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Coronavirus: alle 19 in regione vaccinate 8.108 persone e le somministrazioni continuano

Coronavirus: alle 19 in regione vaccinate 8.108 persone e le somministrazioni continuano
foto Paolo Righi

Prosegue la campagna vaccinale anti-Covid in Emilia-Romagna. Nella giornata di oggi, alle ore 19, in regione sono state somministrate vaccinate contro il Coronavirus 8.108 persone. E le aziende sanitarie, da Piacenza a Rimini, stanno proseguendo con le somministrazioni.

Vaccini effettuati a donne e uomini che lavorano nella sanità regionale fra medici, infermieri e operatori e a operatrici e operatori delle CRA, oltre ai degenti delle residenze per anziani. Dopo questo primo giro, nell’arco di 18-23 giorni ci sarà per tutti il richiamo, con una seconda somministrazione.

Salgono quindi a 84.627 le persone vaccinate finora in Emilia-Romagna.

L’aggiornamento in tempo reale sul numero di vaccini fatti sul sito della Regione:
https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

Coronavirus, in Emilia-Romagna la campagna vaccinale sta procedendo a pieno ritmo e nel pieno rispetto delle indicazioni nazionali

Coronavirus, in Emilia-Romagna la campagna vaccinale sta procedendo a pieno ritmo e nel pieno rispetto delle indicazioni nazionali
foto Paolo Righi

In Emilia-Romagna la campagna vaccinale contro il Covid sta procedendo a pieno ritmo. E nel rispetto delle indicazioni nazionali del commissario Domenico Arcuri. Nella sua comunicazione del 17 novembre scorso inviata alle Regioni, infatti, nel chiedere il numero di persone da vaccinare, per poter organizzare la campagna stessa, chiedeva di considerare per ogni presidio ospedaliero “il numero di personale operante al suo interno, a qualunque titolo”. Quindi – oltre al personale sanitario e sociosanitario – anche il personale non sanitario, come ad esempio gli amministrativi, i tecnici e i dipendenti delle aziende che garantiscono i servizi in appalto (pulizie, pasti, ecc.), altrettanto fondamentali per garantire il funzionamento dei servizi.

Questo per garantire che gli ospedali, ambienti più critici rispetto alla trasmissione virale insieme alle CRA, siano COVID-free. Infatti, anche in merito alle CRA la vaccinazione riguarda sia i degenti sia tutti gli operatori delle strutture per anziani.

Una scelta peraltro condivisibile: sarebbe infatti pericoloso vaccinare solo una parte di coloro che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere e residenziali. Occorre infatti garantire i massimi livelli di sicurezza, creando ogni barriera possibile per contrastare l’accesso al virus in ambienti destinati a persone in situazione di estrema fragilità e a coloro che devono garantire la loro assistenza.

L’attività in corso è puntualmente rendicontata sul sito nazionale che aggiorna sul numero di vaccini fatti in Italia, così come in quello della Regione Emilia-Romagna, con i dati suddivisi in tre categorie: personale sanitario e socio-sanitario, personale non sanitario, ospiti strutture residenziali.

E’ quanto precisa l’assessorato regionale alle Politiche per la salute, dopo che in alcuni articoli di stampa si è parlato del fatto che in questa prima fase della vaccinazione siano state fatte rientrare categorie professionali non previste, a discapito degli anziani ospiti nelle CRA.

Per quanto riguarda poi le vaccinazioni nelle CRA, in Emilia-Romagna sono già oltre 6mila le dosi somministrate ai degenti delle residenze per anziani. Ora però è possibile procedere con maggiore facilità e rapidità. Prima dell’approvazione del Decreto legge del 5 gennaio 2021 (in particolare l’articolo 5), non c’erano modalità praticabili di raccolta del consenso per i soggetti non in grado di poterlo esprimere in maniera valida, e per i quali non fosse presente un tutore o amministratore di sostegno. Adesso, viceversa, si è nelle condizioni di poter accelerare.

“Mettiamo radici per il futuro”, l’Emilia-Romagna accelera: dal 1^ ottobre all’11 gennaio piantati 360 mila alberi

“Mettiamo radici per il futuro”, l’Emilia-Romagna accelera: dal 1^ ottobre all’11 gennaio piantati 360 mila alberiGià 360mila alberi piantati in poco più di tre mesi – dal 1^ ottobre 2020 all’11 gennaio 2021 -, di cui quasi 100mila grazie alla campagna natalizia “Aggiungi un albero ai tuoi regali”. Sono le cifre di “Mettiamo radici per il futuro” il piano voluto dalla Regione per incrementare la superficie boschiva e le aree verdi dell’Emilia-Romagna e dare così un contributo alla lotta al cambiamento climatico, migliorare la qualità dell’aria e la qualità paesaggistica del territorio. E che ora, dopo la pausa “tecnica” di gennaio, mese inadatto alla piantagione, ripartirà a pieno ritmo con l’avvio della prima tranche di finanziamenti pari a oltre 600mila euro.

“Nonostante l’emergenza sanitaria e le difficoltà create dal maltempo- sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo– si è registrato un vero e proprio boom nel periodo delle feste natalizie, grazie all’iniziativa “Aggiungi un albero ai tuoi regali”, che da sola ha consentito di mettere a dimora circa 100mila nuove piante. Ciò a dimostrazione della grande sensibilità e della cura degli emiliano-romagnoli per l’ambiente. Ora l’obiettivo è raggiungere quota 500mila alberi distribuiti entro il prossimo 15 aprile”.

Il piano, per la cui realizzazione la Giunta regionale ha stanziato complessivamente 14,2 milioni di euro, prosegue infatti nel 2021 con l’avvio del primo step di interventi, in programma fino al 15 aprile prossimo, e la messa in cantiere della fase successiva, che prenderà avvio il prossimo autunno.

Un calendario serrato fissato nero su bianco in una delibera approvata dalla Giunta regionale che estende all’intero 2021 l’operatività del bando iniziale per garantire la prosecuzione dell’attività delle 18 aziende vivaistiche già accreditate che hanno confermato l’adesione alla campagna e che assegna a ciascuna di esse la propria quota-parte dei 625mila euro disponibili per proseguire a ritmo sostenuto con le nuove piantagioni nei primi mesi del nuovo anno.

L’importo della seconda tranche 2021 è invece fissato in 1 milione di euro, per un totale quindi di 1.625.000 euro a disposizione per l’intero anno.

“Si tratta di risorse che oltre a dare seguito a un grande progetto collettivo- prosegue Priolo– si affiancano a pieno titolo alle misure previste per migliorare la qualità dell’aria e messe in cantiere dal Patto per il Lavoro e il Clima sottoscritto prima di Natale con tutte le parti sociali e che punta a fare dell’Emilia-Romagna l’ “orizzonte verde” del Paese, con oltre 10 mila ettari di verde in più nell’arco di quattro anni e 45mila tonnellate di CO2 all’anno in meno”.

 

La ripartizione dei finanziamenti per provincia

Per favorire una maggiore biodiversità, incrementare la disponibilità delle specie di alberi da piantare e incentivare la massima adesione al progetto si è proceduto inoltre a  un aggiornamento della tabella delle essenze forestali selezionate per l’impianto, con l’inserimento di numerose nuove specie arboree autoctone. 

