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Plastica nell’Adriatico: le tartarughe marine sentinelle e vittime dell’inquinamento

Plastica nell’Adriatico: le tartarughe marine sentinelle e vittime dell’inquinamento
Ospedale delle Tartarughe Fondazione Cetacea – Foto di Carlo Marinacci

Le tartarughe marine sono al tempo stesso testimoni e vittime dell’alto livello di inquinamento da plastica che affligge il mar Adriatico. Un gruppo di studiosi dell’Università di Bologna ha analizzato 45 esemplari ricoverati all’Ospedale delle Tartarughe della Fondazione Cetacea di Riccione, trovando in tutti i casi detriti plastici nelle loro feci. I risultati delle analisi – pubblicati oggi sulla rivista Frontiers of Marine Science – non solo confermano il ruolo delle tartarughe come sentinelle dell’inquinamento marino, ma mostrano anche come la presenza di plastica nel loro intestino può alterarne il microbiota, provocando pericolose conseguenze per la salute di questi animali già oggi fortemente minacciati.

“Gli esiti di questo studio sono una dimostrazione della pervasività dell’inquinamento da plastiche nell’ecosistema di un mare estremamente sfruttato come l’Adriatico”, spiega Elena Biagi, ricercatrice al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna e prima autrice dello studio. “I detriti plastici originati da questi rifiuti entrano nella catena alimentare e possono essere ritrovati ad alte concentrazioni nelle feci di predatori apicali, come le tartarughe marine, con conseguenze negative per la loro salute, dovute anche a variazioni indotte nel loro microbiota intestinale”.

 

TARTARUGHE SENTINELLE

Si stima che ogni anno più di 10 milioni di tonnellate di plastica finiscano negli oceani, tanto che i materiali plastici costituiscono oggi più dell’80% del totale delle sostanze inquinanti nei mari di tutto il mondo. Tra mammiferi marini, uccelli e tartarughe di mare, sono circa 260 le specie animali che rischiano la vita a causa di questi rifiuti: ingerendoli o restando intrappolate. Inoltre, con il tempo la plastica si spezza in piccoli frammenti e filamenti (microplastiche) che possono venire ingeriti da pesci e molluschi, e risalire così la catena alimentare dei predatori, fino ad arrivare all’uomo.

In questo contesto, le tartarughe marine (Caretta caretta) sono importanti specie sentinelle del livello di inquinamento dei mari, perché la loro salute è strettamente correlata alla salute generale dell’ecosistema in cui vivono. I rifiuti plastici, in particolare, sono una pericolosa minaccia: le tartarughe li possono infatti ingerire sia direttamente, scambiandoli per prede, o in modo accidentale durante il movimento, o anche indirettamente, nutrendosi di piccoli animali già contaminati da microplastiche.

Per studiare nel modo più fedele possibile la condizione di questi animali nel loro ambiente naturale, i ricercatori hanno così analizzato i campioni fecali di 45 esemplari ricoverati nel Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe Marine (CRTM) gestito dalla Fondazione Cetacea a Riccione, in provincia di Rimini. Trovando in tutti i casi studiati tracce di detriti plastici: un dato che mostra il preoccupante livello di inquinamento dell’alto Adriatico, dovuto alle attività di pesca e di acquacoltura, sommate a quelle turistiche.

“I nostri risultati mostrano che le feci di tutte le 45 le tartarughe considerate nello studio contenevano detriti plastici, indipendentemente dal periodo di permanenza all’interno del centro di recupero”, dice la professoressa Silvia Franzellitti, del Laboratorio di Fisiologia animale e ambientale dell’Università di Bologna, tra le autrici dello studio. “Sebbene i dati ottenuti siano difficili da confrontare con la letteratura disponibile, poiché la maggior parte dei dati pubblicati in passato sono stati ricavati da necroscopie su animali morti, la nostra ricerca ci suggerisce che il livello di contaminazione plastica nelle feci delle tartarughe marine osservate sia piuttosto elevato, sia in termini di frequenza degli individui che hanno ingerito plastica che in termini di concentrazione di detriti nelle feci”.

 

PLASTICA E MICROBIOTA

Questi dati non riguardano però solo il livello di inquinamento marino, ma coinvolgono anche direttamente lo stato di salute delle tartarughe. Una volta ingeriti, i detriti plastici si accumulano infatti nell’ultimo tratto del loro intestino, dove possono restare anche per alcune settimane prima di essere espulsi. Qui i residui plastici possono danneggiare l’epitelio intestinale, oltre che favorire l’assorbimento di composti chimici tossici contenuti al loro interno. Inoltre, possono interagire con il microbiota intestinale degli animali, alterandone la composizione e il funzionamento.

Il microbiota ha un ruolo fondamentale per la salute di tutti i vertebrati: contribuisce alla digestione e all’assimilazione dei nutrienti, regola il metabolismo, mantiene la funzionalità del sistema immunitario e aiuta a prevenire la colonizzazione da parte di batteri patogeni. Per questo, una sua alterazione può avere gravi ripercussioni sulla salute dell’organismo.

“La nostra analisi ha permesso di associare la presenza di detriti plastici a specifiche alterazioni patologiche del microbiota intestinale delle tartarughe, con conseguenze negative sulla loro salute”, conferma Elena Biagi. “Ad esempio, abbiamo notato la presenza di specie batteriche adattate a vivere insieme a composti chimici inquinanti, o anche specie potenzialmente patogene, provenienti dall’ambiente, che potrebbero aver colonizzato i detriti plastici prima dell’ingestione, utilizzandoli così per raggiungere l’ecosistema intestinale dell’animale”.

 

I PROTAGONISTI DELLO STUDIO

Questo studio – che conferma l’estrema urgenza con cui è necessario ridurre la dispersione di rifiuti plastici nei mari – è nato da una collaborazione tra la Fondazione Cetacea e l’Università di Bologna, con la Unit of Microbiome Science and Biotechnology del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie e il laboratorio di Fisiologia animale e ambientale del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali. La collaborazione è stata promossa grazie alla partecipazione degli enti coinvolti all’istituzione del Fano Marine Center, hub nazionale e internazionale di ricerca di eccellenza e riferimento nel Mediterraneo per gli studi di ecologia e biologia marina.

La Fondazione Cetacea Onlus si occupa della tutela dell’ecosistema marino, in particolare dell’Adriatico, attraverso attività di divulgazione, educazione e conservazione. Gestisce inoltre il Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe Marine (CRTM), in cui vengono curate e successivamente rilasciate decine di tartarughe marine ogni anno, catturate dalle reti da pesca o trovate spiaggiate durante i periodi più freddi. I risultati ottenuti dai ricercatori sono anche un esempio di come la ricerca scientifica possa coniugarsi con attività di conservazione e tutela della biodiversità, trovando importanti indicatori della salute dell’ecosistema marino in campioni che possono essere raccolti con facilità.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers of Marine Science con il titolo “Impact of plastic debris on the gut microbiota of Caretta caretta from Northwestern Adriatic Sea”. Gli autori sono Elena Biagi, Margherita Musella, Giorgia Palladino, Daniel Scicchitano, Simone Rampelli, Silvia Franzellitti e Marco Candela per l’Università di Bologna, insieme a Valeria Angelini, Sauro Pari, Chiara Roncari di Fondazione Cetacea Onlus.

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Didascalia immagine: un esemplare di tartaruga marina al Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe Marine (CRTM) di Riccione.

