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martedì, 7 Aprile 2026
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La Regione Emilia-Romagna sostiene i live club con oltre 280mila euro, provvedimento inedito a livello nazionale

Diciassette locali di musica dal vivo sul territorio, da Parma a Cesena, che possono contare nel 2025 sul sostegno economico da parte della Regione Emilia-Romagna per lo svolgimento delle loro attività.

La Giunta regionale ha approvato l’esito del bando per la concessione di contributi ai Live Club, per un ammontare complessivo di 284.115 euro: si tratta del primo provvedimento di questo genere in Italia, rivolto al sostegno dei locali in cui si suona dal vivo.

Non sono solo luoghi di intrattenimento, ma spazi di incontro e creatività dove ancora condividere esperienze autentiche e coinvolgenti. Contenitori e amplificatori di musiche e storie, che danno slancio e mantengono vivace un’intera filiera, dagli artisti sul palco ai tecnici, fino ai gestori e a tutti i servizi collegati. È a queste realtà che la Regione ha deciso di guardare con particolare interesse, per conservarne e valorizzarne la missione.

“Con questa misura ci confermiamo apripista a livello nazionale nelle politiche di sostegno al mondo della musica- commenta l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni-. In particolare, questo investimento vuole avvalorare il ruolo che riconosciamo agli spazi dove si fa musica dal vivo oggi, sia dal punto di vista culturale e sociale, sia economico per la crescita della filiera musicale. Sono luoghi di sperimentazione e innovazione, che permettono a nuovi talenti di emergere, che alimentano occupazione qualificata nel settore e contribuiscono alla coesione delle comunità, anche nelle periferie delle città e in provincia. Fari di creatività, aggregazione sociale, sviluppo culturale e partecipazione, che vogliamo contribuire a mantenere accesi e vivaci”.

I 17 locali assegnatari del contributo si caratterizzano per la qualità della programmazione, con attenzione alla valorizzazione di artisti emergenti, produzioni regionali e generi musicali specifici (dal jazz al rock, dall’elettronica al liscio). Si distinguono inoltre per l’offerta di attività di inclusione dedicate a soggetti fragili e di iniziative che promuovo la socialità, anche attraverso la collaborazione con altre realtà culturali del territorio. Non ultima, la partecipazione a reti di rilievo nazionale e internazionale.

A ottenere le risorse regionali sono live club iscritti all’apposito Elenco regionale dei locali di musica dal vivo, riconosciuti dalla Regione lo scorso ottobre, a fronte di alcuni specifici requisiti: soggetto costituito da almeno 3 anni, attività per 7 mesi all’anno, capienza compresa tra 75 e 1.500 persone, almeno 20 spettacoli di musica contemporanea originale composta dall’esecutore gratuiti o a pagamento, prodotti e/o ospitati negli ultimi dodici mesi, o almeno 10 se a pagamento.

I beneficiari sono 8 locali nel Bolognese, 3 nel Modenese, 1 a Reggio Emilia, 1 a Parma, 1 a Ferrara, 2 a Ravenna e 1 a Cesena. Il contributo unitario assegnato va da un minimo di 14.100 euro a un massimo di 22.560 euro.

Il Distretto Ceramico ‘Adotta il sorriso di un bambino’

Il Distretto Ceramico ‘Adotta il sorriso di un bambino’
Amministratori del Distretto insieme a Catia Carretti (al centro)

Cure dentali gratuite per i bambini e i ragazzi delle famiglie in difficoltà dell’area del distretto ceramico, grazie alla collaborazione – formalizzata nei giorni scorsi – tra i Comuni dell’Unione del Distretto Ceramico e l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, che attraverso la Fondazione ANDI ha dato la propria disponibilità per lo sviluppo del progetto al fianco degli enti locali.

L’iniziativa, che si chiama ‘Adotta il sorriso di un bambino’ conta sull’impegno di diversi dentisti volontari legati all’Associazione e presenti sul territorio distrettuale, pronti a fare prevenzione e ad occuparsi della salute orale di bambini e bambine che hanno meno opportunità di accesso alle cure odontoiatriche.

Saranno inseriti nel progetto i giovanissimi individuati dalle Politiche sociali all’interno delle famiglie più in difficoltà o affidatarie, presso le comunità residenziali e nelle altre realtà di accoglienza per minori.

L’iniziativa avrà una durata annuale, con possibilità di proroga, e la collaborazione con la Fondazione ANDI è stata definita dall’Assessore al Welfare del Comune di Maranello, Davide Nostrini, delegato dai Sindaci dell’Unione.

«Il progetto – spiega la dottoressa Catia Carretti, Presidente di ANDI Modena – è nato proprio per dare una risposta concreta ai bisogni di questi bambini, che spesso vivono storie difficili e dolorose. L’obiettivo è anche quello di contribuire a diffondere la cultura dell’igiene orale e dei controlli periodici in una fascia di età molto importante a livello di imprinting, compreso il superamento della ‘paura del dentista’».

«Il valore sociale dell’iniziativa ha attirato subito la nostra attenzione – sottolinea Matteo Mesini, Presidente dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico – e abbiamo portato avanti questa collaborazione con ANDI affinché il progetto potesse essere attivo nel 2026, con la consapevolezza di quanto sia importante garantire a tutti i bambini una prevenzione odontoiatrica adeguata. E il primo ringraziamento va senz’altro ai dentisti dell’Associazione, che con generosità hanno messo a disposizione dei più fragili le propria professionalità».

 

Scuola, dal 13 gennaio al 14 febbraio aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027

Scuola, dal 13 gennaio al 14 febbraio aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027Dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 saranno aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/2027.

Le domande per il I e il II ciclo di istruzione potranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Unica, all’indirizzo: https://unica.istruzione.gov.it/it/orientamento/iscrizioni

La modalità online è prevista anche per le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e alle scuole paritarie che, su base volontaria, aderiscono alla modalità telematica.

L’accesso alla piattaforma Unica avviene tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

Restano invece cartacee, e devono pertanto essere presentate direttamente presso le segreterie delle istituzioni scolastiche, le domande di iscrizione alla Scuola dell’infanzia, alle scuole della Valle d’Aosta, di Trento e di Bolzano, nonché quelle relative a specifici percorsi indicati annualmente nella nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

All’interno della piattaforma Unica sono disponibili informazioni dettagliate sugli istituti (“Cerca la tua scuola”) e specifiche sezioni dedicate all’orientamento, pensate per accompagnare le famiglie e gli studenti della Scuola secondaria di I grado nella scelta del percorso formativo e professionale successivo. Tra queste: “Il tuo percorso”, “E-Portfolio”, “Docente tutor”, “Guida alla scelta”, “Statistiche su istruzione e lavoro” e, a partire da quest’anno, “What’s Next: l’orientamento nel Metaverso”, un innovativo servizio digitale.

Anche per l’anno scolastico 2026/2027 sarà possibile presentare domanda d’iscrizione alle prime classi dei percorsi quadriennali della filiera formativa tecnologico-professionale e alla prima classe del Liceo del Made in Italy.

 

Affitti brevi, l’Emilia-Romagna ha una nuova legge: oggi il via libera dell’Assemblea legislativa al pdl della Giunta

Affitti brevi, l’Emilia-Romagna ha una nuova legge: oggi il via libera dell’Assemblea legislativa al pdl della GiuntaDa oggi i Comuni dell’Emilia-Romagna hanno a disposizione una legge che interviene sulla regolamentazione degli affitti brevi all’interno del loro territorio. L’Assemblea legislativa ha approvato il progetto di legge della Giunta che disciplina gli immobili destinati a locazione breve. Una legge molto attesa, che mette ordine in un contesto che vede da una parte le esigenze del settore turistico, dall’altro il diritto all’abitare.

“Un voto che conferma l’obiettivo principale- dichiarano l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, e l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia- cioè, dare un quadro normativo che consenta ai Comuni, in base alle diverse necessità, di agire con maggiore efficacia, tutelando il diritto alla casa, ma anche preservando la vocazione turistica dei territori. Un modello flessibile, quindi, che tiene conto delle diversità territoriali. La legge approvata oggi va esattamente in questa direzione ed è frutto di un confronto, ampio e condiviso, con tutte le realtà del settore”.

Il progetto di legge

Consente di introdurre nei piani urbanistici comunali una nuova destinazione d’uso, denominata ‘locazione breve’ e inserita nella categoria turistico-ricettiva, con l’obiettivo di distinguere gli immobili destinati a questo tipo di attività dal patrimonio abitativo ordinario. I Comuni non saranno obbligati a intervenire, ma avranno a disposizione uno strumento da attivare attraverso una variante urbanistica semplificata nel momento in cui la regolazione degli affitti brevi dovesse rendersi utile. Potranno così individuare aree del territorio dove consentire, limitare o incentivare queste attività in base a criteri specifici, come ad esempio il rapporto tra appartamenti destinati alle locazioni brevi e alloggi residenziali presenti.

Gli immobili utilizzati per affitti brevi dovranno, comunque, rispettare standard rigorosi di sicurezza, igiene, salubrità, efficienza energetica e conformità degli impianti, mentre i Comuni avranno la possibilità di richiedere ulteriori requisiti di qualità edilizia per elevare ulteriormente il livello dell’offerta. La proposta prevede inoltre di consentire ai comuni di poter inoltre ricorrere alla leva fiscale dei contributi di costruzione per incentivare o disincentivare l’insediamento delle locazioni brevi, adattando la disciplina alle caratteristiche locali. La nuova normativa permetterà di semplificare e rendere più uniforme la gestione del fenomeno e, al tempo stesso, garantirà la possibilità di riportare in qualsiasi momento un immobile dalla destinazione ‘locazione breve’ all’uso abitativo senza costi aggiuntivi, favorendo così il recupero di case per i residenti e sostenendo concretamente il diritto all’abitare.

Riclassificazione dei comuni montani, l’assessore Baruffi: “Serve voltare pagina, la proposta del Ministero è irricevibile”

Riclassificazione dei comuni montani, l’assessore Baruffi: “Serve voltare pagina, la proposta del Ministero è irricevibile”Riclassificazione dei comuni “montani”, si alza il primo “cartellino rosso” contro il taglio previsto dalla legge “Calderoli”. Nella giornata di oggi la Commissione politiche per la Montagna della Conferenza delle Regioni, in vista della Conferenza Unificata di domani, ha esaminato il provvedimento che rideterminerebbe i criteri di classificazione montana dei comuni.

Come noto, il decreto porterebbe alla cancellazione di circa il 36% degli attuali comuni montani; percentuale che, per l’Emilia-Romagna, salirebbe a oltre il 41%: dai 121 Comuni attualmente classificati come montani si passerebbe infatti a 71. In apertura di Commissione proprio l’Emilia-Romagna, rappresentata dall’assessore competente per delega, Davide Baruffi, ha espresso immediatamente il totale dissenso della Regione e la ferma indisponibilità a dare l’intesa su un provvedimento così concepito.

“Parliamo di un decreto profondamente sbagliato che contrappone l’Appennino alle Alpi, spaccando il Paese, le Regioni e i Comuni- ha spiegato Baruffi-. In questa versione, non avrà certo il parere favorevole della Regione Emilia-Romagna. Nel momento in cui siamo tutti impegnati a destinare maggiori risorse alla montagna e a sostenere strategie che incentivino i Comuni a lavorare insieme, di tutto si sentiva il bisogno tranne che di un atto del Governo di questo genere. Il Ministro ci ripensi e si tolga il punto dalla discussione della Conferenza Unificata di domani o non ci sarà alcuna intesa. Più in generale, l’invito è quello a votare pagina perché, così come formulata, la proposta è irricevibile”.

