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Cittadinanza europea, partecipazione e diritti: dalla Regione 270mila euro per progetti rivolti a enti locali e Terzo settore

Cittadinanza europea, partecipazione e diritti: dalla Regione 270mila euro per progetti rivolti a enti locali e Terzo settoreConferenze, workshop, festival, mostre, attività di formazione e sensibilizzazione, ma anche percorsi di europrogettazione e sviluppo di competenze per accedere ai fondi europei. Sono alcune delle iniziative che potranno essere finanziate con il nuovo bando della Regione Emilia-Romagna, dedicato alla promozione della cittadinanza europea.

Per l’edizione 2026 del bando sono disponibili complessivamente 270mila euro, destinati a sostenere progetti di enti locali, associazioni, fondazioni e soggetti senza scopo di lucro in grado di rafforzare la conoscenza delle politiche e delle opportunità offerte dall’Unione europea e la partecipazione attiva dei cittadini alla vita democratica dell’Ue.

L’iniziativa sostiene progetti coerenti con le priorità strategiche regionali: dall’Europa dell’innovazione, per affrontare le sfide della transizione verde e digitale, all’Europa dei diritti, per promuovere inclusione, parità di genere e coesione sociale. Spazio anche all’Europa delle cittadine e dei cittadini, per rafforzare la partecipazione democratica, e all’Europa dello sviluppo territoriale, con iniziative che aiutino gli enti locali a progettare e accedere ai finanziamenti europei.

Particolare attenzione sarà riservata ai progetti che si collegano agli obiettivi dell’Agenda 2030, coinvolgono attivamente giovani e donne, promuovono il dialogo tra cittadine, cittadini e istituzioni e utilizzano strumenti innovativi e digitali per contrastare la disinformazione e sviluppare senso critico.

“Con questo provvedimento- afferma l’assessore regionale ai Rapporti con l’Ue, Alessio Mammi- rafforziamo il nostro impegno per una cittadinanza europea sempre più consapevole e partecipata. Vogliamo sostenere progetti capaci di tradurre i valori europei in esperienze concrete tra le persone e nei territori, promuovendo partecipazione democratica, inclusione e solidarietà. Portare l’Europa dentro le comunità significa creare occasioni di incontro, conoscenza e confronto sulle politiche e sulle opportunità offerte dall’Unione, ma anche sviluppare competenze utili per accedere ai programmi e ai finanziamenti europei. È un lavoro che vogliamo costruire insieme ai territori, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni e rafforzando il dialogo tra istituzioni e comunità locali”.

Il bando

Le proposte progettuali si articolano in due ambiti. Il primo riguarda iniziative rivolte alla comunità regionale (Tipologia A), che comprendono attività culturali, educative e formative – come conferenze, workshop, festival, mostre, percorsi di sensibilizzazione, scambio di buone pratiche e progetti di comunicazione anche digitale – finalizzate a diffondere i valori europei e rafforzare la partecipazione delle cittadine e dei cittadini. Il secondo ambito si riferisce a progetti di rafforzamento istituzionale (Tipologia B), rivolte agli enti territoriali, che prevedono azioni di capacity building, formazione su politiche e programmi europei, sviluppo di competenze per la progettazione e gestione dei fondi Ue, costruzione di partenariati e valorizzazione dei risultati dei progetti finanziati. Per la tipologia B sarà data priorità ai progetti che rafforzano le capacità di programmazione e co-progettazione degli enti e valorizzano le reti territoriali già esistenti.

Il contributo regionale potrà coprire fino al 70% dei costi dei progetti (80% per specifiche tipologie di territori), per un importo compreso tra 5mila e 20mila euro. I progetti dovranno essere realizzati nel corso del 2026.

Le domande

Possono presentare domanda Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitana e Province, oltre ad associazioni, fondazioni e altri enti del terzo settore con sede o operatività in Emilia-Romagna e con esperienza nella promozione della cittadinanza europea.

Ogni soggetto potrà presentare una sola proposta progettuale, che sarà valutata tramite procedura a graduatoria sulla base della qualità, della coerenza con gli obiettivi regionali, del grado di innovazione e dell’impatto sul territorio.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma regionale Siber, dalle ore 11 del 26 marzo 2026 alle ore 16 del 30 aprile 2026.

Costruzioni in Emilia-Romagna: 85 miliardi di fatturato, 273.000 addetti e una crescita media annua del 6,3%

Costruzioni in Emilia-Romagna: 85 miliardi di fatturato, 273.000 addetti e una crescita media annua del 6,3%Il settore delle costruzioni dell’Emilia-Romagna conta quasi 16.700 società di capitale attive nel 2024, con un fatturato aggregato di 85 miliardi di euro e circa 273.000 addetti. Il quinquennio 2019-2024 restituisce una traiettoria di crescita strutturale: un CAGR (tasso di crescita annuo composto) del fatturato del 6,3% e una redditività operativa in espansione ancora più decisa (+12,2% CAGR dell’EBITDA), in linea con le performance nazionali e a conferma del ruolo di primo piano della regione nello scenario italiano[1]. È in questo contesto di solidità e dinamismo che si inserisce il SAIE Lab | On Tour di Reggio Emilia, primo appuntamento della nuova edizione dei SAIE Lab, i laboratori tecnici itineranti organizzati da SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti (dal 7 al 10 ottobre 2026 a BolognaFiere). In occasione dell’appuntamento sono stati divulgati i dati dell’Osservatorio SAIE, realizzato da Nomisma, che analizza l’andamento del mercato e le opinioni delle imprese di produzione, distribuzione e servizi per il settore delle costruzioni (edilizia e impianti), con un focus sul territorio emiliano-romagnolo.

Osservatorio SAIE: i numeri della filiera delle costruzioni in Emilia-Romagna

Il quadro che emerge dal campione di aziende intervistate in Emilia-Romagna è complessivamente positivo. Le attese per il 2026 sono orientate alla crescita: il 63% delle imprese del campione prevede un aumento del fatturato nell’anno, in linea con un comparto che guarda avanti con ottimismo. Altrettanto solidi il portafoglio ordini, giudicato adeguato ai livelli di sostenibilità finanziaria da più di 2 aziende su 3 (64%), e il piano assunzioni per il 2026. Sul fronte occupazionale, più di 1 impresa su 2 (52%) del campione regionale ha in programma di assumere nuovi addetti nei prossimi mesi, segnale di un settore che continua a investire sulle proprie risorse umane. Le figure più ricercate rimangono gli operai non specializzati, i profili impiegati in ambito amministrativo, commerciale e marketing e gli operai altamente specializzati. Secondo le aziende intervistate, la mancanza di personale qualificato figura tra i principali fattori critici, insieme a burocrazia e concorrenza, ed è segnalata dal 55% del campione.

Per quanto riguarda il Piano Europeo per l’edilizia abitativa, il 54% delle aziende del campione italiano lo ha accolto positivamente, mentre il 34% non ha ancora maturato un’opinione in merito. In Emilia-Romagna, sebbene la conoscenza del piano risulti ancora limitata, 2 aziende su 3 (67%) del campione si dichiarano già pronte a rispondere alla domanda di edifici e infrastrutture più sostenibili e innovative, una fiducia nettamente superiore rispetto alle aspettative sul mercato nel suo complesso (29%). Quasi 2 intervistati su 3 considerano inoltre i produttori italiani competitivi rispetto agli europei sui prodotti richiesti, soprattutto in specifiche categorie, mentre per il 21% l’Italia è leader in Europa.

Il format dei SAIE Lab 2026 e le novità

Il SAIE Lab | On Tour di Reggio Emilia, dedicato al tema Logistica ad alta intensità: pavimenti industriali e scaffalature, un sistema integrato, è stato moderato dall’Ing. Andrea Dari, Direttore di Ingenio, e si è svolto con il patrocinio di ANCE Giovani, Conpaviper, Federcostruzioni, ISI e UNI, oltre al supporto di numerosi ordini professionali e associazioni di categoria del territorio, e con MPM e Master Builders Solutions come sponsor. Un tema, quello della logistica ad alta intensità, sempre più urgente: la crescita dell’e-commerce e l’automazione dei magazzini stanno ridefinendo la progettazione degli edifici logistici, imponendo un cambio di paradigma in cui pavimentazioni industriali, scaffalature e sistemi di ancoraggio devono essere concepiti come un unico sistema strutturale, capace di garantire sicurezza e durabilità nel tempo.

Quello di Reggio Emilia è il primo di cinque appuntamenti previsti per questa edizione, che attraverserà l’Italia toccando Perugia, Napoli, Brescia e Genova. Rispetto alle edizioni precedenti, i SAIE Lab si arricchiscono di una novità significativa: per la prima volta, ogni tappa avrà un’evoluzione diretta all’interno di SAIE Bologna 2026, attraverso i SAIE Lab | Live: Arene tematiche, allestite in fiera e dedicate ai temi affrontati nei singoli SAIE Lab | On Tour, con l’obiettivo di creare un filo conduttore tematico tra gli appuntamenti locali e la manifestazione. Veri e propri punti di incontro per professionisti, istituzioni, imprese e associazioni.