Foto credit: Carlo Marinacci

A proposito di sicurezza sanitaria a Sassuolo…

A proposito di sicurezza sanitaria a Sassuolo…Vi interessa sapere cosa è stato dell’incasso della sottoscrizione a premi organizzata nel periodo natalizio per finanziare interventi strutturali? Se sì, sappiate che la sede si è dotata di una nuova attrezzatura. un impianto di sanificazione ad ozono che ogni notte dalle 22,00 alle 23,00 (quando cioè la sede è vuota) entra in funzione operando su tutti i 600 mq. occupati e su quanto si trova all’interno. Non più dunque interventi periodici costosissimi, ma una continuità giornaliera che potrà protrarsi  anche dopo l’auspicabile prossimo termine della emergenza. Ricordiamo che i sanificatori installati sono 7, che i cinque grandi operano in sala prelievi, ingresso e zona uffici, mentre i due piccoli stazionano uno nel triage e l’altro negli spogliatoi del personale di sala prelievi.

Va precisato che l’importo utilizzato era originariamente destinato al triage installato all’esterno della sede per controllare chiunque desideri, per qualunque ragione, entrare riducendo in questo modo già sensibilmente i rischi di contagio. Poi, grazie all’intervento dell’amministrazione comunale i fondi si sono liberati e si è potuto provvedere all’acquisto dei sanificatori.

Nel pur comprensibile entusiasmo per il risultato ottenuto non possiamo certamente esimerci dal riconoscere i meriti di chi con il proprio lavoro e la propria generosità ha fattivamente contribuito. Cominciamo, non per merito ma perché si tratta di un nostro volontario, dall’elettricista Zambelli Luigi (da noi inconfondibilmente conosciuto quale Dott. Scossa) che del tutto gratuitamente, a parte il rimborso spese vive, ha installato gli attacchi elettrici. Un grazie sentito anche all’amico Gian Carlo Spezzani titolare della ditta Grua Expert fornitrice dell’impianto, che ci ha omaggiato del sanificatore installato nel triage oltre ad un altro, più ridotto ma importantissimo, utile al trattamento delle penne e dei piccoli oggetti che, nei cassetti, sarebbero irraggiungibili dalla sanificazione generale. Grazie anche alla ditta costruttrice Bio3Gen che generosamente ha effettuato una donazione di 200 € immediatamente da noi utilizzati per la parziale copertura dell’importo relativo all’acquisto di un nuovo televisore da 55 pollici per la sala d’aspetto in sostituzione di quello attualmente presente (più piccolo e presto fuori norma) che utilizzeremo invece per le proiezioni di materiale pubblicitario Avis (il giorno che ci vedrete rallentare il ritmo siete autorizzati a mandarci a casa tutti).

Avviso dunque ai donatori: venite pure in sede tranquillamente. Stiamo facendo il possibile per la vostra sicurezza (e per la nostra naturalmente). Se poi qualcuno ha in materia di sicurezza qualche altra idea siamo disponibilissimi a prenderne atto. Meglio ancora se la stessa si accompagna ad una attuabile copertura finanziaria. Intanto grazie anticipatamente.

(Stefano Tosi Vicepresidente Avis Sassuolo)

Da sabato 20 a lunedì 22 febbraio in vigore le misure emergenziali anti inquinamento

Da sabato 20 a lunedì 22 febbraio in vigore le misure emergenziali anti inquinamentoSaranno in vigore da domani, sabato 20 febbraio e fino a lunedì 22 febbraio compreso, anche a Sassuolo, le misure emergenziali previste dalla manovra antinquinamento della Regione Emilia Romagna sulla base delle previsioni di superamento dei valori limite giornalieri delle PM10. Le misure, che impongono limiti alla circolazione anche ai diesel Euro 4.

Con il bollettino emesso venerdì 19 febbraio, Arpae ha attivato, infatti, le misure di emergenza applicando la nuova modalità “predittiva”, basata su un sistema integrato di modellistica meteorologica e di qualità dell’aria, che punta a ridurre gli accumuli di polveri sottili, intervenendo in anticipo. L’allerta, segnalata con un bollino rosso nel Bollettino consultabile sul sito di Arpae (www.liberiamolaria.it), riguarda tutte le province della regione e proseguirà fino a lunedì 22 febbraio, prossimo giorno di controllo.

Per le abitazioni dotate di riscaldamento multicombustibile, rimane in vigore anche il divieto di utilizzare il riscaldamento domestico a biomasse (legna, pellet, cippato o altro) sia nei generatori con potenza nominale fino a 500 kW con certificazione ambientale inferiore a 3 stelle, sia nei focolari aperti o che possono funzionare aperti. Vietato anche bruciare sterpaglie, residui di potatura e simili e scarti di vegetali di origine agricola.

Formigine: identificato l’autore del tentato furto di un camper

Formigine: identificato l’autore del tentato furto di un camperIeri i carabinieri della stazione di Formigine hanno denunciato alla procura della Repubblica un 23 enne nomade, dimorante nel modenese, poiché ritenuto l’autore di un tentato furto di un camper presso un’azienda del posto. L’autore non era riuscito nell’intento poiché scoperto e si era dato a precipitosa fuga facendo nell’immediatezza perdere le tracce. Le indagini condotte dei carabinieri hanno tuttavia permesso di identificare l’uomo quale presunto autore del tentato furto.

Un arresto dei carabinieri per spaccio di stupefacenti ieri pomeriggio a Fiorano

Un arresto dei carabinieri per spaccio di stupefacenti ieri pomeriggio a FioranoNel tardo pomeriggio di ieri, a Fiorano modenese, nel corso di un servizio perlustrativo i carabinieri della locale stazione hanno controllato e poi tratto in arresto un albanese ventiseienne, senza fissa dimora in Italia, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il controllo è stato effettuato dai militari in Fratelli Cervi, quando il giovane è stato notato consegnare un pacchetto ad una seconda persona. L’uomo ha tentato di scappare ma dopo breve inseguimento è stato bloccato e sottoposto a perquisizione personale, nel corso della quale sono stati trovati e recuperati due dosi di cocaina, oltre 7 g di hashish, e la somma di 80 €, sequestrata poiché ritenuta provento di attività di spaccio. Oggi la direttissima.

Unimore e l’azienda Dinazzano Po insieme per un progetto di scalo merci eco-sostenibile

Unimore e l’azienda Dinazzano Po insieme per un progetto di scalo merci eco-sostenibileÈ nata da pochi giorni una nuova collaborazione nell’ambito della ricerca green, per ridurre l’impatto delle emissioni dei mezzi ferroviari impiegati nella movimentazione ed il trasporto delle merci. La partnership vede coinvolti il Centro interdipartimentale En&Tech dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e la Dinazzano Po SpA, azienda ferroviaria di logistica e trasporto merci del Gruppo Tper, che gestisce lo scalo di Dinazzano, sito nel comune di Casalgrande (Reggio Emilia).

L’accordo, che avrà la durata iniziale di un anno, prevede in particolare l’analisi, lo studio e le possibili soluzioni di repowering delle motrici diesel oggi utilizzate ed è inserito nell’ambito delle iniziative intraprese dalla società di gestione per riqualificare in ottica green lo scalo di Dinazzano.

Grazie al contributo del gruppo di lavoro che, all’interno di En&Tech (appartenente alla Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia Romagna) si occupa di sistemi energetici alternativi e di valorizzazione termica dei bio-combustibili,  è stato possibile avviare un percorso di indagine volto alla quantificazione dei vantaggi ecologici ed economici derivanti dalla riqualificazione complessiva del parco circolante all’interno dello scalo, con particolare riferimento al repowering di motrici, macchinari di manovra e mezzi di trasporto diesel oggi utilizzati.

Lo scenario d’analisi, inoltre, andrà a coinvolgere anche tutte le tratte regionali oggi servite dalle motrici diesel della Dinazzano Po per il trasporto merci, fornendo un quadro complessivo dei vantaggi ottenibili anche su media scala

Nell’intento del Prof. Massimo Milani, coordinatore del gruppo di ricerca coinvolto, “questa collaborazione di ricerca fornisce l’opportunità di pesare quanto le motrici ferroviarie non elettriche influiscano sull’impatto ambientale di uno scalo logistico così importante, soprattutto in termini di emissioni climalteranti complessive, e di verificare la fattibilità di un repowering indirizzato all’utilizzo di fonti energetiche alternative e rinnovabili.”

