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Al via a Formigine il percorso di redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG)

Al via a Formigine il percorso di redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG)Il Comune di Formigine ha avviato il percorso di redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG), il nuovo strumento di pianificazione urbanistica generale definito dalla Legge Regionale n. 24/2017. Per la predisposizione del PUG è stato costituito, lo scorso dicembre, l’Ufficio di Piano, come previsto dalla legge, composto dai consulenti esterni, lo Studio Oikos con l’Arch. Filippo Boschi  e da personale interdisciplinare interno all’Ente.

L’iter di approvazione del PUG si svolgerà nel corso del 2021; è strutturato in diverse fasi e accompagnato da un percorso partecipativo che prevede il coinvolgimento di numerosi soggetti, pubblici e privati, al fine di promuovere il dialogo con i cittadini ed i territori.

I primi mesi dell’anno sono dedicati alla definizione del “Quadro Conoscitivo Diagnostico”, per l’acquisizione e organizzazione dei dati di conoscenza sul territorio ed una lettura organica dello stato della città esistente con riferimento agli aspetti non solo urbanistici, ma anche ambientali, sociali, economici, fondamentali per delineare gli obiettivi e le strategie specifiche per il territorio e la città pubblica, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda ONU 2030, condivisi dal Comune di Formigine.

“Nei prossimi mesi – afferma il sindaco Maria Costi – faremo in modo che il percorso verso il PUG partendo dagli uffici individui strumenti di condivisione larga e partecipazione con cittadini, mondo del lavoro e delle associazioni. Abbiamo il compito di guardare oltre il breve periodo, pensare ai nostri giovani progettando la città che verrà dopo di noi e che mantenga e aumenti le sue tipicità legate alla qualità della vita: per una Formigine verde, accessibile e, accogliente. E per questo il coinvolgimento forte dei nostri concittadini è indispensabile”.

Numerose modifiche alla viabilità nei prossimi giorni a Fiorano

Numerose modifiche alla viabilità nei prossimi giorni a FioranoA causa di lavori per rinnovo della rete idrica, sono previste diverse modifiche alla viabilità a partire da lunedì 1 marzo 2021 fino al termine dei lavori. Le strade interessate saranno: via Circondariale San Francesco, via Bassa, via Gramsci, via Del Cimitero e via Santa Caterina.

In particolare è previsto:

  • il restringimento stradale in via Circondariale S. Francesco da intersezione con via Della Vittoria fino all’intersezione con via Bassa. I lavori saranno al centro della carreggiata, quindi unica corsia nel tratto Sassuolo-Maranello in ambo le direzioni, a partire dalle ore 7.30 del 1° marzo fino a fine lavori;
  • il restringimento stradale con senso unico alternato in via Bassa, da via Circondariale San Francesco a via Gramsci. Il traffico verrà regolato da movieri o da semaforo mobile, dalle ore 7.30 del 10 marzo fino a fine lavori;
  • il restringimento stradale in via Del Cimitero e in prossimità intersezione con via Gramsci. Sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata, dalle ore 7.30 del 22 marzo fino a termine dei lavori;
  • la chiusura del tratto in via Santa Caterina tra circ. S. Francesco e via Del Cimitero. Il traffico sarà deviato sia in via Del Cimitero, da via Santa Caterina per il traffico da Formigine a Fiorano, sia in via Machiavelli direzione Fiorano-Formigine. I lavori avranno luogo solo di sabato, dal 1° al 31 marzo;
  • infine il divieto di sosta con rimozione forzata in stalli sosta di Piazza/via Bachelet, di fronte a via Bassa, dalle ore 7.30 del 1° marzo fino a fine lavori.

La segnaletica stradale e i lavori ben visibili anche durante le ore serali, notturne o di poca visibilità.

 

Revisione della durata dei contratti di gestione degli impianti sportivi sassolesi

Revisione della durata dei contratti di gestione degli impianti sportivi sassolesi
Foto di WikimediaImages da Pixabay

Approvata dalla Giunta la delibera, n°23 del 23 febbraio in corso di pubblicazione all’Albo Pretorio, per le misure di sostegno al mondo dello Sport tramite la revisione della durata dei contratti di gestione degli impianti sportivi sassolesi.

 

Il settore dello sport locale, sia dilettantistico che professionistico ha subito enormi danni per effetto del lockdown imposto per il contenimento della pandemia, che si possono riassumere in:

  • mancate entrate da iscrizioni alle attività di promozione sportiva (allenamenti e gare);
  • mancate entrate da subconcessione degli spazi e palestre a terzi;
  • minori entrate da sponsorizzazioni per assenza di attività e manifestazioni sportive (e quindi di visibilità) e per le difficoltà delle stesse imprese sponsors;
  • spese solo parzialmente ridotte: infatti i soggetti che hanno strutture in gestione, oltre a sostenere uscite per la necessità di mantenere la custodia e le manutenzioni ordinarie, i costi fissi connessi alle utenze, gli oneri amministrativi (assicurazioni, consulenza fiscale, bancaria) eventuali canoni di affitto ove presenti per l’uso delle strutture, costi fissi per l’attività sportiva già sostenuti (iscrizioni, tesseramenti, tornei, visite mediche, etc), cui si aggiungono le spese sostenute per la sanificazione e la messa in sicurezza delle strutture ai sensi dei protocolli anti-covid vigenti.

Si procederà dunque alla formulazione di proroghe contrattuali, considerando gli squilibri economici, le grandezze degli impianti in gestione, di uno, due o tre anni.

“Una possibilità per i tanti gestori delle nostre palestre e dei nostri impianti sportivi che durante la pandemia ancora in atto, hanno continuato a prendersi cura degli spazi in affidamento dovendo affrontare costi fossi nonostante le quasi assenti entrate e le ulteriori spese da affrontare per rispettare i protocolli anti contagio –  prosegue l’Assessore allo Sport del Comune di Sassuolo Sharon Ruggeri – lo scopo di quest’azione è quello di consentire ai gestori di poter tornare ad un equilibrio economico nel corso del tempo in più concesso. Sostenere quanto più possibile il mondo sportivo che tesse in modo particolarmente importante la nostra città”.

 

Industria agroalimentare, nasce “Legàmi di Vite”, un importante contratto di sviluppo “green” nel comparto vitivinicolo

Industria agroalimentare, nasce “Legàmi di Vite”, un importante contratto di sviluppo “green” nel comparto vitivinicoloNasce “Legàmi di Vite”, importante contratto di sviluppo “green” nel comparto vitivinicolo che prevede interventi per oltre 115 milioni di euro di cui 81 milioni sul versante ambientale.

Il progetto, con il coordinamento di Enoteca Regionalee il supporto tecnico della società Artemis e dello Studio Salami, è stato presentato al Ministero dello Sviluppo Economico per il tramite di Invitalia.
Vi hanno aderito le più importanti realtà regionali cooperative, rappresentative di 12 mila imprese agricole socie, per un totale di 470 mila tonnellate di uva lavorata (il 61 % della produzione dell’Emilia-Romagna, dato 2019) e di 3.400.000 ettolitri di vino imbottigliato all’anno. Numeri importanti anche sotto il punto di vista occupazionale, con ben 1.232.000 giornate/lavoro agricolo e con circa 2.800 unità impiegate nelle cantine. Le aziende aderenti al progetto sono: Caviro Extra, Caviro, Agrintesa, Cantina Forlì Predappio, Cantina di Carpi e Sorbara, Terre Cevico, Le Romagnole, Medici Ermete, Cantine Riunite & Civ, Enomondo.

Obiettivo del contratto è lo sviluppo di una filiera sostenibile e circolare, anche con la messa a punto di un protocollo ambientale. Un nuovo modello virtuoso di integrazione e aggregazione per valorizzare al meglio l’immagine del vino regionale, ottenuto con il supporto dalla Regione Emilia-Romagna con gli Assessorati allo Sviluppo economico e green economy eall’Agricoltura e agroalimentare ed Art-Er.

