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sabato, 1 Agosto 2026
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Covid-19, Comunicazioni del ministro Speranza al Parlamento

Covid-19, Comunicazioni del ministro Speranza al ParlamentoIl ministro, in apertura e in chiusura del suo discorso, ha rivolto un accorato appello all’unità a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. “Teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani” ha detto.

Speranza ha poi illustrato la situazione epidemiologica, evidenziando come soprattutto nell’ultima settimana di rilevazione i dati mostrino una ripresa della diffusione del virus. “Attenzione – ha avvisato – in tutta Europa sta montando una nuova tempesta”.

Sulle vaccinazioni il ministro ha informato che alla notte del 12 gennaio sono state somministrate 800.000 dosi di vaccino, che pongono l’Italia al primo posto nell’Unione europea per numero di vaccinati. Speranza ha anche sottolineato che “la campagna nazionale di vaccinazione è una lunga e difficile maratona, non una gara di velocità” e che l’Italia è pronta, non appena arriveranno i nuovi vaccini, ad aumentare il numero di vaccinazioni.  E sulla questione di un eventuale obbligatorietà delle vaccinazioni ha dichiarato: “Sono convinto che la stragrande maggioranza degli italiani sceglierà di vaccinarsi senza necessità di obbligo”. “Per il Governo – ha proseguito – resta comunque fondamentale l’obiettivo dell’immunità di gregge che perseguiamo con ogni energia”.

Il ministro ha quindi sottolineato che alla luce della situazione esposta il Governo ritiene necessaria la proroga dello stato di emergenza al 30 aprile 2021 ed ha illustrato i principali contenuti del Dpcm che sostituirà quello del 3 dicembre 2020, in scadenza il 15 gennaio 2021.

Le misure previste nel nuovo Dpcm

In sintesi i principali punti del nuovo Dpcm che sostituirà quello emanato il 3 dicembre 2020, in scadenza il prossimo 15 gennaio:

  • confermate le misure di contenimento già vigenti e il modello di suddivisione in fasce differenziate di rischio;
  • prevista l’introduzione di una quarta area, bianca, in cui potranno rientrare solo le Regioni e Province Autonome con bassa incidenza del virus, vale a dire con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1;
  • confermato il divieto di spostamenti tra Regioni, anche per quelle in zona gialla;
  • prevista la riapertura dei musei nelle Regioni in area gialla;
  • riduzione degli assembramenti negli spazi antistanti i locali pubblici a rischio di aggregazione attraverso la limitazione dell’asporto per i bar a partire dalle 18;
  • confermata l’indicazione di poter ricevere a casa massimo due persone non conviventi, come già avvenuto durante le vacanze di Natale
  • ingresso in area arancione di tutte le regioni a rischio alto, secondo i 21 parametri definiti dal DM del 30 di aprile.

Dalla Regione ristori economici anche per le attività artigianali di lavorazione e vendita alimenti, dalle gelaterie alle piadinerie

Dalla Regione ristori economici anche per le attività artigianali di lavorazione e vendita alimenti, dalle gelaterie alle piadinerieLa Regione si prepara a prevedere ristori economici anche per le attività artigianali di lavorazione e vendita alimenti alle prese con le conseguenze delle restrizioni previste dalle misure anti-Covid: gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, gastronomie, piadinerie ed esercizi analoghi.

Un ampliamento dell’azione regionale che già prevede il sostegno a ristoranti e bar, per i quali dal 20 gennaio apriranno i bandi fatti dalle Camere di Commercio in ogni provincia, per complessivi 21 milioni di euro stanziati dalla Regione.

“Nell’ambito del confronto aperto con le categorie economiche- affermano gli assessori regionali Vincenzo Colla (Attività produttive) e Andrea Corsini (Commercio)- abbiamo deciso di raccogliere la sollecitazione a prevedere ristori economici anche per tali attività artigianali, così importanti per la nostra economia, che al pari di ristoranti e bar hanno dovuto rispettare le medesime limitazioni d’orario previste nelle norme nazionali e nelle ordinanze regionali”.

“Siamo già al lavoro con l’assessore al bilancio per stanziare le risorse necessarie e – proseguono- e con le associazioni degli artigiani per definire platee e criteri di accesso. Ci sarà una chiamata dedicata a questa tipologia di esercizi, ricorrendo sempre a bandi nei territori gestiti dalle Camere di Commercio. Anche su questo, infatti, abbiamo già acquisito la disponibilità di Unioncamere regionale ad agire in tal senso”.

Coronavirus, in Emilia-Romagna arriva anche il vaccino di Moderna: consegnate oggi le prime 7.400 dosi

Coronavirus, in Emilia-Romagna arriva anche il vaccino di Moderna: consegnate oggi le prime 7.400 dosiDa oggi l’Emilia-Romagna può contare su un’arma in più nella lotta al Coronavirus: nel primo pomeriggio, infatti, sono state consegnate a cinque diverse Aziende sanitarie della regione le prime 7.400 dosi del vaccino sviluppato dall’azienda farmaceutica statunitense Moderna, che nell’ultima settimana ha ricevuto il via libera di Commissione europea e Agenzia italiana per il farmaco dopo il parere favorevole dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali. Già in uso negli Stati Uniti, si tratta del secondo vaccino approvato in Europa dopo quello di Pfizer-Biontech, di cui l’Emilia-Romagna ha ricevuto a oggi oltre 131.000 dosi.

Le 7.400 dosi sono state inizialmente suddivise tra Parma, Modena, Bologna, Ferrara e ‘Romagna’ –  sede Forlì – come sedi logistiche, verranno infatti utilizzate per fare i vaccini nelle strutture socio-assistenziali da Piacenza a Rimini. Si tratta di oltre il 15% del totale della prima fornitura arrivata in Italia, costituita complessivamente da 47.000 dosi.

“Mentre la campagna vaccinale procede a pieno ritmo, e vede l’Emilia-Romagna come la regione con il più alto numero di dosi somministrate rispetto al numero di abitanti, oggi possiamo essere felici di un ulteriore passo in avanti verso il ritorno alla normalità- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. L’arrivo delle prime dosi del secondo vaccino, quello di Moderna, è molto importante, perché più somministrazioni significa sempre più persone al sicuro, e dà alle Aziende la possibilità di programmare immediatamente il calendario delle vaccinazioni, che ricordiamo in questa prima fase sono destinate al mondo sanitario e delle strutture per anziani”.

“Voglio però ricordare ancora una volta- conclude Donini– che non è sicuramente tempo di cantare vittoria, e anche se una prima parte di popolazione, quella più a rischio come il personale sanitario e quella più fragile come gli ospiti delle strutture socioassistenziali, sarà a breve già immunizzata, è importante che tutti i cittadini continuino a rispettare fino alla fine dell’emergenza tutte le leggi e le norme di sicurezza sanitaria: è un ultimo sforzo fondamentale e necessario per sconfiggere insieme il virus”.

