24.2 C
Comune di Sassuolo
giovedì, 9 Luglio 2026
Home Blog Pagina 118

Si conclude oggi il corso su inclusività e diritti in Iperceramica a Fiorano Modenese

Si conclude oggi il corso su inclusività e diritti in Iperceramica a Fiorano ModeneseDisabilità, violenza e parità di genere ed inclusione Lgbtq+ sono stati i temi al centro dello straordinario progetto “Ri(e)voluzioni” rivolto ai 200 dipendenti di Iperceramica di Fiorano Modenese che si è svolto da ottobre a oggi con 12 ore di formazione per ogni dipendente, suddivise in 9 moduli, pari a circa 2.400 ore totali.

Un progetto formativo senza precedenti nel territorio emiliano-romagnolo, accolto con convinzione dalla stessa proprietà di Iperceramica, che è stato voluto innanzitutto dai sindacati di settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che lo hanno messo al centro del contratto integrativo aziendale del 2024.

Il progetto è stato creato dall’associazione sassolese “Non è colpa mia” con il contributo di avvocate e formatrici per promuovere diritti, benessere e cultura aziendale inclusiva.
“Abbiamo avuto una risposta sorprendente in termini di disponibilità sia da parte dell’impresa che da parte di lavoratrici e lavoratori che hanno dimostrato grande interesse man mano che si svolgevano gli incontri” affermano Cinzia Pinton (Filcams Cgil), Domenico Silvano (Fisascat Cisl) e Lorenzo Tollari (Uiltucs Uil).

Anche per Michele Neri (Ceo e socio di Iperceramica) il giudizio è molto positivo e la collaborazione con i sindacati è stata produttiva. “L’azienda ci tiene a questi principi, ci tiene a creare un ambiente inclusivo, dove tutti quanti si sentano a proprio agio, sia per ragioni di principio, sia perché un ambiente inclusivo fa comunque bene al business. Quindi da tutti i punti di vista mi è sembrata un’ottima idea. Con l’aiuto di esperte si sono sviluppati momenti di riflessione personale in cui ciascuno ha cercato di trovare delle conclusioni proprie, senza alcuna intenzione di fare una lezione moraleggiante”. 

“Sin dall’inizio abbiamo cercato di evitare approcci moralistici, puntando invece a costruire un linguaggio comune per stare davvero dentro temi complessi come differenza di genere, violenza di genere, omosessualità e disabilità – spiega Roberta Barra, coach, formatrice e progettista, e co-fondatrice dell’associazione ‘Non è colpa mia’ – È stato fondamentale lavorare sugli stereotipi, non solo di genere, ma anche legati alla disabilità e ai comportamenti, per imparare a riconoscerli, sospendere il giudizio e costruire nuove modalità di relazione tra le persone.”

Anche le avvocate Angela Ninzoli, Simona Fiandri e Angela Corniola fanno un bilancio positivo dell’esperienza formativa che aiuta a superare pregiudizi, ad introdurre in modo semplice concetti giuridici come, ad esempio, fattispecie di maltrattamenti o situazioni di violenza (fisica o verbale) che possono accadere nelle relazioni famigliari, i diritti delle coppie omosessuali come l’unione civile, oppure ai temi della disabilità e dei caregiver.  

“Un’esperienza entusiasmante e molto formativa sia per lavoratrici e lavoratori che per noi docenti – commenta l’avvocata Barbara Nannerini – infatti il linguaggio e quindi la comunicazione, ci permette di affrontare argomenti che ancora oggi sono un po’ tabù, parlarne aiuta, aiuta anche a comprendersi di più. Fare tutto ciò in azienda è straordinario perché vuol dire riconoscere un valore aggiunto ai propri dipendenti, li si forma, li si fa crescere, significa dargli valore e riconoscimento”.

“Nel momento in cui si normalizza il diritto, lo si mette alla portata di tutti e lo si rende comprensibile, le persone dimostrano interesse, c’è curiosità, c’è stupore – spiega l’avvocata Erika Mantovani – ci si rende conto che anche piccole azioni potrebbero configurare, in alcuni contesti, dei reati”.

All’interno del progetto, sono stati appositamente realizzati da Martina Mammi, socia di “Non è colpa mia”, dei segnalibri con illustrazioni originali rappresentanti i temi trattati: parità di genere, violenza di genere, omosessualità e disabilità.  

Nel progetto “Ri(e)voluzioni”, l’associazione “Non è colpa mia” ha scelto, in accordo con Iperceramica e con le organizzazioni sindacali, di devolvere una parte del ricavato della formazione in beneficenza.

Una scelta coerente con l’obiettivo dell’associazione di coniugare diffusione di diritti, linguaggio e consapevolezza con un impatto concreto sul territorio, sostenendo attraverso la raccolta fondi le realtà che si occupano di disabilità e contrasto alla violenza di genere.

Una percentuale importante delle risorse sarà destinata ad associazioni del territorio che si occupano di disabilità e di violenza di genere a supporto del loro lavoro quotidiano. Un gesto condiviso che rafforza il valore sociale del progetto e restituisce alla comunità parte del percorso costruito insieme.

Gli stessi destinatari del corso, lavoratrici e lavoratori, hanno espresso un altissimo gradimento.

“Per me è stato molto utile, l’impressione è che serva fare questi corsi dappertutto, anche fuori dall’ambiente di lavoro, a partire dalle scuole, ovunque” dice Francesca Iaccheri.

“E’ stata una buona occasione per confrontarsi anche con altri colleghi e ascoltare punti di vista differenti e magari riflettere sulle proprie idee, e cambiare anche il proprio punto di vista” dice Elisa Cuoghi

“Sicuramente è stato un corso utile per sensibilizzare su tanti argomenti interessanti – dice Alberto Dallari – Sono stati trattati in un modo molto diverso dal solito, non con il solito spiegone, ma puntando sempre sulla discussione e sul dibattito”.

Anche Riccardo Mongelli valuta molto interessanti i temi trattati: “il contrasto alla violenza sulle donne, il rispetto dei disabili, il riconoscimento di pari opportunità sono valori in cui credo e che debbono essere riconosciuti a tutti. Io sono molto credente e ho valori tradizionali, e ritengo che tutte le persone, indipendentemente da orientamento sessuale, identità di genere e disabilità, debbano essere rispettate e avere stessi diritti. Di questi corsi se ne dovrebbero fare di più, per aggiornare la nostra coscienza civile e spirituale”.

E’ stata entusiasta del corso Gretha Fontanelli: “mi è piaciuto moltissimo, ci ha messo di fronte ai luoghi comuni e agli stereotipi, ci ha insegnato a riconoscerli. Ci hanno mostrato come la pubblicità dei giochi per bambini differenzi ancora tra ruoli di genere, rappresentando i bimbi con i soldatini e le armi, e le bimbe con i trucchi, i vestiti da principessa e i giochi da cucina. Riproducendo gli stereotipi dell’uomo forte e sicuro, e della donna dedita alla cura dei figli e alla casa. Sulla violenza di genere abbiamo letto titoli di giornale dove c’è sempre una sorta di giustificazione alla violenza dell’uomo sulla donna (“l’amava troppo”). E’ un tema che mi ha toccato da vicino, visto che anni fa ho perso una carissima amica uccisa insieme alla madre dal padre/marito. Il lavoro a piccoli gruppi ha spinto ognuno di noi a ragionare su questi temi. Le formatrici e le avvocate sono state eccezionali, hanno saputo catturare l’attenzione. Sono molto contenta che i sindacati abbiano portato questo corso e che l’azienda l’abbia accolto favorevolmente. Se ne dovrebbero fare di più”.

Alberto Righetti sottolinea l’importanza di “aver inserito nel contratto aziendale tutele per lavoratori e lavoratrici che subiscono violenze, maltrattamenti o sono oggetto di discriminazioni e violenza nella loro vita privata e sociale (tipico esempio l’ambito familiare): l’azienda si impegna a sostenerli in questi momenti di difficoltà garantendo loro continuità lavorativa e sostegno economico, così come da richiesta sindacale. Il corso – prosegue Righetti – ci ha dato una visione diversa rispetto a stereotipi che usiamo quotidianamente e a vecchi retaggi culturali, per imparare a riconoscerli, ci ha invitato a riflettere su questi temi e a riconoscere la violenza in tutti i suoi aspetti”.

“Crediamo che la contrattazione sindacale non debba fermarsi al salario, ma portare anche strumenti di crescita culturale e sociale – concludono i sindacalisti Cinzia Pinton (Filcams), Domenico Silvano (Fisascat Cisl) e Lorenzo Tollari (Uiltucs Uil) –  E’ importante la valorizzazione delle persone e la possibilità di dare sempre più strumenti di consapevolezza. Questa esperienza dimostra che il dialogo tra azienda e rappresentanze dei lavoratori può tradursi in percorsi di valore. L’inclusione è responsabilità collettiva”.

“Il nostro augurio è che questo progetto diventi un modello da replicare in altre realtà – aggiunge Alessandro Santini segretario Filcams Cgil Modena – per migliorare il clima aziendale e rendere i diritti parte integrante della cultura d’impresa. Questo progetto dimostra che la contrattazione collettiva può diventare strumento di innovazione sociale oltre che di tutela economica. E’ auspicabile che vi siano altre imprese che vogliano investire in cultura, formazione e rispetto.”

Riclassificazione dei Comuni montani, il Governo ‘congela’ il testo del provvedimento

Riclassificazione dei Comuni montani, il Governo ‘congela’ il testo del provvedimento“Bene la decisione del Governo che oggi, in Conferenza Unificata, ha accolto la richiesta di Regioni ed Enti locali di rinviare l’esame del Decreto montagna, pena dover prendere atto della mancata intesa”.

Così l’assessore regionale alla Montagna, Davide Baruffi, che ha partecipato stamattina alla riunione della Conferenza Unificata al cui ordine del giorno era iscritta anche l’intesa sulla riclassificazione dei comuni montani.

Il provvedimento colpisce soprattutto la dorsale appenninica e, solo in Emilia-Romagna il decreto porterebbe alla cancellazione di oltre il 41% degli attuali comuni montani riducendone il numero dagli attuali 121 a 71.

“Il Governo ha preso atto dell’impossibilità a procedere e, come Regione, consideriamo con favore la volontà del ministro Calderoli di incontrare le Regioni lunedì prossimo- sottolinea l’assessore Baruffi-. In quell’occasione avremo modo di rappresentare tutte le criticità che la proposta avanzata determina per l’Appennino. Difficile dire se vi siano i presupposti per un ‘ravvedimento operoso’ da parte del Governo- conclude-, nel merito le distanze restano significative, ma il rinvio e la riapertura di un confronto rappresentano comunque, intanto, un primo risultato”.

Zona logistica semplificata dell’Emilia-Romagna, oggi al Dama di Bologna il nuovo incontro del Comitato di indirizzo

Zona logistica semplificata dell’Emilia-Romagna, oggi al Dama di Bologna il nuovo incontro del Comitato di indirizzoUn’area che interessa oltre 1.160 unità produttive e che, nel 2024, ha fatturato 11 miliardi di euro con un 25% di export.

È la fotografia della Zona logistica semplificata dell’Emilia-Romagna protagonista oggi al Dama di Bologna della seconda riunione del Comitato di indirizzo dedicata all’ascolto delle imprese che operano nel perimetro della Zls e con i membri del cluster ER.I.C.

Un momento per approfondire le esigenze del sistema produttivo e logistico regionale, con l’obiettivo di definire in modo condiviso le linee di sviluppo della Zls e consolidarne il ruolo come leva concreta di crescita infrastrutturale e industriale.

“Lo scenario economico e geopolitico che stiamo attraversando impone di lavorare fin da subito su investimenti e infrastrutture strategiche – ha dichiarato l’assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Irene Priolo-. La priorità è rafforzare le connessioni del sistema logistico regionale, integrando in modo sempre più efficace trasporto su gomma e trasporto ferroviario e potenziando i collegamenti tra il Nodo di Bologna, il porto di Ravenna, gli interporti e le aree produttive della ZLS. Su questa direttrice la Regione intende spingere con decisione il trasporto merci su ferro, attraverso strumenti come il ferrobonus, la riduzione dei costi delle tracce ferroviarie e gli incentivi alle manovre e alle operazioni nei terminal e negli scali merci. A questo si affianca un investimento di 45 milioni di euro per rafforzare la capacità di innovazione delle imprese e rendere il territorio sempre più attrattivo per nuovi insediamenti produttivi”.