I SAIE Lab sono la dimostrazione concreta che SAIE è molto più di una fiera: è un punto di riferimento permanente per l’intero sistema delle costruzioni – ha dichiarato Emilio Bianchi, Direttore Generale di SAIECon questa nuova edizione attraverso i SAIE Lab | On Tour portiamo contenuto tecnico di qualità direttamente sui territori, valorizzando competenze locali e mantenendo vivo il dialogo con professionisti e imprese lungo tutto l’arco dell’anno. Il tema scelto per aprire questa edizione, la logistica ad alta intensità come sistema integrato, è emblematico: sono esattamente queste le sfide concrete che le imprese affrontano ogni giorno nei cantieri e che SAIE vuole contribuire ad affrontare con strumenti tecnici all’altezza. Ma il vero salto di qualità sta nella continuità che da quest’anno vogliamo dare al lavoro fatto sui territori: grazie alle Arene tematiche SAIE Lab | Live all’interno di SAIE Bologna 2026, ogni tema affrontato negli appuntamenti territoriali verrà approfondito in fiera, in un confronto ancora più ampio con espositori, progettisti e operatori di tutta Italia”.

SAIE Bologna 2026: la fiera che guarda al futuro delle costruzioni

SAIE torna a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2026, dopo il successo dell’edizione del 2024 che aveva registrato risultati record, con oltre 40.000 partecipanti (in crescita del +7% rispetto all’edizione precedente) e 560 aziende in esposizione proseguendo l’alternanza strategica annuale tra i due poli fieristici di Bari e Bologna. La manifestazione si caratterizza per un format espositivo evoluto, articolato in quattro settori – Progettazione, Edilizia, Impianti e Servizi e Media – che rappresentano l’intero ecosistema delle costruzioni. Accanto ai saloni espositivi, le iniziative speciali si articolano in quattro percorsi tematici: SAIE Sostenibilità, dedicato all’efficienza energetica e ai materiali ecosostenibili; SAIE Infrastrutture, incentrato sui grandi progetti infrastrutturali; SAIE Persone al Centro, focalizzato sulla crescita professionale e lo sviluppo delle competenze; e SAIE Innovazione, che esplora la digitalizzazione e le nuove tecnologie per il cantiere. Un programma pensato per offrire novità di prodotto, contenuti tecnici e momenti esperienziali attraverso padiglioni tematici, aree dimostrative, convegni e masterclass.

[1] Fonte – Elaborazioni Nomisma su bilanci depositati.

Bilancio 2025, Emil Banca supera i 12 miliardi di euro di mezzi amministrati

Bilancio 2025, Emil Banca supera i 12 miliardi di euro di mezzi amministrati
Matteo Passini e Gian Luca Galletti

Più grande, più solida e sempre più vicina alle comunità. Anche nel 2025, Emil Banca, la Banca di Credito Cooperativo del Gruppo Bcc Iccrea presente in tutte le città emiliane e nel mantovano, ha continuato a crescere superando la simbolica quota di 12 miliardi di euro di mezzi amministrati.

Gli impieghi totali, trainati dalla ripresa dei mutui casa (+11% gli erogati), sono saliti sopra i 4 miliardi di euro (+1,2% sul 2024). La raccolta totale si è attestata sopra gli 8 miliardi di euro (+3%) spingendo così i mezzi amministrati oltre i 12 miliardi di euro (+2,3%).

Rispetto a fine 2024, l’area est dell’Emilia (che comprende le filiali nelle province di Bologna e Ferrara) segna un aumento di quasi 120 milioni di euro di mezzi amministrati mentre nell’area Ovest (che comprende le filiali nelle province di Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Mantova) l’incremento è di quasi 150 milioni. In entrambe le aree territoriali cresce il numero di clienti primari (+1500 in totale).

Durante il 2025, il Prodotto Bancario Lordo è cresciuto di circa 280 milioni di euro e sono stati deliberati nuovi finanziamenti per un totale di 1.135 milioni di euro (+9,3%).

Tra i clienti figurano anche 106 start-up innovative e 66 PMI innovative, rispettivamente il 16% e il 31% del totale delle aziende di quel tipo presenti in Emilia. Percentuali che salgono ancora se si considerino solo i territori storici della Banca: a Bologna, per esempio, più di una start-up innovativa su cinque, e più di una PMI innovativa su tre, si sono affidate a Emil Banca per crescere.

Un’attenzione particolare è stata dedicata al supporto per l’acquisto della prima casa, con l’erogazione di 1.980 mutui per un valore complessivo di 248 milioni di euro, e al tema della sostenibilità: la raccolta qualificata (Wealth ESG) evidenzia una variazione di 33 milioni di euro (+172%).

Aumenta anche la solidità patrimoniale con il Cet 1 Capital Ratio salito fino al 22,3% (+ 3,5% rispetto a fine 2024) mentre il credito deteriorato (NPL /Impieghi) è sceso al 2,86% (- 0,12% rispetto a fine 2024) segnando una delle percentuali più basse del sistema.

Il Bilancio 2025 si è chiuso con un utile di esercizio di 49,2 milioni di euro. 

“Abbiamo chiuso sfiorando i 50 milioni di euro contro i circa 60 dello scorso anno, ma resta un dato ampiamente positivo, che conferma la bontà del nostro modello di business che tiene assieme risultati economici e ricaduta sociale della nostra attività. Il miglioramento del Rating Sociale ed Ambientale, che nel 2025 è passato da A+ a AA-, a un solo gradino dall’eccellenza assoluta, lo certifica”, spiega il direttore generale, Matteo Passini, che aggiunge: “Il risultato è sicuramente influenzato dall’abbassamento del costo del denaro, che ha ridotto il nostro margine d’interesse, ma anche da scelte strategiche della Banca che ha deciso di premiare la raccolta a scadenza dei nostri clienti e di non alzare eccessivamente lo spread sui prestiti, rinunciando così a un po’ di margine. Oltre agli investimenti che abbiamo messo in campo per aprire due nuove filiali, a Fidenza e a Spilamberto. Le Bcc non devono fare utili per distribuirli agli azionisti ma devono crescere e patrimonializzarsi per continuare a svolgere il compito di driver dell’economia reale e di uno sviluppo equo e sostenibile. Ed è questo che stiamo facendo”. 

“L’esercizio appena chiuso ci mostra una Banca solida e solidale, che ha svolto in pieno la sua missione, sostenendo le famiglie e accompagnando le imprese del territorio nel loro percorso verso un futuro che deve essere per forza più sostenibile di quanto non sia stato in passato – ha commentato il presidente, Gian Luca Galletti, che ha aggiunto: “Nel 2025, assieme ai nostri 33 Comitati soci locali, tra erogazioni liberali e sponsorizzazioni sociali, abbiamo distribuito sul territorio più di 3 milioni di euro che hanno concorso alla realizzazione di oltre 1.300 iniziative di natura sociale, sportiva e culturale realizzate da organizzazioni locali, oltre il 20 per cento in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, l’utile conseguito ci permette di proporre all’Assemblea, in programma per il prossimo 26 aprile, di remunerare le quote della nostra base sociale, tra dividendi e rivalutazione, del 4% per altri 3 milioni di euro che rimarranno nelle nostre comunità locali. Per il 2026, il CdA proporrà di alzare ancora di più il fondo dedicato ad attività di beneficenza che passerà da 2 a 2,5 milioni di euro”.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 21 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 21 marzo 2026Nuvoloso per nubi stratificate con addensamenti più consistenti sui rilievi, dove non si escludono brevi rovesci o locali piovaschi.

Temperature minime in lieve aumento comprese tra 3/4 gradi della pianura e 5/6 gradi della costa, massime quasi stazionarie comprese tra 13 gradi della costa riminese e 15 gradi della pianura. Venti deboli variabili, prevalentemente orientali sulla costa. Mare poco mosso.

(Arpae)

Goldoni (FDI): Borsellino a Maranello, tra memoria e referendum

Goldoni (FDI):  Borsellino a Maranello, tra memoria e referendumLa presenza di Lucia Borsellino alle scuole della città ha rappresentato un momento di grande intensità per la comunità. Le sue parole rivolte ai ragazzi hanno trasmesso con forza il significato autentico della legalità e del sacrificio di chi ha combattuto la mafia.
Questo clima di memoria civile richiama anche una riflessione più ampia. È noto che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino lavoravano fianco a fianco e condividevano l’impegno per una giustizia efficace, confrontandosi costantemente sulla natura delle funzioni della magistratura, comprese le differenze tra ruolo requirente e ruolo giudicante.

Il tema della distinzione tra pubblico ministero e giudice è oggi al centro del referendum del 22 e 23 marzo 2026, e solleva domande legittime su come declinare quel pensiero nel contesto dell’indipendenza e dell’efficacia dell’azione penale e giudiziaria.
Di fronte a tutto ciò, viene spontaneo chiedersi: se fosse stata posta a Lucia Borsellino la domanda su quale sarebbe stata la posizione di suo padre, la risposta poteva essere davvero incerta?

Eppure a Maranello si registra una contraddizione politica evidente: da un lato si celebra – giustamente – la memoria delle figure simbolo della lotta alla mafia, che, dalle interviste e dai loro scritti, hanno sempre sottolineato l’importanza di una chiara distinzione tra funzioni requirenti e giudicanti, dall’altro si invitano esponenti politici come Stefano Bonaccini, ex Presidente della Regione Emilia-Romagna e ora europarlamentare, a sostenere il No al referendum sulla magistratura.

La memoria non può essere a intermittenza: deve tradursi in scelte concrete e coerenti. Per questo invito i cittadini a informarsi, riflettere e partecipare al voto referendario, esprimendo un convinto Sì alla separazione delle carriere, nel solco dei principi di indipendenza e responsabilità che Falcone e Borsellino hanno sempre incarnato, e che oggi qualche Sindaco sembra difendere solo a parole.

