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lunedì, 27 Luglio 2026
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Per la prima volta in pubblico oggi la SF21, monoposto della Scuderia Ferrari Mission Winnow

Per la prima volta in pubblico oggi la SF21, monoposto della Scuderia Ferrari Mission WinnowHa una livrea sfumata che guarda alle sfide del futuro senza dimenticare le proprie radici e i propri valori la SF21, la monoposto della Scuderia Ferrari Mission Winnow che è apparsa oggi per la prima volta in pubblico e affronterà la stagione 2021. “Il posteriore richiama l’amaranto della primissima Ferrari, la 125 S – racconta il Team Principal Mattia Binotto –, man mano che ci si avvicina all’abitacolo, però, sfuma nel rosso contemporaneo che ha contraddistinto le nostre annate più recenti. Questa per noi è la stagione delle tante sfide e attraverso la livrea ripartiamo visivamente dalla nostra storia ma, al tempo stesso, ci proiettiamo nel futuro”.

La vettura. La monoposto numero 67 costruita a Maranello per competere nella massima competizione automobilistica è un’evoluzione della SF1000 dello scorso anno, come dettato dai regolamenti che, imponendo di mantenere lo stesso telaio del 2020, hanno limitato in molti ambiti le possibilità di modifica. La SF21 è stata pertanto sviluppata in tutti gli aspetti consentiti dalle norme: dal motore – completamente nuovo – all’aerodinamica, fino al retrotreno dove sono stati impiegati i due gettoni di sviluppo consentiti per questa stagione.

Line-up. La SF21 farà il proprio debutto assoluto in pista domani in Bahrain nel cosiddetto Filming Day, una sessione di 100 km pianificata allo scopo di raccogliere immagini per partner e media. Ad alternarsi alla guida sarà la coppia di piloti più giovane della Scuderia Ferrari dal 1968 a questa parte, formata Charles Leclerc e Carlos Sainz. Il 28 marzo, quando la stagione prenderà il via, la loro età media sarà infatti di 25 anni e tre giorni. I due saranno poi impegnati nell’unico test pre-stagionale del 2021: tre giornate sulla pista di Sakhir nelle quali si avvicenderanno sulla monoposto.

 

Laurent Mekies Racing Director

“Tra i nostri due piloti c’è un’energia molto positiva: Carlos ha passato molto tempo in fabbrica e si sta integrando con la squadra molto rapidamente.
Charles, invece, conosce il team perfettamente: sa cosa vuole ed è anche molto consapevole del ruolo che ha nella squadra, dentro e fuori dalla macchina. In questi mesi invernali abbiamo visto due ragazzi molto affiatati e questo non può che far bene a tutto il gruppo”.

 

Enrico Gualtieri Direttore Power Unit 

“La stagione passata ci ha restituito un verdetto in pista chiaro che per noi motoristi è stato il punto di partenza. È da questa consapevolezza, unitamente alla nostra passione, alle competenze nostre e dei nostri partner tecnici, che nasce la power unit 065/6 per il campionato 2021.
Abbiamo seguito un approccio sistemico, lavorando con tutti i reparti insieme, la progettazione, la simulazione, lo sviluppo, la pista, nel cercare tutte le opportunità di miglioramento. Insieme ai colleghi del telaio abbiamo lavorato tanto sul layout della power unit, per cercare di rendere il più efficace possibile il progetto complessivo della vettura. Sul motore a combustione interna abbiamo operato per aumentare il grado di efficienza termica del motore stesso, anche grazie al contributo del nostro partner Shell, che ha portato un vantaggio stimabile in oltre un decimo di secondo di tempo sul giro.
Stiamo inoltre sviluppando il sistema ibrido e la parte elettronica, cercando di rivederne tutte le componenti per ottimizzarle. Tutto questo in una stagione nella quale le ore di sviluppo al banco della power unit sono state ulteriormente ridotte”.

 

Enrico Cardile Direttore Telaio

“Quando abbiamo affrontato il progetto della SF21 ci siamo trovati da subito a scegliere su quale area della vettura concentrare la nostra attenzione per un cambiamento radicale. Abbiamo scelto la parte posteriore, realizzando un nuovo cambio e delle nuove sospensioni. Questo, in aggiunta al lavoro svolto insieme ai colleghi della power unit, ha permesso di ottenere un retrotreno molto più rastremato.
Anche il sistema di raffreddamento è stato oggetto delle nostre attenzioni. Abbiamo aumentato l’autorità del radiatore centrale e disegnato una carrozzeria più “downwashing”. L’aerodinamica è stata una delle aree impattate dalle modifiche regolamentari volte a ridurre la capacità di sviluppare carico verticale, a salvaguardia dell’integrità dei pneumatici. Per questo motivo, quando abbiamo cominciato lo sviluppo aerodinamico della vettura ci siamo dati due obiettivi: aumentare il carico aerodinamico perso con i regolamenti e ridurre il drag.
La parte anteriore della vettura ha ricevuto interventi meno radicali per via del regolamento. Quindi abbiamo sviluppato una nuova ala anteriore, che lavora in accoppiamento con un naso di nuovo concetto, ma telaio e sospensioni sono quelli della SF1000″.

Scheda tecnica SF21

Power unit 065/6
Cilindrata 1600 cc
Regime di rotazione massimo 15.000
Sovralimentazione Turbo singolo
Portata benzina 100 kg/hr max
Configurazione V6 90°
Alesaggio 80 mm
Corsa 53 mm
Valvole 4 per cilindro
Iniezione Diretta, max 500 bar

Sistema ERS
Configurazione
 Sistema ibrido di recupero dell’energia attraverso motogeneratori elettrici
Pacco batteria Batterie in ioni di litio dal peso minimo di 20 kg
Capacità massima pacco batterie 4 MJ
Potenza massima MGU-K 120 kW (161 cv)
Regime di rotazione massimo MGU-K 50.000 giri minuto
Regime di rotazione massimo MGU-H 125.000 giri minuto

Vettura
Peso complessivo con acqua, olio e pilota 752 kg
Telaio in materiale composito a nido d’ape in fibra di carbonio con protezione halo per l’abitacolo Carrozzeria e sedile in fibra di carbonio
Differenziale posteriore a controllo idraulico
Freni a disco autoventilanti in carbonio Brembo (anteriore e posteriore) e sistema di controllo elettronico sui freni posteriori
Cambio longitudinale Ferrari a 8 marce più retro
Sospensioni anteriori a puntone (schema push-rod)
Sospensioni posteriori a tirante (pull-rod)
Ruote anteriori e posteriori: 13”

Ufficio studi Lapam, indagine sulle micro e piccole imprese in regione

Ufficio studi Lapam, indagine sulle micro e piccole imprese in regioneIl crollo del fatturato delle piccole imprese emiliano romagnole tra il 2019 e il 2020 è del 24,9%. Il dato, molto pesante emerge da una rilevazione dell’ufficio studi Lapam Confartigianato che, a febbraio 2021, ha svolto circa 800 interviste a micro-piccole imprese e imprese artigiane dell’Emilia Romagna, comprendendo un nutrito gruppo di realtà reggiane. L’indagine pone l’accento su tematiche differenti: dinamica passata (2020) e futura (primi nove mesi 2021) del fatturato, previsioni di recupero livelli fatturato pre-Covid, strategie di risposta alla crisi, digitalizzazione e Piano Transizione 4.0.

Nel 2020, come detto, il calo medio complessivo del fatturato per le MPI in regione, rispetto al 2019, si attesta sul -24,9 e per la prima metà dell’anno in corso le imprese emiliano romagnole prevedono invece una riduzione dei ricavi del 15,6%.

Le categorie di MPI che segnalano perdite più pesanti (superiori del 30%) di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 sono: trasporto persone, alimentari (rosticcerie/cibi d’asporto, birrifici, pasticcerie, etc…), lavanderie, moda. Sono le stesse imprese che prevedono di iniziare l’anno 2021 registrando variazioni tendenziali del fatturato negative e più ampie rispetto alla riduzione media. Più ampi rispetto alla media i cali di fatturato segnalati dalle imprese di micro-piccola dimensione che esportano (-27,4%) e quelle che sia in modo diretto che in modo indiretto intercettano la domanda turistica (-33,7%).

Tornando all’indagine Lapam rispetto alla capacità delle MPI di recuperare i livelli di fatturato pre-Covid, più della metà delle imprese indagate (52,2%) esprime incertezza rispetto all’andamento futuro del mercato e dichiara quindi di non essere in grado di prevedere quando avverrà il recupero; incertezza che deteriora le aspettative degli imprenditori sulla base delle quali si parametra la domanda di lavoro e quella per investimenti. La restante quota (47,8%) di imprenditori in media prevede di poter recuperare i livelli di fatturato pre-emergenza sanitaria entro la prima metà del 2022.

Poco meno della metà delle imprese, il 46,2%, risentono in modo particolare delle conseguenze della pandemia, tanto da temere seriamente di riuscire a superare la prima metà dell’anno in corso.

