velocità d’intervento delle stesse delle forze dell’ordine a seguito delle chiamate del personale in fase di criticità, investimenti infrastrutturali con l’installazione dei tornelli per permettere l’accesso a bordo treno dei soli passeggeri muniti di biglietto. Sono queste solo alcune delle nostre proposte  che hanno trovato un immediato e unanime coro di consensi da parte dei diversi schieramenti politici e delle istituzioni, ma che poi nel concreto, alla prova dei fatti, si sono rivelati come impegni di facciata, presi con leggerezza sull’onda dell’emotività”, ha rincarato la dose il sindacalista.

Accuse, quelle del leader regionale della Fit Cisl ER, che trovano un’incontrovertibile conferma nei dati diffusi nei giorni scorsi dalle aziende del trasporto locale. Difatti, in Emilia-Romagna, nel solo 2025, si sono registrate 91 aggressioni ai danni del personale ferroviario di Trenitalia Tper, con conseguenze dirette anche sul piano sanitario, psicologico e lavorativo: 39 gli infortuni denunciati e ben 544 giornate totali di assenza dal lavoro. E anche se gli episodi, che si sono verificati perlopiù nelle stazioni e a bordo dei treni, hanno avuto una concentrazione significativa nell’area bolognese, “sono ampiamente e drammaticamente diffusi in tutta la regione”.

“Un quadro complessivo – ha concluso Cosenza – che non fa altro che confermare l’allarme che, inascoltati, lanciamo da tempo: si tratta di un fenomeno strutturale che riguarda l’intero sistema del trasporto pubblico e che impone uno sforzo immediato, collettivo e straordinario. Non è più tempo di trincerarsi dietro sterili proclami, occorre un vero cambio di rotta. Per questo siamo convinti che la nostra richiesta di costituirsi parte civile nel processo Ambrosio, qualora fosse accolta, potrebbe essere un concreto e decisivo passo in questa direzione”.

Processo Ambrosio, la Fit Cisl ER chiederà di costituirsi parte civile

Processo Ambrosio, la Fit Cisl ER chiederà di costituirsi parte civile
Aldo Cosenza

“E’ tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità. La Fit Cisl Emilia Romagna il prossimo 13 maggio, alla prima udienza in Corte d’Assise del processo per la tragica morte del capotreno Ambrosio, presenterà istanza per costituirsi parte civile. Lo dobbiamo alla memoria di Alessandro e lo dobbiamo a tutte le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico che ogni giorno continuano a fare con grande sacrificio il proprio dovere, esponendosi a frequenti situazioni di rischio durante il proprio servizio”.

E’ quanto ha dichiarato Aldo Cosenza, segretario generale regionale della categoria che in Emilia Romagna vanta il maggior numero d’iscritti nel settore.

“Sono passati quasi quattro mesi da quel terribile omicidio che ha giustamente suscitato clamore e indignazione in tutta l’opinione pubblica – ha proseguito Cosenza -, ma spente le telecamere sono rimasti lettera morta tutti i buoni propositi, i precisi impegni e gli affidamenti presi da Prefettura, istituzioni e politica. A partire da quelli sbandierati nell’incontro che abbiamo avuto con il prefetto di Bologna due giorni dopo la tragedia avvenuta nei pressi della Stazione centrale del capoluogo felsineo. In tal senso, attendiamo ancora che lo stesso prefetto di Bologna convochi un tavolo di coordinamento di tutte le prefetture dell’Emilia-Romagna, così come aveva annunciato”.

“Maggiore presenza della Polfer a bordo treno, aumento del presidio delle forze dell’ordine nelle stazioni, maggiore velocità d’intervento delle stesse delle forze dell’ordine a seguito delle chiamate del personale in fase di criticità, investimenti infrastrutturali con l’installazione dei tornelli per permettere l’accesso a bordo treno dei soli passeggeri muniti di biglietto. Sono queste solo alcune delle nostre proposte  che hanno trovato un immediato e unanime coro di consensi da parte dei diversi schieramenti politici e delle istituzioni, ma che poi nel concreto, alla prova dei fatti, si sono rivelati come impegni di facciata, presi con leggerezza sull’onda dell’emotività”, ha rincarato la dose il sindacalista.

