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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Il Sindaco Mesini risponde all’interrogazione su sicurezza e decoro della città

Il Sindaco Mesini risponde all’interrogazione su sicurezza e decoro della cittàAltra interrogazione discussa nel Consiglio Comunale di lunedì 29 ottobre era a firma del Gruppo consigliare di Fratelli d’Italia, avente ad oggetto “La sicurezza ed il decoro della città”.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione – sono sempre più frequenti le proteste dei cittadini per situazioni di grave insicurezza e degrado in varie zone della città ed in particolare nel centro storico. Recentemente codesta Amministrazione Comunale ha ricevuto una petizione da parte dei residenti di Via San Giorgio (immagine) a causa dei continui schiamazzi notturni nella zona. Anche i residenti di Viale Crispi sono esasperati da presenze non rassicuranti nel parco sito sulla citata via, anche in orari nei quali lo stesso dovrebbe essere chiuso. Parimenti, non sono state ancora risolte ( e anzi sembrano essersi aggravate) le criticità di alcune zone quali quella delle stazioni, del Parco delle Rimembranze e di Via Mazzini, all’altezza delle scuole “Pascoli”. Più in generale, si assiste sempre più spesso alla presenza di sbandati vagabondare a tutte le ore nel centro storico della città, culminata in taluni episodi preoccupanti e talora violenti che sono stati riportati dalla stampa locale. Tanto premesso, chiedono: cosa intenda fare l’Amministrazione Comunale per garantire alla cittadinanza un maggiore presidio, anche nelle ore notturne, di tutto il territorio sassolese e più nello specifico del centro storico, dei parchi, della zona delle due stazioni al fine di garantire la sicurezza e il decoro della nostra città”.

 

Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini:

“La sicurezza ed il presidio del territorio è un aspetto determinante non solo per il vivere civile ma anche per la nostra Amministrazione che ne ha fatto un punto fermo tra le sue priorità. Il presidio del territorio da parte della PL avviene durante la fascia oraria 07.15/01.00, oltre quell’orario il servizio, h24, è garantito da Polizia di Stato e Carabinieri in una collaborazione proficua e garantita anche dai numerosi riscontri ottenuti in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica.

Relativamente all’attività della Polizia Locale di Sassuolo, nel corso di tutto il 2025, nelle zone centrali della città, sono state riscontrate:

  1. 25 violazioni art. 75 DPR 309/90 per uso personale di sostanze stupefacenti
  2. 05 DASPO
  3. 10 denunce a piede libero per violazioni normativa stranieri
  4. 1 violazione ubriachezza molesta
  5. 1 violazione per accattonaggio

 

I servizi che quotidianamente, sette giorni su sette, svolgono gli agenti della Polizia Locale di Sassuolo, che approfitto per ringraziare per la loro professionalità e dedizione, sono numerosi e costanti. Servizi che non si limitano a rispondere ad eventuali segnalazioni ma che sono, prevalentemente, preventivi e che coprono tutto il territorio cittadino, non solamente il centro storico.

Nell’interrogazione si chiede conto degli interventi relativi alla zona del centro, per questo vado ad elencare le zone e gli interventi eseguiti solamente in questi mesi del 2025.

 

PARCO VIA CRISPI

Nell’anno 2025 sono stati effettuati n. 59 servizi di controlli mirati, presso l’area denominata parco “viale Crispi”, da parte del nucleo anti degrado con n. 10 persone identificate.

Vengono effettuati passaggi quotidiani sia automontati che appiedati, da parte sia delle pattuglie in forza al Quartiere centro storico, sia da parte del nucleo anti degrado con l’ausilio dell’unità cinofila . Sono stati altresì svolti servizi in collaborazione con altre forze dell’ordine, nello specifico con il locale Commissariato di Sassuolo, anche in orario serale.

Durante i controlli sopradescritti, si appuravano persone principalmente straniere, sedute sulle panchine al cellulare, non ci sono mai stati elementi per la contestazione di verbali a carico di trasgressori.

 

ZONA STAZIONE REGGIO EMILIA E MODENA PIAZZA TIEN AN MEN

Da gennaio 2025 sono state effettuate 960 posti fissi suddivisi in  mattino pomeriggio e sera composte da 2 pattuglie le quali avevano il compito di presidiare in modo statico le due stazioni.

  1. 60 interventi mirati anche in collaborazione con la POLFER da parte dell’Unità Cinofila

 

ARAVECCHIA / MAZZINI / PASCOLI

Nell’anno 2025 sono stati organizzati 10 controlli mirati all’identificazione dei ragazzi frequentati la zona Scuole Pascoli e negozio etnico di Via Aravecchia. I controlli quotidiani nel turno serale  sono circa 260. Sono stati eseguiti controlli commerciali negli esercizi  di Via Aravecchia per un totale di numero 6.

 

VIALE SAN GIORGIO

111 controlli serali   e 4 controlli congiunti con Commissariato e Guardia di Finanza di Sassuolo e Unità cinofila della PL.

Le segnalazioni in merito a questa zona riguardano principalmente schiamazzi dovuto alla presenza di gruppi giovanili di età compresa dai 16 anni ai 25 anni, stazionanti sulle panchine della gelateria e nelle vicinanze.

 

PARCO DELLE RIMEMBRANZE/ PARCO VISTARINO /  EX EDILCARANI

Controlli quotidiani da parte della Polizia di prossimità zona Centro e pattugliamento costante anche nel turno serale da parte degli operatori di PL sono 450 i controlli effettuati dall’inizio dell’anno.

 

Cosa intendiamo fare?

Riteniamo fondamentale proseguire su questa strada, migliorando ulteriormente l’attività di presidio soprattutto nel centro storico. A tal fine:

Ascolto dei cittadini: nel mese di ottobre incontreremo tutti i comitati informali di residenti che hanno scritto e interloquito con l’Amministrazione in questi mesi. Sono già stati svolti diversi incontri durante l’estate, ma intendiamo incontrare tutti coloro che ci hanno scritto – sia quelli già incontrati, sia quelli che non lo sono ancora stati – per fare insieme un bilancio su cosa ha funzionato e cosa può essere migliorato.

Maggiore presidio nelle ore serali: con l’arrivo delle minori ore di luce, rafforzeremo il controllo serale nel centro storico e nelle zone più sensibili.

Nuovi investimenti tecnologici: sono al vaglio ulteriori implementazioni del sistema di videosorveglianza cittadino, per rendere i controlli più efficaci e puntuali.

Potenziamento dei servizi di prossimità: grazie all’istituzione del nucleo di Polizia di Prossimità dedicato esclusivamente al centro storico, i miglioramenti saranno visibili già nelle prossime settimane.

Attenzione ai momenti di maggiore afflusso: incrementeremo i controlli, anche preventivi, in occasione delle Fiere d’Ottobre e delle festività natalizie, quando il centro sarà maggiormente frequentato, soprattutto nelle ore serali.

In conclusione, la sicurezza rimane un impegno prioritario della nostra Amministrazione: continueremo a lavorare con determinazione, insieme alle Forze dell’Ordine e con il coinvolgimento dei cittadini, per rendere Sassuolo una città sempre più sicura, vivibile e accogliente. Ad ottobre convocheremo in Comune i cittadini e i comitati informali che ci hanno scritto in questi mesi: vogliamo ascoltare tutti, senza lasciare indietro nessuno, per capire insieme cosa ha funzionato e cosa va migliorato”.

 

Risposta all’interrogazione sulla segnaletica nei pressi del nido Sant’Agostino

Risposta all’interrogazione sulla segnaletica nei pressi del nido Sant’AgostinoAltra interrogazione discussa nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale era presentata dal gruppo Lega ed avente ad oggetto “Stato di manutenzione della segnaletica nei pressi del Nido S.Agostino”.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione – diverse segnalazioni pervenute hanno messo in luce lo stato di scarsa manutenzione della segnaletica orizzontale nei pressi di viale Udine, davanti all’ingresso del nido S. Agostino. Le strisce pedonali antistanti la cancellata di ingresso della struttura sono infatti quasi del tutto scolorite e si riporta inoltre l’assenza totale di segnaletica verticale (cartelli) che segnali la presenza della struttura e dei bambini in circolazione negli orari di ingresso ed uscita. Considerato che: si tratta di una zona particolarmente sensibile in cui è rilevato che le automobili circolino a velocità sostenute ed è prioritario garantire la sicurezza degli utenti (bambini, genitori e personale della scuola) che accedono alla struttura. Si interrogano il Sindaco e la giunta per sapere: se siano a conoscenza della situazione sopra citata; se siano in programma interventi di riqualificazione della segnaletica interessata, al fine di garantire la pubblica sicurezza”.

 

Ha risposto l’Assessore alla viabilità e rigenerazione urbana David Zilioli.

“In riferimento all’interrogazione in oggetto si segnala che non sono pervenute particolari osservazioni in merito allo stato della segnaletica su viale Udine presso l’ingresso del nido Sant’Agostino. Tuttavia, nell’ambito delle azioni di monitoraggio e pianificazione delle manutenzioni prioritarie, già nel mese di settembre è stato definito l’elenco degli interventi di segnaletica orizzontale da realizzare entro fine 2025: in data 18 settembre 2025 l’elenco è stato consegnato alla ditta incaricata, comprendendo anche il rifacimento dell’attraversamento pedonale di via Udine, oggetto dell’interrogazione, essendo questo tratto da anni non oggetto di manutenzioni. L’intervento è pertanto previsto già nelle prossime settimane. Si sottolinea che questa Amministrazione comunale dedica particolare attenzione alla messa in sicurezza delle aree antistanti scuole e nidi, con interventi mirati e programmati a tutela dell’utenza più fragile”.

Anche la sala Consigliare sassolese oggetto di un’interrogazione

Anche la sala Consigliare sassolese oggetto di un’interrogazioneLa sala Consigliare è stata oggetto di un’interrogazione presentata dal consigliere Menani del gruppo Lega.

“Premesso che – recita l’interrogazione – da un anno circa la sala consigliare non è agibile per infiltrazioni diffuse di acqua che entra dal tetto; è stato promesso più volte dalla attuale amministrazione, che il problema sarebbe stato risolto in tempi brevi; ad oggi non è ancora stato fatto nulla e non si sa ancora quando avverrà la riparazione. Considerato che: a metà febbraio venne convocata una commissione capigruppo alla presenza del responsabile degli immobili, Assessore di riferimento e Sindaco erano assenti, e si ipotizzo

che per la fine del mese o al massimo la fine di marzo, i locali sarebbero stati disponibili. Si interrogano il Sindaco e la giunta per sapere: se l’amministrazione è a conoscenza del problema; se ci sono problemi insormontabili che non permettono di riparare il guasto;

se ci sono a bilancio sufficienti risorse per eseguire i lavori; in che tempi si potrà riutilizzare la sala”.