“Si tratta – spiega il presidente Lapam, Gilberto Luppi – di imprese vitali, che nonostante tutto sono riuscite a sopravvivere allo shock conseguente alla diffusione del virus fino ad ora, ma che adesso, trascorso quasi un anno, devono fare i conti con un mercato ancora non favorevole al loro business. Va però tenuto conto che queste MPI, che oggi si trovano davanti un mercato che risente ancora delle limitazioni per il contenimento della pandemia, avrebbero quasi certamente ancora spazio nel mercato post pandemia”.

Rispetto al prossimo futuro l’indagine Lapam Confartigianato evidenzia come l’81,7% delle imprese che hanno partecipato al sondaggio intende affrontare i prossimi mesi introducendo almeno un cambiamento, in particolare: ampliare il numero di committenti (65,8%), produrre nuovi beni e offrire nuovi servizi non connessi all’emergenza (44,5%), attivare nuovi canali di vendita (43,6%), entrare in nuovi mercati (39,6%), diversificare la produzione (35,9%), attivare nuove relazioni d’imprese (reti d’impresa, ATI, etc…) (27,5%), produrre nuovi beni e offrire nuovi servizi connessi all’emergenza (26,4%) e accelerare la transizione digitale (24,8%).

Infine il tema della transizione e della digitalizzazione. La quota di micro e piccole imprese in regione che esprime l’intenzione di voler usufruire delle misure e risorse messe in campo dal Piano Transizione 4.0 si attesta al 16,9%, mentre sempre l’indagine Lapam evidenzia come il 9,8% delle imprese indagate abbia aumentato il proprio tasso di digitalizzazione, introducendo almeno uno strumento digitale, in regione dove il tasso ha raggiunto il 72,4% nel corso del 2020.

 

Bando contributi ‘Fiorano al Centro’

Bando contributi ‘Fiorano al Centro’E’ stato presentato questa mattina (10 marzo), nel corso di una conferenza stampa, il bando pubblico “Fiorano al Centro”, per l’erogazione di contributi finalizzati all’apertura, ampliamento o trasferimento di attività commerciali, artigianali e di servizio nel centro storico di Fiorano Modenese, della durata di tre anni.

Saranno privilegiate le richieste presentate dagli under 40 e progetti di imprenditoria femminile, capaci di proporre attività imprenditoriali, commerciali o artistico-culturali,  in grado di valorizzare l’area del centro cittadino (via Vittorio Veneto dall’intersezione con via Santa Caterina da Siena all’intersezione con via Giacobazzi e la zona individuata nell’ambito storico del Piano Strutturale Comunale).

Il Comune mette a disposizione risorse per 90.000 euro in tre anni.

Un altro tassello che si inserisce nel più ampio progetto che l’Amministrazione comunale sta portando avanti per rivitalizzare il centro storico, che comprende interventi strutturali sulla viabilità e sull’arredo urbano, sulla pubblica illuminazione, sulla mobilità, sull’aiuto al commercio, sull’organizzazione di eventi.

Sono previsti due tipi di contributi: per persone fisiche, società di persone, persone giuridiche, imprese in genere, studi professionali, nonché enti ed associazioni che intendano avviare, ampliare o trasferire nuove attività commerciali, artigianali, e di servizio in grado di caratterizzare l’area del centro cittadino in senso culturale e turistico; per proprietari, usufruttuari o conduttori che vogliano recuperare, riqualificare la facciata esterna degli edifici del centro cittadino adibiti o da adibire alle attività commerciali e di servizio.

“Il bando, in continuità con quello fatto tre anni fa, si inserisce in un progetto complessivo su cui stiamo lavorando già dal precedente mandato. – ha detto il sindaco di Fiorano Modenese, Francesco Tosi – Un progetto che agisce su vari fronti: del decoro urbano e della viabilità con gli interventi che si stanno completando in via Vittorio Veneto, del commercio, ma anche culturale. Vorremmo portare avanti il progetto in sinergia tra pubblico e privato”. Il Sindaco ha quindi rinnovato l’appello ai proprietari degli edifici del centro ad usufruire dei bonus statali disponibili per riqualificare, in particolare, le facciate.

Appello ripreso dall’assessore alle Attività Produttive, Morena Silingardi, che sottolinea come il bando del 2018 abbia dato modo ad otto attività di aprire o riqualificarsi, tra cui una libreria e un centro di musica, con un contributo totale del Comune di circa 35.000 euro. “L’intervento di riqualificazione di via vittorio Veneto fa saltare ancora più agli occhi che occorrere intervenire sulle vetrine e facciate degli edifici. Quello che vorremmo realizzare è un centro culturale naturale, con attività commerciali e di servizio, come ad esempio un meccanico per bicilette, che valorizzino questo aspetto, animato da eventi che abbiamo in mente e che metteremo in campo appena sarà possibile, insieme ad altri progetti legati a punti d’incontro e alla socialità. Stiamo pensando ad esempio ad un mercato a km zero in piazza. Sappiamo che, al di là dalla pandemia, è un momento critico ovunque per il commercio, di cambiamento e passaggio, ma vogliamo assicurare che l’amministrazione darà tutto l’appoggio possibile a chi vuole aprire attività sul territorio. Già alcune persone hanno manifestato interesse. Il periodo poco produttivo, di fermo forzato, potrebbe essere l’occasione per mettersi avanti ed approfittare di ciò che offre lo Stato, con i bonus, e il Comune con il bando.”

Come ha spiegato Grazia De Luca, dirigente del Setto III del Comune: “Fiorano al Centro è un bando aperto per tre anni, con scadenze trimestrali (la prima al 31 marzo 2021).

Prevede due premialità: una di tipo commerciale con l’erogazione di un contributo per il pagamento del canone di locazione dei locali che ospitano l’attività, per 3 anni. Per il primo anno verrà corrisposto un importo pari all’80% del canone, fino ad massimo di 1.000 euro al mese, per il secondo anno il contributo coprirà il 50% del canone, per il terzo anno il 30%. La seconda riguarda la riqualificazione urbana con un contributo massimo del

30% del costo degli interventi che interessano le facciate esterne degli edifici esistenti, nel limite di 3.000 euro ad  immobile. Si tratta di un contributo che vuole premiare chi attinge al bonus statale per le facciate e che lo integra, dal momento che lo Stato non prevede contributi sulla riqualificazione delle vetrine.”

Il bando è pubblicato sul sito del Comune di Fiorano Modenese, all’albo pretorio. Le domande dovranno pervenire entro la scadenza del 31/03/2021 . Successivamente, il bando rimarrà comunque aperto fino al 31 dicembre 2022 per la presentazione di eventuali domande successive, che verranno esaminate e valutate con cadenza trimestrale a decorrere dal 1 aprile 2021, al fine dell’erogazione di ulteriori contributi nel limite delle disponibilità residue o comunque successivamente stanziate. Un’apposita commissione valuterà le domande e attribuirà un punteggio, stilando una graduatoria di merito, che sarà pubblicata sul sito istituzionale del Comune entro 30 giorni.

Il Comune di Sassuolo proroga di 12 mesi i contratti in scadenza degli alloggi a canone concordato

Il Comune di Sassuolo proroga di 12 mesi i contratti in scadenza degli alloggi a canone concordato
Foto di Sephelonor da Pixabay

Sono state prorogate di 12 mesi le scadenze dei contratti relativi agli “Alloggi a Canone Concordato” del Comune di Sassuolo: lo stabilisce la Delibera di Giunta n°33 del 9 marzo.

“Il periodo che tutti quanti noi stiamo attraversando – commenta il Vicesindaco del Comune di Sassuolo, con delega al Patrimonio, Camilla Nizzoli – rende difficile anche le azioni più semplici e scontate; a maggior ragione reperire un nuovo alloggio per chi, anche a causa delle ripercussioni che la pandemia da Covid-19 sta avendo sull’economia, ha problemi lavorativi o economici. Per questo, approvando questa delibera, la Giunta ha inteso offrire un ulteriore aiuto a chi si trova in difficoltà anche a causa del virus, nella speranza che tra dodici mesi la normalità sia tornata tra noi”.

“Preso atto delle pesanti ripercussioni avute dalla pandemia Covid-19, che ha sospeso sfratti e, di fatto, immobilizzato per mesi il mercato immobiliare, rendendo, quindi, molto più difficoltoso il processo di autonomia di alcuni nuclei familiari – si legge nella delibera – la Giunta ritiene opportuno prorogare per ulteriori 12 mesi il beneficio di cui alla “norma transitoria”, estendendolo ai titolari di concessione amministrativa con scadenza nel 2021 stabilendo così che tutte le concessioni con scadenza nell’anno 2020 e nell’anno 2021 siano di fatto prorogate sino al 2022, fatte salve le situazioni dei concessionari morosi. Per i concessionari debitori, esclusi pertanto dalle agevolazioni varranno le disposizioni nazionali e/o regionali legate allo stato di emergenza sanitaria COVID 19 e relative agli sfratti per morosità”.

