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martedì, 28 Luglio 2026
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Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 27 febbraio

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 27 febbraioAl mattino cielo irregolarmente nuvoloso per il transito di nubi medio-alte ma con assenza di precipitazioni. Sul ferrarese e localmente sul settore costiero presenza di banchi di nebbia o foschie dense in rapido sollevamento. Nel corso del pomeriggio locali addensamenti cumuliformi lungo i rilievi appenninici in rapido dissolvimento sereno o poco nuvoloso altrove. Temperature minime comprese tra 3 e 6 °C nei centri urbani; valori inferiori in zone di aperta campagna della pianura centro-occidentale. Massime in flessione comprese tra i 13 °C della costa e i 16 °C dell’interno. Venti inizialmente deboli di direzione variabile, tendenti a divenire deboli-moderati prevalentemente da est con locali rinforzi sul mare al largo e lungo i rilievi appenninici di crinale. Mare inizialmente poco mosso tendente a divenire molto mosso.

(Arpae)

Una serie di sfortunati eventi sull’obbligo della mascherina a scuola, ci scrive una lettrice

Una serie di sfortunati eventi sull’obbligo della mascherina a scuola, ci scrive una lettrice
Foto di Juraj Varga da Pixabay

Sul fatto che l’obbligo della mascherina a scuola sia un provvedimento scomodo e faticoso da applicare non ci piove.

Ma quando diventa fonte di malessere per lo studente e rende incompatibile la didattica in presenza dovrebbe esserci un modo ragionevole per sfruttare la DAD, che peraltro è operativa tutti i giorni per il 50% della classe che a turno segue a distanza.

Sono la mamma, amareggiata, di una studentessa del Liceo sassolese che si trova a dover affrontare disarmata questa problematica.

Già ad ottobre la ragazza in classe presenta serie difficoltà a tenere la mascherina per cinque ore, lamenta pesanti giramenti di testa e fatica a respirare, spesso esce dall’aula per “prendere fiato” e recuperare la concentrazione, e il seguire le lezioni diventa un impegno molto oneroso.

Dopo poco tempo l’introduzione del lockdown “risolve” temporaneamente il problema e, come si suol dire, diamo un calcio alla palla.

A gennaio le scuole riaprono e, nonostante le presenze dimezzate e il distanziamento, l’obbligo di mascherina ovviamente permane; la studentessa riprova a frequentare in presenza, ma i disturbi si ripresentano identici.

Ci rivolgiamo allora al medico di base che afferma di non poter certificare “uno stato di malessere riferito” e, da questo, trarre la conseguente richiesta di attivazione della didattica a distanza “in toto”.

È necessario che i disturbi siano sostenuti da una solida diagnosi e prescrive una consulenza presso lo specialista pneumologo: nonostante la ragazza sia in perfetto stato di salute e non manifesti difficoltà alcuna a respirare anche durante l’attività sportiva, va valutata la sua non capacità di adattamento all’utilizzo della mascherina.

Così sia.

Inoltro per mail la richiesta all’istituto, ma la segreteria scolastica, facendo riferimento alla normativa vigente, sostiene che l’attivazione della DAD è prevista esclusivamente per i casi di positività Covid, la quarantena, patologie certificate o stati di immunodepressione.

Insisto scrivendo direttamente alla dirigente scolastica, allegando tutta la scarna documentazione medica in mio possesso e sottolineando il fatto che di questa situazione ne sta facendo pesantemente le spese la studentessa, che si trova per tre giorni alla settimana a casa impossibilitata a seguire le lezioni a distanza, a fare verifiche e a sostenere interrogazioni.

La risposta è sempre e inesorabilmente la stessa: serve un certificato firmato da un medico.

A nulla valgono le mie insistenze, (intanto i giorni passano!!!) la scuola se ne lava le mani preferendo ottemperare alla norma burocratica piuttosto che assumersi la responsabilità di autorizzare senza oneri aggiuntivi una DAD già esistente che favorirebbe oltremodo la studentessa e le consentirebbe di non collezionare inutili assenze.

Andremo a fare questa visita pneumologica, ma se, come prevedibile, non si dovesse riscontrare alcuna condizione patologica che sostenga la tesi della richiesta di DAD sarò di nuovo a capo col problema, a questo punto irrisolvibile.

Non sono dettagli, non sono sciocchezze, non esigenze accessorie.

E se anche ci fossero cause psicosomatiche o motivazioni ansiose, il problema esiste e la scuola dovrebbe farsene carico, interrompendo questo odioso circolo vizioso di scarico di responsabilità, perché il suo ruolo è quello di garantire il diritto allo studio.

Non vengono dati il giusto peso e credito alla voce della studentessa, che in questo modo ha la netta percezione di una scuola disinteressata, ignava e lontana dalle sue necessità.

Da genitore provo l’amara esperienza dell’inefficacia dei miei interventi, sia sul fronte scolastico che medico e mi rassegno, orgogliosa, a tutelare il benessere psicofisico di mia figlia come posso, sostenendola nelle assenze, creando occasioni di scambio con i suoi compagni di classe, aiutandola nel recupero di argomenti persi avendo in definitiva come unico obiettivo finale il suo benessere.

Non mi sento in colpa per questo  atteggiamento e continuerò a lottare contro questi mulini a vento di inspiegabile immobilismo decisionale e pigro rifiuto di assunzioni di responsabilità, tipici ahimè di quest’ultima versione della nostra società, tutta intenta circa le procedure e nel frattempo distratta sul risultato finale.

Ai posteri la sentenza, davvero ardua.

D.E.

Il Sindaco: “Piazza Martiri pronta per fine marzo”

Il Sindaco: “Piazza Martiri pronta per fine marzo”Il 31 marzo. Questo il termine entro il quale il Sindaco Gian Francesco Menani ha fatto sapere di aspettarsi ultimati i lavori in piazza Martiri Partigiani. Lo ha detto a margine della presentazione dei lavori di restauro della facciata del Duomo di San Giorgio, spiegando come il Covid abbia comportato un ritardo di ‘sei, sette mesi’ e aggiungendo come, a tutt’oggi, ‘le normative anti-contagio impediscano alle squadre di lavorare a pieno organico’. Nonostante questo, ha detto ancora il Sindaco, la linea del traguardo sarebbe fissata tra poco più di un mese.

Piazza Martiri: da Sassuolo Futura una petizione per pedonalizzarla

Piazza Martiri: da Sassuolo Futura una petizione per pedonalizzarla

Una petizione per pedonalizzare, una volta conclusi i lavori di restyling, piazza Martiri Partigiani. L’ha lanciata nei giorni scorsi, attraverso la piattaforma change.org, la lista civica Sassuolo Futura. ‘Vogliamo una piazza pedonale, con attività, verde e aree per la collettività. Se sei d’accordo con noi, firma la petizione e aiutaci a farla conoscere. Se siamo in tanti, ci devono ascoltare! Facciamoci sentire’, si legge sulla pagina facebook della lista. Le adesioni, fin qua, sono poco più di 300.

