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martedì, 7 Aprile 2026
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Trasporto pubblico per gli studenti il prossimo anno scolastico, la Provincia scrive alla Regione: “Servono più mezzi e personale”

«Per garantire il trasposto pubblico locale, in particolare degli studenti pendolari delle superiori il prossimo anno scolastico, servono più mezzi e più personale, al fine di rispettare i limiti massimi di capienza previsti dall’emergenza Covid-19». E’ la richiesta contenuta in una lettera inviata alla Regione da Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena, scaturita negli incontri, promossi nei giorni scorsi con i dirigenti scolastici superiori, i sindaci e i rappresentanti dell’Agenzia per la mobilità di Modena (Amo) per fare il punto su regole e protocolli di sicurezza sanitaria in vista del prossimo anno scolastico.

Tra i temi affrontati, ritenuti prioritari, oltre agli spazi necessari per garantire il distanziamento nelle aule, è emerso, appunto, quello del trasporto extraurbano degli studenti, tenendo conto che le norme di sicurezza consentono una capienza massima dei mezzi del 60 per cento rispetto all’attuale, come hanno confermato i tecnici di Amo, e dei nuovi orari di ingresso e uscita delle scuole.

La realtà modenese, inoltre, si legge nella lettera, a differenza di altre province, è caratterizzata dalla presenza di 11 poli scolastici superiori con una conseguente elevata mobilità degli studenti.

Da una ricerca di Amo su dati di Seta gli abbonati annuali under 26 nel modenese sono 13 mila di cui dieci mila utilizzano il servizio extraurbano, in gran parte studenti delle superiori per una stima di circa gli 8-9 mila utenti.

Al prossimo anno scolastico sono iscritti oltre 34 mila studenti delle scuole superiori, oltre 500 in più rispetto a quelli attuali.

Dal confronto con dirigenti scolastici e sindaci, inoltre, è emersa la «mancanza di normative certe» a cui devono seguire, si legge nella lettera, da parte del Governo, «criteri, linee guida e protocolli certi e omogenei».

In attesa di indicazioni specifiche, comunque, la Provincia ha avviato la verifica degli spazi e un confronto con le scuole e i sindaci «per adeguare gli edifici scolastici alle norme sul distanziamento di almeno un metro, previste  nel documento del Comitato tecnico scientifico del ministero dell’Istruzione, concentrando sforzi e risorse per garantire il massimo della sicurezza per gli studenti per i docenti e per tutto il personale della scuola».

La Provincia gestisce l’edilizia scolastica superiore in 30 istituti scolastici che utilizzano 62 edifici, 25 palestre, oltre 1400 aule e 500 laboratori.

Gruppo Dentix, l’assessore Colla scrive ai ministri al Lavoro e allo Sviluppo economico: “Necessario attivare un tavolo ministeriale a sostegno della continuità lavorativa”

“Attivare ogni iniziativa necessaria e un tavolo Ministeriale per consentire la continuità lavorativa del gruppo Dentix”. Lo chiede l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, in una lettera indirizzata ai Ministri Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico) e Nunzia Catalfo (Lavoro).

Il gruppo, che conta 60 studi dentistici in tutta Italia, con circa 400 lavoratori, ha anche dieci sedi in Emilia-Romagna.

“Come assessore allo Sviluppo economico della Regione- scrive Colla- segnalo l’allarme lanciato dalle confederazioni nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil riguardo l’incertezza sulla continuità lavorativa al termine della Cassa Integrazione in deroga che scade il prossimo 21 giugno”.

L’assessore chiede quindi ogni iniziativa necessaria a scongiurare queste preoccupazioni, confidando in una risposta positiva e mettendosi a disposizione per ogni iniziativa di competenza regionale.

La stagione estiva a Villa Giacobazzi e a San Michele

oQuattro serate di musica oltre ad un concerto-spettacolo: inizia a prendere forma la stagione estiva del Comune di Sassuolo realizzata in collaborazione con le associazioni del territorio, la Fondazione Toscanini e con il contributo della Regione Emilia Romagna. Ad approvare l’atto d’indirizzo è stata la delibera n°91 del 16 giugno scorso approvata dalla Giunta del Comune di Sassuolo ed in corso di pubblicazione all’albo pretorio.

“Ciò che è accaduto negli ultimi mesi – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Angela Ruini – che ci ha costretti in casa per arginare una pandemia che ha coinvolto tutto il mondo, lasciandoci poi in eredità nuove regole di distanziamento sociale e divieti di assembramenti da seguire, ha purtroppo portato alla cancellazione di tanti eventi ed appuntamenti che erano già stati messi in programma per la stagione estiva. Non potevamo, però, lasciare la nostra città priva di appuntamenti musicali e culturali per tutta l’estate: per questo abbiamo lavorato affinchè almeno i quattro appuntamenti di Villa Giacobazzi e quello programmato a San Michele potessero svolgersi. Si tratta di un primo assaggio di quello che sarà una stagione estiva sicuramente diversa ma non meno coinvolgente: nei prossimi giorni renderemo noti anche i programmi del cinema estivo, che traslocherà dalla corte di Villa Giacobazzi per trovare spazio, tre sere a settimana, in un piazzale Della Rosa più idoneo ad ospitare quanti più spettatori rispettando le regole imposte dal distanziamento sociale, e di una novità per la nostra città: un drive in che per una serata a settimana punta ad essere anche punto di ritrovo per i giovani ed i meno giovani”.

 

Gli appuntamenti alla corte di Villa Giacobazzi avranno una capienza 250 posti max a sedere , ingresso gratuito fino ad esaurimento posti e si svolgeranno:

  • sabato 4 luglio, alle 21: Concerto dell’ Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini
  • lunedì 6 luglio, alle 21: Racconti da Buenos Aires (spettacolo di narrazione, musica e …tango) in collaborazione con Associazione Circolo Amici della lirica Claudio Ughetti fisarmonica, Cristina Vivi flauto, Isabella Dapinguente voce recitante, Maurizio Casini voce narrante
  • lunedì 13 luglio, alle 21: Chiacchierate Concerto , Chopin; in collaborazione con Associazione Preludio, Stefano Malferrari al pianoforte, Gen Llukaci al violino
  • lunedì 20 luglio, alle 21: Concerto dell’ Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini,

Durante le serate  a Villa Giacobazzi sarà attivo il punto ristoro con tigelle e bevande a cura di Anffas e Officina delle idee.

A San Michele, in vicolo la Rocca nell’area Parrocchiale di San Michele, invece si svolgerà:

  • Martedì 28 luglio alle 21: Tributo a Renato Zero (Progetto Sassuolo città attiva) in collaborazione con il circolo culturale “Artemisia” e Parrocchia di San Michele

Siccità, record di acqua distribuita dal Canale Emiliano Romagnolo

All’indomani della Giornata Mondiale contro la Desertificazione il Canale Emiliano Romagnolo vuole stimolare una riflessione molto ravvicinata nel tempo e nello spazio facendo una analisi meteoclimatica dell’area che serve e attraversa con inevitabili influenze sull’irrigazione e le colture. Nel comprensorio dell’Emilia Romagna Centro Orientale infatti – sotteso all’influenza diretta dei benefici idrici del Canale Emiliano Romagnolo – la quantità di precipitazioni caduta dall’inizio dell’anno sino a Maggio è stata la più bassa di sempre, registrata dalla nascita del CER negli Anni ‘50. Solo 70 millimetri nel Ferrarese ed in Romagna e circa 90 mm in provincia di Bologna. Un record perfino se comparata alle medie di Israele uno dei paesi più siccitosi in assoluto cui spesso si fa riferimento; la pioggia è stata appena 1/3 di quella caduta ad Haifa e Gerusalemme, un’area del mondo in cui piovono mediamente nello stesso periodo 300-330 millimetri.

