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lunedì, 6 Aprile 2026
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Ecco l’Hub regionale e nazionale per la Terapia intensiva: oggi l’inaugurazione a Bologna, Modena e Parma, dopo quella di ieri a Rimini

Dopo Rimini ieri, oggi è la volta dell’inaugurazione dei nuovi spazi di Bologna, Modena e Parma. È l’Hub regionale e nazionale per la Terapia intensiva, a disposizione dell’Emilia-Romagna e dell’intero Paese: il progetto di Regione e ministero della Salute, annunciato nemmeno due mesi fa, a metà aprile, è già realtà, grazie a un lavoro di squadra e a un investimento complessivo di 26 milioni di euro.

Articolato su 6 strutture ospedaliere e ospedaliero-universitarie del territorio – a Bologna, Modena, Parma e Rimini – rafforza il sistema sanitario regionale, pubblico e universalistico, aumentando la dotazione complessiva di 146 nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva: spazi utilizzabili da subito per curare pazienti in situazioni critiche che richiedano questo tipo di assistenza specialistica nell’ambito dell’attività ordinaria, e ai quali ricorrere per gestire un’eventuale nuova ondata epidemica di pazienti Covid, provenienti anche da altre regioni, o qualsiasi altra emergenza.

Con la concreta possibilità che possano ospitare parte dei pazienti ancora oggi ricoverati in terapia intensiva in reparti Covid di altri ospedali, permettendo a tali strutture di tornare appunto all’erogazione di servizi e prestazioni fornite prima dell’emergenza.

Una Rete territoriale sviluppata all’interno dei nosocomi esistenti, che si integra in essi ed entra a pieno titolo negli spazi operativi della sanità emiliano-romagnola e italiana, dislocata all’Ospedale Infermi di Rimini (34 nuovi posti letto di terapia intensiva), al Policlinico Sant’Orsola (14) e all’Ospedale Maggiore di Bologna (34), al Policlinico di Modena (30) e all’Ospedale Civile di Baggiovara (18), sempre a Modena, e all’Ospedale Maggiore di Parma (14).

Vanno poi considerati i 45 posti letto di terapia intensiva creati nella provincia di Piacenza, una delle aree più colpite in Italia,durante la crisi da Coronavirus, che diventano strutturali all’interno della sanità regionale pubblica.

Dei 26 milioni investiti, 5 milioni sono fondi raccolti con la campagna regionale “Insieme si può”, che ha visto tantissimi cittadini, imprese, fondazioni, istituti bancari fare donazioni e per la quale si sono prestati numerosi testimonial fra giornalisti, attori, musicisti e cantanti, sportivi, ricercatori (è in corso di ultimazione la realizzazione del portale dedicato con la rendicontazione di tutte le risorse e del loro utilizzo).

È stato il ministro della Salute, Roberto Speranza, insieme al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a visitare oggi alcuni dei punti dell’Hub delle Terapie intensive: la giornata è iniziata in mattinata all’Ospedale Maggiore di Bologna – presente anche la vicepresidente Elly Schlein – per proseguire all’Ospedale di Baggiovara (Mo) e, nel primo pomeriggio, al Maggiore di Parma. A chiudere il programma, Piacenza, per recarsi al Pronto Soccorso e per l’incontro con il personale sanitario, per settimane, encomiabile, sempre in prima fila – come ha detto Bonaccini: “Siete stati l’orgoglio dell’Emilia-Romagna, non lasceremo solo questo territorio” – e infine in Comune.

Con il ministro e il presidente della Regione, presenti nelle varie tappe anche l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, la vicesindaca Valentina Orioli a Bologna e i sindaci Gian Carlo Muzzarelli a Modena, Federico Pizzarotti a Parma e Patrizia Barbieri a Piacenza.

“Siamo al lavoro per rafforzare il servizio sanitario nazionale- afferma il ministro Speranza-. La lezione del Covid-19 ci dice che la difesa del diritto alla salute viene prima di tutto. Perciò va archiviata per sempre la stagione dei tagli e dobbiamo continuare ad investire come fatto negli ultimi mesi”.

“Quello che inauguriamo oggi è un progetto importante e innovativo, che in tempi rapidi vede l’Emilia-Romagna mettere a disposizione del proprio territorio e di tutto il Paese una struttura d’eccellenza, che rafforza la sanità regionale e quella nazionale- afferma il presidente Bonaccini-. Investire nella sanità pubblica e universalistica, che curi chiunque abbia bisogno senza alcuna distinzione, è la strada per ripartire e ricostruire, scegliendo una rete di servizi diffusa nei territori. Un impegno che abbiamo condiviso col Governo, che ringrazio per questo, dovuto anche ai tanti che non ci sono più a causa della pandemia, ai loro familiari e a chi ancora sta soffrendo. Questo progetto è frutto di competenze e risorse, incluse le generose donazioni dei nostri concittadini per la raccolta fondi voluta dalla Regione: anche in questo caso ringrazio per tanta disponibilità, una dimostrazione di fiducia che vogliamo raccogliere dando risposte concrete. Dopo mesi drammatici- aggiunge il presidente-, la situazione finalmente è migliorata, ma questo non significa assolutamente abbassare la guardia. Se ce la stiamo facendo è stato grazie all’impegno di tanti, primi fra tutti i professionisti e gli operatori che hanno lavorato e che lavorano ogni giorno nelle nostre strutture sanitarie, e ai quali non mi stancherò mai di dire grazie. Rappresentano un patrimonio prezioso- conclude Bonaccini- che vogliamo valorizzare e sul quale vogliamo continuare a puntare”.

“Anche se i dati degli ultimi giorni relativi all’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna ci confortano e fanno ben sperare, dobbiamo rimanere vigili e continuare nella nostra azione di contrasto al virus- ricorda l’assessore Donini-. Con l’inaugurazione di oggi, il quadro della Rete che potenzierà le cure intensive in regione, e che sarà al tempo stesso a servizio di tutto il Paese, è completato. Un traguardo, questo, che abbiamo raggiunto in tempi rapidi e con un grande sforzo collettivo; lo vorrei dedicare- aggiunge l’assessore- a tutti i professionisti della sanità che non sono mai venuti meno ai loro compiti, dedicandosi con abnegazione assoluta ai pazienti e lavorando in condizioni estremamente difficili. E anche a coloro che, nonostante tutti i tentativi fatti per salvarli, purtroppo ci hanno lasciato e che non dimenticheremo mai”.

Semplificazione, finanziamenti e aiuti: ecco le misure della Regione per sostenere imprenditori e lavoratori agricoli discusse con Coldiretti

Un tavolo semplificazione regionale per rendere più facili e veloci tutte le procedure amministrative, i contributi per sostenere agriturismi e giovani imprenditori nella fase di ripresa delle attività post emergenza coronavirus, il punto sulla richiesta avanzata dalla Regione al Governo per la dichiarazione dello stato di calamità per le imprese colpite dalle gelate di aprile.

Sono questi i punti principali affrontati ieri, giovedì 4 giugno, nel corso di un incontro tra l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, e il consiglio regionale di Coldiretti, che si è svolto nella sede dell’associazione a Bologna, in via Galliera.

“Un incontro molto importante e produttivo- ha dichiarato Mammi- che ci ha permesso di condividere idee e intenti comuni sul futuro agricolo del territorio regionale. Ho ascoltato con attenzione i problemi e le proposte che mi sono state sottoposte e sono convinto che ci siano tutti gli elementi per poter lavorare insieme”.

Tra le nuove misure individuate dalla Regione per rendere più rapida e veloce l’azione amministrativa, il lancio imminente di un “tavolo di semplificazione” sulle procedure e le azioni dell’assessorato, al quale, oltre a tecnici e funzionari di Viale Aldo Moro, verranno coinvolte le confederazioni agricole. E poi l’estensione dei contributi da 1500 a 2mila euro per le strutture agrituristiche alle prese con gli effetti del lungo lockdown. Ancora, l’esaurimento delle graduatorie dei bandi presentati dai giovani imprenditori agricoli, per un valore complessivo di 15,5 milioni di euro per 72 progetti finanziati.

Infine, il punto sulla richiesta già inoltrata al Parlamento e alla ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, per la deroga alla legge 102 a favore di finanziamenti per le devastanti gelate che hanno interessato l’ortofrutta emiliano-romagnola tra la fine del mese di marzo e gli inizi di aprile e che hanno causato ingenti danni ad aziende e lavoratori.

