Si svolgerà sabato pomeriggio, a partire dalle ore 18, l’ormai tradizionale cerimonia d’accensione dell’albero di Natale e delle luminarie di piazza Garibaldi che avvia ufficialmente il periodo natalizio in città, con saluti istituzionali del Sindaco e l’ accompagnamento musicale natalizio con Matteo Camellini e Catriel Falcotti.
Un momento di festa che sarà preceduto da un’intera giornata dedicata al Natale: “Natale con gli Hobbisti”, il mercatino di Antiquariato & Vintage sempre in piazza Garibaldi dalle 9 alle 15; “Caccia al tesoro di Natale”, per i più piccoli al Villaggio di Babbo Natale in piazza Martiri Partigiani dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30; “Chi sta rubando il Natale?”, la lettura animata natalizia dai 4 agli 8 anni a cura di Librarsi presso la Biblioteca Leontine alle 11.
Per tutta la giornata e fino al 18 gennaio, in piazzale Della Rosa sarà in funzione “Sassuolo on Ice”: la pista di pattinaggio aperta dalle 10,45 alle 13 e dalle 15 alle 21.
Molto nuvoloso con deboli precipitazioni sparse, localmente a carattere di rovescio. Occasionali brevi nevicate sopra 1.300/1.500 metri. Foschie dense e locali nebbie in particolare nelle valli.
Temperature minime stazionarie intorno a 6/7 gradi. Massime in lieve flessione con valori tra 9 e 11 gradi. Venti deboli occidentali sulle pianure, intorno a nord-est sui rilievi. Mare poco mosso con aumento del moto ondoso dal pomeriggio/sera fino a mosso.
Per la prima volta un sindaco di Sassuolo ha preso la parola agli European Ceramic Days, introdotto pubblicamente dalla Presidente dell’EPCF (European Policy Ceramics Forum) Elisabetta Gualmini. Non un appuntamento qualunque: è uno dei motori della manifattura italiana – e uno dei distretti industriali più strutturati d’Europa – che sceglie di dialogare direttamente con chi, a Bruxelles, scrive le regole del gioco. E la prima regola da rivedere, urgentemente, è quella della tassazione Ets, che sta bloccando gli investimenti e zavorra la competitività, rendendo più debole la piastrella sassolese rispetto alla concorrenza, sleale, di Cina e India.
Matteo Mesini è arrivato nella capitale europea con un messaggio che non lascia margini di ambiguità: “L’Europa non può permettersi di perdere la sua manifattura. Occorrono regole nuove e per scriverle bisogna conoscere e capire il territorio” ha detto il Sindaco, rivolgendo un appello alla leadership europea: “Venite a Sassuolo per definire insieme alle imprese e ai lavoratori norme più efficaci: è qui che nasce il vero Made in Europe”.
Il sindaco ha richiamato un dato che fotografa la dimensione del distretto: la ceramica di Sassuolo dà lavoro a circa 40 mila persone, tra diretti e indotto. Ma non è solo una cifra: significa decine di migliaia di famiglie, una comunità intera che ruota attorno a una filiera industriale solida, capace di produrre valore economico e coesione sociale.
Tutto parte da Sassuolo, dove è nata la piastrella industriale moderna: un mix di creatività, tecnica e capacità produttiva che oggi concentra l’80% della ceramica italiana.
“Questo patrimonio industriale, sociale e culturale – ha osservato Mesini – non è soltanto italiano. È europeo. E l’Europa ha il dovere di tutelarlo”.
La direzione è chiara: difendere la ceramica non significa inseguire nostalgie industriali, ma proteggere un asset strategico. È geopolitica economica. È salvaguardare uno dei pilastri del Made in Italy e, soprattutto, del Made in Europe: tecnologia, qualità, competizione globale costruita su innovazione e regole, non su chi punta al ribasso sacrificando diritti e responsabilità.
Il paradosso è noto: le imprese europee devono rispettare standard ambientali sempre più elevati, mentre molti competitor extra-UE non hanno vincoli comparabili. Risultato? Norme nate per migliorare l’ambiente possono finire per spostare la produzione dove quegli standard non esistono.
Per Mesini la priorità è netta: “Serve un’Europa che difenda la sua manifattura. Che protegga i settori esposti alla concorrenza sleale. Che sostenga chi investe davvero in sostenibilità. Il sistema di tassazione ETS, oggi, va ripensato. Non chiediamo privilegi: chiediamo regole eque”.
Il sindaco ha ricordato che la ceramica italiana ed europea è già la più sostenibile al mondo: efficienza energetica, uso di rinnovabili, recupero del calore, riduzione degli sprechi. Eppure il sistema ETS continua a pesare in modo sproporzionato su settori energivori come la ceramica, sottraendo risorse che potrebbero essere destinate a innovazione, digitalizzazione, nuove competenze e nuovi posti di lavoro.
Il suo intervento si è chiuso con un invito diretto alle istituzioni europee: “Venite a Sassuolo. Venite a vedere cosa significa un distretto autenticamente europeo: imprese, lavoratori, sindacati, scuole e istituzioni che collaborano. Un modello che funziona. Un patrimonio che l’Europa deve avere il coraggio di proteggere”.
L’Assessore Federico Ferrari ha posto l’attenzione sul tema della trasparenza e della tutela del mercato interno: “Il settore ceramico europeo soffre una concorrenza sleale crescente da parte di Paesi extra-UE – ha affermato – che non rispettano gli stessi standard ambientali, di sicurezza o salariali. È indispensabile che i consumatori europei possano conoscere con chiarezza l’origine dei prodotti. L’obbligo di marchiatura Made In per le piastrelle è una misura di equità e di difesa della qualità. Le nostre imprese rispettano le norme ambientali più avanzate al mondo e garantiscono sicurezza, contratti, welfare e salari adeguati. Non si può accettare che prodotti a basso costo, ottenuti con standard inaccettabili, arrivino sul mercato europeo senza alcuna indicazione chiara al consumatore. La tracciabilità è un diritto e un elemento essenziale di concorrenza leale”.
Confesercenti Area del Distretto Ceramico esprime pieno sostegno alle istanze avanzate
dai sindaci del Distretto Ceramico (Sassuolo, Formigine, Fiorano Modenese, Maranello),
che nei giorni scorsi hanno manifestato forte preoccupazione per l’ondata di furti nelle
abitazioni e hanno scritto al Prefetto per chiedere un intervento anche da parte del Governo.
“La sicurezza è un diritto di tutti. Non riguarda solo le famiglie che subiscono i furti nelle proprie case, ma anche i negozi e le attività che ogni giorno tengono viva la nostra comunità. In vista delle festività natalizie, periodo fondamentale per il commercio di vicinato, chiediamo più controlli e una presenza costante delle forze dell’ordine per restituire serenità a cittadini e imprenditori”, sottolinea il Presidente di Confesercenti Area del Distretto Ceramico, Roberto Tartari.
Confesercenti ricorda che la tranquillità e la vivibilità sono alla base della vita dei centri
urbani: senza sicurezza, diventa più difficile mantenere viva la socialità e sostenere le attività economiche locali.
