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martedì, 7 Aprile 2026
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Fase 3: le voci dello spettacolo, dimenticate per mesi, si prendono piazza Maggiore

Dopo oramai quattro mesi senza alcuna indennità, le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo hanno scelto un altro palco per fare sentire la propria voce. Lavoratrici e lavoratori dei teatri, dei cinema, delle cooperative di spettacolo, delle fondazioni lirico sinfoniche, del cineaudiovisivo, delle troupes cinematografiche, e poi scritturati, intermittenti, professionisti con partita, artisti, musicisti, lavoratori dei concerti live, tutte e tutti hanno riempito piazza Maggiore questa mattina (con mascherine e in mano un metro per il corretto distanziamento) per rivendicare quei diritti che dall’inizio dell’emergenza sanitaria ad oggi il Governo ha dimenticato.

“Nonostante le battaglie del sindacato, che ha portato dopo un lungo braccio di ferro al riconoscimento del bonus di 600 euro mensili per marzo, aprile e maggio, in molti casi non solo un euro è stato ancora incassato da queste lavoratrici e da questi lavoratori”, denuncia Antonio Rossa, coordinatore regionale Produzione Culturale SLC. “Oggi abbiamo deciso di dare visibilità al mondo dello spettacolo, un settore che ha chiuso per primo e sarà uno degli ultimi a riaprire tra tante difficoltà. Da mesi queste persone non percepiscono nulla, una situazione drammatica”, ha spiegato il coordinatore regionale della SLC CGIL Emilia-Romagna Giuseppe Ledda.

Nasce da qui l’esigenza di una mobilitazione regionale, la prima in Italia, per chiedere il pagamento immediato delle Casse in deroga e delle indennità richieste (marzo, aprile e maggio) che, rivendica la SLC, devono essere prorogate per tutti i mesi in cui gli effetti dell’emergenza sanitaria dovessero ancora penalizzare gli spettacoli e le produzioni cinematografiche. In piedi sul Crescentone dalle 10 fino alle 13, anche per chiedere che la ripartenza avvenga in sicurezza e con il rilancio degli investimenti pubblici.

“A quelli nazionali già previsti – ha aggiunto Ledda –, per far ripartire davvero l’articolato mondo dello spettacolo servono anche quelli aggiuntivi della Regione e degli enti locali del nostro territorio. Perché questo settore non è un hobby, come molti sembrano credere, ma un settore vivo che ha bisogno di risposte”. Una risposta, che guarda anche al post emergenza, è arrivata proprio in mattinata dall’assessore alla Cultura del Comune di Bologna Matteo Lepore, che ha raggiunto i manifestanti in piazza Maggiore annunciando la disponibilità all’istituzione di un osservatorio per gli spettacoli dal vivo. “L’obiettivo dell’osservatorio, che riteniamo necessario estendere anche a livello regionale – spiega Giulia Santoro, segretaria provinciale SLC Bologna –, sarà quello di sottoscrivere e condividere un protocollo con le parti sociali dove le istituzioni si impegnano a mettere in campo risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste, e al rispetto dei Contratti collettivi nazionali che regolano il settore, soprattutto in materia di appalti e di emersione del lavoro nero”.

Il post emergenza passa però anche dall’istituzione “di un ammortizzatore di continuità – conclude Rossa – proprio per chi, come è il caso del mondo dello spettacolo, ha un lavoro discontinuo. Solo così oltre questa crisi si potrà costruire un futuro che dia il giusto riconoscimento e le necessarie tutele alle lavoratrici ed ai lavoratori dello spettacolo”.

In questo senso l’impegno di tutta la  SLC CGIL Emilia-Romagna passa anche dalla recente nascita di una sezione specifica per gli spettacoli dal vivo, con l’intento di far fronte alle tante specificità che caratterizzano questo settore.

(Sindacato Lavoratori Comunicazione  Emilia-Romagna)

Le pensioni di luglio in pagamento da mercoledì 24 giugno

Poste Italiane comunica che le pensioni del mese di luglio verranno accreditate a partire da mercoledì 24 giugno per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello.

 

Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti nell’Ufficio Postale dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal calendario seguente:

I COGNOMI

  • dalla A alla B mercoledì 24 giugno;
  • dalla C alla D giovedì 25 giugno;
  • dalla E alla K venerdì 26 giugno;
  • dalla L alla O sabato mattina 27 giugno;
  • dalla P alla R lunedì 29 giugno;
  • dalla S alla Z martedì 30 giugno.

Poste Italiane ricorda inoltre che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.

Le nuove modalità di pagamento delle pensioni hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. Pertanto ciascuno è invitato ad indossare la mascherina protettiva, ad entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti, a tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare il numero verde 800 00 33 22.

 

Gli effetti dell’emergenza coronavirus e del lockdown sulla qualità dell’aria nel bacino padano

Inquinamento atmosferico in calo nelle regioni del Bacino delle regioni a marzo, nel periodo iniziale di applicazione del lockdown. È quanto emerge dalla prima valutazione dei dati sugli effetti della crisi sanitaria causata dal Covid-19. Le misure di contenimento adottate hanno generato una condizione inedita per quanto riguarda le concentrazioni di diversi inquinanti su tutto il territorio del bacino, in relazione sia alla variazione delle emissioni che alle condizioni meteorologiche.

Il punto della situazione è stato fatto oggi in occasione della presentazione in videoconferenza dei risultati dell’analisi Life Prepair sull’andamento della qualità dell’aria nelle settimane di emergenza coronavirus e l’inquinamento atmosferico nel bacino padano.

Il progetto europeo, che si occupa di politiche della qualità dell’aria nel bacino padano, è coordinato dalla Regioni Emilia-Romagna e conta 17 partner tra cui le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia con le relative Agenzie regionali per la protezione ambientale, la Provincia autonoma di Trento, Arpa Valle d’Aosta, i Comuni di Milano, Torino e Bologna, la società Art-ER (Attrattività, ricerca e territorio dell’Emilia-Romagna), la Fondazione Lombardia Ambiente e l’Agenzia per l’Ambiente della Slovenia.

Sui dati illustrati intervengono gli assessori regionali all’ambiente: Irene Priolo (Emilia-Romagna), Gianpaolo Bottacin (Veneto), Raffaele Cattaneo (Lombardia)e Matteo Marnati (Piemonte).

“Il primo report condotto dal progetto Prepair- affermano- evidenzia ancora una volta la complessa dinamica del particolato e delle relazioni tra emissioni, trasporto e diffusione degli inquinanti, processi fisico-chimici che determinano la formazione di particolato secondario, ossia della parte più rilevante delle polveri sottili (pm10). Una dinamica fortemente influenzata dalle condizioni meteorologiche. Come è noto, infatti, le principali criticità sulla qualità dell’aria nel bacino padano riguardano il superamento del valore giornaliero di pm10 e del limite annuale di biossido di azoto. Ora- proseguono i rappresentanti delle 4 Regioni- serve andare avanti con l’analisi dei dati sui mesi successivi di aprile e maggio per disporre del quadro complessivo della situazione”.

“La riduzione del 40% sull’intera pianura padana delle emissioni di Nox (ossidi di azoto e loro miscele) accompagnata da una riduzione del 14% delle emissioni di particolato primario è un risultato importante ma non del tutto sufficiente, nelle condizioni meteorologiche di stagnazione tipiche della pianura padana, a garantire il rispetto dei valori limite fissati dalle norme europee- sottolineano gli assessori-. Questi primi risultati confermano comunque la validità della strategia dei Piani aria regionali incentrata su interventi plurisettoriali che intervengono simultaneamente su più categorie di inquinanti”.