Accuse, quelle del leader regionale della Fit Cisl ER, che trovano un’incontrovertibile conferma nei dati diffusi nei giorni scorsi dalle aziende del trasporto locale. Difatti, in Emilia-Romagna, nel solo 2025, si sono registrate 91 aggressioni ai danni del personale ferroviario di Trenitalia Tper, con conseguenze dirette anche sul piano sanitario, psicologico e lavorativo: 39 gli infortuni denunciati e ben 544 giornate totali di assenza dal lavoro. E anche se gli episodi, che si sono verificati perlopiù nelle stazioni e a bordo dei treni, hanno avuto una concentrazione significativa nell’area bolognese, “sono ampiamente e drammaticamente diffusi in tutta la regione”.

“Un quadro complessivo – ha concluso Cosenza – che non fa altro che confermare l’allarme che, inascoltati, lanciamo da tempo: si tratta di un fenomeno strutturale che riguarda l’intero sistema del trasporto pubblico e che impone uno sforzo immediato, collettivo e straordinario. Non è più tempo di trincerarsi dietro sterili proclami, occorre un vero cambio di rotta. Per questo siamo convinti che la nostra richiesta di costituirsi parte civile nel processo Ambrosio, qualora fosse accolta, potrebbe essere un concreto e decisivo passo in questa direzione”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 30 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 30 aprile 2026Al mattino precipitazioni in esaurimento, con ampie schiarite a partire dal pomeriggio. Temperature in diminuzione, con valori minimi tra 12/14 gradi e massime comprese tra 16/19 gradi.

Venti prevalentemente dai quadranti orientali, con rinforzi nella prima parte della giornata su coste romagnole e fascia appenninica. Mare da mosso a molto mosso nei settori più meridionali, molto mosso al largo; in attenuazione dal pomeriggio.

(Arpae)

Finanza e Polizia di Bologna sequestrano criptovalute per oltre 7,5 milioni di dollari nell’ambito della truffa sul fotovoltaico

Finanza e Polizia di Bologna sequestrano criptovalute per oltre 7,5 milioni di dollari nell’ambito della truffa sul fotovoltaicoSvolta decisiva nelle indagini sulla maxi truffa del fotovoltaico. Nell’ambito dell’operazione denominata “Cagliostro”, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Bologna, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica felsinea, hanno eseguito uno dei più rilevanti sequestri di criptovalute mai effettuati in Italia.

Le attività investigative hanno consentito di individuare e congelare oltre 7,5 milioni di dollari in valuta virtuale. Le somme sequestrate rappresentano parte dei proventi illeciti riconducibili al caso “Voltaiko”, un articolato schema Ponzi di carattere transnazionale che avrebbe coinvolto circa 6.000 risparmiatori su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investitori venivano indotti a versare denaro con la promessa di rendimenti derivanti da presunti investimenti “green” in impianti fotovoltaici all’estero, risultati in realtà inesistenti.

Per ostacolare la tracciabilità delle somme sottratte e favorirne il successivo riciclaggio, i fondi sarebbero stati trasferiti su piattaforme di scambio e convertiti in criptovalute.

Il rilevante risultato operativo è stato reso possibile grazie alla stretta sinergia tra i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna e gli esperti del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia-Romagna, che hanno integrato competenze economico-finanziarie tradizionali e avanzate tecniche di investigazione informatica per la ricostruzione dei flussi di denaro, la conversione in valuta virtuale e l’individuazione dei proventi illeciti sottoposti a sequestro.

Determinante anche la cooperazione giudiziaria internazionale, preceduta da concitate fasi di cooperazione di polizia coordinate dagli investigatori. Difatti, l’ufficio italiano ad Eurojust, attivato dalla Procura della Repubblica di Bologna, ha assicurato il coordinamento sovranazionale nell’esecuzione degli ordini di congelamento delle criptovalute, e ha tenuto intensi contatti con le autorità francesi competenti, consentendo di arrivare al tempestivo blocco dei portafogli digitali.

Il maxi sequestro rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa avviata nell’ottobre 2025, nelle fasi precedenti l’operazione aveva già consentito di oscurare il sito internet www.voltaiko.com, congelare 95 conti correnti e sequestrare dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d’oro e due ville in provincia di Rimini, per un valore complessivo di quasi 2 milioni di euro.

L’azione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, sotto la direzione dell’Autorità giudiziaria e con il supporto di Eurojust, conferma l’efficacia della cooperazione istituzionale nel contrasto ai fenomeni criminali transnazionali e al riciclaggio dei patrimoni illeciti, anche quando occultati attraverso strumenti digitali e valute virtuali.

