23.7 C
Comune di Sassuolo
mercoledì, 8 Luglio 2026
Home Blog Pagina 950

Un film del coreografo Luca Veggetti su piazza Imbeni, tra le torri della Regione, luogo metafisico in tempo di pandemia

Un film del coreografo Luca Veggetti su piazza Imbeni, tra le torri della Regione, luogo metafisico in tempo di pandemiaUn gioco di elementi visivi e sonori che restituisce uno spazio vuoto, quasi metafisico, una architettura perfetta ma deserta che dona un senso di bellezza ma anche di angoscia. E’ la piazza intitolata al sindaco Renzo Imbeni, a Bologna, racchiusa dalle torri dove ha sede la Regione Emilia-Romagna, il soggetto del film “For a Dance Never Choreographed” realizzato da Luca Veggetti, danzatore e coreografo bolognese formato alla Scala di Milano e con una lunga carriera internazionale.

Veggetti, inaspettatamente intrappolato dalla pandemia nella sua città natale per un lungo periodo all’inizio del 2020, ha utilizzato la piazza progettata dall’architetto e scenografo statunitense di origini giapponesi, Isamu Nogughi, come uno strumento dell’immaginazione, un palcoscenico gigantesco e vuoto, con un testo di appunti di Martha Graham (Noguchi ha più volte collaborato con lei per le scenografie) per un ballo che la grande coreografa non ha mai realizzato.

“Il movimento della terra attorno al sole rappresentato dal gioco delle ombre, l’unica presenza umana data da un suono di voci, quasi lamenti, ma non di parole, rappresenta pienamente il senso di desolazione che tutti noi abbiamo provato durante il primo lockdown dovuto al covid– commenta l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori-. In uno scenario che ricorda i dipinti di De Chirico, il film di Veggetti ci restituisce anche la consapevolezza di abitare quotidianamente l’opera di un grande architetto, che credeva nelle piazze come luogo comune di aggregazione. Questa opera ci aiuta anche a riscoprire l’importanza di uno spazio che i bolognesi hanno forse sottovalutato”.

Il film, che ha una durata di 22 minuti, è esposto in modo permanente nella collezione digitale del Noguchi Museum di New York ed è visibile a questo link. Noguchi disegnò la piazza su richiesta di Kenzo Tange, l’architetto giapponese che progettò nei primi anni ’70 per il Comune di Bologna il nuovo quartiere alla periferia nord di Bologna, il Fiera District, dove oggi trova collocazione anche la Regione Emilia-Romagna.

Isamu Noguchi collocò nella piazza una massiccia colonna di granito, girata da un lato e sollevata su una piramide tronca, un anfiteatro ottagonale affondato nel piano della piazza, e un cuneo inclinato tagliato nella piazza con un suggerimento di posti a sedere e una piccola pedana circolare rialzata. Purtroppo il disegno originario non è stato completato.

Chiusure notturne programmate della stazione di Modena sud sulla A1

Chiusure notturne programmate della stazione di Modena sud sulla A1Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, in orario notturno, nelle due notti consecutive di giovedì 10 e venerdì 11 marzo, con orario 21:00-6:00, sarà chiusa la stazione di Modena sud, in uscita per chi proviene da Milano.
In alternativa, si consiglia di uscire alla stazione di Modena nord o di Valsamoggia.

 

L’economia dell’Emilia-Romagna era in ripresa, poi gli aumenti e la guerra in Ucraina

L’economia dell’Emilia-Romagna era in ripresa, poi gli aumenti e la guerra in UcrainaI numeri che raccontano l’andamento dell’economia dell’Emilia-Romagna nel 2021 e il primo scorcio del 2022 sono positivi, a testimonianza della capacità delle imprese di rialzarsi dopo i durissimi colpi subiti dalla pandemia, e di essere pronte a reagire alle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e all’aumento prorompente dei costi dell’energia.

Ma sui risultati economici raggiunti pesa la forte preoccupazione per il conflitto armato, scatenato dalla Russia in Ucraina, che ha aperto uno scenario pieno di incognite e incertezze fatto da limitazioni oggettive e dall’impossibilità per molte imprese di operare e commercializzare con i partner dei Paesi in guerra.

Le incognite legate al tragico divampare della guerra condizionano in modo pesante le prospettive della ripartenza post pandemia che era avviata, come confermano i dati dell’indagine congiunturale relativa al quarto trimestre e anno 2021 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

Il 2021 è stato infatti caratterizzato da una forte ripresa a “V” dell’attività economica, con un rimbalzo della produzione dell’11,5 per cento rispetto all’anno precedente. Le pressioni sull’andamento dei prezzi derivanti dall’aumento delle materie prime, dei prodotti energetici e dalle difficoltà delle catene di fornitura internazionali hanno portato a un incremento più sostenuto del fatturato (+13,2 per cento), con dinamica simile per il mercato interno ed estero (+13,5 per cento).

I dati attestano la capacità del sistema industriale regionale di reagire e adottare forme organizzative (turni, distanziamenti, smart working, protocolli sanitari e quant’altro) che hanno permesso la ripresa dell’attività, a regimi elevati, tanto che nel complesso del 2021 la produzione è risultata solo marginalmente inferiore a quella del 2019 (-0,1 per cento). Per le tensioni sui prezzi il fatturato dello scorso anno ha già superato quello del 2019 (+2,1 per cento) e grazie anche alla maggiore tenuta dei mercati oltre confine, durante la recessione la componente estera è risultata ancora superiore rispetto a due anni prima (+6,6 per cento). Nel 2021 il complesso degli ordini ha sopravanzato del 3,8 per cento quello del 2019, e solo quelli esteri addirittura dell’8,2 per cento.

 

Tutti i settori considerati dall’indagine hanno messo a segno un recupero rispetto al 2020, anche se diverso è il quadro a raffronto con il 2019. L’industria alimentare ha conseguito una crescita della produzione contenuta nel 2021 (+4,8 per cento), ma grazie alla ridotta recessione subita nel 2020 ha pienamente recuperato il livello del 2019, superandolo anzi dell’1,6 per cento.

Le industrie della moda hanno recuperato (+5,8 per cento), rispetto al crollo del 2020, ma il livello dell’attività è ancora lontanissimo dal 2019 (-15,6 per cento).

Notevole la ripresa della piccola industria del legno e del mobile (+13,2 per cento) che è quasi riuscita a recuperare il livello del 2019 da cui dista meno di due punti (-1,6 per cento).

L’industria della metallurgia e delle lavorazioni metalliche ha fatto registrare il più ampio incremento della produzione nel 2021(+14,8 per cento), ma il livello di attività è risultato solo leggermente superiore a quello del 2019 (+0,9 per cento) a causa della severa recessione del 2020.

Al contrario, nonostante un incremento più contenuto lo scorso anno (+13,8 per cento), la maggiore capacità di tenuta dimostrata nel 2020 ha permesso all’ampio aggregato delle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto di sopravanzare il livello di attività del 2019 di un 2,7 per cento.

L’eterogeneo gruppo delle “altre industrie” (che comprende le industrie della chimica, farmaceutica, plastica e gomma e quelle della trasformazione dei minerali non metalliferi, ovvero ceramica e vetro) ha chiuso il 2021 in linea (+10,3 per cento) con il risultato produttivo medio regionale, appena inferiore rispetto a due anni fa (-0,8 per cento).

La presenza sui mercati esteri è stato un fattore di resistenza nel 2020 e di sostegno alla crescita nel 2021, tanto che tra i settori considerati dalla congiuntura solo le industrie della moda, fatturato e ordini esteri non hanno recuperato i livelli del 2019.

Il recupero dell’attività produttiva ha interessato tutte le classi dimensionali di impresa ma con una marcata correlazione tra grandezza e andamento congiunturale.

Le imprese minori sono riuscite a ottenere un incremento della produzione dell’8,1 per cento nel 2021, ma il livello d’attività raggiunto è ancora inferiore a quello del 2019 del 7,6 per cento. Le piccole imprese con un recupero dell’11,7 per cento lo scorso anno hanno quasi raggiunto il livello del 2019 (con -0,5 per cento di margine). Sono state le imprese medio-grandi però a ottenere il più ampio incremento della produzione nel 2021 (+12,5 per cento), ma soprattutto hanno recuperato pienamente il livello 2019 fino a superarlo del 2,9 per cento.