Anatre in piscina a Spezzano: la Lega annuncia un’interrogazione

Anatre in piscina a Spezzano: la Lega annuncia un’interrogazione

Non aprì la scorsa estate, la piscina di Spazzano, e un post sui social che mostra diverse anatre sguazzare dentro le vasche della struttura spezzanese fa discutere. La natura che si riprende i suoi spazi o l’incuria che lascia alla natura quegli spazi stessi? A margine del post qualche commento divertito, altri meno, perché in gioco, dicono in tanti, ‘ci sono le manutenzioni di un bene pubblico abbandonato a se stesso’. E sulla manutenzione della struttura il capogruppo della Lega Graziano Bastai ha già annunciato un’interrogazione in consiglio. «Occorre provvedere a manutenzioni ordinarie per evitare di ricorrere a operazioni straordinarie troppo onerose: la piscina e la sua situazione – ha detto Bastai – non sono le uniche trascurate dall’Amministrazione».

Banche, è Agnese Chinelli la nuova segretaria della Fisac Cgil Emilia-Romagna

Banche, è Agnese Chinelli la nuova segretaria della Fisac Cgil Emilia-RomagnaAgnese Chinelli è stata eletta oggi all’unanimità dall’Assemblea generale nuova segretaria generale  della Fisac Cgil Emilia-Romagna. Chinelli sostituisce Gianni Luccarini a cui sono andati i ringraziamenti di tutta l’Assemblea, del segretario nazionale Fisac Nino Baseotto e del segretario della CGIL regionale Luigi Giove, che hanno partecipato ai lavori.

Chinelli è nata a Ferrara, dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e ha cominciato l’attività sindacale in Carife, una delle quattro banche oggetto di risoluzione nel 2015.

È componente del Direttivo nazionale Fisac Cgil e ha ricoperto il ruolo di segretaria organizzativa della Fisac Cgil dell’Emilia-Romagna dal 2017.

“Sono onorata di rappresentare la Fisac e la Cgil, in un momento così difficile ma allo stesso tempo determinante per le scelte che ci si presentano a livello nazionale e globale – ha commentato Chinelli -. Le lavoratrici e i lavoratori del settore delle banche, delle assicurazioni e riscossioni, hanno ricoperto un ruolo di primo piano durante la pandemia, garantendo l’erogazione di servizi pubblici essenziali e supportando il governo negli aiuti alle famiglie, ai cittadini e alle imprese. Il sistema bancario e finanziario può e deve rivestire un ruolo sociale, rapportandosi agli interessi pubblici e alle pubbliche istituzioni, partecipando così al rilancio economico del Paese, in un ottica complessiva di sostenibilità ambientale e di uguaglianza che la pandemia ha dimostrato non essere più rinviabile”.

‘Fattoria del Parco’ Maranello: presto i lavori per realizzare sei alloggi in social-housing

‘Fattoria del Parco’ Maranello: presto i lavori per realizzare sei alloggi in social-housingIl progetto esecutivo è stato approvato nei giorni scorsi dalla giunta maranellese e in primavera i lavori, una volta affidati, potranno partire, rigenerando l’intero fabbricato – compreso il vecchio fienile – per trasformarlo in un innovativo ‘condominio sociale’ immerso nel verde.

L’operazione coinvolge l’edificio noto come ‘Fattoria del Parco’ – di proprietà comunale da quando l’Opera Pia Stradi lo ha donato all’amministrazione – che attualmente in via Cappella, a Gorzano, ospita un agriturismo e una fattoria didattica. Il progetto prevede una riqualificazione energetica ed antisismica dell’immobile finalizzata alla realizzazione di alloggi in co-housing per persone fragili: anziane, con disabilità, ma anche padri separati o donne in difficoltà reduci da vicende personali particolarmente complicate.

Il modello di social housing punterà quindi ad accompagnare gli ospiti, passo dopo passo, verso una maggiore autonomia, condividendo il momento dei pasti e tante altre attività votate alla socializzazione.

In precedenza, pochi mesi fa, tramite gara era stata affidata mediante concessione la realizzazione dei lavori e la gestione della struttura alla cooperativa Gulliver, ora titolare dei lavori. L’intervento, che prevede per l’affidatario una spesa complessiva di 820mila euro, verrà cofinanziato dalla Regione per 574mila euro (circa il 60% del totale), grazie ad un bando dedicato alla rigenerazione urbana al quale aveva partecipato il Comune di Maranello. I lavori dureranno circa 18 mesi e il collaudo dovrà tenersi entro il luglio del 2023.

“Sarà dunque un’occasione per recuperare uno stabile in gran parte sottoutilizzato – spiega il sindaco Luigi Zironi – affinché la collettività possa usufruire delle sue potenzialità. L’intenzione è quella di costruire assieme ai futuri ospiti della struttura un percorso che li aiuti a superare alcune difficoltà attraverso la socialità e la condivisione della quotidianità con altre persone, cercando di raggiungere una maggiore indipendenza che consenta loro di ripartire”.

“Siamo molto soddisfatti dell’operazione, perché andrà a valorizzare un edificio che fa parte del nostro patrimonio e porterà alla realizzazione di sei alloggi – precisa Chiara Ferrari, assessore ai Lavori pubblici e al Patrimonio -: quattro al primo piano dell’edificio e altri due al piano soppalcato, ognuno idoneo per una persona e attrezzato per le categorie più fragili. In quest’ottica verrà sistemato anche il vano scale e sarà installato un ascensore, approvato dalla Sovrintendenza che ha rilasciato il proprio parere positivo sul progetto, trattandosi di uno stabile vincolato”.

Per gli ospiti verranno anche attrezzati diversi spazi comuni, comprese una lavanderia e una cucina, mentre al piano terra l’agriturismo potrà proseguire con la propria attività di ristorazione nella sala attuale. Altri lavori sono previsti per la riqualificazione dell’area esterna: a riguardo è stato presentato un progetto preliminare da 13mila euro, che vedrà una ditta specializzata sistemare un’ampia fascia di verde attorno all’edificio.

Più nel dettaglio, verranno piantumate circa duecento nuove alberature di diverse specie, nei pressi dell’orto e del frutteto già presenti sul retro dell’immobile, e verrà installata una nuova serra da giardino, utilizzabile anche per le attività della fattoria didattica dedicate alle scuole. Le piante offriranno zone d’ombra per la stagione più calda, creando un ‘corridoio verde’ che potrà servire anche per la nidificazione degli uccelli. Nelle vicinanze scorre  anche il sentiero naturalistico ‘Fabrizio De Andrè’, molto frequentato dagli amanti delle passeggiate, ed è situato un laghetto: il percorso verrà sistemato, ripulito e affidato alla manutenzione costante dei gestori della struttura, e presso il laghetto verrà collocata una nuova recinzione.

La ‘Notte dei Racconti’ per i bambini dei nidi di Fiorano

La ‘Notte dei Racconti’ per i bambini dei nidi di FioranoVenerdì 26 febbraio, dalle ore 20.30, le bambine e i bambini dei nidi d’infanzia di Fiorano Modenese parteciperanno, insieme alle loro famiglie e alle educatrici, all’iniziativa ‘La Notte dei Racconti’, che ogni anno invita l’Italia, l’Europa, il Mondo, a riscoprire il valore e la magia del racconto, in un moltiplicarsi di voci che come stelle accenderanno la notte di storie bellissime, avventurose e ricche di emozioni.