Si ricorda che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, gli indagati devono ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Finanza e Polizia di Bologna sequestrano criptovalute per oltre 7,5 milioni di dollari nell’ambito della truffa sul fotovoltaico

Finanza e Polizia di Bologna sequestrano criptovalute per oltre 7,5 milioni di dollari nell’ambito della truffa sul fotovoltaicoSvolta decisiva nelle indagini sulla maxi truffa del fotovoltaico. Nell’ambito dell’operazione denominata “Cagliostro”, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Bologna, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica felsinea, hanno eseguito uno dei più rilevanti sequestri di criptovalute mai effettuati in Italia.

Le attività investigative hanno consentito di individuare e congelare oltre 7,5 milioni di dollari in valuta virtuale. Le somme sequestrate rappresentano parte dei proventi illeciti riconducibili al caso “Voltaiko”, un articolato schema Ponzi di carattere transnazionale che avrebbe coinvolto circa 6.000 risparmiatori su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investitori venivano indotti a versare denaro con la promessa di rendimenti derivanti da presunti investimenti “green” in impianti fotovoltaici all’estero, risultati in realtà inesistenti.

Per ostacolare la tracciabilità delle somme sottratte e favorirne il successivo riciclaggio, i fondi sarebbero stati trasferiti su piattaforme di scambio e convertiti in criptovalute.

Il rilevante risultato operativo è stato reso possibile grazie alla stretta sinergia tra i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna e gli esperti del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia-Romagna, che hanno integrato competenze economico-finanziarie tradizionali e avanzate tecniche di investigazione informatica per la ricostruzione dei flussi di denaro, la conversione in valuta virtuale e l’individuazione dei proventi illeciti sottoposti a sequestro.

Determinante anche la cooperazione giudiziaria internazionale, preceduta da concitate fasi di cooperazione di polizia coordinate dagli investigatori. Difatti, l’ufficio italiano ad Eurojust, attivato dalla Procura della Repubblica di Bologna, ha assicurato il coordinamento sovranazionale nell’esecuzione degli ordini di congelamento delle criptovalute, e ha tenuto intensi contatti con le autorità francesi competenti, consentendo di arrivare al tempestivo blocco dei portafogli digitali.

Il maxi sequestro rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa avviata nell’ottobre 2025, nelle fasi precedenti l’operazione aveva già consentito di oscurare il sito internet www.voltaiko.com, congelare 95 conti correnti e sequestrare dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d’oro e due ville in provincia di Rimini, per un valore complessivo di quasi 2 milioni di euro.

L’azione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, sotto la direzione dell’Autorità giudiziaria e con il supporto di Eurojust, conferma l’efficacia della cooperazione istituzionale nel contrasto ai fenomeni criminali transnazionali e al riciclaggio dei patrimoni illeciti, anche quando occultati attraverso strumenti digitali e valute virtuali.

Si ricorda che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, gli indagati devono ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Finanza e Polizia di Bologna sequestrano criptovalute per oltre 7,5 milioni di dollari nell’ambito della truffa sul fotovoltaico

Finanza e Polizia di Bologna sequestrano criptovalute per oltre 7,5 milioni di dollari nell’ambito della truffa sul fotovoltaicoSvolta decisiva nelle indagini sulla maxi truffa del fotovoltaico. Nell’ambito dell’operazione denominata “Cagliostro”, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Bologna, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica felsinea, hanno eseguito uno dei più rilevanti sequestri di criptovalute mai effettuati in Italia.

Le attività investigative hanno consentito di individuare e congelare oltre 7,5 milioni di dollari in valuta virtuale. Le somme sequestrate rappresentano parte dei proventi illeciti riconducibili al caso “Voltaiko”, un articolato schema Ponzi di carattere transnazionale che avrebbe coinvolto circa 6.000 risparmiatori su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investitori venivano indotti a versare denaro con la promessa di rendimenti derivanti da presunti investimenti “green” in impianti fotovoltaici all’estero, risultati in realtà inesistenti.

Per ostacolare la tracciabilità delle somme sottratte e favorirne il successivo riciclaggio, i fondi sarebbero stati trasferiti su piattaforme di scambio e convertiti in criptovalute.

Il rilevante risultato operativo è stato reso possibile grazie alla stretta sinergia tra i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna e gli esperti del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia-Romagna, che hanno integrato competenze economico-finanziarie tradizionali e avanzate tecniche di investigazione informatica per la ricostruzione dei flussi di denaro, la conversione in valuta virtuale e l’individuazione dei proventi illeciti sottoposti a sequestro.

