Per due giorni Bologna diventa uno dei principali luoghi di confronto europeo sul futuro delle politiche di coesione, nel momento in cui l’Ue si prepara a definire il nuovo bilancio pluriennale 2028-2034.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Emilia-Romagna insieme alla Conferenza delle Regioni periferiche e marittime (Crpm), ha riunito da questa mattina e fino a domani al Dama Tecnopolo di Bologna i rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali, ponendo al centro una domanda politica cruciale: quale ruolo avranno le Regioni nel futuro dell’Europa?
Lo scenario di riferimento è quello di una fase di transizione: i programmi 2021-2027 sono entrati nella fase avanzata, i progetti finanziati da risorse Pnrr si avviano a conclusione e il dibattito europeo si sta già orientando verso la prossima programmazione.
“Il luogo che ci ospita è uno dei simboli della capacità dell’Emilia-Romagna di coniugare innovazione, ricerca, cooperazione internazionale e sviluppo territoriale- afferma il presidente de Pascale-. E rappresenta bene il tema che affrontiamo oggi: come costruire un Mediterraneo più intelligente, più verde e più equo, facendo leva sulla conoscenza, sulla collaborazione tra territori e sulla capacità delle istituzioni di affrontare insieme le grandi trasformazioni del nostro tempo. L’Europa si trova ora in una fase importante e la Politica di coesione rappresenta uno dei principali pilastri del futuro del Mediterraneo. Nel periodo di programmazione 2021-2027 sostiene quasi 200 miliardi di euro di investimenti nelle regioni euro-mediterranee e contribuisce concretamente alla crescita economica, alla resilienza dei territori, all’attrattività delle comunità e alla transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili. Per noi questo non è un principio astratto, ma la vera risposta europea alle grandi trasformazioni del presente, capace di tenere insieme competitività e solidarietà, innovazione e inclusione”.
“Nel dibattito sul futuro dell’Unione non possiamo immaginare una riduzione del ruolo delle Regioni- aggiunge de Pascale-: le politiche europee funzionano solo quando i territori ne sono protagonisti e co-autori, e non semplici destinatari passivi. Le grandi transizioni ecologiche e digitali, così come le sfide geopolitiche e climatiche che investono il Mediterraneo, possono avere successo soltanto se accompagnate da investimenti adeguati, da strumenti europei forti e da una strategia comune capace di guardare al lungo periodo. L’Europa ha bisogno di rafforzare la propria competitività globale, ma non può farlo indebolendo la coesione sociale e territoriale: il ‘diritto a restare’ e il progresso si costruiscono dal basso, con le comunità e per le comunità”.
“L’Emilia-Romagna viene spesso portata ad esempio come sistema territoriale in cui l’impiego efficace ed efficiente dei fondi europei genera sviluppo e coesione – aggiunge Baruffi-. In questo momento i fondi europei di coesione e della Pac rischiano viceversa di ridursi a causa di un bilancio europeo non solo insufficiente per ambizione e dimensione, ma anche sbagliato per l’eccessiva centralizzazione della futura gestione. Le risorse con cui finanziamo gli investimenti pubblici e privati, la trasformazione ecologica e digitale, la formazione delle presone e l’agricoltura rischiano di essere molte meno e soprattutto gestite direttamente da Roma o da Bruxelles, distanti cioè dalle persone, dalle imprese, dalle città e dai territori periferici. E’ proprio questo rischio che dobbiamo evitare, mettendo in campo buone esperienze e proponendo soluzioni intelligenti e condivise”.
La giornata del 18 giugno – Coesione e Mediterraneo
La mattinata è stata dedicata all’evento ‘Advancing together for a smarter, greener and fairer Mediterranean’, che ha messo al centro il ruolo della politica di coesione come leva per lo sviluppo e la resilienza dei territori euro-mediterranei.
L’Europa e le regioni mediterranee sono chiamate a confrontarsi con sfide nuove, dal cambiamento climatico alla trasformazione tecnologica, fino alle tensioni geopolitiche. In questo scenario le politiche di coesione rappresentano un pilastro fondamentale per l’azione dei territori, ora fortemente messo in discussione dalla proposta di bilancio pluriennale (QFP 2028-2034) avanzata dalla Commissione europea.
I panel hanno approfondito il nuovo paradigma della coesione e le prospettive del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, mettendo a confronto istituzioni europee, nazionali e regionali.
Nel pomeriggio, un workshop partecipativo con diversi tavoli di lavoro aperti a tutti i partecipanti al meeting (compresi i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima) avrà l’obiettivo di elaborare proposte concrete su governance, innovazione e cooperazione territoriale.
Parallelamente si svolgerà l’Assemblea della Commissione intermediterranea della Crpm, con l’elezione della nuova governance e l’approvazione della dichiarazione finale.
La giornata del 19 giugno – Acqua e clima
La seconda giornata è dedicata alla resilienza idrica e al cambiamento climatico.
Si aprirà con la presentazione della Water Alliance da parte del presidente de Pascale (presentazione a porte chiuse dedicata alle regioni della Cim) che verrà seguita da un laboratorio dedicato al tema della scarsità d’acqua come leva di trasformazione.
Uno scatto ingiallito di una fisarmonica sul palco, l’insegna di una balera che illumina la notte, il primo piano di un passo di polka, il video di coppie strette in una mazurka, l’aneddoto della nonna che in pista tra un giro di walzer e l’altro s’innamorò per la prima volta, la vecchia locandina di un concerto di Secondo Casadei, lo spartito di ‘Ciao mare’. E tanto altro ancora.
È tempo di aprire scatole dei ricordi, cassetti, archivi per mettere insieme i pezzi della comunità del Liscio emiliano-romagnola. La Regione lancia una “chiamata di raccolta collettiva” di testimonianze, documenti, cimeli che raccontino la tradizione del ballo identitario del nostro territorio, così da arricchire il patrimonio documentale già in possesso, verso la costruzione di un dossier da sottoporre alla Commissione nazionale Unesco per la proposta di inserimento del Liscio e delle musiche popolari tipiche nella lista del patrimonio culturale dell’umanità.
L’invito è quello di condividere fotografie, video e registrazioni audio, aneddoti, locandine e programmi di sala, spartiti, copertine di dischi, materiali d’archivio e ricordi personali e familiari legati al mondo del Liscio, per identificare una comunità patrimoniale di riferimento e valorizzarne non soltanto la storia artistica e musicale, ma anche il suo profondo radicamento sociale e culturale: una campagna partecipata rivolta a cittadine e cittadini, musicisti, ballerini, scuole di danza, orchestre, organizzatori, esperti e appassionati. È possibile inviare il materiale fino al mese di settembre 2026, registrandosi sul sito Vai Liscio e caricandolo direttamente sul portale.