Per queste ragioni di estrema necessità l’attività del canale è iniziata con largo anticipo già da fine Febbraio per salvare i trapianti di bietola da seme che rischiavano di essere compromessi irrimediabilmente per la mancanza d’acqua. Sempre in Febbraio hanno rischiato di soccombere alla siccità le produzioni precoci di colture da foglia come gli spinaci destinati all’industria di surgelati. L’appassimento di centinaia di ettari è stato evitato mediante consistenti prelievi dal Fiume Po da parte del Consorzio CER e della successiva ed immediata distribuzione alle aziende agricole da parte dei Consorzi di Bonifica del territorio: Bonifica Renana, della Romagna Occidentale e della Romagna.

Oltre a questo va considerato che l’acqua prelevata dal fiume Po si è resa indispensabile per alimentare, come di consueto, anche a 3 potabilizzatori romagnoli e all’intero complesso petrolchimico di Ravenna, da sempre collegato e associato al sistema idrico CER. L’assoluta mancanza d’acqua di pioggia è proseguita con severità in marzo, aprile e maggio costringendo le aziende agricole ad irrigare anticipatamente ogni coltura erbacea, comprese alcune centinaia di ettari di frumento ed ad iniziare le irrigazioni su tutti i frutteti e vigneti per non compromettere le produzioni con cascole di frutticini indotte dallo stress idrico. Il 2020 ha ulteriormente dimostrato che il cambiamento climatico sta diventando sempre più severo, con incremento delle temperature medie di quasi 2 gradi in Emilia Romagna e conseguente maggiore necessità di irrigazione per compensare i consumi d’acqua accresciuti. Alle “desertiche” piogge registrate sino a maggio sono seguite alcuni acquazzoni nella prima decade di giugno che, seppur positivi, non hanno raggiunto i 120-140 mm e cambiato la situazione, essendo ben inferiori alla metà di quelle di Israele (330 mm), cioè la metà dell’arido Paese. L’acqua sollevata è distribuita dal CER è stata sino alla prima decade di giugno di 130 milioni di metri cubi; un vero record che ha costretto ad un continuo lavoro le elettropompe e tutti i tecnici operativi addetti agli impianti di sollevamento. Fortunatamente, le piogge cadute in Piemonte e Lombardia hanno mantenuto i livelli del Po a quote idonee al prelievo, seppure in continuo preoccupante calo per settimane.

“Mentre l’acqua del Canale Emiliano Romagnolo sta diventando assolutamente irrinunciabile per l’economia e l’ambiente Emiliano romagnolo – hanno sottolineato il Presidente del CER Massimiliano Pederzoli e il direttore generale Paolo Mannini – il cambiamento climatico sta minando la certezza di un sicuro approvvigionamento dal Po. Il CER è perciò in piena operatività con la sua attività di ricerca sul risparmio idrico con irrigazioni di precisione e sistemi di trasporto dell’acqua intelligenti ed anche con intensi strategici lavori di manutenzione e modernizzazione degli impianti e dei rivestimenti del canale più datati”.

Preoccupati dal peggioramento della crisi climatica come ipotesi di studio si sta anche rivalutando un vecchio progetto di costruzione di un grande bacino idrico sull’Appennino Bolognese di 26 milioni di metri cubi in zona Castrola da collegare al canale per integrare le risorse idriche nei periodi di futura crisi idrica.

 

Per una notte in A14 chiusa l’uscita della stazione di Cesena

notSulla A14 Bologna-Taranto, per lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, dalle 22:00 di venerdì 19 alle 6:00 di sabato 20 giugno, sarà chiusa la stazione di Cesena, in uscita per chi proviene da Pescara/Ancona.
In alternativa si consiglia di uscire alla stazione di Valle del Rubicone o di Cesena nord.

La Ferrari riaccende i motori… (sulle strade di Maranello)

All’alba di oggi Maranello è stata svegliata da un canto molto speciale. La stagione di Formula 1 2020 della Scuderia Ferrari Mission Winnow è infatti finalmente ripartita. E a rendere indimenticabile questo momento, che arriva dopo i mesi drammatici della pandemia, è stato il rombo della SF1000 guidata da Charles Leclerc, protagonista di una passerella su un tracciato assolutamente unico.

Dopo 110 giorni. A tre mesi e mezzo dall’ultima giornata di test sulla pista di Barcellona, esattamente 110 giorni fa, gli uomini della Scuderia hanno riacceso il motore della SF1000 che si è mossa partendo dall’Officina Classiche, nel cuore della stabilimento storico di Maranello, dove un tempo anche il reparto corse aveva la propria sede. Il pilota monegasco è dunque uscito dallo stesso cancello che Enzo Ferrari varcò nella giornata del 12 marzo 1947 con la prima vettura che portava il suo nome: la 125 S.

Luoghi iconici. La SF1000 dopo avere attraversato una via Abetone Inferiore deserta, è transitata davanti alla Gestione Sportiva in via Enzo Ferrari 27 nella quale dal 2015 tutte le vetture di Formula 1 della Scuderia vengono progettate, costruite e sviluppate. Charles ha proseguito il suo percorso sfilando davanti al Museo di Maranello, altra meta fondamentale degli appassionati, nella quale è possibile ammirare alcune delle più belle Ferrari costruite dall’azienda in 73 anni di storia.

Traguardo. Leclerc, il primo pilota dell’era moderna ad aver guidato una vettura di Formula 1 sulle strade di Maranello, ha concluso la propria esibizione imboccando via Gilles Villeneuve e dirigendosi alla leggendaria Pista di Fiorano. Questo circuito, infatti, ha tenuto a battesimo tutte le Ferrari stradali dal 1972 e, fino alla limitazione dei test, è stato il banco di prova per ogni vettura di Formula 1 della Casa di Maranello.

Austria. La lunga pausa forzata è finalmente finita: la SF1000 è tornata a macinare chilometri. La prossima volta che i motori delle vetture 2020 si riaccenderanno sarà venerdì 3 luglio, in occasione delle prime prove libere del Gran Premio d’Austria.

Charles Leclerc #16
“Non sono uno che ama svegliarsi all’alba ma questa mattina c’era un ottimo motivo per farlo. Forse abbiamo svegliato qualcuno ma è stato bello guidare sulle strade di Maranello la SF1000.
È stata una grande emozione poter tornare in macchina oggi e soprattutto farlo su un tracciato così particolare. Rientrare nell’abitacolo mi ha fatto sentire come essere di nuovo a casa.
Ci è sembrato un modo bello e divertente per dire che siamo pronti a tornare in pista. Adesso non vedo l’ora di poter guidare la SF1000 in Austria”.

Coronavirus: trattamento con Tocilizumab, Aifa certifica che il farmaco non produce effetti positivi sui pazienti trattati

ni“Sono soddisfatto del fatto che il nostro sistema sanitario abbia contribuito allo studio clinico sull’utilizzo del farmaco Tocilizumab. Anche se l’indagine che è stata condotta non ha portato i risultati in cui si sperava per la cura dei pazienti colpiti da Covid-19, è stato comunque importante farlo. Perché fare ricerca è l’unico modo che abbiamo per combattere la malattia”.

