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A Formigine, gli eventi per festeggiare la Giornata delle Donne vedono protagoniste le sportive

A Formigine, gli eventi per festeggiare la Giornata delle Donne vedono protagoniste le sportive
Foto di Ann — please donate da Pixabay

Lo sport come punto di partenza per parlare dei diritti delle donne e dei pregiudizi che ricadono su di esse. Con questo insolito approccio, il Comune di Formigine festeggia la Giornata delle Donne, attraverso un webinar formativo dedicato ai dipendenti comunali e un evento online per la cittadinanza.

Il webinar, che si è tenuto mercoledì 3 marzo, ha visto il coinvolgimento della presidente del Centro documentazione donna di Modena Vittorina Maestroni e di Alice Parisi, capitano del Sassuolo e centrocampista della Nazionale italiana. Parisi ha portato l’esperienza di giovane donna che ha avuto il coraggio d’inseguire il suo sogno. Inoltre, ha puntato l’attenzione sulla prossima rilevante conquista per il calcio femminile: il passaggio, per la stagione 2022/23 al professionismo, il che significa maggiori tutele e diritti per le donne.

È invece in programma per domenica 14 marzo alle 17.30, in diretta streaming  sul canale Youtube del Comune di Formigine, l’incontro con Martina Capelli (ex calciatrice in Nazionale e in Serie A) e con lo storico dello sport Marco Giani. Il dibattito prenderà avvio dal racconto del primo esperimento di calcio femminile in Italia, avvenuto nel 1933. Purtroppo le parole, utilizzate ormai 80 anni fa, veicolano stereotipi e pregiudizi molto simili a quelli dei giorni nostri!

Afferma il Vicesindaco e Assessore alle Pari Opportunità e allo Sport Paolo Zarzana: “Attualmente, la diffusione del calcio femminile in Italia sta aumentando, ma non è ancora paragonabile al resto dell’Europa o in America, per esempio, dove il calcio femminile è più seguito di quello maschile. Nel nostro paese permangono forti ostacoli di tipo culturale. Con queste iniziative, partiamo da un caso specifico per allargare l’orizzonte al dibattito più ampio sulle discriminazioni che subiscono le donne. Ringrazio il Centro documentazione donna per la collaborazione all’organizzazione di questo programma, il Sassuolo Calcio e la Fondazione di Modena per il sostegno”.

Covid:Confagricoltura E-R;in 2020 nei campi 6 italiani su 10

Covid:Confagricoltura E-R;in 2020 nei campi 6 italiani su 10Il lockdown preoccupa il comparto agricolo, che in Emilia-Romagna assorbe ogni anno circa 50.000 lavoratori stagionali. «Su 10 posti di lavoro nei campi, 6 sono stati occupati da italiani nel 2020. Siamo pronti a dare anche quest’anno un impiego a chi ha perso il lavoro – disoccupati e inoccupati dei settori più colpiti dalla crisi pandemica come turismo, commercio e ristorazione – in una prospettiva a medio o lungo termine, seguendo l’iter di formazione necessario», spiega il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini, nei giorni in cui prende il via la campagna agricola, partita un po’ in anticipo rispetto alle annate precedenti grazie alle condizioni meteo favorevoli.

Infatti, secondo i dati dell’organizzazione sull’occupazione agricola regionale, il Covid ha stravolto il rapporto tra italiani e stranieri – provenienti in primis dall’Est Europa e dall’Africa -, che è passato da 1 lavoratore italiano su 10, nel 2019, a 6 su 10 nel 2020.

L’opportunità, però, va colta con la consapevolezza che lavorare in agricoltura richiede spirito di sacrificio e impegno fisico, aspetti spesso sottovalutati dai nuovi assunti che solitamente arrivano da esperienze in altri comparti: bar, ristoranti e alberghi ma anche palestre e disco. Ciò ha creato finora non poche difficoltà agli imprenditori alle prese con un turn-over continuo, generato dall’abbandono, talora improvviso, del posto di lavoro. Bisogna coltivare la passione per la terra, con dedizione e un approccio positivo alla natura.

Per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e rivolto proprio a chi si avvicina per la prima volta all’agricoltura, è attivo da un anno il portale Agrijob promosso da Confagricoltura. Si tratta di un servizio di intermediazione, riconosciuto dal Ministero del Lavoro, che consente a chi cerca occupazione di essere messo in contatto diretto con le aziende della propria provincia e alle imprese di intercettare velocemente i candidati.

«Il nostro settore non ha mai chiuso i battenti, anzi ha continuato a offrire posti sicuri, ma – ricorda Bonvicini – le aziende agricole devono poter contare su una forza lavoro consapevole e su un sistema che sappia agevolare il flusso della manodopera anche dall’estero attraverso i “corridoi verdi” previsti dalla Commissione europea e garantire così l’ingresso nel nostro Paese in piena sicurezza».

Confagricoltura Emilia Romagna non nasconde i timori della base imprenditoriale, con l’avvicendarsi delle operazioni di semina e trapianto, come pure gli interventi di controllo delle erbe infestanti e di posizionamento degli impianti irrigui. Il messaggio è chiaro: «L’agricoltura ci sarà sempre sul territorio portando con sé un patrimonio di tutti e generando concrete possibilità di impiego, a patto che il lavoratore sia disponibile a intraprendere un percorso di formazione professionale con serietà e senso di appartenenza», conclude il presidente regionale.

Artigianato 4.0 in Emilia-Romagna: dalla Regione 5,5 milioni di contributi a fondo perduto per la trasformazione digitale delle aziende della filiera manifatturiera

Artigianato 4.0 in Emilia-Romagna: dalla Regione 5,5 milioni di contributi a fondo perduto per la trasformazione digitale delle aziende della filiera manifatturieraL’Emilia-Romagna imbocca con decisione la strada dell’artigianato 4.0, con particolare attenzione alle imprese femminili, giovanili e in zona montana. E lo fa con una misura ad hoc della Regione che, con uno stanziamento iniziale di 5,5 milioni di euro per contributi a fondo perduto, per la prima volta andrà a sostenere, da Piacenza a Rimini, la trasformazione digitale delle imprese artigiane che in regione superano le 125 mila unità.

La Giunta regionale ha approvato un bando che punta a promuovere la digitalizzazione dei processi produttivi di imprese artigiane emiliano-romagnole, con l’obiettivo di accrescere la competitività della singola azienda ma soprattutto della filiera manifatturiera in cui essa è inserita. Un preciso sostegno alla realizzazione di interventi pilota in grado di innescare la crescita digitale nelle imprese di piccola dimensione.

La misura messa in campo dall’esecutivo di viale Aldo Moro, finanziata anche con risorse europee del Por Fesr, è stata possibile grazie alle novità normative introdotte, a fine dicembre 2020, nella legge regionale che disciplina il settore (la numero 1 del 2010, “Norme per la tutela, la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato”) inserendo la possibilità della Regione di intervenire per favorire processi di digitalizzazione e riorganizzazione dei processi produttivi aziendali, nonché sostenere la produzione innovativa quale modalità di lavoro che nasce dalla fusione tra cultura digitale e produzione manifatturiera.