Determinante anche la cooperazione giudiziaria internazionale, preceduta da concitate fasi di cooperazione di polizia coordinate dagli investigatori. Difatti, l’ufficio italiano ad Eurojust, attivato dalla Procura della Repubblica di Bologna, ha assicurato il coordinamento sovranazionale nell’esecuzione degli ordini di congelamento delle criptovalute, e ha tenuto intensi contatti con le autorità francesi competenti, consentendo di arrivare al tempestivo blocco dei portafogli digitali.

Il maxi sequestro rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa avviata nell’ottobre 2025, nelle fasi precedenti l’operazione aveva già consentito di oscurare il sito internet www.voltaiko.com, congelare 95 conti correnti e sequestrare dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d’oro e due ville in provincia di Rimini, per un valore complessivo di quasi 2 milioni di euro.

L’azione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, sotto la direzione dell’Autorità giudiziaria e con il supporto di Eurojust, conferma l’efficacia della cooperazione istituzionale nel contrasto ai fenomeni criminali transnazionali e al riciclaggio dei patrimoni illeciti, anche quando occultati attraverso strumenti digitali e valute virtuali.

Si ricorda che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, gli indagati devono ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Aggredisce un 14enne al termine di un incontro di calcio: genitore “daspato” per 5 anni

Aggredisce un 14enne al termine di un incontro di calcio: genitore “daspato” per 5 anniNei giorni scorsi la Polizia di Stato di Modena ha notificato a un cittadino albanese di 41 anni la misura di prevenzione del divieto di accedere alle manifestazioni sportive (cosiddetto DASPO) per 5 anni, emessa dal Questore di Modena in esito agli accertamenti svolti dalla Divisione Anticrimine.

Secondo quanto ricostruito attraverso le testimonianze raccolte dagli Ufficiali di polizia giudiziaria intervenuti sul posto, al termine di un incontro di calcio valevole per il campionato di categoria “Giovanissimi 2011”, tra le squadre “Asd Visport” di Vignola e “Asd San Giorgio” di Sassuolo, disputatosi il 19 aprile scorso presso il centro sportivo “Il Poggio” a Vignola, il 41enne – padre di uno dei giocatori della “Asd San Giorgio” – aveva aggredito con violenza un ragazzo di 14 anni, atleta della squadra avversaria, mentre rientrava negli spogliatoi.

Il 14enne era stato immediatamente accompagnato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Vignola e successivamente dimesso con una prognosi di 7 giorni.

Il provvedimento del Questore dispone l’interdizione assoluta da ogni impianto sportivo a seguito della gravità della condotta tenuta dal genitore che aggredendo il minorenne ha abdicato al suo ruolo educativo, tradendo altresì lo spirito dello sport. Quando la passione per lo sport si trasforma in violenza, a maggior ragione se nei confronti di un ragazzo di 14 anni, è necessario intervenire con fermezza.

Confindustria Ceramica e Regione ER presentano il nuovo Protocollo Silice e i risultati raggiunti negli ultimi cinque anni

Confindustria Ceramica e Regione ER presentano il nuovo Protocollo Silice e i risultati raggiunti negli ultimi cinque anniLa normativa, i criteri condivisi e le indicazioni operative per garantire la tutela della salute e sicurezza negli stabilimenti ceramici. Sono questi i contenuti del Protocollo d’Intesa sulla Silice Cristallina Respirabile (SCR), presentato presso la sede dell’Associazione questa mattina, in un incontro che ha visto la partecipazione di oltre 100 tra esperti ed operatori del settore.

I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Diegoli, responsabile settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, Pietro Conte, responsabile area lavoro di Confindustria Ceramica e Massimo Muratori, segretario generale di FEMCA CISL Emilia Centrale, in rappresentanza di tutte le sigle sindacali.

L’accordo, siglato lo scorso febbraio tra Regione Emilia-Romagna, Confindustria Ceramica, Acimac e le sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil conferma la centralità della tutela dei lavoratori per l’intero comparto e consolida un percorso di gestione partecipata, avviato da oltre vent’anni.

La Prof.ssa Elisa Franzoni (Direttore Scientifico del Centro Ceramico) ha illustrato i risultati dei campionamenti effettuati in dieci unità produttive, offrendo una fotografia precisa dei reali livelli di esposizione nel distretto. Il Prof. Francesco Saverio Violante, già Ordinario di Medicina del Lavoro presso l’Università di Bologna, ha presentato i fattori che influenzano gli effetti dell’esposizione a silice cristallina respirabile, confrontando i valori del distretto con quelli di altre realtà italiane e straniere.