“Il Liscio è molto più di un genere musicale: è un patrimonio di storie, affetti e legami che attraversa le generazioni e contraddistingue la storia del nostro territorio- sottolinea l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni-. Vive nei ricordi custoditi nelle famiglie, nelle balere, nelle piazze, nelle feste di paese. Per questo vogliamo costruire una memoria collettiva che parta proprio dalle persone, dai loro racconti, dalle immagini e dai suoni che hanno segnato momenti di vita. Ogni contributo è un tassello prezioso che ci aiuta a restituire la ricchezza e la vitalità di questa tradizione, accompagnandola verso il riconoscimento Unesco”.
Un patrimonio costruito insieme
La campagna di raccolta intende restituire il carattere autenticamente comunitario del Liscio, una tradizione costruita nel tempo non soltanto da artisti, musicisti e orchestre, ma anche dalle esperienze quotidiane di chi ha frequentato balere, feste popolari, circoli e luoghi di aggregazione che hanno accompagnato la vita di intere generazioni.
L’iniziativa riconosce il valore della partecipazione diretta delle persone nella costruzione della memoria collettiva. Attraverso il contributo di cittadini e cittadine sarà possibile raccogliere punti di vista, storie e materiali spesso custoditi negli archivi familiari o nella memoria personale, ampliando il patrimonio di conoscenze disponibile e restituendo una narrazione più ricca e rappresentativa della storia del Liscio in Emilia-Romagna. Ogni contributo, piccolo o grande, potrà così diventare parte di un racconto condiviso che valorizza il ruolo delle comunità nella trasmissione e nella tutela del patrimonio culturale.
Nel frattempo, la Regione ha già avviato un percorso di studio e valorizzazione del patrimonio culturale rappresentato dal Liscio e dalle musiche da ballo popolari dell’Emilia-Romagna riconoscendone il valore storico, sociale e culturale. Ora, questa raccolta punta anche alla costruzione di un dossier da sottoporre alla Commissione nazionale Unesco per la proposta di inserimento nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Vespe e moto protagoniste a Maranello nel fine settimana del 20 e 21 giugno con la Maranello–Mugello–Maranello e il Raduno Regionale delle Vespe. Sabato 20 e domenica 21 giugno il Motoclub Maranello darà il via alla settima edizione della Maranello–Mugello–Maranello, un evento di mototurismo e adventouring che negli anni ha portato i motociclisti di tutta Italia alla scoperta delle strade iconiche che uniscono le due famose località del motorsport.
Un evento motoristico non agonistico, aperto a tutte le moto, pensato per chi ama guidare, esplorare e condividere la passione per le due ruote. Due giorni di puro motociclismo tra le curve, i panorami e i passi più suggestivi dell’Appennino Tosco-Emiliano, lungo un itinerario che unisce Maranello al Mugello e ritorno. Il punto di partenza è il Museo Ferrari di Maranello, il cuore della Motor Valley e inizio perfetto di un viaggio che attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano.
La giornata del sabato con partenza alle 8.30 dal piazzale del Museo conduce verso il Mugello lungo un tracciato di circa 250 chilometri, costruito con attenzione per valorizzare la guida e il piacere del viaggio. Strade secondarie, passi appenninici, panorami aperti e continui cambi di ritmo: un percorso che non cerca l’effetto speciale, ma accompagna il motociclista dentro il territorio.
La domenica completa l’anello con il rientro verso Maranello, chiudendo un itinerario che non è mai ripetitivo e che mantiene viva l’attenzione fino all’ultimo chilometro. Domenica 21 giugno il Vespa Club Maranello organizza il Sesto Raduno Regionale Città di Maranello dedicato al mitico scooter Piaggio in occasione degli 80 anni dalla nascita del primo modello, progettato e prodotto negli stabilimenti di Pontedera nell’aprile del 1946. Ritrovo in Piazza Libertà dalle ore 8, a seguire passaggio davanti al Museo Ferrari e tour lungo le colline.
Si svolge domani sera – venerdì 19 giugno – la finale tra i campioni in carica di Pontenuovo e i padroni di casa dell’Ancora, con inizio alle 21.30. Prima di questa sfida, si disputerà la finale per il terzo e quarto posto tra Centro e Parco. Tutte le partite si terranno sul campo sintetico di San Michele.
Alle 19 invece è in programma la finale del torneo dei quartieri junior, che vedrà affrontarsi Quattro Ponti e Parco.
Cielo pressocché sereno per tutta la giornata salvo locali addensamenti pomeridiani lungo i rilievi, che potranno dar luogo ad isolati e brevi rovesci e/o temporali.
Temperature minime comprese tra 19 e 21 gradi. Massime sulla costa comprese tra 27 e 31 gradi, in pianura attorno a 35 gradi. Venti deboli, prevalentemente dai quadranti orientali, a regime di brezza sulla costa. Temporanei rinforzi e raffiche nelle aree temporalesche. Mare quasi calmo.
“La scomparsa del Cardinale Camillo Ruini riempie di profondo dolore tutta la comunità di Sassuolo. Esprimo, a nome mio e di tutto il coordinamento cittadino di Forza Italia, il più sincero e sentito cordoglio per la perdita di una delle figure più influenti e autorevoli della storia ecclesiale e civile contemporanea del nostro Paese, ma anche un nostro illustre concittadino che nella sua carriera pastorale non ha mai perso il contatto con la propria città è il proprio territorio di nascita”. Lo dichiara Claudia Severi, coordinatore cittadino di Forza Italia a Sassuolo.
“Il Cardinale Ruini è stato un gigante della fede e del pensiero, un pastore dalla straordinaria statura intellettuale che ha guidato con fermezza, lungimiranza e immensa cultura la Chiesa italiana. Ma per noi sassolesi, era un figlio della nostra terra. Nonostante i prestigiosi e storici incarichi a Roma, il suo legame con Sassuolo non si è mai spezzato, rimanendo viscerale e indissolubile”.
“Sassuolo perde oggi una guida spirituale e un punto di riferimento identitario insostituibile. La sua memoria e i suoi insegnamenti resteranno per sempre impressi nel cuore della nostra comunità”.
“Un misura concreta per contrastare episodi di degrado urbano, per questo dopo la positiva sperimentazione dello scorso anno abbiamo deciso di confermare anche quest’anno l’ordinanza volta a prevenire episodi di abuso di alcol nelle aree del centro adiacenti ai minimarket, per tutelare la tranquillità e il riposo dei residenti, nonchè il decoro urbano e il patrimonio culturale delle aree del centro storico”.
Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini illustra l’ordinanza n° 165 pubblicata questa mattina all’Albo Pretorio che impone la chiusura anticipata alle ore 21 per i minimarket e i piccoli negozi alimentari di vicinato che operano nel cuore cittadino.