“Questo progetto strutturato di filiera internazionale sostenibile- affermano gli assessori regionali Vincenzo Colla (Sviluppo economico) e Alessio Mammi (Agricoltura)-, testimonia una maturità d’impresa non scontata per un comparto che dà lavoro a migliaia di persone e vanta prodotti enologici di grande qualità con numeri ed export davvero significativi, oltre a una rete commerciale tra le più evolute nel Paese per l’agroalimentare. Il progetto, che la Regione sostiene e promuove, ha caratteristiche davvero innovative per il contesto nazionale: cooperative e aziende, che di norma competono, hanno avuto l’intelligenza e la lungimiranza imprenditoriale di mettersi insieme e strutturarsi per essere ancora più forti, mantenendo un fortissimo legame con il territorio, gli agricoltori e i produttori, salvaguardando la qualità dei loro prodotti e creando al contempo le condizioni per stare su un mercato sempre più globalizzato. Un progetto davvero capace di raccontare e attuare il modo di fare impresa e creare lavoro del nostro territorio, coerente con una direttrice strategica del Patto per il Lavoro e per il Clima, poiché investe sull’economia circolare in un’idea di riciclo, recupero e riuso della materia prima utilizzata, che è il grappolo d’uva”.

Il totale degli interventi sarà superiore ai 115 milioni di euro, di cui oltre 81 milioni sul versante ambientale (circa il 70% sul totale dell’investimento- spiega il presidente di Enoteca Regionale, Giordano Zinzani-. Una cifra straordinaria che dimostra l’impegno e la volontà della filiera vitivinicola dell’Emilia-Romagna di essere protagonista consapevole del futuro, non solo del settore ma, più in generale, di un’economia sempre più circolare e rispettosa dell’ambiente. Una quota importante dell’investimento servirà anche per proiettare le aziende regionali verso un’industria 4.0, digitalizzata e con un alto grado di innovazione tecnologica. Il tutto si tradurrà anche in un aumento occupazionale stimato in circa 70 nuove assunzioni”.

Gli interventi che saranno realizzati in Emilia-Romagna saranno molteplici, tra i quali la trasformazione di prodotti agricoli del settore vitivinicolo e loro sottoprodotti (circa 67.000 tonnellate/anno derivanti dai processi di vinificazione) in acido tartarico naturale e biocarburanti avanzati, efficientamento energetico nei processi produttivi, riduzioni dei gas effetto serra, riduzione dell’impatto ambientale dei processi, realizzazione e potenziamento di sistemi di depurazione delle acque reflue in uscita dagli stabilimenti (attualmente 560 mila m3/anno di reflui da attività agroalimentare ceduti in depurazione), miglioramento dei sistemi di confezionamento e di stoccaggio. Oltre ovviamente a un ampliamento della capacità produttiva.

Moria delle vongole, pronto il bando da 400 mila euro per gli indennizzi alle imprese

Moria delle vongole, pronto il bando da 400 mila euro per gli indennizzi alle impreseÈ in dirittura d’arrivo il bando regionale da 400mila euro per gli indennizzi alle imprese emiliano-romagnole della pesca per i danni economici subiti a causa dall’eccezionale fenomeno della moria delle vongole che si è verificato, lo scorso anno tra fine settembre e inizio ottobre, nelle acque del mare Adriatico davanti alle coste di Cesenatico (FC) e dei lidi di Comacchio (Fe).

L’annuncio l’ha dato l’assessore regionale alla Pesca, Alessio Mammi, che ha presieduto ieri la Consulta ittica regionale, dove sono rappresentate tutte le associazioni di categoria,  convocata in videoconferenza per fare il punto sui temi “caldi” del settore, a partire dal recente e importante aumento dei canoni demaniali minimi per le concessioni marittime deciso dal Governo, balzato in un colpo solo da 360 a 2.500 euro all’anno, che ha sollevato un’ondata di proteste sia tra le imprese di acquacoltura di piccole dimensioni, sia per la pesca sportiva con bilancioni fissi nelle aree, appunto, di demanio marittimo.

L’indennizzo straordinario per i danni della moria delle vongole, coperto da uno stanziamento ad hoc nel bilancio regionale 2021, sarà corrisposto alle imprese ittiche che hanno subito nel quarto trimestre 2020 una perdita di almeno il 20% sulla media produttiva dello stesso periodo del quinquennio precedente, con un tetto massimo di 30 mila euro ad impresa. Cifra alla quale andranno sottratti eventuali aiuti in regime de minimis incassati negli ultimi tre anni.

“Una misura concreta- ha sottolineato Mammi- per sostenere un settore composto da tante piccole imprese che hanno subito danni ingenti per lo stop imposto dall’improvviso episodio di anossia delle acque. E un impegno, quello della garanzia degli indennizzi, che avevo preso negli scorsi mesi nel corso di un incontro a Cesenatico nella sede del municipio  con il sindaco, Matteo Gozzoli, e le rappresentanze dei pescatori. Continueremo a investire nella ricerca per studiare le cause del fenomeno e trovare soluzioni che ci aiutino a gestire meglio il problema nel caso si dovesse ripresentare in futuro”.

È già invece operativo un secondo bando che stanzia 70 mila euro di fondi statali da erogare come indennizzo alle imprese professionali di pesca nelle acque interne colpite dalle restrizioni adottate per fermare il contagio da Covid-19. Le domande vanno presentate entro il 3 aprile prossimo, utilizzando il modulo scaricabile dal sito https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it

Sull’aumento dei canoni demaniali, l’assessore ha promesso il massimo impegno personale per evitare le notevoli ricadute negative alle imprese del settore: “Il provvedimento sull’aumento delle concessioni è stato sbagliato sia nel metodo, perché disposto senza tener conto delle osservazioni delle associazioni dei pescatori, sia nel merito perché è un aumento molto forte che penalizza soprattutto i piccoli produttori perché non tiene conto che nell’attività di acquacoltura lo spazio a disposizione determina anche quanto è possibile raccogliere. È mia ferma intenzione- ha aggiunto- sottoporre il prima possibile la questione al Dipartimento per la pesca del ministero delle Politiche agricole, nonché al Comitato per le politiche agricole e nell’ambito della conferenza Stato Regioni”.

Nella riunione della Consulta, oltre ad un rapido esame dei progetti europei in corso che coinvolgono la Regione Emilia-Romagna e delle prospettive di spesa del Feamp, è stata data l’informativa sulla necessità di stabilire criteri e requisiti di affidamento a un consorzio unico la gestione delle nursery delle vongole di Goro, le aree marine che costituiscono la riserva di novellame per alimentare gli impianti di acquacoltura.

(immagine d’archivio)

Non rispetta l’isolamento domiciliare: sanzionato e denunciato a Sassuolo

Non rispetta l’isolamento domiciliare: sanzionato e denunciato a SassuoloSanzionato e denunciato per aver violato gli obblighi di isolamento domiciliare come disposto dall’autorità sanitaria a seguito delle normative per il contrasto Covid-19.

Gli agenti della Polizia Locale di Sassuolo in servizio presso l’ufficio di Polizia Giudiziaria, nel corso dei quotidiani servizi volti al controllo del rispetto delle normative anti Covid, particolarmente rivolte al rispetto dell’isolamento domiciliare disposto dall’autorità sanitaria, nella giornata di ieri, mercoledì 24 febbraio, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria D.A., ventiseienne cittadino di nazionalità nordafricana, residente a Sassuolo, per aver violato l’obbligo di isolamento domiciliare discendente da un provvedimento sanitario di contrasto al Covid 19 di cui l’interessato era stato opportunamente informato dall’Autorità sanitaria.

Per il ventiseienne, inoltre, è scattata la sanzione amministrativa poiché le motivazioni sullo spostamento addotte in sede di autocertificazione, non rientravano comunque tra quelle consentite dalla normativa.

