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Il presidente UPI E-R Tomei incontra il commissario straordinario Figliuolo: “Grazie alla regione per lavoro di questi mesi, ora avanti coi vaccini”

Il presidente UPI E-R Tomei incontra il commissario straordinario Figliuolo: “Grazie alla regione per lavoro di questi mesi, ora avanti coi vaccini”«Il lavoro svolto dalla Regione è stato prezioso e utile, anche perché il Presidente Bonaccini ha saputo mettere in rete le istituzioni coinvolgendo gli amministratori locali, con grande capacità di ascolto e mediazione. Abbiamo sperimentato in questi mesi un vero e proprio “modello Emilia” per la gestione della pandemia, e i risultati si vedono. Ora dobbiamo procedere con celerità con le vaccinazioni. Noi siamo pronti a dare una mano!».

Lo ha dichiarato il presidente di UPI Emilia-Romagna Gian Domenico Tomei questa mattina, incontrando il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, in visita venerdì 9 aprile presso la Regione Emilia-Romagna, insieme al capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio.

Tomei ha poi sottolineato come «in una fase così delicata come quella che stiamo vivendo, l’impegno da parte della società civile fa emergere una coesione sociale molto forte, che le istituzioni debbono cogliere come stimolo per una sempre maggiore cooperazione tra chi amministra e chi esercita ruoli attivi nella comunità».

Il commissario, alla presenza del Presidente della Regione Stefano Bonaccini, ha incontrato sindaci e presidenti di Provincia per un momento di confronto sullo stato dell’emergenza sanitaria nel nostro territorio e sull’andamento della campagna vaccinale.

 

Successo per la moda made in Emilia-Romagna alle Galeries Lafayette

Successo per la moda made in Emilia-Romagna alle Galeries LafayetteDal 1 ottobre 2021 al 30 marzo 2022, dopo il rinvio di un anno, è in programma l’Expo Universale 2020 di Dubai, evento simbolo a livello internazionale della ripartenza dopo la pandemia, che catalizzerà l’attenzione degli operatori economici di tutto il mondo. All’evento anche l’Emilia-Romagna sarà presente nel Padiglione Italia, all’interno del quale organizzerà iniziative istituzionali, culturali e scientifiche. La Regione Emilia-Romagna sarà presente nelle settimane tematiche dedicate agli obiettivi globali e a Salute e Benessere. E’ aperto a questo riguardo fino al 15 aprile un bando regionale, a cui possono presentare domanda di contributo tutte le singole imprese con sede in Emilia-Romagna, i consorzi per l’internazionalizzazione e le reti.

Proprio negli Emirati Arabi, si è svolto nei giorni scorsi con successo alle Galleries Lafayette l’evento promozionale “ShowCase in Dubai”, organizzato nell’ambito del progetto, promosso da Unioncamere Emilia-Romagna e co-finanziato dal Sistema Camerale e dalla Regione Emilia-Romagna, e realizzato con la collaborazione di ICE ufficio di Dubai, Roncucci&Partners e Twister Communications Middle East.

E’ stata la prima missione in presenza con aziende all’estero dopo moltissimi mesi per il sistema Camerale e per le imprese, accompagnate le imprese nella nuova frontiera imposta dall’emergenza.

E’ stata un’anteprima dell’Expo Universale, il primo grande evento dopo lo stop di tanti mesi.  – sostiene Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro- Un trampolino per il riavvio degli scambi e delle relazioni internazionali in un’area a cui la Regione guarda con interesse come testimonia il bando in corso che offre alle imprese l’opportunità di fare sistema con le altre iniziative regionali e nazionali”.

Anthemis By Artico, Orequo, C.Alla, A&A, Miamo By La Venenta, Labam, Joe Meribe By Modaf Design, MP di Rosanna Pellegrini, gli otto brand di altrettante aziende emiliano-romagnole partecipanti, hanno potuto esporre per quattro giorni le proprie collezioni in un’area dedicata, “Glamour Area” nel prestigioso department store Galeries LaFayette, collocato nella fashion avenue del Dubai Mall, appositamente allestita e identificata con i loghi del progetto, delle istituzioni e dei brand rappresentati.

Durante i quattro giorni sono stati programmati 4 workshop tematici ed eventi dedicati alla promozione individuale dei brands rappresentati dai titolari delle aziende intervenuti a Dubai (Orequo C.Alla, Joy Meribe, Anthemis by Artico), presso 26 fashion influencer/blogger/opinion leader e potenziali consumer. Cinque gli incontri di approfondimento con operatori del settore organizzati da Ice Dubai, per un totale di 11 incontri effettuati con le aziende presenti.

Il successo ottenuto è stato testimoniato e confermato dalla viva voce delle quattro rappresentanti presenti a Dubai (Joy Meribe, Carlotta Checchi di C.Alla, Francesca Fanti di Orequo e Valentina Roncarati di Anthemis by Artico), intervistate da Roncucci & Partner.

 

Altre 4 imprese in loco con i propri capi/accessori, erano rappresentate da Giacinta Acerbi di Roncucci & Partner, dallo staff di Twister Communications, dalla promoter locale appositamente incaricata (per tutti i brand), e da Mary Gentili di Unioncamere Emilia-Romagna.

Per chi volesse approfondire, è disponibile il file con i riferimenti delle aziende intervistate e la traccia delle domande. Al seguente link è possibile vedere il filmato delle risposte delle nostre stiliste e imprenditrici: https://we.tl/t-58GygpBSoq

Le risposte sono tutte molto spontanee e sincere – dice Mary Gentili di Unioncamere Emilia-Romagna – soprattutto riempiono di orgoglio, anche per aver perseverato nel credere nel progetto Italian Fashion Towards Dubai” in un periodo oltremodo complicato”.

I quattro brand Joy Meribe, C.Alla, Orequo e Anthemis by Articosono stati altresì selezionati da Galeries LaFayette per proseguire la commercializzazione all’interno del department store fino a giugno 2021.

Il progetto ‘Italian fashion towards Dubai’ che si concluderà con il follow up, ha coinvolto in due anni, 13 aziende.

Otto della provincia di Bologna: Artico Sas, A&A Srl, Orequo Srl, C.ALLA, La Venenta Soc Coop Sociale, Einstein Group Srl, Susy Mix Srl, M.C. srl Gil Santucci.

Tre da Parma: Labam Srl, Modaf Designs, Cris Conf Spa.

Due da Forlì-Cesena: MP di Rosanna Pellegrini & C. Sas, Boccalatte Sas.

Rete attiva per il lavoro, prosegue in Emilia-Romagna l’attività di orientamento, tirocini, formazione e incrocio tra domanda e offerta

Rete attiva per il lavoro, prosegue in Emilia-Romagna l’attività di orientamento, tirocini, formazione e incrocio tra domanda e offerta
Foto di Adam Radosavljevic da Pixabayoro

Consulenza e laboratori di orientamento, promozione di tirocini con la relativa certificazione delle competenze. Ma anche incrocio tra domanda e offerta di lavoro, accompagnamento al “fare impresa” nonché una formazione mirata all’inserimento lavorativo.
Sono queste, in sintesi, le opportunità per coloro che stanno cercando lavoro in Emilia-Romagna. Prestazioni che possono essere attivate dagli utenti presso i Centri per l’impiego del territorio regionale, e realizzate attraverso soggetti accreditati, nell’ambito degli interventi per l’occupazione della rete attiva per il lavoro.

Per questi interventi la Giunta regionale, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, ha stanziato nel corso dell’ultima seduta risorse pubbliche del Fondo sociale europeo 2014/2020 pari a 7 milioni di euro, che potranno eventualmente essere incrementate con ulteriori risorse comunitarie, nazionali o regionali che si rendessero disponibili, da destinare alla realizzazione di interventi per l’occupazione. Da subito oltre 5,5 milioni di euro saranno resi disponibili ai soggetti accreditati che si candideranno, entro il 29 aprile 2021, a erogare le prestazioni e le misure di politica attiva.
Si tratta di un intervento con il quale l’esecutivo di viale Aldo Moro punta a garantire la continuità alle prestazioni, rispetto a quanto già avviato, tenendo conto degli esiti conseguiti e delle modifiche e integrazioni necessarie dovute all’attuale contesto caratterizzato dagli impatti sul mercato del lavoro dell’emergenza sanitaria e dai cambiamenti tecnologici e sociali.

“Diamo continuità- ha detto l’assessore regionale al Lavoro e Formazione professionale, Vincenzo Colla– alle prestazioni e attività tenendo conto dell’impatto della pandemia sul mercato del lavoro. La prospettiva è quella di un’uscita dalla situazione attuale non ponendo solo rimedi agli effetti dell’emergenza, ma trasformando questa crisi senza precedenti in occasione per ripensare il lavoro, promuovendone la qualità con decisioni coerenti ai contenuti del Patto per il Lavoro e per il Clima”.