Simone Mosconi (Confindustria Ceramica) e Andrea Govoni (Regione Emilia-Romagna) hanno ripercorso i traguardi tecnici raggiunti dal 2021, evidenziando il posizionamento del distretto anche in ambito europeo e delineando i prossimi sviluppi operativi previsti dal rinnovo del Protocollo per altri quattro anni.

In chiusura, tutti i partecipanti hanno ribadito l’efficacia di una sinergia che ha reso il distretto ceramico un punto di riferimento in Europa: un approccio capace di coniugare la tutela della salute con l’efficienza produttiva, traducendo le norme vigenti in linee guida pratiche, condivise e operative per le imprese.

Organici 2026/2027, FLC-Cgil: l’ennesima occasione mancata. Imposto il tetto alle classi che saranno più affollate

Organici 2026/2027, FLC-Cgil: l’ennesima occasione mancata. Imposto il tetto alle classi che saranno più affollate“Le informazioni giunte dall’Ufficio Scolastico Regionale sugli organici docenti per l’anno scolastico 2026/2027 confermano le nostre preoccupazioni: siamo di fronte all’ennesima occasione mancata e a una nuova riduzione del perimetro pubblico dell’istruzione”, dichiara Monica Ottaviani, segretaria generale della FLC CGIL Emilia Romagna.

“In Emilia Romagna si registra un calo complessivo dei posti, solo apparentemente attenuato da interventi in deroga validi per il prossimo anno scolastico. Restano irrisolti i problemi cronici sul sostegno in quanto i posti necessari continuano a non essere attribuiti stabilmente già in organico di diritto”.
“Particolarmente grave è l’imposizione di un tetto complessivo alle classi, fissato a 9042, sostanzialmente pari al numero di quelle oggi funzionanti. Questo significa che, anche in presenza di aumenti di iscrizioni, bisogni educativi complessi o presenza significativa di alunni con disabilità, le scuole non avranno margini per costituire nuove classi. Il risultato sarà: classi più numerose, maggiore affollamento, riduzione dei percorsi di apprendimento per studenti e studentesse e peggiori condizioni di lavoro per il personale”.
“La riforma degli Istituti tecnici, dopo quella dei Professionali e il Liceo del Made in Italy, presentata come innovazione, è in realtà un imbroglio nel quale non siamo caduti: uno degli obiettivi è spingere verso la riduzione a quattro anni dell’intera istruzione secondaria e piegare la scuola agli interessi delle aziende. L’artificio della riduzione dell’orario cattedra a 15 ore a saldo zero (solo per il prossimo anno) avrà effetti che si scaricheranno sugli altri ordini di scuola: infanzia, primaria e secondaria di primo grado”.
“Non si investe sulla qualità dell’offerta formativa, non si rafforza il diritto allo studio, non si risponde alla crescita dei bisogni educativi e delle fragilità. Al contrario, si riducono i posti di potenziamento, fondamentali per il recupero degli apprendimenti e per il rafforzamento della didattica, e si comprimono progressivamente organici, inclusione e stabilità del lavoro”.

“Gli organici devono essere definiti a partire dai bisogni reali delle scuole, degli studenti e dei territori, non da tetti numerici imposti dall’alto. Servono classi meno affollate quindi più sicure, più personale, più stabilità, più risorse per l’inclusione e per la qualità dell’istruzione pubblica”.
“Gli organici non possono diventare il terreno di compensazione di una riforma sbagliata, costruita senza investimenti, senza confronto e destinata a produrre effetti negativi sull’intero sistema scolastico regionale”.
“Per queste ragioni la FLC CGIL ha proclamato, in solitudine, lo sciopero degli Istituti tecnici per il 7 maggio, a cui seguiranno ulteriori iniziative di mobilitazione. Il perimetro dell’istruzione pubblica non deve essere ridotto e la scuola della Costituzione non può essere piegata a logiche contabili né trasformata nel laboratorio di tagli mascherati da riforme come già avvenuto con il dimensionamento della rete scolastica”, conclude la Segretaria Generale FLC CGIL Emilia Romagna.