Nelle parole di Gino Maioli, presidente di Dinazzano Po SpA, il senso dell’impegno che ha portato alla decisione di dotarsi uno studio qualificato: “Lo scalo ferroviario in questi anni ha visto una costante crescita dei traffici ferroviari e di pari passo una sempre maggiore attenzione da parte nostra alla riqualificazione dell’area. È in corso un lavoro di ripristino della qualità urbanistica dello stesso anche attraverso un continuo e collaborativo confronto con il Comune di Casalgrande. Nonostante il temporaneo calo dei traffici dovuto alla pandemia, così come abbiamo continuato nell’opera strategica di formazione del personale, ora vogliamo verificare tutte le possibili soluzioni (in previsione della futura elettrificazione della linea ferroviaria) che consentano una riduzione delle emissioni dovute al cosiddetto ultimo miglio ferroviario e stradale. Il primo passo è verificare lo stato dell’arte e su tale dato valutare poi i possibili interventi; per fare questo abbiamo stretto una collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, a riconoscimento delle eccellenze presenti sul territorio emiliano-romagnolo. Questa iniziativa si colloca nella più complessiva strategia ambientale del gruppo Tper, fortemente impegnato nel perseguire la riduzione dell’impatto dei trasporti di passeggeri e di merci”.

Lo sviluppo del trasporto merci su rotaia è, infatti, tra i capisaldi fondamentali per contenere i problemi di inquinamento, di congestione del traffico e di incidentalità: i 7.800 treni all’anno gestiti da Dinazzano Po significano 106.000 tir in meno sulle strade dell’Emilia-Romagna, con tutte le conseguenze positive che ciò comporta.

Al termine dello studio, coordinato dal Prof. Milani, che vedrà il coinvolgimento di un gruppo di lavoro composto da due strutturati universitari, tre dottorandi di ricerca e cinque giovani ricercatori, saranno resi noti i risultati della ricerca.

Ricostruzione, arrivano altri 5 milioni di euro di contributi a fondo perduto per rivitalizzare i centri storici nei comuni del cratere

Ricostruzione, arrivano altri 5 milioni di euro di contributi a fondo perduto per rivitalizzare i centri storici nei comuni del cratereAltri 5 milioni di euro per sostenere la rivitalizzazione e il ripopolamento dei centri storici dei comuni colpiti dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012.

Un’iniziativa avviata a febbraio 2019, con una dotazione economica iniziale di 35 milioni di euro, che con una nuova ordinanza vara la quarta finestra del bando, firmata oggi dal presidente della Regione e commissario delegato per la Ricostruzione, Stefano Bonaccini, per arrivare a quasi 57 milioni di euro complessivi di contributi a fondo perduto.

La finestra per presentare i progetti è prevista per il prossimo 4 marzo e andrà a finanziare un altro centinaio di iniziative di professionisti e imprese. Per ‘attenuare’ il click day sarà possibile per gli interessati iniziare a caricare i progetti sulla piattaforma Sfinge già a partire dal 2 marzo e, come nelle altre edizioni, è previsto un contingentamento di risorse per i comuni maggiori di Ferrara, Cento (Fe) e Carpi (Mo).

Il bando riguarda commercianti, artigiani, botteghe, imprese di servizi e professionisti con attività in uno dei 30 comuni appartenenti al cratere del sisma 2012 delle province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna, che proporranno interventi per la nuova apertura e/o la riqualificazione dell’attività esistente nei centri storici individuati da ciascun comune. Il contributo in regime de minimis andrà dal 50 al 70 per cento della spesa massima, non oltre 150mila euro di contributo. L’importo minimo dei progetti è fissato a 10mila euro.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 20 febbraio

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 20 febbraioNuvolosità irregolare con ampie zone di sereno. Foschie e locali banchi di nebbia nelle prime ore del mattino in pianura, in particolare nelle aree adiacenti al Po; rapido dissolvimento da metà mattinata. Temperature in lieve generale aumento, minime fra 4 e 6 gradi; massime con valori compresi tra 13 e 16 gradi. Venti deboli variabili sulle pianure con lievi brezze sulla costa; in prevalenza da sud-ovest sui rilievi. Mare poco mosso.

(Arpae)

In Emilia-Romagna mezzi pubblici pieni a metà, come prevedono le norme. Continua il monitoraggio delle corse

In Emilia-Romagna mezzi pubblici pieni a metà, come prevedono le norme. Continua il monitoraggio delle corseA un mese dalla riapertura delle scuole superiori con didattica in presenza al 50% è buona la situazione dei trasporti pubblici locali in Emilia-Romagna. A partire dal rispetto del limite di capienza del 50% a bordo dei bus urbani ed extra-urbani che in molte zone registra una percentuale media di riempimento dei mezzi abbondantemente sotto la soglia massima fissata. E poi, grazie anche al monitoraggio continuo e all’impegno di volontari e forze dell’ordine per il potenziamento dei controlli, si assiste a un progressivo miglioramento dell’organizzazione complessiva dei servizi, con pochi assembramenti di studenti alle fermate e distribuzione equilibrata dei carichi di passeggeri sulle corse.

È un bilancio positivo quello emerso dall’incontro in videoconferenza convocato oggi dalla Regione con i rappresentanti di tutte le Aziende e le Agenzie Tpl sul territorio per fare il punto della situazione, segno che il piano messo in campo dalla Regione – oltre 550 bus in più dallo scorso settembre sulle strade dell’Emilia-Romagna, per un investimento di oltre 23 milioni di euro – sta funzionando. E al lavoro in sinergia con i tavoli provinciali, coordinati dai prefetti, che monitorano giorno per giorno in tempo reale la situazione, in stretta collaborazione con le forze dell’ordine e con i volontari che in diverse città – tra queste Bologna, Reggio, Modena e in tutta la Romagna – hanno attivato appositi servizi di vigilanza anti-assembramento alle fermate dei bus.

Nessuna particolare criticità rilevata, corse raddoppiate e in qualche caso addirittura triplicate in determinate aree e fasce orarie critiche. Il che consente di mantenere sotto controllo l’indice di affollamento dei bus, che in molti ambiti urbani non va oltre il 30-40% dei posti occupati.

“Stiamo lavorando con il massimo impegno- sottolinea l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini– per continuare a garantire la didattica in presenza agli studenti e ai pendolari condizioni di viaggio sicure. Abbiamo potenziato la dotazione dei mezzi in circolazione e stiamo progressivamente ottimizzando l’organizzazione dei servizi di tpl su tutto il territorio regionale. È giusto però sottolineare che accanto a queste misure occorre sempre la collaborazione di tutti e quindi proseguire con il più rigoroso rispetto delle regole anti-Covid, che ormai conosciamo bene, mascherina sempre ben indossata sui bus e alle fermate, corretto distanziamento e igiene delle mani”.

Considerato l’attuale basso indice di riempimento dei mezzi pubblici, inoltre, non desta preoccupazione la progressiva ripresa delle lezioni in presenza negli atenei dell’Emilia-Romagna: dopo Bologna e la Romagna, gli studenti universitari torneranno in aula dal prossimo 1^ marzo a Parma e dall’8 a Modena.