Innovativa è anche la modalità di affiancamento al progetto finanziato per assicurare un effettivo impatto: dovranno essere coinvolti i soggetti accreditati al network nazionale impresa 4.0 e in particolare i Punti impresa digitale (Pid), i Digital innovation hub (Dih) e i Competence center, attribuendo loro un concreto ruolo nel supporto delle imprese già durante la fase di preparazione della candidatura, per garantire la piena coerenza della proposta con gli obiettivi del bando.

Il bando è rivolto alle micro e piccole imprese artigiane con unità locale in Emilia-Romagna appartenenti al settore manifatturiero o collegate in filiera con lo stesso settore: le domande dovranno essere presentate dal 13 al 20 aprile 2021 con apertura anticipata al giorno 8 aprile della piattaforma per l’avvio del caricamento.

“In tempi rapidi, così come ci eravamo impegnati con il settore dell’artigianato, siamo riusciti a mettere in campo una misura che non solo va a sostenere le imprese e i lavoratori nella ripartenza post pandemica, ma punta ad aumentare la qualità produttiva delle aziende e l’innovazione di processo e prodotto, fattori che saranno determinanti per il riposizionamento competitivo sul mercato- ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla-. Una delle novità più rilevanti di questa proposta sta nel prefigurare una nuova dimensione caratterizzata dalla ricerca e dalla selezione degli interventi che più di altri sono in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi. E abbiamo rivolto unaparticolare attenzione alle imprese femminili, giovanili e della zona montana, per favorire una ripresa diffusa, che coinvolga anche le categorie più in difficoltà a causa della pandemia. È importante –prosegue Colla- che le aziende artigiane, fondamentali nel nostro sistema economico, siano in grado di stare sulla filiera dell’innovazione, anche per favorirne una crescita dimensionale, e siano inserite nelle piattaforme delle medie e grandi imprese come partner di qualità e non come subfornitori. In coerenza con la legge approvata, dopo questo primo bando prevediamo di incrementare le risorse allargando il ventaglio dei settori coinvolti e puntando sui tre filoni strategici indicati nel Patto per il Lavoro e per il Clima: digitalizzazione, internazionalizzazione e formazione”.

“Si tratta della prima volta in cui vengono assegnate risorse per l’innovazione alle sole imprese artigiane della manifattura- afferma sottolinea il presidente di Cna Emilia-Romagna Dario Costantini-. Digitalizzazione, competenze e sostenibilità sono le tre parole chiave del prossimo futuro. L’applicazione di questi tre pilastri sulle nostre imprese artigiane è imprescindibile per sostenere la loro crescita. I nostri Digital Innovation Hub sono pronti ad accompagnare gli imprenditori della regione nel difficile percorso verso la ripartenza dell’intero Paese”.

“Ci auguriamo che questa sperimentazione possa diventare un metodo di intervento anche per altri comparti dell’artigianato- conclude il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Davide Servadei-. Riteniamo importante che il progetto preveda contributi per la formazione, con particolare attenzione alle competenze interne. Altro aspetto qualificante sono le ulteriori agevolazioni per l’imprenditoria femminile, giovanile e per le realtà più svantaggiate geograficamente. Un aspetto importante che coglie il valore della comunità nel suo aspetto più complessivo”.

Il bando
Saranno ammessi interventi diretti alla realizzazione di progetti di trasformazione tecnologica e digitale, finalizzati all’ottimizzazione dei processi produttivi e organizzativi interni all’azienda e della gestione dei rapporti con tutti gli attori della filiera di appartenenza.
I progetti, che dovranno avere un budget minimo di 30mila euro e dovranno essere realizzati entro il prossimo 31 dicembre 2021 (salvo proroghe), avranno un contributo a fondo perduto del 40% della spesa ammessa (da 12 a 40 mila euro), che cresce di un 5% per imprese femminili, giovanili e in zona montana.
Si potranno effettuare spese per beni strumentali, software e relative licenze d’uso direttamente funzionali alla realizzazione dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale; per l’acquisizione di consulenze per la definizione delle strategie di innovazione organizzativa, di processo e di direzione; finalizzate all’introduzione delle tecnologie abilitanti 4.0 o all’adattamento e alla connettività degli impianti, attrezzature e sistemi esistenti alle tecnologie abilitanti previste dal piano nazionale impresa 4.0; per i costi legati alla necessità di incrementare le competenze e le professionalità del personale coinvolto nei processi di innovazione tecnologica e digitale previsti nei progetti presentati, compresi i costi del personale (massimo 10% delle spese).

Webinar: “Come costruire un export digitale di successo”

 

Webinar: “Come costruire un export digitale di successo”
Foto di Pete Linforth da Pixabay

Dalla sinergia tra Lapam, UniCredit, Alibaba.com e Google, un evento digitale dedicato alle aziende che vogliono sfruttare le opportunità del digitale e dell’e-commerce e che desiderano affacciarsi sui mercati esteri.

Nel corso del webinar in programma martedì 9 marzo, con inizio alle 16,30, saranno approfondite le più recenti strategie per favorire l’esportazione delle imprese del Made in Italy in modalità completamente digitale, in sicurezza e semplicità. Saranno inoltre illustrati i nuovi trend del marketing online.

Dopo i saluti iniziali di Daniele Casolari, Responsabile ufficio sindacale e comunicazione Lapam; e di Livio Stellati, Responsabile Territorial Relations Centro Nord UniCredit; Marco Wallner, Responsabile Corporate Commercial Synergies, Corporate sales & Marketing Italy UniCredit, presenterà il servizio per la digitalizzazione delle imprese “UniCredit EasyPack”. Seguiranno gli interventi di Nicola Carone, New Business Executive Google Italia, che illustrerà il supporto che le piattaforme di Google offrono alle vendite online; e di Virginia Vassallo – Business development manager per Alibaba.com Italia, centrato sull’Export nel mondo con Alibaba.com. Modera l’incontro Alberto Savi, Senior Banker Small Business UniCredit.

E’ possibile iscriversi attraverso il sito di Lapam (https://www.lapam.eu/eventi/eventi-di-settore/eventi-commercio/lapam-e-unicredit-easypack-come-costruire-un-export-di-successo/)

Ricostruzione: maggiore liquidità alle imprese impegnate nella conclusione dei lavori

Ricostruzione: maggiore liquidità alle imprese impegnate nella conclusione dei lavori
Foto di anncapictures da Pixabay

Maggiore liquidità al sistema delle imprese impegnate nella conclusione di opere e interventi nell’ambito della ricostruzione post sisma del maggio 2012, ampliando la possibilità di liquidazioni straordinarie dei Sal, gli stati di avanzamento dei lavori, soprattutto per interventi di grandi dimensioni e quindi economicamente rilevanti.

Lo stabilisce la nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione e commissario delegato per la Ricostruzione, Stefano Bonaccini (la numero 7 del 3 marzo 2021).