Campionati regionali di tennis: lo Sporting Sassuolo sul podio

Campionati regionali di tennis: lo Sporting Sassuolo sul podio
Fabbri, Bregoli-Migliorini

Si sono concluse lunedì 27 aprile le qualificazioni regionali ai Campionati Italiani di tennis in programma al Circolo Tennis Zavaglia di Ravenna e, oltre ad aver assegnato il pass per main draw di settembre, hanno decretato i campioni giovanili di ciascuna categoria, per età, maschile e femminile.

A segno, anche, i giocatori dello Sporting Club Sassuolo che hanno raggiunto il titolo nell’under 14 femminile con Elettra Fabbri e nell’under 12 maschile con Tommaso Migliorini. I due vivai hanno superato brillantemente i vari match di tabellone e, in particolare, Elettra ha battuto in finale Giulia Tonin del TC La Muratori Vignola con un punteggio netto di 6/3 6/0. Tommaso, invece, favorito del seeding, si è trovato all’ultima sfida contro l’amico e compagno di squadra Filippo Bregoli, con cui si allena quotidianamente sui campi dello Sporting. Una bella sfida tra i due giocatori che si è conclusa per 6/3 7/6 a favore del primo, ma entrambi i bambini si sono qualificati per i campionati previsti al TC Bonacossa di Milano il 1 settembre avendo a disposizione tre posti.

Prossimi impegni per loro saranno i tornei internazionali del circuito Tennis Europe Junior Tour in programma in Italia e speriamo che questi risultati siano di buono auspicio per il futuro.

Al via in regione Romagna i roadshow gastronomici dedicati al vino e alle produzioni Dop e Igp

Al via in regione Romagna i roadshow gastronomici dedicati al vino e alle produzioni Dop e Igp
Barbi, Mammi e Ligabue

Degustazioni, spettacoli, musica dal vivo, mercatini, iniziative culturali e sportive. Dalla primavera all’autunno sono decine di appuntamenti imperdibili con il gusto, la qualità e l’identità agroalimentare dell’Emilia-Romagna. Dall’8 al 29 maggio la tradizionale “Sagra dell’Asparago Verde di Altedo Igp”, nel Bolognese, e poi “Tramonto DiVino”, il roadshow enogastronomico itinerante che, dal 10 giugno al 18 ottobre, toccherà sette province della regione. Infine, a puntare i riflettori sui prodotti regionali anche l’edizione 2026 dello spettacolo “E- Risalutami tuo fratello”, con una serie di iniziative degli artisti Andrea Barbi e Marco Ligabue.

Le manifestazioni, diverse per format e unite da un forte filo conduttore, quello della valorizzazione del patrimonio Dop e Igp dell’Emilia-Romagna, rappresentano esempi concreti di promozione delle produzioni certificate e della cultura del cibo, mettendo al centro il lavoro delle comunità locali in una delle principali regioni agroalimentari del Paese. Dalla dimensione comunitaria della Sagra di Altedo, che si propone come laboratorio di innovazione nella comunicazione agroalimentare – Ghino Asparghino, la mascotte della manifestazione, basato su tecnologia IA, diventa un assistente digitale interattivo per il pubblico, esempio concreto di come una sagra di territorio possa farsi piattaforma di promozione dei valori Dop e Igp della Food Valley –  a quella itinerante e internazionale di Tramonto DiVino, fino a quella dello spettacolo di Barbi e Ligabue, l’Emilia-Romagna conferma il proprio ruolo di protagonista nel panorama enogastronomico italiano, capace di coniugare tradizione, qualità e innovazione.

Le iniziative sono state presentate oggi in Regione dall’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, dal sindaco del comune di Malalbergo Massimiliano Vogli, insieme al presidente del Consorzio dell’Asparago Verde di Altedo Igp, Gianni Cesari, e alla responsabile editoriale di Prima Pagina per Tramonto DiVino, Giulia Fellini, ai curatori del roadshow E-Risalutami Tuo Fratello Andrea Barbi e Marco Ligabue.

