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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Riapertura dei Centri Giovani dell’Unione Terre di Castelli

L’Unione Terre di Castelli è felice di annunciare la riapertura dei Centri Giovani, luoghi di riferimento per la socializzazione, la creatività e la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze del territorio. Con l’inizio del nuovo anno educativo riprendono le attività pomeridiane in tutti i Centri, accompagnate da una novità significativa: i Centri Giovani di Solignano e Zocca tornano ad essere aperti due volte a settimana, dopo un periodo di riduzione ad una sola giornata per motivi organizzativi. Questa scelta rappresenta un passo importante verso il rafforzamento della rete educativa territoriale, offrendo ai giovani maggiori occasioni di incontro e crescita in ambienti accoglienti e stimolanti.

 

Le nuove giornate di apertura sono così distribuite: il Centro Giovani di Spilamberto sarà aperto il lunedì dalle 15:00 alle 18:00, i Centri Giovani di Savignano, Marano e Solignano apriranno il martedì e il giovedì, sempre dalle 15:00 alle 18:00. I Centri Giovani di Guiglia e Zocca saranno attivi il mercoledì e il venerdì, dalle 15:00 alle 18:00.

 

L’Unione Terre di Castelli rinnova il proprio impegno nel promuovere politiche giovanili inclusive e partecipate, consapevole che investire nei giovani significa costruire una comunità più forte e coesa.

 

Per ulteriori informazioni su orari, modalità di accesso e attività, è possibile consultare il sito dell’Unione Terre di Castelli o i canali social dei Centri Giovani.

Provvedimenti di chiusura sul Raccordo di Casalecchio (R14) e sulla A1 Milano-Napoli

Provvedimenti di chiusura sul Raccordo di Casalecchio (R14) e sulla A1 Milano-NapoliSul Raccordo di Casalecchio (R14) e sulla A1 Milano-Napoli, per consentire attività relative al potenziamento e ammodernamento delle barriere di sicurezza, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura:

 

DALLE 21:00 DI GIOVEDI’ 18 ALLE 5:00 DI VENERDI’ 19 SETTEMBRE 

Sul Raccordo di Casalecchio (R14):

-sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna Casalecchio e l’allacciamento con la A14 Bologna-Taranto, verso Ancona/Pescara. Sarà chiuso anche, per chi percorre la A1 e proviene da Milano, il ramo di immissione sul Raccordo di Casalecchio; pertanto, per chi proviene da Milano, non sarà raggiungibile l’uscita di Bologna Casalecchio.

In alternativa si consigliano i seguenti itinerari:

per chi è in transito sulla A1, con provenienza Firenze ed è diretto verso Ancona/Pescara, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Casalecchio, percorrere la Tangenziale verso San Lazzaro di Savena/A14 ed entrare in A14 alla stazione di Bologna San Lazzaro;

per chi è in transito sulla A1, con provenienza Firenze ed è diretto verso Padova, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Casalecchio, percorrere la Tangenziale verso San Lazzaro di Savena/A14 ed entrare in A13 Bologna-Padova alla stazione di Bologna Arcoveggio.

Chi proviene da Milano e deve uscire a Bologna Casalecchio, potrà utilizzare l’uscita della stazione di Valsamoggia, al km 184+700 della A1, o della stazione di Bologna Borgo Panigale, al km 4+800 della A14.

Chi proviene da Milano deve raggiungere Ancona/Padova, potrà regolarmente transitare sulla A14 direzione Ancona/Padova.

 

DALLE 22:00 DI VENERDI’ 19 ALLE 6:00 DI SABATO 20 SETTEMBRE 

Sulla A1 Milano-Napoli:

-sarà chiuso, per chi proviene da Milano, il ramo di immissione sul Raccordo di Casalecchio (R14), verso Ancona; di conseguenza, per chi proviene da Milano, non sarà raggiungibile l’uscita di Bologna Casalecchio.

Chi, invece, proviene da Firenze, dovrà uscire obbligatoriamente alla stazione di Bologna Casalecchio.

In alternativa, chi è in transito sulla A1, con provenienza Firenze ed è diretto verso Ancona/Pescara o Padova, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Casalecchio, potrà percorrere la Tangenziale fino all’uscita 1 bis ed entrare a Bologna Casalecchio, in direzione A14/Ancona/A13/Padova.

Chi proviene da Milano e deve uscire a Bologna Casalecchio, potrà utilizzare l’uscita della stazione di Valsamoggia, al km 184+700 della A1 o della stazione di Bologna Borgo Panigale, al km 4+800 della A14.

Chi proviene da Milano e deve raggiungere Ancona/Padova, potrà regolarmente transitare sulla A14 direzione Ancona/Padova.

A13 BOLOGNA-PADOVA: CHIUSO PER UNA NOTTE IL TRATTO BOLOGNA INTERPORTO-BOLOGNA ARCOVEGGIO VERSO BOLOGNA

Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di giovedì 18 alle 5:00 di venerdì 19 settembre, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna Interporto e Bologna Arcoveggio, verso Bologna.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Interporto, percorrere la viabilità ordinaria: SP3, via Marconi, SS64 Porrettana, via Stalingrado e, a seconda della destinazione, seguire l’itinerario di seguito indicato:

per chi è diretto verso Milano, dopo aver percorso la Tangenziale verso Casalecchio di Reno/A1, uscire allo svincolo 2 Borgo Panigale ed entrare in A14 a Bologna Borgo Panigale.

Si ricorda che lo svincolo 3 Ramo Verde è chiuso in uscita per chi proviene da San Lazzaro/A14, in modalità continuativa fino al 22 settembre, per lavori di manutenzione del margine della piattaforma autostradale;

per chi è diretto verso Ancona, dopo aver percorso la Tangenziale verso San Lazzaro di Savena/A14, entrare in A14 a Bologna San Lazzaro;

per chi è diretto verso Firenze, dopo aver percorso la Tangenziale verso Casalecchio di Reno/A1, entrare sul Raccordo Casalecchio a Bologna Casalecchio.

A14 BOLOGNA-TARANTO: CHIUSA PER UNA NOTTE LA STAZIONE DI BOLOGNA BORGO PANIGALE

Sulla A14 Bologna-Taranto, dalle 21:00 di giovedì 18 alle 5:00 di venerdì 19 settembre, sarà chiusa la stazione di Bologna Borgo Panigale, in uscita e in entrata, per chi proviene e per chi è diretto verso Ancona, per consentire attività di ispezione e manutenzione del cavalcavia di svincolo.

In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio, o la stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13 Bologna-Padova.

 

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano main partner Cheese

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano main partner CheeseDal 19 al 22 settembre torna Cheese, il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano, main partner dell’iniziativa biennale organizzata dalla Città di Bra e da Slow Food, parteciperà a questa XV edizione con uno stand all’interno della piazza dei partner, degustazioni in pairing con i prodotti d’eccellenza di Cantine Bava, Cocchi, Godivino, QBA, Tequila Curado e Venchi, focus sui temi della biodiversità e della versatilità della Dop, coinvolgimento dei caseifici presenti con un momento dedicato al racconto della propria realtà produttiva, approfondimento sulla figura del battitore e sui prati stabili, presenza del prodotto all’interno dei laboratori Slow Food.

Il programma degli appuntamenti è ricco e articolato (dove non diversamente indicato, si svolgeranno presso lo stand Parmigiano Reggiano; le degustazioni sono gratuite su prenotazione presso lo stand il giorno stesso dell’evento). Si parte venerdì 19 con un approfondimento su Razze bovine: il Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse (ore 11:00, con degustazione), seguito dall’appuntamento Slow Food Il mio posto è la montagna (ore 13:00) con la partecipazione di Ferme Audenino (produttrice del Presidio Slow Food dei prati stabili e dei pascoli), Simone Franza (produttore del Presidio dei prati stabili e pascoli in Val Chisone in Piemonte) e Camilla von Burgsdorff (GrowWise), e la moderazione di Tecla Biancolatte (La Repubblica – Il Gusto); dal dialogo Pascoli e paesaggi agrari storici, come tutelarli e valorizzarli (ore 15:00) con Cristina Ferrarini (produttrice del Presidio Slow Food della pecora Brogna – “Paesaggio storico degli Alti Pascoli della Lessinia”), Federica Romano, (coordinatrice di programma della cattedra UNESCO “Paesaggi del Patrimonio Agricolo” dell’Università di Firenze e direttrice dell’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico E.T.S.), Antonio Santoro (vicedirettore cattedra UNESCO “Paesaggi del Patrimonio Agricolo” dell’Università di Firenze) e Ugo Scalabrini (produttore di Parmigiano Reggiano) con la moderazione di Jacopo Goracci (Slow Food Italia), e dall’Aperitivo Time in abbinamento ai vini Alta Langa Docg di Cocchi (ore 18:00). Sempre venerdì è inoltre prevista una degustazione con i prodotti dell’Emilia-Romagna (ore 12:00, stand Regione Emilia-Romagna).

Sabato 20 si apre con Mestieri antichi: il battitore di Parmigiano Reggiano (ore 11:00, con degustazione), dedicato alle figure chiamate a “espertizzare” ogni singola forma della Dop prima che venga immessa sul mercato, seguito dall’incontro dedicato al Presidio dei prati stabili e dei pascoli (ore 13:00) con gli interventi di Giampiero Lombardi (Università di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari DISAFA), Serena Milano (direttrice generale di Slow Food Italia), Chiara Murano (Eataly) e Francesco Sottile (Dipartimento di architettura dell’Università di Palermo, vicepresidente Slow Food Italia, membro del board di Slow food Internazionale); dal pairing con i prodotti di Venchi (ore 15:00) e dall’Aperitivo Time con i vini di Godivino (ore 18:00). La giornata si completa con Parmigiano Reggiano e QBA, dedicato allo sposalizio tra la Dop e il mondo delle birre artigianali (ore 18:30, stand EVISO).