Così l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini, commenta il risultato reso noto dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) sull’utilizzo del Tocilizumab in pazienti positivi al Covid-19.

Anche i pazienti curati con questo farmaco sul territorio regionale, infatti, sono stati presi a campione nella ricerca nazionale, condotta peraltro senza l’utilizzo di fondi aggiuntivi ma nell’ambito della normale attività clinica, poi sospesa nel momento in cui è risultato evidente che il farmaco non garantisse benefici ulteriori, né – chiaramente – tossicità, già esclusa nella fase di partenza della sperimentazione.

“Fare ricerca- aggiunge Donini- è sempre importante perché, a prescindere dai risultati che in questo caso sostanzialmente attestano la neutralità del farmaco per questo tipo di patologia, si contribuisce ad aumentare la conoscenza. È anche questo un altro passo avanti per la medicina e per la scienza”.

Inps: Prorogato al 31 luglio il termine per la presentazione del Rem

Il termine di presentazione delle domande di Reddito di emergenza è stato prorogato al 31 luglio 2020.
Lo stabilisce l’articolo 2 del decreto legge 16 giugno 2020, n. 52 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 151 del 16 giugno 2020), in deroga a quanto stabilito dal precedente decreto n. 34/2020, che aveva fissato la scadenza al 30 giugno 2020.

Si ricorda che la domanda può essere presentata all’Inps attraverso i seguenti canali:

  • online, dal sito www.inps.it, autenticandosi con PIN, SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) e CIE (Carta di Identità Elettronica);
  • tramite i servizi offerti dai CAF e dai Patronati.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 19 giugno

Sereno o poco nuvoloso per lo sviluppo di modesti addensamenti cumuliformi lungo i rilievi, dove potranno essere possibili deboli e occasionali rovesci. Temperature: minime stazionarie, attorno a 16 gradi e massime senza variazioni di rilievo, o in lieve locale aumento, comprese tra 26 gradi sulla fascia costiera e 29 gradi sulle aree di pianura. Venti: deboli sud-occidentali sui rilievi ma ancora con qualche rinforzo sul settore orientale; nel pomeriggio deboli occidentali con temporanei rinforzi sulle aree di pianura e sulla fascia costiera. Mare: quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

Spiagge, scogliere, opere di difesa: oltre 3,8 milioni di euro per proteggere il litorale tra Ravenna e Cesena

Oltre 3,8 milioni di euro di fondi regionali per gli investimenti di protezione della costa romagnola dall’aggressione marina nel tratto compreso tra il litorale a sud di Ravenna e quello cesenate. Un’iniezione di risorse pubbliche per finanziare progetti già partiti o che partiranno entro l’anno, di ripascimento delle spiagge, manutenzione di scogliere e altre opere di difesa. E tra i lavori più importanti spicca il maxi-investimento da un milione di euro per il dragaggio del porto canale di Cesenatico, i cui lavori partiranno entro il prossimo autunno.

È il quadro degli interventi da realizzare o appaltare entro il 2020 delineato dall’assessora regionale alla Difesa della costa e Protezione civile, Irene Priolo, durante i sopralluoghi fatti in giornata nelle località rivierasche interessate per fare il punto della situazione, con un fitto programma di impegni istituzionali e incontri con gli operatori economici.

La visita dell’assessora nelle località balneari della costa adriatica è iniziata a Milano Marittima, nel cervese, investita il 10 luglio di un anno fa da una violentissima tromba d’aria che ha provocato danni al patrimonio pubblico e privato stimati dall’amministrazione comunale in circa 2 milioni di euro. La furia del vento sradicò circa 2.000 alberi, metà dei quali in 20 ettari di pineta letteralmente rasa al suolo, oltre a danneggiare in modo grave una decina di edifici privati, vari immobili pubblici nel parco-pineta e 5 stabilimenti balneari. Pesanti conseguenze anche per numerosi punti luce, segnaletica stradale e auto private.

La Regione Emilia-Romagna si è mossa rapidamente e solo cinque giorni dopo l’evento calamitoso il presidente Bonaccini aveva firmato la dichiarazione dello stato di crisi regionale. Come primo finanziamento la Regione ha destinato al Comune di Cervia 235 mila euro per gli interventi urgenti (rimozione alberi caduti, sistemazione segnaletica stradale e marciapiedi, ecc.), seguito da uno stanziamento di 500 mila euro per gli operatori balneari ed economici danneggiati.

“Dopo il grave maltempo dello scorso anno, continuiamo a essere vicini all’intera comunità di Milano Marittima con l’obiettivo di far risorgere la pineta distrutta nel più breve tempo possibile- afferma Priolo-. Un grande aiuto in questa direzione può essere rappresentato dal progetto regionale che mettono a disposizione 14,2 milioni di euro per impiantare entro i prossimi 5 anni 4,5 milioni di alberi sul territorio regionale, uno per abitante”.

Tornando agli interventi per la difesa del litorale, in tutto sono stati stanziati 1,2 milioni di euro, di cui 550mila euro per progetti già conclusi, altri 350 mila euro riguardano lavori in corso e 350 mila per lavori al via entro l’autunno. Sono in corso opere di ripascimento dei litorali a Milano Marittima Nord e in varie località del Comune di Ravenna (Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Savio, Punta Marina e Marina Romea Nord), per un importo complessivo di 350 mila euro. I lavori comportano la movimentazione di circa 20 mila metri cubi di sabbia. A Milano Marittima nord, in particolare, si sta svolgendo il ripascimento della spiaggia ed è prevista la realizzazione/ringrosso della duna di protezione invernale con prelievo di circa 5 mila metri cubi di sabbia nell’area adiacente al molo nord del Porto Canale di Cervia.

Nel pomeriggio l’assessora si è trasferita nella vicina Cesenatico, accolta dal sindaco Matteo Gozzoli. Agli interventi lungo la costa cesenate sono stati assegnati quasi 1,6 milioni di euro per 7 cantieri programmati entro il 2020. I lavori, oltre a Cesenatico, interessano anche i comuni di Gatteo, Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli.

Entro il prossimo autunno prenderà il via a Cesenatico anche l’intervento da 1 milione di euro per il dragaggio del porto canale, per rimediare ai danni causati dalle mareggiate dell’autunno 2018. Nel settembre scorso la Regione ha stanziato le risorse, permettendo al Comune di procedere all’appalto dei lavori.

“Si tratta di un insieme di interventi- conclude Priolo- per difendere le spiagge dai danni delle mareggiate e renderle più sicure e accoglienti per i turisti che in queste settimane stanno raggiungendo le nostre località balneari”.

Sempre a Cesenatico si contano altri 5 interventi per oltre 2 milioni di euro di cui è in corso la progettazione: la più rilevante è il maxi-investimento da 1,5 milioni di euro per la nuova Cassa di laminazione arginata a servizio del canale Madonnina, a cura del Consorzio di Bonifica della Romagna.

A ciò si aggiungono altri interventi sempre in corso di progettazione che interessano vari tratti del litorale cesenate in più comuni, compreso Cesenatico: la manutenzione straordinaria delle opere di difesa della costa (186 mila euro), la messa in sicurezza di tratti critici del litorale (180 mila) e il ripascimento degli arenili in erosione (170 mila euro). A disposizione del Comune di Cesenatico, inoltre, un finanziamento di 100 mila euro per un intervento di ammodernamento delle porte vinciane del porto canale.