Un’edizione completamente online dedicata a tutti i bambini che vogliono ascoltare. Quest’anno il tema sarà: “Con gli occhi delle storie”

Maggiori informazioni sull’evento: https://www.reggionarra.it/notte-dei-racconti/notte-dei-racconti-2021/

Coronavirus, l’aggiornamento (25/2): su quasi 41mila tamponi effettuati, 2.092 nuovi positivi in regione (5,1%). 33 decessi

Coronavirus, l’aggiornamento (25/2): su quasi 41mila tamponi effettuati, 2.092 nuovi positivi in regione (5,1%). 33 decessiDall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 252.915 casi di positività, 2.092 in più rispetto a ieri, su un totale di 40.804 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,1%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su (dal 1^ marzo prenotazioni aperte anche per quelle dagli 80 agli 84 anni).

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 357.235 dosi; sul totale, 132.607 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 861 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 654 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 779 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42 anni.

Sui 861 asintomatici, 442 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 107 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 27 con gli screening sierologici, 19 tramite i test pre-ricovero. Per 266 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 386 nuovi casi e Modena con 379; poi Rimini (289) e Reggio Emilia (247), quindi Ravenna (196), Parma (164) e Ferrara (139). Seguono Cesena (94), Forlì (72), Imola (69) e Piacenza (55).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 21.823 tamponi molecolari, per un totale di 3.355.208. A questi si aggiungono anche 1.205 test sierologici e 18.981 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.121 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 204.763.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 37.693 (+936 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 35.432 (+898), il 94% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 33 nuovi decessi:1 a Piacenza (una donna di 96 anni); 2 nella provincia di Parma (due uomini di 79 e 80 anni); 7 nella provincia di Modena (quattro donne, rispettivamente di 82, 85, 89, 91 anni e tre uomini di 76, 80 e 82 anni); 9 in provincia di Bologna (cinque donne, rispettivamente di 70, 72, 90, 91 e 95 anni, quest’ultima residente a Imola, e quattro uomini: uno di 83 anni, uno di 84 anni e due di 92 anni); 3 nel ferrarese (una donna di 89 anni e due uomini di 75 e 80 anni); 6 in provincia di Reggio Emilia(quattro donne di 52, 70, 91 e 93 anni e due uomini di 83 anni); 2 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 101 anni e un uomo di 89); 2 nel riminese (due uomini di 85 e 91 anni). Nessun decesso nella provincia di Ravenna. Infine, si segnala il decesso di una donna di 95 anni diagnosticata dall’Ausl di Bologna ma residente in provincia di Roma.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.459.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 203 (+3 rispetto a ieri), 2.058 quelli negli altri reparti Covid (+35).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 9 a Piacenza (+1), 12 a Parma (numero invariato rispetto a ieri), 17 a Reggio Emilia (invariato), 44 a Modena (-1), 51 a Bologna (-4), 16 a Imola (+2), 23 a Ferrara (+3), 6 a Ravenna (+1), 3 a Forlì (+1), 6 a Cesena (-1) e 16 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:19.807 a Piacenza (+55 rispetto a ieri, di cui 37 sintomatici), 17.391 a Parma (+164, di cui 95 sintomatici), 32.453 a Reggio Emilia (+247, di cui 154 sintomatici), 44.078 a Modena (+379, di cui 231 sintomatici), 51.404 a Bologna (+386, di cui 258 sintomatici), 8.853 casi a Imola (+69, di cui 40 sintomatici), 14.677 a Ferrara (+139, di cui 33 sintomatici), 19.111 a Ravenna (+196, di cui 117 sintomatici), 9.603 a Forlì (+72, di cui 58 sintomatici), 11.498 a Cesena (+94, di cui 48 sintomatici) e 24.040 a Rimini (+289, di cui 158 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 14 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare.

Il Tè delle 5: tutti gli appuntamenti di marzo

Il Tè delle 5: tutti gli appuntamenti di marzo“Il Tè delle 5 è un pomeriggio da vivere insieme per conoscere autori e chiacchierare con loro davanti ad una buona tazza di tè e qualche tisana”. Così descrive il format di conversazione letteraria on line Tina De Falco, ideatrice del progetto che porta avanti da molto tempo.

Le prossime settimane Il Tè delle 5 sarà particolarmente attivo. Di seguito le date e le descrizioni degli incontri, che potranno essere seguiti in diretta streaming sulla relativa pagina Facebook (e anche dalla pagina del Comune di Fiorano Modenese).

Domenica 28 febbraio, ore 17: “Baci dalla Cina: storie di vita e lavoro “vissuti” da due italiani all’estero”.

Non c’è un modo migliore per raccontare gli italiani all’estero, se non attraverso la loro voce. Conosciamo più da vicino Antonio Pugliese, originario di Pomigliano d’Arco e manager presso la PepsiCo – Distretto di Huangpu Shanghai, Cina e la fioranese Martina Mazzoni, studentessa di lingua cinese nella città di Chengdu che hanno deciso di andare a vivere, lavorare e studiare nel paese dei “Mandarini”.

 

Giovedì 4 marzo, ore 20.30: “Due chiacchiere con il giornalista Leo Turrini”.

Incontriamo Leo Turrini, uno dei più importanti giornalisti sportivi italiani.  Nel suo lavoro di giornalista e scrittore ha raccontato per i quotidiani del gruppo Poligrafici vittorie e sconfitte della Ferrari e Formula 1 e dei più grandi eventi dello sport, calcio, ciclismo e pallavolo. Ha scritto, inoltre, le biografie di Enzo Ferrari, Gino Bartali, Michael Schumacher e Lucio Battisti. Nel 1993 ha vinto il premio letterario Dino Ferrari mentre nel 2014 ha vinto, insieme a Cesare Prandelli, il Premio Beppe Viola, intitolato al grande giornalista meneghino.

 

Domenica 7 marzo, ore 16 – Giornata internazionale della donna: “L’obiettivo sono io”.

Due chiacchiere sull’essere donna nel mondo del lavoro nell’era del Covid-19. In studio: Morena Silingardi, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Fiorano Modenese; Isabella Massamba, botanica e Francesca Nunzi, attrice teatrale e cinematografica.

 

Domenica 7 marzo, ore 17.15: “Viaggiare nel mondo, da nord a sud”

Milena Casalini, sociologa e Tour Leader – Coordinatrice Avventure nel Mondo e Vicepresidente Angolo Avventura di Reggio Emilia, ci accompagnerà alla scoperta di luoghi, incontri, paesi ed esperienze di viaggio da provare almeno una volta nella vita. Casalini gestisce eventi ed associazioni culturali a favore della cultura del viaggio, la conoscenza di territori, dei popoli e delle realtà sociali del mondo. L’attività è essenzialmente ludica con videoproiezioni realizzate da viaggiatori e l’invito di ospiti che possono diffondere informazioni sulle attività intraprese.