Sono state presentate inoltre le politiche regionali per lo sviluppo della Zls e le misure a sostegno del trasporto ferroviario delle merci, con particolare attenzione al potenziamento delle connessioni infrastrutturali tra il porto di Ravenna, il Nodo di Bologna, gli interporti e le aree produttive. Ampio spazio è stato riservato al contributo delle imprese e degli operatori della logistica e dell’intermodalità attraverso un focus sugli strumenti di incentivazione e attrazione degli investimenti e con il contributo del cluster ER.I.C. Tra i presenti Aldo Fiorini, direttore Plant di Ravenna, Gruppo Marcegaglia; Federico Curioni, consigliere delegato dal management Gruppo Concorde- Atlas, Andrea Borghesi, Distribution manager Technogym, Raffaele Rossi, direttore operativo Apofruit, Massimo Corradi Supply Chain & Logistic director Gruppo Granterre; Pier Paolo Rosetti direttore generale Conserve Italia.

Un momento di confronto che ha fatto il punto su alcuni temi qualificanti: dalla necessità di avviare, insieme al sistema delle imprese, una nuova fase di sviluppo industriale per l’Emilia-Romagna capace di attrarre investimenti e aumentare la competitività del territorio attraverso la semplificazione delle regole, al rafforzamento delle infrastrutture, fino alla piena attuazione della Zona franca e all’integrazione dei nodi logistici e intermodali. Con un ruolo centrale affidato al porto di Ravenna come porta di accesso internazionale della regione e alla sua connessione con il Nodo di Bologna, gli interporti e le principali aree produttive.

Nel corso dell’evento è stato inoltre richiamato il ruolo della Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (Step), iniziativa europea alla quale l’Emilia-Romagna ha aderito nell’ambito del Programma regionale Fesr 2021-2027, con l’obiettivo di rafforzare competitività, resilienza e innovazione nei settori delle tecnologie digitali e deep tech, delle tecnologie pulite ed efficienti e delle biotecnologie. A supporto di questa strategia, la Regione ha recentemente stanziato 45 milioni di euro per un nuovo bando dedicato a investimenti produttivi e progetti di ricerca e sviluppo in tecnologie critiche.

Il Comitato di indirizzo ha confermato infine il valore strategico di un confronto strutturato e continuo con il mondo produttivo e logistico, elemento centrale per accompagnare l’attuazione della Zls e renderla uno strumento sempre più efficace di sviluppo infrastrutturale e competitivo per l’Emilia-Romagna.

Paglia e Mazzetti in merito alla crisi di Woolrich Bologna

Paglia e Mazzetti in merito alla crisi di Woolrich Bologna“La Regione Emilia-Romagna e la Città Metropolitana di Bologna faranno tutto il possibile per trovare una soluzione positiva della vertenza Woolrich”.

Così l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, e il Capo di Gabinetto della Città Metropolitana delegato del sindaco Matteo Lepore al Lavoro, Stefano Mazzetti, dopo che, sulla vicenda Woolrich, nei giorni scorsi hanno interloquito con le organizzazioni sindacali ribadendo, anche in previsione dei prossimi appuntamenti, il pieno sostegno delle istituzioni alle lavoratrici e ai lavoratori.

“Non è infatti accettabile il metodo dei trasferimenti di massa unilaterali, che potrebbe di fatto tradursi in un licenziamento mascherato- aggiungono Paglia e Mazzetti-. Siamo consapevoli della delicata situazione di bilancio di Woolrich Europe, che ha portato alla necessità di intervento della nuova proprietà. Vogliamo contribuire al rilancio del marchio e valutiamo positivamente l’acquisto da parte di un importante gruppo italiano come BasicNet”.

“Dobbiamo tuttavia ricordare con fermezza che nessun progetto imprenditoriale può avere successo se non parte dal rispetto del ruolo e della dignità di lavoratrici e lavoratori. L’azienda -concludono- deve quindi accettare di sedersi a un tavolo e, a partire da un piano industriale di rilancio, offrire ai dipendenti prospettive praticabili e accettabili per il loro futuro. Dopo l’incontro tra organizzazioni sindacali e azienda, e sulla base dell’esito, provvederemo a convocare il tavolo istituzionale territoriale”.

 

Comunità energetiche dell’Emilia-Romagna: la Regione stanzia 2,5 milioni di euro per la realizzazione di impianti di produzione e accumulo di energia da fonti rinnovabili

Comunità energetiche dell’Emilia-Romagna: la Regione stanzia 2,5 milioni di euro per la realizzazione di impianti di produzione e accumulo di energia da fonti rinnovabiliL’Emilia-Romagna investe 2,5 milioni di euro per sostenere la realizzazione di nuovi impianti o il potenziamento di impianti esistenti idonei alla produzione di energia rinnovabile e sistemi di accumulo, oltre alle opere connesse e alle relative spese tecniche. La Giunta regionale ha approvato il terzo bando che garantisce nuovi investimenti delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e dei loro membri, azione strategica finanziata dai Fondi europei della Regione sul Programma Fesr 2021-2027.

Il bando, molto atteso dalle Cer del territorio regionale, promuove interventi di produzione e accumulo di energia da fonti rinnovabili all’interno delle Comunità energetiche, in coerenza con la normativa europea e nazionale, con il Piano energetico regionale e con la legge regionale 5/2022.

Il contributo previsto è a fondo perduto e copre il 35% dei costi ammissibili, con una maggiorazione del 5% per interventi situati in aree montane o interne, fino a un massimo di 150.000 euro per beneficiario.

“Con questo bando – sottolinea il vicepresidente con delega alla Green economy – Vincenzo Colla- confermiamo il nostro impegno verso la transizione energetica, lo sviluppo di comunità locali più resilienti e l’avanzamento verso gli obiettivi europei e dell’Agenda 2030. Un sostegno che guarda in particolare alle comunità che risiedono in montagna e nelle aree interne, con il coinvolgimento delle persone in condizioni di fragilità, perché nessuno deve restare indietro”.

Possono presentare domanda le Comunità energetiche rinnovabili già costituite e i loro membri, a esclusione delle persone fisiche e delle imprese dei settori agricolo primario, pesca e acquacoltura che hanno già linee di sostegno appositamente dedicate.

Tra i criteri della selezione, saranno presi in considerazione qualità progettuale, capacità di produzione energetica, sostenibilità economico-finanziaria e dimensione della comunità. Sono previsti inoltre punteggi premianti per Cer che includano soggetti fragili, enti del terzo settore o che sviluppino iniziative di inclusione sociale.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online sulla piattaforma Sfinge 2020, dal 17 marzo 2026 alle ore 10.00 fino al 7 maggio 2026 alle ore 13.00.

Sviluppo delle infrastrutture elettriche nella transizione energetica e definizione del nuovo Piano energetico regionale

Sviluppo delle infrastrutture elettriche nella transizione energetica e definizione del nuovo Piano energetico regionaleFavorire una programmazione integrata per uno sviluppo sostenibile delle infrastrutture elettriche nell’ambito del processo di transizione energetica. E anche una collaborazione per una pianificazione e gestione territoriale efficienti delle tematiche energetiche, a partire dalla creazione di un nuovo Piano energetico regionale che tenga conto delle esigenze del territorio e delle comunità locali emiliano-romagnole.

Per raggiungere questi obiettivi in Emilia-Romagna, la Regione e Terna – Gestore della Rete Elettrica Nazionale – uniscono le forze siglando un ‘Protocollo d’intesa per la sicurezza del sistema elettrico e lo sviluppo del territorio’.

L’intesa è stata sottoscritta questa mattina a Bologna in occasione di un incontro tra il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla, e Francesco Del Pizzo, Direttore strategie di sviluppo rete e dispacciamento di Terna.

Terna è un operatore indipendente della rete di trasmissione dell’energia elettrica in Italia, responsabile della pianificazione, costruzione, manutenzione e gestione della Rete di trasmissione elettrica nazionale (Rtn) ad alta e altissima tensione.

L’impegno comune è quello di identificare e valutare iniziative per favorire, fin dalla fase di pianificazione, la condivisione di soluzioni progettuali che tengano conto delle esigenze del territorio e delle comunità locali emiliano-romagnole. Questo definendo criteri per la migliore localizzazione degli interventi elettrici di razionalizzazione e sviluppo previsti nel Piano di sviluppo di Terna e adottando le migliori e più avanzate soluzioni tecnologiche, per garantire il migliore inserimento ambientale e sociale degli interventi e, al contempo, massimizzare i benefici a livello locale.

“Abbiamo condiviso il progetto di sviluppo nella nostra regione che ci è stato illustrato dal gruppo dirigente di Terna e oggi diamo un segnale forte verso la transizione energetica con un Protocollo che rappresenta un passo importante per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio -afferma il vicepresidente Colla-. Questa collaborazione è fondamentale per tutelare il nostro patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale, valorizzando le fonti rinnovabili e migliorando l’efficienza energetica. Gli investimenti nelle reti e nelle cabine primarie sono indispensabili per accorciare i tempi di allaccio e di risposta alle esigenze civili ed economiche di potenza energetica. Lavoreremo insieme- aggiunge Colla- per individuare le aree migliori per gli impianti di energia rinnovabile e per monitorare i nostri progressi verso gli obiettivi nazionali ed europei. Questo testo sancisce la proficua collaborazione con Terna e siamo convinti che porteremo benefici concreti per le nostre comunità, garantendo un futuro più sostenibile e verde per tutti”.

Per garantire una collaborazione efficace, le due parti hanno deciso di istituire una “Cabina di regia” costituita dalla struttura competente in materia di Energia della Regione e dalla Struttura pianificazione del sistema elettrico e autorizzazioni di Terna. Questa cabina di regia sarà responsabile di definire le modalità operative più efficaci per l’approccio ai singoli temi o la risoluzione di singoli problemi.
Il Protocollo d’Intesa ha una durata di dieci anni e potrà essere rinnovato.

Coppia di anziani truffata nel bolognese, autori arrestati a Maranello e già condannati

Coppia di anziani truffata nel bolognese, autori arrestati a Maranello e già condannatiI Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sassuolo e di Modena, con il supporto della Stazione Carabinieri di Savignano sul Panaro, nel corso di mirati servizi svolti sul territorio e finalizzati al contrasto dei reati predatori, hanno tratto in arresto un uomo di 39 anni ed una donna di 22 anni, entrambi di origine campana, responsabili di una truffa aggravata consumata in danno di una coppia di anziani, residenti nel comune bolognese di Zola Predosa.

I fatti risalgono alla mattinata del 16 dicembre, quando i militari hanno individuato, a Maranello, un’autovettura i cui occupanti si erano resi autori di due tentativi di truffa ai danni di anziani lì residenti. Le indicazioni fornite dalle vittime hanno permesso ai Carabinieri di individuare i due truffatori, che sono stati poi pedinati fino al comune di Zola Predosa dove hanno raggirato la coppia di anziani.

I due autori, spacciatisi per Carabinieri, si sono fatti consegnare monili in oro, prelevati anche da una cassetta di sicurezza bancaria, con il pretesto di presunti accertamenti giudiziari. Il valore complessivo della refurtiva è stato stimato in circa 20.000,00 euro. L’intervento tempestivo dei Carabinieri ha consentito di bloccare i presunti responsabili poco dopo la consegna dei preziosi, rinvenuti nella loro disponibilità e successivamente restituiti agli aventi diritto.

Nel corso dei controlli è emerso inoltre che il 39enne campano risultava sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari a Napoli, applicata per reati analoghi. La coppia è stata arrestata in flagranza di reato per truffa in concorso aggravata e continuata, nonché per evasione dagli arresti domiciliari a carico dell’uomo.

