Cielo molto nuvoloso con precipitazioni deboli sparse al mattino, più consistenti e localmente anche a carattere di rovescio lungo il crinale appenninico. Zero termico in aumento su tutta la regione con nevicate limitate solo ai rilievi occidentali a quote superiori ai 1000 metri. Precipitazione in esaurimento dal pomeriggio con residui fenomeni limitati alle aree di crinale Emiliane.
Temperature: minime comprese tra 0 e 3 gradi sul settore occidentale e tra 6 e 9 gradi su quello centro-orientale. Massime comprese tra 8 e 11 gradi.
Venti: deboli-moderati dai quadranti orientali , con rinforzi sul mare e raffiche localmente anche di forte intensità sulle aree di crinale appenninico. Tendenza ad attenuazione e rotazione dai quadranti occidentali dalle ore serali.
Mare: da mosso a molto mosso con moto ondoso in attenuazione serale.
“Profondamente colpiti da una notizia che non avremmo mai voluto sentire, Le siamo vicini, Ferdinando, in un momento che fa conoscere i sentimenti più profondi, il vero dolore e la riflessione turbata davanti al mistero della vita. Accolga i nostri più sinceri sentimenti di condoglianza.”
Con queste parole il sindaco di Fiorano Modenese, Francesco Tosi, l’amministrazione comunale, tutti i dipendenti e la comunità fioranese tutta esprime il proprio cordoglio ai congiunti, per la morte della vigilessa Luisa Romagnoli, avvenuta nella giornata del 31 dicembre 2020.
Luisa, nata il 16 giugno 1969, era stata assunta in Comune a marzo 2005, come agente di Polizia Municipale. Si occupava, in particolare, del progetto di educazione stradale con le scuole. In questi anni ha accompagnato, con dolcezza e affabilità, tantissimi bambini delle elementari di Fiorano Modenese, sulla pista creata appositamente nel parco XXV Aprile. Qui Luisa li seguiva mentre imparavano a muoversi in bicicletta tra segnali stradali e semafori.
Tutto il comando della Polizia Locale piange la sua improvvisa scomparsa.
Si era ammalata a inizi novembre, positiva al Covid. Era stata ricoverata all’ospedale di Baggiovara, dove la situazione è apparsa subito grave, per poi precipitare fino al decesso.
Sono iniziate questa mattina, effettuate da due Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) dedicate, le vaccinazioni presso le prime due Case residenza anziani di Modena città: Cialdini e Villa Margherita. In tutto, sono state somministrate circa 100 dosi tra ospiti delle Cra e operatori: circa 30 alla Cialdini (la copertura verrà completata nei prossimi giorni) e circa 70 a Villa Margherita dove già oggi sono stati vaccinati tutti gli anziani e il personale.
Le altre Usca dedicate alle Cra si attiveranno sui distretti dal 4 gennaio, con l’obiettivo di concludere il primo ciclo di vaccinazioni, su tutto il territorio, in 7-10 giorni lavorativi, ad eccezione del Distretto di Modena dove le strutture sono più numerose e potranno essere necessari più giorni.
Operatori e ospiti delle Case residenza anziani non dovranno recarsi presso il punto vaccinale ma saranno vaccinati direttamente in struttura da un’équipe Usca-vaccinale per ciascun distretto (e dedicata esclusivamente alla vaccinazione), secondo un calendario che terrà conto delle presenze e della situazione epidemiologica di ciascuna CRA.
“Le prefetture hanno adottato i documenti operativi all’esito dei lavori dei tavoli di coordinamento scuola-trasporti istituiti in tutte le province in vista della ripresa, dal 7 gennaio, dell’attività didattica in presenza“. Lo annuncia in una nota il Viminale, spiegando che “i prefetti hanno tenuto conto anche dell’ordinanza del ministro della Salute del 24 dicembre 2020 che limitatamente al periodo 7-15 gennaio riduce la presenza in classe al 50%”.
La ministra dell’Istruzione, Azzolina, ha espresso “grande soddisfazione per il risultato raggiunto” commentando il via libera alla ripresa delle scuola in presenza il 7 gennaio.
