Ha suscitato grande interesse al Play – Festival del Gioco di Bologna, il gioco didattico Delibera, promosso dal Comune di Fiorano Modenese, che trasforma il funzionamento della democrazia locale in una simulazione da tavolo.
Presentata domenica 24 maggio, nell’edizione 2026 della manifestazione, la nuova versione del gioco punta a coinvolgere i più giovani sui temi della partecipazione civica e del voto.
Nato nel 2024 all’interno del percorso scolastico “Delibera: a scuola di democrazia locale”, il progetto, fortemente voluto dall’Amministrazione fioranese, è rivolto alle scuole medie del territorio ed è stato realizzato dall’Ufficio Istruzione del Comune e da Casa Corsini. L’obiettivo è contrastare il crescente disinteresse delle nuove generazioni verso la politica, l’astensionismo dal voto e formare i cittadini di domani, attraverso il Game-Based Learning, ossia utilizzando il linguaggio del gioco per avvicinare gli studenti alle istituzioni, parlando la lingua della simulazione e dell’interattività
Attraverso tabellone e carte, i ragazzi simulano una vera seduta di Consiglio comunale assumendo i ruoli di sindaco, assessori, consiglieri di maggioranza e opposizione e segretario comunale. I partecipanti devono gestire risorse economiche limitate, scegliere le priorità per la città e valutare l’impatto delle decisioni sul consenso dei cittadini. Tra gli elementi innovativi c’è la Carta Sussidiarietà che premia la collaborazione tra amministrazione, cittadini e associazioni locali per ottimizzare le risorse disponibili.
Per il secondo anno consecutivo, Delibera è ospite al Play grazie alla collaborazione con Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che ha dedicato uno spazio al progetto all’interno del proprio stand.
Il gioco è stato sviluppato interamente a Fiorano Modenese, attraverso la collaborazione tra il personale comunale e il FabLab di Casa Corsini, polo dell’innovazione e della formazione del Comune, che ha curato grafica e stampa 3D dei componenti. L’idea nasce da Daniele Vacirca (Servizio Istruzione) e dagli assessori Luca Busani e Monica Lusetti, con il supporto di Alex Paltrinieri. Il gruppo di lavoro ha operato per fondere rigore tecnico e visione politica, garantendo aderenza alla realtà e alta replicabilità del modello in altri contesti scolastici e comunali.
La nuova edizione del gioco introduce inoltre il tema della governance multilivello, collegando le dinamiche comunali agli obiettivi dell’Agenda 2030 e ai programmi europei (CERV ed Erasmus+). Gli studenti possono così comprendere come le politiche e i finanziamenti dell’Unione Europea influenzino concretamente la vita delle comunità locali.
“L’obiettivo finale dell’Amministrazione – spiegano gli ideatori – è quello di formare giovani cittadini più consapevoli e partecipi, stimolare una cittadinanza sempre più attiva, consapevole e inclusiva, rafforzando la cultura democratica a partire dal livello locale a quello europeo.”
HERAcquaModena investe sul territorio di Sassuolo circa 1,5 milioni di euro per rinnovare alcuni tratti della rete idrica. Sono infatti in partenza – in accordo con l’amministrazione comunale – due importanti cantieriche interesseranno via Radici in Piano, la strada provinciale Pedemontana e via Montanara.
I lavori, programmati nel periodo estivo di chiusura delle scuole per limitare al massimo i disagi alla viabilità, sono stati illustrati nei giorni scorsi durante un incontro in Municipio alle associazioni di categoria ed ai sindacati.
Gli interventi, necessari per incrementare l’affidabilità dell’acquedotto, garantire una maggiore continuità del servizio e adeguare la rete alle esigenze di cittadini e imprese in una zona ad alta vocazione produttiva, inizieranno lunedì 8 giugno con la posa di una doppia tubazione in via Radici in Piano e della nuova adduttrice lungo la Pedemontana. I lavori prevedono anche la realizzazione di dieci nuovi gruppi valvole e il rifacimento di oltre 60 allacciamenti. Si tratta di un’opera complessa, che salvo imprevisti si concluderà a fine settembre e prevede, in accordo con la polizia locale, la chiusura della corsia sud di via Radici in Piano, dalla rotatoria con via Emilia Romagna fino alla rotonda con via Pedemontana, e relative deviazioni: il cantiere sarà mobile, per una lunghezza di 70 metri, e la circolazione sarà interrotta per stralci funzionali al fine di limitare i disagi. Lungo la Pedemontana, invece, sarà chiusa solo la corsia di destra in direzione Fiorano-Maranello. L’intervento prevede poi una seconda fase che, in autunno, riguarderà la vicina zona industriale.
Il secondo cantiere partirà sempre lunedì 8 giugno e prevede la sostituzione di circa 700 metri di rete idrica in via Montanara, nel tratto compreso tra via Consolata e via Salvarola, dove saranno posati anche nuovi gruppi valvole e saranno rifatti circa 35 allacciamenti d’utenza. Come concordato con il comune di Sassuolo, in via Montanara sarà istituito il senso unico alternato regolato da semaforo. Anche questo cantiere sarà mobile, in avanzamento per una lunghezza di circa 70 metri alla volta per limitare i disagi al traffico, e sarà sempre garantita l’accessibilità pedonale ed ai mezzi di emergenza. Si concluderà prima dell’apertura della scuole.
“Questi cantieri sono indispensabili per il nostro territorio – afferma l’Assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Sassuolo David Zilioli – ma faremo tutto il possibile per ridurre al minimo i disagi, applicando lo stesso metodo efficiente già sperimentato per il ponte Veggia. Per questo i lavori partiranno a scuole chiuse e verranno sospesi durante il Cersaie. Accompagneremo passo passo cittadini, imprese e associazioni con informazioni chiare e puntuali, pronti a calibrare la viabilità alternativa che stiamo già approntando in base alle diverse esigenze”.
“Gli interventi sono necessari e finalizzati ad aumentare la resilienza della rete idrica sassolese nonché a migliorare le prestazioni idrauliche dell’acquedotto, in una zona caratterizzata da un importante polo produttivo – dichiara Emanuele Galloni, Responsabile Operations HERAcquaModena – Il completamento delle opere comporterà un complessivo miglioramento del servizio per cittadini e aziende e una riduzione degli interventi manutentivi urgenti”.
Durante i lavori non sono previste interruzioni del servizio, se non in occasione dei collegamenti di rete con puntuale avviso alle utenze interessate. In caso di urgenza è gratuito e attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, il nuovo numero di pronto intervento 800.713.888 per i servizi acqua, fognature e depurazione.
Dal 30 maggio al 1° giugno, gran finale della XXV edizione del Maggio Fioranese: tre giorni di eventi dedicati alla salute e alla solidarietà, mercatini, buon cibo e spettacoli gratuiti per tutti.
Ospiti attesi, in piazza Ciro Menotti alle 21, sabato 30 maggio Mirko Casadei e Popular Flok Orchestra con Bandabardò per una serata piena di energia, in cui il liscio incontra il flok-rock.
Domenica 31 maggio i Charlie Brown porteranno sul palco l’atmosfera e la poesia dei Coldplay e infine lunedì 1° giugno, gran finale tra divertimento e solidarietà, con Paolo Cevoli nella serata “Una risata per la vita”, dedicata alla sensibilizzazione dedicata alla costruzione dell’hospice Casa Giuly che sarà realizzato a Spezzano. Prima dello show del comico romagnolo saranno premiati i vincitori della gara gastronomica amatoriale “M’inzuppo” che si è svolta domenica 17 maggio.
Da sabato sera a domenica per tutto il giorno, lungo via Vittorio Veneto, mercatino creativo e il punto di ristoro di Associazione Volontari Fiorano con i borlenghi, mentre in piazza Martiri Partigiani fioranesi ci saranno gnocco e tigelle de La Sfoglia.
Sabato 30 maggio, dalle 18 alle 23 in via Santa Caterina, esposizione di auto sportive e moto per il “Fiorano Motor Fest” con il Team Diabla. Sabato sera, dalle 21, anche l’ultimo appuntamento con “Quartiere Latino” e i balli latino-americani a Villa Cuoghi.
Domenica 31 maggio, in centro a Fiorano, una mattinata dedicata a salute e prevenzione. Dalle ore 9 alle ore 12, i medici in pensione Pier Giorgio Borghi, Giovanni Partesotti, Enrico Biagini, Francesco Melandri, saranno in piazza Ciro Menotti, a disposizione dei cittadini perché “prendersi cura di sé, inizia da un consiglio amichevole e da un momento di ascolto”. L’iniziativa è a cura dell’Associazione Amici di Fiorano, con la collaborazione dell’Associazione Volontari Fiorano.
Tutti gli eventi gratuiti sono organizzati dal Comitato Fiorano in festa, in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese, Gp Eventi e grazie al sostegno delle associazioni di categoria e degli sponsor.
In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al teatro Astoria.
Per consentire lo svolgimento delle diverse iniziative sono previste modifiche alla viabilità in centro a Fiorano: chiusura al traffico e divieto di sosta su via Vittorio Veneto da via Santa Caterina a via Marconi dalle 14 del 30 maggio alle 24 del 31 maggio, con istituzione di doppio senso di marcia in via Gramsci, tra via Doria e via Vittorio Veneto e obbligo di direzione diritto da via del Santuario; chiusura al traffico e divieto di sosta su via Vittorio Veneto da via Gramsci a via Marconi dalle 19 alle 24 del 1° giugno. E ancora chiusura di piazza Martiri Partigiani fioranesi dalle 12 di sabato alle 24 di domenica e lunedì 1° giugno e chiusura stradale con divieto di sosta di via Santa Caterina (da via Messori a via Macchiavelli) e nel parcheggio davanti al ristorante Medì, dalle 18 alle 24 di sabato 30 maggio.
La revisione del sistema ETS europeo, il costo dell’energia e la competitività del distretto ceramico italiano diventano una priorità nazionale. È questo il messaggio contenuto nella lettera inviata dai sindaci di Sassuolo e Fiorano Modenese, Matteo Mesini e Marco Biagini, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, per chiedere un intervento urgente a tutela del comparto ceramico italiano.