Sulla base dei dati del Registro delle imprese, quelle attive dell’industria in senso stretto a fine anno risultavano 43.558 (pari all’10,9 per cento delle imprese attive della regione), con una lieve diminuzione corrispondente a 109 imprese (-0,2 per cento) rispetto all’anno precedente.

Per quanto concerne la forma giuridica delle imprese, rispetto alla fine del 2020, si rileva ancora un aumento delle società di capitale (+1,9 per cento, +321 unità), giunte a rappresentare il 40,5 per cento delle imprese attive dell’industria, grazie all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata che ha avuto un effetto negativo sulle società di persone, che si sono ridotte (-391 unità, -4,6 per cento), seppur in misura minore tanto che ora costituiscono il 18,8 per cento del totale.

La flessione delle ditte individuali (-18 unità, -0,1 per cento) è marginale, e si è consolidata la loro quota sul totale delle imprese industriali regionali al 39,2 per cento del totale. Infine, è apparsa leggermente più contenuta la pressione (-3,1 per cento) sul piccolo gruppo delle imprese costituite secondo altre forme societarie (consorzi e cooperative) che ora rappresentano l’1,5 per cento del totale.

«I numeri del 2021 raccontano di un sistema economico in salute e in forte ripresa, un incremento del PIL senza precedenti con previsioni di una robusta crescita anche per l’anno in corso – afferma il Presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Alberto Zambianchi –.  L’aumento dei costi di produzione legati all’approvvigionamento di energia e delle materie prime aveva già fatto intravedere nubi all’orizzonte. Ora l’invasione russa dell’Ucraina apre a uno scenario completamente nuovo e pieno di incognite, soprattutto perché c’è la consapevolezza di essere di fronte a un evento totalmente fuori dal nostro controllo. Il moderato ottimismo di una uscita dalla crisi pandemica sfuma ed evapora, sovrastato dalla preoccupazione di una guerra dalla durata e dai confini incerti. Non ci resta che adoperarci nel tenere accesi i motori del nostro sistema produttivo. Questo significa dare supporto alle imprese maggiormente colpite dai riflessi della guerra, partecipare proattivamente alla definizione e attuazione delle azioni necessarie per dare forma e sostanza al PNRR, accompagnare imprese e territori nelle transizioni che ci attendono, digitale, demografica, ambientale ed energetica».

In Emilia-Romagna, secondo l’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, il volume di prestiti alle imprese è rimasto per tutto il 2021 all’incirca sul livello raggiunto a fine 2020 dopo un periodo di rapida ripresa sostenuta dall’erogazione di prestiti con garanzia pubblica e dalle moratorie. In particolare, la consistenza dei prestiti bancari all’industria è ai massimi dal 2012. Il progressivo esaurirsi delle misure straordinarie di supporto al credito e la graduale normalizzazione delle esigenze di liquidità delle imprese hanno indotto un fisiologico rallentamento della crescita dei prestiti nel corso del 2021, culminato con un lieve calo a fine anno, del -1,2% a/a in Emilia-Romagna. Questa variazione si raffronta con i picchi segnati tra fine 2020 e inizio 2021, che rappresentano i massimi degli ultimi 10 anni (+6,5% a/a a dic-2020). L’evoluzione registrata in Emilia-Romagna è coerente con quella osservata a livello nazionale.

All’interno dell’aggregato del credito alle imprese, in Emilia-Romagna si rileva un andamento dei prestiti all’industria ancora leggermente in crescita a fine 2021, del +0,5% a/a, che risente del confronto col ritmo eccezionale toccato a fine 2020, del +11,2%, anch’esso massimo della storia più recente. La dinamica dei prestiti ai servizi (tornati in leggero calo del -2,3% a/a a fine 2021 dal massimo di +7,2% a febbraio 2021) si è allineata alla crescita di quelli all’industria per gran parte dell’anno, dopo che i primi hanno mostrato una ripresa più lenta coerente con l’evoluzione delle riaperture e dei consumi di servizi.

Anche per quanto riguarda i prestiti per dimensione d’impresa i dati più recenti mostrano dinamiche uniformi. Rispecchiando il trend del totale dei prestiti alle imprese, i prestiti alle piccole imprese sono tornati in lieve calo a fine 2021, con una variazione allineata a quella del credito alle aziende più grandi (in Emilia-Romagna, rispettivamente -1% a/a per le società non-finanziarie fino a 20 addetti e famiglie produttrici e -1,2% per quelle con almeno 20 addetti).

In parallelo, la dinamica dei depositi delle imprese presso le banche resta molto sostenuta sebbene più moderata di quanto visto nel 2020 e nella prima parte del 2021, denotando il persistere di elevata propensione alla liquidità. Da maggio 2020 i depositi delle imprese hanno segnato una crescita a due cifre, con un graduale rallentamento nel 2021 sfociato in Emilia-Romagna in un aumento dell’8,8% a/a a fine anno, ancora molto sostenuto malgrado l’effetto base (a fine 2020 l’aumento era del 32,3% a/a in Emilia-Romagna). L’evoluzione è in linea con la media nazionale. Similmente, i depositi delle famiglie hanno confermato una crescita robusta, del 5,0% a/a a dicembre 2021 in regione, analoga a quella osservata a livello Italia (4,5%).

Nel 2021 l’afflusso di liquidità sui depositi bancari si è ridimensionato ma è rimasto ancora elevato, pari a 4,4 miliardi nell’anno per le imprese dell’Emilia-Romagna, importo equivalente a circa un terzo rispetto al 2020, ma più che doppio del 2019. A livello Italia la liquidità versata sui conti delle imprese è stata ancora molto elevata a confronto con gli anni precedenti e superiore a quella affluita sui depositi delle famiglie. Verso i depositi delle famiglie consumatrici dell’Emilia-Romagna il flusso netto registrato nel 2021 è stato pari a 4,9 miliardi, più contenuto del 2020, quando era risultato in linea col 2019.

 

Cristina Balbo, Direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo: «Le nostre imprese spiccano per propensione agli investimenti in tecnologie e sostenibilità, nonché per la capacità di valorizzare le filiere di prossimità e stavano tornando più velocemente del previsto ai livelli di fatturato pre-crisi, con livelli dell’export superiori anche a quelli del 2019. Dalla nostra esperienza ritenevamo quindi lecito attendersi un 2022 di recupero diffuso di tutti i settori a livelli pre-Covid, ma la crisi innescata dalla guerra crea condizioni di forte difficoltà e ulteriori motivi di incertezza che mettono a rischio la ripresa.

In questo frangente storico, da un lato siamo fortemente impegnati nel sostenere gli investimenti, che rimangono fondamentali per sostenere lo sviluppo delle imprese e del paese, soprattutto quelli strategici in innovazione tecnologica, digitalizzazione, transizione green e valorizzazione delle filiere. Da aprile a dicembre 2021 abbiamo erogato 1,3 miliardi di nuovo credito alle imprese dell’Emilia-Romagna. Dall’altro lato, consapevoli che ora molte imprese affrontano esigenze di liquidità e moratoria legate sia all’aumento delle voci di spesa che alla mancata riscossione di crediti, abbiamo messo a disposizione nuove misure finanziarie immediate per supportare le PMI energivore e quelle il cui fatturato potrebbe risentire maggiormente di un calo delle esportazioni, specie verso Russia e Ucraina».

L’indagine semestrale di Confindustria Emilia-Romagna evidenzia un clima di fiducia ancora positivo, ma ridimensionato rispetto a metà 2021.  Da sottolineare che la rilevazione è stata realizzata tra gennaio e metà febbraio, prima della guerra russo-ucraina.

«Il conflitto tra Russia e Ucraina ha stravolto lo scenario geopolitico internazionale – dichiara il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari ma è difficile valutare in quale misura impatterà sugli scenari dell’economia regionale. Solo poche settimane fa, prima dello scoppio della guerra, le imprese industriali dell’Emilia-Romagna esprimevano giudizi positivi sulle prospettive di crescita, nonostante i record di crescita dei prezzi delle materie prime, l’impennata del costo del gas e la ripresa dei contagi, ora fortunatamente in discesa».