“Anche attraverso eventi popolari come questi valorizziamo i nostri prodotti di eccellenza sul territorio, trasformandoli in leve di sviluppo, promozione e coesione sociale- afferma Mammi-. Iniziative che rafforzano il legame tra agricoltura, prodotti enogastronomici e comunità locali e raccontano l’identità della nostra regione a livello nazionale e internazionale. Con 45 prodotti Dop e Igp, l’Emilia-Romagna si conferma la Food Valley d’Italia: un patrimonio da 3,9 miliardi di euro, all’interno di un comparto agroalimentare che vale 37 miliardi alla produzione e quasi 10 miliardi di export, sempre più attrattivo anche sul fronte enoturistico. Il settore vitivinicolo è un pilastro di questo sistema: un modello fondato su qualità e apertura ai mercati, che continueremo a sostenere con investimenti concreti, come gli oltre 26 milioni di euro nell’ambito dell’Ocm (Organizzazione comune di mercato), destinati a bandi per viticoltori che vogliono reimpiantare i propri vigneti, fare investimenti e promuovere la propria produzione a livello internazionale. Il vino e i prodotti certificati sono identità, economia e futuro della nostra regione”.

 

Sagra dell’Asparago Verde di Altedo Igp: tradizione e comunità

Da fine aprile Altedo ospita la 57esima edizione della Sagra dedicata all’Asparago Verde di Altedo Igp, eccellenza orticola riconosciuta a livello europeo e simbolo del territorio tra Bologna e Ferrara. Per oltre un mese il paese sarà animato da un ricco programma di eventi tra degustazioni, spettacoli, iniziative culturali e momenti di comunità. Tra gli appuntamenti principali, l’apertura ufficiale l’8 maggio, in piazza XXV Aprile, alla presenza delle autorità, con il taglio del nastro e la consegna dei riconoscimenti ai produttori, e la presenza del ristorante “TuttAsparago”, con i menù interamente dedicati al prodotto.

In programma anche eventi musicali e serate a tema – tra cui Rewind ’90 e Jova Band Tour – oltre allo spettacolo “E-RiSalutami Tuo Fratello” con Andrea Barbi e Marco Ligabue. Non mancheranno mercatini, mostre, tornei sportivi, la tradizionale sfilata di trattori e un’area luna park.

Una manifestazione che unisce promozione del prodotto, socialità e identità territoriale, coinvolgendo istituzioni, produttori e cittadini.

Da un prodotto con storia millenaria, una manifestazione che sa unire tradizione e innovazione nella promozione dell’identità agroalimentare del territorio, coinvolgendo istituzioni, produttori e cittadini.

Tutte le news sui social: https://www.instagram.com/ghino_asparghino

Altre info su www.asparagoverde.eu

 

Tramonto DiVino: il viaggio del food&wine regionale

Da giugno a ottobre torna Tramonto DiVino, il roadshow che da oltre vent’anni porta nelle piazze, nei borghi e nelle città d’arte dell’Emilia-Romagna il meglio della produzione enogastronomica regionale. Sette tappe, dalla Riviera fino a Parma, città Unesco per la gastronomia, costruiscono un percorso esperienziale che unisce degustazioni, cultura e turismo. Protagonisti oltre mille etichette di vini regionali – tra cui i “Best 100” della guida Ais – e i 45 prodotti Dop e Igp, raccontati da sommelier, chef e produttori.

Ogni serata, dalle 19.30 alle 23.30, trasforma piazze storiche, rocche e parchi in vere e proprie “arene del gusto”, dove il pubblico può vivere un’esperienza immersiva tra sapori, racconti e musica.

Un’iniziativa che conferma la vocazione dell’Emilia-Romagna come Food Valley italiana e rafforza l’attrattività del territorio anche dal punto di vista turistico ed enogastronomico.

Il programma di Tramonto DiVino

Lo spettacolo 2026 “E-RiSalutami Tuo Fratello”

Tra i momenti più attesi della Sagra dell’Asparago Verde di Altedo Igp, sabato 10 maggio (ore 21), lo spettacolo di Marco Ligabue e Andrea Barbi. Il duo, ambasciatore ufficiale delle 45 eccellenze Dop e Igp dell’Emilia-Romagna, porterà in scena un format rinnovato dopo il successo di oltre 200 date in tutta Italia.

Lo spettacolo è un mix travolgente di musica dal vivo, sketch e racconti, pensato per omaggiare l’identità emiliana con ironia e ritmo. Un modo fresco e coinvolgente di narrare l’Emilia-Romagna, e i nostri prodotti più pregiati, tra cui l’Asparago verde di Altedo.

