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mercoledì, 29 Luglio 2026
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Casa Serena, Fratelli d’Italia: “Due anni persi, ma ora il Comune scelga una strada e agisca”

Casa Serena, Fratelli d’Italia: “Due anni persi, ma ora il Comune scelga una strada e agisca”«Due anni persi». È questa la valutazione di Fratelli d’Italia dopo la risposta fornita dal sindaco nel corso del Consiglio comunale di lunedì sera alla nostra interrogazione sullo stato di avanzamento del progetto di Casa Serena.

L’amministrazione ha confermato che il progetto della nuova Casa Serena, prevista nell’area adiacente all’ospedale che si era fermato circa due anni fa a causa delle difficoltà legate al bando, determinate dall’impennata dei costi di costruzione durante il periodo del Superbonus 110% e dall’aumento dei tassi di interesse non è più stato preso in esame. Oggi, però, quello scenario è cambiato ma il progetto di nuova costruzione anziché di ristrutturazione risulta per l attuale maggioranza una scelta troppo di ‘’destra’’

A nostro avviso sarebbe stato sufficiente aggiornare e riproporre quel progetto, già sviluppato, per verificarne la fattibilità nelle nuove condizioni di mercato. La scelta di accantonarlo, senza individuare un’alternativa concreta, rischia invece di far perdere altro tempo prezioso.

Nel frattempo si continua a intervenire con manutenzioni limitate su una struttura ormai datata, senza affrontare il problema in modo definitivo. Alla nostra interrogazione il sindaco ha risposto che l’amministrazione sta ancora valutando le possibili soluzioni. Di fatto, però, dopo due anni non è stata ancora assunta alcuna decisione.

La nostra preoccupazione riguarda innanzitutto gli ospiti della struttura e le loro famiglie. Gli anziani continuano a vivere in un edificio che necessita di interventi importanti e continuiamo a ritenere poco condivisibile l’ipotesi di mantenerli nella struttura durante anni di lavori di ristrutturazione, con inevitabili disagi.

A questo si aggiunge un’altra criticità: il Comune non ha ancora avviato il percorso necessario per accedere ai contributi nazionali del GSE, che possono arrivare fino a circa 3 milioni di euro. Si tratta di una straordinaria opportunità di finanziamento che richiede un ruolo attivo del Comune, chiamato a farsi promotore dell’intervento attraverso gli atti amministrativi, la progettazione e la candidatura.

Per Fratelli d’Italia questa interrogazione non aveva soltanto l’obiettivo di evidenziare un ritardo, ma soprattutto quello di sollecitare una decisione. Chiediamo al sindaco di valutare concretamente il recupero del progetto della nuova edificazione, che rappresenta una base già esistente e potrebbe essere aggiornata senza ripartire da zero. Se invece l’amministrazione intende perseguire la strada della ristrutturazione dell’attuale Casa Serena, una scelta che continuiamo a non condividere, almeno non perda l’occasione di ottenere i finanziamenti statali oggi disponibili.

La cosa peggiore sarebbe rimanere immobili. Oggi esiste una finestra di opportunità che può portare risorse importanti sul territorio, ma il tempo non è infinito. Occorre che il Comune assuma il ruolo di capofila, presenti i progetti necessari e si attivi immediatamente per intercettare questi contributi.

Il tema di Casa Serena è anche il simbolo di una più ampia esigenza di programmazione. Lo dimostra anche il nuovo ponte di via Regina Pacis, realizzato grazie a un finanziamento ottenuto dalla precedente amministrazione, ma progettato con una sola corsia a senso unico per le automobili e una pista ciclabile a doppio senso di marcia, larga quasi quanto, se non più, della carreggiata destinata ai veicoli.

Una scelta che riteniamo poco lungimirante. Gli strumenti urbanistici prevedono infatti il futuro casello autostradale in via Emilia Romagna; di conseguenza, via Regina Pacis e via Fossa saranno chiamate a diventare arterie fondamentali per il deflusso del traffico cittadino. Realizzare oggi un’infrastruttura con una capacità così limitata significa non guardare alle esigenze della Sassuolo di domani.

Per questo riteniamo che la città abbia bisogno non solo di amministrare l’oggi, ma di programmare il futuro con decisioni tempestive, capacità di intercettare risorse e una visione chiara delle opere strategiche. È con questo spirito che abbiamo presentato l’interrogazione: per sollecitare scelte concrete nell’interesse degli anziani di Casa Serena e dell’intera comunità sassolese.

Casa Serena, Fratelli d’Italia: “Due anni persi, ma ora il Comune scelga una strada e agisca”

Casa Serena, Fratelli d’Italia: “Due anni persi, ma ora il Comune scelga una strada e agisca”«Due anni persi». È questa la valutazione di Fratelli d’Italia dopo la risposta fornita dal sindaco nel corso del Consiglio comunale di lunedì sera alla nostra interrogazione sullo stato di avanzamento del progetto di Casa Serena.

L’amministrazione ha confermato che il progetto della nuova Casa Serena, prevista nell’area adiacente all’ospedale che si era fermato circa due anni fa a causa delle difficoltà legate al bando, determinate dall’impennata dei costi di costruzione durante il periodo del Superbonus 110% e dall’aumento dei tassi di interesse non è più stato preso in esame. Oggi, però, quello scenario è cambiato ma il progetto di nuova costruzione anziché di ristrutturazione risulta per l attuale maggioranza una scelta troppo di ‘’destra’’

A nostro avviso sarebbe stato sufficiente aggiornare e riproporre quel progetto, già sviluppato, per verificarne la fattibilità nelle nuove condizioni di mercato. La scelta di accantonarlo, senza individuare un’alternativa concreta, rischia invece di far perdere altro tempo prezioso.

Nel frattempo si continua a intervenire con manutenzioni limitate su una struttura ormai datata, senza affrontare il problema in modo definitivo. Alla nostra interrogazione il sindaco ha risposto che l’amministrazione sta ancora valutando le possibili soluzioni. Di fatto, però, dopo due anni non è stata ancora assunta alcuna decisione.

La nostra preoccupazione riguarda innanzitutto gli ospiti della struttura e le loro famiglie. Gli anziani continuano a vivere in un edificio che necessita di interventi importanti e continuiamo a ritenere poco condivisibile l’ipotesi di mantenerli nella struttura durante anni di lavori di ristrutturazione, con inevitabili disagi.

A questo si aggiunge un’altra criticità: il Comune non ha ancora avviato il percorso necessario per accedere ai contributi nazionali del GSE, che possono arrivare fino a circa 3 milioni di euro. Si tratta di una straordinaria opportunità di finanziamento che richiede un ruolo attivo del Comune, chiamato a farsi promotore dell’intervento attraverso gli atti amministrativi, la progettazione e la candidatura.

Per Fratelli d’Italia questa interrogazione non aveva soltanto l’obiettivo di evidenziare un ritardo, ma soprattutto quello di sollecitare una decisione. Chiediamo al sindaco di valutare concretamente il recupero del progetto della nuova edificazione, che rappresenta una base già esistente e potrebbe essere aggiornata senza ripartire da zero. Se invece l’amministrazione intende perseguire la strada della ristrutturazione dell’attuale Casa Serena, una scelta che continuiamo a non condividere, almeno non perda l’occasione di ottenere i finanziamenti statali oggi disponibili.

La cosa peggiore sarebbe rimanere immobili. Oggi esiste una finestra di opportunità che può portare risorse importanti sul territorio, ma il tempo non è infinito. Occorre che il Comune assuma il ruolo di capofila, presenti i progetti necessari e si attivi immediatamente per intercettare questi contributi.

Il tema di Casa Serena è anche il simbolo di una più ampia esigenza di programmazione. Lo dimostra anche il nuovo ponte di via Regina Pacis, realizzato grazie a un finanziamento ottenuto dalla precedente amministrazione, ma progettato con una sola corsia a senso unico per le automobili e una pista ciclabile a doppio senso di marcia, larga quasi quanto, se non più, della carreggiata destinata ai veicoli.

Una scelta che riteniamo poco lungimirante. Gli strumenti urbanistici prevedono infatti il futuro casello autostradale in via Emilia Romagna; di conseguenza, via Regina Pacis e via Fossa saranno chiamate a diventare arterie fondamentali per il deflusso del traffico cittadino. Realizzare oggi un’infrastruttura con una capacità così limitata significa non guardare alle esigenze della Sassuolo di domani.