Analoghe considerazioni sono state svolte da tutte le altre Regioni appenniniche, senza distinzione di colore politico, con la determinazione finale, unanime, di chiedere il rinvio del provvedimento per un nuovo esame.

“Peraltro- ha commentato Baruffi a margine dell’incontro- i testi sono stati trasmessi solo nella giornata di ieri e non si è messa la Conferenza neppure nella possibilità di avanzare una controproposta. L’unica cosa che abbiamo potuto verificare è che i numeri che avevamo paventato sono quelli corretti: qualcuno ci aveva accusato di allarmismo preventivo mentre oggi trovano conferma esatta la previsioni più pessimistiche”.

Riqualificazione del tennis di Spezzano: il Comune avvia una gara pubblica

Riqualificazione del tennis di Spezzano: il Comune avvia una gara pubblicaIl Comune di Fiorano Modenese ha disposto il ritiro degli atti e della procedura relativi all’avviso pubblico di manifestazione d’interesse per riqualificazione e gestione dell’impianto sportivo comunale del tennis presso il Centro Sportivo “Ciro Menotti” di Spezzano, che prevedeva l’applicazione dell’affidamento diretto ai sensi dell’articolo 5 del D.Lgs. n. 38/2021.

La decisione si è resa necessaria a seguito di un recentissimo parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), arrivato quando era già stata bandita la procedura di manifestazione d’interesse e di relativo affidamento; parere che ha chiarito che la modalità dell’affidamento diretto è applicabile solo in presenza di una singola proposta progettuale.

Il Comune di Fiorano Modenese ha ricevuto più offerte in risposta all’avviso pubblico, pertanto, sulla base del nuovo parere ANAC, l’assegnazione della riqualificazione e gestione dell’impianto sportivo deve avvenire tramite una gara pubblica (procedura competitiva) per garantire la massima trasparenza e legalità. L’Amministrazione ha quindi ritenuto opportuno, per il prevalente interesse pubblico, ritirare la precedente procedura, per evitare contenziosi e assicurare il corretto svolgimento dell’iter di assegnazione.

La concessione per la gestione, la riqualificazione e la valorizzazione dell’impianto sportivo comunale del tennis di Spezzano avverrà dunque tramite una procedura competitiva, nel pieno rispetto delle normative vigenti e questo comporta uno slittamento dei tempi inizialmente previsti.

“Ribadiamo la volontà di riqualificare e ammodernare l’impianto del tennis, rendendolo un polo sportivo vitale e funzionale per la nostra comunità. La scelta di indire una procedura competitiva, pur comportando un rallentamento nell’affidamento, è una garanzia di correttezza amministrativa e ci consentirà di selezionare il progetto più solido e qualificato per la gestione e l’investimento sulla struttura, con un focus specifico sulla promozione dell’aggregazione e dell’inclusione giovanile e sociale.”, spiega l’assessore allo Sport Luca Busani.

In attesa della nuova aggiudicazione gli impianti resteranno aperti con le modalità oggi in essere, tramite una proroga dell’affidamento alla società che li gestisce ora.

 

Regione, il bilancio del primo anno di Legislatura della Giunta de Pascale

Regione, il bilancio del primo anno di Legislatura della Giunta de PascaleÈ nei cantieri per la messa in sicurezza di fiumi, versanti e centri urbani; nei servizi educativi che si ampliano per accogliere sempre più bambine e bambini; nel rafforzamento della sanità pubblica territoriale, con percorsi e presidi più vicini alle comunità.

È nelle politiche per la casa che si rafforzano, negli interventi per la montagna e le aree interne che mantengono vivi i servizi di prossimità, con l’obiettivo di creare nuove opportunità per i territori. Ed è nel lavoro, nella scuola, nel welfare, nella cura quotidiana delle persone – soprattutto quelle più fragili – che si misura il primo anno di Legislatura della Giunta regionale guidata dal presidente Michele de Pascale.

Un anno di lavoro su queste priorità, che ha portato sia a scelte concrete e investimenti sia a gettare le basi per decisioni e misure future. Un impegno che attraversa l’intero spettro delle politiche regionali: dal supporto alle famiglie alle risposte ai nuovi bisogni sociali, dalla qualità dell’abitare alla sicurezza del territorio, fino alle opportunità per chi studia, lavora e vive nelle comunità locali. Un’azione che guarda soprattutto alle giovani generazioni, creando condizioni attrattive perché chi cresce in Emilia-Romagna – e chi sceglie di arrivarci – possa mettere radici e costruire qui il proprio futuro.

Un percorso anche difficile, così come lo sono le risposte da dare alle sfide complesse di oggi, che passa per la conferma e l’aggiornamento del Patto per il Lavoro e per il Clima, verso un nuovo Patto per l’Emilia-Romagna che riunisca istituzioni, parti sociali, rappresentanze economiche e civiche attorno a una visione condivisa. Un modello di sviluppo regionale fondato su qualità, innovazione, pubblica, sicurezza del territorio, salvaguardia dell’occupazione, risposta alla crisi climatica e sanità.

Sanità pubblica e universalistica

Il sistema sanitario regionale è uno dei cardini della tenuta sociale e uno dei fronti su cui la Regione ha concentrato maggiori investimenti in questo primo anno di Legislatura. Sono stati rafforzati prevenzione, servizi territoriali e interventi strutturali: ampliati gli screening oncologici, potenziate le campagne per la diagnosi precoce. Sul territorio è stata avviata la nuova Rete dell’assistenza primaria, con servizi più integrati e vicini alle comunità, e potenziati gli interventi di telemedicina e cure domiciliari. Parallelamente, avanza l’edilizia sanitaria – con 178 milioni di euro di investimenti – e crescono le risorse dedicate alle fragilità: salute mentale (investimento di 40 milioni di euro nel 2025), dipendenze, sanità penitenziaria, insieme al sostegno alla formazione delle professioniste e dei professionisti. Un impegno che trova conferma anche nel Bilancio 2026-2028, approvato dalla Giunta, che destina 10,5 miliardi di euro alla sanità pubblica dell’Emilia-Romagna e prevede un contributo strutturale di 200 milioni l’anno di fondi regionali, a integrare quelli nazionali, riaffermando la centralità di un servizio che deve continuare a essere pubblico e universalistico.

Il grande piano per il diritto alla casa

Accanto alla salute, un altro tema su cui la Regione ha puntato fin da subito, è il diritto alla casa per dare una risposta concreta a una situazione emergenziale in crescita. Con un piano robusto da 300 milioni di euro la Giunta de Pascale ha messo le basi per finanziare due linee di intervento. La prima è la riqualificazione di migliaia di alloggi pubblici a oggi non assegnati perché bisognosi di interventi di ristrutturazione e che potranno così essere rimessi a disposizione delle comunità. La seconda riguarda la possibilità di realizzare nuovi interventi ERS da parte dei Comuni, nonché lavori di efficientamento nei fabbricati Erp (edilizia residenziale pubblica), con l’obiettivo di ridurre il più possibile le condizioni di povertà energetica e di operazioni per l’accessibilità.  

Altro fronte di intervento è il rifinanziamento del Fondo affitti con a disposizione 10 milioni di euro all’anno per sostenere famiglie, giovani, lavoratrici e lavoratori in difficoltà e l’housing sociale con uno stanziamento di 5 milioni.

Un capitolo di particolare rilievo riguarda poi la nuova legge regionale sugli affitti brevi, pensata per affrontare in modo strutturale le tensioni abitative nelle aree a maggiore pressione turistica e urbana. La Regione ha definito per la prima volta un quadro organico di regole, costruito insieme a Comuni, associazioni e stakeholder, che punta a riequilibrare il mercato, tutelare i residenti, garantire alloggi per lavoratrici e lavoratori stagionali e promuovere uno sviluppo turistico sostenibile, capace di tenere insieme accoglienza, qualità della vita e diritto alla casa.

Welfare, scuola e infanzia, contrasto alle povertà

Il rafforzamento della rete sociale ha accompagnato le politiche sanitarie e abitative, con più servizi domiciliari e sostegni per anziani, persone con disabilità e caregiver grazie a un Fondo per la non autosufficienza che supera i 570 milioni di euro, incrementato di 82,2 milioni rispetto al 2024, a cui si aggiungono altri 25 milioni sia per il 2026, sia per il 2027 (+135 milioni rispetto al 2024).

Per le situazioni di fragilità economica più critiche, la Regione ha approvato un Piano triennale per il contrasto alle povertà finanziato con 124 milioni di euro per accompagnare le persone in percorsi di autonomia e integrazione, ridurre i divari e prevenire nuove forme di esclusione sociale.

A queste risorse si sommano quelle derivanti da due importanti bandi regionali. Il recente bando, rivolto a iniziative del terzo settore per il recupero, redistribuzione di beni alimentari a favore di nuclei e persone in condizione di povertà, fragilità sociale e povertà estrema: oltre al milione di euro già stanziato, le ulteriori risorse previste sui bilanci 2026 e 2027 per 860mila euro, ci consentiranno di sostenere tutti i progetti ritenuti ammissibili a finanziamento. 

Nel prossimo biennio, grazie a uno stanziamento di 450mila euro, verrà dato ulteriore impulso anche agli sportelli di aiuto e alle procedure a favore di coloro che, per svariati motivi, si trovano sovraindebitati, non possono accedere alle ordinarie procedure di fuoriuscita da questa condizione e rischiano di cadere in circuiti di usura e ancora maggiore vulnerabilità.

Sempre a sostegno delle famiglie sono stati stanziati quasi 45 milioni per ampliare i posti nei nidi e abbattere le rette, mentre nuove risorse rafforzano diritto allo studio, inclusione e servizi educativi. A questi interventi si aggiunge il percorso avviato con gli Stati generali della scuola e con gli Stati generali dell’infanzia e dell’adolescenza, che hanno inaugurato un confronto strutturato tra Regione, famiglie, studenti, insegnanti e comunità educative, raccogliendo bisogni e proposte utili a orientare le politiche del prossimo triennio.

“Al centro delle nostre scelte- sottolinea il presidente de Pascale– c’è un’idea semplice ma ambiziosa: nessuna politica è efficace se non migliora la vita delle persone. Dalla sanità alla casa, dalla scuola al welfare, abbiamo lavorato per rafforzare i servizi essenziali e dare risposte ai bisogni che emergono dai territori. Tanti gli obiettivi che abbiamo raggiunto in questo primo anno, ma non neghiamo però i problemi che vogliamo affrontare in maniera trasparente e condivisa, in un contesto globale attraversato da conflitti, rincari energetici, incertezze economiche e dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica che colpisce territori, infrastrutture e comunità. In una fase così delicata, abbiamo scelto di non arretrare: aumentare gli investimenti pubblici, rafforzare le tutele sociali e mettere al centro chi rischia di pagare il prezzo più alto, le cittadine e i cittadini”.

Ricostruzione, messa in sicurezza del territorio e difesa del suolo: gli interventi

Altra priorità dell’azione regionale è la messa in sicurezza del territorio: un impegno che attraversa tutta l’Emilia-Romagna, dalla montagna alla pianura fino alla Costa. L’intervento della Regione interessa fiumi, argini, corsi d’acqua, versanti e litorale, all’interno di un piano organico che integra manutenzione, prevenzione e opere strutturali di difesa del suolo, a partire dal potenziamento delle casse di espansione e delle opere di laminazione, fondamentali per ridurre i picchi di piena e proteggere i centri abitati. Accanto ai cantieri già conclusi, a quelli a oggi attivi e in partenza su frane, alvei dei fiumi, ponti e opere di attraversamento, e sui tratti costieri più esposti all’erosione, prosegue la ricostruzione successiva alle alluvioni del 2023 e del 2024 – condotta in coordinamento con il Commissario nazionale alla ricostruzione, Fabrizio Curcio – con interventi programmati per 2,7 miliardi di euro su infrastrutture, viabilità, centri abitati e sistemi idraulici, con l’obiettivo di innalzare progressivamente il livello di protezione dei territori.