Hera informa che mercoledì 10 dicembre, in tutto il territorio servito dalla multiutiity, potrebbero verificarsi disagi nello svolgimento dei servizi ambientali in seguito a uno sciopero nazionale di categoria proclamato dalle organizzazioni sindacali per l’intero turno di lavoro.
Hera ricorda che saranno garantite le prestazioni minime, assicurate per legge, e che al termine dello sciopero i servizi torneranno alla normale operatività.
L’Azienda Usl di Reggio Emilia diventa la prima struttura sanitaria italiana, e una delle poche a livello europeo, a ricevere la certificazione internazionale EMRAM Stage7, il livello più alto del modello di valutazione internazionale che misura lo sviluppo delle nuove tecnologie in relazione, in particolare, alla Cartella clinica elettronica e al Fascicolo sanitario elettronico.
Il 25 e 26 Novembre scorsi, a conclusione del percorso di potenziamento dei servizi, finanziato dal PNRR con oltre 9 milioni di euro, l’Ausl ha ospitato una commissione internazionale dell’organizzazione HIMSS (www.himss.org), incaricata dal Ministero della Sanità di valutare la struttura sanitaria secondo la scala internazionale EMRAM (Electronic Medical Record Adoption Model). E a seguito della visita, l’Azienda ha ottenuto il riconoscimento, dopo che da 8 anni deteneva già il livello EMRAM Stage6, raggiunto solo da altre quattro strutture sanitarie italiane.
La visita ispettiva ha coinvolto oltre 50 medici, infermieri e ricercatori, oltre a tutto lo staff del Servizio Tecnologie Informatiche e Telematiche. L’ente internazionale ha riconosciuto con questa certificazione la completezza, complessità e l’elevato utilizzo per la clinica, la ricerca e la sicurezza dei pazienti delle soluzioni informatiche dell’azienda sanitaria di Reggio Emilia.
“La digitalizzazione della sanità pubblica regionale rappresenta una priorità strategica per garantire servizi più efficaci, accessibili e vicini ai bisogni dei cittadini- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi-. Investire in tecnologia e digitale, infatti, significa rafforzare la nostra capacità di rispondere con tempestività, trasparenza e sicurezza alle sfide presenti e future. Dunque, complimenti all’Ausl di Reggio Emilia per questo riconoscimento- proseguono ancora il presidente e l’assessore-, che pone l’Emilia-Romagna come modello di livello nazionale e non solo riguardo la trasformazione digitale e ci spinge in modo ancora più determinato a continuare a investire in tecnologie avanzate nel pieno rispetto della tutela dei dati personali”.
“Sul piano digitale da tempo stiamo portando avanti una serie di investimenti sull’informatica che stanno dando ottimi frutti- sottolinea il Direttore generale Davide Fornaciari-: grazie a un team di professionisti valenti, dotati di visione, registriamo con grande soddisfazione questo riconoscimento, che consolida il percorso intrapreso dall’Azienda per costituire, in collaborazione con l’IRCCS, un centro di competenze e ricerca sulla Sanità digitale a Reggio Emilia, che funga da riferimento per il panorama regionale ed italiano, e sia punto di sperimentazione delle nuove tecnologie generate da strutture all’avanguardia come quella di Reggio e dall’industria dei dispositivi medici, del software e dell’intelligenza artificiale in sanità. È un percorso in fase di progettazione e costruzione”, spiega Fornaciari.
Con il progetto “Matilde”, infatti, da oltre dieci anni l’Ausl di Reggio Emilia ha intrapreso un percorso di completa gestione informatizzata della cartella clinica dei percorsi di cura, sia ospedalieri che del territorio, ed ha di recente vinto il premio nazionale dell’Osservatorio del Politecnico di Milano per i percorsi informatizzati di assistenza domiciliare.
La gestione con cartella informatizzata copre tutte le strutture della nostra sanità reggiana e consente uno scambio di informazioni continuo tra tutti gli operatori e la trasmissione delle stesse verso il Fascicolo Sanitario Elettronico e verso il Medico di Medicina Generale. Gli strumenti di supporto decisionale, in parte acquisiti anche con fondi PNRR, anche basati su intelligenza artificiale, consentono di supportare rendendo più efficace ed efficiente la complessa e sempre più pressante attività dei nostri operatori sanitari.
Orange Cup 2025 – Nicole Carzacchi e Andrea Dallari
Rientra al Parco dello Sport di Maranello il terzetto giallo che ha vestito l’azzurro all’Orange Cup 2025. È ripartita da Rotterdam la stagione internazionale del nuoto per salvamento con 18 nazioni ai blocchi e una Nazionale italiana composta da 14 atleti: dieci nella categoria open e quattro nella youth.
La presenza di Andrea Dallari tra i senior, Nicol Carzacchi tra le junior e del tecnico Fabrizio Sfondrini nello staff federale è bastata a caratterizzare un’edizione che gli azzurri hanno dominato in lungo e in largo.
E quando diciamo protagonisti, non è un modo di dire.
Impattante, costante, decisiva. Nicol Carzacchi firma un percorso ricco di acuti. L’azzurra conquista l’argento nei 200 ostacoli (2:15.41), poi firma un prezioso oro nei 100 manikin tow con pinne (1:02.37).
Arriva anche un importantissimo oro nei 200 Super Lifesaver (2:27.44), gara che la vede dominare con lucidità tattica e solidità tecnica precedendo la compagna Viola Marsella, argento in 2:34.64.
A completare la sua collezione l’ottimo bronzo nei 100 manikin carry con pinne (57.03) e il bronzo nel Rescue Medley (1:12.21).
tecnici con Trofeo (Vagaggini -Tramontana – Sfondrini)
Tra i senior, poker d’oro per Andrea Dallari risultato il trascinatore del settore maschile. L’azzurro di Maranello alla prima convocazione tra i grandi, si impone nei 100 manikin tow con pinne (50.24) e nei 200 super lifesaver (2:07.95), regolando in entrambi i casi un parterre di ottimo livello.
Pedina fondamentale nella vittoria con le due staffette d’oro: la 4×50 mista (1:28.48) e il 4×25 trasporto manichino (1:04.37). Sfortunata per pochi centesimi invece la prova nel 4×50 pool lifesaving, chiuso al secondo posto in 1:39.99 dietro alla Nuova Zelanda.
Gli azzurri trovano gloria anche in una delle specialità più tecniche del programma. Nel line throw senior, la coppia Dallari–Ferrari conquista un brillante argento in 10.85, tempo che vale il nuovo record italiano, migliorando il precedente limite nazionale e confermando la crescita della specialità.
La vittoria va ai tedeschi della DLRG Gütersloh 1 (10.61), ma il risultato azzurro assume un valore tecnico di primissimo piano e ci restituisce un’Italia tonica nel lifesaving che passa con entusiasmo il testimone al nuoto puro.
Competitività del settore ceramico, effetti del sistema europeo delle quote di emissione (Ets) e necessità di un quadro normativo comunitario che garantisca regole eque, tutela del lavoro e capacità di investimento.
Sono alcuni dei temi affrontati oggi a Bruxelles dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che ha preso parte alla seduta plenaria dello European Parliament Ceramic Forum, il principale appuntamento europeo dedicato alle questioni industriali e normative che riguardano la filiera ceramica, per approfondire con eurodeputati e rappresentanti della Commissione gli effetti delle politiche Ue sul comparto.
