Per la ‘prima volta’ della Giornata nazionale dei Camici Bianchi, in ospedale a Sassuolo, tutti gli operatori in servizio hanno osservato un minuto di silenzio e hanno voluto “rappresentare” simbolicamente, con una foto (scattata nell’atrio circolare della struttura), la loro partecipazione a questa nuova iniziativa, nata dalla volontà del regista Ozpetek e di Mogol, per ricordare l’impegno di tutti i sanitari durante la pandemia di Covid-19.
“La scelta – spiega il Direttore Sanitario dell’Ospedale, Dr. Silvio Di Tella – è stata quella di rivolgere il nostro pensiero a tutti coloro che si sono ammalati, pazienti e operatori sanitari, in modo particolare, a tutte le vittime della pandemia”.
Esattamente un anno fa, il 20 febbraio 2020, Annalisa Malara, anestesista dell’Ospedale di Codogno, scoprì che Mattia, il cosiddetto «paziente uno», era stato contagiato dal SARS-COV-2.
Aveva messo da parte dei risparmi per comprarsi una consolle di gioco un ragazzino di 12 anni che ieri, inavvertitamente, ha perso per strada il suo portafogli contenente la somma di 570 euro.
La sua fortuna è stata che, di li a poco, nella strada è transitata una pattuglia di carabinieri della Stazione di Formigine, in servizio perlustrativo, che hanno recuperato il portafogli con tutto il contenuto e, dopo alcuni accertamenti per risalire al proprietario, sono riusciti a raggiungere i genitori del ragazzino, al quale è stato restituito quanto smarrito, rendendolo di nuovo felice.
Lunedì 22 febbraio, dalle ore 8,30 e fino al termine dei lavori prevista per le ore 18, via Braida sarà completamente chiusa al traffico dalla Circonvallazione all’intersezione con via Panaro.
La chiusura, già programmata per la giornata di ieri poi posticipata causa inconvenienti tecnici, si rende necessaria per consentire ad Hera di proseguire nei lavori di sistemazione delle condotte idriche.
Apposita cartellonistica in loco indicherà la viabilità alternativa.
Sono circa 15mila in provincia di Modena, secondo le stime, i destinatari della campagna di vaccinazione al personale scolastico, comunicata nei giorni scorsi dalla Regione Emilia-Romagna. In questi giorni l’Azienda sanitaria, insieme ai rappresentanti dei Medici di medicina generale, sta definendo tutte le modalità concrete per l’avvio di questa ulteriore fase vaccinale. A partire dal 22 febbraio si potrà contattare il proprio medico per ricevere le informazioni e comunicare la propria intenzione a vaccinarsi.
“Invitiamo tutti i cittadini a non prendere d’assalto le linee telefoniche dei medici – dichiara Silvana Borsari, direttrice sanitaria AUSL – che devono comunque continuare a garantire l’assistenza anche per tutte le altre patologie. Loro prenderanno in carico le richieste di vaccinazione, valutandole una per una in base ai criteri definiti per la somministrazione del vaccino Astra Zeneca, per poi fornire ai propri assistiti l’appuntamento, secondo le possibilità consentite in questo momento dalle disponibilità di dosi. La campagna continuerà, quindi è importante avere pazienza e assicurare ai propri medici la maggior collaborazione possibile. Dovranno infatti anche acquisire tutti i moduli di autocertificazione, consenso informato e scheda anamnestica e assicurarsi che il paziente compili correttamente tutti i documenti”.
Le somministrazioni potranno iniziare verso i primi giorni di marzo. Infatti, l’intero percorso di distribuzione del vaccino sul territorio va predisposto nel rispetto di tutte le misure di conservazione, preparazione e somministrazione delle dosi (le fiale del vaccino Astra Zeneca vengono conservate fra 2°C e 8°C, nei frigoriferi che già i medici hanno a disposizione per altri vaccini e medicinali). Saranno i medici stessi a fornire ai propri assistiti la data e l’orario dell’appuntamento, in base alle richieste raccolte e alle dosi di vaccino disponibili.
Chi può vaccinarsi
Potrà vaccinarsi tutto il personale scolastico, cioè maestri, professori, educatori, operatori e collaboratori, assistiti dal servizio sanitario regionale e che lavorano nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private parificate, nei servizi educativi 0-3 anni e negli enti di formazione professionale dell’Emilia-Romagna che erogano i percorsi di IeFP.
Come già avvenuto per i test sierologici e antigenici rapidi, il personale scolastico dovrà autocertificare la propria condizione di avente diritto attraverso il modulo reperibile nella sezione del sito www.ausl.mo.it dedicata alle vaccinazioni anti-covid 19, ben visibile dalla hompage.
Dove si prenota la vaccinazione
I cittadini che rientrano in questa fascia di popolazione potranno chiamare direttamente il proprio medico di base, a partire da lunedì 22 febbraio e nei giorni successivi, in base ai normali orari già forniti ai pazienti.
Il medico prenderà in carico la richiesta ed effettuerà la valutazione anamnestica, per rilevare l’eventuale presenza di patologie che sconsiglino la somministrazione del tipo di vaccino attualmente disponibile o situazioni in cui sia necessaria la somministrazione in ambiente protetto (ospedaliero). Fisserà poi l’appuntamento al proprio assistito secondo i tempi consentiti dalla disponibilità di vaccini.
Dove si effettua la vaccinazione
Dal proprio medico di famiglia.
Parteciperanno alla campagna vaccinale tutti i medici, ad esclusione di coloro che sono esonerati per problematiche sanitarie, come previsto per la campagna influenzale. I medici vaccinatori dovranno certificare di avere eseguito o almeno iniziato il percorso vaccinale o di aver avuto il COVID negli ultimi sei mesi. L’adesione alla vaccinazione da parte dei medici di famiglia nella nostra provincia è stata molto alta con quasi il 90% medici vaccinati.
Quale vaccino sarà somministrato
Sarà somministrato AstraZeneca. Fra i diversi vaccini resi disponibili allo stato attuale dalla struttura Commissariale nazionale, presenta caratteristiche tali da consentire un utilizzo anche nell’ambito della medicina generale. La somministrazione della seconda dose del vaccino AstraZeneca è prevista nel corso della dodicesima settimana e comunque a una distanza di almeno dieci settimane dalla prima dose.
È un vaccino sicuro?
Il 29 gennaio è stato autorizzato dall’EMA e il 30 gennaio dall’AIFA. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione. In ogni caso il profilo di sicurezza verrà continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.
