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lunedì, 27 Luglio 2026
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Il settore costruzioni contiene il calo e si prepara la ripresa grazie al sostegno dei bonus

Il settore costruzioni contiene il calo e si prepara la ripresa grazie al sostegno dei bonus
Foto di Kai Pilger da Pixabay

Si riduce la frenata per il settore costruzioni nel quarto trimestre 2020 secondo l’indagine sulla congiuntura di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

Tra ottobre e dicembre gli stimoli introdotti a sostegno del comparto e la capacità organizzativa delle imprese hanno permesso di controbilanciare gli effetti negativi dell’intensificarsi della pandemia e di contenere la flessione del volume d’affari a prezzi correnti rispetto allo stesso periodo del 2019 (-1,5 per cento). Le piccole imprese da 1 a 9 dipendenti hanno subito una perdita più ampia del volume d’affari (-2,5 per cento), mentre la dinamica negativa è inferiore per le medie imprese da 10 a 49 dipendenti (-0,7 per cento). Le grandi imprese, quelle da 50 a 500 dipendenti, invertono in negativo la tendenza, ma contengono la flessione (-0,5 per cento).

Il 2020, un anno composto di due semestri opposti. Si interrompe una fase di crescita moderata durata di cinque anni. Dopo i peggiori primi due trimestri di caduta superiore al 10 per cento, nei sei mesi successivi la tendenza negativa è andata decisamente e progressivamente rientrando, nonostante la recrudescenza della pandemia. L’anno si è chiuso con una caduta del volume d’affari meno ampia di quanto si poteva temere (-6,3 per cento). Comunque, si tratta del peggior risultato dall’inizio della rilevazione. Nel 2013 la crisi del debito condusse a una riduzione del volume d’affari delle costruzioni del -5,6 per cento.

La previsione per il 2021. La tendenza del secondo semestre 2020 sostiene una prospettiva di ripresa. Per la previsione di Prometeia di gennaio, la tendenza positiva riprenderà con decisione nel 2021 (+10,7 per cento), sostenuta anche alle misure di incentivazione adottate dal governo a sostegno del settore, della sicurezza sismica e della sostenibilità ambientale.

Il registro delle imprese. A fine 2020 le imprese attive delle costruzioni erano 65.199, con un incremento di 176 unità (+0,3 per cento) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ha trovato conferma l’interruzione, avvenuta nel terzo trimestre, della tendenza negativa che aveva raggiunto un culmine nel 2013 che da allora si era andata gradualmente indebolendo.

Il trend positivo è stato determinato dalle imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati leggermente aumentate (+218 unità, +0,5 per cento), nonostante prosegua la tendenza negativa nella costruzione di edifici (-41 unità, -0,3 per cento).

Sono aumentate soprattutto le imprese straniere (+543 unità, +3,1 per cento), giunte a quota 17.991, pari al 27,6 del totale del settore, mentre le imprese giovanili delle costruzioni, il 7,6 per cento del totale, in un anno sono diminuite del 7,4 per cento (-400 unità).

Accelera la ricomposizione per forma giuridica delle imprese per l’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, con l’aumento delle società di capitali (+592 unità) e la riduzione delle società di persone (-216 unità) e in minore misura delle ditte individuali (-155 unità).

 

Green Warriors: la Serie B2 alla ricerca dell’ottavo sigillo. La Serie A2 tenta il colpaccio contro Vallefoglia

Green Warriors: la Serie B2 alla ricerca dell’ottavo sigillo. La Serie A2 tenta il colpaccio contro VallefogliaIl Pala Consolata di Sassuolo si prepara a vivere un nuovo weekend di grande pallavolo.

Ad aprire le danze saranno le ragazze della Serie B2, che tra le mura amiche andranno alla ricerca dell’ottavo successo consecutivo: sabato sera – fischio di inizio alle 20.30 – Mammini e compagne riceveranno la Stadium Mirandola, che all’andata avevano superato 3-1.

Domenica toccherà poi alle ragazze della Serie A2, che quarantadue giorni dopo tornano a disputare un match ufficiale sul taraflex casalingo del Pala Consolata. Dopo la sconfitta all’esordio contro Soverato nella trasferta più lunga del girone, capitan Dhimitriadhi e compagne andranno alla ricerca della prima vittoria nel Pool Promozione. Un compito non semplice per le neroverdi, che riceveranno la Megabox Vallefoglia: neopromosse in A2, le tigri biancoverdi hanno dimostrato fin dalle prime uscite stagionali di voler puntare in alto e, dopo aver concluso il Girone Est al primo posto, al momento si trovano anche il testa alla classifica del Pool Promozione con 44 punti, in condominio con Mondovì e Roma. Dopo la perentoria vittoria nello scorso turno di campionato ai danni proprio di Mondovì, giovedì le marchigiane sono scese in campo anche per i quarti di finale di Coppa Italia, superando Marsala al termine di una vera e propria battaglia: dopo essere andate sotto 0-2, Bacchi e compagne hanno chiuso il match al tie break trascinate da Pamio.

Settimana standard invece per le neroverdi di coach Barbolini che – dopo essere rientrate lunedì mattina da Soverato – sono tornate immediatamente in palestra martedì per preparare al meglio la sfida contro Vallefoglia.

Per quanto riguarda le atlete convocate, coach Barbolini potrà contare sulle palleggiatrici Pasquino e Spinello, sugli opposti Antropova e Ferrari, sui centrali Bisegna, Busolini e Civitico, sulle schiacciatrici Dhimitriadhi, Magazza, Pelloni, Salinas, Zojzi. Vestiranno invece la maglia da libero Falcone e la giovanissima Viola Montagnani, libero classe 2005 cresciuta nel vivaio neroverde alla sua prima convocazione in Serie A.

 

Flessibile, integrato, sicuro e digitale, il trasporto pubblico locale presenta le linee guida per il prossimo triennio

Flessibile, integrato, sicuro e digitale, il trasporto pubblico locale presenta le linee guida per il prossimo triennioFlessibile, integrato, sicuro e digitale. Sono le parole chiave del trasporto pubblico locale dell’Emilia-Romagna contenute nella proposta di atto di indirizzo che delinea la programmazione e l’amministrazione tpl per il triennio 2021-2023, documento condiviso ieri sera in video-conferenza dall’assessore regionale a Infrastrutture e trasporti, Andrea Corsini, con i rappresentanti di Anci, Province, Comuni, Agenzie e Aziende Tpl regionali e parti sociali.

Perché, se una cosa ci ha insegnato questo anno di pandemia, è chiaro che anche il trasporto pubblico dovrà sempre più adattarsi e, se possibile prevenire, le nuove e mutate esigenze dei cittadini – pendolari in primo luogo – in un mondo del lavoro e della scuola cambiato, tra smartworking e didattica a distanza. Un cambiamento che impatta quindi sull’organizzazione e gli orari delle città e che, a causa dell’emergenza sanitaria non ancora piegata, resterà ancora il quadro di riferimento del prossimo futuro.
E in questo contesto, l’altra sfida che impone un ripensamento a tutto il settore dei trasporti riguarda la transizione ecologica e in particolar modo le azioni per lo sviluppo di una mobilità che deve diventare sempre più sostenibile, in linea con quanto previsto dal Patto per il Lavoro e per il Clima che la Regione ha sottoscritto con tutte le parti sociali, e per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Proseguirà quindi a ritmo spedito la sostituzione dei mezzi più inquinanti, puntando su metano, elettrico e anche idrogeno.

“L’impatto del Covid sul trasporto pubblico locale è stato ed è molto pesante- afferma Corsini– ma, a distanza di un anno, possiamo dire che il sistema ha retto, grazie alla collaborazione di tutti – territori, aziende e agenzie Tpl, personale e tecnici -, e agli investimenti straordinari per circa 23 milioni di euro con 522 mezzi in più in circolazione per mantenere la capienza al 50% e oltre 7,6 milioni di chilometri aggiuntivi. Ora, mentre siamo alle prese con la terza ondata della pandemia e con la speranza che arriva dalla campagna vaccinale, dobbiamo iniziare a guardare in modo concreto al futuro per essere in grado di dare le giuste risposte e non farci trovare impreparati al momento della ripresa”.
“Sono tre le sfide che dobbiamo affrontare per progettare lo sviluppo del trasporto pubblico locale- prosegue l’assessore-, la prima riguarda l’andamento demografico, che vede una prevalente componente di invecchiamento della popolazione a fronte di una necessità di innovazione e creatività, poi la transizione ecologicafinalizzata al contenimento e superamento della emergenza climatica e infine la trasformazione digitaleche sta modificando profondamente la realtà che ci circonda. Dalle risposte che saremo in grado di dare a queste sfide dipenderà lo sviluppo e la capacità di rendere sempre più prevalente il servizio di trasporto pubblico locale come sistema prioritario per la mobilità dei cittadini”.