Canale Emiliano Romagnolo, irrigazione al via dal 1° marzo

Canale Emiliano Romagnolo, irrigazione al via dal 1° marzoStaff tecnico e impianti idrovori per il sollevamento delle acque pronti e oliati per iniziare le grandi manovre che dal primo del mese di marzo consentiranno al Canale Emiliano Romagnolo di portare la risorsa idrica a tutto il comprensorio Romagnolo e ad una buona fetta di Emilia centro-orientale. Ultimate le attività di manutenzione, ammodernamento delle funzionalità e incremento dei controlli di verifica dei sistemi di sicurezza delle elettropompe, l’attività di fornitura di acqua per la pratica irrigua delle migliaia di aziende agricole vocate soprattutto all’ortofrutta è dunque in fase di avvio.

Come ogni anno i flussi garantiti a questo vasto territorio regionale dal Canale Emiliano Romagnolo, grazie alle acque pompate dal fiume Po dall’impianto di Bondeno per oltre 150 km fino a Rimini, rappresentano l’“oro blu” di quest’area, un tempo arida poco produttiva. Oggi, infatti, con le ripercussioni dei cambiamenti climatici che causano lunghi periodi siccitosi alternati a precipitazioni violente ed abbondanti quanto improvvise, la Romagna soprattutto è stata riconosciuta dai monitoraggi ministeriali, alla luce delle ripetute e prolungate stagioni secche, “zona fragile” ed è per questo che mai come ora il Canale Emiliano Romagnolo mostra tutta la sua utilità e lungimiranza di chi l’ha ideata oltre 150 anni fa. Basti pensare che lo scorso anno, in periodo di emergenza Covid 19, il Canale ha sollevato e portato ai Consorzi di bonifica associati al Consorzio CER che distribuiscono al comparto agricolo la risorsa idrica oltre 332 milioni di metri cubi di acqua. Un quantitativo davvero ingente, di gran lunga il più abbondante derivato dal Grande Fiume per le produzioni di qualità alla base del nostro Made in Italy. La comparazione con il recente passato nell’ultima decade infatti, la più secca della storia dall’avvio delle rilevazioni statistiche secondo il sistema informativo nazionale per la gestione delle risorse idriche in agricoltura SIGRIAN, ci consegna nel 2020 un quantitativo record di derivazione, inferiore solo agli ultimissimi anni maggiormente caratterizzati dalla siccità come il 2017 (336 milioni di mc) e il 2012(343 milioni di mc. Oltre al maxi-impiego di risorsa idrica essenziale per il comparto agroalimentare non va tralasciata poi l’evidente funzione ambientale del canale che con il suo apporto costante permette a centinaia di ettari di aree umide (Punte Alberete, Valle della Canna, ecc.) di poter mantenere il proprio valore di habitat, la ricchezza ecologica e la biodiversità. Un ruolo fino ad oggi probabilmente non rimarcato a dovere vista la natura stessa dell’opera idraulica, ma non meno importante per ciò che rende concreto a beneficio del territorio in cui si inserisce e attraversa. Altrettanto degna di nota l’attività che grazie ai rifornimenti continui di acqua dolce di superficie si contrasta il grave problema della subsidenza del territorio, molto pericoloso specie lungo la Costa Romagnola dove viene anche affiancata al fenomeno della intrusione del cuneo salino nei territori e nelle falde sotterranee. Tornando all’irrigazione e al trasporto della risorsa per l’agricoltura, principale funzione del CER, saranno i Consorzi che potranno contare sull’apporto di risorsa idrica dal canale: Consorzio di Bonifica Burana, Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Consorzio di Bonifica Renana, Consorzio di Bonifica Romagna Occidentale e Consorzio di Bonifica della Romagna. Così come potrà beneficiarne sia Ravenna Servizi Industriali (associato al CER) per il rifornimento idrico industriale al Petrolchimico di Ravenna, sia il partner multiutility Romagna Acque, che incrementerà il quantitativo disponibile per il crescente fabbisogno potabile costiero nei mesi estivi in virtù dell’azione dei potabilizzatori Bassette e Standiana di Ravenna.

“Il riavvio della distribuzione irrigua già dal primo marzo si è anche quest’anno resa indispensabile per sostenere le necessità dei trapianti delle colture da seme (colture per ottenere seme ibrido o selezionato da semina), che vedono nella Romagna l’areale più importante d’Europa per tali pregiate produzioni – ha commentato il presidente del CER Massimiliano Pederzoli – Il riavvio si rende comunque necessario per tutte le colture e gli usi plurimi che in conseguenza del cambiamento climatico trovano nel Canale Emiliano Romagnolo l’unica preziosa certezza di acqua sul territorio”.

Ritornano a Fiorano gli appuntamenti del FabLab Junior

Ritornano a Fiorano gli appuntamenti del FabLab JuniorGià disponibili i laboratori ‘Steam Education’ del FabLab Junior, sostenuti da Fondazione Modena e il Comune di Fiorano Modenese, dedicati a bambini dai 6 ai 12 anni.

I laboratori saranno tutti a distanza e fruibili su una piattaforma online. Il link mediante cui potervi accedere sarà inviato a seguito dell’iscrizione, che rimane obbligatoria, effettuabile tramite la mail info@casacorsini.mo.it. Partecipare è del tutto gratuito. Ecco il programma di marzo:

  • Giovedì 4 dalle 17.00 alle 18.00 “Mi presento in 3D” 6-8 anni
  • Mercoledì 10 dalle 17.15 alle 18.15 Un logo è per sempre 9-12 anni
  • Giovedì 18 dalle 17.00 alle 18.00 Tour virtuali a 360° 9-12 anni
  • Mercoledì 24 dalle 17.15 alle 18.15 Tastiere di carta 6-8 anni
  • Lunedì 29 dalle 17.00 alle 18.00 Costruiamo un allarme con sensore ad infrarossi! 9-12 anni

 

Sassuolo, Simeone e Barbieri: “Disagio sociale giovanile all’apice”

Sassuolo, Simeone e Barbieri: “Disagio sociale giovanile all’apice”
Foto di Anemone123 da Pixabay

Filippo Simeone, componente della Segreteria del Partito democratico di Sassuolo, e Tommaso Barbieri, consigliere comunale della Lista civica “Sassuolo Futura”, puntano il dito contro la Giunta Menani sulle politiche giovanili. La loro nota congiunta:

“Abbiamo toccato il fondo a Sassuolo. Nel weekend scorso è accaduto un fatto grave: un gruppo di più di cinquanta ragazzi è stato coinvolto in una mega-rissa nel centro cittadino. Urla, bicchieri rotti e bottiglie lanciate per le vie del centro, alcune addirittura hanno danneggiato la vetrina di un bar, dove c’erano delle persone che giustamente si sono impaurite e sono rimaste sconvolte da quello che vedevano. Questo fatto è l’ennesima conferma che nella nostra città chi si è riempito la bocca di un solo misero slogan, cioè “Sicurezza, Sicurezza, Sicurezza”, e oggi ci dovrebbe amministrare, non ha saputo né gestire la microcriminalità (basta vedere le pagine dei giornali locali sui furti in appartamento e risse) né ha saputo indagare sul disagio sociale che vi è alla base, compreso quello giovanile. Non ci sono scusanti. Quello che è successo è da condannare senza se e senza ma. Grande guaio sarebbe, però, considerare tutti i ragazzi appartenenti alle nuove generazioni come degli annoiati che per passare il tempo improvvisano risse nelle città. I problemi esistevano prima del Covid, ma in questo periodo sono esplose le diseguaglianze economiche e sociali, che hanno portato a un inasprimento della precarietà in tutti i suoi sensi, con ricadute soprattutto sui giovani che hanno visto la loro vita sociale cambiare per quasi un anno. Lo stress psicologico collegato non è stato minimamente preso in considerazione dal Comune e quello che è successo è solo la punta dell’iceberg. Chissà quanti ragazzi e ragazze si sentono soli senza un ancoraggio, anche se non lo manifestano con atti del genere. Il disagio può sfociare purtroppo in violenza oppure può essere incanalato per costruire una società migliore. I nostri coetanei hanno migliaia di potenzialità, ma a Sassuolo non si possono esprimere e sentono l’Amministrazione lontana, tant’è che la Consulta dei giovani è stata convocata solo una volta da inizio legislatura per di più mesi fa…

Senza un percorso strutturato fenomeni quali le baby-gang saranno sempre più frequenti. Se dovessimo pensare a un’azione concreta che ha fatto questa Giunta per il mondo giovanile non sapremmo cosa rispondere, perché in due anni le priorità sono state completamente altre; priorità che però non hanno avuto seguito in risultati concreti, rimanendo quindi solo chiacchere. Il disagio cittadino non può essere nascosto con luci e scritte colorate in centro. Non è una risposta quella, ma è nascondere il problema e non affrontare la realtà. La nostra città è sempre più sola, non capita e soprattutto sta perdendo una generazione”.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 26 febbraio

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 26 febbraioSereno o poco nuvoloso salvo formazione di nebbie più probabili tra ferrarese e aree costiere, in temporaneo diradamento in giornata e in nuova formazione dopo il tramonto. Temperature stazionarie o in lieve flessione; minime comprese tra 3 e 6 gradi, massime comprese tra i 14 della costa e 18 gradi della pianura interna. Venti deboli, di direzione variabile, con leggere brezze dal mare lungo la costa. Mare quasi calmo.