“Si tratta di una serie di azioni volte a tutelare la quiete dei residenti e arginare i fenomeni di degrado – prosegue il Sindaco – non si tratta di un provvedimento contro i negozi, ma di una misura a tutela di chi vive, lavora e frequenta il centro storico. Accanto a questo, puntiamo su più pulizia e decoro urbano: già da sabato partiranno interventi straordinari di pulizia del centro storico con l’utilizzo della lancia idrogetto. Da settembre, poi il servizio di pulizia verrà inoltre potenziato con l’aggiunta di un nuovo spazzino di quartiere dedicato esclusivamente al centro storico. Inoltre, i bidoni carrellabili utilizzati dalle attività del centro non saranno più lasciati a vista, ma verranno collocati all’interno di apposite strutture integrate nell’arredo urbano, migliorando il decoro e l’immagine della città. Sul fronte della sicurezza, è già operativo un nucleo dedicato al controllo del centro storico, in vista del periodo estivo l’attenzione sarà ulteriormente rafforzata. Sono già stati incontrati i residenti di via San Giorgio e sono stati attivati presìdi specifici, così come nella zona di Sassuolo 2. Particolare attenzione sarà riservata anche a via Aravecchia e alle piazze cittadine, attraverso una presenza più costante della polizia locale e un coordinamento continuo con le forze dell’ordine. Infine, stiamo lavorando a un importante progetto di potenziamento della videosorveglianza cittadina che presenteremo nelle prossime settimane. L’obiettivo è rafforzare il controllo e la sicurezza sia nel centro storico sia nelle aree di accesso e nelle zone perimetrali, come l’area della stazione e i parcheggi attorno al centro. Un investimento che punta a garantire maggiore sicurezza a chi vive il centro storico, a chi lo frequenta ogni giorno e a chi vi arriva per lavoro, turismo o svago”.
L’ordinanza entrerà in vigore da venerdì 19 giugno e resterà attivo fino al 18 luglio, ricalca nello spirito analoghe misure già sperimentate con successo in passato. Per un mese intero, le attività commerciali del settore alimentare con superficie inferiore ai 250 metri quadrati dovranno abbassare le serrande alle 21, potendo riaprire solo alle 6 del mattino successivo.
Dietro il provvedimento non c’è una volontà punitiva, bensì la necessità di rispondere alle numerose segnalazioni dei residenti e ai controlli effettuati dalle forze dell’ordine. Le analisi del territorio hanno evidenziato una correlazione diretta tra la possibilità di acquistare alcolici a basso costo a tarda ora in questi esercizi e il moltiplicarsi di comportamenti incivili: schiamazzi notturni, vandalismi, abbandono di bottiglie di vetro per strada e assembramenti molesti che minano il decoro urbano.
La mappa della restrizione si concentra su tre zone calde della città: oltre alla centralissima via Aravecchia, via Del Pretorio (nello specifico nel tratto tra viale XX Settembre e viale Della Pace) e in via Della Pace (nel tratto compreso tra via Del Pretorio e viale San Prospero).
Nessuna penalizzazione, invece, per la “sana” movida e la ristorazione. Dal provvedimento sono infatti espressamente escluse le attività di somministrazione autorizzate: i bar, i ristoranti e i locali del centro potranno continuare a lavorare regolarmente, ospitando i clienti sia all’interno che nei dehors e nelle distese esterne di loro pertinenza.
Le sanzioni andranno da un minimo di 25 fino a 500 euro in base al Testo Unico degli Enti Locali, a cui si sommeranno le sanzioni del regolamento di Polizia Urbana (da 77 a 462 euro). Il vero deterrente resta però la chiusura forzata: in caso di recidiva, ovvero qualora la violazione venga accertata per due volte nell’arco dell’anno, l’attività rischia una sospensione della licenza disposta dal Questore fino a un massimo di 15 giorni.
Il 2026 segnerà una crescita degli investimenti in costruzioni in Emilia-Romagna pari al +5,5%, invertendo il trend dopo una fase di progressivo riassestamento del settore seguita alla conclusione degli incentivi legati al Superbonus 110%. In questo quadro, il 2025 ha registrato una lieve contrazione del -1,5% in termini reali, in miglioramento rispetto al -8,8% del 2024, anni di normalizzazione dopo la forte espansione precedente, con il comparto che continua a rappresentare l’11,9% del PIL regionale in termini di investimenti e il 6% dell’occupazione.
A trainare il comparto sono ancora le opere pubbliche, in forte espansione grazie all’“ultimo miglio” del PNRR, mentre la manutenzione straordinaria abitativa interrompe la sua caduta, sostenuta dalla proroga degli incentivi fiscali (aliquote al 50/36%) e dalla crescente attenzione delle famiglie all’efficienza energetica.
Sul fronte occupazionale, i dati Casse Edili confermano un 2025 positivo: le ore lavorate sono cresciute del +3,4% e i lavoratori iscritti del +3,8% su base annua.
PNRR e opere pubbliche: l’Emilia-Romagna corre più degli altri
Il comparto pubblico è il grande motore della ripresa. La spesa in conto capitale dei comuni emiliano-romagnoli ha segnato nel 2025 un incremento del +23%, quasi 8 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale (+15,3%). Negli ultimi cinque anni gli investimenti comunali nella regione sono cresciuti del +149%, passando da 783 milioni di euro nel 2020 a circa 1,95 miliardi nel 2025.
Sul fronte PNRR, il monitoraggio ANCE – attraverso la piattaforma CNCE_Edilconnect -restituisce un quadro avanzato: in Emilia-Romagna il 77,5% dei cantieri PNRR avviati è già in fase avanzata o conclusa (dato superiore alla media nazionale, del 75,7%). In termini di importo, il 66,1% del valore complessivo dei cantieri riguarda interventi in fase avanzata o conclusa, un dato nettamente superiore sia alla media nazionale (43,4%) sia alla media del Nord (53,8%). Il finanziamento PNRR per le costruzioni nella regione ammonta a 4,26 miliardi di euro, con pagamenti già effettuati per 2,36 miliardi (avanzamento al 55,4%).
In Emilia-Romagna sono 562 le imprese attualmente coinvolte in almeno un cantiere legato ai progetti del PNRR. Sotto il profilo economico, il tessuto produttivo mostra una solida struttura dimensionale: il 48% delle aziende interessate registra infatti un valore della produzione compreso tra i 5 e i 60 milioni di euro. Per quanto riguarda la provenienza geografica delle realtà economiche attive nei cantieri, si rileva una prevalenza delle forze locali, con il 54% di imprese regionali emiliano-romagnole, a fronte di un 46% di aziende provenienti da fuori regione.
Anche i bandi di gara per lavori pubblici nel 2025 confermano la vivacità della domanda: +9,1% nel numero di pubblicazioni e +39,4% negli importi banditi, con le gare di importo superiore ai 20 milioni che quasi raddoppiano in valore (+88,6%). I livelli raggiunti sono tra i più elevati dell’intera serie storica.
Fondi europei: l’Emilia-Romagna è tra le prime regioni d’Italia
Sul fronte della programmazione europea 2021-2027, l’Emilia-Romagna si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia nella gestione dei fondi strutturali. Al 31 dicembre 2025, la regione ha impegnato il 74,7% delle risorse disponibili (2.048 milioni di euro tra FESR e FSE+) ed effettuato pagamenti per il 25,3%: valori ampiamente superiori alla media nazionale (35% impegni, 15,1% pagamenti) e alla media del Centro-Nord (50,7% impegni, 20,7% pagamenti). Sul FESR, la regione è seconda in Italia solo alla Provincia Autonoma di Bolzano con il 78,6% di impegni.