Città d’arte, Riviera e Appennino, Wellness, Food e Motor Valley, campagne di promozione e spot tv: il turismo Made in ER riparte

Città d’arte, Riviera e Appennino, Wellness, Food e Motor Valley, campagne di promozione e spot tv: il turismo Made in ER riparteSi riaccendono le luci sul turismo emiliano-romagnolo. Frenata e penalizzata dall’emergenza Covid-19, l’industria turistica della Regione si prepara a ripartire all’insegna della sicurezza e della flessibilità, grazie a una nuova strategia della Regione – oltre 30 milioni di euro di investimenti in tre anni -, che parte dal mercato interno per poi guardare all’Europa.

 

Un investimento che consentirà di attivare un bando europeo sulla comunicazione per oltre 20 milioni di euro, anche grazie al contributo delle Destinazioni Turistiche, che garantirà campagne di promozione a tutto tondo su media tradizionali e digitali per il mercato italiano ed estero.

E ancora testimonial e personaggi illustri amici dell’Emilia Romagna – come Stefano Accorsi, Alberto Tomba, Paolo Cevoli, Davide Cassani, Andrea Delogu, Simona Ventura, Giovanni Terzi e Michelle Hunziker – per trainare la ripartenza, due spot tv – uno rivolto alle città d’arte e cultura della Regione con protagonista Stefano Accorsi e l’altro dedicato alla Riviera romagnola con un noto personaggio televisivo che sarà annunciato nei prossimi giorni – e una campagna tv sulle reti nazionali dei paesi di lingua tedesca.

Motor, Food e Wellness Valley, natura, ecosostenibilità, wellness, bike, cultura, grandi eventi, fiere e testimonial sono gli asset al centro delle azioni di promo–commercializzazione che mirano a rilanciare il turismo regionale.

Il nuovo piano di marketing e promozione turistica per il triennio 2021-2023 è stato illustrato oggi in video conferenza stampa dall’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, insieme al presidente e al direttore di Apt Servizi, rispettivamente Davide Cassanied Emanuele Burioni. Presenti, in collegamento da remoto, anche i presidenti delle tre Destinazioni turistiche regionali: Andrea Gnassi (Romagna), Cristiano Casa (Emilia), Matteo Lepore (Bologna e Modena), il presidente di Federalberghi Emilia-Romagna, Alessandro Giorgetti e il presidente di Assohotel e Assoturismo, Filippo Donati.

“Il comparto turistico dell’Emilia-Romagna è stato senza alcun dubbio uno dei settori più duramente penalizzati dalla pandemia- spiega Corsini-, ma sono positivo e guardo al futuro con fiducia, supportato da un lato dallo straordinario piano di vaccinazione che la sanità dell’Emilia-Romagna sta attuando, dall’altro dal grande lavoro di ricostruzione che la Regione, con Apt Servizi, le tre Destinazioni turistiche e gli operatori di settore, ha predisposto per innovare e rilanciare la nostra terra come destinazione globale sul mercato turistico nazionale e internazionale”.

“Abbiamo sempre dimostrato di saper trasformare le sfide in opportunità- chiude Corsini– e anche questa volta non saremo da meno. Innoviamo, ricostruiamo e rilanciamo, per tornare a essere la destinazione da 60 milioni di presenze a stagione che tutto il mondo ama e vuole visitare”.

 

Il piano regionale: 30 milioni di euro per la vacanza sicura e flessibile Made in ER e i grandi eventi

Per la promozione triennale 2021-23 sono previsti 30 milioni di euro di risorse iniziali – 10 milioni all’anno – che saranno ulteriormente integrate da successivi investimenti da parte degli assessorati regionali.

Per il 2021 le azioni sono rivolte al mercato italiano e ai paesi europei di prossimità (Germania, Svizzera, Francia, Austria – Tirolo, Polonia e Russia), tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 è prevista una graduale apertura ai mercati internazionali.

Riviera, città d’arte, Appennino, Motor e Food Valley, il benessere di Cammini, percorsi bike, escursionismo tra castelli e borghi si confermano gli asset al centro della strategia di promo-commercializzazione turistica, con un’offerta incentrata sulla ‘vacanza sicura’ e caratterizzata da nuovi protocolli di sicurezza, innovazione nelle proposte e flessibilità nei confronti del turista(anche con cancellazioni last minute).

E ancora i grandi eventi di sistema, a partire dal Motor Valley Fest 2021 che rientra nel progetto del Ministero degli Esteri e Ice Agenzia dedicato al Made in Italy. E poi i nuovi appuntamenti all’insegna dello sport – come il Circuito permanente del mondiale di ciclismo su strada e Via Romagna – del benessere con il Wellness Valley Fest – e dell’enogastronomia – con la Food Valley – passando per gli oltre 50 appuntamenti di caratura nazionale e internazionale della Sport Valley.

Confermata anche la partecipazione dell’Emilia-Romagna alle fiere di settore TTG Rimini dal 13 al 15 ottobre 2021 e WTM Londra dal 1 al 3 novembre 2021.

 

Campagne di promozione sui media: 20 milioni di euro di investimenti dal 2021 al 2024

Apt Servizi in sinergia con le tre Destinazioni Turistiche (Emilia, Bologna Metropolitana e Modena, Visit Romagna), gli operatori regionali e i vettori che operano collegamenti internazionali (dai voli aerei al Treno Monaco-Rimini Deutsche Bahn) avvierà, inoltre, azioni di promozione sui media tradizionali (tv, radio e carta stampata) e sul web, per complessivi 20 milioni di euro.

Al centro delle campagne pubblicitarie ci saranno anche gli eventi celebrativi del 2021: dalle manifestazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri a Parma Capitale Italiana della Cultura 2020-2021, fino al centenario di Federico Fellini avviato lo scorso anno.

 

Campagna di comunicazione tra spot tv e web

Nell’ambito della campagna di comunicazione rivolta al mercato nazionale, saranno realizzati due spot per le principali emittenti televisive: il primo dedicato all’offerta di arte e cultura della Regione con il testimonial Stefano Accorsi e il secondo sarà incentrato sulla Riviera romagnola e vedrà coinvolto un altro importante personaggio televisivo, la cui identità sarà ufficializzata nelle prossime settimane. Prosegue inoltre la comunicazione web con Paolo Cevoli, protagonista di un nuovo format ispirato ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Sul fronte estero è prevista un’importante campagna tv sulle reti nazionali dei paesi di lingua tedesca, con sette settimane di programmazione tra aprile e giugno.

Confermato, infine, il ruolo di promozione affidato ai testimonial della Regione e personalità illustri amiche dell’Emilia-Romagna come Alberto Tomba, Davide Cassani, Andrea Delogu, Simona Ventura e Giovanni Terzi e Michelle Hunziker.

Coronavirus, aggiornamento (18/2): su quasi 30mila tamponi effettuati, 1.565 nuovi positivi (5,3%)

Coronavirus, aggiornamento (18/2): su quasi 30mila tamponi effettuati, 1.565 nuovi positivi (5,3%)Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 240.650 casi di positività, 1.565 in più rispetto a ieri, su un totale di 29.633 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,3%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su (dal 1^ marzo prenotazioni aperte anche per quelle dagli 80 agli 84 anni).

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 306.233 dosi; sul totale, 128.988 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 564 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 551 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 723 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41 anni.