Da parte di Coldiretti, illustrate tre proposte di iniziative legislative su agricoltura sociale, agriturismi e credito d’imposta.

“Ringrazio Coldiretti per il lavoro svolto in questi mesi difficili, per i suggerimenti e gli stimoli costanti- ha sottolineato Mammi al termine dell’incontro-. Grazie anche per i servizi erogati sul territorio e per quanto fa ogni giorno nel rappresentare le esigenze delle imprese agricole. Un lavoro prezioso portato avanti con lungimiranza, fondamentale per chi deve prendere decisioni pubbliche e istituzionali in un settore così rilevante per la vita di tutte le nostre comunità e per il futuro del Paese”.

“Confronto, dialogo, ascolto saranno un metodo costante che ho garantito al consiglio regionale di Coldiretti e confermerò con azioni concrete- ha chiuso l’assessore-. Nel rispetto dei ruoli la piena volontà di collaborare per l’interesse generale dello straordinario sistema agricolo dell’Emilia-Romagna”.

Cimice asiatica: Coldiretti, pubblicato decreto per la presentazione degli indennizzi per i danni del 2019

Coldiretti già operativa per raccogliere la necessaria documentazione e presentare le domande per i propri associati. Entro il 17 luglio la scadenza dei termini.

Pubblicato il decreto ministeriale che riconosce il carattere di eccezionalità dei danni provocati da cimice asiatica sulle colture frutticole nell’anno 2019, così come proposto dalla Regione Emilia-Romagna su pressante richiesta di Coldiretti.

Entro i 45 giorni dalla data di pubblicazione, ovvero entro e non oltre il 17 luglio, le aziende interessate potranno fare richiesta degli interventi previsti dal decreto 102/200 (indennizzi ed altri interventi di sostegno alle imprese).

Gli uffici di Coldiretti sono già pronti per l’inserimento delle domande sul portale regionale e tutte le aziende saranno contattate nei prossimi giorni per predisporre le richieste in oggetto. Per ogni informazione e chiarimento i tecnici degli uffici C.A.A. Coldiretti sono a disposizione delle aziende agricole.

Maranello del ‘Bike to Work’

Maranello potrà usufruire del contributo regionale ‘Bike to Work’, che tra le altre cose darà ai suoi cittadini la possibilità di ottenere uno sconto sull’acquisto di biciclette e monopattini. La conferma è arrivata oggi dalla Regione, con la quale l’amministrazione comunale ha dialogato costantemente nelle ultime settimane per essere inserita nella lista dei destinatari, nonostante non raggiungesse la soglia dei 30mila abitanti.

“E’ senz’altro una buona notizia per i maranellesi – commenta il sindaco Luigi Zironi – e conferma ancora una volta l’efficacia del lavoro fatto nell’ambito della mobilità sostenibile, sulla quale stiamo puntando molto. Ad esempio, la firma posta in precedenza dal nostro Comune sul Pair, il Piano aria integrato regionale che alcuni mesi fa abbiamo deciso autonomamente di sottoscrivere, è risultata decisiva per accedere a questo finanziamento. Che va comunque ad aggiungersi ad una serie di azioni già intraprese, rivolte allo stesso obiettivo: promuovere l’uso della bici sul nostro territorio, sia per i percorsi casa-lavoro e casa-scuola, sia per il turismo. L’approvazione del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, e quella più recente del Biciplan, che a livello distrettuale punta di fatto a raddoppiare i chilometri di piste ciclabili, vanno nella stessa direzione”.

I fondi del ‘Bike to Work’, che per ogni Comune sono stati commisurati al numero di abitanti, per Maranello ammontano a circa 18mila euro. In linea con i criteri del progetto regionale, metà di questa somma verrà utilizzata per gli sconti sull’acquisto di biciclette – anche a pedalata assistita – e monopattini elettrici a favore dei cittadini, ai quali l’amministrazione rimborserà una parte della spesa sostenuta in presenza di una ricevuta. La percentuale e il tetto degli sconti – che saranno inferiori rispetto a quelli fissati per il bonus bici statale per le città oltre i 50mila abitanti – verranno definiti nelle prossime settimane, in attesa delle risorse che saranno liquidate dalla Regione entro fine luglio. L’idea è quella di studiare criteri di erogazione uniformi insieme agli altri Comuni del Distretto ceramico, trovando il giusto equilibrio tra l’ampiezza della platea e l’entità del bonus che spetterà ad ogni nucleo familiare.

L’altra metà del finanziamento, 9mila euro circa, verrà invece investita in un progetto destinato alle imprese del territorio. Le aziende locali potranno infatti aderire volontariamente ad un accordo con il Comune, per sperimentare una app che incoraggia i dipendenti ad usare la bici per andare al lavoro. Una volta installata l’applicazione sul proprio smartphone, tramite gps verranno calcolati i chilometri percorsi in bicicletta lungo il tragitto casa-azienda. E al dipendente sarà poi versato un contributo rapportato alla distanza coperta pedalando.

“La possibilità di coinvolgere le aziende locali – aggiunge il sindaco Zironi –  è un valore aggiunto per questo progetto: mi appello fin da ora agli imprenditori del nostro territorio per collaborare a questa sperimentazione, nella quale il Comune farà senz’altro la sua parte. In poche mosse possiamo spronare tante persone ad utilizzare di più la bicicletta nella quotidianità, con evidenti vantaggi per la salute e per l’ambiente. La recente realizzazione di tre nuovi tratti di ciclabili e di due velostazioni a Maranello dimostra in modo tangibile la volontà di questa amministrazione di creare le condizioni ideali perché si possa vivere la nostra città in modo sempre più sano e sostenibile”.

I quattro Comuni del Distretto ceramico stanno anche tentando di entrare nella platea del bonus bici statale, rivolto alle realtà che superano i 50mila abitanti. Formigine, Fiorano, Maranello e Sassuolo, tutti esclusi in prima battuta, hanno già coinvolto per un sostegno i parlamentari modenesi. L’intenzione è fare massa critica per far valere il concetto che il Distretto, con i suoi 110mila abitanti e la sua rete ciclabile condivisa, possa essere considerato in questo caso come un’unica città.

Cassa integrazione in deroga, l’assessore Colla: “Occorre che il Governo dia continuità all’ammortizzatore sociale scongiurando ‘vuoti’ di liquidità”

“Occorre dare continuità allo strumento della cassa in integrazione in deroga per Covid-19. È fondamentale che il Governo intervenga tempestivamente affinché imprese, lavoratrici e lavoratori tra pochi giorni non si trovino davanti ad un ‘vuoto’ di liquidità che comporterebbe ulteriori difficoltà per tante famiglie, già provate dal lungo lockdown”.

Così l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, ribadisce con fermezza la necessità emersa nel corso della IX Commissione (Istruzione, lavoro, innovazione e ricerca) della Conferenza delle Regioni e Province autonome riunitasi nella giornata di ieri. Gli assessori regionali al Lavoro hanno concordato di inviare una richiesta al Governo affinché venga adottato un provvedimento urgente che superi lo ‘spezzettamento’ della cassa integrazione in deroga previsto dal Decreto Rilancio per i periodi successivi alle 9 settimane già precedentemente riconosciuti dalle Regioni (13 settimane per la Regione Emilia-Romagna), ovvero 5 settimane fino al 31 agosto e altre 4 dal 1° settembre al 31 ottobre 2020.

“Dopo la crisi sanitaria – aggiunge l’assessore Colla – dobbiamo scongiurare una crisi sociale evitando che si creano ulteriori tensioni. Per questo anche come Regione Emilia-Romagna chiediamo al Governo anche un prolungamento del periodo di utilizzo degli ammortizzatori sociali che consenta di coprire maggiormente questa fase di ripartenza. Per molte settimane ancora l’impiego della forza lavoro sarà inevitabilmente ridotto rispetto agli standard pre-Covid. per questo dobbiamo pensare a come accompagnare al meglio i lavoratori per tutto il periodo che sarà necessario per passare alla Fase 3 della ripresa”.

A Ferrara nascerà entro il 2022 la “Cittadella” della protezione civile

Prima la consegna dei lavori per la nascita entro il 2022 nel capoluogo estense del Centro unico per l’emergenza di protezione civile regionale (Cue), poi, sempre al mattino, il tavolo di confronto promosso dall’Autorità di bacino del Po per fare il punto sulla realizzazione dell’idrovia ferrarese. Infine, nel pomeriggio, i due sopralluoghi al maxi-cantiere per liberare dalla sabbia il porto canale di Porto Garibaldi e agli interventi idraulici per facilitare il ricambio dell’acqua marina nella sacca di Goro.