Per le opere di messa in sicurezza del territorio a seguito delle alluvioni, all’Emilia-Romagna sono stati assegnati dalla Struttura commissariale 919 milioni di euro dal 2027, risorse che la Regione è pronta ad anticipare, almeno in parte, già dal 2026, con fondi propri. Inoltre, nell’ultimo Bilancio di previsione è stato istituito un Fondo regionale da 10 milioni di euro per la progettazione degli interventi.

Per sostenere le famiglie e le attività economiche impossibilitate a ricostruire nelle aree a rischio, inoltre, grazie al lavoro congiunto della Regione e della struttura commissariale sono stati definiti i provvedimenti su semplificazione e delocalizzazioni, che prevedono procedure più agevoli per i rimborsi e gli indennizzi, criteri e modalità operative per spostarsi in aree alternative e sicure. Un provvedimento atteso nei territori colpiti, che mette a disposizione un quadro certo di riferimento per accompagnare chi si trova nella condizione di dover trasferire abitazioni o sedi produttive fuori dalle zone a maggiore vulnerabilità.

“Sulla ricostruzione- afferma de Pascale– abbiamo voluto e ottenuto un cambio di passo non più rinviabile, insieme al commissario Curcio e mantenendo costante il confronto con le comunità locali, da cui sono arrivate osservazioni ai progetti di messa in sicurezza. Prima ancora, abbiamo ottenuto un miliardo di euro dal Governo per opere di riduzione del rischio e di fronte al bisogno di accelerare anticiperemo noi le risorse dal 2026: il prossimo anno vogliamo procedere con i cantieri. Vogliamo fatti concreti, quindi l’individuazione e la sistemazione di aree di espansione e laminazione delle acque, il consolidamento delle arginature, la riprofilatura delle sezioni fluviali, l’abbassamento delle aree golenali e una migliore gestione della vegetazione”.

Nel 2025 sono state inoltre raddoppiate le risorse destinate alla manutenzione ordinaria, che salgono a quasi 50 milioni di euro: era un obiettivo di legislatura, da raggiungere quindi in cinque anni, ma la scelta è stata quella di raddoppiare strutturalmente fin dal primo anno, per assicurare interventi diffusi in tutte le province. È stato avviato un lavoro coordinato con la Protezione civile regionale, i Comuni e le università per rafforzare il monitoraggio delle aree più fragili, aggiornare conoscenze e modelli di analisi e supportare la progettazione degli interventi. Un percorso condiviso che punta a mettere il territorio nelle condizioni di prevenire e ridurre i rischi, tutelando persone, abitazioni, imprese e servizi essenziali.

Lavoro, sviluppo economico, transizione digitale, formazione e talenti

La crescita dell’Emilia-Romagna passa anche e soprattutto dal lavoro: per questo la Regione ha messo in campo interventi per tutelare l’occupazione, sostenere il sistema produttivo e la manifattura, e attrarre talenti e nuove competenze, leve decisive per la competitività del territorio. Tra legge regionale 14/2014 (attrazione investimenti) e legge regionale 2/2023 (attrazione talenti) la dotazione nel triennio sale a quasi 40 milioni di euro. Così come, per sostenere gli investimenti delle Pmi, abbiamo stanziato 25 milioni per un basket bond che mobiliterà risorse per 100 milioni di euro.
La Giunta è stata al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici seguendo tutte le vertenze industriali – quali, a solo titolo di esempio, La Perla, Berco e Yoox – e, allo stesso tempo, ha spinto su innovazione, transizione digitale ed energetica, startup e filiere tecnologiche, rafforzando un sistema che punta su qualità, ricerca e alta specializzazione. Un impegno affiancato dall’ampliamento dei percorsi di formazione professionale e delle alte competenze, per preparare lavoratrici e lavoratori nei settori in trasformazione e generare nuova occupazione qualificata.

La Regione si è attivata sul rafforzamento della Rete Alta Tecnologia e della collaborazione con le Università dell’Emilia-Romagna e sta lavorando a una legge sull’economia sociale.

“Il tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna, fatto di piccole, medie e grandi imprese che generano valore, competenze e lavoro di qualità, è il motore della nostra economia. Garantirne la tenuta significa tutelare l’occupazione, i salari, la stabilità delle comunità- spiega il presidente de Pascale-. Oggi siamo chiamati ad agire su più fronti: il calo della produzione industriale che da tempo l’Italia registra, in linea con quanto accade in Germania, colpisce inevitabilmente anche un territorio come il nostro, punta di diamante della manifattura nazionale. Non è un fenomeno imputabile a un solo livello istituzionale: pesano i costi energetici, i dazi generalizzati, l’aumento delle materie prime e un sistema Ets che, così com’è, rischia di penalizzare in modo ingiusto intere filiere, a partire dalla ceramica. Per questo ciascuna istituzione, Regione compresa, deve occupare ogni spazio possibile per contrastare la frenata e sostenere il tessuto produttivo. Servono politiche industriali vere, che oggi non vediamo a livello nazionale ed europeo.  In Emilia-Romagna abbiamo scelto di continuare a valorizzare il modello delle piccole e medie imprese con misure concrete: i 50 milioni del bando sulla digitalizzazione già arrivati alle imprese, i 5 milioni per le start up innovative, i 30 milioni per sostenere gli investimenti produttivi finalizzati alla produzione di Tecnologie strategiche per l’Europa. È questa la strada per proteggere la nostra manifattura, rafforzarla e accompagnarla nelle trasformazioni in corso”.

La Regione ha proseguito nel consolidamento della Data Valley, asset strategico per l’attrattività e la competitività del territorio. Il Tecnopolo di Bologna è diventato Dama, la nuova cittadella della scienza che ospita il supercomputer Leonardo, le infrastrutture di ricerca europea e, a breve, il supercomputer dedicato all’intelligenza artificiale. Qui troverà sede anche l’Università dell’Onu sui big data e sul contrasto alla crisi climatica, rafforzando il ruolo dell’Emilia-Romagna come piattaforma internazionale per tecnologie avanzate, ricerca scientifica e formazione di nuove competenze.

Con riferimento alla transizione digitale la Regione ha fatto una scelta netta per nuovi investimenti che mirano a realizzare infrastrutture più solide, incrementare la sicurezza, condividere dati e migliorare le competenze. Solo sull’Agenda Digitale sono previsti, nel triennio, 16,9 milioni di euro, a cui si affiancano oltre 21 milioni di accantonamenti per progetti innovativi, con un investimento complessivo che guarda al medio-lungo periodo.

Una parte significativa degli stanziamenti è destinata alla connettività dei territori, in particolare aree montane e interne: reti più resilienti, interventi di ridondanza per garantire continuità dei servizi, nuovi investimenti su copertura della telefonia mobile e del Wi-Fi pubblico. Scelte concrete per ridurre i divari territoriali e assicurare servizi affidabili a cittadine, cittadini, imprese e amministrazioni locali.

Accanto alle infrastrutture, vengono rafforzati anche gli investimenti su competenze e facilitazione digitale, sicurezza informatica, gestione dei dati, intelligenza artificiale e supporto alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, con un ruolo centrale di Lepida SCpA e delle piattaforme regionali condivise.

Sono oramai 42 i tralicci realizzati dalla Regione, attraverso Lepida, per raggiungere aree scoperte da servizi di telefonia mobile. Le scuole connesse in fibra ottica ad 1 Giga sono oggi 2.912, con copertura delle sedi delle scuole secondarie di secondo grado che raggiunge il 97%. Emilia-Romagna WiFi è sempre più pervasivo raggiungendo 12.910 punti di accesso libero, veloce e gratuito, con oltre 400 nuovi punti nel 2025 e 8,3 milioni di utenti unici nell’anno. Anche la Facilitazione Digitale nel 2025 ha visto attivi più di 200 punti in cui sono stati assistiti oltre 80mila cittadine e cittadini.

Sono investimenti che non inseguono l’innovazione, ma la governano: per una Regione più moderna, accessibile e capace di offrire servizi migliori, ovunque si viva.

Infrastrutture e trasporti

Sul fronte della mobilità, la Regione ha puntato ad agevolare gli spostamenti quotidiani di studentesse, studenti, pendolari e famiglie, investendo su un trasporto pubblico più accessibile e sostenibile rispetto all’auto privata. È proseguito il rinnovo della flotta ferroviaria e degli autobus, insieme al potenziamento dei servizi sulle principali tratte regionali. Al Tpl vengono destinati 10 milioni aggiuntivi nel 2026 e viene confermato anche “Salta su!”, il programma che offre abbonamenti gratuiti alle alunne e agli alunni di elementari, medie e superiori, oltre a MiMuovoinCittà e le agevolazioni per gli under 26.

Per quanto riguarda il trasporto delle persone, la Regione ha investito sulle infrastrutture strategiche: dalla rete ferroviaria, la viabilità stradale, fino alla rigenerazione di nodi urbani e dei collegamenti con aree industriali e portuali per i collegamenti merci. In questo quadro si collocano la Zona logistica semplificata, leva per attrarre investimenti e aumentare la competitività del sistema produttivo, e il ruolo del porto di Ravenna come snodo logistico regionale e porta d’accesso ai traffici internazionali, oltre che fulcro del sistema portuale integrato tra porti regionali e comunali sul quale la Regione sta lavorando. Un insieme di azioni che punta a migliorare connessioni, accessibilità e opportunità di sviluppo per comunità, imprese e territori.

Sul fronte delle infrastrutture autostradali la Regione Emilia-Romagna sta lavorando per perfezionare un Protocollo d’intesa con ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Comune di Bologna e Città metropolitana nel quale saranno definite le progettualità del Nodo di Bologna identificate come prioritarie. Oltre all’adeguamento dimensionale della terza corsia delle tangenziali e all’implementazione sull’intero sistema di un upgrade tecnologico per il controllo attivo del traffico per la gestione dinamica delle corsie, si sta procedendo all’individuazione delle opere di adduzione che risultano prioritarie sulla base dell’efficacia trasportistica e del ruolo strategico in chiave di resilienza ambientale e territoriale come il collegamento tra via del Triumvirato e via del Chiu e il ponte sul Reno dell’Intermedia di Pianura.

Sempre nel Nodo sono considerate come prioritarie l’ampliamento alla quarta corsia della A14 tra Ponte Rizzoli e la diramazione di Ravenna e l’incremento della capacità nel tratto fra Bologna-San Lazzaro e Ponte Rizzoli, oltre alle opere di adduzione connesse al potenziamento della tratta San Lazzaro-dir Ravenna. Rimane aperto il tema del potenziamento della A13 da Ferrara fino al tratto di penetrazione a Bologna, con particolare attenzione al Nodo di Funo.

Un capitolo specifico riguarda gli Stati generali della sicurezza stradale, convocati per la prima volta in Emilia-Romagna: un momento pubblico di confronto sui dati regionali e sulle azioni necessarie per avvicinarsi agli obiettivi europei di riduzione di vittime e feriti entro il 2030. Un’iniziativa che ha riunito istituzioni, enti locali, forze dell’ordine, scuole e associazioni, riportando il tema della sicurezza sulle strade al centro del dibattito pubblico e delle politiche regionali. Sono state inoltre avviate specifiche campagne di sensibilizzazione rivolte agli utenti della strada e suddivise per fasce di età e grado di vulnerabilità.