All’esito dell’udienza di convalida e del giudizio direttissimo celebrati il 17 dicembre, il Giudice del Tribunale di Bologna ha convalidato entrambi gli arresti, condannando l’uomo (recidivo) a 3 anni di reclusione e 1.200,00 euro di multa, applicandogli nel contempo la custodia cautelare in carcere. La donna, risultata incensurata, è stata liberata con pena sospesa ed il beneficio della non menzione della condanna.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 19 dicembre 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 19 dicembre 2025Cielo sin dal mattino coperto o molto nuvoloso, con un flusso proveniente da sud-ovest che determinerà nella prima parte della giornata precipitazioni sui settori centro-orientali, in esaurimento entro il pomeriggio, con quota neve sopra i 2000 m. In serata ancora coperto con formazione di foschie o nebbie lungo la fascia appenninica.

Temperature in sensibile aumento le minime comprese tra 7/9 gradi, senza variazioni di rilievo le massime intorno 10/11 gradi. Venti deboli da direzione variabile. Mare poco mosso.

(Arpae)

Sabato notte sulla A1 chiude il tratto Canossa Campegine-Reggio verso Bologna

Sabato notte sulla A1 chiude il tratto Canossa Campegine-Reggio verso BolognaSulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione del margine della piattaforma autostradale, dalle 22:00 di sabato 20 alle 6:00 di domenica 21 dicembre, sarà chiuso il tratto compreso tra Terre di Canossa Campegine e Reggio Emilia, verso Bologna.

Si precisa che l’area di parcheggio “Crostolo ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa dalle 20:00 di sabato 20 alle 6:00 di domenica 21 dicembre.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Terre di Canossa Campegine, percorrere la viabilità ordinaria: SP111, via Bertona, SS9 via Emilia, viale Martiri Piazza Tienanmen, SS722, viale dei Trattati di Roma e rientrare in A1 alla stazione di Reggio Emilia.

***

Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 22:00 di domenica 21 alle 5:00 di lunedì 22 dicembre, sarà chiuso il tratto compreso tra Imola e Faenza, verso Ancona. Contestualmente, sarà chiusa l’area di servizio “Santerno ovest”, situata nel suddetto tratto.

Sarà chiuso, per chi proviene da Bologna, anche il Ramo di immissione sulla Diramazione per Ravenna, verso Ravenna.

Inoltre, per chi percorre la D14 Diramazione per Ravenna e proviene da Ravenna, sarà chiuso il ramo di immissione sulla A14, verso Ancona.

In alternativa, si consigliano i seguenti itinerari: per chi è diretto verso Ancona, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Imola, percorrere la viabilità ordinaria: SP610 via Selice, SS9 via Emilia, SP29 via Lugo, SP7 via Pana, SP72 e rientrare alla stazione di Faenza; per chi è diretto verso Ravenna, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Imola, percorrere la viabilità ordinaria: SP610 via Selice, SP253 (Massa Lombarda-Sant’Agata sul Santerno), via Piratello (Lugo), SP95 via X Aprile, via Madonna di Genova ed entrare sulla D14 Diramazione per Ravenna allo svincolo di Cotignola; per chi proviene da Ravenna ed è diretto verso Ancona, anticipare l’uscita sulla Diramazione per Ravenna allo svincolo di Bagnacavallo, percorrere poi la SP8 e via Granarolo ed entrare in A14 alla stazione di Faenza.

Scuola, spazi come laboratori di inclusione: oltre 1,2 milioni di euro dalla Regione ai Comuni con maggiore presenza di giovani stranieri

Scuola, spazi come laboratori di inclusione: oltre 1,2 milioni di euro dalla Regione ai Comuni con maggiore presenza di giovani stranieriL’integrazione non si costruisce solo a scuola ma anche nei luoghi in cui i ragazzi e le ragazze vivono e si incontrano ogni giorno. Palestre, biblioteche, centri giovanili, spazi musicali e luoghi multifunzionali diventano così laboratori di socialità e partecipazione, in cui superare le barriere linguistiche e culturali, favorire relazioni positive e offrire a tutti opportunità di sviluppo personale e sociale.

Per incrementare questo modello, già sperimentato con successo, la Giunta regionale ha approvato un secondo invito ai Comuni a presentare “azioni di sistema per il contrasto alle povertà educative e per sostenere l’integrazione e l’inclusione dei giovani stranieri”, mettendo sul piatto un nuovo investimento da 1.281.807 euro con fondi Pr Fse+ 2021/2027.

Le candidature potranno essere presentate entro il 24 marzo 2026 con tempistiche differenziate per i Comuni che hanno già concluso o si trovano in fase avanzata di realizzazione delle attività previste dal primo bando.

Il primo invito, infatti – lanciato nel 2024 come progetto sperimentale – ha già permesso a 15 Comuni di avviare iniziative innovative per l’inclusione dei giovani stranieri nelle comunità scolastiche e territoriali, grazie a un investimento di quasi 800mila euro. Le azioni intraprese hanno confermato l’efficacia dell’approccio adottato per la capacità di coinvolgimento di giovani con background migratorio negli spazi che frequentano abitualmente, rafforzando il ruolo dei Comuni nella costruzione di opportunità educative inclusive e di qualità.

Costruire comunità educanti, favorire l’integrazione multi-relazionale, stimolare l’innovazione sociale sono obiettivi di mandato della legislatura e questa misura si pone in piena coerenza e attuazione del quadro normativo e programmatico regionale: dalla legge 12/2003 al Programma 2022-2024 per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri, fino alle priorità del Fse+ 2021/2027.

“Crediamo fortemente che l’inclusione debba essere sostenuta come percorso collettivo e strutturale, rafforzando la progettualità nei territori- spiegano il vicepresidente con delega a Formazione e Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessora a Scuola e Welfare, Isabella Conti-. Le nuove risorse destinate a questa azione permetteranno di consolidare e ampliare quanto avviato in via sperimentale, allargare la rete dei Comuni e favorire la partecipazione attraverso lo sport, la musica, la cultura”.

“La vera sfida- aggiungono- sta nella capacità di mettere in relazione scuole, enti locali, associazioni, famiglie e giovani, costruendo comunità educanti che prevengono disuguaglianze e generano inclusione negli spazi attrattivi per i giovani. È un investimento che guarda lontano e rafforza l’idea di una Regione capace di tenere insieme coesione sociale, innovazione e sviluppo”.

I Comuni destinatari

Questo secondo invito si rivolge a 22 Comuni, selezionati sulla base di due criteri: una popolazione compresa tra 10.000 e 25.000 abitanti e una percentuale di giovani stranieri tra i 3 e i 18 anni pari o superiore al 17%, dunque oltre un punto sopra la media regionale del 15,91%.

I Comuni coinvolti sono: nella provincia di Piacenza Castel San Giovanni e Fiorenzuola d’Arda; in quella di Parma Langhirano e Salsomaggiore Terme; a Reggio Emilia Novellara; in provincia di Modena Spilamberto, Novi di Modena, San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Mirandola e Pavullo nel Frignano; in provincia di Bologna Crevalcore e San Pietro in Casale; nel ferrarese Bondeno, Terre del Reno, Argenta, Codigoro e Portomaggiore; in provincia di Ravenna Massa Lombarda e Bagnacavallo; in quella di Forlì-Cesena Savignano sul Rubicone e Gambettola.

Le azioni possibili

Le azioni che saranno attivate, coerentemente con quanto già sperimentato, comprendono interventi educativi, culturali e ricreativi per potenziare competenze formali e informali dei giovani; percorsi per il rafforzamento delle autonomie personali anche attraverso l’uso di strumenti digitali; iniziative motorie come strumento di dialogo interculturale e contrasto alle discriminazioni; interventi di sensibilizzazione per raggiungere i giovani in condizioni di fragilità. Le progettazioni dovranno rafforzare legami comunitari e generare impatti positivi sui territori in una logica di innovazione sociale e di sviluppo sostenibile.

Le risorse

La distribuzione delle risorse avviene attraverso una quota fissa di 25.000 euro per ciascun Comune, una quota legata al numero dei giovani stranieri residenti e una quota legata al numero totale dei giovani nella fascia 3-18 anni.

Il totale delle risorse assegnate è così composto: 550.000 euro di quota fissa, 360.000 euro calcolati sul numero di giovani stranieri, 220.000 euro calcolati sul numero complessivo dei giovani, più una quota aggiuntiva di 151.807 euro destinata ai Comuni che anticipano l’attuazione per continuità progettuale. Per i sei Comuni che hanno già completato o stanno completando le attività del primo invito – Argenta, Crevalcore, Gambettola, Langhirano, Portomaggiore, San Pietro in Casale – è previsto infatti un incremento aggiuntivo del 50% delle risorse assegnate per permettere un avvio immediato delle nuove azioni. Questi Comuni potranno accedere al finanziamento completo solo presentando le proposte entro il 22 gennaio 2026; oltre questa data, e comunque entro il 24 marzo 2026, sarà invece riconosciuta esclusivamente la quota base.

Le progettualità ammesse saranno attivate da giugno 2026 e lungo tutto l’anno scolastico 2026/2027.

La Regione Emilia-Romagna sostiene i live club con oltre 280mila euro, provvedimento inedito a livello nazionale

Diciassette locali di musica dal vivo sul territorio, da Parma a Cesena, che possono contare nel 2025 sul sostegno economico da parte della Regione Emilia-Romagna per lo svolgimento delle loro attività.

La Giunta regionale ha approvato l’esito del bando per la concessione di contributi ai Live Club, per un ammontare complessivo di 284.115 euro: si tratta del primo provvedimento di questo genere in Italia, rivolto al sostegno dei locali in cui si suona dal vivo.

Non sono solo luoghi di intrattenimento, ma spazi di incontro e creatività dove ancora condividere esperienze autentiche e coinvolgenti. Contenitori e amplificatori di musiche e storie, che danno slancio e mantengono vivace un’intera filiera, dagli artisti sul palco ai tecnici, fino ai gestori e a tutti i servizi collegati. È a queste realtà che la Regione ha deciso di guardare con particolare interesse, per conservarne e valorizzarne la missione.

“Con questa misura ci confermiamo apripista a livello nazionale nelle politiche di sostegno al mondo della musica- commenta l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni-. In particolare, questo investimento vuole avvalorare il ruolo che riconosciamo agli spazi dove si fa musica dal vivo oggi, sia dal punto di vista culturale e sociale, sia economico per la crescita della filiera musicale. Sono luoghi di sperimentazione e innovazione, che permettono a nuovi talenti di emergere, che alimentano occupazione qualificata nel settore e contribuiscono alla coesione delle comunità, anche nelle periferie delle città e in provincia. Fari di creatività, aggregazione sociale, sviluppo culturale e partecipazione, che vogliamo contribuire a mantenere accesi e vivaci”.

I 17 locali assegnatari del contributo si caratterizzano per la qualità della programmazione, con attenzione alla valorizzazione di artisti emergenti, produzioni regionali e generi musicali specifici (dal jazz al rock, dall’elettronica al liscio). Si distinguono inoltre per l’offerta di attività di inclusione dedicate a soggetti fragili e di iniziative che promuovo la socialità, anche attraverso la collaborazione con altre realtà culturali del territorio. Non ultima, la partecipazione a reti di rilievo nazionale e internazionale.

A ottenere le risorse regionali sono live club iscritti all’apposito Elenco regionale dei locali di musica dal vivo, riconosciuti dalla Regione lo scorso ottobre, a fronte di alcuni specifici requisiti: soggetto costituito da almeno 3 anni, attività per 7 mesi all’anno, capienza compresa tra 75 e 1.500 persone, almeno 20 spettacoli di musica contemporanea originale composta dall’esecutore gratuiti o a pagamento, prodotti e/o ospitati negli ultimi dodici mesi, o almeno 10 se a pagamento.

I beneficiari sono 8 locali nel Bolognese, 3 nel Modenese, 1 a Reggio Emilia, 1 a Parma, 1 a Ferrara, 2 a Ravenna e 1 a Cesena. Il contributo unitario assegnato va da un minimo di 14.100 euro a un massimo di 22.560 euro.