In questa prima fase, come da indicazioni ministeriali, la campagna di vaccinazione è dedicata a coloro che operino a qualunque titolo in ospedale, in un’ottica di ospedali Covid-free; agli operatori sanitari e sociosanitari che operino presso le strutture pubbliche e private accreditate; agli ospiti e personale delle strutture residenziali per anziani, secondo una logica strutture residenziali Covid-free: in totale si parla di circa 180mila persone, a quasi la metà delle quali è stata già somministrata laprima delle due dosi necessarie. L’andamento delle vaccinazioni in Emilia-Romagna è aggiornato in tempo reale sul sito regionale dedicato: https://salute.regione.emilia-romagna.it/tutto-sul-coronavirus/vaccino-anti-covid.

Il piano di approvvigionamento stabilito dal Commissario straordinario nazionale per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, per l’Emilia-Romagna prevede, oltre ai 130.000 vaccini Pfizer-BioNtech già consegnati e i 7.400 di Moderna di oggi, altri 43.875 vaccini, sempre Pfizer-BioNtech in arrivo tra il 18 e il 20 gennaio e altre 4.900 dosi di Moderna per la fine del mese, indicativamente tra il 25 e il 27 gennaio.

Il vaccino di Moderna

Il principio alla base del vaccino oggi in consegna è lo stesso di quello attualmente in uso: entrambi si basano infatti sull’RNA messaggero. Ci sono alcune differenze pratiche tra il vaccino di Moderna e quello Pfizer che è stato fino a questo momento somministrato.

Un flacone di Moderna permette di effettuare 10 somministrazioni, a fronte delle 6 possibili con il prodotto di Pfizer, ed è già pronto all’uso, senza richiedere quindi alcuna operazione di diluizione. Le due iniezioni devono essere effettuate a distanza di 28 giorni l’una dall’altra, e per il vaccino Moderna l’età minima è 18 anni, mentre quello Pfizer arriva fino a 16. Infine, il vaccino Moderna ha una conservazione che richiede una temperatura di stoccaggio di -20 gradi, rispetto ai -70 di Pfizer.

Coronavirus, aggiornamento (13/1): su oltre 15.800 tamponi effettuati 1.178 nuovi positivi (7,4%)

Coronavirus, aggiornamento (13/1): su oltre 15.800 tamponi effettuati 1.178 nuovi positivi (7,4%)
Foto di Helena Jankovičová Kováčová da Pixabay

Oggi in Emilia Romagna i casi di positività al Coronavirus sono 1.178 in più rispetto a ieri, su un totale di 15.833 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 7,4%. Dall’inizio dell’epidemia regione si sono registrati 195.573.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale che lavora nella sanità regionale e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale on line, sul nuovo portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

Alle 15.30 sono state effettuate 90.776 vaccinazioni; 5.638 le somministrazioni oggi a quell’ora, tendendo presente che le Aziende sanitarie proseguono per l’intera giornata.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 619 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 290 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 361 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 47,1 anni.

Sui 619 asintomatici, 364 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 48 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 17 con gli screening sierologici, 8 tramite i test pre-ricovero. Per 182 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 205 nuovi casi; a seguire Reggio Emilia (168), Rimini (166), Ferrara (144), Ravenna (143); poi Piacenza (86), Modena (79), Cesena (61). Quindi il territorio di Forlì (54), Parma (40) e infine Imola (32).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.833 tamponi, per un totale di 2.737.403. A questi si aggiungono anche 557 test sierologici e 7.980 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.324 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 129.073.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 57.980 (-2.212 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 55.072 (-2.153), il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 66 nuovi decessi: 6 a Piacenza (tre donne di 88, 89 e 94 anni, e tre uomini di 72, 84, 96 anni), 2 in provincia di Parma (una donna di 89 anni e un uomo di 77 anni), 3 in provincia di Reggio Emilia (tutti uomini: rispettivamente di 85, 86 e 91 anni); 11 nel modenese (5 donne – una di 84, una di 86 e tre di 88 anni – e 6 uomini: uno di 70, uno di 71, due di 79, uno di 85 e uno di 87 anni); 22 in provincia di Bologna (10 donne – una di 69, una di 78, due di 81 anni, una di 88 anni, due 90enni, una di 91, una di 93 e una di 95 anni – e 12 uomini: di 63 anni, 69, 73, 74, 77, 82, 84, 85, 90, due di 93 anni e uno di 94 anni); 3 nel ferrarese (due donne di 75 e 92 anni, e un uomo di 83 anni); 9 in provincia di Ravenna (4 donne – di 53, 75, 78 e 91 anni – e 5 uomini, rispettivamente di 56, 80, 81, 86, 90 anni); 4 a Forlì-Cesena (3 donne di 60, 88, 95 anni, e un uomo di 84 anni); 5 nel riminese (due donne rispettivamente di 89 e 93 anni e 3 uomini di 76, 88, 89 anni). Infine, si segnala il decesso di un uomo di 71 anni diagnosticato dall’Ausl di Bologna ma residente in provincia di Macerata.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.520.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 229 (-8 rispetto a ieri), 2.679 quelli negli altri reparti Covid (-51).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 15 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 14 a Parma (+1), 17 a Reggio Emilia (numero invariato rispetto a ieri), 48 a Modena (-4), 41 a Bologna (-6), 15 a Imola (-1), 28 a Ferrara (invariato), 15 a Ravenna (invariato), 4 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 26 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 16.992 a Piacenza (+86 rispetto a ieri, di cui 29 sintomatici), 14.099 a Parma (+40, di cui 30 sintomatici), 26.330 a Reggio Emilia (+168, di cui 59 sintomatici), 34.726 Modena (+79, di cui 59 sintomatici), 38.906 a Bologna (+205, di cui 77 sintomatici), 6.227 casi a Imola (+32, di cui 10 sintomatici), 10.866 a Ferrara (+144, di cui 30 sintomatici), 14.969 a Ravenna (+143, di cui 90 sintomatici), 6.987 a Forlì (+54, di cui 41 sintomatici), 7.906 a Cesena (+61, di cui 41 sintomatici) e 17.565 a Rimini (+166, di cui 93 sintomatici).

Ristoratori, Confcommercio e Confesercenti Modena: “si alla protesta ma nel rispetto della legalità”

Ristoratori, Confcommercio e Confesercenti Modena: “si alla protesta ma nel rispetto della legalità”Alla luce del prolungarsi delle restrizioni per la pandemia che stanno colpendo sempre più drammaticamente il comparto della ristorazione nel suo intero, al netto dei ristori erogati davvero simbolici perché calcolati su un unico mese, Fipe Confcommercio e Fiepet Confesercenti intendono interpretare il vero e proprio grido di aiuto e disperazione della categoria denunciando un ammanco di fatturato di oltre 3 miliardi per la sola Emilia Romagna e di oltre 30 miliardi su base nazionale.