Con l’atto viene ampliata la categoria di interventi che possono accedere ai Sal in deroga sulla piattaforma informatica Mude. Oggi, dunque, è possibile andare oltre a una precedente ordinanza, la 9 del 2020, che escludeva la possibilità di avvalersi di tale Sal aggiuntivo per quegli interventi che avevano ricevuto anche l’anticipo iniziale del 15% o 20% del contributo. Questo per evitare che il contributo venisse erogato in misura superiore a quanto dovuto prima delle verifiche e rideterminazioni effettuate soltanto a Sal finale. Ora, col nuovo provvedimento – e sempre con l’obiettivo di garantire maggiore liquidità possibile al sistema delle imprese, soprattutto in un momento così difficile – è stata ampliata la possibilità di liquidazioni straordinarie dei Sal in deroga anche in relazione agli interventi per i quali sia stato richiesto ed erogato l’anticipo. A condizione, però, che venga attestata l’esecuzione di lavori in misura tale da recuperare l’anticipo e consentire lo svincolo della polizza fideiussoria.

L’ordinanza è consultabile sul sito www.regione.emilia-romagna.it/terremoto nella sezione “Atti per la ricostruzione”, e sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

Scuola, il Ministro Patrizio Bianchi: si tornerà in presenza

Scuola, il Ministro Patrizio Bianchi: si tornerà in presenzaA scuola “si tornerà in presenza”, lo precisa il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, anche in relazione a titoli di stampa odierni. “In questi lunghi mesi le nostre scuole, i nostri insegnanti, le nostre studentesse e i nostri studenti hanno lavorato moltissimo. Faremo tesoro insieme dell’esperienza maturata durante il periodo della didattica a distanza, in particolare con riferimento ad un uso consapevole delle nuove tecnologie. Con il chiaro obiettivo del ritorno in presenza”.

Il segretario generale Uil Emilia Romagna, Giuliano Zignani in merito ai vaccini

Il segretario generale Uil Emilia Romagna, Giuliano Zignani in merito ai vaccini
foto Paolo Righi

«Che il sistema di produzione dei vaccini mostri delle crepe è orami sotto gli occhi di tutto. Il che ha come immediata conseguenza il rallentamento della campagna vaccinale.

E’ quanto mai urgente, a questo punto, che, a livello UE, si affronti, in via prioritaria, il tema della deroga alla normativa europea in materia di proprietà intellettuale e brevetti. Questo potrebbe aprire la strada a una produzione dei vaccini in ambito nazionale, aumentando così la distribuzione delle dosi.

Non solo. Occorre anche snellire, velocizzando il più possibile, il meccanismo di approvazione dei vaccini, prendendo in considerazione tutti i vaccini al momento in uso anche in altri paesi. Questo senza preconcetti, ma sempre e solo sulla base dei dati scientifici.

Mi riferisco, in particolare, al vaccino russo che, come affermano alcuni scienziati, garantisce un’ottima copertura. Perché allora non avviare subito la procedura per arrivare ad un suo utilizzo nella campagna vaccinale?»

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 5 marzo

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 5 marzoCielo molto nuvoloso o coperto, con addensamenti più consistenti al mattino sul settore occidentale della regione, dove sono previste deboli precipitazioni, che poi si estenderanno anche al resto del territorio in giornata. I fenomeni saranno deboli, intermittenti e localmente, in particolare sui rilievi, potranno assumere anche carattere di rovescio. Temperature minime in netto aumento tra 6 e 8 gradi. Massime in diminuzione fra 12 e 14 gradi. Venti deboli variabili, tendenti a disporsi dai quadranti orientali e a rinforzare su costa e mare dalla sera-notte. Mare quasi calmo o poco mosso in giornata; mosso, molto mosso al largo, dalle ore notturne.

(Arpae)

Lega Sassuolo: con la nuova sede degli uffici comunali risparmiati 3 milioni

Lega Sassuolo: con la nuova sede degli uffici comunali risparmiati 3 milioni“Gli uffici comunali avranno finalmente una nuova e funzionale sede nell’edificio di via Brigata Folgore. L’operazione punta ad una miglior allocazione degli spazi e all’utilizzo di una struttura strategica e all’avanguardia. Inoltre, ha permesso al Comune un risparmio di circa 3 milioni vista la volontà della Giunta Pistoni di trattare per i fatiscenti e inadeguati edifici di via Alessandrini: una scelta economicamente sconveniente date anche le condizioni interne allo stabile in zona “Sassuolo 2” “. Così il Gruppo Lega Sassuolo.

“Una giusta soluzione a precedenti scelte, sconvenienti e onerose per le casse comunali. Oggi invece, con una migliore gestione delle risorse a disposizione e una strategia chiara per l’allocazione degli spazi, la Giunta Menani compie un passo fondamentale per l’evoluzione delle strutture tecniche comunali. Inoltre, grossi passi avanti potranno essere fatti nell’allocazione di nuovi spazi per tutti gli studenti della città”.

“Pure in questo caso, l’amministrazione di centrodestra eletta anche per verificare la convenienza di progetti già pianificati – conclude il Gruppo Lega Sassuolo – ha agito con maturità e riguardo per gli interessi economici della cittadinanza, mostrando una visione di spesa appropriata e razionale evitando le “spese folli” preventivate dalla “ditta-PD” “.

 

 

Trasporto ferroviario: sciopero del personale il 7/8 marzo

Trasporto ferroviario: sciopero del personale il 7/8 marzoProclamato da alcune sigle sindacali uno sciopero nazionale dei dipendenti del Gruppo FS Italiane, in adesione a uno sciopero generale, dalle 21.00 di domenica 7 alle 21 di lunedì 8 marzo. Lo sciopero dei dipendenti di Trenitalia Tper è proclamato dalle 9.00 alle 17.00 di lunedì 8 marzo.

Calcio, Sassuolo – Napoli 3-3: decisivi due rigori negli ultimi minuti

Calcio, Sassuolo – Napoli 3-3: decisivi due rigori negli ultimi minutiSuccede di tutto tra Sassuolo e Napoli, tra errori e prodezze. Al Mapei Stadium decidono due rigori negli ultimi minuti, il primo realizzato da Insigne e il secondo da Caputo su sciocchezza di Manolas: finisce 3-3.

Ennesimo passo falso degli azzurri che sembravano aver in mano la vittoria a pochi secondi dal termine. I partenopei inizialmente faticano a trovare un riferimento davanti, complici i ritmi non irresistibili del primo quarto d’ora di gara. Proprio al 15′ si accende un ispirato Berardi, cui tiro e’ deviato prontamente da Meret. Anche il Napoli si affaccia in avanti e al 21′ trova il gol del vantaggio, che pero’ viene annullato dopo un attento consulto della sala Var: Insigne era infatti in offside al momento del passaggio. Inutile il suo splendido destro a giro dall’interno dell’area. Al 36′ viene invece convalidato senza troppi dubbi l’autogol di Maksimovic: sinistro velenoso da calcio da fermo di Berardi e deviazione sfortunata del difensore serbo. La squadra di Gattuso reagisce istantaneamente, lo fa con Piotr Zielisnki: il polacco riceve dal limite dell’area battendo Consigli con un mancino perfetto al 38′. Sembra profilarsi un pareggio nei primi 45′, ma Hysaj commette una leggerezza su Caputo proprio a ridosso del recupero.