“In questi giorni a Bruxelles portiamo la voce di un intero distretto industriale, quello ceramico, che rappresenta un’eccellenza non solo emiliano-romagnola, ma europea- ha sottolineato il presidente de Pascale-. Di recente abbiamo tenuto un importante tavolo con le organizzazioni sindacali nella sede di Confindustria Ceramica, un confronto aperto e responsabile che ha ribadito l’urgenza di una strategia condivisa per tutelare imprese, lavoratori e territorio. L’industria ceramica è un settore ad alta intensità energetica, ‘hard to abate’, che ha molto investito nella transizione ecologica, riducendo le emissioni e innovando i processi. In Emilia-Romagna possiamo contare su aziende tra le più evolute al mondo, con impianti moderni, digitalizzati, altamente efficienti e sostenibili. Penalizzarle attraverso un sistema normativo sproporzionato, a partire dal meccanismo Ets, significa far perdere competitività a chi ha fatto per primo e con responsabilità la propria parte, e allo stesso tempo favorire produttori extra-Ue – come Cina, India o Turchia – paesi in cui i vincoli ambientali, così come quelli sociali, sono di gran lunga inferiori. Così facendo- ha concluso de Pascale-, si finisce per aumentare le emissioni globali anziché ridurle, e per mettere a rischio migliaia di posti di lavoro qualificato nel nostro territorio. L’Emilia-Romagna continuerà a fare la sua parte, ma da sola non è sufficiente: servono decisioni politiche forti a livello comunitario, per evitare che la transizione si trasformi in desertificazione industriale”.
Il comparto ceramico italiano
Il comparto ceramico italiano conta 248 imprese, con 26mila addetti diretti e 40mila considerando l’indotto, e un valore dell’export che supera i 6,3 miliardi di euro all’anno. Nonostante investimenti per 4,3 miliardi nell’ultimo decennio per modernizzazione, efficienza e riduzione delle emissioni, nell’ultimo anno il settore registra un calo del 20% degli investimenti – pari a circa 80 milioni di euro – legato all’aumento dei costi Ets e alla configurazione attuale degli strumenti europei, con possibili ricadute su competitività e occupazione.
Una tre giorni di musica, tradizione e festa alla Polisportiva Formiginese con “Ciòca BAL”, l’evento a cura dell’associazione Bal A Mo aps, dedicato alla promozione e all’approfondimento delle danze popolari che è andato sold out: “Con grande soddisfazione annunciamo che le preiscrizioni sono ufficialmente chiuse per l’edizione di quest’anno” – spiegano dall’associazione – “Abbiamo raggiunto il limite massimo di partecipanti previsto, riempiendo la nostra capiente sala con un pubblico di appassionati e neofiti pronti a ballare.
Questo straordinario sold out è la conferma della vitalità e dell’interesse crescente verso la magia del ballo folk”. Ciòca BAL non è un semplice festival, ma una vera e propria esperienza immersiva e durante la tre giorni i partecipanti potranno partecipare a stage di ballo condotti da rinomati maestri italiani e francesi e ballare fino a tardi con la musica dal della tradizione popolare. La cornice di questo evento è la Polisportiva Formiginese (via Caduti di Superga 2, angolo viale dello Sport a Formigine) che garantisce l’ambiente ideale sia per le lezioni che per i concerti serali, offrendo un’atmosfera accogliente e rilassata.
Per chi non è riuscito a iscriversi in tempo, o per chi desidera prolungare l’esperienza del balfolk o approcciarsi a questo mondo dopo l’evento, l’appuntamento con l’associazione Bal A Mo, che promuove il balfolk a Modena, è il giovedì sera alla Sala degli Orti di San Faustino, in viale Leonardo da Vinci 158 a Modena, dove vengono proposte regolari lezioni e serate danzanti per imparare e divertirsi in compagnia. Ingresso con tessera Arci. Info: www.balamo.it
Oggi, martedì 2 dicembre, dopo la conferenza di presentazione di lunedì 1° dicembre, ha preso ufficialmente il via la nona edizione del Festival SportivaMente, nato da un’idea di Fuori Campo 11 Asd con l’intento di promuovere lo sport come linguaggio universale.
Nella mattinata odierna si è svolto l’incontro con Sara Desini, campionessa di Sitting Volley, medaglia d’oro ai Campionati Europei 2023 e 2025 e argento nel 2019 e 2021. L’appuntamento è stato moderato da Barbara Fontanesi, presidente di Fuori Campo 11 Asd, e ha visto la partecipazione di studenti e insegnanti delle Scuole Medie Parco Ducale di Sassuolo, presso cui si è svolto. Nel corso dell’incontro, nel quale sono stati toccati numerosi e diversi temi, la campionessa ha raccontato la propria esperienza nel mondo dello sport che l’ha portata al raggiungimento di importanti traguardi e soprattutto ha risposto alle bellissime e interessanti domande degli studenti presenti.
Domani, mercoledì 3 dicembre, è invece in programma, alle ore 10, presso l’Istituto Professionale Statale Cattaneo-Deledda (Strada degli Schiocchi 110 a Modena), l’incontro con Luigi Beggiato, campione di Nuoto Paralimpico, argento ai giochi olimpici di Tokyo 2020 (100 metri stile libero S4 e staffetta 4×50), bronzo nei 50 metri S4 e più volte sul podio ai campionati Europei di Funchal 2021. Sarà Alessandro Iori, giornalista di Trc e Dazn, a moderare l’incontro. Ingresso libero, così come tutti gli appuntamenti previsti fino a domenica 7 dicembre.
Confindustria Emilia Area Centro, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna e il Tribunale di Bologna hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per la diffusione di una cultura della legalità economica volto a rafforzare il sistema produttivo regionale e a contrastare in modo più efficace i fenomeni di infiltrazione mafiosa nelle imprese dell’Emilia-Romagna.
L’accordo è stato firmato ieri presso il Tribunale di Bologna dal Presidente di Confindustria Emilia Area Centro, Sonia Bonfiglioli, dal Presidente del Tribunale di Bologna, Pasquale Liccardo, e dal Procuratore della Repubblica, Paolo Guido.
L’Emilia-Romagna è una delle regioni economicamente più avanzate d’Europa, caratterizzata da un tessuto imprenditoriale competitivo, innovativo e fortemente radicato nel territorio. Tuttavia, la complessità delle filiere produttive e il ricorso crescente a subforniture e appalti hanno incrementato la vulnerabilità rispetto a tentativi di infiltrazione criminale.
L’accordo siglato ieri mira a promuovere una collaborazione stabile tra Tribunale di Bologna, Procura della Repubblica e Confindustria Emilia per diffondere la cultura della legalità nelle imprese, favorire lo sviluppo di strumenti tecnologici a supporto delle misure di prevenzione, monitorare e contrastare le infiltrazioni mafiose nell’economia regionale e diffondere modelli organizzativi virtuosi e codici etici. Confindustria Emilia promuoverà percorsi formativi per le imprese, capaci di diffondere la conoscenza sulle modalità sempre più invasive dell’economia illegale, anche mediante lo studio e l’analisi di fenomeni concretamente vissuti nel recente passato.