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I risultati del Rapporto Life-Prepair
Tre i principali aspetti presi in considerazione: l’analisi delle emissioni inquinanti dovuta all’impatto delle misure emergenziali sui diversi settori di attività (trasporti, riscaldamento, industria, agricoltura), la variazione delle concentrazioni degli inquinanti misurate dalle stazioni di monitoraggio di tutto il bacino e, infine, i dati relativi alla situazione meteorologica che influenza profondamente l’accumulo o la dispersione degli inquinanti stessi.
Per stimare l’impatto delle misure di contenimento sulla qualità dell’aria che respiriamo, è stato messo a confronto lo scenario reale, elaborato a partire dalle misure delle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria, con uno scenario ipotetico “no-lockdown” simulato con un modello chimico di trasporto e dispersione basato sui dati meteorologici del periodo e sulla stima delle emissioni di inquinanti che si sarebbe verificata in assenza di misure restrittive.
I principali risultati hanno evidenziato quanto segue: gli inquinanti gassosi presi in considerazione, benzene e ossidi di azoto (NOx), hanno mostrato cali importanti sia rispetto ai mesi di marzo 20162019 sia rispetto ai periodi precedenti il lockdown.
Tali decrementi hanno raggiunto valori fino al 58% per l’NO e al 33% e 38% rispettivamente per benzene e NO2. Il confronto con il periodo medio degli anni precedenti ha mostrato come le concentrazioni di questi gas presentino valori ampiamente inferiori alla media. In sintesi, per quanto riguarda gli inquinanti gassosi, tutti gli indicatori scelti confermano una riduzione importante dell’impatto sulle concentrazioni atmosferiche, rispetto allo scenario “NO-COVID”. Il particolato – PM10 e PM2.5 – presenta una dinamica complessa: i valori di PM10 registrati dalle stazioni nel mese di marzo sono mediamente inferiori rispetto agli anni precedenti anche se con una diminuzione meno marcata rispetto agli inquinanti gassosi, pur con una rilevante diminuzione dei valori massimi.
Le frazioni PM10 e PM2,5 variano in modo simile per tutto il mese di marzo, molto influenzate dalle condizioni meteorologiche, con valori minimi nei giorni ventilati e valori massimi nei giorni di stagnazione, condizione favorevole al loro accumulo. In queste condizioni (intorno al 13 e al 19 marzo), in alcune aree, sono stati osservati valori superiori al valore limite giornaliero (50mg/m3). Discorso diverso per il picco di concentrazione di PM10 registrata a fine mese, causata di un trasporto di masse d’aria ricca di polvere dai deserti dell’area del Caspio.
Si può ipotizzare che la relativamente minore diminuzione del particolato rispetto agli inquinanti gassosi sia dovuta a una serie di concause quali: la presenza di quantitativi di inquinanti precursori, come l’ammoniaca derivante dall’agricoltura e dall’allevamento, in concentrazione sufficiente a produrre PM di origine secondaria. Allo stesso tempo l’aumento dei consumi di gas e di legna per riscaldamento domestico, in condizioni meteorologiche che hanno limitato la dispersione degli inquinanti, ha prodotto emissioni della componente primaria.
Questi primi dati sembrano confermare la necessità di una strategia incentrata su interventi plurisettoriali mirati a ridurre sia le emissioni dirette che dei precursori delle PM. In questo senso, i risultati dello studio, seppur preliminari, portano a confermare alcuni punti chiave della pianificazione adottata dalle Regioni e Province autonome del Bacino del Po nei propri piani di qualità dell’aria adottati e degli accordi interregionali.
Il prossimo rapporto si occuperà dei mesi successivi e dei risultati delle analisi della composizione del particolato che verranno realizzate dal progetto Prepair.

Freepower Summer School: in oratorio a Fiorano un aiuto ai ragazzi per i compiti estivi

Per il secondo anno, il gruppo Babele in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese e la parrocchia di Fiorano, propone il progetto ‘Freepower Summer School’. Dal 22 giugno al 17 luglio, ogni lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio, dalle 15.00 alle 17.00, all’Oratorio san Filippo Neri, un gruppo di ragazzi, supportati da un’educatrice, si incontrerà per svolgere insieme i compiti estivi. Al termine dei compiti i ragazzi potranno rimanere in oratorio per giocare. A ‘Freepower Summer School’ si possono iscrivere gratuitamente i ragazzi di quinta elementare e delle medie. Per info e iscrizioni è possibile telefonare al 3332757360 o al 3403952077, oppure scrivere una mail all’indirizzo info@gruppobabele.it.

Tutte le attività si svolgeranno in conformità con le normative e i protocolli anticovid.

Formigine, con 28 mila euro del Comune a sostegno delle famiglie ripartono anche i centri estivi per bambini dai 9 mesi ai 3 anni

Anche per i bambini da 9 mesi a 3 anni a Formigine ripartono i centri estivi: il Comune di Formigine ha infatti deliberato ieri lo schema di l’avvio del servizio. Fra sedi comunali e convenzionate il servizio partirà al nido Momo di Casinalbo, al Don Franchini di Magreta, al Grillo Parlante e al Barbolini di Formigine. In queste strutture saranno disponibili oltre 50 posti per iscrizioni sia part time che full time per i piccoli residenti nel territorio comunale: grazie ad uno stanziamento straordinario di 28 mila euro del Comune le rette saranno infatti calmierate in proprio dall’amministrazione, in virtù del fatto che le famiglie dei bambini che frequentano i centri estivi dei nidi non possono usufruire del “bando conciliazione vita – lavoro” della Regione Emilia Romagna.

Le date di partenza e di fine saranno differenziate per poter offrire alle famiglie un servizio più lungo: dal 29 giugno al 24 luglio, o dal 6 al 31 luglio per cinque settimane complessive di apertura sul territorio. Naturalmente sarà possibile iscriversi per uno o più turni (l’agevolazione economica sarà disponibile per un massimo di quattro settimane a bambino). Grazie all’intervento economico del Comune, le tariffe corrisponderanno a 119 euro per bambino a settimana in caso di tempo pieno con pasto compreso, mentre il costo settimanale per iscrizione part time sarà di 89 euro. L’attività sarà organizzata secondo le prescrizioni vigenti e secondo i protocolli approvati dalle autorità per lo svolgimento in piena sicurezza: piccoli gruppi con un educatore ogni cinque bambini, attività il più possibile all’aperto e in spazi ampi, misure di igienizzazione e sanificazione.

“I più piccoli sono stati molto penalizzati durante il lockdown – ricorda Simona Sarracino, assessore per Formigine Città dei bambini – e in attesa di misure nazionali chiare per una ripresa delle attività scolastiche ed educative, la nostra amministrazione ha inteso dare un segnale forte di attenzione dedicando risorse proprie e prendendo l’iniziativa: dopo le feste dei saluti nei parchi per le classi a fine ciclo scolastico, dopo la ripresa dei centri estivi dei più grandi, finalmente riparte anche questo servizio, non appena permesso dalle norme. Il centro estivo oltre ad essere una fondamentale occasione per i bambini di riprendere relazioni coi coetanei con attività motorie, creative, culturali stimolanti, rappresenta infatti anche un grande sollievo per quelle famiglie in cui molti genitori sono tornati al lavoro in queste settimane. Il welfare locale in questo modo funziona da supporto e volano per la famiglia e per l’occupazione femminile”.