(Barbara Goldoni Consigliere Comunale FDI – Maranello)

Ai nastri di partenza il lavoro sul Nuovo Piano regionale integrato dei trasporti, oggi in Regione il primo confronto con gli enti locali e le agenzie per la mobilità

Ai nastri di partenza il lavoro sul Nuovo Piano regionale integrato dei trasporti, oggi in Regione il primo confronto con gli enti locali e le agenzie per la mobilitàPensare e progettare il trasporto pubblico alla luce dei profondi cambiamenti sociali, economici e ambientali in atto. Questa una delle sfide di cui dovrà necessariamente tenere conto il prossimo Piano regionale integrato dei trasporti (Prit), lo strumento strategico con cui la Regione definisce indirizzi, priorità e interventi in materia di mobilità e che avrà una vista al 2040.

Oggi l’incontro di avvio del percorso a Bologna, in viale Aldo Moro, a cui hanno preso parte l’assessora regionale a Mobilità e Trasporti, Irene Priolo, i rappresentanti dei Comuni capoluogo, della Città metropolitana di Bologna e delle Province, oltre alle Agenzie per la mobilità.

“Stiamo entrando in una nuova fase della pianificazione regionale dei trasporti – afferma l’assessora Priolo- che deve necessariamente partire da un ascolto attento dei territori. In questi anni si sono modificati in modo significativo i comportamenti di mobilità delle persone, così come le condizioni del contesto economico, sociale ed ambientale. Per questo il nuovo Prit dovrà essere uno strumento capace di leggere questi cambiamenti e tradurli in scelte concrete, innovative e sostenibili”.

“Il trasporto pubblico locale- prosegue Priolo- è uno degli assi portanti di questa strategia: va rafforzato, reso più efficiente e più rispondente ai bisogni reali di cittadini e imprese in un contesto in cui il fondo nazionale dedicato non cresce da almeno dieci anni rendendo difficile la sostenibilità dei servizi. Il confronto avviato oggi con Comuni, Province e Agenzie sarà fondamentale per costruire insieme un sistema di mobilità resiliente”.

Al centro del confronto, dunque, il ruolo del trasporto pubblico locale, ma non solo, nella costruzione del nuovo Piano, alla luce dei profondi cambiamenti che hanno interessato il Paese negli ultimi anni: dalle trasformazioni socioeconomiche, alle dinamiche demografiche, agli effetti su comportamenti e stili di vita dalla pandemia da Covid-19 ad oggi, agli impatti della qualità dell’aria sulla salute delle persone, fino alla crisi energetica che incide profondamente sul comparto del  trasporto delle merci e delle persone.

Sarà necessaria una riflessione approfondita sull’evoluzione della domanda di mobilità e sulle modalità di organizzazione dei servizi, anche in relazione alle risorse disponibili e alle future opportunità di finanziamento nazionali, tra cui il recente programma per la mobilità sostenibile nelle grandi aree urbane finanziato dal Ministero dell’Ambiente e finalizzato al miglioramento della qualità dell’aria.

L’incontro rappresenta il primo momento di condivisione dei dati di contesto all’interno dei quali si muove la Regione Emilia-Romagna, che proseguirà con la costruzione di un gruppo di lavoro che si riunirà nei prossimi mesi, finalizzato a raccogliere esigenze, criticità, potenzialità e proposte utili ad arricchire il quadro conoscitivo per costruire insieme gli obiettivi del nuovo Prit.

Nasce a Formigine il Controllo di Vicinato del Commercio

Nasce a Formigine il Controllo di Vicinato del CommercioSi è tenuto oggi un incontro con i commercianti del territorio per lanciare ufficialmente il progetto “Controllo del Vicinato del Commercio”. L’iniziativa estende al settore economico il modello della sicurezza partecipata già consolidato in ambito residenziale, con l’obiettivo di creare una rete capillare di protezione che veda gli esercenti protagonisti attivi nella tutela del proprio quartiere.

Il progetto affonda le sue radici nell’esperienza positiva avviata lo scorso novembre a Corlo, dove, a seguito di un episodio di cronaca, era stato attivato un primo nucleo sperimentale di segnalazione tra negozianti e istituzioni. L’efficacia di quel confronto ha spinto l’Amministrazione a strutturare un protocollo formale che oggi coinvolge l’intero territorio comunale, con il supporto delle associazioni di categoria e in costante coordinamento con la Prefettura.

Afferma l’Assessore al Commercio Corrado Bizzini: “La rete dei commercianti rappresenta la miglior forma di prevenzione possibile perché chi vive e lavora quotidianamente in negozio ha lo sguardo più attento su ciò che accade in strada. Con questo progetto non chiediamo agli esercenti di sostituirsi alle forze dell’ordine, ma di trasformare i propri esercizi in presidi di ascolto e vigilanza passiva. Un quartiere dove i commercianti comunicano tra loro è un luogo più sicuro non solo per chi vi lavora, ma anche per i clienti, rendendo il nostro territorio più accogliente e protetto. Tutte le attività che aderiranno riceveranno una vetrofania identificativa del progetto, un segnale chiaro di coesione che funge da importante deterrente visivo contro ogni forma di illegalità”.

Sul fronte della sicurezza urbana, l’iniziativa si integra in un piano di potenziamento strutturale che ha visto l’Amministrazione investire risorse significative negli ultimi mesi.

Commenta l’Assessore alla Sicurezza integrata Andrea Corradini: “Il Controllo di Vicinato del Commercio si poggia su strumenti concreti come la chat WhatsApp dedicata, monitorata in tempo reale dalla nostra Polizia Locale, che permette di scambiare segnalazioni immediate su situazioni sospette. A Formigine contiamo già 41 gruppi di vicinato residenziale molto attivi; portare questa esperienza nelle zone commerciali significa rendere la sicurezza una pratica quotidiana e condivisa, ottimizzando i tempi di intervento e aumentando la percezione di protezione in ogni frazione”.

I commercianti interessati ad aderire alla rete possono formalizzare la propria partecipazione scrivendo una mail all’indirizzo sicurezza.partecipata@comune.formigine.mo.it, indicando il nome dell’attività e l’indirizzo. In breve tempo verranno ricontattati dai responsabili del progetto per ricevere il materiale informativo e la vetrofania ufficiale da esporre all’ingresso.

 

Diritto allo studio, Gino Passarini nuovo direttore dell’Azienda regionale Er.Go

Diritto allo studio, Gino Passarini nuovo direttore dell’Azienda regionale Er.GoL’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori (Er.Go) ha un nuovo direttore. La Giunta regionale, nell’ultima seduta, ha conferito l’incarico ad interim – fino alla fine del 2026 – al Direttore generale Educazione, Scuola, Formazione e Università della Regione Emilia-Romagna, Gino Passarini.

La nomina si è resa necessaria a seguito delle dimissioni, per motivi personali, di Francesco Scaringella.

La scelta di conferire l’incarico al Direttore generale Educazione, Formazione e Università è stata presa al fine di garantire continuità all’azione amministrativa di Er.Go, anche in vista del completamento della riorganizzazione avviata che prevede, per l’Agenzia, l’accorpamento degli organici all’interno dell’Ente Regione, così come previsto anche nel Documento di Economia e Finanza Regionale (Defr), il principale strumento di programmazione economico-finanziaria.

Il 22 e 23 marzo in Emilia-Romagna chiamati alle urne oltre 3milioni e 365mila elettori

Il 22 e 23 marzo in Emilia-Romagna chiamati alle urne oltre 3milioni e 365mila elettoriSono oltre 3 milioni e 365mila gli elettori dell’Emilia-Romagna chiamati al voto il 22 e 23 marzo, per esprimersi sul Referendum Costituzionale. A questi si aggiungono anche quasi 230mila elettori che votano dall’estero.
I seggi, suddivisi in 4.525 sezioni, saranno aperti domenica 22 dalle ore 7 alle 23, e lunedì 23 dalle ore 7 alle 15. Le operazioni di scrutinio per il Referendum avranno inizio subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti.

Dettagli sugli elettori suddivisi per provincia, documenti, il testo del quesito, il ‘come si vota’ nonché il fac-simile della scheda elettorale possono essere consultati sul sito della Regione Emilia-Romagna dedicato alle elezioni, a questo link, realizzato dall’Agenzia di informazione e Comunicazione della Giunta in collaborazione con l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Disponibile il collegamento con la Banca dati elettorale (Bde) dell’Assemblea legislativa dove sono consultabili i risultati di precedenti votazioni referendarie.

Esattamente in Emilia-Romagna gli elettori, secondo i dati aggiornati alla revisione straordinaria al 15^ giorno antecedente le elezioni e pubblicati su Il Dossier – Referendum 2026del ministero degli Interni, sono 3.365.878.

Sempre secondo il dossier del ministero degli Interni, gli elettori iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) e residenti in Emilia-Romagna sono 227.655, a cui si aggiungono 1.463 emiliano-romagnoli che, temporaneamente all’estero, votano per corrispondenza, per un totale di 229.118.
A Bologna, inoltre, sono stati istituiti 364 seggi Aire per lo scrutinio di schede relative alla circoscrizione Estero (precisamente dall’Europa.