 

Ha risposto l’Assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia

“L’Amministrazione comunale è pienamente a conoscenza delle criticità che hanno interessato la Sala Consiliare già dall’inizio del 2024 e, a partire dal mese di agosto 2024, ha avviato le azioni necessarie per la risoluzione delle problematiche, con l’obiettivo di garantire la piena funzionalità e sicurezza degli ambienti. Il problema principale è rappresentato dalle infiltrazioni di acqua dal controsoffitto, fenomeno reso complesso dalle caratteristiche costruttive della sala stessa. A partire dall’inizio del 2024 si sono verificati diversi episodi di infiltrazioni di acqua piovana, causati da fattori distinti e affrontati con interventi mirati, tra cui:

–         nel periodo giugno-luglio 2024 è stato effettuato il rifacimento della copertura a falda inclinata, estendendo l’opera anche alle tubature originariamente non coperte e a seguire, nel sono stati sostituiti i pannelli in legno danneggiati che rivestono le pareti interne e i microfoni deteriorati;

–         nell’agosto 2024 è stata effettuata la sistemazione del pluviale discendente, accidentalmente fuoriuscito dalla propria sede e responsabile di allagamenti ;

–         nel marzo 2025 è stato realizzato il rifacimento della guaina del solaio di piano che per vetustà non garantiva la necessaria impermeabilizzazione  e della copertura della vetrata con plexiglass, con contestuale installazione di due nuovi pluviali e successiva esecuzione delle finiture interne.

Le infiltrazioni, riscontrate già a partire dal 2023, hanno inoltre determinato fenomeni di “imbarcamento” del controsoffitto: sopra la struttura in alluminio incrociato sono presenti teli in plastica imbottiti con lana di roccia, che in occasione di piogge intense si sono caricati d’acqua, gravando con il loro peso sulla struttura. A seguito di ispezione, in data 19 giugno 2025 il funzionario della struttura sismica del Comune di Sassuolo ha prescritto un intervento puntuale sul controsoffitto, comprendente la sostituzione dei traversi deformati e l’inserimento di tiranti idonei.

Tali lavorazioni, di natura tecnica complessa, hanno richiesto il coinvolgimento di diverse ditte specializzate nella sistemazione e riparazione di controsoffitti. Dopo un’attenta fase di valutazioni tecniche e di ricerca di operatori qualificati, si è ormai prossimi all’avvio degli interventi, che consentiranno di risolvere in maniera definitiva le problematiche del controsoffitto per una messa in sicurezza necessaria. Al termine dei lavori la Sala Consiliare potrà essere nuovamente utilizzata.

Non sussistono ostacoli insormontabili, ma la situazione ha richiesto un approccio tecnico ponderato, finalizzato non a un rifacimento integrale ma a una razionalizzazione della spesa, con esecuzione mirata delle sole lavorazioni necessarie al ripristino dell’agibilità e della funzionalità della sala. Le somme stanziate a bilancio, risultano sufficienti a coprire tutte le lavorazioni ritenute oggi necessarie”.

 

 

In Consiglio comunale risposta a due interrogazioni relative al sistema di raccolta rifiuti a Sassuolo

In Consiglio comunale risposta a due interrogazioni relative al sistema di raccolta rifiuti a SassuoloDue interrogazioni consigliari riguardavano il sistema di raccolta rifiuti e sono state trattate congiuntamente nell’ultimo Consiglio Comunale.

 

La prima era a firma del gruppo di Fratelli d’Italia ed era relativa alla “Gestione delle segnalazioni relative ad abbandono rifiuti e degrado connessi al sistema di raccolta porta a porta”.

“Premesso che – recita l’interrogazione – il sistema di raccolta rifiuti porta-a-porta continua a dimostrarsi fallimentare; in tutta la città si registrano situazioni di degrado, abbandono di rifiuti, presenza di topi e condizioni di sporcizia; il centrodestra sassolese denuncia da tempo tutte le mancanze e le inefficienze di questo sistema inviso alla popolazione. Considerato che:  i cittadini, sia sui social che de visu, esprimono forte preoccupazione per la mancanza di decoro e il degrado in cui è precipitata la città: un recente sondaggio di Federconsumatori ha confermato l’insoddisfazione della maggioranza dei sassolesi in merito al metodo di raccolta e alla mancanza di pulizia. visto che: I cittadini possono segnalare i disservizi principalmente attraverso questi canali: l’URP, l’app Comuni-chiamo e il Rifiutologo, si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere: Quali siano stati i costi per la comunità per tutti gli interventi extra richiesti al Gestore (Hera) negli ultimi 12 mesi per raccogliere i rifiuti conferiti dai cittadini in modo non idoneo, ad esempio abbandonati di fianco ai cassonetti (sia indifferenziati che rifiuti ingombranti); Se siano stati predisposti controlli mirati nelle zone abitualmente soggette a segnalazioni; Come intendano risolvere la questione dei cittadini non censiti, privi della carta Smeraldo e quindi impossibilitati – anche volendo – a conferire nei cassonetti dell’indifferenziata inteso che la proposta di recarsi all’isola ecologica non è una soluzione; Se il Comune, in quanto membro di Atersir, stia gestendo in modo razionale tutte le segnalazioni e tenga monitorati i tempi di risposta del Gestore, dal momento che da contratto è previsto il rispetto di determinate tempistiche per gli interventi sollecitati; se stia applicando al Gestore le previste penali in caso di ritardo nella soluzione della contestazione oggetto della segnalazione; L’importo totale delle penali applicate al Gestore negli ultimi 12 mesi per inadempimento/ritardo nell’adempimento degli obblighi assunti; Se le segnalazioni effettuate attraverso il Rifiutologo siano intercettate dal Comune o arrivino solo al Gestore (nel qual caso il Comune non monitorerebbe le contestazioni né monetizzerebbe i reclami fondati risolti in ritardo rispetto ai tempi contrattuali previsti); in caso di risposta negativa al precedente punto 7, se intenda attivarsi per avere contezza di tutte le segnalazioni inviate con qualsiasi canale, Rifiutologo incluso”.

 

La seconda era a firma dei gruppi Lega e Macchioni, avente ad oggetto “Indagine Federconsumatori in merito alla raccolta porta a porta e allo stato di pulizia della città”.

“Premesso che – recita l’interrogazione – il recente report pubblicato da Federconsumatori ha restituito dati significativi in merito al giudizio dei cittadini sul sistema di raccolta rifiuti e sullo stato di pulizia della città. Il sondaggio ha raggiunto 562 residenti e segue un’indagine analoga pubblicata nel 2023, a sei mesi dall’attivazione del sistema porta a porta; Stando ai dati riportati dal documento, 1’82% del campione intervistato esprime un giudizio negativo sul sistema di raccolta rifiuti (con un incidenza del 90% nel centro storico), mentre il giudizio medio sulla pulizia della città passa a 3, 9 e il 60% del campione intervistato si reputa ‘gravemente insoddisfatto’ (rispettivamente 4,1 e 51% nel 2023).

Considerato che: questi dati restituiscono un giudizio piuttosto netto sul giudizio dei cittadini nei confronti del nuovo sistema di raccolta rifiuti, ed in generale un quadro negativo sulle condizioni di pulizia della città; Tra i problemi maggiormente rilevati vi sono l’abbandono dei rifiuti (sia in prossimità delle abitazioni che delle batterie stradali), l’inadeguatezza del sistema di raccolta, del calendario e criticità sulla mancata regolarità nel rispetto degli orari di passaggio del gestore. Si interrogano il Sindaco e la giunta per sapere: Se siano a conoscenza dei dati emersi dall’indagine; se ritengano ancora di impegnarsi politicamente nella prosecuzione di questo sistema di raccolta rifiuti o se ritengano, a fronte di un giudizio netto di bocciatura da parte della cittadinanza, di valutare soluzioni alternative, se è prevista la sperimentazione del sistema di tariffazione puntuale, come già avvenuto in altre città”.

 

Ha risposto ad entrambe l’Assessore all’Ambiente Andrea Baccarani.

“Come indicato dal report pubblicato da Federconsumatori Modena e CGIL, l’indagine ha raccolto 563 istanze di questionari compilati e inviati. Si tratta di un’indagine di indubbio interesse sul piano qualitativo più che quantitativo, che mette in luce elementi già noti e altri meno noti relativi alla percezione di un campione (pur non pienamente rappresentativo su base demoscopica) non soltanto sul sistema di raccolta, ma anche sulla sua modalità di attuazione, sull’efficacia dei controlli e delle sanzioni e sul comportamento dei cittadini. Data l’importanza delle tematiche coinvolte e l’interesse per ulteriori elementi di analisi mi rendo disponibile a collaborare in futuro con Federconsumatori Modena e CGIL per rendere il questionario più aderente alle specificità del Comune di Sassuolo e a estenderne la partecipazione a un campione più ampio e significativo. Per rispondere alla domanda diretta, l’adesione all’attuale sistema di raccolta non è al momento in discussione da parte dell’Amministrazione, che è tuttavia impegnata a valutare e a proporre al Gestore elementi migliorativi e servizi integrativi che ne migliorino da una parte ulteriormente l’efficacia e dall’altra la percezione da parte dei cittadini. Su quest’ultimo punto mi corre però l’obbligo di una puntualizzazione: l’avvio del nuovo servizio ha coinciso per la maggior parte dei Comuni coinvolti con un periodo di intenso impegno delle Giunte nell’opera di informazione, confronto e sensibilizzazione verso i cittadini, le attività e le imprese dei rispettivi territori. A mero titolo di esempio nel Comune di Maranello negli anni 2022/23 si sono svolti 33 incontri così ripartiti:

  • 3 incontri pubblici con Hera
  • 6 con le associazioni di quartiere
  • 2 con il controllo del vicinato
  • 1 con le associazioni sportive
  • 1 con le associazioni di volontariato
  • 1 con le Guardie Ecologiche
  • 1 con gli Amministratori condominio
  • 1 con ACER
  • 1 con le Associazioni di categoria
  • 1 con le strutture ricettive
  • 1 con le scuole
  • 7 incontri pubblici con CEAS
  • 7 assemblee di condominio

Nello stesso periodo, a Sassuolo, gli incontri svolti mi risultano soltanto 5 di cui 3 aperti al pubblico. Si rende pertanto necessario avviare un periodo in cui l’attuale Amministrazione, con il supporto del Gestore del servizio, è chiamata a dare vita a quel percorso di informazione, educazione, coinvolgimento, accrescimento della consapevolezza e mobilitazione non previsto dall’Amministrazione precedente. In particolare a Ottobre prenderà l’avvio un nuovo servizio di distribuzione dei sacchetti di carta e plastica direttamente nei quartieri (una mattina a settimana, a rotazione), comprensivo di attività informative e risposta diretta ai dubbi dei cittadini, mentre stiamo già organizzando 3 incontri serali aperti al pubblico entro la fine dell’anno. Crediamo che questa sia la migliore chiave per ottenere la collaborazione di quella minoranza, purtroppo molto attiva, di cittadini ancora recidivi al nuovo sistema.

Dico una minoranza perché, a seguito della riorganizzazione del servizio avvenuta nel 2023, la raccolta differenziata a Sassuolo è ormai da quasi due anni strutturalmente superiore all’80%: i risultati raggiunti confermano pertanto l’adesione della maggior parte della cittadinanza alle nuove istruzioni per la raccolta rifiuti e pongono Sassuolo tra le città con performance migliori tra quelle di dimensioni analoghe. Ovviamente questo non significa che non possiamo e non dobbiamo migliorare.

Il sistema attualmente in essere è inoltre predisposto per l’attivazione della tassa ovvero della tariffa puntuale, come previsto dalla normativa regionale e dalla concessione ATERSIR, di cui ad oggi però questa Amministrazione non ha previsto la sperimentazione né l’attivazione.

Per quanto concerne il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, esso era stato previsto dalle pianificazioni economiche approvate dall’Ente di regolazione e al momento non sono stati sostenuti su Sassuolo costi extra concessione per l’attività di recupero degli stessi. Con il Gestore e con la Polizia Locale abbiamo avviato già da prima dell’estate una mappatura dei punti più soggetti al fenomeno, in particolare nel centro storico e in alcuni dei quartieri più esposti, con la disponibilità del Gestore di valutare il riposizionamento di alcune batterie e con un aumento mirato della sorveglianza.