Per quanto riguarda i finanziamenti 2021, ecco la ripartizione per provincia dei 625mila euro disponibili per il primo step del piano regionale: Piacenza 56.094,15 euro, Parma 79.572,76, Reggio Emilia 69.150,73, Modena 86.905,86, Bologna 122.589,96, Ferrara 60.896,39, Ravenna 53.218,52, Forlì-Cesena 60.745,24 e Rimini 35.826,39 euro.

La seconda tranche da un milione di euro per la prosecuzione del piano è così ripartita: Piacenza 89.750,63, Parma 127.316,42, Reggio Emilia 110.641,17, Modena 139.049,38, Bologna 196.143,94, Ferrara 97.434,23, Ravenna 85.149,64, Forlì-Cesena 97.192,38 e Rimini 57.322,22 euro.

Per finire, ecco il dettaglio della distribuzione delle piantine sul territorio regionale, con i dati aggiornati all’11 gennaio 2021. In totale sono 358.917. La provincia con il più alto numero di consegne è Reggio Emilia (68.946), seguita nell’ordine da Parma (64.917), Modena (59.328), Bologna (53.790), Forlì-Cesena (47.459), Ferrara (18.295), Ravenna (17.903), Rimini (14.862) e Piacenza (13.417).

Coronavirus, aggiornamento (12/1): 1.563 nuovi positivi in regione su un totale di 16.653 tamponi. Calano casi attivi e ricoveri

Coronavirus, aggiornamento (12/1): 1.563 nuovi positivi in regione su un totale di 16.653 tamponi. Calano casi attivi e ricoveri
Foto di Elchinator da Pixabay

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 194.395 casi di positività, 1.563 in più rispetto a ieri, su un totale di 16.653 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 9,4%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale on line, sul nuovo portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

Alle 16.30 sono state effettuate oltre 82.932 vaccinazioni; 6.408 le somministrazioni oggi a quell’ora, tendendo presente che le aziende sanitarie proseguono per l’intera giornata.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 783 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 334 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 670 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,2 anni.

Sui 783 asintomatici, 466 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 21 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 35 con gli screening sierologici, 7 tramite i test pre-ricovero. Per 254 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 335 nuovi casi; a seguire Reggio Emilia (240), Rimini (228), Modena (203), Piacenza (131), Ferrara (128), Cesena (97), Ravenna (78). Poi il territorio di Forlì (54), quindi Parma (38) e infine Imola (31).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 16.653 tamponi, per un totale di 2.721.570. A questi si aggiungono anche 664 test sierologici e 9.047 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.786 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 125.749.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 60.192 (-1.274 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 57.225 (-1.262), il 95,1% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 51 nuovi decessi: 7 a Piacenza (di cui una donna di 91 anni e 6 uomini di 61, 63, 82, 84, 88 e 95 anni), 3 in provincia di Parma (due donne – 95 anni e 98 anni-, e un solo uomo di 58 anni), 6 in provincia di Reggio Emilia (3 donne di 90, 94 e 97 anni e 3 uomini, di 74, 80 e 84 anni); 9 nel modenese (7 donne – di 83, 85, 87, 89, 90, 91 e 94 anni – e due uomini di 81 e 96 anni); 7 in provincia di Bologna (tutte donne – di 77, 86, 87, 92, 94, 95 e 97anni); 5 nel ferrarese (di cui 3 donne di 86, 88, 97 anni, e due uomini di 75 e 80 anni); 6 in provincia di Ravenna (4 donne – di 69, 78, 84, 86 anni – e due uomini, rispettivamente di 89 e 94 anni); 3 a Forlì-Cesena (e precisamente: una donna di 83 e due uomini di 64 e 80 anni; 4 nel riminese: due donne di 87 e 95 anni, e due uomini di 91 e 92 anni). Infine, si segnala il decesso di una donna di 83 anni diagnosticata dall’Ausl di Piacenza ma residente in provincia di Lodi.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.454.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 237 (-1 rispetto a ieri), 2.730 quelli negli altri reparti Covid (-11).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 14 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 13 a Parma (invariato), 17 a Reggio Emilia (-1 rispetto a ieri), 52 a Modena (-1), 47 a Bologna (-1), 16 a Imola (invariato), 28 a Ferrara (+1), 15 a Ravenna (+1), 4 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 25 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:16.906 a Piacenza (+131 rispetto a ieri, di cui 72  sintomatici), 14.059 a Parma (+38, di cui 24 sintomatici), 26.162 a Reggio Emilia (+240, di cui 77 sintomatici), 34.647 Modena (+203, di cui 137 sintomatici), 38.701 a Bologna (+335, di cui 191 sintomatici), 6.195 casi a Imola (+31, di cui 15 sintomatici), 10.722 a Ferrara (+128, di cui 26 sintomatici), 14.826 a Ravenna (+78, di cui 41 sintomatici), 6.933 a Forlì (+54, di cui 37 sintomatici), 7.845 a Cesena (+97, di cui 62 sintomatici) e 17.399 a Rimini (+228, di cui 98 sintomatici).

(È disponibile il Report periodico sull’andamento della pandemia in Emilia-Romagna, al link https://bit.ly/3btKQiY ).

Nuovo DPCM in arrivo, Confesercenti Modena: “Restrizioni incomprensibili, ma ci dissociamo da chi vuole aprire illegalmente”

Nuovo DPCM in arrivo, Confesercenti Modena: “Restrizioni incomprensibili, ma ci dissociamo da chi vuole aprire illegalmente”Con il DPCM in uscita si va verso una nuova stretta anti-movida, col divieto di asporto di cibi e bevande dopo le 18 dai bar per evitare aperitivi in strada ed eventuali assembramenti. E, sebbene ieri la Regione Emilia-Romagna abbia dato il via libera all’operazione Ristori da oltre 40 milioni di euro per le categorie più colpite, la situazione per bar e ristoranti è drammatica tanto che diversi ristoratori e baristi pensano di aderire al movimento di protesta che punta a tenere aperti i locali venerdì.

Confesercenti Modena, pur fortemente contraria a questo ennesimo giro di vite, non approva: “Rimaniamo critici nei confronti dell’operato del Governo in tema di restrizioni a carico dei pubblici esercizi e di insufficienza nei ristori, ma ci dissociamo da qualsiasi iniziativa in violazione della legge”. E’ categorico Mauro Rossi, presidente dell’associazione e operatore nel settore della ristorazione, che spiega: “Prima di tutto non vogliamo che i nostri associati subiscano pesanti sanzioni penali e civili ed espongano i loro clienti ad alcun rischio. La nostra associazione non promuove la trasgressione alle norme ma chiede con forza allo Stato le condizioni per riaprire in sicurezza tutte le attività perché i ristori non riusciranno comunque a far sopravvivere le nostre imprese. Continueremo a fare pressione sul Governo con forme di protesta legali e saremo sui tavoli ministeriali per discutere di nuove regole per consentire al più presto la riaperture dei Pubblici Esercizi. Stiamo agendo per ottenere ristori più adeguati e rapidi, più liquidità e per avere quanto prima agevolazioni in termini di riduzione di imposte e tasse e sui dehors. Confesercenti nazionale già questa settimana ha in agenda incontri con il Comitato Tecnico Scientifico e il Ministro Patuanelli al fine di creare le condizioni per rivedere le restrizioni previste nelle zone arancioni e rosse, eventualmente inserendo limitazioni e condizioni più rigorose, ma dando a tutti la possibilità di lavorare”.