Ai miliardi bruciati nei bilanci delle imprese, bisogna aggiungere tutte quelle persone, dipendenti e collaboratori, che da quasi un anno sono in cassa integrazione in attesa di poter tornare a lavorare ed a una vita vera.

La situazione è a dir poco drammatica e lo è ancora di più perché non c’è un orizzonte temporale per immaginare una vera ripartenza, soprattutto duratura su cui programmare investimenti e soprattutto progetti. Gli operatori sono davvero provati, esasperati da questa situazione confusa e allo stesso tempo terribile visto che se non ci sono certezze sulla ripartenza ce ne sono molte di più per le scadenze di imposte e forniture, che non si possono rimandare o sospendere nella maggior parte dei casi.

Nel rispetto delle regole vogliamo prendere le distanze da sedicenti gruppi che evocano una ripartenza al di fuori della legge mettendo a repentaglio la sicurezza delle aziende, dei propri dipendenti e collaboratori ed anche dei clienti stessi.

La protesta è assolutamente lecita anzi doverosa e sacrosanta stante la situazione delle aziende e soprattutto delle persone, le stesse persone che vivono e dovrebbero lavorare come chi lo fa abitualmente, ma non deve andare a scapito delle stesse persone mettendole a rischio di sanzioni, amministrative, civili e penali. Sarebbe un ulteriore danno per tutti.

Si ricorda che in caso di somministrazione di alimenti e bevande stante l’esplicito divieto del dpcm le aziende rischiano sanzioni amministrative da 400,00 a 2.000,00€ (in caso di reiterazione) e fino alla chiusura e revoca della licenza, oltre a possibili denunce penali per procurata pandemia. Gli stessi clienti rischiano sanzioni da 400,00 a 1.000,00€.

Sui Tavoli Ministeriali ai quali saremo chiamati a partecipare nei prossimi giorni, chiederemo a gran voce ristori calcolati sulle reali perdite di fatturato dell’intero 2020 e non su un singolo mese, chiediamo RISTORI non bonus una tantum, chiederemo inoltre riduzioni delle tariffe, come la TARI, che siano commisurate ai giorni di apertura e non alla superficie dell’esercizio, che è stato ed è chiuso e ha ridotto la superficie di esercizio per adeguarsi alla emergenza Covid-19.

Ma soprattutto chiederemo di essere trattati come le altre categorie definite essenziali e per questo tutelate, anche la ristorazione è un comparto vitale della nostra economia, della nostra cultura del nostro essere cittadini italiani, dove il lavoro è un diritto, sempre, anche in all’epoca del Covid-19.

Per sostenere le nostre richieste nei prossimi giorni metteremo in pratica azioni di protesta nel pieno rispetto della legalità.

 

I Sindacati: l’ulteriore contributo regionale per l’affitto è una prima risposta alla crisi, resta alta però la preoccupazione per il numero di sfratti per morosità incolpevole

I Sindacati: l’ulteriore contributo regionale per l’affitto è una prima risposta alla crisi, resta alta però la preoccupazione per il numero di sfratti per morosità incolpevole
Foto di Sephelonor da Pixabay

La Giunta della Regione Emilia-Romagna, anche a seguito di incontri con le associazioni degli inquilini unitamente a CGIL CISL UIL e  ANCI (associazione dei comuni), il 28 dicembre dell’anno scorso ha deliberato l’impiego di 11,6 milioni di euro per  un ulteriore contributo affitto a tutti i nuclei famigliari che sono in difficoltà economiche.

Saranno  i Distretti Socio Sanitari della nostra regione  a dare avvio ai bandi affitto che dovranno chiudersi entro il 28 di febbraio 2021.

Potranno presentare domanda per il contributo tutti i residenti nella nostra regione che abbiano un regolare contratto di affitto registrato presso l’agenzia delle entrate e che siano in possesso di alcuni   requisiti: avere avuto un reddito ISEE per l’anno 2020 o un reddito ISEE per il 2021 inferiore ai 17.154 euro; oppure avere un reddito ISEE inferiore ai 35.000 euro ed aver subito un calo di reddito nel trimestre marzo aprile maggio 2020 superiore  al 20%.

Sulla base delle domande presentate verranno stilate due graduatorie separate al fine di garantire risorse adeguate per entrambi i requisiti  e riconosciuto il contributo che potrà coprire tre mensilità con un massimo di 1500 euro.

Questo ulteriore provvedimento è un primo strumento per dare risposta all’emergenza abitativa, resta alta però  la preoccupazione in merito al numero di sfratti per morosità incolpevole che, se ad oggi non possono essere eseguiti per il prolungamento della sospensione fino al giugno 2021, restano senza soluzione. Sarà necessario, come abbiamo già richiesto alla Regione e definito anche nel Patto per il Lavoro e per il Clima 2030 recentemente sottoscritto, proseguire il confronto al fine di trovare  soluzioni abitative adeguate stabili e non solo emergenziali.

(CGIL CISL UIL Emilia-Romagna, SUNIA SICET UNIAT Emilia-Romagna)

 

Sulla A1 chiusura notturna del tratto compreso tra Fiorenzuola e Fidenza, verso Bologna

Sulla A1 chiusura notturna del tratto compreso tra Fiorenzuola e Fidenza, verso BolognaSulla A1 Milano-Napoli, per consentire attività di ispezione delle opere d’arte sul torrente Stirone, previste in orario notturno, dalle 22:00 di giovedì 14 alle 5:00 di venerdì 15 gennaio, sarà chiuso il tratto compreso tra Fiorenzuola e Fidenza, verso Bologna.
La stazione di Fidenza sarà chiusa in entrata, in entrambe le direzioni, verso Bologna e in direzione di Milano.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Fiorenzuola, percorrere la SP462 e la SS9 Via Emilia e rientrare sulla A1, alla stazione di Fidenza.
In alternativa alla chiusura dell’entrata di Fidenza, verso Milano, si consiglia di utilizzare la stazione di Piacenza sud.

Inoltre, dalle 19:00 di giovedì 14 alle 5:00 di venerdì 15 gennaio, sarà chiusa l’area di servizio “Arda ovest”, situata nel tratto compreso tra Piacenza sud e Fiorenzuola e l’area di parcheggio “Chiavaralle ovest” tra Fiorenzuola e Fidenza, in direzione di Bologna.

 

Controllati durante la notte, due giovani finiscono nei guai a Fiorano per possesso di stupefacenti

Controllati durante la notte, due giovani finiscono nei guai a Fiorano per possesso di stupefacentiQuesta notte, nel corso di un servizio di controllo del territorio, i carabinieri della stazione di Fiorano modenese hanno fermato due giovani del luogo, già noti alle forze di polizia, trovandoli in possesso di 41 g di marijuana e una dose di hashish. Un altro piccolo quantitativo di marijuana è stato rinvenuto nel corso della perquisizioni presso l’abitazione di uno dei due. I due giovani sono stati segnalati amministrativamente quali detentori per uso personale di sostanze stupefacenti, oltre ad essere stati sanzionati per aver violato il divieto di mobilità vigente in orario notturno.