Per questo riteniamo che la città abbia bisogno non solo di amministrare l’oggi, ma di programmare il futuro con decisioni tempestive, capacità di intercettare risorse e una visione chiara delle opere strategiche. È con questo spirito che abbiamo presentato l’interrogazione: per sollecitare scelte concrete nell’interesse degli anziani di Casa Serena e dell’intera comunità sassolese.

Sanità, monitoraggio dei Lea: l’Emilia-Romagna si conferma al secondo posto tra le regioni italiane

Sanità, monitoraggio dei Lea: l’Emilia-Romagna si conferma al secondo posto tra le regioni italiane
immagine d’archivio

L’Emilia-Romagna si conferma al secondo posto tra le regioni italiane nell’ultimo monitoraggio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) curato dal ministero della Salute, relativo all’anno 2024.

Il sistema assegna a ciascuna Regione un punteggio da zero a cento in tre macroaree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. La soglia di sufficienza è fissata a 60 punti e deve essere raggiunta separatamente in ogni area, senza possibilità di compensare un risultato negativo con le performance ottenute negli altri livelli assistenziali. L’Emilia-Romagna ha totalizzato 282 punti, dietro solo al Veneto: 97 nella prevenzione (seconda dietro la Provincia autonoma di Trento), 94 nell’assistenza distrettuale (seconda dietro al Veneto) e 91 in quella ospedaliera (terza dietro Veneto e Provincia di Trento), migliorando la prestazione dell’anno precedente.

“Questo riconoscimento conferma la qualità del sistema sanitario pubblico della nostra regione- sottolineano il presidente, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-: è il frutto di investimenti costanti e di una precisa scelta politica che mette al centro il diritto alla salute. Ma soprattutto- proseguono- del lavoro quotidiano di migliaia di medici, infermieri e operatori che rappresentano un punto di riferimento imprescindibile per le nostre comunità, affiancando a professionalità e competenza anche umanità e attenzione alla persona. Tutto questo nonostante il cronico sottofinanziamento della sanità pubblica a livello nazionale, denunciata da tutte le Regioni e che è stato mitigato solo in minima parte dagli ultimi stanziamenti del Governo. L’auspicio- concludono de Pascale e Fabi- è che si apra presto una stagione diversa, dando la possibilità alle Regioni di affrontare le sfide che abbiamo di fronte, come l’invecchiamento della popolazione, il potenziamento della sanità di territorio e l’investimento in prevenzioni e corretti stili di vita”.

Cosa sono i Lea

I Livelli essenziali di assistenza sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale.

Sono divisi in tre livelli: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Per garantire l’aggiornamento continuo, sistematico, su regole chiare e criteri scientificamente validi dei Livelli essenziali di assistenza, è stata istituita la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale.

Andamento del commercio al dettaglio in Emilia Romagna: tiene la grande distribuzione, soffrono i piccoli esercizi

Andamento del commercio al dettaglio in Emilia Romagna: tiene la grande distribuzione, soffrono i piccoli eserciziNel primo trimestre del 2026, le vendite a prezzi correnti del commercio al dettaglio in sede fissa in Emilia-Romagna registrano una lievissima flessione, -0,2%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Crescono esclusivamente le vendite di ipermercati, supermercati e grandi magazzini (+4,7%), mentre si contrae il dettaglio specializzato, sia alimentare (-1,7%) che non alimentare (-1,2%). Cala la natalità delle imprese con un saldo negativo trimestrale di 353 unità.

É quanto emerge dall’indagine sulla congiuntura di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna sul settore del commercio al dettaglio nel I^ trimestre 2026.

 

Il quadro congiunturale generale

Nei primi tre mesi del 2026, le vendite a prezzi correnti hanno rilevato una sostanziale stabilità, cedendo lo 0,2%.

Clima di fiducia: L’analisi dei giudizi espressi dalle imprese del commercio al dettaglio evidenzia una sostanziale tenuta del clima di fiducia: la percentuale di operatori che dichiarano un aumento del fatturato rimane salda al 38,3%.

Gestione delle scorte e giacenze: i giudizi relativi allo stato dei magazzini mostrano un marginale peggioramento. La quota di imprese che considerano le proprie giacenze eccedenti risale dal 9,7% all’11,1%, mentre si riduce sensibilmente, portandosi all’1,5% la percentuale di chi segnala scorte scarse (dal precedente 3,9%).

 

L’andamento per tipologie di commercio al dettaglio 

Gli ipermercati, i supermercati e i grandi magazzini registrano un incremento sensibile delle vendite (+4,7%).

I negozi specializzati subiscono invece una contrazione diffusa:

  • Il comparto alimentare cede l’1,7%, a fronte di un contestuale aumento dei prezzi del settore del 2,3%.
  • I punti vendita non alimentari arretrano dell’1,2%. In particolare, l’abbigliamento e gli accessori segnano la flessione più pesante: -2,6% L’unico segnale di stabilizzazione arriva dai prodotti per la casa ed elettrodomestici, che interrompono una lunga serie negativa fermandosi a un +0,1%.

 

L’andamento per dimensione dell’attività

La piccola distribuzione (da 1 a 5 addetti) accusa maggiormente registrando un calo tendenziale delle vendite del -2,1%.

Le imprese di media dimensione (6-19 addetti) riescono ad arrestare una flessione che durava da 18 mesi, chiudendo il trimestre a variazione nulla (0,0%).

Si conferma invece positiva la dinamica delle strutture con almeno 20 addetti, che mettono a segno un incremento delle vendite pari all’1,6%, pur manifestando un lieve indebolimento nel saldo dei giudizi interni.

 

Il Registro delle imprese: iscrizioni e cessazioni

Sotto il profilo della demografia aziendale, al 31 marzo 2026 si contano 43.613 imprese registrate nella nuova sezione del commercio al dettaglio (influenzata dall’introduzione della classificazione Ateco 2025).

Le iscrizioni sono state 521, con un tasso di natalità che è stato il più basso dell’ultimo quadriennio (1,18%). Le cessazioni dichiarate sono state 1.045.

Il saldo complessivo è stato così di -353 unità (-0,8% rispetto allo stock dell’anno precedente).

I Comuni italiani esclusi dalla nuova legge sulla montagna si incontrano in regione a Bologna

Ospite dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, l’Uncem (Ente nazionale Comuni, Comunità, Enti montani) ha chiamato a raccolta a Bologna i Comuni italiani esclusi dalla recente classificazione sulla “montanità” derivante dalla nuova Legge sulla Montagna n. 131/2025. Un appuntamento importante, con una nutrita partecipazione di sindaci da tutta Italia (sia in presenza che da remoto) che fa seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto che ha tolto la qualifica di “montani” a oltre 600 Comuni.

Ragione, quest’ultima, che ha fornito una motivazione in più per ribadire l’appello, già lanciato dal Consiglio nazionale Uncem il giorno prima, di “costruire un fronte comune per le Montagne, italiane ed europee, coinvolgendo sindaci, Regioni, rappresentanze territoriali, Parlamento e forze politiche”.

«Vogliamo evitare – ha affermato il presidente nazionale Uncem, Marco Bussone, nel suo intervento – che la nuova disciplina sui criteri di montanità dei Comuni produca una frattura tra territori che, per storia, economia e servizi, fanno parte dello stesso sistema».

Nell’incontro bolognese è emerso che per Uncem la partita è molto più ampia di una classificazione amministrativa. In gioco c’è la tenuta di un sistema territoriale fatto di valli, paesi, economie, servizi e comunità. La montagna italiana non è una somma di territori separati – è stato detto – ma una rete connessa nella quale scuola, sanità, trasporti, infrastrutture, agricoltura, energia e tutela ambientale rappresentano elementi dello stesso equilibrio nazionale. Uncem chiede quindi un confronto più forte dentro i partiti e tra forze politiche diverse, perché la montagna sarà uno dei temi destinati a entrare con maggior forza nel dibattito pubblico dei prossimi mesi, anche in vista delle elezioni politiche del 2027.

Un appello diretto arriva anche alle Regioni, che dovranno assumere un ruolo più incisivo nella fase che si apre, rafforzando il coordinamento con Comuni e istituzioni nazionali. «In alcuni territori – ha detto ancora Bussone – il tema della riforma è stato affrontato con un coinvolgimento ancora insufficiente, il modello per tutti è quello dell’Emilia-Romagna, con un patto forte e chiaro tra Regione e Uncem».

«Non possiamo permetterci tempi lunghi – aggiunge Emanuele Ferrari, presidente Uncem Emilia-Romagna -: sindaci, amministratori locali, Regioni, Parlamento e Governo devono essere parte di un percorso comune. La montagna non è una questione marginale: riguarda la sicurezza del territorio, la qualità dei servizi, l’ambiente, l’energia e la competitività dell’intero Paese».