Chiusure notturne in A13 per lavori di manutenzione

Sulla A13 Bologna-Padova, per lavori di manutenzione della rampa di svincolo, sarà chiusa la stazione di Bologna Arcoveggio, in uscita per chi proviene dalla A14 Bologna-Taranto, come di seguito indicato:

  • dalle 22:00 di lunedì 22 alle 6:00 di martedì 23 giugno;
  • dalle 22:00 di venerdì 26 alle 6:00 di sabato 27 giugno.

In alternativa, si consiglia di uscire alla stazione di Bologna Interporto, sulla stessa A13, o di Bologna Fiera, sulla A14 Bologna-Taranto.

Lavori di manutenzione sulla Tangenziale di Modena e sulla strada statale 12 dell’Abetone e del Brennero

A partire da lunedì 22 giugno sulla Tangenziale di Modena (statali 724 e 724 dir) e sulla strada statale 12 dell’Abetone e del Brennero, saranno avviati i lavori di manutenzione delle pavimentazioni stradali, in provincia di Modena. Per l’esecuzione degli interventi sulla Tangenziale di Modena fino al 10 agosto saranno in vigore restringimenti su entrambe le carreggiate in tratti non superiori ai 500 metri.

Sulla statale 12 saranno invece attivo il senso unico alternato regolato da semaforo in brevi tratti tra il km 172 e il km 176, nella fascia oraria compresa tra le 9 e le 17, ad esclusione dei giorni festivi. La conclusione dei lavori è prevista entro il 22 luglio.

A Sassuolo prorogati alcuni contratti per la gestione di impianti sportivi

Prorogati per un anno i contratti di gestione del Bocciodromo comunale, palazzetto dello sport “PalaPaganelli” e del centro sportivo per il calcio “Falcone e Borsellino”. Lo stabilisce la delibera di Giunta approvata il 16 giugno scorso ed in corso di pubblicazione all’albo pretorio.

“Il territorio regionale – recita la delibera – è stato duramente colpito dalla pandemia di Covid-19… tra le misure adottate rientra la sospensione delle scuole di ogni ordine e grado che ha visto la conseguente sospensione di alcune attività sportive dilettantistiche e di tutte le attività ricreative ed aggregative…a partire dall’8 marzo la sospensione delle attività sportive è stata estesa a tutti i soggetti sportivi di ogni livello e disciplina e ha comportato la chiusura di ogni tipologia d’impianto…per talune attività non è ancora noto quando sarà possibile la ripresa delle attività sportive, come quella della Asd Bocciofila, tantomeno delle attività di aggregazione e socializzazione nei bar…”

“..il differimento dei termini per la pubblicazione dei bandi di gara – prosegue la delibera – per l’affidamento degli impianti a seguito dei diversi provvedimenti citati , disposto, da ultimo, fino al 16 maggio, tale per cui l’individuazione degli aggiudicatari avverrebbe certamente ad anno sportivo ampiamente avviato, penalizzando ulteriormente le possibilità di programmazione delle attività sportive sugli impianti stessi…”

I contratti di gestione del Bocciodromo comunale, palazzetto dello sport “PalaPaganelli” e del centro sportivo per il calcio “Falcone e Borsellino” vengono, quindi, prorogati di un anno alle medesime condizioni dei contratti attuali.

 

 

Per non dimenticare Stefano e Giorgio, caduti nell’estate 1944

Martedì 23 giugno 2020, nella ricorrenza del 76°  della Liberazione dal nazismo e fascismo, il sindaco di Baiso Fabrizio Corti commemorerà il caduto partigiano sassolese Stefano “Nino” Piccinini. Appuntamento alle ore 20.15 presso il ponte del Carnione a Levizzano di Baiso (località Poggio del Bue) dove morì combattendo. Successivamente alle ore 20.45 il sindaco di Castellarano e Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni e il sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani commemoreranno il cittadino di Castellarano  Giorgio Fontana. Appuntamento a Sassuolo presso il muro dello Stadio “Ricci” in Piazza Risorgimento 47, dove il partigiano fu fucilato. Saranno presenti rappresentanze di ANPI- Baiso, Castellarano e Sassuolo a nome delle quali interverrà il responsabile di quest’ultima Maria Antonia Bertoni.

Nell’osservanza delle norme sul COVID-19, pur svolgendosi la cerimonia in un arco temporale breve,  chi vorrà assistere sostando all’aperto in località Poggio del Bue  di Baiso o nella piazzetta dello Stadio dovrà osservare il necessario distanziamento sociale  e indossare i dispositivi di sicurezza.

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Erano due ragazzi Stefano e Giorgio, saliti in montagna  per non rispondere ai bandi della Repubblica di Salò.

Stefano (immagine a sinistra), familiarmente “Nino”, Piccinini era sassolese, abitava in via Fenuzzi e aveva 18 anni. Un suo congiunto Piccinini Triffone aveva combattuto nel 1848 per l’indipendenza d’Italia, partecipando al processo risorgimentale. Suo padre Francesco era stato consigliere comunale tra il 1914 e il 1918 prima che il fascismo cancellasse le libertà. La madre Medici Irma era vedova e Stefano frequentava la IV Istituto tecnico comunale a Villa Segrè. Abbiamo la sua foto scolastica e un’immagine in posa con i suoi compagni di calcio. Suo fratello Pietro appassionato di fotografia ci  ha lasciato immagini dei carri armati brasiliani che entrano a Sassuolo e dei giorni della liberazione. Ma Nino non potè  gioire quel giorno di aprile col fratello e coi suoi amici partigiani perché era morto un anno prima nell’estate del 1944.

Giorgio (a destra) “Geppo” Fontana aveva compiuto 19 anni; di Castellarano, serio e laborioso, aveva lavorato da garzone e a Roteglia lo conoscevano bene e agghiacciarono quando lo videro passare scalzo e legato al cofano del sidecar che lo portava al luogo di tortura a Palazzo Ducale a Sassuolo, dove la madre straziata si recò. Testimoni dicono che anche il padre assistette al lugubre passaggio da Castellarano del suo ragazzo.

Sui fatti abbiamo la testimonianza diretta del partigiano Vittorio Roncaglia, che era parte del manipolo: «La mattina del 23 giugno –ricordo che c’erano i covoni di grano nei campi – io, Nino Piccinini, Giorgio Fontana e uno che era stato nei pontieri e diceva di essere pratico di esplosivi, dalla base di Cerredolo fummo mandati a minare un ponticello sulla Radici, all’altezza del bivio per Baiso e Levizzano. Ci portarono giù con una macchina e sarebbero tornati a prenderci verso sera.

L’ex militare iniziò a minare il ponte mentre noi ci eravamo messi in posizione da dominare la strada che veniva su da Sassuolo. Sono poi capitati lì dei borghesi, con i quali ci siamo messi a parlare. Dopo un po’, prima di mezzogiorno, abbiamo visto alzarsi una nuvola di polvere sulla strada bianca e poi intravisto un sidecar tedesco. Piccinini si è spostato verso il Secchia, io sono rimasto nella parte alta, vicino a una grossa siepe; la gente che era lì con noi è scappata verso il fiume.

Quando ci siamo accorti anche della macchina che seguiva il sidecar era troppo tardi. Piccinini ha cominciato a sparare con il moschetto ma i tedeschi l’hanno centrato subito con una raffica di mitraglia. Io, d’istinto, sono saltato dentro alla siepe fitta e piena di spine e sono rimasto lì tutto il giorno.