Sostegno a persone e famiglie in difficoltà economica, anche a causa dell’emergenza Covid: parte il Fondo Affitto 2021 della Regione

Sostegno a persone e famiglie in difficoltà economica, anche a causa dell’emergenza Covid: parte il Fondo Affitto 2021 della RegioneAl fianco delle persone e delle persone più in difficoltà, soprattutto in questo momento, con le conseguenze della pandemia che per tanti si traducono in un peggioramento delle condizioni di vita. La Regione Emilia-Romagna, grazie a ulteriori risorse statali, destina altri 11 milioni e 600 mila euro a chi fatica a pagare l’affitto avviando per il 2021 il Fondo sociale dedicato. Si aggiungono ai 17,6 milioni di euro erogati con il Fondo Affitto 2020, per quasi 30 milioni di euro complessivi dall’inizio della pandemia. Risorse messe a disposizione di Comuni e Unioni di Comuni, che potranno sia scorrere ed esaurire le graduatorie pregresse sia aprire nuovi, specifici bandi per raccogliere nuove richieste.

A beneficiarne potranno essere famiglie e persone in difficoltà economica che, anche a causa dell’emergenza sanitaria, hanno subito la perdita o una consistente riduzione del reddito e non riescono a pagare il canone di locazione della casa in cui abitano.

La Giunta regionale ha dunque varato il nuovo Fondo Affitto. I cittadini, una volta pubblicato il bando delle varie amministrazioni comunali, potranno fare domanda per avere un contributo fino a tre mensilità, per un tetto massimo di 1.500 euro. Le domande saranno articolate in due graduatorie distinte: la prima, a cui viene inizialmente riservato il 60% delle risorse complessive, dedicata a coloro che, con un Isee annuo fino a 35 mila euro, hanno subito un calo del reddito a causa del Covid; la seconda per i nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 17 mila euro, in questo caso a prescindere dal calo reddituale. In caso di calo del reddito potranno fare richiesta del contributo anche gli inquilini degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

“La crisi pandemica sta determinando un grave aumento della difficoltà economica e delle diseguaglianze- sottolinea la vicepresidente della Regione con delega al Welfare, Elly Schlein-. Un numero crescente di persone e famiglie ha visto ridursi o scomparire le proprie fonti di reddito e si attende un periodo di difficoltà diffusa. Si pone drammaticamente il problema di sostenibilità delle spese per la vita quotidiana e il rischio di un allargamento ulteriore della povertà che incide sulle capacità economiche delle famiglie in affitto”.

“Interveniamo dunque avviando subito il Fondo Affitto 2021 con importanti risorse per misure di sostegno, affinché gli effetti della pandemia non sfocino in un aumento delle diseguaglianze economiche e sociali di lungo periodo, anche e soprattutto in relazione alle spese abitative- conclude Schlein-. É quello che stiamo facendo dall’inizio della pandemia, stanziando già quasi 30 milioni per l’affitto tra risorse regionali e statali, ed è quello che intendiamo continuare a fare”.

Chi sono i destinatari

Destinatari dei contributi sono le persone singole o i nuclei familiari che si trovano in difficoltà economiche per perdita del lavoro, cassa integrazione o stato di mobilità, oppure lavoratori precari o stagionali che hanno subito la riduzione dell’orario di lavoro, ma anche coloro che hanno redditi molto bassi (Isee annuo fino a 17.154 euro).

I contributi sono cumulabili con quelli eventualmente ricevuti con il Fondo Affitto 2019 o 2020.

La domanda di contributo deve essere presentata al Comune dove si trova l’abitazione, una volta che questo ha pubblicato il bando; la Regione sta predisponendo una piattaforma web attraverso la quale, in alternativa, presentare la domanda. Un’importante novità per facilitare l’accesso ai contributi e per costruire un quadro più aggiornato e completo dei fabbisogni a livello regionale.

Requisiti richiesti

Per ottenere il contributo, si deve avere la cittadinanza italiana o quella di uno Stato appartenente all’Unione europea o, per i cittadini extra Ue, il permesso di soggiorno; risiedere oppure essere domiciliati in Emilia-Romagna; essere in possesso di un regolare contratto di affitto in un comune della regione; dichiarare un reddito Isee fino a 17.154 euro senza necessità di dimostrare cali del reddito per causa Covid; oppure fino a 35mila euro, autocertificando in questo caso con adeguata documentazione (buste paga o fatture) la diminuzione del reddito di almeno il 20% nei mesi di marzo, aprile, maggio 2020, rispetto al medesimo trimestre 2019. Per presentare la domanda si potrà allegare il reddito Isee 2020 o 2021.

Report dell’attività istituzionale dell’Ente Comunale di Fiorano Modenese nel 2020

Report dell’attività istituzionale dell’Ente Comunale di Fiorano Modenese nel 2020Per il Consiglio Comunale di Fiorano Modenese il 2020 è stato un anno intenso nonostante gli impedimenti dati dalla pandemia e dalle urgenze economiche affrontate. I consiglieri si sono potuti riunire pur rispettando le norme anti-assembramento – che vietavano le riunioni in presenza – attraverso la piattaforma di Google Meet, come del resto hanno fatto gli altri Comuni del Distretto ceramico.

Il numero totale è stato di 10 sedute di Consiglio, di cui 7 in presenza e 3 in videoconferenza. Si sono compiute più delibere dello scorso anno, giungendo a ben 93, di cui 30 interrogazioni, 19 ordini del giorno, 1 mozione e 43 atti deliberativi.

“L’andamento dei Consigli – afferma il Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Reginato – rispecchia un clima di collaborazione fra maggioranza e minoranza che ha portato spesso ad approvazioni di ordini del giorno e proposte di delibere, all’unanimità. Un’ altra nota positiva è la disponibilità da parte di tutti i consiglieri di confrontarsi sui vari argomenti nelle varie commissioni, luogo in cui si trattano i dettagli tecnici e amministrativi che verranno poi affrontati nei vari consigli. In questo momento di forte difficoltà, tale collaborazione ha fatto sì che le contrapposizioni ideologiche fossero, nella maggior parte dei casi, messe da parte, per il conseguimento di quel bene comune che dovrebbe essere sempre il faro della politica”.

Anche la Giunta Comunale ha lavorato senza sosta, organizzando 50 sedute e compiendo 147 delibere.