Per Uncem è quindi il momento di passare dalle parole ai fatti. La fase attuativa della nuova Legge richiede una mobilitazione organizzata e un coordinamento operativo tra tutti i livelli istituzionali, per accompagnare i territori, monitorare gli effetti della riforma e garantire continuità nei servizi fondamentali. Tra i settori più a rischio ci sono scuola, trasporti pubblici, sanità, infrastrutture, prevenzione del dissesto idrogeologico e nuove opportunità legate alla transizione energetica.

Aumenta l’impegno della Regione per i pazienti ricoverati negli hospice

Aumenta l’impegno della Regione per i pazienti ricoverati negli hospice
Massimo Fabi

Prendersi cura, anche oltre la possibilità di guarigione.

A partire da questo approccio che guarda alla persona e non solo alla sua patologia, la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha deciso di aumentare il sostegno agli hospice per adulti sul territorio, le strutture residenziali per le Cure palliative dedicate alla presa in carico dei pazienti con malattie ad andamento cronico ed evolutivo non suscettibili di cure volte alla guarigione. Dopo cinque anni, sarà infatti adeguata la tariffa giornaliera che le Aziende sanitarie dovranno riconoscere agli hospice, che passa da 230 euro per una giornata di degenza a 268 euro.

Ad oggi, non è ancora stato definito un sistema tariffario di riferimento a livello nazionale e la tariffa regionale era ferma dal 2021: con delibera di Giunta approvata nell’ultima seduta si è quindi ritenuto opportuno procedere all’adeguamento, per tenere conto degli incrementi di spesa di personale e di servizi a carico degli enti gestori. La nuova tariffa viene applicata a decorrere dal 1^ maggio 2026.

“Con questo provvedimento rafforziamo concretamente il nostro impegno a sostegno della Rete delle Cure palliative, fondamentale all’interno del sistema sanitario regionale. E facciamo la nostra parte incrementando la tariffa da riconoscere alle strutture, in attesa della definizione di un sistema tariffario nazionale- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Gli hospice, con le professionalità che vi lavorano, sono luoghi speciali da preservare perché sanno garantire dignità, qualità dell’assistenza e vicinanza umana alle persone ricoverate in una fase così delicata della vita. Il nostro obiettivo è continuare a offrire ai pazienti e ai loro familiari cure qualificate e continuative, che comprendano supporto psicologico e anche spirituale, una presa in carico personalizzata per alleviare il dolore del corpo e dell’anima, alleggerire il peso, spesso molto gravoso, dell’assistenza quotidiana. Il valore degli hospice- conclude Fabi- va oltre le speranze di guarigione, sta nel sapersi prendere cura sempre, con premura e gentilezza, per migliorare la qualità della vita di ogni singola persona”.

I dettagli sulle tariffe

Nelle more della definizione a livello nazionale di una tariffa a cui la Regione dovrà adeguarsi, con la delibera appena approvata la tariffa da riconoscere da parte dell’Azienda Usl alle strutture hospice convenzionate sale da 230 euro a 268 euro per giornata di degenza, al netto della fornitura diretta dei farmaci ed altro materiale sanitario di consumo, nonché delle visite e prestazioni specialistiche necessarie. Qualora il paziente non sia residente nel territorio dell’Azienda Usl nel quale è collocato l’hospice, l’Azienda di competenza territoriale fatturerà a quella di residenza del paziente una tariffa giornaliera aggiuntiva di 31,60 pro die. È prevista, inoltre, una valorizzazione economica transitoria per gli episodi di ricovero con data di dimissione compresa tra il 1^ gennaio 2026 e il 30 aprile 2026.

Si prevedono anche incontri periodici con i gestori, per il monitoraggio e la valutazione dei dati di attività, sviluppo delle reti locali di cure palliative e andamento dei costi dei fattori produttivi, per un’eventuale revisione delle tariffe, in coerenza con la normativa vigente.

La Rete regionale degli Hospice

Le strutture residenziali per le Cure palliative (hospice) sono dedicate ad accogliere pazienti con patologie cronico-degenerative non suscettibili di trattamenti specifici con presenza di sofferenza fisica, psicologica o spirituale, che non possono essere assistiti a domicilio temporaneamente o stabilmente e/o con necessità di sollievo temporaneo per la famiglia. L’assistenza è rivolta sia ai pazienti sia ai loro familiari attraverso équipe multidisciplinari dedicate.

La Regione Emilia-Romagna negli anni ha sviluppato un sistema di cure palliative che consente di prendere in carico un numero sempre crescente di pazienti: se nel 2020 sono stati circa 5.400 i ricoveri, nel 2025 sono saliti a quasi 6.500, nelle 22 strutture regionali distribuite in tutte le province, con 315 posti letto disponibili. E all’orizzonte è prevista l’attivazione di altri 2 hospice per un totale di 28 posti letto in più.

A queste strutture si aggiunge l’hospice pediatrico di Bologna, con 9 posti letto.

In particolare, lo scorso anno i ricoveri sono stati 6.497: 1.778 in Romagna, 1.416 a Bologna, 958 a Parma, 615 a Modena, 598 a Reggio Emilia, 506 a Piacenza, 451 a Ferrara e 175 a Imola.

Allerta gialla della Protezione civile domani in regione per piogge

Allerta gialla della Protezione civile domani in regione per pioggeArrivano i temporali in Emilia-Romagna a spezzare i giorni di grande caldo. In particolare, nella giornata di domani, sabato 11 luglio, sono previsti infatti “temporali sparsi, localmente anche di forte intensità, con possibili effetti e danni associati”. Lo comunica la Protezione civile regionale, che ha emesso un’allerta di colore gialla valida per l’intera giornata di domani e per tutto il territorio dell’Emilia-Romagna.

“I fenomeni si svilupperanno sui rilievi dalla tarda mattinata e nel corso del pomeriggio – si legge – con successiva estensione alle aree di pianura. In serata tenderanno a interessare prevalentemente il settore centro-orientale, per poi spostarsi verso il settore costiero nel corso della notte, con tendenza all’esaurimento”. Nelle zone collinari e montane interessate dai temporali, precisa ancora la Protezione civile regionale, “non si escludono occasionali fenomeni franosi, ruscellamenti lungo i versanti e innalzamenti rapidi dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua minori”.

Quasi 2,5 milioni di euro destinati ai Comuni per migliorare lo stato ambientale delle acque, tutelare la biodiversità e ripristinare gli ecosistemi acquatici

Quasi 2,5 milioni di euro destinati ai Comuni per migliorare lo stato ambientale delle acque, tutelare la biodiversità e ripristinare gli ecosistemi acquaticiQuasi 2,5 milioni di euro per migliorare lo stato ambientale delle acque, recuperare habitat marini degradati e rafforzare la biodiversità, sostenendo interventi strategici per il futuro della pesca e dell’acquacoltura regionali. La Giunta dell’Emilia-Romagna ha approvato il bando 2026 del Programma nazionale del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (Feampa), destinando 2 milioni e 485 mila euro ai Comuni per finanziare progetti di tutela e ripristino degli ecosistemi acquatici marini e delle acque interne.

Le risorse, che coprono il 100% delle spese ammissibili, potranno finanziare interventi compresi tra 500 mila e 1,5 milioni di euro. Tra le opere previste: la realizzazione di reef artificiali, il recupero di habitat marini degradati, la riqualificazione ecologica dei corsi d’acqua, il ripristino dei corridoi ecologici e la conservazione delle risorse biologiche.

“La pesca è una delle filiere produttive più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici e della trasformazione degli ecosistemi- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Alessio Mammi-. In questi anni le nostre marinerie stanno affrontando sfide complesse: l’aumento della temperatura del mare, l’arrivo di specie aliene, la pressione sulle risorse ittiche, i costi di produzione e la necessità di continuare a essere competitive in un mercato sempre più difficile. Per questo le politiche per la pesca non possono limitarsi a sostenere le imprese, ma devono intervenire anche sulle condizioni che permettono al settore di avere un futuro. Serve una programmazione capace di accompagnare il comparto nel lungo periodo intervenendo sul sostegno alle imprese e sui fattori che rendono possibile uno sviluppo stabile e competitivo. Investire nella qualità delle acque, nel recupero degli habitat acquatici e nella tutela della biodiversità significa rafforzare il capitale naturale da cui dipendono la pesca e l’acquacoltura, aumentando la capacità del comparto di affrontare i cambiamenti in corso. È una strategia che guarda al futuro e che punta a coniugare tutela delle risorse alieutiche, innovazione e competitività, perché non può esserci sviluppo senza la capacità di preservare il patrimonio naturale da cui il settore trae valore. Con questo bando diamo ai Comuni strumenti concreti per realizzare interventi che produrranno benefici duraturi per i territori, per le comunità costiere e per l’intera filiera ittica regionale. La sostenibilità non è un vincolo da subire, ma la leva su cui costruire una pesca moderna, capace di innovare, creare reddito e continuare a rappresentare un patrimonio economico, sociale e identitario per l’Emilia-Romagna”.