Un’iniziativa che riprende e rafforza l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini nel corso dell’Assemblea nazionale di Confindustria, dove è stato evidenziato il rischio concreto di compromettere la competitività del sistema industriale italiano ed europeo attraverso costi energetici e oneri ambientali non sostenibili.
Una preoccupazione che, sottolineano i sindaci, non riguarda soltanto il sistema produttivo ma anche il mondo del lavoro. Negli ultimi mesi anche le organizzazioni sindacali del territorio hanno infatti espresso forte attenzione per i segnali di rallentamento del comparto, l’aumento del ricorso alla cassa integrazione e le possibili ricadute occupazionali e sociali legate alla crisi energetica e all’incertezza normativa europea.
Il distretto ceramico di Sassuolo rappresenta l’87% della produzione nazionale del settore, con oltre 14 mila lavoratori diretti e circa 40 mila persone coinvolte considerando l’intera filiera tra indotto, servizi, logistica e subfornitura. Un patrimonio industriale e sociale che oggi, spiegano i sindaci, rischia di essere penalizzato da un sistema ETS applicato senza correttivi adeguati per i settori hard-to-abate come la ceramica, dove non esistono ancora alternative tecnologicamente mature al gas naturale.
I due sindaci chiedono una posizione italiana forte in sede europea, con la sospensione temporanea dell’ETS per il settore ceramico fino alla definizione di strumenti realmente sostenibili, ambientalmente compatibili e competitivi rispetto ai competitor extra-europei.
“Da mesi stiamo portando questa battaglia – sottolinea il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – in tutte le sedi istituzionali, italiane ed europee, perché non riguarda soltanto il nostro territorio ma il futuro industriale del Paese. A marzo siamo tornati a Bruxelles insieme ai sindaci del distretto ceramico spagnolo di Castellón e alla Regione Emilia-Romagna per chiedere all’Europa un cambio di rotta immediato sul sistema ETS. Oggi quella richiesta diventa ancora più urgente. Le nostre imprese sono già tra le più sostenibili al mondo, ma continuano a subire una competizione profondamente squilibrata rispetto ai produttori extra-europei. Per questo abbiamo scritto alla Presidente Meloni e alla segretaria Schlein: serve una risposta di sistema Paese, capace di unire Governo, politica, territori, organizzazioni sindacali e istituzioni europee nella difesa di una filiera strategica per l’Italia”.
“La preoccupazione – aggiunge il Sindaco di Fiorano Modenese Marco Biagini – riguarda prima di tutto le persone. Dietro ai numeri del distretto ci sono migliaia di lavoratrici e lavoratori, famiglie, attività economiche e comunità che dipendono dalla salute del comparto ceramico. In un momento in cui si registrano già segnali di difficoltà e il ritorno della cassa integrazione in alcune aziende, non possiamo permetterci una crisi energetica e occupazionale che avrebbe conseguenze pesantissime sul tessuto sociale del territorio. Difendere la ceramica oggi significa difendere il lavoro, la coesione sociale e il futuro delle nostre comunità”.
Nella lettera, i sindaci sottolineano inoltre il rischio che l’attuale impianto ETS produca un effetto opposto rispetto agli obiettivi ambientali europei, favorendo la delocalizzazione verso Paesi con standard ambientali inferiori e maggiori emissioni complessive.
L’appello rivolto alla politica nazionale, quindi, è quello di sostenere con determinazione, nelle sedi europee competenti, misure correttive e compensative per un comparto considerato strategico per l’economia italiana e per la tenuta occupazionale di un intero territorio.
Sciopero con presidio oggi davanti ai cancelli della Sacmi Impianti di Sassuolo (via Emilia Romagna 41), dopo le proteste dello scorso mese.
L’iniziativa si inserisce nel pacchetto di 8 ore di sciopero votate dall’assemblea dei lavoratori a fronte della chiusura aziendale per l’introduzione di un contratto integrativo, che aveva portato a una prima iniziativa di sciopero lo scorso 15 aprile. In Sacmi Impianti lavorano circa 80 persone, di cui 60 impiegati e 20 operai, per la commercializzazione di impianti per il settore ceramico e l’assistenza clienti.
La discussione con l’azienda si infatti era interrotta a fronte dell’indisponibilità a discutere degli elementi economici della piattaforma votata e presentata dai lavoratori, e in particolare a fronte della chiusura in merito all’introduzione di un Premio di Risultato.
La vertenza di Sacmi Impianti si inserisce in un contesto generale di malcontento che ha portato diverse aziende consociate del gruppo Sacmi a mobilitarsi (stabilimenti dei territori di Imola, Reggio Emilia, Modena, Verona, Cuneo e Milano) con un’ora di sciopero e con presidi davanti ai cancelli di tutte le aziende.
Allo sciopero di Gruppo di un’ora ha aderito anche l’altra azienda consociata di Sassuolo, la Sacmi Molds&Dies mentre 4 ore alla Sacmi Impianti.
Con il Festival Regionale Under 14 a squadre, valido come Campionato Regionale GPG, tenutosi a Massa Lombarda il 23 e 24 maggio presso il CircoloTennis e Padel e organizzatodalla Società Schermistica Lughese, si conclude la stagione agonistica del Sassuolo Scherma – Pentamodena. L’eventoha visto protagonistigiovanischermidori di tutta l‘Emilia-Romagna,regalando grandi soddisfazioni alla società sassolese-modenese.
Tre squadre hannorappresentato il Pentamodena, con due che si sono laureate campionesse regionali. Nella categoria Maschietti/Giovanissimi, i vincitori sono Gabriel Caiti, Jacopo Soli e Pietro Rosta, quest’ultimo capitano e atleta di Modena Est,che ha guidato il team con determinazione e spirito di squadra.
Nella categoriaRagazzi/Allievi,Claudio Manenti, Riccardo Diciocia e Mattia Masetti hanno conquistato il titolo al termine di una finale equilibrata,superando per45-43i compagni di sala Alessandro Maffei,LiamPittalis e CarloCoggi.Il confronto, vissuto intensamente da pubblico e tecnici,ha evidenziato illivello tecnico degli atleti e l’eccellente lavoro svoltodurantel’anno.
IlSassuolo Scherma,parte del gruppoPentamodena, si distingue per la cura del settore fioretto, un’arma che richiede alta precisioneedisciplina. Seguito dall’esperta Luciana Galano fin dal 2007, il teamha recentemente arricchito lo staff con gli atleti SamuelePanzani e Alberto Venturelli. L’obiettivo è sviluppare abilità tecniche ed educative in un percorso che unisce crescita sportiva e personale. Oltre alle competizioni regionali, giovedì 21 maggio si è svolto “Sogni in Pedana”, un evento dedicato ai bambini del Gioca Scherma,con una simulazione di gara federale.Durantequesta manifestazione,i ragazzi più grandi assumonoruoliimportanticome Maestri o arbitri, contribuendo alla crescita dei più piccoli. Il clima di collaborazioneed emozione sottolinea ivalori del Sassuolo Scherma: nonsolo vittorie,ma anche responsabilità,rispetto e sviluppopersonale. Lascherma diventacosìuno strumentoper affrontaredifficoltà,impararedagli errori e crescere insieme. Ipiùpiccoli si sentono accolti e incoraggiati dai grandi in un ambiente che punta a formare non solo atleti ma anche individui consapevoli e maturi. Al Sassuolo Scherma irisultati contano, ma sono i valori condivisi a lasciare il segno.
Si è tenuta questa mattina l’inaugurazione del “Bosco della Vita”, la nuova area verde realizzata all’interno del Parco Comunale “Formigo”, situato all’incrocio tra via Grandi e via Giusti a Formigine. Il progetto è nato grazie a un accordo sottoscritto tra il Comune di Formigine e la Fondazione ANT Franco Pannuti ETS, finalizzato alla creazione di un’oasi di biodiversità di 6.900 metri quadrati dedicata alla memoria delle attività svolte dalla Fondazione, dove la cura della persona si unisce alla tutela dell’ambiente. L’intervento è stato possibile grazie al contributo di Fondazione di Modena e al supporto del Gruppo Modenese Scienze Naturali.
La cerimonia ha visto la partecipazione dei bambini delle classi di 4 e 5 anni della scuola dell’infanzia Neri, che hanno preso parte a laboratori didattici dedicati alla natura. I piccoli alunni si sono cimentati nell’attività “Bombe di Semi” a cura del Ceas di Formigine, creando palline di argilla e terriccio con semi di fiori da lanciare in spazi incolti per aiutare gli impollinatori, e hanno potuto osservare da vicino la vita delle api grazie a un’arnia didattica con pareti trasparenti. L’area del bosco ospita infatti 45 piante arbustive (tra cui ciliegio, melo, pero e nocciolo) e un apposito “Giardino degli insetti impollinatori” dotato di un Bug Hotel, una struttura in legno e materiali naturali per il nido e lo svernamento di api solitarie e coccinelle. L’opera è completata da vialetti pedonali in ghiaino, aree di sosta e un impianto di irrigazione a goccia.
Presenti all’evento la Sindaca Elisa Parenti; l’Assessora ai Parchi e alle aree naturalistiche Giulia Malvolti; Raffaella Pannuti, Presidente di Fondazione ANT Franco Pannuti ETS; Maria Concetta Pezzuoli, Delegata ANT Modena e Silvana Borsari, Consigliera di Amministrazione di Fondazione di Modena.
La Delegata ANT di Modena, Maria Concetta Pezzuoli dichiara: “La Fondazione ANT Franco Pannuti ETS – Delegazione di Modena ha sostenuto integralmente la realizzazione del Bosco della Vita ANT, facendosi carico di tutti gli interventi necessari alla sua creazione: dalla piantumazione degli alberi e degli arbusti alla realizzazione dei vialetti pedonali e del sistema di irrigazione, fino alla realizzazione del Giardino degli insetti impollinatori con il relativo Bug Hotel. Un progetto che rappresenta concretamente i valori di cura, solidarietà e attenzione all’ambiente che da sempre guidano l’attività della Fondazione e che desidera crescere insieme alla comunità grazie anche alla partecipazione di cittadini, famiglie e imprese attraverso il progetto “Adotta un Albero”. Ogni albero potrà essere dedicato a una persona cara, a una nascita o a un momento importante della propria vita, trasformandosi in un segno duraturo di memoria, speranza e responsabilità condivisa per il territorio e per l’intera comunità”.