 

Giovedì 11 marzo, ore 20.30: “Dietro le quinte di un teatro”

Un incontro emozionante con due grandi professionisti del Teatro Italiano. Al Tè delle 5 incontriamo Maurizio Fabretti, Light Designer teatrale, da molti anni collaboratore di Massimo Ranieri, e Marinella Muratore, prima donna macchinista di scena, e ora attrezzista, presso il Teatro Massimo di Palermo, uno dei più importanti teatri in Europa. L’incontro sarà occasione anche per parlare della situazione dei professionisti del dietro le quinte, detti anche “maestranze tecniche”, da molti mesi sconfortati dalle nuove chiusure decise a seguito delle restrizioni per il Covid-19. Scenografi, macchinisti, fonici, elettricisti, attrezzisti, sarte e truccatrici teatrali, figure fondamentali nella produzione e messa in scena di uno spettacolo e spesso depositari di un alto artigianato legato allo spettacolo dal vivo.

 

Domenica 14 marzo – ore 17: “Il giornalista Luigi Giuliani racconta… La storia del Distretto Ceramico di Sassuolo”

Al Tè delle 5 Un lungo racconto alla scoperta dei segreti del Distretto Ceramico di Sassuolo, la patria delle piastrelle, e dei suoi protagonisti, con gli aneddoti e le storie avvincenti del grande giornalista Luigi Giuliani. Maestro del giornalismo locale, in 40 anni di attività giornalistica ha dato un contributo importante alla conoscenza e alla promozione dei Comuni del Distretto Ceramico, raccontando gli eventi più importanti del suo tempo nei settori dell’economia, politica e cultura. Per trent’anni giornalista responsabile della pagina di Sassuolo de “Il Resto del Carlino” oggi si dedica alla scrittura e all’organizzazione di eventi. È autore e curatore della collana di libri “Mi ritorna in mente”, memorie del territorio comunale di Fiorano Modenese e conduttore di “Andam a vegg”, serate di storie, tradizioni e musica locale organizzate da Associazione Fiera San Rocco, Leongatto e Amministrazione Comunale al Teatro Astoria.

 

Domenica 21 marzo ore 21: “Il Top Gun fioranese: Clemente Ingenito”

Clemente Ingenito è attualmente primo ufficiale del gruppo Alitalia. Al Tè delle 5 ci racconterà la sua passione per l’aeronautica, i suoi inizi nella prestigiosa U.S. Navy e le sue tappe professionali: dall’esperienza presso il famoso squadrone delle pecore nere, durante la prima guerra del Golfo è assegnato al famoso squadrone delle pecore nere fino alla partecipazione, dal 1993 al 1999, a diverse campagne militari, tra cui la Somalia, l’Albania e il Kosovo, in forze alla Portaerei Garibaldi.  Ingenito ha terminato la carriera militare col grado di Tenente di Vascello e con più di duecento appontaggi effettuati su diverse portaerei. Oggi è pilota di Airbus A-320 con il grado di primo ufficiale del Gruppo Alitalia. Effettua voli nazionali e internazionali di medio raggio. Ha trasportato il Santo Padre Giovanni Paolo II per il viaggio in Azerbaigian e Bulgari e fa parte dei piloti selezionati per i voli speciali.

 

 

Calcio: Torino-Sassuolo rinviata al 17 marzo

Calcio: Torino-Sassuolo rinviata al 17 marzoE’ ufficiale: Torino-Sassuolo, gara in programma venerdì 26 febbraio alle 20.45 allo Stadio Olimpico Grande Torino (5ª giornata di ritorno di Serie A), alla luce del focolaio Covid tra i giocatori del Torino è stata rinviata. La Lega Nazionale Professionisti Serie A ha annunciato ufficialmente che, su segnalazione della Asl di Torino, ha disposto il rinvio del match tra i granata e il Sassuolo a mercoledì 17 marzo 2021, con inizio alle ore 15.

I risultati finali del 10° censimento FAI “I luoghi del Cuore”

Era il 6 maggio 2020 quando, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, il FAI – Fondo Ambiente Italiano dava il via con grande passione civile alla decima edizione de “I Luoghi del Cuore”, promossa in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’invito rivolto agli italiani, potente e di notevole impatto emotivo, era quello di esprimere l’amore per il proprio Paese in un momento di così grande difficoltà, votando i luoghi a loro più cari, quelli di cui avevano sentito fortemente la mancanza nei giorni passati giocoforza chiusi in casa e a cui avrebbero voluto assicurare, grazie a questo censimento, tutela e valorizzazione.

E la risposta a questa esortazione è stata davvero eccezionale: i voti raccolti fino al 15 dicembre, giorno di chiusura dell’iniziativa, sono stati 2.353.932, il miglior risultato di sempre, con oltre 39.500 luoghi segnalati in 6.504 Comuni d’Italia (l’82,3% del totale).

Tra i primi 100 classificati, quattro luoghi sono in Emilia Romagna: Villa Levi, Reggio Emilia – 36° posto in classifica nazionale; il Giardino degli Angeli, Castel San Pietro Terme (BO) – 47° posto in classifica nazionale;  Rocca Pallavicino Casali, Monticelli d’Ongina (PC) – 98° posto in classifica nazionale e la Chiesa del Carmine, Medicina (BO) – 100° posto in classifica nazionale. Appena sotto quota 100 (al 139° posto) troviamo Portovecchio – Zona Militare, Mirandola (MO) seguito da altri quattro luoghi in provincia di Bologna.

I risultati finali del 10° censimento FAI “I luoghi del Cuore”Villa Levi, Reggio Emilia
Nata attorno alla prima metà del 1600 ma significativamente rimaneggiata tra il 1790 e il 1810 su commissione dei Besenzi, i primi proprietari. Fu l’architetto Domenico Marchelli (1785-1839) a occuparsi della ristrutturazione, introducendo il timpano che sopravanza leggermente l’edificio; è riferibile allo stesso anche la sistemazione del vasto giardino all’italiana e la realizzazione dei due edifici di servizio. Negli anni ’30 del 1800 è l’architetto Luigi Poletti (1792-1869) ad aggiungere la cupola sorretta da un colonnato circolare gigante e a lavorare al “nuovo” prospetto sud, con la creazione di un pronao colonnato e di scalinata monumentale. La villa oggi ha un’impronta che rimanda alle influenze palladiane. Passò alla famiglia Levi nel 1874; all’inizio del ‘900 sono riferibili le decorazioni interne in stile liberty. Nel 1971 divenne proprietà dell’Università di Bologna, che la destinò a sede del corso di Scienze della Produzione Animale. Dal 2011 l’Università ha chiuso i corsi della sede di villa Levi, mettendo in vendita la proprietà. L’associazione Coviolo ha promosso la raccolta voti per fermare la condizione di degrado in cui si trova la villa. Un primo spiraglio di luce sembra già essere apparso: il Comune ha infatti iniziato a trattarne l’acquisto anche a seguito della mobilitazione registrata per il censimento “I Luoghi del Cuore”.