Sono 38 i Centri per l’Impiego in Emilia-Romagna (uno per ogni distretto sociosanitario, alcuni dei quali articolati a loro volta in sedi decentrate) e 9 gli uffici per il Collocamento mirato rivolto ai lavoratori fragili (uno per ogni provincia emiliano-romagnola e per la Città Metropolitana di Bologna) che collaborano con 85 soggetti accreditati al lavoro, presenti con 500 sedi in tutto il territorio regionale. 

“Una rete– è la considerazione di Colla– che è un patrimonio, ma ha bisogno di qualificazione continua, di supporto, monitoraggio e controllo”.
Le persone avranno tempo fino al 28 febbraio 2022 per sottoscrivere il proprio programma presso il Centro per l’impiego, scegliendo il soggetto accreditato. La deliberazione è disponibile nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico e sul sito http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it.

Il Patto di servizio
Il “Patto di servizio personalizzato” deve essere sottoscritto, in presenza o a distanza, dal destinatario delle prestazioni con il Centro per l’Impiego e contiene il programma con le prestazioni e le misure adeguate alla persona e al proprio percorso di ricerca attiva del lavoro, che la persona ha diritto di ricevere dal soggetto accreditato scelto fra quelli ricompresi nell’elenco validato con atti regionali.
Le prestazioni e le misure definite nel programma rappresentano le attività che la persona dovrà poter ricevere e che dovranno essere realizzate a suo favore da parte del soggetto accreditato, nel corso di validità del programma con l’obiettivo finale dell’occupazione. Il programma ha una durata massima di 6 mesi dal momento della sottoscrizione, prorogata a 12 mesi qualora entro la fine del sesto mese venga attivato un tirocinio. Durante la proroga sarà così possibile portare a termine le attività iniziate e non terminate durante i primi 6 mesi di programma, e attivare quanto previsto nel programma personalizzato ma non ancora avviato.
Chi sottoscrive il programma si impegna a realizzare le misure previste, col diritto di riceverle dal soggetto privato accreditato, che si impegna a renderle disponibili nell’arco della durata del programma. Se alla scadenza del programma la persona permane nello stato di disoccupazione potrà richiedere, in alternativa, presso il Centro per l’impiego un nuovo programma con un soggetto accreditato diverso e, in questo caso, le prestazioni e le misure già ricevute sono ripetibili. Inoltre potrà proseguire il suo percorso di ricerca del lavoro con lo stesso soggetto accreditato chiedendo pertanto una proroga di 6 mesi dei termini di attuazione del programma già sottoscritto e parzialmente realizzato. In tale caso la persona non potrà richiedere al soggetto attuatore la ripetizione delle misure già ricevute e già erogate da parte dello stesso soggetto. In caso di ripetizione di eventuali misure già erogate, nella discrezionalità del soggetto attuatore, le stesse non saranno comunque remunerate.

Focolaio Covid in area verde all’Ospedale di Sassuolo: riscontrate 3 varianti

Focolaio Covid in area verde all’Ospedale di Sassuolo: riscontrate 3 variantiAll’interno dell’area ‘verde’ dell’ospedale di Sassuolo, dedicata ai pazienti internistici a media intensità di cura, è stato rilevato un principio di focolaio di Covid-19 che, attualmente, interessa 15 pazienti; quelli che hanno richiesto la prosecuzione del ricovero, sono stati spostati all’interno di una delle due aree “Covid” già presenti in ospedale.

L’area, che non è tra quelle normalmente predisposte in ospedale per l’assistenza dei pazienti positivi al SarsCov2, accoglie soltanto persone che, al momento del ricovero, siano risultate negative al doppio tampone (antigenico + molecolare). Tuttavia, l’elevato numero dei ricoveri gestiti dalla struttura ospedaliera a cavallo dell’ultimo picco pandemico, ha richiesto, per circa due settimane, l’ampliamento del numero dei posti letto dedicati ai pazienti covid positivi interessando anche l’area ‘verde’. Sono ancora in corso, in ogni caso, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Salute Pubblica dell’Azienda USL di Modena, le valutazioni sull’origine del focolaio.

Il riscontro della positività è emerso grazie al protocollo di screening che l’ospedale ha in atto su tutti i suoi reparti: infatti oltre al tampone al momento del ricovero la sorveglianza dei pazienti “negativi” prosegue a 48 ore dall’ingresso in struttura e, successivamente, ogni 72 ore. L’ipotesi più probabile, secondo l’analisi incrociata del tracciamento dei diversi tamponi eseguiti, è che i primi casi di positività siano da considerarsi come soggetti che incubavano l’infezione già prima del ricovero, risultando positivi solo dopo il terzo tampone.

Tutte le misure di contenimento straordinarie sono già state messe in campo, compreso il posizionamento dei pazienti sospetti in stanza singola. Sono state inoltre ridotte ulteriormente le visite dei parenti, già contingentate ai soli pazienti terminali e non autosufficienti. Già eseguita la completa sanificazione delle stanze e di tutti gli altri ambienti all’interno dell’area ‘verde’.

Dallo screening degli operatori sanitari e di quelli dei servizi che accedono all’area ‘verde’ non è risultato alcun caso di positività al Covid-19. Gli approfondimenti microbiologici richiesti sui tamponi dei pazienti interessati, ha evidenziato la compatibilità di 3 varianti del virus: quella classica, quella inglese e quella brasiliana.

 

Lavori per il risparmio energetico nelle scuole di Maranello

Lavori per il risparmio energetico nelle scuole di MaranelloRidurre l’impatto energetico degli edifici scolastici: questo l’obiettivo degli interventi previsti alla scuola materna Cassiani e al nido Aquilone, che nel corso di quest’anno vedranno una significativa azione di efficientamento energetico con il rifacimento delle coperture.
I lavori, dal costo complessivo di 175 mila euro, prevedono un contributo regionale di 70 mila euro e i restanti 105 mila euro a carico del Comune: il progetto esecutivo è stato approvato nei giorni scorsi dalla giunta maranellese.

“Con questo intervento”, spiega l’assessore ai lavori pubblici Chiara Ferrari, “proseguiamo nell’opera di riqualificazione delle scuole del territorio. Particolare attenzione è rivolta al tema del risparmio energetico: grazie anche alla partecipazione ad un apposito bando della Regione riusciamo a migliorare le prestazioni di un plesso scolastico comunale che necessitava di un adeguamento. Il progetto ci permetterà insomma di avere scuole più funzionali, meno impattanti dal punto di vista ambientale e più efficienti anche sotto il profilo economico”.

Il finanziamento concesso dalla Regione Emilia-Romagna al progetto elaborato dall’amministrazione comunale si inserisce all’interno del programma operativo regionale del fondo europeo di sviluppo di promozione della “low carbon economy” nei territori e nel sistema produttivo: una azione di sostegno agli enti pubblici per conseguire obiettivi di risparmio energetico, uso razionale dell’energia, valorizzazione delle fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni di gas serra, con particolare riferimento allo sviluppo di misure di miglioramento della efficienza energetica negli edifici pubblici.
L’intervento di riqualificazione ha infatti soddisfatto le condizioni richieste dal bando della Regione, come la riduzione dell’indice di prestazione energetica e la riduzione del fabbisogno per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione, la produzione di acqua calda, l’illuminazione e per gli impianti di trasporto.
Il progetto prevede un generale efficientamento energetico, con la revisione del sistema di impermeabilizzazione del solaio di copertura e dei canali di gronda, l’inserimento di un nuovo manto di copertura e di nuovi pannelli coibenti e di un doppio pannello isolante. Tutti interventi che andranno a migliorare la performance energetica dell’edificio che ospita i due plessi scolastici.
A curare il progetto è la società Maranello Patrimonio: i lavori saranno realizzati nei mesi estivi per non interrompere l’attività scolastica.

 

Partiti i contributi a fondo perduto del Decreto Sostegni

Partiti i contributi a fondo perduto del Decreto Sostegni
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Sono partiti gli ordinativi di pagamento delle prime 600mila istanze presentate sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per un importo complessivo di 1.907.992.796 euro a favore delle imprese destinatarie dei sostegni che hanno presentato la domanda entro la mezzanotte del 5 aprile 2021. I contribuenti coinvolti vedranno accreditarsi le somme direttamente sul conto corrente indicato nella domanda oppure potranno usare l’importo riconosciuto in compensazione. Dal 30 marzo, giorno dell’apertura del canale telematico dell’Agenzia delle Entrate, ad oggi sono circa un milione le domande del contributo a fondo perduto inviate con l’apposita piattaforma informatica delle Entrate gestita con il partner tecnologico Sogei.