Sui 564 asintomatici, 369 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 50 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 8 con gli screening sierologici, 18 tramite i test pre-ricovero. Per 119 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 428 nuovi casi; seguono Modena (233), poi Reggio Emilia (173) e Rimini (152); quindi Imola (116), Cesena (106), Parma (102), Ravenna (101). Infine, Ferrara (64), Forlì (47) e Piacenza (43).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.734 tamponi molecolari, per un totale di 3.237.722. A questi si aggiungono anche 453 test sierologici e 13.899 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.871 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 195.481.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 34.929 (-333 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 32.858 (-326), il 94,1% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 27 nuovi decessi: 1 a Piacenza (un uomo di 82 anni); 2 in provincia di Parma (entrambi uomini, di 63 e 72 anni); 4 a Reggio Emilia (2 donne, di 77 e 84 anni, e 2 uomini, di 63 e 92 anni); 3 nella provincia di Modena (una donna di 90 anni e 2 uomini, di 80 e 85 anni); 5 in provincia di Bologna (tutti uomini, di 82, 85, 90, 91, 92 anni); 4 nel ferrarese (3 donne, di 88, 94 e 99 anni, e un uomo di 63 anni); 3 nel ravennate (2 donne, di 83 e 86 anni, e un uomo di 89 anni); 5 nel riminese (3 donne, di 86, 91 e 93 anni, e 2 uomini, di 83 e 95 anni). Nessun decesso nella provincia di Forlì-Cesena.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.240.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 181 (+5 rispetto a ieri), 1.890 quelli negli altri reparti Covid (-12).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 7 a Parma (-2), 17 a Reggio Emilia (-1), 39 a Modena (+4), 56 a Bologna (+2), 10 a Imola (-1), 16 a Ferrara (+1), 4 a Ravenna (+1), 2 a Forlì (invariato), 5 a Cesena (+1) e 15 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: a Piacenza 19.420 (+43 rispetto a ieri, di cui 25 sintomatici), 16.691 a Parma (+102, di cui 74 sintomatici), 31.181 a Reggio Emilia (+173, di cui 99 sintomatici), 42.065 a Modena (+233, di cui 117 sintomatici), 48.220 a Bologna (+428, di cui 312 sintomatici), 8.191 casi a Imola (+116, di cui 72 sintomatici), 14.034 a Ferrara (+64, di cui 17 sintomatici), 18.059 a Ravenna (+101, di cui 71 sintomatici), 9.178 a Forlì (+47, di cui 30 sintomatici), 10.809 a Cesena (+106, di cui 88 sintomatici) e 22.802 a Rimini (+152, di cui 96 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 5 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare, e un caso perchè giudicato non Covid-19.

Spranga cade da un furgone e nei investe un altro sulla Modena-Sassuolo. Sanzionato il conducente

Spranga cade da un furgone e nei investe un altro sulla Modena-Sassuolo. Sanzionato il conducenteHa perso la merce caricata sul furgone, una lunga spranga in metallo, ma non si è fermato per recuperarla; l’asta, cadendo a terra, ha creato pericolo per la circolazione stradale ed è stata urtata da un altro veicolo in transito, che è rimasto danneggiato. Un 55enne è stato sanzionato dalla Polizia locale di Modena dopo l’episodio avvenuto intorno alle 16.30 di martedì 16 febbraio sulla strada Modena-Sassuolo, nei pressi della frazione di Baggiovara, grazie a un’attività di indagine che ha permesso di risalire all’acquisto del prodotto e di conseguenza al compratore.

Secondo la ricostruzione dell’Infortunistica, la sbarra era caricata nel Fiat Ducato di proprietà di un’azienda modenese che stava procedendo in direzione della periferia. Dopo essere fuoriuscita dal vano, l’asta è terminata contro un altro Fiat Ducato, che seguiva a poca distanza, condotto da un 56enne (ma di proprietà di un’altra persona), rimanendo poi sull’asfalto dopo lo scontro.
Dopo l’accaduto, e a seguito dell’allerta di diversi automobilisti in transito in tangenziale, sul posto sono arrivate le pattuglie del Comando di via Galilei, che, dopo aver rilevato i danni subiti dalla carrozzeria del Ducato e aver messo in sicurezza l’area, hanno recuperato la sbarra. Il prodotto riportava elementi che hanno consentito di determinare il negozio specializzato in cui era stato acquistato; gli operatori si sono portati quindi nella rivendita e, attraverso una serie di verifiche, hanno accertato che la spranga era stata comprata di recente da un’azienda del territorio, individuandone la ragione sociale.

L’impresa, contattata, ha confermato che effettivamente l’asta in questione era trasportata sul proprio furgone ed è stato indicato il nominativo della persona che era al volante al momento della perdita del carico, un dipendente di 55 anni. All’uomo sarà contestata la violazione dell’articolo 164 del Codice della strada (Sistemazione del carico sui veicoli), che prevede una sanzione amministrativa di 87 euro e una decurtazione di tre punti dalla patente. Il conducente, infatti, è tenuto a circolare col carico sistemato in modo da evitarne per qualsiasi motivo la caduta o la dispersione, da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida, da non compromettere la stabilità del veicolo e da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva, né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio.

Inoltre, al proprietario del Ducato danneggiato nell’episodio saranno fornite le informazioni della controparte, con le quali potrà decidere di avviare l’iter assicurativo finalizzato alla richiesta di risarcimento dei danni al suo mezzo.

Predizione della sopravvivenza e della cronicizzazione dei pazienti Covid19 in base alla angiopoietina-2

Predizione della sopravvivenza e della cronicizzazione dei pazienti Covid19 in base alla angiopoietina-2Il ruolo dell’angiopoietina-2 come biomarcatore predittivo di mortalità da COVID-19 e di aumentato rischio di disfunzione polmonare cronica è al centro di uno studio coordinato dalla prof.ssa Erica Villa, Direttore del Dipartimento di Medicine Specialistiche dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e pubblicato sull’ultimo numero di Blood Advances, il prestigioso periodico dell’American Society of Hematology.  Lo studio ha visto la collaborazione della Medicina Interna e Area Critica del Policlinico, diretta dal Dott. Lucio Brugioni, della Medicina Interna d’Urgenza e Area Critica dell’Ospedale Civile diretta dal dottor Giovanni Pinelli, dall’Anestesia a Rianimazione dell’Ospedale Civile, diretta dalla dott.ssa Elisabetta Bertellini e dal Dipartimento Interaziendale di Medicina di Laboratorio diretto dal dott. Tommaso Trenti. Inoltre, lo studio ha beneficiato della collaborazione con le Malattie Infettive dell’Università di Pavia, diretta dal prof. Raffaele Bruno.

Lo studio – finanziato con 2 milioni di euro dalla Regione Emilia-Romagna grazie ad un contributo liberale erogato dalla Banca d’Italia – ha preso in esame due coorti rispettivamente di 187 e 62 pazienti ricoverati con diagnosi di infezione da SARS-COV-2, da marzo a maggio 2020, analizzando le variazioni delle concentrazioni sieriche dell’Angiopoietina 2 in terza e decima giornata di degenza e ha dimostrato che livelli incrementati di Angiopoietina-2 in terza giornata rispetto al valore basale, identificano con elevata accuratezza i pazienti a maggior rischio di mortalità.

Quando l’emergenza è esplosa, quasi un anno fa, per prima cosa abbiamo pensato a curare i pazienti negli ospedali, a salvar loro la vita – si è congratulato l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia – Romagna Raffaele DoniniPoi a cercare di limitare i contagi attraverso il tracciamento dei casi e la presa in carico tempestiva, anche a domicilio, dei pazienti. Ma non appena sono stati nelle condizioni di farlo, i nostri professionisti e clinici hanno iniziato a lavorare sulla ricerca, per affrontare il Covid con armi più efficaci. Lo studio di oggi, che la Regione ha finanziato con due milioni di euro, ne è un esempio. Si tratta di uno dei 290 studi avviati sul tema Covid, che hanno coinvolto 542 centri clinici emiliano romagnoli. Sono 17 i trial clinici grazie ai quali si sono utilizzati farmaci che hanno contribuito a limitare gli effetti del Covid. Insomma, anche su questa partita la Regione c’è. Perché risultati come la pubblicazione dello studio di cui parliamo oggi, oltre a darci grande soddisfazione, aiutano a salvare vite

Noi siamo un’Azienda Ospedaliero – Universitaria – si è complimentato il Direttore Generale, dottor Claudio Vagniniè quindi, grazie alla collaborazione con l’Ateneo i nostri ospedali sono il luogo privilegiato dove si incontrano ricerca e assistenza. Questo studio, che ha visto impegnati reparti del Policlinico e dell’Ospedale Civile, ci consente di fare un altro passo, piccolo ma significativo, nella comprensione e quindi nella cura di questo virus. Poche settimane fa abbiamo presentato lo studio sull’uso delle cellule staminali nella lotta al COVID, i nostri ospedali sono stati in prima linea nella ricerca sul tocilizumab a dimostrazione che Modena ha partecipato con un ruolo di primordine nella lotta contro il COVID19. Per questo motivo, desidero ringraziare tutti i professionisti che, ormai da un anno, sono impegnati a offrire la miglior assistenza possibile ai nostri pazienti.”