La ripartizione degli elettori in Emilia-Romagna, per provincia, è: Bologna 776.517 elettori (1.055 sezioni); Ferrara 264.990 (406 sezioni); Forlì-Cesena 300.315 (387 sezioni); Modena 524.647 (701 sezioni); Parma 335.341 (470 sezioni); Piacenza 211.506 (299 sezioni); Ravenna 294.453 (400 sezioni); Reggio Emilia 396.915 (476 sezioni); Rimini 261.194 (331 sezioni)

Cultura del rispetto e prevenzione dei crimini d’odio, nasce a Bologna il primo Protocollo d’intesa

Cultura del rispetto e prevenzione dei crimini d’odio, nasce a Bologna il primo Protocollo d’intesaSono motivati da pregiudizi nei confronti di una persona o di un gruppo sociale, sulla base di caratteristiche specifiche quali l’etnia, la nazionalità, l’orientamento sessuale o l’identità di genere. E prendono di mira la vittima, non solo individualmente, ma per ciò che rappresenta.

Sono i crimini d’odio: reati che, proprio per la natura del movente che li caratterizza, colpiscono gravemente la persona e la sua dignità ma, allo stesso tempo, possono produrre un effetto intimidatorio che si estende alle comunità e ai gruppi ai quali le vittime appartengono, anche nella dimensione digitale.

È per contrastare questi fenomeni e promuovere una cultura del rispetto, della legalità e dei diritti fondamentali – a partire dalle giovani generazioni, nelle scuole e nelle università – che Regione Emilia-Romagna, Corte d’Appello di Bologna, Procura Generale, Ordine degli Avvocati, Unione regionale dei Consigli degli Ordini forensi dell’Emilia-Romagna (Urcofer) e Comune di Bologna hanno deciso di unire le forze e sottoscrivere un Protocollo d’intesa. Un accordo che nasce dalla consapevolezza che il contrasto ai crimini d’odio richiede un impegno condiviso e una collaborazione stabile tra istituzioni, professioni, sistema educativo e territorio.

L’intesa, promossa da Procura Generale e Corte di Appello di Bologna, rientra nell’ambito della Settimana della legalità 2026. Obiettivo, avviare un percorso condiviso di iniziative giuridiche, educative e istituzionali su tutto il territorio regionale: attività di formazione, sensibilizzazione e informazione rivolte a studentesse, studenti, docenti ed educatori; azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di odio anche online; rafforzamento dei servizi di supporto alle vittime di atti motivati da discriminazione, oltre allo sviluppo di progetti tematici e attività di studio e divulgazione con il coinvolgimento di scuole, università, associazioni e realtà del territorio.

Tra le attività previste anche una giornata annuale di confronto e approfondimento, “La Giustizia non odia”, pensata come momento pubblico di verifica delle attività svolte e di dialogo tra istituzioni, professioni giuridiche, mondo accademico e società civile.

L’intesa è stata firmata oggi a Bologna, nella sede della Regione, dal presidente Michele de Pascale, dalla presidente della Corte d’Appello di Bologna, Marilena Rizzo, dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dall’avvocato generale presso la Corte d’Appello di Bologna, Ciro Cascone, in rappresentanza del procuratore generale di Bologna, dal presidente di Urcofer, Mauro Cellarosi, e dal presidente dell’Ordine degli avvocati, Flavio Peccenini. Presenti anche il vicepresidente vicario dell’Ordine, Paolo Rossi, e il consigliere segretario, Giovanni Delucca.

“Questo protocollo nasce dalla volontà di diverse istituzioni di lavorare insieme su un terreno fondamentale per la convivenza civile: quello del rispetto delle persone e dei diritti fondamentali- afferma il presidente de Pascale-. La prevenzione dei fenomeni di odio e discriminazione passa innanzitutto dalla cultura, dalla conoscenza e dall’educazione. Per questo abbiamo scelto di sostenere un progetto che mette in rete competenze diverse: il mondo della giustizia, le istituzioni pubbliche, le scuole, le università e le realtà associative. Rafforzare la consapevolezza dei valori costituzionali, promuovere iniziative di formazione e sensibilizzazione, sostenendo al tempo stesso le persone che subiscono atti discriminatori, significa contribuire a rendere le nostre comunità più consapevoli e inclusive per tutte e tutti”.

“La prevenzione e il contrasto dei crimini d’odio- sottolinea l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni- richiedono un impegno condiviso e continuo sul territorio, capace di coinvolgere istituzioni, mondo della giustizia, scuole e comunità locali. Con questo protocollo la Regione rafforza una collaborazione stabile che mette in rete competenze diverse e promuove percorsi di formazione, sensibilizzazione e conoscenza del fenomeno, a partire dalle ragazze e dai ragazzi. È un impegno necessario, non solo per riconoscere e contrastare forme di violenza che oggi si manifestano anche negli spazi digitali, ma anche per sostenere le persone colpite e costruire nelle nostre comunità strumenti più efficaci di prevenzione, contro ogni forma di discriminazione”.

“Il Protocollo- spiega la presidente della Corte d’Appello, Marilena Rizzo- nasce dalla constatazione del diffuso ricorso a discorsi e comportamenti connotati dall’odio e dell’aumento sul territorio regionale di reati originati da tale sentimento negativo anche tra le nuove generazioni. La Corte di Appello di Bologna ha fatto rete con le istituzioni del territorio onde porre in atto azioni concrete che coinvolgano la cittadinanza volte ad invertire la rotta verso la violenza e l’odio in quanto, pur consapevole della complessità del cammino che ha intrapreso e del tempo necessario per arrivare alla meta, ritiene che la propria responsabilità istituzionale debba essere messa al servizio della collettività anche oltre la dimensione burocratica”.

“Sempre più spesso sentiamo parole o discorsi d’odio, per lo più dirette a colpire chi è diverso da noi, per razza, religione, genere o orientamento sessuale, ovvero la pensa diversamente da noi- afferma l’avvocato generale Cascone-. Le parole d’odio non sono opinioni ma sono reati (articoli 604-bis e 604-ter del Codice penale), e tuttavia non possiamo attendere l’azione giudiziaria per limitare e contenere questo fenomeno. Occorre agire in prevenzione, favorendo e promuovendo una cultura del rispetto e del dialogo, al contempo uscendo dal silenzio e dall’indifferenza”.

“Con la sottoscrizione di questo Protocollo Bologna sceglie da che parte stare- sottolinea il sindaco Lepore-. Siamo dalla parte del rispetto, dei diritti e della coesione sociale. Di fronte ai fenomeni di odio e discriminazione, serve una risposta chiara, unitaria e concreta delle istituzioni. Questa alleanza tra giustizia, enti locali, professioni e mondo educativo rafforza la nostra capacità di prevenire e contrastare i reati d’odio, dentro e fuori dalla rete. Investire sulla cultura del rispetto, soprattutto tra i più giovani, significa difendere la qualità del nostro vivere insieme. Bologna continuerà a fare la propria parte, con determinazione, per costruire una comunità più giusta e inclusiva”.

“Questo Protocollo- afferma il presidente di Urcofer, Cellarosi- rappresenta l’avvio di un’esperienza fortemente innovativa con rilevanza nazionale, per contrastare i crimini d’odio attraverso un approccio integrato che, al momento, unisce istituzioni giudiziarie, principali enti territoriali e professioni legali e che sarà poi esteso alle istituzioni scolastiche e tutte le altre realtà associative che operano senza fini di lucro per la tutela della dignità della persona. L’avvocatura intende così confermarsi quale presidio dei diritti fondamentali e Urcofer si impegnerà a promuovere presso tutti gli Ordini forensi dell’Emilia-Romagna le attività previste dal Protocollo, nella convinzione che solo attraverso la collaborazione stabile tra istituzioni, professioni e territorio sia possibile costruire una società più giusta, inclusiva e rispettosa dei diritti di ciascuno”.

“L’adesione dell’Ordine degli Avvocati a questo Protocollo rappresenta un passaggio di particolare rilievo nel rafforzamento del presidio dei diritti fondamentali sul territorio- spiega il vicepresidente vicario dell’Ordine degli Avvocati di Bologna, Rossi-. I crimini d’odio non offendono soltanto la persona che ne è vittima, ma minano i principi di convivenza civile e il senso stesso di appartenenza alla comunità giuridica e sociale. In tale prospettiva, l’Avvocatura è chiamata a svolgere un ruolo attivo non solo nella tutela giudiziaria, ma anche nella prevenzione, attraverso la promozione di una cultura del rispetto, della legalità e della responsabilità, specie nei confronti delle nuove generazioni. Questo Protocollo segna un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, che consente di coniugare competenze diverse in un’azione coordinata e strutturata, capace di incidere concretamente sul fenomeno”.

“Il Protocollo sottoscritto oggi costituisce uno strumento operativo di grande valore, perché consente di tradurre in azioni concrete un impegno condiviso contro ogni forma di discriminazione e violenza- dichiara il consigliere segretario dell’Ordine, Delucca-. La dimensione preventiva, accanto a quella repressiva, assume un ruolo centrale: è necessario intervenire sui linguaggi, sui comportamenti e sui contesti, anche digitali, nei quali l’odio si manifesta e si diffonde. In questo quadro, la sinergia tra istituzioni, sistema educativo e professioni giuridiche rappresenta la chiave per costruire percorsi efficaci di sensibilizzazione e formazione. L’Ordine degli Avvocati conferma così la propria funzione sociale, contribuendo a sviluppare strumenti di tutela e supporto per le vittime e a promuovere una più diffusa consapevolezza dei diritti e dei doveri di ciascuno”.