Maranello: Una “rete” istituzionale per contrastare l’usura

Maranello: Una “rete” istituzionale per contrastare l’usuraL’emergenza sanitaria innescata dalla diffusione del Covid-19 e la successiva prolungata chiusura delle attività economiche, produttive e commerciali, imposta per arginare il contagio e limitare il numero dei decessi – il cosiddetto lockdown – sta avendo, e avrà ancor di più nei prossimi mesi, un enorme impatto dal punto di vista socio-economico.
Imprenditori, esercenti e famiglie stanno già facendo i conti con una devastante crisi di liquidità, anticamera, in assenza di accesso a linee di credito legali, del rischio di ricorrere a prestiti usurai. Si tratta di un vero e proprio “welfare criminale che offre sostegno a famiglie e imprese in difficoltà” come ha recentemente sottolineato il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Nel mese di aprile, in pieno lockdown, a fronte di un crollo percentuale dei reati di criminalità comune, il Ministero dell’Interno ha segnalato, in totale controtendenza, un aumento dei reati di usura (+9.6%). Il pericolo di un aumento indiscriminato di pratiche usuraie è stato chiaro fin dall’inizio della pandemia, ed è stato confermato dalla recente operazione del Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Compagnia di Sassuolo.
“Gli Enti locali, essendo le istituzioni più vicine ai cittadini e conoscendo le dinamiche del territorio, anche per gli aspetti legati all’economia e allo sviluppo – afferma l’assessore alla Legalità Mariaelena MIlilli – possono svolgere attività molto importanti, in particolare sul versante della prevenzione. Sarà utile tessere una rete con a capo la Prefettura per mettere in campo le sinergie utili a far sì che tutte le istituzioni coinvolte tentino di individuare azioni concrete sulle quali dare il proprio contributo per ostacolare il ricorso all’usura”.
Su questo fronte, nei giorni scorsi la Giunta di Maranello ha deliberato una proposta per stipulare un protocollo di intesa tra istituzioni pubbliche, Prefettura, Camera di Commercio, associazioni economiche di categoria, associazioni bancarie, sindacati e confidi, in cui individuare una serie di linee guida per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dell’usura. Tra gli obiettivi auspicati anche l’apertura di uno sportello “di ascolto” rivolto alle vittime dell’usura e l’intensificarsi di azioni di sensibilizzazione sul tema del sovra-indebitamento e la formazione delle giovani generazioni, obiettivo questo che già le amministrazioni del distretto Ceramico perseguono attraverso il progetto “GenerAzione Legale” attivo dal 2015.
Sui dati del fenomeno, indicativo anche l’aumento percentuale delle interdittive per cui l’Emilia-Romagna scala la classifica superando Sicilia e Campania. “Monitorare il passaggio di proprietà delle attività commerciali – prosegue l’Assessore Mililli – come anche consistenti aumenti di capitale o dinamiche societarie ‘anomale’, sono altre iniziative sulle quali è necessario che gli Sportelli Unici Attività Produttive e le Camere di Commercio collaborino strettamente per tenere alta l’attenzione sul territorio ed arginare i fenomeni di infiltrazione mafiosa”.

 

Venerdì il funerale di Bruno ‘Scaio’ Ascari

Venerdì il funerale di Bruno ‘Scaio’ AscariSi terrà venerdì pomeriggio alle 15:00 nel duomo di San Giorgio il funerale del professor Bruno Ascari, noto in città anche come Scaio. Domani alle 18:30, invece, sempre nel duomo di San Giorgio, sarà recitato il Santo Rosario.

Per anni professore di musica presso le medie ‘Ruini’, Ascari ha trasmesso la passione della musica a generazioni di studenti sassolesi e, una volta concluso il suo percorso di docente, aveva a lungo sostenuto la causa della creazione, in città, di un liceo musicale.

Classe 1950, Ascari era stato trovato privo di vita dal fratello, lo scorso 5 gennaio, presso la sua abitazione in centro.

Muzzarelli: “non è con l’illegalità che si batte il virus”

Muzzarelli: “non è con l’illegalità che si batte il virus”Sono comprensibili le ragioni alla base della contestazione di chi annuncia le aperture di ristoranti, esercizi pubblici e altre strutture in violazione dei decreti e delle norme, ma “non è con l’illegalità che si sconfigge il virus”. Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli interviene a sostegno dell’appello lanciato dalle associazioni di categoria per stoppare ogni forma di disobbedienza civile, come la manifestazione “Io apro” annunciata per venerdì 15 gennaio. Si tratta di iniziative, sottolinea il sindaco, che “possono solo contribuire ad avvelenare il clima sociale e a creare ulteriori conflitti nell’ambito della comunità”.

Per Muzzarelli, infatti, “è più che comprensibile il disagio che avvertono diverse categorie economiche e gli operatori di quei settori più colpiti dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, ma questo non si può tradurre in una sfida alle istituzioni: comprendo la protesta, non la violazione delle norme previste per contenere la diffusione del contagio”.
È sui ristori, invece, che dovrebbe concentrarsi l’attenzione degli operatori: “Condivido e appoggio le rivendicazioni per interventi economici tempestivi ed equi a favore delle categorie più colpite – spiega il sindaco – e su questo continueremo a sollecitare il Governo, la Regione e tutti i soggetti che possono offrire concretamente aiuto e sostegno agli operatori. Ma chi istiga alla disobbedienza forse ha altri interessi, non il bene della categoria”.

Agricoltura: in arrivo oltre 81 milioni di euro di aiuti europei nel 2021 per rafforzare il sistema ortofrutticolo regionale

Agricoltura: in arrivo oltre 81 milioni di euro di aiuti europei nel 2021 per rafforzare il sistema ortofrutticolo regionaleOltre 81 milioni di euro perla crescita e il rafforzamento del sistema ortofrutticolo organizzato dell’Emilia-Romagna.  È l’ammontare degli aiuti finanziari europei in arrivo nel 2021 da Bruxelles, importo calcolato sulla base delle cifre indicate nei programmi operativi delle 43 Organizzazioni dei produttori (Op) e le 6 Associazioni di organizzazioni di produttori (Aop) riconosciute dalla Regione.

Un variegato mondo associativo al quale fanno capo in Emilia-Romagna oltre 9.000 aziende agricole, che rappresentano più della metà dei produttori ortofrutticoli regionali, ai quali si aggiungono circa 8.000 agricoltori fuori regione. Nel loro insieme queste imprese vantano una produzione commercializzata che nel 2020 ha totalizzato 1,76 miliardi di euro.

“L’Ocm ortofrutta- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi– è un modello di politiche di intervento che finora ha contribuito positivamente ad accrescere la competitività di un settore chiave dell’agricoltura emiliano-romagnola, in una logica di sviluppo e di maggiore sostenibilità della filiera, grazie soprattutto all’attività delle Organizzazioni di Produttori. Uno strumento di sostegno che la futura Politica agricola comune (Pac) riconferma anche nella prossima programmazione 2023-2027, dando ancora maggior spinta al rafforzamento della capacità organizzativa del mondo agricolo e allo sviluppo dell’innovazione. L’obiettivo è riaffermare il valore delle nostre produzioni d’eccellenza sul mercato nazionale e su quelli globali”.