Fondazione regionale vittime reati. Accolte cinque nuove richieste di intervento presentate dai sindaci delle province di Forlì-Cesena, Bologna, Parma, Rimini

Fondazione regionale vittime reati. Accolte cinque nuove richieste di intervento presentate dai sindaci delle province di Forlì-Cesena, Bologna, Parma, RiminiUn atto concreto di solidarietà per aiutare le vittime di gravi reati a superare le conseguenze, fisiche e psicologiche, delle violenze subite e rifarsi una vita.

Ci sono anche i familiari di Davide Calbucci, il 49enne cesenate ucciso a coltellate nel dicembre scorso dal vicino di casa per banali liti che si trascinavano da tempo, tra le 14 persone, 6 donne e 8 minorenni, che vanno ad aggiungersi alla lunga lista di quelle sostenute dalla Fondazione emiliano-romagnola vittime di reato dall’inizio dell’attività ad oggi.

Un organismo unico nel suo genere in Italia, la Fondazione, nato nel 2004 su iniziativa della Regione proprio per offrire un sostegno economico immediato alle persone e ai loro familiari, vittime di violenze e soprusi che avvengono spesso in ambito familiare.

La tragica vicenda dell’omicidio Calbucci, che ha lasciato la moglie Iwona e due figlie (Malwina ed Ambra), è una delle cinque nuove richieste di intervento presentate da sindaci delle province di Bologna, Parma, Rimini e Forlì-Cesena e accolte del Comitato di garanti della Fondazione nel corso della prima riunione del 2021, che si è svolta da remoto nel rispetto delle regole anti-Covid.

Le altre quattro istanze approvate dalla Fondazione, per un totale di 40.500 euro di fondi erogati, si riferiscono invece a episodi di violenza domestica messi in atto da uomini contro donne e i loro figli. In un caso si tratta di un vero e proprio tentato omicidio, sventato per un soffio dai soccorritori chiamati dai vicini di casa.

Gli altri tre casi riguardano altrettante donne che, dopo anni di soprusi e violenze subiti tra le mura domestiche, hanno trovato la forza di denunciare e stanno gradualmente ricostruendo la loro vita grazie all’intervento dei Centri antiviolenza e dei servizi sociali sul territorio, con il supporto della Fondazione.

“È importante e lo è ancora di più in un momento come questo con la pandemia che rende estremamente difficili contatti e relazioni, la vicinanza e la solidarietà concreta delle istituzioni nei confronti delle vittime di reato e delle loro famiglie- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Persone che mai come ora hanno bisogno di tutto il nostro sostegno per riacquistare la fiducia e la speranza necessarie per riprendere in mano la loro vita. Per questo ringrazio la Fondazione regionale, che non si è mai fermata. E grazie anche ai sindaci, che segnalando i casi più gravi contribuiscono a mantenere alto l’ascolto dei territori”.

“Come sempre dopo ogni riunione del Comitato dei Garanti in cui stanziamo gli aiuti- commenta il presidente della Fondazione, lo scrittore Carlo Lucarelli– provo alcuni sentimenti molto forti. Due soprattutto. Uno è un senso di malinconica soddisfazione. Soddisfazione perché sappiamo che le cifre destinate alle vittime contribuiranno a risolvere concretamente alcuni dei loro problemi e a farle sentire meno sole in questo brutto momento, e malinconia proprio perché è di quel brutto momento che ci stiamo occupando, e ci avrebbe fatto maggior piacere sentirci vicini in un momento di festa, come dovrebbero essere sempre le cose in una regione bella come la nostra. L’altro è un senso di rabbia impaziente. Perché di nuovo, anche in una regione bella come l’Emilia-Romagna ci troviamo ad occuparci nella maggior parte dei casi di violenze sulle donne e sui minori, soprattutto in famiglia, con tanti episodi di ottusa e folle brutalità che ci fanno pensare che basta, è ora di finirla con certe brutte cose, e soprattutto è ora di farlo subito”.

Dal 2004 ad oggi aiutate 874 persone con l’erogazione di circa 3 milioni di euro

Dall’inizio dell’attività al dicembre scorso la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati ha approvato 407 richieste di intervento che hanno permesso di aiutare 874 persone (358 donne, 124 uomini e 392 minorenni), con l’erogazione di circa 3 milioni di euro.

Nel solo 2020 la Fondazione ha accolto 21 istanze, provenienti dalle province di Bologna (7), Forlì-Cesena (2), Ferrara (4), Modena (1), Piacenza (3), Parma (2), Reggio Emilia (2). Le persone aiutate sono state 38 persone, di cui 20 donne, 17 minorenni e un uomo, per un ammontare di quasi 120mila euro.

Per 13 volte si è trattato di violenza di genere all’interno della famiglia, 3 sono casi di violenza sulle donne da parte di conoscenti o sconosciuti, poi ci sono altri 3 casi di maltrattamenti su minorenni e 2 omicidi. Le vittime sono Maria Luisa Silvestri, uccisa nello scorso novembre a Ferrara dal nipote tossicodipendente, e Filomena Cataldi, colpita a morte nell’agosto di due anni fa, aTorrile (Pr), da un vicino di casa con gravi problemi psichici.

I soci della Fondazione sono la Regione, tutte le Province e i comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna, oltre ai comuni di Imola (Bo), Castelfranco Emilia, Novi, Sassuolo e San Possidonio, questi ultimi quattronel modenese. Nella compagine sociale figurano anche l’Unione delle Terre d’Argine, l’Unione Pedemontana Parmense, l’Unione Val d’Enza e l’Unione della Romagna Faentina. Unico socio sostenitore è l’Università di Parma.

Per il 2021 la Fondazione può contare su un budget di circa 240 mila euro, di cui 150 mila euro, la quota maggiore, messa a disposizione dalla Regione. L’attività dell’ente è sostenuta dai versamenti dei soci e dalle donazioni dei singoli cittadini, ad esempio destinando all’ente il 5×1000 della propria dichiarazione dei redditi, indicando nell’apposito riquadro il codice fiscale della Fondazione, 02490441207.

Maranello, “Oh my green”: nel mese di marzo i laboratori saranno online

Maranello, “Oh my green”: nel mese di marzo i laboratori saranno online
Foto di Steven Weirather da Pixabay

I primi due laboratori del programma primaverile di “Oh my green” dovranno svolgersi online. Questo, in ottemperanza alle ultime misure anticontagio che prevedono la sospensione delle attività didattiche anche per i più piccoli.

Al momento della prenotazione (accessibile dalla sezione “eventi” del sito Internet www.comune.formigine.mo. it) sarà comunicata la lista dei materiali e gli attrezzi necessari per lo svolgimento del laboratorio, oltre al link per partecipare.

Martedì 16 marzo, alle 16.30, è in programma “Bisaccia da viaggio”, che ha il fine di realizzare un contenitore utile ai ragazzi da 7 agli 11 anni durante le loro esplorazioni!

Il 30 marzo, alla stessa ora, si terrà un webinar scientifico per bambini da 5 a 11 anni, alla scoperta del suolo e delle sue meravigliose creature.

Per informazioni: Centro di Educazione Ambientale, tel. 380/5889716, ceasformigine@lalumaca.org.

 

ITS Maker e Istituto A. Ferrari di Maranello protagonisti di ‘Innovation Garage of Garages’ per la mobilità green

ITS Maker e Istituto A. Ferrari di Maranello protagonisti di ‘Innovation Garage of Garages’ per la mobilità green

Un progetto europeo che vede, tra i protagonisti, l’istituto di istruzione superiore A. Ferrari di Maranello e Fondazione ITS Maker. Si tratta di ‘Innovation Garage of Garages’, un parternariato strategico europeo tra enti di formazion, scuole secondarie e imprese del settore automotive, coordinato da Cisita Parma.

Il progetto, appena iniziato e che si concluderà a maggio del 2023, vede in prima linea, appunto, l’Istituto di istruzione superiore Ferrari di Maranello (l’istituto superiore italiano scelto per il progetto) e Fondazione ITS Maker, ai quali si affiancano partners di istituti di istruzione superiore (gli olandesi dell’istituto tecnico Stichting di Utrecht, i lituani del liceo dell’Automobile di Vilnius e svedesi del Goteborgs tekniska college) all’interno della partnership internazionale di Erasmus Plus KA202.

Il settore della mobilità è cruciale per la transizione verso un futuro neutro dal punto di vista delle emissioni di carbonio, tuttavia i trasporti sono responsabili del 27% delle emissioni di gas serra dell’UE. Cisita Parma e Fondazione ITS Maker (ente di formazione d’eccellenza nel panorama regionale che rappresenta nel progetto il livello tecnico superiore) hanno scelto di puntare sulle competenze green, attraverso pratiche innovative per la formazione di studenti e docenti quali attori chiave di cambiamento nel risparmio di risorse, riduzione di consumi energetici, compensazione e riduzione delle emissioni in atmosfera, adozione di scelte di mobilità sostenibile. ‘Innovation Garage of Garages’ promuove la creazione di competenze innovative, spendibili già nell’immediato nel comparto automobilistico, competenze che si integrano molto bene con la vision che caratterizza da sempre le azioni progettuali dell’istituto Ferrari che mirano a formare figure professionali che possiedano competenze all’avanguardia, costantemente aggiornate rispetto a quanto richiesto dall’industria automobilistica.