I tedeschi hanno catturato Fontana  e poi rovistato tutt’intorno, hanno interrogato gli abitanti di una casa lì vicino, (li sentivo parlare) e hanno anche sparato contro quei borghesi che stavano scappando verso il Secchia. Mi sono passati vicino più volte, anche a un metro o due di distanza… Solo quando ha fatto notte sono uscito dalla siepe e lungo il Secchia mi sono avviato verso Cerredolo; sulla strada mi sono incontrato con i nostri che stavano venendo in giù con le camionette».

Il  capo del CLN sassolese Ottavio Tassi così nelle sue Memorie  continua il racconto:

«Al comando tedesco di Sassuolo, posto nel Palazzo Ducale, il Fontana era sottoposto ad un duro ma affrettato interrogatorio.

Dal rapporto fattomi da un nostro informatore, mi risultò che il Fontana, palesando una insospettata sicurezza di carattere, quale possono avere solamente gli eroi, oppose alle domande tedesche il più assoluto mutismo, sopportando con stoicismo ammirevole insulti e percosse.

Esasperati dal contegno del partigiano, i carnefici decisero di fucilarlo immediatamente.

Dando un’ennesima dimostrazione del loro cinismo, a Mons. Virgilio Franzelli, presentatosi al Comando tedesco per ottenere di poter assistere il condannato veniva risposto che «non ve n’era bisogno poiché il Fontana non sarebbe stato fucilato». Solamente  a 15 minuti da tale risposta, cioè alle 10 e 15, il Fontana, calmo, sereno, trasfigurato nello sguardo dalla luce che emana dalla certezza di sacrificarsi per qualche cosa di più grande e di giusto, scortato da una selva di baionette, attraversava il paese seguendo l’itinerario: Via Rocca, Piazza Grande, Via Battisti, Piazza Garibaldi e Via Mazzini e si arrestava di fronte al campo sportivo».

 

 

Per ANPI-Sassuolo

Maria Antonia Bertoni

Studio sulla sieropositività nei soggetti affetti da SARS-CoV-2: precisazione degli autori della ricerca

In merito a quanto riportato da alcune testate e agenzie di stampa sullo studio condotto sulla letteratura riguardante la sieropositività nei soggetti affetti da SARS-CoV-2, studio comunicato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, gli autori della ricerca precisano quanto segue:

Il test sierologico, utilizzato come strumento di screening sulla popolazione in questa fase epidemia, rappresenta un valido strumento per le politiche di prevenzione e contenimento dell’infezione e rientra nella logica delle tre T – testare, tracciare, trattare – che è stata positivamente applicata in molte regioni italiane.

Per la corretta identificazione dell’infezione da SARS-CoV-2 sin dalle prime fasi della malattia, invece, proprio perché lo sviluppo di anticorpi richiede tempo, lo strumento diagnostico che dall’inizio della pandemia è stato utilizzato sui pazienti con sintomatologia sospetta è il tampone. Ciò per offrire ai cittadini una diagnosi corretta in tempi utili.

Così come il comunicato riportava, i test sierologici “hanno un ruolo in associazione ai tamponi perché permettono di aumentare la capacità di identificare quei soggetti affetti che per svariate ragioni sono risultati negativi al tampone rino-faringeo”. La misurazione degli anticorpi resta inoltre un ottimo strumento di screening “per tracciare la diffusione della malattia nella popolazione e per testare l’efficacia della sieroconversione nei futuri test vaccinali”.

Contrariamente ad alcuni titoli che possono risultare fuorvianti per i cittadini, dunque, tamponi e ricerca degli anticorpi, utilizzati in maniera sinergica, sono la corretta risposta in questa fase epidemica e in una logica di prevenzione lungo termine sono assolutamente consigliati.

Mai come in questo periodo le pubblicazioni scientifiche su un argomento specifico si sono accavallate a questa velocità. Riguardo al SARS-CoV-2 si calcolano più di 300 articoli scientifici al giorno pubblicati nei vari database del settore. A volte i singoli studi scientifici possono dare dei risultati non sempre concordanti ed ecco che le review sistematiche possono portare quindi maggiore chiarezza

Nel lavoro in questione gli autori si sono posti il quesito di quale fosse la performance diagnostica per il COVID-19 ed ampio spazio è stato dedicato alla sierologia cioè alla misurazione degli anticorpi diretti contro il SARS-CoV-2. Altro aspetto molto rilevante dei test sierologici è legato alle caratteristiche tecniche dei test. La conoscenza delle performance dei vari mezzi diagnostici è importante perché permette ai clinici e ai stakeholder di proporre kit diversi a seconda dell’applicazione che si vuole perseguire, dato che il processo diagnostico del singolo paziente piuttosto e lo screening di popolazione richiedono test differenti. La ricerca scientifica in questo ambito ha l’importante ruolo di delineare quelle che sono le caratteristiche principali dei mezzi diagnostici e le loro performance in modo da dare gli strumenti idonei per un corretta somministrazione ed interpretazione dei test diagnostici.

 

Pari opportunità: riunito in Regione il Tavolo per le politiche di genere per fare il punto sull’occupazione femminile

Preoccupazione, ma anche volontà di essere parte attiva nella ricostruzione di un modello di lavoro che sappia coniugare l’autonomia e i percorsi professionali femminili a compiti di cura sempre più equamente condivisi e a un’offerta di servizi più flessibile in grado di sostenere il lavoro.

Sono alcune delle indicazioni e riflessioni uscite dal Tavolo regionale permanente per le politiche di genere, il primo a pochi mesi dall’insediamento della nuova Giunta e dalla fine del lockdown, che si è riunito oggi in Regione per fare il punto sul lavoro delle donne e delineare le azioni per la ripartenza, anche alla luce dei pesanti impatti sulla quotidianità del lavoro femminile causati dalla lunga emergenza Covid.

Al tavolo hanno partecipato numerosi rappresentanti dell’associazionismo, dei sindacati, delle imprese e delle professioni, delle Università e dei Garanti con l’obiettivo di fare squadra e ripensare il lavoro di domani. Più di 70 i partecipanti alla riunione odierna.

Sviluppo di un modello di smart working adeguatamente normato, in grado di tutelare gli spazi di autonomia e di carriera delle persone; interventi concreti per ridefinire il carico di lavoro familiare tra uomini e donne e per potenziare i servizi educativi e  sociali, al fine di evitare che siano le donne a pagare il prezzo più alto in termini di scelta “obbligata” fra accudimento familiare e lavoro; risorse economiche per guardare al futuro e mettere le basi per un’organizzazione del lavoro femminile capace di conciliare carriera con tempi e spazi di vita, queste le principali istanze sulle quali si è concentrato il dibattito al Tavolo.

“Sono convinta che investire sulla presenza femminile nel mondo del lavoro sia fondamentale- ha affermato l’assessora alle pari opportunità, Barbara Lori- una battaglia di civiltà che dà la misura dell’emancipazione sociale e culturale di una comunità capace di valorizzare qualità individuali e differenze di genere”.

“In Emilia-Romagna partiamo da risultati importanti raggiunti- prosegue l’assessore-. Oggi dobbiamo andare avanti con il contributo di tutti in un percorso di rafforzamento che riguarda non solo i numeri, ma la qualità del lavoro, partendo anche dalla formazione e dal superamento di quegli stereotipi culturali e degli approcci disciplinari che troppo spesso portano le donne lontano dalle professioni scientifiche e tecnologiche che rappresentano il futuro. L’incontro di oggi è la conferma dell’importanza del lavoro comune che devono svolgere istituzioni e società civile per promuovere e migliorare le condizioni di lavoro delle donne”.