Conclude la Sindaca Elisa Parenti: “Desidero ringraziare di cuore la Fondazione ANT per aver donato alla nostra comunità un progetto di così straordinario valore sociale e ambientale. Un ringraziamento particolare va alla presidente Raffaella Pannuti, che ha voluto essere con noi oggi a Formigine per questo importante taglio del nastro. È stato davvero emozionante vedere la partecipazione dei bambini a questa giornata. La loro presenza ci ricorda che questo parco non è solo un presidio di biodiversità, ma esprime la speranza che il ‘Bosco della Vita’ diventi a tutti gli effetti un luogo vivo di socialità, un’occasione di incontro intergenerazionale dove gli anziani e i bambini possano ritrovarsi, stare insieme e condividere il proprio tempo immersi nella natura”.
Il Consiglio di Amministrazione di Florim ha nominato, nella seduta di giovedì 21 maggio, l’ing. Beatrice Lucchese Amministratore Delegato dell’azienda.
La nomina rappresenta un passaggio significativo nel percorso di evoluzione e continuità imprenditoriale del gruppo e formalizza l’ingresso della terza generazione della famiglia Lucchese alla guida di Florim.
Fondata agli inizi degli anni Sessanta dall’ing. Giovanni Lucchese, Florim è oggi un punto di riferimento internazionale nel settore delle superfici ceramiche di alta gamma per architettura, interior design ed edilizia. Dal 1984, l’azienda è guidata dal Presidente Dott. Claudio Lucchese, protagonista del percorso di crescita e internazionalizzazione del gruppo, che oggi conta oltre 1.400 collaboratori nel mondo e ha registrato un fatturato pari a circa 420 milioni di euro nel 2025.
Laureata in Ingegneria e Architettura presso l’Università di Bologna, Beatrice Lucchese ha avviato il proprio percorso professionale con un progetto di ricerca dedicato alle nanotecnologie applicate ai materiali da costruzione e ha consolidato il proprio percorso professionale attraverso esperienze in primarie realtà internazionali di ingegneria multidisciplinare. Membro del Consiglio di Amministrazione di Florim dal 2021, Beatrice Lucchese è entrata operativamente in azienda nel 2022 come Technical Sales Engineer, per poi assumere incarichi di crescente responsabilità fino al ruolo di Chief Commercial Officer e Project Director.
“Sono certo che mia nipote Beatrice saprà guidare Florim con entusiasmo, competenza e determinazione”, ha dichiarato il Presidente Claudio Lucchese. “In questi anni ha saputo unire visione, ascolto e conoscenza profonda dell’azienda, costruendo un percorso solido all’interno del gruppo. La sua nomina rappresenta un passo importante nel percorso di continuità di Florim, con lo sguardo rivolto al futuro e alle nuove generazioni.”
“Florim è una realtà solida, internazionale e profondamente legata ai valori che ne hanno guidato la crescita nel tempo”, ha dichiarato Beatrice Lucchese. “Il mio impegno sarà quello di proseguire questo percorso con uno sguardo aperto all’evoluzione dei mercati, all’innovazione e alla valorizzazione delle competenze interne, rafforzando l’identità di Florim e il suo ruolo di riferimento nel mondo delle superfici ceramiche di alta gamma.”
Nel suo ruolo di Presidente e in qualità di azionista di maggioranza, Claudio Lucchese continuerà ad affiancare Beatrice Lucchese nel nuovo incarico, contribuendo con la propria esperienza e visione strategica al percorso di sviluppo del gruppo.
“Non possiamo aspettare: le temperature sono già pericolose. Anche i rider e i lavoratori della logistica devono essere protetti”.
NIDIL CGIL e FILT CGIL Emilia-Romagna chiedono alla Regione un’ordinanza urgente contro il lavoro sotto il sole nelle ore più calde “Non possiamo aspettare: le temperature sono già pericolose. Anche i rider e i lavoratori della logistica, impiegati in ogni settore ivi compresi gli ambiti portuali e aeroportuali nonché la cantieristica autostradale, devono essere protetti. NIDIL CGIL e FILT CGIL Emilia-Romagna rivolgono un appello urgente alla Regione Emilia-Romagna, come già ha fatto la CGIL ER tutta, affinché emani immediatamente un’ordinanza che vieti il lavoro con esposizione continuativa al sole nelle ore più calde della giornata, sul modello di quanto già disposto dalla Regione Lazio. Non c’è tempo da perdere. Le temperature di questi giorni parlano da sole: sono già elevate con ondate di calore che colpiscono in anticipo rispetto agli anni scorsi e lavoratrici e lavoratori esposti al sole diretto nelle fasce orarie più critiche senza alcuna tutela normativa regionale. Aspettare i primi di luglio, come è successo lo scorso anno, significherebbe mettere a rischio la salute e la vita di persone che ogni giorno lavorano nei campi, nei cantieri, nei piazzali e sulle strade delle nostre città per l’intero mese di giugno e gli ultimi giorni di maggio.
A chi si applica la richiesta NIDIL CGIL e FILT CGIL chiedono che il divieto di lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole nelle ore centrali della giornata — indicativamente dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni di massima allerta — sia esteso ai seguenti settori: logistica di piazzale ivi compresi gli ambiti portuali e aeroportuali e la cantieristica autostradale. A tali punti sarebbe opportuno anche aggiungere la previsione di tutele specifiche per chi è sottoposto al rischio di shock termici quali i lavoratori nelle stive in ambito portuale e aeroportuale, consegna di beni per conto altrui in ambito urbano, con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore a due ruote (rider). Su quest’ultimo punto, le due categorie sindacali insistono con particolare forza: i rider devono essere esplicitamente inclusi nel provvedimento, a differenza di quanto avvenuto nell’ordinanza regionale 2025, che li ha esclusi. Si tratta di lavoratrici e lavoratori — con rapporti di lavoro atipici di collaborazione o con partita Iva — che operano proprio nelle fasce orarie più calde, senza possibilità di scegliere i propri turni, spesso senza accesso ad acqua, ombra o luoghi di sosta adeguati. Escluderli sarebbe una contraddizione inaccettabile. Tuttavia, un divieto senza tutela del reddito è una misura incompleta. Per i rider con rapporto di collaborazione o partita IVA, l’interruzione dell’attività nelle ore vietate si traduce in una perdita secca di guadagno, senza alcun ammortizzatore sociale che la compensi. NIDIL CGIL e FILT CGIL chiedono pertanto che l’ordinanza regionale sia accompagnata da un impegno esplicito della Regione a sostenere, anche in sede nazionale, l’introduzione di forme di sostegno al reddito per le lavoratrici e i lavoratori autonomi costretti a interrompere l’attività per ragioni di salute e sicurezza legate al caldo. Proteggere la salute non può significare scaricare il costo di quella protezione su chi lavora.
Una misura di civiltà, non un optional «La Regione Lazio ha già agito — dichiarano Alessandro Cambi e Adriano Montorsi, segretari regionali rispettivamente di NIDIL CGIL e FILT CGIL Emilia-Romagna —. Il modello c’è, i presupposti ci sono, le temperature ci sono già. Non esiste giustificazione per attendere oltre: ogni giorno di ritardo è un giorno in cui chi lavora all’aperto è esposto a rischi che si possono e si devono prevenire. Chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di fare la sua parte adesso, così come fatto l’anno scorso, ma subito, con con un provvedimento che abbia efficacia immediata sull’intero territorio regionale, ancorato alle mappe di rischio aggiornate e che includa senza eccezioni tutte le categorie produttive che lavorano sotto il sol.
Le organizzazioni sindacali si dichiarano disponibili al confronto immediato con le istituzioni regionali e auspicano che la misura venga adottata con la massima urgenza, prima che si registrino nuovi infortuni o, peggio, vittime per colpo di calore.
Si è tenuto nel pomeriggio di ieri, lunedì 25 maggio, un Comitato Operativo per la Viabilità convocato dalla Prefettura di Modena per analizzare e mitigare i disagi alla circolazione che si sono verificati presso la strada statale 724 dir/a “Tangenziale di Modena” per i lavori di installazione delle nuove barriere fonoassorbenti.
Il tavolo, coordinato dal Prefetto Fabrizia Triolo, ha visto tra gli altri la partecipazione del Comune di Modena, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine, della Provincia di Modena, dei gestori del Trasporto Pubblico Locale e di Anas.
Nel corso dell’incontro è stato esposto che i lavori proseguono nel rispetto delle tempistiche e che quindi l’interdizione totale al traffico del tratto della Tangenziale sarà attivo fino a domenica 31 maggio.
Da lunedì 1° giugno la Tangenziale sarà riaperta al traffico ad eccezione del tratto successivo allo svincolo n.7 e limitatamente all’area di cantiere, dove il transito sarà consentito su unica corsia.
Tale modifica alla circolazione, che prevede anche l’interdizione al traffico della rampa di ingresso dello svincolo n.7 sempre per chi viaggia in direzione Bologna, sarà attiva fino a venerdì 12 giugno.
La parziale modifica al transito si rende necessaria in conseguenza della necessaria maturazione dei materiali posti in opera affinché raggiungano i livelli di performance necessari, che si accompagnano ai prescritti livelli di sicurezza per il transito a regime ordinario.
Da lunedì 8 e fino a venerdì 12 giugno sarà attiva la sola chiusura notturna.
Lungo la SS 724 dir/a “Tangenziale di Modena” dalle ore 22:00 alle 06:00 del mattino successivo, per chi viaggia in direzione Bologna, sarà disposta l’uscita obbligatoria allo svincolo n.7 con rientro allo svincolo n. 6.