Il patrimonio di competenza clinica e di ricerca dei colleghi della Facoltà di Medicina, unitamente a quello dei clinici e dei laboratoristi dell’Azienda Ospedaliero- Universitaria e dell’ASL Modena – commenta il Magnifico Rettore di UNIMORE Carlo Adolfo Porroci consente di essere in prima linea nella lotta al Covid-19. Mi congratulo per i risultati degli studi coordinati dalla prof.ssa Erica Villa, che contribuiscono a migliorare le conoscenze sui meccanismi del danno vascolare e polmonare indotto dal virus SARS-Cov-2. L’eccellenza nella ricerca, unitamente all’alto livello professionale delle strutture sanitarie e alla generosità di tanti volontari, rappresentano la risposta di cui siamo orgogliosi della nostra comunità alla pandemia”.

A tutt’oggi – ha spiegato la prof.ssa Erica Villanon sono stati validati marcatori biomolecolari capaci di predire la mortalità e, in modo anche più importante, il rischio di cronicizzazione dell’infezione da SARS-COV-2. il nostro studio, invece, ha permesso di dimostrare una correlazione tra l’aumento dell’Angiopoietina 2 e una maggiore gravità dell’infezione da COVID19, correlata con un rischio più alto di disfunzione polmonare cronica, a causa di un violento processo di trasformazione del tessuto polmonare, dovuto allo spiccato danno endoteliale associato all’incremento di angiopoietina-2 che, è giusto ricordarlo, è una proteina che ha un ruolo importante nell’angiogenesi, cioè nel processo di crescita e riparazione dei vasi sanguigni. Una proteina importante che, però, in corso di infezione COVID19 scatena una reazione eccessiva e potenzialmente dannosa nei vasi sanguigni polmonari”.

Le analisi sperimentali sono state effettuate sia nel Laboratorio di Ricerca della Gastroenterologia del Policlinico di Modena che nell’unità semplice Diagnostica delle Patologie Autoimmuni diretta dalla dott.ssa Alessandra Melegari, afferente al Laboratorio diretto dal dottor Tommaso Trenti. Lo studio è stato possibile dall’elevato livello di collaborazione esistente fra la Gastroenterologia e la MIAC del Policlinico ed i reparti di Terapia Intensiva e Medicina d’Urgenza dell’OCB, che nonostante il periodo di intensissima attività clinica, hanno contributo ad arruolare i pazienti per lo studio.

L’idea dello studio – ha concluso la prof.ssa Villaè nata quando ci siamo resi conto che alcuni marcatori prognostici delle polmoniti che già conoscevamo sono presenti anche nei pazienti COVID1 e avrebbero potuto essere utilizzati come guida per le decisioni terapeutiche. Questo studio rappresenta solo un punto di partenza: per la validazione di questo marcatore, oltre che di altri marcatori di danno vascolare, è in corso un’analisi su coorti più ampie di pazienti.  I nostri dati suggeriscono poi che nei pazienti che hanno caratteristiche cliniche di elevata gravità una “targeted therapy” che bloccasse il recettore dell’angiopoietina-2 potrebbe essere un’opzione rilevante per diminuire il danno endoteliale e la formazione dei micro-trombi causati dal COVID-19”. Le sottoanalisi effettuate nell’ambito dello studio hanno inoltre confermato un tasso di mortalità maggiore COVID-relata nei pazienti italiani rispetto alla Cina in considerazione dell’età media più avanzata della nostra popolazione”.

 

 

Formigine: in arrivo la Foody Bag per più di 2.200 alunni delle primarie del territorio

Formigine: in arrivo la Foody Bag per più di 2.200 alunni delle primarie del territorioIl Comune di Formigine ha avviato il progetto “A tutto bio”, con interventi di educazione alimentare per la promozione del biologico e per la sensibilizzazione alla lotta agli sprechi ed alla sostenibilità ambientale, rivolti alle scuole, ai bambini, ai ragazzi, alle famiglie.

Le proposte trovano copertura nei fondi per la promozione dell’educazione alimentare derivanti dal Bando Mense Biologiche Certificate per un totale di 38.000 euro, ricevuti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali grazie all’inserimento, a seguito dell’istanza presentata, delle mense scolastiche comunali negli elenchi delle mense biologiche certificate dall’anno 2018.

Sono più di 2.200 i bambini delle primarie che riceveranno una Foody Bag nella quale sarà possibile riporre la propria merenda “sana” e, al ritorno da scuola, potranno utilizzare per contenere il pane e il frutto eventualmente non consumato; in una logica di riduzione degli incarti, di recupero del cibo avanzato e di promozione di una sana merenda a scuola. Si tratta di un contenitore alimentare realizzato in polipropilene riciclato e personalizzato con il logo del Comune di Formigine.

Saranno più di 100, invece, le classi destinatarie dei progetti di qualificazione scolastica realizzate dal concessionario del servizio di ristorazione scolastica “Circostanza”, in collaborazione con la Cooperativa La Lumaca, che da molti anni lavora sui temi della sostenibilità ambientale.

Per le Scuole dell’infanzia è previsto un laboratorio nel quale una poliedrica educ-attrice racconta ai bambini i “super poteri” di frutta e verdura e quanto sia importante non sprecare il cibo.

Le Scuole primarie affronteranno i temi del biologico, delle filiere e della trasformazione degli alimenti, della lettura delle etichette dei cibi.

Tra gli argomenti proposti alle Scuole secondarie di primo grado figurano il cibo spazzatura e un approfondimento sui disturbi alimentari.

Un kit multimediale sarà messo a disposizione dei docenti di tutte le classi quarte e quinte della scuola primaria e seconde della secondaria di primo grado. A chiusura del progetto, sono previste due conferenze online per i genitori.

Afferma l’assessore a Formigine Città dei Bambini Simona Sarracino: “Da anni, il Comune di Formigine realizza progetti volti a migliorare la consapevolezza che il cibo è un fattore fondamentale per la salute di bambini e adulti, importante nei suoi aspetti nutrizionali, igienico sanitari, tecnologici ed anche culturali: cibo e salute ma soprattutto cibo e conoscenza, crescita, consapevolezza, curiosità e voglia di approfondire, di informarsi, di imparare per poter scegliere i cibi senza dubbi o incertezze; cibo inoltre come esperienza per apprendere il valore dello spreco zero, con un’ottica di salvaguardia della salute ma anche dell’ambiente. Si tratta di fattori fondamentali le cui basi vanno gettate fin dall’infanzia, stimolando correttamente la voglia di guardare oltre l’etichetta, la curiosità di sapere cosa accade nel ciclo della filiera produttiva, in un’ottica di consumo consapevole, anche alla luce degli obiettivi dell’Agenda 2030”.