Tavolo regionale permanente per le politiche di genere

Il tavolo istituzionale, organo consultivo della Regione istituito nel 2017 e presieduto dall’assessore regionale, si configura come luogo di confronto per promuovere e attuare in modo organico e concertato una efficace politica di pari opportunità sull’intero territorio regionale. Aperto a enti  locali e associazioni del territorio, l’obiettivo è rafforzare il radicamento una cultura delle differenze per la parità e contro le discriminazioni di genere e coordinare le attività realizzate da Regione, Enti locali e associazioni.

Cardone (PSI Sassuolo) in merito ad SGP

“La società SGP, ciclicamente è agli onori della cronaca politica sassolese per i guasti che da anni produce ai portafogli sassolesi, con tasse al massimo consentito e con debiti che attualmente sfiorano i 60 milioni di euro. Tutto comincia quando in via Fenuzzi, sede del Comune, subentrano gli esperti di finanza creativa.

Si inizia avventurandosi  nel  business  del gas metano e nasce la società SEACS con soci il Comune e la Sassuolo gas.

Negli anni 90 subentra alla Sassuolo gas (famiglia Carani) la società Edison gas spa che paga un importante importo, con plusvalenza  miliardaria, alla famiglia, che a sua volta viene incorporata per fusione nella  società Edison SPA.

Fu fatta una grossa battaglia politica , con raccolta di firme per  far passare nei patti parasociali l’azionariato popolare, niente da fare, anzi nei patti parasociali fu assegnato alla competenza della Edison spa la nomina dell’Amministratore delegato….dopo poco ottenne , anche la cittadinanza onoraria di Sassuolo.

La società effettivamente aveva grandi potenzialità ed utili importanti , quando nel 2005 fu costituita una strana società , la Blumet spa con sede a Reggio Emilia ed avente per oggetto la vendita gas …..un patto parasociale incredibile, ogni anno Sat e Agac  dovevano cedere  ad Edison spa una parte della partecipazione in Blumet calibrata sulle quantità di gas venduto…..il venditore, guarda caso era Edison spa.

Sassuolo, dovette  decrementare il patrimonio in Blumet, in valore, di circa 350.000 euro, in tre anni, ed in partecipazione dal  18,24 % al 15,92%.

Intanto compare  sul business  finanziario la neo costituita Sat Patrimonio srl alla quale furono  conferite le reti e beni del servizio idrico integrato.

Venne, anche, costituita la Sat Finanziaria alla quale fu conferita la partecipazione in Blumet.

Intanto Edison che non dormiva, anzi guidava le danze con un nuovo soggetto societario, HERA, uscì da SAT Patrimonio con una buonauscita di euro 1.100.000 mentre ai Comuni soci, compreso Sassuolo fu accollato un debito di 12.300.000 euro, che oggi è in capo ad SGP.

Intanto si concluse il matrimonio tra Edison ed Hera  che vendette la partecipazione in SAT per  28.700.000 euro.

Edison spogliò letteralmente la SAT che nei fatti dimostrò disinteresse a potenziare l’azienda dei sassolesi.

Hera ci mise dei suo e SAT fu svenduta per 28.700.000 euro …..il patrimonio di SAT era di circa 38,5 milioni di euro.

Già operava  SGP, costituita nel marzo 2005, chiamata la cloaca massima,  notoriamente  nata per eludere il patto di stabilità ma  cercare di fare interventi  strutturali su viabilità ed opere pubbliche.

Si diceva che il cavallo era scappato di mano e dal galoppo era  passato al trotto…..la squalifica era dovuta.

Che dire della scissione totale di SAT Patrimonio srl a favore di SGP e quindi la gestione delle reti passa ad SGP.

La cosa evidente dal punto di vista del mercato è che SGP  non ha  mai adeguato il canone  per le reti…..nemmeno l’ISTAT.

Nessuno ricorda l’acquisto di un “ ramo di azienda” dalla società Area e Aree, per 45 milioni di euro di cui 25 milioni per avviamento….SGP doveva gestire le manifestazioni con metodo manageriale, ma stranamente oggi abbiamo un nuovo gestore, chiamato Pro Loco, e non sappiamo se è stato pagato un prezzo ad SGP.

Che dire di quella operazione di alta finanza rappresentata  da uno SWAP  di nozionale 15 milioni  di euro, oggi estinto ma che continua a produrre perdite notevoli., invece di fare denuncia per truffa.

Che dire della svalutazione del patrimonio iscritto tra le immobilizzazioni materiali ed immateriali, compreso il magazzino, il tutto frutto di manipolazioni contabili.

Un velo pietoso sul global service , dove esisteva un meccanismo  di aggiornamento alla rovescia, nonostante l’aumento dei costi e la richiesta di interventi “ fuori sacco “

Che dire della convenzione con Hera, scaduta da anni, che va avanti “ a gratis”, perlomeno un piccolo aumento ISTAT.

I tecnici del Comune, visto che  SGP è soggetta al controllo analogo, hanno spesso lamentato la mancanza di idonea documentazione”.

(Mario Cardone, PSI Sassuolo)

Scuole, a Maranello saluto finale al Parco Ferrari

Gli alunni di quinta delle scuole primarie sabato 20 giugno potranno salutarsi al Parco Enzo Ferrari in tutta sicurezza, rivedendo anche i propri insegnanti prima delle vacanze estive e della prossima tappa scolastica che li attende a settembre. E lo stesso potranno fare il sabato successivo, il 27 giugno, i bimbi che hanno appena concluso l’ultimo anno di materna.

“Abbiamo pensato che per questi ragazzi – spiega il sindaco Luigi Zironi – fosse molto importante poter salutare i propri compagni e docenti al termine del loro ciclo scolastico. Nel dialogare con i genitori e gli stessi insegnanti abbiamo infatti avvertito fin da subito quanto ci tenessero, e con quale senso di responsabilità intendessero valutare assieme una tale possibilità. Per questo l’amministrazione comunale ne ha condiviso le motivazioni e ha voluto metterli in condizione di celebrare un momento così prezioso non solo per i bambini, garantendo il pieno rispetto delle misure precauzionali”.

“La location del Parco Ferrari ci è sembrata la più adatta allo scopo – aggiunge l’assessore alla scuola Alessio Costetti – la zona dell’arena ci permetterà di prendere tutti gli accorgimenti necessari ad evitare assembramenti. E allo stesso tempo consentirà anche il pieno coinvolgimento dei genitori, che potranno vivere di persona l’emotività di una circostanza così speciale per i loro figli. Un’occasione che, con tutte le sue sensazioni, rimarrà senz’altro impressa nella memoria delle ragazze e dei ragazzi”.

Le classi quinte delle primarie potranno infatti partecipare all’iniziativa due alla volta, ogni ora e a rotazione tra le 8.30 e le 13. Gli alunni, i loro genitori e gli insegnanti saranno opportunamente distanziati, anche nella delicata fase di ingresso e di uscita dal parco, che sarà facilitata dalla presenza di un volontario della sicurezza e di un agente della Polizia locale. Al saluto parteciperanno anche il sindaco Zironi e l’assessore Costetti, per un augurio ai bambini che a settembre passeranno alle scuole secondarie. Con le stesse modalità, e ai medesimi orari, sabato 27 giugno potranno rivedersi e salutarsi anche i bimbi e gli insegnanti dell’ultimo anno di scuola materna, anche loro alla presenza dei genitori. In caso di maltempo i due eventi si terranno all’interno dell’Auditorium Enzo Ferrari, nel pieno rispetto delle misure anticovid.