Le istituzioni scolastico-formative saranno affiancate nelle sperimentazioni e nella co-progettazione degli ambienti di apprendimento work-based da aziende del settore automotive di riconosciuta caratura internazionale quali Volvo divisione Trucks, il principale concessionario Audi & Volkswagen lituano Moeller Auto, oltre a Innovam, società di consulenza e formazione di Nieuwegein (Paesi Bassi) specializzata nelle nuove competenze del settore automotive e sui mezzi elettrici e ibridi. Ospite esterno il leader di settore Automobili Lamborghini di Sant’Agata Bolognese, intervenuto in occasione dell’evento online di avvio del progetto per condividere frontiere di innovazione e fabbisogni di competenze green e sostenibili per l’automobile del futuro, sempre più connessa, smart e a ridotto impatto ambientale. Il settore dell’automotive è in costante evoluzione e le scelte aziendali legate all’impatto ambientale dei mezzi di locomozione sono sempre più nette: ‘Innovation Garage of Garages’ presenta quindi anche una valenza etica, nella prospettiva ecologista che ne connota la ‘mission’ e lo sviluppo delle azioni progettuali.

 

 

Ecosistema Scuola: l’indagine di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi compie 20 anni

Ecosistema Scuola: l’indagine di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi compie 20 anni

In sette anni meno della metà dei progetti finanziati per l’edilizia scolastica è stato concluso. I dati presentati oggi in diretta Facebook da Legambiente con Ecosistema Scuola, alla sua ventesima edizione, ci dicono che dal 2014 al 2020, su 6.547 progetti previsti, 4.601 sono stati finanziati e solo 2.121 portati a termine. Numeri che testimoniano le difficoltà incontrate dagli enti locali, e che possiamo tradurre anche con la differenza che intercorre tra l’importo stanziato per la realizzazione delle opere e la spesa effettiva. Per un importo totale stanziato di 3.359.614.000 euro, l’importo totale finanziato è di 2.416.370.000 euro e l’importo finanziato dei progetti avviati di 1.415.747.000 euro: passaggi in cui viene “perso” ogni volta circa un miliardo di euro.

Legambiente presenta Ecosistema Scuola 2021 nel momento in cui si sta ripensando l’Italia e pianificando gli investimenti delle risorse del Recovery Plan, di cui l’ultima versione prevede per l’edilizia scolastica 6,8 miliardi di euro. Risorse importanti che rischiano, tuttavia, di non portare ai risultati auspicati, e necessari, se non verranno affrontate alcune criticità, ormai croniche. La pandemia ha portato, infatti, spazi e servizi scolastici al centro della cronaca dell’ultimo anno, mettendo in luce quanto questo aspetto infrastrutturale del Paese, strategico, sia in sofferenza; in linea, purtroppo, con quanto fotografa e denuncia da anni l’indagine dell’associazione ambientalista.

Per questo, Legambiente ha colto l’occasione odierna per lanciare al nuovo ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, intervenuto alla presentazione online, un appello affinché le scuole diventino protagoniste della transizione ecologica: realizzare processi di riqualificazione energetica partecipata degli edifici con la comunità scolastica che diviene comunità energetica, e inaugurare una generazione di 100 scuole sostenibili e innovative costruite secondo i criteri della bioedilizia, aperte anche in orario extrascolastico e dotate di un’integrazione di servizi sia in orario scolastico che extrascolastico, da realizzarsi nelle “periferie sociali” del Paese, caratterizzate da alto tasso di dispersione scolastica e povertà educativa.

“La consapevolezza dell’importanza di investire in giovani, istruzione ed educazione è ormai condivisa da tutti; stanno arrivando risorse, ma prima di tutto serve un nuovo piano di governance per superare le emergenze e i divari – dichiara Vanessa Pallucchi, vice presidente di Legambiente -. I 6,8 miliardi previsti per l’edilizia scolastica nell’ultima stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vanno letti in un’ottica di priorità di interventi, con la forte attenzione all’individuazione degli ostacoli da rimuovere perché le risorse disponibili diventino miglioramenti effettivi delle nostre scuole e non si perdano nelle inefficienze di percorso.  L’edilizia scolastica e i servizi che girano intorno all’ecosistema scuola devono essere ripensati e rilanciati in una dimensione di sostenibilità ambientale e sociale: sono le gambe su cui poggerà la possibilità di successo ed efficacia della transizione ecologica, che ha fra i suoi obiettivi principali il superamento della povertà educativa”.

Da Ecosistema Scuola 2021 (dati 2019) su un campione di 6.156 edifici in 87 comuni capoluogo di provincia, risulta che circa il 58% delle scuole non ha certificazioni base come l’agibilità; ricade in area sismica 1 e 2 il 43% delle scuole, di cui solo poco più del 30% è costruito con la tecnica antisismica; più dell’87% degli edifici è sotto la classe energetica C. Non è stato ancora bonificato l’amianto in 145 edifici (in gran parte al nord) di quelli oggetto d’indagine, frequentati ogni giorno da 28.500 studenti. La metà delle scuole non ha impianti per lo sport e solo il 55% circa ha la mensa scolastica. Dati medi nazionali che, lungo i vent’anni di indagine, mostrano la permanenza di un costante divario tra nord, centro, sud e isole.

Per garantire una gestione virtuosa dei fondi per una migliore qualità degli edifici scolastici occorre, secondo Legambiente, innanzitutto mappare i bisogni attraverso lo strumento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, programmare gli interventi secondo una scala di priorità a partire dall’efficientamento energetico e dalla messa in sicurezza, sostenere le strutture tecniche delle amministrazioni che sono più indietro nel reperimento dei fondi e nella capacità progettuale, semplificare le linee di finanziamento, il loro accesso e la loro gestione per ridurre il divario esistente tra i progetti finanziati e quelli conclusi e conseguentemente, tra gli importi stanziati e quelli rimborsati agli enti locali. Solo così i fondi a disposizione potranno incidere in maniera efficace su un patrimonio edilizio vetusto e poco curato nel tempo, sperequazioni territoriali importanti fra la qualità degli edifici e dei servizi scolastici tra nord, centro, sud e isole, l’eccessiva concentrazione di studenti in spazi non adeguati al benessere e alla didattica, la necessità di interventi strutturali urgenti, la progressiva perdita dei servizi pubblici collettivi rivolti alle scuole, a cominciare dai trasporti.

È urgente, inoltre, rivedere i servizi pubblici a disposizione delle scuole, per riequilibrarne le opportunità di accesso nelle diverse aree del Paese e garantirli a tutti i cittadini. Sono elementi strutturali fondamentali per affrontare sperequazioni e povertà educative, così come la gestione del tempo scuola. Convivono, infatti, nelle classi, fra famiglie e fra territori, tante forme di disuguaglianza e povertà educativa che la pandemia ha messo in luce: evidenze che erano lì da tempo, ma che non sono state affrontate. Anzi, investimenti su servizi essenziali sono stati ridotti, come quelli per il trasporto pubblico scolastico. Gli anni di indagine di Ecosistema Scuola mostrano come il servizio di scuolabus sia passato, dal 2010 al 2018, dall’interessare quasi il 33% degli edifici al 23%, senza lo sviluppo di una mobilità alternativa casa-scuola, le cui pratiche ecocompatibili rimangono al palo come il pedibus (6% delle scuole) e il servizio di bicibus (0,1% e solo al nord). Differenze territoriali enormi anche rispetto alle classi a tempo pieno, praticato quasi in una scuola su due secondo la media nazionale, ma con il 67,8% di scuole con classi a tempo pieno nel centro Italia, quasi il 40% nel nord, il 9,5% nel sud e il 18,4% nelle isole.

 

FOCUS SULL’EMILIA-ROMAGNA

Dal dossier emergono dati positivi per l’Emilia-Romagna, che posizionano Parma al primo posto nelle due graduatorie delle città che hanno speso di più nel 2019 in manutenzione straordinaria e ordinaria, Modena e Mantova le altre città in vetta rispettivamente per interventi ordinari e straordinari.

Molto positivi i dati che riguardano gli investimenti per i servizi e progetti a favore delle scuole, delle famiglie e dei ragazzi, che posizionano Reggio Emilia come la città che da anni investe mediamente di più in Italia per questi servizi, destinando 161 euro a ragazzo per progetti educativi nelle scuole, di integrazione scolastica, laboratori linguistici, mediazione culturale, qualificazione offerta formativa, formazione digitale; altri 134 euro vengono rivolti per specifici progetti e iniziative rivolte agli under 14 come scuole aperte nel pomeriggio, spazi culturali ed educativi interdisciplinari, integrazione e agevolazioni per centri estivi, oratori cittadini. Parma la seconda città in Emilia-Romagna che investe maggiormente in questo senso.