Nella foto: Mauro Rossi, presidente dell’associazione e operatore nel settore della ristorazione

 

 

Fiorano, modifica all’ordinanza per la qualità dell’aria

Fiorano, modifica all’ordinanza per la qualità dell’ariaIl sindaco di Fiorano Modenese, Francesco Tosi, ha firmato l’ordinanza n. 4/2021 che modifica la precedente ordinanza dell’ottobre 2020 n. 177 relativa all’ adozione di limitazioni alla circolazione veicolare e di misure emergenziali per la gestione della qualità dell’aria e il progressivo allineamento ai valori fissati dall’Unione Europea di cui al d.lgs. n. 155 del 13.08.2010.

La nuova ordinanza recepisce le modifiche disposte alla fine della scorsa settimana dalla Regione Emilia Romagna in tema di limitazioni alla circolazione per i veicoli diesel euro 4 ed euro 5 posticipando di fatto l’entrata in vigore del divieto al termine dell’emergenza da covid -19 “al fine di non penalizzare le persone meno abbienti, in quanto: nel contesto attuale è altamente probabile che i cittadini si orientino sull’utilizzo del proprio veicolo privato per gli spostamenti loro necessari; la situazione di restrizioni ha comportato per molti anche difficoltà economiche, che non hanno consentito la sostituzione dei mezzi privati più inquinanti”.

Restano in vigore tutte le restanti limitazioni relative alla circolazione dei veicoli euro pre euro, euro 1, 2 e 3, a seconda del tipo di alimentazione, le misure relative al riscaldamento domestico e il divieti di abbruciamento biomasse all’aperto.

La Regione ha anche comunicato che con successivo atto verranno rafforzate le misure strutturali ed emergenziali per la qualità dell’aria, prolungandole dal 31 marzo al 30 aprile 2021 e saranno stanziati nuovi fondi per progetti destinati alla mobilità, all’agricoltura (sul tema dello spandimento di liquami zootecnici) e al riscaldamento domestico (incentivi per sostituire le stufe più inquinanti).

 

Coronavirus: aumentano casi e ricoveri, anche in provincia di Modena

Coronavirus: aumentano casi e ricoveri, anche in provincia di ModenaNell’ultima settimana dell’anno 2020 si è invertita la tendenza in calo rilevata nelle settimane precedenti e si è registrato invece un aumento dei casi di positività, accompagnato dall’aumento del numero di esaminati. Questo fenomeno riflette quanto si verifica anche a livello nazionale. In conseguenza dell’aumento di casi anche il numero di persone messe in isolamento ha registrato una nuova ripresa. Allo stesso modo il trend in calo del numero di degenti giornalieri, iniziato dopo il picco registrato il 24 novembre, si è esaurito il 24 dicembre e attualmente si assiste a un periodo di lenta ripresa, come si evince dal grafico.

A differenza della prima fase, attualmente si conferma l’impegno dei posti letto di medicina anche per il ricovero di pazienti no covid che genera una riduzione della disponibilità complessiva di posti nei presidi ospedalieri. Tale circostanza testimonia il fatto che l’ospedale continua a farsi carico anche della casistica no covid.

In Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, coerentemente con le esigenze di ricovero di pazienti covid positivi sono segnalati a livello regionale 301 posti. Aree dedicate al covid sono presenti anche negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo, per un totale di 198 posti, leggermente ridotti in relazione alla diminuzione dei pazienti – rispetto ai 240 dello scorso novembre – per fare spazio all’attività no-covid. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid.

Per quanto riguarda il potenziamento delle strutture per l’accoglienza di pazienti post-acuti che non necessitano di cure ospedaliere sono state adottate le seguenti misure. Ospedali di comunità: a Novi di Modena (distretto di Carpi) con 15 Posti letto per pazienti Covid+ post-acuti, struttura creata appositamente per gestire pazienti covid in fase di remissione; riconversione dell’OsCo di Fanano in strutture Covid+ (15 posti letto); apertura ex novo, il 23/11/2020, di un OsCo a Soliera con 21 posti letto dedicati a pazienti Covid+. Stante il pesante carico di dimessi no covid ancora presente, si è ritenuto di mantenere nella configurazione no covid l’OsCo di Castelfranco Emilia con 19 letti. In aggiunta a queste strutture, sono stati predisposti dei posti letto presso l’Hotel Tiby e l’Hotel Concordia per l’accoglienza dei pazienti Covid+ che non hanno la possibilità di mantenere l’isolamento domiciliare presso le loro abitazioni. Tale soluzione è da ritenersi valida sia per i casi provenienti dal territorio, sia per quelli in dimissione dall’Ospedale. A livello distrettuale sono stati inoltre potenziati i servizi domiciliari con il compito di sostenere e integrare il lavoro dei medici di medicina generale; in particolare sono state attivate le Centrali Operative Distrettuali per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, USCA e guardia medica/continuità assistenziale.

Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid positivi.

Sono state, inoltre, potenziate le USCA* (Unità speciali di continuità assistenziale): attualmente nell’Azienda USL di Modena sono state attivate 14 USCA, che dalla loro istituzione hanno erogato complessivamente oltre 13mila prestazioni, principalmente consulenze telefoniche (50%) e visite CRA (19%). Nell’ultimo periodo di rilevazione (28 dicembre 2020 – 03 gennaio 2021) hanno assistito 288 pazienti per un totale di 113 medici coinvolti.

(*Dal 16 novembre è stata attivata l’Usca pediatrica su tutto il territorio provinciale attraverso un progetto che vede la collaborazione tra Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ausl di Modena con una integrazione tra i medici Usca e gli specializzandi in Pediatria, al fine di garantire un’assistenza ancor più qualificata ai bimbi covid + (o neonati da madre positiva) nella fascia 0-6 anni).

 

ANDAMENTO GENERALE

Tamponi

Considerando il totale dei tamponi molecolari refertati da inizio epidemia sino all’11 gennaio (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti circa 344mila tamponi e sono state testate oltre 181mila persone.  Il totale di positivi segnalati a livello regionale, all’11 gennaio (ultimo dato disponibile), per la provincia di Modena è di 34.444.

A partire dalla fine di luglio il numero di tamponi giornalieri ha avuto un forte aumento per l’attivazione dello screening nei comparti della macellazione, lavorazione carni, logistica, dei viaggiatori in rientro da Paese esteri o dalla Sardegna e, a partire da metà settembre, del personale scolastico e degli studenti. Da allora si è registrato un trend in continuo aumento, più sostenuto a partire dalla seconda metà di ottobre, quando è stato raggiunto il picco massimo dei tamponi settimanali, circa 19.000. A dicembre, dopo un iniziale calo, si è registrata una ripresa del numero di tamponi effettuati. Occorre inoltre tenere conto che l’andamento dei tamponi nelle ultime settimane ha risentito delle festività natalizie, mostrando un’elevata variabilità.