In A13 annullata la chiusura dell’uscita di Bologna Arcoveggio

Sulla A13 Bologna-Padova, è stata annullata la chiusura dell’uscita della stazione di Bologna Arcoveggio, prevista dalle 22:00 di venerdì 19 alle 6:00 di sabato 20 giugno.

La Regione Emilia-Romagna vara il ‘Bando Covid’: misure straordinarie su borse di studio e benefici per agevolare gli studenti universitari dopo l’emergenza

Non solo le misure di sostegno agli studenti universitari, messe in campo fin dall’avvio dell’emergenza Covid-19. La Regione vara anche un bando di concorso straordinario per la concessione di borse di studio.

Per dare risposta alle necessità di connettività e strumenti informatici adeguati alle nuove modalità di svolgimento della didattica, la Regione Emilia-Romagna mette in campo disposizioni straordinarie per la determinazione dei requisiti di accesso e la fruizione dei benefici per il diritto allo studio universitario per l’anno accademico 2020/2021 e per la conferma di quelli assegnati per l’anno accademico in corso, da parte dell’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori ER.GO.

I provvedimenti sono stati presentati dall’assessore regionale all’Università, Paola Salomoni, durante un incontro con la Consulta regionale degli studenti, l’organismo che garantisce il coinvolgimento e l’effettiva partecipazione degli studenti nella realizzazione degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio negli Atenei e nelle Istituzioni dell’Alta Formazione artistica e musicale dell’Emilia-Romagna.

“Sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19, la Regione ha prestato particolare attenzione alla condizione degli studenti universitari e ha attivato attraverso ER.GO e con la condivisione degli Atenei e della Consulta regionale degli studenti misure straordinarie di sostegno- ha detto l’assessore Salomoni-. La Giunta regionale è intervenuta tempestivamente, con una delibera del 9 marzo, per definire le disposizioni straordinarie relative ai benefici per il diritto allo studio universitario in questo anno accademico, con l’obiettivo di garantire il sostegno economico a un maggior numero di studenti in difficili condizioni economiche. Abbiamo alcuni temi aperti- ha aggiunto- come per esempio quello della copertura sanitaria, ma stiamo lavorando per individuare soluzioni, in sinergia con gli Atenei e con i nostri studenti, tenendo fermo l’obiettivo di garantire il diritto allo studio come nelle tradizioni di questa Regione”.

“L’incontro della Consulta regionale degli studenti è stato un momento importante per dare voce alle varie componenti della rappresentanza studentesca e per confrontarsi sulle azioni messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna, anche in vista dei prossimi bandi per l’assegnazione delle borse di studio per l’anno accademico 2020/2021- ha detto il presidente della Consulta, Andrea Berselli-. L’incontro odierno ha permesso a tutti i membri della Consulta di confrontarsi in maniera aperta e diretta con l’assessore regionale, che ringrazio per la grande disponibilità dimostrata. Ancora una volta la Regione dà prova di essere attenta alle esigenze degli studenti, anche per fronteggiare l’emergenza Covid in un clima di estrema collaborazione e condivisione”.

I provvedimenti voluti dalla Regione

Nello specifico, è stata prevista l’emanazione da parte di ER.GO, oltre al bando di concorso “ordinario” secondo i requisiti previsti dalla normativa regionale e nazionale, di un ulteriore bando di concorso “straordinario” per la concessione di borse di studio, destinato agli studenti che non raggiungono al 10 agosto 2020 i crediti necessari per l’accesso alla borsa per l’anno accademico 2020/2021. É stato inoltre introdotto il “Bonus straordinario Covid-19” a favore degli studenti che non raggiungono i crediti necessari per l’accesso alla borsa di studio per l’anno accademico 2020/2021.

Un’ulteriore agevolazione riguarda la proroga del termine per la verifica del conseguimento dei crediti da parte degli studenti matricole beneficiari di borsa di studio per l’anno accademico 2019/2020.

Viene data anche la possibilità agli studenti iscritti ad anni successivi al primo di confermare la borsa di studio assegnata per l’anno accademico 2019/2020 con l’utilizzo della quota prevista di “Bonus straordinario Covid-19”.

Tutte le informazioni e le relative modalità per la presentazione delle istanze saranno contenute nei bandi di concorso di ER.GO, che verranno pubblicati sul sito www.er-go.it a inizio luglio.

Regione e Emilia Romagna Teatro Fondazione a sostegno della produzione e distribuzione di creazioni teatrali e performing arts di artisti

Rafforzare la capacità produttiva, distributiva e di promozione delle creazioni teatrali e di performing arts di giovani realtà dell’Emilia-Romagna, nel periodo dal 25 giugno al 31 dicembre 2020.

Emilia Romagna Teatro Fondazione, d’intesa con la Regione Emilia-Romagna, intervengono con un bando a sostegno delle compagnie di teatro e dei singoli artisti del territorio regionale under 40, che non percepiscono i contributi del Fondo Unico dello Spettacolo (Fus – Mibact) e della Legge regionale n.13/1999, per favorire, anche in questa fascia produttiva, la ripresa delle attività dopo il lockdown adottato in contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19.

A disposizione 120 mila euro per finanziare 12 progetti di ensemble, associazioni, cooperative e singoli artisti, under 40, domiciliati in Emilia-Romagna, che saranno selezionati attraverso un bando.  Le iniziative devono dimostrare, in particolare, capacità di innovare la scena contemporanea e di sperimentare nuove tecnologie e nuovi linguaggi per valorizzare lo spettacolo dal vivo nel nuovo contesto determinato dall’emergenza coronavirus.

Obiettivo di questo intervento è promuovere sia la circuitazione in Italia delle compagnie emiliano-romagnole, sia la formazione del pubblico a livello regionale, incentivando l’accesso alle produzioni teatrali e di performing arts.

Per la presentazione delle richieste sono previste due sezioni: una dedicata ai progetti di nuova creazione e una agli spettacoli già realizzati che non abbiano effettuato più di 5 recite sul territorio nazionale e/o nella regione Emilia-Romagna. La realizzazione dei progetti selezionati dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2020.

“Emilia Romagna Teatro Fondazione, grazie ad un finanziamento straordinario di 120mila euro della Regione Emilia-Romagna – afferma l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori-, interviene a sostegno delle compagnie di teatro e dei singoli artisti dell’Emilia-Romagna. Anche questa iniziativa si inscrive nella scelta della Regione di soccorrere il sistema culturale dell’Emilia-Romagna colpito duramente dalle misure di sospensione degli spettacoli adottate per la diffusione dell’epidemia. Non è l’unica: il bando di gennaio a sostegno delle produzioni di cinema e audiovisivo ha avuto una dotazione supplementare di 70mila euro, che arriveranno a 300mila con il prossimo bando di luglio e le misure per incoraggiare la circolazione dei documentari dei nostri autori in Italia.  Trecentomila euro anche per riportare sul palco la musica dell’Emilia-Romagna e documentarla visivamente, con un progetto che inizia con Viralissima. Ancora, contributi straordinari per le imprese creative, che potranno accedere a risorse per 600mila euro. Mentre si sta studiando un programma per le arti figurative”.

“Sono tutte misure emergenziali, certo- conclude Felicori-, ma si inscrivono nel progetto della Giunta Bonaccini di rafforzare sempre di più il ruolo dell’Emilia-Romagna quale capitale delle arti e fabbrica di cultura”.