Un’intera giornata fitta di impegni istituzionali e altri appuntamenti di lavoro quella trascorsa oggi nel ferrarese dall’assessore regionale all’Ambiente, difesa del Suolo e Protezione civile, Irene Priolo, per rendersi conto di persona dello stato di avanzamento di alcuni importanti progetti finanziati dalla Regione che interessano il territorio provinciale. Con una puntata finale nell’area boschiva della Mesola, dove nei giorni scorsi sono scoppiati a breve distanza due incendi di origine dolosa.

La visita dell’assessora Priolo, accompagnata nelle prime due tappe dall’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano, è partita dal polo fieristico del capoluogo estense, dove entro un paio d’anni sorgerà, su un’area di quasi 30 mila metri quadrati, una sorta di “Cittadella” della protezione civile regionale, formata dal nuovo Centro regionale di protezione civile (Cerpic) e dal Centro unificato regionale (Cup).

“La realizzazione del polo ferrarese della protezione civile- ha sottolineato l’assessora Priolo alla consegna dei lavori- rappresenta un’esperienza unica a livello regionale perché concentrerà in un’area ristretta molteplici strutture e servizi attualmente sparsi sul territorio provinciale, favorendo così l’integrazione e la razionalizzazione delle attività”.

“Si tratta di un doppio investimento di carattere strategico per la protezione civile dell’Emilia-Romagna- ha aggiunto Calvano- del costo complessivo di 5,6 milioni di euro, di cui 4,4 milioni stanziati dalla Regione per il nuovo Cerpic, ai quali vanno aggiunti altri 1,2 milioni per la realizzazione del Cup, di cui 800 mila euro sempre dal bilancio regionale e 400 mila dal Comune di Ferrara”.

 

Cosa prevede il progetto 

Il progetto del nuovo Cerpic, che prenderà il posto di quello attuale che ha sede a Tresigallo (Fe), la cui struttura è stata danneggiata dal terremoto del 2012, è frutto di un accordo di programma tra Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune e di Ferrara. L’immobile, un edificio di 4.500 metri quadrati dall’elevata efficienza energetica e costruito secondo le regole antisismiche, sarà realizzato entro l’anno prossimo. Sarà invece completato entro il 2022 il nuovo Cup, che ospiterà tra l’altro la sala operativa unificata della protezione civile ed accoglierà anche la sede del coordinamento provinciale del volontariato.

Nel pomeriggio, dopo l’incontro promosso a fine mattinata dall’Autorità di bacino del Po per fare il punto sulla realizzazione dell’idrovia ferrarese – un’opera unica in Italia per dimensioni e complessità, finanziata dallo Stato con 145 milioni di euro e  che ha come obiettivo lo sviluppo di un sistema di mobilità su acqua alternativo a quelli su gomma e ferro lungo l’asse Pontelagoscuro-Comacchio -, l’assessora Priolo si trasferirà a Porto Garibaldi per un sopralluogo al cantiere dei lavori per liberare il porto canale da circa 100mila metri cubi di sabbia accumulati dalle mareggiate.

Un intervento del costo complessivo di 870 mila euro, di cui 400 mila messi a disposizione dalla Regione e i restanti 470 mila dal Comune di Comacchio, che ha il duplice obiettivo di ristabilire le condizioni di sicurezza per la navigazione e, con la sabbia estratta, risistemare le spiagge dei lidi ferraresi erose dal mare. I lavori, partiti il 27 maggio scorso, proseguono giorno e notte per accelerare al massimo i tempi di realizzazione dell’intervento, in considerazione dell’avvio della nuova stagione turistica.

A Goro Irene Priolo visterà il cantiere da oltre 640 mila euro per la realizzazione di un manufatto idraulico, con paratoie mobili, in grado di mantenere una corretta ossigenazione  dell’acqua all’interno della Sacca, specialmente nel periodo estivo, quando c’è il rischio di anossia (mancanza di ossigeno nel mare). Un intervento che rientra in parte nel progetto europeo Life Agree di grande importanza anche per l’economia che vive sull’allevamento dei mitili.

Infine il sopralluogo per rendersi conto di persona dei danni, molto ingenti, provocati dai due grossi incendi di origine dolosa scoppiati nei giorni scorsi nell’area boschiva della Mesola.

Formigine, approvato in Consiglio comunale il bilancio consuntivo 2019

Si è tenuto al castello ieri sera (giovedì 4 giugno) la seduta Consiglio comunale di Formigine. Buona parte dei lavori è stata dedicata ai conti del Comune, con l’approvazione di quattro delibere: partendo dall’approvazione del bilancio consuntivo 2019 dell’Amministrazione e della Formigine Patrimonio.

Punti essenziali della manovra, la presa d’atto dell’avanzo di amministrazione: su un totale di poco più di 7 milioni, sono disponibili circa 1,9 milioni per fondi liberi (la restante parte sono accantonamenti e risorse vincolate per legge). Le entrate correnti del 2019 si sono attestate su circa 29 milioni di euro, in un quadro fiscale locale complessivo in cui TARI, IMU, addizionale comunale all’IRPEF e tariffe dei servizi individuali erano già bloccate da prima. Le spese correnti del Comune, a consuntivo, si sono quindi attestate a poco meno di 27 milioni.

In aula è stato evidenziato come all’interno di questa cifra ci sia una riduzione di circa 389mila euro l’anno dal 2016 per spese di personale (con il calo dei dirigenti da 5 a 3  e i dipendenti in calo da 209 a 170). In discesa di quasi 200mila euro l’anno dal 2016 la spesa per interessi, parallelamente con il calo del debito. Negli ultimi anni infatti non è stato contratto nuovo indebitamento e lo stesso (consolidato fra Comune ed FP) è in discesa di oltre 20 milioni dal 2012.

Nel 2019 si sono registrati anche oltre 4 milioni di euro di spese in conto capitale. Molto positivo infine l’indicatore di tempestività dei pagamenti alle imprese, che vede il Comune di Formigine liquidare le fatture in tempi rapidi (circa 23 giorni) e in anticipo rispetto alle previsioni di legge.

Oltre ai bilanci 2019, il Consiglio ha approvato all’unanimità la delibera di adozione della variazione di bilancio per il 2020, recependo maggiori finanziamenti governativi destinati per circa 63 mila euro a sanificazione ambienti, misure di sicurezza e acquisto DPI, straordinari del personale impegnato in controlli.

Ultima delibera economico finanziaria approvata quella sulle aliquote IMU 2020, che anche per quest’anno rimangono invariate.

“Il consuntivo 2019 è un bilancio virtuoso in cui continua il calo del debito e in cui aumentano gli investimenti – ha affermato il Sindaco Maria Costi durante il dibattito – si pensi all’efficientamento energetico, alle manutenzioni e ai cantieri in corso nelle scuole, in centro storico e per la tangenziale. Il buon andamento dei conti ci permetterà di lavorare con l’avanzo libero per compensare in parte  le grandi difficoltà a cui purtroppo andrà incontro il bilancio 2020 del Comune per la crisi da Coronavirus. Malgrado questa difficoltà non è nostra intenzione gravare su famiglie e contribuenti formiginesi: anche in presenza della possibilità legale di aumentare le aliquote, noi abbiamo deciso di lasciare completamente invariata la tassazione IMU, e anzi utilizzeremo anche l’avanzo libero dal bilancio 2019 per cercare di aiutare famiglie, imprese, associazioni in difficoltà dopo la crisi da COVID-19”. Nella seconda parte della seduta, sono state approvate due mozioni, una su “Iniziative di sostegno allo sviluppo del commercio elettronico sul territorio comunale” e una seconda sul tema del “Sostegno alla sostenibilità dei trasporti in emergenza COVID-19”.

La seduta, chiusa al pubblico per motivi di sicurezza sanitaria è stata comunque diffusa in streaming per permettere alla cittadinanza di seguire i lavori; i Consiglieri e gli Assessori, pur presenti al castello, sono stati distribuiti nelle diverse sale, le postazioni sono state distanziate secondo i protocolli di sicurezza e tutti gli intervenuti hanno indossato i previsti DPI (mascherine e guanti monouso), distribuiti all’ingresso dal personale in servizio.