Il Protocollo

L’accordo definisce un quadro stabile di collaborazione tra i soggetti promotori per promuovere il rispetto dei diritti fondamentali, rafforzare la consapevolezza civica e contribuire alla prevenzione dei comportamenti discriminatori e violenti. Prevede la realizzazione di progetti tematici e iniziative condivise in diversi ambiti, con particolare attenzione a quello giuridico, educativo e culturale. Tra gli obiettivi principali: promuovere una cultura del rispetto e della legalità, sviluppare attività di studio e formazione, sensibilizzare la cittadinanza – in primo luogo ragazze e ragazzi – sui diritti fondamentali e sui rischi legati ai linguaggi e ai comportamenti discriminatori.

Il coordinamento e il monitoraggio delle iniziative saranno affidati a una cabina di regia composta dai rappresentanti dei soggetti fondatori del protocollo, con il compito di programmare le attività, favorire il raccordo tra le istituzioni coinvolte e seguire nel tempo lo sviluppo dei progetti previsti dall’intesa.

Il protocollo è aperto all’adesione di ulteriori istituzioni, enti locali, università, scuole e associazioni che condividano gli obiettivi del progetto, con l’intento di costruire una rete sempre più ampia di soggetti impegnati nella promozione dei valori del rispetto e della convivenza civile.

Salgono a 134 i musei riconosciuti in Emilia-Romagna: 8 nuovi accreditati e 13 rinnovati

Salgono a 134 i musei riconosciuti in Emilia-Romagna: 8 nuovi accreditati e 13 rinnovatiLa collezione permanente nata dall’unione delle opere acquisite dal cardinale Lercaro con quelle che gli furono donate nel tempo, un piccolo Picasso e altri dipinti di grandi artisti nella Pinacoteca di uno dei borghi più belli d’Italia già culla dei Malatesta, i tesori archeologici nelle sale della Rocca di Bentivoglio, le preziose testimonianze custodite nella Rocca di Forlimpopoli; arredi antichi, oggetti d’epoca, sale affrescate e architetture rinascimentali di una delle dimore storiche più importanti di Ferrara, le ricche raccolte sul periodo della storia italiana e ravennate tra gli anni napoleonici e la fine dell’Ottocento, accanto alle testimonianze del soggiorno romagnolo del grande poeta inglese simbolo del romanticismo Byron. E ancora, le maschere carnevalesche e le operazioni per la loro creazione, fino all’immersione nella poetica e nel mondo del regista Federico Fellini.

Un immenso patrimonio culturale, conservato negli 8 musei dell’Emilia-Romagna che, con una recente delibera di Giunta, sono stati ufficialmente accreditati nel Sistema museale regionale e quindi automaticamente in quello nazionale, portando a 134 i musei riconosciuti in regione: il Museo d’arte Cardinale Giacomo Lercaro a Bologna, il Museo civico archeologico “A. Crespellani” in Valsamoggia (Bo), il Maf – Museo archeologico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli (Fc), i Musei civici di arte antica – Palazzina Marfisa D’Este a Ferrara, i Musei Byron e del Risorgimento a Ravenna, il Museo della maschera del Carnevale – Centro di documentazione e ricerca di Castelnovo di Sotto (Re), il Fellini Museum di Rimini e la Pinacoteca comunale di Verrucchio (Rn).

Luoghi della cultura che hanno dimostrato di aver intrapreso un percorso di crescita in linea con i Livelli uniformi di qualità adottati dal ministero della Cultura nel 2018 e recepiti nello stesso anno dalla Regione. La delibera approvata ha inoltre rinnovato in questo elenco 13 musei che avevano già ricevuto il riconoscimento e che dopo 3 anni di accreditamento sono stati confermati all’interno della rete museale per la loro capacità di mantenere vivi gli standard pregressi e, in molti casi, di migliorarli, a seguito della valutazione della commissione interna del settore Patrimonio culturale regionale.

“L’arricchimento del sistema museale regionale è un percorso vivo, sempre in divenire- sottolinea l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni-. Con l’accreditamento ribadiamo la scelta della Regione di investire nella qualità dei musei e dei luoghi della cultura non statali, sostenendoli nell’adozione degli standard nazionali e nel miglioramento dei servizi, dell’accoglienza e della cura delle collezioni. L’ingresso di otto nuovi musei e la conferma di tredici realtà dopo tre anni rappresentano passi significativi verso una rete museale sempre più ampia, differenziata, accessibile e qualificata, capace di dialogare con le comunità, con i territori e di rispondere alle esigenze dei pubblici”.

L’Emilia-Romagna ha iniziato la procedura di accreditamento dei musei e dei luoghi della cultura non statali nel 2021, aprendo annualmente una finestra per l’accreditamento di nuovi musei e la conferma di quelli già accreditati. L’ingresso di questi ulteriori 8 rientra nella quinta finestra di accreditamento.

Successo della Fp Cgil nel rinnovo della RSU in Sassuolo Gestioni Patrimoniali e Maranello Patrimonio

Successo della Fp Cgil  nel rinnovo della RSU in Sassuolo Gestioni Patrimoniali e Maranello  PatrimonioSi sono svolte martedì 17 marzo 2026 le elezioni RSU di Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl e Maranello Patrimonio Srl. Successo della Fp Cgil, che elegge 2 delegati su 3 in SGP e l’unico rappresentante in MP. Le due società patrimoniali hanno come socio unico il proprio comune di riferimento e al personale viene applicato il Cccnl Federcasa.

Attualmente sono 24 i dipendenti di Sassuolo Gestioni Patrimoniali e 17 quelli di Maranello Patrimonio. Ha votato rispettivamente l’87,5% e l’82,35% degli aventi diritto, a dimostrazione del forte interesse dei lavoratori per l’appuntamento elettorale.

“Con queste elezioni, da noi fortemente volute – evidenzia Enrico Abbati funzionario Fp Cgil – intendiamo dare la giusta attenzione a questi lavoratori, che a tutti gli effetti sono lavoratori privati ma che si occupano di attività di competenza dell’ente locale. Era importante, dopo diversi anni, rinnovare la compagine rappresentativa in SGP che si era ridotta per effetto di dimissioni, e averlo fatto eleggendo contestualmente anche un rappresentante nella patrimoniale di Maranello, crediamo sia un valore aggiunto. Intendiamo incontrare, non appena possibile, gli Amministratori Unici delle società interessate per illustrare le tematiche emerse nelle assemblee con i lavoratori ed avviare attività di confronto e contrattazione”.

In SGP non si votava dal 2021, quando Fp Cgil elesse un solo delegato, mentre nella Maranello Patrimonio non era presente alcuna rappresentanza.

“Riteniamo fosse importante anche dare un segnale, costruire una sorta di ponte tra il pubblico e il privato in nome della democrazia e della rappresentanza – sottolinea Abbati – L’Assemblea Generale nazionale della Cgil del gennaio scorso, infatti, ha inteso avviare una stagione di iniziativa politica e organizzativa per promuovere le elezioni delle Rsu in tutte le aziende con più di 15 dipendenti, come già avviene ogni 3 anni in tutti gli enti pubblici. Riteniamo sia fondamentale alimentare ovunque la partecipazione dei lavoratori. L’organizzazione di elezioni Rsu, a maggior ragione in ambito privato, non è mai scontata; è giusto pertanto ringraziare chi si è candidato e chi ha dato il suo contributo per le commissioni elettorali e gli altri aspetti organizzativi”.

Un weekend di eventi a Fiorano: gusto, spettacolo e solidarietà

Un weekend di eventi a Fiorano: gusto, spettacolo e solidarietàA Fiorano Modenese, oltre alle importanti iniziative sulla legalità per giovani e meno giovani, è in programma un fine settimana all’insegna del gusto,  della cultura, del gioco e della solidarietà, con eventi organizzati dalle associazioni del territorio, patrocinati dal Comune di Fiorano Modenese.

Da venerdì 20 marzo a domenica 22 marzo, il centro di Fiorano Modenese si riempie dei profumi e colori del food truck festival “Malto e Luppolo”, in piazza Ciro Menotti, con musica, buon cibo e animazioni, organizzato dal Comitato Fiorano in festa e Bernardi Eventi.

Sabato 21 marzo, alle ore 10.30, presso la ludoteca “Il Barone Rosso”, si terrà il laboratorio “Alla scoperta delle tracce degli animali di montagna”, un’attività educativa gratuita pensata per avvicinare i più piccoli al mondo della fauna alpina attraverso il gioco e l’osservazione. Il laboratorio è rivolto a bambine e bambini dai 6 ai 10 anni ed è a cura di Giovanna Barbieri del CAI Sassuolo. La prenotazione è obbligatoria alla mail giovanna.barbieri22@gmail.com

Sempre sabato 21 marzo, alle ore 19, sul palco del teatro Astoria va in scena lo spettacolo “(Dis)ordine del giorno” della compagnia Placoscemici, con regia di Lorenza Zanni. L’ingresso è a offerta libera, il ricavato andrà a favore di AIL Modena. Info e prenotazioni: associazione.ipalcoscemici@gmail.com.