I documenti operativi prefettizi hanno concordato, con i partecipanti ai Tavoli di coordinamento, le soluzioni più appropriate, territorio per territorio, con l’obiettivo fissato dal d.P.C.M. del 3 dicembre 2020, del rientro in presenza del 75 per cento della popolazione studentesca. Con particolare riferimento al comparto scolastico, le soluzioni, calibrate anche in modo variabile, prevedono: la differenziazione degli orari di ingresso e di uscita dagli Istituti scolastici, articolata in due fasce (prevalentemente 8-14/10-16); la flessibilità in entrata (ad esempio, 7,45-8,00; 9,30-9,45); l’articolazione delle attività didattiche in 6 giorni, con frequenza il sabato, a turno; la riduzione a 45/50 minuti dell’ “ora scolastica” e, quindi, delle singole lezioni. Per quanto concerne il comparto trasporti, sono state messe a disposizione le risorse finanziarie destinate a coprire i costi dei servizi aggiuntivi per potenziare, in modo corrispondente alla predetta percentuale del 75 per cento, il sistema dei trasporti in termini di mezzi e di kilometri percorsi (oltre 300 milioni di euro). Anche sulla base dell’Intesa, sancita il 23 dicembre scorso in Conferenza Unificata, sul Documento di “Linee guida per garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico 2020-2021”, i documenti operativi prefettizi costituiranno la “certificazione dei servizi aggiuntivi necessari e ammissibili al finanziamento” da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Le soluzioni prospettate ai tavoli di coordinamento sono state riesaminate per dare attuazione all’ordinanza del Ministro della salute del 24 dicembre, che, limitatamente al periodo dal 7 gennaio al 15 gennaio 2021, ha ridotto l’obiettivo del rientro dell’attività didattica in presenza al 50 per cento. In particolare, è stata confermata la soluzione prescelta di differenziare gli orari di ingresso e di uscita degli istituti scolastici interessati nelle regioni Abruzzo, Calabria, Campania (ad eccezione della provincia di Benevento che ha riportato l’ingresso su un unico turno), Friuli Venezia Giulia (ad eccezione della provincia di Gorizia che ha riportato l’ingresso su un unico turno), Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana (ad eccezione della provincia di Lucca che già prevedeva esclusivamente una flessibilità in entrata). Per quanto riguarda il potenziamento del sistema di trasporto pubblico locale, nelle predette Regioni, i servizi aggiuntivi previsti dai documenti prefettizi, parametrati al 75 per cento della popolazione studentesca interessata, saranno comunque operativi a partire dal 7 gennaio; ciò anche tenuto conto che la finestra temporale prevista dall’Ordinanza è considerata anche dalle Regioni un periodo utile per valutare l’impatto delle misure adottate (cosiddetto “stress test”).
Hanno confermato l’organizzazione scolastica sulla base di un unico turno di ingresso le regioni Basilicata, Emilia Romagna, Molise, Sardegna (ad eccezione della provincia di Cagliari che, solo per i licei, mantiene il doppio turno di ingresso) e Veneto (ad eccezione della provincia Treviso, che ha confermato la scelta dei turni di ingresso del doppio turno di ingresso e uscita). Anche per queste Regioni i servizi aggiuntivi verranno dispiegati secondo le indicazioni contenute nei documenti operativi, salvo lievi riduzioni che potranno essere concordate con i rappresentanti del comparto regionale del trasporto.
Nelle regioni Marche, Piemonte, Sicilia e Umbria. ove era stata prevista, sulla base del documento operativo prefettizio, la differenziazione degli orari di ingresso e di uscita, la componente scolastica ha optato per riportare temporaneamente l’ingresso su unico turno, tenuto conto che la percentuale precedentemente prevista per il primo dei due turni di ingresso già corrispondeva al 50% della popolazione studentesca interessata. Anche per queste Regioni i servizi aggiuntivi verranno dispiegati secondo le indicazioni contenute nei documenti operativi prefettizi, salvo lievi riduzioni che potranno essere concordate con i rappresentanti del comparto regionale del trasporto.
Anche in ragione della specialità di natura costituzionale, nelle province autonome di Trento e Bolzano sono state fissate autonome modalità di ripresa dell’attività scolastica in presenza, che tuttavia non presentano criticità sul piano del raccordo tra i comparti interessati.
Si è concluso il percorso di partecipazione per riprogettare il Parco di Vittorio di Spezzano e ridefinirne l’identità. Percorso, iniziato a metà gennaio 2020, che ha visto coinvolti Comune, associazioni, scuole e cittadini del territorio.
Si tratta del primo passo del progetto “Parchi Vivi”, con cui l’amministrazione di Fiorano Modenese intende perseguire la riqualificazione delle aree verdi comunali, con l’aiuto della comunità. L’obiettivo è consentire alla cittadinanza di riappropriarsi di spazi pubblici fondamentali per l’aggregazione e la socialità, restituendo vitalità e uso quotidiano a luoghi a volte percepiti come insicuri o degradati.
Il percorso di partecipazione del Parco Di Vittorio, finanziato dal Comune e dalla Regione Emilia-Romagna con il bando ‘Partecipazione’, si è articolato in due filoni: uno ha coinvolto le scuole medie del territorio, attraverso il Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR); l’altro ha riguardato la cittadinanza. Fondamentale la collaborazione di GS Spezzanese, Comitato Genitori, ANA, Lumen e Istituto comprensivo di Spezzano che si sono fatti promotori dell’intervento, sottoscrivendo con l’amministrazione un accordo formale.
Le attività sono state in parte rimodulate, a seguito dell’emergenza Covid, integrando gli strumenti classici di partecipazione (passeggiate guidate, workshop, tavoli di confronto) con nuove forme digitali, “realizzando un percorso che ha coinvolto molte persone, nonostante la pandemia”, come ha dichiarato Filippo Ozzola, facilitatore ed organizzatore del percorso.