Da alcuni mesi è stato avviato l’utilizzo di tamponi antigenici rapidi qualitativi come strumento di screening in diversi ambiti, tra cui le Case residenza anziani (pazienti e operatori), consentendo di avere un risultato in circa 15 minuti. La prima fornitura regionale è stata di 41.000 kit, oltre ad altri 11.200 destinati ai Medici di Medicina Generale. Anche sulla popolazione scolastica è stato attivato un punto tamponi rapidi, presso il Drive through di Modena, con l’obiettivo di estendere poi il servizio a livello provinciale. Ad oggi la capacità produttiva è già prossima a 500 test. La tecnologia adottata consente di ottenere il risultato in circa 30 minuti ed è in grado di gestire un più alto quantitativo di tamponi e tenere una tracciabilità del risultato che viene poi inviato via sms. I tamponi rapidi vengono infine utilizzati anche presso i Pronto soccorso della provincia.

 

Casi

All’11 gennaio, in provincia di Modena erano accertati 6715 casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 6280 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 435 ricoverati.

 

Ricoveri totali

A ieri erano 435 i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. In AOU risultavano ricoverati 271 pazienti covid positivi, 120 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo), e 44 all’Ospedale di Sassuolo Spa.  Ad oggi, 12 gennaio, risultano invece 424 pazienti covid ricoverati complessivamente.

 

Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)

Secondo il dato riportato ieri nel bollettino regionale, sono occupati 53 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena.

 

Persone in isolamento domiciliare

Il picco di nuovi isolamenti domiciliari è stato raggiunto il 18 novembre con oltre 1.300 persone, più del triplo di quello raggiunto durante la prima ondata, il 24 marzo, con 357 persone.

All’11 gennaio erano in isolamento 8616 persone. In particolare:

  • 6280 persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 41 – numero in aumento rispetto alle scorse settimane – sono accolti presso l’hotel Tiby e 50 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Novi, Fanano, Soliera.
  • 2336 contatti stretti di casi accertati in isolamento.

Dal 21 dicembre all’Hotel Concordia di S. Possidonio non ci sono più ospiti pazienti Covid+.

 

Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 16 dicembre)

L’analisi dei risultati dei test sierologici mostra che il 94,7% delle persone testate è negativa, quindi ancora suscettibili d’infezione da parte del Sars-CoV-2.

L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), infatti, pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.

Al 7 gennaio sono stati eseguiti 188.799 test sierologici di cui 9.956 con esito positivo. La percentuale di esami positivi è più alta tra quelli eseguiti tra marzo e aprile (11,7%), più bassa tra quelli eseguiti a ottobre (3,3%).

In totale le persone sottoposte a test sono state 126.526, di cui il 5,3 sono risultate positive all’ultimo esame eseguito (6.749). Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale e conferma che vi è un numero molto elevato di persone ancora suscettibili di infezione.

Si conferma quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come utilizzo di mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.

Codacons: su Emilia Romagna pensioni class action

Codacons: su Emilia Romagna pensioni class actionBrutte sorprese nel 2021 per i pensionati dell’Emilia Romagna. L’anno si è aperto infatti con l’ennesima proroga al blocco delle rivalutazioni piene delle pensioni decisa dal Governo, che azzera per alcune categorie di pensionati gli adeguamenti dell’assegno previsti dalla legge, mentre per altre li limita fortemente, dando vita ad una lesione dei diritti patrimoniali per milioni di cittadini.

Una situazione assurda, considerato che con la crisi economica prodotta dal Covid migliaia di famiglie dell’Emilia Romagna riescono ad andare avanti proprio grazie alle pensioni di nonni e genitori che vivono all’interno del nucleo, e contro la quale scende oggi in campo il Codacons, che chiama a raccolta i pensionati della regione promuovendo anche in Emilia Romagna una azione collettiva a loro tutela.

Con le ultime norme varate dal Governo e recepite dalla Circolare INPS n. 148 del 18/12/2020 si è consumato un nuovo scippo a danno dei pensionati, che dal 2011 subiscono il blocco delle rivalutazioni già ritenuto illegale dalla Corte Costituzionale – spiega il Codacons – La proroga degli adeguamenti proseguirà per tutto il 2021 e il 2022, e produrrà una perdita di 960 euro annui per ogni pensionato che percepisce un assegno mensile da 1.568 euro, ammanco che sale a 1.490 euro l’anno per le pensioni da 1.960 euro lordi al mese e raggiunge il record di 7.190 euro annui per i pensionati che percepiscono 4.560 euro mensili.

Contro l’illegittimo blocco delle rivalutazioni pensionistiche il Codacons lancia oggi anche in Emilia Romagna una azione collettiva per tutti i pensionati ex pubblici dipendenti: alla pagina https://codacons.it/rivalutazione-pensioni-2020/ l’associazione mette a disposizione degli interessati la diffida da inviare al Governo con cui si chiede l’adeguamento del proprio assegno, atto necessario per aderire poi al ricorso collettivo che il Codacons presenterà alle Corti dei Conti regionali competenti per materia.

L’associazione invita tutti gli interessati a mobilitarsi contro l’ennesimo blocco delle pensioni che rappresenta un illecito già sanzionato dalla Consulta, oltre che un danno verso una categoria debole, quella dei pensionati, che più di tutti ha risentito della crisi prodotta dal Covid, e che sta aiutando milioni di famiglie ad arrivare alla fine del mese.

 

A Natale regalate 420 spese sospese per l’emporio Il Melograno

A Natale regalate 420 spese sospese per l’emporio Il MelogranoGrande generosità da parte della cittadinanza nei confronti dell’emporio Il Melograno: al termine della campagna “A Natale, dona una spesa sospesa”, il bilancio è più che positivo, con 420 spese sospese donate, che andranno a coprire il fabbisogno delle famiglie seguite già nei primi mesi del 2021. I fondi raccolti sono già stati in parte utilizzati per i rifornimenti e gli allestimenti durante il periodo natalizio e verranno utilizzati per acquistare generi di prima necessità. Grazie ai tanti cittadini e alle aziende che hanno scelto di fare un regalo solidale, sostenendo l’emporio.

L’emporio Il Melograno ha ripreso la sua consueta attività regolare, con il servizio di spesa su appuntamento nelle giornate di lunedì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00, mercoledì e sabato dalle 9.00 alle 12.00. L’emporio è aperto anche per consegne o donazioni di  generi alimentari, previo appuntamento scrivendo una mail a progetto@emporiomelograno.it

Un’altra porzione del centro storico di Formigine rigenerata

Un’altra porzione del centro storico di Formigine rigenerataSono partiti i lavori in via Via Vittorio Veneto, nel centro storico di Formigine, per la demolizione e la ricostruzione degli immobili in disuso, un tempo destinati a cinema.

Dopo via Valdrighi, dunque, si tratta di un altro cantiere di rigenerazione urbana previsto all’interno del RUE, che permette nuovi interventi urbanistici con tendenza al saldo zero di consumo di suolo, in linea con gli obiettivi dell’agenda ONU 2030.

Ciascun edificio sarà dotato di materiali e impianti termotecnici atti a soddisfare i requisiti minimi stabiliti dalla Legge, che prevede l’utilizzo di fonti rinnovabili per una copertura pari al 50% dei consumi previsti per acqua calda sanitaria e di una percentuale pari al 35% della somma dei consumi complessivi di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento. Inoltre, le soluzioni tecniche adottate per la realizzazione dell’intero intervento saranno tali da garantire una classificazione energetica in CLASSE A4, con consumi di riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffrescamento secondo le vigenti normative in Emilia-Romagna, anche in materia antisismica.