È un vaccino basato su “vettore adenovirale non-replicativo”, destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nelle persone di età pari o superiore ai 18 anni. È progettato per preparare il sistema immunitario a identificare e contrastare il coronavirus (SARS-CoV-2) responsabile della malattia COVID-19. Dopo la somministrazione, l’adenovirus modificato e incapace di modificarsi si lega alla superficie delle cellule umane e penetra nel nucleo della cellula. Lì fornisce il codice genetico per produrre la proteina Spike del coronavirus. Le cellule immunitarie (cellule T) circolanti riconoscono lo stimolo della proteina Spike, inducono una risposta immunitaria cellulare e la produzione di anticorpi neutralizzanti il virus. Il sistema immunitario produce inoltre cellule dotate di memoria difensiva contro la proteina Spike del coronavirus, facilitando il riconoscimento e la risposta immunitaria rapida in caso di futura esposizione al coronavirus responsabile della COVID-19.
La vaccinazione quindi introduce nelle cellule di chi si vaccina solo l’informazione genetica che serve per costruire copie della proteina Spike. L’adenovirus non è in grado di replicarsi e quindi non si può diffondere nell’organismo delle persone che hanno ricevuto la vaccinazione. Dopo la somministrazione l’informazione genetica viene degradata ed eliminata.
Nuvolosità irregolare in pianura con ampie zone di sereno. Addensamenti localmente più consistenti sui rilievi senza precipitazioni. Foschie e banchi di nebbia sulle pianure, in particolare quelle adiacenti al Po e sul ferrarese durante la notte e prima mattina. Rapido dissolvimento da metà mattinata. Temperature pressochè stazionarie o in lieve diminuzione; minime intorno a 4-5 gradi, massime tra 12 e 14 gradi. Venti deboli variabili sui rilievi; prevalentemente dai quadranti orientali sulla pianura. Mare poco mosso.
Poste Italiane comunica che in provincia di Modena le pensioni del mese di marzo saranno accreditate a partire da martedì 23 febbraio per i clienti titolari di Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution. Tramite le relative card si potranno prelevare i contanti dai 63 ATM Postamat presenti nel territorio provinciale, senza bisogno di recarsi allo sportello.
Per limitare la diffusione del Covid-19, l’Azienda ricorda l’esigenza di agire con responsabilità nel rispetto delle indicazioni delle autorità. In tal senso, la volontà di continuare a garantire un servizio essenziale per la vita del nostro Paese, coniugata con la necessità di tutelare la salute di clienti e dipendenti, impone l’adozione di provvedimenti rispondenti alle disposizioni normative attualmente in vigore.
Pertanto, coloro che non possono evitare di ritirare la pensione in contanti in uno dei 132 uffici postali del Modenese, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal seguente calendario che potrà variare a seconda del numero di giorni di apertura dell’ufficio postale di riferimento:
I cognomi
dalla A alla B martedì 23 febbraio
dalla C alla D mercoledì 24 febbraio
dalla E alla K giovedì 25 febbraio
dalla L alla O venerdì 26 febbraio
dalla P alla R sabato mattina 27 gennaio
dalla S alla Z lunedì 1° marzo
Poste Italiane ricorda che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli uffici postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro del rateo, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.
Poste Italiane comunica inoltre che nei principali uffici postali della provincia di Modena è possibile prenotare il proprio turno allo sportello tramite WhatsApp. Per richiedere il ticket elettronico con questa modalità basta memorizzare sul proprio smartphone il numero 3715003715 e seguire le indicazioni. Per gli uffici abilitati alla prenotazione su WhatsApp, è stata riattivata anche la possibilità di prenotare il proprio turno allo sportello da remoto direttamente da smartphone e tablet utilizzando l’app “Ufficio Postale” oppure da pc collegandosi al sito poste.it, senza la necessità di registrarsi.
Per conoscere gli uffici abilitati alla prenotazione del ticket da remoto e per ulteriori informazioni consultare il sito www.poste.it o contattare il numero verde 800 00 33 22.
Si chiama “Scuola di fantasia”, la seconda parte di “TEATRI NELLA RETE” il progetto streaming di ATER Fondazione, che questa volta si concentrerà sul rapporto con bambini, ragazzi, adolescenti e il mondo della scuola, in una logica di collaborazione tra i vari agenti formativi e culturali presenti sul territorio, coinvolgendo gli istituti situati nei Comuni del Circuito regionale multidisciplinare gestito dalla Fondazione.
Il Direttore di ATER Fondazione, Roberto De Lellis ha dichiarato: “Nel proporre questa iniziativa alle scuole di ogni ordine e grado, situate nei Comuni del Circuito regionale multidisciplinare, attraverso una programmazione condivisa, abbiamo pensato che il titolo “Scuola di Fantasia” potesse trasmettere quello che intendiamo per formazione dello spettatore ed educazione ai linguaggi dello spettacolo. La risposta incoraggiante alle nostre iniziative sul web è quella che ci ha spinto a proseguire, allargandola con lo stesso entusiasmo a nuove proposte, rivolte a quel pubblico giovane e giovanissimo, reale e potenziale, che per tante ragioni ci sta molto a cuore.”
IL PROGETTO
“Scuola di Fantasia” include spettacoli, lezioni-dimostrazioni, residenze, laboratori e incontri ideati e predisposti per una fruizione esclusivamente multimediale e/o interattiva. I contenuti, saranno condivisi con alcuni Teatri del Circuito regionale multidisciplinare, come il: Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno, Teatro Magnani di Fidenza, Auditorium Ferrari di Maranello, Cinema Teatro Boiardo di Scandiano.
Eterogenee, attuali, delicate, importanti le tematiche affrontate in “Scuola di Fantasia”, come il bullismo e le violenze domestiche, ma anche più giocose e creative, stimolando la crescita e l’interazione attraverso la danza e la lettura. TEATRI NELLA RETE realizzerà attraverso uno streaming interattivo 7 progetti, all’interno dei quali troviamo 1 proposta di laboratorio mediante LIM per le classi scolastiche, 2 spettacoli per ragazzi e giovani, e la realizzazione di una serie di brevi video/spot, pensati per raccontare il dietro-le-quinte della residenza artistica di circo contemporaneo firmata dal Teatro Necessario. Particolarmente intensa è inoltre la programmazione dedicata alle scuole dal Teatro Laura Betti di Casalecchio che da diversi anni sviluppa specifici percorsi educativi, rivolti in particolare agli adolescenti.
Gli eventi, tutti gratuiti, avranno luogo nei mesi di febbraio, marzo, aprile 2021.