Per la prima metà del 2022 un imprenditore su tre prevede un aumento della produzione, con un saldo ottimisti/pessimisti di +34 punti (era +46 punti a metà 2021). Migliori le aspettative sulla domanda totale, attesa in crescita dal 46,2% degli intervistati, con un saldo ottimisti/pessimisti di +38 punti (era +41 punti a metà 2021). Più caute le aspettative sulla domanda estera: un imprenditore su due prevede stazionarietà, con un saldo ottimisti/pessimisti di +28 punti, in linea con le attese espresse a metà 2021. Migliorano le prospettive sull’andamento dell’occupazione: circa un imprenditore su tre si attende un aumento.

Il clima di fiducia circa il primo semestre 2022 è legato come di consueto alla dimensione d’impresa: il saldo ottimisti/pessimisti sulle previsioni della domanda estera è infatti pari a +17 punti per le piccole imprese, +35 punti per le medie, +61 punti per le grandi.  I giudizi sull’occupazione vedono più ottimiste le grandi imprese (+34 punti il saldo) rispetto alle medie (+30 punti) e alle piccole (+22 punti).  Rispetto ai settori, i giudizi più positivi si registrano per i settori chimica/farmaceutica, metallurgia, meccanica e costruzioni per quanto riguarda la produzione. Per la domanda, totale ed estera, saldi positivi più elevati si riscontrano nella chimica, meccanica, gomma/plastica e ceramica. Per quanto riguarda l’occupazione, segnali più ottimistici per ceramica, meccanica e servizi. Segnali di inversione di tendenza dal settore tessile/abbigliamento, con saldi ritornati positivi dal punto di vista della produzione e della domanda.

«Oltre agli impatti diretti del conflitto – sottolinea il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna – quello che preoccupa è il peggioramento del clima di fiducia che rende difficile programmare investimenti, frena i consumi e rischia di penalizzare soprattutto regioni come l’Emilia-Romagna, molto esposta sui mercati internazionali. Ci aspettiamo contraccolpi sulle nostre filiere e sulle quotazioni di metalli e altre materie prime, oltre all’aspetto ancora più grave legato alla forte dipendenza del nostro Paese dal gas russo.

L’allarme che abbiamo lanciato a metà febbraio –   conclude il Presidente Ferrari stimava per l’industria regionale una bolletta energetica che da 700 milioni del 2019 sarebbe passata quest’anno a 4 miliardi di euro. Questa stima, alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni, è già arrivata a 5,5 miliardi.  L’approvvigionamento energetico è un tema strutturale da affrontare con decisione. Dobbiamo avviare in tempi brevi le azioni che abbiamo proposto per rendere anche il sistema regionale il più possibile efficiente e indipendente dalle dinamiche dei prezzi energetici e dalle tensioni geo politiche attraverso un mix più virtuoso delle fonti, ed accelerare gli investimenti nelle rinnovabili.  Vanno riviste le scadenze temporali della transizione energetica, tenendo assieme gli obiettivi di sostenibilità con le esigenze della crescita, i tempi degli investimenti e l’occupazione, se necessario anche rimodulando il PNRR». 

Il Centro Studi Confindustria ha pubblicato di recente le stime sulla produzione industriale a livello nazionale, segnalata in calo a febbraio di -0,3% dopo una diminuzione di -0,8% a gennaio. Nel 1° trimestre 2022 la variazione acquisita sarebbe di -1,0%.  Gli effetti economici del conflitto russo-ucraino contribuiranno a generare ulteriori squilibri nell’attività industriale dei prossimi mesi peggiorando la scarsità di alcune commodity, rendendo più duraturi gli aumenti dei loro prezzi, oltre ad accrescere l’incertezza che rischia di compromettere l’evoluzione del PIL nel 2022.

 

Trasporto scolastico, la Regione mette a disposizione dei Comuni oltre 2 milioni di euro

Trasporto scolastico, la Regione mette a disposizione dei Comuni oltre 2 milioni di euro
Copyright e autore immagine: Brancolini Roberto

Prosegue l’impegno della Regione Emilia-Romagna per sostenere il trasporto scolastico. Via libera dalla Giunta, infatti, alla ripartizione delle risorse per continuare a sostenere i Comuni, da Piacenza a Rimini, per garantire questo servizio indispensabile.

Si tratta di 2 milioni e 250mila euro, in continuità con i fondi stanziati negli anni precedenti, per il prossimo anno scolastico 2022/2023.

Tra i criteri di utilizzo delle risorse, la priorità viene data al sostegno del trasporto degli alunni con disabilità, coerentemente con gli obiettivi contenuti negli Indirizzi regionali per il Diritto allo studio scolastico.

Ora saranno le Province e la Città metropolitana di Bologna a destinare ai Comuni dei propri territori i contributi, sulla base di criteri stabiliti nelle programmazioni territoriali.

“Con questi fondi- sottolinea l’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni- confermiamo l’impegno per garantire il trasporto scolastico. Il via libera della Giunta permette, inoltre, di rendere disponibili le risorse nei tempi utili per consentire ai Comuni di programmare i servizi prima dell’avvio del nuovo anno scolastico”.

Le risorse per provincia

Alla Città metropolitana di Bologna vanno oltre 510mila euro, alla provincia di Modena quasi 432mila euro, a quella di Reggio Emilia 254mila; a Parma 213mila, a Piacenza 212mila e alla provincia di Forlì-Cesena 175mila; alla provincia di Rimini sono destinati 170mila euro, a Ravenna 153mila e, infine, a Ferrara oltre 127mila.

Al via in Emilia-Romagna il progetto ‘Allatta-Co-RER’

Al via in Emilia-Romagna il progetto ‘Allatta-Co-RER’
Copyright: Regione Emilia-Romagna – Autore: Pietro Ballardini

‘Hai partorito durante l’emergenza da Covid-19? Come è stata la tua esperienza?’ Sono alcune delle domande a cui vuole dare risposta lo studio qualitativo promosso dalla Regione Emilia-Romagna, per capire come le neo-mamme (e i neo-papà) abbiano vissuto l’esperienza di diventare genitori, di come abbiano reagito alle restrizioni associate all’ emergenza sanitaria e come queste abbiano influito sulle loro scelte di accudimento dei neonati. In particolare, riguardo all’allattamento completo a tre e cinque mesi durante la pandemia da Covid.

È il progetto ‘Allatta-Co-RER: l’allattamento durante la pandemia Covid in Emilia-Romagna’, rivolto ai genitori italiani e stranieri di bambine e bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, per raccogliere – attraverso questionari on-line anonimi e disponibili in lingua italiana, inglese e francese – l’opinione dei neo-genitori rispetto all’assistenza e al supporto ricevuti durante il puerperio e nei primi mesi di vita del neonato.

“La promozione dell’allattamento è una priorità di salute pubblica- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- perché è il modo naturale di alimentare i bambini ed è l’inizio ideale per la vita. Ma è anche il miglior modo di assicurare uno sviluppo armonioso del rapporto tra la madre e il piccolo, con il coinvolgimento del padre, e garantire un impatto positivo sulla salute di donne e bambini. Da anni la Regione sostiene le donne e le famiglie in questo momento così delicato del percorso nascita, reso ancor più problematico a causa dell’emergenza Covid”.

“La ricerca che abbiamo avviato- chiude l’assessore- si inserisce in questo programma con il preciso obiettivo di dar voce alle madri e alle famiglie, e a chi è protagonista dei percorsi di assistenza e cura per indagare quali siano i meccanismi di funzionamento su cui si può intervenire, migliorando l’offerta dei servizi”.

Lo studio

Lo studio, avviato a giugno 2021, punta anche a raccogliere le informazioni sulle dinamiche attivate con l’arrivo di un bambino, dalle singole donne, dalle famiglie, dalle comunità e dai servizi sanitari, socio-sanitari ed educativi, per migliorare ulteriormente il percorso assistenziale offerto dal servizio sanitario regionale.