Sono quindi tre i filoni – integrazione gomma-ferro, digitalizzazione e investimenti – su cui la Regione vuole incidere per rafforzare e rendere più compatibile con l’ambiente, moderno e competitivo il trasporto pubblico locale.

INTEGRAZIONE GOMMA-FERRO E TARIFFARIA – La prima leva riguarda l’integrazione gomma-ferro e tariffaria. La Regione garantisce diverse forme di integrazione tariffaria, sia tra il servizio ferroviario regionale e la lunga percorrenza (2.500 utenti per un valore di circa 2 milioni di euro), sia tra il servizio ferroviario e il servizio urbano per le città con popolazione superiore ai 50mila abitanti (60mila utenti per circa 6 milioni l’anno).
Le risorse regionali correnti impegnate per la gestione dei servizi e integrazioni tariffarie, sono state pari a 70 milioni di euro nel 2020, e ammonteranno rispettivamente a circa 80 milioni nel 2021 e 100 milioni nel 2022.
Tra le misure confermate c’è “Grande”, l’iniziativa della Regione rivolta agli under 14 per incentivare l’uso del mezzo pubblico tra i più giovani che ha permesso a oltre 330mila ragazze e ragazzi di viaggiare gratuitamente sui servizi urbani delle città capoluogo e superiori ai 50mila abitanti e sui servizi extraurbani regionali su gomma e ferroviari nei tragitti casa-scuola e tempo libero. Iniziativa che sarà estesa, per l’anno scolastico 2021-2022 anche agli under 19 appartenenti a famiglie con Isee fino a 30mila euro: una platea ulteriore di 186mila studenti per un costo stimato di circa 10 milioni di euro.

DIGITALIZZAZIONE – Rendere tutto a portata di smartphone: dagli orari dei mezzi in tempo reale ai biglietti per salire su bus e treni, fino alle informazioni sul riempimento dei mezzi e dal pagamento del parcheggio alla prenotazione dei taxi. Dopo la sperimentazione positiva dell’app Roger, la Regione si propone di integrare i servizi a portata di clic includendo anche il trasporto non di linea (come taxi e noleggio auto con conducente) e permettere il pagamento della sosta che, al momento, è possibile solo a Bologna. Il tutto con l’obiettivo di andare sempre più verso un sistema dei trasporti evoluto e in grado di offrire maggiore integrazione e accessibilità, utilizzando al massimo le opportunità offerte dalla tecnologia digitale, secondo la logica del “MaaS” (Mobility as a Service), che vede la creazione di piattaforme di informazione e offerta di servizi integrati.

INVESTIMENTI – Capitolo fondamentale per la transizione ecologica è quello che riguarda gli investimenti che ammonteranno a oltre 240 milioni di euro nei prossimi tre anni. A partire dalle ferrovie regionali (oltre 300 km di linea) con l’elettrificazione delle linee reggiane entro il 2021, cui seguirà l’elettrificazione della tratta Parma-Poggio Rusco relativa alle linee Parma-Suzzara e Ferrara Suzzara (40 milioni) e la linea Ferrara-Codigoro (da definire). Sono previsti inoltre interventi di ricucitura urbana per un totale di oltre 120 milioni di euro che interessano le città di Ferrara e Bologna e in diverse città dell’Emilia-Romagna è prevista la soppressione dei passaggi a livello. Sempre in tema sicurezza, entro il 2022 tutta la rete ferroviaria regionale sarà attrezzata con il sistema di controllo marcia treno. Il tutto in settore, che ha visto il completo rinnovo della flotta, avviato nel luglio 2019, con la sostituzione di 86 convogli di nuova generazione (treni Pop e Rock) per un investimento di oltre 750 milioni di euro.

Per quanto riguarda le linee nazionali è già stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra ministero Infrastrutture Rfi e Regione per il potenziamento del collegamento Ravenna – Rimini, uno degli obiettivi previsti del Piano regionale integrato dei trasporti 2025.
Sul parco autobus, dopo i 600 finanziati nel quinquennio appena trascorso (circa il 20% della flotta regionale), la Regione promuove oggi un nuovo imponente piano di acquisto. Si tratta di oltre mille (1.157) nuovi autobus – di cui circa 600 già previsti nei prossimi 5 anni -, che la Giunta regionale è pronta a cofinanziare con 190 milioni di euro (annualità 2019-2033).
Altro capitolo riguarda il potenziamento della mobilità ciclabile per raggiungere entro il 2025 la quota modale di spostamento pari al 20%. Nel corso del 2020 è stato erogato un finanziamento straordinario ai comuni interessati dalle misure di contenimento del traffico previste dal Piano aria integrato regionale pari a 3,3 milioni di euro per la creazione delle cosiddette ‘ciclabili di emergenza’ e per misure di stimolo alla domanda di mobilità dolce. Inoltre, l’Emilia-Romagna è interessata alla realizzazione di tre ciclovie nazionali: Vento, Sole e Adriatica.

I numeri del trasporto pubblico in Emilia-Romagna

Circa 18,6 milioni di chilometri per il servizio ferroviario e 112 milioni di chilometri per il servizio di linea su gomma. Sono i numeri del tpl della nostra regione che, negli ultimi anni, ha registrato un significativo aumento dei passeggeri trasportati. In particolare, nel 2019, sono stati 49,8 milioni i viaggiatori sui treni (+5,7% rispetto al 2018) e 312,7 milioni (+3,4% sul 2018) sui bus. Servizi che complessivamente costano 410 milioni di euro all’anno e producono circa 290 milioni di ricavi con una copertura dei costi del 41%, superiore al 35% previsto dalle norme.

Il video messaggio del sindaco all’indomani dell’ingresso in zona rossa

Il video messaggio del sindaco all’indomani dell’ingresso in zona rossa

“Con l’ingresso in zona rossa le regole da rispettare sono molto più stringenti ma è indispensabile farlo, ne va della nostra incolumità. Con la chiusura delle scuole si liberano molte pattuglie di Polizia Municipale dai servizi presso i plessi scolastici, verranno utilizzate per fare controlli: il buon senso è finito, d’ora in poi faremo le sanzioni a chi non rispetta le regole”.

E’ questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani in un video rivolto a tutta la città all’indomani dell’ingresso in zona rossa della provincia di Modena.

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 7 marzo

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 7 marzoInizialmente sereno o poco nuvoloso, ma con tendenza ad aumento della nuvolosità, soprattutto in tarda serata lungo i rilievi, ove potrà essere associata a deboli piogge. Temperature minime in netto calo, con valori compresi tra 1 e 3 gradi nei centri urbani e localmente anche inferiori allo zero nelle aree di aperta campagna; massime stazionarie intorno a 9/11 gradi. Venti deboli variabili. Mare inizialmente mosso, ma con rapida attenuazione del moto ondoso già dal primo mattino.

(Arpae)

Lista Macchioni, tassa sui rifiuti più alta: “Accuse dal PD, rispediamo il pacco al mittente; non è colpa del comune”

Lista Macchioni, tassa sui rifiuti più alta: “Accuse dal PD, rispediamo il pacco al mittente; non è colpa del comune”

Nelle scorse settimane sono stati approvati in tutti i Comuni, compreso Sassuolo, dei piani economici – finanziari (PEF) – predisposti da ATERSIR (Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti) – che determinano le tariffe della TARI, sia per le utenze domestiche che per le attività produttive, i quali porteranno ad un inevitabile aumento delle tariffe sul servizio di raccolta dei rifiuti corrisposti da HERA.

L’agenzia per i servizi ATERSIR, si configura pertanto come una forma partecipativa degli enti locali; occorre però chiarire – spiega Macchioni – che i comuni non hanno nessun ruolo nel determinare i costi del servizio, e sono tenuti “obbligatoriamente” a rispondere agli adeguamenti imposti da ATERSIR quando approva i piani finanziari che i gestori gli preparano (nel nostro caso HERA).

Da evidenziare inoltre, come questi enti forniscano scarsi elementi informativi, con aggravante del ritardo, per valutare la composizione dei costi; alimentando di fatto la poca chiarezza nel motivare gli aumenti. Neppure un ricorso al TAR nel 2012, da parte dell’allora giunta Caselli, per una poca trasparenza da parte di questi enti fu di aiuto alla risoluzione del problema, la quale si vide bocciare il ricorso presentato.

Alle proteste nell’ultimo consiglio comunale da parte dei rappresentanti dell’opposizioni, che accusano l’Amministrazione di aumentare le tasse ai cittadini – continua Macchioni – va ricordato che furono proprio i loro “compagni del PD” – gli ex-amministratori comunali della giunta Pattuzzi – gli artefici negli anni 2006/2008 della “svendita” – perché di questo si è trattato – della nostra municipalizzata SAT alla nuova società HERA.