Sul tema dei cittadini privi di Carta Smeraldo, la problematica (mai completamente risolvibile) vede protagonista la componente digitale: stiamo valutando nuovi supporti informatici per rendere più efficace la ricerca e l’incrocio dei dati sia sul versante tributario che su quello della prevenzione all’abbandono dei rifiuti, anche con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale.

Il Comune, assieme ad ATERSIR, monitora costantemente gli standard di servizio previsti dalla Convenzione e ad oggi non sono state evidenziate situazioni tali da richiedere l’applicazione di specifiche penali in merito alla gestione delle segnalazioni. Allo stato attuale il Gestore del servizio ha un obbligo di tracciabilità e rendicontazione, e specifici standard di servizio rispetto alle sole segnalazioni che pervengono ai propri canali dedicati e messi a disposizione in concessione. A tal riguardo il Gestore ci comunica che nei primi 8 mesi del 2025 ha ricevuto attraverso i canali di contatto messi a disposizione (call center, sportello Hera e Rifiutologo) 2.262 segnalazioni, che risultano essere circa il 20% in meno di quelle registrate nel medesimo periodo dell’anno precedente. Tali segnalazioni, che sono gestite mediamente entro 36h.

Per le segnalazioni presentate dai cittadini attraverso l’applicativo ComuniChiamo al momento sono predisposti meccanismi non sistematici di interfaccia tra gli URP e il Gestore che rendono meno efficaci le segnalazioni che pervengono in questa modalità. Per questo motivo è già stato avviato un confronto con Hera sulla possibilità di predisporre un doppio canale di interscambio dati, al fine di trasferire automaticamente le segnalazioni in ingresso da ComuniChiamo al Rifiutologo (senza intervento umano) e di restituire a ComuniChiamo tempi di risposta ed esiti provenienti dal Rifiutologo. Non essendo questa una modalità prevista a concessione, la richiesta (presentata anche a nome dei Comuni di Fiorano, Formigine, Spezzano e Ravenna) si configura come “servizi integrativi” e dovrà pertanto seguire l’iter previsto in sede ATERSIR”.

Sassuolo, “Il ruolo politico e sociale del centro antiviolenza Tina”: risposta all’interrogazione

Sassuolo, “Il ruolo politico e sociale del centro antiviolenza Tina”: risposta all’interrogazione
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La seconda interrogazione discussa lunedì sera in Consiglio Comunale era a firma del Gruppo del Partito Democratico, avente ad oggetti: “Il ruolo politico e sociale del centro antiviolenza Tina e la responsabilità dell’Istituzione nel riconoscimento del femminile come fondamento dell’identità umana”.

“Premesso che – recita l’interrogazione – il Centro Antiviolenza Tina nasce dalla sinergia tra il settore politiche sociali del Distretto dell’Unione e l’area pari opportunità; Il Centro rappresenta un presidio fondamentale non solo di accoglienza, ma di resistenza e trasformazione, integrando il centro di ascolto donne con una rete di protezione e accompagnamento delle vittime di violenza; La funzione del Centro non può esaurirsi nell’intervento sull’emergenza, ma deve essere riconosciuta come presidio culturale e politico in grado di rimettere al centro la questione del femminile come nodo irrisolto del nostro tempo; In questo senso, si segnala come esempio virtuoso la Casa delle Donne di

Modena, che affianca all’accoglienza e al supporto delle donne vittime di violenza anche un profilo etico, politicizzato e formativo, in senso culturale e collettivo, orientato al riconoscimento del femminile come dimensione costitutiva della società. Un femminile che non si riduce al corpo femminile né si identifica in senso stretto con il “femminismo”, ma che interroga tutte e tutti – uomini e donne – come parte di un’identità umana complessa e relazionale. Considerato che: La violenza sulle donne non riguarda solo il corpo, ma è un attacco sistemico al femminile come dimensione simbolica, psichica, sociale, presente in ogni essere umano, uomo o donna che sia; Ogni abuso, ogni atto di bullismo o sopraffazione nei confronti del femminile – inteso come ascolto, cura, intuizione, fragilità, relazionalità, creazione – è una ferita inferta all’identità umana nel suo insieme; Il patriarcato, lungi dall’essere superato, si ristruttura costantemente, anche attraverso linguaggi nuovi e apparentemente neutri, e continua a produrre violenza economica, istituzionale, lavorativa e culturale, che costringe le donne a mascherarsi da uomini per essere ascoltate. Viviamo in un’epoca in cui la conquista dei diritti è messa a rischio da una regressione simbolica: il femminile è ancora marginalizzato, ridotto a corpo, oggetto o funzione, mentre la sua autentica espressione viene sistematicamente negata o distorta;

Le istituzioni, se vogliono essere realmente democratiche, devono farsi carico non solo dell’accoglienza delle vittime, ma anche di un impegno attivo nella decostruzione dei modelli culturali che alimentano la violenza di genere e la negazione del femminile.

Si interroga pertanto il Sindaco e la Giunta per sapere: Se l’Amministrazione comunale ritenga il Centro Antiviolenza Tina non solo un servizio sociale, ma un luogo politico di trasformazione culturale, e se intenda sostenerlo anche in questa funzione; Quali risorse, finanziarie e umane, sono attualmente destinate al Centro e se vi è un piano di rafforzamento e ampliamento alla luce dell’aumento della domanda e della complessità dei bisogni emergenti; Se il Comune promuove – o intende promuovere – iniziative pubbliche,

percorsi educativi e progetti formativi rivolti alla cittadinanza, alle scuole, ai servizi, al mondo del lavoro, che affrontino in modo strutturale e critico la questione della violenza e della cultura patriarcale; Se esistono, o si intendono attivare, percorsi istituzionali per il riconoscimento del femminile come valore fondativo della convivenza democratica, e non come differenza da tollerare o da assimilare al modello dominante; Se l’Amministrazione ritiene opportuno avviare o rafforzare una riflessione interna e pubblica sul ruolo che anche le istituzioni possono svolgere, consapevolmente o meno, nella riproduzione di stereotipi e dinamiche che contribuiscono alla marginalizzazione del femminile, e se intende farsi promotrice di percorsi culturali e formativi che favoriscano una maggiore consapevolezza diffusa, all’interno e all’esterno dell’ente, sul valore del femminile come risorsa collettiva e fondamento della convivenza democratica. Perché ogni abuso sul femminile è un abuso sull’umano. E ogni silenzio istituzionale è una perdita di senso e di giustizia per l’intera comunità”.

 

Ha risposto l’Assessore alle Pari Opportunità Maria Raffaella Pennacchia.

“Il Centro Antiviolenza Tina, pur essendo nato in un contesto istituzionale e avendo nel suo organico assistenti sociali, non va confuso con un servizio sociale. La sua mission è specifica: offrire alle donne vittime di violenza uno spazio protetto e specializzato, neutrale, dove possano condividere ed elaborare la propria esperienza, attivando le risorse necessarie per uscire dalla violenza in un’ottica di autodeterminazione.

L’inserimento di assistenti sociali serve a garantire professionalità e competenza, ma il Centro mantiene una metodologia distinta dai servizi sociali, evitando sovrapposizioni che rischierebbero di compromettere la centralità del vissuto di violenza e il lavoro relazionale con le donne. E’ fondamentale che il Centro Antiviolenza venga riconosciuto come un luogo con un’identità specifica che mette in campo metodologie condivise  ponendo sempre al centro le donne che vivono una condizione di violenza. Il Centro antiviolenza:

–         accoglie e riconosce la capacità di autodeterminazione delle donne

–         fornisce uno spazio non giudicante e di sostegno

–         mira alla decostruzione dei modelli dominanti e di potere

–         promuove un cambiamento culturale dei contesti in cui opera in termini di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza di genere

–         accompagna la donna nel percorso di uscita dalla sua condizione di maltrattamento, nella fase di emergenza e in quelle successive, favorendo la sua autonomia personale

Il Centro Antiviolenza Tina ad oggi è composto da sei professioniste:

– Coordinatrice del Centro,

–  una Assistente Sociale a tempo pieno e una assistente sociale a tempo parziale,

– una educatrice a tempo parziale.

Al suddetto personale dipendente si aggiunge il personale in appalto (AS e psicologa) Gulliver.

Inoltre Il Centro si avvale della collaborazione di:

–         Consulenti legali (che offrono gratuitamente consulenze legali alle donne che si rivolgono al Centro Tina, ciò a seguito di un accordo con l’Ordine degli avvocati di Modena);

–         Operatrici del pronto intervento H24 (che intervengono nelle emergenze durante la chiusura del Centro Antiviolenza);

–         Mediatrici linguistiche e culturali.

L’equipe del Centro Antiviolenza lavora in stretta collaborazione con la rete dei servizi sociosanitari presenti sul territorio, le Forze dell’Ordine nonché con il Terzo Settore e con la cittadinanza.

 

Il Centro Tina trae le risorse economiche per il proprio funzionamento e per lo svolgimento delle attività:

– dal bilancio dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico;

– dai finanziamenti derivanti da DGR Emilia Romagna e da progetti che promuovono attività rivolte alle donne che vivono una condizione di violenza;

– dalle donazioni da parte di associazioni e liberi cittadini che mostrano particolare sensibilità alla tematica.

Nei prossimi mesi è prevista l’apertura della Casa Rifugio del Centro Tina. L’appartamento dispone di 6 posti letto, destinati a donne con o senza figli, che vivono condizioni di maltrattamento e violenza di genere, che necessitano di allontanarsi dal contesto violento.

L’amministrazione comunale di Sassuolo progetta e realizza iniziative coordinate con i Comuni del Distretto per la promozione delle pari opportunità sia per la ricorrenza dell’8/3 che per la ricorrenza del 25/11 in virtù del Protocollo d’Intesa tra tutti i comuni dell’Unione del distretto ceramico. Per entrambe le date   vengono da tempo realizzate iniziative varie di sensibilizzazione pubblica anche con la collaborazione dell’associazionismo locale.

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che si tiene annualmente il 25 novembre, rappresenta l’occasione per coinvolgere la città, in particolar modo i ragazzi e alle ragazze, in una riflessione che interroghi in modo consapevole sulle ragioni della violenza e sulla necessità di reagire attraverso la cultura del rispetto reciproco e della parità dei diritti, all’interno della famiglia, nell’ambiente scolastico, sul lavoro: altro obiettivo del triennio, condiviso con iI tavolo di cui sopra è infatti quello di ripensare questo importante appuntamento per rinnovare l’interesse dei ragazzi e delle ragazze; da anni infatti è in essere un progetto legato al 25/11 che coinvolge le amministrazioni del distretto e gli istituti superiori del territorio, che si intende ripensare per adeguarlo agli interessi delle ragazze/ragazzi e dei mutamenti della società.

Già da 5 anni viene proposto “Impari”, un progetto distrettuale e in collaborazione con il Centro Documentazione Donna di Modena che prevede la realizzazione di incontri presso le scuole primarie sul tema delle differenze di genere; progetto che è stato finanziato dalla Regione e verrà realizzato per il prossimo biennio.

Il Comune di Sassuolo e alcune realtà imprenditoriali propongono il progetto DONNE LEAD: PERCORSI DI EMPOWERMENT E CRESCITA STRATEGICA che prevede la realizzazione di una serie di iniziative per promuovere l’empowerment femminile, anch’ esso finanziato da fondi regionali.