“Invece di promettere altri tavoli la Regione utilizzi, intanto, quelli esistenti e dia corso al riconoscimento economico già possibile grazie al più volte sbandierato pareggio di bilancio, stanziando subito 70 milioni per la valorizzazione di tutto il personale”.
È quanto dichiarato da Stefano Franceschelli, della Funzione Pubblica della Cisl regionale, dopo l’annuncio, fatto questa mattina in Assemblea legislativa dell’assessore regionale Fabi, relativo alla costituzione di un paventato tavolo permanente sugli infermieri.
“Del tema dell’attrattività di tutte le professioni del nostro SSR – ha rincarato la dose il segretario generale Cisl ER Filippo Pieri – se ne parla da mesi e il 10 marzo scorso abbiamo firmato un documento, “Agenda Sanità”, frutto di un percorso di confronto avviato nel luglio 2025, che tra le sue priorità pone al centro proprio la valorizzazione degli infermieri e di tutto il personale”.
“Le sedi deputate a trattare questi temi ci sono già, e le priorità di azione sono state sottoscritte anche dalla Regione. A questo punto, al di là degli annunci, ci piacerebbe entrare nel merito delle questioni e, per esempio, capire composizione, decisioni e funzioni di questo tavolo, ricordando che la nostra priorità resta sempre quella di porre in essere azioni concrete e non proclami. Del personale del servizio sanitario non ci si può ricordare solo in occasione delle ricorrenze”, concludono Pieri e Franceschelli.
«Il Presidente Emanuele Orsini conosce bene il distretto ceramico e per questo, all’Assemblea di Confindustria, ci ha purtroppo citato come settore paradigmatico dei disastri che può provocare la distorsione di uno strumento ambientale trasformato in un’ottusa tassa sulla manifattura.
Noi raccogliamo quella citazione come un appello all’azione per la nostra Associazione, ma lo auspichiamo anche per le Istituzioni del territorio e le Organizzazioni sindacali. Perché il tempo delle analisi è finito. L’ETS così com’è costruito non premia chi ha investito nella sostenibilità — e noi lo abbiamo fatto, eccome —, ma punisce chi produce e chi lavora in Europa rispetto alle produzioni extra UE. Distruggere la nostra manifattura e il lavoro di qualità che assicura sui nostri territori peggiorerebbe solo la situazione delle emissioni, perché importeremmo i prodotti ceramici da Paesi come India e Cina che hanno livelli emissivi ben più alti dei nostri.
È un’urgenza immediata che non tollera rinvii: la Commissione europea sta per adottare nuovi benchmark ETS per il periodo 2026-2030, che non rispecchieranno le reali performance tecnologiche del settore ceramico. Vanno ripensati per dare aderenza alla realtà e correggere evidenti errori nella loro costruzione. E poi deve essere aperto subito il cantiere per una radicale ristrutturazione del sistema ETS».
“L’Emilia-Romagna sta facendo la propria parte sul fronte della transizione energetica, con risultati concreti e numeri che dimostrano che il nostro territorio è tra i più avanzati nel percorso di crescita delle energie rinnovabili. È una sfida decisiva per la competitività del sistema produttivo, per la sostenibilità e anche per ridurre il costo dell’energia per imprese e famiglie. Servono però regole nazionali certe, tempi coerenti e investimenti sulla rete elettrica, così da consentire ai territori di accelerare ulteriormente gli interventi e dare piena attuazione agli obiettivi al 2030. E su questo ultimo punto condivido e rilancio l’appello del presidente Orsini. L’Emilia-Romagna non si tira certo indietro. Ma per quanto riguarda le rinnovabili è il Governo che autorizza e poi, nel nostro caso, ostacola i progetti di eolico offshore, creando rallentamenti che di fronte all’attuale situazione geopolitica non possiamo permetterci”.
Lo afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che oggi ha partecipato all’assemblea annuale di Confindustria a Roma, partendo dalle riflessioni evidenziate dal presidente della Confederazione degli industriali, Emanuele Orsini, nel corso del suo intervento.
Secondo i dati del portale Terra di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, aggiornati al 30 aprile 2026, l’Emilia-Romagna ha già raggiunto l’85,58% della potenza installata prevista dal target Pniec per il 2026 – il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima – con l’obiettivo di installare circa 360 MW entro dicembre per rispettare la roadmap assegnata.
Accanto ai numeri dell’installato crescono anche quelli relativi alle richieste di connessione in alta e altissima tensione per impianti di grande scala, che per la regione ammontano complessivamente a 8,5 GW: circa 6 GW riguardano il fotovoltaico, 1,2 GW l’eolico on-shore, 1,2 GW l’eolico off-shore e 24,5 MW il geotermico. Di questi, 2,3 GW sono già in iter autorizzativo e altri 2,3 GW hanno concluso l’iter o sono in fase di valutazione ambientale.
Oltre ai dati sull’installato e sulle richieste di connessione, resta centrale il tema della stabilità del quadro normativo nazionale che regola lo sviluppo delle energie rinnovabili, a partire dalle connessioni alla rete elettrica, dalle procedure autorizzative e dai meccanismi di incentivazione delle nuove tecnologie energetiche. Una parte rilevante dei progetti oggi in attesa risente ancora della saturazione virtuale della rete elettrica nazionale e della continua evoluzione delle norme di riferimento, che negli ultimi anni ha prodotto rallentamenti, incertezza amministrativa e difficoltà di programmazione sia per gli operatori sia per gli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni. Restano inoltre aperti alcuni nodi strategici legati alle Hydrogen Valleys finanziate con fondi Pnrr, in particolare sul fronte dei decreti di incentivazione per la produzione di idrogeno verde.
“La crescita delle rinnovabili- spiega il presidente de Pascale- richiede una collaborazione piena tra istituzioni nazionali, Regioni, territori e operatori economici. L’Emilia-Romagna sta facendo uno sforzo importante per accompagnare gli investimenti, garantire procedure efficienti e raggiungere gli obiettivi europei al 2030, ma servono condizioni nazionali più chiare e durature per consentire a imprese, territori e amministrazioni di pianificare gli interventi con maggiore certezza. A partire dalle connessioni alla rete, che rappresentano oggi uno dei temi decisivi per accelerare davvero la crescita delle rinnovabili e ridurre il costo dell’energia. La transizione energetica ha bisogno di stabilità, programmazione e scelte industriali chiare, perché riguarda direttamente la competitività del Paese e il futuro del nostro sistema produttivo”.
Sul fronte delle aree idonee, proprio domani è previsto in Assemblea legislativa l’avvio dell’esame del progetto di legge regionale di iniziativa della Giunta de Pascale che completa il quadro normativo nazionale per l’individuazione delle aree destinate agli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Il provvedimento punta a definire criteri chiari e omogenei per accompagnare lo sviluppo degli impianti, favorire l’autoconsumo energetico e garantire un equilibrio tra produzione di energia, tutela del territorio e vocazione agricola delle aree interessate.
Il percorso era stato avviato dalla Regione già nel 2025, ma aveva richiesto una revisione dopo le pronunce del Tar del Lazio che avevano modificato parti della normativa nazionale sulle aree idonee, imponendo un aggiornamento del testo legislativo di riferimento per le Regioni.
“Sulle aree idonee vogliamo dare finalmente un quadro chiaro a una fase decisiva della transizione energetica- conclude de Pascale-. La crescita delle rinnovabili oggi non riguarda soltanto gli obiettivi ambientali, ma la competitività del sistema produttivo, il costo dell’energia e la capacità del Paese di rafforzare la propria autonomia energetica. Con questa legge scegliamo di accompagnare gli investimenti con criteri trasparenti e condizioni certe, sostenendo l’autoconsumo energetico e aumentando la produzione da fonti rinnovabili senza scaricare sui territori assenza di regole o mancanza di programmazione. È una scelta che tiene insieme sviluppo industriale, sostenibilità, tutela del paesaggio e salvaguardia delle produzioni agricole di qualità, in una cornice normativa stabile che consenta a imprese, amministrazioni e comunità locali di sapere con chiarezza come e dove si costruisce questa trasformazione”.
Nel 2025 la spesa per beni durevoli in Emilia-Romagna si è attestata a 7,12 miliardi di euro, in calo dell’1,3% rispetto all’anno precedente. L’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic, giunto alla 32° edizione, evidenzia un calo più contenuto rispetto alla media nazionale (-2,1%) e conferma la regione tra le aree più solide del Paese. L’Emilia-Romagna si colloca infatti al quarto posto nella graduatoria italiana per spesa complessiva in beni durevoli e al quarto anche per spesa media familiare, pari a 3.418 euro, nonostante una diminuzione dell’1,8%.
Proprio la mobilità, settore simbolo dell’Emilia-Romagna nel mondo, soffre un calo della spesa in termini di acquisti delle famiglie: le auto nuove valgono 1,63 miliardi di euro, quarto dato nazionale, e calano del 4%; le auto usate raggiungono 2,2 miliardi di euro, anche qui quarto valore italiano, e restano quasi stabili (-0,1%); i motoveicoli si fermano a 209,5 milioni di euro, sesto mercato nazionale, con una contrazione del 10,1%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli totalizzano 610,7 milioni di euro, terzo valore in Italia, e crescono dell’1%; l’elettronica di consumo si attesta a 139,7 milioni di euro, terzo dato nazionale, ma cala del 3,4%. I mobili arrivano a 1 miliardo e 579 milioni di euro, terzo valore italiano, e segnano la crescita più brillante del paniere regionale con un +1,6%, che colloca l’Emilia-Romagna al primo posto tra le regioni per variazione del comparto. L’information technology vale 206,1 milioni di euro, secondo mercato italiano, ma arretra dell’1,6%; la telefonia raggiunge 544 milioni di euro, terzo dato nazionale, con una flessione del 3,7%.