Domenica 21 sarà la volta della degustazione gratuita su prenotazione Panorama di montagna – Caseificio Rosola di Zocca (ore 11:00); del secondo incontro Il mio posto è la montagna (ore 13:00) con la partecipazione di Loretta Bellelli e Matteo Govi (Paesaggio rurale storico delle praterie e dei canali irrigui della Val d’Enza), Ernesto Benfari (produttore del Presidio dei prati stabili e pascoli), Riccardo Marchioro (referente dei giovani produttori veneti del Presidio Slow Food della razza Rendena), Alessandra Spada (produttrice del Casecc del Montefeltro) e la moderazione di Jacopo Fontaneto (La Repubblica – Il Gusto); di un nuovo appuntamento per scoprire il mestiere del battitore (ore 15:00, con degustazione) e di un Aperitivo Time dedicato alla mixology con Tequila Curado (ore 18:00) e la partecipazione del global ambassador Francesco Angotti. Fuori dallo stand, il Parmigiano Reggiano sarà protagonista di una degustazione organizzata dalla Regione Emilia-Romagna (ore 17:00, stand Regione Emilia-Romagna).

Infine, lunedì 22 la mattinata sarà riservata alle scuole con i laboratori Alla scoperta del Parmigiano Reggiano: storia, cultura, tradizione e… degustazione! (dalle ore 10:00 alle ore 12:00), con degustazioni guidate di diverse stagionature a cura dei maestri assaggiatori APR; mentre nel pomeriggio andrà in scena il terzo appuntamento de Il mio posto è la montagna (ore 13:00), con la partecipazione di Simone Franza (produttore del Presidio dei prati stabili e pascoli in Val Chisone – Piemonte), Carlo Mazzoleni (produttore del Presidio Slow Food dello Storico Ribelle e del Furmàcc del féen) e Lara e Silvia Pennati (produttori Presidio Slow Food dei prati stabili e dei pascoli), con la moderazione di Carla Coccolo (Slow Food Italia).

Il focus sarà dunque sulla produzione in montagna, con un particolare approfondimento sui giovani produttori. Il Parmigiano Reggiano è infatti il più importante prodotto Dop ottenuto in questa area geografica, con oltre il 21,7% del totale: nel 2024 la produzione degli 84 caseifici di montagna della Dop ha superato le 884.000 forme, con un aumento del +2,6% sul 2023 e del +15,4% sul 2016, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione di questa produzione. In crescita anche la produzione di latte, con oltre 425.000 tonnellate (+1,6% sul 2023 e +11,9% sul 2016) fornite da più di 800 allevatori attivi in montagna). Inoltre, nel 2016 il Consorzio ha lanciato la certificazione aggiuntiva Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area di produzione e offrire ai consumatori ulteriori garanzie legate all’origine e alla qualità del formaggio. Stando agli ultimi dati disponibili, il “Prodotto di Montagna” ha superato le 230.700 forme, con un aumento del +1,78% sul 2022 e del +29,6% sul 2016. Ciò ha reso possibile il mantenimento dell’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e ha contribuito allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità.

«Siamo felici di riconfermare la nostra storica collaborazione con Cheese e Slow Food», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, «per offrire agli appassionati la possibilità di scoprire la straordinaria biodiversità e la sostenibilità del Parmigiano Reggiano, in particolare di quello prodotto in montagna. La nostra Dop contribuisce infatti a fortificare l’economia e a preservare l’unicità dell’Appennino emiliano. È il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con più del 21,7% della produzione totale concentrata in ben 84 caseifici. La differenza delle Dop rispetto a tante altre realtà economiche è che l’attività non può essere delocalizzata, e pertanto il fatturato diventa automaticamente “reddito” per la zona di origine. Se a ciò aggiungiamo che un turista straniero su due ha visitato il nostro Paese in funzione dell’enogastronomia, risulta lampante l’importanza della Dop per lo sviluppo del turismo esperienziale in questi luoghi. Per il Consorzio, sono il territorio e la comunità che lo abita il bene più prezioso e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli ed essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale».

 

Immobili confiscati alla criminalità organizzata e riutilizzati per finalità sociali: 49 quelli recuperati in Emilia-Romagna dal 2011

Immobili confiscati alla criminalità organizzata e riutilizzati per finalità sociali: 49 quelli recuperati in Emilia-Romagna dal 2011La Regione Emilia-Romagna è ai primi posti in Italia per numero di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata e riutilizzati per finalità sociali: 49 in totale, quelli che hanno ottenuto un finanziamento da viale Aldo Moro. Tra questi anche due immobili a Reggio Emilia e una palazzina a Sorbolo Mezzani (Pr) confiscati nell’ambito dell’inchiesta Aemilia.

Dati che emergono dal rapporto sugli Accordi di Programma sulla Legalità e Prevenzione del crimine organizzato in Emilia-Romagna 2025, documento che elenca sia i progetti legati al recupero e riutilizzo dei beni confiscati, sia quelli relativi ad altre iniziative e attività destinate alla promozione della legalità e della cittadinanza responsabile, e che godono di un finanziamento regionale.

Nel dettaglio, nel 2025 sono arrivate alla Regione 39 proposte progettuali, di cui quattro relative alla confisca e riuso di beni immobili. Ventinove dei 39 progetti li hanno presentati i Comuni, cinque le Unioni comunali, uno la Provincia di Reggio Emilia, tre le Università di Bologna, di Ferrara e di Parma, uno l’Azienda Servizi alla Persona San Vincenzo de’ Paoli (FC).

La realizzazione dei progetti comporta una spesa complessiva di 1 milione e 852mila euro, a cui la Regione Emilia-Romagna contribuisce con 1 milione e 142.400 euro. Le proposte sono giunte da tutte le province della regione, in particolare due di queste dalla provincia di Piacenza, tre di Parma, tre di Reggio Emilia, sei di Modena, dodici di Bologna, sette di Ferrara, tre di Ravenna, due di Forlì-Cesena, una di Rimini.

“L’obiettivo è riqualificare questi beni sottratti alle mafie e restituirli ai territori dando a essi la giusta valorizzazione sociale, anche in considerazione del valore simbolico di riscatto e promozione della cultura della legalità- dichiara Elena Mazzoni, assessora regionale alla Legalità-. Vogliamo restituire gli immobili alla comunità garantendo che i beni vengano utilizzati esclusivamente per scopi legittimi a beneficio della collettività. Obiettivi comuni dei progetti sono la diffusione della cultura della legalità, la prevenzione della devianza giovanile e la promozione della cittadinanza attiva, il riutilizzo sociale dei beni confiscati, l’educazione civica e ambientale, il rafforzamento della coesione sociale”.

Quest’anno, il numero di beni immobili recuperati con il sostegno regionale balza a 49. Nel 2025, saranno recuperati 15 immobili confiscati alla criminalità organizzata, con un investimento complessivo della Regione di circa 650mila euro, che si vanno ad aggiungere ai 34 confiscati e recuperati a partire dal 2011 (anno in cui è entrata in vigore la prima legge regionale in materia, poi sostituita nel 2016 dal Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili), con un contributo regionale di oltre 7,2 milioni di euro per favorirne il riutilizzo per finalità sociali.

In particolare, quest’anno si recuperano i primi due beni immobili confiscati a Reggio Emilia, epicentro dell’inchiesta Aemilia, il più vasto procedimento giudiziario contro la ‘ndrangheta nel Nord Italia. Il recupero assume un evidente significato che va oltre il valore stesso, pur importante, dei beni stessi. Si tratta di un immobile situato a Rivalta (una frazione di Reggio Emilia), in via Sant’Ambrogio 33 (un’imponente villa che era riconducibile alla famiglia Sarcone) e un’altra villetta al grezzo, sempre nel reggiano, che si trova in via Luca Signorelli, a Pieve Modolena. In questo caso l’intervento, che prevede sia il restauro dell’immobile e la sistemazione dei locali e dell’arredo, punta a offrire una risposta abitativa temporanea a famiglie in difficoltà, attivare presidi di prossimità per soggetti fragili, garantire spazi idonei per servizi socioeducativi territoriali.

Nel Comune di Sorbolo Mezzani (Pr) si interverrà invece sulla palazzina B che fa parte del complesso immobiliare di via Montefiorino n. 2/A, confiscata al crimine organizzato. Con il progetto “Viva la legalità a Sorbolo Mezzani”, saranno completate le finiture e gli impianti, e si acquisteranno gli arredi per la palazzina, costituita da 13 unità abitative e spazi comuni, rendendola abitabile ed effettivamente fruibile da parte di famiglie bisognose.

A Modena, attraverso un apposito progetto, ci si occuperà della gestione dell’edificio confiscato alla criminalità di via Anderlini 89 /D, riqualificato lo scorso anno. Sempre nel modenese, a Castelnuovo Rangone è prevista la gestione di un bene immobile confiscato alla criminalità (un fabbricato di grandi dimensioni riqualificato nel 2024) che verrà valorizzato come polo della legalità e spazio di aggregazione giovanile, dove svolgere attività ed eventi di promozione della cultura della legalità e della cittadinanza attiva, tra cui laboratori, corsi di teatro, reading, concerti, proiezioni di film, ecc.