Il bando

Il bando, finanziato nell’ambito del Programma nazionale Feampa 2021-2027, mette a disposizione quasi 2,5 milioni di euro destinati ai Comuni dell’Emilia-Romagna per realizzare interventi finalizzati al miglioramento dello stato ambientale delle acque, alla tutela della biodiversità e al ripristino degli ecosistemi acquatici marini e delle acque interne. Il contributo copre il 100% delle spese ammissibili, con un finanziamento compreso tra 500 mila euro e 1,5 milioni di euro per ciascun progetto.

Tra gli interventi finanziabili: la realizzazione di reef artificiali, il recupero e la rigenerazione di habitat marini degradati, opere di protezione delle aree marine, il ripristino della funzionalità ecologica dei corsi d’acqua, il recupero dei corridoi ecologici, il miglioramento degli habitat fluviali e la conservazione delle risorse biologiche. Sono inoltre comprese spese per lavori preliminari quali attività di progettazione, indagini e valutazioni funzionali alla realizzazione degli interventi.

Le domande dovranno essere presentate entro il 9 novembre 2026 tramite Pec all’indirizzo:  territoriorurale@postacert.regione.emilia-romagna.it. Saranno valutate attraverso una procedura a graduatoria che terrà conto, tra gli altri criteri, del contributo dei progetti al miglioramento dello stato ecologico delle acque, alla tutela della biodiversità e della loro coerenza con gli obiettivi di conservazione dei siti Natura 2000 e delle aree marine protette.

Al via il bando per la gestione dei servizi di ristorazione, bar e custodia al Castello di Spezzano

Al via il bando per la gestione dei servizi di ristorazione, bar e custodia al Castello di Spezzano
Corte Castello Spezzano lato ristorante

Il Comune di Fiorano Modenese, attraverso la Centrale Unica di Committenza dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico (CUC), ha pubblicato il bando per l’affidamento in concessione per sei anni, dei servizi di ristorazione, bar e custodia della Casa del Custode del Castello di Spezzano.

La concessione, con un canone annuo posto a base di gara di 30.000 euro oltre IVA, sarà assegnata con procedura telematica aperta sulla piattaforma SATER, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12 del 6 ottobre 2026, corredate di tutta la documentazione richiesta, con firma digitale o firma elettronica qualificata o avanzata.

La Casa del Custode, ristrutturata e ampliata, sarà riaperta come ristorante con 93 posti e annessa abitazione. Il Comune cerca un imprenditore, un ristoratore capace di trasformare questi spazi in un luogo dove il gusto incontra la storia, dove un aperitivo al tramonto, un romantico matrimonio o un pranzo della domenica possano diventare un’esperienza da ricordare.

Chi otterrà la concessione dovrà non solo garantire il servizio di ristorazione e caffetteria, ma anche la custodia del bene storico e altre attività: dal catering per eventi speciali (il Castello è luogo istituzionale per la celebrazione di matrimoni con rito civile) a laboratori ed esperienze aperte a turisti e cittadini. I servizi aggiuntivi possono anche essere subappaltati alle condizioni previste dal bando.

Non si tratta soltanto di gestire un bar o un ristorante: significa diventare parte integrante della vita di uno dei luoghi più amati e frequentati del territorio, custodendone la bellezza, animandone gli spazi con proposte gastronomiche di qualità, eventi, laboratori ed esperienze capaci di far scoprire il Castello a residenti e turisti in ogni stagione dell’anno. È un’opportunità che unisce impresa e cultura, gusto e responsabilità, che premierà chi saprà raccontare, con un buon progetto, la propria idea di accoglienza, la propria visione.”, sottolinea l’assessore al Commercio, Sergio Romagnoli.

Nella valutazione delle proposte su 100 punti complessivi, 90 sono riservati alla qualità dell’offerta tecnica (piano di gestione, proposta gastronomica, progetto di allestimento degli spazi interni ed esterni, organizzazione del servizio di custodia e i servizi aggiuntivi), mentre 10 punti sono legati al rialzo economico sul canone.

Per partecipare alla gara, in forma singola o associata, è richiesto il possesso di requisiti soggettivi, professionali ed economico-finanziari esplicitati nel bando di gara, che è consultabile su SATER all’indirizzo intercenter.regione.emilia-romagna.it e sul sito dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, nella sezione Amministrazione Trasparente/Bandi di gara e contratti.

E’ obbligatorio un sopralluogo di persona presso la Casa del Custode, nei giorni di lunedì e giovedì, per valutare gli spazi destinati ai servizi di ristorazione e al servizio di custodia, da prenotare scrivendo a Salvatore Spagnolo (salvatore.spagnolo@comune.fiorano).

Chi avesse necessità di chiarimenti potrà inoltrarli tramite la piattaforma SATER entro le ore 12 del 21 settembre 2026: le risposte, pubblicate in forma anonima, saranno rese disponibili entro il 25 settembre.

Per informazioni è possibile rivolgersi a: cristina.scaravonati@comune.fiorano-modenese.mo.it, tel. 0536 833434 – segreteria), mentre per quanto riguarda la procedura di gara il riferimento è cuc@cert.distrettoceramico.mo.it.

 

In Comune a Sassuolo incontro sulla fibra ottica

In Comune a Sassuolo incontro sulla fibra ottica“La modernizzazione tecnologica e la posa della rete in fibra ottica restano obiettivi prioritari per il territorio, ma non a discapito della sicurezza dei cittadini, del decoro urbano e del rispetto delle regole”.

L’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Sassuolo Maria Raffaella Pennacchia fa il punto della situazione a seguito di un incontro, con i responsabili di Fibercop e Sielte che, in queste settimane, stanno effettuando scavi in tutta la città per portare la fibra ottica a 22.000 utenze cittadine.

L’incontro è stato convocato, dall’Amministrazione e dall’Ufficio Viabilità di Sgp, a seguito dei ripetuti sopralluoghi effettuati dai tecnici e dalle numerose  segnalazioni arrivate dai residenti. Le verifiche sul campo hanno portato alla luce alcune situazioni da migliorare nella gestione dei cantieri in particolare per quanto riguarda la cura delle aree di intervento, la rimozione dei materiali e la pulizia di strade e marciapiedi. L’attenzione si è concentrata anche su alcuni interventi nel centro storico, dove la presenza di cavi temporaneamente posizionati sulle facciate ha richiesto un approfondimento congiunto per tutelare decoro urbano e sicurezza. È stata inoltre richiamata la necessità di condividere preventivamente ogni modifica alla viabilità, così da garantire il pieno rispetto delle autorizzazioni e la massima sicurezza per cittadini e utenti della strada

Per questo motivo, con un atto formale, il Comune di Sassuolo ha richiesto a FiberCop spa e alla ditta esecutrice Sielte spa di rafforzare le misure di presidio, sicurezza e ripristino nei cantieri attivi.

L’obiettivo è assicurare il rapido ripristino delle condizioni di sicurezza e pulizia in tutte le aree interessate dai lavori. Inoltre, per contenere l’impatto visivo nel cuore della città, ogni eventuale installazione aerea o sulle facciate degli edifici storici sarà preventivamente condivisa con il Comune, così da consentire una corretta informazione ai residenti coinvolti.

“Lo spirito dell’Amministrazione resta improntato alla collaborazione per la risoluzione rapida dei problemi e per consentire a tutta la città di poter usufruire di un servizio che, al giorno d’oggi, è più che mai utile – chiarisce l’Assessore – per questo abbiamo voluto l’incontro che ha permesso di definire una nuova modalità operativa per un monitoraggio più puntuale dei lavori. Fibercop trasmettererà una programmazione settimanale delle aree di scavo che saranno quindi comunicati alla cittadinanza con i canali ufficiali e capillarmente attraverso i referenti del controllo di vicinato; oltre a condividere i report dei propri ispettori con i tecnici comunali, rafforzando il presidio sulle ditte in subappalto”.