Sindaco ed Assessori in visita all’Associazione ‘Il Tulipano’

Il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani, il Vicesindaco Camilla Nizzoli e l’Assessore all’Urbanistica Ugo Liberi hanno fatto visita, questa mattina, alla sede dell’Associazione ‘Il Tulipano’ per ringraziarli per il lavoro svolto soprattutto negli ultimi mesi di emergenza Covid-19.

“E’ stato un momento di forte orgoglio per i Volontari dell’associazione il TULIPANO di Sassuolo- ha commentato il Direttore Davide Posenato – una lunga chiacchierata, nel rispetto delle normative vigenti, per illustrare quanto in questo periodo pandemico, l’associazione si è spesa a supporto delle fasce più fragili. Dalla distribuzione delle spese e farmaci a domicilio, all’approntamento dei mezzi per trasporti Covid su attivazione della Sala Operativa Nazione delle Misericordie d’Italia, movimento a cui l’associazione si è di recente affiliata. Ma l’emergenza non è finita ed i nostri Volontari, sono a disposizione H24 per garantire i trasporti degli utenti dializzati in convezione ASL, l’accompagnamento di privati che hanno riprogrammato le visite specialistiche e soprattutto per i trasferimenti in ambulanza, in altre regioni, per permettere il ricongiungimento famigliare”.

 

Alla fine dell’incontro, è stata consegnato dal Sindaco il gagliardetto del Citta di Sassuolo insieme ad una pregiata stampa raffigurante il Palazzo Ducale.

 

Chiusure notturne su A14 Bologna-Taranto e sul Ramo Verde della Tangenziale di Bologna

Sulla A14 Bologna-Taranto e sul Ramo Verde della Tangenziale di Bologna (Raccordo stazione Borgo Panigale-Tangenziale di Bologna), per consentire lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, nelle tre notti consecutive di lunedì 8, martedì 9 e mercoledì 10 giugno, con orario 22:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio e quello con la A1 Milano-Napoli, verso quest’ultimo.
In alternativa, chi proviene da Ancona ed è diretto verso Milano, sarà deviato sul Raccordo di Casalecchio e potrà poi immettersi sulla A1 Milano-Napoli.

Sarà contestualmente chiusa la stazione di Bologna Borgo Panigale, in entrata in entrambe le direzioni e in uscita per chi proviene da Ancona.
Di conseguenza, sul Ramo Verde, per chi proviene dalla Tangenziale di Bologna, l’uscita sarà obbligatoria sulla SS9 via Emilia, verso Modena.
In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio, o di Valsamoggia, sulla A1 Milano-Napoli.
Nelle stesse notti, ma con orario 20:00-6:00, sulla A14, sarà chiusa anche l’area di servizio “La Pioppa est”, situata nel tratto compreso tra Bologna Borgo Panigale e l’allacciamento con la A1 Milano-Napoli.

Al 16 settembre della scadenza dell’acconto IMU 2020

Con l’approvazione da parte del Consiglio Comunale, nella seduta di mercoledì 3 Giugno, è divenuto ufficiale il rinvio dell’acconto Imu 2020 al 16 settembre 2020, ad eccezione dell’Imu dovuta allo stato per i fabbricati di categoria “d” fino a quando il Governo nons i sarà pronunciato sull’argomento.

A differenza dell’anno scorso il versamento dell’acconto è pari all’imposta dovuta per il primo semestre di quest’anno applicando le aliquote e la detrazione vigenti per l’Imu e la Tasi del 2019. Per i contribuenti è disponibile il software di calcolo direttamente sul sito internet istituzionale del Comune di Sassuolo, al seguente link: https://www.comune.sassuolo.mo.it/aree-tematiche/tributi-imposte-e-tasse

Nel mese di giugno, inoltre, i contribuenti riceveranno l’avviso di pagamento dell’acconto relativo alla tassa rifiuti dovuta per il 2020.  Quest’anno l’acconto dovuto entro Luglio è pari al 25% e non al 70% come negli anni scorsi.

In particolare l’acconto è riscosso nei seguenti termini:

1) Prima rata in acconto con scadenza 1/7/2020  pari al 25 % dell’importo dovuto applicando le tariffe approvate dallo scrivente consiglio per l’anno 2019;

2) Seconda rata in acconto con scadenza 30/10/2020  pari al 25 % dell’importo dovuto applicando le tariffe approvate dallo scrivente consiglio per l’anno 2019.

Il Comune provvederà solo a decorrere dal prossimo ottobre all’invio dell’avviso di pagamento della terza rata di saldo-conguaglio con scadenza dopo il  1/12/2020 applicando le tariffe  approvate dallo scrivente consiglio per l’anno 2020.

Nell’applicazione della rata di saldo-conguaglio si terrà conto di quanto disposto dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) con la delibera del 5/5/2020 n.158 in merito alle riduzioni previste a favore delle utenze non domestiche e di quelle domestiche.

È previsto il ricevimento del pubblico allo sportello esclusivamente su appuntamento telefonico e solo ed esclusivamente in caso di necessità non rinviabile. Lo sportello tributi presso i quadrati riceverà su appuntamento telefonico nei giorni da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle ore 13,30. Per telefono (Tari 0536-880937 – Imu-Tasi 0536-880758 0536-880822  riscossione 0536-880940)  e  per mail (tributi@comune.sassuolo.mo.it)

Alloggi di edilizia residenziale pubblica: avviso pubblico per l’aggiornamento delle graduatorie

E’ possibile scaricare l’avviso pubblico per l’aggiornamento delle graduatorie ai fini dell’assegnazione degli alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) nei Comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Frassinoro, Maranello, Montefiorino, Palagano, Prignano sul Secchia e Sassuolo. Possono presentare la domanda tutti i cittadini residenti nei Comuni facenti parte dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico in possesso dei requisiti previsti dalla delibera regionale n. 15 del 9 Giugno 2015, come precisati dal Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico approvato con Delibera del Consiglio dell’Unione n. 35 del 28/11/2016 ed integrati dalla delibera di Giunta regionale n. 613 del 2 maggio 2018.

Le domande dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 12.00 del 30 giugno.

Per il Comune di Sassuolo le nuove domande e gli aggiornamenti si potranno presentare previo appuntamento telefonando allo Sportello Casa al numero 0536 880754 (parlando con un operatore o lasciando un messaggio in segreteria telefonica) o inviando una e-mail a sportellocasa@sgp.comune.sassuolo.mo.it

 

A22, il presidente della Provincia, Tomei scrive a Bonaccini e al ministro De Micheli: “avviare i lavori su terza corsia, Cispadana e Bretella”

«Procedere rapidamente alla definizione delle condizioni per l’avvio della terza corsia Modena-Verona, della bretella Campogalliano-Sassuolo e della Cispadana.» Lo scrive il presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei in una lettera al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Paola de Micheli e al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Nella lettera, Tomei sottolinea che avviare queste opere «porterebbe investimenti e lavoro in un momento estremamente complesso e delicato per l’economia del Paese, e il miglioramento dei collegamenti garantirebbe maggiore competitività agli importanti distretti produttivi modenesi ed emiliani, migliorando l’accesso all’export delle merci verso l’Europa e il Mondo. Per queste motivazioni, prosegue Tomei, chiedo di poter avviare un confronto in tempi rapidi per monitorare e sollecitare lo stato di avanzamento degli iter procedurali delle opere menzionate».

Tra gli argomenti che destano particolare preoccupazione, c’è quello legato alla realizzazione della Campogalliano-Sassuolo, per il quale «i comuni attraversati e interessati dal passaggio dell’importante arteria, sono ancora in attesa di visionare e confrontarsi con enti e autorità competenti potendo disporre del progetto esecutivo, come più volte formalmente richiesto, anche per scongiurare un attraversamento del tracciato in Comune di Modena, che comprometterebbe la funzionalità dell’area destinata a scalo merci, così come dal confronto avviato nell’ottobre scorso presso il Ministero Infrastrutture e Trasporti dove era emersa la disponibilità del Ministero a considerare le esigenze degli Enti interessati e le eventuali modifiche progettuali».

L’emergenza causata dalla epidemia del virus covid-19, si legge ancora nella lettera, ha portato ad una ulteriore proroga del termine per giungere alla definizione delle condizioni che consentirebbero ad Autostrada Autobrennero SpA di poter essere concessionario del tratto autostradale in oggetto, da ciò ne deriva un elemento di preoccupazione legato ad un possibile slittamento temporale della realizzazione di numerosi investimenti collegati alla concessione.