Le risorse in arrivo rientrano nei finanziamenti erogati dall’Unione europea nell’ambito degli interventi previsti dall’Organizzazione comune di mercato (Ocm) del settore ortofrutticolo e arrivano a coprire circa il 50% dei programmi di spesa per il 2021 di ciascuna Op e Aop approvati dalla Regione, per un totale di investimenti che sfiora i 160 milioni di euro. La metà della cifra, appunto oltre 81 milioni di euro, sarà a carico del bilancio comunitario.

 

La ripartizione degli investimenti

Analizzando nel dettaglio le previsioni complessive di spesa per il 2021, oltre 68 milioni di euro (43% del totale)  saranno destinati alle cosiddette ”azioni verticali” a favore delle aziende agricole, tra cui rientrano gli investimenti per sostenere il miglioramento della qualità (attrezzature innovative, impianti d’irrigazione e antigrandine, ecc.), per la pianificazione della produzione, ad esempio il rinnovo degli impianti frutticoli e lo sviluppo della produzione integrata e altre tecniche a basso impatto ambientale.

Per il rafforzamento delle “azioni orizzontali o di sistema” sono invece attesi circa 66 milioni di euro (41%), con investimenti focalizzati in particolare su miglioramento della commercializzazione, prevenzione e gestione delle crisi di mercato e campagne promozionali.

La rimanente parte di poco più di 22 milioni di euro (14% del totale) servirà a finanziare attività come il controllo della qualità delle produzioni, le iniziative di marketing e quelle di assistenza tecnica a supporto alle aziende agricole nell’applicazione delle tecniche a basso impatto ambientale.

Vino, Confagricoltura: “Meno brindisi: crollano le vendite di bollicine doc e docg dell’Emilia-Romagna”

Vino, Confagricoltura: “Meno brindisi: crollano le vendite di bollicine doc e docg dell’Emilia-Romagna”Dai vini frizzanti dei colli piacentini ai “mossi” bolognesi o modenesi per finire con gli spumanti brut ottenuti da uve sangiovese, la crisi del vino ha colpito duramente soprattutto le bolle doc e docg dell’Emilia-Romagna. «Meno brindisi e zero convivi hanno picchiato duro sul mercato delle bollicine che, in regione, ha subito una flessione su base annua che si attesta mediamente al 60% per le etichette delle piccole e medie aziende viticole o cantine legate al canale Horeca e al 20% per quelle vendute sui banchi dei supermercati tramite la rete della Gdo», chiarisce Mirco Gianaroli presidente dei viticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna.

Sono “sparite” dal mercato le bottiglie che si stappano solitamente nelle cene delle feste natalizie, nei cin cin di fine anno, nei disco pub o wine bar notturni. Le stime a consuntivo di Confagricoltura Emilia Romagna parlano di un calo di vendite del 40-50% per i frizzantini di Ortrugo e Gutturnio (le doc dei colli piacentini e parmensi); del 30% per la Malvasia spumante Colli di Parma doc e la Spergola spumante Colli di Scandiano e Canossa doc. Anche gli spumanti Lambrusco doc – come il Reggiano, il Sorbara, il Salamino, il Grasparossa e il Modena –, hanno ceduto il 25% mentre più contenuta è stata la battuta d’arresto per i vini frizzanti tipici del vitigno a bacca rossa coltivato tra Modena, Reggio Emilia a Parma (- 20%).  Quanto al Pignoletto doc e docg: lo spumante ha perso il 30% e il vino frizzante circa il 25%. In Romagna, in particolare i produttori di fascia alta del Ravennate hanno registrato una perdita fino al 35% mentre nelle bolle metodo tradizionale-classico da uve 100% bio la contrazione si aggira sopra al 30%. Infine per lo spumante Sangiovese doc la perdita stimata è intorno al 35 per cento.

«Lo studio di Confagricoltura Emilia Romagna mette in evidenza – osserva Gianaroli – il ruolo centrale delle 17.000 aziende viticole di dimensioni medio-piccole dell’Emilia-Romagna: il crollo del loro fatturato annuo va oltre il 60% nel solo comparto delle bollicine. Una voragine dovuta al mancato giro d’affari del canale Horeca e all’impatto del Covid nelle scelte di consumo».

Lo scenario è sempre più preoccupante, secondo l’organizzazione degli imprenditori agricoli, visto che andiamo verso un inasprimento delle misure anti-covid. Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, fa un appello alle istituzioni: «Non buttiamo via un patrimonio costruito negli anni, l’impresa deve tornare centrale nel dibattito sull’erogazione dei fondi e sui ristori. Attorno al vino “made in Italy” ruotano figure imprenditoriali che hanno saputo creare nel tempo qualità e occupazione, dando valore al proprio territorio d’appartenenza. Uomini e donne, che hanno inventato l’enoturismo facendolo diventare un comparto trainate per l’economia reale e per l’export fino all’esplosione della pandemia, a cui adesso chiediamo di guidare il rilancio post-covid e assicurare la fornitura di produzioni di alta qualità sui mercati nazionali e internazionali».

Approvato l’accordo per la digitalizzazione dei servizi pubblici dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico

Approvato l’accordo per la digitalizzazione dei servizi pubblici dell’Unione dei Comuni del Distretto CeramicoFinanziamenti in arrivo dalla Regione per potenziare la digitalizzazione dei servizi al cittadino. L’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico potrà usufruire di questi contributi grazie all’accordo firmato nell’ambito della ‘Community Network Emilia-Romagna’, che recepisce una delibera regionale finalizzata al supporto degli enti locale in tema di innovazione tecnologica. L’accordo regionale nasce a sua volta dal Decreto Rilancio che ha istituito il Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, finalizzato a sostenere i processi di trasformazione digitale nella Pubblica amministrazione, assegnando risorse per portare a completamento il processo di migrazione dei propri servizi di incasso, renderli accessibili e fruibili attraverso il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o attraverso l’App IO.

L’intesa – studiata anche per rispondere alle esigenze dettate dalla pandemia e rinnovabile nel giugno del 2022 – introduce nei Comuni dell’Unione, a partire dal 28 febbraio, il ricorso obbligatorio allo SPID, in alternativa alla Carta d’identità elettronica (CIE) o alla CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per l’accesso ai servizi on-line, sempre garantendo un supporto mirato ai cittadini per l’attivazione di questi strumenti. La relativa delibera d’Unione dà seguito al Decreto Legge sulle ‘Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale’ e impegna le stesse amministrazioni comunali a garantire la fruizione di questi servizi anche attraverso la App ‘IO’, al momento utilizzata per i pagamenti on-line ma destinata ad ampliare le proprie funzioni, ad esempio semplificando le iscrizioni scolastiche e le richieste di contributi.

“Siamo orgogliosi di inaugurare e promuovere un servizio che permetterà ai nostri cittadini di risparmiare tempo ed evitare code” ha spiegato il Sindaco di Formigine Maria Costi, Presidente dell’Unione dei Comuni, nell’illustrare i benefici di questo progresso tecnologico: “In questo momento a maggior ragione, vista l’emergenza sanitaria, si tratta di uno strumento importante per avvicinare i Comuni ed i loro servizi al cittadino, nella modalità più comoda e sicura”.