(Arpae)

Calcio, Torino-Sassuolo, oggi prevista la decisione sul rinvio

Calcio, Torino-Sassuolo, oggi prevista la decisione sul rinvio
Foto di Janis Gimmel da Pixabay

E’ prevista oggi l’ufficialità da parte della Lega Serie A del rinvio del match fissato per domani sera tra Torino e Sassuolo. Un focolaio all’interno del gruppo squadra del Torino, con otto positivi alla variante inglese del virus, porterà l’Asl a decretare lo stop alla squadra granata e la Lega Serie A non potrà che recepire l’indicazione.

Come già successo nel caso di Juventus-Napoli, se l’Azienda Sanitaria Locale dovesse opporsi alla disputa della gara per motivi di tutela della salute pubblica, passerebbe in secondo piano il protocollo ufficiale della Lega Serie A, che prevede che il Torino debba avere 10 giocatori positivi in una settimana per poter chiedere il rinvio.

In caso di rinvio, il primo giorno utile per il recupero della sfida potrebbe essere mercoledì 17 marzo.

Chiesa di San Giorgio Martire: restauro e consolidamento della facciata

Chiesa di San Giorgio Martire: restauro e consolidamento della facciata

L’interesse avanzato dalla società IMMOBILTEC spa di Fiorano Modenese, a contribuire a finanziare (secondo la modalità dell’erogazione liberale ai sensi dell’ex art.100, 2°c lettera f) al restauro della facciata principale della chiesa di San Giorgio, oggi in grave degrado, ha dato avvio al progetto di cui è stato incaricato lo Studio Progettisti Associati di Sassuolo.

Da ciò è maturata una collaborazione tra la IMMOBILTEC spa di Fiorano, l’Unità Pastorale “Sassuolo 1”, l’Ufficio Diocesano Beni Culturali e Nuova Edilizia di Reggio Emilia/Guastalla, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna e il Comune di Sassuolo, promotore della risistemazione della piazza su cui affaccia la chiesa, attualmente in corso.

Brevi cenni storici per capire il problema della facciata

Elevata nel 1629 a Collegiata, la chiesa di San Giorgio Martire, già disposta liturgicamente in mezzo ad un borgo poi in parte demolito, risale in realtà al XIV° secolo, ma modificata ed ampliata nella seconda metà del ’500. Parti di questo edificio sono state individuate nel corso delle recenti indagini.

L’assetto oggi visibile è frutto, invece, dell’ampia ristrutturazione promossa a metà del sec. XVIII dal duca Francesco III d’Este e dalla Comunità di Sassuolo elevata in quegli anni a Nobilterra (1753).

Fu così che nel 1754 del progetto per l’ampliamento della chiesa venne incaricato l’architetto/scenografo ducale Pietro Bezzi, già impegnato nel Palazzo ducale e nel grande parco, ma anche nella riconfigurazione dell’attuale Piazza Garibaldi. L’affidamento e soprattutto i primi progetti suscitarono fin dall’inizio proteste per i costi preventivati e per le trasformazioni pensate. Infatti in un primo momento gli obiettivi dell’intervento erano più simili ad un ammodernamento dello spazio interno che ad un esteso rifacimento sia dell’intero corpo di facciata sia degli interni. Poi le richieste aumentarono tanto da determinare varianti su varianti. Così dopo tentennamenti e modifiche, il cantiere prende finalmente avvio, il 26 maggio 1755 cioè un anno dopo la chiusura della vecchia chiesa. Cioè 266 anni fa!

Ma a cantiere aperto e a demolizioni in corso vennero richieste altre importanti modifiche affidate però agli architetti civili Domenico Lucenti e Giovanni Battista Massari impegnati negli stessi anni nell’ampia opera di riforma edilizia ed urbana di Modena Capitale. L’opera così viene alla fine a contraddistinguersi per la nuova facciata ma soprattutto per la monumentale decorazione plastica interna affidata tra il 1759 e il 1761 al bolognese Antonio Schiassi con l’aiuto di Giuseppe Casalgrandi.

Ma i costi dei lavori sforano ogni più rosea previsione e suscitano ulteriori, accesissime, polemiche.

Nel 1762, dopo cioè ben sette anni, la chiesa viene finalmente aperta e solennemente officiata con musiche, cori ed una foltissima partecipazione di religiosi e di fedeli.

Ma la nuova facciata non è terminata come previsto dal progetto. Il denaro era finito!

Questa, eseguita in laterizio utilizzando anche pezzi speciali realizzati sulla base del progetto del Bezzi, si presentava incompleta nelle finiture e in numerose parti specie laddove era previsto l’inserimento di cornici e rilievi in pietra. L’opera di completamento fu eseguita solamente più tardi, negli anni ’80, cioè dopo 18 anni, ad opera del pittore/scenografo di corte Lodovico Bosellini e della sua equipe che stava contemporaneamente lavorando alla decorazione del Casino del Belvedere di San Michele.

Per contenerne i costi l’ornamentazione della facciata, che in origine prevista in parte in pietra lavorata a rilievo e in parte in intonaco tinteggiato a diversi colori, viene ridotta a decorazione unicamente pittorica che l’assenza di manutenzione hanno di fatto quasi scomparire tale da dare l’errata impressione, all’osservatore di oggi, che la facciata fosse fin dall’origine tutta in laterizio a vista.

Oggi di quell’assetto multicolore rimane qualche lacerto fra le paraste, il portale e le finestre laterali.

La conoscenza. Verso il progetto

La necessità di una verifica più puntuale sulle tecniche costruttive e di finitura hanno richiesto molti approfondimenti condotti da restauratrici abilitate (Stefania Prosa e Carlotta Chiari di Parma) che hanno visto l’interessamento per le indagini diagnostiche anche del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’UNIMORE, in particolare dei prof.ri Paolo Zannini e Stefano Lugli.

I risultati, di rilevante interesse, hanno comportato l’individuazione delle tecniche esecutive originarie molte delle quali assolutamente non riconoscibili dal basso.

La perdita del rivestimento e l’assenza di periodiche manutenzioni ha determinato lo sviluppo e l’estendersi di degradi di vari tipo sull’intera superficie (l’inquinamento dell’area, ad esempio, pare essere la causa della spessa patina oleosa ritrovata su estese parti del fronte), ma anche distacchi (capitelli e cornici), erosione e frammentazione delle copertine in laterizio, perdita di ampi tratti di giunti di malta, lesioni, mattoni degradati superficialmente o in profondità da stillicidi persistenti, perdita di solidarietà degli elementi decorativi, ecc..

Com’era

I prospetti erano interamente rivestiti da un sottile intonaco policromo che, con la distribuzione delle diverse colorazioni superficiali, andava a sottolineare le parti architettoniche più rilevanti. L’impasto di colore caldo e chiaro a base di malta di calce e sabbia medio fine del Secchia era steso in due strati, quello inferiore contenente frammenti di cocciopesto riconoscibili anche ad occhio nudo e quello superiore con rari residui di cottura e grumi di calce.