Dalla revisione di medio termine della politica di coesione europea, approvata nel marzo 2026, arriveranno ulteriori 73,7 milioni di euro sul programma FESR regionale: 61,5 milioni destinati al rafforzamento della competitività e 12,3 milioni all’edilizia abitativa.
La struttura delle imprese di costruzioni
Il settore delle costruzioni in Emilia-Romagna conta nel 2024 oltre 48.500 imprese, pari a circa il 9% dell’offerta produttiva nazionale. La struttura rimane molto frammentata: il 69,2% delle imprese ha un solo addetto e la dimensione media è di 2,7 addetti per impresa. L’ 85% dell’offerta produttiva regionale ha un fatturato che non supera i 500mila euro.
Le imprese strutturate associate ANCE dell’Emilia-Romagna mostrano però fondamentali solidi: nell’analisi sui bilanci 2017-2024, l’85,1% delle imprese è in utile nel 2024, il ROE si attesta al 13,7% (valore paragonabile al settore manifatturiero), e l’indebitamento si è ridotto da 3,6 a 1,9 volte il patrimonio netto tra il 2017 e il 2024. Una solidità costruita nel tempo, ma che nel 2024 mostra i primi segnali di rallentamento con un calo dell’EBITDA del -18,5%.
Ombre geopolitiche sul settore: i rischi legati all’instabilità internazionale
Va evidenziato che le previsioni di crescita per il 2026 potrebbero subire una revisione al ribasso a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il conflitto nel Golfo Persico sta già producendo effetti concreti sui costi dell’energia e delle materie prime, con ricadute sulle catene di approvvigionamento globali. Per il settore delle costruzioni, eventuali rincari prolungati dei materiali potrebbero incidere sui costi di realizzazione degli interventi, mettendo a rischio la continuità dei cantieri proprio nella fase finale di attuazione del PNRR. Una preoccupazione particolarmente sentita in Emilia-Romagna, dove sono attualmente in corso 749 cantieri finanziati dal Piano.
Il mercato immobiliare riparte, ma la casa è sempre meno accessibile
Nel 2025 il mercato residenziale dell’Emilia-Romagna torna a crescere con vigore: le compravendite di abitazioni raggiungono 68.348 unità, in aumento del +7,3% rispetto al 2024, performance superiore alla media nazionale (+6,4%). La crescita è diffusa in tutte le province, con Piacenza (+12,6%), Ravenna (+9,0%) e Ferrara (+8,7%) in testa. Trainante è stato l’effetto della progressiva riduzione dei tassi di interesse da parte della BCE a partire da giugno 2024, che ha fatto crescere i nuovi mutui erogati per acquisto casa del +23,6% su base annua.
Anche i permessi di costruire residenziali mostrano una svolta: nel 2024 (ultimo dato disponibile) sono state autorizzate 5.577 abitazioni, con un balzo del +21,3% rispetto all’anno precedente. Piacenza (+134,6%) e Bologna (+44,5%) guidano la classifica delle province.
Tuttavia, dietro questi numeri si nasconde un’emergenza abitativa che preoccupa profondamente. L’indice di accessibilità alla casa elaborato dal Centro Studi ANCE, che misura il peso del mutuo o dell’affitto sul reddito familiare (con soglia critica fissata al 30%), restituisce un quadro allarmante:
A Bologna, le famiglie del secondo quintile di reddito (circa 21.500 euro annui) devono destinare il 57,9% del reddito per pagare il mutuo. Anche le famiglie del terzo quintile (circa 30.500 euro) restano escluse, con un indice al 40,8%. Il problema tocca persino chi guadagna di più: per il quarto quintile (circa 48.000 euro) il peso del mutuo è ancora al 28,5%.
A Rimini l’indice raggiunge il 50,5% per il secondo quintile; a Ravenna il 40,5%; a Modena e Parma oltre il 33%.
Sul fronte degli affitti, la situazione è analoga: a Bologna l’indice per il secondo quintile è al 52,0%, a Ravenna al 51,8%. Il mercato della locazione non offre più un’alternativa praticabile per buona parte delle famiglie.
Nell’intera città metropolitana di Bologna, tutta la prima cintura urbana è praticamente inaccessibile anche per la classe media: Casalecchio di Reno al 52,6%, San Lazzaro di Savena al 50,8%, nessun comune della prima cintura scende sotto il 38%.
Maurizio Croci, presidente di ANCE Emilia-Romagna:
“I dati di quest’anno ci consegnano un quadro in chiaroscuro, ma con elementi di concreta speranza. Il 2026 si è aperto con una previsione di crescita degli investimenti in costruzioni del +5,5%, trainata dall’accelerazione delle opere pubbliche e da una ritrovata vivacità del mercato immobiliare. A confermare la solidità del settore anche i dati occupazionali. La nostra regione si conferma inoltre tra le più virtuose d’Italia nell’utilizzo dei fondi europei.
Tuttavia, accanto a questi segnali positivi, emergono criticità strutturali che non possiamo ignorare. La prima riguarda l’accessibilità alla casa: a Bologna una famiglia con reddito medio deve destinare quasi il 58% del proprio reddito al pagamento del mutuo, una condizione insostenibile. Questa emergenza non riguarda solo il benessere delle famiglie, ma rappresenta un serio vincolo alla mobilità dei lavoratori e degli studenti, con effetti negativi sullo sviluppo economico dell’intera regione. In questo contesto, l’European Affordable Housing Plan pubblicato dalla Commissione europea nel dicembre 2025 è un segnale importante, e a livello nazionale accogliamo con favore il decreto-legge Piano Casa: è la risposta strutturale che il Paese attendeva da anni. I primi due pilastri — recupero degli alloggi pubblici e fondo housing coesione — vanno nella direzione giusta. Per il terzo pilastro chiediamo però che il quadro di incentivi venga rafforzato anche per gli interventi di scala minore, dove oggi l’equilibrio economico-finanziario rischia di scoraggiare i privati, e che le amministrazioni locali abbiano un ruolo centrale nell’attuazione: l’esperienza del PNRR ha dimostrato che i Comuni sanno essere veloci ed efficaci. Senza una risposta diffusa sul territorio, il divario tra chi può permettersi una casa e chi ne è escluso continuerà ad allargarsi.
La seconda criticità riguarda l’instabilità geopolitica internazionale: le tensioni in Medio Oriente stanno già da mesi facendo sentire i loro effetti sui costi delle materie prime e sulle catene di approvvigionamento. Nonostante l’avvio di un possibile percorso di tregua e la prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz, il quadro resta ancora fragile. In assenza di adeguati meccanismi di aggiornamento dei prezzi, si rischiano rallentamenti o sospensioni dei lavori con ripercussioni sull’intera filiera delle costruzioni. Dobbiamo tutti avere consapevolezza che l’ultimo miglio del PNRR rappresenta una fase decisiva e particolarmente delicata per l’economia del territorio”.