L’arbitro Marini indica il dischetto: dagli undici metri va Berardi, freddo a insaccare il 2-1 con cui si chiude la prima frazione. Le emozioni abbondano anche nella ripresa. Al 57′ Maksimovic prova a farsi perdonare ma incorna alto da posizione invitante. Una decina di minuti dopo invece Berardi sfiora la doppietta con fiammata improvvisa: traversa piena dell’attaccante al 68′. Sfortunato il Sassuolo che va a colpire un altro legno poco dopo con Caputo: questa volta e’ il palo a salvare gli azzurri su un tiro a Meret battuto. Dall’altro lato Di Lorenzo non fallisce un gol a porta sguarnita al 72′: il 2-2 prende il nome del terzino destro che in spaccata concretizza il cross di Insigne. Al minuto 89′ Haraslin manda dal dischetto il Napoli con un fallo ingenuo: con personalita’ lo stesso Insigne fa esultare Gattuso con un rigore perfetto. Sembra tutto fatto per il Napoli, ma Manolas commette una sciocchezza madornale a pochi secondi dal triplice fischio: fallo e terzo rigore della serata che va a siglare Caputo per il 3-3 conclusivo.

Covid. Bonaccini firma l’ordinanza che istituisce la zona rossa nella Città metropolitana di Bologna e nella provincia di Modena. E la zona arancione scuro per la provincia di Reggio Emilia

Covid.  Bonaccini firma l’ordinanza che istituisce la zona rossa nella Città metropolitana di Bologna e nella provincia di Modena. E la zona arancione scuro per la provincia di Reggio Emilia

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato l’ordinanza, preannunciata ieri, che istituisce la zona rossa per i comuni della Città Metropolitana di Bologna e della provincia di Modena. Scuole chiuse, ma nidi e materne, e barbieri e parrucchieri, fermi dal 6 marzo. Previsto ulteriore stop agli spostamenti e alle attività non essenziali.

Prevista anche la classificazione ‘arancione scuro’ per la provincia di Reggio Emilia. Nessun cambiamento per la restante parte del territorio regionale.

PER IL TESTO INTEGRALE DELL’ORDINANZA CLICCA QUI

Coronavirus: oggi (3/3) in regione, su quasi 41mila tamponi effettuati, 2.456 nuovi positivi (6%)

Coronavirus: oggi (3/3) in regione, su quasi 41mila tamponi effettuati, 2.456 nuovi positivi (6%)
Foto di fernando zhiminaicela da Pixabay

I casi di positività al Coronavirus in regione oggi sono 2.456 in più rispetto a ieri, su un totale di 40.815 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 6%. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, inEmilia-Romagna si sono registrati 267.630.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su; proseguono le prenotazioni per quelle dagli 80 agli 84 anni, iniziate il 1^ marzo.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 417.260 dosi; sul totale, 143.384 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Delle 77mila dosi di AstraZeneca, 50 mila sono state consegnate ai medici di base per la vaccinazione del personale scolastico. Nel frattempo, le Ausl hanno iniziato a somministrare il vaccino AstraZeneca nei Centri diurni per persone con disabilità e alle forze dell’ordine. Seguiranno le altre categorie, come popolazione universitaria e persone con patologie lievi. 8.459 le somministrazioni a oggi con AstraZeneca, suddivise tra quelle al personale scolastico, forze dell’ordine e disabili.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 1.026 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 494 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 794 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41 anni.

Sui 1.026 asintomatici, 500 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 68 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 27 con gli screening sierologici, 14 tramite i test pre-ricovero. Per 417 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 746 nuovi casi e Reggio Emilia (293); poi Ravenna (268), Rimini (241), Modena (224 – 47 dei quali a Sassuolo di cui
1 ricoverato, gli altri in isolamento domiciliare
), Cesena (181), Ferrara (134), Parma (118). Seguono le province di Forlì (115), Imola (72) e Piacenza (64).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 22.646 tamponi molecolari, per un totale di 3.456.816. A questi si aggiungono anche 1.167 test sierologici e 18.169 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.525in più rispetto a ieri e raggiungono quota 210.282.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 46. 698 (+891 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 43.919 (+822), il 94 % del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 40 nuovi decessi: 2 a Parma (due uomini: di 80 e 88 anni);3 nella provincia di Reggio Emilia (una donna di 73 anni e due uomini di 69 e 73 anni); 6 nella provincia di Modena (una donna di 81 e cinque uomini: di 47, 80, 81, 83 e 93 anni); 19 nella provincia di Bologna (8 donne: quattro di 85 anni, una di 90, due di 92 e una di 94 anni; e 11 uomini- uno di 73, uno di 77, uno di 82, due di 83, uno di 86, uno di 89, uno di 92- e tre nell’imolese: un uomo di 69 anni e due di 89 anni); 2 nel ferrarese (una donna di 86 e un uomo di 81 anni); 3 in provincia di Ravenna (due donne di 73 e 79 anni, e un uomo di 81 anni); 5 in provincia di Forlì-Cesena (due donne di 89 e 92 anni; tre uomini di 76, 77 e 97 anni. Nessun decesso nelle province di Piacenza e Rimini.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.650.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 251 (+12 rispetto a ieri), 2.528 quelli negli altri reparti Covid (+57).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 14 a Parma (+2), 20 a Reggio Emilia (+2), 53 a Modena (+2), 68 a Bologna (+1), 23 a Imola (+3),24 a Ferrara (invariato), 7 a Ravenna (-3), 5 a Forlì (+1), 7 a Cesena (+1) e 20 a Rimini (+3).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 20.178 a Piacenza (+64 rispetto a ieri, di cui 28 sintomatici), 18.244 a Parma (+118, di cui 72 sintomatici), 33.964 a Reggio Emilia (+293, di cui 178 sintomatici), 46.559 a Modena (+224, di cui 153 sintomatici), 55.384 a Bologna (+746, di cui 427 sintomatici), 9.497 casi a Imola (+72, di cui 41 sintomatici), 15.411 a Ferrara (+134, di cui 38 sintomatici), 20.386 a Ravenna (+268, di cui 171 sintomatici),10.163 a Forlì (+115, di cui 96 sintomatici), 12.467 a Cesena (+181, di cui 122 sintomatici) e 25.377 a Rimini (+241, di cui 104 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 40 casi, di cui 39 positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare e 1 perché giudicato non Covid.

Formazione: in Emilia-Romagna primo corso di Istruzione e Formazione tecnica superiore internazionale per tecnici esperti in economia

Formazione: in Emilia-Romagna primo corso di Istruzione e Formazione tecnica superiore internazionale per tecnici esperti in economiaSi chiama Jece – Junior Expert in Circular Economy – il primo corso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (Ifts)per tecnici esperti in economia circolare. Un percorso di formazione innovativo che punta su uno dei temi portanti delle politiche regionali, l’economia circolare, e che prevede 480 ore di lezioni in lingua inglese interattive on line, integrate da formazione in presenza a Ferrara e 320 ore di stage. Sono 26 i giovani partecipanti, provenienti da Italia, Finlandia, Estonia, Svizzera e Germania e sono aperte le candidature per le imprese e le organizzazioni interessate ad ospitare i ragazzi in stage.