Quanto agli altri progetti inseriti nel documento, le questioni riguardano principalmente percorsi educativi nelle scuole, laboratori multimediali, teatrali e artistici, festival e rassegne culturali, conferenze, incontri pubblici e testimonianze, riqualificazione degli immobili confiscati, formazione per professionisti e pubbliche amministrazioni, viaggi formativi.  Le questioni al centro di ogni progetto riguardano le infiltrazioni mafiose a livello locale, il disagio giovanile e dispersione scolastica, la criminalità ambientale e le agromafie, il gioco d’azzardo e le dipendenze, la violenza di genere e le discriminazioni, lo sfruttamento lavorativo e l’usura. Particolare attenzione viene dedicata alle vittime di criminalità. Verranno poi sostenuti gli Osservatori territoriali di Bologna, Provincia di Rimini e Castelfranco Emilia e le attività di ricerca e approfondimento delle tre università di Bologna, Ferrara e Parma.

Piantina con il dettaglio regionale 

Il giudizio dei cittadini di Sassuolo sulla pulizia della città e la raccolta rifiuti

Il giudizio dei cittadini di Sassuolo sulla pulizia della città e la raccolta rifiutiIl secondo rapporto di Federconsumatori sulla qualità della raccolta dei rifiuti e sulla pulizia della città di Sassuolo consegna una fotografia decisamente negativa, fatta di molte ombre e di poche luci. Nel 2023 il primo rapporto, anch’esso dello stesso segno, aveva indagato la situazione a sei mesi dall’avvio delle nuove modalità di raccolta. Era lecito prevedere, due anni dopo, l’attenuazione dei problemi segnalati da cittadini e cittadine e un miglioramento del “clima” attorno ad elementi così rilevanti per il giudizio complessivo sullo stato della città di Sassuolo.

Così non è stato: il peggioramento dei giudizi rilevato, porta oggi la situazione vicina al livello di guardia, rendendo necessari interventi di profondità. Alcuni di questi erano già stati indicati nel 2023, ed uno di questi, l’area Eco-self, è stato dottato, anche se solo parzialmente, nei giorni scorsi e rappresenta un passo positivo. Oggi il livello di tensione a Sassuolo è decisamente alto, come dimostrato anche dalla partecipazione all’indagine, che ha raggiunto i 562 residenti, con una crescita del 40% sul 2023, in termini di questionari completi.

Tre gli elementi misurati: il livello di pulizia della città, il funzionamento del modello di raccolta dei rifiuti solidi urbani e le attese rispetto alla futura tariffazione corrispettiva puntuale. L’indagine, del tutto autofinanziata,  secondo Federconsumatori è rappresentativa delle valutazioni dei cittadini, ma di certo non è perfetta. La cosa che non ha funzionato, nonostante gli sforzi, è stato il coinvolgimento dei residenti di origine extracomunitaria; tema non nuovo, ma è deludente rilevare lo scarso interesse di una fascia della popolazione attorno al 14% di quella complessiva, in questa indagine – spiega l’Associazione – rappresentata soltanto dall’1,2% dei rispondenti complessivi. Un’area di cittadini sulla quale è indispensabile investire in informazione e crescita di spirito civico, anche sul fronte del trattamento dei rifiuti.

I dati Arpae evidenziano a Sassuolo una incidenza dell’82% della raccolta differenziata e 113 kg per abitante di rifiuti indifferenziati; nel 2022 gli stessi indicatori erano 64,6% e 241 kg. Sulla differenziata, nella classifica degli otto Comuni del Distretto, Sassuolo occupa il penultimo posto, davanti a Palagano. Ma Sassuolo è sostanzialmente appaiata a Formigine (82,4%), mentre ai primi tre posti troviamo Maranello (87,9%), Prignano (86,8%) e Fiorano (86,6%). Un miglioramento netto, una classifica che può migliorare, nel Distretto e a livello provinciale.

Ciò detto il giudizio dei residenti di Sassuolo sulla pulizia della città è durissimo. Se nel 2023 era sintetizzato nel voto 4,2 (scala da 1 a 10), oggi il giudizio medio scende a 3,9. I cittadini gravemente insoddisfatti salgono dal 51 al 60%. Nella fascia 35-64 oltre il 75% di chi ha compilato il questionario esprime voti negativi. Nel raffronto con il 2023 solo un cittadino/a su 10 afferma che la pulizia della città è migliorata. Una valutazione determinata, nella media delle risposte, per prima cosa dall’operato di Hera, seguita a poca distanza dalle scelte del Comune e, più distante, dal comportamento dei cittadini.

Emerge con chiarezza dall’indagine una diffusa percezione di degrado in città, almeno nella maggioranza dei rispondenti. Una condizione portata sia dall’abbandono di rifiuti che dagli stessi esposti in attesa della raccolta porta a porta. Una condizione che vede nel centro storico l’area di crisi maggiore, dove i giudizi negativi, sommati a quelli critici, arrivano al 90%, contro l’82% del totale cittadino. In generale, assieme al peggioramento del livello complessivo di pulizia della città, i giudizi negativi si sono concentrati sul tema dell’abbandono dei rifiuti in prossimità delle isole di base e nelle aree private.

E’ forte l’irritazione per i frequenti guasti ai cassonetti a tessera, per le tempistiche di raccolta non rispettate, per la mancata piena diffusione della Carta Smeraldo. Molto duri anche i giudizi sul centro di raccolta, oggetto di numerose segnalazioni negative. Più pacate le critiche su altri aspetti, anche da parte di chi esprime giudizi complessivi positivi: emerge il problema dello stoccaggio dei rifiuti, in attesa della loro esposizione, in particolare nelle abitazioni di piccole dimensioni. E poi quello della scarsità di cestini nelle aree pubbliche, quello della carente igienizzazione dei contenitori e altro ancora.

I sassolesi sono sostanzialmente divisi, anche in questa seconda indagine, in tre gruppi.

Gli “ultrascontenti”, che rappresentano il 41% del campione (era il 44% nel 2023) hanno un giudizio totalmente negativo sulla condizione della città sul fronte pulizia e rifiuti; sono prevalentemente in età lavorativa e giovani, e per loro le responsabilità sono da attribuire al Gestore e al Comune, e più blandamente ai cittadini. Il loro voto è 2,4, contro il 3,9 generale, ed un ulteriore elemento di crisi è la mancata risposta ai problemi segnalati al Comune ed al gestore. Primo problema per questo folto gruppo è quello dell’abbandono, causato – viene però detto – da un modello di raccolta inadeguato alla città.

Poi ci sono i “Critici”, che rappresentano il 42% (erano il 32% nel 2023); un’area composita, anche qui composta prevalentemente da persone in età lavorativa, dove i giudizi negativi prevalgono largamente, restando il linea con la media dell’indagine, a partire dal voto 4,2. In quest’area le maggiori responsabilità della situazione sono attribuite al comportamento dei cittadini e a seguire al Gestore ed al Comune. Qui il 30% di chi ha fatto segnalazione di problemi ha visto una loro risoluzione. Tema dei temi, per questa area di cittadini, è quello di un modello di raccolta inadeguato rispetto ai propri bisogni e a quelli del proprio quartiere o frazione. Un giudizio non demolitorio, che può modificarsi a fronte di cambiamenti.

Infine i “Positivi”, che sono il 17% (erano il 24% nel 2023), prevalentemente residenti over 65. Anche se il 69% di quest’area assegna un giudizio negativo al livello di pulizia della città lo fa con voti poco al di sotto della sufficienza, come sprone a far meglio, più che come critica forte. Questo, sommato ai giudizi positivi, determina il voto 6,9 al grado di pulizia della Città. In modo nettissimo le responsabilità della situazione sono da attribuire, per questa fetta del campione, ai comportamenti individuali, mentre sono molto distanti le responsabilità di Gestore e Comune.

Rispetto ad un passaggio strategico e imminente, quello del passaggio alla tariffa corrispettiva puntuale, determinata dal numero dei conferimenti di materiali indifferenziati, – prosegue Federconsumatori – è stato registrato un basso livello di conoscenza: più del 40% del campione riferisce di non aver mai sentito parlare di questo tema. Una condizione che, sommata ai problemi qui descritti, dovrebbe preoccupare tutti, viste le frequenti cattive letture di questo indispensabile e positivo passaggio.

“L’indagine non è fatta solo di numeri – spiega l’Associazione – consigliamo l’attenta lettura delle due mappe nelle quali abbiamo sintetizzato le ben novecento risposte fornite alle domande aperte. La mappa dedicata ai motivi di questa condizione così negativa e quella, che riteniamo preziosissima, dei suggerimenti. Ci sono quelli impossibili, quelli che chiedono di tornare al passato, che ignorano i percorsi – non solo legislativi – che impongono come fondamentale il tema del contenimento della produzione di rifiuti, del loro riciclaggio, delle modalità di trattamento di quello non riciclabile. E poi ci sono i suggerimenti davvero utili, quelli nei quali si può trovare la strada per recuperare il rapporto coi cittadini e le cittadine. Sono suggerimenti che parlano di ascolto, finora mancato, di correttivi, di controlli, di soluzioni tecniche, di premialità e di sanzioni. Ascoltare i cittadini ed essere disponibili ad introdurre correttivi. Cosa non semplice, sicuramente, ma di certo indispensabile”.

Meteo, autunno al via lunedì 22: il modello europeo prevede forte maltempo in Italia

Meteo, autunno al via lunedì 22: il modello europeo prevede forte maltempo in Italia
L’avvicinamento di un vasto fronte lunedì 22 settembre secondo le previsioni del modello europeo (mappa ECMWF tratta da Meteored Italia)

Previsioni meteo di Daniele Ingemi, meteorologo e redattore per Meteored Italia – ilmeteo.net

L’Italia ancora sotto l’anticiclone sahariano. Un vasto promontorio subtropicale sta garantendo clima estivo su tutto il Paese, bloccando le perturbazioni atlantiche.