Come partecipare

Per partecipare alla call è necessario inviare la documentazione indicata nel regolamento allegato tramite posta elettronica certificata (PEC progetti@pec.emiliaromagnateatro.com), entro e non oltre le ore 13.00 del giorno 13 luglio 2020: i progetti dovranno essere predisposti su specifico modello che sarà scaricabile dal sito di Emilia Romagna Teatro Fondazione dal giorno 25 giugno 2020 (link https://emiliaromagnateatro.com/sostegno-alla-produzione-e-alla-distribuzione-di-creazioni-teatrali-e-di-performing-arts-di-artisti-e-compagnie-under-40-in-emilia-romagna-invito-alla-presentazione-di-progetti/ ).

I progetti pervenuti saranno valutati da una Commissione di esperti della produzione teatrale nominata da Emilia Romagna Teatro Fondazione. Al termine della selezione la Commissione stilerà una graduatoria che sarà pubblicata sul sito di Emilia Romagna Teatro Fondazione entro il 10 agosto 2020.

Per ulteriori informazioni: e-mail: infoprogetti@emiliaromagnateatro.com

tel: 329 2323600 con orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30; giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.00

 

Studio condotto da ricercatori modenesi su soggetti affetti da SARS-CoV-2 fa chiarezza sulle risposte ai test sierologici

Lo sviluppo di anticorpi a SARS-CoV-2 si manifesta nei soggetti venuti a contatto con coronavirus solo dopo il quinto giorno e pertanto i test sierologici secondo uno studio condotto da ricercatori modenesi e dell’Università di Glasgow hanno una performance che non permette di identificare in modo preciso i pazienti affetti nei primi giorni di malattia e sono pertanto sconsigliati.

Questa la conclusione cui è giunto un gruppo di ricerca afferente alla Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, coordinato dal Professor Antonio La Marca del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Materno-Infantili e dell’Adulto di Unimore, e composto dalla dottoressa Martina Capuzzo del Policlinico di Modena, dai dottori Tommaso Trenti e Laura Roli dell’Ospedale di Baggiovara, della dottoressa Tiziana Paglia dell’Hesperia Hospital di Modena e del Professor Scott Nelson dell’Università di Glasgow (Scozia), che recentemente ha visto pubblicato il proprio studio sulla importante rivista internazionale inglese RBMO Journal.

I ricercatori hanno condotto la più estensiva ricerca della letteratura ad oggi prodotta circa la sierologia (la misurazione degli anticorpi) per la diagnosi del COVID-19, attingendo ad oltre 20.000 studi che riguardano in qualche modo il coronavirus, allo scopo di identificare tutti quei lavori che hanno indagato il ruolo degli anticorpi diretti contro il SARS-CoV-2 nella diagnostica della malattia. Sono stati infine identificati 66 studi per un totale di oltre 25.000 analisi sierologiche.

Da queste pubblicazioni i ricercatori modenesi e scozzesi hanno constatato che la sieropositività è ancora bassa nella maggior parte delle nazioni del mondo, ad esempio è dello 0.13% a Rio Grand do Sul (Brasile), 1.5% in Santa Clara (California), 1.79 % nello Stato dell’Idaho e 7.1% in Atlanta (USA), 1.2% a Edimburgo (Scozia), 3% a Parigi (Francia), 1.7% in Danimarca e  3.3% a Kobe (Giappone) e 9.6% a Whuan (Cina). Se guardiamo poi a specifiche popolazioni ad alto rischio, quali ad esempio i sanitari che hanno prestato servizio in ospedali, la sieropositività non sembra così differente ed è riportata essere del 5.9% in Utah, 5.4% a Lione (Francia), 1.6% in Germania e 2.6 % a Barcellona (Spagna), mentre per l’Italia abbiamo i dati pubblicati di Padova e Bari che sono del 5.25% e 1.5% rispettivamente.

“L’infezione virale – spiega il Professor Antonio La Marca di Unimore – è seguita dalla produzione di anticorpi. Le IgA ed IgM, precedono solo di poco la produzione delle IgG, e quindi il riconoscimento di questi anticorpi permette di individuare coloro che sono entrati in contatto con il virus. Ma, cosa molto importante, gli studi più recenti, più ampi e meglio condotti, ci dicono che la sieroconversione può impiegare anche più di due settimane. La percentuale di soggetti affetti che presentano anticorpi circolanti e misurabili è vicina allo 0% nei primi 3 giorni di malattia, del 30% tra la 3° e 7° giornata, del 47.8% nella seconda settimana per poi salire al 93.8% dopo le prime due settimane”.

Questo dimostra – secondo gli autori della pubblicazione – che gli anticorpi non permettono di identificare in modo preciso i pazienti affetti nei primi giorni di malattia, e che quindi non possono essere usati nel triage dei malati acuti. Ma certamente hanno un ruolo in associazione ai tamponi perché permettono di aumentare la capacità di identificare quei soggetti affetti che per svariate ragioni sono risultati negativi al tampone rino-faringeo.  La misurazione degli anticorpi resta sicuramente un ottimo strumento per tracciare la diffusione della malattia nella popolazione e per testare l’efficacia della sieroconversione nei futuri test vaccinali.

“La ricerca – conclude il Professor Antonio La Marca – dimostra anche che la performance diagnostica dei test anticorpali, è strettamente legata al metodo di laboratorio usato. I test anticorpali di laboratorio, soprattutto quelli automatizzati e di recente introduzione da parte delle più titolate aziende del settore performano sicuramente meglio dei primi kit prodotti all’inizio della pandemia, e si conferma infine che i test rapidi, le cosiddette “saponette”, hanno una performance mediamente così bassa, da sconsigliarne l’uso”.

 

Ripartono stasera a Formigine i ‘Giovedì Speciali’ di Tutto Si Muove Onlus

L’associazionismo a Formigine sta ripartendo per dare il suo contributo a vivacizzare nuovamente la vita pubblica della città. Torna quindi anche quest’anno il consueto appuntamento con i Giovedì Speciali di “TSM – TuttoSiMuove Onlus” in collaborazione con il Comune di Formigine, serate a tema culinario dove gli ospiti possono degustare le specialità preparate e servite dai ragazzi del laboratorio di cucina “Tsg – TuttoSiGusta”, un progetto di solidarietà a favore di persone con deficit psico-fisici e disagio sociale.

“In questo difficile 2020 l’associazione ha deciso di fare una scelta che rispettasse le esigenze di tutti, quindi le cene di questa estate saranno in collaborazione con Ristoranti della zona – afferma il presidente Fabio Giovanardi – questo per molteplici motivi: il primo è creare una rete in un momento così delicato che dia più’ forza nella ripresa economica, fisica e morale a tutti gli attori coinvolti, creare sinergie dove privato e associazionismo possano conoscersi accrescendo di fatto le proprie competenze, collaborare, come si sta progettando in questi mesi, con alcuni ristoranti coinvolti, inserimenti formativi di ragazzi speciali all’interno di un vero laboratorio e ultimo ma non meno importante, visto il momento sanitario delicato, preparare le pietanza che verranno servite in ambiente idoneo, sanificato e con personale qualificato”.

Le serate, con prenotazione obbligatoria sono iniziate giovedì 18 giugno, rispettando tutte le norme anti-covid, presso il polo integrato di Sicurezza e Protezione Civile sito in via Quattro Passi 120 a Formigine. Nel programma di ripartenza dell’associazione c’è spazio anche per altro: dalla riapertura del Centro del Riuso di Via Radici con la presenza di operatori, e volontari, l’organizzazione di laboratori inclusivi, tirocini formativi, arrivando fino alla attività sportiva con gruppi di riattivazione motoria e yoga nei parchi.