I questionari sono stati elaborati sulla base degli spunti raccolti nella prima fase dell’indagine che ha previsto la realizzazione, nel periodo giugno-settembre 2021, di una serie di incontri on-line (focus group/world cafè) con madri, padri, professionisti della sanità, del sociale e associazioni di volontariato.

Agli incontri hanno partecipato circa 60 genitori e un centinaio di persone tra professioniste della sanità, sociale sanitario e volontarie di diverse associazioni.

Per quanto riguarda l’adesione alla ricerca tramite questionario, a solo due settimane dall’avvio, sono già oltre 500 le persone che hanno scelto di rispondere; la raccolta si protrarrà per tutto il mese di marzo.

Tutte le informazioni sul progetto e i questionari nelle diverse lingue sono visionabili al link: https://regioneer.it/ricerca

Sulla A14 chiusa stanotte la stazione di Castel San Pietro

Sulla A14 chiusa stanotte la stazione di Castel San PietroSulla A14 Bologna-Taranto, per consentire attività di ispezione delle opere d’arte, in orario notturno, dalle 22:00 di questa sera, martedì 8, alle 6:00 di mercoledì 9 marzo, sarà chiusa la stazione di Castel San Pietro, in entrata in entrambe le direzioni, verso Bologna e Ancona. In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Imola, o di Bologna San Lazzaro.

 

Sabato mattina 12 marzo, il transito sul ponte che collega Sassuolo a La Veggia sarà a senso unico alternato

Sabato mattina 12 marzo, il transito sul ponte che collega Sassuolo a La Veggia sarà a senso unico alternatoSabato prossimo, 12 marzo, il transito sul ponte che collega Sassuolo a La Veggia dalle ore 9 alle ore 12 sarà a senso unico alternato per consentire alla ditta incaricata di eseguire alcuni rilievi di monitoraggio.

“Si tratta di rilievi periodici necessari per continuare a monitorare lo stato di salute del ponte, che rimane sicuro per la circolazione, e propedeutici alla progettazione del suo rifacimento – afferma il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – che abbiamo deciso di spostare dalla data inizialmente prevista al primo sabato disponibile, per dare il minor disagio possibile alla circolazione. Il traffico del sabato, con molti uffici e scuole chiuse, è decisamente inferiore a quello infrasettimanale e, inoltre, grazie alla disponibilità della ditta, abbiamo ottenuto che la chiusura sia a senso unico alternato, non totale. Un disagio, certo, ma contenuto e necessario per poter tenere monitorata l’infrastruttura in attesa dell’avvio dei lavori di sistemazione”.

 

 

Sincope Unit, nuovo strumento all’avanguardia per l’ospedale di Sassuolo

Sincope Unit, nuovo strumento all’avanguardia per l’ospedale di SassuoloUna delle caratteristiche che differenziano esseri umani e animali è che questi ultimi non sono soggetti a svenimenti. La transitoria perdita di coscienza, che i medici chiamano sincope, quasi sempre dovuta ad un temporaneo ridotto afflusso sanguigno al cervello, è stato stimato colpisca la metà della popolazione europea almeno una volta nella vita.

Nonostante la frequenza di tale fenomeno, però, una corretta e veloce diagnosi risulta difficoltosa. Per facilitare la diagnosi si utilizza il ‘tilt test’ (anche noto come ‘Head Up Tilt Test’) la tecnica diagnostica più appropriata a livello internazionale, nella quale l’Ospedale di Sassuolo è punto di riferimento in provincia di Modena. In questi giorni, a Sassuolo, è entrato in funzione un nuovo strumento diagnostico di ultima generazione che rappresenta il ‘gold standard’ dell’aggiornamento tecnologico disponibile sul mercato e sostituisce quello sinora utilizzato dalla Sincope Unit. È infatti il primo strumento di questo tipo distribuito in tutta Italia.

Il ‘tilt test’ si avvale di un lettino basculante attrezzato che consente di monitorare contemporaneamente frequenza cardiaca e pressione arteriosa sistemica di un paziente colpito da sincope. Il nuovo strumento si chiama “Task Force” ed è in grado di monitorare in modo continuo e non invasivo alcuni parametri il cui andamento e modificazioni sono in grado di spiegare molti episodi sincopali a genesi indeterminata. Nello specifico implementa la capacità di precisione nella rilevazione ‘battito-battito’ e ha la possibilità di eseguire ECG a 12 derivazioni oltre a permette un monitoraggio cardiaco completo.

LA ‘SINCOPE UNIT’ DI SASSUOLO 

La sincope è una transitoria perdita di coscienza che di solito causa una caduta, con spontaneo e rapido recupero del paziente. In alcune forme, tuttavia, può essere preceduta da alcuni sintomi ma più spesso si manifesta senza preavviso. La durata della perdita di coscienza è di solito molto breve (alcuni secondi) e la fase di recupero è accompagnata generalmente dall’immediata ripresa di un comportamento e un senso dell’orientamento normali. Da studi recenti si stima che il 30% della popolazione mondiale sperimenti nella vita almeno un episodio di transitoria perdita di coscienza. In Italia, ogni anno, la sincope è causa dell’1-2% degli accessi ai pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri. In oltre il 20% dei casi la sincope è responsabile di incidenti automobilistici e traumi secondari, rilevanti soprattutto nella popolazione anziana dove si associano frequentemente a fratture. Nel 2021, nonostante l’emergenza pandemica, in ospedale a Sassuolo la ‘Sincope Unit della Cardiologia ha eseguito 39 “tilt test” che, nel 25% dei casi, hanno portato all’impianto di pacemaker nei pazienti interessati.

 

Pubblicato il bando per il restauro del Castello di Montegibbio

Pubblicato il bando per il restauro del Castello di MontegibbioCome disposto dal Comune di Sassuolo Invitalia che gestisce, per conto delle Amministrazioni pubbliche, le gare di appalto per l’affidamento di lavori e servizi tecnici svolgendo le funzioni di Centrale di Committenza, ha pubblicato il bando di gara: “Servizi progettazione e cds Castello di Montegibbio sito nel Comune di Sassuolo”.

Il Bando di gara punta all’affidamento delle attività di progettazione definitiva ed esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e direzione operativa sulle strutture e sugli impianti relative all’intervento di riduzione del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità e restauro del castello di Montegibbio.

“A seguito di un finanziamento del Ministero delle Attività Culturali provenienti dai fondi ex DM 106 – chiarisce il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – abbiamo ritenuto opportuno partire subito nell’avvio della procedura necessaria per poter avviare, nel più breve tempo possibile, i cantieri e restituire alla città un Castello di Montegibbio sicuro e fruibile per tutti. Dopo attente verifiche è emerso che il Castello gode di buona salute, necessita di interventi di consolidazione ma non così importanti da un punto di vista economico: per questo in accordo con il Ministero abbiamo deciso di puntare ad un recupero più ampio in modo da rendere accessibile alla cittadinanza la più larga parte possibile di un immobile che rappresenta la nostra storia. Il bando finalmente è stato pubblicato e vigileremo affinchè il tutto proceda nel più breve tempo possibile mettendoci a disposizione del Ministero per poter far si che il Castello possa essere goduto dalla città e dai turisti il più velocemente possibile”.

Nello specifico, l’intervento prevede la progettazione definitiva, progettazione esecutiva, piano della sicurezza e coordinamento in fase di progettazione ed esecuzione e la direzione operativa sulle strutture e sugli impianti e, al fine di soddisfare tutte le necessità funzionali al restauro e alla valorizzazione del Castello di Montegibbio, dovrà perseguire i seguenti obiettivi:

  • restauro e conservazione degli immobili che costituiscono il complesso del Castello;
  • rifunzionalizzazione degli spazi interni coerentemente con la vocazione originaria del manufatto;
  • consolidamento strutturale e miglioramento sismico delle murature e delle coperture;
  • risistemazione delle aree verdi esterne al fine di aumentare il valore paesaggistico del sito e il rapporto con il parco circostante in cui è inserito;
  • installazione di impianti meccanici per migliorare percorsi e connessioni tra i vari immobili e le loro fruizioni interne al fine di eliminare le barriere architettoniche;
  • installazione un nuovo sistema illuminotecnico per valorizzare la fruizione del castello per tutte le fasi della giornata;
  • interventi finalizzati all’efficientamento e al risparmio energetico;
  • coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, ai sensi degli articoli 91 e 92 del D.Lgs. 81/2008.