Ma il modello europeo ECMWF conferma: da lunedì 22 settembre, in coincidenza con l’equinozio d’autunno, è atteso l’arrivo di una perturbazione significativa.

Le mappe, infatti, mostrano che a partire da giovedì 18 il getto polare tornerà a presentare ondulazioni più marcate: l’oscillazione del jet stream si muoverà verso la Penisola Iberica da domenica e a seguire si sposterà verso Francia e Italia.

 

Maltempo in arrivo: lunedì 22 settembre nel mirino

In arrivo un’intensa perturbazione atlantica sull’Italia. Secondo il modello europeo, tra lunedì 22 e mercoledì 24 settembre il Paese sarà investito da un’ondata di maltempo con piogge diffuse, rovesci e temporali intensi.

Attesi accumuli oltre i 50 mm in poche ore e fino a 100 mm in 24 ore al Nord. Le aree più a rischio saranno Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, soprattutto nelle zone pedemontane.

Possibili nubifragi sulle coste tirreniche

Maltempo in estensione anche al Centro-Sud. Nella settimana piogge e temporali raggiungeranno Toscana, Marche, Umbria e Lazio, con rischio di fenomeni intensi sulle coste tirreniche per l’effetto dello Scirocco che alimenterà sistemi temporaleschi autorigeneranti. Possibili criticità causa possibili allagamenti anche in grandi città come Firenze, Roma e Napoli. Al Sud, la perturbazione colpirà soprattutto Campania, Basilicata tirrenica e Calabria con rovesci e temporali localmente forti, mentre l’afa aumenterà prima del passaggio del fronte.

Cosa succede a fine mese? In arrivo altre perturbazioni?

L’Italia si avvia certamente verso un ottobre più instabile. Lo sfondamento del fronte atlantico potrebbe esporre il Paese a perturbazioni oceaniche frequenti. Già a metà ottobre lo scenario europeo diventerà più dinamico, con alternanza di fronti perturbati e brevi pause anticicloniche.

Il ritorno di La Niña, modificando la corrente a getto polare, favorirà maltempo rapido e localizzato, con rischio di eventi estremi, senza i blocchi anticiclonici che hanno protetto il Sud Europa negli ultimi mesi.

Selezionati gli 8 finalisti che si contenderanno il premio Pierangelo Bertoli “Nuovi Cantautori”

Selezionati gli 8 finalisti che si contenderanno il premio Pierangelo Bertoli “Nuovi Cantautori”La commissione artistica del Premio Pierangelo Bertoli, il prestigioso riconoscimento che celebra il grande cantautore, comunica gli 8 finalisti che si contenderanno il Premio Pierangelo Bertoli “NUOVI CANTAUTORI” il 7, l’8 e il 9 novembre al Teatro Carani di Sassuolo. I finalisti hanno superato la fase della selezione e la prefinale, svoltasi lo scorso luglio a Modena, tra centinaia di iscrizioni pervenute.

Di seguito i nomi degli 8 finalisti:

MARCO ARATI, cantautore e polistrumentista da Reggio Emilia, che esplora con delicatezza il tema della fragilità emotiva con il brano “Buio”;

CAINO (all’anagrafe Flavio Ottaviani), da Roma, presenta il brano “Grande albero” che indaga l’essenza dell’essere umano;
MATTEO FAUSTINI
, già sul palco della 70ª edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte, da Brescia, con il brano “Anima gemella”;
MELTY GROOVE, trio torinese, formato da Carlo Peluso, Alice Costa, Edoardo Luparello che spazia tra il Soul e il Funk con sonorità moderne, presenta il brano “Atomi”;
NERO (all’anagrafe Francesco Saverio Ruggeri), venticinquenne modenese, che scrive brani in collaborazione con il Produttore Defurias, propone il brano “L’America”;
MARIAFRANCESCA POMPELLA, ventenne, da Caserta, già Finalista di vari Festival musicali italiani, con il brano “Lo sai”;
MATTEO TRAPANESE
, i suoi testi contengono immagini di spazi pubblici e privati, che diventano la scena per storie e fotografie emozionali della sua Napoli, come nel brano “Canzone in una stanza”;
TRUPPO (all’anagrafe Tommaso Truppa), ventiduenne modenese, artista emergente della scena hip-hop, presenta il brano “Oigres”, ispirato dal nonno Sergio a cui era molto legato.

Le finali si terranno, per il secondo anno consecutivo, al Teatro Carani a Sassuolo il 7, l’8 e il 9 novembre, con la conduzione di Andrea Barbi.

Sassuolo, città natale di Pierangelo Bertoli, ha rappresentato per il cantautore un luogo fondamentale per il suo percorso umano e artistico, e oggi ne custodisce con orgoglio la memoria attraverso il Premio a lui dedicato.

Il Vincitore Assoluto della sezione Nuovi Cantautori si aggiudicherà un Premio consistente in 4.000 euro. Inoltre, saranno assegnati un premio conferito da Acep, pari a 2.000 euro, e un premio del valore di 10.000 euro offerto da Nuovo Imaie, finalizzato alla realizzazione di un tour.

I Nuovi Cantautori si esibiranno live, eseguendo un brano inedito e una cover di Pierangelo Bertoli. I giovani talenti saranno accompagnati dalla Band diretta da Marco Dieci e composta dal tastierista Moreno Bartolacelli, dal batterista Marco Bolgiani, dal bassista Alessandro Maria Ferrari, dal chitarrista Guido Pelati e dalla corista Giulia Bellei.

Il vincitore sarà designato da una giuria di addetti ai lavori composta da Marino Bartoletti, Paolo Giordano, John Vignola, Paola Gallo, Leo Turrini e tanti altri.

Il valore artistico di Pierangelo Bertoli è stato talmente elevato da motivare la nascita di un concorso che intende premiare i cantautori che, proprio come ha fatto Pierangelo, siano capaci di arrivare al cuore della gente attraverso i contenuti dei loro testi, l’impegno sociale e la capacità di distinguersi rispetto alle tendenze di pensiero e di moda attuali.

Giunto alla dodicesima edizione, il Premio Pierangelo Bertoli è organizzato da Montecristo Aps, con il Patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Modena e del Comune di Sassuolo, in collaborazione con sponsor privati, fondamentali per la realizzazione della manifestazione, come Bper Banca (main sponsor), Coop Alleanza 3.0, Cantine Riunite & Civ, e partner come SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, Nuovo Imaie, Mirco Pedretti per Arci Nazionale.

Per rafforzare le buone pratiche d’igiene delle mani, all’ospedale di Sassuolo arriva ‘HANDHY’

Per rafforzare le buone pratiche d’igiene delle mani, all’ospedale di Sassuolo arriva ‘HANDHY’In occasione della “World patient safety day”, l’Ospedale di Sassuolo sigla una sperimentazione innovativa e unica nel suo genere, per l’installazione della piattaforma sviluppata dalla startup modenese ‘HANDHY’, che ha l’obiettivo di rafforzare le buone pratiche d’igiene delle mani e innalzare gli standard di sicurezza in reparto. L’Ospedale di Sassuolo SpA è primo in tutta Italia ad avviare la sperimentazione di questo sistema innovativo che coinvolgerà inizialmente il reparto di Medicina d’Urgenza.

‘HANDHY’ è un supporto innovativo nel contrasto delle infezioni correlate all’assistenza (ICA), che introduce un supporto discreto per gli operatori sanitari: promemoria mirati nei momenti chiave del percorso di cura, che aiutino a consolidare i comportamenti corretti, integrandosi nella routine senza appesantirla e contribuendo a ridurre stress, carico cognitivo e complessità operative. Queste infezioni, infatti, rappresentano ancora una sfida rilevante per tutto il sistema sanitario: in Italia colpiscono oltre 500 mila pazienti ogni anno.

Progettata secondo i principi di “privacy by design”, la piattaforma sperimentale della start up italiana pone grande attenzione alla tutela delle persone e dei contesti clinici, adottando modalità di trattamento essenziali e proporzionate all’obiettivo di prevenzione e miglioramento dei processi. L’avvio del progetto consolida la vocazione dell’Ospedale di Sassuolo all’innovazione responsabile: strumenti semplici, utili e integrati nella pratica clinica.

«Questa collaborazione – sottolinea il Direttore Generale dell’Ospedale di Sassuolo, Stefano Reggiani – rispecchia la nostra visione: tecnologie utili, rispettose dei contesti di cura e orientate al bene del paziente». «Siamo partiti da un’idea semplice – spiega quindi Mohamed Ouassif, CEO e fondatore di ‘HANDHY’– ovvero rendere più facile ‘fare la cosa giusta al momento giusto’. Siamo grati all’Ospedale di Sassuolo per la fiducia e per il valore condiviso di una sanità sempre più sicura».

HANDHY
È una startup Med Tech fondata nel 2021 a Modena da Mohamed Ouassif.

La società nasce dall’esigenza di affrontare le sfide della sicurezza sanitaria attraverso soluzioni tecnologiche innovative che supportano operatori e strutture sanitarie nella prevenzione degli eventi avversi.

Tra le aree di lavoro dell’azienda c’è la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza, la sicurezza del paziente con soluzioni per il rilevamento cadute, il monitoraggio anti-fuga, la localizzazione in tempo reale e lo sviluppo di soluzioni integrate che combinano hardware proprietario, intelligenza artificiale e analisi dei dati.

Festivalfilosofia: il saluto dell’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo

Festivalfilosofia: il saluto dell’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo
foto Ivan Bosi

Da venerdì 19 a domenica 21 settembre arriva a Sassuolo il nuovo appuntamento con il Festivalfilosofia: tre giorni di lezioni, approfondimenti, laboratori, mostre, istallazioni, dedicate a “Paideia”.