Ancora, il sistema aeroportuale regionale: la Regione ha avviato un percorso condiviso con le città sede di scalo e con i gestori per definire una strategia unica, capace di valorizzare tutti gli aeroporti dell’Emilia-Romagna e di accompagnarne la crescita in modo equilibrato e sostenibile. L’obiettivo è raggiungere, nel medio-lungo periodo, i 20 milioni di passeggeri l’anno attraverso una pianificazione che integra sviluppo dei voli, qualità dei servizi e sostenibilità ambientale. La nuova strategia si articola su tre assi: un quadro di regole omogenee, strumenti fiscali che rendano più competitivi gli aeroporti con minor traffico a partire dall’abolizione della council tax per gli scali di Forlì, Parma e Rimini e un riequilibrio dei flussi tra le diverse realtà regionali. Una direzione che punta a rafforzare la connettività dell’Emilia-Romagna, sostenendo allo stesso tempo le economie locali e la coesione territoriale.

Energia pulita

La transizione energetica rappresenta un altro ambito centrale dell’azione regionale. Le Comunità energetiche rinnovabili hanno superato quota 120 tra gruppi già costituiti e realtà operative, con un crescente ruolo di imprese, Comuni e associazioni nella produzione e condivisione locale di energia pulita. Parallelamente, la Regione ha messo in campo risorse concrete per migliorare la sostenibilità del patrimonio pubblico: 22 progetti di enti locali sono stati ammessi ai finanziamenti per l’efficientamento energetico degli edifici, con risorse che salgono a 15 milioni di euro. Interventi che riducono i consumi rafforzano l’autonomia energetica dei territori e contribuiscono alla decarbonizzazione dell’intera regione.

Grande impegno della Giunta anche sulla proposta di legge relativa alle “aree idonee” per l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, necessariamente sospesa nei mesi scorsi, ma ora nuovamente oggetto di lavoro a fronte delle recenti riforme statali che riprendono diversi princìpi cardine del progetto di legge avviato dall’Emilia-Romagna. La proposta della nostra Regione si inserisce nel quadro del burden sharing nazionale che prevede, entro il 2030, il raggiungimento di 6,3 GW di potenza aggiuntiva da Fer (Fonti di energia rinnovabile) nel territorio regionale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di 80 GW. Nell’individuazione delle aree da considerare idonee verranno seguiti una serie di criteri tecnici e ambientali che favoriranno l’installazione degli impianti nelle zone degradate, marginali o compromesse sotto il profilo ambientale e in ambiti già antropizzati, come ex cave, discariche aree industriali dismesse o a margine di infrastrutture, salvaguardando le aree agricole di pregio, le zone protette, i beni culturali e paesaggistici.

Un intervento legislativo che mira a bilanciare gli interessi pubblici territoriali e la necessità delle imprese di sostenere i crescenti costi dell’energia, anche attraverso forme di autoproduzione e autoconsumo energetico. Con un’unica visione d’insieme: tutela dell’ambiente e del paesaggio e transizione energetica non sono antagonisti, ma alleati nello sviluppo e nella crescita del nostro territorio.

Agricoltura e agroalimentare

Agricoltura e agroalimentare restano uno dei motori dell’Emilia-Romagna e un presidio fondamentale per i territori rurali. Nel 2025 la Regione ha sostenuto aziende e filiere colpite dalle emergenze climatiche, rafforzato gli strumenti per la gestione del rischio e accelerato gli investimenti del Programma di sviluppo rurale, con interventi su innovazione, digitalizzazione, benessere animale e sostenibilità delle produzioni. Un capitolo centrale ha riguardato il Piano Marshall dell’acqua, con oltre 1,2 miliardi di euro destinati a nuove infrastrutture irrigue, invasi, reti di distribuzione e opere idrauliche strategiche per garantire sicurezza, disponibilità della risorsa e continuità produttiva. Proseguono inoltre gli interventi per la promozione della qualità delle produzioni Dop e Igp nei mercati nazionali e internazionali, il sostegno alle imprese agricole, a partire dai giovani, la promozione dell’agricoltura sociale e il rafforzamento delle filiere corte e dei mercati locali, a beneficio delle comunità e dei sistemi rurali.

Il 2025 ha segnato anche il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco: una decisione che non riguarda solo il cibo, ma il modo in cui le comunità italiane vivono, trasmettono e raccontano la propria identità. Un traguardo nel quale l’Emilia-Romagna è protagonista, grazie alle sue 44 Dop e Igp, ai produttori che ne custodiscono la storia e alla rete di istituzioni culturali che valorizzano questo patrimonio, tra cui Casa Artusi, che da Forlimpopoli porta nel mondo l’eredità di Pellegrino Artusi e ha contribuito in modo decisivo alla costruzione del dossier nazionale.

Il numero delle produzioni certificate è destinato a crescere: è infatti in fase avanzata l’iter per il riconoscimento dell’erbazzone reggiano, simbolo della tradizione culinaria di Reggio Emilia, sostenuto dall’associazione dei produttori, dagli enti locali e dalla Regione. Una torta salata semplice e identitaria, fatta di pasta non lievitata, bietole o spinaci e Parmigiano Reggiano Dop, che dalle cucine familiari è entrata a pieno titolo nel patrimonio culturale del territorio.

Il comparto delle indicazioni geografiche rappresenta un pilastro dell’economia regionale che vale 3,9 miliardi di euro, di cui 3,5 miliardi generati dal cibo certificato e 455 milioni dai vini. È un sistema produttivo che garantisce lavoro, qualità e presidio sociale nelle aree rurali, dove operano circa 53mila imprese agricole e agroalimentari, di cui 4.500 nel settore industriale. Per valorizzare questi prodotti e rafforzarne la presenza sui mercati internazionali e nazionali, la Regione ha investito 25 milioni di euro nel biennio 2025-2026, sostenendo la promozione dei vini certificati nei Paesi extra UE, quella dei prodotti Dop e Igp all’interno dell’Unione europea e le iniziative nazionali legate a fiere, manifestazioni e attività dirette sui territori. Parallelamente sono state garantite risorse per assicurare liquidità e stabilità alle imprese agricole: 215 milioni di euro di anticipi Pac già erogati a oltre 36mila aziende, 18 milioni dal Fondo europeo agricolo di garanzia destinati a 5.700 imprese e 56 milioni previsti nel Bilancio 2026 per innovazione, benessere animale, distretti del biologico e filiere di qualità. Si tratta di un insieme organico di interventi che mette al centro la tenuta economica delle imprese agricole, la sostenibilità delle produzioni e la promozione dell’identità enogastronomica regionale, riconoscendone il valore culturale e il ruolo strategico per le comunità e i territori.

Montagna e aree interne

Una parte rilevante dell’azione regionale ha riguardato la qualità della vita nei territori: dalla montagna alle aree interne, fino ai centri urbani. Sono stati potenziati i servizi locali, rafforzata la connettività digitale, avviati nuovi interventi di rigenerazione urbana e sostenute le comunità più fragili con investimenti che puntano a contrastare lo spopolamento, migliorare l’accessibilità e garantire servizi essenziali in ogni area della regione. Con questi obiettivi nel 2026 la Giunta ha incrementato, rispetto al passato, del 20% il Fondo per la montagna portandolo a 24 milioni di euro nel triennio. nel triennio. Sono risorse che si aggiungono a quelle già programmare per le Stami che assommano a più di 100 milioni di euro. Non solo investimenti ma servizi: tutte le misure precedenti e nuove vengono adesso potenziate, dal sostegno aggiuntivo al trasporto scolastico a quello per le pluriclassi, dalle misure di sostegno alle cooperative di comunità a quelle per gli esercizi polifunzionali. Il compito della politica è contrastare lo spopolamento della montagna e non certo assecondarlo. L’Emilia-Romagna lo fa proprio nel momento in cui il Governo con la revisione dei criteri della montanità intende “cancellare” oltre il 30% dei comuni montani e oltre il 40% di quelli del nostro Appennino.

Turismo, commercio e sport

Allo stesso tempo la Regione ha investito sul turismo e sulla valorizzazione delle identità territoriali, promuovendo la riqualificazione delle strutture ricettive con un bando Eureca in uscita a gennaio che potrà contare su 11 milioni di euro di risorse regionali in grado di generare investimenti per almeno 60 milioni di euro tramite il sostegno al credito. E sempre nel prossimo anno è al via un tavolo per la revisione del quadro normativo e la definizione degli strumenti finanziari adeguati e strutturali per accompagnare la riqualificazione delle strutture ricettive e delle colonie.

Un investimento importante riguarda anche la promozione e la valorizzazione dell’Emilia-Romagna sui mercati nazionali ed esteri; sono state confermate le risorse per Apt e Destinazioni turistiche portandole a una pianificazione triennale per migliorare la progettazione e inseriti fondi aggiuntivi per le tre Destinazioni pari a 500mila euro tramite risorse Funt (Fondo unico nazionale per il turismo). Per quanto riguarda in particolare l’estero sono state pianificate azioni di promozione sui mercati serviti da collegamenti con l’aeroporto di Rimini in sinergia con tutti i comuni costieri della provincia e sulla Germania con accordi relativi al servizio ferroviario di collegamento con la costa Romagnola.

Per quanto riguarda il turismo green, sempre con risorse Funt, sono stati dati contributi per la sicurezza e l’ammodernamento degli impianti di risalita e l’impiantistica sportiva in montagna, mentre altre risorse aggiuntive sono state destinate alla valorizzazione del parco del Delta del Po tramite la Destinazione Romagna.

Anche quest’anno l’Emilia-Romagna è stata protagonista di grandi eventi sportivi internazionali, come la Formula 1 e la finale di Coppa Davis. Nel corso dell’anno è stato anche annunciato il rinnovo della Moto GP a Misano; eventi che si aggiungono a tante altre iniziative finalizzate anche a supportare la destagionalizzazione.

Commercio, è proseguito il lavoro sugli hub urbani: ad oggi 44 Comuni hanno ottenuto il riconoscimento di hub urbani e di prossimità e altri stanno facendo richiesta. Ammontano a 14 milioni di euro le risorse del primo bando per sostenerli la cui uscita è attesa a gennaio e, per accompagnare questa politica strategica per rendere città e paesi più attrattivi e vivibili, è prevista l’uscita periodica nei prossimi anni di ulteriori bandi. A questo si aggiungono i 4,2 milioni di euro per 36 progetti in tutte le province per migliorare la qualità degli spazi pubblici e sostenere la crescita economica.

Parallelamente sono state rafforzate le politiche per lo sport, con interventi per impianti, eventi, attività motorie ed educative, azioni di contrasto all’abbandono giovanile e una collaborazione sempre più stretta con scuole, associazioni e amministrazioni locali, anche attraverso azioni di divulgazione della cultura sportiva con il coinvolgimento di testimonial. Con oltre 25 milioni di euro di investimento, la Regione ha sostenuto 52 progetti di impiantistica sportiva. Più di 2 milioni di euro sono serviti per finanziare, attraverso appositi bandi, 83 eventi e 78 iniziative di associazioni sportive, enti, federazioni.

Un impegno che riconosce nello sport uno strumento fondamentale di salute, educazione, inclusione e coesione sociale, soprattutto per le giovani generazioni.

Stop alla violenza sulle donne

Promozione delle pari opportunità e tutela dei diritti. La Regione ha rafforzato i servizi dedicati alle donne, destinandocirca 5 milioni di euro alla prevenzione della violenza a partire dalle scuole, la realizzazione di nuovi centri antiviolenza sul territorio regionale, e lo sviluppo della rete già esistente.