La scadenza della manifestazione d’interesse è fissata per le ore 10 di lunedì 28 Marzo.

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 9 marzo 2022

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 9 marzo 2022Sereno ovunque per l’intera giornata. Temperature minime in lieve locale diminuzione con valori attorno allo zero nei centri urbani, fino a 3 gradi sui settori costieri del riminese. Valori sino a 4 gradi sotto lo zero si potranno invece registrare nelle aree extraurbane della pianura. Massime in lieve aumento, comprese tra 9 e 12 gradi. Venti deboli nord occidentali. Mare calmo o poco mosso.

(Arpae)

“Curiosi per la Natura”

“Curiosi per la Natura”Domenica 13 marzo 2022 ore 15.00 nuovo appuntamento alle Salse di Nirano con “Curiosi per la Natura – Osservare, toccare, raccogliere ed analizzare”: giochi ed esplorazioni per scoprire il risveglio della primavera nella Riserva.

Ritrovo presso Cà Rossa. L’attività è a numero chiuso e ha un costo di 5 euro a partecipante. È necessario prenotarsi compilando il form online disponibile sul sito del Comune e attendere conferma di disponibilità.

Ricordiamo ai partecipanti l’obbligo di utilizzo della mascherina secondo normativa, il rispetto del Regolamento della Riserva Naturale, e le vigenti disposizioni in materia di anti-contagio. Per le escursioni è richiesto equipaggiamento adeguato con scarpe da ginnastica/trekking.

Vigili del fuoco al fianco di tutte le donne, in Italia e nel mondo. Non solo l’otto marzo

Vigili del fuoco al fianco di tutte le donne, in Italia e nel mondo. Non solo l’otto marzoL’8 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti della donna, dedicata alla riflessione sulle conquiste politiche, sociali, economiche del genere femminile e al ricordo delle discriminazioni e delle violenze che le donne hanno subìto e che ancora subiscono in tante parti del mondo.
L’origine della festa della donna, infatti, è legata alla rivendicazione dei diritti della donna, primo fra tutto il diritto di voto.

Il partito socialista americano decise di organizzare per l’ultima domenica di febbraio del 1909 una manifestazione per il voto alla donne. Il 23 febbraio 1909, dunque, negli Stati Uniti, si ebbe la prima giornata della donna. In alcuni paesi europei, come la Germania, l’Austria, la Svizzera e la Danimarca, la giornata della donna si tenne per la prima volta domenica 19 marzo 1911. Le celebrazioni si interruppero allo scoppio della prima guerra mondiale fino all’8 marzo 1917 quando le donne di San Pietroburgo organizzarono una grande manifestazione per reclamare la fine della guerra. Il successo della manifestazione fece sì che, il 14 giugno 1921, la Seconda conferenza internazionale delle donne fissò all’8 marzo la Giornata internazionale delle donne in modo da avere un giorno comune per tutti i paesi.

In Italia la prima giornata della donna si festeggiò nel 1922.
Quest’anno, la Giornata internazionale delle donne ha come tema “Le donne in un mondo del lavoro in evoluzione: verso un pianeta 50-50 nel 2030” e mira a favorire l’accesso globale alla formazione di qualità e all’apprendimento continuo e a raggiungere l’uguaglianza di genere.
In questo ultimo decennio la presenza femminile nei Vigili del fuoco è più che centuplicata, le donne continuano a portare il loro fondamentale contributo in tutti i ruoli dell’organico del Corpo e partecipano attivamente alla sicurezza e alla salvaguardia della popolazione su tutto il territorio nazionale.
I Vigili del fuoco sono al fianco di tutte le donne, in Italia e nel mondo.
Non solo l’otto marzo.

Torna a Sassuolo il Mercatino Regionale Francese

Torna a Sassuolo il Mercatino Regionale Francese

In questo particolare periodo in cui tutti auspichiamo un ritorno alla normalità, una nuova edizione del Mercatino Regionale Francese, con i suoi profumi, sapori e colori d’oltralpe si terrà, dal 18 al 20 marzo, a Sassuolo in Piazza Garibaldi. Tante le prelibatezze enogastronomiche presenti, tutte rigorosamente di qualità e tradizione francese. Oltre ottanta i tipi di formaggi, i quali potranno essere abbinati ad un’ampia gamma di vini provenienti dalle più importanti regioni vinicole d’Oltralpe. Per i più golosi le “degustazioni dolci” potranno contare sui biscotti bretoni, con oltre venti varietà di ripieno, su un gran numero di cioccolatini dai gusti raffinati, fino ad arrivare ai dolci preferiti da Re ed Imperatori: i macarons. Una grande tavolozza di colori è rappresentata dallo stand delle spezie e, a completamento dell’offerta enogastronomica, non mancheranno baguettes e croissants appena sfornati nello spazio della Boulangerie. In questo piccolo angolo di Francia che si presenta nella tua città troverai anche l’artigianato, con un’ampia gamma di prodotti provenienti da diverse regioni: lavanda, saponi, profumi, tovaglie provenzali e tanto altro ancora… ti aspettiamo! L’evento si svolge nel rispetto delle normative per la prevenzione della diffusione del COVID 19.

Mercatino Regionale Francese dal 18 al 20 marzo 2022 a Sassuolo in Piazza Garibaldi
Orari

venerdì dalle 17.00 alle 20.00

sabato e domenica dalle 9.00 alle 20.00

MERCATINO REGIONALE FRANCESE

Il Mercatino Regionale Francese è un evento proposto da un gruppo di operatori commerciali francesi che hanno maturato un’esperienza internazionale in questo settore.

La tipicità del prodotto e la professionalità degli espositori ha permesso, in questi anni, uno sviluppo sia in termini di proposte, sia delle località che lo hanno ospitato, tanto da arrivare, nel 2021, in oltre 20 città dell’Italia centro-settentrionale. L’evento, ospitato nei centri storici con lo scopo di vivacizzarli, ha permesso anche di dare impulso al commercio locale. Visitare il mercatino vuol dire immergersi in una mescolanza di profumi e di colori che lo rende molto particolare e caratteristico.

I prodotti artigianali arrivano dalla Provenza e dalla Costa Azzurra: tovaglie, saponi, lavanda, essenze e borse in paglia. Da Parigi arrivano profumi, cosmetici e un’ampia gamma di accessori moda.

I prodotti legati all’enogastronomia francese rappresentano il cuore del mercatino. Oltre 80 i tipi di formaggio presenti, dal Mont d’Or, con la tipica confezione di legno, al Rocamadour del Midi Pyrénéés, dal Camembert della Normandia, al Brie della Ile de France. Anche i vini sono presentati in oltre 30 varianti, dallo Champagne al Bordeaux fino al Sidro. I salumi hanno particolari tipi di produzione che abbinano spezie ed erbe aromatiche. L’offerta dei biscotti Bretoni può contare su oltre 20 varietà diverse di ripieno: dal cocco al sesamo, dal cioccolato al limone. Una grande tavolozza di colori è rappresentata dallo stand delle spezie, le quali provengono, nella maggior parte dei casi, dalle ex colonie francesi. Da non perdere è lo spazio dedicato alle crepes e alla gastronomia, tutte specialità da degustare calde. A conclusione dello spazio enogastronomico non poteva mancare la baguette, calda, appena sfornata. I forni della Boulangerie preparano anche croissant e pasticceria da forno che fa bella mostra su uno stand di oltre 12 metri.

Dalla Regione progetto per assistenza sanitaria e aiuti umanitari immediati a sostegno della popolazione in Ucraina

Dalla Regione progetto per assistenza sanitaria e aiuti umanitari immediati a sostegno della popolazione in Ucraina
immagine d’archivio

La Regione Emilia-Romagna fornisce un aiuto immediato per procurare in loco beni di prima necessità, medicinali, sostegno umanitario, sanitario e psicologico alla popolazione ucraina, in particolare a coloro i quali stanno fuggendo per mettersi in salvo o a chi non ha più un alloggio.