Il Protocollo, inoltre, prevede l’imminente istituzione di un Osservatorio permanente, coordinato dal Tribunale di Bologna e dalla Procura di Bologna, con la partecipazione di Confindustria Emilia, Forze dell’Ordine, Prefetture e della Regione Emilia-Romagna. Il Protocollo ha durata triennale, è rinnovabile e aperto ad altre adesioni istituzionali, ed è previsto un monitoraggio dopo il primo anno.
“Preservare il nostro tessuto imprenditoriale significa proteggere un patrimonio di competenze, lavoro e innovazione costruito in decenni. Con questo Protocollo vogliamo ribadire che la competitività delle imprese passa necessariamente da un contesto sicuro, equo e di corretta libera concorrenza. Per questo metteremo in campo formazione e strumenti di prevenzione concreti”, afferma Sonia Bonfiglioli, Presidente di Confindustria Emilia.
“Le istituzioni della giuridicità penale sono chiamate, sempre più spesso, ad un’opera di presidio dell’economia per il tramite di una strumentazione normativa che deve essere capace di leggere la mutevole ed articolata realtà dell’economia illegale, promuovendo una cultura della legalità che superi la singola vicenda giudiziaria per radicarsi e diffondersi nel tessuto imprenditoriale”, sottolinea Pasquale Liccardo, Presidente del Tribunale di Bologna.
“Per una terra così fertile e operosa, motore dell’intero Paese, c’è bisogno di sinergia e condivisione tra le Istituzioni e le imprese. E se tra chi fa controllo di legalità e chi lo subisce nasce un progetto comune per stanare chi lo evita o lo schiva, vedo speranze di sviluppo sano e mercato libero”, dichiara Paolo Guido, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna.
Due progetti del Comune di Formigine sono stati finanziati da Atersir, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti, per un totale di oltre 33mila euro.
Si tratta dell’Ecosorgente di Magreta e dell’installazione di 6 erogatori di acqua presso sedi pubbliche, tra le quali il castello e la biblioteca comunale.
Nello specifico, la casetta urbana per l’erogazione di acqua del pubblico acquedotto sarà installata nei pressi del parco pubblico di Magreta (via Cattelani), vicino al parcheggio e alle scuole Palmieri.
L’acqua sarà microfiltrata in 3 varianti: refrigerata liscia, refrigerata leggermente gassata e refrigerata gassata.
Tra i risultati attesi, si stima un risparmio del numero di bottiglie di plastica superiore alle 166mila all’anno, per un totale di circa 7 tonnellate di PET in meno, e una riduzione annua dell’emissione di CO2 di circa 50 tonnellate.
Per quanto riguarda invece i risultati attesi dall’installazione dei 6 erogatori di acqua presso le sedi pubbliche, si stima un risparmio del numero di bottiglie di plastica che supera le 25mila all’anno, per un totale di 1,5 tonnellate di PET in meno, e una riduzione annua dell’emissione di CO2 pari a 7,5 tonnellate.
Dichiara l’assessore all’Ambiente Giorgia Lombardo: “Ringraziamo gli uffici comunali che hanno presentato il bando e Atersir per il finanziamento. Con questi due nuovi progetti, continueremo a dare concretezza al valore della sostenibilità ambientale che tanto ci sta a cuore. L’installazione della nuova Ecosorgente a Magreta e dei sei erogatori d’acqua nelle nostre sedi pubbliche, come il castello e la biblioteca, non sono solo un servizio per i cittadini, ma rappresentano un impegno tangibile per la riduzione dei prodotti in plastica monouso. Le stime parlano chiaro: potremo risparmiare quasi 200mila bottiglie di plastica all’anno, che si traducono in 8,5 tonnellate di PET in meno e una significativa riduzione delle emissioni di CO2”.
La ludoteca Il Barone Rosso di Fiorano Modenese, in collaborazione con TurboDado, organizza un ciclo di incontri gratuiti dedicato al gioco di ruolo per bambini e ragazzi.
L’iniziativa, gratuita, dal titolo “Storie in gioco. Gioco di ruolo in ludoteca!”, propone un viaggio fantastico tra avventure, creatività e narrazione condivisa, dove i partecipanti potranno immergersi in mondi immaginari e vivere insieme emozionanti storie interattive. Un’occasione unica per sviluppare fantasia, collaborazione e capacità di problem solving, divertendosi in un ambiente accogliente e stimolante.
Gli incontri si terranno al BLA (Biblioteca, Ludoteca e Archivio storico) il mercoledì dalle 16.30 alle 19, a partire dal 3 dicembre 2025 e fino al 25 febbraio 2026, guidati da Davide Turbati, operatore ludico.
L’attività è pensata come percorso continuativo ma aperta anche a chi desidera provare una singola sessione. L’iscrizione è obbligatoria alla mail ludoteca@fiorano.it, telefono 0536 833414.
Nel mese di dicembre il FabLab Junior di Casa Corsini, polo dell’innovazione del Comune di Fiorano Modenese, propone un nuovo ciclo di laboratori STEAM dedicati alle atmosfere natalizie, rivolti a bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 6 ai 14 anni.
Il programma è promosso dal Comune e condotto dall’Associazione Lumen con il sostegno della Fondazione di Modena, in continuità con l’impegno a sviluppare competenze digitali, scientifiche e creative in età scolare, e si inserisce nel quadro delle azioni di Repubblica Digitale, l’iniziativa nazionale che punta a ridurre il divario digitale e a diffondere le competenze sulle tecnologie.
Tutti gli incontri si svolgono al FabLab Junior, in via Statale 83 a Spezzano, con partecipazione gratuita e iscrizione obbligatoria.
Il primo appuntamento è in programma per giovedì 4 dicembre, dalle 17 alle 18 con “Rudolph 2.0”, un laboratorio di coding e robotica per bambine e bambini 6–9 anni. I partecipanti inizieranno i preparativi per le feste costruendo e programmando le renne di Babbo Natale, trasformando la fantasia natalizia in un gioco di algoritmi, sensori e piccole costruzioni tecnologiche.
Lunedì 15 dicembre, sempre dalle 17 alle 18, è la volta di “Artigiani del Natale”, un family lab pensato per bambine e bambini 6–9 anni insieme ai loro familiari: utilizzando materiali di recupero si realizzeranno piccoli alberelli di Natale, unendo manualità, creatività e attenzione all’ambiente in un clima di collaborazione tra generazioni.
Il programma si conclude martedì 16 dicembre con “Decorazioni digitali”, laboratorio per ragazze e ragazzi 10–14 anni in programma dalle 17.00 alle 19.00. Per due ore il FabLab “si tingerà di rosso e di verde”: grazie al disegno digitale e al taglio laser, le decorazioni natalizie prenderanno forma mettendo in dialogo tecnologia e lavoro manuale.
I posti sono limitati, per partecipare è necessario iscriversi scrivendo una mail a info@casacorsini.mo.it.