Sono stati rivisti funzioni e spazi del Parco Di Vittorio, condividendo questioni urbanistiche complesse, in un processo che ha arricchito tutti partecipanti.
La restituzione del percorso è diventata un video, pubblicato sui canali social del Comune di Fiorano Modenese, in cui i protagonisti, in particolare i ragazzi delle scuole medie Bursi e Leopardi e i loro insegnanti raccontano l’esperienza di progettazione e la realizzazione dei due plastici, che rappresentano il risultato di questo percorso non solo di democrazia partecipata, ma anche di educazione civica, allargato a temi ambientali. Come spiega Emanuele Gazzotti, sindaco del CCR, “Nel progetto del Parco Di Vittorio sono state raccolte le aspettative e le idee di tutti e si è cercato di accontentare tutte le fasce d’età”. Ne è nato un parco intergenerazionale con molto verde, diviso in diverse zone dedicate ad anziani, con giochi per la memoria e scacchiere, adulti, con area fitness, bambini, con giochi anche per disabili, spazio relax con libri a disposizione, orto botanico e anche area sgambamento cani. Un parco ‘ideale’ per tutte le età che avrà anche alcune mascotte, create dai ragazzi in collaborazione con associazione Lumen e Casa Corsini.
“Un parco che – come dice il sindaco, Francesco Tosi, in apertura del video di presentazione – sarà vissuto dai ragazzi come proprio, perché hanno contribuito a progettarlo e questo permetterà di evitare situazioni di degrado, che purtroppo vivono diversi spazi verdi”.
A Maranello la notte di San Silvestro sarà vietato far esplodere in aree pubbliche petardi o altri artifici pirotecnici che possano provocare danni a persone, animali o cose. Lo stesso divieto riguarda le aree private se tali esplosioni possono provocare i medesimi danni.
Il sindaco Luigi Zironi ha firmato a riguardo un’ordinanza, che resterà in vigore dalle 18 del 31 dicembre alle 18 del 1° gennaio.
La decisione dell’amministrazione è maturata soprattutto con l’intento di tutelare i cittadini contro i rischi legati all’uso scorretto dei fuochi d’artificio, e con lo scopo di salvaguardare il benessere degli animali contro il disagio provocato dai botti più rumorosi (restano consentiti gli artifici con soli effetti luminosi).
La stessa ordinanza va dunque ad integrare quanto già previsto da leggi e regolamenti in vigore, in vista di un Capodanno che sfugge alle normali dinamiche.
L’amministrazione si appella inoltre al buon senso dei cittadini, che dalle 22 del 31 dicembre alle 7 del 1° gennaio dovranno comunque rispettare il ‘coprifuoco’ stabilito dalle misure anticovid relative al periodo delle Feste.
I controlli previsti da parte della Polizia locale di Maranello riguarderanno – oltre al rispetto delle restrizioni contro la pandemia e dell’ordinanza appena emanata – anche la vendita di fuochi d’artificio, la cui regolarità è stabilita dalle normative vigenti in materia.
I controlli previsti da parte della Polizia locale di Maranello riguarderanno – oltre al rispetto delle restrizioni contro la pandemia e dell’ordinanza appena emanata – anche la vendita di fuochi d’artificio, la cui regolarità è stabilita dalle normative vigenti in materia.
Nuvoloso con precipitazioni diffuse sull’Emilia, anche consistenti, nevose fino a quote di pianura sulle provincia di Piacenza e parte di quella di Parma. Quota neve intorno 800 metri sul resto dei rilievi centro-occidentali. Possibili fenomeni di pioggia che gela nelle vallate montane fra le provincie di Parma e Modena. Piogge sparse sul resto del territorio.
Temperature: minime comprese tra -1 gradi del Piacentino e 5 gradi del Riminese. Massime comprese tra 1/4 gradi in Emilia e 7/10 gradi sulla Romagna.
Venti: inizialmente deboli occidentali sulle pianure occidentali, dal pomeriggio moderati da sud/sud-est sui rilievi e sul settore centro orientale, con rinforzi sugli Appennini.
Un appello alla responsabilità di tutti in questo Capodanno che sicuramente sarà molto diverso dal solito, ma anche l’augurio che il 2021 sappia cancellare i problemi, le paure e le difficoltà arrivate nell’anno che sta terminando.
Sono questi i principali contenuti del breve video di auguri inviato alla città dal Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani.
Un progetto ideato dalla Comunità e realizzato in collaborazione con Inkiostro Bianco, azienda di carte da parati di Sassuolo, che si è occupata della riproduzione delle gigantografie della Natività. Inkiostro Bianco ha immediatamente colto questa opportunità di unirsi alla diffusione di un messaggio così importante.
Le immagini, dall’effetto molto suggestivo favorito da una retroilluminazione che cattura l’attenzione e amplifica il valore del messaggio, sono state collocate per le vie del paese.
Un Natale diverso che aiuta a riflettere e a concentrarsi sul vero significato della “buona novella”. Questo lo scopo dell’iniziativa che è stata accolta anche da alcune famiglie che hanno accettato di condividere le immagini negli spazi esterni delle proprie abitazioni.