Il Distretto Ceramico ‘Adotta il sorriso di un bambino’

Il Distretto Ceramico ‘Adotta il sorriso di un bambino’
Amministratori del Distretto insieme a Catia Carretti (al centro)

Cure dentali gratuite per i bambini e i ragazzi delle famiglie in difficoltà dell’area del distretto ceramico, grazie alla collaborazione – formalizzata nei giorni scorsi – tra i Comuni dell’Unione del Distretto Ceramico e l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, che attraverso la Fondazione ANDI ha dato la propria disponibilità per lo sviluppo del progetto al fianco degli enti locali.

L’iniziativa, che si chiama ‘Adotta il sorriso di un bambino’ conta sull’impegno di diversi dentisti volontari legati all’Associazione e presenti sul territorio distrettuale, pronti a fare prevenzione e ad occuparsi della salute orale di bambini e bambine che hanno meno opportunità di accesso alle cure odontoiatriche.

Saranno inseriti nel progetto i giovanissimi individuati dalle Politiche sociali all’interno delle famiglie più in difficoltà o affidatarie, presso le comunità residenziali e nelle altre realtà di accoglienza per minori.

L’iniziativa avrà una durata annuale, con possibilità di proroga, e la collaborazione con la Fondazione ANDI è stata definita dall’Assessore al Welfare del Comune di Maranello, Davide Nostrini, delegato dai Sindaci dell’Unione.

«Il progetto – spiega la dottoressa Catia Carretti, Presidente di ANDI Modena – è nato proprio per dare una risposta concreta ai bisogni di questi bambini, che spesso vivono storie difficili e dolorose. L’obiettivo è anche quello di contribuire a diffondere la cultura dell’igiene orale e dei controlli periodici in una fascia di età molto importante a livello di imprinting, compreso il superamento della ‘paura del dentista’».

«Il valore sociale dell’iniziativa ha attirato subito la nostra attenzione – sottolinea Matteo Mesini, Presidente dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico – e abbiamo portato avanti questa collaborazione con ANDI affinché il progetto potesse essere attivo nel 2026, con la consapevolezza di quanto sia importante garantire a tutti i bambini una prevenzione odontoiatrica adeguata. E il primo ringraziamento va senz’altro ai dentisti dell’Associazione, che con generosità hanno messo a disposizione dei più fragili le propria professionalità».

 

Scuola, dal 13 gennaio al 14 febbraio aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027

Scuola, dal 13 gennaio al 14 febbraio aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027Dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 saranno aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/2027.

Le domande per il I e il II ciclo di istruzione potranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Unica, all’indirizzo: https://unica.istruzione.gov.it/it/orientamento/iscrizioni

La modalità online è prevista anche per le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e alle scuole paritarie che, su base volontaria, aderiscono alla modalità telematica.

L’accesso alla piattaforma Unica avviene tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

Restano invece cartacee, e devono pertanto essere presentate direttamente presso le segreterie delle istituzioni scolastiche, le domande di iscrizione alla Scuola dell’infanzia, alle scuole della Valle d’Aosta, di Trento e di Bolzano, nonché quelle relative a specifici percorsi indicati annualmente nella nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

All’interno della piattaforma Unica sono disponibili informazioni dettagliate sugli istituti (“Cerca la tua scuola”) e specifiche sezioni dedicate all’orientamento, pensate per accompagnare le famiglie e gli studenti della Scuola secondaria di I grado nella scelta del percorso formativo e professionale successivo. Tra queste: “Il tuo percorso”, “E-Portfolio”, “Docente tutor”, “Guida alla scelta”, “Statistiche su istruzione e lavoro” e, a partire da quest’anno, “What’s Next: l’orientamento nel Metaverso”, un innovativo servizio digitale.

Anche per l’anno scolastico 2026/2027 sarà possibile presentare domanda d’iscrizione alle prime classi dei percorsi quadriennali della filiera formativa tecnologico-professionale e alla prima classe del Liceo del Made in Italy.

 

Affitti brevi, l’Emilia-Romagna ha una nuova legge: oggi il via libera dell’Assemblea legislativa al pdl della Giunta

Affitti brevi, l’Emilia-Romagna ha una nuova legge: oggi il via libera dell’Assemblea legislativa al pdl della GiuntaDa oggi i Comuni dell’Emilia-Romagna hanno a disposizione una legge che interviene sulla regolamentazione degli affitti brevi all’interno del loro territorio. L’Assemblea legislativa ha approvato il progetto di legge della Giunta che disciplina gli immobili destinati a locazione breve. Una legge molto attesa, che mette ordine in un contesto che vede da una parte le esigenze del settore turistico, dall’altro il diritto all’abitare.

“Un voto che conferma l’obiettivo principale- dichiarano l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, e l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia- cioè, dare un quadro normativo che consenta ai Comuni, in base alle diverse necessità, di agire con maggiore efficacia, tutelando il diritto alla casa, ma anche preservando la vocazione turistica dei territori. Un modello flessibile, quindi, che tiene conto delle diversità territoriali. La legge approvata oggi va esattamente in questa direzione ed è frutto di un confronto, ampio e condiviso, con tutte le realtà del settore”.

Il progetto di legge

Consente di introdurre nei piani urbanistici comunali una nuova destinazione d’uso, denominata ‘locazione breve’ e inserita nella categoria turistico-ricettiva, con l’obiettivo di distinguere gli immobili destinati a questo tipo di attività dal patrimonio abitativo ordinario. I Comuni non saranno obbligati a intervenire, ma avranno a disposizione uno strumento da attivare attraverso una variante urbanistica semplificata nel momento in cui la regolazione degli affitti brevi dovesse rendersi utile. Potranno così individuare aree del territorio dove consentire, limitare o incentivare queste attività in base a criteri specifici, come ad esempio il rapporto tra appartamenti destinati alle locazioni brevi e alloggi residenziali presenti.

Gli immobili utilizzati per affitti brevi dovranno, comunque, rispettare standard rigorosi di sicurezza, igiene, salubrità, efficienza energetica e conformità degli impianti, mentre i Comuni avranno la possibilità di richiedere ulteriori requisiti di qualità edilizia per elevare ulteriormente il livello dell’offerta. La proposta prevede inoltre di consentire ai comuni di poter inoltre ricorrere alla leva fiscale dei contributi di costruzione per incentivare o disincentivare l’insediamento delle locazioni brevi, adattando la disciplina alle caratteristiche locali. La nuova normativa permetterà di semplificare e rendere più uniforme la gestione del fenomeno e, al tempo stesso, garantirà la possibilità di riportare in qualsiasi momento un immobile dalla destinazione ‘locazione breve’ all’uso abitativo senza costi aggiuntivi, favorendo così il recupero di case per i residenti e sostenendo concretamente il diritto all’abitare.

Riclassificazione dei comuni montani, l’assessore Baruffi: “Serve voltare pagina, la proposta del Ministero è irricevibile”

Riclassificazione dei comuni montani, l’assessore Baruffi: “Serve voltare pagina, la proposta del Ministero è irricevibile”Riclassificazione dei comuni “montani”, si alza il primo “cartellino rosso” contro il taglio previsto dalla legge “Calderoli”. Nella giornata di oggi la Commissione politiche per la Montagna della Conferenza delle Regioni, in vista della Conferenza Unificata di domani, ha esaminato il provvedimento che rideterminerebbe i criteri di classificazione montana dei comuni.

Come noto, il decreto porterebbe alla cancellazione di circa il 36% degli attuali comuni montani; percentuale che, per l’Emilia-Romagna, salirebbe a oltre il 41%: dai 121 Comuni attualmente classificati come montani si passerebbe infatti a 71. In apertura di Commissione proprio l’Emilia-Romagna, rappresentata dall’assessore competente per delega, Davide Baruffi, ha espresso immediatamente il totale dissenso della Regione e la ferma indisponibilità a dare l’intesa su un provvedimento così concepito.

“Parliamo di un decreto profondamente sbagliato che contrappone l’Appennino alle Alpi, spaccando il Paese, le Regioni e i Comuni- ha spiegato Baruffi-. In questa versione, non avrà certo il parere favorevole della Regione Emilia-Romagna. Nel momento in cui siamo tutti impegnati a destinare maggiori risorse alla montagna e a sostenere strategie che incentivino i Comuni a lavorare insieme, di tutto si sentiva il bisogno tranne che di un atto del Governo di questo genere. Il Ministro ci ripensi e si tolga il punto dalla discussione della Conferenza Unificata di domani o non ci sarà alcuna intesa. Più in generale, l’invito è quello a votare pagina perché, così come formulata, la proposta è irricevibile”.

Analoghe considerazioni sono state svolte da tutte le altre Regioni appenniniche, senza distinzione di colore politico, con la determinazione finale, unanime, di chiedere il rinvio del provvedimento per un nuovo esame.

“Peraltro- ha commentato Baruffi a margine dell’incontro- i testi sono stati trasmessi solo nella giornata di ieri e non si è messa la Conferenza neppure nella possibilità di avanzare una controproposta. L’unica cosa che abbiamo potuto verificare è che i numeri che avevamo paventato sono quelli corretti: qualcuno ci aveva accusato di allarmismo preventivo mentre oggi trovano conferma esatta la previsioni più pessimistiche”.

Riqualificazione del tennis di Spezzano: il Comune avvia una gara pubblica

Riqualificazione del tennis di Spezzano: il Comune avvia una gara pubblicaIl Comune di Fiorano Modenese ha disposto il ritiro degli atti e della procedura relativi all’avviso pubblico di manifestazione d’interesse per riqualificazione e gestione dell’impianto sportivo comunale del tennis presso il Centro Sportivo “Ciro Menotti” di Spezzano, che prevedeva l’applicazione dell’affidamento diretto ai sensi dell’articolo 5 del D.Lgs. n. 38/2021.

La decisione si è resa necessaria a seguito di un recentissimo parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), arrivato quando era già stata bandita la procedura di manifestazione d’interesse e di relativo affidamento; parere che ha chiarito che la modalità dell’affidamento diretto è applicabile solo in presenza di una singola proposta progettuale.

Il Comune di Fiorano Modenese ha ricevuto più offerte in risposta all’avviso pubblico, pertanto, sulla base del nuovo parere ANAC, l’assegnazione della riqualificazione e gestione dell’impianto sportivo deve avvenire tramite una gara pubblica (procedura competitiva) per garantire la massima trasparenza e legalità. L’Amministrazione ha quindi ritenuto opportuno, per il prevalente interesse pubblico, ritirare la precedente procedura, per evitare contenziosi e assicurare il corretto svolgimento dell’iter di assegnazione.

La concessione per la gestione, la riqualificazione e la valorizzazione dell’impianto sportivo comunale del tennis di Spezzano avverrà dunque tramite una procedura competitiva, nel pieno rispetto delle normative vigenti e questo comporta uno slittamento dei tempi inizialmente previsti.

“Ribadiamo la volontà di riqualificare e ammodernare l’impianto del tennis, rendendolo un polo sportivo vitale e funzionale per la nostra comunità. La scelta di indire una procedura competitiva, pur comportando un rallentamento nell’affidamento, è una garanzia di correttezza amministrativa e ci consentirà di selezionare il progetto più solido e qualificato per la gestione e l’investimento sulla struttura, con un focus specifico sulla promozione dell’aggregazione e dell’inclusione giovanile e sociale.”, spiega l’assessore allo Sport Luca Busani.

In attesa della nuova aggiudicazione gli impianti resteranno aperti con le modalità oggi in essere, tramite una proroga dell’affidamento alla società che li gestisce ora.

 

Regione, il bilancio del primo anno di Legislatura della Giunta de Pascale

Regione, il bilancio del primo anno di Legislatura della Giunta de PascaleÈ nei cantieri per la messa in sicurezza di fiumi, versanti e centri urbani; nei servizi educativi che si ampliano per accogliere sempre più bambine e bambini; nel rafforzamento della sanità pubblica territoriale, con percorsi e presidi più vicini alle comunità.

È nelle politiche per la casa che si rafforzano, negli interventi per la montagna e le aree interne che mantengono vivi i servizi di prossimità, con l’obiettivo di creare nuove opportunità per i territori. Ed è nel lavoro, nella scuola, nel welfare, nella cura quotidiana delle persone – soprattutto quelle più fragili – che si misura il primo anno di Legislatura della Giunta regionale guidata dal presidente Michele de Pascale.