Qualora dovessero emergere ulteriori criticità non risolte, l’Amministrazione si riserva di adottare i provvedimenti previsti dalla normativa e dalle autorizzazioni rilasciate, con l’obiettivo prioritario di garantire la sicurezza delle strade e la tutela dei cittadini.

Ovviamente se le irregolarità dovessero persistere, scatteranno sanzioni severe, fino alla sospensione o revoca delle autorizzazioni, con il totale addebito all’azienda di qualunque spesa sostenuta dall’ente pubblico per la messa in sicurezza delle strade.

Lavori alla palestra di Corlo: investiti 160mila euro contro le infiltrazioni e per la sicurezza

Lavori alla palestra di Corlo: investiti 160mila euro contro le infiltrazioni e per la sicurezzaGiungono al termine i lavori di manutenzione straordinaria presso la palestra comunale di Corlo, un intervento mirato a risolvere in modo definitivo le criticità strutturali dell’edificio e a restituire alla comunità e alla società sportiva un ambiente più sicuro, efficiente e accogliente.

L’opera, che ha comportato un investimento complessivo di 160.000 euro, ha visto il rifacimento del manto isolante delle coperture. Questo intervento permetterà di bloccare all’origine le infiltrazioni d’acqua che nel tempo avevano intaccato la struttura. Parallelamente, per garantire la massima sicurezza agli operatori durante le future attività di manutenzione, il progetto ha previsto l’installazione di parapetti e di linee vita anticaduta.

A completamento dell’opera, si sta procedendo al ripristino e alla tinteggiatura degli intonaci esterni delle facciate, sanando le parti ammalorate e scrostate per ridare decoro anche all’aspetto estetico della palestra.

Dichiara l’Assessora allo Sport Giulia Bosi: “Questo cantiere si inserisce all’interno di un ampio e strategico percorso di riqualificazione degli impianti sportivi che sta coinvolgendo capillarmente tutto il nostro territorio. L’attenzione dell’Amministrazione verso lo sport e la sicurezza dei nostri ragazzi è massima, come dimostrano gli importanti investimenti messi in campo nell’ultimo periodo. Penso alla palestra di Colombaro, dove a fine dello scorso anno abbiamo completato il rifacimento del tetto per 145mila euro e dove, proprio questa estate, partirà un nuovo cantiere di rinnovamento finanziato grazie ai proventi raccolti tramite la Mezza Maratona. Ricordo inoltre l’inaugurazione della palestra Ferraguti di Magreta, oggetto di una rigenerazione sismica ed energetica da 500mila euro, e l’imminente conclusione dei lavori alla palestra Ascari di Casinalbo: un’opera imponente da circa 1,7 milioni di euro che a settembre sarà ufficialmente restituita alla cittadinanza completamente rinnovata dal punto di vista funzionale e dell’efficientamento. Tornando a Corlo, si è trattato di un intervento fortemente condiviso con la società sportiva dell’A.S. Corlo, con la quale abbiamo un dialogo costante. Parliamo di una realtà preziosa per la nostra comunità, capace di esprimere anche grandi eccellenze a livello giovanile: voglio citare, come ultimi traguardi, le atlete della squadra under 12 femminile di pallavolo che hanno conquistato il titolo di Vicecampionesse Nazionali C.S.I., e l’under 16, che si è laureata Campionessa d’Italia CSI. Investire sulle nostre strutture significa prima di tutto investire sul futuro e sul talento di questi ragazzi”.

 

 

Torna a Sassuolo il Torneo Internazionale di tennis Under 14 Combined maschile e femminile, Memorial Angelo Rossini

Torna a Sassuolo il Torneo Internazionale di tennis Under 14 Combined maschile e femminile, Memorial Angelo RossiniSi terrà dal 18 al 25 luglio il Torneo Internazionale di tennis Under 14 Combined maschile e femminile dello Sporting Club, Memorial Angelo Rossini – Trofeo BPER Banca, inserito nel Circuito Tennis Europe Junior Tour e patrocinato dal Comune di Sassuolo.

In Italia solo pochi circoli hanno l’approvazione dalla Tennis Europe per l’organizzazione di questa manifestazione: è prestigioso per lo Sporting e per la Città di Sassuolo far parte di questo circuito dal 2019 e ci rende fieri che la Federazione Italiana Tennis e Padel ci confermi ogni anno questo tradizionale appuntamento tennistico.

 Al via ci saranno oltre 110 atleti. Sia il tabellone maschile che femminile, infatti, comprendono 18 tennisti del main draw con classifica internazionale più alta, 8 provenienti dalle qualificazioni, 4 wild cards (una di diritto dello Sporting, le altre decise dalla Federazione Italiana Tennis e Padel) e 2 eventuali Special Exempt (atleti che possono richiedere l’entrata di diritto, se impegnati in semifinali o finali di altrettanti tornei).

Gli 8 atleti delle qualificazioni provengono a loro volta da un tabellone di 32 nomi che cominceranno a sfidarsi sabato 18 luglio e, dopo due incontri a testa, saranno individuati gli otto atleti maschi e le otto femmine che entreranno nel tabellone principale.

Da quel momento cominceranno i match che porteranno poi alle semifinali e al gran finale di sabato mattina 25 luglio sul campo centrale dello Sporting Club Sassuolo.

Per quanto riguarda i partecipanti al torneo, i Tecnici Nazionali under 14 Thomas Tenconi per il maschile e Cristian Vinco per il femminile assegneranno le WC spettanti al settore tecnico della FITP, mentre lo Sporting Club Sassuolo avrà a disposizione uno slot nel tabellone principale e due slot in quali. I nomi verranno svelati nella giornata di giovedì prossimo in base alla lista definitiva dei giocatori che avranno accesso e tra questi potremmo avere alcuni dei giovani tennisti sassolesi come Matteo Grotti ed Elettra Fabbri, under 14 in forte ascesa in questa stagione.

E per il 2026 una grande novità all’interno di questa manifestazione: in contemporanea dal 23 al 25 luglio sarà di scena la 1° edizione a Sassuolo dell’Uniqlo Wheelchair Tennis Tour, torneo di tennis del circuito internazionale ITF dedicato agli under 18 della categoria maschile e femminile. I ragazzi presenti si sfideranno in un girone all’italiana di singolare e doppio sempre sui campi in terra rossa dello Sporting Club Sassuolo e che assegna punti per il ranking mondiale juniores. Tra i giocatori presenti Lorenzo Politano, tra le più grandi promesse del tennis in carrozzina italiano e una WC direttamente dalla Spagna, Sam Gomez Samblas.

Una grande e spettacolare settimana di tennis, a ingresso libero e gratuito per tutti, anche per gli appassionati di sport non soci del Club.

 

Maranello continua a potenziare la videosorveglianza: attivate nuove telecamere nell’area del Parco Due

Maranello continua a potenziare la videosorveglianza: attivate nuove telecamere nell’area del Parco DueA Maranello nei giorni scorsi sono state installate ed attivate nuove telecamere a ‘copertura’ dell’intera area del Parco Due, tutte collegate al sistema di monitoraggio gestito dalla sala di controllo della nuova sede della Polizia locale, inaugurata in Via Vittorio Veneto a fine maggio.

Salgono così a 98 gli occhi elettronici dislocati sul territorio comunale, ai quali si aggiungono 20 varchi stradali supportati da un software ‘Targa system’, che rileva il passaggio delle targhe segnalate e che consente di intervenire nell’immediato, per controlli preventivi ed emergenze, o nelle fasi di indagine successive ad reato.

In altre videocamere già dislocate sul territorio, di recente sono state anche aggiornate le ottiche, in modo da rendere più nitide ed efficaci le immagini a fini di indagine.

“Continuiamo ad investire sulla sicurezza e sulla prevenzione – spiega il Sindaco Luigi Zironi – migliorando e potenziando gli strumenti tecnologici in dotazione alla Polizia locale, che li utilizza anche nelle frequenti collaborazioni con le altre forze dell’ordine. Le videocamere, così come i varchi stradali, sono ormai un ausilio fondamentale per un monitoraggio sempre più capillare del territorio e per un incremento della deterrenza. E continuiamo a credere nel concetto di sicurezza integrata, che affianca al presidio degli agenti le segnalazioni, a volte decisive, dei cittadini o dei venti gruppi del ‘Controllo di Comunità’ attivi a Maranello e nelle frazioni”.