Giardino degli Angeli, Castel San Pietro Terme (BO)
Il Giardino degli Angeli a Castel San Pietro Terme è un parco urbano ricco di fiori e piante, realizzato in memoria di Sara, scomparsa nel 2006 all’età di 14 anni. È nato per essere un luogo di pace e tranquillità, un’oasi di bellezza e serenità per distaccarsi dallo scorrere quotidiano del tempo. Le varie ambientazioni, con aiuole, specchi d’acqua, alberi e composizioni di sassi, rappresentano una sintesi della vita di Sara. Nel giardino, dal nome emblematico, si trovano tulipani, ibiscus, iris, ma anche salici, platani, frassini e un laghetto di ninfee. Curato da un’associazione di volontari e sede di eventi grazie al sostegno del Comune e di numerosi sponsor, il giardino è accessibile liberamente e gratuitamente. Il comitato “Gli Amici del Giardino degli Angeli” ha partecipato al censimento del FAI per farlo scoprire da sempre più persone.

Rocca Pallavicino Casali, Monticelli d’Ongina (PC)

La Rocca Pallavicino Casali, imponente edificio di difesa edificato su una preesistente struttura del XIII secolo, venne fatta realizzare per volontà di Rolando Magnifico Pallavicino, signore di Monticelli, agli inizi del XV secolo. È stata definita “una delle più imponenti opere difensive di pianura esistenti nel piacentino” ed è da sempre riconosciuta come simbolo della comunità monticellese. Attualmente versa in uno stato di degrado e presenta importanti problemi di staticità che non ne rendono possibile la piena fruibilità. Il comitato “Salviamo la Rocca Pallavicino Casali”, composto da volontari del FAI locale, attraverso la partecipazione al censimento “I Luoghi del Cuore”, ha avviato una campagna di valorizzazione del proprio territorio partendo dalla promozione del grande valore identitario della Rocca.

Chiesa del Carmine, Medicina (BO)
I padri Carmelitani iniziarono la costruzione della nuova chiesa nel 1696 su progetto dell’architetto Giuseppe Antonio Torri (1655-1713). L’edificio, con pianta a croce latina, si impone per la maestosa elevazione. All’interno si trovano stucchi, statue e pregevoli quadri del Settecento bolognese. La sagrestia è un gioiello per la ricchezza dei quadri e degli arredi. Adibita al culto fino agli anni Venti, una volta sconsacrata fu prima deposito militare dell’esercito italiano poi occupata dai tedeschi. Dal dopoguerra ai primi anni Cinquanta la Curia l’affittò alla Cooperativa falegnami di Medicina. Oggi il bene è di proprietà della Parrocchia, ma utilizzato da Comune e Pro loco per organizzare mostre, concerti ed eventi. Danneggiata dagli eventi sismici del 2012, è ora in corso una prima fase di recupero della sagrestia. Molti sono gli interventi ancora necessari e il comitato “Per il Carmine di Medicina” che ne ha promosso la raccolta voti al censimento auspica che si possa proseguire questo percorso di recupero del bene.

Portovecchio – Zona Militare, Mirandola (MO)
Il palazzo ha ospitato il fulcro del Comando Militare del V Centro Allevamento Quadrupedi dal 1883 al 1954, in continuità con la secolare tradizione locale dell’allevamento di cavalli di razza allo stato semibrado. È situato all’interno di una vasta area di 1.500 ettari che nei secoli precedenti appartenne alla famiglia Pico della Mirandola, poi al Ducato estense e infine allo Stato italiano. La foresteria, il magazzino dei cereali, le tettoie e gli edifici di servizio sono straordinari manufatti edilizi unici nel loro genere e rappresentano la memoria storica del luogo che merita di essere conosciuta e preservata. Il sisma del 2012 e la seguente tromba d’aria del 2013 hanno creato ingenti danni alle strutture già in stato precario. Attualmente il sito è inaccessibile al pubblico. Il Comitato “Salviamo Portovecchio” è formato da numerose associazioni locali e dai cittadini che desiderano evitare che il Palazzo di Portovecchio e gli edifici di maggiore pregio presenti nell’area vadano persi per sempre.

Al via a Formigine il percorso di redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG)

Al via a Formigine il percorso di redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG)Il Comune di Formigine ha avviato il percorso di redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG), il nuovo strumento di pianificazione urbanistica generale definito dalla Legge Regionale n. 24/2017. Per la predisposizione del PUG è stato costituito, lo scorso dicembre, l’Ufficio di Piano, come previsto dalla legge, composto dai consulenti esterni, lo Studio Oikos con l’Arch. Filippo Boschi  e da personale interdisciplinare interno all’Ente.

L’iter di approvazione del PUG si svolgerà nel corso del 2021; è strutturato in diverse fasi e accompagnato da un percorso partecipativo che prevede il coinvolgimento di numerosi soggetti, pubblici e privati, al fine di promuovere il dialogo con i cittadini ed i territori.

I primi mesi dell’anno sono dedicati alla definizione del “Quadro Conoscitivo Diagnostico”, per l’acquisizione e organizzazione dei dati di conoscenza sul territorio ed una lettura organica dello stato della città esistente con riferimento agli aspetti non solo urbanistici, ma anche ambientali, sociali, economici, fondamentali per delineare gli obiettivi e le strategie specifiche per il territorio e la città pubblica, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda ONU 2030, condivisi dal Comune di Formigine.

“Nei prossimi mesi – afferma il sindaco Maria Costi – faremo in modo che il percorso verso il PUG partendo dagli uffici individui strumenti di condivisione larga e partecipazione con cittadini, mondo del lavoro e delle associazioni. Abbiamo il compito di guardare oltre il breve periodo, pensare ai nostri giovani progettando la città che verrà dopo di noi e che mantenga e aumenti le sue tipicità legate alla qualità della vita: per una Formigine verde, accessibile e, accogliente. E per questo il coinvolgimento forte dei nostri concittadini è indispensabile”.

Numerose modifiche alla viabilità nei prossimi giorni a Fiorano

Numerose modifiche alla viabilità nei prossimi giorni a FioranoA causa di lavori per rinnovo della rete idrica, sono previste diverse modifiche alla viabilità a partire da lunedì 1 marzo 2021 fino al termine dei lavori. Le strade interessate saranno: via Circondariale San Francesco, via Bassa, via Gramsci, via Del Cimitero e via Santa Caterina.

In particolare è previsto:

  • il restringimento stradale in via Circondariale S. Francesco da intersezione con via Della Vittoria fino all’intersezione con via Bassa. I lavori saranno al centro della carreggiata, quindi unica corsia nel tratto Sassuolo-Maranello in ambo le direzioni, a partire dalle ore 7.30 del 1° marzo fino a fine lavori;
  • il restringimento stradale con senso unico alternato in via Bassa, da via Circondariale San Francesco a via Gramsci. Il traffico verrà regolato da movieri o da semaforo mobile, dalle ore 7.30 del 10 marzo fino a fine lavori;
  • il restringimento stradale in via Del Cimitero e in prossimità intersezione con via Gramsci. Sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata, dalle ore 7.30 del 22 marzo fino a termine dei lavori;
  • la chiusura del tratto in via Santa Caterina tra circ. S. Francesco e via Del Cimitero. Il traffico sarà deviato sia in via Del Cimitero, da via Santa Caterina per il traffico da Formigine a Fiorano, sia in via Machiavelli direzione Fiorano-Formigine. I lavori avranno luogo solo di sabato, dal 1° al 31 marzo;
  • infine il divieto di sosta con rimozione forzata in stalli sosta di Piazza/via Bachelet, di fronte a via Bassa, dalle ore 7.30 del 1° marzo fino a fine lavori.