Dovrebbero essere proprio queste persone a fornire alla cittadinanza sassolese una esauriente spiegazione in merito all’utilità di questa cessione, e ai benefici che ha portato alla città.

Le tariffe sono forse diminuite e la qualità dei servizi è forse migliorata?

Si direbbe l’esatto contrario.

Cassonetti stracolmi e rotti ovunque ­- afferma Macchioni – testimoniano un servizio di raccolta non efficiente; mentre la raccolta differenziata dovrebbe favorire una riduzione delle tariffe, cosa che nella pratica non accade.

Non tralasciamo neppure di evidenziare la pulizia delle strade e dei marciapiedi, che spesso, viene lasciata al buon senso della gente.

Parliamo poi degli aumenti sulle tariffe dell’acqua, che dopo il passaggio ad HERA hanno visto rincari esorbitanti.

Se non altro per energia elettrica e gas metano esiste la possibilità di scegliere il fornitore, ma per acqua e nettezza urbana non esiste scelta: siamo stati obbligati ad avere un unico fornitore, alla faccia della concorrenza e del libero mercato.

Sarebbe auspicabile invece chiedere all’attuale amministrazione – conclude Macchioni – di valutare la possibilità e la convenienza, di ritornare quanto prima ad avere questi servizi a carico di una società in house come lo era prima, dove i Comuni potevano esercitare sul serio la loro partecipazione.

Modifiche viabilità P.zza Bachelet a Fiorano l’8 marzo

Modifiche viabilità P.zza Bachelet a Fiorano l’8 marzoA causa di lavori alla rete idrica da parte di Hera Spa, è stato disposto il divieto di sosta, con rimozione forzata degli stalli sosta di Piazza Bachelet, nel tratto stradale che intercorre tra via F.lli Bandiera e via Bassa. Ciò è previsto sia per la parte degli stalli ad est che per la parte degli stalli ad ovest, dalle ore 7.30 dell’ 8 marzo fino a fine lavori. Tali divieti saranno evidenziati al pubblico mediante apposita segnaletica verticale.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 6 marzo

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 6 marzoFino al primo mattino prevalenza di cielo molto nuvoloso con rovesci sparsi, in rapido esaurimento, che potranno assumere carattere nevoso fino a quote intorno a 700-800 metri. Dal pomeriggio schiarite, che diverranno più ampie nel corso della serata. Temperature minime in lieve diminuzione con valori fra 5 gradi della pianura occidentale e 7/8 gradi della costa. Massime in diminuzione, generalmente comprese tra 9 e 10 gradi. Venti deboli dai quadranti orientali, con rinforzi sulle pianure e soprattutto lungo la costa e il mare fino al primo mattino ed in attenuazione dal pomeriggio. Mare molto mosso, temporaneamente agitato al largo fino al primo mattino, con moto ondoso in graduale attenuazione nel corso della giornata.

Isolamento, quarantena, tamponi: ecco le nuove regole

Isolamento, quarantena, tamponi: ecco le nuove regolePer i comuni della provincia di Modena è in vigore da oggi l’applicazione delle misure previste per le aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto. Alla luce delle nuove evidenze sulla maggiore trasmissibilità delle nuove varianti SARSCoV-2 sono previsti alcuni cambiamenti che riguardano isolamento, quarantena e tamponi, validi per ora fino al 21 marzo 2021. Tutte le informazioni sono riportate nella pagina dedicata del sito www.ausl.mo.it.

 

LE NUOVE NORME IN VIGORE DA OGGI

 

Contatti di caso positivo

È previsto il test (tampone) molecolare nella sorveglianza dei contatti stretti e a basso rischio e la chiusura della quarantena a 14 giorni, con test molecolare con risultato negativo. Quindi:

  • Per contatti non conviventi di caso: termine quarantena al 14° giorno in caso di esito di tampone negativo.
  • Per contatti conviventi di caso: il tampone di controllo sarà effettuato unitamente al caso convivente il 14° giorno. Se risulteranno delle positività l’operatore sanitario valuterà l’eventuale prolungamento della quarantena dei contatti risultati negativi in relazione alle condizioni di isolamento nel contesto familiare.

Caso positivo sintomatico

Per “caso positivo sintomatico” si intende la persona risultata positiva al tampone, cioè che ha contratto il virus, e che manifesta i sintomi della malattia Covid-19.

Le persone sintomatiche risultate positive al virus possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 14 giorni dalla comparsa dei sintomi, accompagnato da un tampone negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (14 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

A differenza di prima però, l’isolamento del caso confermato non potrà essere interrotto dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi (di cui gli ultimi 7 senza sintomi) ma dovrà proseguire fino all’effettuazione di un test molecolare con risultato negativo.

 

Caso positivo asintomatico

Per “caso positivo asintomatico” si intende la persona risultata positiva al tampone, cioè che ha contratto il virus, ma che non manifesta i sintomi della malattia Covid-19.
Le persone asintomatiche risultate positive al virus possono rientrare in comunità solo dopo un periodo di isolamento di almeno 14 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale venga eseguito un tampone che dia risultato negativo. Nel caso il tampone risultasse ancora positivo, anche in questo caso l’isolamento del caso confermato non potrà essere interrotto dopo 21 giorni ma dovrà proseguire fino all’effettuazione di un test molecolare con risultato negativo.

 

Isolamento e quarantena: cosa fare

Così come i casi positivi, anche i contatti in quarantena dovranno:

  • misurare la temperatura corporea 2 volte al giorno
  • riferire se compaiono sintomi (al proprio medico o alla sorveglianza)
  • rimanere a casa ed evitare contatti con altre persone
  • utilizzare una stanza non condivisa con altri e un bagno ad uso esclusivo o disinfettato adeguatamente su ogni superficie dopo ogni utilizzo;
  • adottare tutte le misure di precauzione (utilizzare sempre la mascherina, rispettare distanziamento fisico e igienizzare le mani).

Chi è sottoposto formalmente a procedura di isolamento o quarantena, notificata dal Dipartimento di Sanità Pubblica (DSP) della Azienda USL competente, può considerarsi legalmente libero solo se in possesso del documento di fine isolamento rilasciato dal DSP stesso. Non è sufficiente dunque essere a conoscenza di esito negativo del tampone.

Le raccomandazioni per le persone alle quali è stata disposto l’isolamento o la quarantena per rischio di Covid-19 sono disponibili alla pagina dedicata www.ausl.mo.it/coronavirus-quarantena

Risultato positivo del tampone: cosa fare immediatamente

Dal momento di notifica tramite SMS (e Fascicolo Sanitario Elettronico per chi lo ha attivato) la persona risultata positiva al virus deve considerarsi in isolamento, indipendentemente dalla chiamata del Dipartimento di Sanità Pubblica attenendosi alle raccomandazioni per la quarantena.

Sono da considerarsi in isolamento obbligatorio anche le seguenti persone per le quali valgono le raccomandazioni per la quarantena suddette:

  1. i contatti conviventi della persona risultata positiva (familiari o persone che condividono la stessa abitazione)
  2. i contatti stretti non conviventi che hanno avuto un contatto stretto con la persona positiva al Covid nelle 48 ore precedenti la comparsa dei sintomi o il tampone di quest’ultima

La persona positiva al Covid deve compilare la scheda online http://www.ausl.mo.it/contatticonviventi indicando i propri conviventi.

La corretta compilazione della scheda permetterà al Dipartimento di Sanità Pubblica di predisporre ed inviare la certificazione di inizio dell’isolamento anche per i contatti conviventi. Tale certificazione è necessaria per il medico di famiglia per eventuali certificazioni INPS.

Per contribuire al contrasto della diffusione del contagio la persona risultata positiva al Covid deve segnalare anche i contatti stretti non conviventi (cioè coloro che hanno avuto un contatto stretto con la persona positiva al Covid nelle 48 ore precedenti l’inizio dei sintomi o il referto positivo tampone di quest’ultima).

Per fare ciò è necessario: compilare la scheda con i propri dati, autorizzare il trattamento dati e proseguire premendo il tasto “INVIA DATI”. Solo nella videata successiva sarà possibile accedere alla scheda dedicata ai contatti stretti non conviventi.

 

 

Aggiornamento sui servizi bibliotecari sassolesi attivi in zona rossa

Aggiornamento sui servizi bibliotecari sassolesi attivi in zona rossaPer continuare a garantire il servizio nel rispetto del DPCM del 2 marzo 2021, da venerdì 5 marzo le Biblioteche di Sassuolo saranno accessibili esclusivamente su prenotazione e appuntamento. Il prestito si svolgerà secondo tre modalità: prestito “take away” con ritiro veloce, prestito con scelta dallo scaffale e prestito a domicilio – raccomandato in particolare alle fasce più a rischio contagio e a persone con difficoltà di spostamento – grazie alla collaborazione della Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo.