Il Presidente di ANCI Emilia-Romagna e Sindaco di Imola, Marco Panieri esprime, insieme al Delegato alla Sanità di ANCI Emilia-Romagna Andrea Baldini (Sindaco di Argenta), vicinanza e sostegno in occasione dello sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore farmaceutico.
Nel corso dell’incontro, il Presidente ha ribadito come le farmacie rappresentino un presidio indispensabile per i servizi territoriali. Un ruolo di primaria importanza che è emerso con particolare forza durante l’emergenza COVID-19, fase in cui il personale ha garantito, con dedizione e spirito di servizio, la tenuta del sistema di assistenza sanitaria locale.
I Comuni, molti dei quali partecipano direttamente alla gestione del servizio attraverso le proprie aziende municipalizzate, conoscono bene e apprezzano lo sforzo profuso quotidianamente da questi professionisti. Consapevoli del valore che le farmacie rivestono per le comunità, ANCI Emilia-Romagna rivolge un appello al Governo affinché si faccia carico della vertenza in corso. È necessario uno sforzo congiunto per superare l’attuale stallo, sbloccando il rinnovo contrattuale e fornendo le risposte adeguate a chi, ogni giorno, assicura alla cittadinanza un pilastro fondamentale della salute pubblica.
Sono diventate ufficialmente operative le modifiche al Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Formigine approvate all’unanimità in occasione dell’ultima seduta del Consiglio comunale. Il testo vigente è stato infatti oggetto di un aggiornamento volto a rendere le norme più adeguate alle sfide del nostro tempo, focalizzandosi su sostenibilità ambientale, cura del territorio e sicurezza.
Le principali novità introdotte riguardano la materia ambientale e il decoro, con una modifica che interessa la salvaguardia dei fossati e dei canali di scolo. I proprietari, gli affittuari, i frontisti e tutti coloro che hanno un diritto reale di godimento su terreni confinanti con strade comunali, vicinali o aree pubbliche dovranno infatti garantire che i fossi e i canali di scolo e irrigazione siano mantenuti in condizioni idonee alla loro funzione. Nello specifico, è necessario garantirne la pulizia almeno due volte all’anno e monitorarli tempestivamente in tutti i casi di allerte meteo-idrogeologiche pari o superiori al colore arancione, al fine di assicurare il regolare deflusso delle acque ed evitare incendi o problemi igienico-sanitari. Per chi non rispetta tali disposizioni, la sanzione pecuniaria sale a 154 euro, a cui si aggiunge la sanzione accessoria del risarcimento del danno anche nei confronti dell’Ente in caso di disagi alla viabilità o alla sicurezza.
Sul fronte del decoro, viene stabilito l’obbligo di pulizia, oltre che di manutenzione, dei marciapiedi a carico dei proprietari degli edifici. Il medesimo obbligo si applica alle aree cortilive private, al fine di prevenire la proliferazione di piante infestanti, parassiti o cumuli di rifiuti che possano causare degrado ambientale. Le norme sul risparmio energetico e luminoso vengono estese anche agli impianti privati di illuminazione esterna, mentre viene ampliata la tipologia di fuochi pirotecnici e mortaretti vietati nei contesti in cui creano disturbo o pericolo a persone e animali. Viene inoltre introdotto il divieto di fumo nelle aree gioco e nei luoghi sensibili a tutela dei minori.
Per quanto riguarda la quieta convivenza, l’orario del silenzio viene uniformato dalle ore 23 alle ore 08, con un preciso riferimento al disturbo arrecato da impianti audio o sistemi di amplificazione. Viene inoltre inserita la cessazione immediata della condotta in caso di emissioni di polveri, vapori o odori nauseanti, e viene innalzata a 150 euro la sanzione per i danni e i disturbi provocati da animali d’affezione non vigilati.
Queste regole aggiornate camminano di pari passo con la profonda riorganizzazione del Comando di Polizia Locale avvenuta nei mesi scorsi. Grazie all’assunzione di nuovi operatori, sono stati estesi i turni di pattugliamento del territorio. Si tratta di una strategia integrata che unisce il controllo sul campo alle nuove tecnologie, con agenti dotati di bodycam, nuovi veicoli e l’espansione della videosorveglianza comunale. Grande attenzione è posta anche sulla prevenzione e sull’ascolto, attraverso l’introduzione, dal mese di giugno, degli Street Tutor nelle aree di maggior aggregazione giovanile.
Un’intelligenza artificiale etica, sviluppata coniugando valori cooperativi, governance partecipata e impatto sociale, che sia alternativa agli strumenti costruiti da poche grandi piattaforme tecnologiche estrattive, di questo si è discusso al primo convegno italiano dedicato a questo tema: “Cooperative AI – Per un’intelligenza artificiale cooperativa tra educazione, etica e democrazia”, ospitato dalla Fondazione Ivano Barberini. Una giornata di lavoro promossa da AlmaVicoo, Fondazione Pico, Coo.de, Indicoo e Open Formazione, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna.
Al centro della mattinata, la presentazione del paper Cooperative AI che propone una scoping review delle relazioni tra cooperazione e intelligenza artificiale, analizzando come i principi cooperativi possano orientare la progettazione, la governance e lo sviluppo etico delle tecnologie intelligenti. A partire da un’analisi sistematica di 70 contributi scientifici pubblicati tra il 2016 e il 2025, il lavoro individua quattro principali aree di ricerca: Cooperative AI e dilemmi sociali, governance cooperativa dell’IA, Artificial Intelligence for Ethical Cooperation (AI4EC) e Democratic AI.
I risultati mostrano come la cooperazione offra un quadro trasversale – tecnico, politico ed educativo – in grado di promuovere approcci inclusivi, partecipativi ed eticamente fondati alla trasformazione digitale. In questa prospettiva, la dimensione educativa non si limiterebbe ai contesti formali di istruzione, ma includerebbe processi diffusi di apprendimento collettivo, costruzione di competenze e consapevolezza socio-tecnica che coinvolgono cittadini, educatori e organizzazioni. Mettendo in luce tendenze e vuoti di ricerca, il paper sostiene che riportare la cooperazione al centro del dibattito sull’IA significa riaffermare il ruolo collettivo di questi attori nella costruzione di tecnologie orientate al benessere democratico e sociale.
“Gli strumenti di intelligenza artificiale presenti sul mercato amplificano le disuguaglianze invece di ridurle: l’opposto di quello per cui la cooperazione esiste – ha affermato Simone Gamberini, presidente Legacoop – Ogni volta che il mercato ha prodotto esclusione, la cooperazione ha saputo costruire una risposta collettiva. Adesso intendiamo fare lo stesso, costruendo un’intelligenza artificiale all’altezza dei nostri valori“.