I dati sulle mense scolastiche restituiscono un quadro positivo per la città di Rimini, fra le 5 città del Paese che dichiarano di somministrare pasti 100% BIO.
Su questo versante, però, resta il tema del progressivo abbandono delle stoviglie riutilizzabili a favore delle monoporzioni con posate e tovagliette monouso. Un passo indietro per l’Emilia-Romagna, verificatosi a causa delle misure previste per il contenimento dei contagi da Coronavirus, di cui avevamo già discusso lo scorso settembre. (L’approfondimento è disponibile a questo link).

Preoccupante anche una minore attenzione per la raccolta differenziata, sospesa in alcune scuole per evitare assembramenti fra i bambini a fine pasto.

“Siamo consapevoli che alcune misure preventive siano necessarie e che l’attenzione verso il contenimento dei contagi rappresentano una priorità – dichiara Legambiente Emilia-Romagna – ma è altrettanto importante non abbandonare le buone pratiche e i traguardi educativi raggiunti fino ad ora. Altro tema è l’utilizzo delle fonti rinnovabili, sul quale anche la nostra regione è in ritardo. Se si vogliono raggiungere gli obiettivi ambiziosi del patto per il Clima e il Lavoro occorre che anche gli edifici scolastici vengano coinvolti con l’installazione di impianti”.

Il bilancio del Piano di sviluppo rurale 2014-2020: ad oggi, su oltre un miliardo di fondi Ue investiti, già erogato dalla Regione il 72% del totale

Il bilancio del Piano di sviluppo rurale 2014-2020: ad oggi, su oltre un miliardo di fondi Ue investiti, già erogato dalla Regione il 72% del totale
Foto di Free-Photos da Pixabay

La Regione accelera sui contributi pagati sui bandi del Programma di sviluppo rurale e rispetta, con ben 10 mesi di anticipo, il termine ultimo per assegnare i fondi, evitando il disimpegno dei fondi non utilizzati entro il 2021.
“Un risultato davvero significativo”, secondo la Direzione generale Agri della Commissione europea, che nel corso di un incontro con la Regione ha fatto il punto sull’attuazione del Psr dell’Emilia-Romagna.

Dagli inizi della programmazione a oggi i pagamenti erogati in termini di spesa pubblica  hanno superato gli 843 milioni di euro, il 72% della disponibilità complessiva del Piano di sviluppo rurale 2014-2020  che in Emilia-Romagna ammonta a 1 miliardo e 170 milioni di euro.

“Un risultato ottenuto in un anno particolarmente difficile causa la pandemia in corso- ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi-, che ha comportato il ricorso a misure straordinarie di adeguamento dei procedimenti e in alcuni casi anche allo slittamento delle date di chiusura dei progetti. Si conferma la capacità amministrativa della nostra Regione nel sostenere il comparto agricolo, dalle singole imprese alle organizzazioni, dagli agriturismi alle piccole realtà. È fondamentale spendere tutte le risorse che la Commissione Europea mette a disposizione delle imprese agricole e spenderle bene, e l’Emilia-Romagna consegue di nuovo questo obiettivo con 10 mesi di anticipo sulle scadenze, lavorando per stimolare la competitività del nostro settore agricolo e agroalimentare”.

Nel corso dell’incontro, è stato affrontato anche il tema della programmazione del Psr per i prossimi due anni: infatti col regolamento n. 2220 del 23 dicembre 2020 la Commissione europea ha disposto l’estensione dell’attuale Psr 2014-20 fino al 2022.

Infine, il punto sul progamma  Leader cheopera nelle aree svantaggiate tra cui montagna e basso ferrarese. Anche in questo caso e malgrado la partenza ritardata di Leader di un anno rispetto al resto del Psr, i Gruppi di azione locale, le partnership tra enti pubblici e soggetti privati che hanno come obiettivo lo sviluppo economico e l’occupazione  nelle zone rurali,   hanno già concesso in media contributi per oltre il 63%  delle proprie disponibilità che ammontano a 41 milioni di euro.

Aggredisce la madre e il fratello: arrestato dalla Polizia di Stato

Aggredisce la madre e il fratello: arrestato dalla Polizia di StatoLa Polizia di Stato di Sassuolo ha tratto in arresto un cittadino marocchino di 26 anni per il reato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violazione di domicilio.

Nella tarda mattinata dell’8 marzo scorso, gli agenti del Commissariato sassolese sono intervenuti presso il quartiere Braida a seguito di segnalazione al numero di emergenza 112NUE da parte di un giovane, vittima insieme alla madre, di una aggressione fisica ad opera del fratello. Giunti sul posto, gli operatori hanno trovato sulla strada il 26enne armato di una spranga di ferro.

Poco prima, come riferito dal giovane aggredito, il fratello probabilmente sotto l’effetto di sostanza stupefacente di cui è abituale consumatore, al termine di un alterco scaturito da futili motivi aveva colpito con un pugno al volto lui e la madre all’interno della loro abitazione.

Il 26enne, nonostante la presenza della Polizia, non ha accennato a calmarsi e ha continuato nel suo atteggiamento aggressivo nei confronti dei familiari e degli agenti.

L’uomo, solito a comportamenti di tal fatta come dichiarato dai parenti, ma per i quali gli stessi non avevano mai sporto denuncia in passato, al termine degli accertamenti è stato tradotto presso la Casa Circondariale Sant’Anna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il marocchino, regolare sul territorio italiano, risulta gravato da numerosi precedenti per rapina, furto in abitazione, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

Poste Italiane effettua una nuova consegna di vaccini AstraZeneca in Emilia Romagna

Poste Italiane effettua una nuova consegna di vaccini AstraZeneca in Emilia RomagnaSono diretti in 6 località dell’Emilia-Romagna (Parma, Reggio Emilia, Modena, Lagosanto (FE), Pievesestina (FC) e Imola) i furgoni SDA, corriere di Poste Italiane, per la consegna di altre 35.200 dosi complessive del vaccino AstraZeneca.

Nella mattinata di oggi, infatti, alcuni mezzi speciali, attrezzati con celle frigorifere, hanno preso in carico le scatole contenenti i vaccini AstraZeneca, e raggiungeranno le loro destinazioni finali presso le seguenti sedi di ricezione e conservazione dei quantitativi previsti: Aou Parma Ospedale Maggiore (4.900 dosi);  Ausl/Irccs Santa Maria Nuova Reggio Emilia (5.800 dosi); Ausl/Aou Modena (7.500 dosi); Ausl Ferrara Ospedale del Delta di Lagosanto (3.500 dosi); Ausl Imola Ospedale Civile Vecchio (1.400 dosi) e Magazzino unico Ausl Romagna di Pievesestina  (12.100 dosi).

Pari opportunità: l’impatto della pandemia sul lavoro femminile. Tutti i dati del Rapporto realizzato dalla Regione

Pari opportunità: l’impatto della pandemia sul lavoro femminile. Tutti i dati del Rapporto realizzato dalla RegioneUna situazione di partenza migliore, in linea con le più avanzate realtà europee, ma che presenta ancora criticità, che la crisi sanitaria, economica e sociale provocata dalla pandemia ha aggravato. In Emilia-Romagna le donne lavorano fuori casa in media 5 ore di più di quanto accade nel resto del paese, ma pur sempre in misura inferiore rispetto agli uomini: 25 contro 36 ore settimanali. Mentre il lavoro di cura e domestico continua a restare in misura sostanziale sulle loro spalle: 23 contro le 7,38 ore maschili, un dato non troppo diverso da quello registrato nel resto del Paese (26 ore contro 7).

Una disomogeneità dei carichi di lavoro messa in evidenza in questi mesi anche della distribuzione dello smart working.  A fronte di un incremento del 23% di quello maschile, è cresciuto del 58% quello femminile per far fronte alla chiusura di scuole e servizi per l’infanzia.

Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto “Emergenza Covid: l’impatto sulle donne e le azioni promosse dalla Regione Emilia-Romagna“. Realizzato dalla Regione e presentato oggi in video conferenza stampa dall’assessora regionale alle Pari opportunità Barbara Lori, il report analizza l’impatto di genere delle politiche regionali attuate nel periodo della pandemia.