Dello stesso avviso il Sindaco di Maranello Luigi Zironi che ricopre il ruolo di Assessore con delega ai servizi informatici all’interno dell’Unione: “I nostri Comuni hanno sempre puntato molto sull’innovazione, anche prima della pandemia. Un’attitudine che durante l’emergenza sanitaria ci ha consentito di accelerare ulteriormente nella digitalizzazione dei servizi al cittadino, nelle pratiche gestite dall’amministrazione così come nell’ambito dei pagamenti online e della capacità di fornire informazioni sempre più puntuali e in tempo reale. Le conseguenze dell’emergenza Covid hanno ribadito quanto sia fondamentale proseguire su questa strada, soprattutto in prospettiva: gli obiettivi raggiunti dai nostri uffici in termini di efficienza non svaniranno certo con il superamento della pandemia, e si tradurranno in comodità e ulteriore qualità dei servizi per i cittadini”.

Riguardo ai fondi erogati dalla Regione a sostegno delle spese sostenute dai Comuni, questi andranno a coprire inizialmente il 20% dell’ammontare definito in base alla popolazione coinvolta. Ulteriori risorse saranno poi rese disponibili in caso di azioni comuni ed obiettivi raggiunti da parte delle amministrazioni, fino ad un 80% dell’importo stabilito dai dati demografici e dal numero di Comuni destinatari del contributo.

 

Il sindaco Tosi incontra i vertici Lapam

Il sindaco Tosi incontra i vertici LapamIl sindaco di Fiorano Modenese, Francesco Tosi, ha incontrato in questi giorni il nuovo responsabile della sede Lapam locale, Stefano Roncaglia, per conoscerlo e augurargli un buon lavoro.

Insieme a lui anche il presidente di Lapam Fiorano, Ercole Leonardi e Sergio Romagnoli, da oltre 40 anni impegnato nell’associazione di categoria. Romagnoli lascia dopo vent’anni di lavoro il timone della sede fioranese e per i mesi che restano ad arrivare alla pensione (ad ottobre) lavorerà come funzionario sindacale di zona.

Ai vertici Lapam locali il Sindaco ha anche voluto rinnovare la volontà dell’amministrazione a proseguire il rapporto di collaborazione che lega l’ente e l’associazione di categoria. “Ho sempre reputato importante il ruolo delle associazioni di categoria e una loro leale e fattiva collaborazione col Comune – ha detto Francesco Tosi – Specialmente oggi, in un momento di generale crisi del concetto di rappresentanza, va recuperato il ruolo dei corpi intermedi, strumento di cooperazione e democrazia della società civile”.

Lapam da decenni collabora attivamente con il Comune di Fiorano Modenese nella realizzazione di moltissime iniziative, dagli eventi del Maggio fioranese alla realizzazione del libro strenna di memorie e ricordi, arrivato alla sua settima edizione e regalato nel mese di dicembre alla cittadinanza.

“Chiamami per nome”: nasce il premio di poesia alla memoria di Don Carlo Lamecchi

“Chiamami per nome”: nasce il premio di poesia alla memoria di Don Carlo Lamecchi

Ad un anno dalla scomparsa di Don Carlo Lamecchi il Comune di Sassuolo e l’Associazione culturale “Amici di Don Carlo”, istituitasi nel 2020 per perpetrarne gli ideali e i progetti, desidera dar vita ad un’iniziativa che ne celebri la memoria seguendo il solco di quella coraggiosa ed energica attività di formazione spirituale permanente che ha rappresentato per Don Carlo la stella polare di tutto il suo lungo e prezioso lavoro di sacerdote, insegnante, educatore e, più in generale, di uomo.

Don Carlo Lamecchi è stato per moltissimi sassolesi, e non solo, un esempio di umanità profonda e partecipe, un punto di riferimento concreto nei momenti difficili e nelle fasi più delicate della vita, sempre disponibile all’ascolto e al sostegno, aperto a tutti senza alcun tipo di pregiudizio, vero testimone di spirito evangelico. In particolare, nel suo ruolo di Parroco e di insegnante, ha dimostrato sempre una sensibile ed empatica attenzione per le giovani generazioni e per le persone più fragili, cercando in molti modi di favorire il dialogo e di creare occasioni di arricchimento spirituale e crescita psicologica.

Il Comune di Sassuolo e l’Associazione “Amici di Don Carlo” hanno concepito un progetto che rispondesse all’obiettivo di mantenere vivo il ricordo e in un certo senso dare continuità al lavoro di Don Carlo, che fra le tante doti era anche un uomo di cultura letteraria, con una spiccata attitudine alla scrittura e al linguaggio poetico. Nel febbraio 2020 è uscito il suo libro “Gocce di rugiada”, una raccolta di poesie e di riflessioni sulla vita.

E’ quindi sorta naturale l’idea di istituire un Premio Poesia intitolato a Don Lamecchi: un concorso letterario che avrà cadenza annuale, declinandosi su differenti tematiche e concetti che hanno contraddistinto il pensiero e la vita del sacerdote. Il concorso si propone di coinvolgere in primo luogo i giovani, suoi primi interlocutori, ma in generale tutti coloro che desiderano conoscere meglio il messaggio e i valori rappresentati dal personaggio e che amano esprimersi attraverso la poesia.

Il tema della prima edizione del concorso, scelto dall’Associazione, è “Chiamami per nome”, titolo che riprende un atteggiamento caro a Don Carlo, che desiderava  sempre conoscere il nome di coloro con cui si relazionava, fossero bimbi, ragazzi, adulti, anziani. “Voglio poterlo chiamare per nome!”; in ciò stava la profonda consapevolezza che nel nostro nome si raccoglie la nostra irripetibile identità, ciò che siamo nell’essenza, ciò che ci sentiamo di essere. Sentirci chiamare per nome è come sentirci riconoscere per quello che siamo, nella nostra unicità e insieme nell’uguale umanità che condividiamo con tutti gli altri. Appunto anche con chi ci chiama per nome.

Il concorso sarà articolato in 2 sezioni, una rivolta alle scuole del territorio e una a cui possono partecipare gli adulti maggiorenni.

Per le classi che desidereranno partecipare, si è pensato ad un vero e proprio progetto di conoscenza e avvicinamento al linguaggio poetico, che prevede lo svolgimento di laboratori condotti da esperti di poesia, come momenti propedeutici alla creazione degli elaborati.

Le opere pervenute saranno valutate e selezionate da una giuria composta da esperti di letteratura e poesia e da persone che sono state vicine a Don Carlo, amici e compagni di vita, oltre a membri dell’Amministrazione. Seguirà poi la pubblicazione dei testi e un evento pubblico, durante il quale gli autori delle opere vincitrici saranno premiati.