“Sassuolo è pronta ad ospitare le decine di migliaia di persone che ogni anno  – commenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari –  raggiungono la nostra città per partecipare ad uno degli appuntamenti più attesi dell’intero panorama culturale italiano.

Anche quest’anno teatro delle lezioni magistrali e dei reading teatrali saranno piazza Garibaldi e il Teatro Carani, ma l’intera città sarà coinvolta in un percorso fatto di mostre, istallazioni ed iniziative.

Il Ciclo di lezioni magistrali inizierà venerdì mattina, alle 10 al teatro Carani , con Paolo D’Iorio e il suo “Così parlò Zarathustra”, per concludersi domenica pomeriggio, alle 18 in piazza Garibaldi, con Enzo Bianchi e “Gesù, Rabbi”, ma saranno tantissime le occasioni d’approfondimento che si susseguiranno durante tutte e tre le giornate in città. Senza dimenticare le mostre, le istallazioni, i readig, i laboratori e le performances che sapranno coinvolgere tutti: dagli studenti ai bambini più piccoli e le loro famiglie.

Un programma ricco e variegato – prosegue l’Assessore – reso possibile grazie al Consorzio FestivalFilosofia, ma anche al lavoro di tantissime associazioni, degli uffici comunali e della squadra operai di Sgp, che da mesi lavorano per far si che anche questa edizione sia indimenticabile.

Buon Festival a tutti – conclude l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari – perché le occasioni per crescere, maturare e ragionare sono sempre meno frequenti nella quotidianità di tutti noi, approfittiamo di ogni singolo momento”.

Settimana dell’Alzheimer: a Maranello iniziative per sensibilizzare e prevenire

Settimana dell’Alzheimer: a Maranello iniziative per sensibilizzare e prevenire
gelato gusto viola (Freepik) – immagine Comune Maranello

Maranello si prepara a vivere una settimana interamente dedicata alla sensibilizzazione sull’Alzheimer e sulle demenze. Dal 21 settembre al 5 ottobre il Comune, insieme a realtà associative, commercianti e professionisti del territorio, proporrà un ricco calendario di appuntamenti con l’obiettivo di informare, prevenire e sostenere le famiglie che convivono con queste malattie.

Il via sarà domenica 21 settembre, in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, con l’illuminazione viola – colore simbolo della lotta alla malattia – del municipio. Nella stessa giornata, durante la festa “Pozza in piazza”, sarà allestito un gazebo informativo DFC (Dementia Friendly Community), con materiali e opportunità di confronto sul tema.
Per tutta la settimana, dal 21 al 28 settembre, la gelateria “Dolcecrema” proporrà un gusto speciale, il “Memo Cream”, un gelato viola creato per l’occasione. Presso la gelateria saranno inoltre disponibili cartoline con QR Code che rimandano a videointerviste e contenuti divulgativi sulle demenze e sulle attività di sostegno attive in città.
Martedì 23 settembre, alle 18, nella Sala Bergonzoni degli orti di Gorzano, prenderà il via un percorso di presentazione e formazione dedicato alla prima palestra della memoria, che aprirà a Maranello nella prima parte del 2026: uno spazio pensato per promuovere allenamento cognitivo e momenti di socialità.
Il programma si chiuderà domenica 5 ottobre al Gran Premio del Gusto, dove sarà presente un nuovo gazebo informativo DFC. Per l’occasione interverranno anche i nutrizionisti dell’Ausl, che offriranno consigli utili su alimentazione e prevenzione.
“Quest’anno – sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Davide Nostrini – siamo riusciti, insieme a Unione dei Comuni, Ausl, Consorzio Terra del Mito, commercianti e associazioni locali, a costruire un percorso ricco di iniziative rivolte alle famiglie che si trovano ad affrontare da vicino la demenza. Un lavoro corale che testimonia quanto sia importante fare rete di fronte a una sfida che riguarda sempre più persone”.

Maranello, Trame Estensi: un incontro su Mary Of Modena

Maranello, Trame Estensi: un incontro su Mary Of Modena
Mabic (foto Oscar Ferrari)

Al via “Trame Estensi”, un affascinante percorso alla scoperta della dinastia estense e del suo legame con il territorio modenese: un ciclo di sette incontri tra Fiorano Modenese e Maranello, in programma dal 20 settembre all’8 novembre. Il primo incontro è in programma sabato 20 settembre alle ore 17:30 alla Biblioteca Mabic di Maranello: si parlerà di “Mary of Modena e il nonno Francesco I. Arti e lettere” con Laura Corallo.

Il progetto vuole valorizzare e approfondire la storia di alcune figure centrali della famiglia d’Este, che ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo culturale e artistico del territorio. Il loro arrivo a Modena nel 1598 segnò l’inizio di grandi trasformazioni, lasciando un’impronta duratura nell’architettura, nell’arte e nell’identità locale. Gli incontri si terranno in luoghi simbolo del territorio, come il Castello di Spezzano, il Santuario di Fiorano e la Biblioteca Mabic di Maranello, e coinvolgeranno storici, esperti e appassionati di cultura locale, arte ed enogastronomia. “Trame Estensi” è un’occasione speciale per riscoprire il ricco patrimonio culturale del nostro territorio, attraverso una narrazione che intreccia storia, arte, architettura e tradizioni, creando un dialogo tra passato e presente che continua a vivere ancora oggi. Gli altri temi affrontati nel corso degli incontri saranno il Miracolo del Fuoco di Fiorano e la figura di Francesco I, il gusto alla corte estense, con un focus sull’aceto balsamico, la storia di Marco Pio e Clelia, tra Spezzano e Sassuolo, la nascita della Via Giardini, arteria storica progettata da un estense, il feudo di Maranello e il legame tra Borso d’Este e i Calcagnini, l’opera dell’architetto Gaspare Vigarani, genio della scenografia e autore del Palazzo Ducale di Sassuolo.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 18 settembre 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 18 settembre 2025Cielo sereno o poco nuvoloso per il transito di nubi medio alte nel corso della giornata; nelle ore notturne e del primo mattino visibilità ridotta in prossimità del Po per la formazione di foschie.

Temperature minime comprese tra 15 e 18 gradi; massime in aumento, tra i 24 gradi sulla costa e i 29 gradi sulla aree di pianura. Venti deboli, in prevalenza diretti dai quadranti orientali. Mare poco mosso.

(Arpae)

Linea ferroviaria Modena-Sassuolo: disservizi continui, il M5S propone la svolta tramviaria

Linea ferroviaria Modena-Sassuolo: disservizi continui, il M5S propone la svolta tramviariaContinua lo stillicidio sulla linea ferroviaria Sassuolo-Modena:

  • Il 15/9 è stato cancellato il treno n.90125 delle 14,14 in partenza da Modena, come pure il treno n.90124 delle 15,12 in partenza da Sassuolo,
  • il 16/9 è stato cancellato il treno n.90103 delle 5,32 in partenza da Modena come pure il
    treno n.90102 delle 6,30 in partenza da Sassuolo. Stessa cosa per il treno n.90135 delle
    17,34 da Modena ed il n.90134 delle 18,32 da Sassuolo.

Dopo un’interruzione di tre mesi per aggiornamenti, questa situazione è insostenibile, si
rende necessario una profonda riflessione su come risolvere la situazione e rendere il
servizio puntuale e funzionale. La linea Sassuolo-Modena è lunga 19km, ha 11 fermate,
24 passaggi a livello e utilizza un treno (bellissimo) nato per fare tratte di 50/200 km ai 160 orari di velocità. È come usare una Ferrari su una carreggiata.

Come Movimento 5 stelle riteniamo si debba perseguire i seguenti obiettivi:

1. Trasformazione della linea ferroviaria in un sistema tramviario moderno ed
efficiente.
Un tram moderno, elettrico e ad alta frequenza, permetterebbe un servizio più puntuale,
agile ed economico, adatto a tratte brevi e dense di fermate come quella tra Sassuolo e
Modena. Questo sistema eliminerebbe molte delle criticità attuali, a partire dalla
complessità della manutenzione del materiale rotabile e delle infrastrutture ferroviarie
tradizionali, nonché un costo di acquisto notevolmente inferiore.

2. Eliminazione dei passaggi a livello con sistema semaforico integrato.
L’attuale presenza di 24 passaggi a livello è una criticità sia per la sicurezza sia per la
viabilità urbana. Il passaggio ad un sistema tramviario con priorità semaforica
permetterebbe di eliminare queste barriere fisiche, riducendo l’impatto sul traffico
cittadino e migliorando la sicurezza per automobilisti e pedoni.

3. Aumento della frequenza delle corse e orari più flessibili.
Un sistema tramviario consente corse più frequenti e più adatte ai reali flussi di mobilità
dei cittadini, soprattutto nelle fasce orarie di punta. Il servizio attuale, con troppe cancellazioni e un numero ridotto di convogli, non risponde più alle esigenze di un
comprensorio che, con oltre 120.000 abitanti, ha numeri da vera area metropolitana.

4. Integrazione con il trasporto pubblico provinciale e urbano.
È fondamentale prevedere un’integrazione tariffaria e logistica con gli autobus urbani ed
extraurbani, e un collegamento diretto dalle stazioni di Sassuolo con poli strategici come
il Policlinico, l’Università, la Stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia.

5. Valorizzazione del trasporto merci su ferro.
Il progetto del M5S prevede anche una riorganizzazione e rilancio del trasporto merci su
rotaia, integrando in modo razionale i tre hub merci di Dinazzano, Rubiera e Marzaglia,
per alleggerire il traffico pesante su strada e migliorare la sostenibilità del distretto
ceramico, uno dei più importanti d’Europa.