Nuovi spazi per i giovani affetti da autismo

Nuovi spazi per i giovani affetti da autismoDal 2014 Villa Igea svolge, in rapporto convenzionato con l’Asl, attività terapeutiche per bambini e ragazzi autistici della provincia di Modena, di età compresa fra i 6 e i 15 anni. Le attività si svolgono prevalentemente presso la sede di Aut Aut di Cognento, associazione che promuove e coordina iniziative di assistenza, formazione e raccolta fondi, a sostegno delle famiglie con persone autistiche.

Per rispondere alle esigenze del comprensorio del Distretto Ceramico in materia di autismo, nel 2019 è stato individuato il Centro Parrocchiale di Fiorano Modenese quale sede dove poter svolgere agilmente le attività, messo cortesemente a disposizione dalla Parrocchia cittadina. Don Antonio Lumare ha siglato un accordo di utilizzo da parte di Aut Aut di alcuni locali, e dall’ottobre 2020 si è partiti. L’Amministrazione, insieme al dottor Manetti, si è vista mediatrice in questo frangente, dando corpo alla volontà di fare fronte a tale problematica. Infine, da gennaio 2021 hanno avuto inizio anche iniziative gestite da Villa Igea, per quanto rallentate dalla situazione epidemiologica in atto (e dunque dalla necessità di creare gruppi minimi, e di igienizzare locali e materiali dopo ogni sessione).

“È stato un anno – commenta l’assessore Luca Busani – particolarmente difficile, eppure grazie all’impegno di tutti e alla disponibilità della Parrocchia si è riusciti ad avviare questo nuovo progetto, che vedrà coinvolti i bambini autistici dell’intero distretto. È la dimostrazione che quando enti, associazioni e altre realtà locali hanno davvero a cuore il bene comune si creano sinergie utili a raggiungere risultati concreti; e siamo convinti che questo sia un importante modello per rilanciarci, in un momento tanto delicato”.

La presenza di associazioni ad alto valore sociale rappresenta un’opportunità per tutta la popolazione. Il tema Autismo è via via più presente nelle nostre comunità locali, queste iniziative possono servire per conoscerlo e condividerne gli aspetti rilevanti. Un tema esplicitato fin da subito anche dal parroco, conscio della presenza di persone a noi vicine coinvolte.

L’efficacia delle terapie cognitivo-comportamentali ABA erogate dall’equipe di Villa Igea è maggiore laddove l’analisi venga effettuata nei luoghi di vita, insieme a famiglie, scuola e comunità di riferimento. Ciò permette di stimolare il ragazzo nella sua quotidianità, uscendo, ove necessario, dal contesto ambulatoriale. L’auspicio è che siano modalità sempre più diffuse nell’affrontare l’autismo.

Chiusure programmate sulla Tangenziale di Bologna, sulla A1 e sulla A13

Chiusure programmate sulla Tangenziale di Bologna, sulla A1 e sulla A13Per consentire lavori sulla viabilità ordinaria di competenza del Comune di Bologna sarà necessario chiudere, sulla Tangenziale di Bologna, lo svincolo 12 “SS65 della Futa”, in entrata verso Casalecchio di Reno-A1 Milano-Napoli, dalle 7:00 alle 17:00 di domenica 21 febbraio. In alternativa si consiglia di utilizzare lo svincolo 11 bis “Castenaso” o lo svincolo 13 “SS9 Via Emilia”.

***

Per consentire lavori di manutenzione delle barriere antirumore, previsti in orario notturno, dalle 23:00 di questa sera, giovedì 18, alle 5:00 di venerdì 19 febbraio, per chi percorre la A1 Milano-Napoli e proviene da Bologna, sarà chiuso il ramo di allacciamento sulla Complanare di Piacenza sud R49 verso Piacenza e la A21 Torino-Piacenza-Brescia in direzione di Brescia e Torino. Si precisa che rimarranno aperti i rami per chi proviene da Torino/Brescia ed è diretto sulla A1 Milano-Napoli verso Milano.
In alternativa si consigliano i seguenti itinerari:
dalla A1 (Bologna) verso Piacenza sud e A21 direzione Torino, uscire alla stazione autostradale di Basso Lodigiano, al km 49+700 e rientrare dalla stessa in direzione di Bologna;
dalla A1 (Bologna) verso la A21 direzione Brescia, uscire alla stazione di Fiorenzuola e immettersi sulla A21 Torino-Piacenza-Brescia in direzione di Brescia.

Inoltre, sarà chiusa la stazione di Piacenza sud, in entrata verso Milano e Bologna e in direzione della A21 Torino-Piacenza-Brescia.
In alternativa si consiglia di percorrere la SP10 verso Piacenza ed entrare alla stazione autostradale di Piacenza ovest, sulla A21 Torino-Piacenza-Brescia, di competenza S.A.T.A.P. per poi procedere sulla A1 Milano-Napoli, verso Bologna o Milano, o proseguire sulla A21.

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Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di manutenzione ai giunti del ponte sul fiume Po, in orario notturno, nelle due notti consecutive di domenica 21 e lunedì 22 febbraio, con orario 22:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Occhiobello e Ferrara nord, verso Bologna.
Nelle suddette notti, sarà contestualmente chiusa anche l’area di servizio “Po ovest”, situata all’interno del tratto.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Occhiobello, si potrà percorrere la viabilità ordinaria: Santa Maria Maddalena, SS16 adriatica e Via Eridano per poi rientrar sulla A13, alla stazione di Ferrara nord e proseguire in direzione di Bologna.

Il Cardinale Camillo Ruini compie 90 anni

Il Cardinale Camillo Ruini compie 90 anni“Una guida per milioni di italiani, un vanto per la nostra città che ha saputo offrire al mondo intero una persona di così grande caratura morale ed intellettuale, che saluto ed a cui auguro buon compleanno a nome dell’intera città di Sassuolo”. Il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani, con queste parole, salute il Cardinale Camillo Ruini che, domani, compirà 90 anni.

Il Sindaco ha inviato a Sua Eminenza Camillo Ruini un telegramma che recita: “a nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera Città di Sassuolo le inviamo i nostri più sentiti auguri per un sereno e felice compleanno unitamente al ringraziamento per la Sua preziosa e prestigiosa opera di guida morale spirituale e culturale.

Il suo operato rappresenta un prezioso patrimonio di cui la nostra città di Sassuolo si onora. Le esprimo con queste righe tutto l’affetto e la riconoscenza a nome  delle tante famiglie sassolesi che nella loro storia hanno ricevuto  frutti di bene da suo Padre Francesco storico medico, doverosamente ricordato dalla cittadinanza dando il suo nome ad una scuola e alla via del nuovo Ospedale”.

 

Scuola, l’Emilia-Romagna disegna quella del futuro

Scuola, l’Emilia-Romagna disegna quella del futuroRipensare gli spazi della scuola in maniera partecipata, individuare gli interventi strutturali necessari sugli edifici, promuovere la continuità e la reversibilità dei percorsi tra istruzione e formazione professionale e infine costruire strumenti informativi a supporto delle decisioni: l’Emilia-Romagna guarda oltre l’emergenza e la pandemia e lavora sulla scuola del futuro.

Lo fa insieme a tutti i protagonisti istituzionali del mondo dell’educazione: dall’Ufficio Scolastico Regionale, alle Università, dagli Enti locali agli Ordini professionali fino alle Camere di commercio.

La Giunta regionale ha infatti deciso di costituire quattro gruppi di lavoro istituzionali con il fine di supportare le azioni e i processi decisionali di competenza di ciascuna istituzione con elementi conoscitivi e valutativi, armonizzare le azioni a livello regionale e dare sostegno agli enti nelle attività di sviluppo sia in ambito edilizio che di programmazione dell’offerta scolastica: i quattro team sono stati denominati “Architettura terzo educatore”, “Spazio per l’apprendimento – Spazio per l’educazione”, “Programmazione scolastica, orientamento e arricchimento offerta formativa” e “Dati e scenari a supporto delle decisioni”.