Il progetto prevede la realizzazione di nuove dotazioni territoriali pubbliche comprese tra il lotto d’intervento e via Vittorio Veneto e la cessione all’Amministrazione Comunale delle relative aree: saranno realizzati quindici parcheggi pubblici, di cui uno dimensionato per disabili e 18 spazi per biciclette. I parcheggi saranno adeguatamente illuminati e dotati delle predisposizioni per la ricarica elettrica dei veicoli.

La modifica alla viabilità è opportunamente segnalata in loco.

 

“Zaino sospeso”, tante donazioni per le famiglie bisognose di Maranello

“Zaino sospeso”, tante donazioni per le famiglie bisognose di MaranelloLo “zaino sospeso”, il progetto di solidarietà promosso dal Comune di Maranello in collaborazione con le Caritas di Maranello e Pozza e alcune cartolerie e tabaccherie del territorio, sta raccogliendo adesioni importanti. Sono tanti i cittadini di Maranello che nelle ultime settimane hanno raccolto l’invito dell’amministrazione comunale a donare materiale scolastico agli studenti delle famiglie che si trovano in difficoltà economica. Dall’avvio del progetto, lo scorso 19 dicembre, nei quattro punti di raccolta del territorio sono stati donati penne, matite, gomme, quaderni e altro materiale da utilizzare a scuola o per i compiti a casa, destinato ai bambini e ragazzi di Maranello che ne hanno più bisogno. Un piccolo gesto di grande generosità che può avere conseguenze importanti per gli studenti e i nuclei familiari colpiti dall’attuale crisi economica aggravata dall’emergenza sanitaria.

“E’ un progetto bello che sta raccogliendo il successo che merita”, sono le parole dell’assessore ai servizi sociali Daniela Ottolini. “In questo momento di difficoltà legato alla crisi sanitaria ed economica la comunità maranellese sta rispondendo con grande generosità: voglio ringraziare i tanti cittadini che si sono attivati e che continueranno a farlo, così come i commercianti che hanno aderito e le parrocchie”.
Chi vuole può continuare a donare i materiali scolastici nei quattro esercizi commerciali del territorio che hanno aderito al progetto: Cartoleria Olivieri, Cartoleria Libreria Nuvole di Carta, Tabaccheria il Dado, Cartoleria Cartacanta, che hanno allestito all’interno del locale un piccolo punto di raccolta della cancelleria. A fare da tramite tra i negozi e le famiglie destinatarie sono le Caritas delle parrocchie di Maranello e Pozza, che ritireranno periodicamente il materiale per effettuare la consegna.

 

F1: il ‘Gran Premio dell’Emilia-Romagna 2021’ dal 16 al 18 aprile all’Autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari’

F1: il ‘Gran Premio dell’Emilia-Romagna 2021’ dal 16 al 18 aprile all’Autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari’L’Emilia-Romagna fa subito il bis con Imola e si prepara ad essere di nuovo protagonista del calendario internazionale della Formula Uno.

Nel fine settimana del 16-18 aprile prossimi si correrà infatti all’Autodromo “Enzo e Dino Ferrari” il Gran Premio dell’Emilia-Romagna 2021: un nuovo importante appuntamento per il vastissimo pubblico degli appassionati e degli sportivi di tutto il mondo, e una nuova importante vetrina mondiale per il territorio, l’intera regione e la Motor Valley emiliano-romagnola.

A pochi mesi dallo svolgimento del Gran Premio svoltosi alla fine dello scorso anno (31 ottobre-1 novembre), che aveva visto il ritorno della Formula 1 sulle rive del Santerno dopo 14 anni dall’ultima edizione del 2006, una nuova ulteriore consacrazione per la terra dei motori, con una tappa stavolta inserita a inizio stagione nel calendario ufficiale della massima competizione motoristica a quattro ruote. Con un Gran Premio che si affianca a quello di Monza, raddoppiando le date italiane della Formula Uno.

Un risultato frutto di un efficace lavoro di squadra che ha visto impegnati Regione Emilia-Romagna, Formula Imola, Comune di Imola, Automobile Club Italia (Aci) e Con. Ami. È inoltre avviata la collaborazione col ministero degli Esteri per farne un appuntamento di rilievo anche per il Made in Italy, la qualità e la bellezza che l’Emilia-Romagna e l’Italia esportano ovunque, dalle manifatture all’industria, passando per saperi e cultura.

L’ufficializzazione del nuovo calendario è arrivata questa mattina dalla Fia, la Federazione internazionale automobilismo, cui è seguita la videoconferenza stampa dedicata all’appuntamento di Imola con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il sindaco di Imola, Marco Panieri, il presidente di Aci e vicepresidente Fia, Angelo Sticchi Damiani, il presidente di Formula Imola, Gian Carlo Minardi, e il presidente di Con. Ami, Fabio Bacchilega.

“Imola si prepara ad accogliere la prima tappa europea del Mondiale 2021 della Formula 1- afferma il presidente Bonaccini-, un motivo ulteriore per essere orgogliosi di un risultato al quale abbiamo lavorato con determinazione, come sempre insieme, facendo squadra con istituzioni ed enti locali. Il Gran Premio dell’Emilia-Romagna costituisce un’occasione straordinaria per valorizzare il nostro territorio, la diffusa capacità attrattiva, anche dal punto di vista turistico, e di innovare, e pone la nostra regione nella condizione di essere porta d’accesso per tutto ciò che di meglio il Paese può offrire. Sperando di poter essere nelle condizioni di poter aprire il circuito al pubblico, seppur nella capienza e nei limiti che possano garantire la massima sicurezza. E continuiamo a proporre appuntamenti sportivi come pochi altri sono in grado di fare, dando continuità a un cartellone di eventi nazionali e internazionali di caratura assoluta. Ricordo che il 20 gennaio al Mapei Stadium di Reggio Emilia ospitiamo la finale della Supercoppa italiana fra Napoli e Juve e il 30-31 gennaio la finale di Coppa Italia di Volley all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bo), solo per citare i prossimi appuntamenti, oltre a continuare a investire sullo sport di base e l’impiantistica sportiva. Da qui passa la voglia di non fermarci, di dimostrare ancora una volta che nel momento in cui dobbiamo insistere nel contrasto al virus, e con l’avvio della campagna vaccinale che ci deve far guardare ai prossimi mesi con fiducia, siamo pronti a ricostruire e ad agganciare la ripresa subito, non appena sarà possibile farlo”.