Dopo l’accordo con il Governo siglato lo scorso anno, devono essere completate le procedure per la creazione di una società interamente pubblica che gestirà per 30 anni l’autostrada, con la partecipazione da parte della Regione Trentino-Alto Adige, le Province di Bolzano e di Trento, le Province di Modena e Reggio Emilia, Mantova e Verona, i Comuni e le Camere di commercio di Mantova e Verona.

 

206° annuale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Un anno denso di ricorrenze

Ricorre oggi il 206° annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, che quest’anno assume un significato ancora più profondo in quanto coincide con il centenario della concessione della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera di Guerra dell’Istituzione, per il valore dimostrato e il sangue versato durante il primo conflitto mondiale. Era il 5 giugno 1920 e da allora in questa data si celebra la Festa dell’Arma, nata come “Corpo dei Carabinieri reali” il 13 luglio del 1814.

Il Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, il Comandante Generale, Gen C.A. Giovanni Nistri, e i Presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Opera Nazionale di Assistenza per Orfani dei Militari dell’Arma hanno onorato la ricorrenza rendendo omaggio questa mattina ai Caduti, con la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario del Museo Storico dell’Arma.

Le misure di contenimento della pandemia non hanno consentito di prevedere la tradizionale cerimonia militare, ma come ha ricordato il Comandante Generale nel messaggio rivolto a tutti i carabinieri “la solennità ideale della ricorrenza è interamente riposta nella confermata adesione di tutti ai valori fondanti dell’Istituzione. Tali principi sono emblematicamente sottesi nella concessione, esattamente cento anni fa da oggi, della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla nostra gloriosa Bandiera e hanno ricevuto rinnovata attestazione nelle attività condotte durante l’emergenza sanitaria. Sin dal suo insorgere l’Arma tutta, dai minori livelli ordinativi in su e ovunque sul territorio nazionale, ha rappresentato la più immediata espressione della prossimità dello Stato ai cittadini, dimostrandosi ancora una volta concreta interprete di quel ruolo di rassicurazione, solidarietà e protezione che è patrimonio unanimemente riconosciuto della Sua storia”.

Un contributo prezioso quello offerto dai Carabinieri in questi difficili frangenti, al pari di quello nell’ordinario contrasto a ogni forma di criminalità, reso con abnegazione silenziosa, spesso mettendo a rischio la propria incolumità. Un pericolo reale, testimoniato dai tanti Caduti di ogni tempo, basti ricordare l’eroismo del Vice Brigadiere Salvo d’Acquisto, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, di cui il prossimo 17 ottobre ricorre il centenario della nascita, e l’esempio del Mar. Magg. Vincenzo Carlo Di Gennaro, ai cui famigliari ieri il Generale Nistri ha personalmente consegnato la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, e ultimi, in ordine di tempo, i Caduti App. Sc. Emanuele Anzini e Vice Brig. Mario Cerciello Rega.

Fin dalla sua nascita l’Arma dei Carabinieri è al fianco degli italiani per garantire loro sicurezza e prossimità attraverso la capillare diffusione sul territorio delle oltre 4500 Stazioni e Tenenze territoriali, alle quali si aggiungono le circa 1.000 Stazioni forestali, e contribuisce alla tutela di interessi collettivi attraverso l’impegno dei reparti specializzati. Per far ciò, ha spesso adeguato la propria struttura organizzativa, mantenendosi saldamente ancorata ai propri valori. In quest’opera di continuo rinnovamento cento anni fa nascevano la scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze, i Battaglioni Mobili e la Banda musicale dell’Arma.

“La professionalità degli uomini e delle donne dell’Arma presenti in numerose aree del mondo, inquadrati in contingenti multinazionali e interforze a fianco dei colleghi di Esercito, Marina e Aeronautica” è stata sottolineata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa nel suo messaggio augurale per la ricorrenza, evidenziando tra l’altro “lo straordinario impegno per favorire la pacifica convivenza tra i popoli e dare sostegno e migliori prospettive di vita in luoghi e terre remote”.

Il Ministro della Difesa ha invece posto l’attenzione sull’innata capacità dei carabinieri di essere, con garbo e discrezione, sempre vicini ai cittadini, che sanno di poter trovare in ciascun di loro un riferimento sicuro e una mano tesa nelle difficoltà. L’On. Guerini ha pertanto invitato le donne e gli uomini dell’Arma ad essere “fieri ed orgogliosi di questo rapporto privilegiato con gli italiani costruito in più di due secoli di vita, alimentato quotidianamente per garantire sicurezza, legalità e ordine.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un messaggio indirizzato al Generale Nistri, ha rivolto l’augurio più fervido degli italiani a tutti i carabinieri, sottolineando la dedizione dimostrata in questo periodo particolarmente difficile che “ha confermato quel rapporto di naturale relazione e fiducia con la gente, garantendo la prossimità rassicurante dello Stato, solidarietà e concreta assistenza”. Lo spirito di sacrificio dei militari dell’Arma in favore delle comunità loro affidate è testimoniato anche dall’elevato numero di contagiati e di deceduti, ha proseguito il Capo dello Stato, che ha voluto esprimere la vicinanza e la riconoscenza della Repubblica ai Caduti di ogni tempo e ai loro familiari.

 

Prevenzione dissesto idrogeologico e pacchetto giovani: la Regione accoglie tutte le richieste

Prevenire i danni da frane e favorire il rinnovo generazionale in agricoltura. Muove da questi obiettivi strategici l’approvazione, da parte della giunta regionale, dei provvedimenti che aggiungono 13,5 milioni di euro alle risorse già previste dai bandi per la prevenzione dei danni da frane all’agricoltura e ai giovani imprenditori per il premio di primo insediamento e per i contributi agli investimenti effettuati per lo sviluppo delle loro aziende agricole (Pacchetto giovani 2019).

“Contrastare il dissesto e favorire il ricambio generazionale in ambito agricolo sono temi centrali della politica agricola regionale, azioni strategiche per il supporto territoriale e dell’impresa- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. L’agricoltura è una delle sfide globali del nostro tempo e ha bisogno del supporto costante delle istituzioni, per rafforzare le aree di produzione agricola territoriale e le persone che ci lavorano. Per noi l’obiettivo è liquidare tutte le risorse possibili e dare massimo sostegno alle imprese e al territorio. Grazie a questi investimenti siamo riusciti a esaurire le graduatorie del Piano di sviluppo rurale che sosteneva le due misure”.

Le risorse inizialmente disponibili per il bando per la prevenzione dei danni da frane all’agricoltura ammontavano a più di 16,8 milioni di euro e avevano consentito il finanziamento di 173 domande su 259 pervenute e risultate ammissibili, con l’ulteriore stanziamento di 8 milioni tutte le domande sono state soddisfatte.

Gli oltre 5,5 milioni di euro che vanno a potenziare il bando “Pacchetto giovani 2019” portano a 15,5 milioni di euro le risorse complessive, consentendo così di finanziare tutti i 72 progetti ammissibili, inizialmente non accolti, ed esaurire la graduatoria del quinto bando per giovani agricoltori di questa programmazione.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 6 giugno

Al mattino cielo in prevalenza sereno, salvo un po’ di nuvolosità sulle zone di pianure settentrionali. Dal pomeriggio attività cumuliforme sparsa con possibilità di locali rovesci anche temporaleschi, più probabili sul settore centro-occidentale e zone prossime al Po. Temperature: senza variazioni di rilievo le minime, con valori attorno a 16/17 gradi. Massime in lieve aumento, con valori attorno a 27/28 gradi, qualche grado in meno lungo la costa. Venti: prevalentemente deboli o temporaneamente moderati sud-occidentali sui rilievi e sulla Romagna, deboli variabili altrove. Mare: poco mosso o localmente mosso.

(Arpae)

206° Anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri

Questa mattina a Modena, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno commemorato il 206° anniversario della fondazione dell’Arma. Quest’anno, nel rigoroso rispetto di tutte le precauzioni volte a contenere la diffusione del virus COVID-19, nella piazza d’armi della storica caserma dell’Arma di Viale Tassoni non si è schierata la Compagnia di formazione su tre blocchi di formazione, né i Gonfaloni e i Labari, e non erano presenti invitati.

Tutto si è svolto in un contesto di sobrietà.