La giornata dell’assessore nella costa romagnola si è conclusa con la partecipazione all’assemblea annuale della Fondazione Cento di ricerche marine.

Un giardino planetario per la materna Coccapani di Fiorano

Il giardino della scuola materna Coccapani a Fiorano Modenese potrebbe diventare un ‘giardino planetario’, grazie al progetto dell’architetto Bruna Sigillo, vincitrice del Next Landmark 2020, concorso di idee internazionale, promosso dal portale Floornature e sostenuto da Fondazione Iris Ceramica Groups.

Lo scorso anno la scuola d’infanzia è stata oggetto di un importante intervento di adeguamento sismico e di recupero edilizio; il concorso invitava i partecipanti ad agire sull’area esterna, non ancora risistemata, per trasformare lo spazio in un ‘giardino educativo’, ma senza modifiche degli spazi carrabili e conservando gli alberi esistenti.

Nella giuria che ha  scelto il progetto vincitore anche il sindaco Francesco Tosi e il parroco don Antonio Lumare.

“Del cortile-giardino della scuola Coccapani si sono occupati nelle settimane scorse ben 176 architetti in diverse parti del mondo. – ha commentato il Sindaco – La cosa ha anche un bel significato di apertura al mondo e alla ricerca della bellezza, che sempre è una componente dell’azione educativa. I bambini devono crescere in ambienti sani e belli. E’ stato per me un onore partecipare come giuria alla selezione del progetto che verrà realizzato e di questo sono grato alla Fondazione della ceramica Iris. Siamo davanti ad un ulteriore intervento nel campo dell’edilizia scolastica e dell’educazione che si aggiunge a quelli dell’Amministrazione comunale e insieme vanno a costituire una linea precisa del nostro mandato.”

Il progetto, che probabilmente verrà realizzata sempre a cura della Fondazione IRIS prima dell’inizio dell’anno scolastico, inserisce arbusti con fiori che sottolineano l’ingresso e una facciata verde che diventerà il nuovo bordo urbano. Prevede inoltre, tra gli altri elementi, la creazione di un’aula all’aperto, sfruttando il muro di recinzione e le chiome degli alberi, con attrezzature a supporto dell’insegnamento che rispondano ai cinque campi di esperienza. Il giardino oltre ad essere pedagogico ed ecologico, è anche collettivo e produttivo, nel senso che nel tempo, le piantumazioni potrebbero diventare un momento collettivo, mentre i bambini potrebbero curare erbe aromatiche e piante ad uso alimentare.

Centro storico di Formigine, il secondo stralcio verso la fine lavori in anticipo e l’inaugurazione

Si avviano a conclusione i lavori del secondo stralcio per la riqualificazione del centro storico di Formigine. Il cantiere ha interessato la zona di via Trento Trieste antistante il castello e contigua al centro della piazza, già riqualificato nel 2018. Il secondo stralcio ha proseguito l’intervento di rigenerazione secondo il progetto complessivo iniziale vincitore del concorso di idee.

L’area oggetto di intervento è stata la sede stradale (con relative adiacenze) di Via Trento Trieste, il sottoportico del palazzo posto in angolo con via Gandini, per un totale di circa 1800 metri quadri. In sostituzione di asfalto e vecchie pietre in Gneis, sono stati utilizzati i materiali pregiati già scelti per il primo stralcio, ovvero pietre in trachite dei Colli Euganei e sassi piatti burattati (ciottoli di fiume ma adattati per il passaggio pedonale e delle carrozzine). In occasione dell’intervento è in corso di installazione anche per questa zona una nuova illuminazione su nuovi pali con LED a basso consumo energetico,  attrezzati con portastendardi utilizzabili durante gli eventi. Sono inoltre in fase di piantumazione cinque nuovi alberi di pregio, querce già sviluppate per circa 10 metri di altezza ciascuna. L’intervento di ripavimentazione è stato realizzato eliminando  dislivelli, scalini e qualsiasi tipo di ostacolo, per avere una piazza perfettamente fruibile “senza barriere”. I tempi di lavorazione, previsti in 120 giorni, risulteranno a fine lavori ridotti, con circa 30 giorni di anticipo sulla data di consegna del cantiere. Il cantiere stesso è stato anticipato rispetto a quanto inizialmente previsto per poter sfruttare i giorni di chiusura degli esercizi commerciali durante il lockdown, minimizzare i disagi e ottimizzare i tempi: già dal 18 maggio, primo giorno utile per la riapertura, gli esercizi hanno potuto riaprire sfruttando spazi all’aperto rinnovati, maggiorati e distanziati secondo le norme di sicurezza vigenti. L’importo complessivo dell’investimento ammonta a circa 620mila euro (oltre iva), per la maggior parte stanziati dalla Regione Emilia Romagna (434mila euro) con il bando

“Rigenerazione Urbana”, e per la parte restante finanziato con risorse proprie dell’amministrazione. “Continua malgrado le difficoltà del periodo – afferma il Sindaco Maria Costi – il nostro impegno per la riqualificazione degli spazi pubblici, per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per la mobilità sostenibile. A maggior ragione ora queste scelte si dimostrano sensate, con le nuove norme della fase 3 che ci obbligano a riprogettare luoghi e tempi della vita pubblica con un maggiore uso di spazi aperti. Anche la scelta di anticipare i lavori durante il lockdown è risultata vincente, con i nuovi spazi già fruibili, e con tanti giovani che già animano di nuovo il cuore pulsante di Formigine. Il percorso non finisce qui, perchè a breve potremo contare su altri esercizi pubblici che si affacceranno sulla piazza, su altri interventi legati alla sistemazione dei dintorni del castello. Un grande ringraziamento va riconosciuto alla Regione Emilia Romagna che con il bando del 2018 ha riconosciuto la bontà della nostra visione urbanistica, collocandoci al 12esimo posto in tutta la regione e finanziando quindi l’intervento. Ora ci prepariamo all’inaugurazione nelle prossime settimane: nel rispetto delle norme cercheremo comunque di proporre un programma che possa permetterci di trovarci in sicurezza per prendere confidenza con la nuova conformazione della piazza e festeggiare insieme come comunità che si ritrova attorno al suo castello”.

L’Emilia-Romagna guarda al post Covid: in meno di un mese pronto il Piano regionale da oltre 180 milioni di euro per la riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera

Più posti letto in terapia intensiva. Riqualificazione delle aree semi-intensive, riorganizzazione e ristrutturazione dei Pronto soccorso – per rendere strutturale la separazione dei percorsi all’ingresso e garantire così la sicurezza di pazienti e personale – e potenziamento del trasporto inter-ospedaliero dei pazienti. Ma anche strutture mobili per rispondere a eventuali picchi temporanei di fabbisogno di posti letto e percorsi specifici per seguire i pazienti Covid in fase di guarigione clinica.

L’epidemia di Coronavirus ha segnato un vero e proprio spartiacque: molti aspetti all’interno del sistema sanitario, a partire dagli spazi e dai flussi dei pazienti, non potranno essere più come prima e vanno ripensati.

E la Regione è pronta a farlo, grazie al Piano di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera messo a punto, come previsto a livello nazionale, a meno di un mese di distanza dal Decreto legge numero 34 del 19 maggio 2020. Atto che prevede anche finanziamenti ad hoc per il raggiungimento di parametri dall’autunno, che l’Emilia-Romagna sta già centrando e per i quali ha già realizzato e definito gli interventi necessari. A disposizione per l’intero territorio regionale ci sono 183 milioni di euro, per riqualificare nel complesso l’offerta ospedaliera, rendendo così strutturale la risposta all’aumento della domanda di assistenza nelle successive fasi dell’emergenza Covid, ad un eventuale secondo picco epidemico e a fronteggiare ulteriori emergenze epidemiche.