Da venerdì 5 marzo è sospeso l’accesso alle sale studio della Biblioteca Cionini fino a nuove disposizioni.

 

COME FUNZIONA IL PRESTITO

È possibile chiedere in prestito il materiale della Biblioteca in uno dei seguenti modi:

1. Prenotazione e appuntamento per ritiro veloce – “Take away”

Il prestito avviene esclusivamente su appuntamento, previa prenotazione anticipata dei documenti, che può essere effettuata telefonicamente o via e-mail. Al momento della prenotazione, verrà registrato il prestito e concordato un giorno ed una fascia oraria per il ritiro. È necessario rispettare gli orari dell’appuntamento per evitare assembramenti.

2. Prestito con scelta dallo scaffale, su appuntamento e con permanenza limitata (massimo 15 minuti).

Concordando un appuntamento con le bibliotecarie, sarà possibile accedere agli scaffali e scegliere i documenti da prendere in prestito. La permanenza in Biblioteca sarà limitata (massimo 15 minuti).

3. Prestito a domicilio (riservato a utenti con particolari necessità)

Il prestito dei documenti avviene su prenotazione telefonica o tramite e-mail. Al momento della prenotazione, verrà registrato il prestito e comunicato il giorno della consegna, che sarà a cura dei volontari della Croce Rossa Italiana. Non si può accedere in Biblioteca per la sola restituzione dei documenti precedentemente presi in prestito. Gli utenti che devono esclusivamente restituire libri o DVD sono pregati di contattare telefonicamente o via mail la biblioteca per ricevere la proroga del prestito.

 

CATALOGHI E RISORSE DIGITALI A DISPOSIZIONE

Per verificare la disponibilità dei documenti si consiglia di utilizzare i cataloghi www.bibliomo.it e www.kidsbibliomo.it

Per accedere gratuitamente e da remoto a eBook, riviste, quotidiani e tanto altro ancora, è possibile richiedere alla Biblioteca le credenziali di accesso ad EmiLib , la biblioteca digitale dell’Emilia.

PER INFO E PRENOTAZIONI

Contattare la Biblioteca “N. Cionini”

  • Telefonando al numero 0536 880813 durante gli orari di apertura
  • Scrivendo una e-mail a biblioteca@comune.sassuolo.mo.it

Contattare la Biblioteca dei Ragazzi “Leontine”

  • Telefonando al numero 0536 880814 durante gli orari di apertura
  • Scrivendo una e-mail a leontine@comune.sassuolo.mo.it

È possibile seguire gli aggiornamenti sulle pagine istituzionali del Comune di Sassuolo e sui canali Facebook e Instagram delle Biblioteche.

 

In arrivo in marzo in Emilia-Romagna 626mila dosi di vaccino, la campagna prosegue nei 110 punti già operativi da Piacenza a Rimini

In arrivo in marzo in Emilia-Romagna 626mila dosi di vaccino, la campagna prosegue nei 110 punti già operativi da Piacenza a Rimini
(foto Italpress)

In arrivo in marzo in Emilia-Romagna 626 mila dosi di vaccino anti-Covid, che si aggiungono alle quasi 560mila ricevute, di cui 427.800, vale a dire oltre il 76%, già utilizzate: 398.268 mila Pfizer, 14.708 Moderna e 14.826 AstraZeneca. E, come raccomanda il ministero della Salute, una quota del quantitativo consegnato del vaccino Pfizer e Moderna, esattamente il 15% – quella minima consigliata a fronte di una riserva che può arrivare fino al 25% – è stata tenuta a disposizione per garantire la somministrazione della seconda dose in caso di ritardi nelle forniture, come avvenuto sia in febbraio sia in marzo.

Ad oggi, sono 146.039 i cittadini immunizzati, quelli cioè che nei 110 punti vaccinali operativi su tutto il territorio da Piacenza a Rimini, hanno completato la vaccinazione: oltre il 10% del dato nazionale.

“La campagna vaccinale prosegue, dunque, secondo la tabella di marcia prevista, sulla base della reale disponibilità di vaccino garantita fino ad oggi- commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Non c’è alcun sottoutilizzo né ritardo nelle somministrazioni, come dimostrano i dati. Al contrario, siamo pronti ad incrementare in qualsiasi momento il ritmo delle vaccinazioni, arrivando a 45mila somministrazioni giornaliere, come prevede il nostro Programma regionale per l’attuazione del Piano Nazionale. Le autorità governative ed europee concordano sull’obiettivo di accelerare la vaccinazione in corso e, per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, tutto è organizzato. A questo punto dipende solo ed esclusivamente dalla quantità di vaccini a nostra disposizione, che è fondamentale non subiscano ulteriori ritardi o tagli”.

Anche sull’utilizzo del vaccino AstraZeneca, validato per una popolazione tra i 18 e 65 anni senza gravi patologie, le somministrazioni a personale scolastico, disabili e forze dell’ordine – che a breve saranno estese anche al personale universitario e ai soggetti con patologie lievi – procedono. Sono circa 15mila, di cui quasi 11mila al personale scolastico, le dosi già somministrate, e per le prossime settimane i medici di medicina generale, ultimeranno la campagna rivolta al personale della scuola, con le 55mila dosi loro consegnate.

Questi i dati del reale utilizzo del vaccino AstraZeneca in Emilia-Romagna, molto diversi da quelli circolati nei giorni scorsi secondo i quali la regione sarebbe in coda alla classifica nazionale, addirittura a quota zero per alcuni siti web. Un problema di natura puramente informatica, dovuto a un temporaneo disallineamento tra le banche dati della Regione e del Ministero della Sanità, che non permettevano di visualizzare correttamente il numero effettivo di somministrazioni AstraZeneca in Emilia-Romagna.

Al via “Paesaggi da vivere”, l’accordo quadro per l’Alta Valmarecchia: 13 milioni di euro, 10 Comuni e 38 interventi per uno sviluppo sostenibile

Al via “Paesaggi da vivere”, l’accordo quadro per l’Alta Valmarecchia: 13 milioni di euro, 10 Comuni e 38 interventi per uno sviluppo sostenibileUna filiera locale dei grani antichi, un Geoparco per valorizzare il patrimonio sotterraneo della zona; una ciclovia in grado di collegare mare e Appennino. E ancora: nuovi servizi per la cittadinanza, dalla telemedicina, alle case della salute; dalla banda ultralarga, alla scuola.

Si chiama Paesaggi da vivere ed è l’accordo di programma per l’Alta Val Marecchia che interessa i Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello, Santarcangelo di Romagna, Verucchio e Poggio Torriana, in provincia di Rimini. A disposizione risorse per oltre 13 milioni di euro per 38 interventi  e un nuovo modello di sviluppo, in grado di valorizzare i tradizionali punti di forza di questo territorio per trasformarli in concrete opportunità di crescita.

Firmato nei giorni scorsi dalla Regione, dal Comune di Maiolo in qualità di capofila, dai Ministeri dell’Istruzione, della Salute, delle Politiche agricole e delle Infrastrutture e trasporti, oltre che dalle Agenzie nazionali per la coesione territoriale e per le Politiche attive per il lavoro, l’accordo di programma rappresenta l’ultima-  in ordine di tempo -delle quattro intese che  in Emilia-Romagna sono indirizzate a contrastare l’abbandono e il calo demografico che caratterizza tipicamente i territori più lontani dai grandi flussi di comunicazione e dai centri urbani: oltre a quella dell’Alta Valmarecchia, dunque quelle dell’Appennino Emiliano, del Basso Ferrarese, dell’Appennino Piacentino-Parmense.

“La sottoscrizione anche di questo ultimo accordo di programma quadro consente la piena attuazione di tutte le strategie delle aree interne pilota emiliano-romagnole. Ora sta ai territori realizzare i traguardi che si sono impegnati a raggiungere – spiega  Barbara Lori, assessora alla Montagna, aree interne, programmazione territoriale dell’Emilia-Romagna -. La Regione conferma il proprio sostegno e l’impegno ad affiancarli anche in questa fase. La sperimentazione in atto nelle quattro aree traccia una strada che aiuta a impostare la programmazione dei fondi europei del ciclo 2021-27, dedicati anche a finanziare strategie territoriali integrate nelle aree interne. Si aprirà quindi una nuova stagione di programmazione e di opportunità, che non deve trovarci impreparati e che consentirà alle comunità locali di definire la propria strategia per uscire dalla marginalità.”