Il corso, completamente gratuito e finanziato dall’Istituto europeo per l’innovazione e la tecnologia (Eit), verrà presentato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e green economy, lavoro formazione, Vincenzo Colla, il 5 marzo alle ore 15, durante un evento on line al quale parteciperanno anche alcuni degli studenti italiani ed europei che racconteranno il loro percorso e i loro progetti lavorativi.

All’incontro interverranno inoltre Marina Silverii, direttore Operativo di Art-ER, Pierluigi Franceschini, Co-Location Center Eit Raw Material, Chiara Pancaldi, direttore di Centoform, Morena Diazzi, direttore generale Economia della conoscenza del lavoro e dell’impresa della Regione, e Daniela Sani, coordinatrice del progetto Eit Raw Material, Art-ER.

“Il progetto Jece concretizza l’impegno della Regione Emilia-Romagna a garantire le competenze necessarie per sviluppare sempre di più una green economy valorizzando l’economia circolare- ha commentato l’assessore Colla-. Investiamo per rafforzare la formazioneterziaria professionalizzante, progettata con il concorso sia delle imprese del territorioche europee, per una condivisione delle migliori pratiche internazionalie per valorizzare pienamente le connessioni tra ricerca e formazione, come indicato negliobiettivi condivisi dai firmatari del Patto per il lavoro e per il clima”.

Come per gli altri corsi Ift che costituiscono la Rete Politecnica, Jece è autorizzato dalla Regione Emilia-Romagna e, al termine, rilascerà un certificato di specializzazione tecnica superiore, corrispondente al 4° livello del Quadro Europeo delle Qualifiche.

Il percorso è stato progettato insieme alle imprese, partendo da un’analisi dei loro fabbisogni e inserendo rappresentanti delle stesse nella didattica. Si tratta quindi di un caso di successo per la capacità di aggregare reti internazionali e modelli formativi su tematiche innovative e prioritarie per i diversi contesti di produzione industriale. Tra le imprese partecipano grandi gruppi emiliano-romagnoli come Caviro, Aimag e Hera insieme a startup come Sfridoo e partner internazionali tra cui la Fondazione MyClimate e Rytec Circular AG svizzere, il Wuppertal Institute for Climate, ente di ricerca tedesco, l’Università di Oulu e la Yara Suomi Oy finlandesi.

La partecipazione delle aziende testimonia, inoltre, la richiesta di nuove figure professionali green in grado di condurre e guidare le aziende nella transizione verso un’economia circolare.

Al termine del percorso i partecipanti diventeranno Tecnici per la Sostenibilità e l’Economia Circolare dei Processi Industriali, ossia figure con competenze tecnico-specialistiche e trasversali applicabili in diversi contesti professionali: dall’industria alla manifattura alle aziende di consulenza. Dunque una figura professionale in grado di introdurre sistemi di produzione con criteri di sostenibilità e di economia circolare, scegliendo piani di approvvigionamento da fonti rinnovabili, adottando sistemi di automazione industriale che consentano l’uso razionale delle risorse o di recupero e riciclo degli scarti.

I partecipanti acquisiranno le competenze necessarie a monitorare e valutare l’impatto ambientale delle produzioni, attraverso l’applicazione di metodologie di Life Cycle Assessment e saranno quindi in grado di rispondere ai nuovi bisogni del processo di progettazione, design e sviluppo del prodotto che dovrà sempre di più introdurre, in ogni sua fase, criteri di sostenibilità ed economia circolare. Inoltre, grazie all’impostazione del corso, i nuovi tecnici potranno operare in contesti internazionali.

Sono inoltre aperte le candidature per le imprese e le organizzazioni interessate ad ospitare i ragazzi in stage che possono contattare l’ente di formazione Centoform scrivendo a: contact@studycirculareconomy.com

Covid, da domani zona rossa per Città Metropolitana di Bologna e provincia di Modena: oggi l’ordinanza della Regione

Covid, da domani zona rossa per Città Metropolitana di Bologna e provincia di Modena: oggi l’ordinanza della RegioneViene firmata oggi l’ordinanza con cui la Regione, d’intesa con i sindaci e sulla base dei dati forniti dalle Aziende sanitarie, stabilisce l’ingresso in fascia rossa, a partire da domani, 4 marzo, e fino al 21 marzo, di tutti i comuni della Città metropolitana di Bologna e della provincia di Modena e la zona arancione scuro per quelli della provincia di Reggio Emilia.

Il punto sul provvedimento, deciso per fronteggiare la crescente e veloce diffusione dei contagi a causa delle nuove varianti, anche tra i più giovani, e proteggere la rete ospedaliera, è stato fatto questa mattina in videoconferenza stampa dalla sede della Regione, a Bologna, con il presidente Stefano Bonaccini, l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi, la direttrice generale Cura della Persona, Salute e Welfare, Kyriakoula Petropulacos.

Confermate tutte le misure restrittive annunciate per contenere la curva epidemiologica, con un chiarimento resosi necessario dopo l’approvazione ieri del nuovo Dpcm, in vigore dal 6 marzo. L’ordinanza regionale farà partire la sospensione di nidi e materne (sia statali che comunali) dal 6 marzo, così come la chiusura delle attività di servizi alla persona come parrucchieri e barbieri, lo stesso che prevede il nuovo Dpcm per le zone rosse in tutto il Paese. Si tratta infatti di attività che, sempre nelle zone rosse, l’attuale Dpcm, valido fino al 5 marzo, prevedeva dovessero rimanere aperte. Di fatto, quindi, nei comuni della Città metropolitana di Bologna e in quelli della provincia di Modena, parrucchieri e barbieri saranno chiusi da sabato 6, nidi e materne da lunedì 8 marzo.

Regione e sindaci hanno così ritenuto di dover essere coerenti con la nuova disposizione nazionale.

Se la crescita dei contagi avvenuta negli ultimi quindici giorni non trova una accelerazione nella risposta, rischiamo di esserne travolti – ha sottolineato il presidente Bonaccini commentando i dati forniti dalle Aziende sanitarie -. La variante inglese è diventata maggioritaria sul piano nazionale, Emilia-Romagna compresa, colpisce con una velocità molto superiore e, rispetto a prima, anche giovani e giovanissimi. È assolutamente necessario contrastare e circoscrivere il contagio con misure restrittive e tempestive, in assenza delle quali la curva epidemica continuerebbe a crescere anche in zona arancione. Nelle due province che con l’ordinanza faremo diventare rosse, l’Rt è già sopra l’1,25, e le strutture ospedaliere, dove peraltro già dalla scorsa estate abbiamo triplicato le terapie intensive e fortemente potenziato i reparti Covid, sono in sofferenza. D’intesa con i sindaci, che abbiamo incontrato tutti, insieme, e che ringrazio per la grande collaborazione fornita, e sulla base dei dati della nostra sanità regionale, abbiamo deciso di agire subito: tra due giorni – ha aggiunto- arriverà l’analisi della Cabina di regia nazionale, che potrebbe portare l’Emilia-Romagna dal lunedì successivo in zona rossa, ma non potevamo aspettare oltre”.