Il colore di base, dominante, era dunque l’ocra, ritrovato in svariate tonalità che passano dall’ocra paglierino ad un intenso color oro quasi aranciato.

Ai capitelli e basamenti delle paraste, ad imitare l’effetto della pietra, era stato assegnato un tono grigio-verde, ritrovato in svariati punti maggiormente protetti dal dilavamento delle acque meteoriche, ossia negli spessori e sottosquadri, mai sulle parti in aggetto frontale, le prime ad essere aggredite dai fattori di degrado.

I ribassi dal profilo polilobato delle specchiature delimitate lateralmente dalle paraste, erano colorati con una tonalità rosso intensa.

Il portale centrale con timpano curvilineo e volute laterali, con fughe molto sottili e regolari, era rivestito con un’iniziale stesura di colore aranciato intenso, molto levigata in superficie, del tipo sagramatura che verrà recuperata.

Elementi pittorici decorativi erano le due finte finestre laterali, le cui specchiature in ribasso erano dipinte con finti vetri e infissi e il cui davanzale era impreziosito da elementi a voluta, questi ultimi rinvenuti anche sotto il finestrone del corpo centrale, che praticamente ricalcano il disegno di Bezzi del 1797.

La superficie dei prospetti era ripartita in ordini attraverso dei finti marcapiani dipinti con linee di luce e ombra, ad imitare lo sviluppo di una cornice; sono state identificate alcune incisioni all’altezza dei capitelli sia a finta pietra che color ocra gialla, perché da essi i marcapiani dovevano dipartire.

Come sarà

L’intervento investe oltre 700 mq. di superficie e provvederà oltre al ristabilimento delle ottimali generali condizioni conservative della delicata struttura muraria al recupero dei lacerti dipinti superstiti recuperati, sempre previa pulitura, disinfezione e stuccatura delle lacune del paramento in cotto. Questi saranno poi rivestiti con una sottile stesura di malta idraulica, avente le caratteristiche composizionali simili a quelle originali ma con una tonalità più neutra messa a punto attraverso attente campionature di malte, e stesa in un sottile strato che lasci intuire il sottostante andamento del paramento murario ma soprattutto valorizzare l’attenta calibratura delle gamma dei colori caldi scelti per sottolineare i giochi architettonici dei pieni e dei vuoti.

Scheda riepilogativa

Committente: Unità Pastorale Sassuolo Centro- Parrocchia di San Giorgio Martire

Inizio Lavori: 1 marzo 2021

Durata dei lavori previsti: 180 gg salvo imprevisti

Esecuzione dei Lavori: Studio IL LEONARDO srl di Casalecchio di Reno (Bologna)

Progetto e direzione dei lavori: arch. Vincenzo Vandelli (Progettisti Associati Sassuolo)

Coordinatore per la Sicurezza: arch. Paolo Vandelli (Progettisti Associati Sassuolo)

Consulenza al progetto: restauratrice Stefania Prosa (Parma)

Consolidamento strutturale: ing. Giorgio Serafini (Modena)

Rilievi fotogrammetrici e ortofotopiani: Abacus sas di Botti Stefano&C/Studio Arco di Catellani e Schiatti

Indagine preventive archeologiche. Dott. Alberto Monti (Modena)

Indagini stratigrafiche: prof.i Stefano Lugli e Paolo Zannini -UNIMORE

 

Intervento finanziato con erogazione liberale ai sensi dell’ex articolo 100, 2° c lettera f da IMMOBILTEC spa – Fiorano (Mo)

Lavori posti sotto l’Alta sorveglianza: Diocesi di Reggio Emilia/Guastalla – Ufficio Beni Culturali e Nuova Edilizia di Culto – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e per il Paesaggio della Città Metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara

 

Torna il Giro d’Italia, nel segno di Dante Alighieri e dell’Emilia-Romagna: quattro tappe in regione

Torna il Giro d’Italia, nel segno di Dante Alighieri e dell’Emilia-Romagna: quattro tappe in regione
Foto di Jo Wiggijo da Pixabay

Quattro tappe del Giro d’Italia in Emilia-Romagna, che si conferma terra di ciclismo e di sport ospitando anche quest’anno una parte importante della più grande corsa italiana su due ruote e una delle più blasonate al mondo.

L’annuncio ufficiale oggi, con la presentazione del programma del 104^ Giro d’Italia, che si svolgerà dal 8 al 30 maggio prossimi, in 21 tappe.

La Corsa Rosa, che partirà da Torino nell’anno del 160^ Anniversario dell’Unità d’Italia, giungerà in Emilia-Romagna con la Piacenza-Sestola: partenza dal capoluogo emiliano e primo suggestivo arrivo in montagna. Proseguirà con la Modena-Cattolica, dove protagonisti diventeranno i velocisti. Poi l’entusiasmante arrivo a Bagno di Romagna (con partenza da Siena), la “Tappa Bartali”, e il via da Ravenna (con arrivo a Verona).

A Ravenna, in particolare, i temi sportivi si incrociano e valorizzano quelli culturali promossi dal territorio, con il grande omaggio a Dante Alighieri nei settecento anni dalla morte, uno dei temi centrali del Giro di quest’anno.

Un passaggio che è sottolineato in regione da due grandi mostre: la prima nella città dove il sommo poeta è sepolto (“Le Arti al tempo dell’esilio” nella Chiesa di San Romualdo) e la seconda nella vicina Forlì, dove fu ospite della famiglia Ordelaffi (“Dante. La visione dell’arte” nei Musei San Domenico), che saranno arricchite da una serie di eventi collaterali.

Ma non solo la cultura accompagna le tappe emiliano-romagnole. L’approdo della 12a tappa a Bagno di Romagna sarà l’occasione per ricordare Alfredo Martini, “padre-partigiano del ciclismo italiano” nei 100 anni della nascita. Ma anche un indelebile protagonista di questa gara storica, Gino Bartali, a cui la tappa è dedicata.

“Siamo terra di sport, come ci viene ormai riconosciuto da più parti- sottolinea il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini-, sia per la capacità ricettiva e organizzativa dimostrata nei grandi eventi realizzati finora, sia per la presenza di impianti, potenziati e ristrutturati negli ultimi anni con importanti investimenti regionali. Abbiamo deciso di puntare sullo sport per valorizzare il territorio, come volano di crescita e di sviluppo non solo dal punto di vista turistico ed economico ma anche per promuovere l’interesse per la pratica sportiva in generale, favorendo il benessere psico fisico della nostra comunità. Il ciclismo, e in particolare il Giro d’Italia, qui è di casa e ci auguriamo che le tappe sul nostro territorio possano essere particolarmente accoglienti per gli organizzatori e gli atleti, così come saranno sicure dal punto di vista della prevenzione sanitaria”.

“Il Giro d’Italia- chiude il presidente- è uno dei 40 eventi previsti al momento in Emilia-Romagna nel nostro calendario 2021, che arricchiremo. Fatto di appuntamenti nazionali e internazionali in tutte le discipline e questo è un punto d’orgoglio e anche occasione di ripartenza per l’Emilia-Romagna, in un difficile momento di crisi per la pandemia”.

Le tappe in regione

L’Emilia-Romagna entrerà nel circuito da martedì 11 maggio, con la quarta tappa, Piacenza – Sestola, di 186 Km, dove i ciclisti dovranno affrontare un dislivello di 1800m (difficoltà 3) per raggiungere il primo arrivo in salita, momento delicato per gli atleti in gara.

Mercoledì 12 maggio si svolgerà la quinta tappa del giro: Modena -Cattolica, di 171 Km, con 300 metri di dislivello (un percorso che metterà alla prova i velocisti).

Giovedì 20 maggio i ciclisti affronteranno la dodicesima tappa, Siena-Bagno di Romagna, la famosa “Tappa Bartali”, 209 km di percorso con 3 Gpm e 3.700m di dislivello (difficoltà livello 3).

Venerdì 21 maggio, la tredicesima tappa partirà da Ravenna per arrivare a Verona dopo 197 km di percorso, in gran parte in pianura, senza grandi difficoltà (livello 1).