GLI EVENTI
DIALOGHI DEGLI DÈI – I dialoghi del “divertissement” dello scrittore greco Luciano di Samosata (II sec. d. C.) adattati in una moderna aula scolastica
Produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi in co-produzione con I sacchi di sabbia
LA SCATOLA DELLE FIGURE – Laboratorio teatrale per le prime classi delle scuole primarie
Produzione: Teatro Gioco Vita
nickname: @leonechestriscia – Spettacolo interattivo che affronta il tema del bullismo rivolto a studenti di età superiore agli 11 anni
Produzione: La Piccionaia
DOPPIOZERO – Residenza artistica della Compagnia Circo CarpaDiem
In co-produzione con Teatro Necessario
Luogo: Teatro Magnani di Fidenza
Gli eventi del Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno.
LEZIONI TEATRALI PER LEGGERE IL PRESENTE E PROGETTARE IL FUTURO – Cinque artisti raccontano ai ragazzi di un oggetto o di un’opera nati in momenti di crisi ma capaci di modificare il futuro
Nell’ambito di Generazioni a teatro 2021
I FIGLI DI MEDEA – Sei incontri intorno al libro omonimo di Suzanne Osten, primo titolo della collana di letteratura teatrale per i giovani di Edizioni Primavera
Nell’ambito di Class Action 2021
in partenariato con ERT FVG circuito del Friuli-Venezia Giulia e ATCL circuito del Lazio
per la piattaforma di Formazione teatrale FAD-DAD
I NOSTRI SILENZI – Il progetto propone la lettura scenica di “Dentro” di Giuliana Musso e tre incontri con l’autrice sui tabù, le autocensure, le verità segrete. I nostri silenzi.
Un progetto di Giuliana Musso per Teatro Arcobaleno
Un sostegno per ricorrere a servizi per avviare o rafforzare la presenza all’estero delle micro, piccole e medie imprese dell’Emilia-Romagna attraverso l’analisi, la progettazione, la gestione e la realizzazione di iniziative sui mercati internazionali. Incrementare la consapevolezza e l’utilizzo delle soluzioni e strumenti offerti dal digitale nell’export, ma anche favorire la continuità operativa delle attività commerciali all’estero nella fase della ripartenza post pandemia Covid-19.
Sono gli obiettivi principali del bando “Digital Export – anno 2021”, varato dalla Regione Emilia-Romagna e dal sistema Camerale emiliano-romagnolo che confermano così anche per il 2021 le azioni a sostegno di percorsi di internazionalizzazione per le imprese del territorio regionale, da Piacenza a Rimini.
Il bando stanzia contributi a fondo perduto per le imprese (micro, piccole e medie) dell’Emilia-Romagna pari a oltre 1 milione di euro.
Le richieste di contributo potranno essere inviate dal 1 al 22 marzo 2021 e dovranno riguardare la realizzazione di progetti e in un arco temporale dal 1 gennaio scorso al prossimo 31 dicembre.
La misura rientra nel progetto approvato dal Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento di programmi e progetti camerali, condivisi con la Regione, indirizzati all’attuazione di politiche strategiche nazionali in tema di sviluppo economico e di servizi alle imprese.
Il 24 febbraio, dalle 10,30 alle ore 13 si svolgerà un seminario online webinar per illustrare finalità, contenuti e modalità di partecipazione al bando.
“Una grande opportunità per agganciare la ripartenza che passa soprattutto dalla digitalizzazione e commercio elettronico che si stanno confermando come strumenti fondamentali per consentire una rapida ripresa delle esportazioni. Il sistema Camerale emiliano-romagnolo e la Regione– hanno commentato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla e il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Alberto Zambianchi– confermano per il 2021 le azioni di sostegno a percorsi di internazionalizzazione per le imprese del territorio. La misura ha l’obiettivo di sostenere progetti di rafforzamento e consolidamento della presenza all’estero delle imprese anche accompagnandole nel passaggio all’economia digitale, accrescendo la consapevolezza e l’utilizzo di nuovi strumenti web per l’export”.
Il bando in sintesi Il contributo minimo sarà pari a 5 mila euro (a fronte di spese complessive pari a 10 mila euro), quello massimo ammonterà a 15 mila euro (a fronte di spese complessive pari a 30 mila euro). Il bando regionale è rivolto a imprese manifatturiere esportatrici e non esportatrici, aventi sede legale e/o sede operativa attiva in Emilia-Romagna con un fatturato minimo di 500 mila euro, così come desunto dall’ultimo bilancio disponibile. L’arco temporale per la realizzazione delle iniziative che potranno beneficiare dei contributi va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021.
Le richieste di contributo devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e-gov.
Sono iniziati in questi giorni i lavori per la realizzazione di un nuovo campo da calcio in erba sintetica per squadre da 7, 8 o 9 giocatori, presso il Centro sportivo di Gorzano. Il cantiere avrà una durata di circa due mesi e mezzo – esclusi eventuali contrattempi causati dal maltempo -, per un intervento progettato e finanziato dalle società sportive del territorio attraverso l’associazione Maranello Sport, partecipata anche dal Comune.
La nuova area di gioco, che grazie al fondo sintetico all’impianto drenante potrà essere utilizzata con continuità anche nei periodi più piovosi, sarà lunga 70 metri e larga 46.6, dimensioni conformi ai regolamenti della LND (Lega Nazionale Dilettanti) della FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) per campionati e tornei di calcio a 7, a 8 e a 9.
“Oltre ad ampliare l’offerta del nostro territorio – spiega Mariaelena Mililli, assessore allo Sport -, questo progetto, nato da un confronto mirato tra le società sportive e il Comune, consentirà agli atleti di allenarsi in condizioni migliori, e penso soprattutto alle attività delle squadre giovanili. C’è inoltre l’intenzione di garantire nelle immediate vicinanze l’accesso libero ad un campetto, così come avviene attualmente”.
Il campo sarà inoltre dotato di un nuovo impianto di illuminazione a led, di aree tecniche supplementari e di una nuova recinzione. E la doppia tracciatura dell’area di gioco consentirà di rimodularla in due campi da calcio a 5 affiancati.
Completata l’opera, che resterà dunque di proprietà pubblica, sarà poi la stessa Maranello Sport a gestire l’impianto e ad occuparsi della sua manutenzione. Il costo complessivo del progetto, sostenuto dal Comune con un contributo di 50mila euro, ammonta a 190mila euro al netto dell’IVA.
Il laboratorio “L’infinito” con l’illustratore Marco Somà, programmato dal FabLab Junior di Spezzano, per lunedì 1 marzo alle 17, chiude il ciclo “Stories” che ha portato a Casa Corsini, il centro polifunzionale dell’innovazione del Comune di Fiorano Modenese, alcuni fra i maggiori autori e illustratori italiani per ragazzi.
L’appuntamento è dedicato a bambine e bambini dai 9 agli 11 anni, è gratuito e online, i posti sono limitati, le iscrizioni sono già aperte a info@casacorsini.mo.it.