Alla presentazione dei risultati, è seguito un dialogo con esperti nazionali e internazionali sulle connessioni tra università e impresa che questa tecnologia rende possibili. Il pomeriggio ha invece ospitato tavoli di lavoro tra università e mondo cooperativo.
“Assicurare che la tecnologia serva l’umanità, protegga il lavoro, il pianeta e non lasci nessuno indietro: è l’obiettivo di Cooperative AI. Fondazione PICO sta lavorando con ICA – International Cooperative Alliance per costruire un progetto su questi temi e il convegno di Bologna è il primo contributo italiano concreto al progetto”, ha concluso Piero Ingrosso, presidente Fondazione Pico — Digital Innovation Hub di Legacoop.
“Il lavoro presentato offre un contributo particolarmente rilevante perché restituisce alla cooperazione un ruolo centrale anche nei processi più avanzati di innovazione tecnologica. L’intelligenza artificiale non è solo una questione tecnica, ma chiama in causa modelli di governance, responsabilità collettiva e visioni di sviluppo. In questo senso, i principi cooperativi – centralità della persona, partecipazione democratica, inclusione, attenzione all’impatto sociale – rappresentano un riferimento concreto per orientare la progettazione e l’utilizzo delle tecnologie intelligenti”, ha concluso la presidente di Legacoop Bologna Rita Ghedini.
Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 21:00 di questa sera, mercoledì 17, alle 5:00 di giovedì 18 giugno, sarà chiusa la stazione di Bologna Interporto, in uscita per chi proviene da Bologna. In alternativa si consiglia di uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio.
Diciassette festival e diciassette rassegne distribuiti su tutto il territorio regionale. Schermi che si accendono nelle piazze, nei teatri e nei cinema storici, trasformando la visione di un film in un’occasione di incontro, dialogo e partecipazione.
È la rete dei festival e delle rassegne cinematografiche che anche nel 2026 attraverserà l’Emilia-Romagna, grazie ai 34 progetti complessivi sostenuti dalla Regione e approvati attraverso il bando annuale dedicato a manifestazioni cinematografiche e audiovisive di rilievo regionale, nazionale e internazionale, per un investimento complessivo di 365mila euro.
A queste risorse si aggiungono 760mila euro di contributi, sempre per l’anno in corso, destinati ai 9 festival di particolare rilevanza nazionale e internazionale inseriti nel piano triennale regionale 2024-2026.
L’elenco degli eventi cinematografici finanziati nel 2026 e approvati da una recente delibera di Giunta delinea una geografia diffusa che coinvolge l’intero territorio regionale: in provincia di Bologna si concentrano 12 manifestazioni, di cui 8 festival e 4 rassegne; seguono Ravenna con 7 iniziative (3 festival e 4 rassegne), Rimini con 5 festival, Modena con 3 festival e 2 rassegne, Forlì-Cesena con 4 eventi (3 rassegne e 1 festival), Parma 2 festival e una rassegna; Reggio Emilia 2 rassegne e un festival, Piacenza 2 festival e Ferrara una rassegna e un festival.
“Con questi interventi confermiamo il nostro sostegno a un settore che negli anni ha saputo costruire una rete riconosciuta a livello nazionale e internazionale, capace di coniugare qualità artistica, innovazione culturale e sviluppo dei territori- dichiara l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni-. Festival e rassegne audiovisive si distinguono per la capacità di coinvolgere nuovi pubblici e di parlare a generazioni diverse, anche attraverso linguaggi innovativi. Un ulteriore motivo di orgoglio è l’impegno per la sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale degli eventi e diffonderne la cultura sui territori”.
I festival della rete regionale sono impegnati nell’adozione di pratiche ecosostenibili attraverso un protocollo sviluppato in collaborazione con Arpae, che riguarda sia la produzione sia la promozione degli eventi. I risultati del monitoraggio relativo alle annualità 2024 e 2025 sono stati recentemente presentati durante le giornate Industry del Biografilm Festival.
Il sostegno ai festival e alle rassegne amplia il contesto della promozione e diffusione della cultura cinematografica previsto dalla legge regionale 20 del 2014 e adottato dalla Regione attraverso l’attività di Emilia-Romagna Film Commission.
La selezione dei progetti è stata affidata al nucleo di valutazione composto da Fabio Abagnato (responsabile di Emilia-Romagna Film Commission), Camilla Carra (Regione Emilia-Romagna – Cultura e filiera della creatività e dell’arte), e Giacomo Manzoli (professore ordinario del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna).
La valutazione ha tenuto conto della rilevanza regionale e nazionale delle iniziative, della qualità progettuale, della solidità finanziaria e organizzativa, delle strategie di formazione e ampliamento del pubblico, della capacità di rafforzare l’offerta culturale territoriale e, per i festival, dell’adozione di pratiche orientate alla sostenibilità ambientale.
Il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Davide Capezzera, ha presentato un ordine del giorno con cui chiede all’Amministrazione comunale di avviare l’iter per intitolare al Cardinale Camillo Ruini il sagrato del Duomo di San Giorgio o, qualora ciò non fosse possibile, un altro luogo pubblico particolarmente significativo della città.
«Con la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini – dichiara Capezzera – Sassuolo ha perso uno dei suoi figli più illustri. Per decenni Ruini è stato una delle figure più autorevoli della Chiesa cattolica italiana e del dibattito culturale nazionale, mantenendo sempre un forte legame con la sua città natale e contribuendo a portarne il nome ai più alti livelli della vita ecclesiale e pubblica del Paese».
L’ordine del giorno impegna il Sindaco e la Giunta ad avviare le procedure previste dalla normativa in materia di toponomastica affinché, entro la fine dell’attuale mandato amministrativo, Sassuolo possa dedicare un luogo pubblico alla memoria del Cardinale.
«La toponomastica – prosegue Capezzera – rappresenta uno strumento fondamentale attraverso cui una comunità conserva e trasmette la memoria delle personalità che ne hanno segnato la storia. Ruini appartiene senza dubbio a quella ristretta cerchia di sassolesi che hanno dato prestigio e riconoscibilità alla nostra città a livello nazionale e internazionale. È giusto che Sassuolo gli renda un riconoscimento permanente e visibile». La proposta guarda inoltre al futuro. Nel 2031 ricorrerà infatti il centenario della nascita del Cardinale Ruini e l’ordine del giorno chiede all’Amministrazione comunale di predisporre fin d’ora, in collaborazione con la Diocesi, le istituzioni culturali, le scuole e le associazioni del territorio, un programma di iniziative commemorative e di approfondimento dedicate alla sua figura e al suo insegnamento.
«Le celebrazioni del centenario – conclude Capezzera – dovranno rappresentare un momento di riflessione non soltanto per il mondo ecclesiale, ma per l’intera comunità cittadina. Il pensiero, l’opera e la testimonianza del Cardinale Ruini costituiscono un patrimonio culturale e civile che merita di essere conosciuto e trasmesso alle nuove generazioni. Con questa iniziativa intendiamo rendere omaggio a una personalità che ha dato lustro a Sassuolo e che continua a rappresentare un punto di riferimento nella storia contemporanea del nostro Paese».