In occasione della festa di Santa Barbara, Patrona del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, giovedì 4 dicembre alle ore 9:00 presso il Comando di Modena in Strada Formigina 125, verrà deposta la corona ai caduti all’interno della sede, alla quale seguirà la solenne celebrazione eucaristica presso il Santuario di Fiorano, la quale avrà inizio alle ore 10 e sarà celebrata dal Vescovo S.E. Rev. Mons. Erio Castellucci.
Torna con la quarta edizione “Bella family”, il progetto di educazione civica promosso da Confconsumatori in collaborazione con UniCredit – nell’ambito dell’accordo Noi&UniCredit – e Edison, con il supporto di enti e associazioni locali e nazionali.
IL PROGETTO – L’obiettivo resta lo stesso, dopo il grande successo delle precedenti tre edizioni che hanno coinvolto centinaia di studenti tra 16 e 19 anni in istituti scolastici di varie regioni d’Italia: formare i ragazzi affinché possano trasferire in famiglia le conoscenze trasmesse dagli esperti di Confconsumatori, UniCredit e Edison e renderli così “ambasciatori del cambiamento” nel percorso necessario a diventare consumatori attivi e consapevoli. Ogni incontro infatti – in presenza o online – sarà dedicato a materie particolarmente attuali come gli acquisti online, la cybersecurity, la prevenzione delle truffe, la sostenibilità e il risparmio energetico, all’insegna della transizione energetica e digitale.
LE TAPPE – L’edizione 2025/2026 del progetto “Bella family” farà tappa in Emilia-Romagna, in Sicilia e in Calabria e saranno coinvolti tre istituti scolastici. Si parte con gli alunni della classe prima del Liceo delle scienze umane “Albertina Sanvitale” di Parma: la prima lezione è in programma venerdì 5 dicembre, con gli esperti di Confconsumatori (tra le materie gli acquisti online, i contratti a distanza, il telemarketing); venerdì 19 dicembre sarà poi la volta della lezione degli esperti di Edison (sul risparmio energetico e le scelte di consumo sostenibili) e infine lunedì 19 gennaio è previsto l’intervento degli esperti di UniCredit (in materia di prevenzione delle truffe e cybersecurity). Ogni lezione sarà personalizzata in base al contesto locale di riferimento, con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente gli studenti e rendere così la formazione più efficace.
LA FORMULA – Al termine delle tre lezioni, per ogni classe coinvolta nel progetto “Bella family” il percorso si concluderà con un quiz interattivo online che metterà in gioco non solo gli studenti ma coinvolgerà anche le loro famiglie, per verificare le conoscenze apprese. Una strategia formativa dinamica e innovativa già sperimentata con successo nelle tre edizioni precedenti di “Bella family”. Ogni studente riceverà inoltre materiale didattico da diffondere in famiglia, diventando così a sua volta “tutor” e trasmettendo quanto imparato dagli esperti.
I PARTNER – Noi&UniCredit è il programma di partnership fra la banca e le associazioni dei Consumatori di rilevanza nazionale, avviato nel 2005 per contribuire ad accrescere la fiducia e la consapevolezza dei consumatori sui temi di banca e finanza e contribuire a rafforzarne la tutela.
Edison, società leader dell’energia con oltre 140 anni di storia e primati che ne fanno il più antico operatore del settore in Europa, oggi è impegnata in prima linea nella sfida della transizione energetica, in coerenza con i Sustainable Development Goals dell’Onu e le politiche europee di decarbonizzazione.
«Da sempre – dichiara Carmelo Calì, Presidente nazionale di Confconsumatori – uno degli obiettivi della nostra associazione non è solo tutelare i cittadini che abbiano subìto torti, ma anche e soprattutto formare consumatori attivi e consapevoli. Il modo migliore per farlo è sicuramente rivolgersi alle giovani generazioni. Questo progetto si rivolge proprio agli studenti, con l’auspicio che trasmettano ciò che imparano e diventino ambasciatori di conoscenze in materie così attuali come la transizione energetica e digitale».
L’assessore Massimo Fabi e la presidente di Admo Emilia-Romagna, Rita Malavolta
In Emilia-Romagnacresce nel 2025 il numero delle primedonazioni di midollo osseo: sono già 70, sei in più di quelle registrate nell’intero 2024. E al 31 ottobre 2025 i donatori totali hanno toccato quota 5.573, con una proiezione di circa 7mila iscrizioni entro fine anno.
Altro dato positivo, il reclutamento di nuovi donatori: oltre la metà (59%) di quelli programmati, già nel primo semestre 2025. Ancora, nel 2024 l’Emilia-Romagna è stata la prima, tra le regioni italiane, per indice di reclutamento.
Con un boom tra i più giovani: il 29% degli iscritti al Registro regionale ha, infatti, meno di 25 anni, collocando così l’Emilia-Romagna ben al di sopra della media nazionale che è del 17%. Solo nel 2024 ben l’84% dei nuovi iscritti rientrava sotto questa soglia di età. Sebbene i dati definitivi saranno validati dal Ministero attraverso il Centro Nazionale Trapianti e il registro italiano midollo osseo all’inizio del 2026, dimostrano l’andamento positivo del reclutamento e delle donazioni.
L’Emilia-Romagna è così prima in Italia per numero di donatori in rapporto alla popolazione eleggibile (18-35 anni).Merito anche della campagna di comunicazionepromossa dalla Regione, per incentivare l’adesione alla donazione e sensibilizzare soprattutto i più giovani.
A fare il punto sulla donazione di midollo osseo in Emilia-Romagna, questa mattina in conferenza stampa a Bologna, l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, con la presidente di Admo Emilia-Romagna, Rita Malavolta.
“Donare il midollo osseo- sottolinea Fabi– è un gesto di straordinaria importanza e generosità. I numeri confermano che gli emiliano-romagnoli sono sensibili a questo tema e sanno bene quanto sia importante farlo. Abbiamo bisogno, però, che la comunità dei donatori cresca ancora. In questi anni- prosegue l’assessore-, anche grazie alla campagna di informazione della Regione, sempre più persone hanno scelto di donare, ma occorre facilitare questa possibilità. Per questo sosteniamo convintamente il progetto di prelievo ematico a domicilio di Admo, che permette di agevolare la donazione venendo incontro alle esigenze dei più giovani, aumentati in questi anni”, conclude Fabi.
“Siamo profondamente soddisfatti dei risultati raggiunti, che confermano il valore del lavoro che Admo porta avanti sul territorio grazie a una rete forte e coesa- sottolinea Rita Malavolta, presidente Admo Emilia-Romagna-. Ringrazio la Regione, l’IRCCS Policlinico Sant’Orsola, il Centro Regionale Sangue, il Centro Regionale Trapianti, il Registro Regionale e tutti gli operatori ed i professionisti che ogni giorno contribuiscono a questo impegno comune. E un ringraziamento particolare- prosegue Malavolta– va ai volontari, la nostra forza sul campo: senza di loro non sarebbe possibile svolgere l’attività di sensibilizzazione e iscrizione dei potenziali donatori attraverso il prelievo salivare negli eventi in outdoor”.