Da Magreta verso qualsiasi destinazione l’immagine della Natività porti ovunque pace, conforto e speranza.
“Come molti avranno letto negli ultimi giorni, nella nostra città di Sassuolo a breve saranno dismesse le casette per la distribuzione dell’acqua. Le ragioni portate avanti dalla giunta sono di natura economica: la ditta responsabile delle casette infatti non riesce a coprire i costi per via del basso utilizzo. Ma se il ragionamento è questo dobbiamo porci una domanda: l’acqua è solo un bene da commerciare? O è un bene pubblico? La risposta crediamo sia molto facile, e infatti molte amministrazioni sul nostro territorio si sono già mosse per fornire le casette in modo pubblico e gratuito, in quanto queste sono un servizio molto importante per chi ne usufruisce”. Così Fridays For Future Sassuolo.
“La questione – prosegue il movimento – non è però solamente sulla buona erogazione di servizi da parte della pubblica amministrazione ma anche ambientale: come già più volte abbiamo scritto, detto e urlato Sassuolo è una delle zone più inquinate di Italia, non solamente dal punto di vista dell’aria ma anche del terreno: molte volte i cittadini hanno dovuto pulire i parchi e i quartieri della Città dai rifiuti e in particolare da bottiglie di plastica; ogni anno consumiamo in Italia 8 miliardi di bottiglie di acqua a cui poi si aggiungono tonnellate di Co2 per la produzione, il trasporto e lo smaltimento delle stesse.
Ogni amministrazione di Italia sta ad oggi muovendo i propri passi verso scelte più verdi e sostenibili, e ci auguriamo che anche la nostra amministrazione faccia lo stesso, iniziando proprio da una cosa semplice come i distributori di acqua”, conclude Fridays For Future.
Entrano in servizio i due ultimi treni regionali Rock. Si completa così la flotta degli 86 convogli Rock e Pop previsti dalla ‘cura del ferro’ voluta fortemente dalla Regione per rinnovare il parco treni. Un risultato che, in poco più di un anno e grazie a un investimento della Regione stessa pari a 750 milioni di euro, fa dell’Emilia-Romagna il territorio su cui circolano i mezzi più giovani d’Italia.
“Una scommessa vinta- afferma l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini– per un impegno costante che ribadiamo a favore di una mobilità sostenibile e alternativa al mezzo privato. Continueremo a potenziare il trasporto pubblico, sulla scia di misure come l’integrazione tariffaria, che ci ha portato a stanziare 6 milioni di euro l’anno per permettere di far viaggiare gratis sugli autobus in tutte le principali città dell’Emilia-Romagna gli abbonati al servizio ferroviario regionale. E che ancora nel 2021 estenderà la gratuità dell’abbonamento su bus e treni per i ragazzi fino ai 19 anni di età per il tragitto casa-scuola”.
Delle 616 corse giornaliere di Trenitalia Tper su rete Rfi, ben 582 sono ora su convogli di ultima generazione. Un rinnovo che interesserà sempre di più anche i 266 collegamenti su rete Fer e su rete mista (Fer+Rfi).
E la fine del 2020 segna anche il compimento di un anno di vita di Trenitalia Tper, che ha già acquistato altri quattro Rock da oltre 700 posti a sedere, che saranno consegnati nel corso del 2022.
L’ultimo del match del 2020 è amaro, anzi amarissimo per la Green Warriors Sassuolo che contro Busto Arsizio è l’ombra di se stessa e cede 0-3 e scivola al quinto posto in classifica generale, superata proprio dalle bustocche.
L’avvio di match in casa Green Warriors è sottotono: le neroverdi soffrono sia in attacco che in difesa, con Latham e Michieletto pressoché immarcabili . Il secondo parziale è – purtroppo per le padrone di casa – una fotocopia del primo e Busto ne approfitta. Nel terzo set, la reazione neroverde sembra arrivare: la Green Waariors parte forte, gioca alla pari delle avversarie e allunga 14-11. Busto comunque non si scompone: pareggia e poi allunga 18-23. Sassuolo annulla due match ball (22-24), ma alla fine sono le ospiti a gioire.
Le Unioni regionali delle Camere di commercio di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto e le Camere di commercio di Bolzano, Modena, Trento e Verona sono fortemente preoccupate per l’inasprimento del divieto di transito notturno emanato dal Governo tirolese, una delle tante limitazioni al traffico merci in Tirolo, che per l’Italia comporta un aumento dei costi di trasporto e quindi dei prezzi al consumatore finale. Nel mezzo di una pandemia globale il Governo tirolese ha deciso un blocco notturno – di fatto totale – del traffico merci. Il divieto vale anche per gli automezzi euro 6 di ultima generazione che, come dimostrato da studi recenti, sono più puliti della maggior parte delle autovetture in circolazione.