“L’installazione di nuove telecamere, tra l’altro in un’area verde molto frequentata come il Parco Due, contribuisce a dare una maggiore serenità ai cittadini – sottolinea Elisabetta Marsigliante, Assessora alla Sicurezza -, che per vivere al meglio i luoghi pubblici hanno anche bisogno di percepirne la sicurezza, al di là dell’efficacia oggettiva di queste tecnologie, che spesso risultano decisive. Così come i varchi stradali e il Targa System, che continueremo a sviluppare anche per la sicurezza stradale”.

 

 

Chiusure programmate su A1, A13, a 14 e Ramo Verde

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, nelle tre notti di lunedì 13, martedì 14 e mercoledì 15 luglio, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Reggio Emilia e l’allacciamento A22 Brennero-Modena, verso Bologna.

Di conseguenza, non sarà raggiungibile l’area di parcheggio “Calvetro ovest”, situata nel suddetto tratto.

In alternativa si consigliano i seguenti itinerari: verso Bologna, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Reggio Emilia, percorrere la viabilità ordinaria e rientrare in A1 alla stazione di Modena nord; verso la A22, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Reggio Emilia, percorrere la viabilità ordinaria ed entrare in A22 a Campogalliano.

Sempre sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, nelle quattro notti di lunedì 13, martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 luglio, con orario 21:00-6:00, sarà chiusa la stazione di Sasso Marconi, in entrata verso Bologna e in uscita per chi proviene da Firenze.

In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Badia, sulla A1 Direttissima, o la stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo Casalecchio.

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Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di pavimentazione, sarà chiusa la stazione di Bologna Interporto nei seguenti giorni e con le seguenti modalità: dalle 21:00 di lunedì 13 alle 5:00 di martedì 14 luglio, sarà chiusa in uscita per chi proviene da Bologna e da Padova; dalle 21:00 di martedì 14 alle 5:00 di mercoledì 15 luglio, sarà chiusa in entrata verso Bologna e Padova.

In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Bologna Arcoveggio o di Altedo.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di lunedì 13 alle 5:00 di martedì 14 luglio, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con la A1 Milano-Napoli e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Ancona/Padova.

L’area di servizio “La Pioppa ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa con orario 20:00-5:00.

In alternativa, chi proviene da Milano ed è diretto verso Ancona/A13 Bologna-Padova verso Padova, potrà proseguire sulla A1 Milano-Napoli verso Firenze, immettersi sul Raccordo di Casalecchio e poi sulla A14 verso Ancona o sulla A13 Bologna-Padova in direzione di Padova.

Chi è diretto verso Bologna, potrà uscire a Bologna Casalecchio.

Si precisa che la stazione di Bologna Borgo Panigale sarà chiusa in entrata verso Ancona e non sarà raggiungibile in uscita per chi proviene dalla A1 Milano-Napoli.

In alternativa utilizzare la stazione di Valsamoggia, sulla A1 Milano-Napoli, o di Bologna Casalecchio, sul Raccordo Casalecchio.

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Sul Ramo Verde (Raccordo stazione Bologna Borgo Panigale-Tangenziale), dalle 21:00 di lunedì 13 alle 5:00 di martedì 14 luglio, sarà chiuso lo svincolo di San Giovanni in Persiceto, in entrata verso la Tangenziale.

In alternativa si consiglia di entrare allo svincolo 2 Borgo Panigale della Tangenziale.

 

l Garante dei detenuti Roberto Cavalieri: “Manca il 19% degli agenti di polizia penitenziaria; preoccupazione per sovraffollamento e uso di psicofarmaci”

l Garante dei detenuti Roberto Cavalieri: “Manca il 19% degli agenti di polizia penitenziaria; preoccupazione per sovraffollamento e uso di psicofarmaci”
Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri

Strutturale carenza di personale della Polizia penitenziaria: in regione ci sono 2.063 agenti di polizia penitenziaria, ovvero il 19% in meno di quelli necessari, con il picco massimo a Forlì (-30%); la piaga dei suicidi dietro le sbarre (3 nel 2025); le forme di autolesionismo (1.322 casi); l’abuso di psicofarmaci. E, ancora, la difficoltà per i detenuti di accedere alle forme di espiazione della pena alternative al carcere nonché la difficoltà a trovare una casa e un lavoro, problemi che impediscono percorsi fuori dal carcere. In aggiunta, un’edilizia carceraria costituita da edifici risalenti nella migliore delle ipotesi agli anni ’80 e ’90, con progetti di ammodernamento che stentato a decollare o, come nel caso di Ferrara dove la realizzazione del nuovo padiglione per ospitare 80 detenuti avverrà a discapito degli spazi attualmente destinati all’attività di recupero dei detenuti, a partire da quelle legate all’agricoltura in carcere. Il tutto incastonato in un contesto segnato da un sovraffollamento ormai cronico: mille reclusi in più oltre la capienza regolamentare degli istituti di pena.

È in questo quadro che, nel 2025, il Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha svolto la propria attività: un impegno che ha portato Cavalieri a gestire 220 richieste di intervento da parte di detenute e detenuti. Segnalazioni, che riguardano, nella maggior parte dei casi, i servizi sanitari in carcere, le condizioni detentive, l’accesso alle misure alternative, i trasferimenti, l’accesso ai servizi sociali, il lavoro e i rapporti con la magistratura di sorveglianza.

Cavalieri ha illustrato la propria attività relativa al 2025 durante la commissione Parità presieduta da Elena Carletti, offrendo ai consiglieri una fotografia dettagliata sulle attività di vigilanza e sulle iniziative messe in atto sul territorio emiliano-romagnolo nel corso dell’ultimo anno. Al centro dell’azione del Garante c’è stata la tutela dei diritti fondamentali, a partire dalla prevenzione di trattamenti crudeli o degradanti. Grazie ai poteri ispettivi previsti dalla legge, Cavalieri ha effettuato visite in tutte le strutture carcerarie della regione e anche nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, le cosiddette rems, così come nei reparti ospedalieri per i trattamenti sanitari obbligatori.

La novità del 2025 relative all’attività del Garante ha riguardato il monitoraggio delle camere di sicurezza. In 20 uscite il Garante ha ispezionato tutte le 142 camere di sicurezza distribuite in 75 siti in Emilia-Romagna: 34 si trovano in strutture dell’Arma dei carabinieri, 16 della Polizia di Stato (tra questure e commissariati), 3 della Guardia di Finanza e 22 nei comandi della Polizia locale. Il bilancio del Garante sul monitoraggio è così riassumibile “Complessivamente il grado di organizzazione e gestione degli spazi detentivi, seppur con alcune differenze, risponde a quanto previsto dalle norme in materia”.

Alla luce della relazione di Cavalieri tutte le forze politiche lo hanno ringraziato per il lavoro svolto in questi anni, mentre centrodestra e centrosinistra si sono divisi sulle responsabilità dei mancati interventi per migliorare la situazione nelle carceri dell’Emilia-Romagna: per il centrosinistra il Governo è in ritardo su scelte basilari come il numero degli agenti della Polizia penitenziaria e l’assenza di reali misure alternative, mentre per il centrodestra è arrivato il momento che anche la Regione si faccia carico di alcuni problemi, partendo da quelli legati all’ambito sanitario.

Il dibattito

“Ringrazio il Garante per il lavoro svolto in un ambito così delicato come quello del carcere”, spiega la presidente Carletti aprendo la discussione fra i gruppi.

“La relazione offre spunti interessanti di riflessione e di intervento. Per la mia esperienza anche professionale è grave la mancanza di un sufficiente numero di medici e infermieri che operino nelle carceri, ci sono interi momenti della giornata dove proprio non ci sono”, spiega Nicola Marcello (FdI) che elogia anche quanto fatto, soprattutto a Rimini, dall’Associazione Papa Giovanni XXIII.

“Serve un monitoraggio delle risorse investite sul territorio in modo da evitare disparità”, sottolinea Valentina Ancarani (Pd).

“Ringrazio il Garante Cavalieri per il lavoro svolto, i problemi ci sono e il Governo ha operato per affrontarli. Il centrosinistra e la Regione non possono solo accusare il Governo, ma anche fare scelte e impegnarsi”, è la posizione di Priamo Bocchi (FdI).

“Occorre essere chiari: i numeri ci dicono che manca il personale della Polizia penitenziaria e questa è una responsabilità del Governo. Così come servono risposte per le detenute: non ci sono sufficienti misure alternative al carcere per loro, sono poche e così finisce che vengono penalizzate perché non c’è abbastanza attenzione ai loro problemi”, sottolinea Simona Lembi (Pd).

“Le carceri sono spazi di umiliazione: servono soluzioni ai problemi delle detenuti e alle persone trans che si trovano in carcere”, spiega Simona Larghetti (Avs).