Un investimento ulteriore di 700mila euro, che ha portato a 2,7 milioni il budget complessivo, è servito a finanziare il bando regionale per sostenere 103 progetti da realizzare, tra questo e il prossimo anno, su promozione delle pari opportunità, contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere. E 1,6 milioni di euro – 600mila in più rispetto alla dotazione prevista inizialmente – sono destinati a realizzare progetti 2025-2026 volti a sostenere la presenza paritaria delle donne nella vita economica del territorio, favorire l’accesso al lavoro, i percorsi di carriera e la promozione di progetti di welfare aziendale finalizzati al bilanciamento del tempo casa-lavoro.
È stato confermato lo stanziamento sul reddito di libertà e, per la prima volta, 396mila euro saranno destinati ai Comuni e alle Unioni di Comuni per realizzare nuovi centri antiviolenza o per potenziare quelli esistenti, creare nuovi sportelli, ampliare gli orari per il pubblico e migliorare l’accessibilità ai servizi. Inoltre, misura inedita anche questa, ulteriori 321mila euro saranno ripartiti, sempre nei Comuni sedi di Centri antiviolenza, per attivare azioni di prevenzione primaria alla violenza di genere rivolte alle giovani generazioni in ambito, educativo, scolastico, culturale, sportivo e aggregativo, in collaborazione con i centri antiviolenza stessi.

Legalità e sicurezza

La tutela della legalità è parte integrante del lavoro della Regione per rafforzare coesione e giustizia sociale. Nel 2025 sono stati finanziati 39 progetti per il riutilizzo a fini collettivi dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con oltre 1,7 milioni di euro tra contributi regionali e interventi dedicati a restituire abitazioni, immobili e terreni alle comunità locali. Dalle case provenienti dall’inchiesta Aemilia trasformate in alloggi sociali agli spazi rigenerati per attività culturali, educative e associative, il riuso dei beni sottratti alle mafie è divenuto uno strumento concreto per generare opportunità, rafforzare la partecipazione e sostenere i Comuni nel presidio del territorio.

Sempre nel 2025 la Regione ha sostenuto il recupero e il riutilizzo di 17 immobili confiscati, un risultato senza precedenti per numero di beni restituiti in un solo anno, destinati in primo luogo a funzioni abitative per persone e famiglie in condizioni di fragilità, oltre che a servizi socio-educativi e a progetti di legalità e partecipazione. Il riuso dei beni sottratti alla criminalità organizzata si conferma così uno strumento concreto di rigenerazione sociale e territoriale.

 A questo impegno si affianca il rafforzamento dei presìdi istituzionali della giustizia: attraverso il Patto per la Giustizia, la Regione ha donato 150 dispositivi informatici funzionanti a procure e tribunali dell’Emilia-Romagna, riutilizzando dotazioni regionali non più in uso, per sostenere l’efficienza e la digitalizzazione degli uffici giudiziari.

Sul fronte della sicurezza urbana, poi, i 18 accordi di programma siglati con i Comuni, e un investimento di oltre 2 milioni di euro, sostengono progetti di riqualificazione e cura degli spazi pubblici, per città più vivibili e inclusive.

Cultura

Un capitolo importante ha riguardato la Cultura, considerata elemento strutturale della qualità della vita delle comunità. È stato istituito il Forum permanente delle assessore e degli assessori di tutti i 330 Comuni dell’Emilia-Romagna con un primo obiettivo: la legge quadro regionale per la Cultura. La Regione ha sostenuto lo spettacolo dal vivo con risorse pari a 30 milioni di euro nel triennio sulla legge 13; i live club – prima Regione in Italia a finanziarli – con un bando indirizzato agli iscritti nell’Elenco regionale dei locali di musica dal vivo; il patrimonio culturale con 1,7 milioni di euro per 72 progetti da realizzare in tutta la regione. Sono state incrementate le risorse sulla legge regionale per la Memoria del Novecento per realizzare eventi e interventi in occasione dell’Ottantesimo Anniversario della Liberazione. Con oltre 1 milione di euro sono stati incrementati gli interventi di riqualificazione dei teatri e luoghi a destinazione culturale, arrivando a finanziare 15 progetti di ristrutturazione, restauro e adeguamento tecnologico di importanti sedi di spettacolo dell’Emilia-Romagna.  E hanno superato i 300mila euro i contributi destinati a sostenere i progetti di spettacolo dal vivo – 17 progetti, 14 di teatro, due di musica e uno di danza – più colpiti dai tagli ministeriali.

Raddoppiate le risorse sul Bando Pace, quasi 400mila euro per finanziare 33 progetti con l’obiettivo di promuovere la cultura della pace e dei diritti umani e l’educazione alla cittadinanza in Emilia-Romagna.

Significativo l’impegno della Regione anche sul cinema e l’audiovisivo, con una presenza costante di set attivi in Emilia-Romagna e di opere sostenute nei principali festival internazionali. Sono quasi 64 le opere sostenute con contributi per oltre 3,5 milioni di euro, con un aumento di 600mila euro sull’apposito fondo regionale. E poi 42 festival e rassegne, finanziati con oltre 1 milione di euro. Altri 600mila sono stati destinati alla promozione della cultura cinematografica, tra cui i sostegni alle sale cinematografiche.

Nel 2025 hanno visto la luce due opere che raccontano l’identità culturale dell’Emilia-Romagna e la sua capacità di unire memoria, sport e creatività: il documentario “Viva Tondelli”, prodotto dalla Regione per il settantesimo anniversario della nascita di Pier Vittorio Tondelli e realizzato in collaborazione con Der – Documentaristi Emilia-Romagna, il Centro Tondelli e il Comune di Correggio; e “Il nostro amico Ayrton”, presentato alla 82^ Mostra del Cinema di Venezia, che ripercorre il legame profondo tra Ayrton Senna, l’autodromo di Imola e la tradizione motoristica della regione.

Ambiente e aree protette

Il 2024 è stato anche l’anno in cui per la prima volta l’Emilia-Romagna si è posizionata al vertice della classifica italiana per la raccolta differenziata, toccando quota 79% a livello regionale con un incremento del +1,8% rispetto al 2023, come certificato dal Rapporto rifiuti urbani 2025, redatto dall’Ispra e pubblicato pochi giorni fa. I dati di quest’anno che si sta per concludere ci dicono che nel 2025 riusciremo a raggiungere l’obiettivo dell’80%.

Accanto agli interventi per la sicurezza del territorio, la Regione ha proseguito nella tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, con azioni dedicate alla biodiversità, agli ecosistemi e alle aree protette. Tra queste, l’acquisizione pubblica dell’Oasi Ortazzo-Ortazzino nel Parco del Delta del Po – realizzata grazie alla collaborazione con Comune di Ravenna ed Ente Parco –, il programma di manutenzione e salvaguardia degli Alberi monumentali, sostenuto da oltre 865mila euro di investimenti e il sostegno ai tre Centri di recupero delle tartarughe marine lungo la costa emiliano-romagnola. Interventi che rafforzano il ruolo dell’Emilia-Romagna come territorio impegnato nella conservazione del proprio capitale naturale e nella gestione sostenibile delle aree più delicate.

“Questo primo anno ha posto le basi di un lavoro che guarda lontano- conclude il presidente de Pascale-. Abbiamo scelto di intervenire lì dove le persone vivono, studiano, lavorano: nelle scuole, negli ospedali, nei servizi di prossimità, nei territori che chiedono più sicurezza, nei luoghi della produzione e dell’innovazione. Il Patto per l’Emilia-Romagna ci guida in una direzione chiara: qualità dello sviluppo, tutela dell’occupazione, sanità pubblica più forte, comunità più protette di fronte alla crisi climatica. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questi investimenti in nuove opportunità per tutte e tutti, riducendo le disuguaglianze, valorizzando i giovani e accompagnando i territori nelle transizioni che abbiamo davanti. Con responsabilità e con la convinzione che un’Emilia-Romagna più giusta, sostenibile e inclusiva è, non solo possibile, ma necessaria”.

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Il corto d’animazione Playing God entra nella shortlist degli Oscar®. L’Emilia-Romagna scrive una pagina storica

Il corto d’animazione Playing God entra nella shortlist degli Oscar®. L’Emilia-Romagna scrive una pagina storicaPer la prima volta nella storia del cinema italiano, un cortometraggio di animazione entra nella shortlist a 15 degli Academy Awards®, e lo fa con la firma dell’Emilia-Romagna.

Si tratta di “Playing God” cortometraggio di nove minuti in stop motion del regista bolognese Matteo Burani, anche artista e scultore, tra i fondatori con Arianna Gheller – che ha curato da sola tutta l’animazione del film – di Studio Croma, e realizzato a Bologna. Selezionato nella categoria Best Animated Short Film, è il corto che porta l’Italia a competere con altri 14 titoli scelti dai membri dell’Academy.

Un risultato storico, che premia un progetto indipendente e low-budget, sostenuto con un contributo regionale di 20.000 euro per un costo totale di poco meno di 56.000 euro, e cresciuto grazie a un lungo e articolato percorso artistico e produttivo durato sette anni che ha visto il coinvolgimento di partner francesi e il sostegno di importanti istituzioni culturali europee, mantenendo però un forte radicamento territoriale.

“Un successo che nasce in Emilia-Romagna e che ci riempie di orgoglio- dichiara l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni-. In Emilia-Romagna il cinema d’animazione sta vivendo un periodo di grande fermento e vivacità, e l’obiettivo straordinario già raggiunto da Studio Croma lo attesta e lo rilancia. Playing God è il risultato di un lavoro lungo, appassionato e intenso di un gruppo di giovani che stanno seguendo un sogno di arte, tecnica ed emozione. Siamo molto felici e orgogliosi di essere al loro fianco, con le risorse per la produzione dell’opera ed il supporto a questo percorso di eccellenza, che sa dare la nostra Film Commission”.

Il cortometraggio racconta di uno scultore ossessionato dall’idea della perfezione, che finisce per abbandonare tutte le sue creature poiché imperfette. Le sculture d’argilla prendono vita nell’oscurità del suo laboratorio, nel disperato tentativo di raggiungere il loro creatore.  Una riflessione sulla fragilità umana, sull’emarginazione e sul bisogno di appartenenza: racconta di come il rifiuto e il giudizio possano condizionare ogni individuo, ma anche di come l’unione e la resilienza possano trasformare uno stato di marginalità in forza e in senso di comunità- sottolineano gli autori.

Dopo la première mondiale alla Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato accolto con grande attenzione critica, “Playing God” ha intrapreso un percorso festivaliero straordinario: 180 selezioni ufficiali e 92 premi internazionali, tra cui il Grand Prix per il Miglior cortometraggio d’animazione in due festival Oscar®-qualifying – Tribeca e Animayo – e il Nastro d’Argento, conferito dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.

In attesa dell’annuncio ufficiale dei cinque finalisti, previsto per il 22 gennaio, e della cerimonia degli Academy Awards® del 15 marzo a Los Angeles, “Playing God” rappresenta già una pagina fondamentale per l’animazione italiana.

La Polizia di Stato illustra l’applicazione YOUPOL presso la Centrale Operativa del Compartimento Polizia Ferroviaria per l’Emilia -Romagna

La Polizia di Stato illustra l’applicazione YOUPOL presso la Centrale Operativa del Compartimento Polizia Ferroviaria per l’Emilia -RomagnaYOU POL, rappresenta uno strumento semplice, immediato e sicuro che consente ai cittadini, in maniera anonima o dichiarando le proprie generalità, di segnalare in tempo reale situazioni di rischio, disagio o comportamenti sospetti direttamente alle Forze di Polizia.

Grazie a un sistema intuitivo che permette l’invio di messaggi, immagini e video, favorisce un contatto diretto e rapido con le Sale Operative, consentendo così una valutazione tempestiva delle segnalazioni ed un intervento mirato sul territorio.