Alle 10.00, il Comandante Provinciale, Colonnello Marco Pucciatti, ha accolto il Prefetto di Modena, Dott. Pierluigi Faloni, a cui sono stati tributati gli onori con i consueti tre squilli di tromba da parte del trombettiere, un giovane ragazzo di 14 anni originario della provincia di Modena che studia al Conservatorio locale. Il Prefetto e il Comandante hanno deposto una corona di fiori ai militari dell’Arma caduti in servizio, portandosi simbolicamente davanti al monumento dedicato al Carabiniere Medaglia d’Oro al Valore Militare Emanuele Messineo, caduto in servizio il 23 settembre 1974, a soli 25 anni, durante una rapina in banca a Maranello. A lui è intitolata la caserma di Viale Tassoni, già sede del Comando Provinciale e dal 2003 sede di una delle tre Stazioni Carabinieri del capoluogo modenese. Qui la deposizione della corona è avvenuta per mano di due carabinieri in grande uniforme della Compagnia di Modena. A rafforzare l’emozione di quel momento solenne ha contribuito il trombettiere, con il consueto silenzio d’ordinanza. Per l’occasione, tutti i Comandi Arma della provincia di Modena hanno esposto, per l’intera giornata, la Bandiera nazionale e quella europea.

La Festa dell’Arma ha da sempre costituito un momento per tracciare alcune considerazioni sulle attività espletate nell’anno dai Carabinieri nella provincia. Il Comandante Provinciale, esprimendo alcune considerazioni sull’attività istituzionale, ha sottolineato che l’Arma di Modena, grazie alla capillare distribuzione sul territorio dei suoi 45 reparti (4 Compagnie, 2 Tenenze e 39 Stazioni), ha assolto i propri compiti a fianco e a tutela dei cittadini in tutti i 47 comuni della provincia con immutato impegno, rinnovando il consueto spirito di sacrificio e il senso di responsabilità soprattutto nei primi mesi dell’emergenza sanitaria COVID-19 quando, sotto il coordinamento della Prefettura di Modena, i militari dell’Arma sono stati impegnati, al fianco delle altre forze di polizia e di tutti gli attori sociali preposti, nelle attività di controllo del rispetto delle prescrizioni per il mantenimento del lockdown. Come tutti sappiamo, tale azione sinergica si è rivelata determinante per rallentare la diffusione del contagio. La situazione emergenziale, nel limitare la circolazione delle persone, ha limitato conseguentemente i reati di strada per i quali l’Arma interviene comunque in maniera diffusa in tutta la provincia, procedendo per oltre l’80% dei reati denunciati. 480 le persone arrestate nella flagranza di reato, durante o subito dopo la consumazione, e deferito altre 5.465 persone all’Autorità Giudiziaria a seguito di indagini. Assicurati alla giustizia gli autori di 889 furti e 93 rapine. Le 11.059 pattuglie che sono state dispiegate sul territorio provinciale nel corso dell’anno hanno controllato 77.987 persone e 62.202 veicoli. So stati assicurati alla giustizia Particolare impegno è stato profuso nelle attività a tutela delle fasce deboli, intendendo come tali sia i giovani rispetto all’uso e alla diffusione delle droghe, sia gli anziani, con riguardo alle truffe che li vedono spesso come obiettivi da colpire, sia le violenze contro le vittime fragili (donne o uomini) commesse in contesti familiari o durante/al termine di relazioni sentimentali. È proseguita l’attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto nei pressi delle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile, con notevoli risultati operativi che si traducono in 98 persone arrestate in flagranza e 112 denunciate. La prevenzione si è concretizzata con decine di incontri con studenti adolescenti nelle scuole secondarie di secondo grado e in successive visite delle scolaresche ai reparti dell’Arma, in cui i carabinieri hanno evidenziato la pericolosità delle sostanze stupefacenti. L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della formazione alla cultura della legalità, nel cui ambito un’importante ruolo ha assunto la campagna nata dalle intese tra il Comando Provinciale e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia- Romagna — Ufficio VIII – Ambito territoriale per la provincia di Modena in materia di rispetto dell’ambiente, cambiamenti climatici e qualità della vita delle generazioni future.

Nell’attività di prevenzione e contrasto alle truffe in danno di anziani, si ricorderà la campagna promossa dalla Prefettura di Modena, in collaborazione con LAPAM Confartigianato che ha consentito di operare una capillare sensibilizzazione delle persone anziane sull’adozione di semplici regole per intuire i tranelli dei truffatori. Conferenze sul tema sono state effettuate dall’Arma e dalle altre forze di polizia in tutti i maggiori punti di ritrovo e aggregazione di anziani, le bocciofile, i centri di ritrovo, le associazioni di volontariato fino ad arrivare nelle chiese dove, al termine delle funzioni religiose, i Marescialli sono entrati in contatto con i parroci e migliaia di fedeli raccontando i casi concreti di raggiri registrati sul territorio ad opera di bande organizzate. L’attività di contrasto a tali reati ha consentito in più occasioni, di pervenire all’identificazione di truffatori e di sviluppare poi le successive indagini. La lotta alle violenze domestiche, dal 9 agosto 2019, con l’entrata in vigore della nuova normativa sulle violenze domestiche e di genere, nota anche come “Codice Rosso”, ha visto anche i reparti dell’Arma, in sinergia con le altre forze di polizia, impegnati nelle attività di intervento e tutela delle vittime, in uno strettissimo rapporto con l’Autorità Giudiziaria. Per questo, le due sale ascolto per le audizioni protette realizzate nel tempo presso il Comando Provinciale di Modena e presso la Compagnia di Carpi si sono rivelate di grande utilità e funzionalità, aumentando il livello di riservatezza e di protezione in cui maturano meglio le attività di tutela. Nelle attività di controllo del territorio, non è mancato l’apporto dei reparti speciali. Tra questi i due ubicati nella provincia, il Nucleo Tutela del Lavoro e i Carabinieri Forestali, ai quali si sono aggiunti quelli ubicati fuori provincia e competenti anche sul territorio modenese, tra cui il Nucleo Operativo Ecologico e il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale a Bologna e il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità e il Nucleo Carabinieri per la Tutela Agroalimentare a Parma, tutti operativi nelle rispettive aree di competenza a tutela degli interessi diffusi della comunità. Ma non potremmo concludere la nostra analisi senza un particolare ringraziamento a tutti i Carabinieri ed in particolare ai 37 militari che sono rimasti feriti e contusi in attività di servizio.

PRINCIPALI OPERAZIONI DI SERVIZIO.

Mediazione e arresto di una donna che minacciava di uccidere la figlia. Il 24 settembre 2019, personale del Reparto Operativo e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo, attraverso il negoziatore del comando Provinciale e con l’ausilio della SOS di Bologna, dopo lunga attività negoziale, procedevano all’arresto di cittadina Nigeriana che si era asserragliata in casa per impedire l’intervento dei servizi sociali che dovevano procedere all’allontanamento della figlia minore. Nelle fasi preliminari dell’operazione, la cittadina straniera, con un grosso coltello, feriva ad un piede l’App.Sc. Q.S. Danilo Martano dell’Aliquota Operativa.

Sequestri di beni alla famiglia di Gualtieri (RE), legata alla cosca Grande Aracri. Il 19 novembre 2019, in collaborazione con il ROS di Roma (Servizio Centrale – 1^ Reparto Investigativo – 3^ Sezione), il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per 9 milioni di euro emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bologna a carico della famiglia cutrese dei Muto, da anni residente a Gualtieri intronea alla cosca di ‘ndrangheta operante in Emilia Romagna, collegata alla locale di Cutro della famiglia Grande Aracri. Il provvedimento emesso nei confronti di A.M., detenuto già condannato in primo grado nella nota indagine Aemilia e di 5 altri soggetti, tra familiari e conoscenti, ha riguardato un complesso immobiliare sito a Gualtieri, nonché cinque società operanti nel settore della logistica, dei trasporti, nonché in quello immobiliare, aventi le rispettive sedi legali nelle province di Reggio Emilia, Mantova e Parma.

Arresto di 7 persone autori di 323 furti e 2 rapine presso centri di raccolta di rifiuti. Il 15 maggio 2020, il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo ha eseguito, nelle provincie di Modena e Brescia, una misura custodiale in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di 7 cittadini italiani, ritenuti responsabili di 323 furti aggravati e continuati in concorso e di 2 rapine. L’indagine, condotta da giugno 2019 a febbraio 2020, ha consentito di documentare l’operatività nella provincia di un gruppo di persone di origine nomade, residenti in due campi e in alcuni appartamenti nei Comuni di Modena e a Castelnuovo Rangone, dediti ai furti in due Centri di Raccolta del Comune di Modena, gestiti in regime di concessione pubblica dalla società multiservizi “Hera S.p.A.”.