Più di 600mila domande già elaborate – Sono più di 600mila, precisamente 604.534, le istanze dei contributi a fondo perduto lavorate, per le quali è stato già predisposto il mandato di pagamento oppure riconosciuto il credito d’imposta. Quest’ultimo caso riguarda 10 mila domande, nelle quali i contribuenti avevano manifestato la scelta della compensazione in alternativa all’accredito su conto corrente.

Gli operatori interessati regione per regione – Sul totale dei soggetti richiedenti, quasi 100 mila svolgono la loro attività in Lombardia, seguono la Campania con 70.534 operatori economici, il Lazio (68.697), la Puglia (45.926), la Toscana (42.141), la Sicilia (41.763), il Veneto (40.620). Fra le altre regioni spiccano il Piemonte (39.411), l’Emilia-Romagna (38.556), la Calabria (20.987) e la Sardegna (17.657). Nella tabella seguente viene riportato il dettaglio di tutte le regioni.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 10 aprile

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 10 aprileCielo nuvoloso ma con nuvolosità in aumento a partire dai rilievi occidentali. Le precipitazioni in mattinata saranno deboli e presenti lungo il crinale appenninico emiliano, dove andranno intensificandosi in particolare dalla serata, quando diventeranno consistenti, anche a carattere di rovescio. Le precipitazioni si estenderanno nel pomeriggio anche su buona parte delle province più occidentali, mentre solo in serata raggiungeranno il resto del territorio regionale, mantenendosi di debole intensità. Temperature minime in aumento e intorno a 8 gradi; massime pressoché stazionarie, in diminuzione sul settore più occidentale, e comprese tra i 13/14 gradi del piacentino e i 18 gradi della pianura orientale. Venti deboli dai quadranti meridionali sui rilievi, lungo la costa e il mare; di direzione più variabile sulla pianura occidentale. Mare da poco mosso a mosso.

(Arpae)

Coronavirus. Vaccinazione direttamente nelle aziende, l’Emilia-Romagna si organizza per essere pronta a partire

Coronavirus. Vaccinazione direttamente nelle aziende, l’Emilia-Romagna si organizza per essere pronta a partireL’Emilia-Romagna si prepara per la vaccinazione dei lavoratori direttamente in azienda. Un tassello per accelerare la campagna vaccinale in corso ma anche un contributo importante per preparare le riaperture delle attività produttive e la ripartenza in sicurezza dell’intero sistema economico.

È questo quanto emerso dal tavolo regionale del Patto per il Lavoro e per il Clima riunito oggi, in videoconferenza, per fare il punto sul “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”, siglato a Roma dal Governo e dalle Parti sociali e in attesa della definizione dei tempi di avvio.

L’appuntamento è stato convocato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, assieme all’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, che ha anche fatto un ampio aggiornamento sulla campagna di vaccinazione in corso in Emilia-Romagna.

Un primo incontro con categorie economiche e sindacati per iniziare a declinare sul territorio emiliano-romagnolo l’accordo nazionale, in attesa che il Governo sciolga aspetti applicativi dell’accordo e che arrivi il documento dell’Inail su procedure e su operatività di come realizzare la profilassi nei luoghi di lavoro. Ora dovrà partire, prima del prossimo incontro previsto per metà aprile, una mappatura dei territori e delle aziende.

“Così mettiamo in sicurezza i posti di lavoro, le città e le nostre comunità. Il Protocollo fissa a livello nazionale un perimetro certo su cui muoversi, raccogliendo così una precisa richiesta delle Regioni, per accelerare le vaccinazioni su larga scala. Uno strumento ‘intelligente’- afferma l’assessore Colla– con ampi spazi di libertà, possibilità e tutele per aziende e lavoratori che va a rafforzare sul territorio il Piano strategico nazionale vaccinale. Questo anche con lo straordinario apporto, visto che si tratta luoghi di lavoro, dell’Inail. Abbiamo davanti il tempo per mettere così in campo un modello organizzativo che può coprire, anche in maniera aggregata, aziende emiliano-romagnole di tutti i settori e di tutte le dimensioni”.

“Dalle imprese e dalle parti sociali dell’Emilia-Romagna- aggiunge l’assessore Donini– ho apprezzato una disponibilità che testimonia quanto possa essere centrale, anche nelle politiche di sanità pubblica, il mondo del lavoro.  Ovviamente l’organizzazione che ci predisponiamo a condividere, sulla base anche di ulteriori indicazioni del Governo, entrerà in campo una volta che sarà definita un’adeguata consistenza di forniture di vaccini e quando sarà immunizzata la popolazione fragile e anziana maggiormente a rischio”.

Sintesi Protocollo Governo-Parti sociali
Le imprese che aderiranno dovranno inviare all’Azienda sanitaria di riferimento il loro piano, indicando il numero di vaccini richiesti per i lavoratori disponibili a ricevere la somministrazione del vaccino, così da consentire all’Azienda sanitaria la programmazione delle distribuzioni. La gestione dei costi sui luoghi di lavoro è “interamente a carico del datore, compresi i costi per la somministrazione”, mentre “la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione, aghi e siringhe, e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti, è a carico dei Servizi sanitari regionali territorialmente competenti”.
Sarà su base volontaria l’adesione alla somministrazione da parte dei lavoratori: questo nel “pieno rispetto della scelta rimessa esclusivamente al singolo lavoratore, delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza, della sicurezza delle informazioni raccolte ed evitando, anche ogni forma di discriminazione”. Le imprese più piccole potranno accordarsi con quelle più grandi o appoggiarsi alle strutture dell’Inail.
Inoltre, se la vaccinazione cadrà durante l’orario di lavoro, il tempo necessario per la somministrazione sarà equiparato a tutti gli effetti a quell’orario mentre conteranno come malattia i giorni successivi, necessari a smaltire eventuali effetti avversi.
Saranno operatori sanitari, preparati attraverso una piattaforma dell’Istituto superiore di sanità, a effettuare materialmente l’iniezione: il medico competente, invece, si occuperà del triage preventivo sullo stato di salute. Dovranno essere idonei anche i locali dove somministrare il vaccino, con le zone necessarie in caso di reazione avversa.
Le aziende che non dispongono di spazi adeguati potranno ricorrere “a strutture sanitarie private e concludere una specifica convenzione con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini che viene assicurata dai Servizi sanitari regionali”. Se l’azienda non ha il medico competente potrà avvalersi delle strutture sanitarie dell’Inail. In questo caso, trattandosi di iniziativa vaccinale pubblica, gli oneri resteranno a carico dell’Inail.

Formazione e lavoro. Occupazione per l’80% dei giovani usciti dagli Its, la Regione punta sulla formazione post-diploma: investimento di quasi 20 milioni di euro per creare posti qualificati

Formazione e lavoro. Occupazione per l’80% dei giovani usciti dagli Its, la Regione punta sulla formazione post-diploma: investimento di quasi 20 milioni di euro per creare posti qualificatiLo dicono i numeri: fino all’80% dei giovani che abbia completato percorsi di formazione negli Its (Istituti tecnici superiori) della Rete politecnica trova entro un anno un lavoro coerente con le specializzazioni acquisite. Percentuale che sale addirittura al 100% in alcuni corsi. La Giunta regionale ha approvato gli obiettivi messi in campo dalla Rete politecnica per l’anno formativo 2021-2022, voluta dalla Regione Emilia-Romagna per fornire a giovani e adulti le competenze tecniche e scientifiche maggiormente richieste dalle imprese.

La rete è organizzata sulla base di tre tipologie di percorsi. Quelli biennali, realizzati dalle Fondazioni degli Istituti tecnici superiori (Its). Poi i percorsi di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts), della durata di 800 ore realizzati dagli enti di formazione in partenariato con le scuole, università e imprese. E, infine, i percorsi a qualifica di durata compresa tra le 300 e le 500 ore realizzati dagli enti di formazione in partenariato con le imprese.

“L’investimento nell’alta formazione tecnica e specialistica- spiegano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Vincenzo Colla– risponde all’impegno che abbiamo preso nell’ambito del Patto per il lavoro e per il clima: creare un new dealdei saperi che garantisca le competenze necessarie ad un’economia più verde, inclusiva e digitale. Intendiamo rafforzare l’istruzione secondaria e terziaria professionalizzante, per valorizzare pienamente la formazione e la cultura tecnica e professionale”.

“La programmazione dei percorsi del prossimo anno- prosegue Colla– dovrà in particolare rafforzare la filiera formativa professionale e tecnica integrata, favorendo i passaggi dalla IeFp agli Ifts e Itse da questi al percorso universitario, che permetta ai giovani la continuità dei percorsi e assicuri al territorio quelle professionalità e competenze tecniche, scientifiche e umanistiche indispensabili per la ripresa, anche dopo la pandemia. Ma siamo già pronti- conclude – a incrementare l’offerta che è già in campo per rispondere a tutte le richieste del sistema territoriale”.