Un ulteriore progetto messo in campo dall’unione del Distretto Ceramico è “Per provare a cambiare 2025-2026” rivolto agli Istituti scolastici secondari di secondo i cui obiettivi generale sono:

–         favorire il rispetto per una cultura plurale delle diversità e della non discriminazione, anche in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere, promuovere il tema della parità uomo-donna e le pari opportunità.

–         contribuire al cambiamento culturale relativo al contrasto alla violenza di genere da parte dell’intera comunità, in particolar modo nei riguardi delle giovani generazioni attraverso azioni e attività di prevenzione, formazione ed informazione. L’attività di prevenzione è rivolta soprattutto ai più giovani nelle scuole e presso le agenzie educative del territorio, nei contesti formali ed informali,

–         ampliare la collaborazione con gli Istituti scolastici (in particolar modo quelli ubicati in contesti periferici/montani), con le associazioni sportive del distretto, con i servizi sanitari e sociali appartenenti alla rete in modo che, a loro volta, possano divenire promotori di cambiamento anche attraverso iniziative, eventi, spettacoli e laboratori per tutta la cittadinanza.

Più in generale voglio ricordare l’impegno e l’azione fondamentale da parte di tutto il personale del Centro Tina che mette in campo molti altri progetti formativi che affrontano in modo strutturale e critico la questione della violenza contro le donne, organizzando incontri di formazione rivolti a:

–         Personale sanitario del pronto soccorso dell’Ospedale di Sassuolo e Baggiovara

–         Polizia Locale

–         Medici di medicina generale del Distretto

–         Croce Rossa Italiana

–         Insegnanti degli Istituti secondari di primo e secondo grado

–         Istituti scolastici di primo e secondo grado

–         Legali

–         Associazioni

Iniziative pubbliche rivolte alla cittadinanza attraverso :

–         organizzazione di iniziative pubbliche principalmente nel mese di novembre relative alla “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne “del 25 novembre in collaborazione con gli Istituti scolastici,

–         Interventi ad eventi pubblici organizzati da Enti o Associazioni del territorio con la finalità di promuovere l’attività del Centro antiviolenza Distrettuale e sensibilizzare sulla tematica

Tra le azioni politiche, normative, educative e culturali che le istituzioni dovrebbero mettere in campo per fare in modo che la differenza di genere non sia solo tollerata o tutelata, ma riconosciuta come risorsa fondamentale della democrazia ve ne sono alcune di competenza anche dell’amministrazione comunale e sovra comunale a livello di distretto.

Oggi l’azione concreta che stiamo portando avanti è l’istituzione di un tavolo per le Pari Opportunità, con obiettivi specifici e azioni, infatti dalla primavera 2025 sono in atto incontri di confronto per la nascita di un tavolo permanente con le Istituzioni, le Associazioni, la Cittadinanza che ha per focus la gestione di azioni coordinate e continuative che abbiano come baricentro le Pari Opportunità, nella consapevolezza che il percorso da percorrere deve essere continuo e condiviso. Sono stati realizzati diversi incontri, che vedono la partecipazione del  Centro distrettuale antiviolenza Tina e  diverse associazioni del territorio operanti sul tema ( Evoè/Sted Manicure, Artemisia, Non è colpa mia, Oltre la Bolla). Gli incontri , in questo periodo, sono incentrati sull’organizzazione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Le attività del Tavolo per le pari opportunità e ogni altra occasione utile per promuovere una riflessione interna e pubblica per il contrasto agli stereotipi, la promozione del rispetto e della non prevaricazione sono una priorità nell’ambito delle attività mirate al raggiungimento delle Pari Opportunità.”

 

Sassuolo, risposta ad interrogazione consigliare: “Riconoscere il valore di chi parte e di chi arriva”

Sassuolo, risposta ad interrogazione consigliare: “Riconoscere il valore di chi parte e di chi arriva”La prima interrogazione consigliare discussa nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale era a firma dei consiglieri del Partito Democratico Montanari e Maffei, avente ad oggetto “Per non dimenticare: giovani in fuga e memoria dell’emigrazione sassolese: riconoscere il valore di chi parte e di chi arriva”.

“A partire dagli anni Cinquanta, numerosi nativi sassolesi hanno lasciato la città per emigrare – recita l’interrogazione – in Germania, Svizzera, Francia, Belgio, Stati Uniti, Argentina e altri Paesi, in cerca di migliori condizioni lavorative e di vita. Queste vicende rappresentano una parte fondamentale della nostra storia locale e familiare, ancora viva nella memoria di molti cittadini. Oggi assistiamo a un fenomeno differente nella forma ma simile nella sostanza: sono i nostri giovani sassolesi, spesso laureati e qualificati, a dover lasciare il territorio per cercare all’estero riconoscimento professionale e prospettive di realizzazione personale. A livello nazionale. tra il 2013 e il 2023, oltre 550.000 giovani italiani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il Paese, con un saldo netto negativo di 377.000 unità. Solo nel 2023 si è registrato un ulteriore incremento del fenomeno, con oltre 97.000 giovani laureati emigrati, in crescita del +22% rispetto all’anno precedente. A Sassuolo, secondo i dati disponibili, il 24% della popolazione ha più di 65 anni, mentre gli under 35 rappresentano meno del 30%. A livello nazionale l’indice di vecchiaia è passato negli ultimi due decenni (2002-2024) da circa 11 O ad oltre 180, e dunque l’indice di ricambio generazionale della popolazione attiva segnala una criticità strutturale nel rinnovamento della forza lavoro. La nostra economia locale, e in particolare il distretto ceramico, è oggi ampiamente sostenuta dalla presenza di lavoratori immigrati, impiegati in settori chiave come agricoltura, edilizia, assistenza alla persona e industria leggera, con ruoli spesso faticosi e scarsamente riconosciuti ma essenziali alla tenuta del tessuto economico e produttivo.

Tutto ciò premesso, si interroga il Sindaco e la Giunta per sapere: Se siano disponibili, aggiornati e pubblici, i dati relativi all’indice di vecchiaia e all’indice di ricambio generazionale della popolazione sassolese dal 2002 ad oggi; Se il Comune dispone di studi, archivi o documentazione sull’emigrazione dei nativi sassolesi a partire dagli anni Cinquanta, con indicazioni sulle destinazioni prevalenti, i numeri complessivi e l’eventuale esistenza di reti o associazioni di sassolesi all’estero; Se l’Amministrazione intenda promuovere, anche in collaborazione con scuole, associazioni, archivi locali e università, un progetto di raccolta e valorizzazione della memoria migratoria sassolese, capace di raccontare tanto l’emigrazione storica quanto le nuove forme di mobilità giovanile; Se sia allo studio l’istituzione a livello cittadino di una “Giornata della Memoria del Migrante” o iniziative simili, che possa unire riflessione, cultura e cittadinanza attiva per superare contrapposizioni ideologiche e promuovere una narrazione inclusiva; Quali strategie siano previste per contrastare la partenza dei giovani sassolesi, favorire il loro eventuale ritorno e creare condizioni di attrattività per le nuove generazioni; Se l’Amministrazione riconosca e intenda valorizzare il contributo della manodopera straniera nei settori chiave dell’economia cittadina, promuovendo percorsi di integrazione, formazione e cittadinanza attiva”.

 

Ha risposto la Vicesindaco Serena Lenzotti.

“Desidero innanzitutto ringraziare i Consiglieri per aver sollevato un tema che intreccia memoria, identità, futuro e coesione. È nostro compito, come Amministratori, riconoscere il valore di ogni percorso umano, che sia radicamento o partenza, e costruire politiche che parlino a tutta la comunità: a chi resta, a chi torna, a chi arriva.

 

Di seguito le risposte ai singoli punti:

  1. Indice di vecchiaia e ricambio generazionale

Nel decennio 2015–2025, l’indice di vecchiaia nel Comune di Sassuolo è passato da 153,28 a 188,48, confermando un progressivo invecchiamento della popolazione – un trend che rispecchia il quadro nazionale.

I residenti con 65 anni o più sono aumentati da 8.806 a 9.756, mentre la fascia 0–14 anni è scesa da 5.745 a 5.176. Significativo anche il calo della popolazione di 6 anni: –24% in dieci anni.

Questo scenario mette in evidenza una criticità demografica strutturale: il ricambio generazionale è debole, e serve una strategia territoriale capace di trattenere e attrarre giovani, valorizzando competenze e offrendo prospettive.

 

  1. Dati sull’emigrazione storica e recente

I dati sul flusso migratorio sono disponibili in forma informatizzata solo a partire dal 1986. Per gli anni precedenti (dal 1950 al 1985), sono consultabili dati aggregati negli annuari ISTAT, disponibili online.

Tra il 2014 e il 2024, le emigrazioni da Sassuolo sono cresciute da 751 a 1.000 unità. Tuttavia, le principali destinazioni risultano essere i comuni limitrofi: Casalgrande, Castellarano, Fiorano Modenese.

Per comprendere la mobilità internazionale, occorre guardare ai dati AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero).Alcuni dati significativi:

* Il 45% degli iscritti AIRE al momento della registrazione aveva un’età compresa tra 0 e 18 anni.

* Solo il 28% degli iscritti AIRE (2.664 persone in totale) è nato a Sassuolo.

* Di questi, la metà sono bambini nati da genitori stranieri residenti sul nostro territorio.

Questi numeri ci parlano non solo di mobilità, ma anche di identità complesse, di nuovi intrecci culturali, di una comunità in evoluzione.

 

  1. Documentazione e memoria migratoria

L’Amministrazione ha già intrapreso un percorso per ricostruire e valorizzare la memoria migratoria sassolese, sia storica che attuale.

In particolare:

* Durante l’ultima edizione del Festival della Migrazione, abbiamo presentato – insieme alla dottoressa Delfina Licata, Fondazione Migrantes– i dati aggiornati sull’emigrazione italiana verso l’estero ( Rapporto Italiani nel mondo 2024. I cammini e le storie che rigenerano l’Italia delle mobilità).

* È attualmente in corso il progetto “Radici e Argilla”, che intende raccontare l’internazionalizzazione del distretto ceramico, attraverso le storie e i legami tra Sassuolo e alcune realtà estere, tra cui Castellón (Spagna) e il Tennessee (USA).

* I video e materiali della ricerca sono in fase di completamento e dovrebbero essere pronti entro fine anno, con l’obiettivo di dar vita a una piattaforma “Sassuolo nel mondo”, capace di custodire e condividere storie, volti, memorie.

 

4. Fuga dei giovani e attrattività territoriale

Il tema della mobilità giovanile è centrale nelle nostre agende. Tra le azioni già avviate o in corso di progettazione:

* Potenziamento del sistema educativo-formativo, con l’obiettivo di trattenere i talenti e ridurre la distanza tra formazione e lavoro.

* Collaborazione con imprese del territorio, per valorizzare tirocini, apprendistato e percorsi di rientro.

* Sostegno a progetti europei incentrati su mobilità consapevole, ritorno circolare e imprenditoria giovanile.

L’obiettivo non è impedire la partenza, ma rendere Sassuolo un luogo in cui valga la pena tornare  e, per alcuni, restare.

Conclusione:

Raccogliere e trasmettere la memoria dell’emigrazione sassolese non è solo un dovere culturale, ma una scelta politica consapevole. La memoria diventa così uno strumento di coesione, e il riconoscimento reciproco come fondamento di cittadinanza”.