Rivolta dei detenuti al carcere di Modena. L’8 marzo 2020, alle ore 14.00, in alcuni settori della Casa Circondariale Sant’Anna di Modena circa 120 detenuti dei 580 ristretti in totale, innescavano una rivolta riuscendo a prendere possesso dell’intera struttura, dando fuoco ad alcune sezioni, arrivando al tunnel di uscita contiguo all’ufficio matricola e tentando l’effrazione del cancello che separava le mura perimetrali dall’area cortiliva di recinzione. L’immediato intervento in forza dei militari del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Modena e del personale della locale Questura, in supporto a quello già presente della Polizia Penitenziaria, permetteva di contenere l’impeto dei rivoltosi impedendo che questi potessero oltrepassare l’ultimo cancello che avrebbe permesso la fuga dal penitenziario. Il successivo sopraggiungere dei rinforzi delle quattro Compagnie Carabinieri, del 5^ RGT Carabinieri “Emilia Romagna” (SOS, API e SAT), per un totale di 106 militari schierati e di militari di altri Comandi Provinciali Carabinieri limitrofi (Bologna, Reggio Emilia e Ferrara), congiuntamente al personale del Reparto Mobile della Polizia di Stato, garantiva la completa cinturazione dell’area e la messa in sicurezza del penitenziario dopo oltre 24 ore dall’inizio della rivolta. Nel corso dell’azione di contenimento iniziava una lunga trattativa che si concludeva il giorno successivo con la resa graduale di tutti i rivoltosi e la riconquista dell’Istituto ad opera della Polizia Penitenziaria. La rivolta si concludeva con il decesso di nove detenuti per overdose di psicofarmaci e metadone prelevati dall’infermeria, prima di devastarla completamente.

Esecuzione di un fermo d’indiziato di delitto per tentato omicidio. Il 29 maggio 2020 i Carabinieri della Compagnia di Carpi, al termine di serratissime indagini di polizia giudiziaria, hanno eseguito un fermo d’indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Modena, nei confronti di un 50enne pizzaiolo incensurato, sul conto del quale sono stati raccolti gravi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine al tentato omicidio di un operaio 54enne di Finale Emilia, che alle ore 9.30 del giorno 23 maggio 2020, mentre attraversava a piedi un parco pubblico di Finale Emilia, era stato aggredito e colpito al collo con un cutter.

Ingenti sequestri di sostanze stupefacenti. Il 25 maggio 2020 in Modena è stato arrestato un 27enne modenese che aveva acquistato tramite dark-web 12gr. di Marijuana, 50 pasticche di MDMA e 10 gr. di ketamina, nella circostanza veniva operato il sequestro di 86.100 euro ritenute provento dell’attività di spaccio. Il 29 maggio 2020 in Modena è stata tratta in arresto in flagranza di reato una coppia che deteneva nell’abitazione 3,2 kg di cocaina, 3,4 kg. di hashish, 24 gr. di Marijuana e due pistole cal. 38 rubate a Modena nel 2018, sequestrando anche 86.000 euro ritenuti provento delle attività di spaccio.

 

Lunedì notte in A1 chiusa l’entrata della stazione di Fidenza

Sulla A1 Milano-Napoli, per lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, dalle 21:00 di lunedì 8 alle 6:00 di martedì 9 giugno, sarà chiusa l’entrata della stazione di Fidenza, sia verso Milano sia in direzione di Bologna.
In alternativa si consiglia di entrare alla stazione autostradale di Fiorenzuola, sulla stessa A1 o di Parma ovest, sulla A15 Parma-La Spezia.

Inps: necessaria una DSU valida per ottenere il Reddito di Emergenza

L’esame delle prime richieste di Reddito di Emergenze (REm) pervenute all’Inps ha evidenziato come numerose domande siano prive di una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) valida.
L’Istituto ha illustrato con la circolare n. 69 del 3 giugno 2020 le norme che disciplinano il REm, la nuova misura di sostegno economico introdotta con il decreto legge n. 34/2020 (articolo 82) in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Nella circolare è precisato che fra i requisiti richiesti al momento della presentazione della domanda, in aggiunta a quelli socio-economici previsti dalla legge, è indispensabile la presenza di una DSU valida.
In mancanza, la domanda non potrà essere accolta e sarà quindi necessario presentare una DSU valida e, successivamente, una nuova domanda di REm.

Si ricorda che le domande possono essere presentate entro e non oltre il 30 giugno 2020, attraverso i seguenti canali:
–        online, dal sito www.inps.it, autenticandosi con PIN, SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) e CIE (Carta di Identità Elettronica);
–        tramite i servizi offerti dai Patronati.

Messori (Fratelli d’Italia Formigine): “Nessuna sanzione ad hoc per chi abbandona mascherine e guanti”

Mascherine e guanti in lattice gettati ai bordi dei marciapiedi, uno scenario ormai ricorrente nella quotidianità della quarantena che rischia di peggiorare con la fine del lock-down. Secondo uno studio del Politecnico di Torino, per la ripartenza in Italia serviranno 960 milioni di mascherine, mezzo miliardo di guanti e oltre 9 milioni di litri di gel igienizzante al mese; numeri enormi che rischiano di avere un impatto disastroso sull’ambiente.

“La maggioranza formiginese, paladina della tutela ambientale e pronta a scendere in piazza ad ogni Friday For Future, ha deciso di bocciare la mia richiesta di sanzionare in modo esemplare e significativo chi abbandona sul suolo pubblico i dpi, quali guanti in latrice e mascherine, al fine di scoraggiare io fenomeno dell’abbandono indiscriminato e di indurre le persone a comportamenti più civili e di buon senso”.

“Il rischio di comportamenti simili è duplice: da un lato c’è il danno ambientale, dato che la maggior parte dei dispositivi abbandonati sono realizzati in fibre di polipropilene o poliestere oppure in lattice, nitrile, Pvc o altri materiali sintetici. Tutti prodotti che, se non correttamente smaltiti, alla prima pioggia rischiano di finire nei tombini andando direttamente a inquinare fiumi, laghi e mari.

Dall’altro, ai rischi per l’ambiente si somma anche il potenziale danno sanitario, dato che si parla di rifiuti potenzialmente infetti che andrebbero dunque smaltiti nell’indifferenziata, come da indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità”

(Consigliere Marina Messori – Referente Fratelli d’Italia Formigine)

All’Ospedale Infermi di Rimini inaugurazione del primo modulo dell’Hub regionale e nazionale per la Terapia intensiva

E l’Hub regionale e nazionale per la Terapia intensiva, realizzato in pochi mesi grazie al progetto di Regione e Ministero della Salute e a un investimento di 26 milioni di euro, è già una realtà.

Articolato su 6 strutture ospedaliere e ospedaliero-universitarie delterritorio – a Bologna, Modena, Parma e Rimini- rafforza il sistema sanitario regionale, pubblico e universalistico, aumentando la dotazione complessiva di 146 nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva, a cui si aggiungono i 45 creati a Piacenza durante l’emergenza, che diventano strutturali: spazi utilizzabili da subito per curare pazienti in situazioni critiche che richiedano questo tipo di assistenza specialistica nell’ambito dell’attività ordinaria, e ai quali ricorrere per gestire un’eventuale nuova ondata epidemica di pazienti Covid,a disposizione dell’Emilia-Romagna e di tutto il Paese. Con la concreta possibilità che possano ospitare parte dei pazienti ancora oggi ricoverati in terapia intensiva in reparti Covid di altri ospedali, permettendo a tali strutture di tornare appunto all’erogazione di servizi e prestazioni fornite prima dell’emergenza.

E questa mattina all’ospedale Infermi di Rimini l’inaugurazione – con il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – della sede del Covid Intensive Care nel capoluogo costiero.

Quasi 1.600 metri quadrati al quarto piano del palazzetto Dea (Dipartimento Emergenza Accettazione) con 14 posti letto permanenti per la terapia intensiva, estensibili a 18, e 12 per quella sub intensiva, estensibili a 16, a cui si aggiungono ulteriori 900 metri quadrati (2.500 in totale) per 30 letti dedicati alla degenza ordinaria.