Un anno di lavoro su queste priorità, che ha portato sia a scelte concrete e investimenti sia a gettare le basi per decisioni e misure future. Un impegno che attraversa l’intero spettro delle politiche regionali: dal supporto alle famiglie alle risposte ai nuovi bisogni sociali, dalla qualità dell’abitare alla sicurezza del territorio, fino alle opportunità per chi studia, lavora e vive nelle comunità locali. Un’azione che guarda soprattutto alle giovani generazioni, creando condizioni attrattive perché chi cresce in Emilia-Romagna – e chi sceglie di arrivarci – possa mettere radici e costruire qui il proprio futuro.

Un percorso anche difficile, così come lo sono le risposte da dare alle sfide complesse di oggi, che passa per la conferma e l’aggiornamento del Patto per il Lavoro e per il Clima, verso un nuovo Patto per l’Emilia-Romagna che riunisca istituzioni, parti sociali, rappresentanze economiche e civiche attorno a una visione condivisa. Un modello di sviluppo regionale fondato su qualità, innovazione, pubblica, sicurezza del territorio, salvaguardia dell’occupazione, risposta alla crisi climatica e sanità.

Sanità pubblica e universalistica

Il sistema sanitario regionale è uno dei cardini della tenuta sociale e uno dei fronti su cui la Regione ha concentrato maggiori investimenti in questo primo anno di Legislatura. Sono stati rafforzati prevenzione, servizi territoriali e interventi strutturali: ampliati gli screening oncologici, potenziate le campagne per la diagnosi precoce. Sul territorio è stata avviata la nuova Rete dell’assistenza primaria, con servizi più integrati e vicini alle comunità, e potenziati gli interventi di telemedicina e cure domiciliari. Parallelamente, avanza l’edilizia sanitaria – con 178 milioni di euro di investimenti – e crescono le risorse dedicate alle fragilità: salute mentale (investimento di 40 milioni di euro nel 2025), dipendenze, sanità penitenziaria, insieme al sostegno alla formazione delle professioniste e dei professionisti. Un impegno che trova conferma anche nel Bilancio 2026-2028, approvato dalla Giunta, che destina 10,5 miliardi di euro alla sanità pubblica dell’Emilia-Romagna e prevede un contributo strutturale di 200 milioni l’anno di fondi regionali, a integrare quelli nazionali, riaffermando la centralità di un servizio che deve continuare a essere pubblico e universalistico.

Il grande piano per il diritto alla casa

Accanto alla salute, un altro tema su cui la Regione ha puntato fin da subito, è il diritto alla casa per dare una risposta concreta a una situazione emergenziale in crescita. Con un piano robusto da 300 milioni di euro la Giunta de Pascale ha messo le basi per finanziare due linee di intervento. La prima è la riqualificazione di migliaia di alloggi pubblici a oggi non assegnati perché bisognosi di interventi di ristrutturazione e che potranno così essere rimessi a disposizione delle comunità. La seconda riguarda la possibilità di realizzare nuovi interventi ERS da parte dei Comuni, nonché lavori di efficientamento nei fabbricati Erp (edilizia residenziale pubblica), con l’obiettivo di ridurre il più possibile le condizioni di povertà energetica e di operazioni per l’accessibilità.  

Altro fronte di intervento è il rifinanziamento del Fondo affitti con a disposizione 10 milioni di euro all’anno per sostenere famiglie, giovani, lavoratrici e lavoratori in difficoltà e l’housing sociale con uno stanziamento di 5 milioni.

Un capitolo di particolare rilievo riguarda poi la nuova legge regionale sugli affitti brevi, pensata per affrontare in modo strutturale le tensioni abitative nelle aree a maggiore pressione turistica e urbana. La Regione ha definito per la prima volta un quadro organico di regole, costruito insieme a Comuni, associazioni e stakeholder, che punta a riequilibrare il mercato, tutelare i residenti, garantire alloggi per lavoratrici e lavoratori stagionali e promuovere uno sviluppo turistico sostenibile, capace di tenere insieme accoglienza, qualità della vita e diritto alla casa.

Welfare, scuola e infanzia, contrasto alle povertà

Il rafforzamento della rete sociale ha accompagnato le politiche sanitarie e abitative, con più servizi domiciliari e sostegni per anziani, persone con disabilità e caregiver grazie a un Fondo per la non autosufficienza che supera i 570 milioni di euro, incrementato di 82,2 milioni rispetto al 2024, a cui si aggiungono altri 25 milioni sia per il 2026, sia per il 2027 (+135 milioni rispetto al 2024).

Per le situazioni di fragilità economica più critiche, la Regione ha approvato un Piano triennale per il contrasto alle povertà finanziato con 124 milioni di euro per accompagnare le persone in percorsi di autonomia e integrazione, ridurre i divari e prevenire nuove forme di esclusione sociale.

A queste risorse si sommano quelle derivanti da due importanti bandi regionali. Il recente bando, rivolto a iniziative del terzo settore per il recupero, redistribuzione di beni alimentari a favore di nuclei e persone in condizione di povertà, fragilità sociale e povertà estrema: oltre al milione di euro già stanziato, le ulteriori risorse previste sui bilanci 2026 e 2027 per 860mila euro, ci consentiranno di sostenere tutti i progetti ritenuti ammissibili a finanziamento. 

Nel prossimo biennio, grazie a uno stanziamento di 450mila euro, verrà dato ulteriore impulso anche agli sportelli di aiuto e alle procedure a favore di coloro che, per svariati motivi, si trovano sovraindebitati, non possono accedere alle ordinarie procedure di fuoriuscita da questa condizione e rischiano di cadere in circuiti di usura e ancora maggiore vulnerabilità.

Sempre a sostegno delle famiglie sono stati stanziati quasi 45 milioni per ampliare i posti nei nidi e abbattere le rette, mentre nuove risorse rafforzano diritto allo studio, inclusione e servizi educativi. A questi interventi si aggiunge il percorso avviato con gli Stati generali della scuola e con gli Stati generali dell’infanzia e dell’adolescenza, che hanno inaugurato un confronto strutturato tra Regione, famiglie, studenti, insegnanti e comunità educative, raccogliendo bisogni e proposte utili a orientare le politiche del prossimo triennio.

“Al centro delle nostre scelte- sottolinea il presidente de Pascale– c’è un’idea semplice ma ambiziosa: nessuna politica è efficace se non migliora la vita delle persone. Dalla sanità alla casa, dalla scuola al welfare, abbiamo lavorato per rafforzare i servizi essenziali e dare risposte ai bisogni che emergono dai territori. Tanti gli obiettivi che abbiamo raggiunto in questo primo anno, ma non neghiamo però i problemi che vogliamo affrontare in maniera trasparente e condivisa, in un contesto globale attraversato da conflitti, rincari energetici, incertezze economiche e dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica che colpisce territori, infrastrutture e comunità. In una fase così delicata, abbiamo scelto di non arretrare: aumentare gli investimenti pubblici, rafforzare le tutele sociali e mettere al centro chi rischia di pagare il prezzo più alto, le cittadine e i cittadini”.

Ricostruzione, messa in sicurezza del territorio e difesa del suolo: gli interventi

Altra priorità dell’azione regionale è la messa in sicurezza del territorio: un impegno che attraversa tutta l’Emilia-Romagna, dalla montagna alla pianura fino alla Costa. L’intervento della Regione interessa fiumi, argini, corsi d’acqua, versanti e litorale, all’interno di un piano organico che integra manutenzione, prevenzione e opere strutturali di difesa del suolo, a partire dal potenziamento delle casse di espansione e delle opere di laminazione, fondamentali per ridurre i picchi di piena e proteggere i centri abitati. Accanto ai cantieri già conclusi, a quelli a oggi attivi e in partenza su frane, alvei dei fiumi, ponti e opere di attraversamento, e sui tratti costieri più esposti all’erosione, prosegue la ricostruzione successiva alle alluvioni del 2023 e del 2024 – condotta in coordinamento con il Commissario nazionale alla ricostruzione, Fabrizio Curcio – con interventi programmati per 2,7 miliardi di euro su infrastrutture, viabilità, centri abitati e sistemi idraulici, con l’obiettivo di innalzare progressivamente il livello di protezione dei territori.

Per le opere di messa in sicurezza del territorio a seguito delle alluvioni, all’Emilia-Romagna sono stati assegnati dalla Struttura commissariale 919 milioni di euro dal 2027, risorse che la Regione è pronta ad anticipare, almeno in parte, già dal 2026, con fondi propri. Inoltre, nell’ultimo Bilancio di previsione è stato istituito un Fondo regionale da 10 milioni di euro per la progettazione degli interventi.

Per sostenere le famiglie e le attività economiche impossibilitate a ricostruire nelle aree a rischio, inoltre, grazie al lavoro congiunto della Regione e della struttura commissariale sono stati definiti i provvedimenti su semplificazione e delocalizzazioni, che prevedono procedure più agevoli per i rimborsi e gli indennizzi, criteri e modalità operative per spostarsi in aree alternative e sicure. Un provvedimento atteso nei territori colpiti, che mette a disposizione un quadro certo di riferimento per accompagnare chi si trova nella condizione di dover trasferire abitazioni o sedi produttive fuori dalle zone a maggiore vulnerabilità.

“Sulla ricostruzione- afferma de Pascale– abbiamo voluto e ottenuto un cambio di passo non più rinviabile, insieme al commissario Curcio e mantenendo costante il confronto con le comunità locali, da cui sono arrivate osservazioni ai progetti di messa in sicurezza. Prima ancora, abbiamo ottenuto un miliardo di euro dal Governo per opere di riduzione del rischio e di fronte al bisogno di accelerare anticiperemo noi le risorse dal 2026: il prossimo anno vogliamo procedere con i cantieri. Vogliamo fatti concreti, quindi l’individuazione e la sistemazione di aree di espansione e laminazione delle acque, il consolidamento delle arginature, la riprofilatura delle sezioni fluviali, l’abbassamento delle aree golenali e una migliore gestione della vegetazione”.

Nel 2025 sono state inoltre raddoppiate le risorse destinate alla manutenzione ordinaria, che salgono a quasi 50 milioni di euro: era un obiettivo di legislatura, da raggiungere quindi in cinque anni, ma la scelta è stata quella di raddoppiare strutturalmente fin dal primo anno, per assicurare interventi diffusi in tutte le province. È stato avviato un lavoro coordinato con la Protezione civile regionale, i Comuni e le università per rafforzare il monitoraggio delle aree più fragili, aggiornare conoscenze e modelli di analisi e supportare la progettazione degli interventi. Un percorso condiviso che punta a mettere il territorio nelle condizioni di prevenire e ridurre i rischi, tutelando persone, abitazioni, imprese e servizi essenziali.

Lavoro, sviluppo economico, transizione digitale, formazione e talenti

La crescita dell’Emilia-Romagna passa anche e soprattutto dal lavoro: per questo la Regione ha messo in campo interventi per tutelare l’occupazione, sostenere il sistema produttivo e la manifattura, e attrarre talenti e nuove competenze, leve decisive per la competitività del territorio. Tra legge regionale 14/2014 (attrazione investimenti) e legge regionale 2/2023 (attrazione talenti) la dotazione nel triennio sale a quasi 40 milioni di euro. Così come, per sostenere gli investimenti delle Pmi, abbiamo stanziato 25 milioni per un basket bond che mobiliterà risorse per 100 milioni di euro.
La Giunta è stata al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici seguendo tutte le vertenze industriali – quali, a solo titolo di esempio, La Perla, Berco e Yoox – e, allo stesso tempo, ha spinto su innovazione, transizione digitale ed energetica, startup e filiere tecnologiche, rafforzando un sistema che punta su qualità, ricerca e alta specializzazione. Un impegno affiancato dall’ampliamento dei percorsi di formazione professionale e delle alte competenze, per preparare lavoratrici e lavoratori nei settori in trasformazione e generare nuova occupazione qualificata.

La Regione si è attivata sul rafforzamento della Rete Alta Tecnologia e della collaborazione con le Università dell’Emilia-Romagna e sta lavorando a una legge sull’economia sociale.