Il programma indirizza verso obiettivi condivisi risorse nazionali, regionali e locali attraverso i fondi europei. In particolare su oltre 13 milioni di euro circa 8,6 sono stati programmati dalla Regione sulla base di fondi Ue (Psr, Por Fesr e Por Fse), 3.760.000 sono stati stanziati dallo Stato (Legge di stabilità) e 747.400 da cofinanziamenti locali.

Dei 10 comuni interessati, 7 (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello) sono in area progetto e dunque destinatari diretti degli interventi;  3 (Santarcangelo di Romagna, Verucchio e Poggio Torriana) in area strategia e dunque beneficiari indiretti.

Il paesaggio al centro

Un territorio di grande fascino stretto tra la collina e il mare, crocevia di storia, tradizioni e cultura. Al centro della strategia di intervento dell’Alta Valmarecchia il tema della qualità del paesaggio. E una sfida: mettere a valore e a sistema le attività caratteristiche dell’area.  A partire da quelle maggiormente in sintonia con le eccellenze paesaggistiche della zona: la valorizzazione dei beni culturali, dunque ma anche l’agricoltura e l’ambiente. Tra i punti di forza del programma anche la scelta di trasformare in un elemento di attrattività turistica il ricco patrimonio geologico dell’area con la realizzazione di un Geoparco in grado di mettere in collegamento i numerosi siti di interesse geologico della zona tra cui anche la storica miniera di zolfo di Perticara, un tempo la più importante d’Europa.

Tra gli altri interventi “Oggi ti racconto la Valmarecchia!”, destinato agli studenti per accrescere la conoscenza della vallata e di conseguenza creare le premesse per una qualificazione turistica, con un’attenzione particolare al turismo didattico, escursionistico e cicloturistico. E proprio in tema di mobilità sostenibile, ecco il progetto per il completamento, messa in sicurezza e la cartellonistica della Bike Marecchia, una ciclovia, da Rimini alla montagna, per unire la vallata.

Dall’ambiente all’agricoltura, con un progetto di innovazione della produzione cerealicola, che nell’area ha una lunga tradizione. L’intervento prevede l’avvio di una filiera dei grani antichi a chilometro zero.  E poi il fronte dei servizi alla popolazione. In campo sanitario, potenziando la presenza di infermieri di comunità, la telemedicina, la riqualificazione della case della salute e i servizi per la popolazione anziana. In campo scolastico,  la realizzazione di laboratori e attività per rafforzare le competenze in campo scientifico e tecnologico da un lato, musicale dall’altro.  Senza dimenticare il trasporto pubblico locale e l’infrastrutturazione con la banda ultralarga.

Infine gli interventi di efficientamento energetico di strutture pubbliche tra cui case di riposo, scuole, musei avviando un percorso di sostenibilità energetica, per la riduzione del ricorso a energie fossili.

Fiorano, approvato all’unanimità il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima

Fiorano, approvato all’unanimità il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il ClimaIl Consiglio Comunale di Fiorano Modenese, nell’ultima seduta, ha approvato all’unanimità il PAESC, “Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima”, proposto dall’Amministrazione.

Il Piano redatto con la collaborazione di AESS, Agenzia regionale per lo Sviluppo Sostenibile e con il contributo della Regione Emilia Romagna, è stato presentato questa mattina (4 marzo), nel corso di una conferenza stampa online. Erano presenti il sindaco del Comune di Fiorano Modenese, Francesco Tosi, l’assessore all’Ambiente, alla Mobilità, Davide Branduzzi, la Responsabile del Servizio Ambiente del Comune Marzia Conventi, Francesca Gaburro collaboratrice AESS e Benedetta Brighenti, presidente di AESS.

Il Piano è frutto di un percorso partito nel 2009, con l’adesione volontaria del Comune al ‘Patto dei Sindaci’, voluto dall’Unione Europea come strumento di collegamento diretto tra UE e territori locali, rappresentati dai loro primi cittadini.

Il documento illustra in che modo la comunità locale intende raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni CO2, per ridurre la propria impronta ecologica e contribuire al contenimento dell’innalzamento delle temperature mondiali.

“Il PAESC è l’opportunità di declinare il tema della tutela del nostro pianeta da scala globale a scala locale, vicino al cittadino – ha sottolineato l’assessore Davide Branduzzi – E’ fondamentale per costruire consapevolezza, in particolare sul cambiamento climatico. Infatti si aggiunge la C di clima a quello che era il nostro precedente PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile), approvato nel 2011”.

Con il PAESC l’amministrazione comunale si impegna a ridurre le emissioni di CO2 (e possibilmente di altri gas serra) sul proprio territorio di almeno il 50% entro il 2030 (il limite fissato dalla UE è del 40%), in particolare mediante una migliore efficienza energetica e un maggiore impiego di fonti di energia rinnovabili e ad accrescere la resilienza del territorio agli effetti del cambiamento climatico.

“L’ambiente, insieme a scuola e sociale, sono una priorità di questa amministrazione, che si è già mossa con azioni concrete e stringenti in questo campo, – ha detto il sindaco, Francesco Tosi – come l’approvazione del Protocollo di contenimento delle emissioni, firmato nel 2019 da dieci sindaci del Distretto e da Confindustria Ceramica o ancora il raddoppio volontario degli alberi piantati per i nuovi nati, l’adeguamento del RUE ai nuovi fenomeni climatici, con conseguenti variazione delle regole di permeabilizzazione. Il cambiamento climatico è un tema che chiede la collaborazione di tutti: cittadini, soggetti pubblici e privati, per questo invito già ora a fare quello che possibile, ad esempio usufruire dei bonus disponibili per cambiare gli impianti di riscaldamento domestico ed avere meno emissioni dannose. L’amministrazione sta studiando misure per incentivare in questa direzione.”

Il PAESC è stato illustrato dal unto di vista tecnico da Marzia Conventi, responsabile del Servizio Ambiente del Comune che ha evidenziato che “Si tratta di un documento che sintetizza in modo trasversale gli obiettivi di altri piani comunali, come il PUMS o il PUG. Un documento che risponde ad una sfida ambiziosa che l’Europa pone e che chiama ad agire direttamente i sindaci”.

Nel PAESC sono previste 27 azioni di mitigazione per ridurre le emissioni, messe in campo su trasporti (8 azioni), sugli strumenti urbanistici per la realizzazione di edifici residenziali e pubblici a basso impatto energetico, sull’industria che, da sola, consente di raggiungere quote importanti di riduzione di CO2. Queste azioni porteranno, nel 2030, ad un calo delle emissioni pari a 187.629 tonnellate annue, rispetto a quelle prodotte nel 1998 (anno base). Già con le azioni previste dal PAES, nel 2018 la riduzione stimata è stata di oltre il 20%. In particolare l’impegno del Comune sugli edifici e apparati pubblici che porterà ad avere tre scuole a emissioni zero e consumi dell’illuminazione pubblica dimezzati entro il 2030.

Nel PAESC sono state aggiunte rispetto piano precedente anche 13 azioni di adattamento, soprattutto rispetto ai cambiamenti climatici che si delineano come maggiormente impattanti (caldo estremo soprattutto in estate, scarsità di precipitazioni medie annue ed eventi con precipitazioni intense), con cui  ci si propone di aumentare la resilienza del territorio. Tali azioni sono state raggruppate in quattro macro-gruppi: infrastrutture verdi e blu, l’ottimizzazione dei processi di manutenzione e gestione dei servizi pubblici, la formazione e la sensibilizzazione e i sistemi di protezione ad eventi estremi.

Il documento comprende poi la valutazione delle vulnerabilità e dei rischi legati al cambiamento climatico del territorio di competenza dell’ente locale e l’inventario base delle emissioni (BEI), che fornisce informazioni sulle emissioni di CO2 attuali e future del territorio comunale, quantifica la quota da abbattere, individua le criticità e le opportunità per uno sviluppo energeticamente sostenibile del territorio e le potenzialità in relazione allo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili.

“Si tratta di un importante lavoro collettivo, che ha coinvolto diversi servizi del Comune, che riprende anche gli obiettivi di Agenda 2030 e il PAIR (Piano Aria Integrato Regionale) e che sviluppa una connessione forte tra livello di pianificazione locale e livello europeo. – ha spiegato Fracesca Gaburro di AESS, tra le principali redattrici del Piano – Si sta valutando anche la possibilità di partecipare ad un programma di scambio europeo di buone prassi, dove sono certa che il lavoro fatto a Fiorano avrà ottimi riscontri.”

Infine la presidente di AESS Benedetta Brighenti ha voluto sottolineare come per il Comune di Fiorano Modenese si sia trattato di un’adesione volontaria, non obbligata, al Patto dei Sindaci che ha portato al successivo PAESC, complimentandosi per i risultati raggiunti e per l’ottimo lavoro fatto in sinergia: “Un’opportunità che Fiorano ha colto fin da subito e ha portato avanti, sviluppando uno strumento che ha al centro l’adattamento. Una scelta di essere importante di essere in prima fila nella battaglia delle battaglie.”