Il 18 giugno Torino ospita il quarto appuntamento di Road to Cersaie, ciclo di incontri che accompagna il percorso verso il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno – in programma dal 21 al 25 settembre a Bologna. L’evento si inserisce nel più ampio programma di avvicinamento a Cersaie, rafforzandone il posizionamento non solo come manifestazione fieristica di riferimento internazionale, ma anche come luogo privilegiato di elaborazione culturale, confronto e diffusione della qualità nel progetto architettonico.
L’evento, realizzato da Cersaie e dalla rivista Interni, è dedicato al ruolo dell’architettura e della pianificazione urbana nella costruzione delle città contemporanee, mettendo a confronto esperienze e approcci differenti sul tema della trasformazione urbana. Attraverso le loro esperienze progettuali e con una riflessione sul rapporto tra architettura, spazio pubblico e sviluppo urbano, i protagonisti del dialogo sono Michele De Lucchi, architetto e fondatore di AMDL Circle, e Dominique Perrault, architetto e pianificatore urbano, fondatore e direttore di Perrault Architecture.
Il confronto si sviluppa attorno a tre temi centrali. Il primo riguarda il ruolo dei materiali nel progetto contemporaneo, con la ceramica protagonista quale sintesi tra industria e creatività, capace di qualificare sia il dettaglio d’interni sia l’involucro architettonico urbano. Il secondo approfondisce il rapporto tra tecnica e tecnologia, interrogandosi su come coniugare la crescente complessità degli spazi collettivi. Il terzo guarda oltre il concetto di sostenibilità, oggi requisito imprescindibile, per concentrarsi sulla qualità della vita e sulla durata estetica dell’opera.
L’incontro è moderato da Gilda Bojardi, Direttrice di Interni, e introdotto da Filippo Manuzzi, Presidente della Commissione Attività Promozionali e Fiere di Confindustria Ceramica. I saluti istituzionali sono affidati a Michela Favaro, Vicesindaca della Città di Torino, a Giovanni Carlo Federico Villa, Direttore di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino, e ad Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’Architettura / Torino.
L’evento è aperto al pubblico previa registrazione fino ad esaurimento posti ed è accreditato dall’Ordine degli Architetti con il riconoscimento di 2 CFP.
Andamento globale: l’export regionale si attesta a quasi 21.128 milioni di euro (+0,2%), registrando un netto rallentamento rispetto alla ripresa del 2025 (che aveva chiuso a +1,3%). L’Emilia-Romagna rappresenta il 13% dell’export nazionale. Dinamiche settoriali: Sostengono l’andamento il settore farmaceutico (+31,7%), le apparecchiature elettriche ed elettroniche (+12%) l’insieme dell’altra manifattura (+10,1%). In forte contrazione i mezzi di trasporto (-10%) e il settore legno e mobile (-7,9%). Stabile il comparto chiave dei macchinari e delle apparecchiature (+0,4%), che si conferma il primo settore regionale con una quota del 25% del totale. Mercati di destinazione: Crescono le vendite nell’Unione Europea (+4,8%), trainate da Germania (+8,6%) e Spagna (+8%). Gli Usa segnano -2,6%. Pesanti flessioni in Asia (-9,4%).
È quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia-Romagna su dati Istat relativi alle esportazioni delle regioni italiane nel primo trimestre 2026.
Il quadro generale e il confronto nazionale
Dopo aver invertito la tendenza negativa nell’estate del 2025 e consolidato la ripresa in autunno, l’inverno del 2026 si è chiuso con un lieve incremento del valore dell’export pari al +0,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il valore assoluto delle vendite estere regionali ha sfiorato i 21.128 milioni di euro, rappresentando il 13% dell’export nazionale.
La performance emiliano-romagnola risulta più contenuta rispetto alla media italiana, che ha registrato una crescita del +1,3%.
L’andamento dei macrosettori produttivi
L’analisi merceologica mostra un panorama fortemente polarizzato: dei dodici macrosettori considerati, cinque hanno registrato una contrazione delle vendite all’estero.
Il contributo negativo più rilevante è derivato dal comparto dei mezzi di trasporto, che ha subito una riduzione del 10%, scendendo a circa 3.012 milioni di euro (pari al 14,3% dell’export regionale). La flessione ha colpito sia gli autoveicoli (-7%) sia, in modo più severo, la voce “altrimezzi di trasporto” (-28,9%).
In flessione anche l’industria alimentare e delle bevande (-2,7%), che interrompe un ciclo espansivo in atto dal 2020, risentendo del calo dei prodotti alimentari (-3,1%) a fronte della tenuta delle bevande (+3,5%).
Contrazioni significative si registrano nel legno e mobile (-7,9%) e nei minerali non metalliferi (-6,2%).
Il bilancio regionale è rimasto positivo grazie all’eccezionale performance dei prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+31,7%), inseriti all’interno dell’aggregato chimico-farmaceutico (+3,8%).
Un apporto determinante è arrivato anche dalle apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche e medicali (+12%), dall’insieme delle altre industrie manifatturiere (+10,1%) e dal settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+10%).
Sostanzialmente stabile il comparto chiave dei macchinari e delle apparecchiature (+0,4%), che si conferma il primo settore regionale con una quota del 25% del totale (5.276 milioni di euro).
Le destinazioni geografiche: tiene l’Europa, pesanti flessioni nei mercati extra-UE
Sotto il profilo geografico, l’export emiliano-romagnolo nel primo trimestre del 2026 si è diviso chiaramente in due: i risultati positivi riscontrati all’interno dell’Unione Europea sono stati appena sufficienti a bilanciare le perdite registrate nei mercati americani e le più profonde cadute in particolare nell’area asiatica.
Le vendite dirette in Europa sono salite al 67,8% del totale (14.315 milioni di euro), registrando un incremento del 4,2%. A trainare la dinamica è stata l’Unione Europea a 27 (+4,8%) e, nello specifico, l’area euro (+5,1%).
Tra i principali partner commerciali, si rileva il buon andamento sul mercato tedesco (+8,6%, per un valore di 2.854 milioni di euro) e su quello spagnolo (+8%). In controtendenza si colloca la Francia, che registra un arretramento del -3,4%.
Fuori dall’area euro, tengono le esportazioni verso il Regno Unito (+0,8%), mentre flettono in Turchia (-6,5%).
I mercati americani confermano la tendenza negativa avviata nel 2024, registrando un calo complessivo del -3,8%. Gli Stati Uniti segnano una flessione del -2,6% (2.471 milioni di euro), mentre l’America centro-meridionale arretra del -7,4%, condizionata dalla contrazione del mercato brasiliano (-10,7%).