Il divieto di transito notturno sull’autostrada tirolese A12 entrerà in vigore il 1° gennaio 2021. Sono esplicitamente esclusi solo i mezzi pesanti a trazione completamente elettrica o a idrogeno e celle a combustibile, cioè veicoli che non sono ancora prodotti in serie. Inoltre, il divieto non si applica agli automezzi a LNG. La nuova ordinanza accresce ulteriormente la discriminazione tra autotrasportatori tirolesi e italiani: quelli tirolesi sono, infatti, esclusi dal divieto grazie alla deroga per i veicoli con partenza e arrivo in determinate zone tirolesi, mentre gli italiani non potranno più transitare di notte. Questa disparità incide sulla capacità dell’economia italiana di competere sui mercati europei, raggiungibili tramite il passo del Brennero.
Non si capisce perché il Tirolo vieti il transito notturno di veicoli Euro 6, che risultano essere molto puliti. Questa misura non ridurrà il traffico in transito lungo l’asse del Brennero, bensì lo concentrerà semplicemente nelle ore diurne, con conseguente traffico stop and go e lunghe code, e quindi maggiori emissioni. Risulta pertanto poco comprensibile come questo provvedimento possa contribuire al miglioramento della qualità dell’aria.
“Le limitazioni dettate dal Coronavirus hanno già messo a dura prova la nostra economia; questo inasprimento del divieto di transito notturno in Tirolo è un ulteriore colpo per le esportazioni italiane. Non solo complica il lavoro degli autotrasportatori, ma avrà anche ripercussioni concrete sulle imprese perché renderà più difficile l’accesso ai mercati mitteleuropei incidendo quindi sulla loro capacità di programmazione. Ciò, in una situazione già di per sé complicata, potrebbe portare alla perdita di posti di lavoro e ridurre la presenza del made in Italy sui mercati europeo”, dichiarano preoccupati i presidenti delle Unioni regionali di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto e le Camere di commercio di Bolzano, Modena, Trento e Verona.
L’argomento della tutela dell’aria sembra essere solo un pretesto per ostacolare il traffico merci lungo l’asse del Brennero. Ciò diventa evidente se si osserva l’asse est-ovest, molto importante per il Tirolo. Mentre sull’asse del Brennero si vietano veicoli Euro 6, il governo tirolese sta lavorando a una proroga fino al 2022 delle deroghe dal divieto di circolazione settoriale per vecchi mezzi Euro 5 con partenza e arrivo in Vorarlberg, Canton Grigioni e Lichtenstein. Un aspetto quantomai “curioso” è che come motivazione per la deroga si adduca la difficile situazione economica dovuta al COVID, argomento che lo stesso Governo tirolese ritiene infondato per il traffico sull’asse del Brennero.
I presidenti camerali difronte a questa ennesima restrizione al Brennero si sono rivolti alle proprie Regioni e Province Autonome, al Governo e alla Commissione europea: “Il Brennero è il più importante accesso per le merci italiane ai mercati europei, qualsiasi limitazione su questo asse si ripercuote inevitabilmente sull’economia italiana, in particolare sui nostri territori”, affermano i presidenti tra cui l’emiliano-romagnolo Alberto Zambianchi.
Sono 447 i primi vincitori di concorso che, entro maggio 2021, saranno assunti dalla Regione Emilia-Romagna per rinnovare l’organico della struttura. In 286, di categoria “D”, riservato a laureati, stanno per essere chiamati. Sono in partenza le raccomandate con la proposta di assunzione e di prima assegnazione a una Direzione generale o un’Agenzia regionale. Entro maggio le altre chiamate, in base all’ordine di graduatoria raggiunto nel concorso.
Per quanto riguarda le specializzazioni, sono sei che hanno formato altrettante graduatorie e riguardano le materie giuridico amministrative (108 posti), economiche e finanziarie (83), di gestione del territorio e del patrimonio pubblico (43), programmazione del territorio e della tutela ambientale (37), agro-forestali (117) e della trasformazione digitale (59).
“E’ solo la prima parte di un importante investimento sul capitale umano della nostra Regione- dichiara l’assessore regionale al Bilancio e al Personale, Paolo Calvano-. Abbiamo selezionato giovani e persone motivate per ampliare la squadra dei dipendenti regionali, che con il loro lavoro e la loro professionalità contribuiscono ogni giorno a fare dell’Emilia-Romagna una delle regioni più avanzate in Europa. Un rinnovamento importante- aggiunge- che apre a una nuova generazione di dipendenti pubblici, nel solco dei valori professionali che ci contraddistinguono da sempre”.
I candidati avranno 30 giorni di tempo per rispondere e per scegliere la data di inizio servizio nell’arco di circa 4 mesi. L’accettazione della proposta di assunzione da parte del candidato costituisce obbligo all’assunzione da parte dell’Amministrazione.
A febbraio inizierà una seconda tornata di concorsi per soddisfare i fabbisogni di categoria C (diplomati amministrativi e tecnici) e D (Fitosanitari) per poi avviare la stagione di rinnovo della Dirigenza con 6 concorsi pubblici per le diverse professionalità previste in Regione.