“Il tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna, fatto di piccole, medie e grandi imprese che generano valore, competenze e lavoro di qualità, è il motore della nostra economia. Garantirne la tenuta significa tutelare l’occupazione, i salari, la stabilità delle comunità- spiega il presidente de Pascale-. Oggi siamo chiamati ad agire su più fronti: il calo della produzione industriale che da tempo l’Italia registra, in linea con quanto accade in Germania, colpisce inevitabilmente anche un territorio come il nostro, punta di diamante della manifattura nazionale. Non è un fenomeno imputabile a un solo livello istituzionale: pesano i costi energetici, i dazi generalizzati, l’aumento delle materie prime e un sistema Ets che, così com’è, rischia di penalizzare in modo ingiusto intere filiere, a partire dalla ceramica. Per questo ciascuna istituzione, Regione compresa, deve occupare ogni spazio possibile per contrastare la frenata e sostenere il tessuto produttivo. Servono politiche industriali vere, che oggi non vediamo a livello nazionale ed europeo.  In Emilia-Romagna abbiamo scelto di continuare a valorizzare il modello delle piccole e medie imprese con misure concrete: i 50 milioni del bando sulla digitalizzazione già arrivati alle imprese, i 5 milioni per le start up innovative, i 30 milioni per sostenere gli investimenti produttivi finalizzati alla produzione di Tecnologie strategiche per l’Europa. È questa la strada per proteggere la nostra manifattura, rafforzarla e accompagnarla nelle trasformazioni in corso”.

La Regione ha proseguito nel consolidamento della Data Valley, asset strategico per l’attrattività e la competitività del territorio. Il Tecnopolo di Bologna è diventato Dama, la nuova cittadella della scienza che ospita il supercomputer Leonardo, le infrastrutture di ricerca europea e, a breve, il supercomputer dedicato all’intelligenza artificiale. Qui troverà sede anche l’Università dell’Onu sui big data e sul contrasto alla crisi climatica, rafforzando il ruolo dell’Emilia-Romagna come piattaforma internazionale per tecnologie avanzate, ricerca scientifica e formazione di nuove competenze.

Con riferimento alla transizione digitale la Regione ha fatto una scelta netta per nuovi investimenti che mirano a realizzare infrastrutture più solide, incrementare la sicurezza, condividere dati e migliorare le competenze. Solo sull’Agenda Digitale sono previsti, nel triennio, 16,9 milioni di euro, a cui si affiancano oltre 21 milioni di accantonamenti per progetti innovativi, con un investimento complessivo che guarda al medio-lungo periodo.

Una parte significativa degli stanziamenti è destinata alla connettività dei territori, in particolare aree montane e interne: reti più resilienti, interventi di ridondanza per garantire continuità dei servizi, nuovi investimenti su copertura della telefonia mobile e del Wi-Fi pubblico. Scelte concrete per ridurre i divari territoriali e assicurare servizi affidabili a cittadine, cittadini, imprese e amministrazioni locali.

Accanto alle infrastrutture, vengono rafforzati anche gli investimenti su competenze e facilitazione digitale, sicurezza informatica, gestione dei dati, intelligenza artificiale e supporto alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, con un ruolo centrale di Lepida SCpA e delle piattaforme regionali condivise.

Sono oramai 42 i tralicci realizzati dalla Regione, attraverso Lepida, per raggiungere aree scoperte da servizi di telefonia mobile. Le scuole connesse in fibra ottica ad 1 Giga sono oggi 2.912, con copertura delle sedi delle scuole secondarie di secondo grado che raggiunge il 97%. Emilia-Romagna WiFi è sempre più pervasivo raggiungendo 12.910 punti di accesso libero, veloce e gratuito, con oltre 400 nuovi punti nel 2025 e 8,3 milioni di utenti unici nell’anno. Anche la Facilitazione Digitale nel 2025 ha visto attivi più di 200 punti in cui sono stati assistiti oltre 80mila cittadine e cittadini.

Sono investimenti che non inseguono l’innovazione, ma la governano: per una Regione più moderna, accessibile e capace di offrire servizi migliori, ovunque si viva.

Infrastrutture e trasporti

Sul fronte della mobilità, la Regione ha puntato ad agevolare gli spostamenti quotidiani di studentesse, studenti, pendolari e famiglie, investendo su un trasporto pubblico più accessibile e sostenibile rispetto all’auto privata. È proseguito il rinnovo della flotta ferroviaria e degli autobus, insieme al potenziamento dei servizi sulle principali tratte regionali. Al Tpl vengono destinati 10 milioni aggiuntivi nel 2026 e viene confermato anche “Salta su!”, il programma che offre abbonamenti gratuiti alle alunne e agli alunni di elementari, medie e superiori, oltre a MiMuovoinCittà e le agevolazioni per gli under 26.

Per quanto riguarda il trasporto delle persone, la Regione ha investito sulle infrastrutture strategiche: dalla rete ferroviaria, la viabilità stradale, fino alla rigenerazione di nodi urbani e dei collegamenti con aree industriali e portuali per i collegamenti merci. In questo quadro si collocano la Zona logistica semplificata, leva per attrarre investimenti e aumentare la competitività del sistema produttivo, e il ruolo del porto di Ravenna come snodo logistico regionale e porta d’accesso ai traffici internazionali, oltre che fulcro del sistema portuale integrato tra porti regionali e comunali sul quale la Regione sta lavorando. Un insieme di azioni che punta a migliorare connessioni, accessibilità e opportunità di sviluppo per comunità, imprese e territori.

Sul fronte delle infrastrutture autostradali la Regione Emilia-Romagna sta lavorando per perfezionare un Protocollo d’intesa con ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Comune di Bologna e Città metropolitana nel quale saranno definite le progettualità del Nodo di Bologna identificate come prioritarie. Oltre all’adeguamento dimensionale della terza corsia delle tangenziali e all’implementazione sull’intero sistema di un upgrade tecnologico per il controllo attivo del traffico per la gestione dinamica delle corsie, si sta procedendo all’individuazione delle opere di adduzione che risultano prioritarie sulla base dell’efficacia trasportistica e del ruolo strategico in chiave di resilienza ambientale e territoriale come il collegamento tra via del Triumvirato e via del Chiu e il ponte sul Reno dell’Intermedia di Pianura.

Sempre nel Nodo sono considerate come prioritarie l’ampliamento alla quarta corsia della A14 tra Ponte Rizzoli e la diramazione di Ravenna e l’incremento della capacità nel tratto fra Bologna-San Lazzaro e Ponte Rizzoli, oltre alle opere di adduzione connesse al potenziamento della tratta San Lazzaro-dir Ravenna. Rimane aperto il tema del potenziamento della A13 da Ferrara fino al tratto di penetrazione a Bologna, con particolare attenzione al Nodo di Funo.

Un capitolo specifico riguarda gli Stati generali della sicurezza stradale, convocati per la prima volta in Emilia-Romagna: un momento pubblico di confronto sui dati regionali e sulle azioni necessarie per avvicinarsi agli obiettivi europei di riduzione di vittime e feriti entro il 2030. Un’iniziativa che ha riunito istituzioni, enti locali, forze dell’ordine, scuole e associazioni, riportando il tema della sicurezza sulle strade al centro del dibattito pubblico e delle politiche regionali. Sono state inoltre avviate specifiche campagne di sensibilizzazione rivolte agli utenti della strada e suddivise per fasce di età e grado di vulnerabilità.

Ancora, il sistema aeroportuale regionale: la Regione ha avviato un percorso condiviso con le città sede di scalo e con i gestori per definire una strategia unica, capace di valorizzare tutti gli aeroporti dell’Emilia-Romagna e di accompagnarne la crescita in modo equilibrato e sostenibile. L’obiettivo è raggiungere, nel medio-lungo periodo, i 20 milioni di passeggeri l’anno attraverso una pianificazione che integra sviluppo dei voli, qualità dei servizi e sostenibilità ambientale. La nuova strategia si articola su tre assi: un quadro di regole omogenee, strumenti fiscali che rendano più competitivi gli aeroporti con minor traffico a partire dall’abolizione della council tax per gli scali di Forlì, Parma e Rimini e un riequilibrio dei flussi tra le diverse realtà regionali. Una direzione che punta a rafforzare la connettività dell’Emilia-Romagna, sostenendo allo stesso tempo le economie locali e la coesione territoriale.

Energia pulita

La transizione energetica rappresenta un altro ambito centrale dell’azione regionale. Le Comunità energetiche rinnovabili hanno superato quota 120 tra gruppi già costituiti e realtà operative, con un crescente ruolo di imprese, Comuni e associazioni nella produzione e condivisione locale di energia pulita. Parallelamente, la Regione ha messo in campo risorse concrete per migliorare la sostenibilità del patrimonio pubblico: 22 progetti di enti locali sono stati ammessi ai finanziamenti per l’efficientamento energetico degli edifici, con risorse che salgono a 15 milioni di euro. Interventi che riducono i consumi rafforzano l’autonomia energetica dei territori e contribuiscono alla decarbonizzazione dell’intera regione.

Grande impegno della Giunta anche sulla proposta di legge relativa alle “aree idonee” per l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, necessariamente sospesa nei mesi scorsi, ma ora nuovamente oggetto di lavoro a fronte delle recenti riforme statali che riprendono diversi princìpi cardine del progetto di legge avviato dall’Emilia-Romagna. La proposta della nostra Regione si inserisce nel quadro del burden sharing nazionale che prevede, entro il 2030, il raggiungimento di 6,3 GW di potenza aggiuntiva da Fer (Fonti di energia rinnovabile) nel territorio regionale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di 80 GW. Nell’individuazione delle aree da considerare idonee verranno seguiti una serie di criteri tecnici e ambientali che favoriranno l’installazione degli impianti nelle zone degradate, marginali o compromesse sotto il profilo ambientale e in ambiti già antropizzati, come ex cave, discariche aree industriali dismesse o a margine di infrastrutture, salvaguardando le aree agricole di pregio, le zone protette, i beni culturali e paesaggistici.

Un intervento legislativo che mira a bilanciare gli interessi pubblici territoriali e la necessità delle imprese di sostenere i crescenti costi dell’energia, anche attraverso forme di autoproduzione e autoconsumo energetico. Con un’unica visione d’insieme: tutela dell’ambiente e del paesaggio e transizione energetica non sono antagonisti, ma alleati nello sviluppo e nella crescita del nostro territorio.

Agricoltura e agroalimentare

Agricoltura e agroalimentare restano uno dei motori dell’Emilia-Romagna e un presidio fondamentale per i territori rurali. Nel 2025 la Regione ha sostenuto aziende e filiere colpite dalle emergenze climatiche, rafforzato gli strumenti per la gestione del rischio e accelerato gli investimenti del Programma di sviluppo rurale, con interventi su innovazione, digitalizzazione, benessere animale e sostenibilità delle produzioni. Un capitolo centrale ha riguardato il Piano Marshall dell’acqua, con oltre 1,2 miliardi di euro destinati a nuove infrastrutture irrigue, invasi, reti di distribuzione e opere idrauliche strategiche per garantire sicurezza, disponibilità della risorsa e continuità produttiva. Proseguono inoltre gli interventi per la promozione della qualità delle produzioni Dop e Igp nei mercati nazionali e internazionali, il sostegno alle imprese agricole, a partire dai giovani, la promozione dell’agricoltura sociale e il rafforzamento delle filiere corte e dei mercati locali, a beneficio delle comunità e dei sistemi rurali.

Il 2025 ha segnato anche il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco: una decisione che non riguarda solo il cibo, ma il modo in cui le comunità italiane vivono, trasmettono e raccontano la propria identità. Un traguardo nel quale l’Emilia-Romagna è protagonista, grazie alle sue 44 Dop e Igp, ai produttori che ne custodiscono la storia e alla rete di istituzioni culturali che valorizzano questo patrimonio, tra cui Casa Artusi, che da Forlimpopoli porta nel mondo l’eredità di Pellegrino Artusi e ha contribuito in modo decisivo alla costruzione del dossier nazionale.