Tale applicazione, che era già in uso per la segnalazione di altre tipologie di reati, è stata ampliata in ambito ferroviario dallo scorso 1 dicembre.

Nei giorni scorsi, una segnalazione pervenuta alla Sala Operativa del Compartimento Polizia Ferroviaria per l’Emilia -Romagna ha portato all’intervento della Polfer che ha avuto come esito la denuncia di un soggetto molesto a bordo di un treno.

Il cordoglio di Formigine Viva per la scomparsa di Giuseppe Zanni

Il cordoglio di Formigine Viva per la scomparsa di Giuseppe ZanniFormigine Viva esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Zanni, per tutti “Pippo”, tra i fondatori della lista civica e figura storica dell’impegno civico e sportivo formiginese.

Come ricordato dal segretario di Formigine Viva, Paolo Vacondio: “Zanni Giuseppe, per noi di Formigine Viva e per quasi tutti i formiginesi Pippo, ha concluso quell’unica e irripetibile esperienza che è la nostra vita terrena. Ci uniamo al dolore della sua grande famiglia e dei tanti che hanno avuto il piacere di conoscerlo. Pippo ha vissuto l’eroica stagione in cui persone di diverse appartenenze hanno lavorato insieme per costruire strutture sportive ed associazioni. Il suo impegno civico ha poi trovato nella politica locale e nell’azione amministrativa il suo ambito di sviluppo. Dopo aver segnato con i suoi buffetti sulle guance tutti i giovani di Corlo, come assessore allo sport del Comune di Formigine in forza alla lista civica Formigine Viva, con gli stessi buffetti ha benedetto numerose coppie di sposi. Ci mancherai caro Pippo e buon viaggio”.

Giuseppe Zanni ha lasciato un segno profondo nella comunità di Formigine grazie alla sua instancabile voglia di fare e di costruire, con particolare attenzione ai giovani e quindi al futuro. Fondatore e storico presidente del Centro Sportivo di Corlo, da cui è nata l’ASD, è stato un volontario infaticabile, sempre operativo finché la salute glielo ha consentito.

Ex assessore allo Sport del Comune di Formigine, ha rappresentato un esempio di impegno amministrativo radicato nei valori della partecipazione, della collaborazione e del servizio alla comunità.

 

La magia del Natale a Fiorano e Spezzano

La magia del Natale a Fiorano e SpezzanoUltimo fine settimana a Fiorano Modenese per lasciarsi avvolgere dalla magia del Natale. Sabato 20 dicembre, in piazza Falcone e Borsellino a Spezzano per tutto il giorno ci saranno attività per bambini, trucca bimbi, Babbo Natale, mercatino degli hobbisti, degustazioni gastronomiche, oltre all’esibizione di un coro gospel, organizzati dall’Associazione Fiera di San Rocco, con il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese.

In serata, alle 20, tombola a Casa Corsini. In centro a Fiorano, continuano le animazioni per grandi e piccoli nella cornice di piazza Ciro Menotti, vestita a festa, con l’albero di Natale, il giardino nordico, il bus di Babbo Natale a due piani con le divertenti attività per i più piccoli e la nuova installazione natalizia di Lunati, dal titolo “Il mondo è nelle tue mani” con la possibilità di partecipare al contest fotografico. Per tutto il fine settimana le gustose specialità del La Sfoglia in piazza.

Dalle 10 alle 11 in ludoteca al BLA (Biblioteca, Ludoteca e Archivio storico) il laboratorio creativo “La magia del Natale” per bambini dai 4 ai 5 anni (accompagnati da un adulto) a ingresso gratuito, previa prenotazione.

Alle ore 16.30 inaugura, alla Casa delle Arti “Vittorio Guastalla”, la mostra collettiva di pittura “Aspettando la neve” a cura dell’associazione Arte e Cultura, ingresso libero e gratuito. La mostra sarà aperta dalle 16 alle 19 ogni fine settimana fino al 6 gennaio (compreso). Il 3 e 4 gennaio due “pomeriggi in arte” con laboratorio artistico per tutte le età e buffet a offerta libera, prenotazione obbligatoria al 33418905567.

Sabato alle ore 21, lo spettacolo di danza “Sogna”, saggio di Natale della scuola Dancing Time del G.S. Libertas di Fiorano.

Domenica 14 dicembre, in piazza Ciro Menotti tra tutte le animazioni, sarà anche possibile fare acquisti al mercatino natalizio curato dall’associazione culturale Talenti e gli stand delle associazioni di volontariato del territorio.

Alle ore 11, al teatro Astoria, verrà presentato il 12° volume del libro strenna natalizia “Mi ritorna in mente”, memorie del territorio di Fiorano raccontate da Luigi Giuliani e Luciano Callegari.

Alle ore 12 gli auguri di Natale con spumante e panettone, a cura del Club Amici di Fiorano.

In serata, alle 19, al Santuario di Fiorano, è in programma il concerto “Note di pace. Voci di speranza” a cura della Corale Annoni Campori, diretta da Marco Montorsi con Roberta Pezzuoli al pianoforte, Maria Takahashi soprano e Patrizia Vezzelli al flauto. Ingresso libero.

Il programma degli eventi in centro a Fiorano è curato dal Comitato Fiorano in Festa, in collaborazione con gli uffici comunali e le associazioni. Le iniziative sono gratuite, sostenute da Cesar Ceramiche; AAO Vivai e Azienda agricola Covili per l’albero di Natale e il giardino nordico; Smaltochimica per l’installazione di Lunati Manufacturing.

Il programma completo degli appuntamenti natalizi a Fiorano Modenese è disponibile sul sito web del Comune: www.fiorano.it.

Domani a Formigine si riunisce il Consiglio comunale

Domani a Formigine si riunisce il Consiglio comunaleGiovedì 18 dicembre, alle ore 20.30, tornerà a riunirsi il Consiglio comunale di Formigine. La seduta, presieduta dalla presidente Antonietta Vastola, si svolgerà come di consueto nella Sala Consiliare del Castello.

Tema centrale dell’ultima seduta dell’anno sarà l’approvazione del bilancio di previsione 2026/2028. All’ordine del giorno figurano inoltre l’approvazione del budget 2026/2028 della Formigine Patrimonio e della nota di aggiornamento al Documento Unico di Programmazione 2026/2028.

La seduta si concluderà con la discussione di due mozioni, dedicate rispettivamente al salario minimo e alle condizioni contrattuali negli appalti comunali, e alla modifica delle limitazioni all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane. In chiusura è previsto infine l’ordine del giorno sul riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari e sulla loro equiparazione ai lavoratori nell’accesso ai servizi comunali.

Come di consueto, il Consiglio comunale sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube del Comune di Formigine, nella sezione “Live”.

Il 2025 segna un moderato recupero delle vendite nel settore delle piastrelle di ceramica

Il 2025 segna un moderato recupero delle vendite nel settore delle piastrelle di ceramicaQuesta mattina, in Confindustria Ceramica, il Presidente Augusto Ciarrocchi assieme al Direttore Generale dell’Associazione Armando Cafiero, hanno presentato la situazione del settore ceramico.

Per il settore delle piastrelle di ceramica il 2025 segna un moderato recupero delle vendite, +2%, a quota 386 milioni di metri quadrati dei quali 300 realizzati oltre confine (+2,4%). Poco più 85 milioni di vendite riguardano quindi il mercato domestico, con un +0,8% sull’anno scorso. Per quest’anno la produzione mostra un +5%, mentre la ceramica sanitaria risulta invece in flessione sul 2024.

Ciarrocchi disegna sempre per il 2025 un comparto mondiale della ceramica che registra un -1%, anche se in Europa occidentale i livelli di investimento sono tutto sommato stabili rispetto al 2024, al -0,1%. Frena la Germania, con un calo degli investimenti edili del 2,8%, e la Francia presenta stabilità, -0,1%. L’Europa orientale mostra andamenti analoghi, dello -0,2%. Passando ad altri continenti, appare molto positiva la dinamica dei paesi del Golfo, +2,6%, così come nord Africa e Medio Oriente, 5,8%, mentre l’Asia (Cina e India in primis) cala, -4,2%. Cresce anche l’America latina, +3,1%, mentre quella del nord flette (-1,3%). In Italia, considera Confindustria Ceramica, dopo la crescita legata ai bonus fiscali c’è un calo delle costruzioni, al 2,6%, ma con prospettive peggiori nei prossimi due anni. Le previsioni mondiali per i prossimi mesi segnano un +0,2%, dopo 4 anni di cali, mentre in Europa occidentale emerge un 1,7% e in America latina un 2,7%, col Golfo a 3,6% e il nord Africa e il Medio Oriente al 4,2%.

Un nodo del distretto di Sassuolo e non solo resta quello dell’energia, ma tiene sempre banco la preoccupazione per il sistema di emissioni europeo Ets, che Confindustria Ceramica considera una vera e propria “tassa che ridimensiona gli investimenti”. Restando sugli aspetti competitivi, Ciarrocchi torna a parlare della concessione A22 e della collegata bretella Campogalliano-Sassuolo, che ad esempio il Comune di Modena ha chiesto formalmente e più volte di modificare, dopo le discussioni per l’avvio recente degli espropri e sfalcio di aree verdi: “Assistiamo a polemiche che facciamo fatica a comprendere – rincara il leader – su un’opera che da sempre riteniamo prioritaria per il futuro del distretto. C’è una concessione rilasciata dopo una valutazione ambientale e c’è una dichiarazione di utilità pubblica della bretella. Il concessionario ha ora l’obbligo di realizzarla, con benefici nel territorio anche grazie alle opere di adduzione previste”. Insiste Ciarrocchi: “Se ci sono cose da approfondire lo si faccia, da parte degli enti locali, all’insegna di un dialogo corretto con concessionario e concedente. Gli enti locali – sprona il presidente di Confindustria Ceramica- verifichino ogni soluzione col ministero, anche per il raddoppio della Pedemontana in tempi coerenti all’allaccio della nuova arteria” autostradale. Anzi, Ciarrocchi vorrebbe “integrare le rispettive concessioni”.

L’energia del gospel sabato al Carani di Sassuolo con Eric Waddell & The Abundant Life Singers

L’energia del gospel sabato al Carani di Sassuolo con Eric Waddell & The Abundant Life Singers
Eric Waddell & The Abundant Life Singers

Sabato 20 dicembre alle ore 20.45 il Teatro Carani di Sassuolo accoglie Eric Waddell & The Abundant Life Singers, formazione gospel proveniente da Baltimora (USA), per una serata che unisce la forza della grande tradizione corale afroamericana all’atmosfera delle feste natalizie.

Sul palco saliranno 21 artisti18 cantanti e 3 musicisti — per un concerto corale di grande impatto, costruito sull’energia collettiva delle voci, sulla precisione ritmica e su un repertorio capace di alternare intensità spirituale, calore e coinvolgimento. Alla guida del gruppo c’è Eric Waddell, ministro di musica, direttore di coro e front-man, formatosi al Conservatorio Peabody e riconosciuto per il suo lavoro di ricerca e formazione nell’ambito gospel contemporaneo.

Nati a Baltimora, gli Abundant Life Singers sono cresciuti nell’ultimo decennio fino a diventare una presenza rilevante nel panorama gospel statunitense, partecipando a importanti eventi e condividendo il palco con figure storiche del genere. Il loro percorso discografico conta cinque registrazioni live, tra cui Put a Praise on It, The Church Sound, The Hour of Power EXPERIENCE, The Journey e Live in Rome.