Il presidente si è poi soffermato sulla decisione di sospendere l’attività scolastica in presenza: “E’ la scelta più difficile. E’ dura chiedere agli studenti di rinunciare alla presenza in aula e comprendiamo molto bene i grandi disagi per genitori e famiglie. Ma le stesse misure del nuovo Dpcm nazionale e il parere del Cts indicano come sia indispensabile intervenire anche nelle scuole: il nuovo Decreto firmato dal presidente Draghi prevede infatti la sospensione di tutte le attività scolastiche in presenza non solo in zona rossa, ma anche nelle zone arancioni se il numero di contagi supera i 250 su 100.000 abitanti, e comunque là dove la tendenza sia in forte crescita. Una stretta adottata per la prima volta, quando le intenzioni del presidente Draghi e del ministro Bianchi erano inizialmente quelle di arrivare a una maggiore didattica in presenza, come giustamente dovrebbe essere e come tutti vorremmo. Ma quanto sta accadendo con le nuove varianti impone di fare diversamente. E noi, alla luce dei dati del nostro territorio, più aggiornati rispetto a quelli del Ministero, dobbiamo agire adesso”.

Bonaccini ha poi ribadito la necessità di un aumento delle forniture vaccinali, dopo i mesi di febbraio e marzo trascorsi a ritmo di tagli: “Bene che il Governo abbia messo in cima alle priorità il reperimento di nuovi vaccini. Abbiamo chiesto di fare ogni sforzo possibile per l’aumento delle forniture, perché i vaccini devono essere un bene pubblico: la ricerca è stata portata avanti grazie a risorse pubbliche, adesso le aziende produttrici devono restituire alla comunità. Di fronte a una pandemia mondiale non c’è brevetto che tenga. In Emilia-Romagna entro aprile supereremo il mezzo milione di persone vaccinate, ma è frustrante sapere che si potrebbero vaccinare tante più persone di quello che stiamo facendo, se solo ci fossero le dosi necessarie. Vogliamo cambiare ritmo, e farlo al più presto. Qui e nel Paese”.

Il lavoro insieme al nuovo Governo procede. Il presidente ha ricordato le richieste fatte dalle Regioni, a partire dal rifinanziamento dei congedi parentali e dei voucher baby sitter, ovunque sia prevista la didattica a distanza e la sospensione dei servizi d’infanzia, anche a seguito di ordinanze regionali, e con effetto retroattivo, a copertura quindi anche di questi giorni: “La risposta- ha sottolineato- sembra essere positiva”. Poi l’estensione dei ristori economici per le categorie e attività economiche colpite, con la richiesta che vengano agganciati non più ai Codici Ateco ma al fatturato reale, prevedendoli anche in caso di ordinanze regionali, e quindi per categorie prima escluse. Poi, sempre dalle Regioni, la richiesta di lavorare a creare le condizioni per maggiori aperture di attività economiche, luoghi della cultura, sport – rafforzando i protocolli di sicurezza, i controlli e il contingentamento – lì dove il contagio scenda al di sotto delle soglie di rischio, e quindi nelle zone gialle, non certo in quelle arancioni e rosse.

“Sono giorni difficili – ha concluso Bonaccini – in cui l’incubo sembra tornare e non finire. Lo ripeto: è difficile chiedere a studenti, famiglie e alle attività economiche ulteriori restrizioni, sono sacrifici enormi. Ma sento tutta la responsabilità di intervenire, è un dovere morale mettere al primo posto la salute delle persone. La decisione è difficile e sofferta, e me ne assumo tutta la responsabilità: la politica e le istituzioni hanno il compito di dire la verità e decidere. Vogliamo stringere oggi per non farlo più dopo. Dobbiamo resistere adesso, certi che queste restrizioni, così come l’aumento delle persone vaccinate e l’arrivo della bella stagione, ci possano fare riaprire, per non chiudere mai più in futuro”.

Il quadro epidemiologico

Il quadro illustrato dall’assessore Donini evidenzia come la mutazione genetica del virus, soprattutto la cosiddetta variante inglese, abbia assunto una consistenza molto elevata su tutto il territorio regionale, in particolare nelle tre province interessate dal nuovo provvedimento, traducendosi in una maggiore diffusività e contagiosità.

Negli ultimi 15 giorni in Emilia-Romagna si sono registrati 423 decessi e 24.878 nuovi casi, con l’incidenza (cioè numero di contagi su 100mila abitanti) passata da 255 nella settimana dal 15 al 21 febbraio a 341 in quella successiva, con un forte impatto sui ricoveri, sia nei reparti Covid che nelle terapie intensive. I primi hanno raggiunto il livello di guardia del 40%, mentre le terapie intensive lo hanno addirittura superato (sarebbe del 30%), posizionandosi al 32%.

Per le province di Bologna e Modena, in particolare, dal 22 al 28 febbraio i casi su 100mila abitanti sono stati rispettivamente 425 e 377. Situazione ricoveri: I posti letto occupati nei reparti Covid sono passati a Modena da 272 a 358 nell’ultima settimana e a Bologna da 477 a 641; situazione vicinissima al livello di saturazione anche per le terapie intensive Covid in entrambe le reti ospedaliere: a Modena sono 47 i pazienti ricoverati su 52 posti disponibili, e a Bologna 80 su 85.

La situazione è di particolare diffusività anche per ciò che riguarda la popolazione scolastica, con un numero di contagi tra studenti, altro personale e docenti che ha registrato una vera e propria impennata, in particolare a Bologna e a Modena, rispettivamente 957 e 502 casi nelle ultime due settimane. Scuola che ha visto la Regione attenta: oltre a continuare a testare con i test rapidi gratuiti in farmacia, è stata condotta una forte azione di contact tracing, con 226.978 tamponi molecolari e 65.372 test sierologici effettuati finora in ambito scolastico.

“Dopo tre settimane in zona gialla – ha sottolineato Donini – l’Emilia-Romagna è entrata il 21 febbraio in zona arancione, e ci siamo subito accorti come questa assegnazione non fosse adeguata, vista l’inedita situazione epidemiologica, trainata dal diffondersi della variante inglese. Abbiamo condiviso da subito con Aziende sanitarie, Enti locali e Prefetture la necessità di adottare ulteriori misure per porre un freno alla progressione pandemica, e sono quindi arrivate tutte le successive restrizioni a partire da quelle dell’Imolese”.

La campagna vaccinale

Come hanno sottolineato presidente e assessore, si sta cercando divaccinare più persone possibili e nei tempi più rapidi possibili, compatibilmente con le dosi disponibili; per marzo ne sono attese complessivamente 513.950.

Ad oggi l’Emilia-Romagna ha ricevuto 559.350 dosi di vaccino e ne ha somministrate 409.940, il 73%. 142.018 sono le persone che hanno già completato il ciclo di immunizzazione, circa il 10% di coloro che lo hanno completato a livello nazionale.

Delle 77mila dosi di AstraZeneca, 50 mila sono state consegnate ai medici di base per la vaccinazione del personale scolastico.  Nel frattempo, le Ausl hanno iniziato a somministrare il vaccino AstraZeneca nei Centri diurni per persone con disabilità e forze dell’ordine. Seguiranno le altre categorie, come popolazione universitaria e persone con patologie lievi. 8.459 le somministrazioni a oggi con AstraZeneca, suddivise tra quelle al personale scolastico, forze dell’ordine e disabili.