Il numero delle produzioni certificate è destinato a crescere: è infatti in fase avanzata l’iter per il riconoscimento dell’erbazzone reggiano, simbolo della tradizione culinaria di Reggio Emilia, sostenuto dall’associazione dei produttori, dagli enti locali e dalla Regione. Una torta salata semplice e identitaria, fatta di pasta non lievitata, bietole o spinaci e Parmigiano Reggiano Dop, che dalle cucine familiari è entrata a pieno titolo nel patrimonio culturale del territorio.

Il comparto delle indicazioni geografiche rappresenta un pilastro dell’economia regionale che vale 3,9 miliardi di euro, di cui 3,5 miliardi generati dal cibo certificato e 455 milioni dai vini. È un sistema produttivo che garantisce lavoro, qualità e presidio sociale nelle aree rurali, dove operano circa 53mila imprese agricole e agroalimentari, di cui 4.500 nel settore industriale. Per valorizzare questi prodotti e rafforzarne la presenza sui mercati internazionali e nazionali, la Regione ha investito 25 milioni di euro nel biennio 2025-2026, sostenendo la promozione dei vini certificati nei Paesi extra UE, quella dei prodotti Dop e Igp all’interno dell’Unione europea e le iniziative nazionali legate a fiere, manifestazioni e attività dirette sui territori. Parallelamente sono state garantite risorse per assicurare liquidità e stabilità alle imprese agricole: 215 milioni di euro di anticipi Pac già erogati a oltre 36mila aziende, 18 milioni dal Fondo europeo agricolo di garanzia destinati a 5.700 imprese e 56 milioni previsti nel Bilancio 2026 per innovazione, benessere animale, distretti del biologico e filiere di qualità. Si tratta di un insieme organico di interventi che mette al centro la tenuta economica delle imprese agricole, la sostenibilità delle produzioni e la promozione dell’identità enogastronomica regionale, riconoscendone il valore culturale e il ruolo strategico per le comunità e i territori.

Montagna e aree interne

Una parte rilevante dell’azione regionale ha riguardato la qualità della vita nei territori: dalla montagna alle aree interne, fino ai centri urbani. Sono stati potenziati i servizi locali, rafforzata la connettività digitale, avviati nuovi interventi di rigenerazione urbana e sostenute le comunità più fragili con investimenti che puntano a contrastare lo spopolamento, migliorare l’accessibilità e garantire servizi essenziali in ogni area della regione. Con questi obiettivi nel 2026 la Giunta ha incrementato, rispetto al passato, del 20% il Fondo per la montagna portandolo a 24 milioni di euro nel triennio. nel triennio. Sono risorse che si aggiungono a quelle già programmare per le Stami che assommano a più di 100 milioni di euro. Non solo investimenti ma servizi: tutte le misure precedenti e nuove vengono adesso potenziate, dal sostegno aggiuntivo al trasporto scolastico a quello per le pluriclassi, dalle misure di sostegno alle cooperative di comunità a quelle per gli esercizi polifunzionali. Il compito della politica è contrastare lo spopolamento della montagna e non certo assecondarlo. L’Emilia-Romagna lo fa proprio nel momento in cui il Governo con la revisione dei criteri della montanità intende “cancellare” oltre il 30% dei comuni montani e oltre il 40% di quelli del nostro Appennino.

Turismo, commercio e sport

Allo stesso tempo la Regione ha investito sul turismo e sulla valorizzazione delle identità territoriali, promuovendo la riqualificazione delle strutture ricettive con un bando Eureca in uscita a gennaio che potrà contare su 11 milioni di euro di risorse regionali in grado di generare investimenti per almeno 60 milioni di euro tramite il sostegno al credito. E sempre nel prossimo anno è al via un tavolo per la revisione del quadro normativo e la definizione degli strumenti finanziari adeguati e strutturali per accompagnare la riqualificazione delle strutture ricettive e delle colonie.

Un investimento importante riguarda anche la promozione e la valorizzazione dell’Emilia-Romagna sui mercati nazionali ed esteri; sono state confermate le risorse per Apt e Destinazioni turistiche portandole a una pianificazione triennale per migliorare la progettazione e inseriti fondi aggiuntivi per le tre Destinazioni pari a 500mila euro tramite risorse Funt (Fondo unico nazionale per il turismo). Per quanto riguarda in particolare l’estero sono state pianificate azioni di promozione sui mercati serviti da collegamenti con l’aeroporto di Rimini in sinergia con tutti i comuni costieri della provincia e sulla Germania con accordi relativi al servizio ferroviario di collegamento con la costa Romagnola.

Per quanto riguarda il turismo green, sempre con risorse Funt, sono stati dati contributi per la sicurezza e l’ammodernamento degli impianti di risalita e l’impiantistica sportiva in montagna, mentre altre risorse aggiuntive sono state destinate alla valorizzazione del parco del Delta del Po tramite la Destinazione Romagna.

Anche quest’anno l’Emilia-Romagna è stata protagonista di grandi eventi sportivi internazionali, come la Formula 1 e la finale di Coppa Davis. Nel corso dell’anno è stato anche annunciato il rinnovo della Moto GP a Misano; eventi che si aggiungono a tante altre iniziative finalizzate anche a supportare la destagionalizzazione.

Commercio, è proseguito il lavoro sugli hub urbani: ad oggi 44 Comuni hanno ottenuto il riconoscimento di hub urbani e di prossimità e altri stanno facendo richiesta. Ammontano a 14 milioni di euro le risorse del primo bando per sostenerli la cui uscita è attesa a gennaio e, per accompagnare questa politica strategica per rendere città e paesi più attrattivi e vivibili, è prevista l’uscita periodica nei prossimi anni di ulteriori bandi. A questo si aggiungono i 4,2 milioni di euro per 36 progetti in tutte le province per migliorare la qualità degli spazi pubblici e sostenere la crescita economica.

Parallelamente sono state rafforzate le politiche per lo sport, con interventi per impianti, eventi, attività motorie ed educative, azioni di contrasto all’abbandono giovanile e una collaborazione sempre più stretta con scuole, associazioni e amministrazioni locali, anche attraverso azioni di divulgazione della cultura sportiva con il coinvolgimento di testimonial. Con oltre 25 milioni di euro di investimento, la Regione ha sostenuto 52 progetti di impiantistica sportiva. Più di 2 milioni di euro sono serviti per finanziare, attraverso appositi bandi, 83 eventi e 78 iniziative di associazioni sportive, enti, federazioni.

Un impegno che riconosce nello sport uno strumento fondamentale di salute, educazione, inclusione e coesione sociale, soprattutto per le giovani generazioni.

Stop alla violenza sulle donne

Promozione delle pari opportunità e tutela dei diritti. La Regione ha rafforzato i servizi dedicati alle donne, destinandocirca 5 milioni di euro alla prevenzione della violenza a partire dalle scuole, la realizzazione di nuovi centri antiviolenza sul territorio regionale, e lo sviluppo della rete già esistente.

Un investimento ulteriore di 700mila euro, che ha portato a 2,7 milioni il budget complessivo, è servito a finanziare il bando regionale per sostenere 103 progetti da realizzare, tra questo e il prossimo anno, su promozione delle pari opportunità, contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere. E 1,6 milioni di euro – 600mila in più rispetto alla dotazione prevista inizialmente – sono destinati a realizzare progetti 2025-2026 volti a sostenere la presenza paritaria delle donne nella vita economica del territorio, favorire l’accesso al lavoro, i percorsi di carriera e la promozione di progetti di welfare aziendale finalizzati al bilanciamento del tempo casa-lavoro.
È stato confermato lo stanziamento sul reddito di libertà e, per la prima volta, 396mila euro saranno destinati ai Comuni e alle Unioni di Comuni per realizzare nuovi centri antiviolenza o per potenziare quelli esistenti, creare nuovi sportelli, ampliare gli orari per il pubblico e migliorare l’accessibilità ai servizi. Inoltre, misura inedita anche questa, ulteriori 321mila euro saranno ripartiti, sempre nei Comuni sedi di Centri antiviolenza, per attivare azioni di prevenzione primaria alla violenza di genere rivolte alle giovani generazioni in ambito, educativo, scolastico, culturale, sportivo e aggregativo, in collaborazione con i centri antiviolenza stessi.

Legalità e sicurezza

La tutela della legalità è parte integrante del lavoro della Regione per rafforzare coesione e giustizia sociale. Nel 2025 sono stati finanziati 39 progetti per il riutilizzo a fini collettivi dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con oltre 1,7 milioni di euro tra contributi regionali e interventi dedicati a restituire abitazioni, immobili e terreni alle comunità locali. Dalle case provenienti dall’inchiesta Aemilia trasformate in alloggi sociali agli spazi rigenerati per attività culturali, educative e associative, il riuso dei beni sottratti alle mafie è divenuto uno strumento concreto per generare opportunità, rafforzare la partecipazione e sostenere i Comuni nel presidio del territorio.

Sempre nel 2025 la Regione ha sostenuto il recupero e il riutilizzo di 17 immobili confiscati, un risultato senza precedenti per numero di beni restituiti in un solo anno, destinati in primo luogo a funzioni abitative per persone e famiglie in condizioni di fragilità, oltre che a servizi socio-educativi e a progetti di legalità e partecipazione. Il riuso dei beni sottratti alla criminalità organizzata si conferma così uno strumento concreto di rigenerazione sociale e territoriale.

 A questo impegno si affianca il rafforzamento dei presìdi istituzionali della giustizia: attraverso il Patto per la Giustizia, la Regione ha donato 150 dispositivi informatici funzionanti a procure e tribunali dell’Emilia-Romagna, riutilizzando dotazioni regionali non più in uso, per sostenere l’efficienza e la digitalizzazione degli uffici giudiziari.

Sul fronte della sicurezza urbana, poi, i 18 accordi di programma siglati con i Comuni, e un investimento di oltre 2 milioni di euro, sostengono progetti di riqualificazione e cura degli spazi pubblici, per città più vivibili e inclusive.

Cultura

Un capitolo importante ha riguardato la Cultura, considerata elemento strutturale della qualità della vita delle comunità. È stato istituito il Forum permanente delle assessore e degli assessori di tutti i 330 Comuni dell’Emilia-Romagna con un primo obiettivo: la legge quadro regionale per la Cultura. La Regione ha sostenuto lo spettacolo dal vivo con risorse pari a 30 milioni di euro nel triennio sulla legge 13; i live club – prima Regione in Italia a finanziarli – con un bando indirizzato agli iscritti nell’Elenco regionale dei locali di musica dal vivo; il patrimonio culturale con 1,7 milioni di euro per 72 progetti da realizzare in tutta la regione. Sono state incrementate le risorse sulla legge regionale per la Memoria del Novecento per realizzare eventi e interventi in occasione dell’Ottantesimo Anniversario della Liberazione. Con oltre 1 milione di euro sono stati incrementati gli interventi di riqualificazione dei teatri e luoghi a destinazione culturale, arrivando a finanziare 15 progetti di ristrutturazione, restauro e adeguamento tecnologico di importanti sedi di spettacolo dell’Emilia-Romagna.  E hanno superato i 300mila euro i contributi destinati a sostenere i progetti di spettacolo dal vivo – 17 progetti, 14 di teatro, due di musica e uno di danza – più colpiti dai tagli ministeriali.

Raddoppiate le risorse sul Bando Pace, quasi 400mila euro per finanziare 33 progetti con l’obiettivo di promuovere la cultura della pace e dei diritti umani e l’educazione alla cittadinanza in Emilia-Romagna.

Significativo l’impegno della Regione anche sul cinema e l’audiovisivo, con una presenza costante di set attivi in Emilia-Romagna e di opere sostenute nei principali festival internazionali. Sono quasi 64 le opere sostenute con contributi per oltre 3,5 milioni di euro, con un aumento di 600mila euro sull’apposito fondo regionale. E poi 42 festival e rassegne, finanziati con oltre 1 milione di euro. Altri 600mila sono stati destinati alla promozione della cultura cinematografica, tra cui i sostegni alle sale cinematografiche.