 

L’impegno della Regione

La Giunta, nell’ambito del Programma triennale per la Rete politecnica 2019/2021, haapprovato la programmazione per l’anno formativo 2021/2022, che con un investimento complessivo di 19,5 milioni di euro coinvolgerà circa 3.000 persone.

Per l’anno formativo 2021/22 la Regione ha stabilito che tutti i percorsi attivati dovranno dare risposta ai fabbisogni formativi e professionali necessari per attivare, sostenere e consolidare i processi di innovazione digitale e gli obiettivi di sostenibilità (contenuti in Agenda 2030) dei sistemi d’impresa prioritari per il sistema regionale.

L’obiettivo dichiarato è affiancare le imprese del territorio per affrontare le nuove sfide globali, sostenendo l’innovazione e la modernizzazione dei servizi e la sostenibilità ambientale dei sistemi produttivi.

L’offerta della rete Politecnica, in sintesi, ha il compito di trovare soluzioni alla domanda di competenze qualificate per l’inserimento lavorativo di persone che siano già in possesso di conoscenze e competenze di base, ma che abbiano necessità di acquisirne di ulteriori. Sia sul piano tecnico, tecnologico e specialistico, che organizzativo, gestionale e relazionale.

Al finanziamento dell’offerta formativa per l’anno 2021-2022, pari a circa 19,5 milioni di euro, concorrono risorse del Fondo sociale europeo e risorse nazionali.

Ai percorsi Its vengono destinati circa 10,5 milioni di euro per il biennio, ai percorsi di Istruzione e Formazione professionale vanno circa 7 milioni, alla Formazione superiore 2 milioni di euro.

 

Le novità in campo

La Regione vuole ampliare l’offerta delle Fondazioni Its passando da 27 a 34 percorsi formativi, individuando nuovi partenariati e nuove filiere di imprese anche in territori diversi, cogliendo l’impegno delle imprese e valorizzando la disponibilità delle autonomie educative.

Si sta, inoltre, formalizzando un accordo con gli atenei per permettere agli studenti in uscita da percorsi di specifici Its di iscriversi ad un corso di laurea professionalizzante coerente, con un riconoscimento di almeno 80 crediti, sui 130 necessari per laurearsi. L’obiettivo della Regione è quello di ampliare ancora questa possibilità a tutti i percorsi di Its presenti in regione.

Anche i percorsi Ifts verranno ampliati, passando da 59 a 60, e ulteriormente qualificati. Questo consentirà di adattarli ai cambiamenti in corso. Lo stesso avverrà per i percorsi di formazione superiore (30 percorsi): si valorizzeranno i percorsi formativi pregressi di istruzione anche terziaria, per renderli maggiormente spendibili nei contesti di lavoro, rafforzando le competenze digitali e linguistiche, le competenze utili per la sostenibilità dei prodotti/servizi/processi e per l’innovazione sociale.

Infine, il maggiore utilizzo della rete dei laboratori accreditati della Rete Alta tecnologia e l’offerta presso i Tecnopoli della ricerca sarà utile per consolidare ancora di più i percorsi di conoscenza e qualificazione.

Esami di Stato 2021, online da oggi la pagina dedicata alle prove di giugno

Esami di Stato 2021, online da oggi la pagina dedicata  alle prove di giugno“Ragazze, ragazzi, abbiate fiducia in voi, abbiate fiducia nella scuola, abbiate fiducia, soprattutto, nel nostro Paese”. Con queste parole il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, si è rivolto oggi alle studentesse e agli studenti che sosterranno gli Esami di Stato, con un video diffuso sui canali social del Ministero.

 

Il Ministro ha lanciato un messaggio di incoraggiamento e di supporto e presentato alcune delle attività predisposte per accompagnare la comunità scolastica fino alle prove di giugno. “Ognuno di voi ha il diritto di essere valutato. Per questo abbiamo scelto una formula, su cui voi state lavorando, che vi consentirà di esprimere tutto il vostro percorso. Con l’Esame – ha sottolineato – si passa da una fase all’altra della vita e questo è un momento importante, bisogna dargli tutto il peso. Il Ministero, i vostri docenti e tutta la comunità scolastica sono con voi in questo percorso”.

 

“Metteremo a vostra disposizione tutti gli strumenti per prepararvi al meglio. Abbiamo aperto una pagina dedicata sul nostro sito, con tutte le informazioni. La Rai avrà uno spazio dedicato agli Esami e i nostri social, che voi sapete usare meglio di tutti, saranno a vostra disposizione”.

 

Il sito dedicato

È online da oggi la pagina web dedicata alle prove conclusive del primo e del secondo ciclo di istruzione, istruzione.it/esami-di-stato/. Uno strumento che mette a disposizione di studentesse e studenti, dei docenti e di tutta la comunità scolastica documenti, informazioni e materiali sugli Esami. Sul portale sono caricate le Ordinanze che definiscono le prove di giugno, tenendo conto dell’emergenza sanitaria e del suo impatto sulla vita scolastica e del Paese, documenti di accompagnamento che forniscono informazioni dettagliate sulle modalità di svolgimento degli Esami di questo anno scolastico e una sezione riservata alle risposte alle domande più frequenti. Il sito sarà solo uno degli strumenti pensati per sostenere la comunità scolastica in questo percorso. Come ogni anno, sono previste conferenze di servizio, sull’intero territorio nazionale, già in corso in queste settimane.

 

Le rubriche sui social

In vista degli Esami, sarà possibile interagire con il Ministero attraverso la rubrica social #MIrisponde con richieste di chiarimento o di approfondimento. Le risposte saranno fornite sempre attraverso i canali social. Ma ci sarà spazio anche per un racconto personale di questo particolare rito che resta nei ricordi di ogni generazione: attraverso la rubrica #ioMIricordo, il Ministero animerà, nel mese di giugno, a ridosso delle prove, un racconto corale in cui ciascuno potrà utilizzare l’hashtag per condividere i propri ricordi e le proprie esperienze legati agli Esami.

 

Gli Esami di Stato in tv

Grazie alla collaborazione tra il Ministero e la RAI ci saranno finestre dedicate agli Esami di Stato anche all’interno dei programmi di Rai Cultura (“#Maestri” e “La Scuola in Tivù”) e di RaiGulp (“La Banda dei Fuoriclasse”). In particolare, nell’ambito de “La Scuola in Tivù”, ci sarà un pacchetto di puntate dedicato alla spiegazione approfondita dei diversi passaggi dell’Esame del secondo ciclo. Mentre nell’ambito di “#Maestri” sarà data voce alle ragazze e ai ragazzi che si preparano per le prove. Tutti i materiali e le lezioni prodotti in questi mesi, sulle diverse discipline, saranno a disposizione delle studentesse e degli studenti e dei loro docenti per approfondimenti e ripassi. Tutte le puntate sugli Esami saranno disponibili su Raiplay e sul sito di Rai Scuola per poterne fruire anche dopo la messa in onda. Per i più piccoli, nell’ambito della “La Banda dei Fuoriclasse”, su RaiGulp ci saranno momenti tematici dedicati all’Esame del primo ciclo e alle discipline che ne saranno oggetto.

 

Il sito dedicato: istruzione.it/esami-di-stato/

 

Danni da gelate di marzo e aprile 2021, già attiva la piattaforma online della Regione per la ricognizione dei danni delle imprese agricole

Danni da gelate di marzo e aprile 2021, già attiva la piattaforma online della Regione per la ricognizione dei danni delle imprese agricoleLe gelate di questi giorni hanno colpito in maniera pesante frutteti e coltivazioni, rischiando di compromettere le raccolte estive. E proprio per sostenere le imprese che si trovano, per il terzo anno consecutivo, alle prese con una situazione estremamente difficile che si somma alle difficoltà legate all’emergenza pandemica, la Regione si è attivata subito mettendo in campo diversi strumenti.

È già attiva, infatti, la piattaforma online all’indirizzo https://questionari.regione.emilia-romagna.it/643362?lang=it per raccogliere tutte le segnalazioni dei potenziali danni alle imprese agricole e permettere così una precisa ricognizione sul territorio.

E poi le risorse finanziarie per agire d’anticipo e sostenere il comparto.

Si è appena concluso il bando regionale che ha messo a disposizione 4,2 milioni di euro di contributi alle imprese fino a un massimo di copertura dei costi del 70% per l’acquisto di materiali dedicati alla prevenzione dei danni causati dalle gelate primaverili.