“Il Garante ha fatto un ottimo lavoro di cui gli siamo grati. Capisco che ci sono tanti problemi, ma il Governo sta operando: penso alla situazione di Forlì dove ci sono interventi edilizi per risolvere gli storici problemi del sistema carcerario forlivese, così come nel 2024 e nel 2025 sono arrivati più agenti”, è la posizione di Luca Pestelli (FdI)

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 11 luglio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 11 luglio 2026Nel corso della tarda mattina temporali sparsi tenderanno ad interessare inizialmente i rilievi centro-orientali della regione propagandosi rapidamente verso le pianure adiacenti. Nel corso del tardo pomeriggio nuovi temporali sparsi tenderanno ad interessare inizialmente i rilievi centro-occidentali, propagando verso la relativa pianura. In serata i fenomeni interesseranno le pianure orientali con fenomeni in graduale esaurimento a partire da ovest. In tarda serata notte ancora residui fenomeni sul riminese.

Temperature minime comprese fra 21 e 24 gradi; massime pressoché stazionarie comprese tra 29/31 gradi della fascia costiera e 33/35 gradi delle pianure interne.

Venti deboli inizialmente dai quadranti meridionali tendenti a ruotare dai quadranti occidentali nel corso della giornata con rinforzi e raffiche nelle aree temporalesche.

Mare da poco mosso a temporaneamente mosso.

(Arpae)

Sassuolo, rissa 1 luglio, Claudia Severi (FI): ‘Plauso alla Polizia di Stato. Il sindaco smetta di sottovalutare. Allarme sicurezza è reale’

Sassuolo, rissa 1 luglio, Claudia Severi (FI): ‘Plauso alla Polizia di Stato. Il sindaco smetta di sottovalutare. Allarme sicurezza è reale’Rispetto all’operazione della Polizia di Stato sui fatti del 1° luglio, una dichiarazione del coordinatore cittadino di Forza Italia Claudia Severi:

“L’individuazione e la denuncia dei 7 giovani coinvolti nella violenta rissa del primo luglio in piazza Garibaldi e oggetto del Daspo Willy del questore, conferma l’efficacia dell’azione delle forze dell’ordine, in questo caso della Polizia di Stato, ma anche “la miopia” dell’amministrazione nel volere minimizzare o ridimensionare ad una realtà nazionale quasi fisiologica, questo ed altri gravi fatti di  cronaca nel centro di Sassuolo. Se c’è un modo per aggravare  i problemi è proprio quello  di sminuirli. A Modena, in occasione di un episodio analogo, si è riunito  il Comitato provinciale per l’ordine  e la sicurezza pubblica . A Sassuolo invece il Sindaco ha fatto di tutto per  ridimensionarlo.  La situazione in centro e non solo,  è peggiorata e per invertire la rotta, garantendo il contrasto , è necessario che tutte le istituzioni procedano alla  stessa velocità. Non abbiamo bisogno di un sindaco che su questi temi, tiri il freno a mano.

A Sassuolo la situazione in centro e non solo è peggiorata e per invertire la rotta garantendo contrasto è necessario che tutte le istituzioni vadano nella stessa direzione.  Non abbiamo bisogno di un sindaco che su questi temi tiri il freno a mano. Le notizie ci dicono che 5 dei sette giovani coinvolti, avevamo già   precedenti. E’ per questo che nei loro confronti chiediamo, pur nel rispetto delle prerogative dei soggetti minori,  una risposta severa e proporzionata alla gravità dei fatti. Il segnale della società e della giustizia deve essere chiaro, forte ed  esemplare.  Pur riconoscendo l’importanza della prevenzione e delle politiche educative, è fondamentale punire severamente reati gravi, soprattutto quando sfociano,  come in questo caso , in episodi di violenza cieca”.

Premio Pierangelo Bertoli 2026: selezionati i 9 finalisti della sezione “Nuovi Cantautori”

Premio Pierangelo Bertoli 2026: selezionati i 9 finalisti della sezione “Nuovi Cantautori”Grande successo per la serata della Prefinale del Premio Pierangelo Bertoli 2026 tenutasi ieri, mercoledì 8 luglio a Modena in Largo Sant’Agostino.

Al termine dello show, condotto da Riccardo Benini, che ha visto ospiti applauditissimi Alberto Bertoli e Matteo Faustini, vincitore dell’edizione 2025, sono stati comunicati i Finalisti della Sezione “NUOVI CANTAUTORI” del PREMIO PIERANGELO BERTOLI 2026.

A seguito di un ex aequo all’ottavo posto, i Direttori Artistici hanno deciso di estendere a 9 i Finalisti di questa nuova edizione le cui Finali si terranno al Teatro Carani di Sassuolo sabato 7 e domenica 8 novembre.

Gli Artisti avranno quindi la possibilità di esibirsi al Teatro Carani sabato 7 novembre, alle ore 21.00, in apertura dell’attesissimo Concerto di FABIO CONCATO che riceverà il Premio Pierangelo Bertoli.

I Finalisti del Premio Pierangelo Bertoli 2026, scelti tra 22 Artisti candidati alle Prefinali, sono (in ordine alfabetico):

BAMBINA (all’anagrafe BAMBINA CESARIO) da COSENZA, con “SCELTE PATETICHE”

DANIELE GALA da OLBIA, con “VISERAS”

EDOARDO CHIESA da SAVONA, con “QUALCOSA CAMBIARE TE”

GAETANO MORAGAS da MILANO, con “LEI”

IRENE CAROLEO da GENOVA, con “FORTUNA”

KALOXS (MATTIA CALOCERO) da POTENZA, con “QUANDO TE NE VAI”

LAURA PIRRIGHEDDU da LODI, con “INCHIOSTRO”

MANCINO (IVO ROBERTO MANCINO) da NAPOLI, con “COLPA DEL MONDO”

RAFFAE’ (RAFFAELLA SCAGLIOLA) da COSENZA, con “PRATO”

I biglietti sono disponibili su Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Carani di Sassuolo. La Direzione Artistica del Premio è affidata ad Alberto Bertoli e Riccardo Benini.

ll Premio Pierangelo Bertoli è organizzato da Montecristo Aps, con il Patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Sassuolo e Comune di Modena, in collaborazione con numerosi sponsor privati, fondamentali per la realizzazione della manifestazione.

Acimac: i costruttori di macchine per ceramica chiudono il 2025 a 1,73 miliardi di euro

Acimac: i costruttori di macchine per ceramica chiudono il 2025 a 1,73 miliardi di euroL’industria italiana delle tecnologie per la ceramica e il laterizio chiude il 2025 con un fatturato di 1,73 miliardi di euro, registrando una flessione del 5% rispetto all’anno precedente. Il settore mantiene tuttavia solide fondamenta industriali, con 7.153 addetti stabili rispetto al 2024 e una forte vocazione internazionale, che vede l’export rappresentare il 69,4% del fatturato complessivo.

I dati emergono dall’indagine statistica elaborata dal Centro Studi di Acimac Mecs e presentata in occasione dell’Assemblea annuale dell’associazione.

Il rallentamento registrato nel 2025 conferma inoltre la fase complessa che sta attraversando l’intera filiera ceramica europea. Alla contrazione degli investimenti si affianca infatti una crescente pressione competitiva internazionale, che coinvolge non solo i costruttori di macchine ma l’intero ecosistema industriale, dai produttori di componentistica fino ai produttori di piastrelle.

Mercati internazionali

Le esportazioni continuano a rappresentare il principale sbocco delle tecnologie italiane per la ceramica, nonostante un contesto internazionale caratterizzato da rallentamento degli investimenti, instabilità geopolitica e incertezza economica generalizzata. Nel 2025 l’export registra una diminuzione del 6,9% rispetto all’anno precedente per un totale di 1,2 milioni di euro.

Tra le principali aree di destinazione emergono segnali differenziati. Crescono infatti il Nord America (+16,4%), l’Unione Europea (+11,5%) e il Medio Oriente (+9,1%), confermando la capacità delle imprese italiane di presidiare mercati a elevato potenziale. Più complesso l’andamento in altre aree geografiche, con flessioni in Africa (-37,5%), Est Asia (-32,2%), Est Europa (-25,4%), altri Paesi asiatici (-23,6%) e Sud America (-10,6%).

Mercato e settori clienti

Il comparto riflette le differenti dinamiche che hanno caratterizzato le industrie utilizzatrici. Il settore della ceramica registra complessivamente una flessione del 5%, con andamenti molto diversificati tra i diversi segmenti applicativi.