A Fiorano Modenese ogni anno l’amministrazione comunale offre alla cittadinanza il “Concerto degli auguri” al teatro Astoria, preceduto dagli auguri del Sindaco e seguito dal brindisi in piazza Ciro Menotti. Nonostante la pandemia, anche quest’anno l’amministrazione ha voluto riproporre questa tradizione, seppure in una modalità diversa, nella speranza che il nuovo anno riporti tutti nelle piazze per stare insieme.
Grazie all’Accademia della Stravaganza, la sera del 31 dicembre, sui canali social del Comune di Fiorano Modenese (fb e you tube) verrà pubblicato un breve video con la registrazione degli auguri del sindaco, Francesco Tosi, e un pezzo musicale, tratto dall’overture del Guglielmo Tell di Rossini, interpretato a loro modo dagli attori dell’Accademia.
Si tratta di un divertente video realizzato in epoca precovid, montato da Alta Definizione, che l’Accademia della Stravaganza ha volentieri messo a disposizione per offrire a tutti i fioranesi un piacevole momento di svago.
“Ringrazio la Stravaganza e auguro a tutti i cittadini un buon anno, privo di malattie, ma soprattutto in cui ognuno abbia un lavoro e un lavoro dignitoso” – questo l’augurio del sindaco, Francesco Tosi, in apertura del video.
L’Accademia della Stravaganza, ovvero ‘recita e danza che ti cala la panza’, nasce nell’anno 2000, dall’esperienza di un gruppo di persone che, all’interno del Comitato genitori delle scuole elementari e medie di Fiorano Modenese, per alcuni anni aveva organizzato iniziative ricreative rivolte ai ragazzi e alle loro famiglie.
Il primo spettacolo risale al 1996 e da allora il gruppo, che spesso collabora con il Comune per iniziative culturali, sale sul palcoscenico per divertirsi e divertire, per promuovere la crescita culturale della comunità e per raccogliere fondi da devolvere in beneficenza.
Le previsioni meteo per i prossimi giorni annunciano l’arrivo di freddo intenso che irromperà in Emilia con temperature al di sotto dello zero. In queste condizioni il contatore dell’acqua può congelare e quindi scoppiare se non adeguatamente protetto. Il repentino abbassamento delle temperature e le previsioni di un clima sempre più rigido rendono quindi necessari alcuni accorgimenti per garantirne il corretto funzionamento ed impedire spiacevoli rotture a causa del gelo con la conseguente interruzione dell’erogazione e successive possibili perdite e allagamenti.
Occorre dunque controllare l’ubicazione del proprio contatore e le sue protezioni contro le basse temperature, a maggior ragione anche nelle seconde case o nelle case vuote. Se il contatore risulta scoperto o in luoghi troppo esposti alle variazioni climatiche è assolutamente necessario provvedere alla sua coibentazione con materiali isolanti (polistirolo, poliuretano ecc.) facilmente reperibili presso il ferramenta. Se si è impossibilitati a fare altrimenti, è possibile proteggere il contatore con stracci e cartoni, anche se si tratta di un sistema meno efficace. Per i contatori posti in fabbricati disabitati si consiglia di chiudere il rubinetto generale e provvedere allo svuotamento delle tubature.
Nel caso il contatore sia congelato ma non ancora scoppiato, non tentare di sbloccarlo con l’utilizzo di fiamme o fonti intense di calore che potrebbero danneggiare irrimediabilmente l’apparecchiatura, ma utilizzare acqua tiepida sui raccordi metallici e successivamente limitarsi a coprirlo assieme ai tubi scoperti con un panno di lana assieme a più strati di materiale isolante in attesa che le valvole si scongelino.
Nel caso in cui il contatore sia scoppiato a causa del gelo, chiudere immediatamente le due valvole a monte e a valle del contatore e chiamare il Numero Verde per la segnalazione guasti 800 038 038 per la sostituzione dell’apparecchio: Iren ricorda tuttavia che la protezione del contatore è un onere dell’utente, che si deve accollare le spese di una eventuale sostituzione del contatore in caso di rottura. Meglio quindi provvedere per tempo a proteggerlo.
Un invito anche alle aziende: va controllata la tenuta degli impianti antincendio, in particolare degli idranti esterni più soggetti agli effetti del gelo.
Siamo verso la conclusione di questo strano 2020, un anno difficile per tutti, che ha fossilizzato ogni attività in ambito sociale e la nostra associazione, come tante altre, è riuscita ad organizzare e far svolgere, solo qualche attività sparsa nel bel mezzo dei lockdown e delle zone rosse che hanno segnato gli ultimi 10 mesi – dicono dalla Comune del Parco di Braida – Questa immobilità forzata non ha però minato la nostra voglia di pensare e realizzare qualcosa per la collettività o, in questo caso specifico, qualcosa per arricchire l’offerta legata all’attività fisica al Parco Amico dopo la creazione dei percorsi segnati per le camminate e a completamento del percorso attrezzistico di base presente al parco fin dalla sua inaugurazione.