 

Covid: numero verde Adiconsum per chiarimenti, dubbi e informazioni

Covid: numero verde Adiconsum per chiarimenti, dubbi e informazioniAdiconsum Emilia Centrale lancia un numero verde sui provvedimenti di Regione e Governo legati all’emergenza sanitaria. Chiamando l’800 952 902 si possono chiedere informazioni e chiarire dubbi sulle ordinanze regionali e sui Dpcm, su come ottenere le agevolazioni e bonus previsti per compensare i disagi anche economici causati dal Covid-19.

Inoltre Adiconsum spiega le norme di comportamento collettivo, cos’è e come si usa la medicina digitale, come si accede alla campagna vaccinale.

«Il passaggio di Modena in zona rossa sta sollevando molti dubbi e interpretazioni – afferma la responsabile Adiconsum Emilia Centrale Adele Chiara Cangini – In particolare i cittadini ci chiedono informazioni sugli spostamenti, chiedono cosa si può fare e cosa non fare. Con il nostro numero verde pensiamo di aver attivato un punto di riferimento».

Al numero verde è abbinato anche uno sportello digitale disponibile sul sito www.adiconsumemiliaromagna.it.

Infine Adiconsum ha aperto anche un canale telegram per restare aggiornati con le ultime notizie Covid, accessibile tramite questo link https://t.me/stopcovidxadiconsumer.

Nel week end modifiche al programma di circolazione dei treni sulle linee Bologna – Ancona e Bologna – Ravenna

Nel week end modifiche al programma di circolazione dei treni sulle linee Bologna – Ancona e Bologna – RavennaCantieri aperti sabato 6 e domenica 7 marzo fra Bologna Centrale e Castelbolognese e fra Rimini e Riccione, con modifiche al programma di circolazione dei treni sulle linee Bologna – Ancona e Bologna – Ravenna.

I provvedimenti sono necessari per consentire a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) di eseguire l’impermeabilizzazione dell’impalcato di due ponti ferroviari, uno sul Rio Maggione e uno sul Torrente Sillaro.
Saranno circa 50 i tecnici impegnati in questa importante attività, funzionale ad elevare gli standard prestazionali della linea.

L’intervento rientra nel progetto di velocizzazione della Direttrice Adriatica Bologna – Lecce per consentire ai treni di viaggiare fino alla velocità massima di 200 chilometri orari.

Contestualmente saranno eseguiti lavori anche tra Porto San Giorgio e Pedaso e fra Pescara e Francavilla.

Previste modifiche al programma dei treni regionali e a lunga percorrenza, con cancellazioni, limitazioni, variazioni di percorso, nuovi treni e autobus sostitutivi.

In particolare, per quanto riguarda il traffico regionale nella tratta emiliano-romagnola, il servizio fra Bologna e Castelbolognese sarà effettuato con bus.

I nuovi orari, in vigore nelle sole due giornate indicate, sono consultabili sui sistemi informatici e di vendita delle imprese ferroviarie: digitando stazione di partenza, arrivo e data del viaggio, è possibile verificare in automatico l’offerta alternativa. Sui siti web delle imprese ferroviarie sono disponibili le fiches orarie stampabili con i dettagli della nuova offerta.

Nelle stazioni sarà potenziata l’assistenza alle persone in viaggio.

Coronavirus, aggiornamento (4/3): su oltre 38mila tamponi effettuati, 2.545 nuovi positivi in regione. 25 i decessi

Coronavirus, aggiornamento (4/3): su oltre 38mila tamponi effettuati, 2.545 nuovi positivi in regione. 25 i decessiDall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 270.155 casi di positività, 2.545 in più rispetto a ieri, su un totale di 38.231 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 6,7%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su; proseguono le prenotazioni per quelle dagli 80 agli 84 anni, iniziate il 1^ marzo.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 432.404 dosi; sul totale, 146.244 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 1.101 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 621 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 839 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,7 anni.

Sui 1.101 asintomatici, 614 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 53 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 67 con gli screening sierologici, 13 tramite i test pre-ricovero. Per 354 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 562 nuovi casi e Modena con 442 (32 dei quali a Sassuolo); poi Ravenna (249), Reggio Emilia (246), Rimini (219), Cesena (208), Parma (169) e Ferrara (152). Seguono il territorio di Forlì (126), il circondario di Imola (111) e la provincia di Piacenza (61).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 20.833 tamponi molecolari, per un totale di 3.477.649. A questi si aggiungono anche 894 test sierologici e 17.398 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.070 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 211.352.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 48.128 (+1.450 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 45.269 (+1.367), il 94% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 25 nuovi decessi: 6 in provincia di Forlì-Cesena (2 donne di 87 e 93 anni e 4 uomini di 60, 80, 82 e 87 anni), 4 in provincia di Ferrara (2 donne di 75 e 91 anni e 2 uomini di 84 e 87 anni), 4 in provincia di Modena (1 donna di 90 anni e 3 uomini di 66, 75 e 80 anni), 4 in provincia di Rimini (1 donna di 99 anni e 3 uomini di 83, 92 e 94 anni), 3 in provincia di Reggio-Emilia (3 uomini di cui uno di 84 anni e due di 86), 2 in provincia di Bologna (1 donna di 99 anni e un uomo di 72 anni), 1 in provincia di Piacenza (un uomo di 93 anni) e 1 in provincia di Parma (1 donna di 90 anni). Non si registrano decessi di persone residenti in provincia di Ravenna.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.675.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 259 (+8 rispetto a ieri), 2.600 quelli negli altri reparti Covid (+75).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 9 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 15 a Parma (+1), 22 a Reggio Emilia (+2), 51 a Modena (-2), 72 a Bologna (+4), 24 a Imola (+1), 25 a Ferrara (+1), 8 a Ravenna (+1), 6 a Forlì (+1), 7 a Cesena (invariato) e 20 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 20.239 a Piacenza (+61 rispetto a ieri, di cui 47 sintomatici), 18.413 a Parma (+169, di cui 76 sintomatici), 34.210 a Reggio Emilia (+246, di cui 142 sintomatici), 47.001 a Modena (+442, di cui 248 sintomatici), 55.927 a Bologna (+562, di cui 311 sintomatici), 9.608 casi a Imola (+111, di cui 61 sintomatici), 15.563 a Ferrara (+152, di cui 46 sintomatici), 20.635 a Ravenna (+249, di cui 147 sintomatici), 10.289 a Forlì (+126, di cui 102 sintomatici), 12.674 a Cesena (+208, di cui 134 sintomatici) e 25.596 a Rimini (+219, di cui 130 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 20 casi, positivi a test antigenico ma non confermati da tampone molecolare.

Scuola, pubblicate le Ordinanze sugli Esami di giugno

Scuola, pubblicate le Ordinanze sugli Esami di giugnoIl Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, ha firmato le Ordinanze sugli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo di istruzione e sulle modalità di nomina e costituzione delle Commissioni. Le Ordinanze definiscono gli Esami di giugno, tenendo conto dell’emergenza sanitaria e del suo impatto sulla vita scolastica e del Paese.

Sia per il primo che per il secondo ciclo, l’Esame avrà una prova orale, in presenza, che partirà dalla discussione di un elaborato il cui argomento sarà assegnato alle studentesse e agli studenti dal Consiglio di classe nei mesi che precedono l’Esame stesso, affinché possano curarne attentamente gli sviluppi, affiancati da un loro insegnante. Nella scuola secondaria di secondo grado l’elaborato riguarderà le discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi.

Le Ordinanze sono state firmate dopo essere state sottoposte al parere del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, come previsto dalla normativa vigente. I testi sono disponibili, da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, con i relativi allegati. Il Ministero ha reso disponibile un’apposita pagina web con tutti i materiali dedicati agli Esami di Stato. In particolare, per il secondo ciclo, sono allegate le tabelle di conversione del credito scolastico per il terzo e quarto anno e per l’assegnazione del credito del quinto anno, le discipline caratterizzanti per ciascun indirizzo di studi, la griglia di valutazione della prova orale. Le Ordinanze contengono particolari disposizioni dedicate alle alunne e agli alunni con disabilità, con Disturbi Specifici dell’Apprendimento e con altri Bisogni Educativi Speciali, prestando massima attenzione al tema dell’inclusione. Nelle prossime settimane sarà poi definito un apposito Protocollo di sicurezza per gli Esami, che sarà condiviso con le Organizzazioni Sindacali.