Rete per l’infarto più forte del Covid, in Emilia-Romagna nella prima fase della pandemia nessun aumento della mortalità in ospedale e calo dei ricoveri

Rete per l’infarto più forte del Covid, in Emilia-Romagna nella prima fase della pandemia nessun aumento della mortalità in ospedale e calo dei ricoveri
Foto di Bruno – Germany da Pixabay

In Emilia-Romagna la Rete per l’assistenza all’infarto ha retto all’urto della prima fase della pandemia e i pazienti con infarto miocardico hanno continuato anche nei mesi più difficili del lockdown a ricevere le migliori cure possibili.

Uno studio promosso dalla Regione, condotto in tutte le principali strutture cardiologiche ospedaliere da Piacenza a Rimini e pubblicato oggi dalla prestigiosa rivista di medicina Lancet nella testata The Lancet Regional Health Europe 2021, ha infatti evidenziato due risultati significativi:  rispetto al triennio precedente non è aumentata la mortalità in ospedale dei pazienti infartuati e la riduzione dei ricoveri per infarto è stata decisamente molto più contenuta rispetto ad altri territori, con l’Emilia-Romagna che ha visto un calo del 20% mentre in alcuni Paesi in Europa si è arrivati anche al 50%.

Rientra invece nella media nazionale rivelata dall’Istat l’aumento della mortalità cardiaca extra-ospedaliera, che in Emilia-Romagna è stata del 17%: secondo la ricerca, la responsabilità non è da ricondurre alla riduzione delle prestazioni ospedaliere ma in altri effetti indiretti del Coronavirus, come il timore da parte dei cittadini, di fronte ai primi segnali di un possibile infarto, ad accedere in Pronto soccorso per paura di un contagio.

“Questo studio è di enorme importanza per diversi motivi- dichiara l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. In primo luogo dimostra che un ‘effetto collaterale’ molto temuto del lockdown, e cioè l’aumento della mortalità per le altre patologie acute, non si è verificato, almeno per l’infarto. Questo era, giustamente, un timore molto presente tra i professionisti della nostra Rete cardiologica, che fortunatamente non si è concretizzato. Certo- continua l’assessore- un calo degli accessi al Pronto soccorso per le emergenze cardiache si è verificato, ma grazie alla fiducia nelle nostre strutture anche in momenti critici e alla preparazione dei nostri operatori e professionisti, questo non si è tradotto in un aumento di mortalità”.

“Rappresenta un ulteriore motivo di soddisfazione- conclude Donini- che una rivista prestigiosa come Lancet l’abbia pubblicata: un riconoscimento per quei professionisti che nei momenti più bui non si sono mai risparmiati. Dobbiamo ribadire ai nostri cittadini che gli ospedali rimangono un luogo sicuro e l’unico posto dove patologie tempo-dipendenti possono ricevere le cure necessarie”.

La rete regionale per l’assistenza all’infarto

In Emilia-Romagna, la Rete regionale per l’assistenza all’infarto miocardico acuto è uno dei punti di forza del sistema sanitario regionale: avviata nel 2002, una delle prima in Italia, include nella sua organizzazione il servizio emergenza 118, i Pronto soccorso, gli ospedali spoke e gli ospedali hub con laboratorio di emodinamica. E proprio la piena operatività delle Unità coronariche e dei laboratori di emodinamica H24 del territorio regionale ha garantito adeguata assistenza e tempestivo trattamento con angioplastica coronarica ai pazienti con infarto miocardico acuto, assicurando una sopravvivenza del tutto sovrapponibile a quella degli anni precedenti a differenza di quanto avvenuto nella maggioranza delle realtà nazionali e internazionali che hanno registrato un importante incremento della mortalità ospedaliera durante la prima fase della pandemia.

The Untouchables, assolti Megale e Bonini

The Untouchables, assolti Megale e BoniniDopo 5 anni si chiude  con assoluzione il processo a carico di Giuseppe Megale, ex consigliere e capogruppo del Partito Democratico a Sassuolo, dell’imprenditore Adamo Bonini e di altri quattro imputati. Parliamo del filone politico-amministrativo dell’inchiesta The Untouchables che vedeva al centro presunte promesse di facilitazioni da parte di Megale a Bonini in cambio del sostegno elettorale in occasione delle amministrative del 2014. Per i giudici il fatto non sussiste.

Gli altri coinvolti nella vicenda, invece, sono stati assolti in seguito alla modifica della norma sull’abuso di ufficio.

Arancione rafforzato, scuole chiuse. Cgil Cisl Uil ER: subito congedi straordinari

Arancione rafforzato, scuole chiuse. Cgil Cisl Uil ER: subito congedi straordinariLa tutela della salute deve essere la priorità di tutti. Detto questo, nel momento in cui si decide di intervenire per scongiurare l’incremento dei contagi da Covid-19 in determinate aree a rischio, bisogna accompagnare le misure di lockdown con adeguati interventi, sia per quanto riguarda i ristori delle attività economiche sospese o limitate, sia per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle famiglie.

Per due settimane le attività economiche proseguiranno come da zona arancione “semplice”, ma chi starà a casa con i bambini che saranno in dad? Non tutti i genitori possono lavorare in smartworking e attualmente non sono previsti congedi straordinari per le zone arancioni. Non possiamo dimenticarci dei bambini e non possiamo mettere in difficoltà le famiglie. Il vuoto normativo deve essere immediatamente colmato, i congedi straordinari devono essere reintrodotti.

Con l’ordinanza regionale che coinvolge da domani e fino all’11 marzo quattordici comuni della nostra Regione e istituisce una zona arancione rafforzata, verrà sospesa l’attività didattica in presenza di tutte le scuole, tranne i servizi 0-3 anni e le scuole dell’infanzia. Tuttavia nessuno si fa carico di istanze e difficoltà delle famiglie, genitori e lavoratori.

Abbiamo già denunciato la mancata proroga per il 2021 dei congedi straordinari Covid nei casi di quarantena e sospensione della scuola in presenza per singole classi con casi positivi, frequenti anche in zona gialla. Ora ci troviamo di fronte ad un provvedimento, legittimato dall’andamento epidemiologico, che va a restringere ulteriormente le misure anche della zona rossa “classica”, che dispone la chiusura solo a partire dalla seconda e terza media. delle istanze e delle difficoltà dei genitori.

Sulla A1 regolarmente aperto il tratto compreso tra Fiorenzuola e Fidenza

Sulla A1 regolarmente aperto il tratto compreso tra Fiorenzuola e FidenzaSulla A1 Milano-Napoli è stata annullata la chiusura, che era prevista dalle 22:00 di venerdì 26 alle 5:00 di sabato 27 febbraio, del tratto compreso tra Fiorenzuola e Fidenza, verso Bologna. Pertanto, sarà regolarmente aperta anche l’entrata della stazione di Fiorenzuola e regolarmente transitabile anche il ramo di allacciamento con la Diramazione di Fiorenzuola D21, verso Cremona/Brescia.
Saranno, di conseguenza, aperte anche l’area di parcheggio “Chiaravalle ovest” tra Fiorenzuola e Fidenza verso Bologna e l’area di servizio “Arda ovest” tra Piacenza sud e Fiorenzuola sempre in direzione di Bologna.

Coronavirus, aggiornamento (24/2): nuovo record di tamponi oggi, oltre 42mila. I nuovi positivi sono 1.427 (3,4%). 1.331 i guariti

Coronavirus, aggiornamento (24/2): nuovo record di tamponi oggi, oltre 42mila. I nuovi positivi sono 1.427 (3,4%). 1.331 i guariti
(foto Italpress)

Sono 1.427 in più rispetto a ieri i casi di positività al Coronavirus su un totale di 42.169 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, il numero più alto da inizio pandemia. La percentuale dei nuovi positivi sui tamponi fatti da ieri è del 3,4%. Complessivamente, dall’inizio dell’epidemia in Emilia-Romagna si sono registrati 250.839 casi.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su (dal 1^ marzo prenotazioni aperte anche per quelle dagli 80 agli 84 anni).