Lo ha deciso oggi la Giunta Regionale, mettendo a disposizione uno stanziamento iniziale di 50mila euro, dai fondi per la cooperazione internazionale, per rispondere con estrema urgenza ai bisogni di profughi e sfollati ucraini in transito nelle città di Lviv (Leopoli) e Chernivtsi, diretti in Polonia e Romania o destinati a raggiungere i familiari nel resto dell’Unione Europea.

“La Regione Emilia-Romagna da tempo ha avviato un rapporto di cooperazione internazionale con l’Ucraina- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e la vicepresidente Elly Schlein- dove con i nostri fondi e la collaborazione di associazioni e ong operanti sul posto abbiamo sostenuto progetti a Chernivtsi, Leopoli e Kharkiv”.

“Purtroppo- proseguono- le informazioni che ci arrivano da chi è impegnato sul territorio sono drammatiche: ci siamo perciò impegnati per mettere subito a disposizione 50mila euro, che serviranno a fornire assistenza sia a chi rimane in Ucraina ma non ha più una posto sicuro dove alloggiare, sia a chi cerca la salvezza attraverso la fuga nei paesi confinanti”.

 

Chi può partecipare al bando

A partire da domani e fino alle ore 18 del 16 marzo ong, onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali ed enti locali potranno presentare un progetto che intervenga sugli ambiti di intervento prioritario individuati dalla Giunta. I fondi stanziati saranno comunque disponibili a partire dalla data di oggi, varo dell’esecutivo regionale, a copertura quindi di spese nel frattempo sostenute per l’attuazione del progetto, se sarà il prescelto.

I dettagli saranno presto disponibili sul sito https://fondieuropei.regione.emilia-romagna.it/coop-internazionale

 

Le caratteristiche che dovrà avere il progetto di sostegno

Il progetto dovrà prevedere la fornitura in loco di prodotti alimentari e non alimentari di prima emergenza ed essenziali per la popolazione in fuga, la prestazione di servizi medici di emergenza, la fornitura di medicinali, materiale e attrezzature sanitarie.

Sarà possibile poi organizzare servizi di sostegno psicosociale per persone vulnerabili, rifugiate e sfollati interni e sostenere le famiglie che intendano restare all’interno dei confini ucraini con servizi di accoglienza, mensa, anche attraverso la messa a disposizione di strutture ricettive o alloggi per gli sfollati.

Infine, andrà fornito il supporto logistico ai trasporti delle persone dall’ Ucraina alla Polonia e dall’Ucraina a Romania in condizioni di sicurezza.

Tali attività andranno realizzate in collaborazione e con il sostegno di associazioni di solidarietà, ong, enti locali impegnati nella fornitura di assistenza umanitaria e sanitaria a favore di profughi e sfollati.

Occorrerà poi prestare una forte attenzione agli equilibri sociali ed economici delle comunità locali. Il progetto potrà durare fino a 12 mesi ma è prevedibile che si concretizzi e si concluda prima della scadenza prevista.

La necessità di un intervento coordinato con la rete di associazioni e organizzazioni non governative che lavorano in Ucraina e che hanno una sede operativa nel paese era emersa durante il Tavolo Paese Ucraina, convocato presso la Regione Emilia-Romagna lo scorso 2 marzo.

In quella occasione le associazioni ucraine e italiane avevano confermato la gravità della situazione, denunciando l’escalation della guerra soprattutto nell’est dell’Ucraina dove la distruzione di case, scuole e presidi sanitari sta costringendo alla fuga intere famiglie, donne e bambini soprattutto (gli uomini tra i 18 e i 60 anni non possono infatti lasciare il paese).

Da qui l’auspicio di un intervento regionale che non ha tardato a concretizzarsi.

Giornata internazionale della Donna, la Regione traccia il bilancio sul Fondo per l’imprenditoria femminile e illustra le linee per la programmazione UE 2021-27

Giornata internazionale della Donna, la Regione traccia il bilancio sul Fondo per l’imprenditoria femminile e illustra le linee per la programmazione UE 2021-27Più uguali e più libere, grazie a una occupazione stabile e di qualità.  Nella Giornata internazionale della Donna   il tema dell’accesso al lavoro resta una delle questioni fondamentali su cui intervenire, anche per recuperare i ritardi e le discriminazioni che la pandemia di questi due anni ha ulteriormente accentuato.

Ne è convinta l’assessora regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori, che in occasione dell’8 Marzo traccia il bilancio sul “Fondo regionale per l’imprenditoria femminile” e rinnova l’impegno della Regione che, all’interno della nuova programmazione europea, prevede azioni di sostegno all’imprenditoria femminile nell’ambito FESR, mentre in quello FSE vi sono ulteriori azioni di formazione e accompagnamento al lavoro.

“La prima edizione del Fondo regionale si è chiusa con un bilancio positivo che dimostra la vitalità del tessuto economico regionale e la voglia di intraprendere e di mettersi in gioco di molte donne– commenta Lori-. Con una dotazione di 1,7 milioni di euro per sostenere con contributi a fondo perduto attività imprenditoriali a conduzione femminile, o con la maggioranza dei soci donne, è un fondo inedito che abbiamo fortemente voluto e siamo fieri che sia una delle misure previste nella nuova programmazione del Fondo europeo Fesr”.

“Ma non ci fermiamo- aggiunge Lori- e in occasione dell’8 Marzo voglio ribadire l’impegno della Regione per sostenere le donne in un mercato del lavoro che ancora troppo spesso le penalizza”

In occasione dell’8 Marzo, l’assessora alle Pari opportunità ha incontrato le realtà aderenti al ‘Protocollo Regionale Donne e Lavoro’ per un confronto sulle nuove opportunità offerte dai programmi europei: “Valutare le misure in preparazione – conclude – con le dirette interessate è importante per declinare in maniera efficace le priorità delle donne nella vita economica”.

I risultati del primo bando

Nel 2021 il Fondo ha permesso di finanziare 107 domande così ripartite a livello provinciale: Piacenza 17, Parma 12, Reggio Emilia 5, Modena 12, Bologna 14, Forlì-Cesena 11, Ravenna 19, Rimini 7, Ferrara 10.

Molto diversificata la partecipazione. Non solo attività commerciali, o del settore della ristorazione e della ricettività, ma anche piccole imprese artigianali, laboratori di ricerca scientifica e di analisi chimiche. Tra i settori rappresentati anche quelli della moda e del design, ma anche di consulenza imprenditoriale e gestionale. Alcuni progetti erano legati all’apertura di nuove attività (e quindi acquisto di arredi, attrezzature, materiale, ma anche promozione), altri al consolidamento di attività già avviate (ampliamento dei locali, innovazione tecnologica e comunicativa, ristrutturazioni).

La campagna di comunicazione e il podcast

Un impegno quello della Regione che passa anche dalla comunicazione.  “Non c’è spazio per l’indifferenza di genere. La Regione è dalla tua parte”. Il tema della campagna regionale che parte proprio l’8 Marzo con inserzioni sulle principali testate giornalistiche, passaggi radio e sui social per informare le donne e sensibilizzare tutta la comunità regionale su temi quali la conciliazione dei tempi di vita, l’accesso al lavoro, la formazione, lo sviluppo delle competenze, i percorsi di carriera e appunto il sostegno all’imprenditoria femminile.

Tra le iniziative anche un podcast  –  https://www.spreaker.com/user/14186332/il-pavimento-di-cristallo – curato dell’Agenzia informazione e comunicazione con le storie (e il punto di vista) di quattro donne emiliano-romagnole: Orietta Berti, la scrittrice Silvia Avallone, la cuoca Alessandra Spisni e l’allenatrice della nazionale di calcio femminile, Milena Bertolini.

8 marzo: Orietta Berti, Silvia Avallone, Milena Bertolini e Alessandra Spisni nel podcast della Regione “Ti racconto l’Emilia-Romagna”

8 marzo: Orietta Berti, Silvia Avallone, Milena Bertolini e Alessandra Spisni nel podcast della Regione “Ti racconto l’Emilia-Romagna”La carriera di Orietta Berti comincia a Cavriago, nel reggiano, oltre 55 anni fa, quando fare la cantante era considerato un passatempo.