Le domande sono state 62, suddivise in tutto il territorio regionale, con una prevalenza di imprese colpite nella provincia di Ravenna. I fondi residui saranno destinati ad altri interventi per la prevenzione dei danni da brina: verranno anche garantiti dalla Regione altri 4 milioni di euro di risorse per i sistemi antibrina col Programma di sviluppo rurale 2021-2022, per nuovi bandi.

“Siamo molto preoccupati per i danni delle gelate dovute al cambiamento climatico, che genera fenomeni meteo devastanti sempre più frequenti- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Tre anni consecutivi di gelate colpiscono duramente la frutticoltura, in difficoltà già da tempo. Dobbiamo aiutare il sistema ortofrutticolo a resistere attraverso investimenti, ricerca e sostegno promozionale. Chiederemo ancora al Governo la deroga al decreto legislativo 102 e ci stiamo confrontando sulla proposta di riparto fatta dal ministero Politiche agricole per rendere subito disponibili i 20 milioni di euro ottenuti nel corso del 2020 sempre sul decreto 102 (sostegni alle imprese nelle emergenze e nei rischi) e metterli a disposizione delle imprese agricole, tenendo conto di chi ha avuto effettivamente i danni, con la stessa procedura che è stata applicata per i danni da cimice asiatica”.

“E sempre nell’ambito delle risorse- incalza Mammi-, chiediamo al Governo la disponibilità dei 70 milioni di euro che erano stati stanziati per calamità del 2019 e 2020 grazie alla legge di stabilità. La Regione ha presentato al ministero delle Politiche agricole il progetto di rilancio concreto e dettagliato per il comparto ortofrutta in sei assi strategici. Ho chiesto personalmente in queste ore al ministro, Stefano Patuanelli, di convocare il tavolo nazionale dell’ortofrutta, chiedendo di lavorare subito sul miglioramento delle condizioni assicurative, per incentivare le aziende ad assicurarsi”.

“Inoltre- chiude l’assessore- bisogna che il ministero ci aiuti a trovare soluzioni sul tema del costo del lavoro che andrebbe ridotto fortemente nei territori che da tempo subiscono danni enormi derivanti da fitopatie e cambiamenti climatici, come già accade in alcune parti del Paese. È indispensabile utilizzare le risorse del Recovery Fund per il comparto ortofrutta, dalla logistica all’innovazione per le aziende, con sistemi di protezione anche dalle gelate. Abbiamo bisogno di difendere e sostenere le buone produzioni della nostra terra, insieme al reddito dei nostri agricoltori. La Regione è al loro fianco”.

 

Gli assi del programma della Regione Emilia-Romagna di rilancio del settore ortofrutta

Il progetto strategico di sostegno e di rilancio per il settore frutticolo, da rendere operativo già dal 2021 e con una prospettiva almeno triennale, mira a ridurre i costi di produzione e a sostenere gli investimenti necessari per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la ricerca di nuove tecniche di difesa chimica e biologica, l’attivazione di strumenti per la gestione del rischio, l’incremento della sostenibilità lungo tutta la filiera, la riconversione varietale in funzione delle preferenze di gusto e della nuova domanda espressa dai consumatori e la promozione delle eccellenze regionali.

Cinema e Spettacolo. Artisti e tecnici del futuro, in arrivo i corsi di formazione della Regione

Cinema e Spettacolo. Artisti e tecnici del futuro, in arrivo i corsi di formazione della Regione
Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

Corsi di formazione in ambito culturale per formare nuovi tecnici e artisti, aumentare le competenze di chi già lavora e creare nuove professionalità altamente specializzate. La Giunta regionale ha approvato due provvedimenti per l’offerta formativa 2021. I percorsi riguardano i settori cinema e audiovisivo  e spettacolo dal vivo.

Sono a disposizione complessivamente oltre 3,8 milioni di euro, risorse comunitarie del Fondo Sociale Europeo, per 62 percorsi formativi che verranno realizzati dagli Enti del territorioa partiredai prossimi mesi. Gli inviti destinati agli Enti formativi per presentare i progetti erano stati lanciati nel novembre scorso dall’Assessorato regionale allo Sviluppo economico, Green economy e Formazione professionale, in collaborazione con l’Assessorato regionale alla Cultura.

Spettacolo dal vivo

Il cantante lirico, il danzatore, l’attore ma anche lo scenografo, il tecnico del suono: con circa 2 milioni e 650 mila euro, il piano formativo per lo spettacolo dal vivo prevede 36 percorsi, rivolti potenzialmente a 530 persone, con l’obiettivo di fornire alte competenze in diverse specializzazioni in settori che vanno dalla musica alla danza, dal teatro di prosa e di figura all’opera, fino al musical.

Cinema

Sceneggiatura, scrittura, regia, produzione, post-produzione, tecniche di ripresa, utilizzo delle più avanzate tecnologie per il cinema e audiovisivo, il tutto declinato nei vari generi, dalla fiction al documentario, dalle produzioni audiovisive e multimediali per bambini e alla produzione di audiovisivi interattivi. Questi invece i percorsi previsti per la formazione e l’innalzamento delle competenze dell’industria cinematografica e audiovisiva regionale. Sono 26 i corsi di alta formazione a sostegno dell’innovazione e delle competenze tecniche professionali e in particolare creative-artistiche, tipiche del settore, finanziati con risorse del Fondo sociale europeo con 1 milione e 190mila euro.

“La Regione continua ad investire- afferma l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori– per qualificare e rafforzare le competenze delle persone, per accompagnarle nei propri percorsi di crescita professionale e per sostenere le prospettive di un lavoro qualificato nelle imprese e nelle istituzioni del sistemaregionale, favorendo così la crescita del settore culturale nel suo complesso. Questo vale sia per lo spettacolo dal vivo che per il settore cinematografico e audiovisivo, dove l’innalzamento delle professionalità concorre ad attrarre investimenti, sviluppando di conseguenza nuova e più qualificata occupazione”.

“Il nostro- conclude l’assessore- è anche un impegno che assume un valore strategico nell’attuale contesto di difficoltà dovuto alle conseguenze delle misure restrittive per contrastare il rischio di contagio. Aiutando le persone a formarsi e a specializzarsi, si sperimentano anche percorsi innovativi con cui cerchiamo di prepararle alla sfida della ripartenza in un mercato sempre più competitivo, anche nel settore culturale”.

Francesco Milza è il nuovo presidente dell’Alleanza Cooperative dell’Emilia-Romagna

Francesco Milza è il nuovo presidente dell’Alleanza Cooperative dell’Emilia-RomagnaCambio alla guida dell’Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna che riunisce Agci, Confcooperative e Legacoop. Il nuovo presidente per il prossimo mandato è Francesco Milza, eletto all’unanimità nel corso del comitato esecutivo svoltosi in modalità online ieri pomeriggio con la partecipazione di oltre 50 delegati. Ai lavori hanno partecipato la vicepresidente della Regione, Elly Schlein, che si è confrontata sulle sfide poste dalla pandemia e sui progetti della cooperazione, e il vicedirettore di Unioncamere Emilia-Romagna, Guido Caselli, che ha offerto dati e indicazioni sull’andamento dell’economia regionale e del sistema cooperativo.

Cinquantasette anni, amministratore delegato della cooperativa di servizi logistici San Martino di Piacenza, Milza è anche presidente di Confcooperative Emilia Romagna. Alla guida dell’Alleanza Cooperative regionale prende il posto di Massimo Mota (presidente Agci Emilia-Romagna), che assume così l’incarico di co-presidente insieme a Giovanni Monti (presidente Legacoop Emilia-Romagna), a conferma della rotazione annuale alla presidenza dell’Alleanza stabilita dalle centrali cooperative.

“Il ruolo dell’Alleanza Cooperative dell’Emilia-Romagna è fondamentale per l’interlocuzione con le Istituzioni di fronte alle quali il sistema cooperativo si presenta unito e più forte – ha dichiarato Milza, ringraziando Mota e Monti per il lavoro svolto assieme nell’ultimo difficile anno -. Nel confronto con la Regione le nostre priorità riguardano: la nuova programmazione comunitaria 2021-27 nell’ambito del Next Generation Ue, la partecipazione al Tavolo della semplificazione affinché porti risultati concreti per le imprese, l’attivazione del Tavolo sui lavori sociali per valorizzare le attività delle cooperative sociali e sanitarie protagoniste di un’importante pezzo di welfare dell’Emilia-Romagna, un’iniziativa legislativa regionale per riconoscere e promuovere le cooperative di comunità come accaduto in altre Regioni, il sostegno al credito e alle attività di promozione cooperativa e formazione per la riqualificazione dei lavoratori. Sono tutti temi – ha sottolineato Milza – già condivisi nell’ambito del Patto per il Lavoro e per il Clima, che abbiamo convintamente sottoscritto, e che deve trovare applicazione nei territori”.