“Abbiamo registrato in Emilia-Romagna – dichiara Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic – la crescita più alta a livello italiano nel comparto mobili, un segnale di come, accanto alla frenata della mobilità, resti viva una componente di domanda legata alla qualità dell’abitare e agli investimenti domestici. Anche per questo la regione contiene il calo complessivo ben sotto la media nazionale mantenendo un quadro solido grazie soprattutto al “peso” di Bologna nei volumi di spesa e al dinamismo di Modena”.
BOLOGNA SESTA CITTÀ IN ITALIA PER SPESA IN DUREVOLI, I MOBILI GUIDANO LA CRESCITA.
Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Bologna è la prima provincia dell’Emilia-Romagna per consumi di beni durevoli: nel 2025 ha totalizzato 1,75 miliardi di euro, sesto valore assoluto in Italia, con una flessione contenuta dello 0,8%, tra le migliori della regione. Il capoluogo guida l’Emilia-Romagna anche in quasi tutti i comparti. Le auto nuove valgono 406,5 milioni di euro, sesto dato nazionale e primo regionale, con un calo del 3,6%; le auto usate arrivano a 519,8 milioni di euro, ancora sesto dato italiano e primo in regione, ma crescono dell’1,1%. I motoveicoli si attestano a 60,8 milioni di euro, primo mercato regionale e nono nazionale, con una contrazione del 12,4%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli raggiungono 147,5 milioni di euro, primo valore regionale e quinto in Italia, con un aumento dell’1,5%; l’elettronica di consumo vale 36,6 milioni di euro, primo dato regionale e settimo nazionale, in calo del 3%. I mobili totalizzano 388 milioni di euro, primo valore regionale e sesto in Italia, con un +2,1%, miglior crescita tra le province emiliano-romagnole. L’information technology si attesta a 54,6 milioni di euro, primo mercato regionale e quinto nazionale, sostanzialmente stabile (+0,1%), mentre la telefonia raggiunge 144,2 milioni di euro, primo dato regionale e sesto in Italia, con una flessione del 3,1%. La spesa media per famiglia è di 3.474 euro, in calo dell’1,3%, quattordicesimo valore nazionale e terzo in regione dietro Modena e Reggio Emilia.
LE FAMIGLIE DI MODENA PRIME IN ITALIA PER SPESA MEDIA
Modena si conferma una delle province più dinamiche d’Italia: con una spesa media familiare in beni durevoli di 3.806 euro confermandosi prima tra le 107 province italiane, pur in calo dell’1,9%. Nel 2025 i consumi di beni durevoli raggiungono 1,20 miliardi di euro, quindicesimo valore nazionale e secondo in Emilia-Romagna, con una flessione dell’1,3% come evidenziato dall’Osservatorio Findomestic. Le auto nuove valgono 266 milioni di euro, quattordicesimo dato italiano e secondo regionale, ma calano del 4,8%; le auto usate sfiorano i 400 milioni (399,9) milioni di euro, sedicesimo valore nazionale e seconda in regione, con un arretramento dello 0,5%. I motoveicoli valgono 22,6 milioni di euro e perdono l’11,3%. Nei beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 106,5 milioni di euro, secondo dato regionale e quindicesimo in Italia, con una crescita dell’1,8%; l’elettronica di consumo vale 24,3 milioni di euro e cala del 3,6%. I mobili totalizzano 270,7 milioni di euro, secondo valore regionale e sedicesimo nazionale, con un +2,1%, appena sotto Bologna e sopra tutte le altre province della regione. L’information technology raggiunge 34,7 milioni di euro, secondo dato regionale, ma arretra del 3,7%; la telefonia si porta a 82,3 milioni di euro e scende del 3,7%. Il tratto distintivo di Modena resta il primato nazionale della spesa media familiare.
A REGGIO EMILIA CONSUMI STABILI E SPESA FAMILIARE DA TOP TEN
Nel 2025 a Reggio Emilia la spesa complessiva in durevoli è rimasta a 839 milioni di euro come nel ‘24, ventiseiesimo valore nazionale e terzo in Emilia-Romagna, con una flessione minima dello 0,8%, una delle più contenute del territorio regionale. Dagli approfondimenti dell’Osservatorio annuale sui consumi Findomestic, le auto nuove valgono 189,9 milioni di euro e calano del 2,6%, secondo miglior andamento regionale dopo Forlì-Cesena; le auto usate raggiungono 276 milioni di euro in lieve crescita (+0,2%). I motoveicoli si fermano a 21 milioni di euro con un arretramento del 10,4%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 73,2 milioni di euro con un incremento dell’1,4%; l’elettronica di consumo vale 16,8 milioni di euro e cala del 3,4%. I mobili totalizzano 179,6 milioni di euro, terzo valore regionale, e crescono dell’1,8%, una dinamica tra le migliori dell’Emilia-Romagna. L’information technology vale 22,6 milioni di euro ma arretra del 3,5%; la telefonia si attesta a 59,8 milioni di euro con una flessione del 3,9%. La spesa media per famiglia raggiunge 3.548 euro, nono valore nazionale e secondo in regione, in calo però dell’1,3%. Reggio Emilia si colloca così ai vertici regionali sia per capacità di spesa sia per tenuta complessiva del mercato.
A PARMA TENGONO MOBILI E AUTO USATE, FRENA L’AUTO NUOVA
Per l’Osservatorio Annuale sui Consumi Findomestic, Parma chiude il 2025 con 729,1 milioni di euro di spesa in beni durevoli, trentesimo valore nazionale e quarta provincia dell’Emilia-Romagna per dimensione del mercato, in calo dell’1,5%. Le auto nuove valgono 160,8 milioni di euro e segnano una contrazione del 7,3%, tra le più forti della regione; le auto usate raggiungono 242 milioni di euro e crescono dello 0,7%. I motoveicoli si attestano a 20,1 milioni di euro con una flessione del 4%, una delle migliori performance regionali del comparto. Gli elettrodomestici grandi e piccoli totalizzano 59,3 milioni di euro e crescono dello 0,4%; l’elettronica di consumo vale 13,3 milioni di euro e cala del 3,4%. I mobili raggiungono 158,5 milioni di euro e aumentano dell’1,9%, terza miglior dinamica della regione dopo Bologna e Modena. L’information technology si attesta a 21,1 milioni di euro e perde l’1,4%; la telefonia arriva a 54 milioni di euro con una flessione del 3,6%. La spesa media per famiglia è di 3.440 euro, diciottesimo valore nazionale e quinto in Emilia-Romagna, in calo del 2,1%.
LE FAMIGLIE DI RAVENNA SPENDONO QUASI 3.400 EURO IN DUREVOLI: 20° IN ITALIA
A Ravenna l’Osservatorio annuale sui consumi Findomestic ha registrato nel 2025 consumi di beni durevoli per 624,7 milioni di euro (-1,4%), trentottesimo valore nazionale e quinta provincia dell’Emilia-Romagna. Le auto nuove valgono 156,3 milioni di euro e calano del 2,9%, una delle variazioni meno negative del territorio regionale; le auto usate si attestano a 187,2 milioni di euro e arretrano dello 0,6%. I motoveicoli valgono 18,6 milioni di euro e perdono l’8,8%. Negli elettrodomestici grandi e piccoli la spesa raggiunge 51 milioni di euro con una lieve crescita dello 0,2%, mentre l’elettronica di consumo si ferma a 10,6 milioni di euro e cala del 3,6%. I mobili totalizzano 138,9 milioni di euro e crescono dello 0,8%; l’information technology vale 17 milioni di euro e resta quasi stabile (-0,1%), uno dei dati più solidi della regione. La telefonia si attesta a 45,1 milioni di euro e perde il 3,9%. La spesa media per famiglia è di 3.399 euro, ventesimo valore nazionale e sesto in regione, in calo dell’1,9%. Ravenna si colloca così in una fascia intermedia, con una buona tenuta nei comparti legati alla casa.
FORLÌ-CESENA: TERZO MIGLIOR RISULTATO D’ITALIA NEL COMPARTO “AUTO NUOVE”
Per l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Forlì-Cesena chiude il 2025 con 574 milioni di euro di spesa in beni durevoli, quarantaduesimo valore nazionale e sesta provincia emiliano-romagnola per volumi, con una contrazione dell’1,2%. Il dato più interessante arriva dall’auto nuova: 136,1 milioni di euro e un calo limitato all’1,5%, terza migliore variazione d’Italia nel comparto e migliore in regione. Le auto usate raggiungono 171,3 milioni di euro ma arretrano dell’1,7%; i motoveicoli valgono 16 milioni di euro e scendono dell’8,3%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli totalizzano 51,9 milioni di euro con un incremento dell’1%; l’elettronica di consumo vale 10,7 milioni di euro e cala del 3,7%. I mobili si attestano a 127,4 milioni di euro e crescono dell’1,3%, una dinamica positiva anche se meno brillante di quella delle province di testa. L’information technology raggiunge 16,3 milioni di euro ma arretra del 3,3%; la telefonia vale 44,2 milioni di euro e cala del 3,7%. La spesa media per famiglia è di 3.227 euro, quarantesimo valore nazionale e settima in regione, in diminuzione dell’1,7%.
FERRARA TRA LE PRIME 50 CITTA’ IN ITALIA PER SPESA IN BENI DUREVOLI
I ferraresi hanno speso 513,5 milioni di euro in beni durevoli nel 2025, la 49° provincia in Italia e la settima in Emilia-Romagna, in calo del 2,1%. A Ferrara le auto nuove valgono 122,1 milioni di euro e calano del 4% mentre le auto usate si attestano a 152,4 milioni di euro e perdono l’1,5%. Dall’Osservatorio annuale sui consumi di Findomestic, i motoveicoli totalizzano 10,3 milioni di euro con una contrazione del 10,8%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli raggiungono 47,1 milioni di euro e restano quasi stabili (+0,1%), mentre l’elettronica di consumo vale 10,9 milioni di euro e cala del 3,9%. I mobili totalizzano 111,8 milioni di euro e crescono dello 0,6%; l’information technology si attesta a 14,7 milioni di euro e arretra del 3,1%. La telefonia raggiunge 44,3 milioni di euro e segna il peggior dato tra le province emiliano-romagnole con un -4,6%. La spesa media per famiglia è di 3.115 euro, quarantottesimo valore nazionale e ottava in regione, in calo del 2,7%.