Anche la Ct della nazionale femminile di calcio, Milena Bertolini, è reggiana e quando ha iniziato a giocare era l’unica bambina in campo: per essere accettata si vestiva da maschio e si faceva chiamare Mario.

Nel 2000 a Bologna la cuoca Alessandra Spisni si rende conto che il mestiere della sfoglina non esiste e così decide di fondare la ‘Vecchia scuola bolognese’ che oggi insegna il mestiere ad allievi di tutto il mondo.

Silvia Avallone arriva in Emilia-Romagna per studiare filosofia all’università, vuole restare a Bologna ma deve trovare subito un lavoro; sceglie quindi la ‘strada più folle’ e scrive un romanzo che le farà vincere il Premio Campiello spalancandole le porte di una brillante carriera letteraria.

Orietta Berti, Milena Bertolini, Alessandra Spisni, Silvia Avallone. Sono queste le protagoniste della nuova puntata del podcast Ti Racconto l’Emilia-Romagna – a cura dell’Agenzia Informazione e Comunicazione della Giunta regionale -, realizzato in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna.

Quattro donne straordinarie dell’Emilia-Romagna che, grazie alla passione, all’impegno e a scelte coraggiose, sono riuscite a raggiungere i traguardi prefissi dimostrando come il tetto di cristallo si possa ribaltare e diventare un pavimento.

Con il pensiero al conflitto in Ucraina che, sottolinea la scrittrice che ha scelto di vivere a Bologna, “ci sta ribadendo il ruolo delle donne nella storia, la loro gigantesca resistenza”.

La puntata on line sul portale della Regione Emilia-Romagna (www.regione.emilia-romagna.it), e sulle piattaforme Spreaker e Spotify: https://www.spreaker.com/user/14186332/il-pavimento-di-cristallo

Guardie Ecologiche Volontarie per una Formigine “extrapulita”

Guardie Ecologiche Volontarie per una Formigine “extrapulita”Il 2022 vedrà il Corpo delle Guardie Giurate Ecologiche Volontarie (GEV) impegnato nell’implementazione delle proprie attività a tutela di ambiente, verde e animali; in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Formigine, la Polizia Locale e altre istituzioni di volontariato del territorio.

Cuore del programma operativo sarà l’attività di sensibilizzazione della cittadinanza – necessaria per favorire la prevenzione del fenomeno dilagante dello scorretto conferimento dei rifiuti – verso il progetto “Formigine Extrapulita” e il principio del “ridurre, riutilizzare, riciclare”, specialmente in riferimento al nuovo regolamento per la gestione dei rifiuti che entrerà in vigore entro la fine del 2023.

Per quanto riguarda l’attività nell’anno trascorso, sono 2.647 le ore di servizio per i 12 volontari coordinati da Mario Rossi. Attività che hanno portato nel solo 2021 ad accertare 113 violazioni amministrative, con 96 segnalazioni inoltrate.

Al centro delle operazioni, come sempre una speciale attenzione verso le tematiche ambientali, grazie a servizi di vigilanza – ma anche educazione e informazione alla cittadinanza – concentrati prevalentemente nelle aree dell’Oasi del Colombarone e della sponda sinistra del torrente Tiepido, oltre che nelle aree verdi cittadine.

Intensificati anche i controlli in materia di vigilanza venatoria, con 12 violazioni accertate, e di abbandono di rifiuti, con un particolare focus sui cosiddetti “microabbandoni” di prodotti da fumo e mascherine monouso.

In aggiunta alle funzioni ordinarie, fondamentale è stato l’apporto delle GEV nella gestione dell’emergenza pandemica grazie ai servizi integrati con la Polizia Locale di assistenza e informazione alla cittadinanza in occasione di eventi, manifestazioni, fiere e mercati.

 

 

 

 

Addizionale regionale Irpef: tasse ferme in Emilia-Romagna

Addizionale regionale Irpef: tasse ferme in Emilia-RomagnaPer quanto è di competenza da parte della Regione, resta invariata la pressione fiscale per gli emiliano-romagnoli.
Il punto fermo è stato messo dalla Giunta regionale che ha approvato un Progetto di legge che adegua l’articolazione delle aliquote dell’addizionale regionale all’Irpef con i nuovi scaglioni di reddito introdotti dal Governo.

Misura necessaria per garantire l’allineamento alla normativa statale, fatta in modo tale da mantenere inalterato il gettito complessivo prodotto dall’addizionale. Infatti, sotto il profilo finanziario, per il bilancio regionale non deriveranno maggiori oneri. Tradotto, non ci saranno, comunque, minori entrate per la Regione.
Il progetto di legge regionale, approvato dalla Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini, va ora all’esame dell’Assemblea legislativa, dove inizia l’iter nelle commissioni che porterà al voto finale in Aula nelle prossime settimane.

“La riforma nazionale delle aliquote Irpef non aumenta in alcun modo la pressione fiscale per cittadini e imprese: così è anche per le tasse regionali, che rimangono invariate. La proposta della Giunta- ha detto l’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano- punta a mantenere il criterio di gradualità delle aliquote in relazione alle fasce di reddito imponibile, in attuazione del principio costituzionale di progressività del prelievo. Così, senza variare la pressione fiscale viene confermato interamente il gettito destinato al sostegno delle politiche regionali di welfare e di incentivi agli investimenti”.

Le aliquote

Il progetto di legge regionale varato dalla Giunta prevede la conferma delle aliquote dell’addizionale regionale per i primi tre scaglioni di reddito imponibile: allo 0,1% fino a 15mila, allo 0,7% dai 15mila ai 28mila, allo 0,8% dai 28mila ai 50mila euro, all’1,04% l’aliquota relativa allo scaglione di reddito imponibile superiore a 50 mila euro.
L’intervento complessivo proposto prevede, quindi, di mantenere inalterato sia il gettito totale dell’addizionale, circa 312 milioni di euro, sia il gettito per singolo scaglione.

“C devi pensare”, anche in provincia di Modena la campagna di screening sull’epatite C

“C devi pensare”, anche in provincia di Modena la campagna di screening sull’epatite CAvviato in provincia di Modena lo screening sull’epatite C previsto in via sperimentale a livello nazionale, nell’ottica di rafforzare la prevenzione contro la malattia. Presso gli studi medici e nelle strutture sanitarie i cittadini troveranno i materiali della campagna regionale, mentre è on line sul sito aziendale la pagina dedicata con tutte le informazioni utili per i destinatari: www.ausl.mo.it/screening-epatite-c.

 

A differenza di ciò che accade in altre province, nel modenese il test di screening – un semplice esame del sangue – viene eseguito in accesso diretto, gratuitamente, in 29 Punti prelievi del territorio (l’elenco è consultabile tramite la pagina indicata sopra), sia come test singolo sia chiedendo al Punto prelievi di aggiungerlo ad altri esami già previsti (anche se prenotati). Il cittadino non ha bisogno di prenotare né occorre richiesta del medico.

Come stabilito da decreti ministeriali, lo screening – che ha portata nazionale – è rivolto in via sperimentale a tutta la popolazione iscritta all’anagrafe sanitaria (inclusi gli Stranieri temporaneamente presenti – STP), nata dal 1969 al 1989. Rientrano nei destinatari dello screening anche le persone seguite dai Servizi pubblici per le Dipendenze (SerD), indipendentemente dall’anno di nascita e dalla nazionalità; e i detenuti in carcere, anche in questo caso indipendentemente dall’anno di nascita e dalla nazionalità.

L’Ausl di Modena invia, in maniera progressiva, un SMS ai destinatari dello screening per invitarli a partecipare e informali sulle modalità per aderire. I primi messaggi (circa 12.000) sono stati inviati nei giorni scorsi ma si precisa che i destinatari dello screening possono eseguire il test anche se non ricevono l’SMS.