Domenica 22 marzo dalle 8.30 è in programma la 5° Granfondo cicloturistica RCM-Toyota, 13° Memorial Gianni Bandini, organizzata da GS Spezzano-Castelvetro con partenza da Ubersetto, in via Monte Bianco, 83. Tre i percorsi di gara: corto 59 km con dislivello di 880m, medio di 71 km con dislivello di 1180m e lungo di 106 km e dislivello + 1600m. Sono previste modifiche alla viabilità.

Dalle 9 alle 18, nel parcheggio adiacente al teatro Astoria, in centro a Fiorano, AVF (Associazione Volontari Fiorano) e Croce Rossa Italiana, Comitato di Sassuolo, propongono l’iniziativa “Benvenuta Primavera”, una giornata dedicata alla solidarietà, alla prevenzione e alla condivisione. Saranno presenti diversi stand e attività: il mercatino della CRI, lo stand informativo sulle manovre di disostruzione pediatrica e rianimazione e “On the Road” punto informativo sulla sicurezza stradale con i giovani della Croce Rossa, oltre a un punto ristoro con tè alla menta e vin brulé.

Sempre domenica 22 marzo, dalle 15.30 alle 18.30, la Ludoteca comunale “Il Barone Rosso” sarà aperta per un pomeriggio di gioco e condivisione a libero accesso, dedicato a tutti i papà e ai figli di ogni età.

Alle 17, presso il Centro Via Vittorio Veneto a Fiorano torna la rassegna “A spasso nell’Opera” che celebra, quest’anno i 125 anni dalla morte di Giuseppe Verdi. Interpreteranno le sue opere Giorgio Casciarri tenore, Marzio Giossi baritono e i Maestri Gen Llukaci al violino e Alessandro Di Marco al pianoforte.

 

Angelica Martina nuova responsabile della sede Lapam Confartigianato di Formigine

Angelica Martina nuova responsabile della sede Lapam Confartigianato di FormigineAngelica Martina è la nuova responsabile della sede Lapam Confartigianato di Formigine. Martina, dopo essere stata per diversi anni responsabile della sede associativa di Spilamberto, prende il posto di Alberto Filippini, il quale ricoprirà un nuovo incarico presso la sede centrale Lapam Confartigianato di Modena.

«Ringrazio Alberto per il lavoro svolto in questo territorio – afferma la neo responsabile di Lapam Confartigianato Formigine Angelica Martina –: sono consapevole che la strada da percorrere è ancora lunga e c’è tanto lavoro da fare. Il dialogo con le imprese del territorio sarà fondamentale per capire le loro esigenze: parallelamente vorrò dialogare e confrontarmi spesso anche con l’amministrazione per capire come rendere sempre più attrattiva l’area formiginese anche ai nuovi potenziali imprenditori».

«Desidero esprimere un sentito ringraziamento ad Alberto Filippini per la costante vicinanza e collaborazione con l’amministrazione comunale, e per l’impegno profuso in questi anni a sostegno del tessuto economico di Formigine – dichiara la Sindaca di Formigine Elisa Parenti –. Al contempo, rivolgo un caloroso augurio di buon lavoro ad Angelica Martina: sono certa che saprà proseguire e rafforzare questo percorso, valorizzando il ruolo fondamentale delle imprese per lo sviluppo del territorio. Come amministrazione continueremo a essere al fianco del mondo produttivo, convinti che fare rete tra istituzioni e associazioni di categoria sia la chiave per affrontare le sfide del mercato e continuare a far crescere il nostro territorio in termini di innovazione e attrattività».

Il consiglio di sede associativo è stato un momento per analizzare l’andamento del tessuto economico del Comune. Stando a quanto emerge dai dati elaborati dall’ufficio studi Lapam Confartigianato, nel comune di Formigine al 30 settembre 2025 si contano 2.552 imprese attive, di cui 805 artigiane: il totale delle imprese attive ha registrato un +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Analizzando il lungo periodo, dal terzo trimestre 2015 al terzo trimestre 2025, si sono perse complessivamente 140 imprese, un calo del 5,2%.

«Il lieve incremento di imprese – commenta Giordano Giovanardi, presidente della sede Lapam Confartigianato di Formigine – è un segnale che dà fiducia al percorso che abbiamo intrapreso come associazione di sensibilizzazione e di cultura imprenditoriale: dobbiamo continuare su questo percorso per mantenere il trend di crescita. Il consiglio è un ottimo punto di partenza per confrontarci e analizzare insieme quelle che sono le tematiche più importanti per fare impresa nel nostro territorio, dalla viabilità locale fino alla sicurezza delle nostre aree, due degli aspetti più rilevanti per operare al meglio nel territorio. Continueremo a dialogare con l’amministrazione e a cercare soluzioni che vadano a incentivare l’imprenditorialità».

 

L’Emilia-Romagna si conferma motore trainante dell’Italia con l’export che vale 84,3 miliardi di euro nel 2025: primato nazionale nel saldo commerciale

L’Emilia-Romagna si conferma motore trainante dell’Italia con l’export che vale 84,3 miliardi di euro nel 2025: primato nazionale nel saldo commercialeNel 2025 le esportazioni di beni delle imprese emiliano-romagnole hanno superato gli 84 miliardi, raggiungendo la cifra di 84,3 miliardi di euro (pari al 13,1% dell’export nazionale). Il dato, inserito nel report “Il commercio estero di beni dell’Emilia-Romagna” elaborato da Art-ER, società consortile dell’Emilia-Romagna, conferma il ruolo dell’Emilia-Romagna come uno dei principali motori dell’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, collocandola al secondo posto tra le regioni esportatrici dopo la Lombardia (che vale il 26% dell’export nazionale) e prima di Veneto (12,4%) e Toscana (11,9%). Oltre un euro su otto delle vendite estere complessive dell’Italia, guardando ai dati, è generato da imprese localizzate in Emilia-Romagna, a testimonianza della forte proiezione internazionale del sistema manifatturiero regionale.

Andando nel dettaglio del report, elaborato sulla base di dati Istat, rispetto al 2024 le vendite estere regionali sono cresciute di circa 1,1 miliardi di euro (+1,3%), un dato positivo anche se inferiore alla media nazionale (+3,3%).

L’Emilia-Romagna risulta la prima regione su scala nazionale per valore del saldo commerciale con l’estero, pari a 33,2 miliardi di euro (al netto dei flussi non regionalizzati) oltre che seconda regione per export pro-capite, con 18.883 euro per residente (la media nazionale è 10.911 euro).

“I dati del 2025 confermano la capacità di competitività e resilienza del nostro sistema produttivo in un contesto globale complesso- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Il primato nazionale nel saldo commerciale e la crescita in settori chiave come l’agroalimentare e la farmaceutica dimostrano che l’integrazione tra innovazione, ricerca e saper fare delle nostre imprese è la strada giusta. Le relazioni a sistema con le nostre Università e la Rete alta tecnologia, insieme al costante investimento sulle competenze, fanno sì che la nostra regione continui a correre, trainata da comparti di eccellenza, nonostante il rallentamento di alcuni mercati extra-Ue e le incertezze geopolitiche nel Medio Oriente. Il compito che abbiamo davanti è continuare con questo passo, ampliando i nostri mercati di riferimento e lavorando per supportare i settori che oggi sono più in difficoltà. In questo scenario di incertezza, senza un intervento ponte straordinario, il rischio è quello di un serio impatto sul sistema socioeconomico. Proprio per affrontare le conseguenze della attuale situazione geopolitica e geoeconomica, abbiamo convocato i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima per lunedì prossimo”.

Dando uno sguardo ai settori, le performance migliori nel 2025 sono state quelle dei prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+17,4% sul 2024); articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+9,0%); prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,8%); apparecchi elettrici (+4,8%). Segno negativo, invece, per prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (–5,7%); computer, apparecchi elettronici e ottici (–5,7%); sostanze e prodotti chimici (–3,7%).

Sul piano geografico emerge un rafforzamento dei mercati europei e una debolezza di quelli extra-europei: l’export verso l’Ue-27 è in crescita su base annua del +5,7%, mentre quello verso i mercati extra-UE registra un calo del –3,4%.

La flessione dei mercati extra-europei riguarda in particolare le Americhe (–5,5%), con una contrazione delle vendite negli Stati Uniti (–6,5%), e l’Asia nel suo complesso (–3,4%), con dinamiche differenziate: crescita verso Asia centrale (+3,5%) e Medio Oriente (+3,8%), calo verso l’Asia orientale (–7,8%).

La Germania torna a essere il primo mercato di destinazione dell’export regionale, con 10,6 miliardi di euro di vendite (12,6% del totale) e una crescita del +9,1% rispetto al 2024. Seguono, come destinazione, gli Stati Uniti con 9,4 miliardi (11,2% del totale) in calo del -6,5% sul 2024 la Francia con il 10,4% e la Spagna con il 5,5%.

Giornata della Legalità a Fiorano Modenese

Giornata della Legalità a Fiorano ModeneseIn occasione della Giornata della Legalità e dell’Impegno in ricordo delle vittime di mafia, che si celebra sabato 21 marzo 2026, Il Comune di Fiorano Modenese propone due occasioni di riflessione e sensibilizzazione. 

 

Venerdì 20  marzo, alle ore 18.30, presso il BLA (Biblioteca, Ludoteca e Archivio storico) in via Silvio Pellico sarà inaugurata  la mostra fotografica “Gli Invisibili: ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza”, alla presenza di Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso da Cosa Nostra nel 1992, delle autorità cittadine e della autrice e curatrice dell’esposizione Lavinia Caminiti.