PIACENZA: CALO DELLA SPESA IN DUREVOLI OLTRE IL 2%, IL PEGGIORE IN REGIONE
Piacenza totalizza nel 2025 449,8 milioni di euro di spesa in beni durevoli, 56° in Italia e ottava provincia dell’Emilia-Romagna, ma con una flessione del 2,2%, la peggiore del territorio regionale. Le auto nuove valgono 95,9 milioni di euro e calano del 4,4%; le auto usate raggiungono 145 milioni di euro e arretrano dell’1,8%. Il dato più critico riguarda i motoveicoli, che si fermano a 12,5 milioni di euro con un crollo del 17%, la variazione più pesante tra le province emiliano-romagnole. Negli elettrodomestici grandi e piccoli la spesa è di 36,2 milioni di euro e cala dello 0,4%, unico dato negativo della regione nel comparto. L’elettronica di consumo vale 8,8 milioni di euro e perde il 3,6%. I mobili totalizzano 103,3 milioni di euro e crescono dell’1%; l’information technology si attesta a 12,4 milioni di euro e sale dello 0,4%, una delle poche dinamiche positive regionali del comparto. La telefonia raggiunge 35,8 milioni di euro con una flessione del 3,6%. La spesa media per famiglia è di 3.369 euro, venticinquesimo valore nazionale ma in calo del 2,8%, il peggior dato regionale anche su questo fronte.
RIMINI ULTIMA IN REGIONE PER SPESA MEDIA FAMILIARE, MA TRA LE PRIME PER MOTOVEICOLI
Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Rimini chiude il 2025 con 433,8 milioni di euro di consumi di beni durevoli, sessantunesimo valore nazionale e ultima provincia emiliano-romagnola per spesa complessiva, con un calo dell’1,7%. Le auto nuove valgono 102,2 milioni di euro e arretrano del 5,6%; le auto usate raggiungono 110,2 milioni di euro e crescono dello 0,9%. I motoveicoli rappresentano invece il tratto distintivo del mercato riminese: 27,5 milioni di euro, ventitreesimo valore nazionale e primo in regione dopo Bologna per ranking assoluto, con una flessione del 6,2%, meno severa di quella di molte altre province emiliano-romagnole. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli totalizzano 38 milioni di euro e restano quasi fermi (+0,1%); l’elettronica di consumo vale 7,7 milioni di euro e cala del 3,7%. I mobili raggiungono 101,2 milioni di euro e crescono dello 0,9%; l’information technology si attesta a 12,7 milioni di euro e resta stabile (-0,1%). La telefonia vale 34,2 milioni di euro e arretra del 3,9%. La spesa media per famiglia è di 2.811 euro, sessantatreesimo valore nazionale e ultima in regione, con un calo del 2,3%.
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Findomestic Banca opera al servizio di oltre tre milioni di clienti, ai quali si rivolge per proporre soluzioni di credito, assicurative, di risparmio e di daily banking grazie a conti correnti dedicati. Presente in tutta Italia, Findomestic ispira la propria attività ai principi della Responsabilità Sociale, promuovendo un approccio al credito sostenibile e responsabile, per sviluppare una relazione di lungo periodo con il Cliente, con i Partner, e con tutti i suoi stakeholders. Partecipata al 100% da BNP Paribas Personal Finance, Findomestic è parte del Gruppo BNP Paribas presente in più di 70 paesi, con oltre 189.000 collaboratori, dei quali oltre 146.000 in Europa.
l’immagine si riferisce allo sciopero del mese scorso
Nuovo sciopero di quattro ore con presidio davanti ai cancelli domani mercoledì 27 maggio alla Sacmi Impianti di Sassuolo (via Emilia Romagna 41), dopo le proteste dello scorso mese.
L’iniziativa si inserisce nel pacchetto di 8 ore di sciopero votate dall’assemblea dei lavoratori a fronte della chiusura aziendale per l’introduzione di un contratto integrativo, che aveva portato a una prima iniziativa di sciopero lo scorso 15 aprile. In Sacmi Impianti lavorano circa 80 persone, di cui 60 impiegati e 20 operai, per la commercializzazione di impianti per il settore ceramico e l’assistenza clienti.
La discussione con l’azienda si infatti era interrotta a fronte dell’indisponibilità a discutere degli elementi economici della piattaforma votata e presentata dai lavoratori, e in particolare a fronte della chiusura in merito all’introduzione di un Premio di Risultato.
La vertenza di Sacmi Impianti si inserisce in un contesto generale di malcontento che ha portato diverse aziende consociate del gruppo Sacmi a mobilitarsi.
La vertenza di gruppo si è avviata ad aprile a seguito di una comunicazione unilaterale dell’azienda, con validità a cascata su tulle le consociate del gruppo, in merito a una forte riduzione dello smart working, comunicata a marzo con valenza retroattiva da gennaio, che ha generato forte malcontento sia per i contenuti, sia per le modalità: con una semplice comunicazione e in assenza di confronto preventivo, la direzione aziendale ha modificato in modo peggiorativo uno strumento ormai consolidato nell’organizzazione aziendale.
Questo metodo, fortemente contestato dai lavoratori e dalle lavoratrici, non è nuovo all’azienda, che in passato aveva già utilizzato il canale delle comunicazioni unilaterali di gruppo per modificare condizioni importanti per lavoratrici e lavoratori.
A fronte di questo malcontento, le Fiom Cgil di Imola, Reggio Emilia, Modena, Verona, Milano e Cuneo, hanno promosso due assemblee di gruppo delle consociate Sacmi, che hanno visto la partecipazione di più di 600 lavoratrici e lavoratori. Da queste discussioni è emerso un malcontento generale relativo alle modalità di comunicazione dell’azienda nei confronti delle aziende consociate, ed è emersa allo stesso tempo la volontà di portare avanti insieme una vertenza su alcuni temi comuni: la riduzione dell’orario di lavoro, una migliore gestione delle relazioni sindacali e dei rapporti con i lavoratori, la volontà di trovare un accordo sullo smart working, la necessità di sbloccare le varie trattative sui contratti aziendali a livello territoriale.
A fronte di una richiesta unitaria di incontro avanzata dalle Fiom Cgil territoriali e dalle RSU, finalizzata ad aprire un confronto di gruppo, la Direzione ha negato la sua disponibilità, proponendo invece incontri separati nelle singole aziende consociate, limitandoli al solo tema dello smart working e escludendo la possibilità di discutere unitariamente di tutti gli altri temi emersi con forza dall’assemblea delle consociate.
Rileviamo, non da ora, che l’azienda utilizza il canale delle comunicazioni unilaterali di gruppo quando si tratta di peggiorare le condizioni in essere, e che decide di relegare il dibattito alle singole aziende consociate quando invece vengono chiesti avanzamenti per i diritti di lavoratrici e lavoratori.
A fronte di questa risposta, l’assemblea dei lavoratori delle consociate Sacmi ha proclamato unitariamente, per gli stabilimenti dei territori di Imola, Reggio Emilia, Modena, Verona, Cuneo e Milano, un’ora di sciopero nella giornata di domani mercoledì 27 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 10.30 con presidi davanti ai cancelli di tutte le aziende.
Allo sciopero di Gruppo di un’ora aderisce anche l’altra azienda consociata di Sassuolo, la Sacmi Molds&Dies (via Emilia Romagna 41, ore 9.30-10.30), mentre si confermano 4 ore alla Sacmi Impianti.
Nel rispetto delle titolarità contrattuali dei singoli stabilimenti si ritiene indispensabile un chiarimento complessivo sul metodo adottato dall’azienda e la disponibilità per un confronto vero, trasparente e condiviso, con l’obiettivo di trovare sempre soluzioni che garantiscano l’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.
È in programma per domani, mercoledì 27 maggio alle ore 18.15 presso la Biblioteca Daria Bertolani Marchetti di Formigine, l’inaugurazione della mostra “Libere e sovrane. Le ventuno donne che hanno fatto la Costituzione”. L’esposizione, a ingresso libero, resterà visitabile fino all’8 giugno 2026 negli orari di apertura degli spazi della biblioteca e dell’Hub in Villa.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Formigine in collaborazione con il Centro Documentazione Donna di Modena e l’ANPI, si inserisce nelle celebrazioni per l’80esimo anniversario del voto alle donne in Italia. Nel 1946, per la prima volta nella storia del Paese, le donne esercitarono il diritto di voto, vennero elette e presero parte attiva all’Assemblea Costituente. Tra i 556 membri eletti per redigere la Carta Costituzionale figuravano 21 donne, il cui fondamentale contributo viene oggi riscoperto e valorizzato attraverso questo percorso espositivo. La mostra si compone di ventuno tavole illustrate realizzate appositamente dall’artista Michela Nanut, frutto di un lavoro di gruppo che ha visto la partecipazione di Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi e Novella Volani, in sinergia con l’A.N.P.I. Rovereto-Vallagarina e la Casa delle donne di Rovereto.
Al momento inaugurale di domani saranno presenti Giorgia Lombardo, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Formigine, Caterina Liotti del Centro Documentazione Donna e Maria Grazia Mandreoli, referente dell’ANPI di Modena.
“Il 2026 è l’80esimo anniversario del voto alle donne in Italia – dichiara l’Assessora alle Pari Opportunità Giorgia Lombardo – e per celebrare questo momento storico così significativo abbiamo voluto organizzare diverse iniziative sul territorio. Siamo partiti ad aprile con la seduta del Consiglio comunale in adunanza aperta, un momento istituzionale forte in cui abbiamo ricordato la storica giornata del 31 marzo 1946, quando le donne di Formigine varcarono per la prima volta la soglia dei seggi elettorali, e abbiamo dato spazio a riflessioni storiche e importanti testimonianze femminili. Oggi il nostro percorso continua e arriva a questa bellissima mostra, che sarà visitabile fino all’8 giugno. Per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente e interattiva, abbiamo pensato a un’iniziativa speciale: sono state stampate delle card collezionabili che ritraggono le ventuno donne presenti nel percorso espositivo. Ogni settimana, frequentando la biblioteca, i cittadini potranno ritirarne tre diverse fino a completare l’intera collezione. Crediamo sia un modo originale e immediato per fare memoria, celebrare queste straordinarie figure storiche e, al tempo stesso, un’ottima occasione per tornare a scoprire e vivere la nostra bella biblioteca”.