6. Un piano concreto di finanziamento, progettazione e realizzazione.
Chiediamo l’immediata apertura di un tavolo tecnico-politico con Regione, Provincia,
Comuni del comprensorio e Ferrovie Emilia-Romagna per definire un piano concreto, con
cronoprogramma, progettazione, fonti di finanziamento (PNRR, fondi europei, regionali,
statali) e tappe realizzative.

Il Movimento 5 Stelle è pronto a fare la sua parte, presenterà a breve una proposta
ufficiale, completa di visione progettuale, costi indicativi, tappe attuative e collegamenti
futuri. Dopo anni di disagi e promesse mancate, è giunto il momento di guardare al futuro
con coraggio. Serve una visione nuova per la mobilità nel comprensorio ceramico:
sostenibile, moderna e al servizio dei cittadini e delle imprese.

Il cambiamento è possibile. Serve solo la volontà politica di realizzarlo.

Granchio blu. Liquidati gli indennizzi per i danni subiti dalle imprese per mancata produzione nel 2023

Granchio blu. Liquidati gli indennizzi per i danni subiti dalle imprese per mancata produzione nel 2023Oltre 3,1 milioni di euro di indennizzi già liquidati a 282 imprese della pesca e dell’acquacoltura per i danni causati dall’emergenza granchi blu nel 2023.

Si tratta dei fondi stanziati dal commissario straordinario nominato dal Governo – pari a 2,9 milioni di euro – e delle risorse erogate dal Masaf, il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, per 198mila euro, riferiti ai danni da mancata produzione. Le domande presentate tramite la piattaforma Siag, il Sistema informativo agricolo regionale, sono state gestite dalla Regione, che ha avviato la liquidazione non appena i fondi sono stati resi disponibili dal commissario e dal ministero. Restano ancora da corrispondere ulteriori 447mila euro, che saranno liquidati non appena trasferiti dal Governo.

Per quanto riguarda i danni relativi al 2024 e al primo trimestre 2025, la Regione ha già adottato a maggio la delibera di delimitazione delle aree colpite e presentato richiesta al ministero per il riconoscimento della calamità naturale. La proposta è stata approvata in agosto e si è ora in attesa della pubblicazione del decreto ministeriale, che consentirà di aprire sulla piattaforma Siag la raccolta delle nuove domande da parte delle imprese.

“Abbiamo già liquidato gli indennizzi per i danni del 2023 e siamo pronti a completare i pagamenti non appena il ministero trasferirà le risorse ancora mancanti- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Parallelamente abbiamo delimitato i danni del 2024 e del primo trimestre 2025, ottenendo il riconoscimento da parte del ministero: ora attendiamo la pubblicazione del decreto per aprire subito la raccolta delle domande tramite la piattaforma regionale. In questi due anni abbiamo messo in campo un intervento straordinario e continuativo, con ristori alle imprese colpite, indennizzi per chi ha raccolto e smaltito i granchi e per coprire i costi di gestione. È la dimostrazione che la Regione è al fianco delle comunità della costa, con risorse proprie e con una gestione rapida dei fondi statali”.

Per il 2025, inoltre, l’Amministrazione regionale ha messo a disposizione un ulteriore milione di euro di risorse proprie per venire incontro alle spese sostenute dalle imprese di acquacoltura nella gestione e nello smaltimento del granchio blu. Si tratta del terzo stanziamento straordinario previsto dalla Giunta negli ultimi due anni: nel 2023 era stato messo a disposizione 1 milione di euro di ristori per le imprese produttrici di vongole colpite pesantemente dalla crisi e, nel 2024, un indennizzo regionale pari a 1,50 euro al chilo per le imprese che si erano impegnate nella raccolta del granchio.

“Il granchio blu- prosegue Mammi- non è solo un problema ambientale: rappresenta una vera emergenza economica e sociale, che ha colpito in modo particolare le marinerie di Goro e Comacchio e messo sotto pressione centinaia di imprese e cooperative. Per questo chiediamo al governo una strategia nazionale che non si limiti agli indennizzi, ma punti anche a valorizzare nuove opportunità, a partire dalla commercializzazione del granchio blu, per la quale si sta aprendo un interesse crescente anche da parte di mercati esteri. Solo con un’azione strutturale, che unisca ricerca, innovazione e sostegno concreto alle filiere, potremo difendere un comparto unico in Europa e strategico per l’economia regionale e l’occupazione”.

Ricostruzione post alluvione: avanti con le opere di messa in sicurezza dei bacini di Lamone, Marzeno e Sillaro

Ricostruzione post alluvione: avanti con le opere di messa in sicurezza dei bacini di Lamone, Marzeno e SillaroUna prima tranche di opere da 7,5 milioni di euro per la messa in sicurezza del tratto di pianura del fiume Lamone, già in corso da alcuni giorni. Una seconda tranche, di uguale valore, in arrivo nelle prossime settimane. Condivisione e partecipazione le parole chiave: è terminata, nel frattempo, la fase di valutazione delle oltre 500 osservazioni arrivate dalle comunità coinvolte e dai comitati di cittadini alluvionati nell’ambito del percorso comune voluto dalla Regione sui progetti di messa in sicurezza dei bacini del Lamone e del Marzeno, oltre a quello del Sillaro. Ieri, intanto, è partito il percorso di confronto sul Senio, mentre sono già in programma per ottobre altre due assemblee pubbliche: il 7 a Lugo, nel ravennate (fiumi Senio e Santerno) e il 21 a Imola (Bo), per il Santerno.

In campo una commissione speciale dedicata a Traversara di Bagnacavallo, la frazione del ravennate che ancora oggi mostra visivamente i segni e le ferite della furia dell’acqua e del maltempo del settembre 2024.

A fare il punto in conferenza stampa, a un anno di distanza, il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. Il passaggio in Italia del ciclone Boris colpì con particolare violenza la Romagna e il bolognese; alle intense precipitazioni seguirono massicci fenomeni di piena, i corsi d’acqua più interessati furono i torrenti Idice, Sillaro, Santerno e Senio, affluenti di destra del fiume Reno, e i fiumi romagnoli Lamone e Montone, causando allagamenti e pesanti danni a edifici, attività produttive, viabilità, con oltre 2000 persone evacuate.

“Una premessa: abbiamo detto da subito con chiarezza che non siamo soddisfatti di come gli eventi alluvionali sono stati affrontati- ha esordito de Pascale-. È l’opinione della stragrande maggioranza dei cittadini che attribuiscono, legittimamente, responsabilità ai diversi livelli di governo, da Roma al territorio. Da gennaio abbiamo segnato una fase nuova che sta portando tutte le istituzioni e il commissario a lavorare insieme per cambiare passo. Intanto, come Regione abbiamo raddoppiato le risorse per le manutenzioni, ora dobbiamo aumentare la nostra capacità di farle. Con il commissario lavoriamo per sbloccare i lavori affidati alle agenzie di Stato e proseguiremo gli incontri sui territori: per ogni bacino presentiamo le opere strategiche, in grado di ridurre il rischio. Dal governo- ha proseguito il presidente- abbiamo ottenuto un miliardo per opere di questo tipo, un fatto nuovo e non scontato. I tempi previsti sono lunghi, li vogliamo accelerare: entro dicembre presenteremo il piano di interventi relativo ai primi 500 milioni, le risorse dovrebbero arrivare nel 2027 ma come Regione siamo pronti ad anticiparle dal 2026. Voglio inoltre ricordare- ha concluso de Pascale- che è pronta l’ordinanza sulle delocalizzazioni, attualmente al vaglio della Corte dei Conti: abbiamo lavorato con il commissario per migliorare il più possibile le condizioni di chi deciderà volontariamente di lasciare la propria abitazione”.

“I 2,8 miliardi della contabilità speciale dell’ex commissario Figliuolo hanno oggi tutte destinazioni condivise con i territori- ha aggiunto Rontini-. Restano da assegnare ‘solo’ gli ultimi 75 milioni di quel pacchetto, a cui si aggiungono altri 100 milioni da un altro provvedimento per il 2024. Sono state raddoppiate le risorse per la manutenzione, portandole a 50 milioni l’anno, che daremo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile: abbiamo dunque messo più fondi- ha concluso la sottosegretaria-, stiamo lavorando, in piena sinergia con i territori e la struttura commissariale”.

I percorsi partecipati avviati
Per quanto riguarda i fiumi Lamone e Marzeno, è terminata la fase di elaborazione delle oltre 500 osservazioni arrivate con il percorso partecipato sul progetto relativo agli interventi di mitigazione del rischio idraulico per Faenza. In primo luogo, verranno svolti gli approfondimenti relativi all’areale della confluenza tra Lamone e Marzeno che dovrà essere destinato alla laminazione delle piene.

Ieri, 15 settembre, nel tardo pomeriggio a Castel Bolognese (Ra) si è svolta l’assemblea pubblica per presentare il progetto sul torrente Senio: si prevede di completare la progettazione esecutiva, l’affidamento e l’esecuzione del rimodellamento morfologico della cassa a valle del torrente Sintria (affluente del Senio) entro il 2026, in assenza di fenomeni di piena significativi. Nel 2026 prenderà inoltre avvio la progettazione della cassa di Cotignola, sempre nel ravennate.

È in corso la fase di elaborazione delle osservazioni relative al progetto per il Sillaro, a protezione dei territori del Nuovo Circondario Imolese: la prima ipotesi prevede l’attuazione delle opere strutturali di laminazione e ulteriori risezionamenti e interventi strutturali, come previsto dagli strumenti di pianificazione in vigore, tra Castel San Pietro e la confluenza con il torrente Sellustra.