 

“Nonostante si confermi una delle migliori realtà italiane in tema di occupazione femminile, anche l’Emilia-Romagna ha fatto le spese di un lockdown che ha acuito le disuguaglianze.  Ecco perché valorizzare il ruolo e la partecipazione delle donne nell’economia e nella società regionale è fondamentale per la ripresa ed è strategico per generare uno sviluppo sostenibile, equo ed inclusivo, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 – spiega l’assessora alle Pari opportunità, Barbara Lori-. In quest’ottica abbiamo convocato il ‘Tavolo regionale permanente per le politiche di genere’ con focus tematico sul lavoro femminile, con l’intento di raccogliere criticità e suggerimenti. Per avviare azioni e progettualità sia a fronte all’emergenza Covid, sia di tipo più strutturale, migliorando la presenza femminile nel mondo del lavoro. Ciò ha consentito di approfondire il tema in tutti i suoi aspetti: da quello educativo e formativo, alla condivisione delle responsabilità di assistenza familiare e alla predisposizione di adeguate misure di sostegno alla famiglia, fino alla stabilità occupazionale e alla concreta possibilità di realizzare i propri percorsi di carriera al pari dei colleghi uomini.”

 

La solida rete di servizi di conciliazione, il forte investimento nell’istruzione e nella formazione professionale, gli  interventi e servizi per l’infanzia, le persone anziane e disabili non autosufficienti e l’impegno comune verso un’occupazione piena e di qualità.

Certamente in Emilia-Romagna negli anni sono stati conseguiti risultati importanti. Tuttavia anche lungo la Via Emilia sono state proprio le donne a pagare il prezzo più alto della pandemia: non solo sul fronte delle violenze domestiche drammaticamente aggravate dal lockdown, ma anche sul fronte occupazionale, come evidenziamo i dati Istat riferiti a questo territorio.

Per tutto il 2020 si sono verificate ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione con un legame diretto con le misure di contenimento dell’epidemia. Gli effetti più importanti si sono manifestati tra marzo e giugno 2020 – con oltre 37mila posizioni dipendenti perse, di cui oltre 22mila femminili, pari al 60%.

La riapertura delle attività ha comportato una ripresa dell’occupazione nel terzo trimestre con un recupero del 53,7% delle posizioni di lavoro dipendente perdute nel periodo precedente, peraltro in misura più favorevole proprio per le donne (+ 14 mila) che per gli uomini (+ 5mila).

Ma non abbastanza. L’analisi per genere in alcuni settori continua infatti a indicare ancora una maggiore penalizzazione della componente femminile dell’occupazione: su 100 posizioni perse nel settore ‘Commercio, alberghi e ristoranti’ 55 riguardano donne, quota che sale a 81 posizioni femminili perse ogni 100 negli ‘altri servizi’.

 

Obiettivo lavoro

Dal nuovo “Patto per il lavoro e il clima”, al “Tavolo permanente per le politiche di genere” (che riunisce Centri anti violenza, Enti locali, sindacati, Rappresentanze economiche e sociali, oltre ai principali organismi di garanzia del settore), all’ “Area integrazione del punto di vista di genere” formata da rappresentanti di tutte le Direzioni generali, la questione femminile è trasversale a tutte le politiche regionali. E dovrà tradursi in una sempre maggior attenzione a favore di provvedimenti concreti per quanto riguarda innanzi tutto il settore del lavoro e formazione.

Ma tanto è stato fatto.  Sono 42 i progetti per favorire l’accesso al lavoro, i percorsi di carriera e la promozione di progetti di welfare aziendale. Promossi da Enti locali e da Associazioni del privato sociale e sostenuti dalla Regione con 1 milione di euro sono attualmente in corso. La loro scadenza è stata infatti prorogata al primo semestre 2021, a causa dell’emergenza Covid.

E poi il sostegno all’imprenditoria femminile attraverso il Fondo Starter: nel corso del 2020 sono stati erogati 83 finanziamenti ad altrettante imprese femminili per oltre 4,6 milioni di euro, mentre sono state 59 le imprese e le professioni femminili che hanno potuto usufruire di 1,2 milioni di euro grazie al Fondo Microcredito.

Passando per il sostegno alle competenze digitali, requisito importante per garantire migliori opportunità occupazionali, con 4 milioni di euro nel 2020; i servizi attivi per il lavoro con 28.251 persone, in maggioranza donne (14.734), che sempre nel 2020 hanno potuto usufruire di interventi formativi; la Carta della responsabilità sociale d’impresa: obbligatoria per partecipare ai bandi regionali e che impegna le aziende che la sottoscrivono a perseguire azioni per le pari opportunità.

Senza dimenticare gli interventi e i servizi relativi al diritto allo studio scolastico e universitario. A livello universitario, dai dati raccolti risulta che è costituito da studentesse il 60% dei 23.983 beneficiari di borse di studio dell’a.a. 2019/2020.

A fianco delle donne vittime di violenza

Nel periodo marzo-giugno 2020 sono state 804 le telefonate arrivate dall’Emilia-Romagna al numero anti-violenza 1522 per chiedere aiuto, protezione o consulenza: più del doppio delle chiamate registrate nello stesso periodo del 2019 (365). In forte crescita anche la frequenza dei primi contatti, passati da 289 di marzo-giugno 2019 a 683 nel 2020 (+394 casi).

Un’emergenza cui la Regione ha risposto sostenendo con un finanziamento di 357mila euro da destinare a Comuni e Unioni di Comuni – oltre che con una specifica campagna di comunicazione – la rete dei 21 centri antiviolenza. Una realtà capillare cui si aggiungono 41 case rifugio e 16 centri per uomini maltrattanti, di cui 7 pubblici e 9 del privato sociale.

Nell’anno appena trascorso la Regione è stata destinataria di un finanziamento statale di quasi 2 milioni di euro per il mantenimento dei Centri antiviolenza e delle case rifugio esistenti.

Non solo: per accompagnare le donne vittime di violenza nel difficile cammino verso una ritrovata indipendenza, la Regione ha stanziato nel 2020 658mila euro in favore degli Enti Locali. Obiettivo: realizzare interventi per il sostegno abitativo e l’accompagnamento nei percorsi di fuori uscita dalla violenza di genere, grazie all’erogazione di voucher fino a 6mila euro a donna.

 

La rete dei servizi

Una rete di servizi solida, diffusa e capillare. E che gioca un ruolo fondamentale nel garantire pari opportunità alle donne.

In Emilia-Romagna l’88,8% dei Comuni ha un servizio di asilo nido, l’89,6% offrono servizi per l’infanzia. I corrispondenti dati nazionali sono 56,6% e 59,6%.

Tra le prime azioni della Regione, all’indomani del lockdown è stata quella di assicurare la riapertura dei centri estivi e anche per il 2020 sono state stanziate risorse per garantire una maggiore partecipazione e venire incontro alle esigenze dei genitori che lavorano.  Per aiutare le famiglie nel pagamento delle rette la Regione ha stanziato anche nel 2020 6 milioni di euro, provenienti dal Fondo sociale europeo, mentre a supporto della riorganizzazione in sicurezza dei centri estivi sono arrivati ai Comuni dell’Emilia-Romagna quasi 10 milioni di euro stanziati dal Governo con il Decreto Rilancio.

Ma non solo: nel 2020 una quota significativa del Fondo sociale regionale – 28,2 milioni su oltre 49 milioni di euro, – è stata dedicata a rafforzare i servizi e gli interventi a favore dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia. A settembre 2020 tale fondo è stato aumentato di 6,3 milioni di euro, per rafforzare ulteriormente gli interventi previsti, facendolo salire a 55 milioni.

Nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria i 40 Centri per le famiglie esistenti in Emilia-Romagna hanno spostato velocemente molte attività on line (es. consulenze educative, counselling psicologico, ecc.). Così anche i gruppi di preparazione alla nascita con molte adesioni e molta partecipazione. Sono state organizzate attività di supporto per genitori di bambini disabili, eventi formativi e di confronto dedicate alle donne straniere.

La pandemia da Covid-19 ha colpito molto duramente le persone non autosufficienti, le loro famiglie e gli operatori della rete dei servizi socio-sanitari. Fin dalle prime fasi dell’emergenza, è emerso il problema del sostegno al domicilio delle persone con disabilità, delle persone anziane e dei caregivers. Un impatto particolarmente forte sulle donne che tendono a sostenere il maggior peso delle attività di cura all’interno della famiglia, anche se nel lungo termine questo gap sta via via diminuendo.

In Emilia-Romagna questo tipo di interventi sono finanziati dal Fondo regionale per la non autosufficienza. Si tratta di 505 milioni di euro per il 2020, di cui oltre 450milioni provenienti da fonte regionale, la restante da fonte nazionale. /PF

Per consultare il Rapporto: https://url.emr.it/tm182p5b

“L’uomo custode della natura”: Nazione Futura Sassuolo per la Giornata Mondiale della Natura

“L’uomo custode della natura”: Nazione Futura Sassuolo per la Giornata Mondiale della NaturaIn occasione della Giornata Mondiale della Natura, celebrata il 3 marzo scorso, il circolo sassolese di Nazione Futura ospiterà Ferrante De Benedictis, autore del libro “L’uomo custode della natura”, edito da Historica, nella diretta online che si terrà sulla propria pagina Facebook giovedì 11 marzo alle 21.