Le altre date dello spettacolo

30/06 – Forlimpopoli (FC): Casa Artusi

26/07 – Riolo Terme (RA): Sagra dello Scalogno di Romagna Igp

20/09 – Reggio Emilia: Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop (serata in attesa di conferma)

18/10 – Castel del Rio (BO): Sagra del Marrone di Castel del Rio Igp

27/10 – Borgo Val di Taro (PR): Fiera del Fungo di Borgotaro Igp

Novembre – Germania: Data Scim (Settimana della cucina italiana nel mondo)

Protezione civile: più tempestività, coordinamento ed efficacia in caso di emergenza

Protezione civile: più tempestività, coordinamento ed efficacia in caso di emergenza
(immagine d’archivio)

Potenziamento tecnologico dei Centri operativi comunali (Coc) e ampliamento dei Centri di prima assistenza. Realizzazione di nuove aree destinate alla concentrazione di persone, mezzi e materiali in caso di emergenza, insieme a interventi di manutenzione straordinaria delle sedi dei vigili del fuoco volontari.

Ammontano a 764.145 euro le risorse messe in campo dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile nell’ambito del Programma di potenziamento ed efficientamento della rete del sistema di Protezione civile dell’Emilia-Romagna per il triennio 2026-2028. I contributi, destinati a lavori e forniture, arrivano fino a 100mila euro per intervento e sono assegnati agli enti locali – Comuni e Città Metropolitana di Bologna – che ne hanno fatto richiesta, con importi differenziati in base alla tipologia.

Obiettivo è rafforzare e rendere più efficiente la rete delle strutture e delle aree operative della Protezione civile, migliorando la capacità di coordinamento e di risposta nelle emergenze sul territorio. Il Programma interviene in modo diffuso, finanziando 22 interventi ammessi a contributo, tra cui nuove aree di “ammassamento” a Sala Bolognese (Bo) e Bertinoro (Fc), l’ampliamento del Centro di prima assistenza di Palagano (Mo) e lavori di manutenzione straordinaria nella sede dei vigili del fuoco volontari di Casola Valsenio (Ra), insieme al potenziamento tecnologico dei Centri operativi comunali in diversi Comuni.

“Per una regione come la nostra, che negli ultimi vent’anni ha dovuto affrontare emergenze sempre più frequenti e complesse – dal sisma all’accoglienza dei profughi ucraini, dalla siccità alle alluvioni – il sistema di Protezione civile rappresenta una priorità strategica e uno strumento fondamentale per la sicurezza del territorio e delle comunità- sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Con questo Programma rafforziamo in modo concreto la rete regionale, sostenendo gli enti locali negli interventi sulle strutture e nelle dotazioni operative, per garantire una capacità di risposta sempre più tempestiva, coordinata ed efficace in caso di emergenza”.

Il Programma

Il Programma di potenziamento ed efficientamento della rete regionale di Protezione civile per il triennio 2026-2028 finanzia interventi mirati sulle strutture e sulle aree operative utilizzate nella gestione delle emergenze, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di coordinamento, di assistenza alla popolazione e di gestione logistica sul territorio.

Sono complessivamente 22 gli interventi finanziati, distribuiti su tutto il territorio regionale: 7 in provincia di Bologna (Sala Bolognese, Granarolo dell’Emilia, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano dell’Emilia, Pianoro), 1 in provincia di Forlì-Cesena (Bertinoro), 3 nel Ferrarese (Argenta, Ostellato, Portomaggiore), 1 nel Modenese (Palagano), 4 in provincia di Piacenza (tre a Morfasso e uno a Vernasca), 1 nel Parmense (Salsomaggiore Terme), 2 nel Ravennate (Russi, Casola Valsenio) e 3 in provincia di Rimini (Cattolica, Misano Adriatico, San Giovanni in Marignano).

Gli interventi comprendono la realizzazione e il miglioramento delle aree di ammassamento a Sala Bolognese (Bo) e Bertinoro (Fc); l’ampliamento del Centro di prima assistenza a Palagano (Mo) e la realizzazione di un nuovo Centro di prima assistenza a Russi (Ra); interventi di manutenzione straordinaria nella sede dei vigili del fuoco volontari a Casola Valsenio (Ra); la realizzazione di una nuova sede del Centro operativo comunale a Salsomaggiore Terme (Pr); il potenziamento tecnologico dei Centri operativi comunali a Granarolo dell’Emilia, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano dell’Emilia e Pianoro (Bo), ad Argenta, Ostellato e Portomaggiore (Fe), a Morfasso (Pc) e Vernasca (Pc), a Cattolica, Misano Adriatico e San Giovanni in Marignano (Rn); oltre al potenziamento del Centro di prima assistenza a Morfasso (Pc), con interventi sulle strutture della casa alloggio Filoss e del plesso scolastico.

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