A supporto della gestione delle ondate di calore di questi giorni è attiva una rete di prevenzione che coinvolge enti e istituzioni, anche grazie alla progressiva mappatura delle persone fragili del territorio provinciale, in particolare degli anziani che vivono soli e che potrebbero trovarsi in difficoltà di fronte a temperature elevate. Già da alcuni anni infatti vi è una task force specifica per gestire il disagio dovuto ad eventuali ondate di calore, così come da indicazioni della Regione Emilia-Romagna, e che si costituisce puntualmente a fine maggio e resta attiva fino a settembre.
A farne parte, i servizi sociosanitari dell’Ausl di Modena, i medici di medicina generale, i servizi sociali dei Comuni, le Aziende di servizi alla persona e il volontariato. Così, in ogni Distretto sanitario della provincia c’è un coordinatore territoriale e un gruppo operativo – composto, appunto, dai professionisti che coprono tutta l’area sociale e sanitaria – che resta in costante aggiornamento, intercetta la richiesta di aiuto e attiva la risposta più utile e immediata in accordo con il medico di medicina generale.
Le parti coinvolte condividono la conoscenza delle persone fragili del proprio territorio (malati cronici o chi vive in condizione di solitudine o isolamento), monitorano le loro condizioni e in caso di bisogno attivano gli altri servizi o si mettono in contatto con la COT (Centrale operativa territoriale) che fa da raccordo tra tutte le forze in campo per attivare il percorso migliore.
Gli aiuti offerti a seconda dell’organizzazione territoriale possono essere diversi, dall’assistenza sanitaria all’aiuto portando a casa la spesa o i farmaci fino a indicazioni sui luoghi aperti al pubblico dove trovare refrigerio con l’aria condizionata, dalle biblioteche ai centri sociali anziani.
Nonostante questa ondata di caldo estremo, caratterizzata da temperature elevate protrattesi per un periodo eccezionalmente lungo, il sistema ospedaliero e territoriale della provincia ha retto bene all’incremento degli accessi ai Pronto soccorso e dei ricoveri nei reparti di Medicina interna legati alle patologie tipicamente associate al caldo, come l’insufficienza renale da disidratazione e le infezioni delle vie urinarie.
A conferma dell’impatto dell’ondata di calore, nell’intero periodo dal 15 al 28 giugno gli accessi ai Pronto soccorso della provincia da parte degli over 75 – fascia di popolazione particolarmente vulnerabile agli effetti delle alte temperature – sono stati costantemente superiori alla media registrata dall’inizio del 2026. Emblematico il dato di lunedì 22 giugno, quando si sono registrati 231 accessi a fronte di una media giornaliera di 168, con un incremento di quasi il 40%. Questo aumento della domanda assistenziale, non automaticamente riconducibile esclusivamente al caldo, è coerente con il fatto che condizioni di calore estremo possono determinare un aggravamento delle condizioni di salute, in particolare nelle persone con patologie croniche preesistenti, aumentando il ricorso alle cure. La rete ospedaliera e territoriale ha comunque garantito una risposta efficace, confermando la solidità dell’organizzazione messa in campo.
I cittadini che sono in difficoltà possono innanzi tutto consultare la pagina dedicata www.ausl.mo.it/servizi-e-prestazioni/aree-tematiche/colpo-di-calore/piano-caldo-come-affrontare-le-ondate-di-calore/ che contiene informazioni utili per sopportare il grande caldo.
È inoltre possibile chiedere aiuto agli sportelli sociali dei Comuni, ai Punti Unici di Accesso (PUA) sociosanitari nelle Case della comunità, al medico di famiglia. In alcuni territori della provincia, sono attivi numeri telefonici dedicati che i Comuni stanno comunicando alla popolazione.
Si ricorda inoltre che è sempre disponibile anche il Numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.00.
“Il caldo anomalo di questi giorni ha comportato una allerta dei professionisti coinvolti nella task-force – spiega il Direttore sociosanitario dell’Ausl di Modena Massimo Zucchini –, con le misure previste in caso di allerta rossa. L’organizzazione socio-sanitaria della provincia è ormai ampiamente collaudata per gestire il disagio dovuto alle ondate di calore, ci organizziamo tutti gli anni così come indicato dalla Regione Emilia-Romagna. C’è una forte integrazione tra Ausl, enti locali e associazioni per tutelare i più fragili”.