La somma messa a disposizione dallo Stato per la realizzazione del piano comprende: 33,3 milioni di euro per la terapia intensiva; 44,4 per le aree semi-intensive e i letti da riconvertire; 15 milioni per i Pronto soccorso; 2,3 milioni destinati al potenziamento del trasposto in ambulanza con personale specializzato, 88 milioni per il personale necessario ad affrontare l’emergenza in essere, una manovra che interessa circa 4mila persone.

“In nemmeno trenta giorni abbiamo definito un Piano di riorganizzazione straordinario che qualifica ulteriormente la nostra sanità- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, nell’illustrare oggi in videoconferenza l’intervento alla stampa-. Fin da subito abbiamo detto che la ripartenza si doveva basare su alcuni pilastri, fra cui il sistema sanitario pubblico, e di fronte a uno stanziamento straordinario come questo, in Emilia-Romagna ci siamo messi nelle condizioni di partire immediatamente, senza perdere tempo, per tradurre in fatti concreti un investimento che dia risposte alle nuove sfide e ai nuovi bisogni che la pandemia ha fatto emergere. L’obiettivo non è solo quello di rendere strutturale l’assistenza nelle fasi successive dell’emergenza Coronavirus, ma anche di dare servizi sempre più vicini alle esigenze dei cittadini, che cambiano nel tempo e soprattutto dopo eventi drammatici come questo. Con la rimodulazione dei posti letto negli ospedali, una nuova organizzazione e strutture realizzate ex novo come l’hub regionale e nazionale per la terapia intensiva, il nostro servizio sanitario sarà pronto ad affrontare eventuali recrudescenze dell’epidemia e al tempo stesso a garantire un’assistenza sempre più appropriata e sicura. Ancora una volta- concludono Bonaccini e Donini- proviamo a essere all’altezza delle nuove sfide, in particolare con la sanità dell’Emilia-Romagna”.

La terapia intensiva: +196 posti letto in Emilia-Romagna

Prima dell’epidemia di Coronavirus, il Servizio sanitario regionale contava su 449 posti letto di terapia intensiva, tra pubblici (371) e privati (78). Ora lo standard ministeriale prevede, per ciascuna Regione, un incremento strutturale pari a 0,14 posti letto per mille abitanti; per l’Emilia-Romagna si traduce in +192 posti letto di terapia intensiva – di cui 177 già realizzati, alcuni in corso di realizzazione e, solo in minima parte, in fase di progettazione – a cui se ne aggiungono ulteriori 4 da parte del Servizio sanitario regionale che, sommati ai 449 di partenza, portano a 645 le unità disponibili.

Tre i percorsi per raggiungere l’obiettivo: riconversione di posti letto dedicati ai pazienti Covid alle precedenti attività, apertura di nuovi posti letto (il progetto nazionale e regionale Covid Intensive Care), potenziamento complessivo della rete delle Terapie intensive.

Il progetto Covid Intensive Care

Articolato su 6 strutture ospedaliere e ospedaliero-universitarie del territorio – a Bologna, Modena, Parma e Rimini – rafforza il sistema sanitario regionale aumentando la dotazione complessiva di 146 nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva: è l’Hub regionale e nazionale per la Terapia intensiva, a disposizione dell’Emilia-Romagna e dell’intero Paese. Il progetto di Regione e ministero della Salute, annunciato nemmeno due mesi fa, a metà aprile, è già realtà, grazie a un lavoro di squadra e a un investimento di 26,5 milioni di euro (tra fondi statali e donazioni), che rientra nello stanziamento di 33,3.

Una rete territoriale sviluppata all’interno dei nosocomi esistenti, e dunque all’Ospedale Infermi di Rimini (34 nuovi posti letto), al Policlinico Sant’Orsola (14) e all’Ospedale Maggiore di Bologna (34), al Policlinico di Modena (30) e all’Ospedale Civile di Baggiovara (18), sempre a Modena, e all’Ospedale Maggiore di Parma (14).

Focus Piacenza e provincia: dai 17 posti letto di terapia intensiva in dotazione prima dell’emergenza, si è passati a 45 durante il picco epidemico. Il piano prevede di rendere strutturali 52 posti letto, così suddivisi: 36 posti letto di terapia intensiva, a cui se ne aggiungono 16 di semintensiva, già attrezzati con la dotazione impiantistica che ne permette l’immediata conversione in posti letto di terapia intensiva al bisogno.

Strutture mobili per terapia intensiva

Per fronteggiare eventuali picchi temporanei di fabbisogno di posti letto in area critica, il Piano prevede la creazionea livello nazionaledi altri 300 posti letto di terapia intensiva in quattro strutture movimentabili (75 posti per ognuna). La Regione ha già individuato quattro possibili collocazioni, e precisamente nei pressi dell’Ospedale di Vaio (Fidenza), dell’Ospedale Bellaria (Bologna), del plesso ospedaliero Arcispedale Sant’Anna di Cona (Ferrara), dell’Ospedale Santa Maria delle Croci (Ravenna).

Aree semi-intensive: da Piacenza a Rimini 312 posti letto da riconvertire

Riqualificazione di posti letto per l’area semi-intensiva, con relativa dotazione impiantistica: lo prevede sempre il Decreto legge 34. Non solo: in base all’andamento della curva pandemica, per almeno il 50% dei posti letto di semi-intensiva si prevede la possibilità di un’immediata conversione in posti letti di terapia intensiva, mediante l’integrazione delle singole postazioni con la necessaria strumentazione di ventilazione e monitoraggio.

Per l’Emilia-Romagna si calcola che servano 312 posti letto da individuare, riqualificare (nel caso in cui non corrispondano esattamente ai requisiti per le semi-intensive) e riconvertire; il 50% (156) devono essere a loro volta convertibili, in casi di necessità, in posti letto di Terapia intensiva. I 3 ambiti dei posti letto di semi-intensiva sono pneumologia, medicina d’urgenza, area medica (presso ospedali sede di strutture di emergenza con competenze di area critica, pneumologiche e con possibilità di conversione in Covid Hospital). La somma messa disposizione dallo Stato per la realizzazione degli interventi è 44, 4 milioni di euro.

Posti letto di area medica: in Emilia-Romagna 1.471 posti letto su 3.678 da identificare come “immediatamente destinabili”

Garantire una quota di posti letto di area medica (con previsione di un tasso di occupazione al 40%) immediatamente destinabili a pazienti Covid, per fronteggiare eventuali recrudescenze: lo prevede un altro decreto ministeriale, del 30 aprile scorso, relativo al monitoraggio dei posti letto. In Emilia-Romagna, 1.471 su 3.678 posti letto sono da identificare come “immediatamente destinabili”: questi letti, messi in conto per persone affette da Coronavirus, potranno essere identificati nell’ambito dei posti letto pubblici delle malattie infettive, medicina interna e pneumologia,a cui si aggiungono – sulla base dell’esperienza condotta a livello regionale – i posti letto afferenti alla medicina d’urgenza. La scelta dei posti letto dovrà essere coerente con l’identificazione di Covid Hospital o di aree Covid che rispettino le caratteristiche di separazione degli spazi e dei flussi.