“L’uomo custode della natura” racconta di un viaggio nel mondo del conservazionismo naturalistico alla ricerca di princìpi e valori su cui fondare un rinnovato patto tra uomo e natura, dove la questione energetica diventa di assoluta centralità e dalle cui scelte dipenderà non soltanto il nostro futuro economico e sociale, ma soprattutto la sopravvivenza del nostro Pianeta e dei suoi abitanti.

Il tema dell’ambientale è quanto mai centrale, non solo nelle agende politiche di ciascuna nazione, ma anche nel dibattito quotidiano. Troppo spesso, però, diventa terreno di scontro tra fazioni. I punti di vista diversi e le sensibilità differenti, invece, devono rimanere e diventare un punto di forza, così che la salvaguardia dell’ambiente non rimanga uno strumento di propaganda politica appannaggio di una certa parte, ma diventi confronto di visioni diverse su un tema comune.

Ferrante De Benedictis è vice-presidente di Nazione Futura. È presidente dell’Associazione Giovani Ingegneri di Torino, città dove vive e lavora. Laureato con lode nel 2005 in Ingegneria Meccanica indirizzo energia, ha poi conseguito il titolo di dottore di ricerca in Energetica. Ha partecipato come delegato nazionale al World Energy Congress tenutosi a Roma ed è attualmente membro del “Future Energy Leaders Community” del World Energy Council. La  competenza sviluppata nel settore energetico e in particolare in quello delle fonti rinnovabili lo ha portato a occuparsi di produzione di energia da fonti rinnovabili e di questioni inerenti alla generazione distribuita. È autore di decine di pubblicazioni scientifiche per riviste e convegni internazionali sui temi energetici, e ha lavorato in diversi progetti di ricerca nazionali e internazionali.

Campagna vaccinale, FarmacieUnite: le farmacie continuano ad essere ignorate

Campagna vaccinale, FarmacieUnite: le farmacie continuano ad essere ignorate
Foto di DoroT Schenk da Pixabay

Mentre in Italia si procede in ordine sparso con azioni e attività diverse da regione a regione, non si è ancora compreso quale sia il piano vaccinale e quale sia il ruolo del farmacista in questa importante fase di contrasto alla pandemia, la Francia inizia con la somministrazione dei vaccini a cura dei farmacisti.

L’ultima legge finanziaria ha attribuito alle farmacie e ai farmacisti quali operatori sanitari la possibilità di effettuare le vaccinazioni presso i propri locali con la supervisione di un medico, ed ora nel momento in cui si gettano le basi del piano vaccinale le farmacie sono scomparse.

Ogni regione realizza il suo piano in autonomia: nel Lazio si parla di coinvolgimento delle farmacie senza che tutti i farmacisti siano vaccinati, in Lombardia si attende l’arrivo del vaccino Janssen per coinvolgere le farmacie.

Il coinvolgimento attivo delle farmacie è avvenuto, forse per merito di una frana e isolata per alcuni giorni, solamente a Positano dove due farmacisti stanno somministrando i vaccini. Dal resto del paese non ci sono segnali di interesse verso la possibilità di impiegare le farmacie per la vaccinazione. Nel frattempo, l’Italia intera scivola rapidamente verso la zona rossa.

Le farmacie sono disponibili, sono capillarmente sul territorio, sono oltre 19.000 e molte di queste possono aiutare in questa fase critica per il paese. A fianco dei mega centri per la vaccinazione in via di definizione, ma che obbligano i cittadini a spostarsi e a farsi accompagnare (soprattutto gli anziani) le farmacie sono già pronte e hanno la fiducia dei loro clienti.

Questa pandemia sta suggerendo a tutto il mondo che è necessario superare vincoli e abitudini che ci hanno accompagnato fino ad oggi e anche l’Italia deve voler andare oltre se aspira essere un paese che vuole evolvere ed essere paese all’avanguardia.

Fiorano piange la morte di Angelo Gesualdi

Fiorano piange la morte di Angelo Gesualdi“È con dolore che comunichiamo la morte, avvenuta la scorsa notte, di Angelo Gesualdi all’età di 64 anni. La sua passione per le gare e l’automodellismo ha fatto sì che Gesualdi fosse fondatore – nel 1996 – e presidente del Mini Autodromo Jody Scheckter di Fiorano Modenese (“la pista delle macchinine”, così chiamata), sito in via Antica Cava. Oltre a ciò è stato presidente del Forum delle Associazioni, e successivamente consigliere comunale per ben dieci anni, dal 2009 al 2019″. Così il Comune di Fiorano Modenese.

Originario – come diversi cittadini fioranesi – di Celenza Valfortore, in provincia di Foggia, è stato tra i principali fautori del patto di amicizia siglato tra i due Comuni nel 2017. Trasferitosi fin dalla gioventù nella nostra città, aveva sposato la signora Rosanna, ed era stato impiegato presso la biblioteca della Facoltà di Economia dell’ateneo modenese.

Per quel che riguarda il suo fiore all’occhiello, la pista di mini-car, questa rappresenta una delle migliori in Europa, sede di numerose gare a livello internazionale. L’intensa e qualificata attività di Gesualdi, affiancato negli ultimi anni dal figlio Marco, ha diffuso nel mondo il nome di Fiorano Modenese anche grazie a questo sport, facendo affluire sul nostro territorio migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo. Tutte mosse dall’identica passione che animava Angelo.

“Sono sinceramente addolorato – afferma il Sindaco Tosi – per l’addio di Angelo, e sono sinceramente vicino al dolore della sua famiglia. Anche a nome dell’Amministrazione comunale, esprimo vivi sentimenti di condoglianza nel ricordo di una persona che è stata attivissima nella vita civile della nostra comunità, ha contribuito alla conoscenza del nostro paese nel mondo ed è stata un ponte di conoscenza e relazioni tra Fiorano e il suo di paese di origine, Celenza Valfortore. Una persona a cui mi ha legato, inoltre, un legame di personale amicizia. Grazie di tutto, Angelo”.

 

Inverno 2020-2021 con piogge e nevicate da record

Inverno 2020-2021 con piogge e nevicate da recordA pronunciarsi è il Centro Meteo Emilia Romagna, che fa un resoconto del trimestre invernale da poco conclusosi (ricordiamo che l’inverno meteorologico inizia il 1 dicembre e termina il 28 gennaio).

Il mese di dicembre 2020 ha visto frequenti episodi perturbati, con la neve che è giunta anche fin sulle città da Piacenza a Bologna, con i settori occidentali che sul finire del mese hanno registrato nuove precipitazioni nevose fino in pianura e 30-50 cm di accumulo al suolo. Anche il mese di gennaio è risultato perturbato, con nuovo incremento della neve sulla dorsale appenninica, mentre sui settori pianeggianti gli episodi nevosi sono risultati quasi nulli. Febbraio ha visto invece prevalenza di condizioni anticicloniche, anche se si segnala a metà mese un significativo evento freddo con temperature sotto media per diversi giorni.

Nel complesso le piogge, molto abbondanti, a livello regionale sono stimate in 345 mm a fronte dei circa 210 mm previsti dalla climatologia, valore che dicembre aveva già interamente raggiunto singolarmente.
Gli scarti positivi più importanti sono stati registrati sull’Emilia Occidentale; a Parma è stato il secondo inverno più piovoso di una serie storica più che secolare: con 376,4 mm si classifica alle spalle del lontano 1901-1902 che fece registrare 437,9 mm.

Prendendo in esame l’inizio della stagione, alle piogge record sono corrisposte nevicate abbondantissime e probabilmente anch’esse da record sull’Appennino Emiliano per gli ultimi 30-40 anni considerando il periodo 1 dicembre – 15 gennaio.

Tramite la nostra rete di osservazione e misurazioni nivometriche, possiamo attestare oltre 7 metri di neve a 1400 metri sull’Appennino Reggiano, con valori simili su gran parte del settore montano emiliano.

Ulteriori dettagli su CENTRO METEO EMILIA ROMAGNA

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 11 marzo

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 11 marzoProgressivo aumento della nuvolosità alta e stratificata già nel corso della mattinata; addensamenti più consistenti a ridosso dei rilievi che dal pomeriggio daranno luogo a precipitazioni deboli, più probabili sul settore centro-occidentale. Temperature minime stazionarie o in lieve flessione comprese tra 1 e 4 gradi; massime in lieve aumento comprese tra 12 e 15 gradi. Venti deboli variabili sulla pianura emiliana. Da sud-ovest su rilievi e pianura orientale con rinforzi fino a forti in area appenninica dalle ore pomeridiane-serali. Mare poco mosso, in serata mosso al largo.

(Arpae)

Progetto di volontariato con la collaborazione di Unimore e Gruppo Concorde S.p.A

Progetto di volontariato con la collaborazione di Unimore e Gruppo Concorde S.p.AGrazie alla sinergia tra Unimore, un’importante realtà industriale del territorio modenese come il Gruppo Concorde spa e una onlus piemontese, già attiva da anni in opere di volontariato in Africa, prenderà il via quest’anno anno, emergenza coronavirus permettendo, un progetto per la realizzazione di una scuola a Malété, nella Repubblica del Bénin, in Africa Occidentale.