Tra le performance più positive spicca la ceramica tecnica, che cresce del 181,1%, confermando il crescente interesse verso applicazioni ad alto contenuto tecnologico. Segnali positivi arrivano anche dal comparto della stoviglieria (+21,2%) e dei laterizi (+11,9%). In calo invece i settori delle piastrelle (-5,0%), dei sanitari (-19,6%) e dei refrattari (-26,9%).

Le tecnologie

L’analisi per famiglie di macchine evidenzia una domanda disomogenea lungo le diverse fasi del processo produttivo. Crescono le tecnologie per la formatura (+8,8%) e la preparazione terre (+5,3%), mentre risultano in flessione le macchine per la finitura (-1,0%), gli stampi (-3,8%), la decorazione digitale (-4,6%), la smaltatura e decorazione (-7,3%) e lo stoccaggio (-21,1%). Più marcato il rallentamento delle tecnologie per la cottura, che registrano un calo del 33,8% rispetto al 2024.

Struttura del settore

Nel 2025 il comparto conta 133 aziende, due in meno rispetto all’anno precedente, e mantiene invariata la propria base occupazionale con 7.153 addetti. Un dato che testimonia la solidità del settore nonostante una fase congiunturale meno favorevole rispetto agli anni precedenti.

 

Bruno Bettelli, Neopresidente di Acimac: “Innovazione e presenza globale restano i nostri punti di forza”

“Il 2025 conferma come il settore delle tecnologie per la ceramica stia attraversando una fase complessa, che va oltre la normale ciclicità dei mercati – dichiara Bruno Bettelli, Neopresidente di Acimac –. Il rallentamento degli investimenti e la crescente aggressività della competizione internazionale stanno mettendo sotto pressione l’intera filiera europea della ceramica, dai produttori di macchine fino ai costruttori di componenti e ai produttori di piastrelle.

In particolare assistiamo all’affermarsi di modelli industriali e commerciali che operano su scala globale con logiche molto diverse rispetto a quelle che caratterizzano il manifatturiero europeo. Una competizione che non si gioca più soltanto sul costo del lavoro, ma che coinvolge dimensioni produttive, capacità finanziarie, sostegno ai processi di internazionalizzazione e velocità di accesso ai mercati.

In questo scenario il nostro compito è continuare a investire in tecnologia, competenze, sostenibilità e servizio al cliente, difendendo il valore del Made in Italy e la capacità di innovazione che ha reso la meccanica ceramica italiana un punto di riferimento mondiale. La sfida dei prossimi anni sarà rafforzare la competitività delle imprese accompagnandole in una fase di profonda trasformazione degli equilibri industriali globali”.

 

 

 

 

 

Bruno Bettelli eletto presidente di Acimac

Bruno Bettelli eletto presidente di AcimacL’Assemblea generale di Acimac ha eletto Bruno Bettelli nuovo presidente dell’associazione dei costruttori italiani di macchine e attrezzature per ceramica.

La squadra di presidenza sarà composta dai Vice Presidenti Simone Sorrentino (Surfaces Group), Paolo Mongardi (Sacmi) e Luca Bazzani (System Ceramics).

Bettelli guiderà l’associazione nel prossimo quadriennio raccogliendo il testimone di Paolo Lamberti, al termine di un mandato che ha accompagnato il settore attraverso anni di profonde trasformazioni dello scenario economico internazionale.

Bruno Bettelli è Presidente e Amministratore delegato di I-TECH s.r.l. e arriva alla candidatura con un percorso consolidato in Acimac: prima nel consiglio direttivo, poi come vicepresidente. Da tre anni è anche presidente di Federmacchine, la federazione nazionale delle associazioni dei produttori italiani di beni strumentali destinati ai processi manifatturieri

Nel suo intervento programmatico, il nuovo presidente ha richiamato la necessità di rafforzare la competitività dell’industria italiana delle tecnologie per la ceramica, valorizzando il patrimonio di competenze, innovazione e conoscenza costruito dal distretto nel corso di decenni di leadership mondiale.

Un messaggio perfettamente in linea con il titolo scelto per l’Assemblea 2026, “Evoluzione”, che ha guidato la riflessione sul futuro del comparto. In una fase in cui i modelli di mercato stanno cambiando rapidamente e le tecnologie accelerano i processi di trasformazione industriale, evolvere non rappresenta più un’opzione ma una responsabilità per continuare a crescere mantenendo salda la propria identità.

L’evento ha riunito rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e associativo per confrontarsi sulle sfide che stanno ridefinendo gli equilibri competitivi internazionali: dall’emergere di nuovi competitori globali, alla ridefinizione delle catene del valore e fino alla necessità di individuare nuove opportunità di sviluppo sui mercati internazionali.

Particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione della Cina e alle implicazioni per il manifatturiero europeo. Il contributo di Giuliano Noci, Prorettore Delegato del Polo Territoriale Cinese del Politecnico di Milano, ha offerto una lettura dei profondi cambiamenti in corso nell’economia cinese e delle conseguenze per le imprese che operano sui mercati globali. Accanto a questo, il confronto tra imprenditori e rappresentanti di diverse filiere della meccanica italiana ha evidenziato la necessità di continuare a investire in innovazione, competenze e internazionalizzazione come leve strategiche per sostenere la competitività durante una tavola rotonda che ha dato voce a Graziano Verdi Presidente CET – European Ceramic Tile Manufacturers Federation e  Amministratore Delegato di Gruppo Italcer, Nancy Mammaro Presidente di GIMAV e Amministratore Delegato Mappi International e Pierluigi Ghirelli Presidente Ceramicolor e Amministratore Delegato Zschimmer & Schwarz Ceramco.

A chiudere i lavori l’intervento di Barbara Cimmino, Vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, che ha approfondito il tema dell’internazionalizzazione in una fase caratterizzata da crescente complessità economica e geopolitica.

Durante l’Assemblea presente anche l’esposizione “Visioni d’Impresa: arte, industria e futuro attraverso Salvador Dalí” con l’esposizione di opere dell’artista, realizzata da Dalí Universe e Lart Universe. Un progetto che propone un dialogo tra creatività, innovazione e cultura d’impresa, offrendo una chiave di lettura originale sul rapporto tra industria e futuro.

 

 

 

 

 

Rimini e l’Emilia-Romagna ancora ai vertici delle destinazioni balneari italiane

Rimini e l’Emilia-Romagna ancora ai vertici delle destinazioni balneari italiane“La classifica dell’Osservatorio Italiano Jfc conferma ancora una volta la straordinaria capacità della nostra Riviera di rinnovarsi e di continuare a essere un punto di riferimento del turismo balneare italiano. L’Emilia-Romagna è la regione balneare più desiderata d’Italia e tre nostre località figurano tra le prime quattro destinazioni marittime del Paese: Rimini al primo posto, Riccione e Cervia-Milano Marittima rispettivamente al terzo e al quarto.

A questi si aggiungono anche gli ottimi risultati ottenuti da altre nostre città costiere nelle classifiche tematiche. Risultati da cui emerge la forza di un sistema che ogni giorno investe sulla qualità dell’offerta, sull’accoglienza e sull’innovazione. È un riconoscimento al lavoro quotidiano di imprenditori, operatori turistici, amministrazioni locali e di tutti coloro che contribuiscono a costruire un’offerta di qualità”.

Così l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, commenta i risultati della classifica stilata nel Panorama Turismo – Mare Italia dell’Osservatorio Italiano di Jfc, che vede protagonista la Riviera romagnola con Rimini al primo posto tra le destinazioni balneari italiane e l’Emilia-Romagna in testa tra le regioni di mare più desiderate dagli italiani. Oltre al primo posto di Rimini nella classifica generale, l’indagine colloca anche Riccione e Cervia-Milano Marittima ai vertici tra le località balneari italiane e premia Bellaria-Igea Marina per il miglior rapporto qualità-prezzo e Cattolica tra le destinazioni più pet friendly.

“Questi riconoscimenti non arrivano per caso- prosegue l’assessora-. Sono il frutto di una strategia che punta a qualificare l’offerta, sostenere gli investimenti delle imprese, valorizzare gli eventi, la cultura, l’enogastronomia e tutte le esperienze che rendono la vacanza in Emilia-Romagna sempre più ricca e attrattiva. È questa la direzione che, come Regione, continueremo a percorrere insieme ai territori: investire sulla qualità, sull’innovazione, sulla sostenibilità e sulla capacità di accogliere, perché è così che si costruisce la competitività della nostra destinazione nel tempo”.

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