 

“E’ motivo di grande orgoglio ospitare, a distanza di pochi mesi, un nuovo Gran Premio di F.1 a Imola, all’interno del Circondario Imolese e della Città Metropolitana di Bologna, fra l’altro il primo in calendario in Europa. Dopo il pieno successo dell’edizione 2020, questo risultato conferma la forte vocazione motoristica della nostra città, punto di riferimento della Motor Valley. E’ il frutto della tenacia della Regione Emilia-Romagna, in particolare del suo presidente Stefano Bonaccini e dell’assessore Andrea Corsini, che voglio ringraziare, nel promuovere il Made in Italy e della stretta collaborazione fra Comune, Con.Ami e Formula Imola che fanno squadra per portare grandi eventi all’autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari’– ha detto il sindaco di Imola, Marco Panieri -. Con il governo nazionale e con la Regione verrà valutata la possibilità di protocolli speciali per questo tipo di eventi, al fine di verificare l’eventuale presenza di pubblico. In ogni caso, le ricadute su un territorio ben più ampio di quello imolese saranno molto significative. Questo sia a livello di immagine, grazie ad una visibilità mondiale, tanto più che questa volta la gara è inserita nel calendario ufficiale fin da subito, sia di indotto economico con la presenza in loco degli addetti ai lavori per diversi giorni e l’opportunità per le imprese locali di lavorare per oltre un mese nell’organizzazione del Gran Premio. Un grazie, infine, a tutti i soggetti che hanno reso possibile, ai diversi livelli, questo nuovo appuntamento con la F.1 a Imola.”

 

Vince la Motor Valley

Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas, Magneti Marelli, Maserati, Pagani e Toro Rosso. Un distretto industriale unico al mondo forte di 16.500 aziende e oltre 66mila addetti, con 16 miliardi di fatturato annuo e un export di 7 miliardi.

Questa è in estrema sintesi la Motor Valley. Una passione per i motori che nel tempo ha saputo evolversi saldando lo spirito imprenditoriale tipico di questa terra con la ricerca, l’innovazione tecnologica, la formazione. Diventando uno straordinario strumento di valorizzazione anche turistica del territorio.

Il Gran Premio dell’Emilia-Romagna si candida ad essere un’occasione per raccontare al mondo il meglio del Made in Italy e del Made in Emilia-Romagna anche in altri settori: dall’agroalimentare, alla ricerca e all’innovazione. Passando per la cultura, l’arte, la musica.

Oggi più che mai un’occasione di valorizzazione anche economica del territorio, di crescita e di sviluppo, di rilancio economico.

 

Un’epopea iniziata nel 1980 e che ora ricomincia

L’autodromo di Imola ha ospitato per la prima volta il Gran Premio d’Italia di Formula Uno in sostituzione di Monza nel 1980. Poi l’epopea del GP di San Marino, 26 edizioni dal 1981 al 2006, gare che hanno scritto pagine leggendarie nella storia di questo sport. Grazie anche a campioni quali Nelson Piquet, Didier Pironi, Alain Prost, Patrick Tambay, Elio De Angelis, Ayrton Senna, Nigel Mansell, Riccardo Patrese, Damon Hill, Heinz-Harald Frentzen, David Coulthard, Fernando Alonso e Michael Schumacher, vincitore per ben sette volte, tra cui l’ultima nel 2006.

Per due notti consecutive sulla A14 chiusa la stazione di Bologna Fiera, in entrata verso la A1

Per due notti consecutive sulla A14 chiusa la stazione di Bologna Fiera, in entrata verso la A1Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire attività propedeutiche al progetto di potenziamento del sistema stradale e della Tangenziale di Bologna “Passante di Bologna”, previste in orario notturno, nelle due notti consecutive di martedì 12 e mercoledì 13 gennaio, con orario 22:00-6:00, sarà necessario chiudere la stazione di Bologna Fiera, in entrata verso la A1 Milano-Napoli.
In alternativa si consiglia di entrare alla stazione di Bologna San Lazzaro, sulla stessa A14, o di Blologna Arcoveggio, sulla A13 Bologna-Padova.

 

Lunedì 18 gennaio il Consiglio comunale di Fiorano in videoconferenza

Lunedì 18 gennaio il Consiglio comunale di Fiorano in videoconferenzaIl presidente Alessandro Reginato ha convocato il Consiglio comunale di Fiorano Modenese per lunedì 18 gennaio 2021 alle ore 19, con il seguente ordine del giorno:

1.    Surroga ex art. 45 D.lgs. 267/2000 del consigliere Schianchi Luciano.

2.    Comunicazione del Presidente del Consiglio in merito alla individuazione da parte del gruppo consiliare “Lega Salvini Premier” di nuovi componenti le commissioni consiliari permanenti a seguito di surroga.

 

La seduta si terrà in videoconferenza, tramite l’applicazione Meet di Google (in applicazione del provvedimento n. 6810 del 8/4/2020 adottato dal Presidente del Consiglio Comunale) e sarà trasmessa in differita, il giorno successivo (19 gennaio), sul canale You Tube del Comune di Fiorano Modenese.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 13 gennaio

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 13 gennaioCielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso. Temperature: in aumento, con valori minimi sulle aree urbane tra -3 e 0 gradi e valori ulteriormente più bassi sulle aree aperte extraurbane con presenza di gelate notturne e mattutine. Massime tra 6 e 9 gradi. Venti: deboli prevalentemente nord-occidentali con rinforzi su costa e mare. Tendenti a disporsi da sud-ovest lungo i rilievi. Mare: poco mosso, temporaneamente mosso.

(Arpae)

Coronavirus, la Regione mette in campo 250 mila tamponi rapidi per i dipendenti delle imprese del Patto per il Lavoro: via libera della Giunta all’intesa con Aiop e Anisap

Coronavirus, la Regione mette in campo 250 mila tamponi rapidi per i dipendenti delle imprese del Patto per il Lavoro: via libera della Giunta all’intesa con Aiop e Anisap
Foto di Fernando Zhiminaicela da Pixabay

Partirà a breve la nuova campagna di screening per individuare all’interno delle aziende produttive, economiche e sociali regionali i positivi al coronavirus anche tramite tamponi rapidi e che vede valorizzata la figura del medico competente (il professionista privato nominato dall’azienda per la parte sanitaria), quale punto di riferimento per effettuare i test e gestire le informazioni da inserire nella rete informatica regionale Sole.

La Giunta regionale ha approvato le modifiche al protocollo sottoscritto a fine dicembre dai firmatari del Patto per il Lavoro, a integrazione dell’accordo siglato nel novembre scorso con le strutture della sanità privata. Questo consentirà alle aziende produttive della regione di procedere allo screening dei dipendenti, su base volontaria, con test antigenici rapidi da effettuarsi tramite i medici competenti all’interno dell’azienda stessa o attraverso le strutture private accreditate Aiop, Anisap e Hesperia Hospital con il coordinamento dei Dipartimenti di Sanità Pubblica (Dsp) e in particolare dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spsal) in collaborazione con i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp).

Sono 250mila i test rapidi messi a disposizione dalla Regione e destinati a questo screening su tutto il territorio regionale. L’iniziativa è promossa per tutte le aziende e prioritariamente per attività per cui vi siano indicazioni di maggior probabilità di diffusione del contagio: trasporti e logistica, lavorazione carni, grande e media distribuzione organizzata, metalmeccanica, alimentare e ortofrutta, mobile imbottito, assistenza domiciliare comprensiva delle assistenti famigliari, aziende con attività in appalto in genere.

“Il protocollo per gli screening volontari sui lavoratori appena sottoscritto con i rappresentanti di Aiop, Anisap, Hesperia Hospital, nonché con le rappresentanze del mondo imprenditoriale e professionale e delle organizzazioni sindacali firmatarie del Patto per il Lavoro e per il Clima, segna un grande passo in avanti nel corpo a corpo contro il virus in questa Regione- affermano gli assessori allo Sviluppo Economico e Lavoro, Vincenzo Colla e alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini-.  Dopo i protocolli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, approvati la scorsa primavera, mettiamo oggi a disposizione di aziende e dipendenti uno strumento fondamentale per l’azione di contenimento del contagio”.