Post acuzie: percorsi Covid +

Un altro obiettivo è quello di seguire i pazienti Covid in fase di guarigione clinica, e spesso non ancora “negativizzati”. Occorre pertanto identificare diversi “setting” (e cioè dalla riabilitazione intensiva ospedaliera fino al domicilio) adeguati alla complessità del paziente e alla situazione post infezione. In casi complessi, bisognerà individuare Unità di Medicina riabilitativa, in casi non complessi percorsi riabilitativi definiti dai reparti di area medica. Per i pazienti non ricoverati, verranno messi a punto percorsi riabilitativi tramite i servizi territoriali.

I Pronto soccorso: riorganizzazione e ristrutturazione

Nella fase di picco epidemico, hanno rappresentato uno dei punti del sistema sanitario dove c’è stata maggiore pressione. Pertanto, dovranno essere riorganizzati e ristrutturati con l’obiettivo prioritario di separare i percorsi e creare aree di permanenza dei pazienti in attesa di diagnosi che garantiscano i criteri di separazione e sicurezza, rendendo definitive soluzioni già adottate in modo provvisorio.

Sono state identificate le strutture di emergenza-urgenza ospedaliera (Pronto soccorso e Dea – Dipartimento di Emergenza e Accettazione) che vanno mantenute operative anche nel corso di emergenze epidemiche, in relazione alle caratteristiche di sicurezza delle strutture e alle funzioni previste per il relativo ospedale. Due le tipologie di strutture previste: strutture di riferimento Covid dove si svolge l’intero percorso diagnostico in Pronto soccorso fino all’eventuale ricovero dei casi; altre strutture dove è comunque previsto il percorso di valutazione dei sospetti e la loro permanenza, in attesa di esito del test ed eventuale trasferimento.

Tra i nuovi requisiti per i Pronto soccorso ci sono, ad esempio, le aree di pre-triage, l’area di attesa e l’ambulatorio per pazienti sospetti Covid, l’accesso dedicato ai mezzi di soccorso per pazienti in barella sospetti Covid, l’area di diagnostica radiologica dedicata al percorso Covid. Da Piacenza a Rimini sono 49 i Pronto soccorso generali e specialistici da riqualificare, con i lavori già iniziati in circa 15 di essi. La stima del costo complessivo è di circa 15 milioni di euro.

Potenziamento della rete dell’Emergenza territoriale

Le Regioni sono autorizzate a potenziare la rete dei mezzi di trasporto, anche con personale strutturato, nel servizio di emergenza territoriale, in particolare per i trasferimenti tra strutture Covid, le dimissioni protette e i trasferimenti inter-ospedalieri di pazienti no Covid.

La Regione Emilia-Romagna potenzierà in particolare il trasporto secondario, cioè inter-ospedaliero, di pazienti Covid. E questo sarà possibile mettendo in servizio un’ambulanza h 24 con infermiere e autista soccorritore per ogni centrale operativa 118, due infermieri per centrale operativa dedicati all’ambito “Disaster Recovery”, più medici rianimatori, e una maggiore disponibilità oraria delle ambulanze con infermiere e autista soccorritore anche per l’emergenza territoriale. In concreto, serviranno 17 ambulanze, 85 infermieri, 85 autisti, 6 infermieri per “Disaster Recovery”, 4 medici rianimatori. Anche in questo caso sono previsti finanziamenti statali per l’acquisto delle 17 autoambulanze, per un importo pari a circa 2,3 milioni di euro.

Riparte ‘Freepower’ all’oratorio di Fiorano

Ripartono le attività per i ragazzi presso l’oratorio San Filippo Neri di Fiorano, da lunedì 22 giugno fino al 24 luglio 2020. Il Gruppo Babele, in collaborazione con l’amministrazione comunale e la parrocchia, propongono “Freepower all’oratorio”: attività ludiche, sportive e creative per ragazzi dai 12 ai 17 anni, nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 16.30 alle 19.00.

L’epidemia da coronavirus ha determinato la sospensione delle attività aggregative e di incontro sociale per i ragazzi: potersi ritrovare in oratorio acquista in questo momento un valore speciale.

I pomeriggi si svolgeranno nel rispetto della normativa e dei protocolli regionali per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da covid-19. E’ previsto il triage di accoglienza con misurazione della temperatura corporea, la divisione dei ragazzi in gruppi, il rispetto del distanziamento sociale e le basilari norme igieniche. Per poter garantire queste misure sono necessarie l’iscrizione gratuita e il tesseramento ANSPI annuale al costo di 6 euro.

Per informazioni e iscrizioni i contatti sono Fabio 3489250606, Roberta 3479716579 o l’indirizzo mail info@gruppobabele.it.

Nuovi interventi in via San Pietro 6 dove verrà realizzata la nuova sede della Municipale di Sassuolo

€ 17.432,85 per la messa in sicurezza dell’area di via San Pietro 6 propedeutica alla realizzazione della nuova sede della Polizia Municipale di Sassuolo.

Li ha stanziati la delibera n°97 approvata ieri dalla Giunta del Comune di Sassuolo ed in corso di pubblicazione all’Albo Pretorio, avente ad oggetto “Lavori di rimozione di materiale di riempimento e demolizione parziale di strutture in corrispondenza dell’interrato di via San Pietro per la realizzazione della nuova sede della Polizia Municipale”.

L’approvazione della variante economica, che porta l’ammontare complessivo dei lavori ad € 170.047,42, si è resa necessaria perché in corso d’opera si è riscontrata la necessità di eseguire ulteriori lavorazioni volte a garantire la sicurezza sia all’interno che all’esterno dell’area di cantiere in quanto: i lavori di scavo sono estremamente vicini alla via pubblica, è risultato impossibile procedere, consecutivamente i lavori di rimozione delle macerie, con l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo edificio; la presenza di scavi aperti all’interno dell’area di cantiere, seppur protetti e segnalati, costituiscono un rischio per chi si trovasse ad accedere all’area di cantiere.

La somma stanziata in aggiunta al progetto già approvato e finanziato (€17.432,85) permetterà: la fornitura e l’istallazione di una recinzione da cantiere oltre all’istallazione di un impianto d’illuminazione dell’intera area di cantiere per garantire la sicurezza e l’evidenza dei pericoli anche nelle ore notturne.

Il cantiere è già avviato e le lavorazioni completate nelle parti che riguardano: l’accantieramento e la messa in sicurezza dell’area, il taglio e l’estirpazione degli arbusti presenti a ridosso dell’area, lo svuotamento delle macerie.

(l’immagine si riferisce ai lavori eseguiti nella primavera 2019)

Sabato 20 giugno a Maranello spettacolo itinerante di ‘Materiaviva’

Spettacoli itineranti ed eventi organizzati sul territorio comunale, dal centro alle frazioni: l’estate di Maranello prende il via nei prossimi giorni con una organizzazione pensata anche per evitare assembramenti di persone, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza legate all’emergenza sanitaria. Tra giugno e luglio l’amministrazione comunale propone ai cittadini un programma di iniziative, tra il centro e le frazioni, che spaziano dalla musica dal vivo agli spettacoli, dal teatro per i bambini alle letture: un ricco calendario di appuntamenti per tornare a vivere il territorio in sicurezza.