 

Sequestrate a Parma dai Carabinieri 21 opere ritenute false attribuite all’Artista Salvador Dalì

Sequestrate a Parma dai Carabinieri 21 opere ritenute false attribuite all’Artista Salvador DalìAlle prime ore della mattinata in Parma, i Carabinieri del Nucleo TPC di Roma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro emesso dal giudice per le indagini preliminari di Roma, su richiesta dei magistrati del dipartimento Criminalità diffusa e grave della Procura della Repubblica di Roma, essendo state posto in circolazione, ed esposte in una mostra in corso attualmente a Parma, opere d’arte presumibilmente non autentiche (arazzi, disegni, incisioni, oggettistica varia), in particolare 21 opere attribuite falsamente al maestro Salvador Dalì.

Il provvedimento è stato adottato avendo i Carabinieri del Nucleo TPC di Roma avevano notato alcune anomalie nelle opere oggetto di sequestro che erano esposte, all’epoca dei fatti, presso altro noto Museo in Roma nel corso della mostra con lo stesso titolo.

Gli approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura di Roma, traggono origine  dalla segnalazione della “Fundaciòn Gala – Salvador Dalì”, ente che gestisce e difende la proprietà intellettuale dell’artista in Spagna e qualsiasi altro paese, la quale segnalava elementi critici circa l’autenticità delle citate opere.

Si precisa che le evidenze investigative sopra riportate attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, vige la presunzione d’innocenza per i fatti in corso di accertamento sino a sentenza definitiva, conformemente a quanto previsto dalla normativa vigente.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 2 ottobre 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 2 ottobre 2025In prevalenza sereno o poco nuvoloso ma con temporanei annuvolamenti e possibili piovaschi in tarda serata sul settore orientale.

Temperature in generale flessione; minime attorno a 14/15 gradi lungo la fascia costiera, comprese tra 9 e 10 gradi sulle zone di pianura, localmente inferiori nelle aree rurali. Massime prossime a 17/18 gradi, localmente inferiori sulla costa. Venti nord-orientali, moderati sul settore centro-orientale, con rinforzi di bora lungo la costa e sul crinale, deboli sul settore occidentale. Tendenza ad attenuazione della ventilazione dal pomeriggio sulla pianura. Mare molto mosso.

(Arpae)

Laboratori di filosofia per i bambini in biblioteca a Maranello

Laboratori di filosofia per i bambini in biblioteca a MaranelloA Maranello torna “FilosoFare”, laboratori di filosofia per i bambini. L’appuntamento è alla Biblioteca Mabic sabato 4 ottobre con Giorgio Borghi che proporrà due laboratori divisi per fasce di età: alle ore 16 per bambini dai 7 ai 10 anni sul tema “Equilibri naturali”, alle 17.15 per bambini dai 4 ai 6 anni sul tema “Il dono piu? bello”.

Un’occasione per i più piccoli per avvicinare la filosofia divertendosi, con attività condotte da animatrici e animatori esperti, che hanno per oggetto problemi filosoficamente rilevanti: dalla gestione delle emozioni all’autonomia, dal senso del limite al rapporto tra realtà e immaginazione, dal rispetto della natura alla costruzione di una città ideale. I laboratori si basano su due assunti fondamentali: da un lato, non esistono soluzioni giuste o sbagliate agli enigmi proposti ai bambini, ma tutte le risposte hanno eguale dignità e devono essere prese in considerazione, perché introducono elementi di riflessione nuovi, indispensabili per alimentare la discussione. Dall’altro lato, il laboratorio è sempre concepito come un lavoro collettivo, che si costruisce passo dopo passo, grazie al prezioso contributo di ciascuno. Attraverso tali attività, FilosoFare intende perseguire un duplice obiettivo. In primo luogo, si propone di incoraggiare, facendo interagire riflessione teorica e dimensione applicativa, il potenziamento di abilità cognitive e sociali utili per l’analisi dei contesti in cui si vive e per la proposta di soluzioni originali ai problemi del presente. In secondo luogo, desidera promuovere la riscoperta delle biblioteche e degli istituti culturali come luoghi di confronto intergenerazionale, di socializzazione e di crescita individuale e comunitaria. Il progetto è a cura della Fondazione San Carlo ed sostenuto da Fondazione di Modena in collaborazione con il Polo Interbibliotecario Modenese.

Codici Emilia-Romagna: nuova truffa su WhatsApp, ora è la volta dei sondaggi

Codici Emilia-Romagna: nuova truffa su WhatsApp, ora è la volta dei sondaggiL’associazione Codici Emilia-Romagna mette in guardia i cittadini riguardo una nuova
truffa che sta circolando su WhatsApp da alcuni giorni. Il meccanismo è semplice, ma
insidioso: gli utenti ricevono un messaggio che invita a partecipare a un sondaggio
online, con la promessa di premi, buoni regalo o vantaggi esclusivi.

Per partecipare, viene richiesto di fornire il proprio numero di telefono e,
successivamente, di inserire un codice a 8 cifre ricevuto tramite WhatsApp. Questo
codice non è casuale: consente ai cybercriminali di avviare una sessione di
WhatsApp Web sul proprio dispositivo, accedendo così alle conversazioni e ai dati
sensibili dell’utente.

“È fondamentale non lasciarsi ingannare dalla promessa di premi facili o vantaggi
esclusivi – dichiara Fausto Pucillo, Segretario Regionale di Codici Emilia Romagna –. Invitiamo tutti a diffidare di questo genere di messaggi. Non bisogna
fornire codici ricevuti tramite WhatsApp, soprattutto se richiesti in contesti sospetti”.

Con il progetto Digitalmentis 2, promosso dalla Regione Emilia-Romagna,
l’associazione Codici Emilia-Romagna è a disposizione dei cittadini per fornire
assistenza qualora fossero vittime di truffe online e per fornire gli strumenti necessari
per riconoscerle ed evitarle, attraverso incontri formativi e supporto presso gli
sportelli attivi sul territorio.

È possibile contattare l’associazione Codici Emilia-Romagna inviando un’e-mail
all’indirizzo codici.emiliaromagna@codici.org, telefonando al numero 051.0548765
oppure consultando il sito internet www.codiciemiliaromagna.it.

Il presidente Michele de Pascale ha incontrato in Regione a Bologna l’ambasciatore spagnolo in Italia, Miguel Fernández-Palacios

Il presidente Michele de Pascale ha incontrato in Regione a Bologna l’ambasciatore spagnolo in Italia, Miguel Fernández-PalaciosConsolidare i rapporti di amicizia tra Emilia-Romagna e Spagna, contraddistinti da accordi di collaborazione e rafforzare gli scambi in ambiti chiave come il cambiamento climatico, la tutela del suolo, le politiche euromediterranee, l’innovazione.

Questi i principali temi al centro dell’incontro che si è svolto oggi in Regione, a Bologna, tra il presidente, Michele de Pascale, e l’ambasciatore di Spagna in Italia, Miguel Fernández-Palacios.

I legami economici tra l’Italia e la Spagna rappresentano un punto di forza nelle relazioni tra i due Paesi, rispettivamente mercati fondamentali per merci, servizi e investimenti.

In particolare, dal 2022 la Regioni Emilia-Romagna e Catalogna hanno sottoscritto un’intesa per avviare azioni congiunte sull’utilizzo di Big Data e intelligenza artificiale, anche per la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione locale e la gestione del mercato unico digitale. E sono previste iniziative nel campo della governance e della formazione avanzata di funzionari pubblici, nella ricerca scientifica e collaborazione tra gli Atenei dei rispettivi territori.

L’Emilia-Romagna e le Regioni spagnole sono membri di reti internazionali, quali la Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime, l’Iniziativa West Med sulla Blue Economy e la Rete Vanguard che aggrega 38 tra le regioni industriali più avanzate d’Europa, con l’obiettivo di stimolare l’innovazione industriale sulla base delle strategie regionali di specializzazione intelligente.

Anche il turismo è un settore di azione comune con la partecipazione a NECSTouR (European Regions for Competitive Sustainable Tourism) per un turismo sostenibile e competitivo.

Significativa la cooperazione sugli impatti del cambiamento climatico e sulle strategie per ridurre l’inquinamento da gas serra, grazie al Partenariato mediterraneo di azione per il clima, che riunisce Stati e regioni che affrontano sfide climatiche comuni.

Nel corso degli anni sono stati sviluppati progetti bilaterali tra Emilia-Romagna e Generalitat Valenciana, anche nell’ambito del protocollo di Intesa siglato nel 1992 e in fase di rinnovo, su scuola, formazione e servizi sociali.

Inoltre, sulle politiche sociali e giovanili, le due Regioni hanno contribuito ai lavori del network ERY, European Regions for Youth.

Infine, è in via di definizione un protocollo di cooperazione con i Paesi Baschi per lo scambio di buone pratiche nell’industria avanzata, ricerca e sviluppo, innovazione e sostenibilità.

Sassuolo dice no alla corsa al riarmo: il Consiglio approva un Ordine del giorno per la pace e la diplomazia presentato dal M5S

Sassuolo dice no alla corsa al riarmo: il Consiglio approva un Ordine del giorno per la pace e  la diplomazia presentato dal M5SIl Consiglio Comunale di Sassuolo ha approvato un Ordine del giorno che esprime contrarietà al piano di riarmo europeo ReArm Europe/Readiness 2030 e all’aumento delle spese militari fino al 5% del PIL previsto dagli accordi NATO.

Attraverso questo atto – spiega Alberto Bonettini, Capogruppo Movimento 5 Stelle – Sassuolo – il Consiglio chiede con forza una razionalizzazione delle spese in materia di difesa, affinché non vadano a discapito di settori fondamentali come sanità, istruzione, welfare e transizione ecologica.

Soprattutto, il documento approvato invita il Governo e le istituzioni europee a percorrere una nuova strada fondata sul dialogo, sul multilateralismo e sulla diplomazia, per costruire una vera sicurezza condivisa, duratura e fondata sulla cooperazione tra i popoli.
Il Comune di Sassuolo si unisce così alle tante realtà locali che chiedono un’Europa dei diritti, della giustizia sociale e della pace, nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana”, conclude Bonettini.

“Trame Estensi”, il ciclo di incontri dedicato al rapporto tra gli Este e i territori di Fiorano e Maranello

“Trame Estensi”, il ciclo di incontri dedicato al rapporto tra gli Este e i territori di Fiorano e MaranelloSabato 4 e domenica 5 ottobre prosegue la rassegna “Trame Estensi”, un affascinante viaggio nella storia degli Este fra Fiorano e Maranello, alla scoperta della dinastia estense e del suo legame con il territorio modenese, patrocinata dai comuni di Fiorano Modenese e Maranello.

Il secondo incontro della rassegna, curato da Alessandra Borghi, si svolgerà sabato 4 ottobre alle ore 11 nella suggestiva cornice del Santuario della Beata Vergine del Castello a Fiorano Modenese.

Alberto Venturi, giornalista e appassionato di storia locale parlerà del legame tra gli Este e Fiorano: dal Miracolo del Fuoco del 1558 a Francesco I D’Este, con aneddoti e curiosità anche legate ad altre epoche.

Domenica 5 ottobre alle ore 17.30, alla biblioteca Mabic di Maranello, con Sofia Malagoli e il Consorzio Aceto Balsamico di Spilamberto, si approfondirà l’arte del gusto presso la corte estense di Modena, con un focus sull’aceto balsamico.