Nel 2025 hanno visto la luce due opere che raccontano l’identità culturale dell’Emilia-Romagna e la sua capacità di unire memoria, sport e creatività: il documentario “Viva Tondelli”, prodotto dalla Regione per il settantesimo anniversario della nascita di Pier Vittorio Tondelli e realizzato in collaborazione con Der – Documentaristi Emilia-Romagna, il Centro Tondelli e il Comune di Correggio; e “Il nostro amico Ayrton”, presentato alla 82^ Mostra del Cinema di Venezia, che ripercorre il legame profondo tra Ayrton Senna, l’autodromo di Imola e la tradizione motoristica della regione.

Ambiente e aree protette

Il 2024 è stato anche l’anno in cui per la prima volta l’Emilia-Romagna si è posizionata al vertice della classifica italiana per la raccolta differenziata, toccando quota 79% a livello regionale con un incremento del +1,8% rispetto al 2023, come certificato dal Rapporto rifiuti urbani 2025, redatto dall’Ispra e pubblicato pochi giorni fa. I dati di quest’anno che si sta per concludere ci dicono che nel 2025 riusciremo a raggiungere l’obiettivo dell’80%.

Accanto agli interventi per la sicurezza del territorio, la Regione ha proseguito nella tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, con azioni dedicate alla biodiversità, agli ecosistemi e alle aree protette. Tra queste, l’acquisizione pubblica dell’Oasi Ortazzo-Ortazzino nel Parco del Delta del Po – realizzata grazie alla collaborazione con Comune di Ravenna ed Ente Parco –, il programma di manutenzione e salvaguardia degli Alberi monumentali, sostenuto da oltre 865mila euro di investimenti e il sostegno ai tre Centri di recupero delle tartarughe marine lungo la costa emiliano-romagnola. Interventi che rafforzano il ruolo dell’Emilia-Romagna come territorio impegnato nella conservazione del proprio capitale naturale e nella gestione sostenibile delle aree più delicate.

“Questo primo anno ha posto le basi di un lavoro che guarda lontano- conclude il presidente de Pascale-. Abbiamo scelto di intervenire lì dove le persone vivono, studiano, lavorano: nelle scuole, negli ospedali, nei servizi di prossimità, nei territori che chiedono più sicurezza, nei luoghi della produzione e dell’innovazione. Il Patto per l’Emilia-Romagna ci guida in una direzione chiara: qualità dello sviluppo, tutela dell’occupazione, sanità pubblica più forte, comunità più protette di fronte alla crisi climatica. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questi investimenti in nuove opportunità per tutte e tutti, riducendo le disuguaglianze, valorizzando i giovani e accompagnando i territori nelle transizioni che abbiamo davanti. Con responsabilità e con la convinzione che un’Emilia-Romagna più giusta, sostenibile e inclusiva è, non solo possibile, ma necessaria”.

Tutte le informazioni anche nella sezione del portale dedicata al LINK

Il corto d’animazione Playing God entra nella shortlist degli Oscar®. L’Emilia-Romagna scrive una pagina storica

Il corto d’animazione Playing God entra nella shortlist degli Oscar®. L’Emilia-Romagna scrive una pagina storicaPer la prima volta nella storia del cinema italiano, un cortometraggio di animazione entra nella shortlist a 15 degli Academy Awards®, e lo fa con la firma dell’Emilia-Romagna.

Si tratta di “Playing God” cortometraggio di nove minuti in stop motion del regista bolognese Matteo Burani, anche artista e scultore, tra i fondatori con Arianna Gheller – che ha curato da sola tutta l’animazione del film – di Studio Croma, e realizzato a Bologna. Selezionato nella categoria Best Animated Short Film, è il corto che porta l’Italia a competere con altri 14 titoli scelti dai membri dell’Academy.

Un risultato storico, che premia un progetto indipendente e low-budget, sostenuto con un contributo regionale di 20.000 euro per un costo totale di poco meno di 56.000 euro, e cresciuto grazie a un lungo e articolato percorso artistico e produttivo durato sette anni che ha visto il coinvolgimento di partner francesi e il sostegno di importanti istituzioni culturali europee, mantenendo però un forte radicamento territoriale.

“Un successo che nasce in Emilia-Romagna e che ci riempie di orgoglio- dichiara l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni-. In Emilia-Romagna il cinema d’animazione sta vivendo un periodo di grande fermento e vivacità, e l’obiettivo straordinario già raggiunto da Studio Croma lo attesta e lo rilancia. Playing God è il risultato di un lavoro lungo, appassionato e intenso di un gruppo di giovani che stanno seguendo un sogno di arte, tecnica ed emozione. Siamo molto felici e orgogliosi di essere al loro fianco, con le risorse per la produzione dell’opera ed il supporto a questo percorso di eccellenza, che sa dare la nostra Film Commission”.

Il cortometraggio racconta di uno scultore ossessionato dall’idea della perfezione, che finisce per abbandonare tutte le sue creature poiché imperfette. Le sculture d’argilla prendono vita nell’oscurità del suo laboratorio, nel disperato tentativo di raggiungere il loro creatore.  Una riflessione sulla fragilità umana, sull’emarginazione e sul bisogno di appartenenza: racconta di come il rifiuto e il giudizio possano condizionare ogni individuo, ma anche di come l’unione e la resilienza possano trasformare uno stato di marginalità in forza e in senso di comunità- sottolineano gli autori.

Dopo la première mondiale alla Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato accolto con grande attenzione critica, “Playing God” ha intrapreso un percorso festivaliero straordinario: 180 selezioni ufficiali e 92 premi internazionali, tra cui il Grand Prix per il Miglior cortometraggio d’animazione in due festival Oscar®-qualifying – Tribeca e Animayo – e il Nastro d’Argento, conferito dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.

In attesa dell’annuncio ufficiale dei cinque finalisti, previsto per il 22 gennaio, e della cerimonia degli Academy Awards® del 15 marzo a Los Angeles, “Playing God” rappresenta già una pagina fondamentale per l’animazione italiana.

La Polizia di Stato illustra l’applicazione YOUPOL presso la Centrale Operativa del Compartimento Polizia Ferroviaria per l’Emilia -Romagna

La Polizia di Stato illustra l’applicazione YOUPOL presso la Centrale Operativa del Compartimento Polizia Ferroviaria per l’Emilia -RomagnaYOU POL, rappresenta uno strumento semplice, immediato e sicuro che consente ai cittadini, in maniera anonima o dichiarando le proprie generalità, di segnalare in tempo reale situazioni di rischio, disagio o comportamenti sospetti direttamente alle Forze di Polizia.

Grazie a un sistema intuitivo che permette l’invio di messaggi, immagini e video, favorisce un contatto diretto e rapido con le Sale Operative, consentendo così una valutazione tempestiva delle segnalazioni ed un intervento mirato sul territorio.

Tale applicazione, che era già in uso per la segnalazione di altre tipologie di reati, è stata ampliata in ambito ferroviario dallo scorso 1 dicembre.

Nei giorni scorsi, una segnalazione pervenuta alla Sala Operativa del Compartimento Polizia Ferroviaria per l’Emilia -Romagna ha portato all’intervento della Polfer che ha avuto come esito la denuncia di un soggetto molesto a bordo di un treno.

Il cordoglio di Formigine Viva per la scomparsa di Giuseppe Zanni

Il cordoglio di Formigine Viva per la scomparsa di Giuseppe ZanniFormigine Viva esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Zanni, per tutti “Pippo”, tra i fondatori della lista civica e figura storica dell’impegno civico e sportivo formiginese.

Come ricordato dal segretario di Formigine Viva, Paolo Vacondio: “Zanni Giuseppe, per noi di Formigine Viva e per quasi tutti i formiginesi Pippo, ha concluso quell’unica e irripetibile esperienza che è la nostra vita terrena. Ci uniamo al dolore della sua grande famiglia e dei tanti che hanno avuto il piacere di conoscerlo. Pippo ha vissuto l’eroica stagione in cui persone di diverse appartenenze hanno lavorato insieme per costruire strutture sportive ed associazioni. Il suo impegno civico ha poi trovato nella politica locale e nell’azione amministrativa il suo ambito di sviluppo. Dopo aver segnato con i suoi buffetti sulle guance tutti i giovani di Corlo, come assessore allo sport del Comune di Formigine in forza alla lista civica Formigine Viva, con gli stessi buffetti ha benedetto numerose coppie di sposi. Ci mancherai caro Pippo e buon viaggio”.

Giuseppe Zanni ha lasciato un segno profondo nella comunità di Formigine grazie alla sua instancabile voglia di fare e di costruire, con particolare attenzione ai giovani e quindi al futuro. Fondatore e storico presidente del Centro Sportivo di Corlo, da cui è nata l’ASD, è stato un volontario infaticabile, sempre operativo finché la salute glielo ha consentito.

Ex assessore allo Sport del Comune di Formigine, ha rappresentato un esempio di impegno amministrativo radicato nei valori della partecipazione, della collaborazione e del servizio alla comunità.

 

La magia del Natale a Fiorano e Spezzano

La magia del Natale a Fiorano e SpezzanoUltimo fine settimana a Fiorano Modenese per lasciarsi avvolgere dalla magia del Natale. Sabato 20 dicembre, in piazza Falcone e Borsellino a Spezzano per tutto il giorno ci saranno attività per bambini, trucca bimbi, Babbo Natale, mercatino degli hobbisti, degustazioni gastronomiche, oltre all’esibizione di un coro gospel, organizzati dall’Associazione Fiera di San Rocco, con il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese.

In serata, alle 20, tombola a Casa Corsini. In centro a Fiorano, continuano le animazioni per grandi e piccoli nella cornice di piazza Ciro Menotti, vestita a festa, con l’albero di Natale, il giardino nordico, il bus di Babbo Natale a due piani con le divertenti attività per i più piccoli e la nuova installazione natalizia di Lunati, dal titolo “Il mondo è nelle tue mani” con la possibilità di partecipare al contest fotografico. Per tutto il fine settimana le gustose specialità del La Sfoglia in piazza.

Dalle 10 alle 11 in ludoteca al BLA (Biblioteca, Ludoteca e Archivio storico) il laboratorio creativo “La magia del Natale” per bambini dai 4 ai 5 anni (accompagnati da un adulto) a ingresso gratuito, previa prenotazione.

Alle ore 16.30 inaugura, alla Casa delle Arti “Vittorio Guastalla”, la mostra collettiva di pittura “Aspettando la neve” a cura dell’associazione Arte e Cultura, ingresso libero e gratuito. La mostra sarà aperta dalle 16 alle 19 ogni fine settimana fino al 6 gennaio (compreso). Il 3 e 4 gennaio due “pomeriggi in arte” con laboratorio artistico per tutte le età e buffet a offerta libera, prenotazione obbligatoria al 33418905567.

Sabato alle ore 21, lo spettacolo di danza “Sogna”, saggio di Natale della scuola Dancing Time del G.S. Libertas di Fiorano.

Domenica 14 dicembre, in piazza Ciro Menotti tra tutte le animazioni, sarà anche possibile fare acquisti al mercatino natalizio curato dall’associazione culturale Talenti e gli stand delle associazioni di volontariato del territorio.

Alle ore 11, al teatro Astoria, verrà presentato il 12° volume del libro strenna natalizia “Mi ritorna in mente”, memorie del territorio di Fiorano raccontate da Luigi Giuliani e Luciano Callegari.

Alle ore 12 gli auguri di Natale con spumante e panettone, a cura del Club Amici di Fiorano.

In serata, alle 19, al Santuario di Fiorano, è in programma il concerto “Note di pace. Voci di speranza” a cura della Corale Annoni Campori, diretta da Marco Montorsi con Roberta Pezzuoli al pianoforte, Maria Takahashi soprano e Patrizia Vezzelli al flauto. Ingresso libero.

Il programma degli eventi in centro a Fiorano è curato dal Comitato Fiorano in Festa, in collaborazione con gli uffici comunali e le associazioni. Le iniziative sono gratuite, sostenute da Cesar Ceramiche; AAO Vivai e Azienda agricola Covili per l’albero di Natale e il giardino nordico; Smaltochimica per l’installazione di Lunati Manufacturing.

Il programma completo degli appuntamenti natalizi a Fiorano Modenese è disponibile sul sito web del Comune: www.fiorano.it.

# ora in onda #
...............