Il laboratorio creativo d’illustrazione, ispirato al volume “L’infinito”, la più celebre lirica di Giacomo Leopardi, propone un lavoro aperto e guidato, di tipo pratico, sul disegno.
“Il ciclo Stories proposto da Comune di Fiorano Modenese e Associazione Lumen – spiega la coordinatrice del FabLab Junior, Alice Fregni – ha permesso a bambini e ragazzi di vivere esperienze creative con alcuni fra i più interessanti autori e illustratori per ragazzi attivi nel panorama nazionale. Oltre a tanti fioranesi, hanno partecipato ai laboratori, anche bambini dalle diverse regioni d’Italia: è stato per tutti un bel modo per confrontarsi e crescere. Abbiamo voluto chiudere questo ciclo con Marco Somà, un illustratore molto apprezzato, e con ‘L’infinito’ di Leopardi, perché se è vero che questo ciclo si chiude, la voglia di scrivere e di raccontare per immagini dei nostri ragazzi non finirà mai”.
Marco Somà lavora come illustratore di libri per ragazzi, è docente d’illustrazione e svolge attività laboratoriali con i bambine e le bambini. Sue illustrazioni sono state selezionate in numerosi concorsi internazionali, tra cui la Biennale d’Illustrazione di Bratislava nel 2013, la Mostra illustratori della Fiera del Libro di Bologna; ha ricevuto il Premio Andersen Miglior Illustratore 2019.
Sulla A13 Bologna-Padova, è stato aggiornato il programma delle chiusure notturne, per consentire lavori di manutenzione ai giunti del ponte sul fiume Po, come di seguito indicato:
nelle due notti consecutive di venerdì 19 e sabato 20 febbraio, con orario 21:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Rovigo sud Villamarzana e Ferrara nord, verso Bologna, con contestuale chiusura dell’area di servizio “Po ovest”, situata all’interno del tratto.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Rovigo sud Villamarzana, percorrere la viabilità ordinaria: Santa Maria Maddalena, SS16 adriatica e Via Eridano e rientrare sulla A13, alla stazione di Ferrara nord;
dalle 6:00 alle 8:00 di domenica 21 febbraio, sarà chiuso il tratto compreso tra Rovigo sud Villamarzana e Occhiobello, verso Bologna.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Rovigo sud Villamarzana, percorrere la viabilità ordinaria e rientrare sulla A13 alla stazione di Occhiobello;
nelle due notti consecutive di domenica 21 e lunedì 22 febbraio, con orario 22:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Occhiobello e Ferrara nord, verso Bologna, con contestuale chiusura dell’area di servizio “Po ovest”, situata all’interno del tratto.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Occhiobello, percorrere la viabilità ordinaria: Santa Maria Maddalena, SS16 adriatica e Via Eridano e rientrare sulla A13 alla stazione di Ferrara nord;
nelle due notti consecutive di lunedì 22 e martedì 23 febbraio, con orario 21:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Occhiobello e Rovigo sud Villamarzana, verso Padova. Nelle stesse notti, ma con orario 21:00-6:00, sarà chiusa anche l’area di parcheggio “Quattro vie”, situata al km 50+750, in direzione di Padova.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Occhiobello, percorrere la viabilità ordinaria: Via Eridania, Santa Maria Maddalena, SS16 adriatica e SS434 Transpolesana e rientrare sulla A13 alla stazione di Rovigo sud Villamarzana.
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Sulla A14 Bologna-Taranto e sul Raccordo di Casalecchio, per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, previsti in orario notturno, nelle due notti consecutive di lunedì 22 e di martedì 23 febbraio, con orario 22:00-6:00, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura, in modalità alternata:
Sulla A14 Bologna-Taranto:
-sarà chiusa la stazione di Bologna Fiera, in entrata verso la A1 Milano-Napoli e in direzione di Ancona e in uscita per chi proviene da Ancona e dalla A1. In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13 Bologna-Padova.
Sul Raccordo di Casalecchio:
-sarà chiusa la stazione di Bologna Casalecchio, in entrata verso la A1 Milano-Napoli.
In alternativa, si potranno utilizzare le stazioni di Bologna Borgo Panigale sulla A14, Bologna-Taranto, di Sasso Marconi sulla A1 Milano-Napoli, o di Bologna Arcoveggio sulla A13 Bologna-Padova.
Si ricorda che le suddette chiusure verranno effettuate in modalità alternata.
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 242.462 casi di positività, 1.821 in più rispetto a ieri, su un totale di 30.716 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,9%.
Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su (dal 1^ marzo prenotazioni aperte anche per quelle dagli 80 agli 84 anni).
Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.
Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 314.125dosi; sul totale, 129.773 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 690sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 583 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 792 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.
L’età media dei nuovi positivi di oggi è 40,6 anni.
Sui 690asintomatici, 455 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 47 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 12 con gli screening sierologici, 16 tramite i test pre-ricovero. Per 160 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.
La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 532 nuovi casi e Modena (326); poi Reggio Emilia (172), Ravenna (154), Rimini (149), Imola (109), Ferrara (104) e Cesena (103). Seguono le province di Parma (70), Piacenza (60) e Forlì (42).
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 16.424tamponi molecolari, per un totale di 3.254.146. A questi si aggiungono anche 451test sierologicie 14.292 tamponi rapidi.
Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.758 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 197.244.
I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 34.937 (+17 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 32.852 (+3), il 94% del totale dei casi attivi.
Purtroppo, si registrano 46nuovi decessi: 5 a Piacenza (tutti uomini, rispettivamente di 53, 63, 83, 90 e 97 anni); 4 nella provincia di Reggio Emilia (una donna di 50 anni e tre uomini di 74, 82 e 88 anni); 5 nella provincia di Modena (una donna di 94 e quattro uomini: di 60, 83, 90 e 91 anni); 14 in provincia di Bologna (11 donne: di 63, 79, 81, 82, 83, 84, 85 anni, due di 92 anni, una delle quali residente a Imola, e due di 95 anni; 3 uomini: di 63, 73 e 95 anni); 7 nel ferrarese (due donne di 83 e 98 anni e cinque uomini, rispettivamente di 71, 78, 82, 85 e 97 anni); 5 in provincia di Ravenna (una donna di 95 anni e quattro uomini: di 66, 74, 76 e 85 anni); 4 in provincia di Forlì-Cesena (tre donne di 87, 90 e 93 anni; un uomo di 85 anni); 2 nel riminese (una donna di 86 anni e un uomo di 71). Nessun decesso nella provincia di Parma.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.281.
I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 183 (+2 rispetto a ieri), 1.902 quelli negli altri reparti Covid (+12).
Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 11 a Piacenza (+1), 8 a Parma (+1), 17 a Reggio Emilia (numero invariato rispetto a ieri), 39 a Modena (invariato), 54 a Bologna (-2), 11 a Imola (+1), 16 a Ferrara (invariato), 3 a Ravenna (-1), 2 a Forlì (invariato), 7 a Cesena (+2) e 15 a Rimini (invariato).
Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: a Piacenza 19.480 (+60 rispetto a ieri, di cui 32 sintomatici), 16.761 a Parma (+70, di cui 44 sintomatici), 31.353 a Reggio Emilia (+172, di cui 96 sintomatici), 42.391 a Modena (+326, di cui 208 sintomatici), 48.743 a Bologna (+532, di cui 388 sintomatici), 8.300 casi a Imola (+109, di cui 62 sintomatici), 14.138 a Ferrara (+104, di cui 31 sintomatici), 18.213 a Ravenna (+154, di cui 80 sintomatici), 9.220 a Forlì (+42, di cui 34 sintomatici), 10.912 a Cesena (+103, di cui 77 sintomatici) e 22.951 a Rimini (+149, di cui 79 sintomatici).
Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 9 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare. Inoltre, in seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati sono stati eliminati 5 decessi dalla provincia di Rimini, in quanto non causati da Covid.
A chiederlo è Gianfranco Zinani, presidente Fiepet Confesercenti Modena (Federazione Italiana esercenti pubblici), che sottolinea: “Dobbiamo evitare che si ripeta quanto avvenuto la domenica di San Valentino, quando il cambio di colore – comunicato come al solito con scarsissimo anticipo – ha portato alla chiusura improvvisa di decine di migliaia di attività. Per la ristorazione è stato un vero caos, costato alle imprese circa 250 milioni di euro di fatturato”.
Per ridurre l’impatto negativo delle restrizioni su questo tipo di imprese occorre posticipare l’avvio delle zone arancioni almeno a lunedì, ribadisce Zinani, che puntualizza: “C’è bisogno anche di un cambio di metodo nella comunicazione: le imprese sono ormai esasperate dall’incertezza che, come al solito, accompagna e precede i procedimenti restrittivi. È inaccettabile che le attività non sappiano ancora se e in che modi potranno svolgere il proprio lavoro. Un problema sottolineato, nel suo discorso al Senato, anche dal Presidente Draghi: cosa aspettiamo a cambiare passo?”
Veri e propri “angeli custodi” dell’ambiente, che svolgono una preziosa attività di vigilanza e controllo nei parchi, nelle riserve naturali e nelle aree protette dell’Emilia-Romagna. Arriva dalla Regione un nuovo aiuto concreto per le Guardie ecologiche volontarie: 9 Fiat Panda che l’assessora regionale alla Montagna, parchi e forestazione, Barbara Lori, e il sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi, hanno consegnato oggi a Bologna.
Sale a così a 26 il numero degli automezzi messia disposizione delle Gev, considerando anche le 17 assegnate nel corso del 2020.
“Il servizio volontario di vigilanza ecologica assume un ruolo essenziale nella tutela, nel presidio e nel rilancio del territorio- sottolineano Lori e Baruffi-. Si tratta di donne e uomini che dedicano il proprio tempo libero gratuitamente, con generosità e competenza, alla difesa e alla salvaguardia dell’ambiente, svolgendo azioni di vigilanza e di educazione ambientale. I gruppiche operano in Emilia-Romagna, in molti casi in stretta sinergia con gli Enti locali, svolgono un servizio di grande valore, nel quale crediamo fortemente e sul quale investiamo risorse per assicurare dotazioni moderne che consentano di intervenire e presidiare il territorio in modo efficace e sicuro. Per questo oggi consegniamo ai raggruppamenti territoriali la seconda tranche di automezzi acquistati da Arpae con risorse regionali. Un gesto concreto, espressione di un investimento che si consolida, a sostegno del volontariato e per la difesa dell’ambiente”.
Alla consegna ha partecipato anche Giuseppe Bortone, direttore dell’Agenzia per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell´Emilia-Romagna (Arpae). “La collaborazione tra Arpae, Regione, Enti locali e i raggruppamenti delle Guardie ecologiche volontarie- ha spiegato- continua a dare buoni frutti ed è importante anche per ribadire la rilevanza del ruolo dei cittadini per la difesa e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale. La transizione ecologica che stiamo avviando non può prescindere dalla conoscenza dei territori e dal coinvolgimento e partecipazione delle comunità locali”.
Un servizio attivo dal 1989. Tra Rimini e Piacenza 16 raggruppamenti
La Regione Emilia-Romagna, tramite Arpae, finanzia le spese sostenute dai raggruppamenti Gev e mette a loro disposizione mezzi ed attrezzature utili all’attività di vigilanza ecologica. Come appunto le 26 Fiat Panda (modello1.2 easy power – gpl) assegnate grazie a uno stanziamento complessivo di 300 mila euro. Tra i criteri seguiti, la vetustà dei mezzi già in possesso e il numero delle guardie ecologiche presenti in ogni raggruppamento. Questa, dunque, la ripartizione per provincia delle 26 auto: 2 a Piacenza, 4 a Parma, 4 a Reggio Emilia, 3 a Modena, 3 a Bologna, 1 a Ferrara, 4 a Ravenna, 3 a Forlì-Cesena, 2 a Rimini.
Il Servizio volontario di vigilanza ecologica è stato istituito dallaRegione Emilia-Romagna nel 1989. Oggi le Guardie ecologiche volontarie attive sono 1.273, organizzate in 16 raggruppamenti territoriali presenti in tutte le province. Sono 79 a Piacenza; 139 a Parma; 218 a Reggio Emilia; 261 a Modena; 309 a Bologna; 58 a Ferrara; 64 a Forlì-Cesena; 83 a Ravenna e 62 a Rimini.
Le Guardie ecologiche volontarie operano per diffondere la conoscenza e il rispetto dei valori ambientali, in base a specifiche convenzioni, oltre che con Arpae, con altri enti pubblici territoriali. Svolgono un servizio pubblico volontario con compiti di polizia amministrativa. Alcuni raggruppamenti sono attivi anche nell’ambito della Protezione civile regionale e vengono impegnati in casi di emergenze e calamità. Conducono anche attività in materia di rifiuti (controllo della raccolta differenziata e segnalazioni di abbandono) e molte Gev sono inoltre abilitate alle funzioni di controllo e vigilanza dell’attività ittica e venatoria.
Le aziende agrituristiche dell’Emilia-Romagna hanno chiuso il 2020 con una contrazione media di fatturato oltre il 50%. Il colpo più pesante lo registrano le strutture ubicate in zone montane (- 90%) spesso frequentate da visitatori provenienti da fuori regione o dall’estero, mentre quelle vicine ai centri abitati (- 35%) sono state beneficiate dal business travel seppur limitato.