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 347.915 dosi; sul totale, 131.569 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 648 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 375 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 665 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,8 anni.

Sui 648 asintomatici, 397 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 37 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 22 con gli screening sierologici, 12 tramite i test pre-ricovero. Per 180 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Ravenna con 240 nuovi casi, Bologna (227) e Rimini (222); poi Reggio Emilia (172) e Cesena (133); quindi Modena (94), Ferrara (82), Forlì (73), Imola (65) e le province di Parma (62) e Piacenza (57).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 23.058 tamponi molecolari, per un totale di 3.333.385. A questi si aggiungono anche 951 test sierologici e 19.111 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.331 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 203.642.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 36.771 (+63 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 34.545 (+74), il 93,9% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 33 nuovi decessi: 3 a Piacenza (una donna di 63 anni e due uomini di 73 e 82 anni); 3 nella provincia di Parma (una donna di 74 anni e due uomini di 61 e 93 anni); 1 nella provincia di Modena (un uomo di 54 anni); 16 in provincia di Bologna (dieci donne, rispettivamente di 57, 68, 73, 81, 85, 89, 91, 93, 94 e 95 anni, e sei uomini: due di 83 anni, uno di 87, due di 91 e uno di 96 anni); 3 nel ferrarese (due donne – di 86 e 93 anni – e un uomo di 89 anni);1 in provincia di Ravenna (una donna di 89 anni); 2 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 89 anni e un uomo di 57 anni); 4 nel riminese (una donna di 91 anni e tre uomini di 74, 84 e 92 anni). Nessun decesso nella provincia di Reggio Emilia e nell’imolese.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.426.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 201 (+5 rispetto a ieri), 2.025 quelli negli altri reparti Covid (-16).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 8 a Piacenza (-1), 12 a Parma (+1), 17 a Reggio Emilia (numero invariato rispetto a ieri), 45 a Modena (+1), 56 a Bologna (+1), 14 a Imola (-1), 20 a Ferrara (+1), 5 a Ravenna (+1), 2 a Forlì (invariato), 7 a Cesena (+1) e 15 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 19.752 a Piacenza (+57 rispetto a ieri, di cui 31 sintomatici), 17.227 a Parma (+62, di cui 28 sintomatici), 32.206 a Reggio Emilia (+172, di cui 85 sintomatici), 43.699 a Modena (+94, di cui 71 sintomatici), 51.032 a Bologna (+227, di cui 107 sintomatici), 8.784 casi a Imola (+65, di cui 48 sintomatici), 14.538 a Ferrara (+82, di cui 13 sintomatici), 18.915 a Ravenna (+240, di cui 139 sintomatici), 9.531 a Forlì (+73, di cui 62 sintomatici), 11.404 a Cesena (+133, di cui 86 sintomatici) e 23.751 a Rimini (+222, di cui 109 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 17 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare.

Nuova scuola primaria bilingue a Casinalbo di Formigine

Nuova scuola primaria bilingue a Casinalbo di FormigineToddlers Bilingual Primary School apre le porte ai bambini dando vita alla magia: la struttura prende vita e una nuova era didattica ha inizio.
“Da sempre l’aula e la staticità dell’arredo scolastico sono stati il luogo principale dell’istruzione; sentivamo la necessità di vedere la scuola come un insieme di spazi tutti fruibili dai bambini, offrendo loro dinamicità attraverso la didattica attiva con l’utilizzo di laboratori specifici per ogni disciplina. – dichiara la direttrice amministrativa Alessandra Niemann, che continua – “Facendo nostri i contenuti della ricerca “Quando lo spazio insegna” possiamo dire di aver realizzato qualcosa di importante per la scelta scolastica delle famiglie e per i nostri insegnanti. Una scuola che crea stimoli continui sia di insegnamento che di apprendimento, dove l’entusiasmo di adulti e bambini è palpabile ogni giorno. Un progetto importante che, sottolineiamo nuovamente, senza il sostegno e il contributo dei nostri Partners Florim e Siti B&T non sarebbe stato possibile realizzare”.

La scuola è inserita in una area verde di 6.000 mq e segue principi di ecosostenibilità: il progetto prevede una struttura completamente in legno e limita al massimo l’uso del cemento; la struttura prevede un sistema complesso di gestione delle acque piovane e pannelli fotovoltaici che classificano la scuola come un “produttore di energia” e che consentono una climatizzazione invernale a minimo consumo; inoltre, l’isolamento è estremamente efficace per il contenimento della dispersione termica ma anche per il comfort interno, vista la alta traspirabilità delle strutture.
Questa realizzazione non poteva che sorgere in una realtà come quella del territorio formiginese dove l’amministrazione pubblica si è sempre dimostrata molto attenta all’istruzione e alle famiglie della comunità e non solo.

“Con orgoglio la nostra scuola si aggiunge all’offerta formativa del territorio e apre
le porte alla comunità con tanti servizi integrativi importanti per la crescita scolastica dei bambini” – conclude la direttrice amministrativa Alessandra Niemann.
“Si tratta di un progetto all’avanguardia, sia per la modalità con la quale sono stati coinvolti i partner aziendali, sia per le innovazioni tecnologiche applicate. È dunque un progetto conforme agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, secondo i quali la sfida della sostenibilità è il fulcro dell’impegno collettivo per il presente e per il prossimo futuro. Il ringraziamento più sentito, quindi, a chi ha permesso il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo, da parte di un’Amministrazione comunale che ha sempre posto al vertice delle priorità le politiche educative e scolastiche” afferma Maria Costi, Sindaco di Formigine.
Tre sono i focus principali di questa scuola: metodologia didattica innovativa, bilinguismo, sviluppo delle competenze e crescita individuale.
La didattica diventa attiva ed è una vera e propria filosofia che presuppone che piccoli gruppi di studenti organizzino autonomamente il loro percorso di apprendimento, supportati e tutorati dall’insegnante, per raggiungere un obiettivo comune.
Storicamente gli studenti si sono sempre adattati al materiale proposto dall’insegnante. Toddlers propone l’esatto contrario, sono gli insegnanti che adeguano il materiale alle loro reali esigenze dando loro la possibilità di muoversi all’interno di laboratori attrezzati specifici per ogni materia.
“Il loro entusiasmo, la loro voglia di imparare, la loro creatività è il frutto del lavoro dei nostri insegnanti, improntati ad una didattica attiva e coinvolgente senza mai dimenticare l’individualità del bambino e l’attenzione alle loro emozioni – sottolinea la direttrice didattica dott.ssa Monica Frasca – Abbiamo scelto, inoltre, di seguire il programma ministeriale italiano con un approccio bilingue, bilanciando le ore di insegnamento in inglese e in italiano, per offrire ai bambini le stesse competenze e abilità sia nella lingua madre che nella seconda lingua. Prima l’interesse era centrato sui contenuti , sui voti e sui giudizi, Toddlers invece, si focalizza sulle abilità e le competenze raggiunte, senza tralasciare la relazione tra i pari e il rapporto alunno/insegnante”.

Questa nuova realtà scolastica lascia trasparire chiaramente che ogni bambino è unico e speciale e che la scuola ha il dovere morale di far emergere le sue attitudini per renderlo un adulto sicuro, autonomo e competente.
Il progetto di architettura e arredi è a cura di ZPZ Partners , studio con esperienza internazionale nella progettazione di ambienti per l’apprendimento. L’arch. Michele Zini, socio di ZPZ : “il progetto si basa sul dialogo tra pedagogia e architettura, cercando di applicare le Linee Guida per la Scuola del Futuro che nel 2013 scrivemmo insieme INDIRE: non più una scuola fatta di stanze e corridoi, ma un territorio dell’apprendimento, dove gli atelier e i laboratori sono i punti attrattori che organizzano uno spazio flessibile, dove i bambini si muovono tra gli ambienti. La piazza con giardino centrale è il baricentro
distributivo e il metronomo che scandisce l’uso degli spazi, tra la cucina e la zona corsi. La strategia di uso dei materiali, colori e luci mira a fornire ai bambini un ambiente polisensoriale, con una vasta gamma di finiture: lisce, ruvide, trasparenti, lucide, opache, colori filmici e native , in empatia con i processi cognitivi sinestetici dei bambini. I quattro padiglioni con tetto a due falde generano loggiati in testa, per attività all’aperto, e consentono la futura espansione verso ovest, nella scuola media; ma al centro sono un ambiente unico, traforato dalla luce naturale, dai lucernari e dal giardino interno. Gli
arredi, pensati insieme all’architettura, sono un importante strumento flessibilità e di relazione tra gli utenti e l’architettura, enzimi che consentono alle cose di accadere“.