Attrezzato con le tecnologie più innovative (tra cui ventilatori polmonari e sistemi infusionali all’avanguardia), il reparto, che può contare anche su un apparecchio per l’assistenza circolatoria e polmonare con circolazione extracorporea, sarà operativo da metà giugno, non appena ultimata l’installazione delle apparecchiature elettromedicali. Si affianca alle altre 5 strutture della rete regionale e nazionale, che verranno inaugurate domani con il ministro della Salute, Roberto Speranza: Policlinico Sant’Orsola e Ospedale Maggiore a Bologna, Ospedale Maggiore a Parma, Policlinico di Modena e Ospedale Civile di Baggiovara. Il ministro, insieme al presidente Bonaccini, sarà anche a Piacenza. La nuova Rete regionale nasce infatti all’interno dei nosocomi esistenti, integrandosi in essi ed entrando a pieno titolo negli spazi operativi del sistema sanitario regionale.

6,1 milioni di euro il costo dell’intervento a Rimini, comprese le attrezzature e la realizzazione di 30 letti ordinari, di cui oltre 1,5 milioni assegnati dalla Regione per l’allestimento dei letti intensivi e sub intensivi, a cui si aggiungono i fondi dell’Ausl Romagna e una donazione di Banca d’Italia fatta nell’ambito della campagna di raccolta fondi della Regione “Insieme si può”, per la quale si sono prestati numerosi testimonial fra giornalisti, attori, musicisti e cantanti, sportivi, ricercatori. E oggi a Rimini erano presenti due di loro: Paolo Cevoli e Gessica Notaro.

A fare il punto su investimenti e funzionamento del nuovo reparto, oggi durante la visita del ministro, anche l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, il commissario dell’Ausl Romagna, Marcello Tonini, e il presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria Romagna, Michele De Pascale. All’inaugurazione anche il capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli.

“Essere oggi qui a Rimini ad inaugurare l’Hub nazionale e regionale per la Terapia intensiva è la dimostrazione che il Paese è ripartito consapevole di saper vivere in una nuova normalità- afferma il ministro Boccia-. Il Coronavirus ha messo tutti a dura prova: dai cittadini che hanno dovuto affrontare momenti difficili, agli operatori sanitari, a imprese e lavoratori, a tutti i livelli istituzionali. Se l’Italia è riuscita a rimettersi in cammino è grazie alla coesione sociale delle nostre comunità e alla solidarietà tra diversi territori e i differenti livelli istituzionali. Il virus non è sconfitto, è ancora tra noi, ma oggi siamo più forti e più consapevoli di una inevitabile convivenza fino all’arrivo del vaccino. L’Hub regionale, con la sua rete di sei strutture disponibili per pazienti Covid e non, fra cui Rimini, e per tutto il Paese, rafforza la rete territoriale della sanità di una Regione che, pur colpita con violenza dal virus, non si è data per vinta e ha dimostrato di essere un’eccellenza nazionale; l’Emilia-Romagna ha saputo dare ancora una volta una bella lezione di concretezza e di costante leale collaborazione con il Governo e con gli enti locali”.

“Nel momento in cui l’emergenza Coronavirus sta finalmente allentando la sua presa, siamo orgogliosi di poter mettere l’esperienza dell’Emilia-Romagna, una delle regioni peraltro più colpite, a servizio del Paese- sottolinea Bonaccini-. E il pensiero va nuovamente a chi non c’è più, alle loro famiglie, ai tanti che hanno sofferto e a chi, tuttora, è sottoposto a cure e assistenza: il nostro impegno, anche su questo Hub regionale e nazionale, guarda anche a loro. Quello che vediamo oggi è un grande esempio di come, lavorando bene e in tempi rapidissimi, si sia riusciti a creare un centro di altissimo livello e una rete diffusa sul territorio che potrà ospitare pazienti della nostra regione e da tutta Italia. Mettendo insieme idee, competenze e risorse, comprese le generose donazioni dei nostri concittadini per la raccolta fondi voluta dalla Regione, diamo vita a una rete strutturale che potenzia e migliora ulteriormente il sistema sanitario regionale, che ha pure ha dato una straordinaria prova di sé durante la crisi, grazie soprattutto a chi ci lavora, e nazionale, a disposizione anche in futuro per affrontare eventuali, diverse necessità sanitarie che richiedano il ricorso alla terapia intensiva e sub-intensiva. Stiamo facendo un passo avanti concreto nella direzione giusta, quella cioè di investire nella sanità pubblica del nostro Paese. In questo, l’Emilia-Romagna dimostra di saper guardare avanti, nell’interesse dei suoi cittadini ma non solo, forte di ciò che ha costruito fin qui e pronta a puntare, anche per il futuro, sulle strutture e soprattutto sulle persone. In questo giorno- chiude il presidente della Regione- il nostro ringraziamento va proprio al personale della nostra sanità, che ha lavorato senza tregua mettendo anche a rischio la propria vita per il bene della collettività, e a tutti coloro che, purtroppo, la vita l’hanno persa”.

 

Il nuovo Hub Covid all’Ospedale Infermi di Rimini

L’Hub dell’Ospedale Infermi di Rimini sorge nel palazzetto del Dipartimento Emergenza Accettazione (Dea), i cui primi due piani operativi furono inaugurati nel 2011. Durante questi mesi di epidemia, il quinto e sesto piano – che erano pronti ma non operativi – sono diventati spazi Covid, permettendo così di scongiurare l’attivazione di un ospedale da campo per i pazienti, molto numerosi, che arrivavano ogni giorno all’Infermi e negli altri ospedali della provincia, tra le più colpite dell’Emilia-Romagna.

Nel frattempo, al quarto piano a inizio aprile è stato dato il via ai lavori per la realizzazione del Covid Intensive Care, predisponendo i 34 posti letto di terapia intensiva e sub intensiva, cui se ne aggiungono 30 di degenza ordinaria che erano quasi pronti, a favore di tutta la Romagna, della regione e del Paese. Sono state completate tutte le opere edili, impiantistiche, meccaniche ed elettriche per approntare e completare le degenze. A stretto giro saranno poi installate le apparecchiature elettromedicali ed è previsto che il reparto sia operativo dal 15 giugno. D’avanguardia le apparecchiature: ogni posto letto di terapia intensiva è servito da sistema di pensili, con un lato attrezzato per il monitoraggio e ventilazione e l’altro dedicato ai più innovativi sistemi infusionali e alla cartella clinica con workstation per l’inserimento diretto “a posto letto” dei parametri. I ventilatori polmonari sono di fascia alta e i letti sono dotati di sistemi antidecubito. I posti letto di sub-intensiva sono tutti monitorati con centrale di monitoraggio e dotati di ventilatori per pazienti in ventilazione non invasiva. Tutti i parametri vitali sono monitorati nel bancone centrale di lavoro posto al centro della stanza e ripetuto nell’area di lavoro dei medici. Oltre ad apparecchiature all’avanguardia di vario tipo (emogasanalizzatore, frigoriferi, sollevapazienti, sistema di sterilizzazione per endoscopi, armadio ventilato di conservazione), il reparto ha a disposizione un apparecchio per l’assistenza circolatoria e polmonare con circolazione extracorporea.

Serviranno 1,5 milioni di euro per la manutenzione del ponte ‘vecchio’ della Veggia

Costerà molto di più, rispetto ai 300 mila euro già accantonati dall’Amministrazione, mettere in totale sicurezza il ponte ‘vecchio’ della Veggia. Serviranno, rispetto alle cifre che Sassuolo e Casalgrande, comproprietari della struttura, prevedevano di spendere, non meno di 1,5 milioni di euro nella migliore delle ipotesi. Lo ha reso noto il Sindaco Gian Francesco Menani in consiglio comunale spiegando come, stando ai primi riscontri seguiti alle analisi che i tecnici hanno fatto, nel corso del mese di maggio, sulla struttura, ci siano criticità che andranno comunque affrontate. Perché se sul breve termine il ponte non presenta problemi, sul lungo periodo si renderanno necessarie manutenzioni cospicue alle volte delle arcate, che presentano fessurazioni sulle quali occorre intervenire.

Menani ha detto di essere in attesa della relazione dei tecnici, informando il consiglio di come sarà necessario coinvolgere tutte le istituzioni a più livelli (sarebbero già state interessate le Province di Modena e Reggio, ma il Sindaco ha chiesto anche ai consiglieri Pigoni e Bargi di attivarsi presso gli organi regionali) per reperire risorse «che oggi – ha detto il Sindaco – i Comuni non hanno». Il milione e mezzo necessario, peraltro, è l’unica soluzione possibile: le altre opzioni sono quelle dell’adeguamento sismico e del rifacimento dell’opera, impraticabili a causa di costi stimati di 4 e 8 milioni di euro.

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