Come da indicazioni del Governo e della struttura commissariale, che ritengono fondamentale conservare una quota dei vaccini come riserva per assicurare la seconda dose in caso di ritardo delle forniture, la Regione mantiene una scorta di 72.000 vaccini, circa il 15% di quelli consegnati, vale a dire la quota minima di riserva consigliata dal Governo. Di fatto, quindi, in Emilia-Romagna si stanno facendo tutti i vaccini possibili sulla base delle dosi fornite al momento.

La zona rossa nel Bolognese e Modenese

Le principali restrizioni che verranno introdotte in zona rossa (quindi per l’area metropolitana di Bologna e per la provincia di Modena), in aggiunta a quelle previste in arancione scuro, riguardano la didattica a distanza al 100% per tutte le scuole, dalle elementari e l’Università (nel Bolognese già prevista da ieri) e lo stop alle attività commerciali ad eccezione di quelle essenziali come farmacie, parafarmacie, negozi di vendita di alimentari, edicole e altre specifiche categorie. Sempre per le zone rosse, come stabilisce il nuovo Dpcm del Governo, è prevista la chiusura dei servizi per l’infanzia. La sospensione dell’attività in presenza per quanto riguarda nidi e materne (sia statali che comunali) decorre dal 6 marzo. Stessa cosa per la chiusura delle attività di servizi alla persona (parrucchieri e barbieri).

La zona arancione scuro nel Reggiano

Per quanto riguarda la zona arancione scuro in cui viene collocata anche la provincia di Reggio Emilia, dopo i comuni della Ausl Romagna a eccezione del distretto di Forlì, e quindi quelli delle province di Rimini, Ravenna e del Cesenate, le limitazioni principali riguardano: lo stop agli spostamenti – se non per motivi di salute, lavoro e comprovate necessità – anche all’interno del proprio comune, e il divieto di recarsi da parenti, amici e nelle seconde case; la chiusura delle attività ricreative e una stretta alle attività sportive, oltre alla didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado e le Università. In presenza servizi educativi 0-3 anni e scuole dell’infanzia. In questa area rimangono invece consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese.

Lunedì 8 marzo al via i lavori di riqualificazione in via Gandini a Formigine

Lunedì 8 marzo al via i lavori di riqualificazione in via Gandini a FormigineNell’ambito dell’ampio progetto di riqualificazione del centro storico, inizieranno lunedì 8 marzo i lavori su via Gandini. Il cantiere, sollecitato in questo periodo di chiusura per influire il meno possibile sulle attività commerciali, avrà la durata di due settimane, condizioni meteorologiche permettendo. La decisione è stata presa attraverso un percorso di partecipazione che ha visto coinvolti i commercianti, le associazioni di categoria e i residenti dell’area.

I tratti ora sistemati in sasso saranno ripavimentati in pietra simile a quella esistente; la nuova pavimentazione assicura una migliore percorribilità veicolare e pedonale della strada grazie all’eliminazione di ostacoli e gradini.

Verranno risistemati anche i parcheggi, segnati a terra e ottimizzati per conciliare il passaggio veicolare verso piazza De Gasperi e il passaggio pedonale verso le attività adiacenti.

L’intervento prevede anche la formazione di un pedonale, delimitato da transenne sfilabili, e posizionato sul lato sud della strada a protezione degli esercizi commerciali e dei pedoni, per una maggiore sicurezza.

Il divieto di sosta ed altre modifiche alla viabilità saranno opportunamente segnalate in loco.

 

 

Allerta smog, dal 4 marzo nuovamente in vigore le misure emergenziali

Allerta smog, dal 4 marzo nuovamente in vigore le misure emergenzialiDa giovedì 4 marzo 2021 saranno nuovamente in vigore le misure emergenziali. Le previsioni di qualità dell’aria, formulate da Arpae sulla base di un modello previsionale di qualità dell’aria, indicano infatti il superamento del valore limite giornaliero per il PM10 in almeno una stazione di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in provincia di Modena, sia per oggi, giorno di controllo, che per i prossimi due giorni. Il raggiungimento del livello di allerta è segnalato con un bollino rosso nel Bollettino emesso oggi da Arpae che indica allerta anche per le provincie di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara.

Le misure emergenziali restano in vigore fino a venerdì 5 marzo 2021 compreso, prossimo giorno di controllo, e saranno revocate solo se il bollettino emesso da Arpae evidenzierà il termine delle misure emergenziali (bollino verde).

Le misure emergenziali nell’area già interessata dalle restrizioni della circolazione sono: divieto di circolazione per i veicoli a benzina Euro 0, Euro 1 e Euro 2, veicoli a GPL/benzina o metano/benzina Euro 0 o Euro 1, veicoli diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 e Euro 4, ciclomotori e motoveicoli Euro 0 e Euro 1;

divieto di utilizzo di biomasse nelle unità immobiliari comunque classificate (da E1 a E8) dotate di riscaldamento multicombustibile;
riduzione delle temperature negli ambienti di vita riscaldati (fino a massimo 19°C + 2°C di tolleranza nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali; fino a massimo 17°C + 2°C di tolleranza nei luoghi che ospitano attività industriali ed artigianali), con esclusione di ospedali, cliniche, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive;
divieto di effettuare combustioni all’aperto (falò, barbecue, ecc.) comprese le operazioni di bruciatura di sterpaglie, residui di potatura e scarti vegetali di origine agricola;
divieto di spandimento liquami ad eccezione di spandimento effettuato con interramento immediato dei liquami e con iniezione diretta al suolo.

Assobenefit e Assobio insieme per promuovere un modello economico improntato alla sostenibilità integrale

Assobenefit e Assobio insieme per promuovere un modello economico improntato alla sostenibilità integraleCooperazione nella ricerca, formazione e informazione, iniziative congiunte, reciproca promozione. Questi gli impegni assunti con la sigla della partnership fra Assobenefit, l’associazione nazionale per le società benefit e AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di produzione, trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e biodinamici.

Il nuovo strumento giuridico della Società Benefit, introdotto dalla Legge di stabilità per l’anno 2016, art. 1, commi da 376 a 384 (legge 28 dicembre 2015, n.208) consente alle società di capitali di poter perseguire in modo congiunto e integrato finalità di lucro e di beneficio sociale, intenzionalmente e consapevolmente specificati nello statuto.

«La partnership con Assobio rafforza la diffusione delle società benefit nel settore agroalimentare che per noi rappresenta un comparto fondamentale e decisivo per la sostenibilità del modello di sviluppo economico – commenta il Presidente di Assobenefit, Mauro Del Barba – Siamo veramente onorati di portare la proposta del biologico nell’ambito delle più complessive buone prassi necessarie a rafforzare il progetto di diffusione della stakeholder economy”.

Entrambe le Associazioni condividono, infatti, l’obiettivo di promuovere un nuovo modello economico di sviluppo improntato a una sostenibilità integrale che mette al centro dei processi produttivi e decisionali il benessere delle persone e dell’ambiente.