Il legame con l’Italia è ormai consolidato: da oltre otto anni il gruppo è protagonista di tournée regolari nel nostro Paese, con quasi duecento concerti all’attivo nei principali teatri e spazi culturali. Un percorso che ha contribuito a costruire un rapporto diretto e continuativo con il pubblico italiano.

Ultimi biglietti disponibili su teatrocarani.vivaticket.it oppure presso la biglietteria del Teatro Carani. Platea € 28, 1^Galleria € 25, 2^Galleria € 18,00. Si applicano riduzioni per under 29 e over 65.

Maggiori informazioni su www.teatrocarani.it oppure all’indirizzo biglietteria@teatrocarani.it

Maranello, approvato il bilancio di previsione triennale: crescono investimenti e servizi al cittadino, si abbassano le imposte

Maranello, approvato il bilancio di previsione triennale: crescono investimenti e servizi al cittadino, si abbassano le imposteRiduzione delle imposte locali su casa, commercio e terzo settore, ampliamento dei servizi al cittadino – con una particolare rivolta alle famiglie e ai caregiver – e nuovi investimenti sul territorio nell’ambito dell’edilizia scolastica, degli impianti sportivi e del welfare.

Sono queste le direttrici lungo le quali si sviluppa il bilancio di previsione 2026-28, approvato ieri sera dal Consiglio comunale ed elaborato dall’Amministrazione maranellese.

Anche nel prossimo triennio si ridurrà ulteriormente l’indebitamento, che scenderà del 36% grazie all’estinzione di mutui, e allo stesso tempo aumenteranno gli investimenti, che sfioreranno i 12 milioni di euro. Di questi, il 68% (8 milioni circa) giungeranno da contributi ‘esterni’, cioè provenienti da privati (imprese, fondazioni) o intercettati dal Comune attraverso bandi regionali, nazionali ed europei.

Si assesterà invece sui 25,9 milioni la spesa corrente, che sarà impiegata al 44% (percentuale in aumento) per i servizi al cittadino in ambiti quali la scuola, i servizi sociali, il supporto alle famiglie, la sicurezza, le politiche giovanili, la cultura e lo sport.

Inoltre, sul tema fiscale l’Amministrazione ha deciso di ridurre l’Imu su alcuni nodi strategici. Ad esempio attraverso l’azzeramento dell’imposta sugli affitti in garanzia destinati alle politiche abitative comunali, la riduzione di un punto sul piccolo e medio commercio (da 7.6 a 6.6) e diverse agevolazioni fiscali per gli enti del terzo settore.

Contestualmente le altre tasse nel 2026 – Irpef, Tari e Imposta di soggiorno – resteranno invariate.

“Riguardo alle imposte – spiega Davide Nostrini, Assessore al Bilancio – abbiamo voluto porre la massima attenzione su tematiche particolarmente rilevanti per la collettività, dalla casa al commercio di prossimità. Alla diminuzione delle aliquote abbiamo inoltre affiancato nuove misure a sostegno delle famiglie, a partire dall’introduzione dello status di caregiver per il diritto di accesso ai servizi comunali a domanda. La conciliazione tra vita e lavoro nella quotidianità resta una delle nostre priorità: vanno in questa direzione, infatti, anche le conferme sull’accoglimento di tutte le richieste per i nidi, sul sostegno a tutti i bimbi con disabilità nei centri estivi comunali e sulle tante attività di supporto educativo scolastico ed extrascolastico svolte sul territorio”.

“La riduzione della pressione fiscale su alcune voci, il potenziamento dei servizi e l’aumento degli investimenti sul territorio sono gli elementi che stanno caratterizzando questa Amministrazione – precisa il Sindaco di Maranello, Luigi Zironi – e le sue politiche finalizzate a migliorare la qualità della vita, mettendo al centro le persone e le loro esigenze. Il mantenimento di un bilancio in salute, lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale dinamico e attrattivo, il recupero sempre più efficiente dell’evasione fiscale e la capacità di intercettare contributi ‘esterni’ sono condizioni create nel corso degli anni, oggi fondamentali per poter agire su tutti questi fronti a favore dei cittadini, soprattutto a tutela dei più fragili e in collaborazione con tutte le componenti della comunità. Uno dei progetti più rappresentativi, ormai in dirittura d’arrivo, è infatti l’Ospedale di Comunità che sorgerà presto a Gorzano: andrà a completare un vero proprio Polo socio-sanitario, arricchito dalla presenza di tante realtà del volontariato.

Più nel dettaglio, nel prossimo triennio i principali investimenti saranno destinati ad opere pubbliche che coinvolgeranno settori quali il welfare (1,2 milioni di euro), l’edilizia scolastica (2,4 milioni) e gli impianti sportivi (6,4 milioni).

Tra i progetti finanziati compaiono la nuova palestra (4 milioni di euro) che sorgerà nell’ambito del Polo M-TECH di Alta Formazione, la Sala fitness (2,3 milioni) che andrà ad ampliare l’offerta del Parco dello Sport assieme al nuovo campo multisport, dove si potrà giocare a pallavolo, basket, calcio a 5, baskin o sitting volley (discipline inclusive) in un unico impianto modulare.

Sono inoltre previsti la riqualificazione e l’efficientamento energetico della scuola dell’infanzia ‘Agazzi’ (584mila euro) e delle scuole secondarie di 1° grado ‘Ferrari’ e ‘Galilei’ (1,6 milioni di euro). In tutti gli edifici scolastici verranno anche effettuate manutenzioni straordinarie e saranno acquistati arredi e attrezzature per una spesa complessiva di 165mila euro.

Altre manutenzioni straordinarie, sia sugli immobili che sugli impianti, riguarderanno invece la CRA Stradi (un milione di euro), mentre gli spazi utilizzati dalle associazioni di volontariato presso la Bocciofila verranno riqualificati per una spesa di 130mila euro.

Ulteriori investimenti significativi coinvolgeranno la viabilità, il verde, la mobilità sostenibile e la sicurezza. Ad esempio, ci sarà il completamento del nuovo tratto ciclopedonale lungo il Percorso Natura del Tiepido tra Torre Maina-Serramazzoni (571mila euro di quadro economico, di cui 500mila finanziati dalla Regione), manutenzioni stradali straordinarie per 730mila euro, la riqualificazione e la manutenzione della pubblica illuminazione (135mila euro).

Altri 110mila euro saranno utilizzati per la cura del verde e per il rinnovo dei giochi nei parchi, mentre sul tema della sicurezza verranno investiti 130mila euro per potenziare la videosorveglianza e migliorare il presidio del territorio, anche attraverso strumenti sempre più all’avanguardia in dotazione alla Polizia locale.

Infine, con una spesa prevista di 590mila euro, verranno finanziate manutenzioni straordinarie su alloggi sociali, cimiteri e su altri edifici pubblici.

A questi interventi si aggiungeranno studi di fattibilità finalizzati a valutare nuovi progetti per la mobilità nel centro cittadino e nelle frazioni, nonché per la riqualificazione di aree a vocazione turistica, commerciale e aggregativa. E proseguirà, nel frattempo, il lavoro di ricerca e progettazione per candidarsi ad ogni bando utile ad intercettare nuovi fondi.

Cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Zanni, già Assessore allo Sport del Comune di Formigine

Cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Zanni, già Assessore allo Sport del Comune di FormigineMessaggio di cordoglio della Sindaca Elisa Parenti, a nome dell’Amministrazione comunale, per la scomparsa di Giuseppe Zanni, già Assessore allo Sport del Comune di Formigine dal 2004 al 2009 e tra i fondatori dell’Asd Corlo.

“La comunità formiginese, in particolare quella di Corlo, piange Giuseppe Zanni – per tutti Pippo – persona che ha dedicato la vita al volontariato – soprattutto in ambito sportivo – e al bene pubblico, ricoprendo il ruolo di Assessore allo Sport dal 2004 al 2009 e precedentemente di Presidente dell’Asd Corlo. Proprio domani, 18 dicembre, ricorrono i venti anni dell’inaugurazione della piscina Ondablu, importante opera realizzata durante l’assessorato di Zanni. Non solo. In quel periodo sono stati realizzati il campo da calcio di Casinalbo e l’anello ciclo-podistico “Luigi Campani”, allora unico nel suo genere in Regione. Tante anche le iniziative di successo come il passaggio del Giro d’Italia e della Maratona d’Italia, oltre alle prime edizioni del Meeting paralimpico Nuoto&Simpatia. In rappresentanza di tutta l’Amministrazione comunale esprimo le mie più sentite condoglianze alla moglie Maura, ai figli, ai parenti e ai tanti amici che hanno apprezzato la generosità, la vitalità e la positività che caratterizzavano Pippo”.

Il Rosario si terrà questa sera (17 dicembre) alle 19 presso la Chiesa parrocchiale di Corlo, mentre il funerale si terrà domani (18 dicembre) alle 15, sempre nella Chiesa di Corlo

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 18 dicembre 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 18 dicembre 2025Moderatamente nuvoloso tra mattino e il pomeriggio, in serata previste deboli precipitazioni sul versante romagnolo a partire dal crinale in estensione verso la costa. Visibilità ridotta al mattino e nuovamente in serata per la presenza di foschie sopra l’asta del Po.

Temperature minime in lieve diminuzione, comprese tra 3/6 gradi, massime senza variazioni di rilievo sui 8/11 gradi. Venti deboli da direzione variabile. Mare poco mosso.

(Arpae)

Una borsa di studio in memoria di Franco Vantaggi

Una borsa di studio in memoria di Franco Vantaggi

Confindustria Ceramica promuove una borsa di studio presso l’Università di Modena e Reggio Emilia in memoria di Franco Vantaggi, storico dirigente dell’associazione di via Monte Santo scomparso nel novembre dell’anno scorso.

L’annuncio è arrivato in apertura del convegno ‘Il rapporto università-imprese e le sfide del territorio’ svoltosi oggi presso la sede dell’associazione cui fanno capo le ceramiche italiane. “Con pragmatismo e ironia riuscì a traghettare le aziende oltre la crisi lasciando un segno indelebile”, scrive UNIMORE.

 

Dimensionamento della rete scolastica: sale la preoccupazione

Dimensionamento della rete scolastica: sale la preoccupazione“L’Emilia Romagna è una regione virtuosa. Ha resistito e ha fatto bene.
È gravissimo che il governo, prima diffidi poi adotti la decisione di commissariare la regione
inviando un commissario ad acta con il compito di tagliare il numero delle scuole.
Le scuole dell’Emilia Romagna sono abbondantemente normo dimensionate rispetto ai parametri nazionali: la popolazione scolastica è di circa 530.000 unità e il rapporto medio regionale è di 994 alunni distribuiti in 532 scuole, abbondantemente sopra il valore medio indicato dal ministero di 938.

Non c’è alcun motivo, quindi, di ridurre 17 istituzioni scolastiche come richiesto dal ministero, passando quindi a 515.
Un taglio ingiustificato, iniquo, vessatorio, lesivo del buon funzionamento delle scuole
dell’autonomia di questa Regione che compromette il diritto allo studio costituzionalmente
garantito.
Apprezziamo e sosteniamo quindi la decisione della regione Emilia Romagna, che con motivazioni tutte di merito non si è prestata alla chiusura di 17 autonomie scolastiche e non ha accettato di decretare il declino del sistema scolastico pubblico regionale.
A pagare il prezzo più alto di questo scempio, se realizzato, saranno i territori montani e le aree interne con gravi ripercussioni sulle autonomie scolastiche ubicate nelle città.
Oltre 17000 gli studenti e le studentesse coinvolti in questa operazione, a cui sarebbe preclusa la qualità dell’offerta formativa e il diritto allo studio. Infine, vanno denunciati i danni sui livelli occupazionali.
Con i tagli imposti dalla legge di bilancio sono stati modificati i parametri di attribuzione degli organici del personale ausiliario tecnico amministrativo che, sopra ad una certa soglia restano invariati con severe conseguenze di perdita di posti di lavoro.
Già oggi la situazione è complessa e gli organici inadeguati ai bisogni delle scuole per garantire la sicurezza, la sorveglianza, l’assistenza all’handicap, la gestione amministrativa, il funzionamento dei laboratori.
Il ministro è pronto ad inviare un commissario ad acta per tagliare la scuola pubblica?
Non ci piegheremo facilmente ad un provvedimento iniquo e dannoso, nell’interesse degli studenti, delle studentesse e della comunità della nostra regione”.