In corso anche un tavolo tecnico sulla Val di Zena, che fa seguito a un accordo con i Comuni interessati e l’Università di Modena e Reggio Emilia per l’elaborazione di uno studio idraulico di dettaglio: l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile ha presentato alcune ipotesi di intervento relative ad aree di espansione, da realizzare con i fondi già disponibili, sulle quali c’è un sostanziale accordo da parte di tutti in quanto compatibili con le prime valutazioni dell’Università e con i primi esiti degli studi dell’Autorità di Bacino del Fiume Po.

Dopo settembre 2024: i cantieri in corso e la commissione speciale
Sono appena iniziati i lavori di ripristino e consolidamento dell’argine sinistro del Lamone, all’altezza di Villanova di Bagnacavallo, nel ravennate. Si tratta della prima tranche di opere, da 7,5 milioni di euro, in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, nel tratto di pianura del fiume Lamone, il cui bacino, già colpito nel maggio 2023, è stato pesantemente danneggiato un anno fa, a settembre 2024.

A Traversara di Bagnacavallo, la località nel ravennate più colpita, è stata dedicata una commissione speciale, istituita dal commissario straordinario alla ricostruzione Curcio: dopo una prima riunione nei giorni scorsi, farà seguito un primo sopralluogo nel borgo già domani, 17 settembre. Ne fanno parte i tecnici della struttura commissariale, dell’Agenzia regionale per la Ricostruzione e dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. L’obiettivo è mettere a punto, in poche settimane, un progetto che tenga insieme demolizione e ricostruzione.

Per far fronte ai danni del maltempo, sono stati stanziati oltre 76 milioni di euro, tra risorse statali (primo e secondo stralcio del Piano degli interventi urgenti finanziati a seguito delle ondate di maltempo di settembre e ottobre 2024) e regionali. Risorse che hanno finanziato 293 interventi, molti dei quali già conclusi o in fase di conclusione, tra cui lavori di ripristino della viabilità comunale e provinciale, del reticolo idrografico danneggiato, oltre alla pulizia e alla rimozione di fango e detriti.

Lo scorso 28 agosto, inoltre, il Consiglio dei ministri ha prorogato lo stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati, a partire dal giorno 17 settembre 2024, nel territorio delle province di Reggio-Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Focus sul bolognese
Oltre alla pulizia dal fango, alla rimozione dei detriti, al rifacimento delle sedi stradali e alla riattivazione della funzionalità idraulica dei corsi d’acqua, tra gli interventi più significativi finanziati e terminati, in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, ci sono le opere di somma urgenza (6 milioni di euro) per il ripristino dell’integrità degli argini del torrente Idice a valle della località La Motta, in comune di Budrio; i lavori di somma urgenza per il ripristino dei danneggiamenti della Chiavica Accursi, in comune di Medicina (700mila euro); i lavori di somma urgenza nel bacino del Quaderna (ripristino argine destro collassato in prossimità della località Fiorentina), cui sono stati assegnati 1 milione 200mila euro.

Focus sul ravennate
Oltre agli interventi iniziati sul Lamone nel tratto di pianura (all’altezza di Villanova), sono stati finanziati e quasi tutti conclusi, o in via di conclusione, una lunga serie di opere di somma urgenza, tutte in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. Tra queste, i lavori (per oltre 5 milioni di euro) per il ripristino degli argini in sinistra e destra idraulica sempre del Lamone nei comuni di Ravenna, Russi e Bagnacavallo (in località Traversara); le opere, in corso (1 milione 700mila euro) sull’argine sinistro del corso d’acqua danneggiato nel tratto da Ponte dell’Albergone fino a valle dell’abitato di Traversara. Oltre 1 milione di euro è stato assegnato all’amministrazione comunale di Faenza, soggetto attuatore dei lavori per la messa in sicurezza e la difesa idraulica del quartiere Borgo. Altre risorse (3 milioni 750mila euro) sono andate per il ripristino degli argini in sinistra idraulica del fiume Senio in comune di Cotignola.

Focus su Forlì-Cesena
Sul fiume Montone l’Agenzia regionale ha attivato con risorse proprie tre interventi di somma urgenza. Il primo, in fase di ultimazione, è un intervento da 600mila euro per il ripristino arginale in seguito alla rotta del fiume in località via Zignola a Forlì. Il secondo, già concluso, per 500mila euro, ha visto il ripristino delle sezioni danneggiate del fiume e della rotta a Forlì, in via Isonzo. Infine il terzo, da 250mila euro, chiuso lo scorso anno, ha visto il ripristino e il rinforzo delle opere arginali del corso d’acqua in corrispondenza del Cavo Fontana 2, sempre a Forlì, dietro il complesso residenziale di via Martiri delle Foibe.

Vigili del fuoco: in Emilia Romagna mancano 600 unità

Vigili del fuoco: in Emilia Romagna mancano 600 unitàIl segretario regionale CONAPO dell’Emilia Romagna, sindacato maggiormente rappresentativo dei Vigili del Fuoco, DINI Eros lancia un nuovo e accorato appello: i
Comandi Vigili del Fuoco della regione Emilia-Romagna sono alle prese con una crisi di organico senza precedenti.

Le annunciate assegnazioni delle unità dei neo VF del 100° Corso, programmate per Ottobre in concomitanza con la mobilità dei vigili in uscita dalla Regione, risultano inadeguate ad arginare le gravi carenze di organico.
Nel solo 2024, i Vigili del Fuoco Emiliano-Romagnoli hanno gestito oltre 81.800 interventi, tra incendi, soccorsi tecnici e calamità naturali, senza contare le emergenze nazionali che hanno richiesto il dispiegamento di personale fuori regione. Eppure, oggi mancano all’appello circa 600 unità operative, con una carenza stimata del 34% tra il personale qualificato e del 20% tra i Vigili.
“Una situazione insostenibile. I turni sono diventati massacranti, le squadre lavorano sotto organico e le risorse disponibili non sono più sufficienti. Il personale è allo stremo, mentre la sicurezza dei cittadini e degli stessi operatori è messa seriamente a rischio”.
“Non si tratta più di un disagio interno: è una minaccia concreta alla sicurezza pubblica,” – dichiara Dini Eros – “Abbiamo lanciato l’allarme da tempo. Ora servono risposte, non promesse. È urgente procedere con assunzioni immediate, una redistribuzione del personale che tenga conto delle esigenze territoriali, fondi straordinari dedicati e una strategia operativa efficace. I Comandi non possono più aspettare. L’Amministrazione deve intervenire con responsabilità e decisione”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 17 settembre 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 17 settembre 2025Al primo mattino addensamenti anche consistenti, più probabili sul settore centro-orientale. Dal pomeriggio ampie schiarite su tutta la regione.

Temperature minime comprese tra 18 e 20 gradi, massime in diminuzione, comprese tra 23 e 26 gradi. Venti deboli tra est e nord-est con temporanei e lievi rinforzi al mattino lungo la costa ed in mare aperto, attenuazione serale. Mare inizialmente poco mosso con temporaneo aumento del moto ondoso dal pomeriggio, in attenuazione in serata.

(Arpae)

Settimana europea della mobilità. L’Emilia-Romagna continua a investire sul futuro sostenibile

Settimana europea della mobilità. L’Emilia-Romagna continua a investire sul futuro sostenibileOltre 1,5 miliardi di euro programmati per il trasporto ferroviario e locale, 163 milioni di euro per più di mille chilometri di nuove ciclabili urbane ed extraurbane, 9 milioni per l’acquisto di bici a pedalata assistita, 5,1 milioni di euro per il progetto Bike to Work, 176 nuovi treni regionali già in servizio e più di 15mila e-bike acquistate con incentivi regionali. Sono alcuni dei numeri che raccontano l’impegno dell’Emilia-Romagna per la mobilità sostenibile, un modello che punta a ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria e rendere gli spostamenti quotidiani più moderni, sicuri e alla portata di tutti. A queste misure si aggiungono gli abbonamenti gratuiti per studenti e studentesse, che ogni anno consentono a circa 220mila giovani di muoversi senza costi su bus e treni regionali.

In occasione della Settimana europea della mobilità 2025, dal 16 al 22 settembre, la Regione fa il punto su un percorso di programmazione che, attraverso risorse e investimenti, punta a rendere i servizi di trasporto più sostenibili, innovativi e vicini alle esigenze di cittadine e cittadini.

Dalle grandi infrastrutture ferroviarie ai progetti per la ciclabilità, il quadro degli interventi regionali delinea una strategia di lungo periodo orientata a ridurre le emissioni climalteranti, rafforzare l’intermodalità e rendere più accessibili e moderni i servizi di trasporto. Ogni giorno in Emilia-Romagna circolano 910 treni regionali su una rete di 1.400 chilometri e 258 stazioni, che trasportano circa 48 milioni di passeggeri l’anno. A questi si aggiungono i servizi su gomma, con 312 milioni di viaggiatori annui e un piano che prevede entro il 2033 l’arrivo di 2.000 nuovi autobus a basse emissioni, per il rinnovo di oltre il 60% della flotta. Sul fronte della mobilità ciclabile, accanto ai mille chilometri di nuove piste, spiccano i 240 chilometri della Ciclovia Adriatica nel tratto emiliano-romagnolo, con un investimento complessivo di 70 milioni di euro, che si inserisce nella rete nazionale delle ciclovie turistiche. Il 25 settembre, insieme a Itl e Fiab, è in programma l’Adriatica Bike Tour 2025, che porterà un gruppo di cicloturisti lungo la Ciclovia Adriatica da Chioggia a Pesaro, con tappe a Ravenna e Rimini, per sensibilizzare cittadini e territori sui temi della ciclabilità, dell’intermodalità e del cicloturismo.