Gli scatti esposti ritraggono i luoghi della Sicilia dove furono ammazzati giudici quali Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Gaetano Costa o innocenti come Claudio Domino. In tale contesto, la cui redazione Néa Quotidiano si è posta una domanda: se questi magistrati fossero morti oggi, come sarebbe cambiato il racconto dei loro assassinii? L’iniziativa congiunta nei comuni del distretto è patrocinata da Avviso Pubblico, all’interno del progetto GenerAzione Legale (GAL).

L’esposizione, integrata con la sezione “Il Magistrato e l’uomo”, sarà visitabile nei giorni e orari di apertura della biblioteca comunale Paolo Monelli, fino al 31 marzo

 

Sabato 21 marzo, dalle ore 20 alle 24, torna presso Casa Corsini a Spezzano l’iniziativa “VEDO SENTO PARLO: la legalità come progetto collettivo”, serata GenerAzione Legale e co-progettata dai ragazzi per i ragazzi, dedicata alla sensibilizzazione sui temi della legalità, della pace e del contrasto alle mafie attraverso i linguaggi dell’arte, della musica e della parola. L’appuntamento nasce con l’obiettivo di coinvolgere i giovani in un’esperienza culturale e partecipativa che stimoli riflessione, creatività e responsabilità civile.

Il progetto è realizzato in collaborazione con l’associazione studentesca Renovatio Crew, l’associazione culturale Rock’s e diversi istituti scolastici: Liceo A. F. Formiggini, IIS A. Volta di Sassuolo, IIS Cattaneo Dall’Aglio, IIS Nelson Mandela di Castelnovo Monti, con le Politiche Giovanili del Comune di Fiorano Modenese.

La serata sarà declinata in tre momenti e linguaggi: il primo “VEDO/Rigenerare la città attraverso l’arte”, dedicato alla dimensione visiva, con live painting, installazioni 3D e visual art: linguaggi creativi che permettono ai giovani artisti di raccontare il proprio sguardo su legalità e pace. L’arte diventa strumento di partecipazione e di rigenerazione culturale degli spazi.

Il secondo “SENTO/L’energia della musica”, con live music e dj set, arricchiti dalla presenza di pianoforte e arpa e dalla partecipazione di una band studentesca d’istituto. Accanto alle performance musicali troveranno spazio anche podcast e web radio, dando voce ai giovani e alle loro riflessioni sui temi della cittadinanza attiva.

Il terzo “PARLO/Testimonianza e responsabilità” vedrà alle ore 21.30 l’associazione studentesca Renovatio Crew condividere il lavoro svolto negli ultimi anni, raccontando il percorso di impegno civile portato avanti tra territori e scuole, con un focus particolare sul tema della pace.

 

Il focus sulla legalità continuerà sabato 28 marzo 2026, alle ore 10, con l’inaugurazione degli alloggi di emergenza abitativa gestiti dall’Unione e da Porta Aperta, nell’immobile sottratto alla criminalità organizzata, in via del Commercio, 19 a Fiorano Modenese, presso Centro della legalità “Lorenzo Mosto”, alla presenza di numerose autorità.

Campagna vitivinicola 2026-2027, dalla Regione oltre 26 milioni di euro per sostenere qualità, innovazione e competitività

Campagna vitivinicola 2026-2027, dalla Regione oltre 26 milioni di euro per sostenere qualità, innovazione e competitivitàQuinta regione italiana per superficie coltivata a vite, con 52mila ettari di terreno dedicati. Terza per quantità di uva prodotta, con quasi 8 milioni di quintali. In Emilia-Romagna parte la campagna vitivinicola 2026-2027 e la Regione, nell’ambito dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) destina nuove risorse al settore: oltre 26 milioni di euro, ripartiti su quattro aree di intervento.

Per due di queste sono già aperti i primi bandi: il primo, da oltre 12,5 milioni di euro, è a disposizione dei viticoltori che vogliono estirpare e reimpiantare i propri vigneti, destinati alla produzione di vini a denominazione o indicazione geografica. Il secondo, da 6 milioni, sostiene gli investimenti, materiali e immateriali, negli impianti enologici di trasformazione e/o commercializzazione, per migliorare il rendimento globale delle imprese.

Il terzo bando previsto, per la promozione dei mercati dei Paesi terzi, uscirà a fine aprile; il quarto e ultimo, che riguarda gli investimenti per la sostenibilità dei vigneti, a giugno.

“Abbiamo messo a disposizione risorse importanti per la nostra filiera vitivinicola- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Il settore sta attraversando una fase complessa: negli ultimi anni le imprese hanno dovuto fare i conti con gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e, più recentemente, con le tensioni dei mercati internazionali, tra dazi, rincari e una crescente instabilità dei prezzi. Tutti fattori che incidono direttamente sulla sostenibilità economica delle aziende e sul reddito dei viticoltori. In questo contesto diventa sempre più importante rafforzare gli strumenti di gestione del mercato e garantire maggiore equilibrio tra produzione, domanda e valore del prodotto. Il vino- prosegue Mammi- non è soltanto un elemento identitario della nostra cultura e dei nostri territori, ma rappresenta anche una componente fondamentale dell’economia agricola regionale e nazionale. Proprio per questo, a livello europeo, si sta aprendo una riflessione sulla revisione degli strumenti dell’Organizzazione comune dei mercati agricoli, che devono essere sempre più efficaci nel prevenire e gestire le crisi, sostenere il reddito degli agricoltori e proteggere il valore delle produzioni di qualità”.

“Come Regione- sottolinea l’assessore- continuiamo a fare la nostra parte investendo sulla competitività e sulla qualità della filiera vitivinicola. Le risorse messe a disposizione con questi bandi servono ad accompagnare le imprese in un percorso di innovazione, sostenibilità e rafforzamento della capacità produttiva e commerciale. L’Emilia-Romagna può contare su oltre trenta vini a denominazione e su una filiera diffusa da Piacenza alla Romagna, fatta di imprese, cooperative e cantine che rappresentano un patrimonio economico e culturale di grande valore. Dobbiamo continuare a rafforzare questa filiera- conclude Mammi- e a promuovere sempre di più i nostri vini nei mercati internazionali, valorizzando il legame tra qualità delle produzioni, territorio ed enogastronomia”.

Oltre 12,5 milioni di euro per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti

C’è tempo fino al 14 aprile prossimo per partecipare al bando rivolto alle imprese agricole emiliano-romagnole per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti. Si tratta dell’ultimo bando della programmazione 2023-2027 e prevede la presentazione di progetti di durata annuale, così da poter ricevere il pagamento entro il 15 ottobre 2027. Il sistema informatico Siag, messo a punto da Agrea (l’organismo pagatore regionale) consente di compilare il modulo per via telematica. Quest’anno la Regione ha deciso di aumentare il contributo, passando dai 3.000 euro per ettaro del precedente bando ai 6.609 euro per ettaro dell’attuale.

I viticoltori che riceveranno il contributo dovranno mantenere il possesso del vigneto finanziato per almeno 5 anni. I viticoltori “eroici” riconosciuti dalla Regione (le cui vigne ricadono in aree soggette a rischio idrogeologico o con particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale), o che coltivano vigneti ad altitudini superiori ai 500 metri sul livello del mare (esclusi altipiani) o con pendenze maggiori del 30% o disposti su terrazzamenti, potranno accedere al contributo previsto per la “viticoltura eroica”: da 14.800,5 euro per ettaro (vigneti a spalliera con almeno 2.000 piante per ettaro) a 28.100,5 euro per ettaro nel caso di vigneti a pergola (con almeno 3.252 piante per ettaro).

Investimenti delle imprese vitivinicole, il bando da 6 milioni di euro

Obiettivo, favorire qualità e competitività dei vini emiliano-romagnoli. Per questo la Regione, nel nuovo programma operativo 2026-2027, ha messo a disposizione con un nuovo bando con 6 milioni di euro di risorse per sostenere gli investimenti delle imprese vitivinicole, in modo da aumentare il valore aggiunto delle produzioni, incentivare l’innovazione tecnologica e migliorare l’efficienza energetica dei siti produttivi. Si tratta di contributi in conto capitale, da un minimo del 19% della spesa ammissibile, nel caso si tratti di grandi imprese, a un massimo del 40% per le realtà di dimensioni più piccole. La soglia massima di spesa ammissibile è rimasta invariata (2 milioni di euro) per poter finanziare progetti più strutturati. Le domande potranno essere presentate sempre tramite il sistema Siag entro il 14 maggio 2026.

Marco Biagi, ventiquattro anni fa il suo assassinio

Marco Biagi, ventiquattro anni fa il suo assassinio“A ventiquattro anni dal barbaro assassinio di Marco Biagi, l’Emilia-Romagna si ferma ancora una volta per rendere omaggio non solo a uno dei più grandi giuslavoristi italiani e a un servitore dello Stato, ma a un uomo che ha creduto profondamente nella forza riformatrice delle idee. Il suo ricordo ancora oggi incarna un’idea della politica del fare e del dialogo nella quale ci riconosciamo profondamente, un metodo di lavoro basato sull’analisi dei dati e sul confronto tra le parti sociali che portiamo avanti e che costituisce lo spirito con cui fu sottoscritto il Patto per il Lavoro e per il Clima. Un metodo che è antitetico alla polarizzazione politica e alla violenza del terrorismo cui la nostra regione ha pagato un prezzo pesantissimo e che tuttora deve farsi monito per tutti e tutte, per ribadire con forza: mai più”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ricorda il professor Marco Biagi, nel ventiquattresimo anniversario dell’assassinio per mano di terroristi che si richiamavano alle Brigate Rosse, avvenuto a Bologna il 19 marzo 2002.