Privacy, sicurezza urbana e nuove tecnologie saranno al centro dell’evento formativo promosso da SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), in programma venerdì 29 maggio 2026, dalle 9 alle 12.30, presso la Sala delle Vedute del Castello di Spezzano, a Fiorano Modenese.
Il convegno, dal titolo “Garanzie Privacy e Sistemi di videosorveglianza: l’impiego dell’AI nella Sicurezza Urbana”, riunirà esperti del settore giuridico, accademico e istituzionale per approfondire l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei sistemi di controllo urbano e le conseguenti implicazioni in materia di tutela dei dati personali.
L’iniziativa è rivolta in particolare agli operatori della Polizia Locale, agli amministratori pubblici e ai professionisti del comparto sicurezza, chiamati oggi a confrontarsi con strumenti tecnologici sempre più avanzati e con un quadro normativo in continua evoluzione, ma anche a tutti i cittadini interessati al tema.
Ad aprire i lavori, alle ore 9, saranno i saluti istituzionali saranno il sindaco di Fiorano Modenese, Marco Biagini e il segretario provinciale SULPL, Elisa Falcinelli. A seguire gli interventi dei relatori: Chiara Ciccia Romito, PhD, consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia; Roberto Calzoni, avvocato esperto di appalti, anticorruzione e privacy; Gabriele Suffia dell’Università di Bologna, esperto in Informatica giuridica e Intelligenza Artificiale; Carmine Andrea Trovato, funzionario dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
Nel corso della mattinata saranno affrontati temi legati alla videosorveglianza intelligente, al riconoscimento automatico, alla gestione dei dati sensibili e alle responsabilità degli enti pubblici nell’adozione di sistemi basati sull’AI.
L’evento è gratuito e prevede il rilascio di attestato di partecipazione.
Un racconto lungo ottant’anni, affidato alle voci e ai volti di chi è stata protagonista di quella stagione e di chi oggi, in un ideale passaggio di testimone, coltiva quel lascito.
A 80 anni dal voto alle donne, storica conquista del 2 giugno 1946, la Regione Emilia-Romagna celebra l’anniversario con un progetto editoriale che coniuga arti visive e social, un viaggio nel tempo tra passato e futuro. Una mostra fotografica, “Prendere parola. Le donne nella costruzione della Repubblica 1945-1955”, allestita a Bologna nel piazzale della Regione Renzo Imbeni fino al 30 giugno 2026 e curata da Caterina Liotti e Natascia Corsini del Centro documentazione donna di Modena; un documentario, “Per tutte le volte. 80 anni dal primo voto alle donne” ideato dall’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta, con la regia di Olga Torrico, che coniuga passato e presente, fiction, interviste e materiali d’archivio; tre reel, “Senza distinzione di sesso” – realizzato sempre dall’Agenzia assieme al Centro documentazione donna di Modena – che racchiudono le testimonianze di chi oggi continua a dare voce alle lotte e all’impegno delle donne che fecero la Repubblica.
Oggi in conferenza stampa in Regione, a Bologna, la presentazione delle iniziative da parte dell’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, con Enza Negroni, presidente D-Er – Associazione Documentaristi Emilia-Romagna, Caterina Liotti e Natascia Corsini, curatrici della mostra, e con un videomessaggio della regista, Olga Torrico.
“Celebrare gli ottant’anni dal primo voto alle donne significa fare memoria di una conquista che ha cambiato per sempre la storia del nostro Paese- sottolinea Allegni-. In questo anniversario speciale vogliamo riconoscere il giusto e doveroso tributo a quelle donne dell’Emilia-Romagna che hanno contribuito a costruire prima la democrazia, poi la Repubblica con il loro impegno, le loro azioni, le loro parole. Donne che possono e devono essere ancora oggi fonte di ispirazione per le nuove generazioni. Donne che hanno lottato per conquistare il diritto di voto, che si sono battute per i diritti che continuiamo a difendere. Un tributo, quindi, ma anche un invito a non considerare quei diritti acquisiti una volta per tutte: la partecipazione, l’uguaglianza e la piena cittadinanza sono obiettivi da rinnovare ogni giorno. Le iniziative che la Regione ha promosso e curato per questo ottantesimo- chiude l’assessora- sono il frutto di una preziosa collaborazione tra realtà del territorio e istituzioni. A loro e a quanti hanno lavorato in questi mesi va il mio sentito ringraziamento”.
“L’associazione D-Er – Associazione Documentaristi Emilia-Romagna- commenta Negroni- da sempre attenta al tema dei diritti delle delle donne, in sintonia con la Regione Emilia-Romagna ha voluto celebrare il primo voto del 2 giugno del 1946 con la realizzazione del cortometraggio ‘Per tutte le volte’ della regista Olga Torrico, riportandoci all’emozione di quel giorno di 80 anni fa, alle dinamiche di un seggio elettorale oggi e alla raccolta di testimonianze di giovani donne che sottolineano come il diritto di voto sia stato il punto di partenza per la parità di genere e di quanto ancora oggi ci sia da conquistare”.
“Nilde Iotti, assunta a simbolo delle lotte delle donne emiliano-romagnole per la Democrazia e la Ricostruzione del Paese, e le altre dieci donne protagoniste della mostra ‘Prendere parola’- aggiungono Liotti e Corsini- compiono un atto rivoluzionario per l’epoca: prendere parola nello spazio pubblico. Parole che hanno tenuto insieme la sfera pubblica con quella privata; parole radicate sul terreno della quotidianità e della cura della vita per dare risposte ai problemi delle persone. Nella realizzazione della mostra ci siamo fatte guidare dell’intreccio di tre prospettive: partecipativa, perché ha coinvolto i territori; storica, perché il ruolo del Centro documentazione donna di Modena è quello di promuovere ricerca, conoscenza e valorizzazione della storia delle donne e la mostra rilegge gli anni della Ricostruzione in un’ottica di genere; politica, perché queste memorie ci richiamano ancora oggi alla responsabilità di un impegno collettivo offrendoci strumenti, ovvero parole, per pensare e per agire”.
Tutti i materiali sono disponibili al link: https://parita.regione.emilia-romagna.it/80annivotodonne. Il documentario “Per tutte le volte”, inoltre, è disponibile anche sul canale YouTube della Regione al link https://youtu.be/fYe9XXuVmBA e per la diffusione sui portali web e sulle tv è scaricabile al link https://regioneer.it/videocomunicati
Per tutte le volte, il documentario
Ideato dalla giornalista dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione, Elisa Ravaglia, con la regia di Olga Torrico, la produzione esecutiva di D.E-R Associazione Documentaristi Emilia-Romagna, “Per tutte le volte. 80 anni dal primo voto alle donne” è il documentario che coniuga passato e presente, fiction, interviste e materiali d’archivio.
Dalle aule scolastiche alla sala prove di una scuola di danza, “Per tutte le volte” rende omaggio alle donne grazie alle voci di chi fu protagonista del 2 giugno 1946, con i materiali di archivio di Fondazione Home Movies; alle voci storiche del Centro documentazione donna di Modena e del Servizio di informazione e comunicazione dell’Assemblea legislativa della Regione con Istoreco Reggio Emilia; e, infine, alle testimonianze delle donne di oggi, di chi ha votato per la prima volta o ha già con qualche timbro sulla tessera elettorale.
A tenere insieme questo ideale passaggio di testimone una parte fiction ambientata in un seggio elettorale.
A completare il lavoro, una mostra fotografica con gli scatti di Cristina Gaddi, allestita nel ballatoio della Regione Emilia-Romagna in viale Aldo Moro 52 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 16), che racconta il backstage del documentario.
Senza distinzione di sesso, la campagna social
Nilde Iotti, Gina Borellini e Anna Zucchini. Tre donne protagoniste della democrazia e dei diritti tornano a parlare al presente. E lo fanno con la voce e le parole di Marisa Malagoli Togliatti, Mia Martini e Katia Graziosi, che hanno percorso un pezzo di vita insieme a loro e che hanno raccolto il testimone di quella stagione. Un passaggio di testimone tra generazioni, un filo che unisce ieri e domani.
Marisa Malagoli Togliatti per Nilde Iotti, Mia Martini per Gina Borellini e Katia Graziosi per Anna Zucchini sono, infatti, le protagoniste di “Senza distinzione di sesso”, il progetto editoriale realizzato dall’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione con il Centro documentazione donna Modena.
Marisa Malagoli Togliatti è cresciuta con Nilde Iotti e oggi è presidente onoraria della Fondazione intitolata alla prima presidente della Camera. Mia Martini è la nipote di Gina Borellini, partigiana, Medaglia d’oro al valor militare e tra le prime donne a essere eletta alla Camera dei Deputati nel 1948, oltre che tra le fondatrici dell’Unione Donne Italiane. Katia Graziosi è la figlia di Anna Zucchini, staffetta partigiana, tra le fondatrici del circolo Unione donne italiane di Borgo Panigale di Bologna, arrestata per aver organizzato uno sciopero nel marzo 1944.
Prendere parola, la mostra
Undici donne, undici storie di chi ha preso parola nelle assemblee politiche, sindacali, nei luoghi della cultura, nelle aule del Parlamento o di un Consiglio comunale.
“Prendere parola. Le donne nella costruzione della Repubblica 1945-1955” è la mostra fotografica-documentaria open air, allestita nel piazzale Renzo Imbeni fino al 30 giugno 2026 e curata da Caterina Liotti e Natascia Corsini del Centro documentazione donna di Modena, che ripercorre la storia di 11 protagoniste della Ricostruzione in Emilia-Romagna: Nilde Iotti, Gina Borellini, Renata Viganò, Luisa Gallotti Balboni, Jolanda Baldassari, Ida Sangiorgi, Lidia Greci, Margherita Zoebeli, Laura Polizzi, Maria Bassi e Medina Barbattini.