La situazione più critica si rileva sui mercati asiatici, che registrano un arretramento complessivo del -9,4% (pari a quasi 2.668 milioni di euro). Su questo risultato pesano il conflitto nel Golfo Persico e le tensioni nel Mar Rosso. Il Medio Oriente inverte bruscamente la rotta segnando -12,6%, con punte del -14% per gli Emirati Arabi Uniti. In Asia orientale (-8,7%), oltre ai fattori logistici, incide la debolezza della domanda interna cinese ed il riorientamento delle catene di fornitura locali: l’export verso Cina, Hong Kong e Macao si contrae del -5,9%, mentre il Giappone cede l’11,2%.
Decisi arretramenti anche verso l’Africa (-14,7%), condizionata dal forte calo dei paesi settentrionali (-19,9%), e verso l’Oceania (-13,4%).
“Una figura di primo piano non solo per la Chiesa ma per tutta la comunità, che ha saputo attraversare decenni importanti della vita del Paese diventando, spesso un punto di riferimento per milioni di italiani”.
Il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini, con queste parole, ricorda il Cardinale Camillo Ruini scomparso ieri all’età di 95 anni.
“Un figlio di Sassuolo, che in città ha saputo mantenere amicizie e relazioni nonostante decenni trascorsi lontano – conclude il Sindaco – ai famigliari, ai tanti amici ed all’intera comunità ecclesiale va il più sincero cordoglio a nome mio, dell’intera Amministrazione Comunale e di tutta la città di Sassuolo”.
Dodici campi scuola, oltre cento volontarie e volontari coinvolti e centinaia di giovani pronti a diventare protagonisti della cultura della prevenzione. Torna anche quest’estate in Emilia-Romagna ‘Anch’io sono la Protezione Civile’, il progetto nazionale che dal 19 giugno fino a fine settembre accompagnerà ragazze e ragazzi tra i 10 e i 16 anni alla scoperta del mondo della Protezione civile e della sicurezza del territorio. I campi scuola, in programma su tutto il territorio regionale, sono promossi nell’ambito dell’iniziativa del Dipartimento nazionale, realizzata in collaborazione con le Regioni e le organizzazioni di volontariato nazionali e locali.
Un’esperienza che da 16 anni coinvolge migliaia di giovani in tutta Italia – quest’anno saranno più di 9mila in 350 campi – per insegnare che ogni gesto quotidiano può fare la differenza e proteggere l’ambiente, il territorio e la comunità.
Per una settimana i partecipanti saranno coinvolti in attività formative, esercitazioni pratiche e momenti ludico-ricreativi che vanno dalla prevenzione degli incendi boschivi alla conoscenza dei piani comunali di Protezione civile, fino ai comportamenti corretti da adottare durante un’emergenza. Le ragazze e i ragazzi avranno l’opportunità di conoscere da vicino il sistema di protezione civile, i rischi che possono colpire il territorio e i comportamenti utili da adottare in caso di emergenza per tutelare se stessi, l’ambiente e la propria comunità.
In Emilia-Romagna i campi, gestiti grazie all’impegno di oltre cento volontarie e volontari appartenenti alle organizzazioni di Protezione civile, vengono realizzati con il supporto logistico e organizzativo dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale. Nella passata edizione l’esperienza formativa ha coinvolto un totale di 360 tra ragazzi e ragazze.
I campi scuola organizzati in Emilia-Romagna
Nel Piacentino sono in programma i campi di Corte Brugnatella, dal 6 al 12 luglio, e di Pianello Val Tidone, dal 1^ al 6 settembre, organizzati rispettivamente dall’Associazione nazionale Alpini – sezione di Piacenza e dalla Croce Rossa Italiana – comitato di Piacenza. Nel Reggiano si svolgeranno due campi: a Toano, dal 5 al 12 luglio, e a Gualtieri, dal 25 al 29 agosto, promossi dal Coordinamento delle organizzazioni di volontariato per la Protezione civile della Provincia di Reggio Emilia e dall’associazione Protezione Civile Bentivoglio. A Modena il campo si terrà dal 28 giugno al 5 luglio, a cura della Croce rossa italiana – comitato di Modena.
Nel Bolognese sono previsti due appuntamenti: a Malalbergo, dal 1^ al 5 luglio, organizzato dall’Associazione volontari di Protezione civile Malalbergo-Pegaso, e a Sala Bolognese, dal 25 al 29 agosto, a cura del volontariato di Protezione civile di Sala Bolognese.
Nel Ferrarese il campo di Lagosanto si svolgerà dal 28 giugno al 4 luglio grazie ai Volontari Protezione Civile Lagosanto odv. In provincia di Forlì-Cesena l’appuntamento è a Cesena, dal 24 al 29 agosto, con il Gruppo comunale volontari di Protezione civile del Comune di Cesena.
Nel Ravennate il campo si terrà ad Alfonsine, dal 31 agosto al 4 settembre, organizzato dalla Pubblica assistenza città di Alfonsine.
Infine, nel Riminese, sono previsti due campi: a Bellaria-Igea Marina, dal 19 al 25 giugno, e a Rimini, dal 20 al 26 luglio, promossi rispettivamente dalle associazioni Explora campus e Obiettivo terra.
A questo link i dettagli sulle singole iniziative.
Cielo pressocché sereno in mattinata; addensamenti pomeridiani lungo i rilievi con locali rovesci e/o temporali, velature alte in pianura.
Temperature minime comprese tra 20 e 23 gradi; massime comprese tra 30 gradi della costa riminese e 36/38 gradi della pianura. Venti deboli, in prevalenza orientali, con rinforzi e raffiche nelle aree temporalesche. Mare da poco mosso a quasi calmo.
“I promessi sposi” a Maranello in quattro serate tra musica e parole. Nel Sagrato della Chiesa di San Venanzio di Maranello (Via Abetone Superiore 142) dal 18 giugno sono in programma quattro appuntamenti dedicati al capolavoro di Alessandro Manzoni, con l’accompagnamento musicale del Maestro Gen Llukaci, le letture di Franca Lovino e la voce narrante di Gian Carla Moscattini.
Un evento dedicato a un grande classico, romanzo tra i massimi capolavori della letteratura italiana, in programma alle ore 21 nelle serate di giovedì 18 giugno, giovedì 2 luglio, martedì 7 luglio e mercoledì 15 luglio, ad ingresso libero. Ambientato in Lombardia tra il 1628 e il 1630, durante il dominio spagnolo, “I promessi sposi” è il primo esempio di romanzo storico della letteratura italiana, l’opera più rappresentativa del romanticismo italiano e una pietra miliare per la profondità dei temi, e rappresenta un passaggio fondamentale nella nascita della lingua italiana moderna.
Si svolgerà venerdì 19/06 la finale tra i campioni in carica di Ponte Nuovoe i padroni di casa dell’Ancora,con inizio alle 21.30.Prima di questa sfida, si disputerà la finale per il terzo e quarto posto tra Centro e Parco.
Tutte le partite si terranno sul campo sintetico di San Michele.
Alle 19 invece è inprogramma la finale del torneo dei quartieri junior,chevedràaffrontarsi Quattro Ponti e Parco.