Per informazioni: biblioteca@comune.sassuolo.mo.it

Alberto Zambianchi, presidente Unioncamere Emilia-Romagna sulla crisi da Covid 19 e le iniziative messe in campo

Alberto Zambianchi, presidente Unioncamere Emilia-Romagna sulla crisi da Covid 19 e le iniziative messe in campoLe limitazioni alle attività imposte dalle misure anti-Covid 19, creano per le imprese di tutti i settori economici crescenti difficoltà di ogni genere e soprattutto un clima di incertezza di cui non si riescono a definire i limiti temporali.

L’analisi sullo stato dell’economia regionale, che emerge dagli approfondimenti del nostro Ufficio studi, evidenzia una situazione di pesante e diffusa crisi, in un contesto di generale recessione internazionale, ma che nel nostro Paese impatta con più forza.

E’ una crisi senza precedenti, a cui è difficile dare risposta immediata, perché la situazione epidemiologica non consente di prevedere quando la pandemia sarà finalmente messa sotto controllo.

Grandi speranze vanno pertanto risposte nel vaccino, come strumento in grado di aiutare ad uscire più velocemente dall’emergenza, così da poter cominciare a ricostruire, con la consapevolezza che il virus un giorno sarà vinto. Ci vorrà però tempo e molto ci sarà da fare per attenuare e risolvere le conseguenze economiche e sociali che la pandemia sta provocando alle nostre imprese ed alla nostra economia.

“Resistere” è la parola d’ordine di questo difficilissimo momento. Le imprese hanno dimostrato in questi lunghi mesi una straordinaria capacità di resilienza e reazione, nella speranza di intravvedere prospettive di uscita.

Sta soprattutto alle Istituzioni cercare di sostenerle in tutti i modi possibili, attraverso provvedimenti rapidi ed efficaci, con la consapevolezza che le risposte non possono essere date singolarmente, ma mettendo in rete il sistema, condividendo obiettivi di breve e di medio-lungo termine e suddividendo per compiti e funzioni le azioni e gli interventi.

Come Camere di Commercio abbiamo operato e stiamo operando sui territori e come Sistema Camerale assieme alla Regione Emilia-Romagna, d’intesa con le Associazioni di Categoria, per cercare di attutire gli effetti di una crisi profonda come mai dal dopoguerra.

E’ stato così, a inizio pandemia, con cospicui interventi delle singole Camere alle imprese dei rispettivi territori e con lo stanziamento di 6,5 milioni di euro a integrare quello della Regione per erogare contributi per l’abbattimento dei costi per l’accesso al credito delle imprese, attraverso il sistema dei Confidi. Come pure altre risorse delle Camere di Commercio sono state utilizzate per contributi a progetti di internazionalizzazione.

Ultimo in ordine di tempo è l’intervento attuato tramite convenzione stipulata da Unioncamere Emilia-Romagna con la Regione, intervento diretto a gestire i circa 21,3 milioni di euro ricevuti dal Governo per i ristori ai pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, affidandone la gestione alle Camere di Commercio, che faranno i singoli bandi in ogni provincia.

L’impegno è di far arrivare alle imprese i ristori il più velocemente possibile.

Sappiamo bene che tali ristori rappresentano un contributo insufficiente a coprire le perdite di incassi e fatturato registrati dalle imprese. Il nostro impegno è volto ad accelerare il più possibile i tempi di erogazione dei contributi e di supportare le imprese con servizi, iniziative ed interventi che possano contribuire a resistere ed a consolidare la presenza su tutti i mercati e per agganciare la ripresa, non appena ve ne saranno le condizioni.

Non possiamo negare lo scenario a tinte fosche che abbiamo davanti, a partire dal problema del lavoro e dell’occupazione che si aggraverà nei prossimi mesi. Dobbiamo però guardare avanti, consapevoli che il nostro futuro dipende da noi, dalla nostra capacità di resistere e di riprendere, dalle scelte di riposizionamento e sviluppo che faremo, imprese e istituzioni assieme.

Per parte nostra non abbiamo esitato nel contribuire alla stesura ed alla sottoscrizione del nuovo “Patto per il Lavoro e il Clima” e, come Sistema Camerale, faremo la nostra parte per darvi concreta attuazione, anche dando seguito agli impegni assunti con l’Accordo quinquennale 2021-2025 sottoscritto con la Regione, con la messa a disposizione e a sistema di esperienze, competenze, know how e risorse.

Numerosi e importanti sono gli ambiti di lavoro che devono vederci impegnati tutti e tra questi: la trasformazione digitale del sistema produttivo, la semplificazione amministrativa, l’internazionalizzazione, il lavoro e la formazione al lavoro, il sostegno all’accesso al credito e la promozione della cultura d’impresa e della legalità.

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 14 gennaio

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 14 gennaioAl mattino sereno o poco nuvoloso, con tendenza dal pomeriggio ad aumento della nuvolosità, a partire dai settori orientali. Temperature: minime in lieve aumento, comprese tra -1°C e 1°C sulla aree urbane, con valori anche più bassi sulle aree extraurbane, con gelate diffuse nottetempo ed al primo mattino. Massime stazionarie intorno a 6°C/8°C, con valori leggermente superiori nel piacentino. Venti: inizialmente deboli occidentali sulla pianura e da sud-ovest lungo i rilievi con locali rinforzi, tendenti a divenire variabili. Rinforzi tra nord-est ed est sul mare dalla seconda parte della giornata e in serata anche lungo la fascia costiera. Mare: poco mosso al mattino. Moto ondoso in aumento dal pomeriggio, fino a mosso in serata.

(Arpae)

A Fiorano al via “A tutto Coding”, progetto ludico-educativo dedicato ai ragazzi del Babele

A Fiorano al via “A tutto Coding”, progetto ludico-educativo dedicato ai ragazzi del BabelePrende il via “A tutto Coding”, progetto ludico-educativo sviluppato dal FabLab Junior col contributo della Fondazione di Modena, dedicato esclusivamente alle ragazze e ai ragazzi del Gruppo Babele di Fiorano Modenese. Il primo appuntamento ha avuto luogo martedì 12 gennaio, con “Scopriamo gli Ozobot”, un laboratorio per apprendere come sono fatti i robot e come funzionano.

Il prossimo sarà martedì 19 gennaio, e sarà intitolato “Coding con Ozoblockly”: grazie all’utilizzo dei tablet e al programma Ozoblockly si scoprirà la programmazione “a blocchi”. Il 26 gennaio sarà la volta di “Circuiti e creatività”, mentre il martedì seguente spazio alle gare di velocità con i Lego WeDo. Tutti gli appuntamenti sono alle ore 14.

I laboratori sono strutturati per creare nei ragazzi curiosità e fiducia. Attraverso l’utilizzo consapevole e attivo della tecnologia, i partecipanti potranno attivarsi in diversi ambiti, quali robotica, coding, tinkering, arte, per sviluppare maggior senso critico, logica computazionale, competenze matematiche, senso pratico e condivisione.

Per informazioni info@gruppobabele.it o pagina Facebook del FabLab Junior.

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