“Tutto Si Muove è una delle associazioni più attive sul nostro territorio – afferma Corrado Bizzini, assessore per Formigine Città sicura e dello sviluppo – e anche nella ripartenza post COVID-19 sta dando un contributo fondamentale per la ricostruzione di occasioni di socialità e aggregazione, ma soprattutto ha colto con entusiasmo l’idea di coinvolgere le attività economiche per sostenere una ripartenza all’insegna di contaminazione e sinergie fra settori della comunità, che permettano a tutti di avere insieme prospettive e speranze migliori: per questo il Comune di Formigine è al suo fianco. Nel rispetto di norme e prescrizioni vogliamo infatti ridare ai nostri cittadini tutti gli spazi possibili per stare insieme”.

Per informazioni 3393073443 o info@tuttosimuove.org. Programma Completo 2020 su www.tuttosimuove.org o facebook.com/TsmTuttoSiMuove

Iscrizioni ai servizi scolastici comunali sassolesi aperte sino al 10 luglio

Tutti i genitori degli alunni che frequenteranno il primo anno della scuola dell’infanzia, della scuola primaria o della scuola secondaria di 1° grado, potranno presentare domanda d’iscrizione on line ai servizi scolastici di mensa, assistenza pre e post scolastica e trasporto scolastico fino al prossimo 10 luglio.

Gli alunni già iscritti a tali servizi nell’anno scolastico 2019-20 non devono ripresentare una nuova domanda per l’anno scolastico 2020-21 in quanto saranno considerati tacitamente riconfermati. La richiesta di agevolazione tariffaria (Isee)  deve invece  essere presentata prima dell’inizio di ogni anno scolastico  ed è valida per l’intero anno scolastico (da settembre 2020 a giugno 2021).

Per tutte le informazioni inerenti:

  • il funzionamento dei  servizi scolastici di mensa, assistenza pre e post scolastica e        trasporto scolastico
  • la presentazione ON LINE delle domande d’iscrizione e la presentazione dell’ISEE

E’ disponibile la “Guida alle iscrizioni ai servizi scolastici e alle agevolazioni tariffarie (Isee) – anno scolastico 2020-21 ” sul sito del sito del Comune di Sassuolo: www.comune.sassuolo.mo.it/Trova Servizi/Servizi On Line/Iscrizioni ai servizi scolastici comunali.

Per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero  0536 880691.

Le attività estive per bambini e ragazzi a Fiorano Modenese

Con l’inizio dell’estate, il Comune di Fiorano Modenese propone diverse attività ludico-ricreative per bambini e ragazzi, in sicurezza nel rispetto delle normative e dei protocolli regionali anticovid. Uno sforzo che l’amministrazione comunale ha deciso di fare per offrire opportunità di aggregazione e il ritrovarsi dei più giovani, dopo mesi di chiusura.

Oltre ai centri estivi comunali, l’amministrazione comunale ha organizzato, dal 23 giugno al 16 luglio, ‘Ludoteca estate 2020’, in collaborazione con il gruppo Babele. Nel giardino del Bla e nel laboratorio interno, due educatrici accoglieranno 14 bambini (7+7) dai 6 agli 11 anni per giocare, ricere, costruire insieme, il martedì, mercoledì, giovedì, dalle 15.30 alle 17.30. L’attività è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria. E’ possibile iscriversi per una o più settimane, presso al Ludoteca comunale, il lunedì dalle 16 alle 19 e il giovedì e sabato dalle 9.30 alle 12.30 (mail ludoteca@fiorano.it). In caso di maltempo le attività saranno annullate.

All’oratorio san Filippo Neri, tutti martedì sera, fino a al 7 luglio i più piccoli (fino ai 10 anni) e le loro famiglie possono ascoltare le letture di ‘Corti-letto’ con l’associazione Librarsi, dalle ore 21, con accesso libero e gratuito.

Sempre all’Oratorio dal dal 22 giugno al 24 luglio, tutti i lunedì, mercoledì, venerdì, dalle 16.30 alle 19, c’è ‘Freepower’ per ragazzi dai 12 ai 17 anni. Le attività sono gratuite (salvo pagamento tessera Anspi) e a pronotazione obbligatoria per un massimo di 20 partecipanti, che saranno divisi in gruppi da 10. I contatti sono Fabio 3489250606, Roberta 3479716579 o l’indirizzo mail info@gruppobabele.it.

Dal 22 giugno al 18 luglio parte invece la ‘Summer school’, sempre all’Oratorio, dalle ore 15 alle 17, il lunedì, mercoledì e venerdì. Un aiuto per i compiti delle vacanze per ragazzi dai 11 ai 13 anni, accesso gratuito su prenotazione per 10 partecipanti.

Al via “Digital Export 2020”, il bando Camere di commercio dell’Emilia-Romagna e Regione

Il Sistema Camerale emiliano-romagnolo e la Regione Emilia-Romagna confermano per il 2020 le azioni di sostegno a percorsi di internazionalizzazione per le imprese del territorio con l’obiettivo rafforzare la capacità delle imprese di operare sui mercati internazionali, assistendole nell’individuazione di nuove opportunità di business anche attraverso azioni di promozione.

Prende così il via il Bando regionale “Digital Export – anno 2020” che prevede la concessione di contributi alle imprese emiliano-romagnole.

Il bando sarà aperto dal 22 giugno (ore 8) e resterà disponibile per la presentazione delle domande fino al 13 luglio (ore 16).

L’iniziativa finanzia, tramite l’utilizzo di contributi a fondo perduto, progetti di promozione su uno o più mercati esteri, da identificare chiaramente nella domanda di contributo, attraverso servizi di consulenza esterna, supportando in maniera prioritaria le imprese che già esportano abitualmente o occasionalmente.

Le attività elegibili, ossia ammissibili per l’ottenimento del contributo, sono: formazione, assessment, temporary export manager (TEM) e digital export manager (DEM), marchio, certificazioni, incontri b2b, fiere e convegni, marketing digitale, business online, sito web aziendale, materiale promozionale.

L’arco temporale per la realizzazione delle iniziative va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020.

Soggetti beneficiari. Le imprese destinatarie del bando devono avere sede legale e/o sede operativa attiva in Emilia-Romagna e un fatturato minimo di 300 mila euro, così come desunto dall’ultimo bilancio disponibile.

Potranno fare richiesta le imprese di micro, piccola e media dimensione, manifatturiere (classificazione Istat Ateco 2007 – sezione C divisioni dalla 10 alle 33 codice primario e/o secondario) e altresì imprese attive nei servizi di informazione e comunicazione (classificazione Istat Ateco 2007 -sezione J divisione 62) e in attività professionali, scientifiche e tecniche (classificazione Istat Ateco 2007-sezione M divisioni 71, 72 e 74).

Il contributo minimo è fissato in 3 mila euro (a fronte di spese complessive pari a 6.000,00 euro). Il contributo massimo è di 20 mila euro (per spese complessive di 40.000,00 euro). Il finanziamento sarà concesso, a saldo, a fondo perduto nella misura  50% delle spese ammissibili.

Maggiori dettagli nel bando disponibile sul sito di Unioncamere Emilia-Romagna www.ucer.camcom.it

Per presentare finalità, contenuti del bando e modalità di partecipazione, è stato organizzato un webinar per la giornata di lunedì 22 giugno (ore 10,30). Iscrizioni on line. Gli iscritti riceveranno il link di accesso al webinar il giorno stesso poco prima dell’evento.

Per informazioni: Unioncamere Emilia-Romagna e-mail: supporto.bandi@rer.camcom.it

 

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