La segnaletica stradale e i lavori ben visibili anche durante le ore serali, notturne o di poca visibilità.

 

Revisione della durata dei contratti di gestione degli impianti sportivi sassolesi

Revisione della durata dei contratti di gestione degli impianti sportivi sassolesi
Foto di WikimediaImages da Pixabay

Approvata dalla Giunta la delibera, n°23 del 23 febbraio in corso di pubblicazione all’Albo Pretorio, per le misure di sostegno al mondo dello Sport tramite la revisione della durata dei contratti di gestione degli impianti sportivi sassolesi.

 

Il settore dello sport locale, sia dilettantistico che professionistico ha subito enormi danni per effetto del lockdown imposto per il contenimento della pandemia, che si possono riassumere in:

  • mancate entrate da iscrizioni alle attività di promozione sportiva (allenamenti e gare);
  • mancate entrate da subconcessione degli spazi e palestre a terzi;
  • minori entrate da sponsorizzazioni per assenza di attività e manifestazioni sportive (e quindi di visibilità) e per le difficoltà delle stesse imprese sponsors;
  • spese solo parzialmente ridotte: infatti i soggetti che hanno strutture in gestione, oltre a sostenere uscite per la necessità di mantenere la custodia e le manutenzioni ordinarie, i costi fissi connessi alle utenze, gli oneri amministrativi (assicurazioni, consulenza fiscale, bancaria) eventuali canoni di affitto ove presenti per l’uso delle strutture, costi fissi per l’attività sportiva già sostenuti (iscrizioni, tesseramenti, tornei, visite mediche, etc), cui si aggiungono le spese sostenute per la sanificazione e la messa in sicurezza delle strutture ai sensi dei protocolli anti-covid vigenti.

Si procederà dunque alla formulazione di proroghe contrattuali, considerando gli squilibri economici, le grandezze degli impianti in gestione, di uno, due o tre anni.

“Una possibilità per i tanti gestori delle nostre palestre e dei nostri impianti sportivi che durante la pandemia ancora in atto, hanno continuato a prendersi cura degli spazi in affidamento dovendo affrontare costi fossi nonostante le quasi assenti entrate e le ulteriori spese da affrontare per rispettare i protocolli anti contagio –  prosegue l’Assessore allo Sport del Comune di Sassuolo Sharon Ruggeri – lo scopo di quest’azione è quello di consentire ai gestori di poter tornare ad un equilibrio economico nel corso del tempo in più concesso. Sostenere quanto più possibile il mondo sportivo che tesse in modo particolarmente importante la nostra città”.

 

Industria agroalimentare, nasce “Legàmi di Vite”, un importante contratto di sviluppo “green” nel comparto vitivinicolo

Industria agroalimentare, nasce “Legàmi di Vite”, un importante contratto di sviluppo “green” nel comparto vitivinicoloNasce “Legàmi di Vite”, importante contratto di sviluppo “green” nel comparto vitivinicolo che prevede interventi per oltre 115 milioni di euro di cui 81 milioni sul versante ambientale.

Il progetto, con il coordinamento di Enoteca Regionalee il supporto tecnico della società Artemis e dello Studio Salami, è stato presentato al Ministero dello Sviluppo Economico per il tramite di Invitalia.
Vi hanno aderito le più importanti realtà regionali cooperative, rappresentative di 12 mila imprese agricole socie, per un totale di 470 mila tonnellate di uva lavorata (il 61 % della produzione dell’Emilia-Romagna, dato 2019) e di 3.400.000 ettolitri di vino imbottigliato all’anno. Numeri importanti anche sotto il punto di vista occupazionale, con ben 1.232.000 giornate/lavoro agricolo e con circa 2.800 unità impiegate nelle cantine. Le aziende aderenti al progetto sono: Caviro Extra, Caviro, Agrintesa, Cantina Forlì Predappio, Cantina di Carpi e Sorbara, Terre Cevico, Le Romagnole, Medici Ermete, Cantine Riunite & Civ, Enomondo.

Obiettivo del contratto è lo sviluppo di una filiera sostenibile e circolare, anche con la messa a punto di un protocollo ambientale. Un nuovo modello virtuoso di integrazione e aggregazione per valorizzare al meglio l’immagine del vino regionale, ottenuto con il supporto dalla Regione Emilia-Romagna con gli Assessorati allo Sviluppo economico e green economy eall’Agricoltura e agroalimentare ed Art-Er.

“Questo progetto strutturato di filiera internazionale sostenibile- affermano gli assessori regionali Vincenzo Colla (Sviluppo economico) e Alessio Mammi (Agricoltura)-, testimonia una maturità d’impresa non scontata per un comparto che dà lavoro a migliaia di persone e vanta prodotti enologici di grande qualità con numeri ed export davvero significativi, oltre a una rete commerciale tra le più evolute nel Paese per l’agroalimentare. Il progetto, che la Regione sostiene e promuove, ha caratteristiche davvero innovative per il contesto nazionale: cooperative e aziende, che di norma competono, hanno avuto l’intelligenza e la lungimiranza imprenditoriale di mettersi insieme e strutturarsi per essere ancora più forti, mantenendo un fortissimo legame con il territorio, gli agricoltori e i produttori, salvaguardando la qualità dei loro prodotti e creando al contempo le condizioni per stare su un mercato sempre più globalizzato. Un progetto davvero capace di raccontare e attuare il modo di fare impresa e creare lavoro del nostro territorio, coerente con una direttrice strategica del Patto per il Lavoro e per il Clima, poiché investe sull’economia circolare in un’idea di riciclo, recupero e riuso della materia prima utilizzata, che è il grappolo d’uva”.

Il totale degli interventi sarà superiore ai 115 milioni di euro, di cui oltre 81 milioni sul versante ambientale (circa il 70% sul totale dell’investimento- spiega il presidente di Enoteca Regionale, Giordano Zinzani-. Una cifra straordinaria che dimostra l’impegno e la volontà della filiera vitivinicola dell’Emilia-Romagna di essere protagonista consapevole del futuro, non solo del settore ma, più in generale, di un’economia sempre più circolare e rispettosa dell’ambiente. Una quota importante dell’investimento servirà anche per proiettare le aziende regionali verso un’industria 4.0, digitalizzata e con un alto grado di innovazione tecnologica. Il tutto si tradurrà anche in un aumento occupazionale stimato in circa 70 nuove assunzioni”.

Gli interventi che saranno realizzati in Emilia-Romagna saranno molteplici, tra i quali la trasformazione di prodotti agricoli del settore vitivinicolo e loro sottoprodotti (circa 67.000 tonnellate/anno derivanti dai processi di vinificazione) in acido tartarico naturale e biocarburanti avanzati, efficientamento energetico nei processi produttivi, riduzioni dei gas effetto serra, riduzione dell’impatto ambientale dei processi, realizzazione e potenziamento di sistemi di depurazione delle acque reflue in uscita dagli stabilimenti (attualmente 560 mila m3/anno di reflui da attività agroalimentare ceduti in depurazione), miglioramento dei sistemi di confezionamento e di stoccaggio. Oltre ovviamente a un ampliamento della capacità produttiva.