Abbiamo così deciso, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dall’amministrazione comunale di Sassuolo e dall’ufficio tecnico di Sgp preposto alla gestione delle aree verdi, di procedere a nostre spese all’acquisto dei primi due attrezzi e di montarli all’interno del Parco.
Questo notevole sforzo economico, condiviso da tutti i membri dell’associazione, potrebbe essere il primo passo verso la creazione di un intero percorso fitness all’interno del parco con eventuali altri acquisti futuri.
Vi invitiamo – concludono dalla Comune del Parco di Braida – all’utilizzo responsabile, come da normative vigenti, dei due attrezzi.
La Croazia chiama, l’Emilia-Romagna risponde. La Regione, come Ente capofila del programma europeo Adrion che interessa l’area adriatico-ionica, è infatti pronta a riorientare le azioni di cooperazione territoriale europea per sostenere il Paese colpito dal terremoto.
Ad annunciarlo, il presidente Stefano Bonaccini e la vicepresidente con delega ai Rapporti con l’Ue, Elly Schlein: “Il sisma che ha colpito ieri la Croazia spinge la nostra Regione, da sempre in prima linea quando si parla di progetti internazionali di cooperazione e solidarietà, ad intervenire per riorientare la programmazione prevista nell’ambito del progetto Adrion, di cui è capofila. In questo momento di estrema difficoltà è doveroso esprimere la nostra vicinanza e fare quanto è in nostro potere per aiutare il popolo croato, a cui già ieri nell’immediatezza dell’evento avevamo mandato l’abbraccio e la vicinanza della comunità emiliano-romagnola”.
Quello tra la Regione Emilia-Romagna e il Paese croato è un rapporto legato non solo al programma Adrion, ma anche al progetto Firespill, di cui è capofila la città croata di Zara (Zadar) e viale Aldo Moro partner, finalizzato alla predisposizione di sistemi innovativi per reagire all’emergenza immediata da catastrofi naturali.
“Proprio in questo contesto- aggiungono presidente e vicepresidente- stiamo mettendo a disposizione della Croazia l’esperienza maturata negli anni della ricostruzione post sisma, a partire da soluzioni informative per la rilevazione dei danni alle strutture fisiche e il dispiegamento immediato dei servizi di prima necessità alla popolazione, come quelli sanitari, alimentari e logistici. Un progetto- chiudono Bonaccini e Schlein- che oggi è finanziato da Italia-Croazia, ma che potrà verosimilmente diventare un esempio di policy su cui impostare i prossimi bandi di Adrion già nel corso del 2021”.
Il programma Adrion
Il programma di cooperazione territoriale transnazionale Adrion – che attraverso il finanziamento di progetti attua la macrostrategia adriatico-ionica Eusair messa in opera dalla Commissione europea – coinvolge 9 Paesi che si affacciano sull’Adriatico o comunque della Regione dei Balcani Occidentali, e che contano circa 70 milioni di abitanti. Oltre all’Italia (Regioni Adriatiche) e alla Croazia, ne fanno parte Slovenia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Serbia, Albania, Grecia e Nord Macedonia. La Regione Emilia-Romagna è stata confermata Autorità di gestione del Programma anche per il prossimo periodo di programmazione dei Fondi europei per la Politica di Coesione 2021-2027, dopo aver già ricoperto questo ruolo nel precedente settennato.
Il programma è finanziato per 120 milioni di euro nel periodo 2021/2027 direttamente dalla Commissione europea, per conto della quale opera la Regione Emilia-Romagna; si rivolge ad amministrazioni pubbliche e partner privati per progetti in materia di sostenibilità, innovazione e digitalizzazione.
Incentivi per le assunzioni anche a tempo parziale di persone con disabilità: la Giunta regionale ha definito criteri e modalità per la concessione ai datori di lavoro e stanziato 1 milione di euro. I contributi, del Fondo Regionale per le persone con disabilità, sono stati trasferiti all’Agenzia Regionale per il Lavoro, che entro gennaio emanerà una procedura per le richieste di incentivo, integrativo e non sostitutivo di quanto già erogato dall’Inps.
“Attraverso la concessione ai datori di lavoro di incentivi per l’assunzione dei disabili, la Regione Emilia-Romagna promuove e sostiene il pieno diritto al lavoro per le categorie più deboli- dice l’assessore regionale al Lavoro, Vincenzo Colla-. In questo modo vogliamo dare una completa e migliore attuazione al collocamento mirato affinché venga assicurato non solo il diritto all’occupazione, ma anche all’integrazione, all’inclusione sociale e alla realizzazione personale delle donne e uomini con disabilità”.
L’incentivo sarà riconosciuto per le assunzioni, anche a tempo parziale, e sarà graduato in base alle caratteristiche del lavoratore assunto e del datore di lavoro. Per i disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%, il contributo sarà erogato per assunzioni a tempo determinato di almeno 12 mesi, mentre per le persone con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, l’incentivo sarà corrisposto per assunzioni a tempo determinato di almeno 6 mesi.