Durante la conferenza stampa si è collegato anche Achille Polonara, il cestista della nazionale, con un passato, tra le altre squadre, anche a Reggio Emilia e alla Virtus Bologna, operato di midollo osseo a settembre scorso dopo essere stato colpito da una leucemia mieloide acuta: “Per fortuna è andato tutto bene, è stato quasi un miracolo, perché mi davano quasi per spacciato- ha spiegato-. Naturalmente ringrazio la mia donatrice, una ragazza americana compatibile al 90%, perché è grazie a lei se sono qui. Invito tutti a donare perché così si possono salvare molte vite”.
Polonara è tornato sull’accoglienza ricevuta a Tortona giovedì scorso in occasione della partita dell’Italia contro l’Islanda: “E’ stata una serata emozionante, non mi aspettavo di ricevere un’ovazione del genere. Ringrazio tutti i tifosi. Purtroppo abbiamo perso, ma le cose importanti in questo momento per me sono altre e avere ricevuto così tanto affetto è stato importante”. Quindi, il ringraziamento ai sanitari che lo stanno seguendo: “Ho la fortuna di essere assistito da dottori molto preparati. Ringrazio la dottoressa Bonifazi che è una delle migliori in Italia. Quest’estate sono stato anche a Valencia, dove avevano questa pillola sperimentale adatta alla mia patologia e quindi sono stato fortunato di essere stato seguito anche lì da numeri uno. Mi sento un privilegiato, perché essere seguito da dottori con tanta esperienza e competenza è fondamentale”, ha concluso Polonara.
Inoltre, è in partenza un’importante novità: sarà sperimentatoper la prima volta in Emilia-Romagna, a Bologna, il progetto di prelievo ematico a domicilio, grazie a un ambulatorio mobile. Una modalità che permette di aumentare la disponibilità dei potenziali donatori risultati già compatibili e il numero dei prelievi ematici e di ridurre l’intervallo di tempo del prelievo. Il progetto, finanziato con 39mila euro dal Centro regionale sangue, nasce dalla necessità di coniugare le esigenze dei donatori, sempre più giovani e impegnati in attività di studio o lavoro poco flessibili, con le necessità organizzative delle strutture.
I dati in Emilia-Romagna
Al 31 ottobre 2025 sono 5.573 i donatori (1.200 tramite prelievo di sangue e 4.373 tramite prelievo salivare) in Emilia-Romagna. Alla stessa data del 2024 erano 5.724, quindi il dato attuale è in linea con quello dell’anno precedente e il 2025 dovrebbe chiudersi con circa 7mila iscrizioni.
Quanto alle primedonazioni effettive, a oggi sono già state raggiunte 70 donazioni, un numero superiore a quello registrato nel 2024 quando erano state 64 (fonte IBMDR, Registro italiano donatori midollo osseo), e destinato a salire entro la fine dell’anno perché ci sono molte procedure in fase di studio per la donazione effettiva, perché risultate compatibili.
Il Registro regionale Emilia-Romagna conta 83.190 donatori attivi, ovvero iscritti con tipizzazione, mentre a livello nazionale gli iscritti nel Registro IBMDR sono 520.000. Il 29% degli iscritti in Emilia-Romagna ha un’età inferiore a 25 anni, contro una media nazionale del 17%.
Dopo la flessione dovuta alla pandemia da Covid-19 i numeri dei donatori sono progressivamente cresciuti: il Registro IBMDR ne contava 4.462 nel 2020, a oggi sono 5.599. Nel 2024 l’Emilia-Romagna è stata prima tra le regioni italiane per indice di reclutamento (85 per 10mila abitanti) e seconda per numero assoluto di iscritti.
La campagna di comunicazione della Regione
‘Accetta la sfida, diventa donatore’ è il messaggio della campagna, con un sito dedicato (www.donamidollo.it), un video e otto clip per i social, oltre al materiale cartaceo.
Realizzata dalla Regione Emilia-Romagna insieme ad Admo (Associazione donatori midollo osseo), Crs (Centro regionale sangue) e Crt (Centro regionale trapianti), la campagna parte dall’idea che la donazione è un gesto di generosità che richiama l’appartenenza ad una comunità.
Rivolta ai potenziali donatori di midollo osseo, ovvero le persone di età compresa tra i 18 e i 35 anni con un peso corporeo superiore ai 50 kg e in condizioni di buona salute generale, la campagna invita alla donazione sia i giovani, perché si iscrivano al Registro e condividano sui social la loro scelta sia quelli più vicini alla soglia massima consentita (35 anni), perché si affrettino a compiere questo gesto di solidarietà visto che la rarità del matching cresce con l’avanzare dell’età.
Nelle giornate del 2 e 3 dicembre i vertici di Confindustria Ceramica, insieme ai rappresentanti delle principali aziende del settore, sono a Bruxelles per una serie di incontri con i principali decisori delle istituzioni europee. L’obiettivo è spiegare che l’industria ceramica italiana – settore hard to abate, ad altissima intensità energetica e fortemente orientato all’export – in mancanza di interventi urgenti e mirati rischia una crisi sistemica nel giro di pochi anni. Un settore che oggi conta 248 imprese, 26.000 dipendenti diretti (40.000 con l’indotto) e oltre 6,3 miliardi di euro di export, ma che vede la propria tenuta minacciata da un mix di costi fuori controllo e da regole non sostenibili.
Il messaggio portato dalla ceramica italiana è netto: l’attuale configurazione delle politiche climatiche, unita all’esplosione dei costi ETS, sta rapidamente erodendo competitività, capacità di investimento e prospettive occupazionali dell’intero comparto. Senza una revisione immediata di norme, scadenze e strumenti europei, il rischio è la chiusura progressiva degli impianti europei e lo spostamento della produzione in Paesi extra-UE, privi di standard ambientali e sociali comparabili.
La delegazione, accompagnata dal Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale e da Aurelio Regina di Confindustria, incontra Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, e rappresentanti di primo piano delle istituzioni UE.
Gli incontri si svolgono contestualmente alla Plenaria annuale dell’European Policy Ceramics Forum (EPCF), un raggruppamento che riunisce europarlamentari di diversi Paesi particolarmente sensibili alle criticità dell’industria ceramica europea.
“Il nostro settore – dichiara Augusto Ciarrocchi, Presidente di Confindustria Ceramica – è leader mondiale anche nell’efficienza e nel contenimento delle emissioni grazie a investimenti per 4,3 miliardi di euro nell’ultimo decennio. Ma oggi siamo di fronte a un punto di rottura: l’assenza di alternative tecnologiche realistiche e la dinamica incontrollata dei costi ETS rischiano di cancellare in pochissimo tempo ciò che abbiamo costruito. Il sistema ETS è diventato di fatto una Carbon Tax che soffoca la nostra capacità di investire: in un solo anno, gli investimenti del settore si sono ridotti del 20%, un calo di 80 milioni di euro che equivale ai costi ETS pagati dalle nostre imprese, mettendo a repentaglio competitività e posti di lavoro. Senza correttivi immediati l’Europa finirà per premiare chi inquina fuori dai suoi confini e penalizzare chi, come noi, investe davvero nell’ambiente.”