Il progetto “Trame Estensi” vuole valorizzare e approfondire la storia di alcune figure centrali della famiglia d’Este, che ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo culturale e artistico del territorio. Il loro arrivo a Modena nel 1598 segnò l’inizio di grandi trasformazioni, lasciando un’impronta duratura nell’architettura, nell’arte e nell’identità locale. E’ un’occasione speciale per riscoprire il ricco patrimonio culturale del nostro territorio, attraverso una narrazione che intreccia storia, arte, architettura e tradizioni, creando un dialogo tra passato e presente che continua a vivere ancora oggi.

L’incontro successivo si terrà domenica 12 ottobre, al Castello di Spezzano, per scoprire la storia di Marco Pio e della bella Clelia, tra Spezzano e Sassuolo.

L’ingresso è libero e gratuito.

 

Pd Sassuolo: “la sicurezza è comunità, non propaganda”

Pd Sassuolo: “la sicurezza è comunità, non propaganda”“Per il Partito Democratico di Sassuolo la sicurezza non è uno slogan da cavalcare, ma un diritto che appartiene a tutti i cittadini e le cittadine. Sicurezza significa vivere in quiete nei quartieri, potersi muovere liberamente in città, sapere che le istituzioni sono presenti e che la comunità si prende cura delle persone più fragili.

Per questo il Pd Sassuolo condanna con fermezza la proposta avanzata dal consigliere Macchioni di istituire un “censimento degli extracomunitari” con “controlli a tappeto” in case e garage. Non si tratta di sicurezza, ma di propaganda che alimenta paura e divisione, minando i principi fondamentali della democrazia e della convivenza civile. Una simile proposta è anticostituzionale, vìola la privacy e il diritto di proprietà privata delle abitazioni, ed è in palese contrasto con le norme che regolano l’operato delle forze di sicurezza, le quali possono intervenire in luoghi privati solo con un mandato chiaro. Parlare di “controlli a tappeto” significa introdurre un concetto pericoloso, che non può e non deve trovare spazio in un dibattito politico civile.

Il Pd Sassuolo è al fianco del sindaco Mesini e dell’Amministrazione comunale: chi cerca consenso sulla paura e sul sospetto non fa il bene della comunità, ma la divide.

Noi preferiamo i fatti. E i fatti dicono che Sassuolo non è lasciata sola. La Polizia Locale presidia il territorio ogni giorno dalle 7.15 all’una di notte, con un servizio che nelle ore notturne viene garantito h24 da Polizia di Stato e Carabinieri. Il lavoro della Polizia Locale è costante e capillare. Nel Parco Crispi, ad esempio, sono stati effettuati 59 servizi mirati con l’ausilio dell’unità cinofila. Sono stati istituiti ben 960 presidi fissi alle stazioni di Reggio Emilia e Modena, cui si aggiungono 60 interventi mirati insieme alla POLFER. Nella zona Aravecchia–Pascoli, invece, i controlli serali sono stati circa 260, accompagnati da verifiche commerciali e identificazioni di gruppi di ragazzi. Anche in Viale San Giorgio l’attenzione è rimasta alta, con 111 controlli serali e diverse operazioni congiunte con Commissariato e Guardia di Finanza. Nei parchi cittadini, come il Parco delle Rimembranze e il Vistarino, sono stati effettuati oltre 450 controlli dall’inizio dell’anno, a conferma di una presenza costante sul territorio.

Questi non sono numeri da propaganda, ma da lavoro quotidiano, fatto di presenza, prevenzione e collaborazione tra istituzioni.

Ma per noi la sicurezza non si costruisce solo con i controlli. Una città sicura è una città viva: significa sostegno alle associazioni, riapertura di scuole e luoghi di aggregazione giovanile, promozione dei controlli di vicinato, prevenzione dell’isolamento sociale e delle dipendenze. Significa anche sostegno concreto alle famiglie, sia sul piano economico sia su quello sociale e culturale. Sassuolo ha investito molto sul lato sociale, con progetti nell’arte, nella cultura e nello sport: iniziative che rafforzano i legami comunitari e riducono le fragilità. Come Partito Democratico vogliamo continuare a sostenere questi percorsi, perché ogni euro speso in sicurezza sulle strade deve essere affiancato da un euro speso in cultura e associazionismo.

E non ci fermiamo qui. Siamo contenti che l’Amministrazione incontrerà i comitati di cittadini per raccogliere osservazioni e proposte; rafforzerà i presidi serali con l’arrivo delle ore di buio; investirà in nuova videosorveglianza; potenzierà la Polizia di Prossimità nel centro storico e intensificherà i controlli in occasione delle Fiere d’Ottobre e delle festività natalizie.

Ogni critica e ogni proposta costruttiva è ben accetta, anzi siamo i primi a invitare cittadini e associazioni a proporre soluzioni e fare segnalazioni alle autorità e ai nostri consiglieri comunali, ma non ci sarà mai spazio per derive discriminatorie. Difendiamo la Costituzione e i diritti di tutti, perché solo una comunità coesa e viva può essere davvero una comunità sicura”.

Così il Partito Democratico di Sassuolo

Strade Future: giovani, istituzioni e polizie locali insieme al Museo Ferrari per una nuova cultura della sicurezza stradale

Strade Future: giovani, istituzioni e polizie locali insieme al Museo Ferrari per una nuova cultura della sicurezza stradaleAl Museo Enzo Ferrari si è tenuto oggi il convegno “Strade Future – Giovani e mobilità responsabile”, promosso da UPI Emilia-Romagna, con il supporto di UPI nazionale e le Province di Modena, Reggio Emilia, Parma, Ravenna e Rimini. All’evento hanno partecipato studenti, i comandanti delle Polizie Locali provinciali, istituzioni e ospiti internazionali, per un confronto aperto su prevenzione, responsabilità e futuro della mobilità. Ad appassionare i ragazzi, il racconto di Matteo Bobbi, commentatore di Formula 1 ed ex pilota, che ha portato la sua esperienza personale tracciando un interessante parallelismo tra la ricerca della sicurezza nel motorsport e la necessità di maggiore consapevolezza su strada.

Dai saluti istituzionali è emersa una forte convergenza sulla necessità di rafforzare misure concrete di prevenzione. Ha aperto i lavori il Presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, seguito dall’assessore del Comune di Modena Giulio Guerzoni (Infrastrutture e Reti, Mobilità, Sicurezza del Territorio), che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale. Sono poi intervenuti i Presidenti delle Province coinvolte, tra cui Giorgio Zanni, anche Presidente di UPI Emilia-Romagna.

In un videomessaggio, il Presidente di UPI nazionale Pasquale Gandolfi ha sottolineato: «Sono orgoglioso, come presidente dell’Unione Province d’Italia, che si sia riusciti insieme a realizzare un progetto che tiene a cuore i nostri giovani e chi percorre le nostre strade. Insieme possiamo e dobbiamo provare a ridurre il numero dell’incidentalità, con maggiore consapevolezza e percorsi educativi condivisi. La sicurezza stradale passa anche dalla gestione e dalla manutenzione delle nostre strade. Questa è una grande strada, che sono orgoglioso di percorrere insieme a voi».

Elisabetta Simeoni, del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, ha ricordato che “il diritto di muoversi non deve essere a scapito della sicurezza e l’obiettivo del Dipartimento è abbattere drasticamente gli incidenti causati da abuso di alcol e droghe”.

A coordinare i lavori è stato il moderatore Davide Berti, direttore della Gazzetta di Modena.

Giorgio Zanni, Presidente UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Reggio Emilia, ha posto l’accento sui numeri drammatici del fenomeno: “173.000 incidenti, 233.000 feriti, 3.030 vittime all’anno in Italia: è un bollettino che interpella tutti. In Emilia-Romagna contiamo 16.758 incidenti, circa 21.632 feriti e 273 vittime” – ha affermato – “questa giornata è dedicata ai ragazzi; non parliamo loro in modo moralista, ma con dati, proposte concrete e la speranza di stimolare riflessioni. Nemmeno una vittima sulla strada è tollerabile. L’obiettivo è zero: utopistico forse, ma in certi ambiti non possiamo considerarci sufficienti finché non raggiungiamo il traguardo finale”.

Le Polizie Locali hanno presentato i numerosi progetti territoriali: attività nelle scuole, campagne serali contro la guida in stato di ebbrezza, iniziative teatrali e musicali, esperienze immersive in piazza e percorsi dedicati anche alla micromobilità e all’uso dei monopattini. La Comandante Lorenza Mazzotti (Ravenna) ha voluto rivolgersi ai ragazzi anche con un richiamo personale: “Nonostante lavori da anni in questo ambito, quest’estate sono rimasta coinvolta in un grave incidente. È andata bene, ma ho avuto paura, e vi dico che la consapevolezza è fondamentale. Nei nostri controlli serali abbiamo effettuato 8 servizi e ritirato 43 patenti per alcol e droghe: significa che la consapevolezza non è ancora diffusa”.

Molto atteso l’intervento di Matteo Bobbi, che ha legato la passione per i motori al tema della prudenza: “Tecnologia e infrastrutture sono migliorate, ma l’anello debole resta chi guida. Se impariamo a usare le passioni nei luoghi giusti, con regole, possiamo trasformarle in una scuola di responsabilità”. Ha indicato due regole semplici ma decisive: “mani ore 09:15 sul volante e sguardo lontano”, invitando i giovani a riflettere: “Soppesate rischi e benefici: non vale la pena perdere ciò che di bello abbiamo per un momento di protagonismo”. Stimolato da un ragazzo appassionato di motori, Bobbi ha poi raccontato come alcuni seminari in pista abbiano permesso di provare concretamente i limiti e l’efficacia dei sistemi frenanti: “Sono esperienze che ti fanno capire davvero quanto una macchina sia evoluta, provare le nostre vetture in contesti sicuri che ci permettano di spingerle al limite, danno al pilota consapevolezza delle potenzialità reali del veicolo. Manca una cultura motoristica che dia agli automobilisti competenze in materia”.

In chiusura, Emanuele Ramella Pralungo, del Comitato Direttivo UPI nazionale, ha ringraziato Province e partecipanti, riportando con un tocco personale l’urgenza di scelte responsabili: “Questa non è una mattinata di parole, ma un impegno concreto per vite reali”. E rivolgendosi ai ragazzi ha concluso: “Quando avete dubbi, fermatevi, chiedete aiuto: non siamo Superman, ma possiamo essere responsabili”.

L’evento si inserisce nel percorso “Mobilità Sicura”, attivo in Emilia-Romagna fino a febbraio 2026, con l’obiettivo di dimezzare vittime e feriti attraverso progetti condivisi su scala territoriale.

Dal 1^ ottobre tornano in Emilia-Romagna le misure antismog

Dal 1^ ottobre tornano in Emilia-Romagna le misure antismogDal 1^ ottobre 2025 al 31 marzo 2026 tornano in vigore in Emilia-Romagna le misure stagionali per la qualità dell’aria. Nei Comuni di pianura, dal lunedì al venerdì (8.30-18.30), stop ai veicoli diesel fino a Euro 4, benzina fino a Euro 2, metano-benzina e Gpl-benzina fino a Euro 2, ciclomotori e motocicli fino a Euro 2.

Nei Comuni con più di 30mila abitanti, nell’agglomerato di Bologna e nei Comuni volontari, le limitazioni si estendono in caso di attivazione delle misure emergenziali e anche alle domeniche ecologiche, con il blocco dei diesel fino a Euro 5.