Nei primi anni del secondo dopoguerra queste donne hanno partecipato alla vita pubblica, sociale ed economica di un’Italia che rinasceva dalle macerie della guerra. La mostra, frutto di un percorso partecipativo realizzato con i Comuni capoluogo e l’apporto di un Comitato scientifico composto da rappresentanti degli archivi e dei Centri di documentazione della regione, restituisce i segni lasciati dalle parole di queste donne nella costruzione dell’Italia democratica.
Per ognuna di loro, infatti, è stato realizzato un totem che, a partire da una parola, scritta in un articolo o pronunciata in un discorso di piazza, un’assemblea, un congresso di partito o associativo, o in un’intervista, ripercorre le tappe del loro impegno.
Inoltre, le installazioni dedicate a Gina Borellini, Renata Viganò, Medina Barbattini e Ida Sangiorgi sono allestite anche presso i municipi dei Comuni rispettivamente di Modena, Bologna, Piacenza e Cesena.
Una gara in mountain bike tra le montagne più alte e spettacolari dell’Appennino emiliano-romagnolo, dal Corno alle Scale (Bo), al Monte Cimone (Mo), fino al Monte Ventasso (Re), attraversando boschi, crinali e sentieri d’alta quota lungo il confine tra Emilia-Romagna e Toscana. Dal 22 al 26 giugno torna l’Appenninica Mtb Stage Race, la competizione internazionale a tappe che porterà sulle montagne regionali 193 atlete e atleti provenienti da 29 Paesi del mondo.
Cinque tappe, oltre 300 chilometri e quasi 11mila metri di dislivello attraverso le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, lungo un tracciato che porterà atlete e atleti a confrontarsi con alcuni dei percorsi più impegnativi dell’Appennino emiliano-romagnolo. Per la prima volta dalla nascita della manifestazione, le iscrizioni hanno fatto registrare il tutto esaurito con quattro mesi di anticipo, inducendo gli organizzatori ad ampliare ulteriormente il numero dei partecipanti. Un dato che conferma la crescita della partecipazione internazionale e dell’interesse attorno alla manifestazione.
L’iniziativa è stata presentata oggi a Bologna dall’assessora regionale a Turismo e Sport, Roberta Frisoni, insieme al presidente del Territorio Turistico Bologna-Modena, Mattia Santori, ai sindaci Barbara Franchi (Lizzano in Belvedere), Lorenzo Checchi (Riolunato) ed Emanuele Ferrari (Castelnovo ne’ Monti), e agli organizzatori Milena Bettocchi e Beppe Salerno di Asd Happy Trail Mtb.
“Appenninica Mtb Stage Race è diventata in questi anni uno degli appuntamenti più riconoscibili e prestigiosi del panorama internazionale della mountain bike a tappe, capace di richiamare sulle montagne dell’Emilia-Romagna centinaia di atlete e atleti provenienti da tutto il mondo- sottolinea l’assessora Frisoni-. Un evento che unisce competizione sportiva, grandi paesaggi e qualità dell’organizzazione, contribuendo a raccontare l’Appennino emiliano-romagnolo a un pubblico internazionale sempre più ampio. Manifestazioni come questa rappresentano un’opportunità importante per valorizzare il territorio, generare nuove presenze turistiche e promuovere la pratica sportiva, mettendo in relazione sport, natura, comunità e qualità dell’accoglienza. La crescita costante della partecipazione internazionale e l’interesse sempre maggiore di operatori turistici e visitatori confermano il valore di un progetto che contribuisce a rafforzare l’attrattività dell’Appennino emiliano-romagnolo e il posizionamento internazionale della nostra regione attraverso i grandi eventi sportivi”.
L’Appenninica 2026
L’edizione 2026 di Appenninica MTB Stage Race si svilupperà in cinque tappe attraverso le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, confermando il format itinerante che caratterizza la manifestazione fin dalla sua nascita nel 2019. La gara partirà il 22 giugno da Lizzano in Belvedere (Bo), nel comprensorio del Corno alle Scale, e si concluderà il 26 giugno a Castelnovo ne’ Monti (Re), ai piedi della Pietra di Bismantova. In mezzo, il passaggio nell’Appennino modenese con arrivo e partenza di tappa a Riolunato (Mo), nell’area del Monte Cimone.
Il percorso complessivo supererà i 310 chilometri, con oltre 11mila metri di dislivello distribuiti lungo le cinque giornate di gara. Tra i luoghi attraversati dalla corsa figurano il Lago Scaffaiolo, il Corno alle Scale, il Monte Cimone, il Monte Ventasso e diversi tratti di crinale dell’alto Appennino tra Emilia-Romagna e Toscana. La quarta frazione, da Riolunato a Castelnovo ne’ Monti, sarà la tappa più lunga e impegnativa dell’edizione 2026, con quasi 90 chilometri e circa 3mila metri di dislivello.
In gara quest’anno più di 190 atlete e atleti da tutto il mondo, tra cui: Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Estonia, Finlandia e Norvegia.
Il settore turistico evolve e richiede strategie sempre più integrate e innovative. Per parlarne, Lapam Confartigianato promuove l’evento: “In dialogo – opportunità di innovazione nel turismo e strategie di marketing” in collaborazione con il Comune di Maranello e Clust-ER Turismo Emilia-Romagna. L’appuntamento è fissato per mercoledì 27 maggio, dalle ore 9:30 alle ore 13, presso la Sala Conferenze del Museo Ferrari a Maranello.
Alle tavole rotonde si alterneranno diversi ospiti e diverse personalità di rilievo per esplorare i nuovi modelli di turismo territoriale integrato e le strategie di marketing necessarie per rendere i nostri territori competitivi a livello globale: tra questi sarà ospite anche Filippo Zanni, responsabile marketing di ATK, impresa leader nel settore degli attacchi da scialpinismo.
L’iniziativa rappresenta un’occasione di confronto tra istituzioni, esperti di settore e imprese per definire le priorità della governance turistica locale.
Apriranno la mattinata di lavori Luigi Zironi, Sindaco di Maranello, Rita Cavalieri, Presidente Licom e Andrea Guizzardi, Presidente Clust-ER Turismo e Fabio Braglia, Presidente della Provincia di Modena.
L’iniziativa è pubblica e gratuita: per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.lapam.eu.
Il bando Startup Innovative 2025 della Regione Emilia-Romagna conferma la forza dell’ecosistema regionale dell’innovazione: forte partecipazione con 389 candidature, qualità elevata delle proposte e crescente attrattività del territorio regionale.
È il quadro che emerge dal primo bilancio del bando promosso dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Programma regionale Fesr 2021-2027, dedicato al sostegno delle imprese ad alto contenuto tecnologico.
“L’iniziativa, con un finanziamento complessivo di 5 milioni di euro, è pensata per favorire lo sviluppo, il consolidamento e l’insediamento di startup innovative e si conferma – spiega il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla – uno degli strumenti strategici della politica regionale per rafforzare la competitività del sistema produttivo e accelerare i processi di innovazione, creando lavoro di qualità”.
“L’obiettivo- prosegue il vicepresidente- è di rafforzare anche i sistemi produttivi regionali attraverso il sostegno a piani di investimento lungo tutta la catena del valore: dall’idea alla fase di accelerazione, fino alla loro espansione. Col fine di allargare la base di imprese innovative nella nostra regione. Queste attività rappresentano il futuro, il cuore pulsante del sistema dell’innovazione e della ricerca dell’Emilia-Romagna: una realtà sempre più attraente per le startup così come per le ‘intelligenze’, in attuazione dalla nostra legge per attrarre e trattenere i talenti”.
Gli esiti del bando
Il tasso di ammissibilità si attesta al 42%, mentre i dati evidenziano una qualità progettuale particolarmente elevata: oltre l’85% dei progetti ammessi integre tecnologie avanzate come intelligenza artificiale e big data.
La spinta verso la trasformazione digitale rappresenta uno degli elementi centrali del bando. Più del 70% delle proposte complessive è infatti orientato alla digitalizzazione, mentre circa il 90% dei progetti prevede nuove assunzioni qualificate, con ricadute positive sul fronte dell’occupazione e delle competenze specialistiche.
Significativo anche il dato relativo alla provenienza delle candidature: quasi il 50% arriva da imprese fuori regione, un indicatore che conferma la capacità dell’Emilia-Romagna di attrarre nuove realtà imprenditoriali e investimenti, consolidando il proprio ruolo di hub nazionale dell’innovazione.
Il bando si conferma quindi uno strumento efficace per sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative, valorizzare il trasferimento tecnologico e favorire la trasformazione dei risultati della ricerca in nuove opportunità di mercato.
In continuità con la Strategia di specializzazione intelligente 2021-2027, la misura punta inoltre a stimolare modelli di business innovativi e sostenibili, promuovendo la diffusione di tecnologie avanzate a beneficio dell’intero sistema economico e sociale regionale.
Le startup in Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna, le startup registrate a settembre 2025 sono 889, pari al 7,21% del totale nazionale, che conta circa 12mila startup. La regione si colloca al quarto posto nella graduatoria dopo Lombardia, Lazio e Campania.
Per quanto riguarda la concentrazione delle startup in Emilia-Romagna, 282 sono in provincia di Bologna, 142 a Modena, 98 a Reggio Emilia, 93 a Parma, 76 a Rimini, 55 a Ravenna, 53 a Forlì-Cesena, 47 a Ferrara e 43 a Piacenza.
Le startup regionali si concentrano principalmente in alcuni settori dei servizi avanzati, come la produzione di software e consulenza informatica, i servizi informatici e altri servizi informativi, e la ricerca scientifica e sviluppo, che insieme rappresentano il 78% delle startup regionali. Tra le attività manifatturiere, invece, spicca la presenza di startup nella meccanica e, in particolare, nel comparto delle macchine.