Ancora più esplicito il monito di Graziano Verdi, Presidente della federazione europea CET: “Senza interventi rapidi e incisivi, il settore ceramico italiano vivrà una crisi analoga – se non peggiore – a quella dell’automotive. In assenza di misure correttive, la concorrenza di Paesi extra-UE privi di qualunque vincolo ambientale diventerà insostenibile. Non chiediamo privilegi, ma regole eque e di buon senso quali una corretta applicazione delle compensazioni già previste, la sospensione dei meccanismi di riduzione delle quote assegnate, un CBAM realmente efficace nel tutelare i nostri prodotti sia sul mercato comunitario che extra UE e l’estensione delle misure equivalenti per le imprese più piccole. Se non agiamo ora, la transizione diventerà un boomerang industriale e sociale di proporzioni enormi.”
“In questi giorni a Bruxelles portiamo la voce di un intero distretto industriale, quello ceramico, che rappresenta un’eccellenza non solo emiliano-romagnola, ma europea – ha dichiarato Michele de Pascale, Presidente Regione Emilia-Romagna –. Di recente abbiamo tenuto un importante tavolo con le Organizzazioni sindacali nella sede di Confindustria Ceramica, un confronto aperto e responsabile che ha ribadito l’urgenza di una strategia condivisa per tutelare imprese, lavoratori e territorio.
L’industria ceramica è un settore ad alta intensità energetica, hard to abate, che ha molto investito nella transizione ecologica, riducendo le emissioni e innovando i processi. In Emilia-Romagna possiamo contare su aziende tra le più evolute al mondo, con impianti moderni, digitalizzati, altamente efficienti e sostenibili. Penalizzarle attraverso un sistema normativo sproporzionato, a partire dal meccanismo ETS, significa far perdere competitività a chi ha fatto per primo e con responsabilità la propria parte, e allo stesso tempo favorire produttori extra-UE – come Cina, India o Turchia – paesi in cui i vincoli ambientali, così come quelli sociali, sono di gran lunga inferiori.
Così facendo, si finisce per aumentare le emissioni globali, anziché ridurle, e mettere a rischio migliaia di posti di lavoro qualificato nel nostro territorio. L’Emilia-Romagna continuerà a fare la sua parte, ma da sola non è sufficiente: servono decisioni politiche forti a livello comunitario, per evitare che la transizione si trasformi in desertificazione industriale”.
“Come Presidente del Forum europeo della ceramica – dichiara l’europarlamentare Elisabetta Gualmini – sono molto contenta di ospitare la 31^ edizione dei Ceramic Days che vedono riuniti a Bruxelles operatori, imprenditori, associazioni di rappresentanza e rappresentanti politici di tutta Europa che hanno a cuore il futuro dell’industria ceramica europea.
Siamo impegnati a livello europeo a partire dal primo Piano industriale, dalla Bussola sulla competitività e dai diversi Pacchetti di semplificazione (Omnibus) per proteggere e promuovere lo sviluppo della manifattura europea. Le sfide del settore ceramico sono tante; dal peso eccessivo e quasi insostenibile delle ETS, per un settore che ha già decarbonizzato tanto, ai dazi, sino alla concorrenza sleale di paesi come l’India e la Cina. Affronteremo i diversi argomenti con eurodeputati e dirigenti della Commissione europea, con la consapevolezza che un campione di innovazione e di export come la ceramica che contribuisce in modo fondamentale alla ricchezza dell’Italia e dell’Europa debba essere al centro dell’agenda europea”.
“Fratelli d’Italia vuole tutelare l’importante comparto dell’industria ceramica dalle follie ecologiste che abbiamo visto negli ultimi anni in Ue – ribadisce l’europarlamentare Stefano Cavedagna -. Questo settore sconta il bisogno di grandi quantità di energia, la necessità di acquistare titoli per produrre, il noto sistema ETS, e avrebbe seri problemi se venisse approvata la nuova normativa europea che definisce le migliori tecniche disponibili e i limiti ambientali che gli impianti debbono rispettare, BREF, imponendo limiti emissivi e requisiti tecnici completamente fuori della realtà. Norme che rendono non competitive le nostre aziende, che subiscono la concorrenza sleale di India e Cina.
O fermiamo il “Green Deal”, o andremo verso la deindustrializzazione. Non accettiamo che a causa di scelte ideologiche ecologiste chiuda un nostro settore industriale emiliano. L’UE inverta la rotta. Mentre l’industria ceramica italiana ha impatti responsabili ed attentamente regolamentati, altri paesi del mondo hanno livelli di emissioni nettamente superiori”.
“Siamo al fianco delle nostre imprese per invertire la rotta delle folli politiche europee per la decarbonizzazione – dichiara Aurelio Regina, Delegato di Confindustria per l’Energia – che rischiano di deindustrializzare il continente. L’Unione europea, che contribuisce per il 6% del totale delle emissioni globali, ha imposto un costo della CO2 fino a sei volte più elevato di tutte le aree del mondo dove la CO2 è prezzata, considerando sempre che solo il 25% delle aree del pianeta hanno un sistema di pricing delle emissioni climalteranti. L’industria europea è responsabile dell’1,5% delle emissioni: se anche le eliminassimo tutte domani, l’effetto sarebbe impercettibile sul piano climatico, ma l’impatto sarebbe devastante per la nostra tenuta economico-sociale e il nostro sistema di welfare. Rispetto a venti anni fa, quando è stato introdotto il meccanismo ETS, il prezzo del gas è più che raddoppiato; pertanto, imporre anche una tassa ulteriore sulla CO2 oggi significa solo svantaggiare le produzioni europee e incrementare i costi dell’energia. Oggi il prezzo del gas contiene già un segnale di mercato in grado di spingere gli investimenti nella direzione della decarbonizzazione. Serve senso di responsabilità e pragmatismo da parte delle Istituzioni europee, che devono immediatamente sospendere il sistema ETS fino ad almeno il 2030, rivedendone profondamente le modalità di funzionamento, attraverso l’esclusione della produzione termoelettrica e l’inserimento di strumenti in grado di ridimensionare i costi della CO2.”
In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità che si celebra il 3 dicembre e della Giornata mondiale del volontariato che si tiene il 5 dicembre, martedì 4 dicembre alle ore 20.30 si svolgerà all’Auditorium Spira mirabilis di Formigine lo spettacolo “Siamo fatti di-versi perché siamo poesia” di Guido Marangoni.
L’evento è pensato come ponte simbolico tra le due giornate, “capace di trasformare il tema della diversità in un momento di incontro, leggerezza e sorrisi, attraverso la forza evocativa dell’arte e della poesia”.
Lo spettacolo è promosso dal Tavolo provinciale per la disabilità con il sostegno di Fondazione Banco S.Geminiano e S.Prospero e dell’associazione Tempio Aps e si inserisce nel calendario delle iniziative promosse da associazioni del territorio impegnate sul fronte dell’inclusione e del volontariato, con l’obiettivo di rappresentare un’occasione per riflettere e valorizzare le differenze come ricchezza condivisa.
L’ingresso è gratuito e per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare al numero 349.193.1877 o scrivere una mail ad associazionetempio@gmail.com.
Gli organizzatori sottolineano che «la cittadinanza è invitata a partecipare numerosa a questa serata di emozioni e consapevolezza, dove le parole e la poesia diventano strumenti di unione e cambiamento».
il Tavolo provinciale di coordinamento sulla disabilità si riunisce con cadenza semestrale, con la partecipazione degli amministratori degli Enti locali della provincia, dei rappresentanti delle Istituzioni, dei settori di Istruzione, Sanità e Lavoro, nonché del mondo del Volontariato.