Milza ha poi evidenziato l’importanza di “definire un accordo regionale con le Organizzazioni sindacali per la promozione dei workers buyout, le cooperative di lavoro ricreato formate dai lavoratori che rilevano aziende in difficoltà o senza prospettive di continuità, sulla falsariga di quanto fatto a livello nazionale”. Inoltre, ha aggiunto, “vogliamo rimettere al centro temi fondamentali per la cooperazione come il riconoscimento del lavoro sociale nel settore ambientale, appalti e affidamenti dei servizi pubblici, il riconoscimento dei costi sostenuti dalle cooperative per la pandemia, adeguati ristori per i settori produttivi e dei servizi più colpiti da restrizioni e chiusure”.

“Usciremo da questa situazione con una richiesta di rafforzamento del sistema di sicurezza sociale che deve passare attraverso un maggiore ruolo della cooperazione – ha detto il presidente uscente dell’Alleanza Cooperative dell’Emilia-Romagna e ora co-presidente, Massimo Mota -. Abbiamo una priorità, tra le tante da affrontare, ed è la tenuta economica delle nostre cooperative che, soprattutto nel settore sociale, lavorano con margini troppo bassi che, in situazioni difficili come quella attuale, rischiano di non bastare”.

“Il lavoro di squadra portato avanti in questi anni a livello di Alleanza delle Cooperative dell’Emilia-Romagna si è rivelato fondamentale – ha aggiunto il co-presidente Giovanni Monti -, dobbiamo continuare su questa strada presidiando l’interlocuzione con la Regione che si è dimostrata in più occasioni attenta alle nostre richieste e rafforzando la rappresentanza della cooperazione che nei nostri territori rappresenta un player fondamentale del sistema economico”.

Maltempo: Cia, ondata di gelo stronca l’agricoltura Emiliano Romagnola

Maltempo: Cia, ondata di gelo stronca l’agricoltura Emiliano RomagnolaAncora una notte di gelo in Emilia Romagna con temperature fino a -4 gradi. Nei campi dell’ Emilia Romagna la lunga morsa del freddo ha stroncato ettari di frutteti e vigneti, ma non ha risparmiato piantagioni orticole e mais. Ingenti i danni che si preannunciano di milioni con un taglio del 50-75% della produzione. Un colpo terribile per le aziende agricole già in crisi. A lanciare l’allarme, dopo la nuova ricognizione, è Cia-Agricoltori Italiani che ora incalza le istituzioni affinché non si perda tempo e si intervenga subito ascoltando i territori, sviluppando migliori strumenti di gestione del rischio e incentivando, attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), lo sviluppo di sistemi tecnologici di protezione delle colture.

Perché è chiaro, chiarisce Cia, come l’Italia e l’Emilia Romagna sia di nuovo alle prese con ondate anomale di maltempo, sbalzi bruschi di temperature e gelate oltre le previsioni.

In Emilia Romagna è andata meno peggio della notte tra il 6 e il 7 aprile, al momento quella decisiva per la frutticoltura regionale. Ciliegi in fioritura, ma anche pereti e meleti, stanno infatti pagando a caro prezzo il gelo che si ripete da notti con il termometro fino a -4 gradi. In Romagna e Centro Emilia il peggio è toccato anche agli ortaggi a foglia destinati al consumo fresco, ma anche ai vigneti, con i germogli del Lambrusco completamente lessati dal freddo.

“Sono ore importanti per monitorare la situazione, ma anche per intervenire con tempestività -dichiara il presidente di Cia-Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna Cristiano Fini-. Il passaggio tra istituzioni regionali e centrali deve essere automatico ed eccellente per dare risposte che ormai conosciamo, come il riconoscimento dello stato di calamità naturale per attivare i risarcimenti in tempi rapidi. Allo stesso tempo -aggiunge- occorre, sul piano nazionale, spingere l’innovazione sul fronte degli strumenti di gestione del rischio che vanno adeguati prontamente ai cambiamenti climatici in atto, ma anche incentivare e aumentare il contributo a favore dell’assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante, già presente in alcuni Psr, utilizzando i fondi della nuova Pac. Il Pnrr- conclude infine Fini- guardi anche a questi eventi estremi e agli effetti drammatici che hanno sull’agricoltura che per affrontarli ha bisogno anche di innovazione e di risorse importanti da destinare a sistemi tecnologici di protezione delle colture”.

 

Coronavirus: oggi (8/4) su oltre 30mila tamponi effettuati, 1.075 nuovi positivi (3,6%) in regione. In calo casi attivi e ricoveri

Coronavirus: oggi (8/4) su oltre 30mila tamponi effettuati, 1.075 nuovi positivi (3,6%) in regione. In calo casi attivi e ricoveriDall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 346.820 casi di positività, 1.075 in più rispetto a ieri, su un totale di 30.262 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,6%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dai 75 anni in su; proseguono le vaccinazioni anche per il personale scolastico e le forze dell’ordine.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 1.037.637 dosi; sul totale, 327.023 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale sono disponibili su: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 456 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 377 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 577 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,8 anni.

Sui 456 asintomatici, 316 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 30 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 19 con gli screening sierologici, 6 tramite i test pre-ricovero. Per 85 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 218 nuovi casi, seguita da Parma con 140; poi Rimini e Forlì (entrambe con 114 nuovi casi), Ravenna (107), Reggio Emilia (104). Seguono Ferrara (88), Modena (80), Cesena (50) e, infine, Piacenza e il Circondario imolese (entrambe con 30 nuovi casi).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 18.039 tamponi molecolari, per un totale di 4.102.303. A questi si aggiungono anche 652 test sierologici e 12.223 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.162 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 265.694.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 68.855 (-112 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 65.452, il 95,1% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 25 nuovi decessi: 3 a Parma (una donna di 82 anni e due uomini, di 73 e 88 anni); 1 in provincia di Reggio Emilia (un uomo di 81 anni); 3 nel modenese (una donna di 93 anni e due uomini, rispettivamente di 71 anni – deceduto a Ferrara – e di 85 anni); 7 nella provincia di Bologna (due donne, di 77 anni – deceduta a Imola – e 85 anni; e 5 uomini, rispettivamente di 60 anni, due di 74, 78 e 87 anni); 6 nel ferrarese (tre donne, rispettivamente di 74, 77 e 80 anni, e tre uomini, di 75, 81 e 87 anni); 2 nella provincia di Ravenna (entrambi uomini, di 78 e 82 anni), 3 in quella di Forlì-Cesena (tutti uomini, rispettivamente di 62, 75 e 82 anni). Nessun decesso nelle province di Piacenza e Rimini.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.271.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 352 (-4 rispetto a ieri), 3.051 quelli negli altri reparti Covid (-109).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 33 a Parma (+2), 35 a Reggio Emilia (+2), 61 a Modena (-5), 88 a Bologna (-2), 19 a Imola (invariato), 42 a Ferrara (+1), 19 a Ravenna (invariato), 11 a Forlì (-2), 5 a Cesena (invariato) e 29 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 22.087 a Piacenza (+30 rispetto a ieri, di cui 17 sintomatici), 24.213 a Parma (+140, di cui 87 sintomatici), 41.641 a Reggio Emilia (+104, di cui 54 sintomatici), 59.208 a Modena (+80, di cui 35 sintomatici), 74.767 a Bologna (+218, di cui 121 sintomatici), 11.833 casi a Imola (+30, di cui 19 sintomatici), 21.153 a Ferrara (+88, di cui 27 sintomatici), 27.218 a Ravenna (+107, di cui 72 sintomatici), 14.484 a Forlì (+114, di cui 82 sintomatici), 17.317 a Cesena (+50, di cui 39 sintomatici) e 32.899 a Rimini (+114, di cui 66 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi sono stati eliminati 6 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare. Sono stati inoltre eliminati altri 2 casi, sempre comunicati in precedenza, poiché giudicati non Covid-19.

Maltempo, Coldiretti: interventi immediati a ristoro delle aziende

Maltempo, Coldiretti: interventi immediati a ristoro delle aziende“Le aziende che non sono riuscite a sottoscrivere polizze assicurative efficaci devono poter manifestare i danni subiti a causa delle gelate ed essere risarcite attraverso una deroga alla Legge 102/2004 come già accaduto nel 2020”. È quanto si legge nella lettera che Coldiretti Emilia Romagna ha inviato all’Assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi all’indomani dell’ennesima nottata lungo la quale si sono rilevati i più forti picchi di bassa temperatura che hanno fatto registrare ai termometri fino a – 7°C nel territorio Romagnolo e fino a – 5°C nel ferrarese.