Dopo il successo della mostra mercato “Salotto in fiore” dello scorso weekend, questo fine settimana sono in programma due appuntamenti nel centro di Maranello. Sabato 20 giugno dalle 21.30 strade e piazze cittadine si animeranno con “Materiaviva performance”, suggestivo spettacolo itinerante della compagnia di attori, danzatori, circensi e artisti di strada: uno show di teatro circo che unisce al gusto estetico dell’immagine costumi dal grande impatto visivo e lo stupore della tecnica circense. Durante la serata, la compagnia si muoverà a partire da Piazza Libertà e nelle strade del centro, in un’atmosfera onirica tra gioco e danza, sui trampoli o in equilibrio su monocicli: uno spettacolo per adulti, bambini e chiunque vorrà sognare e sorridere. Domenica 21 sarà invece la volta del concerto degli Animal’s House (in piazza alle 19), band maranellese che dal 1992 propone un repertorio pop-rock dagli anni 60 agli 80. Sempre la musica sarà protagonista del concerto di sabato 27 a cura dell’associazione modenese “Amici del Jazz”, con un live itinerante che da Piazza Libertà si muoverà lungo strade, con il quartetto Bourbon Street 4tet a proporre un repertorio di classici del jazz tipico delle “brass bands” delle origini. Ma non è tutto: altri appuntamenti riguarderanno le località, come le serate dedicate alla “Divina Commedia” di Dante Alighieri, con letture e musiche nelle piazze e nei parchi del territorio, con Gian Carla Moscattini, Franca Lovino e il maestro Gentjan Llukaci ad illustrare i canti più significativi del Purgatorio e del Paradiso, tra parole e suggestioni (prima serata giovedì 25 giugno a Torre Maina nel Sagrato della Chiesa Parrocchiale) e, in luglio, i cinque spettacoli di teatro dei “Burattini nel parco”, tra Maranello e le frazioni, rivolti a bambini e alle famiglie.

Cultura di pace e diritti: la Regione sostiene e promuove iniziative di Enti locali e associazioni

Incontri, iniziative per le scuole, premi, mostre e laboratori. La Regione Emilia-Romagna lancia un bando per progetti, promossi da enti locali e terzo settore, per sostenere una cultura della pace e dei diritti.

In linea con l’obiettivo 16 di Agenda 2030, delle Nazioni Unite, dedicato alla promozione di società pacifiche ed inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile, vengono finanziate iniziative che facilitino e promuovano la crescita di una società in questo senso, congiuntamente ad una cittadinanza consapevole e alla responsabilità sociale. Per i progetti del 2020 sono a disposizione 190 mila euro.

Il bando, on line dal 22 giugno al 20 luglio, sarà disponibile nei prossimi giorni al link :https://bandi.regione.emilia-romagna.it/search_bandi_form , mentre la delibera ; approvata dalla Giunta regionale è già on line.

Nel corso degli anni, grazie ai contributi previsti dalla Legge per promuovere una cultura di pace (12/2002), sono stati realizzati importanti momenti di incontro e riflessione di rilievo regionale come il Popoli Pop Cult, incontro tra generazioni, popoli e culture attraverso la musica a Bagnara di Romagna, il Festival Francescano di Bolognaconconferenze, spettacoli, attività didattiche e momenti di spiritualità,  il Festival dei Diritti di Ferrara, e ancora iniziative rivolte alle scuole, tra cui il Premio per la Pace Giuseppe Dossetti, e poi mostre, laboratori e spettacoli teatrali.

Il bando 2020, in continuità con gli anni precedenti, sostiene progetti finalizzati a sensibilizzare la comunità regionale, con particolare attenzione ai giovani, alla cultura della pace e della nonviolenza, a promuovere lo sviluppo dei diritti umani, la non-discriminazione e la valorizzazione delle diversità, a incentivare il dialogo interreligioso e promuovere una riflessione su cultura, economia ed ambiente come fattori generatori di contesti di sviluppo inclusivi e sostenibili.

Presentazione delle domande

Le domande di contributo dovranno essere presentate sulla piattaforma informatica Sfinge 2020 da lunedì 22 giugno, alle ore 10, fino a lunedì 20 luglio 2020, alle ore 17.

I progetti presentati dovranno essere realizzati entro il 2020. Saranno valutate tutte le iniziative che si concludano dopo il 31 agosto e saranno ritenute ammissibili le spese sostenute nell’anno solare 2020.

Consiglio comunale a Fiorano giovedì 18 giugno presso il teatro Astoria. Diretta streaming

Il presidente Alessandro Reginato ha convocato il Consiglio comunale di Fiorano Modenese per giovedì 18 giugno 2020 presso il teatro Astoria, alle ore 19.30. La seduta sarà trasmessa in diretta sul canale you tube del Comune di Fiorano Modenese.

Ordine del giorno:

  1. Relazione della consigliera Maria Luisa Cuoghi sul primo anno di iniziative realizzate in attuazione dell’incarico alle “Pari Opportunità”.
  2. Interrogazione presentata dal Consigliere Roggiani del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Installazione nuove antenne con tecnologie 5G ed emissioni elettromagnetiche”.
  3. Interrogazione del consigliere Bastai del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Opere previste per il cimitero di Fiorano”.
  4. Interrogazione presentata dal consigliere Bastai del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Illuminazione e varie”.
  5. Moratoria rate in conto capitale per mutui FGP – Provvedimenti.
  6. Espressione parere, ai sensi del D.P.R. n. 327/2001, in merito alla proposta di variante urbanistica per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio in funzione della costruzione ed esercizio dell’impianto elettrico interrato denominato: “Nuova dorsale MT fascio Atlas per nuova fornitura ceramica Atlas Concorde” nel comune di Fiorano Modenese (MO).
  7. Acquisizione al demanio comunale di aree utilizzate per la realizzazione di rotatorie stradali.
  8. Costituzione di servitù di metanodotto su aree di proprietà comunale in favore di SNAM Rete gas S.p.a.
  9. Ordine del giorno aggiuntivo presentato dal Consigliere Roggiani del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto:“Progetto e realizzazione campo da calcio di Ubersetto”.

 

Aggiornamento circa le chiusure sulla A1

Sulla A1 Milano-Napoli, è stata posticipata di due ore la chiusura della stazione di Modena nord, in uscita per chi proviene da Bologna, rispetto alla pianificazione iniziale.
L’uscita della stazione di Modena sarà pertanto chiusa dalle 00:00 alle 6:00 di giovedì 18 giugno.

In alternativa si consiglia di uscire alla stazione di Modena sud, sulla stessa A1, o di Campogalliano, sulla A22 Autostrada del Brennero.

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Sempre sulla A1 Milano-Napoli, per lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, dalle 21:00 alle 24:00 di mercoledì 17 giugno, sarà chiuso il ramo di svincolo di immissione sulla A22 Brennero-Modena, per chi proviene da Bologna ed è diretto sulla A22 Autostrada del Brennero.

In alternativa si consiglia di uscire alla stazione di Modena nord, sulla A1, percorrere Tangenziale nord di Modena, Via per Modena e Via del Lavoro, con rientro sulla A22, alla stazione di Campogalliano.

SGP, il gruppo consiliare PD di Sassuolo: “forse bisogna rinfrescare la memoria all’attuale giunta”

“L’attuale giunta ancora attacca su SGP, come se non avesse memoria. Forse bisogna rinfrescargliela. Facciamo  un po’ di storia, partendo dall’ultimo bilancio del 2013, della gestione “Caselli/Menani” che dopo 5 anni di amministrazione aveva una perdita di euro 48.599.000 circa,  comprensivo di una svalutazione di euro 38.363.000.