 

Perché aderire

L’epatite C è un’infezione pericolosa: molte persone infettate sviluppano una malattia epatica cronica, che può evolvere in forme molto gravi e progressive che vanno dalla cirrosi al cancro al fegato. La maggior parte delle persone con epatite C cronica non presenta alcun sintomo o presenta solo sintomi generali come stanchezza cronica e depressione. Lo screening, dunque, è l’unico modo per individuarla. La terapia disponibile da alcuni anni è semplice da assumere, sicura ed estremamente efficace. Circa il 95% delle persone trattate guarisce completamente eliminando l’infezione.

 

Come avviene l’analisi

Sul campione ematico viene effettuato un primo esame sierologico, ed eventualmente i successivi approfondimenti necessari. Il cittadino riceverà sul FSE l’esito dello screening se negativo.

In caso di esito positivo, verrà preso in carico dagli specialisti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.

I SerD, dal canto loro, continueranno l’attività già in corso per la ricerca di HCV nei soggetti che seguono, di qualunque età siano. In caso di esito positivo, verrà garantito, da parte del medico SerD, l’invio del paziente a una visita specialistica e il follow up del trattamento. Anche all’interno degli istituti penitenziari proseguirà l’attività di screening per HCV, già in corso, e la presa in carico specialistica per i casi risultati positivi.

Tutte le informazioni sul perché aderire e le iniziative di comunicazione regionale sono raccolte alla pagina dedicata https://salute.regione.emilia-romagna.it/screeningepatitec

Il sito dell’Azienda USL di Modena è invece di riferimento per i cittadini della provincia che, all’indirizzo www.ausl.mo.it/screening-epatite-c, possono trovare informazioni sullo screening e sulle modalità per aderire, l’elenco dei Punti prelievi in è possibile eseguire il test e la modulistica necessaria.

Novità in libreria: “Il Collegio” di Eliselle

Novità in libreria: “Il Collegio” di EliselleUn romanzo ambientato durante la Seconda guerra mondiale che affronta tematiche come le leggi razziali, la lotta delle donne, la Liberazione. Una storia di coraggio, amore, amicizia e Resistenza.

Dedicato ai giovani lettori curiosi di scoprire le storie dei nonni e dei bisnonni, custodi della memoria, che hanno vissuto direttamente il dramma della guerra.

Eliselle: IL COLLEGIO (Einaudi Ragazzi – Collana Carta Bianca). In copertina illustrazione di JACOPO BRUNO

Sul mondo imperversa la Seconda guerra mondiale. Anna ha undici anni e un carattere impetuoso. La sua numerosa famiglia è stata divisa dalla guerra e, quando i bombardamenti del 1944 colpiscono la sua casa, deve spostarsi in un edificio per sfollati, il Vecchio Collegio di Sassuolo, una villa ottocentesca ormai lontana dai fasti dell’epoca. Qui stringe amicizia con Gabriella, una bambina che dice di vedere le anime dei morti, e si scontra con Carlo, capo di una banda di ragazzini. Un giorno, Anna e Gabriella, spinte dalla curiosità, decidono di esplorare la soffitta del vecchio edificio. Dopo averne forzato la porta chiusa a chiave, scoprono che una famiglia ebrea si nasconde tra quelle stanze. Così, quando un reparto di SS irromperà nella cornice un tempo idilliaca del Collegio, Anna, per salvare i suoi nuovi amici, dovrà affrontare con coraggio e amore una sfida pericolosa.

Alcuni stralci dalla Nota storica dell’autrice.
La villa del Collegio dei Nobili di San Carlo di Modena fu edificata tra il 1835 e il 1837, grazie all’ampliamento del precedente Casino Torelli, già Gazzoli, nella località Braida di Sassuolo: il Casino si trovava al centro di un’ampia possessione e venne scelto per la sua posizione e l’aria salubre che allora era una caratteristica del territorio.
L’ex Collegio fu requisito durante i due conflitti mondiali per i reparti di fanteria. Dunque nel periodo in cui è ambientato il romanzo, dal 1943 al 1945, era stato requisito in realtà dalle truppe tedesche. Solo al termine della Seconda Guerra Mondiale accolse le famiglie che necessitavano di una abitazione, e divenne un grande condominio ante-litteram, dove si crearono legami che sopravvissero al tempo. L’edificio fu poi definitivamente demolito nel 1973, dopo un incendio, e ora al suo posto scorre il traffico della circonvallazione e si trovano le imprese industriali e artigianali di Sassuolo.

Ucraina, Coldiretti: a rischio 1 stalla su 4 con stop mais da Ungheria

Ucraina, Coldiretti: a rischio 1 stalla su 4 con stop mais da UngheriaCon la decisione dell’Ungheria di ostacolare le esportazioni nazionali di cereali, soia e girasole, in Italia è a rischio un allevamento su quattro che dipende per l’alimentazione degli animali dal mais importato da Ungheria e Ucraina che hanno di fatto bloccato le spedizioni e rappresentano i primi due fornitori dell’Italia del prezioso e indispensabile cereale.

E’ l’allarme lanciato dal presidente della Coldiretti Ettore Pradini che denuncia il comportamento irresponsabile di un Paese che fa parte dell’Unione Europea come l’Ungheria che ha bloccato anche l’export di grano e altri cereali come segale, orzo, avena e quello di semi di soia e di girasole fino al 22 maggio. “E’ stata notificata a Bruxelles una decisione che compromette il mercato unico e mina le fondamenta stesse dell’Unione Europea” afferma Prandini nel sollecitare “un opportuno intervento della Commissione europea per fermare comportamento assurdo ed assicurare il regolare funzionamento del mercato unico”.

Dall’Ungheria sono arrivati in Italia ben 1,6 miliardi di chili di mais nel 2021 mentre altri 0,65 miliardi di chili dall’Ucraina per un totale di 2,25 miliardi di chili che rappresentano circa la metà delle importazioni totali dell’Italia che dipende dall’estero per oltre la metà del proprio fabbisogno, secondo le analisi della Coldiretti. “Siamo di fronte ad una nuova fase della crisi, dopo l’impennata dei prezzi arriva il rischio concreto di non riuscire a garantire l’alimentazione del bestiame” avverte Prandini nel precisare che “da salvare ci sono tra l’altro 8,5 milioni di maiali, 6,4 milioni di bovini e oltre 6 milioni di pecore”.

L’Italia è costretta ad importare materie prime agricole a causa dei bassi compensi riconosciuti dalle industrie agli agricoltori che sono stati costretti a ridurre di quasi 1/3 la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali è scomparso anche un campo di grano su cinque con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati perché molte industrie per miopia hanno preferito continuare ad acquistare per anni in modo speculativo sul mercato mondiale, approfittando dei bassi prezzi degli ultimi decenni, anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale attraverso i contratti di filiera sostenuti dalla Coldiretti.

“Un errore imperdonabile che è possibile recuperare” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “ci sono le condizioni produttive, le tecnologie e le risorse umane per raggiungere in Italia l’autosufficienza alimentare”.  Per questo oggi in Italia bisogna agire subito – continua Prandini – facendo di tutto per non far chiudere le aziende agricole e gli allevamenti sopravvissuti con lo sblocco di 1,2 miliardi per i contratti di filiera già stanziati nel Pnrr, ma anche incentivando le operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito delle imprese agricole a 25 anni attraverso l’ Ismea e fermando le speculazioni sui prezzi pagati degli agricoltori con un efficace applicazione del decreto sulle pratiche sleali”. E poi investire – conclude Prandini – per aumentare produzione e le rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, contrastare seriamente l’invasione della fauna selvatica che sta costringendo in molte zone interne all’abbandono nei terreni e sostenere la ricerca pubblica con l’innovazione tecnologica e le NBT a supporto delle produzioni, della tutela della biodiversità e come strumento in risposta ai cambiamenti climatici.

Il prezzo del grano – ricorda la Coldiretti – ha messo a segno un aumento del 40,6% in una settimana per un valore ai massimi da 14 anni di 12,09 dollari per bushel (27,2 chili) che non si raggiungeva dal 2008 ma su valori al top del decennio si collocano anche le quotazioni di mais mentre la soia sale del 5% nella settimana, secondo l’analisi della Coldiretti alla chiusura settimanale del Chicago Board of Trade, punto di riferimento per le materie prime agricole.

# ora in onda #
...............