Nella lettera l’associazione ha fatto il quadro della situazione in regione rilevando come in tutta l’area della provincia di Ferrara si denotino evidenti danni alle fioriture e ai frutticini delle colture frutticole, orticole, alle piantine di mais già emerso così come alle bietole appena seminate e i primi pomodori da industria appena trapiantati. Soprattutto per le colture frutticole i danni rilevati superano il 60% della produzione. In Romagna, nelle aree della provincia di Ravenna e di Forlì Cesena, anche nei territori collinari sono stati colpiti gravemente l’albicocco con perdite superiori al 50% dei raccolti, gli impianti di ciliegio, i germogli e alle gemme del Kiwi e sono segnalati inoltre danni ai vigneti e alle orticole in pieno campo nella zona del cesenate. In provincia di Rimini danni su orticole, drupacee e vigneti. In tutta l’area della provincia di Bologna la situazione è allarmante per le drupacee già soggette a diversi giorni di freddo intenso e ora definitivamente compromesse. Susine e albicocche in particolare manifestano danni per oltre il 70% della produzione, così come per pesche e nettarine dove si evidenziano con danni evidenti oltre il 50%. Anche i germogli di kiwi sono danneggiati e per le Pomacee, essendo queste in piena fioritura sono probabili effetti di cascola e danni da cinghiatura dei frutticini. È grave anche la situazione per le bietole, il mais e il sorgo appena emersi dal terreno seminato. Segnalati danni anche per le colture orticole trapiantate (scalogno) altre orticole in generale quali pomodoro, zucchino, melone. Nel modenese sono ingenti i danni sui vigneti, in particolare sulle varietà più precoci come il Grasparossa con danni sulle gemme del 100%. Nella zona collinare di Vignola si stimano danni fino al 100% per le albicocche mentre per ciliegio e susino i danni hanno causato una perdita di produzione di oltre il 70%. In pianura si segnalano danni sulle Pere delle zona del carpigiano e nell’area nord oltre ai danni sulle orticole a pieno campo.

Non va meglio nel reggiano dove si segnalano danni agli impianti vitati, in particolare sulle uve a bacca bianca, particolarmente avanti nello sviluppo riproduttivo per l’andamento stagionale favorevole delle settimane scorse e che ha posto le basi per maggiori danni in caso di gelate, cosa che purtroppo è accaduta. Anche nell’area di pianura si segnalano danni sugli impianti di Drupacee con picchi di danni al 100% sull’albicocco, pomacee e ciliegio. Nel piacentino infine si registrano  forti danni ai germogli sulle viti, in particolar i danni più consistenti si riscontrano sulle varietà precoci di Malvasia, Ortrugo e Chardonnay, uve bianche della Val Tidone più colpite perché più avanti nel germogliamento. Altri effetti si riscontrano sui prati di erba medica e danni gravi rilevati anche sulle piantine di pomodori già trapiantate.

“Riteniamo essenziale e strategico supportare ancora una volta il comprato ortofrutticolo della regione – prosegue Coldiretti Emilia Romagna – settore economico cardine per lo sviluppo sociale ed economico dell’intero territorio”.

“Al netto dei gravissimi effetti sulle produzioni a seguito delle gelate primaverili non possiamo non rendere evidente che, anche per il 2021 la situazione emergenziale epidemiologica legata al Covid-19 sta causando molteplici difficoltà non solo agli spostamenti e alla circolazione, interdetta dall’attuale periodo di Zona Rossa a livello regionale, ma anche alla concreta possibilità da parte degli agricoltori di intraprendere normali attività di gestione d’impresa in quanto – prosegue Coldiretti regionale – rileviamo diverse persone sottoposte a malattia e a quarantene obbligatorie e fiduciarie che determinano il confinamento e gli spostamenti. Rispetto al 2021, infatti, la necessaria attività di screening e il crescente numero di tamponi eseguiti al fine di garantire tracciamenti efficaci del virus, ha messo in luce un numero assai maggiore di soggetti obbligatoriamente confinati rispetto all’anno precedente”.

“Dopo una campagna 2019 – precisa Coldiretti Emilia Romagna – disastrosa per la forte presenza della Cimice Asiatica che ha messo in ginocchio un intero settore produttivo agricolo, purtroppo la campagna 2020 iniziò con importantissimi eventi di gelo primaverile contestuali all’inizio della pandemia per Covid-19 e relative restrizioni alla libera circolazione, ciò fece registrare nuovamente ingenti danni al settore e numerose aziende impossibilitate alla sottoscrizione di polizze assicurative”.

“Auspichiamo dunque che la nostra richiesta di deroga alla Legge 102/2004 – conclude Coldiretti regionale – venga accolta quanto prima, in virtù della gravità della situazione in cui il settore è coinvolto”.

Turismo, commercio e ristorazione, subito misure del Governo a sostegno di imprese e lavoratori

Turismo, commercio e ristorazione, subito misure del Governo a sostegno di imprese e lavoratori“Ora bisogna che il Governo acceleri le risorse per i settori che stanno soffrendo di più come quelli del turismo, del commercio e della ristorazione, se non vogliamo che la pandemia sanitaria si trasformi in pandemia sociale. E occorre anche un cambio di passo nel sistema dei ristori”.

Così l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini, torna sulle misure contenute nel decreto legge ‘Sostegni’.

“Gli alberghi, a parte quelli stagionali delle coste che hanno lavorato anche se in condizioni difficili, sono sostanzialmente chiusi da oltre un anno- prosegue l’assessore- bar e ristoranti sono aperti a singhiozzo. Come sempre noi facciamo la nostra parte e abbiamo cercato di tamponare la situazione con risorse regionali come quelle che abbiamo destinato a bar e ristoranti (21 milioni), agli stabilimenti balneari (5 milioni), alle agenzie di viaggio (1,7 milioni), alle imprese ricettive delle zone montane (2 milioni), agli agriturismi (1 milione), alle attività escursionistiche delle motonavi (200mila euro), fondi cui abbiamo aggiunto con una legge appena approvata dall’Assemblea legislativa altre risorse per le guide turistiche (1 milione di euro), per i maestri di sci, discipline alpine, fondo e snowboard (1 milione di euro)  e per le attività di ristorazione senza somministrazione (4 milioni di euro)”.

“Certo, siamo convinti che il vero ristoro sia rappresentato dalle riaperture delle attività non appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno- chiude Corsini-. Intanto però, per accompagnare la ripartenza, servono da subito più aiuti dal Governo, strutturali, mirati e rapidi come, per esempio, la proroga dei mutui almeno fino a giugno 2022, la riduzione della Tari aprendo un tavolo con i Comuni e le multiutilitis e l’azzeramento tassa occupazione suolo pubblico fino alla fine del 2021. Queste sono misure che devono trovare subito un riscontro se vogliamo aiutare davvero settori fondamentali per l’economia del Paese”.

Inclusione abitativa e inserimento lavorativo al centro dell’ultima seduta del Comitato di Distretto

Inclusione abitativa e inserimento lavorativo al centro dell’ultima seduta del Comitato di DistrettoNell’ultima seduta del Comitato di Distretto (il comitato che riunisce i sindaci dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico, la dirigente dell’area sociale dr.sa Maria Cristina Plessi e la dirigente distrettuale dell’Azienda USL di Modena dr.sa Federica Ronchetti) è stato firmato l’accordo operativo tra i servizi sociali territoriali e il dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche per la realizzazione di progetti d’inclusione abitativa e sociale rivolti a persone con patologia psichiatrica.

Nel concreto, si tratta della gestione di un appartamento in coabitazione da parte di massimo quattro utenti in carico ai due servizi interessati; esperienza pensata per un periodo medio-breve (un anno, eventualmente prorogabile a due anni), al fine di sperimentare le capacità dei singoli e consentire lo sviluppo della maggiore autonomia possibile. Tra i destinatari, rientrano persone con programmi residenziali in atto, per le quali l’inserimento in un appartamento di transizione abitativa può comportare una reale opportunità evolutiva;  persone che vivono in famiglia e necessitano di interventi di supporto all’autonomia, finalizzati ad un percorso stabile e consolidato di uscita dall’ambiente familiare;  persone che vivono sole o sono in condizione di disagio abitativo, la cui condizione di solitudine rischia di aggravare il quadro clinico e sociale.

Nella stessa seduta, è stato approvato il protocollo operativo tra l’Unione dei Comuni e l’Azienda Usl per la realizzazione di progetti socio-riabilitativi, d’inserimento o reinserimento lavorativo, rivolti a persone con patologia psichiatrica o dipendenza da sostanze.

I progetti riguarderanno una sessantina di persone, alcune delle quali saranno indirizzate presso laboratori di produzione sociale, e la maggior parte presso aziende e realtà no profit del territorio. In questo modo, si favoriscono i processi d’integrazione, di sensibilizzazione e di riduzione del pregiudizio attraverso la diffusione di una cultura in cui l’esperienza lavorativa passa attraverso la costruzione del ruolo sociale, soddisfa la domanda di partecipazione e socialità, costituisce fonte di apprendimento e di abilità sociali.