«Tra gli obiettivi principali di AssoBio, vi è il sostegno e la promozione di relazioni con altre Associazioni che condividano l’impegno e il rinnovamento del modello economico per uno sviluppo sostenibile – dichiara il Presidente di AssoBio Roberto Zanoni – Riteniamo che il For Benefit e la sostenibilità non siano più un’alternativa ma un nuovo modo di fare impresa, che può avere un impatto positivo a lungo termine sulla società civile e sull’ambiente. Questo primo passo, grazie alla collaborazione di Assobenefit, concretizza un modello d’intervento sinergico e contribuirà, nei prossimi anni, a rafforzare una comunità che condivida i valori che stanno alla base di un sano sviluppo.”

Nelle prossime settimane la programmazione e l’avvio delle azioni comuni per il 2021.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 4 marzo

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 4 marzoAl mattino cielo sereno o poco nuvoloso, nel corso della giornata aumento della nuvolosita’ su tutto il territorio regionale. Addensamenti più consistenti sugli Appennini in serata. Temperature minime tra 1 e 3 gradi sul settore centro-occidentale della regione, di qualche grado superiori sul settore orientale. Massime pressoché stazionarie, comprese tra 13 e 17 gradi. Venti deboli di direzione variabile in pianura; da sud-ovest sulle aree appenniniche. Mare quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

Da giovedì 4 marzo tutti i comuni della Città metropolitana di Bologna e della provincia di Modena in zona rossa

Da giovedì 4 marzo tutti i comuni della Città metropolitana di Bologna e della provincia di Modena in zona rossaDa giovedì 4 marzo, tutti i comuni della Città metropolitana di Bologna e quelli della provincia di Modena entrano in zona rossa. Quelli della provincia di Reggio Emilia in zona arancione scuro.

D’intesa con i sindaci e sulla base dei dati forniti dalle Aziende sanitarie, la Regione approverà domani una ordinanza, in vigore dal 4 a domenica 21 marzo, per fronteggiare la diffusione dei contagi, ripartita molto velocemente a causa di nuove varianti, anche fra giovani e giovanissimi, e proteggere la rete ospedaliera, dove sono in costante aumento i ricoveri sia nei reparti Covid che nelle terapie intensive.

La zona rossa nel Bolognese e Modenese
Le principali restrizioni che verranno introdotte in zona rossa (quindi per l’area metropolitana di Bologna e per la provincia di Modena), in aggiunta a quelle previste in arancione scuro, riguardano la didattica a distanza al 100% per tutte le scuole dalle elementari e l’Università (nel Bolognese già prevista da ieri) e lo stop alle attività commerciali ad eccezione di quelle essenziali come farmacie, parafarmacie, negozi di vendita di alimentari, edicole e altre specifiche categorie. Sempre per le zone rosse, come stabilisce il nuovo Dpcm del Governo, è prevista la chiusura dei servizi per l’infanzia.

La zona arancione scuro nel Reggiano
Per quanto riguarda la zona arancione scuro in cui viene collocata anche la provincia di Reggio Emilia, dopo i comuni della Ausl Romagna a eccezione del distretto di Forlì, e quindi quelli delle province di Rimini, Ravenna e del Cesenate, le limitazioni principali riguardano: lo stop agli spostamenti – se non per motivi di salute, lavoro e comprovate necessità – anche all’interno del proprio comune, e il divieto di recarsi da parenti, amici e nelle seconde case; la chiusura delle attività ricreative e una stretta alle attività sportive, oltre alla didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado e le Università. In presenza servizi educativi 0-3 anni e scuole dell’infanzia. In questa area rimangono invece consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese.

DETTAGLIO RESTRIZIONI

Ulteriori restrizioni per la fascia rossa (province di Bologna e Modena)

In aggiunta alle limitazioni previste per la fascia arancione scuro, in zona rossa è stabilito lo stop alle attività commerciali, con alcune eccezioni: i negozi di generi alimentari, le farmacie e le parafarmacie, i fornai, i rivenditori di mangimi per animali, le edicole, i distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, il commercio al dettaglio di materiale per ottica, la produzione agricola e l’allevamento, i servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, i servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli dei Bancomat e Postamat, le attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali. Saranno chiusi pertanto anche tutti i negozi all’interno dei centri commerciali, ad esclusione di quelli che rientrano in queste categorie.

Inoltre, il Governo proprio in queste ore con il nuovo Dpcm ha deciso in merito a due nuove restrizioni nelle zone rosse: la prima riguarda la chiusura anche delle scuole dell’infanzia, la seconda quella delle attività di parrucchiere ed estetista.

 

Le limitazioni in zona arancione scuro (province di Reggio Emilia, Rimini e Ravenna e Cesenate)

Restano consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese.

I datori di lavoro pubblici sono tenuti a limitare la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza fisica, anche in ragione della gestione dell’emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in smart working.

Per quanto riguarda gli spostamenti, sono vietati sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi. L’eccezione è per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità (come fare la spesa o l’acquisto di beni e servizi essenziali).

Non si potrà quindi uscire dal proprio comune, anche se di popolazione inferiore a 5.000 abitanti: resta la possibilità di recarsi in quelli limitrofi, ma solo per particolari necessità, come ad esempio per l’acquisto di prodotti che nel proprio comune sono introvabili.

E’ esclusa anche la possibilità di effettuare visite a parenti e amici una volta al giorno, anche all’interno del proprio comune, o recarsi nelle seconde casesalvo situazioni di necessità.

Rimane sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza e la possibilità per gli studenti di frequentare le lezioni in presenza, ove previste, se la scuola ha sede in un comune non compreso tra quelli soggetti a restrizione: potranno ovviamente andare e tornare.

Per la scuola, si stabilisce lo svolgimento in presenza delle sole attività dei Servizi educativi 0-3 anni e Scuole dell’Infanzia, mentre le attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno a distanza al 100%. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata – come previsto anche dallo specifico decreto (7 agosto 2020) e successiva ordinanza (9 ottobre 2020) del Ministro dell’Istruzione.  Lezioni esclusivamente a distanza anche per l’Università.

In ambito sportivo, sono sospesi gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva, così come l’attività sportiva svolta nei centri sportivi all’aperto. Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Infine, sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica.

Covid-19, il Presidente Draghi firma il nuovo Dpcm

Covid-19, il Presidente Draghi firma il nuovo DpcmIl Presidente Mario Draghi ha firmato oggi il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) che detta le misure di contrasto alla pandemia e di prevenzione del contagio da COVID-19. Il DPCM sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile 2021 e conferma, fino al 27 marzo, il divieto già in vigore di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità.

Di seguito una sintesi delle principali novità e delle misure confermate.

ZONE BIANCHE

Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore.
Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi).
Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

SCUOLA

Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Zone arancioni e gialle – I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica:

  • nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
  • nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
  • nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

    MUSEI, TEATRI, CINEMA E IMPIANTI SPORTIVI

Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

ATTIVITÀ COMMERCIALI

In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

SERVIZI ALLA PERSONA

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

SPOSTAMENTI DA E PER L’ESTERO

Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “COVID tested”.

A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

TAVOLO DI CONFRONTO CON LE REGIONI

È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

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