Sono previste deroghe per i veicoli elettrici e ibridi, quelli utilizzati in car pooling con almeno tre persone a bordo, per i trasporti specifici e gli usi speciali, oltre che per le particolari categorie in deroga stabilite dai Comuni. Le limitazioni restano sospese nei giorni di sciopero del trasporto pubblico.

Sono inoltre previsti: divieto di utilizzo di caminetti e stufe a biomassa legnosa fino a 3 stelle incluse (se presente un impianto alternativo), stop all’abbruciamento dei residui vegetali e alle combustioni all’aperto, riduzione delle temperature negli edifici (massimo 17°C per le attività industriali e 19°C per le abitazioni, con una tolleranza di 2 gradi) e misure emergenziali aggiuntive in caso di previsione di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 e misure locali definite dai comuni al raggiungimento dei 25 superamenti del valore limite giornaliero di PM10 nel proprio territorio.

Move-In

Dal 2023, in Emilia-Romagna è attivo il servizio Move-In che consente ai proprietari di mezzi inclusi nelle misure antismog (in vigore dal 1^ ottobre al 31 marzo di ogni anno) di ricevere un chilometraggio annuale da percorrere anche nelle aree normalmente interessate dalle restrizioni del traffico. L’obiettivo è offrire uno strumento equo per la mobilità anche a chi non può sostituire i veicoli per i quali sono previste restrizioni alla circolazione.

Ad oggi sono 8.868 i veicoli già registrati a Move-In in Emilia-Romagna che usufruiscono del servizio, pensato per conciliare le esigenze di mobilità con la necessità di ridurre le emissioni inquinanti legate al traffico su gomma e migliorare la qualità dell’aria.

Ad esempio, le automobili a benzina/Gpl e benzina/metano Euro 2, i motocicli e ciclomotori Euro 2 e i veicoli commerciali leggeri Euro 2 a benzina/Gpl e benzina/metano, che dal 1^ ottobre saranno soggetti alle misure antismog, aderendo a Move-In, potranno percorrere tra i 2.000 e i 3.000 chilometri annui (in allegato la tabella completa con i chilometri annui che è possibile percorrere suddivisi per categoria emissiva).

Accanto all’estensione delle categorie di mezzi coinvolti, Move-In si amplia anche sul piano territoriale: dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, il servizio è attivo ora anche in Veneto, nell’ambito della collaborazione fra le Regioni del Bacino Padano sulle politiche di riduzione delle emissioni.

Cos’è e come funziona

Move-In (Monitoraggio dei veicoli inquinanti) è il servizio dedicato ai proprietari di mezzi sottoposti alle misure antismog previste dal Piano aria integrato regionale (Pair 2030). Chi aderisce riceve una soglia chilometrica annuale, stabilita in base alla tipologia e alla classe emissiva del veicolo, che consente di circolare anche durante gli orari normalmente soggetti a restrizione. Il sistema, tramite una ‘scatola nera’, registra i chilometri percorsi su tutte le strade, 24 ore su 24 e tutto l’anno e consente ai cittadini di controllare in tempo reale il saldo residuo tramite app o sito web. Se si adottano stili di guida più sostenibili – ad esempio mantenendo velocità comprese tra i 70 e i 110 km/h in autostrada o evitando accelerazioni brusche – è possibile accumulare frazioni di chilometri aggiuntivi che vanno a incrementare la disponibilità annuale. Una volta esaurita la soglia assegnata, il veicolo non potrà più circolare nei Comuni che applicano limitazioni fino al termine dell’anno di adesione. Move-In non è valido durante le domeniche ecologiche e in caso di misure emergenziali per il superamento dei limiti di PM10, periodi nei quali anche i veicoli registrati restano soggetti ai divieti in vigore.

Le categorie dei veicoli interessate

In Emilia-Romagna le misure antismog riguardano tutti i Comuni di pianura – zone Pianura est, Pianura ovest e agglomerato di Bologna – e coinvolgono diverse tipologie di mezzi non conformi alle direttive europee più recenti. Sono inclusi i veicoli a benzina Euro 0, 1 e 2, così come quelli alimentati a Gpl/benzina o metano/benzina fino a Euro 2. Le limitazioni si applicano anche ai veicoli diesel Euro 0, 1, 2, 3 e 4, ai ciclomotori Euro 0, 1 e 2 e ai motocicli della stessa classe ambientale. Nella categoria “veicoli” rientrano sempre anche i mezzi commerciali leggeri e pesanti.

La campagna di comunicazione della Regione

Per accompagnare le cittadine e i cittadini nell’utilizzo del servizio, la Regione ha realizzato una pagina informativa dedicata, disponibile all’indirizzo: https://regioneer.it/move-in

In Emilia-Romagna si riducono drasticamente incidenza dei tumori e mortalità, grazie agli screening oncologici gratuiti garantiti dal servizio sanitario regionale

In Emilia-Romagna si riducono drasticamente incidenza dei tumori e mortalità, grazie agli screening oncologici gratuiti garantiti dal servizio sanitario regionaleAncor più che le parole, contano i numeri. Che dimostrano come investire nella prevenzione significhi investire nella vita.

Grazie allo screening del collo dell’utero, in Emilia-Romagna l’incidenza dei tumori è diminuita del 40% e la mortalità del 50%; lo screening mammografico ha consentito alle donne che lo hanno fatto di diminuire la mortalità del 56% e le forme avanzate di carcinoma del 26%, favorendo cure più semplici e meno invasive; infine, lo screening del colon retto ha ridotto la mortalità del 65% negli uomini e del 54% nelle donne, con una prevenzione del cancro rispettivamente del 33% e del 21% per chi ha scelto di aderire.

Da quasi trent’anni il servizio sanitario regionale offre screening gratuiti per i tumori femminili del collo dell’utero, riservato alle donne dai 25 ai 64 anni, e della mammella, per quelle tra i 45 e i 74 anni; e da vent’anni è attivo lo screening per il colon retto, che fino al 2024 era destinato ai cittadini di entrambi i sessi tra i 50 e i 69 anni. Da gennaio 2025, la decisione della Regione di estenderlo alla fascia d’età 70-74 anni, in linea con le Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea e con il Piano nazionale della Prevenzione, ma soprattutto alla luce di due fattori: l’efficacia dimostrata ai fini della prevenzione e il forte aumento dell’incidenza del cancro al colon retto a partire dai 75 anni, rilevata dal Registro regionale Tumori. Con il chiaro obiettivo di ridurre sia l’incidenza complessiva, sia quella di tumori in stadio avanzato per le persone in questa fascia d’età e anche più anziane.

E proprio per favorire una maggiore conoscenza e più ampia partecipazione allo screening del colon retto – che in termini di adesione registra una percentuale ancora bassa, 53,3%, nonostante sia superiore alla media nazionale – la Regione è pronta a lanciare dal 1^ ottobre una nuova campagna di comunicazione, che si svolgerà per tutto il mese con il messaggio “L’hai fatta? La prevenzione inizia anche da qui”. Testimonial d’eccezione il rotolo di carta igienica, scelto per la sua forte potenza comunicativa, a cui si affianca l’invito a tutte le persone residenti e domiciliate assistite nella fascia di età 50-74 anni a partecipare allo screening, che è “gratuito, semplice e può salvarti la vita”. Tutte le informazioni si trovano al seguente link: regioneer.it/colon.

La presentazione della campagna e il punto sulla prevenzione oncologica, con un focus sullo screening al colon retto, è stato fatto oggi in conferenza stampa in Regione dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi.

“La partecipazione agli screening consente una diagnosi precoce, prima della comparsa di sintomi, e aumenta le possibilità di guarigione, riducendo significativamente la mortalità per tutti e tre i tipi di cancro- afferma Fabi-. Inoltre, permette di individuare e curare lesioni pretumorali del colon retto e del collo dell’utero, contribuendo a ridurre l’incidenza di nuovi tumori. La prevenzione è fondamentale, e per questo come Regione continuiamo a garantirla e a rafforzarla, con un percorso diagnostico-terapeutico integrato, completamente gratuito e organizzato, che accompagna il cittadino dal test iniziale fino agli eventuali approfondimenti diagnostici e ai successivi trattamenti di cura e follow-up. Ma l’impegno delle istituzioni, che ci colloca tra le Regioni più attive e con tassi di partecipazione tra i più alti a livello nazionale, non basta, ancora più importante è quello dei cittadini”.

“Il carcinoma del colon retto- spiega l’assessore- rappresenta la seconda causa di incidenza e mortalità oncologica in Emilia-Romagna e in Italia, eppure l’adesione a questo screening stenta a decollare, soprattutto rispetto agli altri due, mammella e collo dell’utero, che invece continuano gradualmente a crescere e hanno raggiunto livelli molto buoni. Colmare questo divario è dunque prioritario, perché il principale fattore di rischio modificabile è proprio la mancata adesione.  Non partecipare allo screening significa sottrarsi alla possibilità di fare una prevenzione efficace, nonostante il test sia molto semplice e da eseguire a casa, dopo aver ritirato il kit in farmacia o presso i punti indicati nella lettera di invito”

“Facciamo uno sforzo tutti insieme- chiude Fabi- perché così potremo salvare molte più vite. Non rimandiamo questo importante appuntamento con la prevenzione”.

Dati delle adesioni

I dati aggiornati al 30 giugno 2025 e monitorati dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute registrano queste percentuali di partecipazione nei tempi raccomandati: screening mammografico (donne): 73,0%; screening della cervice uterina (donne): 67,6%; screening colorettale (uomini e donne): 53,3%. Segno che una buona parte di popolazione femminile di 50-74 anni che aderisce allo screening mammografico e della cervice uterina non partecipa a quello per la prevenzione e diagnosi precoce del tumore del colon retto, che è il secondo più frequente nelle donne dopo quello al seno. Ancor meno partecipano gli uomini, nonostante abbiano un rischio maggiore delle donne per questa neoplasia, che è la terza per frequenza dopo prostata e polmone.

Anche grazie allo screening organizzato, il tumore del colon retto mostra in Emilia-Romagna un andamento in diminuzione sia per mortalità che per incidenza, pertanto raggiungere quel 47% che non aderisce regolarmente permetterebbe di incidere significativamente sulla riduzione del carico di malattia, sia dal punto di vista clinico che di spesa sanitaria. 

A chi è rivolto e come funziona lo screening al colon retto

Dal 2025 in Emilia-Romagna lo screening, prima riservato a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, è stato esteso gradualmente alla fascia d’età 70-74: quest’anno è partito l’invito per i nati nel 1955 che nel corso dell’anno compiono i 70 anni, in continuità con la cadenza biennale dall’ultimo test eseguito o invito ricevuto. Contemporaneamente si stanno invitando tutti i nati nel 1951 che compiono i 74 anni e che avranno così l’opportunità di eseguire un ulteriore screening prima di uscire dal programma. Nel 2026 saranno invitati anche i nati nel 1956 e nel 1952, proseguendo così fino al 2028, quando tutte le persone in età tra i 70 e 74 anni saranno comprese nella chiamata di screening.

Nel periodo gennaio-giugno 2025 sono stati invitati complessivamente 38.977 cittadini, di cui: per l’anno di nascita 1951, 15.128 femmine e 12.330 maschi (totale 27.458, il 60% del target annuale); per l’anno di nascita 1955, 6.430 femmine e 5.089 maschi (totale 11.519). L’adesione all’invito finora è del 53% per nati e nate nel 1951 e del 56% per l’anno di nascita 1955, con un valore di poco superiore nelle femmine che nei maschi.