 

La scheda di sintesi delle Ordinanze

 

Esami del primo ciclo

L’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolgerà in presenza (fatte salve disposizioni diverse connesse all’andamento della situazione epidemiologica) nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2021. L’Esame prevede una prova orale a partire dalla discussione di un elaborato su una tematica che sarà assegnata a ciascuna alunna e ciascun alunno dal Consiglio di classe entro il prossimo 7 maggio. L’elaborato sarà poi trasmesso dagli alunni al Consiglio di classe entro il successivo 7 giugno.

L’elaborato consisterà in un prodotto originale, coerente con la tematica assegnata dal Consiglio di classe. Potrà essere realizzato sotto forma di testo scritto, presentazione multimediale, filmato, produzione artistica o tecnico-pratica. Coinvolgerà una o più discipline tra quelle previste dal piano di studi. I docenti accompagneranno studentesse e studenti, supportandoli e consigliandoli, nel corso della realizzazione dei loro elaborati. Sarà un percorso condiviso che consentirà a ciascuna e ciascuno di esprimere quanto appreso. Nel corso della prova orale saranno accertati i livelli di padronanza della lingua italiana, delle competenze logico matematiche, delle competenze nelle lingue straniere e delle competenze in Educazione Civica. La valutazione finale sarà espressa con votazione in decimi. Sarà possibile ottenere la lode.

L’ammissione all’Esame sarà deliberata dal Consiglio di classe. Con riferimento alla necessità di aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato potranno essere disposte deroghe da parte del Consiglio stesso, tenuto conto delle specifiche situazioni dovute all’emergenza epidemiologica. Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il Consiglio di classe potrà deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione all’Esame.

 

Esami del secondo ciclo

La sessione d’Esame avrà inizio il prossimo 16 giugno alle ore 8.30. L’Esame prevede un colloquio orale, che partirà dalla discussione di un elaborato il cui argomento sarà assegnato a ciascuna studentessa e a ciascuno studente dai Consigli di classe entro il prossimo 30 aprile. L’elaborato sarà poi trasmesso dal candidato entro il successivo 31 maggio. Ci sarà dunque un mese per poterlo sviluppare. Ciascuna studentessa e ciascuno studente avrà il tempo di curarlo approfonditamente grazie anche al supporto di un docente che accompagnerà questo percorso, aiutando ciascun candidato a valorizzare quanto appreso.

L’elaborato sarà assegnato sulla base del percorso svolto e delle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, che potranno essere integrate anche con apporti di altre discipline, esperienze relative ai Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento o competenze individuali presenti nel curriculum dello studente. L’elaborato potrà avere forme diverse, in modo da tenere conto della specificità dei diversi indirizzi di studio, della progettualità delle istituzioni scolastiche e delle caratteristiche della studentessa o dello studente in modo da valorizzare le peculiarità e il percorso personalizzato compiuto.

Le discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi sono state pubblicate oggi insieme alle ordinanze. Ci saranno, ad esempio, Lingua e cultura latina e Lingua e cultura greca per il Liceo classico, Matematica e Fisica per il Liceo scientifico, Lingua e cultura straniera 1 e Lingua e cultura straniera 3 per il liceo linguistico. E ancora, Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane, Discipline pittoriche per il Liceo artistico indirizzo arti figurative Grafico-pittorico, Economia aziendale per l’Istituto tecnico settore economico indirizzo Amministrazione, finanza e marketing, Progettazione multimediale e Laboratori tecnici per l’Istituto tecnico settore tecnologico indirizzo Grafica e comunicazione, Laboratorio di servizi di accoglienza turistica e Diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva per l’Istituto professionale indirizzo Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera Articolazione Accoglienza turistica. Tutte le altre discipline sono pubblicate sul sito del Ministero.

Dopo la discussione dell’elaborato, il colloquio proseguirà con la discussione di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di Lingua e letteratura italiana, con l’analisi di materiali (un testo, un documento, un’esperienza, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione con trattazione di nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline. Ci sarà spazio per l’esposizione dell’esperienza svolta nei PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento). Il candidato dimostrerà, nel corso del colloquio, di aver maturato le competenze e le conoscenze previste nell’ambito dell’Educazione civica. La durata indicativa del colloquio sarà di 60 minuti.

Il credito scolastico sarà attribuito fino a un massimo di 60 punti, di cui fino a 18 per la classe terza, fino a 20 per la classe quarta e fino a 22 per la classe quinta. Con l’orale verranno assegnati fino a 40 punti. La valutazione finale sarà espressa in centesimi, sarà possibile ottenere la lode.

Nella conduzione dei colloqui si terrà conto delle informazioni contenute nel curriculum dello studente, che comprende il percorso scolastico, ma anche le attività effettuate in altri ambiti, come sport, volontariato e attività culturali. Il numero di candidati che sostengono il colloquio non può essere superiore a 5 per giornata; l’ordine di convocazione dei candidati sarà secondo la lettera alfabetica stabilita in base al sorteggio dalle singole commissioni.

L’ammissione dei candidati sarà disposta, in sede di scrutinio finale, dal Consiglio di classe. La partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che comunque si terranno, non sarà requisito di accesso, e saranno le istituzioni scolastiche a stabilire eventuali deroghe al requisito della frequenza, previsto per i tre quarti dell’orario individuale. Si deroga anche al monte orario previsto per i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, che non rappresenta, anch’esso, un requisito di accesso. La Commissione sarà interna, con il Presidente esterno.

L’Ordinanza sul secondo ciclo fa riferimento anche alle regole per i candidati esterni, che svolgeranno la prova preliminare nel mese di maggio, e comunque non oltre il termine delle lezioni, per poter accedere all’Esame di giugno. Per i candidati esterni, sono sedi di esame le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione alle quali gli stessi sono assegnati.

 

 

11° corso triennale Allievi Marescialli dell’Arma dei Carabinieri, domande entro il 15 marzo

11° corso triennale Allievi Marescialli dell’Arma dei Carabinieri, domande entro il 15 marzoIl 15 marzo 2021 scade il termine per la presentazione delle domande per l’ammissione all’11° corso triennale Allievi Marescialli dell’Arma dei Carabinieri.

Un percorso che consente di investire nel bene comune per migliorare il futuro, aiutare gli altri, combattere le ingiustizie diventando parte di un’Istituzione prestigiosa, a capo di un gruppo di persone al servizio del cittadino, che si misurano quotidianamente con sfide nuove dinamiche, per il bene comune.

Sono 626 i posti banditi a concorso, a cui possono partecipare, oltre ai militari dell’Arma dei Carabinieri appartenenti al ruolo dei Sovrintendenti ed a quello degli Appuntati e Carabinieri, tutti i cittadini italiani, di età compresa tra 17 e 30 anni, che alla data di scadenza del termine per la presentazione delle domande, abbiano conseguito o siano in grado di conseguire, al termine dell’anno scolastico 2020 – 2021, il diploma di istruzione secondaria di secondo grado, nonché siano in possesso di tutti gli altri requisiti stabiliti dal bando di concorso, consultabile sul sito www.carabinieri.it

Artestampa compie 40 anni

Artestampa compie 40 anniLe parole del titolare, Tiziano Guidetti:

Quest’anno ricorre il 40° anniversario di Artestampa Fioranese. Sono stati 40 anni di enormi trasformazioni. A partire da quel febbraio 1981, dove una piccola tipo-litografia iniziava timidamente l’attività (…) le tecnologie erano ancora quelle tradizionali, i caratteri in piombo e in legno. Solo con il finire di quel decennio si affacciavano i primi computer molto basici con poche possibilità di creatività per impaginati. Artestampa 81, al tempo si chiamava cosi, fece i primi grandi investimenti con i primi Macintosh e macchine da stampa a 2 colori. Comincia così la trasformazione: da azienda piccola artigiana ad azienda più strutturata, espandendosi con l’apertura di uno studio grafico e di un’unità digitale. Grazie ad investimenti e servizi sempre più importanti, Artestampa Fioranese ha potuto mantenere e rafforzare una clientela sempre più numerosa e fedele. Ha mantenuto e addirittura rafforzato le quote di mercato di carta stampata e cartotecnica”.

L’azienda si è evoluta nel tempo e, ad oggi, propone servizi a 360° per la comunicazione d’impresa.

Fondamentale rimane il reparto di cartotecnica, e la specializzazione nella creazione e stampa di cataloghi ed espositori in ambito ceramico e tecnico. Grazie alla tecnologia e alla grande affidabilità Heidelberg, sulla stampa offset riusciamo a gestire un elevato numero di commesse con alta qualità di stampa e in tempi ridottissimi. Il servizio di stampa digitale ci è conveniente soprattutto per produzioni urgenti e per le basse tirature. La confezione è un passaggio altrettanto importante e, grazie al nostro reparto dedicato, gestiamo le fasi di nobilitazione per accrescere valore e qualità del prodotto. Un team di grafici professionisti è la garanzia per raggiungere i migliori risultati sul prodotto stampato.