 

Siccità e caldo: preoccupa l’avvio di stagione irrigua. Idrovore del Burana al lavoro giorno e notte per soddisfare le esigenze degli agricoltori

Siccità e caldo: preoccupa l’avvio di stagione irrigua. Idrovore del Burana al lavoro giorno e notte per soddisfare le esigenze degli agricoltoriIl Presidente Francesco Vincenzi: “È innegabile che i ripetuti periodi di siccità, le ondate di calore anomalo, gli eventi meteo estremi di straordinaria frequenza negli ultimi anni non siano più da attribuire a casualità ma siano frutto del cambiamento climatico.

Tutti i principali corsi d’acqua dell’Emilia Romagna confermano l’accentuarsi di una tendenza al regime torrentizio, con portate estremamente variabili: è chiaro che se vogliamo continuare a rispondere con efficacia al fabbisogno irriguo del mondo agricolo dobbiamo proseguire nella strada che abbiamo intrapreso da anni, dell’investimento in dotazioni infrastrutturali importanti, in grado di rispondere ad un territorio e ad un contesto ambientale profondamente mutati. In Italia solo l’11% delle precipitazioni viene trattenuto: questo quantitativo di acqua non è più sufficiente a sostenere sia il comparto dell’agricoltura – che sappiamo tradurre l’acqua in prodotto di pregio che tutto il mondo apprezza e ci invidia -, ma anche gli ecosistemi di flora e fauna che vivono attorno alla rete di canali.”

Aggiunge l’Ing. Cinalberto Bertozzi, Direttore del Burana: “Oggi abbiamo un fiume Po che registra un -45% di portata rispetto alla media del periodo, un’ondata di caldo record, il tutto inserito nel contesto di un territorio caratterizzato da una pressione antropica molto forte. I nostri impianti di derivazione sono attivi coi pompaggi, così come il reticolo di canali è a pieno invaso per la distribuzione di acqua a tutte quelle colture agricole stressate da questa prolungata siccità che sarebbe fatale per loro senza l’acqua proveniente dall’irrigazione. Tutte le piante hanno un loro ciclo di vita, la germinazione, la fioritura, la maturazione dei frutti, la senescenza, la continuità nell’apporto idrico è fondamentale alla loro sopravvivenza. Tanti progetti sono stati attuati dal Consorzio Burana in questi anni, basti pensare alla costruzione degli impianti sussidiari di Pilastresi per la derivazione da Po, l’efficientamento del sistema Sabbioncello, i nuovi progetti per il potenziamento dell’irrigazione in Destra Panaro nella zona tra Nonantola e Castelfranco Emilia e altri ne abbiamo in cantiere in attesa di finanziamento, mentre continuiamo ad affiancare il mondo agricolo nell’adozione di strumenti per il risparmio di acqua”.

Mapei e Iren: accordo di economia circolare per il riutilizzo di polimeri riciclati nelle infrastrutture stradali

Mapei e Iren: accordo di economia circolare per il riutilizzo di polimeri riciclati nelle infrastrutture stradali
Dr. Squinzi AD di Mapei e Dr. Bianco AD di Iren

Mapei, tra i leader mondiali nei prodotti chimici per l’edilizia e Iren, una delle più importanti e dinamiche multiutility del panorama italiano, hanno siglato un accordo che prevede l’utilizzo di polimeri termoplastici, provenienti da processi innovativi di riciclo per la realizzazione di pavimentazioni stradali più durature e sostenibili.

Il progetto, gestito da Iren attraverso la controllata I.Blu, principale operatore nazionale nel settore della selezione e riciclo dei rifiuti di imballaggio in plastica da raccolta differenziata, rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare ed ha come obiettivo l’implementazione di una tecnologia innovativa, che permette di ottenere un significativo aumento della vita utile delle pavimentazioni stradali.

L’accordo, che per la prima volta vede collaborare in modo diretto una multiutility e un’azienda produttrice, entrambe fortemente impegnate a favorire la sostenibilità nei rispettivi ambiti di attività, ha una valenza sia  commerciale che di innovazione.

Mapei si impegna, infatti, a proporre questa nuova tecnologia sostenibile per la produzione di conglomerati bituminosi destinati alla realizzazione delle pavimentazioni stradali, utilizzando tecnopolimeri sviluppati da Mapei congiuntamente con Iren, tramite la controllata I.Blu.

Test congiunti, realizzati anche con il supporto del Laboratorio Stradale del Politecnico di Milano, hanno consentito di individuare le formulazioni che, grazie all’utilizzo di questi additivi, portano alla realizzazione di asfalti più sostenibili e duraturi particolarmente adatti a strade, autostrade, aree industriali, aeroporti, centri logistici e commerciali.

I conglomerati bituminosi (asfalti) additivati con questi tecnopolimeri conferiscono, infatti, alle pavimentazioni, a parità di spessore, un aumento significativo della vita utile con conseguente riduzione dei costi di manutenzione e una resistenza alla deformazione permanente dovuta al carico d’esercizio. Incrementano anche le resistenze alle escursioni termiche ed ai raggi UVA, determinando meno degradi superficiali e riducendo così i rischi, in particolare, per cicli e motocicli.

Negli anni che hanno preceduto l’accordo, grazie alla collaborazione tra Mapei e I.Blu, sono state realizzate le pavimentazioni di alcuni tra i principali scali aeroportuali del territorio nazionale che hanno confermato la validità della tecnologia.

“Questo accordo assume una valenza particolare nell’ambito delle nuove tecnologie che permetteranno di allungare la vita utile delle pavimentazioni e ridurne il deterioramento – dichiara Marco Squinzi, Amministratore Delegato Mapei -. Mapei crede fortemente nello sviluppo di questo mercato ed ha recentemente creato la nuova linea Road Engineering dedicata proprio alle tecnologie e soluzioni per tutto quello che è il mondo dei conglomerati bituminosi, dalle grandi opere alle strade comunali o provinciali. L’economia circolare implica anche la ricerca di durabilità. L’utilizzo di tecnologie innovative per interventi più risolutivi e più duraturi per estendere la vita delle strutture, sia nel nuovo che nel ripristino, deve diventare un impegno condiviso nell’ambito delle infrastrutture e dell’edilizia. Il fatto che questo si possa ottenere grazie all’utilizzo di materie prime seconde, aggiunge valore al progetto che si inserisce appieno nella scelta di Mapei di fare della sostenibilità un pilastro della propria attività”.

“L’accordo stipulato con Mapei – afferma l’Amministratore Delegato di Iren Massimiliano Bianco – interpreta perfettamente il nostro concetto di multicircle economy, la nostra visione industriale a lungo termine focalizzata sull’uso consapevole ed efficiente delle risorse. L’ingresso nel Gruppo Iren di I.Blu, avvenuto nel 2020, ha permesso alla nostra azienda di compiere un ulteriore passo avanti, sia in termini di innovazione industriale che nella valorizzazione economica ed ambientale del ciclo dei rifiuti, permettendoci di diventare leader nazionale nella selezione delle plastiche COREPLA e nel trattamento del plasmix, un processo di recupero delle plastiche di scarto che aumenta considerevolmente la percentuale di rifiuti recuperati come materia. La partnership con Mapei aggiunge ulteriore valore a questo processo, permettendoci di chiudere il cerchio attraverso l’impiego dei polimeri termoplastici nei conglomerati bituminosi”.

 

 

Bando di alienazione del terreno ex Opera Pia Muller

Bando di alienazione del terreno ex Opera Pia MullerE’ stata pubblicata sul sito internet del Comune di Sassuolo, nella sezione Sassuolo Gestioni Patrimoniali, Amministrazione Trasparente, la “Procedura di alienazione di beni su iniziativa di terzi ai sensi dell’art. 10 del vigente “Regolamento per le alienazioni immobiliari del Comune di Sassuolo” – lotto 1- terreno sito in via Regina Pacis/via Dallari.

Sgp srl potrà ricevere offerte irrevocabili di acquisto per i beni destinati alla vendita, non inferiori al valore attuale di ciascuno risultante da apposita stima o al valore di bilancio.

Il bando è relativo alla vendita dell’immobile denominato “terreno ex Opera Pia Muller”, catastalmente identificato al fg 7 mappali 393, 428, 484, 485, 486, 487, 488 di proprietà di Sassuolo Gestioni Patrimoniali srl, nella quale si dichiara che l’importo offerto è superiore al valore di bilancio al 31/12/2019 pari a € 1.612.800,00 e tiene conto degli oneri di urbanizzazione U a carico della parte venditrice, attuale soggetto attuatore.

Scadenza presentazione  offerte: 28/04/2021 ore 12:00

 

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