Lo screening seleziona, tramite il test per la ricerca del sangue occulto, la popolazione più a rischio per patologia del colon retto, proponendo, in caso di positività, l’esame di approfondimento che è la colonscopia. Tramite la colonscopia è possibile individuare e rimuovere polipi intestinali, che se non asportati, nel tempo, potrebbero progredire verso forme tumorali. Permette anche di riscontrare tumori già presenti prima che diventino sintomatici, intervenendo con cure più conservative ed efficaci. 1 uomo ogni 3-4 e 1 donna ogni 5-6 ha una lesione significativa alla colonscopia di screening.

Turismo, piano della Regione per la riqualificazione delle strutture ricettive

Turismo, piano della Regione per la riqualificazione delle strutture ricettiveUn grande piano per sostenere l’innovazione e investimenti nel settore del turismo in Emilia-Romagna. La Regione promuove subito, a stagione estiva appena conclusa, il primo tassello della strategia che vede nella riqualificazione delle strutture ricettive l’avvio di una serie di azioni volte a innovare ed elevare la qualità dell’offerta turistica nella regione.

E lo fa con un bando che sarà a breve approvato dalla Giunta e che potrà contare su 11 milioni di euro di risorse regionali in grado di generare investimenti per almeno 60 milioni di euro. Allo stanziamento regionale si sommano 20 milioni di euro già resi disponibili da viale Aldo Moro per garantire i prestiti.

Una grande opportunità per gli albergatori, i gestori di RTA e Condhotel, ma anche di campeggi, villaggi turistici e marina resort che potranno investire nelle loro strutture per renderle più moderne, digitali, inclusive e sostenibili.

“Il turismo in Emilia-Romagna vale quasi il 12% della nostra economia, con una filiera forte di 15mila imprese e 45mila addetti- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. È un motore fondamentale di sviluppo e occupazione, che vogliamo rendere ancora più competitivo e attrattivo. Per questo dobbiamo progettare il futuro intervenendo su più fronti partendo da un grande piano per accompagnare la riqualificazione delle strutture ricettive: aggiornamento del quadro normativo, dall’urbanistica alla classificazione delle strutture, e individuazione di idonei strumenti finanziari, sono i primi punti all’ordine del giorno. Accanto a questi una serie di azioni trasversali che possano supportare e rilanciare gli investimenti del settore. Una visione organica che tiene dentro anche della potenzialità date dal rafforzamento delle connessioni aeree e ferroviarie della nostra regione con l’estero. Oggi, a stagione estiva appena conclusa, vogliamo dare due messaggi chiari agli operatori che intendono investire: potranno accedere nei prossimi mesi anche ad un nuovo bando Eureka e potranno contribuire alla definizione di ulteriori azioni da portare avanti in modo sinergico tra pubblico e privato per sostenere le innovazioni necessarie a far fronte alle sfide globali che abbiamo di fronte”.

“Il turismo è in continuo cambiamento, con una domanda sempre più complessa ed esigente- aggiungono il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessora regionale al Turismo e Commercio, Roberta Frisoni-. Per questo non possiamo rimanere fermi. Vogliamo accompagnare le imprese in questa trasformazione, dando loro gli strumenti per rinnovarsi e innovare. L’obiettivo è avere strutture di qualità, servizi sempre più inclusivi e digitali, per un’offerta turistica che sappia attrarre visitatori tutto l’anno, superando i limiti della stagionalità. Con questo bando intendiamo dare un sostegno concreto agli investimenti per rafforzare la competitività delle imprese e valorizzare la bellezza dei nostri territori e delle nostre città. Sappiamo che è l’inizio di un percorso più profondo che faremo insieme ai Comuni, alle imprese del settore, al mondo della finanza, per accompagnare un settore determinante per la nostra regione delineando una vera e propria strategia di politica industriale in un momento in cui il nostro sistema deve affrontare grandi sfide per i cambiamenti in atto”.

Il bando in corso di redazione permetterà a gestori e proprietari di alberghi, RTA e Condhotel, ma anche campeggi, villaggi turistici e marina resort, di presentare domanda a partire dall’8 gennaio 2026 tramite i consorzi fidi che si convenzionano con la Regione.

A disposizione un budget complessivo di 11 milioni di euro che genererà almeno 60 milioni di euro di investimenti attraverso un credito agevolato che semplifica l’accesso ai finanziamenti e garantisce condizioni vantaggiose.

Le strutture ricettive e le imprese o le attività ricettive all’aria aperta potranno quindi investire nel rinnovamento e nell’innovazione delle strutture già esistenti, o in nuove attività ricettive, per ottenere più sostenibilità e più qualità dei servizi.

Emilia-Romagna: rimossi oltre 1.100 chili di plastica e rifiuti dai volontari Plastic Free nel weekend

Emilia-Romagna: rimossi oltre 1.100 chili di plastica e rifiuti dai volontari Plastic Free nel weekendAnche l’Emilia-Romagna ha dato il suo importante contributo alla mobilitazione ambientale Sea & Rivers, promossa da Plastic Free Onlus con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il supporto di MINI Italia come main sponsor. Nel weekend del 27 e 28 settembre, 9 appuntamenti hanno visto protagonisti 962 volontari emiliano-romagnoli, impegnati a ripulire spiagge, fiumi, parchi e aree verdi: il risultato è stato la rimozione di 1.141 chilogrammi di plastica e rifiuti dall’ambiente. Un’azione concreta, coordinata dal referente regionale di Plastic Free, Pietro Ghidini, e parte di una mobilitazione nazionale che ha coinvolto 228 eventi in Italia, con un totale di 6.375 volontari attivi e oltre 75 tonnellate di rifiuti rimossi.

“Un grazie di cuore ai nostri referenti e volontari che, anche in condizioni non sempre favorevoli, si sono rimboccati le maniche per difendere ciò che abbiamo di più prezioso – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus –. Difendere mari, fiumi e corsi d’acqua non è solo una battaglia ambientale, ma una scelta di tutela della nostra salute. Le ricerche scientifiche parlano chiaro: microplastiche e nanoplastiche sono ormai state rilevate nel sangue, nei polmoni, nel latte materno e nei tessuti umani. Prendersi cura dell’ambiente vuol dire amare anche noi stessi”.

Secondo le stime, circa l’80% della plastica che arriva in mare proviene dalla terraferma, trasportata dai fiumi che ogni anno riversano tra 1,15 e 2,41 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. In Italia, studi recenti condotti in prossimità delle foci di 12 fiumi hanno evidenziato che l’87% dei rifiuti è composto da plastica, con oltre il 38% rappresentato da plastica monouso.

Dal 2019 ad oggi, Plastic Free ha organizzato oltre 9.100 appuntamenti di pulizia ambientale, rimuovendo più di 4,7 milioni di kg di rifiuti e confermandosi come una delle realtà più dinamiche del panorama ambientale italiano, oggi attiva in oltre 40 Paesi nel mondo. Con una rete capillare di referenti locali, progetti educativi nelle scuole, collaborazioni istituzionali e campagne di pulizia, continua a portare avanti la sua missione: liberare il Pianeta dalla plastica, un’azione concreta alla volta.

Circolo 1° Maggio Sassuolo, Fratelli d’Italia: “ancora una chiusura senza visione”

Circolo 1° Maggio Sassuolo, Fratelli d’Italia: “ancora una chiusura senza visione”“Ieri sera il sindaco ha dichiarato che la chiusura del Circolo 1° Maggio dipenderebbe dalla perdita del patrocinio Arci. Ma solo pochi giorni fa i suoi assessori avevano giustificato la decisione parlando di problemi di accatastamento. Due versioni diverse che lasciano perplessi: l’accatastamento, infatti, in un’area comunale si risolve in pochi giorni ed è di competenza del comune stesso non certo con la sospensione di un anno intero.

Il risultato è che la città perde un punto di aggregazione vivo e frequentato, dove si sono svolti corsi per ragazzi e attività inclusive per persone con difficoltà di apprendimento. Un circolo aperto significa anche un parco più sicuro: chiudere non è una soluzione, ma un problema in più”.

“Come Fratelli d’Italia – prosegue la nota  – abbiamo chiesto una scelta diversa: dare continuità invitando i gestori ad affiliarsi ad altra associazione, evitando la chiusura immediata e la riconsegna delle chiavi.

Amministrare non vuol dire chiudere: significa affrontare i problemi, trovare soluzioni e garantire servizi ai cittadini. Dopo un anno e mezzo di mandato, il sindaco sceglie invece la strada più semplice, ma la meno coraggiosa. Forse perché questo circolo non era più in linea con certe aspettative politiche”.

‘Mettiamo radici per il futuro’, da domani riparte la distribuzione gratuita di piante e alberi per cittadine, cittadini, associazioni e imprese

‘Mettiamo radici per il futuro’, da domani riparte la distribuzione gratuita di piante e alberi per cittadine, cittadini, associazioni e impreseLa Regione conferma l’impegno per rendere l’Emilia-Romagna sempre più verde, proseguendo anche quest’anno il progetto ‘Mettiamo radici per il futuro’ con un nuovo stanziamento complessivo di 3 milioni di euro per il triennio 2025-2027 (1 milione nel 2025 per interventi dal 1^ ottobre al 31 dicembre; 1 milione nel 2026 e 1 nel 2027).

Da domani, mercoledì 1^ ottobre, cittadine e cittadini, associazioni ed Enti pubblici potranno recarsi in uno dei vivai convenzionati della regione per ritirare gratuitamente uno o più alberi tra le 100 specie autoctone disponibili per piantarli e prendersene cura.

Le imprese invece potranno partecipare al progetto attraverso la definizione di un accordo con un Comune o un ente territoriale (Unioni di Comuni, etc.) che si occuperà di ritirare gratuitamente le piantine dai vivai per poi consegnarle all’impresa che realizzerà la piantagione con propri mezzi.

“Con questo nuovo bando invitiamo cittadine, cittadini, associazioni, Comuni e imprese a cogliere l’opportunità offerta dalla Regione di avere gratuitamente piante e arbusti per rendere più verde e più vivibile il territorio- sottolinea l’assessora a Cultura, Parchi e Foreste, Gessica Allegni-. Grazie alla preziosa collaborazione di tutta la comunità possiamo creare nuove aree boscate, siepi, spazi verdi che potranno concorrere a salvaguardare la biodiversità del nostro territorio e a migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città”.

Querce, carpini, sorbi, aceri, tigli, olmi, pioppi e arbusti: è possibile scegliere all’interno di un elenco di cento specie autoctone, suddivise tra alberi e arbusti e per area geografica. La Regione ha predisposto una guida, l’Abaco degli Alberi, per aiutare a individuare quelle più adatte al terreno e alle condizioni climatiche del luogo in cui verranno messe a dimora, che dovrà comunque essere all’interno del territorio dell’Emilia-Romagna, in aree di proprietà, di cui si ha possesso o disponibilità.

Sul sito “Mettiamo radici per il futuro”, sono disponibili tutte le informazioni, compresi consigli utili sulla piantagione e la cura delle piante, oltre ad approfondimenti scientifici. Disponibili anche podcast di approfondimento su ognuno di questi aspetti in compagnia di esperti come il professore dell’Università di Firenze, Stefano Mancuso.

Anche quest’anno la Regione promuoverà infine una campagna di comunicazione sui canali social, quotidiani, video e la diffusione di uno spot radio sulle principali emittenti radiofoniche locali per far conoscere l’iniziativa.

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