“Dobbiamo sottolineare l’importanza e il valore del metodo del dialogo che fu del professor Biagi- prosegue il presidente- quella capacità di sedersi attorno a un tavolo, istituzioni, sindacati e imprese, per trovare soluzioni concrete ai problemi del lavoro che cambia. Un metodo fortemente radicato nella nostra regione. La sua lezione sulla centralità della formazione e sulle tutele nel mercato del lavoro rimane a maggior ragione oggi fortemente attuale, mentre affrontiamo le sfide della transizione digitale ed ecologica verso un’economia che sia sostenibile dal punto di vista sociale, economico, ambientale. Il nostro impegno è quindi trasformare il suo ricordo in azioni concrete, insistendo sul confronto e l’ascolto come forma di buona politica al servizio delle cittadine e dei cittadini e censurando chi ancora oggi è tentato da rigurgiti di una violenza politica che non deve trovare spazio nelle nostre comunità. Un pensiero commosso, a nome mio personale, della Giunta e dell’intera comunità regionale, va alla sua famiglia, alla moglie, la signora Marina Orlandi, e ai figli Francesco e Lorenzo, che in questi anni ha saputo trasformare un dolore immenso in un esempio di dignità e impegno civile per tutte e tutti noi”.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 20 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 20 marzo 2026Cielo in prevalenza sereno con nuvolosità variabile sui rilievi orientali. Tendenza ad aumento della nuvolosità alta e stratificata nel corso della serata.

Temperature minime comprese tra i 4/5 gradi delle pianure centro-occidentali e 6-8 gradi della zona costiera; massime comprese tra 13 e 15 gradi. Venti in prevalenza deboli nord-orientali, con temporanei rinforzi sul settore costiero e rilievi orientali. Mare mosso.

(Arpae)

Sanità: siglato accordo sull’indennità di pronto soccorso. In arrivo risorse per 19 milioni di euro

Sanità: siglato accordo sull’indennità di pronto soccorso. In arrivo risorse per 19 milioni di euroIl confronto tra la CISL FP ER e la Regione Emilia Romagna per lo sblocco delle risorse destinate all’indennità di pronto soccorso si è concluso con la sottoscrizione di un verbale decisivo. L’intesa segna un passo avanti fondamentale per la valorizzazione del personale sanitario, mettendo in campo uno stanziamento complessivo di 19 milioni di euro.

I punti chiave dell’accordo

L’intesa applica il criterio di miglior favore definito dal CCNL 2022-2024 e coinvolge una platea di circa 4.900 lavoratori. Nello specifico, i beneficiari includono il personale operante in:

  • Pronto Soccorso e Centrali operative 118.
  • Punti di Primo Intervento (PPI) e PS specialistici ad accesso diretto.
  • Centri di Assistenza e Urgenza (CAU).

Arretrati e rivalutazioni

L’accordo ha valore retroattivo con il riconoscimento degli arretrati a partire dal 1° gennaio 2023.

  • Arretrati (2023-2025): Si stima un importo medio di 5.000 euro, che può arrivare fino a 8.000 euro includendo i primi mesi del 2026 e calcolando le presenze piene.
  • Rivalutazione dal 2026: Dal 1° gennaio 2026, l’indennità mensile (basata su 20 giorni di presenza) sarà così ripartita:
  • 340 euro per Infermieri e Ostetriche.
  • 300 euro per le Professioni sanitarie (es. Tecnici di radiologia).
  • 260 euro per OSS, Autisti di ambulanza, personale tecnico e amministrativo.

Valorizzazione aziendale

Il sindacato sottolinea, inoltre, la possibilità di un’ulteriore valorizzazione a livello locale: per gli Infermieri di pronto soccorso si punta a raggiungere i 400 euro mensili, attraverso una finalizzazione in sede aziendale volta a utilizzare interamente le risorse assegnate.

“Ci sono voluti mesi di confronto duro – sottolinea Stefano Franceschelli, responsabile regionale della categoria cislina -, ma la determinazione della CISL FP ha premiato. E’ un primo passo concreto per la valorizzazione del personale del Servizio Sanitario Regionale, ma noi non ci fermiamo certamente a questo. L’intesa di oggi è un punto di partenza che rilancia il ruolo del sindacato nella valorizzazione del personale del SSR, il prossimo obiettivo è raggiungere un’ ulteriore valorizzazione che interessi tutto il personale e riconosca il valore di tutti i professionisti e di tutti i lavoratori delle nostre azinde sanitarie”.

 

Produzione cinematografica e audiovisiva, la Regione investe 750mila euro per sostenere le opere dell’Emilia-Romagna

Produzione cinematografica e audiovisiva, la Regione investe 750mila euro per sostenere le opere dell’Emilia-RomagnaPromuovere la produzione di opere cinematografiche e audiovisive realizzate in Emilia-Romagna per contribuire allo sviluppo della filiera regionale e per la professionalizzazione dei suoi operatori. Via libera dalla Regione al nuovo bando, attraverso Emilia-Romagna Film Commission, che assegna 750mila euro di risorse europee per le imprese del settore cinematografico e dell’audiovisivo.

Grazie alle risorse del Programma regionale Fesr 2021-2027, la Regione continua a sostenere cortometraggi, documentari, opere cinematografiche e televisive: in questi anni l’ecosistema cinematografico in Emilia-Romagna ha dimostrato di essere un fattore strategico per lo sviluppo economico e occupazionale, per la valorizzazione del territorio e della cultura in grado di promuovere identità e coesione sociale.

Inoltre, per sostenere la cooperazione internazionale, sono previsti incentivi per la realizzazione di progetti di coproduzione che coinvolgono produttori e coproduttori con sede in regioni europee partner della Regione Emilia-Romagna, quali Hessen (in Germania) e Nouvelle Aquitaine (in Francia); o nella Contea di Memphis & Shelby (Usa).

“Confermiamo il nostro impegno nel settore cinematografico e audivisivo – sottolinea l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni- che contribuisce in modo sempre più significativo alla crescita economica e culturale dell’Emilia-Romagna. Il nostro obiettivo è quello di sostenere la crescita di nuovi talenti, favorire produzioni di qualità e rafforzare una filiera professionale consolidata grazie anche al lavoro dell’Emilia-Romagna Film Commission”.

Il bando

Al bando possono partecipare le micro e piccole medie imprese in forma singola, con sede legale in Emilia-Romagna o con unità operativa attiva sul territorio regionale da almeno 12 mesi.

Sono ammesse opere cinematografiche (con durata superiore a 52 minuti) destinate prioritariamente alla visione nelle sale cinematografiche; opere televisive singole (con durata superiore a 52 minuti) o serie (almeno due episodi con durata complessiva pari o superiore a 90 minuti) per una diffusione attraverso un’emittente televisiva; cortometraggi, ossia opere audiovisive anche seriali aventi durata complessiva inferiore o uguale a 52 minuti; documentari, o serie basati prioritariamente su avvenimenti, luoghi o attività reali, anche mediante immagini di repertorio e in cui gli eventuali elementi inventivi o fantastici siano strumentali alla rappresentazione e documentazione di situazioni e fatti, indipendentemente dalla modalità di fruizione (con durata superiore a 52 minuti).

Per essere ammissibili i progetti dovranno sostenere sul territorio regionale almeno il 30% dei costi totali di produzione, e in caso vi sia una coproduzione internazionale, la percentuale minima di spesa sul territorio è ridotta al 20%. Per i progetti integralmente realizzati con tecniche di animazione, gli obblighi territoriali si considerano assolti qualora il piano dei costi preveda di sostenere sul territorio regionale almeno il 15% dei costi totali di produzione.

Il termine ultimo per la conclusione del progetto è fissato al 31 dicembre 2027, salvo proroghe, per i progetti di produzione realizzati integralmente con tecniche di animazione i termini di conclusione del progetto sono fissati al 31 dicembre 2028.

Il contributo massimo concedibile è di 150mila euro per le opere cinematografiche e per le opere televisive, 50mila euro per i documentari, 25mila euro per i cortometraggi.

Ai progetti ammissibili presentati da produttori con sede in Emilia-Romagna che hanno sottoscritto un contratto di coproduzione internazionale con imprese con sede nella regione tedesca di Hessen o quella francese della Nouvelle Aquitaine o, ancora, nella statunitense Contea di Memphis & Shelby in Tennessee, sarà assegnato un contributo pari al 60% sul totale delle spese ammissibili.

Tra i criteri di valutazione, la capacità di dare spazio a storie o punti di vista provenienti da gruppi sottorappresentati e/o potenzialmente discriminati; il coinvolgimento nei principali ruoli creativi e direttivi come sceneggiatori, direttori della fotografia, scenografi, regia collettiva di donne, di under 35 e di appartenenti a gruppi sottorappresentati e/o potenzialmente discriminati; l’utilizzo di tecniche innovative di animazione o post-produzione visiva e sonora.

Le domande di contributo dovranno essere compilate, validate e inviate alla Regione esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web “Sfinge2020” dalle ore 16 del 20 marzo 2026 alle ore 16 del 27 aprile 2026.

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