“Intercettare subito i casi di positività- aggiungono gli assessori- è essenziale per evitare la diffusione del virus non solo sul posto di lavoro, ma anche all’interno delle famiglie. Questa azione condivisa per spezzare la pericolosa catena del contagio è un’operazione ponte indispensabile per arrivare nel più breve tempo possibile alla somministrazione del vaccino, avvicinandoci un passo di più alla ripresa della normalità nella vita economica e sociale del Paese”.

Dopo la lettera inviata a novembre ai ministri Francesco Boccia e Nunzia Catalfo, perché fosse riconosciuto lo stato di malattia ai lavoratori risultati positivi al tampone antigenico rapido, è stata accolta con particolare favore la  circolare dell’8/1/2021 firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Sanità Gianni Rezza, che ha apportato importanti novità prevedendo che “alle persone che risultano positive al test antigenico rapido, anche in attesa di conferma con secondo test antigenico oppure con test molecolare, si applicano le medesime misure contumaciali previste nel caso di test RT-PCR positivo”. Quindi consente il riconoscimento dello stato di malattia.

L’attività di screening promossa a favore dei lavoratori si rivolge prioritariamente alle categorie a rischio per esposizione lavorativa o per frequenza di comunità chiuse. In attuazione del protocollo in oggetto si prevede che in caso di esito positivo del test rapido, il medico competente provveda immediatamente a comunicare al lavoratore l’esito del test rapido e contestualmente l’inizio dell’isolamento. Il Dipartimento di Sanità Pubblica (Dsp), estratti i casi positivi dal sistema informativo, procederà, con i relativi provvedimenti, alla formalizzazione delle misure contumaciali con effetti a decorrere dal risultato positivo del test rapido. È, quindi, compito del Medico di medicina generale avviare la malattia.

I test rapidi vengono offerti gratuitamente alle aziende, che possono anche acquisirli autonomamente e partecipare comunque allo screening.

Il riferimento per le aziende e per il medico del lavoro all’interno dell’azienda nell’effettuazione dei test è il Servizio Psal territorialmente competente. Lo screening si svolge sulla base di una adesione volontaria dell’azienda, del medico competente e del lavoratore.

L’obiettivo è quello di intercettare i contagiati prima possibile, visto che il test rapido, con risultato in 15 minuti, può consentire di abbreviare i tempi di attesa del responso, mantenendo un’attendibilità molto alta. In caso di positività si procederà poi al tampone molecolare, per la conferma.  La Regione Emilia-Romagna, in particolare, si impegna a garantire se necessario l’esecuzione del tampone molecolare entro 48 ore dalla richiesta, procedendo alla successiva refertazione entro le successive 48 ore. Resta ferma la possibilità, per il datore di lavoro, di farsi carico dell’esecuzione del tampone molecolare direttamente nella struttura presso la quale sia stato eseguito il test antigenico.

Lo screening nelle aziende

Il percorso prevede due possibilità.

Nel caso in cui l’azienda intenda avvalersi dei test resi disponibili dalla Regione, il datore di lavoro trasmetterà una richiesta al Servizio Psal competente per territorio, dopo adeguato coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls). I test verranno consegnati dal Servizio Psal al medico competente che li somministrerà direttamente o tramite una struttura privata (Aiop, Anisap o Hesperia Hospital di Modena, o comunque autorizzata dalla Regione), assicurando la registrazione degli esiti nel sistema informatico messo a disposizione a livello regionale (portale Sole).

In caso di esito positivo del test rapido, il medico del lavoro all’interno dell’azienda provvederà a prenotare il test molecolare di conferma presso l’Azienda Sanitaria o presso una struttura afferente ad Aiop, Anisap o Hesperia Hospital di Modena, o comunque autorizzata dalla Regione. Anche i risultati del test molecolare saranno registrati nel sistema informatico e comunicati al Dipartimento di Sanità Pubblica che, in caso di positività, procederà alle misure di cautela e ai relativi provvedimenti.

Nel caso in cui l’azienda intenda procedere in autonomia all’acquisizione dei test rapidi, li esegue attraverso medico competente o strutture private e ne invia comunque comunicazione al Servizio Psal, seguendo la stessa procedura del caso sopra riportato. Gli screening possono essere effettuati presso le aziende se dispongono di locali idonei o presso ambulatori di riferimento (es. aziende di piccole dimensioni). In ogni caso, lo screening è gestito dal medico competente, anche qualora materialmente l’esecuzione e la sua registrazione siano affidate ad una delle strutture più volte citate, già dotata di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale (Dpi) e attrezzature.

L’accordo tra RegioneAiop (Associazione italiana ospedalità privata), Anisap (Associazione nazionale istituzioni sanitarie ambulatoriali private) Emilia-Romagna e Hesperia Hospital prevede la cessione da parte della Regione a titolo gratuito dei test alle strutture private accreditate afferenti ad Aiop e Anisap. A carico dei datori di lavoro rimarranno soltanto i costi di esecuzione dei tamponi (dai 12 ai 21 euro per test), che saranno effettuati sui dipendenti che lo vorranno nelle strutture private.

Coronavirus, alle 19 vaccinate quasi 8mila persone e le somministrazioni di oggi continuano

Coronavirus, alle 19 vaccinate quasi 8mila persone e le somministrazioni di oggi continuanoProsegue la campagna vaccinale anti-Covid in Emilia-Romagna. Nella giornata di oggi, alle ore 19, in regione sono state somministrate vaccinate contro il Coronavirus 7.980 persone. E le aziende sanitarie, da Piacenza a Rimini, stanno proseguendo con le somministrazioni.

Vaccini effettuati a donne e uomini che lavorano nella sanità regionale fra medici, infermieri e operatori e a operatrici e operatori delle CRA, oltre ai degenti delle residenze per anziani. Dopo questo primo giro, nell’arco di 18-23 giorni ci sarà per tutti il richiamo, con una seconda somministrazione.

Salgono quindi a 75.734 le persone vaccinate in Emilia-Romagna.

E’ in corso la consegna della nuova fornitura Pfizer-BioNtech, come previsto nell’arco di due giornate: 45 scatole da 1.170 dosi, per un totale di 52.650. Oggi sono arrivate nelle province di Ferrara, Modena e Rimini. Domani nelle aziende sanitarie di tutte le altre.

L’aggiornamento in tempo reale sul numero di vaccini fatti sul sito della Regione:
https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

 

5G WindTre attiva a Sassuolo

5G WindTre attiva a SassuoloNel Gennaio 2019 con la collaborazione di Raffaele Bettelli per la ricerca del sito, era stato attivato il ponte WindTre 4G in centro storico a Sassuolo. Oggi, 11 gennaio 2021, è stata attivata la rete 5G WindTre, con performance già al Top come si evince dallo Speed Test  eseguito oggi in Piazza Garibaldi (e senza ancora sfruttare il massimo della banda disponibile).

Lo staff di Bettelli WindTre Store Sassuolo vi aspetta per tutte le informazioni su copertura e terminali compatibili!