Traccia il bilancio economico Gianpietro Bisagni, imprenditore agrituristico e presidente regionale di Agriturist, gli agriturismi associati a Confagricoltura: «Le strutture hanno perso mediamente 70.000 euro di fatturato annuo. E non è andata bene neppure nei primi mesi del 2021. La zona gialla si è rivelata infatti una magra consolazione perché vige comunque la serrata alle 18 e gli agriturismi che somministrano pasti in regione – circa 860 aziende su un totale di 1200 – lavorano soprattutto la sera. Di fatto siamo sempre chiusi 6 giorni su 7 anche con la zona gialla».
Così Augusto Congionti, presidente nazionale Agriturist: «La priorità è rimettere subito in moto il settore agrituristico. Ora dobbiamo voltare pagina puntando su un piano strutturale di ripresa e rilancio, che tenga conto e promuova le peculiarità uniche della nostra offerta, in linea con la transizione verde. Questa lunghissima stagione del Covid ad oggi ha registrato oltre milleduecento milioni di danni, senza contare le perdite sulle vendite dirette».
In tutta la Penisola il crollo di business è arrivato anche al 100% per chi organizza eventi e nelle fattorie didattiche. «Siamo ad una fase cruciale – continua Congionti -, occorre riuscire a dare fiato alle attività con indennizzi veloci e immediatamente fruibili, rateizzazioni, riduzione di oneri e semplificazione, ma contemporaneamente programmare azioni specifiche di comunicazione e promozione dell’agriturismo».
Forse i Sassolesi non ricordano la buona gestione della municipalizzata AMNU e poi SAT, venduta ad Hera per un piatto di gnocco fritto. Torna alla mente, lo sforzo per costruire la nuova sede della società in via Brigata Folgore con importante mutuo della CDP. Il Comune ha reso noto che è intenzionato ad acquisire in proprietà l’intero stabile per la collocazione degli uffici comunali, sparsi in diverse sedi, cosa che trova consenso nella popolazione.
La storiella di Hera va raccontata ai Sassolesi per capire l’errore storico della vendita di SAT ad Hera ed in particolare la questione della sede.
Nel 2010 Hera, che acquisì l’intero patrimonio di SAT con la fusione per incorporazione, vendette ad una società di leasing l’intero complesso immobiliare, allo scopo di concederlo, in locazione finanziaria ad una società di Reggio Emilia, in modo che questa ultima la concedesse in locazione alla stessa Hera.
Classico gioco delle tre carte anche se sul piano fiscale è una operazione legittima, salvo contratti aventi scopi illeciti , fraudolenti…..o elusivi.
Operazione preparata nei minimi particolari, del resto con professionisti fiscalisti che si ritrova Hera, società quotata in Borsa………non si potevano commettere errori.
La società di leasing si era premurata, con rara tempestività, l’autorizzazione della società locataria del leasing e locatrice nei confronti di Hera.
Si ricorda che Hera aveva in essere contratti di locazione con Ministero Interni, Satcom, Hera Com, proseguiti in capo ad Hera……durata 9 anni con inizio settembre 2010, corrispettivo 560.000 euro, netto iva…….la perla è che Hera rilasciò fidejussione di euro 5.040.000 a garanzia dell’affitto.
Dubbi, all’epoca ci assalirono, Hera era ed è una società controllata dagli Enti Locali attraverso un sindacato di blocco….la domanda all’Ente Locale socio, rimase senza risposta.
Che dire dell’incarico professionale, assegnato ad una società di Modena per trattare e proporre possibili conduttori per la sub locazione degli immobili , di cui in premessa.
Andammo a vedere meglio le cifre del fenomeno Hera…..beh aveva un debito nei confronti di SGP, al dicembre 2010 di euro 3.335.000 ed aveva aumentato la tariffa rifiuti del 3,4 % e acqua del 2,6%.
La morale, i sassolesi fecero uno sforzo per dare risalto economico e finanziario alla SAT, con la costruzione di una nuova e prestigiosa sede, nonostante i buoni risultati economici della gestione tipica, fu svenduta ad Hera, dopo 10 anni siamo costretti a ricomprare una cosa che era nostra.
Il weekend è alle porte e prosegue il percorso delle formazioni targate Green Warriors Sassuolo nei campionato di Serie.
Partiamo dalle più giovani, ovvero le nostre ragazze della Serie C: dopo la vittoria all’esordio dello scorso weekend, questa settimana Capitan Cangini e compagne non scenderanno in campo ed osserveranno il turno di riposo previsto nel girone A. Le neroverdi torneranno quindi regolarmente il campo nell’ultimo venerdì di febbraio, quando riceveranno alla Consolata Enegy Parma.
Scenderanno invece regolarmente in campo le ragazze della Serie B2, saldamente al comando del proprio girone con 11 punti: dopo l’entusiasmante vittoria al tie break nel derbyssimo contro la Moma Anderlini dello scorso weekend, Mammini e compagne torneranno in campo domani sera, per l’ennesimo derby modenese che il mini girone F2 propone. Le neroverdi riceveranno infatti tra le mura amiche del Pala Consolata l’esperta Tieffe Service San Damaso, reduce dalla sconfitta casalinga nello scorso turno contro Mirandola. Fischio di inizio alle 20.30 con diretta streaming sulla nostra pagina Facebook.
Test amichevole invece per le ragazze della Serie A2, che – in attesa di tornare finalmente in campo per la seconda fase di campionato – domenica renderanno visita alla Omag San Giovanni di Marignano, per il secondo allenamento congiunto dopo quello disputato lo scorso weekend a Sassuolo. Dhimitriadhi e compagne sono ancora in attesa di conoscere il proprio percorso futuro – se sarà Poule Promozione o Salvezza dipenderà esclusivamente dal risultato del match di domenica tra Pinerolo e Busto Arsizio – ma la ripresa del campionato è ormai vicina.
Il gruppo consiliare Lega Salvini Premier di Formigine ha deciso di abbandonare i lavori del Consiglio Comunale di giovedì sera per lanciare un forte segnale di protesta nei confronti “dell’atteggiamento vessatorio e arrogante della maggioranza”.
“Dopo aver dovuto assistere al solito teatrino delle interrogazioni della maggioranza concordate con la giunta, ci siamo visti come al solito tacitati e sottoposti alla lezioncina di ‘come si fa’ – afferma il capogruppo leghista Davide Romani -. Insomma, la maggioranza pretende di salire in cattedra, insegnando modi e tempi anche delle nostre azioni consiliari, e di silenziarci all’occorrenza”.