Tra i partner che hanno reso possibile la realizzazione ci sono due importanti realtà del territorio: Florim SPA Società Benefit e SITI B&T Group.
Florim, oltre al sostegno concreto, ha dato il suo contributo al progetto architettonico dell’edificio. Curata nei minimi dettagli, la scuola è stata progettata con una grande attenzione all’impatto estetico e ai prodotti utilizzati per le finiture; gli spazi interni ed esterni verranno rivestiti con i materiali del gruppo.

“Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di supportare il progetto perché in grado di coniugare i concetti di bellezza, sostenibilità, innovazione, formazione dei giovani e il legame con il territorio” è il commento del Presidente Florim, Claudio Lucchese, che aggiunge “una buona istruzione è fondamentale non solo per un aumento delle competenze dei bambini, ma anche per lo sviluppo della personalità, dei valori e del senso civico, elementi che impattano inevitabilmente sulla comunità e sul nostro Paese. Per questo credo sia importante stimolare una crescente sensibilità e attenzione al tema della scuola anche da parte delle aziende. L’idea di fondo è di coltivare fin dai primi anni il rispetto
dell’essere umano e delle sue potenzialità, investendo oggi nella didattica innovativa e nelle strutture che preparano le risorse del futuro”.

SITI B&T Group di Formigine figura tra i partner, sostenendo le varie attività scolastiche ed
extra-scolastiche e occupandosi dell’allestimento del laboratorio scientifico.

“Le imprese svolgono una funzione decisiva non solo in ambito economico creando e distribuendo ricchezza – commenta l’Amministratore Delegato di SITI B&T Group Fabio Tarozzi – ma hanno anche un ruolo sociale di primo piano. SITI B&T Group ha da sempre promosso un legame forte col territorio, promuovendo il connubio tra scuola e impresa. Grazie a questi evoluti progetti di istruzione è possibile creare un collegamento virtuoso tra lavoro e famiglie, generando valore aggiunto per il tessuto produttivo e creando una comunità coesa e forte. Come Gruppo, riserviamo da sempre la massima attenzione a questi temi, in quanto i giovani rappresentano la risorsa più preziosa per lo sviluppo del
nostro Paese. Valori quali impegno e meritocrazia sono fondamentali nel mondo imprenditoriale così come nell’ambito della formazione. Sono gli stessi valori che consentono di creare realtà aziendali ricche di risorse umane formate e quindi in grado di reggere la sfida competitiva dei mercati internazionali. Per rimanere leader bisogna investire nella scuola, assecondare passioni e inclinazioni dei nostri figli, costruire menti aperte, in grado di conoscere e poter dialogare in più lingue”.

Nella foto, da sn a dx: Fabio Tarozzi, Presidente e Amm. delegato Siti B&T Group SpA; Simona Sarracino, Assessore per Formigine Città dei Bambini; Alessandra Niemann, Direttrice amministrativa Toddlers; Claudio Lucchese, Presidente Florim; Monica Frasca, Direttrice didattica Toddlers; Michele Zini, Studio ZPZ Partners; Maria Giulia Cantoni, Responsabile Servizi Integrati Toddlers; Maria Costi, Sindaco di Formigine; Matteo Borsari, Direttore Comunicazione Florim.

Pari opportunità, un piano di “azioni positive”

Pari opportunità, un piano di “azioni positive”Un piano di azioni positive per la piena realizzazione delle pari opportunità tra uomini e donne all’interno dell’amministrazione comunale. Lo ha approvato nelle settimane scorse la giunta comunale, formalizzando così le indicazioni previste all’interno del documento che per il triennio 2021-2023 prevede una serie di azioni pensate innanzitutto per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni di genere.

Con una attenzione al tema della famiglia e della conciliazione tra vita e lavoro, ad esempio con azioni mirate alle procedure di “buon rientro” dopo la maternità e attraverso l’implementazione dello smart working e della flessibilità oraria. Strumenti che possono avere un ruolo importante in particolare per le dipendenti donne, tradizionalmente più impegnate sul fronte della cura della famiglia.
Il piano, la cui attuazione verrà monitorata periodicamente, si inserisce nel solco delle normative nazionali per favorire l’occupazione femminile e realizzare l’uguaglianza sostanziale di genere sui luoghi di lavoro: misure “positive” per rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione delle pari opportunità.
Una presenza, quella delle donne, che all’interno della macchina comunale maranellese è rilevante: dal punto di vista del personale, il 70% dei dipendenti del Comune di Maranello sono donne: 71 su un totale di 101. E tutte al femminile sono le posizioni apicali (dirigenti). Anche nell’organo di governo del Comune, la giunta, quattro assessori su cinque sono donne.

“Il tema della conciliazione tra vita e lavoro è oggi sempre più centrale e merita la nostra attenzione”, sottolinea il sindaco Luigi Zironi. “Le azioni previste da questo piano ai aggiungono a quanto come amministrazione comunale stiamo mettendo in campo per rafforzare l’equilibrio tra tempi di lavoro e vita privata”.
“Il piano delle azioni positive”, spiega Mariaelena Mililli, assessore con delega alle pari opportunità, “è uno strumento per alzare il livello del benessere lavorativo. Serve un approfondimento per ampliare e rendere vivo qualcosa che appare essere solo un atto normativo. E’ un’occasione che abbiamo intenzione di sfruttare per introdurre obiettivi più inclusivi e sfidanti per la nostra amministrazione”.
Tra le azioni positive previste dal Piano, come detto, particolare attenzione è rivolta al tema della salute e della maternità, alla conciliazione dei tempo di vita e lavoro anche attraverso lo sviluppo dello smartworking e della flessibilità oraria, oltre che alla formazione continua e all’aggiornamento del personale.
Più in generale, il piano è orientato a garantire pari opportunità nell’accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nella vita lavorativa, nella formazione professionale e nei casi di mobilità, alla promozione del benessere organizzativo con una migliore organizzazione che favorisca l’equilibrio tra tempi di lavoro e vita privata, al contrasto di qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica, promuovendo all’interno dell’amministrazione la cultura di genere e il rispetto del principio di non discriminazione.
Particolare attenzione viene rivolta all’adozione di misure che garantiscano effettive pari opportunità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale e tengano conto anche della posizione delle lavoratrici e dei lavoratori in seno alla famiglia, per garantire un giusto equilibrio tra le responsabilità familiari e quelle professionali.

 

“Pediatria di Kimbondo”: vendita benefica di aceto balsamico a favore di bambini congolesi

“Pediatria di Kimbondo”: vendita benefica di aceto balsamico a favore di bambini congolesiSabato 27 e domenica 28 febbraio, dalle ore 9 alle ore 13, presso “Piazza Falcone e Borsellino” di Spezzano di Fiorano, sarà possibile acquistare aceto balsamico a scopo benefico. L’ente organizzatore “Hub for Kimbondo” destinerà infatti il ricavato della vendita al progetto di malnutrizione per i bambini della Pediatria di Kimbondo (Repubblica Democratica del Congo).

Per l’occasione, si avranno due testimonial d’eccezione: il sindaco fioranese Francesco Tosi e il vicesindaco Morena Silingardi.

Se si sarà impossibilitati a recarsi nella piazza spezzanese, è consentita la prenotazione (e acquisto) dell’aceto telefonicamente, al numero 335 7189049 (referente: Maurizio Molteni).

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