(Monica Ottaviani FLC CGIL ER – Luca Battistelli CISL Scuola ER – Rosarita Cherubino Gilda ER – Gianni Fontana Snals Confsal ER)

Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria: “Ridurre variabilità e iniquità significa ridurre il rischio per i pazienti”

Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria: “Ridurre variabilità e iniquità significa ridurre il rischio per i pazienti”L’appropriatezza delle cure è l’unica strada per centrare, nel tempo, l’obiettivo “attese zero”. Mentre si mantiene l’offerta in termini quantitativi, occorre monitorare e migliorare la qualità delle prescrizioni, riducendo variabilità e iniquità nel comportamento dei medici – sia specialisti che di medicina generale – fonte di inappropriatezza e di rischio clinico per i pazienti. La variabilità ingiustificata, sia tra diversi territori che tra professionisti, fa sì che a parità di profilo del paziente (stesse condizioni e stesso bisogno), non vi siano le stesse prescrizioni (troppe o troppo poche). Inoltre è ormai noto che una quota significativa delle prestazioni sanitarie (20-30%) non produce benefici clinici rilevanti, può esporre i pazienti a rischi inutili e il sistema non utilizza al meglio quelle risorse.

È stato presentato oggi, martedì 16 dicembre, l’impianto tecnico-scientifico del percorso sull’appropriatezza, un deciso cambio di passo che vede l’impegno di tutta la comunità professionale modenese per rendere maggiormente accessibili le prestazioni ai cittadini sulla base di priorità. Infatti, come confermano fonti internazionali e nazionali (Rapporto Oasi 2025), “definire chi viene prima, con quali servizi e con quale intensità assistenziale” è “l’unica strada per generare valore, ridurre le disuguaglianze e progettare un SSN capace di affrontare le sfide dei prossimi decenni”.

Ridurre le variabilità significa in prospettiva azzerare le attese ingiustificate e garantire che tutte le cure – anche le più innovative rese possibili dai recenti grandi progressi della medicina – siano disponibili sul territorio, per chi ne ha davvero bisogno.

 

È questo il cuore del percorso condiviso tra Azienda USL di Modena, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, Ospedale di Sassuolo Spa e la Conferenza territoriale sociale e sanitaria che, fin dai primi incontri, ha definito la traiettoria complessiva per lo sviluppo della sanità provinciale. Di concerto con tutti i Sindaci, si è dato mandato alle Aziende di analizzare in profondità l’intera offerta sanitaria provinciale per migliorarla e qualificarla, in una logica di corresponsabilità delle decisioni, condivisa in CTSS anche con organizzazioni sindacali, rappresentanze dei medici e dei cittadini, e Università.

In questo contesto generale, il lavoro sull’appropriatezza è una delle politiche complessive definite nell’ambito della CTSS, e dovrà essere valutato nel raggiungimento dell’obbiettivo, vale a dire migliorare la risposta ai cittadini in base al loro vero bisogno. “Dobbiamo assicurare ai cittadini modenesi tutte le visite e gli esami che sono loro necessari, in modo sicuro e basato su evidenze scientifiche – ha ripetuto infatti il DG Altini –, utilizzando al meglio possibile le risorse disponibili e riducendo i rischi legati a esami e prescrizioni non appropriati”.

“La paura di chiudere servizi per carenza di risorse non porta a nulla – ha sottolineato Luca Baldino, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena –: non dobbiamo chiudere, ma essere appropriati, cioè fare le cose giuste, nel posto giusto e con il professionista giusto. Gli screening sono un esempio: collocare l’esposizione alle radiazioni in archi temporali definiti scientificamente significa tutelare la salute delle donne. Essere appropriati vuol dire infatti anche fare le cose nei tempi giusti, riducendo sovraesposizioni inutili e rischiose. Occorre ridurre la variabilità, premiando chi fa la fatica di essere appropriato, perché chi non lo fa crea un danno enorme al sistema”.

L’assunto di fondo per sostenere il lavoro delle Aziende sanitarie, secondo il Presidente Mezzetti, è avere una CTSS che sia protagonista del cambiamento della sanità provinciale e capace di generare una nuova cultura e una nuova narrazione rispetto alle scelte, anche innovative, che si stanno compiendo: “La nuova stagione della CTSS si è posta come obiettivo la revisione dell’offerta, orientando in modo consapevole le preziose risorse di fronte alla crisi del SSN – ha osservato Mezzetti -. Ciò è possibile con una strategia complessiva e scelte di lungo periodo. Dobbiamo continuare convintamente nell’obiettivo di migliorare l’assistenza, reinvestendo in strumentazioni e strutture, ed essere capaci di comunicare ai cittadini – ha concluso – che questa strada è giusta e il senso è coerente con l’obiettivo che abbiamo condiviso all’inizio di questo percorso, come Sindaci e istituzioni del territorio provinciale”.

 

IL PERCORSO SULL’APPROPRIATEZZA: ACCORDI, STRUMENTI, FORMAZIONE, CONDIVISIONE DEI DATI E CONFRONTO TRA PROFESSIONISTI. PER 9 PRESTAZIONI SU 12 “CRITICHE” MIGLIORATI I TEMPI DI ATTESA

Il percorso obbligato per ridurre le attese è rendere sempre più appropriata l’offerta provinciale, coniugando l’aumento delle prestazioni già avviato negli scorsi anni – che come riconosciuto dagli ultimi report nazionali da solo non può portare a una riduzione delle liste d’attesa – con una revisione dell’intero sistema sanitario. Verificare cioè che medici rispettino i criteri di adeguatezza prescrittiva, che fanno riferimento alle migliori pratiche di cura per i diversi bisogni sanitari.

Nell’ambito di accordi rivolti sia ai medici di medicina generale che agli specialisti sono previsti strumenti di monitoraggio e valutazione clinica condivisi per garantire trasparenza e fattiva collaborazione e ridurre tutto ciò che non è necessario, non per “risparmiarlo” togliendolo dal sistema, ma per aumentarne la disponibilità nei confronti di chi ne ha realmente bisogno.

“L’obiettivo non è indurre i medici a fare meno, ma meglio: è un criterio etico, non economico o numerico. Per i cittadini rimangono disponibili le prestazioni, ma fornendo strumenti e dati si può valutare dove e come si può essere più efficaci, garantendo che ogni cittadino che ha bisogno riceva la giusta risposta”, hanno osservato i DG Ausl e Aou, Mattia Altini e Luca Baldino.

 

La strategia modenese

Come avviene in moltissimi altri settori produttivi, sia privati che pubblici, e come già avvenuto in campo farmaceutico, sono stati condivisi incentivi etici e formativi per chi rispetta i criteri regionali per le prescrizioni. Il focus iniziale è posto su 12 prestazioni specialistiche considerate “critiche” per variabilità e impatto sulle liste d’attesa (es. visite dermatologiche, oculistiche, TAC, RMN, gastroscopie, colonscopie, ecc.).

Le risorse messe in campo serviranno per rafforzare le competenze, gli strumenti e l’autonomia clinica dei medici di medicina generale (MMG) reinvestendo così nel territorio, ad esempio per attrezzature utili, formazione continua, strumenti di monitoraggio e collaborazione in rete (teleconsulto, telemedicina), già in corso di attivazione. Lo stesso percorso sarà adottato dalle Aziende sui propri specialisti.

Per verificare l’effettiva adesione ai corretti comportamenti sono previsti sistemi di audit & feedback: si misura ciò che si fa, si confronta con ciò che si dovrebbe fare e si restituisce a tutti l’informazione per migliorare la pratica clinica, a tutto vantaggio dei pazienti. Questo approccio, documentato dalla letteratura internazionale, è uno degli strumenti più efficaci per ridurre la variabilità e migliorare la performance.

Con cruscotti di analisi e monitoraggio ogni MMG – e presto anche gli specialisti – potrà disporre di report dettagliati sulle proprie prescrizioni e sulle prenotazioni, con confronto rispetto alla media provinciale e indicatori di performance, mentre avere la “fotografia” (stratificazione) della propria popolazione assistita consente di identificare i bisogni reali e personalizzare gli interventi. In incontri periodici si analizzano dati, criticità e buone pratiche.

Al contempo si prosegue nella riorganizzazione dei servizi tramite le reti cliniche, per garantire su tutto il territorio percorsi assistenziali omogenei, efficaci e appropriati (senza più variabilità tra un professionista e l’altro o tra aree geografiche), valorizzando la collaborazione tra ospedale e territorio e l’uso di soluzioni tecnologiche avanzate.

 

I primi risultati

L’analisi dei primi dati sul percorso fatto e l’utilizzo di cruscotti e strumenti di confronto interprofessionale, infatti, mostra tra settembre-ottobre 2024 e lo stesso periodo del 2025 una significativa riduzione della variabilità e della dispersione nei tassi di prescrizione, aumentando l’appropriatezza delle cure. In particolare, 9 prestazioni su 12 hanno visto un miglioramento significativo nei tempi di attesa, a conferma dell’impatto positivo del percorso.

 

Affitti brevi, in arrivo la legge regionale dell’Emilia-Romagna: domani il voto in Aula

Affitti brevi, in arrivo la legge regionale dell’Emilia-Romagna: domani il voto in Aula
immagine d’archivio

Dopo il confronto con i territori, il progetto regionale di legge sugli Affitti brevi è entrato oggi nella fase decisiva, approdando nell’aula dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per la discussione che precede il voto, previsto domani.

Una discussione su cui è arrivato proprio oggi l’elemento che ha sciolto alla base i dubbi che l’opposizione, a inizio di seduta, aveva posto sul testo proposto dalla Giunta, e cioè quello di legittimità costituzionale sull’attribuzione di competenze. La Corte costituzionale, infatti, ha respinto i dubbi di incostituzionalità sollevati per un’analoga legge della Regione Toscana impugnata dal governo.

“Il governo si è contrapposto alla legge della Toscana, ma ha perso su tutta la linea- hanno commentato l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, e l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia-. È evidente che questo è un tema che pone sfide importanti alle nostre comunità e, come Regione, abbiamo avuto il coraggio di affrontarlo con determinazione ed equilibrio.  Come la Toscana, anche noi abbiamo rivendicato le nostre competenze in materia di turismo e urbanistica e la decisione della Corte costituzionale sgombra chiaramente il contesto della discussione da elementi che non hanno ragion d’essere. Andiamo quindi avanti verso il voto di domani pienamente legittimati nell’interesse delle cittadine e dei cittadini”.

L’impianto della legge proposta dalla Giunta regionale, dopo aver recepito una serie di emendamenti per semplificare le procedure amministrative, conferma quanto annunciato: nessun obbligo di intervento, ma la facoltà per le amministrazioni comunali di attivare, attraverso una variante urbanistica semplificata, strumenti regolatori mirati. L’obiettivo è rispondere alle differenti esigenze dei singoli territori, sia rispetto alla necessità di regolamentare il fenomeno degli affitti brevi, sia a quella di incentivarne l’utilizzo come opportunità di sviluppo turistico.

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