L’amministrazione Pistoni, quando ha cominciato a governare, come è ben noto, si è trovata SGP in questa situazione, mentre intanto  i bilanci preventivi del Comune e della Società  non erano stati approvati, il bilancio consuntivo del comune non era stato approvato, il concordato in continuita’ non era stato approvato. Il concordato abbozzato dalla giunta Caselli non era sostenibile per le casse comunali, a causa dell’allora vigente patto di stabilità. Lasciamo a parte i debiti  accumulati negli ultimi 10 anni prima della Amministrazione Pistoni , debiti già ampiamente raccontati .  Facciamo però il confronto con la situazione che si è trovata la giunta Menani, che invece  ha trovato i bilanci del comune approvati, il bilancio preventivo di SGP approvato. Una situazione di regolarità amministrativa che avremmo voluto anche noi ereditare, ma non è stato così.

Va ricordato anche  che SGP, durante la gestione Cavallini, dal 2014 al 2018  ha  portato i i bilanci della società in utile; a ciò va aggiunta  la gestione del  2019, positiva per 211000 euro,  a parte la svalutazione di legge per la mancata  alienazione di immobili merce.

Alcune osservazioni alle affermazioni del Sindaco: si ha l’impressione che ripeta cose che gli vengono suggerite senza conoscerle, come in altre occasioni.

La nostra giunta ha sempre avuto un impegno morale, quello di  pagare al 100% i debiti sia del comune che di SGP, in particolare verso i fornitori, ditte che hanno lavorato per la collettività ; era per noi un impegno morale perché , essendo SGP il braccio operativo di servizi pubblici, che il comune avrebbe comunque dovuto effettuare se SGP non fosse stata creata, i fornitori di beni e servizi che erano stati  chiamati sapevano di lavorare per il comune, di fatto per l’ente pubblico.

Se Menani ha la memoria corta è il caso di ricordargli i nuovi debiti fatti dalla Giunta Caselli -Menani ; ben diversamente si è comportata la  giunta successiva che ha dovuto gestire il disastro dei conti e anche i nuovi debiti contratti dalla giunta Caselli Menani. Inoltre ci piacerebbe sapere come fa il Sindaco a promettere  un risparmio di 15 milioni con le banche. Occorre ricordargli che per gestire il Comune e Sgp bisogna farlo dagli Uffici e non dalla piazza o dal bar. Fare un concordato meno nobile per i creditori in genere (fornitori, Comune e banche) avrebbe significato speculare sui propri cittadini e sul lavoro delle imprese che avevano lavorato per SGP e quindi per il Comune e che pensavano di incassare il 100% per il lavoro fatto.  Purtroppo ancora una volta dobbiamo constatare che l’attuale amministrazione ed i suoi consiglieri vanno nella direzione opposta.

Ricordiamo anche che senza l’accordo con le banche sarebbero falliti sia il Comune che SGP.  Infatti alcune banche (non tutte) avevano garanzie fidejussorie a prima chiamata del comune , il quale non sarebbe stato in grado di farvi fronte se le banche avessero richiesto di escutere la fidejussione . Quello che qualcuno non vuole ricordare è che tutte le garanzie fidejussorie  a prima chiamata  sono state concesse dal Consiglio comunale della giunta Caselli/Menani.  La più rilevante, per circa 20 ml  (frutto di una gara avviata dall’allora amministratore di SGP sig. Maleti)  è stata deliberata a novembre 2009.   Senza pensare al prestito di 3 milioni di euro da restituire in un biennio, altro passaggio determinante;  ancora una volta ricordiamo , a chi ha la memoria colpevolmente corta, che senza l’accordo con le banche, che avevano dato le garanzia al Comune,  non si sarebbe chiuso il concordato, in quanto abbiamo ottenuto una moratoria di due anni per il pagamento delle rate e nuova finanza.

Senza questi interventi non avremmo potuto fare fronte agli impegni del concordato nei confronti dei fornitori e altri debiti. Per ottenere la nuova finanza abbiamo dovuto dare nuove  garanzie , visto che la fiducia nei confronti del Comune era ovviamente scemata in una condizione di possibile fallimento.

Un’ultima annotazione sulle aste: il valore degli immobili è stato sottoscritto   da un perito di nomina del tribunale  un perito  di fiducia del Commissario Giudiziale. Le aste devono essere fatte dal Liquidatore Giudiziale membro degli organi della procedura. Il concordato è stato omologato alla fine del 2015; la omologazione conteneva anche nomina del Liquidatore Giudiziale dei beni immobili di SGP su cui venne fatta una gara poi aggiudicata. Se Menani ritiene di fare dei rilievi sull’operato degli organi della procedura deve non certo rivolgersi ai consiglieri del Pd , ma a questi.

Facciamo comunque notare che dal 2014 i tempi di attuazione erano decisi dalla procedura concorsuale. Bene i risparmi fatti e la verifica dei crediti. Bene la chiusura del concordato come era prevista, con il pagamento dell’ultima tranche ai fornitori, entro il 2020.

Un’ultima nota.

Sgp e’ stata creata come società in-house in un periodo dove molte amministrazioni comunali sia di centrodestra  che di centro sinistra, (come in  Veneto, Lombardia e in Emilia Romagna) , compresi tutti i comuni del distretto ceramico, hanno creato società’ in-house per la gestione di servizi e/o manutenzioni degli immobili ma anche altri servizi pubblici. Giusto o sbagliato che fosse , oggi la società esiste ed è operativa, ed è legittimata dal Testo Unico delle Società partecipate ; anzi va gestita al meglio “come fosse un servizio del Comune” come dice la legge e come buon senso vorrebbe per il bene dei cittadini.

Se si intende chiuderla bisogna spiegare bene il perchè e motivare perchè si vuole rinunciare ai benefici a cui bisognerebbe rinunciare. A partire dalla perdita dei rimborsi IVA che superano ogni anno il milione di euro.

 

Il Codacons scende in campo a tutela dei cittadini dell’Emilia Romagna coinvolti nel caso Dentix

“Come noto la società, a seguito dell’emergenza Covid, ha chiuso le proprie cliniche presenti in regione, e al momento non si ha alcuna certezza sulla possibilità di riapertura dei centri odontoiatrici. Una situazione che – afferma il Codacons – ha gettato nel panico migliaia di pazienti che hanno avviato cure presso i centri presenti in Emilia Romagna o acceso finanziamenti per ricevere le prestazioni sanitarie”.

“In loro favore il Codacons ha già presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per le possibili fattispecie di truffa e insolvenza fraudolenta, e mette da oggi a disposizione un ulteriore servizio agli interessati: un modello di denuncia da presentare alla magistratura, primo passo per segnalare la propria posizione e tutelare giuridicamente i propri interessi in caso di chiusura definitiva dei centri Dentix, e che consentirà la futura costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni materiali e morali subiti. Modulo che sarà pubblicato in queste ore sul sito dell’associazione”.

Il Codacons ricorda inoltre che “chi ha avviato finanziamenti per avvalersi delle cure odontoiatriche può, in base alla legge, chiedere la risoluzione del contratto di finanziamento per gravi motivi di inadempienza, sospendere il pagamento delle future rate e ottenere il rimborso di quelle già pagate.

Proprio per aiutare i cittadini dell’Emilia Romagna coinvolti nel caso Dentix – conclude la nota – uno staff di legali Codacons fornirà informazioni e assistenza al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17″.

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