“Paradossale che l’ennesimo episodio che ci ha spinti a lasciare la seduta consiliare sia avvenuta in concomitanza della discussione relativa alla proposta di iniziativa popolare contro la propaganda nazifascista. Il paradosso è doppio a fronte della scarsa democraticità dei democratici, anche nelle sedi istituzionali, e dell’incresciosa definizione da parte di un esponente della maggioranza dei leghisti come fascisti a prescindere”.
“L’uscita dalla videoconferenza del Consiglio comunale – conclude il capogruppo leghista – vuole dunque essere un segnale della necessità di un diverso atteggiamento”.
Si è svolta online giovedì sera 18 febbraio la seduta di febbraio del Consiglio Comunale di Formigine: nel corso della discussione sono state approvate tre mozioni. In particolare la mozione “Aree smoke free air” – prendendo spunto da esperienze consolidate in Italia e all’estero e facendo riferimento anche agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 e alla necessità specifica di tutelare bambini e ragazzi – chiede all’amministrazione di “individuare aree dove estendere i divieti di fumo creando una mappa delle aree smoke free, predisporre un’appropriata campagna informativa nonché idonea cartellonistica.
La mozione approvata sul “regolamento per eventi sostenibili” invece prende le mosse dall’importanza che hanno gli eventi organizzati sul territorio di Formigine come occasioni di relazioni e socialità, ma anche dal fatto che “La sostenibilità ambientale è un tema totalmente trasversale ad ogni attività umana, da cui neanche gli eventi possono prescindere”. Il dispositivo approvato prevede quindi che il Comune di Formigine debba “Studiare e valutare le varie possibilità a disposizione per promuovere e incentivare l’organizzazione sostenibile degli eventi promossi all’interno del territorio”, costruendo un regolamento dedicato, valutando misure di riduzione dell’impatto ambientale come la riduzione del packaging e conseguente riduzione del rifiuto da imballaggio, facilitazioni per la raccolta differenziata, preferenza per materiali per il catering lavabile, materiali biodegradabili e compostabili, eliminando totalmente la plastica monouso, predisporre laddove possibile, dei punti di distribuzione dell’acqua pubblica, prediligere l’acquisto e/o fornitori che possano fornire alimenti il più possibile a basso impatto (km 0, provenienti da agricoltura biologica e/o commercio equo). Ancora, diminuendo l’impatto dei trasporti motorizzati, prevedendo momenti di sensibilizzazione ai cittadini sulle tematiche ambientali e sul consumo responsabile, coinvolgendo “associazioni, fornitori, commercianti ed enti gestori dei rifiuti nel percorso di elaborazione di tale Regolamento”.
Approvata poi anche la mozione avente per oggetto: “progetto di legge di iniziativa popolare; norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e la produzione di oggetti con simboli nazisti e fascisti.” Per la parte di delibere amministrative, è stata approvata la prima variazione al bilancio previsionale 2123, che modifica i saldi sul 2021 di circa un milione di euro e di circa 2,2 milioni per le annualità 2022 e 2023: in particolare sono state così dedicate risorse al recepimento della convenzione stipulata con ANAS per il sistema “tutor” sulla viabilità del territorio, alla manutenzione del sottopasso, nonché somme per incentivi tecnici e progettazione e altre spese di personale.
Ospedale delle Tartarughe Fondazione Cetacea – Foto di Carlo Marinacci
Le tartarughe marine sono al tempo stesso testimoni e vittime dell’alto livello di inquinamento da plastica che affligge il mar Adriatico. Un gruppo di studiosi dell’Università di Bologna ha analizzato 45 esemplari ricoverati all’Ospedale delle Tartarughe della Fondazione Cetacea di Riccione, trovando in tutti i casi detriti plastici nelle loro feci. I risultati delle analisi – pubblicati oggi sulla rivista Frontiers of Marine Science – non solo confermano il ruolo delle tartarughe come sentinelle dell’inquinamento marino, ma mostrano anche come la presenza di plastica nel loro intestino può alterarne il microbiota, provocando pericolose conseguenze per la salute di questi animali già oggi fortemente minacciati.
“Gli esiti di questo studio sono una dimostrazione della pervasività dell’inquinamento da plastiche nell’ecosistema di un mare estremamente sfruttato come l’Adriatico”, spiega Elena Biagi, ricercatrice al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna e prima autrice dello studio. “I detriti plastici originati da questi rifiuti entrano nella catena alimentare e possono essere ritrovati ad alte concentrazioni nelle feci di predatori apicali, come le tartarughe marine, con conseguenze negative per la loro salute, dovute anche a variazioni indotte nel loro microbiota intestinale”.
TARTARUGHE SENTINELLE
Si stima che ogni anno più di 10 milioni di tonnellate di plastica finiscano negli oceani, tanto che i materiali plastici costituiscono oggi più dell’80% del totale delle sostanze inquinanti nei mari di tutto il mondo. Tra mammiferi marini, uccelli e tartarughe di mare, sono circa 260 le specie animali che rischiano la vita a causa di questi rifiuti: ingerendoli o restando intrappolate. Inoltre, con il tempo la plastica si spezza in piccoli frammenti e filamenti (microplastiche) che possono venire ingeriti da pesci e molluschi, e risalire così la catena alimentare dei predatori, fino ad arrivare all’uomo.
In questo contesto, le tartarughe marine (Caretta caretta) sono importanti specie sentinelle del livello di inquinamento dei mari, perché la loro salute è strettamente correlata alla salute generale dell’ecosistema in cui vivono. I rifiuti plastici, in particolare, sono una pericolosa minaccia: le tartarughe li possono infatti ingerire sia direttamente, scambiandoli per prede, o in modo accidentale durante il movimento, o anche indirettamente, nutrendosi di piccoli animali già contaminati da microplastiche.
Per studiare nel modo più fedele possibile la condizione di questi animali nel loro ambiente naturale, i ricercatori hanno così analizzato i campioni fecali di 45 esemplari ricoverati nel Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe Marine (CRTM) gestito dalla Fondazione Cetacea a Riccione, in provincia di Rimini. Trovando in tutti i casi studiati tracce di detriti plastici: un dato che mostra il preoccupante livello di inquinamento dell’alto Adriatico, dovuto alle attività di pesca e di acquacoltura, sommate a quelle turistiche.
“I nostri risultati mostrano che le feci di tutte le 45 le tartarughe considerate nello studio contenevano detriti plastici, indipendentemente dal periodo di permanenza all’interno del centro di recupero”, dice la professoressa Silvia Franzellitti, del Laboratorio di Fisiologia animale e ambientale dell’Università di Bologna, tra le autrici dello studio. “Sebbene i dati ottenuti siano difficili da confrontare con la letteratura disponibile, poiché la maggior parte dei dati pubblicati in passato sono stati ricavati da necroscopie su animali morti, la nostra ricerca ci suggerisce che il livello di contaminazione plastica nelle feci delle tartarughe marine osservate sia piuttosto elevato, sia in termini di frequenza degli individui che hanno ingerito plastica che in termini di concentrazione di detriti nelle feci”.