Moria delle vongole, pronto il bando da 400 mila euro per gli indennizzi alle imprese

Moria delle vongole, pronto il bando da 400 mila euro per gli indennizzi alle impreseÈ in dirittura d’arrivo il bando regionale da 400mila euro per gli indennizzi alle imprese emiliano-romagnole della pesca per i danni economici subiti a causa dall’eccezionale fenomeno della moria delle vongole che si è verificato, lo scorso anno tra fine settembre e inizio ottobre, nelle acque del mare Adriatico davanti alle coste di Cesenatico (FC) e dei lidi di Comacchio (Fe).

L’annuncio l’ha dato l’assessore regionale alla Pesca, Alessio Mammi, che ha presieduto ieri la Consulta ittica regionale, dove sono rappresentate tutte le associazioni di categoria,  convocata in videoconferenza per fare il punto sui temi “caldi” del settore, a partire dal recente e importante aumento dei canoni demaniali minimi per le concessioni marittime deciso dal Governo, balzato in un colpo solo da 360 a 2.500 euro all’anno, che ha sollevato un’ondata di proteste sia tra le imprese di acquacoltura di piccole dimensioni, sia per la pesca sportiva con bilancioni fissi nelle aree, appunto, di demanio marittimo.

L’indennizzo straordinario per i danni della moria delle vongole, coperto da uno stanziamento ad hoc nel bilancio regionale 2021, sarà corrisposto alle imprese ittiche che hanno subito nel quarto trimestre 2020 una perdita di almeno il 20% sulla media produttiva dello stesso periodo del quinquennio precedente, con un tetto massimo di 30 mila euro ad impresa. Cifra alla quale andranno sottratti eventuali aiuti in regime de minimis incassati negli ultimi tre anni.

“Una misura concreta- ha sottolineato Mammi- per sostenere un settore composto da tante piccole imprese che hanno subito danni ingenti per lo stop imposto dall’improvviso episodio di anossia delle acque. E un impegno, quello della garanzia degli indennizzi, che avevo preso negli scorsi mesi nel corso di un incontro a Cesenatico nella sede del municipio  con il sindaco, Matteo Gozzoli, e le rappresentanze dei pescatori. Continueremo a investire nella ricerca per studiare le cause del fenomeno e trovare soluzioni che ci aiutino a gestire meglio il problema nel caso si dovesse ripresentare in futuro”.

È già invece operativo un secondo bando che stanzia 70 mila euro di fondi statali da erogare come indennizzo alle imprese professionali di pesca nelle acque interne colpite dalle restrizioni adottate per fermare il contagio da Covid-19. Le domande vanno presentate entro il 3 aprile prossimo, utilizzando il modulo scaricabile dal sito https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it

Sull’aumento dei canoni demaniali, l’assessore ha promesso il massimo impegno personale per evitare le notevoli ricadute negative alle imprese del settore: “Il provvedimento sull’aumento delle concessioni è stato sbagliato sia nel metodo, perché disposto senza tener conto delle osservazioni delle associazioni dei pescatori, sia nel merito perché è un aumento molto forte che penalizza soprattutto i piccoli produttori perché non tiene conto che nell’attività di acquacoltura lo spazio a disposizione determina anche quanto è possibile raccogliere. È mia ferma intenzione- ha aggiunto- sottoporre il prima possibile la questione al Dipartimento per la pesca del ministero delle Politiche agricole, nonché al Comitato per le politiche agricole e nell’ambito della conferenza Stato Regioni”.

Nella riunione della Consulta, oltre ad un rapido esame dei progetti europei in corso che coinvolgono la Regione Emilia-Romagna e delle prospettive di spesa del Feamp, è stata data l’informativa sulla necessità di stabilire criteri e requisiti di affidamento a un consorzio unico la gestione delle nursery delle vongole di Goro, le aree marine che costituiscono la riserva di novellame per alimentare gli impianti di acquacoltura.

(immagine d’archivio)

Non rispetta l’isolamento domiciliare: sanzionato e denunciato a Sassuolo

Non rispetta l’isolamento domiciliare: sanzionato e denunciato a SassuoloSanzionato e denunciato per aver violato gli obblighi di isolamento domiciliare come disposto dall’autorità sanitaria a seguito delle normative per il contrasto Covid-19.

Gli agenti della Polizia Locale di Sassuolo in servizio presso l’ufficio di Polizia Giudiziaria, nel corso dei quotidiani servizi volti al controllo del rispetto delle normative anti Covid, particolarmente rivolte al rispetto dell’isolamento domiciliare disposto dall’autorità sanitaria, nella giornata di ieri, mercoledì 24 febbraio, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria D.A., ventiseienne cittadino di nazionalità nordafricana, residente a Sassuolo, per aver violato l’obbligo di isolamento domiciliare discendente da un provvedimento sanitario di contrasto al Covid 19 di cui l’interessato era stato opportunamente informato dall’Autorità sanitaria.

Per il ventiseienne, inoltre, è scattata la sanzione amministrativa poiché le motivazioni sullo spostamento addotte in sede di autocertificazione, non rientravano comunque tra quelle consentite dalla normativa.

Canale Emiliano Romagnolo, irrigazione al via dal 1° marzo

Canale Emiliano Romagnolo, irrigazione al via dal 1° marzoStaff tecnico e impianti idrovori per il sollevamento delle acque pronti e oliati per iniziare le grandi manovre che dal primo del mese di marzo consentiranno al Canale Emiliano Romagnolo di portare la risorsa idrica a tutto il comprensorio Romagnolo e ad una buona fetta di Emilia centro-orientale. Ultimate le attività di manutenzione, ammodernamento delle funzionalità e incremento dei controlli di verifica dei sistemi di sicurezza delle elettropompe, l’attività di fornitura di acqua per la pratica irrigua delle migliaia di aziende agricole vocate soprattutto all’ortofrutta è dunque in fase di avvio.