Pannelli solari Artestampa                                                                                     

Una realtà sempre più green e attenta all’ambiente.
Con l’investimento nei pannelli solari e nell’attenta ricerca di un processo produttivo ecosostenibile, Artestampa Fioranese si schiera dalla parte dell’ecologia ambientale. Importante citare anche la partnership con Energica, nota azienda Modenese specializzata nella costruzione di moto elettriche supersportive.

Quando si celebra l’anniversario non si festeggia solo il “compleanno” dell’azienda ma anche il lavoro di chi ha contribuito a farla crescere. Quindi vogliamo dire un sentito grazie a:

  • i dipendenti storici, parte fondante della crescita dell’azienda
  • i nuovi dipendenti, spinta fondamentale per essere sempre al passo coi tempi

ARTESTAMPA FIORANESE SRL

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Oggi la Giornata mondiale contro il Papilloma virus: in regione screening per oltre 1 milione 200mila le donne

Oggi la Giornata mondiale contro il Papilloma virus: in regione screening per oltre 1 milione 200mila le donne
Foto di Angelo Esslinger da Pixabay

Un gruppo di virus molto diffuso, che si trasmette attraverso i rapporti sessuali: l’Hpv, il Papilloma virus umano. Può generare infezioni a livello genitale che solitamente regrediscono spontaneamente e senza conseguenze. In alcuni casi, invece, se sottovalutato e non trattato adeguatamente, può evolvere verso una forma tumorale del collo dell’utero.

Ma lo screening, anche in questo caso, si rivela un alleato prezioso, su cui il sistema sanitario regionale, che lo rende gratuitamente disponibile, punta molto: in Emilia-Romagna è rivolto a più di 1 milione 200 mila donne nella fascia d’età 25-64 anni, con un’adesione al 61%.

Oggi, 4 marzo 2021, è la Giornata mondiale contro il Papilloma virus: un’occasione importante per accrescere la consapevolezza dei rischi associati a questa tipologia di virus, e per diffondere l’importanza della prevenzione e della vaccinazione, in modo da prevenire l’insorgenza di forme tumorali. È dal 2008 che la Regione Emilia-Romagna offre gratuitamente la vaccinazione anti Hpv alle ragazze nel dodicesimo anno di età e successivamente l’offerta è stata estesa ai ragazzi di dodici anni a partire da quelli nati nel 2006. Dal 2019 l’offerta è stata ampliata a tutte le donne maggiorenni fino ai 26 anni di età.

“L’attività di prevenzione e la diagnosi precoce di tutte le patologie, specie quelle oncologiche, è da sempre fondamentale in Emilia-Romagna- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini-. Siamo stati tra i primi in Italia ad avviarla, con gli screening sui tumori femminili, come quello per il tumore al collo dell’utero. E i risultati, anche su questo, ci danno ragione: la maggior parte delle lesioni individuate è ancora nella fase precancerosa, e quindi con altissime possibilità di trattamento ambulatoriale. Possiamo dire, quindi- conclude l’assessore- che grazie ai test di screening il tumore del collo dell’utero è una conseguenza rara di un’infezione comune”.

I dati dell’Emilia-Romagna

Al primo gennaio 2021, sul territorio regionale risultano più di 1 milione 200 mila donne nella fascia d’età 25-64 anni che possono usufruire dello screening gratuito contro il tumore del collo dell’utero, sottoponendosi a test Hpv o Pap test. Di queste, il 61% ha aderito, effettuando cioè il Pap test ogni 3 anni (fascia d’età compresa tra i 25 e i 29 anni) e il test Hpv ogni 5 anni (fascia tra i 30 e i 64 anni).

Gli esiti: tra coloro che eseguono l’Hpv test, una donna su 18 risulta positiva e viene invitata a eseguire una colposcopia di approfondimento. Tra le donne sottoposte a quest’esame, emerge la presenza di una lesione in una ogni sette. Fortunatamente, la maggior parte di queste lesioni è ancora nella fase precancerosa: il programma rileva circa una lesione precancerosa ogni 275 donne e un tumore ogni 6.050 donne che aderiscono allo screening.

Il Papilloma virus umano

Quella da Papilloma virus umano (Human papilloma virus o Hpv) è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale: si stima che oltre l’80% delle persone sessualmente attive si infetti nel corso della vita. Il rischio di contrarre l’infezione inizia con il primo contatto sessuale e può perdurare per tutta l’esistenza. Per le donne l’incidenza è più alta intorno ai 25 anni, mentre per gli uomini resta elevata anche nelle età successive. Esistono oltre 100 tipi di Hpv che possono infettare la specie umana, e vengono distinti in sierotipi ad alto e basso rischio oncogeno (ovvero di provocare tumori).

Nella maggior parte delle persone l’infezione da Hpv è transitoria (il virus viene eliminato dal sistema immunitario), asintomatica (chi è infettato non si accorge di nulla) e guarisce spontaneamente (risoluzione entro 1-2 anni dal contagio); nel 10% dei casi però diventa persistente e in questi casi può provocare degenerazione cellulare e progressione tumorale.

In particolare, nelle donne l’infezione persistente da Hpv oncogeni è la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma del collo dell’utero: va sottolineato che di quel 10% di donne con infezione persistente solo una piccola parte svilupperà il tumore del collo dell’utero in quanto il virus, seppur necessario, non è sufficiente da solo a sviluppare la patologia.

CONI Regionale, il modenese Andrea Dondi si candida Pesidente

CONI Regionale, il modenese Andrea Dondi si candida PesidenteModenese 68enne, giornalista in pensione, sposato con Rossana e nonno due volte. Questi i dati base di Andrea Dondi che ha deciso di candidarsi alla presidenza del CONI, Comitato Regionale Emilia Romagna per il quadriennio 2021/2024. Appassionato da sempre dell’equitazione, è stato delegato provinciale della Fise, chiamato da Franco Bertoli in consiglio provinciale del CONI Point Modena ne è diventato vice presidente prima e poi, negli ultimi due mandati, Delegato provinciale.

 

Dondi perché si è lanciato in questa avventura?

Per il solito motivo che spinge molte volontarie e volontari: la passione per lo sport, praticato ma anche organizzato. Voglio cercare di dare il mio contributo al movimento regionale, portando la mia esperienza sul campo, ma anche nel lavoro d’ufficio per metterci al servizio, senza scossoni ma con grande determinazione, federazioni sportive,  discipline sportive associate ed enti di promozione, senza dimenticare le amministrazioni locali.

 

Il suo programma?

Già da tempo ho inviato ai membri del Consiglio Regionale ed amministratori il mio programma dal titolo” Il CONI che vorrei”, che verte su tre linee guida: rispetto dei ruoli, formazione e promozione. Il rispetto dei ruoli prevede una stretta relazione tra CONI regionale e presidenti regionali di federazione, DSA ed ESP. Contatti stretti tra CONI nazionale, CONI regionale e Delegati provinciali. E ancora filo diretto tra Enti locali, enti di promozione sportiva, che sono la linfa del nostro mondo. Per quanto concerne la formazione il CONI deve essere luogo di costruzione, tramite la Scuola Regionale dello Sport, di dirigenti di società, manager gestionali e organizzativi, addetti stampa e operatori nel campo della comunicazione e marketing. Invece, quanto riguarda la promozione ogni singola realtà territoriale ha le proprie specificità, ma appuntamenti voluti dal CONI centrale come la Giornata nazionale dello sport, i centri CONI sono assolutamente da valorizzare; dobbiamo essere propulsione al servizio di palazzo H e smettere di criticare ogni cosa! Inoltre presenza nelle scuole, parchi e fiere, senza dimenticare i centri estivi. 

 

La sua posizione rispetto al Coni centrale

Nell’ultimo quadriennio olimpico il CONI emiliano romagnolo, nella persona del presidente uscente, – come dicevo – ha sempre avuto anche pubblicamente una posizione critica nei confronti di Roma e del presidente Malagò. Io sono abituato a lavorare in squadra, credo nella collaborazione fattiva e sincera con tutto il mondo sportivo a partire dal mio presidente: Giovanni Malagò, a cui va il merito di aver mantenuto alto il profilo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano non solo in Italia, ma anche all’estero e questo, anche se il CONI Regionale non vota direttamente a livello nazionale, è uno dei motivi che mi ha convinto a scendere in campo per questa avventura.

 

La sua squadra come è composta?

Donne e uomini scelti perché esperti e disponibili a lavorare per quattro anni in un team motivato. Mi sorprende chi parla di scelte che penalizzano alcune province o zone; evidentemente, non tiene in grande considerazione i CONI Point che, a mio parere andranno valorizzati e sono il rapporto diretto con il territorio, – se ne parla anche nella carta olimpica – oppure… si arrampica sul niente.  

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