La realizzazione di questa opera, promossa dal prete missionario Don Michele Kotoko, andrà ad affiancare un orfanotrofio costruito di recente e vedrà il coinvolgimento operativo, insieme alla onlus Mulinelli di Sabbia di Oleggio (Novara), anche dell’impresa Zetadi srl di Ferno (Varese), che da anni collabora con il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche di Unimore per la realizzazione di progetti di riciclo di rifiuti pericolosi in materiali ceramici.

Il nuovo edificio scolastico permetterà alla comunità di bambini ospitati nell’orfanotrofio di fruire di attività didattiche di vario livello in una struttura adeguata, funzionale e sicura. A regime, la casa orfanotrofio accoglierà circa 100 bambine e bambini di età compresa tra 0 e 14 anni.

Il contributo decisivo fornito dall’Ateneo di Modena e Reggio Emilia alla realizzazione di questo progetto è rappresentato dal coinvolgimento nell’iniziativa di un proprio partner del comprensorio modenese, il Gruppo Concorde, che ha aderito all’operazione con la Ceramiche Caesar. L’azienda ceramica fornirà infatti le piastrelle necessarie per la pavimentazione e il rivestimento degli ambienti interni della scuola. Si tratta di circa 800 metri quadrati di grès porcellanato.

“E’ un vero onore contribuire alla realizzazione di questa iniziativa perché, secondo quanto riferito da Don Michele, la costruzione della scuola permetterà ai più piccoli di non andare lontano per ricevere la propria istruzione e costituirà per i bambini più grandi un’opportunità di formazione professionale per lo sviluppo del proprio territorio” – commenta il Prof. Alessandro Gualtieri, Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche di Unimore.

 

Chiusure programmate sulla A14 e sulla A1

Chiusure programmate sulla A14 e sulla A1Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, dalle 22:00 di venerdì 12 alle 6:00 di sabato 13 marzo, sarà chiusa la stazione di Castel San Pietro, in entrata verso Ancona/Pescara.
In alternativa si consiglia di entrare alla stazione di Imola o di Bologna San Lazzaro.

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Per lavori di competenza S.A.T.A.P., dalle 22:00 di giovedì 11 alle 6:00 di venerdì 12 marzo, per chi percorre la A1 Milano-Napoli e proviene sia da Milano sia da Bologna, sarà chiuso il ramo di allacciamento per la A21 Torino-Piacenza-Brescia, in direzione di Torino.
Si ricorda che, nella stessa notte, sarà completamente chiusa la stazione di Piacenza sud, in entrata e in uscita, per consentire lavori di pavimentazione, mentre saranno regolarmente transitabili i rami di allacciamento che da Milano e da Bologna immettono sulla A21 verso Brescia.

In alternativa, per chi proviene da Milano e da Bologna ed è diretto verso Torino, si consigliano i seguenti itinerari:
per i veicoli leggeri e i mezzi pesanti con peso fino a 3,5 tonnellate, uscire alla stazione di Basso Lodigiano, al km 50+000, percorrere la SS9 Via Emilia e la SP10, per poi immettersi sulla A21 dalla stazione di Piacenza ovest, di competenza S.A.T.A.P.;
per i mezzi pesanti con peso superiore a 3,5 tonnellate, uscire alla stazione di Fiorenzuola, al km 74+100 e percorrere la SS9 Via Emilia in direzione Piacenza, per un itinerario totale di 27 km, con rientro sulla A21, alla stazione di Piacenza ovest.

 

 

Una prima televisiva per “Adriana Lecouvreur”, film-opera prodotto dal Teatro Comunale di Bologna domani in onda su Rai5

Una prima televisiva per “Adriana Lecouvreur”, film-opera prodotto dal Teatro Comunale di Bologna domani in onda su Rai5
Adriana Lecouvreur © Andrea Ranzi (Casaluci Ranzi)

Una produzione teatrale progettata per la tv, una idea che non nasce come necessità dettata dalla pandemia ma che in questa situazione ha trovato nuove ragioni di sperimentazione. E’ il film-opera “Adriana Lecouvreur” di Francesco Cilea, firmato da Rosetta Cucchi e diretto da Asher Fisch, prodotto dal Teatro Comunale di Bologna insieme a Rai Cultura. Registrato a inizio febbraio, sarà trasmesso in prima tv su Rai5 domani, mercoledì 10 marzo, alle 21.15, con la regia televisiva di Arnalda Canali. La protagonista è interpretata dalla soprano Kristine Opolais.

“Un esperimento da seguire con attenzione, la stessa opera con una doppia regia e un doppio esito: oggi una produzione televisiva, domani, a epidemia sotto controllo, visibile a teatro- commenta l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori-. Un modello che avrà senso anche in condizioni di normalità: per allargare il pubblico della cultura, delle nostre produzioni, sia in senso sociale che geografico. E anche per avere qualche ricavo in più per una attività che certo lo merita ma che è costosissima per i bilanci pubblici”.

Lo spettacolo, originariamente previsto lo scorso maggio ma sospeso a causa dell’emergenza sanitaria, apre in maniera inedita l’anno operistico 2021 del teatro bolognese. I quattro atti dell’opera diventano quattro spaccati di epoche diverse, con le muse che hanno ispirato quei tempi. La vera Adriana Lecouvreur racconta il primo capitolo della storia, in un retropalco della prima metà del Settecento, nel secondo atto si salta all’Ottocento. Nel terzo atto si arriva agli anni ’20 del secolo scorso, per arrivare nell’ultimo capitolo agli anni ’70 del Novecento.

Protagonista è la soprano lettone Kristine Opolais, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle” che ha sostituito la prima della Scala e tra le star più contese dai principali teatri della scena internazionale. Insieme a lei sono impegnati Luciano Ganci nella parte di Maurizio, Veronica Simeoni in quelli della Principessa di Bouillon e Nicola Alaimo nei panni di Michonnet.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna l’israeliano Asher Fisch, direttore principale della West Australian Symphony Orchestra di Perth, protagonista anche dei concerti del Comunale recentemente registrati a porte chiuse e trasmessi in streaming su YouTube.

Lapam scrive al Primo Ministro Mario Draghi per rimuovere gli ostacoli alla circolazione al Brennero

Lapam scrive al Primo Ministro Mario Draghi per rimuovere gli ostacoli alla circolazione al Brennero“Un’assurda vessazione a cui le imprese di autotrasporto italiane sono soggette da settimane, che sta compromettendo l’operato di un settore di importanza, ora più che mai, strategica”.

In una lettera inviata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, il Presidente di Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni di Autotrasporto merci) e di Confartigianato Trasporti, il modenese Amedeo Genedani, denuncia “il disagio continuo e sfibrante” che stanno vivendo le imprese del settore a causa dell’obbligo introdotto il 14 febbraio dagli amministratori del Tirolo “per gli autotrasportatori italiani diretti in Germania, di sottoporsi al test antigenico o molecolare per poter attraversare la frontiera austriaca”.

“Tale imposizione – scrive Genedani – è scaturita da un’iniziativa presa dalle autorità tedesche e austriache in modo del tutto estemporaneo, senza concertazione né coordinamento con le omologhe istituzioni italiane, o con i rappresentanti delle categorie interessate dalle restrizioni. L’intempestività del provvedimento, che pregiudica l’approvvigionamento di beni essenziali in un momento tanto delicato come quello attuale, ci lascia francamente sgomenti”.

“Per di più – si legge ancora nella lettera – dal 23 di febbraio, l’applicazione di una tariffa di 40 euro per l’erogazione dei test anti-Covid presso l’autoporto Sadobre di Campo di Trens, ha di fatto trasformato questo adempimento sanitario in un’ulteriore gabella che grava sui bilanci delle nostre imprese. Apprendiamo ora che l’obbligo di tampone, la cui scadenza era inizialmente fissata per oggi, si protrarrà fino al 17 di marzo prossimo”.

Il Presidente di Unatras e Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani nel chiedere al Presidente Mario Draghi “un suo intervento deciso” sottolinea che gli autotrasportatori non disconoscono “le ragioni sanitarie che motivano le restrizioni agli spostamenti imposte dai Governi austriaco e tedesco”, tuttavia, il comparto non può fare a meno di domandarsi “che tipo di giovamento possano trarre i cittadini europei dall’intralcio al transito delle merci (tra le quali si annoverano anche beni di prima necessità, farmaci e dispositivi sanitari) nel pieno di un’emergenza pandemica”.

“Non possiamo fare a meno di domandarci – conclude Genedani con una piccola stoccata all’Esecutivo – cosa trattenga il Governo italiano dall’adottare misure precauzionali analoghe nei confronti degli autotrasportatori provenienti da Austria e Germania, se davvero le ragioni sanitarie addotte sussistono. Soprattutto, non possiamo non nutrire il ragionevole timore che l’appello alla tutela della salute pubblica, occulti, in realtà, il perseguimento di obiettivi politici interessati”.

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