Come ogni anno i flussi garantiti a questo vasto territorio regionale dal Canale Emiliano Romagnolo, grazie alle acque pompate dal fiume Po dall’impianto di Bondeno per oltre 150 km fino a Rimini, rappresentano l’“oro blu” di quest’area, un tempo arida poco produttiva. Oggi, infatti, con le ripercussioni dei cambiamenti climatici che causano lunghi periodi siccitosi alternati a precipitazioni violente ed abbondanti quanto improvvise, la Romagna soprattutto è stata riconosciuta dai monitoraggi ministeriali, alla luce delle ripetute e prolungate stagioni secche, “zona fragile” ed è per questo che mai come ora il Canale Emiliano Romagnolo mostra tutta la sua utilità e lungimiranza di chi l’ha ideata oltre 150 anni fa. Basti pensare che lo scorso anno, in periodo di emergenza Covid 19, il Canale ha sollevato e portato ai Consorzi di bonifica associati al Consorzio CER che distribuiscono al comparto agricolo la risorsa idrica oltre 332 milioni di metri cubi di acqua. Un quantitativo davvero ingente, di gran lunga il più abbondante derivato dal Grande Fiume per le produzioni di qualità alla base del nostro Made in Italy. La comparazione con il recente passato nell’ultima decade infatti, la più secca della storia dall’avvio delle rilevazioni statistiche secondo il sistema informativo nazionale per la gestione delle risorse idriche in agricoltura SIGRIAN, ci consegna nel 2020 un quantitativo record di derivazione, inferiore solo agli ultimissimi anni maggiormente caratterizzati dalla siccità come il 2017 (336 milioni di mc) e il 2012(343 milioni di mc. Oltre al maxi-impiego di risorsa idrica essenziale per il comparto agroalimentare non va tralasciata poi l’evidente funzione ambientale del canale che con il suo apporto costante permette a centinaia di ettari di aree umide (Punte Alberete, Valle della Canna, ecc.) di poter mantenere il proprio valore di habitat, la ricchezza ecologica e la biodiversità. Un ruolo fino ad oggi probabilmente non rimarcato a dovere vista la natura stessa dell’opera idraulica, ma non meno importante per ciò che rende concreto a beneficio del territorio in cui si inserisce e attraversa. Altrettanto degna di nota l’attività che grazie ai rifornimenti continui di acqua dolce di superficie si contrasta il grave problema della subsidenza del territorio, molto pericoloso specie lungo la Costa Romagnola dove viene anche affiancata al fenomeno della intrusione del cuneo salino nei territori e nelle falde sotterranee. Tornando all’irrigazione e al trasporto della risorsa per l’agricoltura, principale funzione del CER, saranno i Consorzi che potranno contare sull’apporto di risorsa idrica dal canale: Consorzio di Bonifica Burana, Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Consorzio di Bonifica Renana, Consorzio di Bonifica Romagna Occidentale e Consorzio di Bonifica della Romagna. Così come potrà beneficiarne sia Ravenna Servizi Industriali (associato al CER) per il rifornimento idrico industriale al Petrolchimico di Ravenna, sia il partner multiutility Romagna Acque, che incrementerà il quantitativo disponibile per il crescente fabbisogno potabile costiero nei mesi estivi in virtù dell’azione dei potabilizzatori Bassette e Standiana di Ravenna.

“Il riavvio della distribuzione irrigua già dal primo marzo si è anche quest’anno resa indispensabile per sostenere le necessità dei trapianti delle colture da seme (colture per ottenere seme ibrido o selezionato da semina), che vedono nella Romagna l’areale più importante d’Europa per tali pregiate produzioni – ha commentato il presidente del CER Massimiliano Pederzoli – Il riavvio si rende comunque necessario per tutte le colture e gli usi plurimi che in conseguenza del cambiamento climatico trovano nel Canale Emiliano Romagnolo l’unica preziosa certezza di acqua sul territorio”.

Ritornano a Fiorano gli appuntamenti del FabLab Junior

Ritornano a Fiorano gli appuntamenti del FabLab JuniorGià disponibili i laboratori ‘Steam Education’ del FabLab Junior, sostenuti da Fondazione Modena e il Comune di Fiorano Modenese, dedicati a bambini dai 6 ai 12 anni.

I laboratori saranno tutti a distanza e fruibili su una piattaforma online. Il link mediante cui potervi accedere sarà inviato a seguito dell’iscrizione, che rimane obbligatoria, effettuabile tramite la mail info@casacorsini.mo.it. Partecipare è del tutto gratuito. Ecco il programma di marzo:

  • Giovedì 4 dalle 17.00 alle 18.00 “Mi presento in 3D” 6-8 anni
  • Mercoledì 10 dalle 17.15 alle 18.15 Un logo è per sempre 9-12 anni
  • Giovedì 18 dalle 17.00 alle 18.00 Tour virtuali a 360° 9-12 anni
  • Mercoledì 24 dalle 17.15 alle 18.15 Tastiere di carta 6-8 anni
  • Lunedì 29 dalle 17.00 alle 18.00 Costruiamo un allarme con sensore ad infrarossi! 9-12 anni

 

Sassuolo, Simeone e Barbieri: “Disagio sociale giovanile all’apice”

Sassuolo, Simeone e Barbieri: “Disagio sociale giovanile all’apice”
Foto di Anemone123 da Pixabay

Filippo Simeone, componente della Segreteria del Partito democratico di Sassuolo, e Tommaso Barbieri, consigliere comunale della Lista civica “Sassuolo Futura”, puntano il dito contro la Giunta Menani sulle politiche giovanili. La loro nota congiunta:

“Abbiamo toccato il fondo a Sassuolo. Nel weekend scorso è accaduto un fatto grave: un gruppo di più di cinquanta ragazzi è stato coinvolto in una mega-rissa nel centro cittadino. Urla, bicchieri rotti e bottiglie lanciate per le vie del centro, alcune addirittura hanno danneggiato la vetrina di un bar, dove c’erano delle persone che giustamente si sono impaurite e sono rimaste sconvolte da quello che vedevano. Questo fatto è l’ennesima conferma che nella nostra città chi si è riempito la bocca di un solo misero slogan, cioè “Sicurezza, Sicurezza, Sicurezza”, e oggi ci dovrebbe amministrare, non ha saputo né gestire la microcriminalità (basta vedere le pagine dei giornali locali sui furti in appartamento e risse) né ha saputo indagare sul disagio sociale che vi è alla base, compreso quello giovanile. Non ci sono scusanti. Quello che è successo è da condannare senza se e senza ma. Grande guaio sarebbe, però, considerare tutti i ragazzi appartenenti alle nuove generazioni come degli annoiati che per passare il tempo improvvisano risse nelle città. I problemi esistevano prima del Covid, ma in questo periodo sono esplose le diseguaglianze economiche e sociali, che hanno portato a un inasprimento della precarietà in tutti i suoi sensi, con ricadute soprattutto sui giovani che hanno visto la loro vita sociale cambiare per quasi un anno. Lo stress psicologico collegato non è stato minimamente preso in considerazione dal Comune e quello che è successo è solo la punta dell’iceberg. Chissà quanti ragazzi e ragazze si sentono soli senza un ancoraggio, anche se non lo manifestano con atti del genere. Il disagio può sfociare purtroppo in violenza oppure può essere incanalato per costruire una società migliore. I nostri coetanei hanno migliaia di potenzialità, ma a Sassuolo non si possono esprimere e sentono l’Amministrazione lontana, tant’è che la Consulta dei giovani è stata convocata solo una volta da inizio legislatura per di più mesi fa…

Senza un percorso strutturato fenomeni quali le baby-gang saranno sempre più frequenti. Se dovessimo pensare a un’azione concreta che ha fatto questa Giunta per il mondo giovanile non sapremmo cosa rispondere, perché in due anni le priorità sono state completamente altre; priorità che però non hanno avuto seguito in risultati concreti, rimanendo quindi solo chiacchere. Il disagio cittadino non può essere nascosto con luci e scritte colorate in centro. Non è una risposta quella, ma è nascondere il problema e non affrontare la realtà. La nostra città è sempre più sola, non capita e soprattutto sta perdendo una generazione”.

 

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