L’obiettivo del progetto, che si muove in continuità e in collaborazione sia con la Conferenza regionale per il sistema formativo che con il Tavolo interistituzionale per la scuola aperta, è arrivare all’idea di scuola delineata nel Programma di mandato 2020-2025 della Giunta regionale: una scuola inclusiva, dei diritti e dei doveri, delle pari opportunità, aperta, innovativa, europea, che cresce insieme al territorio.

Oggi prendono il via i lavori del tavolo “Architettura terzo educatore”: a presiederli sarà l’architetto Mario Cucinella, che ha accettato l’invito della Regione a portare il suo contributo e la sua esperienza a questo progetto.

“L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, e che condiziona il mondo dell’istruzione da quasi un anno, ci ha sicuramente imposto di ripensare la scuola come la intendiamo oggi: la nostra scelta però non è solo quella di adeguarci ma di prendere questa situazione come uno stimolo a immaginare una scuola diversa, nuova- dichiara Paola Salomoni, assessore alla Scuola e università-. La scuola che vogliamo deve essere prima di tutto sicura, non solo per i contagi ma per ogni tipo di emergenza, deve includere, deve innovare, e una scuola del genere non possiamo immaginarla da soli, ma solo grazie a un lavoro di coprogettazione che veda protagoniste tutte le parti istituzionali coinvolte, dall’Ufficio Scolastico Regionale all’Università, dai Comuni alle Province. Voglio ringraziare tutti gli esperti che hanno dato la loro disponibilità- conclude Salomoni-, grazie all’impegno condiviso potremo dare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi una scuola migliore, ed è il minimo che si meritano dopo le difficoltà che hanno affrontato con grandissima maturità, nell’ultimo anno”.

Fdi-Pdf Modena: “Gigetto, traffico e inquinamento causato dai passaggi a livello: cosa è stato fatto?”

Fdi-Pdf Modena: “Gigetto, traffico e inquinamento causato dai passaggi a livello: cosa è stato fatto?”“Intervenire per porre una soluzione al problema dei blocchi del traffico e alle lunghe code causate dai passaggi a livello della tratta ferroviaria Modena-Sassuolo, in particolare nella zona di Via Morane all’altezza del supermercato Esselunga”. A sollevare la questione in una interrogazione appena depositata è la capogruppo in Consiglio comunale a Modena di Fdi-Popolo della Famiglia Elisa Rossini.

“I cittadini segnalano che recentemente si stanno verificando blocchi maggiormente prolungati rispetto al passato e comunque la situazione del traffico nelle zone interessate dal passaggio della linea ferroviaria è sempre stata critica, con conseguente disagio per la viabilità e incremento dell’inquinamento atmosferico – spiega la capogruppo Rossini -. Ricordo che a febbraio 2020 il Consiglio Comunale ha approvato l’ordine del giorno proprio sul futuro della tratta Modena-Sassuolo che prevedeva di mettere la riprogettazione della linea al centro della discussione sulla mobilità della città, affrontando contestualmente il problema dei passaggi a livello, soprattutto di Via Morane, Via F.lli Rosselli, Via Panni e Via Contrada. Non solo: per ovviare il problema nel Pums approvato lo scorso anno si era ipotizzata la realizzazione di nuovi punti di superamento a livelli sfalsati della ferrovia, nuovi collegamenti stradali e la chiusura fisica di alcune strade con eliminazione dei relativi passaggi a livello. Ebbene, in questi mesi cosa è stato fatto? Quali misure concrete sono state adottate per superare l’impatto in termini di traffico e inquinamento che ogni giorno i modenesi devono sopportare?”

Controlli della Polstrada dei veicoli adibiti al trasporto merci, merci pericolose e degli autobus

Controlli della Polstrada dei veicoli adibiti al trasporto merci, merci pericolose e degli autobusIl compartimento Polizia Stradale dell’Emilia-Romagna, nella giornata di ieri mercoledì 17 febbraio, ha svolto un servizio operativo straordinario che ha avuto come scopo l’intensificazione dei controlli dei veicoli leggeri e dei mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci, degli autobus e dei veicoli destinati al trasporto di merci pericolose, sia di immatricolazione nazionale sia straniera.

In particolare, le verifiche si sono focalizzate sullo stato psicofisico dei conducenti, sul rispetto dei limiti di velocità, sul rispetto della normativa ADR sul trasporto delle merci pericolose e tutte le altre prescrizioni sull’autotrasporto previste dalla normativa nazionale e comunitaria.

L’obiettivo ultimo è quello di elevare gli standard di sicurezza stradale, armonizzando l’attività di prevenzione, informazione e controllo, anche attraverso campagne di comunicazione e operazioni congiunte i cui risultati vengono poi monitorati dal servizio Polizia Stradale.

L’organizzazione dei servizi ha interessato specifiche aree strategiche in particolar modo nelle provincie di Piacenza, Parma, Modena, Ferrara e Bologna.

A tal fine la Polizia Stradale, sull’intero territorio regionale, nel corso dell’intera giornata del 17 febbraio, oltre alle normali pattuglie di vigilanza stradale ha impegnato esclusivamente per questa maxi operazione  29 pattuglie, 4 unita’ cinofile e l’elicottero del reparto volo della Polizia di Stato.

Durante l’attività sono stati controllati 183 mezzi pesanti e contestate, tra le altre, violazioni per il mancato rispetto dei limiti di velocità, per il mancato rispetto dei tempi di guida e riposo (giornaliero e settimanale), nonché per il sovraccarico, oltre ad infrazioni al codice della strada di altra natura per un totale di 85 infrazioni complessive. Sono state, inoltre, ritirate due patenti di guida e decurtati 52 punti.

Queste intense attività di controllo continueranno, sistematicamente, al fine di garantire ed elevare, quanto più possibile, gli standard di sicurezza stradale, armonizzando l’attività di prevenzione, informazione e controllo.

Da martedì prossimo il via alla potatura di 51 tigli in via Radici in Piano, 15 saranno abbattuti

Da martedì prossimo il via alla potatura di 51 tigli in via Radici in Piano, 15 saranno abbattutiInizieranno martedì prossimo, 23 febbraio, le operazioni di potatura dei 51 tigli dislocati lungo via Radici in Piano, nel tratto compreso tra il cavalcaferrovia Da Verrazzano e via Pedemontana. Nel corso della verifica preventiva agli esemplari inseriti nel progetto di potature in corso di esecuzione, al fine di svolgere interventi manutentivi mirati, è emerso che per 15 tigli è necessario procedere immediatamente all’abbattimento poiché irrimediabilmente compromessi ed a rischio schianto al suolo.

“La sicurezza viene prima di tutto – commenta il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – e non è possibile lasciare ulteriormente alberi di così grandi dimensioni in una strada come via Radici tanto trafficata dalle auto ma, anche da ciclisti e pedoni. Alberi che rischiano di cadere e di creare pericoli ai passanti. Per questo a partire da martedì, la prima data utile che la ditta incaricata ci ha fornito, provvederemo ad abbatterli per poi sostituirli non appena ci sarà la possibilità, come già avvenuto in diverse altre parti della città”.

Le operazioni di potatura ed abbattimento inizieranno lunedì 23 febbraio ed avranno una durata complessiva di circa due settimane, dieci giorni lavorativi.

Poiché gli esemplari si trovano a bordo strada, il cantiere dovrà inevitabilmente occupare una parte della carreggiata che, per tutta la durata dei lavori, subirà un restringimento.

“Ci scusiamo per i disagi alla circolazione che sicuramente ci saranno – conclude il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – ma l’intervento è assolutamente urgente e deve essere svolto in assoluta sicurezza sia per chi transita che per chi sta operando”.

 

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