Tra gli obiettivi che si prefigge il Tavolo figura quello di censire le esperienze presenti sul territorio rispetto alle diverse tipologie di disabilità, fungere da osservatorio per la raccolta delle istanze territoriali, individuare le criticità ed i benefici che le persone con disabilità e le loro famiglie incontrano in ambito sanitario, scolastico, nelle attività del tempo libero e del lavoro, sperimentare progetti utili a migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità, sostenere e valorizzare analoghe iniziative già avviate da terzi, laddove ritenute valide e meritorie, condividere azioni e proposte volte ad uniformare la realtà territoriale ed i servizi offerti alle persone con disabilità.
“Ciarlatani” con Silvio Orlando in scena giovedì 4 dicembre (ore 21.00) al Cinema-Teatro Astoria di Fiorano Modenese.
“Ciarlatani” racconta la storia di due personaggi legati al mondo del cinema e del teatro. Anna Velasco è un’attrice la cui carriera è in fase di stallo. Dopo aver recitato in piccole produzioni di opere classiche, ora lavora come insegnante di pilates e nei fine settimana fa teatro per bambini. Tra soap opera televisive e spettacoli alternativi, Anna è alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare. Diego Fontana è un regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione: una serie da girare in tutto il mondo, con star internazionali. Un incidente lo porterà ad affrontare una crisi personale e a ripensare la sua carriera. Questi due personaggi sono collegati dalla figura del padre di Anna, Eusebio Velasco, regista di culto degli anni ’80, scomparso e isolato dal mondo. “Ciarlatani” sono anche diverse opere in una: ognuno di questi racconti ha uno stile, un tono e una forma particolari…
Dai nuovi percorsi immersivi a Imola, nel bolognese, ai rinnovati allestimenti per il pubblico giovane di Riccione (RN), dalle soluzioni digitali per la valorizzazione del patrimonio adottate a Parma fino ai lavori diffusi nei musei e nelle case-studio del territorio bolognese.
Sono solo alcuni dei 72 progetti finanziati con quasi 1,8 milioni di euro (esattamente 1.768.391) dalla Regione Emilia-Romagna, con l’approvazione, da parte della Giunta, delle graduatorie relative ai bandi della legge regionale 18/2000; legge finalizzata a conservare, valorizzare e promuovere i beni e gli istituti culturali del territorio e a favorirne la fruizione da parte dei cittadini.
Tre le linee di intervento previste. La prima e più consistente è dedicata ai musei e alle Case delle persone illustri di proprietà pubblica, e sostiene 35 progetti per un totale di 1.068.000 euro, pari a oltre il 60% degli investimenti complessivi. Il secondo filone riguarda la conservazione programmata del patrimonio e approva 22 interventi per 520.120 euro. Il terzo è relativo alla catalogazione: interventi meno onerosi ma essenziali per mettere in rete il patrimonio culturale, e sostiene 15 progetti su tutto il territorio regionale, per circa 180mila euro.
“Con questa misura- sottolinea l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni- la Regione Emilia-Romagna rafforza il proprio impegno per una cultura diffusa, accessibile e capace di generare valore per tutte e tutti. I progetti selezionati rappresentano un passo concreto verso musei e luoghi della memoria più aperti, innovativi e vicini alle persone, in particolare nei territori che più hanno bisogno di sostegno. Vogliamo che il patrimonio culturale regionale sia sempre più uno spazio di incontro, crescita e partecipazione, in cui la memoria si rinnova e si trasmette alle nuove generazioni. Sostenere questi interventi significa investire nella qualità della vita delle nostre comunità e nella capacità dei territori di raccontare la propria storia, accogliere il cambiamento e costruire futuro”.
Le tre linee di intervento finanziate
Le iniziative dedicate ai musei e alle Case di persone illustri di proprietà pubblica puntano a elevare la qualità degli allestimenti, rinnovare gli apparati comunicativi e rafforzare una cultura dell’accoglienza che integra nuovi servizi e un’attenzione crescente all’accessibilità universale. Tra i progetti più significativi, l’intervento biennale da oltre 200mila euro destinato a Imola (BO) per il potenziamento dei servizi museali, le soluzioni digitali e i nuovi spazi espositivi di Parma, l’innovazione degli allestimenti con percorsi interattivi per il pubblico giovane di Riccione (RN) e i lavori destinati a musei civici e case-studio di Bologna, con particolare attenzione ai temi dell’accessibilità.
Due progetti di valorizzazione relativi a case di persone illustri, entrambe in provincia di Bologna, ricevono un contributo complessivo di 41.195 euro, riconosciuto in base alla legge regionale 2/2022: sono la casa Museo Giorgio Morandi a Grizzana Morandi (30.195 euro il contributo concesso) e il Palazzo Rosso – Casa Alberto Pizzardi di Bentivoglio, a cui vengono assegnati 11mila euro.
Le risorse su questo canale di finanziamento sono destinate alle province di: Bologna, a cui vanno 137.945 euro, Modena 171.825, Ravenna 282.300, Ferrara 105.471, Parma 122.444, Reggio Emilia 87.500, Forlì-Cesena 50.881 e Rimini 171.000 euro; da Piacenza non sono pervenute proposte con richieste di contributi. Le premialità hanno valorizzato i territori montani e dell’entroterra, insieme ai Comuni maggiormente colpiti dall’alluvione del 2023.
Sul segmento dedicato alla conservazione programmata del patrimonio sono stati approvati 22 interventi per oltre 500mila euro. Grazie a questo contributo, in tutte e nove le province vengono sostenute operazioni fondamentali per la salvaguardia del patrimonio culturale: dalla protezione dei nuclei collezionistici più fragili agli interventi urgenti, fino al completamento di progetti avviati anche nell’ambito del Pnrr. Tra i finanziamenti più consistenti, quelli per i cinque progetti del Comune di Modena relativi a musei, archivio e biblioteca per un valore complessivo di 147.900 euro; per i due interventi dedicati ai Musei Civici di Reggio Emilia, il cui Comune si aggiudica oltre 95mila euro; e per i due progetti della Pinacoteca di Faenza destinatari di 94.000 euro.
L’ultima linea di interventi finanziati riguarda la catalogazione e sostiene 15 progetti provenienti da tutta la regione. Le raccolte oggetto di studio e schedatura coprono un panorama estremamente ampio: ceramiche antiche e moderne, reperti archeologici, fotografie, collezioni numismatiche, strumenti di radiocomunicazione del Novecento, materiali entomologici, fino ai capolavori della liuteria, ai fossili e ai meteoriti. Tutte le nuove schede alimenteranno il Catalogo regionale del patrimonio culturale, accessibile attraverso il portale ‘PatER’, che restituisce l’immagine complessiva dell’identità culturale dell’Emilia-Romagna e dei suoi luoghi: musei, teatri, castelli, case-studio, stabilimenti termali, cimiteri monumentali, luoghi d’arte contemporanea e del design, insieme a opere, fotografie, reperti e oggetti tecnico-scientifici.