Il contributo è concesso per tutta la durata del contratto, comunque per non più di dodici mesi, ed è pari al 60% del costo salariale lordo per i datori di lavoro non soggetti agli obblighi di assunzione per legge e per quelli obbligati che assumono oltre la quota d’obbligo. E’ al 40% del costo salariale lordo, invece, per i datori di lavoro soggetti agli obblighi di assunzione di legge.
In caso di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato su approvazione dell’Agenzia Regionale per il Lavoro, a integrare l’incentivo precedentemente concesso per l’assunzione a tempo determinato fino alla copertura massima del 100% del costo salariale lordo
Al termine della loro anno di Servizio Civile presso attività e strutture comunali, le due volontarie Hajar El Kholti e Siham Kherrebi hanno voluto restituire un po’ dell’esperienza vissuta attraverso una breve ma significativa testimonianza. Di seguito, le loro considerazioni.
Hajar El Kholti
Il servizio civile non è stato solo una semplice esperienza di volontariato, ma un vero e proprio percorso di crescita personale. Un anno che, nonostante tutte le difficoltà, mi ha permesso di migliorare e imparare tanto.
Ho deciso di intraprendere questa esperienza per rendermi utile a persone bisognose ed essere più attiva sul nostro territorio: sono davvero molto soddisfatta di come sia andata! Inserita in diversi contesti, ho svolto tante mansioni differenti, soprattutto a causa dell’anno particolarmente caotico e diverso dal solito. Nonostante le difficoltà che l’emergenza Covid ha causato, mi sono posta l’obiettivo di approfittare di qualsiasi situazione, anche negativa, per trarne comunque un insegnamento.
Ognuna delle attività svolte ha lasciato in me un segno positivo. Ho operato con i ragazzi del Babele e ho fatto assistenza sugli scuolabus, cercando di convincere gli alunni a rispettare al meglio le regole anti-Covid. Tra le altre attività, le chiamate agli anziani durante il periodo di pandemia per rassicurarli e accertarci che stessero bene e che non avessero esigenze particolari, è stata quella che più mi ha segnato: i ringraziamenti e gli apprezzamenti rivolti a noi volontari e al servizio che il comune è riuscito a garantire, non poteva che rendermi felice e orgogliosa.
Altre mansioni mi hanno fatto conoscere un nuovo mondo, quello del sociale, un ambito che non ha molto a che vedere con gli studi cui mi sto dedicando, ma che mi ha incuriosito e che ha modificato, in positivo, i miei progetti futuri. Mi sono confrontata con tanti punti di vista, imparando meglio a saper ascoltare chiunque avessi davanti. Oltre a ciò, le diverse situazioni mi sono servite per avere più consapevolezza dei miei punti di forza e dei miei limiti.
Nel complesso, è stata una bellissima esperienza: grazie in particolare ai responsabili dell’Ente e della sede per la loro disponibilità e comprensione.
Siham Kherrebi
All’inizio ero una neodiplomata molto confusa rispetto al futuro. Quindi, per chiarirmi un po’ le idee e per non lasciare andare un anno senza impegnarmi, ho deciso di svolgere il servizio civile. Devo dire che è stata la scelta migliore che potessi fare, non solo perché ha contribuito alla mia crescita personale e professionale, ma anche perché ho acquisito nuove competenze civiche, sociali e nuove conoscenze, grazie alle formazioni che il servizio ha offerto. Inoltre, mi ha permesso sia di sviluppare nuove relazioni e amicizie, che di conoscermi meglio.
Penso che i nostri servizi siano stati molto utili per gli altri, in particolare nel far rispettare le misure di sicurezza durante l’emergenza COVID, distribuendo ad esempio le mascherine. Ho operato, poi, in tanti ambiti, sostenendo diverse categorie di soggetti, tra cui gli anziani e i bambini, persone che ogni giorno riescono a regalare momenti da ricordare. Lavorare con gli anziani nella casa di riposo mi ha fatto stare bene e imparare tanto; ho visto in diverse occasioni come fossero felici delle attività fatte insieme, anche se lontano dalla loro famiglia.
Nonostante questo periodo difficile i nostri responsabili e dirigenti sono stati tutti disponibili per qualsiasi chiarimento, sostenendoci fino alla fine. Inoltre, aver collaborato con tanti colleghi mi ha insegnato a lavorare in gruppo e a confrontarmi con più persone, diverse tra loro e da me.
Le mie motivazioni iniziali sono state completamente soddisfatte e rifarei la stessa esperienza per mille motivi, tra cui il mettermi in gioco e partecipare in modo attivo alla vita sociale. Infine, vorrei ringraziare sia il nostro Comune per questa bellissima opportunità, sia le persone che sono riuscita ad aiutare e che mi hanno fatto sentire gratificata a mia volta.
Domani, giovedì 31 dicembre San Silvestro vigilia di capodanno, gli uffici comunali saranno aperti solamente fino alle ore 12 fatti salvi i servizi di Vigilanza Urbana e le funzioni di Stato Civile. Sabato 2 gennaio, invece, saranno chiusi al pubblico. La riapertura secondo i normali orari di tutti gli uffici avverrà lunedì 4 gennaio.