PLASTICA E MICROBIOTA
Questi dati non riguardano però solo il livello di inquinamento marino, ma coinvolgono anche direttamente lo stato di salute delle tartarughe. Una volta ingeriti, i detriti plastici si accumulano infatti nell’ultimo tratto del loro intestino, dove possono restare anche per alcune settimane prima di essere espulsi. Qui i residui plastici possono danneggiare l’epitelio intestinale, oltre che favorire l’assorbimento di composti chimici tossici contenuti al loro interno. Inoltre, possono interagire con il microbiota intestinale degli animali, alterandone la composizione e il funzionamento.
Il microbiota ha un ruolo fondamentale per la salute di tutti i vertebrati: contribuisce alla digestione e all’assimilazione dei nutrienti, regola il metabolismo, mantiene la funzionalità del sistema immunitario e aiuta a prevenire la colonizzazione da parte di batteri patogeni. Per questo, una sua alterazione può avere gravi ripercussioni sulla salute dell’organismo.
“La nostra analisi ha permesso di associare la presenza di detriti plastici a specifiche alterazioni patologiche del microbiota intestinale delle tartarughe, con conseguenze negative sulla loro salute”, conferma Elena Biagi. “Ad esempio, abbiamo notato la presenza di specie batteriche adattate a vivere insieme a composti chimici inquinanti, o anche specie potenzialmente patogene, provenienti dall’ambiente, che potrebbero aver colonizzato i detriti plastici prima dell’ingestione, utilizzandoli così per raggiungere l’ecosistema intestinale dell’animale”.
I PROTAGONISTI DELLO STUDIO
Questo studio – che conferma l’estrema urgenza con cui è necessario ridurre la dispersione di rifiuti plastici nei mari – è nato da una collaborazione tra la Fondazione Cetacea e l’Università di Bologna, con la Unit of Microbiome Science and Biotechnology del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie e il laboratorio di Fisiologia animale e ambientale del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali. La collaborazione è stata promossa grazie alla partecipazione degli enti coinvolti all’istituzione del Fano Marine Center, hub nazionale e internazionale di ricerca di eccellenza e riferimento nel Mediterraneo per gli studi di ecologia e biologia marina.
La Fondazione Cetacea Onlus si occupa della tutela dell’ecosistema marino, in particolare dell’Adriatico, attraverso attività di divulgazione, educazione e conservazione. Gestisce inoltre il Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe Marine (CRTM), in cui vengono curate e successivamente rilasciate decine di tartarughe marine ogni anno, catturate dalle reti da pesca o trovate spiaggiate durante i periodi più freddi. I risultati ottenuti dai ricercatori sono anche un esempio di come la ricerca scientifica possa coniugarsi con attività di conservazione e tutela della biodiversità, trovando importanti indicatori della salute dell’ecosistema marino in campioni che possono essere raccolti con facilità.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers of Marine Science con il titolo “Impact of plastic debris on the gut microbiota of Caretta caretta from Northwestern Adriatic Sea”. Gli autori sono Elena Biagi, Margherita Musella, Giorgia Palladino, Daniel Scicchitano, Simone Rampelli, Silvia Franzellitti e Marco Candela per l’Università di Bologna, insieme a Valeria Angelini, Sauro Pari, Chiara Roncari di Fondazione Cetacea Onlus.
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Didascalia immagine: un esemplare di tartaruga marina al Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe Marine (CRTM) di Riccione.
Vi interessa sapere cosa è stato dell’incasso della sottoscrizione a premi organizzata nel periodo natalizio per finanziare interventi strutturali? Se sì, sappiate che la sede si è dotata di una nuova attrezzatura. un impianto di sanificazione ad ozono che ogni notte dalle 22,00 alle 23,00 (quando cioè la sede è vuota) entra in funzione operando su tutti i 600 mq. occupati e su quanto si trova all’interno. Non più dunque interventi periodici costosissimi, ma una continuità giornaliera che potrà protrarsi anche dopo l’auspicabile prossimo termine della emergenza. Ricordiamo che i sanificatori installati sono 7, che i cinque grandi operano in sala prelievi, ingresso e zona uffici, mentre i due piccoli stazionano uno nel triage e l’altro negli spogliatoi del personale di sala prelievi.
Va precisato che l’importo utilizzato era originariamente destinato al triage installato all’esterno della sede per controllare chiunque desideri, per qualunque ragione, entrare riducendo in questo modo già sensibilmente i rischi di contagio. Poi, grazie all’intervento dell’amministrazione comunale i fondi si sono liberati e si è potuto provvedere all’acquisto dei sanificatori.
Nel pur comprensibile entusiasmo per il risultato ottenuto non possiamo certamente esimerci dal riconoscere i meriti di chi con il proprio lavoro e la propria generosità ha fattivamente contribuito. Cominciamo, non per merito ma perché si tratta di un nostro volontario, dall’elettricista Zambelli Luigi (da noi inconfondibilmente conosciuto quale Dott. Scossa) che del tutto gratuitamente, a parte il rimborso spese vive, ha installato gli attacchi elettrici. Un grazie sentito anche all’amico Gian Carlo Spezzani titolare della ditta Grua Expert fornitrice dell’impianto, che ci ha omaggiato del sanificatore installato nel triage oltre ad un altro, più ridotto ma importantissimo, utile al trattamento delle penne e dei piccoli oggetti che, nei cassetti, sarebbero irraggiungibili dalla sanificazione generale. Grazie anche alla ditta costruttrice Bio3Gen che generosamente ha effettuato una donazione di 200 € immediatamente da noi utilizzati per la parziale copertura dell’importo relativo all’acquisto di un nuovo televisore da 55 pollici per la sala d’aspetto in sostituzione di quello attualmente presente (più piccolo e presto fuori norma) che utilizzeremo invece per le proiezioni di materiale pubblicitario Avis (il giorno che ci vedrete rallentare il ritmo siete autorizzati a mandarci a casa tutti).
Avviso dunque ai donatori: venite pure in sede tranquillamente. Stiamo facendo il possibile per la vostra sicurezza (e per la nostra naturalmente). Se poi qualcuno ha in materia di sicurezza qualche altra idea siamo disponibilissimi a prenderne atto. Meglio ancora se la stessa si accompagna ad una attuabile copertura finanziaria. Intanto grazie anticipatamente.