“Investire sulla mobilità sostenibile significa investire sulla salute delle persone, sulla qualità dell’ambiente e sulla vivibilità delle città- sottolinea l’assessora regionale alla Mobilità, Trasporti e Ambiente, Irene Priolo-. È una sfida culturale e sociale che stiamo portando avanti con determinazione, perché si tratta di una scelta quotidiana che, supportata da dati concreti e da investimenti strutturali, può davvero cambiare il volto dei nostri territori”.

“La Regione- aggiunge Priolo- sta costruendo una strategia complessiva che tenga insieme più elementi: infrastrutture ferroviarie e per il trasporto pubblico locale, incentivi per chi sceglie di spostarsi in bicicletta con programmi come Bike to Work, un piano di sviluppo della rete ciclabile e misure a sostegno delle famiglie come gli abbonamenti gratuiti per studenti e studentesse. Una visione che mette al centro le persone, l’ambiente e la salute, con l’obiettivo di ridurre le emissioni climalteranti, aumentare l’efficienza del sistema dei trasporti e rendere i nostri centri urbani più moderni, accessibili e accoglienti”.

Infrastrutture e trasporto pubblico locale: i dati dell’Emilia-Romagna

Un sistema di mobilità sostenibile parte dal rafforzamento delle infrastrutture. Nel periodo 2020-2025 in Emilia-Romagna sono stati programmati oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti nel sistema ferroviario regionale, che comprendono i contratti di servizio e le risorse destinate al rinnovo della flotta. Di questi, 750 milioni di euro hanno consentito l’acquisto di 176 nuovi treni regionali ad alta efficienza energetica, finanziati attraverso contratti pluriennali sostenuti da fondi regionali e nazionali, che hanno portato l’Emilia-Romagna ad avere la flotta più giovane d’Italia. Sono circa 48 milioni i passeggeri annui che usufruiscono di una rete di oltre 1.400 chilometri di ferrovie e 258 stazioni, con una media di 910 corse giornaliere e oltre 19 milioni di chilometri-treno percorsi ogni anno. A questi numeri si affiancano i servizi di trasporto pubblico locale su gomma, che garantiscono 312 milioni di viaggi annui e un piano di rinnovo che prevede entro il 2033 l’arrivo di 2.000 nuovi autobus a basse emissioni, finanziati con fondi regionali e nazionali, per il ricambio di oltre il 60% della flotta.

Gli investimenti per la mobilità ciclabile

La rete ciclabile regionale è al centro di un piano pluriennale finanziato con risorse regionali, statali e comunitarie. Nel periodo 2020-2025 la Regione ha stanziato 163 milioni di euro per realizzare oltre 1.000 chilometri di nuove ciclovie urbane ed extraurbane, totale che sale a 186 milioni considerando le più recenti programmazioni. A queste risorse si aggiungono 25 milioni di euro del Por Fesr 2021-2027 per 25 progetti e circa 47 milioni di euro da fondi nazionali. Progetti strategici riguardano le grandi ciclovie turistiche: la Ciclovia Adriatica, che nel tratto emiliano-romagnolo misura 240 chilometri con un investimento di 70 milioni di euro, e gli interventi per l’intermodalità bici-treno con nuove velostazioni, finanziate con 1,8 milioni di euro. Sono inoltre attivi programmi di incentivazione all’acquisto di biciclette elettriche e cargo bike, con 9 milioni di euro di fondi Mase per il triennio 2023-2025, che hanno favorito la diffusione di oltre 15mila mezzi elettrici.

Alcune delle chiusure previste su A1, A13, R14 e A14

Alcune delle chiusure previste su A1, A13, R14 e A14Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 21:00 di mercoledì 17 alle 5:00 di giovedì 18 settembre, sarà chiusa la stazione di Modena sud, in uscita per chi proviene da Bologna. In alternativa si consiglia di uscire alla stazione di Valsamoggia o di Modena nord.

Per consentire attività di ispezione cavalcavia, dalle 21:00 di mercoledì 17 alle 5:00 di giovedì 18 settembre, saranno chiuse, in modalità alternata, le stazioni di Reggio Emilia e di Terre di Canossa Campegine, in uscita per chi proviene da Milano. In alternativa si consiglia di uscire alle seguenti stazioni: per la chiusura di Reggio Emilia: Terre di Canossa Campegine o Modena nord; per la chiusura di Terre di Canossa Campegine: Parma o Reggio Emilia.

Per lavori di pavimentazione, nelle due notti di mercoledì 17 e giovedì 18 settembre, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Modena sud e Valsamoggia, verso Bologna.  Si precisa che l’area di parcheggio “Castelfranco ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa mercoledì 17 e giovedì 18 settembre, a partire dalle ore 19:00. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Modena sud, percorrere la viabilità ordinaria: SP623 via Modenese, via Vignolese, SP Nuova Pedemontana, SP569 Nuova Bazzanese e rientrare in A1 alla stazione di Valsamoggia.

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Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di pavimentazione, sarà chiuso il tratto compreso tra Altedo e Bologna Interporto, verso Bologna, nei seguenti giorni e orari: dalle 21:00 di mercoledì 17 alle 5:00 di giovedì 18 settembre; dalle 22:00 di venerdì 19 alle 6:00 di sabato 20 settembre. L’area di servizio “Castel Bentivoglio ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa nelle suddette notti, ma con un’ora di anticipo. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione autostradale di Altedo, percorrere la viabilità ordinaria: via Chiavicone, SS64, SP3 via Marconi e rientrare in A13 alla stazione di Bologna Interporto.

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Sul Raccordo di Casalecchio (R14), per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 21:00 di mercoledì 17 alle 5:00 di giovedì 18 settembre, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento A14 Bologna-Taranto-Bologna Casalecchio, verso Firenze. Di conseguenza, l’uscita della stazione di Bologna Casalecchio non sarà raggiungibile per chi proviene da Ancona e da Padova. In alternativa si consigliano i seguenti itinerari: per chi proviene da Ancona ed è diretto verso Firenze, uscire alla stazione di Bologna Borgo Panigale, al km 4+800 della A14, immettersi sul Ramo Verde e sulla Tangenziale in direzione Casalecchio/A1 ed entrare alla stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio; per chi proviene dalla A13 Bologna-Padova ed è diretto verso Firenze, uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, al km 0+600 della A13, immettersi sulla Tangenziale in direzione Casalecchio/A1 ed entrare alla stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo Casalecchio.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire attività di ispezione e manutenzione cavalcavia, dalle 21:00 di mercoledì 17 alle 5:00 di giovedì 18 settembre, sarà chiuso, per chi proviene dalla A1 Milano-Napoli, il ramo di immissione sulla A13 Bologna-Padova, verso Padova. In alternativa si consiglia di proseguire oltre l’allacciamento con la A13, in direzione di Ancona, uscire a Bologna Fiera, al km 15+500 e rientrare dalla stessa stazione in direzione A13/A1, per poi immettersi in A13 verso Padova.

Piscina comunale di Spezzano: più di 7.300 ingressi in tre mesi

Piscina comunale di Spezzano: più di 7.300 ingressi in tre mesiSono state oltre 7.300 le persone che in questa calda estate 2025 hanno scelto di passare un po’ di tempo in piscina comunale di Fiorano Modenese, per rilassarsi e rinfrescarsi.

La piscina di Spezzano ha riaperto a inizi giugno, dopo gli importanti lavori di riqualificazione, che hanno riguardato la recinzione perimetrale esterna, la ristrutturazione di bagni e docce, il relamping con luci a led dei locali e l’installazione dell’impianto antifurto.

L’impianto gestito da Nuova Sportiva ha registrato nei tre mesi di apertura (fino al 31 agosto 2025), 5.363 ingressi a prezzo intero e 1.419 a prezzo ridotto, 287 ingressi pomeridiani (dalle 17 alle 19) e 243 ingressi in pausa pranzo.

“Con una media di oltre 80 presenze al giorno, senza contare bambini e ragazzi frequentanti i nostri centri estivi, – sottolinea l’assessore allo Sport, Luca Busani – si conferma l’importanza della piscina comunale per l’intera comunità fioranese: siamo ben consapevoli che purtroppo non sono mancati comportamenti da correggere e tenere monitorati e aspetti logistico organizzativi da verificare, ma è altrettanto evidente che, soprattutto in un momento storico difficile in particolar modo economicamente, questa struttura offre piacevoli momenti di svago e riposo, molto apprezzati dai cittadini.”

Pulizia a settimane alterne di due vie del centro sassolese

Pulizia a settimane alterne di due vie del centro sassoleseCambiano le modalità di pulizia della strada per due delle vie più trafficate ed oggetto di parcheggi del centro cittadino.

A partire da giovedì prossimo, 18 settembre, viale XX Settembre e viale Della Pace (da via S.Prospero verso il centro) saranno oggetto di pulizia a lati alternati.

Dalle ore 14 alle ore 17 di giovedì 18 il lato sinistro di entrambe le strade sarà oggetto di pulizia, quindi sarà in vigore il divieto di sosta.

Il giovedì seguente, 25 settembre, oggetto di pulizia e di divieto di sosta, sempre dalle 14 alle 17, sarà invece il lato destro di entrambe le strade.

La cadenza sarà ripetuta nelle settimane e nei mesi seguenti.

Una sperimentazione che consentirà un lato libero da auto parcheggiate per una pulizia più approfondita e, contestualmente, la possibilità di trovare parcheggio sul lato opposto della strada.

 

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