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FarmacieUnite: vaccinazione in farmacia

FarmacieUnite: vaccinazione in farmaciaLa necessità di realizzare il piano vaccinale ha fatto sì che negli ultimi giorni sia esponenti della maggioranza di governo che dell’opposizione abbiano dichiarato che le oltre 19.000 farmacie sono necessarie per vaccinare in tempi rapidi quanti più italiani.

La stessa finanziaria, approvata gli ultimi giorni del 2020, ha attribuito alle farmacie e ai farmacisti quali operatori sanitari, la possibilità di effettuare le vaccinazioni presso i propri locali con la supervisione di medici, assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato.

FarmacieUnite, come già avvenuto con la richiesta di effettuare i tamponi in farmacia, è disponibile attraverso le farmacie della propria associazione che lo riterranno opportuno a organizzare il servizio di vaccinazione nel rispetto dei protocolli che saranno concordati.

A questo proposito sarebbe necessario che fin d’ora nelle sedi preposte si dettaglino i protocolli di attuazione di questo servizio in modo che, quando arriveranno le dosi di vaccino previste, si possa passare con rapidità alla fase operativa di vaccinazione in farmacia.

Inoltre, è opportuno ricordare che la farmacia è il naturale veicolo di informazione sulla salute verso i cittadini sia per la potenzialità di contatto (oltre 3,5ml di clienti al giorno entrano nelle farmacie italiane) sia per l’elevata professionalità dei farmacisti presenti.

FarmacieUnite rinnova la propria disponibilità a collaborare con gli enti preposti per la stesura dei protocolli e per l’organizzazione della vaccinazione in farmacia.

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FARMACIEUNITE – è un organismo sindacale di Categoria attivo dal 1° gennaio 2014, senza limitazioni territoriali, – non aderente a Federfarma –- al quale si associano volontariamente le farmacie pubbliche e private aperte sul territorio.

Dal 1° gennaio 2015 l’Associazione, partita dal Veneto, ha cominciato ad estendere la propria attività al di fuori dei confini regionali dando vita alla sezione Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, contando associati anche in Toscana, Piemonte e Puglia.

Al momento, sono associate a Farmacieunite circa 600 farmacie.

Coldiretti: dazi Usa contro i prodotti dell’Unione Europea, ultimo atto Trump

Coldiretti: dazi Usa contro i prodotti dell’Unione Europea, ultimo atto TrumpScattano i dazi Usa contro i prodotti dell’Unione Europea con nuove tariffe aggiuntive Usa all’importazione di parti di produzione di aeromobili provenienti da Francia e Germania, i vini, il cognac e brandy francesi e tedeschi, che sono inseriti nell’elenco dei prodotti tassati a partire dal 12 gennaio 2021. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che si tratta probabilmente dell’ultimo atto sugli scambi commerciali del presidente uscente Donald Trump responsabile dell’avvio della politica dei dazi anche nei confronti dei Paesi partner.

Si tratta – continua la Coldiretti – di un nuovo capitolo della guerra commerciale che contrappone l’Unione Europea agli Stati Uniti nella disputa sugli aiuti al settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus sulla quale è intervenuto anche in Wto autorizzando prima gli usa e poi l’Ue ad applicare dazi.

A provocare la nuova ritorsione – precisa la Coldiretti – sono state proprio le tariffe aggiuntive europee entrate in vigore il 10 novembre scorso sui prodotti Usa del 15% per gli aerei che salgono al 25% su ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate americane insieme a trattori, consolle e video giochi. Una misura autorizzata dal Wto dopo che gli Usa avevano deciso dal 18 ottobre 2019 in Usa una tariffa aggiuntiva del 25% su una lunga lista di prodotti importati dall’Italia e dall’Unione Europea che tuttora colpiscono le esportazioni agroalimentari Made in Italy per un valore di circa mezzo miliardo di euro su prodotti come Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello.

Salvo per il vino italiano che – precisa la Coldiretti – non è colpito neanche dalle tariffe aggiuntive in vigore al 12 gennaio che invece si accaniscono di nuovo nei confronti della Francia, che è il principale concorrente del nettare di bacco Made in Italy su quel mercato, che è già stata colpita precedentemente e che ha visto calare del 37% le proprie esportazioni in Usa nei primi nove mesi del 2021 secondo il dipartimento del Commercio Usa.  L’aumento dei prezzi del vino francese favorisce la produzione dall’Italia che l’Italia è il primo fornitore con gli americani che apprezzano tra l’altro il Prosecco, il Pinot grigio, il Lambrusco e il Chianti.

Non si tratta comunque di un buon segnale, poiché a preoccupare – continua la Coldiretti – è il contenzioso diretto tra Italia e Stati Uniti sulla digital tax, la tassa sui servizi digitali con un’aliquota del 3% sui ricavi dell’anno precedente sulle grandi imprese digitali con un fatturato di almeno 750 milioni e incassi on line in Italia di 5,5 milioni di euro.  Si rischia infatti una ritorsione statunitense che potrebbe colpire l’export agroalimentari Made in italy in Usa che rappresentano il primo mercato di sbocco fuori dai confini comunitari per un valore record vicino ai 5 miliardi nel 2020, secondo la proiezione Coldiretti su dati Istat.

In questo contesto sono importanti le affermazioni del commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni che si è detto “ottimista” sul materializzarsi in sede Ocse di una “nuova prospettiva” nel confronto sugli Usa in merito alla tassazione dei servizi digitali.

In questo contesto sono importanti le affermazioni del commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni che si è detto “ottimista” sul materializzarsi in sede Ocse di una “nuova prospettiva” nel confronto sugli Usa in merito alla tassazione dei servizi digitali.

“Con l’elezione del nuovo presidente Usa Biden occorre ora avviare un dialogo costruttivo ed superare uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati in un momento drammatico per gli effetti della pandemia” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Stop asporto nei bar alle 18, l’assessore regionale Corsini: “Non penalizzare chi lavora in sicurezza, piuttosto si facciano massicci controlli”

Stop asporto nei bar alle 18, l’assessore regionale Corsini: “Non penalizzare chi lavora in sicurezza, piuttosto si facciano massicci controlli”
Foto di virin000 da Pixabay

“L’azione di contrasto al virus è assolutamente prioritaria, soprattutto di fronte al possibile aumento del contagio nel Paese ipotizzato dagli esperti. Ma occorre fare attenzione a prendere decisioni che rischiano solo di penalizzare attività che si possono svolgere in sicurezza e categorie economiche ormai al limite. Mi riferisco alla possibilità di fermare alle 18 l’attività di asporto da parte dei bar, di cui si parla in merito al nuovo Dpcm cui lavora il Governo: la gran parte di questi esercenti gestisce i locali in maniera più che corretta e la maggioranza di loro non può pagare colpe di pochi, che ancora oggi permettono o addirittura favoriscono assembramenti fuori dai locali stessi. Su questo, anzi, chiediamo con forza che si facciano controlli massicci fuori da bar e locali dove si creano tali situazioni”.

Così l’assessore regionale al Commercio, Andrea Corsini, che prosegue: “Ricordo poi che il codice Ateco dei bar è lo stesso delle pizzerie e di altre attività analoghe, che ovviamente dovrebbero abbassare la serranda a quell’ora, cosa difficilmente spiegabile alla luce dei protocolli di sicurezza che permette loro di operare con tutte la garanzie necessarie”.

 

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